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24 marzo 2019

Dove troverai la gioia?

Dove trovi  la gioia nella tua vita? In ciò che hai o da chi sei? In ciò che ti accade, o da ciò che ti è accaduto, quando hai creduto in Gesù?

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Hai mai pensato al vero significato della parola “gioia”?

Cerchiamo di definirla: lo Zingarelli descrive la gioia così:

“1. sentimento di piena e viva soddisfazione dell’animo; allegria, letizia, felicità: gioia grande, profonda, immensa; lacrime di gioia |saltare per la gioia, essere pazzo di gioia, essere fuori di sé dalla gioia, essere contentissimo, felicissimo
2. persona, fatto o cosa che è causa di felicità, fonte di soddisfazione o di consolazione: una bambina che è la gioia della famiglia; le gioie della vita.

Per cui la gioia può essere  sia un sentimento sia persona, sia una azione.

Che cosa, o chi ti fa provare gioia? E' prodotta da qualcosa (un bel voto di tuo figlio a scuola
la macchina nuova, la vittoria della Lazio nel derby) oppure da qualcuno?

Vorrei leggere assieme un versetto di Isaia: è Dio che parla attraverso il profeta, e dice così:

“Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome del Signore, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza, li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera. I loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi sul mio altare, perché la mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli.” (Isaia 56 :6-7 TILC)

In questo versetto troviamo l'origine della gioia per chi era come me e come te, “straniero” lontano da Cristo, peccatore.

Dove troverà la gioia, secondo Dio  chi prima era straniero ed ora fa parte della sua famiglia amandolo e facendo il suo volere?

Dio fa dire ad Isaia che essi  saranno colmi di gioia attraverso un luogo (il monte e la casa) attraverso la sua presenza (il mio monte - la mia casa...un luogo dove tu abiti) e attraverso un'azione (la preghiera).

Dio faceva parlare così Isaia, perché questo è quello che conosceva Isaia; Isaia parla di una “casa di preghiera” in origine era una tenda nel deserto poi diverrà un tempio a Gerusalemme.

Era il posto dove Dio  aveva deciso di incontrarsi con gli uomini.

Per essere alla presenza di Dio,  per sperimentare la sua gioia,  era necessario andare nel tempio.

Poi, è arrivato Gesù, la cortina del tempio è stata strappata,  non abbiamo più bisogno di un monte,
(vi ricordate cosa disse alla samaritana al pozzo in Giovanni 4:19-24?)... … e ora... che ne è stato del monte e del tempio?

“Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?(1 Corinzi 3:16)

Vi ricordate quello che ho detto poco fa, vero? Che Dio ha promesso di “colmarci di gioia” attraverso un luogo  (e il tempio siamo noi... io e te) attraverso la sua presenza (e lo Spirito di Dio abita in te e in me) … ora manca solo un'azione... Pregare!

In che modo ci colmerà di gioia?

Una domanda che spesso mi viene fatta  è questa:  “Come posso avere gioia  quando le mie preghiere non ricevono risposta,  oppure quando la risposta è no,  o quando ho perso un caro,  o sono ammalato,  disperato o depresso?”

Voglio farti una domanda io: in questo preciso momento, sei felice? Si? No? Voglio risponderti io. No! Non sono felice! Dall'inizio dell'anno  ho visto otto funerali di amici, parenti, conoscenti ho una persona nella mia famiglia con un cancro allo stadio terminale sono in qualche modo parte di due processi ingiusti  per cose che non sono mai state commesse... Sono felice? NO!

Voglio farti un'altra domanda: c'è gioia nella tua vita? Si? No? Voglio risponderti io. Si! Nonostante tutto sono nella gioia. Sono nella gioia a motivo di questo versetto:

“Come il Padre mi ha amato, così anch’io ho amato voi; dimorate nel mio amore.  Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia completa.” (Giovanni 15:9-11)

La mia gioia nasce non da cosa mi succede, ma da chi sono.

