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31 marzo 2019

A chi preghi, tra Padre, Figlio e Spirito?

Dio è Padre... ma anche Figlio... e Spirito Santo. E' sufficiente rivolgersi ad uno dei tre? e, se si, a quale dei tre? Gesù stesso ci fornisce la risposta. 

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Vorrei iniziare con una domanda: “Quando preghi, a chi preghi?”

(… a Dio... a Gesù... allo Spirito Santo...?)

Nutro un profondo amore per voi,e so che nessuno preghi alla Madonna del Monte, a San Flaviano, a Santa Margherita o ad altro.

Tu mi puoi rispondere: “Marco, io prego a Dio!” Io ti chiedo ancora: chi è Dio?

Tu mi dici allora: “Dio è il Padre!” Ma Dio è anche il Figlio da Lui mandato, Gesù.  Ma Dio è anche lo Spirito Santo, mandato da Gesù

Quale è il tuo “audience la mattina (o la sera?) Alle tue preghiere è presente Gesù,  o lo Spirito Santo,  o il Padre?

Un pastore raccontava che da bambino  pensava che i tre fossero presenti alle sue preghiere,  seduti davanti a lui: lo Spirito Santo  prendeva appunti,  poi si girava verso Dio e Gesù, e chiedeva “Chi di voi due vuole rispondere a questa?”

Ci hai mai pensato? Forse i tre fanno turni di otto ore ciascuno? Oppure lo Spirito Santo copre le cose facili (il mal di gola) Gesù le cose difficili (la broncopolmonite) e Dio quelle difficilissime (il tumore)?

Tu potresti,  a ragione, dirmi: “Ma Marco, è davvero importante sapere a quale dei tre prego? Che differenza fa? Io prego Dio... poi chi si occupa di prendere le mie preghiere non è affar mio!

Tendenzialmente potrei dirti: hai ragione! Se non che,  Gesù ha dato delle istruzioni molto chiare in merito. E se una cosa è importante per Gesù, allora è importante  per me che voglio seguire Gesù.

A Gesù in Luca 11:1 viene chiesto dai discepoli: “Gesù, insegnaci a pregare!”. (Luca 11:1)

Come di pregava PRIMA di Gesù? Più o meno, si pregava così:

“Ed Eliseo pregò e disse: «Signore, ti prego, aprigli gli occhi, perché veda!»” (2 Re 6:17)

“Il re Sedechia mandò Ieucal, figlio di Selemia, e Sofonia, figlio di Maaseia, il sacerdote, dal profeta Geremia per dirgli: «Prega per noi il Signore, nostro Dio».” (Geremia 37:3)

“Ezechia pregò il Signore, dicendo:«Signore degli eserciti, Dio d’Israele, che siedi sopra i cherubini! Tu solo sei il Dio di tutti i regni della terra; tu hai fatto il cielo e la terra.” Isaia 37: 15-16)

Per prima cosa: non si poteva usare il nome di Dio. Nella Torah, ovvero i primi cinque libri della Bibbia (il Pentateuco) il nome dei Dio veniva scritto così:



Siccome in ebraico le vocali non si scrivono,  ma si scrivono solo le consonanti, qua abbiamo quattro consonanti: Y, H, W, e H; la  pronuncia in ebraico (con le vocali aggiunte) dovrebbe essere più o meno“Yahweh”

Nessun ebreo  avrebbe mai osato leggere ad alta voce quel nome: era troppo santo per essere persino pronunciato e così, i sacerdoti, quando arrivavano a Yahwe, dicevano invece “Adonai” che si traduce “Signore".

Eravamo rimasti con Gesù a cui era stato chiesto: “Insegnaci a pregare”: 

“Voi dunque pregate così: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome.” (Matteo 6:9)

“Voi dunque pregate così: “Adonai nostro che sei nei cieli...”  Scusate ho sbagliato: “Yhawe nostro che sei nei cieli...”

1. Gesù ti chiede di pregare il PADRE

Gesù non dice né Adonai-Signore, e neppure Yahwe (lui sarebbe stato autorizzato... l'unico che lo era all'epoca!) ma dice: “Padre nostro”  … ma che tipo di padre?

