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10 febbraio 2019

Una fede che veda oltre le curve

Su cosa è fondata la tua fede? Sulla logica e sul vedere, o sull'obbedire e sull'affidarsi?

Avere fede è accettare confidare in un Dio d'amore anche quando non vediamo oltre le curve dei nostri problemi.
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Sono un paio di settimane che stiamo parlando di fede e di paura.

Abbiamo iniziato con Mario Forieri che ci ha domandato  “Cosa fai quando la paura bussa alla porta della tua vita?  Apri la porta,  o apri la Bibbia?"

La scorsa settimana abbiamo iniziato a studiare Ebrei 11 per avere un modello di fede biblico.

Ed abbiamo già visto che   chi ha fede non pensa ma fa, ovvero che la vera fede deve spingere ad agire perché le nostre azioni rendano visibile l'invisibile e che la fede non è un sentimento, ma un'azione.

Avevamo poi visto che chi ha fede crede ciò che Dio gli rivela non ciò che vede, che non devo fidarmi di ciò che vedo con i miei occhi

La vera realtà è ciò che Dio dice avverrà non ciò che io vedo, è il progetto finale, non lo stato attuale dell'opera.

Oggi vediamo altri due aspetti di chi ha fede.

1. Chi ha fede non pensa solo con la logica umana

Attenzione, non sto dicendo che se sei credente, se hai fede in Dio devi rinunciare completamente alle tue funzioni logiche.

Dio ti ha creato con un cervello e la capacità di guardare e capire la realtà  è un  SUO dono, perché Dio è un dio “logico”, che guarda ciò che accade, e capisce fino in fondo il perché e il per come degli eventi,  e vuole che tu usi la capacità logica che ha seminato in te.

Perché allora la fede a volte manda la mente in tilt? Perché Dio vede l'immagine completa del percorso, mentre noi vediamo esclusivamente  il tratto di strada che stiamo percorrendo.

Se abbiamo una buona vista e il percorso è pianeggiante possiamo arrivare a vedere chiaramente tre/quattrocento metri oltre; Uno con una vista eccezionale arriverà a un chilometro.

Ma basta un po' di foschia, una collinetta, una curva, e noi non vediamo più nulla.

Pensate ad Abraamo: Dio aveva detto di partire da Ur dei Caldei, una città enorme, ricca, per andare in un posto... senza rivelargli dove o quale fosse quel posto.

Lui, per fede, era partito, magari con qualche dubbio,  con molte speranze. E come premio  Dio lo condusse nella terra promessa.

Per fede aveva accettato la promessa di Dio che avrebbe avuto una discendenza grande come le stelle nel cielo, anche se qualche dubbio lo avrà avuto con una moglie sterile ed anziana. E come premio Dio fece partorire Sara nella sua vecchiaia, dandogli Isacco.

Sin qui, Abraamo, ha esercitato la funzione “logica”  che Dio ha impiantato nel suo cervello: “Per poter avere una nazione, Dio mi deve dare un posto dove vivere... ed eccola, la terra promessa!” Logico! “Per poter generare una nazione, Dio mi deve dare un figlio... ed eccolo, il figlio Isacco!” Logico!

Tutto è filato secondo la “logica” umana, sembra una di quelle storie che finiscono con “e tutti vissero felici e contenti”. Poi, però, accade che Abraamo incontra una “curva” sul suo cammino. Qualcosa che gli impedisce di vedere “oltre”, qualcosa che va al di là della sua logica di uomo, qualcosa che stenta a capire, anzi che non capisce affatto.

“Per fede Abraamo, quando fu messo alla prova, offrì Isacco; egli, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito.  Eppure Dio gli aveva detto: «È in Isacco che ti sarà data una discendenza».  Abraamo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti; e riebbe Isacco come per una specie di risurrezione. “ (Ebrei 11:17-19)

“Abraamo, dammi Isacco in sacrificio su un altare di pietra; uccidilo perché lo voglio.”
“Ma come, Signore? Ho aspettato tanto, tu me lo hai promesso, tu hai fatto il miracolo per farmelo avere, tu hai detto di avere un piano per lui… e ora lo devo uccidere?
“Abraamo, io te lo comando. Fallo, se hai fede in me.”