La felicità dipende da ciò che mi accade, la gioia da cosa mi è accaduto; sono stato amato da Gesù.

La felicità dipende dal mondo e dal tempo, la gioia dipende da Dio ed è fuori dal tempo. E Dio mi ha detto che mi colmerà di gioia attraverso la preghiera.

Come? Ci sono in generale 4 modi  in cui posso pregare e ricevere gioia:

1. La mia gioia nasce dal lodare Dio

“Mandate grida di gioia al Signore, abitanti di tutta la terra! Servite il Signore con letizia, presentatevi gioiosi a lui!  Riconoscete che il Signore è Dio; è lui che ci ha fatti, e noi siamo suoi; siamo suo popolo e gregge di cui egli ha cura.” (Salmo 100: 1-3)

Il sentiero che porta alla gioia  comincia con lodare Dio.

La lode è una risposta a chi Dio è,  è riconoscere la sua natura,  e spesso comincia con le parole :”Dio tu sei...” l'enfasi è su Dio.

La lode è sempre l'inizio di un rapporto d'amore Pensate a quando vi siete innamorati: la vostra gioia di avere a fianco la persona amata variava se c'era il sole o se era nuvoloso? No. L'importante era che lei, o lui c'era!  E glie lo dicevate! “Ti amo! Sei stupenda! Non posso stare senza te! Lodavate il motivo della vostra gioia.

Dio lo sa! Dio sa che la lode, il riconoscere chi lui è,  aumenta la gioia

Se non stai sperimentando gioia nella tua vita,  è probabile che stai pensando troppo a te stesso  e poco a chi è Dio.

2. La mia gioia nasce dal ringraziare Dio

Se la lode è la risposta a chi Dio è, il ringraziamento è la risposta a quello che Dio fa, è riconoscere che lui è presente nella nostra vita  ed interviene in essa.  Inizia sempre con la frase “Grazie Dio per...” L'enfasi è su di noi,  e su quello che Dio ha fatto per noi.

C'è uno studio scientifico che afferma  che le persone sono tanto più felici  quanto più hanno un atteggiamento di gratitudine  verso coloro che li hanno aiutati... e vivono anche più a lungo!

Paolo senza aver studiato psicologia lo sapeva, e dice:

“Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; radicati ed edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento.” (Colossesi 2:7)

Per cosa vuoi ringraziare Dio?  Fai ora un elenco mentale,  e proseguilo a casa, ma ti avverto: prendi un quaderno, perché non basterà un solo foglio per elencare tutte le cose per cui vuoi ringraziarlo!

3. La mia gioia nasce dal confessare a Dio i miei peccati

C'è un altro studio scientifico  che dimostra come le persone che nascondono segreti a lungo  siano più soggette a depressione... e vivono anche di meno!

Anche Davide, senza aver fatto un solo esame di psicologia, lo sapeva:

“Abbi pietà di me, o Dio, per la tua bontà; nella tua grande misericordia cancella i miei misfatti. Lavami da tutte le mie iniquità e purificami dal mio peccato... Fammi di nuovo udire canti di gioia e di letizia, ed esulteranno quelle ossa che hai spezzate...Rendimi la gioia della tua salvezza, e uno spirito volenteroso mi sostenga”. (Salmo 51: 1-2, 8, 12)

Però, tu potresti dirmi:  “Marco, scusa, come posso avere gioia  quando confesso a Dio che ho disobbedito?

Sapete quando Davide ha scritto questo salmo?  Se aprite le bibbie,  vedrete che qualcuno ha aggiunto un titolo questo

“Salmo di Davide, quando il profeta Natan venne da lui, dopo che Davide era stato da Bat-Sceba.” 

Dio sa che non ci può essere gioia senza perdono.