Già, perché, in realtà  Gesù non ha detto “padre” che si dice “avi” in ebraico, ma “abbà”, come faceva di solito quando pregava.

“Diceva: «Abbà, Padre! Ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi».” (Marco 14:36)

Avi” si traduce con “padre”, “abbà” si traduce con “babbo”, “papà”!

Non so se riesco a farvi rendere conto a pieno della cosa devastante che Gesù stava facendo: stava spazzando via  quattromila anni di storia ebraica e di insegnamento dei sacerdoti che ti dicevano che solo pensare il nome di Dio era peccato... e lui ti diceva  “chiamalo “babbo”!

E' come se ti venisse detto: “Se incontri la Regina Elisabetta d'Inghilterra non la chiamare “Sua Altezza Reale, ma chiamala nonna Betta”.

Gesù nel Getzemani,  ha gridato “babbo mio, salvami da questa ora!

Ora dice a noi di chiamare “suo padre”  “babbo”. Ora dice a me e te di avere un rapporto intimo così come il suo con Dio!

Questo cambia completamente  la mia posizione di preghiera.

Perché una cosa è pregare un “PADRE” un “benefattore onnipotente”,  ma lontano e distaccato, e anche con un caratteraccio.

Altra cosa è pregare un babbo, un papà da cui puoi correre quando l'hai fatta grossa e ti serve aiuto, o quando hai paura del buio.

Abbà. E' la stessa parola che usa Paolo

“E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!» ” (Romani 8:15)

Abbà è la stessa parola che usano i bambini  ebrei da piccoli la prima volta che dicono “papà”: “abbà”.

Sentite il racconto della scrittrice Joyce Huggett:   

"Due bambini mediorientali mi hanno aiutato a capire perché Gesù incoraggi a pregare in questo modo. Uno di questi era seduto sulle ginocchia del padre in un autobus affollato. 
Era tardi e il bambino appariva comprensibilmente molto stanco. Dopo qualche chilometro di viaggio, lui cercò lo sguardo del padre e, accarezzandogli amorevolmente la barba, sussurrò molte volte la parola "abbà!"; quindi poggiò la testa sulla spalla del padre addormentandosi profondamente. Mentre il figlio dormiva, il padre lo guardava pieno d'amore.
L'altro era un bimbetto che vidi in una piscina. Le sorelle più grandi lo aiutavano mentre entrava in acqua, ma la sua espressione stava chiaramente a significare: "Non so se debba ridere o piangere!" Quindi apparve un uomo; " Abbà! Abbà!" chiamò il bimbo. Il padre del bambino si diresse verso di lui; nuotarono assieme divertendosi molto. La paura se b'era andata; egli ora non mostrava segni di voler piangere, ma solo grandi sorrisi. Il suo "abbà" era lì e lui era felice.
Pensai allora:"Questo è il tipo di amore e di fede che Gesù vuole che noi abbiamo per il nostro Padre Celeste". (Joyce Huggett: La preghiera)                             

Gesù ci chiede di pregare il padre  come lo pregherebbe un bambino, con la medesima purezza  e con la medesima fiducia  che ha un bambino di tre anni.

“Allora devo pregare il “babbo”, vero Marco? E' questo che ho capito”

Si, ma poi che ne fai degli altri due della Trinità, Figlio e Spirito Santo? Mica te li puoi dimenticare!

Vi ricordate di quello che abbiamo detto spesso del “tempio” di Dio,   dove solo il sommo sacerdote poteva entrare?

Per poter entrare doveva fare tutta una serie di rituali,  purificazioni, preghiere, abluzioni, (significa lavarsi) perché Dio non può stare in presenza del peccato (e nemmeno della puzza!). Se non faceva tutto questo in un modo giusto,  Dio lo fulminava, tanto è vero che il Sommo Sacerdote indossava un campanello ad un piede e una corda all'atro, così che da fuori si sentisse se stava ancora camminando dentro e, in caso contrario (perché Dio lo aveva fulminato) gli altri potessero tirarlo fuori senza dover entrare tirando la corda.