Cosa fai quando la fede va oltre la tua “logica” di uomo e di donna? Quando una curva,  una collina,  un ostacolo  nella tua vita ti impedisce di vedere oltre, e tu temi che tutto sia finito lì, che non ci sarà un futuro, e che se ci sarà, sarà pieno di dolore, angoscia tristezza?

Il versetto dice:

Abraamo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti (v. 19)

Abraamo nella sua disperazione, cerca di dare un senso a ciò che non ha senso, cerca di venirne a capo con la “logica umana”:   “Forse me lo risuscita!”.

Non capisce, ma obbedisce. Obbedisce anche se vede il contrasto  tra la logica di un Dio d'amore che da la vita, e l'illogica di un Dio di di dolore  che la chiede indietro.

Cosa fai allora  quando sei sicuro che Dio ti sta dicendo una cosa,  ma non riesci a far quadrare il cerchio?

Quando sei in una situazione  dove obbedire ad un chiaro ordine di Dio  sembra portarti in un baratro?

La natura umana è quella di dubitare che i piani di Dio siano i migliori. La natura umana di Gesù, che era perfettamente e completamente uomo, nel Getzemani fu quella di dubitare che il piano di Dio  che prevedeva la croce fosse davvero il migliore:

“Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice1 (Matteo 26:39b)

Ma la natura divina di Gesù, che era perfettamente e completamente Dio fu quella di confidare che il piano di Dio era effettivamente il migliore:

“Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi.” (Matteo 26:39b-c)

Molto tempo dopo Abraamo, ci fu un uomo che divenne famoso per la sua intelligenza, tanto che persino i re e le regine andavano a consigliarsi da lui.

A quest'uomo Dio diede il compito di scrivere un libro dove le persone che sarebbero venute dopo di lui avrebbero potuto trovare risposte alle loro domande.

Fu così che Salomone scrisse il libro di Proverbi, un libro dove è condensata gran parte della saggezza divina applicata alla vita di tutti i giorni, pieno di risposte pratiche  a ciò che ci capita realmente nel modo.

Ma quest'uomo saggio, arrivato alla fine dei suoi giorni, scrisse anche un altro libro, Ecclesiaste, dove per dodici capitoli prova a dare un senso logico a tutto quello che ha viso e ha vissuto nella sua lunga vita di successo.

E dopo aver ragionato per dodici capitoli cercando di dare un senso logico a tutto ciò che logico non appariva nella sua lunga vita, conclude così:

“L’Ecclesiaste, oltre a essere un saggio, ha anche insegnato al popolo la scienza e ha ponderato, scrutato e messo in ordine un gran numero di sentenze. L’Ecclesiaste si è applicato a trovare parole gradevoli; esse sono state scritte con rettitudine e sono parole di verità.... Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: «Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l’uomo»” (Ecclesiaste 12:11-12, 15)

L'uomo più saggio mai venuto al mondo conclude che è impossibile per l'uomo capire i piani di Dio, e che l'unica strada è quella di obbedire,  e lasciar fare a lui.

Abraamo l'aveva fatto: non capendo il perché, cercando di dare una logica umana dove logica non c'era aveva PER FEDE scelto di obbedire.

C'è un Isacco che sai Dio ti ha promesso e ti ha dato, il tuo ministero,  il tuo matrimonio felice,  i tuoi figli, un’amicizia,  la tua salute,  il tuo lavoro,  la tua chiesa, e, all’improvviso Dio ti dice:   “Rinuncia”….“Perché?” … “Perché lo dico io e basta.  Io sono Dio.”

Dio chiese ad Abraamo una prova alla sua fede; abbiamo detto che chi ha fede non pensa,  ma fa. La fede, quella vera, così come l'amore non è un sentimento, ma un'azione.