E per questo che doveva venire Gesù, per riportare la gioia, attraverso il perdono della croce:

“Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia completa.” (Giovanni 15:9-11)

Ci fa piacere ammettere di aver sbagliato? No! Ma la confessione è come un cioccolatino  che è stato ricoperto di sale:  all'inizio fa schifo,  ma se abbiamo la costanza di non sputarlo riceveremo in premio il dolce del cioccolato.

C'è qualcosa che devi confessare a Dio? Un peccato?, Un dubbio? Una paura? Prima ti libererai di esso, prima tornerai ad avere gioia nella tua vita.

4. La mia gioia nasce dal chiedere a Dio

Gesù conosce bene come è fatto Dio e conosce bene come siamo fatti noi, e sa che Dio gioisce  quando andiamo da lui per chiedere. E, per farci stare ancora più sicuri, ci dice che possiamo usare il suo “passi”,  la sua “raccomandazione”

“ Quando verrà quel giorno, non occorrerà più che vi rivolgiate a me per chiedere qualcosa. Potrete domandarla nel nome mio direttamente al Padre, ed egli vi darà quello che chiederete.  Finora non avete mai chiesto nulla nel mio nome. Chiedete ed otterrete, così la vostra gioia sarà completa.” (Giovanni 16:23-24 PV)

E' come se la gioia di Dio di vedere un figlio, una figlia che gli chiede qualcosa sia così grande da traboccare e inondare chi la chiede.

Gesù dice: “Chiedete e otterrete” per cui c'è gioia sì, nel ricevere, ma anche nel chiedere!

Tu potresti dirmi: “Marco, io chiedo... ma non arriva niente! Com'è 'sta cosa?” 

Non c'è una risposta unica: alcune volte può essere  un “non è buono per te”, o un “non adesso”, o un “non quello che è buono, ma quell'altro che è meglio

Ma pensa una cosa: tu stai chiedendo “nel nome di Gesù”: l'ha detto lui:  "Potrete domandarla nel nome mio direttamente” :  E questa è una bella sfida. Perché significa pregare le cose  che anche Gesù pregherebbe. Significa chiedere le cose  che anche Gesù chiederebbe al Padre!

Hai mai riflettuto, quando chiedi a Dio: “Ma Gesù, lo chiederebbe questo?”

Poi, ci sono altre volte che chiedi cose che sembra ovvio che Gesù chiederebbe: un lavoro dopo dieci anni di disoccupazione, un marito che torni ad amarti, un figlio che diventi credente, una sorella che guarisca dal cancro... e non accade!

Paolo dice:

“Anche quelli che sono morti in Cristo sono dunque periti.  Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miseri fra tutti gli uomini.  Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti.” (1 Corinzi 15:18-21)

Attenzione: Paolo non dice  che non dobbiamo sperare NULLA da questa vita, ma che non dobbiamo sperare SOLTANTO per questa vita.

Viviamo in un mondo caduto, accade un po' di bene, ma accade anche il male  nonostante la fede... anche chi ha fede si ammala e muore.

Ma ricordate che la felicità  dipende da ciò che mi accade, e la malattia, le disgrazie, la morte  non mi rendono felice.

Ma la gioia dipende da cosa mi è accaduto; e che cosa è accaduto? Che Cristo è risuscitato dai morti, dice Paolo! Che Gesù ha vinto la morte per darci una nuova vita  eterna, senza più male, e assieme a lui!

Conclusione

Per essere il tempio della preghiera  debbo sperimentare la gioia della preghiera.

E la preghiera è un atto di gioia che nasce


  • dal lodare Dio,
  • dal ringraziare Dio,
  • dal confessare a Dio,
  • e dal chiedere a Dio.

Se sperimenteremo questo nella nostra preghiera,  Dio ci ha promesso  che abiterà assieme a noi.

“Tu mi hai messo in cuore più gioia di quella che essi provano quando il loro grano e il loro mosto abbondano. In pace mi coricherò e in pace dormirò, perché tu solo, o Signore, mi fai abitare al sicuro.” (Salmo 4:7-8)

Preghiamo.


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