La volta scorsa abbiamo detto che Dio per colmarci di gioia aveva bisogno di essere presente in noi, attraverso lo Spirito Santo, ma anche di un “tempio”... e chi era il tempio? Noi, io e te.

Chi ha reso possibile questo? Gesù, tramite cui la separazione tra Dio è l'uomo  è stata rimossa.

“Così, fratelli, ora abbiamo piena libertà di entrare nella presenza di Dio per mezzo del sangue di Gesù, una via nuova e vivente che il Signore ha aperto per noi attraverso la cortina, cioè il suo corpo” (Ebrei 10:19.20 PV)

E' per questo che, quando preghi il tuo “babbo Dio”, lo puoi pregare solo attraverso il Figlio Gesù.

2. Gesù mi chiede di pregare attraverso il Figlio

Non devi più fare rituali, abluzioni, incensi, non devi avere più intermediari, non devi più attendere un giorno preciso dell'anno, non rischi più di essere fulminato...

Ma una cosa la devi fare: aver creduto che Gesù ha pagato per il tuo peccato col suo sangue  per renderti di nuovo puro e darti l'accesso di nuovo al Padre

“Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno può venire al Padre, se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6 PV)

Come fare? Rivolgiti anche a lui quando preghi, ringraziandolo di ciò che ha fatto, chiedendo, come abbiamo detto la scorsa settimana nel suo nome.

“In verità, in verità vi dico che qualsiasi cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà.” (Giovanni 16:23)

“E dello Spirito Santo, che ne vogliamo fare, Marco? Mi pare brutto lasciaro fuori!”

Gesù non ci ha chiesto di pregare lo Spirito Santo: allora perché ci sono persone come Paolo o Giuda (un fratello di Gesù) che mi chiedono di pregare “nello Spirito”?

Vi ricordate cosa ha detto Gesù ai discepoli la sera prima di essere arrestato?

“... ma quando il Padre manderà al mio posto il Consolatore, egli v'insegnerà ogni cosa e vi farà ricordare tutto ciò che vi ho detto. ” (Giovanni 14:26 PV)

Spesso... anzi sempre, quando prego, mi trovo nella stessa situazione  dei discepoli di Luca 11  che non sapevano cosa pregare e avevano chiesto a Gesù :”insegnaci a pregare”.

Gesù lo sapeva, Gesù lo sa come sono fatto, come siamo fatti. Sa che abbiamo bisogno di qualcuno che:

a) ci consoli
b) ci insegni ogni cosa     e
c) ci faccia ricordare tutto ciò che ha detto.

E' questa la funzione dello Spirito Santo nella preghiera.

3. Gesù mi fornisce l'aiuto dello Spirito Santo per pregare

Persino il grande Paolo sapeva bene di non saper pregare  senza l'aiuto dello Spirito Santo:

"Nello stesso modo, anche lo Spirito Santo ci aiuta giorno per giorno nei nostri problemi e nelle nostre preghiere. Perché, in realtà, noi non sappiamo neppure per che cosa pregare, né pregare nel modo giusto, ma lo Spirito Santo prega per noi con tale sentimento, che non si può esprimere a parole. " (Romani 8:26 PV)

E' come quando dovevate chiedere qualcosa  a vostro padre, o a vostra madre, qualcosa che vi stava tremendamente a cuore,  ma avevate paura di un “NO!”

Non era facile, vero? Chiedere non ci viene naturale, pregare non ci viene naturale. Non ci credi?
Pensa alla prima volta che hai pregato in pubblico. Pensa a come ti senti all'idea di farlo, se non lo hai mai fatto!

Gesù lo sa,  ed è per questo che ha provveduto  qualcuno che ci aiutasse in questo. Paolo dice:

“State sempre in preghiera, chiedete a Dio il suo aiuto in ogni occasione, lasciandovi guidare e assistere dallo Spirito Santo.” (Efesini 6:18 PV)

Dio è il Padre amorevole a cui possiamo raccontare tutto,  che ha provveduto attraverso Gesù la via sicura per raggiungerlo e parlargli,  ma che ha anche messo a disposizione lo Spirito Santo per aiutarci a parlagli in preghiera.