E il commento del Dio della vita,  dopo aver fermato la mano di Abraamo che era pronta ad uccidere un figlio pur di obbedire a Dio e avere fede in lui, è questo:

“Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli male! Ora so che tu temi Dio, poiché non mi hai rifiutato tuo figlio, l’unico tuo.” (Genesi 22:12)

La parola usata in ebraico per “temi” è “yârê”, che significa “avere rispetto per via della paura”.

Sapete quale parola usa Salomone quando conclude il libro di Ecclesiaste e dice  “Temi Dio e osserva i suoi comandamenti”? E' proprio “yârê”!

Ti pongo la stessa domanda  che ti ha fatto Mario tre settimane fa: quando la paura bussa alla tua porta, cosa fai? Apri la porta, o apri la Parola di Dio?

Dio vuole sapere che l'unica paura che abbiamo è quella di rispettare le sue Leggi.

Questo è il tipo di paura che Dio ricerca, quella paura che non cerca la logica umana ma che rispetta una logica apparentemente (e solo apparentemente) illogica di Dio... per amor suo.

Questo è il tipo di paura che dimostra a Dio che può fidarsi... e a chi si fida,  lui affida...

A Noè affidò la conservazione della vita sulla terra, a Abraamo la nascita di un popolo, a Mosè la liberazione dalla schiavitù, a Giosuè la conquista della terra promessa.

Tu non puoi neppure immaginare a quali grandi opere potresti essere chiamato,  potresti essere chiamata, se solo accetterai di avere fede  al di ciò che vedi e che ti pare logico, e di rispettare le Leggi di Dio.

Ma... c'è un ma.

4. Chi ha fede  è pronto a pagarne il prezzo

Quante volte hai sentito dire da me o da altri  che la salvezza è gratis? Non puoi comprare la salvezza.

Allo stesso modo non puoi comperare la fede, ma la fede,  a differenza della salvezza, non è mai gratis... c'è un costo, piccolo o grande, ma un costo da pagare.

“(Noè) con la sua fede condannò il mondo” (Ebrei 11-7b) 

Per Noè il costo era veder perire nelle onde familiari, amici, armenti, città...  tutto....e ritrovarsi solo.

“(Mosè) rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone,  preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio.” (Ebrei 11: 24.25)

Per Mosè era perdere ogni privilegio regale, patire la fame, le percosse, il disprezzo.

“Allora il re di Gerico mandò a dire a Raab: «Fa’ uscire quegli uomini che sono venuti da te e sono entrati in casa tua; perché sono venuti a esplorare tutto il paese».” (Giosuè 2:3)

Per Raab era le minacce del re  per aver nascosto le spie ebree in casa. e la possibilità di essere lei uccisa assieme a loro.

Lo scrittore di Ebrei ci offre una varietà di costi che i credenti hanno dovuto pagare e pagano tutt'ora perché hanno fede:

“altri furono torturati ...altri furono messi alla prova con scherni, frustate, anche catene e prigionia. Furono lapidati, segati, uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati ... erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra.” (Ebrei 11:35-38)

Sapete, quanto vorrei un “Dio-ombrello”,  di quelli che protegge solo me (e quelli che dico io): ”Dio mi ama = non mi farà soffrire”.

Oppure un “Dio-sponsor” di quelli che mi raccomanda: “Io ho fede = Dio mi provvede la raccomandazione  per ricevere  quello che dico io.”

Ma sapete, il mio è il “Dio-croce”, di quelli che vengono per salvarmi: “Io ho fede = Dio è morto al posto mio”.

Essere obbedienti a Dio, quasi mai comporterà avere una vita facile, un ombrello, una raccomandazione... ma piuttosto una croce da portare.

Gesù dice:

“Chi vuole seguirmi, deve smettere di pensare a se stesso, e deve essere pronto a portare la propria croce ogni giorno, restandomi vicino!” (Luca 9:23 BDG)

Seguire il volere del Padre, ha portato Cristo, colui che ha steso i Cieli, a morire come un criminale su una croce.

In cosa ha fede tu? Se è  in un “Dio-ombrello” sappi che la tua fede  durerà fino al primo grosso problema. E quando non lo risolverai  attraverso la fede nel Dio-ombrello, allora non avrai più fede.

Oppure se è in un “Dio-sponsor” sappi che la tua fede  durerà fintanto che otterrai ciò che chiedi. E quando non otterrai ciò che desideri  attraverso il Dio-sponsor, allora non avrai più fede.

Ma, invece, se la tua  fede è nel “Dio-croce” la tua fede sopravviverà alle tempeste della vita, perché Lui ha già vinto per te.

“ "Credete adesso?" chiese Gesù... Vi ho detto queste cose, perché in me abbiate pace. Nel mondo vi aspetta sofferenza, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo!" “(Giovanni 15:31, 33 PV)

Preghiamo

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03 febbraio 2019

Una fede che vada oltre le ombre


Cosa fai quando tutto sembra coalizzarsi contro di te? Credi nelle ombre che ti circondano, o hai fede nel progetto di Dio per la tua vita?
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La  scorsa settimana Mario Forieri ci ha parlato di fede.

Cosa fai- ci ha detto Mario - quando la paura bussa alla porta della tua vita? Apri la porta, o apri la Bibbia?"

E ha anche detto che paura e fede hanno una cosa in comune: credere in qualcosa che non vediamo. E la paura è avere fede nella direzione sbagliata,

Non so se vi sono mai capitati quei periodi dove tutto sembra girare per il verso sbagliato. Dove sembra che l'intero universo sia coalizzato contro di te... e tu sei in mezzo...  e non sai cosa fare,  cosa credere,  chi pregare, … qualche volta se pregare.

Spero non vi sia mai accaduti: per me questo anno  è iniziato proprio così.

Nei primi trenta giorni dell'anno è morto mio zio, la madre di una compagna di scuola due amici di della mia stessa età, una signora (quasi una mamma) che abita davanti al negozio e con cui ero amico da 40 anni...  un cliente del negozio, il figlio di un nostro fornitore, il fratello ed il suocero di un missionario con cui ho lavorato...

E poi un infarto ad un amico trentaseienne, cause legali che si riaprono,  mia cognata che malata terminale di cancro, problemi col software al negozio... Insomma, di tutto, di più!

Allora, è proprio in questi momenti che la tua fede viene sfidata.  Cosa faccio? Apro la porta alla paura, o apro la Bibbia?

Il brano che predicherò oggi è Ebrei 11. Non mi stancherò mai di riproporlo perché è bene che ricordiamo, soprattutto nei periodi come quello che attraverso io, che la fede non si basa su ciò che vedo, ma su quello che Dio vede per me.

Contesto

La lettera è scritta da qualche discepolo di Gesù (forse Paolo stesso o qualcuno che lo aveva seguito) a un degli ebrei che si erano convertiti.

Ora, c'era un problema: Il giudaismo era una religione lecita,  il cristianesimo no. E questi ebrei converti stavano considerando di “tornare indietro” anche per evitare di essere perseguitati.

In pratica, stavano avendo “paura” di quello che sarebbe accaduto loro, e la paura gli faceva  credere cose  che ancora non avevano né visto né sperimentato... e volevano avere fede si... ma nella direzione sbagliata.

Perché stava accadendo tutto questo? Perché avevano paura? Principalmente perché non vedevano Dio agire nelle loro vite.