Quando preghi per i quattro temi di questa campagna, la tua sfida, i tuoi tre amici, la tua città la chiesa perseguitata nel mondo,  non cercare di pregare con la tua intelligenza, prega prima lo Spirito Santo, sii onesto, sii onesta, e confessa  “Spirito, io non so che cosa pregare, aiutami tu”, e vedrai che lo Spirito sarà lì, pronto ad aiutarti,  e a suggerirvi cosa o come pregare.

Conclusione

Quando preghi, ricordati che stai pregando il tuo “abbà”  il tuo babbo, il tuo papà, non un Dio distante, che puoi essere sicuro che ti ascolta perché Gesù ha aperto la cortina che ti divideva da lui e che ti ha lasciato lo Spirito Santo per aiutarti a pregarlo

Paolo dice questo:

“E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!»  Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio.” (Romani 8:15-16)

Sei stato adottato, sei stata adottata  nella famiglia di Gesù?

Se la risposta è  si, ricordati di pregare il Babbo,attraverso suo Figlio facendoti aiutare dallo Spirito Santo.

Se la risposta è no, oggi è il momento di accettare l'adozione: farai felice il tuo Babbo, avrai a fianco suo Figlio, attraverso lo Spirito

Preghiamo...

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24 marzo 2019

Dove troverai la gioia?

Dove trovi  la gioia nella tua vita? In ciò che hai o da chi sei? In ciò che ti accade, o da ciò che ti è accaduto, quando hai creduto in Gesù?

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Hai mai pensato al vero significato della parola “gioia”?

Cerchiamo di definirla: lo Zingarelli descrive la gioia così:

“1. sentimento di piena e viva soddisfazione dell’animo; allegria, letizia, felicità: gioia grande, profonda, immensa; lacrime di gioia |saltare per la gioia, essere pazzo di gioia, essere fuori di sé dalla gioia, essere contentissimo, felicissimo
2. persona, fatto o cosa che è causa di felicità, fonte di soddisfazione o di consolazione: una bambina che è la gioia della famiglia; le gioie della vita.

Per cui la gioia può essere  sia un sentimento sia persona, sia una azione.

Che cosa, o chi ti fa provare gioia? E' prodotta da qualcosa (un bel voto di tuo figlio a scuola
la macchina nuova, la vittoria della Lazio nel derby) oppure da qualcuno?

Vorrei leggere assieme un versetto di Isaia: è Dio che parla attraverso il profeta, e dice così:

“Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome del Signore, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza, li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera. I loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi sul mio altare, perché la mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli.” (Isaia 56 :6-7 TILC)

In questo versetto troviamo l'origine della gioia per chi era come me e come te, “straniero” lontano da Cristo, peccatore.

Dove troverà la gioia, secondo Dio  chi prima era straniero ed ora fa parte della sua famiglia amandolo e facendo il suo volere?

Dio fa dire ad Isaia che essi  saranno colmi di gioia attraverso un luogo (il monte e la casa) attraverso la sua presenza (il mio monte - la mia casa...un luogo dove tu abiti) e attraverso un'azione (la preghiera).

Dio faceva parlare così Isaia, perché questo è quello che conosceva Isaia; Isaia parla di una “casa di preghiera” in origine era una tenda nel deserto poi diverrà un tempio a Gerusalemme.

Era il posto dove Dio  aveva deciso di incontrarsi con gli uomini.

Per essere alla presenza di Dio,  per sperimentare la sua gioia,  era necessario andare nel tempio.

Poi, è arrivato Gesù, la cortina del tempio è stata strappata,  non abbiamo più bisogno di un monte,
(vi ricordate cosa disse alla samaritana al pozzo in Giovanni 4:19-24?)... … e ora... che ne è stato del monte e del tempio?

“Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?(1 Corinzi 3:16)

Vi ricordate quello che ho detto poco fa, vero? Che Dio ha promesso di “colmarci di gioia” attraverso un luogo  (e il tempio siamo noi... io e te) attraverso la sua presenza (e lo Spirito di Dio abita in te e in me) … ora manca solo un'azione... Pregare!

In che modo ci colmerà di gioia?

Una domanda che spesso mi viene fatta  è questa:  “Come posso avere gioia  quando le mie preghiere non ricevono risposta,  oppure quando la risposta è no,  o quando ho perso un caro,  o sono ammalato,  disperato o depresso?”

Voglio farti una domanda io: in questo preciso momento, sei felice? Si? No? Voglio risponderti io. No! Non sono felice! Dall'inizio dell'anno  ho visto otto funerali di amici, parenti, conoscenti ho una persona nella mia famiglia con un cancro allo stadio terminale sono in qualche modo parte di due processi ingiusti  per cose che non sono mai state commesse... Sono felice? NO!

Voglio farti un'altra domanda: c'è gioia nella tua vita? Si? No? Voglio risponderti io. Si! Nonostante tutto sono nella gioia. Sono nella gioia a motivo di questo versetto:

“Come il Padre mi ha amato, così anch’io ho amato voi; dimorate nel mio amore.  Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia completa.” (Giovanni 15:9-11)

La mia gioia nasce non da cosa mi succede, ma da chi sono.

La felicità dipende da ciò che mi accade, la gioia da cosa mi è accaduto; sono stato amato da Gesù.

La felicità dipende dal mondo e dal tempo, la gioia dipende da Dio ed è fuori dal tempo. E Dio mi ha detto che mi colmerà di gioia attraverso la preghiera.

Come? Ci sono in generale 4 modi  in cui posso pregare e ricevere gioia:

1. La mia gioia nasce dal lodare Dio

“Mandate grida di gioia al Signore, abitanti di tutta la terra! Servite il Signore con letizia, presentatevi gioiosi a lui!  Riconoscete che il Signore è Dio; è lui che ci ha fatti, e noi siamo suoi; siamo suo popolo e gregge di cui egli ha cura.” (Salmo 100: 1-3)

Il sentiero che porta alla gioia  comincia con lodare Dio.

La lode è una risposta a chi Dio è,  è riconoscere la sua natura,  e spesso comincia con le parole :”Dio tu sei...” l'enfasi è su Dio.

La lode è sempre l'inizio di un rapporto d'amore Pensate a quando vi siete innamorati: la vostra gioia di avere a fianco la persona amata variava se c'era il sole o se era nuvoloso? No. L'importante era che lei, o lui c'era!  E glie lo dicevate! “Ti amo! Sei stupenda! Non posso stare senza te! Lodavate il motivo della vostra gioia.

Dio lo sa! Dio sa che la lode, il riconoscere chi lui è,  aumenta la gioia

Se non stai sperimentando gioia nella tua vita,  è probabile che stai pensando troppo a te stesso  e poco a chi è Dio.

2. La mia gioia nasce dal ringraziare Dio

Se la lode è la risposta a chi Dio è, il ringraziamento è la risposta a quello che Dio fa, è riconoscere che lui è presente nella nostra vita  ed interviene in essa.  Inizia sempre con la frase “Grazie Dio per...” L'enfasi è su di noi,  e su quello che Dio ha fatto per noi.

C'è uno studio scientifico che afferma  che le persone sono tanto più felici  quanto più hanno un atteggiamento di gratitudine  verso coloro che li hanno aiutati... e vivono anche più a lungo!

Paolo senza aver studiato psicologia lo sapeva, e dice:

“Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; radicati ed edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento.” (Colossesi 2:7)

Per cosa vuoi ringraziare Dio?  Fai ora un elenco mentale,  e proseguilo a casa, ma ti avverto: prendi un quaderno, perché non basterà un solo foglio per elencare tutte le cose per cui vuoi ringraziarlo!

3. La mia gioia nasce dal confessare a Dio i miei peccati

C'è un altro studio scientifico  che dimostra come le persone che nascondono segreti a lungo  siano più soggette a depressione... e vivono anche di meno!

Anche Davide, senza aver fatto un solo esame di psicologia, lo sapeva:

“Abbi pietà di me, o Dio, per la tua bontà; nella tua grande misericordia cancella i miei misfatti. Lavami da tutte le mie iniquità e purificami dal mio peccato... Fammi di nuovo udire canti di gioia e di letizia, ed esulteranno quelle ossa che hai spezzate...Rendimi la gioia della tua salvezza, e uno spirito volenteroso mi sostenga”. (Salmo 51: 1-2, 8, 12)

Però, tu potresti dirmi:  “Marco, scusa, come posso avere gioia  quando confesso a Dio che ho disobbedito?