E c'era la voglia di dire: “Ma c'è davvero Dio? E se c'è, siamo sicuri che è buono? E  se c'è ed è buono, forse è distratto, o tratta meglio alcuni e peggio altri. Leggiamolo assieme:

“1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono. 2 Infatti, per essa fu resa buona testimonianza agli antichi. 3 Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti. 4 Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo di essa gli fu resa testimonianza che egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora.... 6 Ora senza fede è impossibile piacergli, poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.  7 Per fede Noè, divinamente avvertito di cose che non si vedevano ancora, con pio timore, preparò un’arca per la salvezza della sua famiglia; con la sua fede condannò il mondo e fu fatto erede della giustizia che si ha per mezzo della fede. 8 Per fede Abraamo, quando fu chiamato, ubbidì, per andarsene in un luogo che egli doveva ricevere in eredità; e partì senza sapere dove andava. … 11 Per fede anche Sara, benché sterile e fuori di età, ricevette forza di concepire, perché ritenne fedele colui che aveva fatto la promessa....17 Per fede Abraamo, quando fu messo alla prova, offrì Isacco; egli, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito. …  19 Abraamo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti; e riebbe Isacco come per una specie di risurrezione. ... 21 Per fede Giacobbe, morente, benedisse ciascuno dei figli di Giuseppe e adorò appoggiandosi in cima al suo bastone. ... 23 Per fede Mosè, quando nacque, fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché videro che il bambino era bello, e non ebbero paura dell’editto del re.. 24 Per fede Mosè, fattosi grande, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, 25 preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio che godere per breve tempo i piaceri del peccato, 26 stimando gli oltraggi di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto, perché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa.... 30 Per fede caddero le mura di Gerico dopo che gli Israeliti vi ebbero girato attorno per sette giorni. 31 Per fede Raab, la prostituta, non perì con gli increduli, avendo accolto con benevolenza le spie. .... 35 Ci furono donne che riebbero per risurrezione i loro morti; altri furono torturati perché non accettarono la loro liberazione, per ottenere una risurrezione migliore; 36 altri furono messi alla prova con scherni, frustate, anche catene e prigionia. 37 Furono lapidati, segati, uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati 38 (di loro il mondo non era degno), erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra.  39 Tutti costoro, pur avendo avuto buona testimonianza per la loro fede, non ottennero ciò che era stato promesso; 40 perché Dio aveva in vista per noi qualcosa di meglio, in modo che loro non giungessero alla perfezione senza di noi. (Ebrei 11:1-40)

Come mi aiuta questo brano ad attraversare il mio periodo “buio”? Quali sono le caratteristiche di chi ha fede?

1.  Chi ha fede non è pensa ma fa

Che cosa è la fede quando tutto sembra andare storto?

“certezza di cose che si sperano dimostrazione di cose che non si vedono” (v. 1)

La fede è scegliere da quale parte andare, se aprire la porta alla paura, o aprire la Bibbia con le promesse di Dio.

La traduzione TILC dice così:

“La fede è un modo di possedere già le cose che si sperano, di conoscere già le cose che non si vedono.” (Ebrei 1:1 TILC)

Detto con altre parole: “La fede è un processo per mezzo del quale le cose invisibili diventano visibili”.

La fede è  pulire la cucina a tua moglie  dopo che hai avuto una giornata pesante che fa diventare visibile a tua moglie qualcosa che non è visibile il tuo amore per lei.

La fede è sedere accanto a tuo marito e guardare assieme a lui una partita di calcio per non lasciarlo da solo perché gli amici non sono venuti.

La fede è dare un corpo visibile ai nostri sentimenti.

Giacomo il fratello di Gesù, nella sua lettera afferma:

«Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». (Giacomo 2:18)

Ebrei 11 ci mostra le vite di persone a cui non sempre (anzi quasi mai) è filato tutto liscio che si sono sentite distanti da Dio, che non speravano di uscirne vivi, che sono morte nonostante credessero in Dio.

Noè che inchioda tavole nel bel mezzo di un  deserto. Abraamo che lascia la sua città ricca e comoda senza neppure sapere dove va. Rahab la prostituta che fa entrare le spie in casa sua. Abele che uccide e brucia i migliori agnelli al Signore,

Anche la fede, come l'amore, non è un sentimento, ma un'azione.