Sapete quando Davide ha scritto questo salmo?  Se aprite le bibbie,  vedrete che qualcuno ha aggiunto un titolo questo

“Salmo di Davide, quando il profeta Natan venne da lui, dopo che Davide era stato da Bat-Sceba.” 

Dio sa che non ci può essere gioia senza perdono.

E per questo che doveva venire Gesù, per riportare la gioia, attraverso il perdono della croce:

“Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia completa.” (Giovanni 15:9-11)

Ci fa piacere ammettere di aver sbagliato? No! Ma la confessione è come un cioccolatino  che è stato ricoperto di sale:  all'inizio fa schifo,  ma se abbiamo la costanza di non sputarlo riceveremo in premio il dolce del cioccolato.

C'è qualcosa che devi confessare a Dio? Un peccato?, Un dubbio? Una paura? Prima ti libererai di esso, prima tornerai ad avere gioia nella tua vita.

4. La mia gioia nasce dal chiedere a Dio

Gesù conosce bene come è fatto Dio e conosce bene come siamo fatti noi, e sa che Dio gioisce  quando andiamo da lui per chiedere. E, per farci stare ancora più sicuri, ci dice che possiamo usare il suo “passi”,  la sua “raccomandazione”

“ Quando verrà quel giorno, non occorrerà più che vi rivolgiate a me per chiedere qualcosa. Potrete domandarla nel nome mio direttamente al Padre, ed egli vi darà quello che chiederete.  Finora non avete mai chiesto nulla nel mio nome. Chiedete ed otterrete, così la vostra gioia sarà completa.” (Giovanni 16:23-24 PV)

E' come se la gioia di Dio di vedere un figlio, una figlia che gli chiede qualcosa sia così grande da traboccare e inondare chi la chiede.

Gesù dice: “Chiedete e otterrete” per cui c'è gioia sì, nel ricevere, ma anche nel chiedere!

Tu potresti dirmi: “Marco, io chiedo... ma non arriva niente! Com'è 'sta cosa?” 

Non c'è una risposta unica: alcune volte può essere  un “non è buono per te”, o un “non adesso”, o un “non quello che è buono, ma quell'altro che è meglio

Ma pensa una cosa: tu stai chiedendo “nel nome di Gesù”: l'ha detto lui:  "Potrete domandarla nel nome mio direttamente” :  E questa è una bella sfida. Perché significa pregare le cose  che anche Gesù pregherebbe. Significa chiedere le cose  che anche Gesù chiederebbe al Padre!

Hai mai riflettuto, quando chiedi a Dio: “Ma Gesù, lo chiederebbe questo?”

Poi, ci sono altre volte che chiedi cose che sembra ovvio che Gesù chiederebbe: un lavoro dopo dieci anni di disoccupazione, un marito che torni ad amarti, un figlio che diventi credente, una sorella che guarisca dal cancro... e non accade!

Paolo dice:

“Anche quelli che sono morti in Cristo sono dunque periti.  Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miseri fra tutti gli uomini.  Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti.” (1 Corinzi 15:18-21)

Attenzione: Paolo non dice  che non dobbiamo sperare NULLA da questa vita, ma che non dobbiamo sperare SOLTANTO per questa vita.

Viviamo in un mondo caduto, accade un po' di bene, ma accade anche il male  nonostante la fede... anche chi ha fede si ammala e muore.

Ma ricordate che la felicità  dipende da ciò che mi accade, e la malattia, le disgrazie, la morte  non mi rendono felice.

Ma la gioia dipende da cosa mi è accaduto; e che cosa è accaduto? Che Cristo è risuscitato dai morti, dice Paolo! Che Gesù ha vinto la morte per darci una nuova vita  eterna, senza più male, e assieme a lui!

Conclusione

Per essere il tempio della preghiera  debbo sperimentare la gioia della preghiera.

E la preghiera è un atto di gioia che nasce


  • dal lodare Dio,
  • dal ringraziare Dio,
  • dal confessare a Dio,
  • e dal chiedere a Dio.

Se sperimenteremo questo nella nostra preghiera,  Dio ci ha promesso  che abiterà assieme a noi.

“Tu mi hai messo in cuore più gioia di quella che essi provano quando il loro grano e il loro mosto abbondano. In pace mi coricherò e in pace dormirò, perché tu solo, o Signore, mi fai abitare al sicuro.” (Salmo 4:7-8)

Preghiamo.


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17 marzo 2019

Quale chiesa stai seguendo?

Stai seguendo la chiesa che vuole offrire a Dio il meglio di ciò che hai, oppure quella che pensa di offrire ciò che più ti fa comodo?

Mario Forieri, attraverso Genesi 4,  ci mostra che tutte le chiese mai esistite al mondo procedono da ciò che è accaduto all'inizio del mondo, dove l'uomo ha deciso o di seguire ciò che è gradito a Dio, oppure ciò che è gradito a se stesso.

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"Or Adamo conobbe Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino, e disse: «Ho acquistato un uomo, dall'Eterno». Poi partorì ancora Abele, suo fratello. E Abele divenne pastore di greggi; mentre Caino divenne lavoratore della terra. Col passare del tempo, avvenne che Caino fece un'offerta di frutti della terra all'Eterno; or Abele offerse anch'egli dei primogeniti del suo gregge e il loro grasso. E l'Eterno riguardò Abele e la sua offerta, ma non riguardò Caino e la sua offerta. Così Caino ne fu molto irritato, e il suo viso ne fu abbattuto. Allora l'Eterno disse a Caino: «Perché sei tu irritato e perché è il tuo volto abbattuto? Se fai bene non sarai tu accettato? Ma se fai male, il peccato sta spiandoti alla porta e i suoi desideri sono volti a te; ma tu lo devi dominare». E Caino parlò con suo fratello Abele; quando furono nei campi, Caino si levò contro suo fratello Abele e lo uccise. " (Genesi 4:1-8 ND)

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10 marzo 2019

Le virtù, ovvero l'abitudine al bene

Cosa sono le virtù cristiane? Sono, semplicemente, l'abitudine al bene.

Spesso quando pensiamo alle virtù, come il coraggio, la giustizia, pensiamo a cose "grandi", legate alle storie di battaglie o eventi storici; Marvin Oxenham, invece, ci insegna che  la Bibbia è piena di storie che appaiono piccole, ma che ci insegnalo che le virtù cristiane hanno valore soprattutto quando vengono vissute nella vita di tutti i giorni.

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03 marzo 2019

Quale Gesù stai seguendo?

Il mondo moderno ha creato almeno tre differenti Gesù, a seconda delle proprie esigenze personali.

C'è il "Gesù-santone", un leader spirituale assieme a tanti altri, con la sua tunica lunga che serve ad ispirare, a dare buoni consigli... Ma uno vale l'altro: Gesù, Buddha o Ghandi, sono sullo stesso piano.

C'è poi il "Gesù-rivoluzionario", un guerrigliero della liberazione dei popoli alla Che-Guevara o Simon Bolivar, che ci spinge a entrare nella vita politica e a sovvertirla.

Oppure c'è il "Gesù-Babbo Natale", che, alla fine, premierà tutti quanti allo stesso modo.


Ma qual'è il vero Gesù? Mario Forieri, attraverso la prima lettera ai Corinzi, ci mostra che il vero Gesù è più semplice e più puro, ed è quello venuto a soffrire e morire per salvare solo quelli che credono in lui e in lui solo.

E tu, quale Gesù stai seguendo?

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"Vorrei che sopportaste da parte mia un po’ di follia! Ma sì, già mi state sopportando! Infatti sono geloso di voi della gelosia di Dio, perché vi ho fidanzati a un unico sposo per presentarvi come una casta vergine a Cristo.  Ma temo che come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti vengano corrotte e sviate dalla semplicità {e dalla purezza} nei riguardi di Cristo.  Infatti, se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se si tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un vangelo diverso da quello che avete accettato, voi lo sopportate volentieri." (2 Corinzi 11:1-4)


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