2. Chi ha fede crede ciò che Dio gli rivela non ciò che vede

La vera realtà è ciò che Dio dice non ciò che io vedo.

La realtà che ho visto io in questo primo mese del 2019 è una realtà fatta di lutti, malattie, problemi. Ma è questa la realtà vera?  E' questo il progetto di Dio?

Paolo la mette in questi termini:

“Certo la nostra vista è ancora confusa, come se guardassimo in uno specchio appannato, ma un giorno lo vedremo faccia a faccia. Ora tutto quello che sappiamo è incompleto, ma allora sì che avrò una vera conoscenza, proprio come il Signore conosce me.” (1 Corinzi 13:12 PV)

C:S. Lewis ha detto: “La terra dove noi viviamo, questa non è null'altro che il paese delle ombre. La vera vita non è ancora cominciata.”

Qualche volta Dio concede ad un uomo di vedere “oltre”, di andare aldilà dell'ombra. si chiama “rivelazione”.

Se Noè si fosse fermato a vedere l'ombra, avrebbe visto la distruzione di tutto ciò che conosceva: piante, animali, esseri umani. Ma Dio gli aveva fatto vedere il progetto che stava dietro; quello di una seconda creazione.

Ma di sicuro ci saranno state persone che passando sotto l'arca gli dicevano: “Sei matto! Non piove!”

Se Abramo si fosse fermato a vedere l'ombra, avrebbe visto la realtà di lui vecchio e con una moglie sterile. Ma Dio gli aveva rivelato il progetto di una stirpe infinita.

Ma di sicuro ci ranno state persone che gli dicevano:  “E allora? Dove sono tutti 'sti filgli che ti hanno promesso?“

Se Giosuè si fosse fermato a vedere l'ombra, avrebbe visto le mura inespugnabili di Gerico. Ma Dio gli aveva rivelato che le mura sarebbero cadute. dava  un altro messaggio:

Ma di sicuro c'erano persone che li prendevano in giro per le loro trombe: “ Ma che sono, trombette atomiche? Che fanno cadere i muri?”

Certo, non a tutti capita: forse Dio non ti ha mai rivelato direttamente  non hai mai sentito la sua voce direttamente ma attento, attenta a sottovalutare i messaggi che Dio ti manda  attraverso gli altri.

Qualche giorno fa, prima di partire per l'Inghilterra Janet ha ripulito i suoi “archivi”, ed ha accumulato una colonna di carte vicino al caminetto da bruciare per accendere il fuoco

Io non mi metto mai a vedere cosa siano... tranne stavolta... tranne questa.

E' un biglietto di Jessica Malone, una ragazza americana che ha partecipato all'English Camp.

Jessica scriveva:

Cari Janet, Marco, Matteo e Benjamin, la vostra famiglia mi ha sopraffatto di amore, incoraggiamento, grazia, ospitalità e speranza. Sono venuta in Italia volendo solo di essere usata da

Dio e di capire il suo amore e la sua visione per l'Italia. Trenta giorni dopo me ne vado con una grande gioia nel mio cuore portando assieme a me semi di fede. Come Ebrei 11 spiega:  “la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono”. Dopo aver visto il Signore muoversi negli ultimi mesi in un modo così incredibile nei cuori di molti qui (ed anche nel mio), non ho alcun dubbio che il cuore del Padre arda per Montefiascone e che Egli ha iniziato in questo posto una buona opera che sarà fedele nel portare a compimento per la sua gloria e la nostra gioia, proprio come noi lo abbiamo visto lavorare fedelmente e pazientemente nelle nostre vite attraverso la sua grazia. Amo tutti voi così tanto che non avrei potuto essere stata più benedetta dell'aver lavorato con voi per il Regno in questo posto. Siete colonne della fede e dell'incoraggiamento, e ringrazio davvero Dio per voi. Il saldo amore della chiesa di Montefiascone porta onore e lode a Dio”


Sapete in che anno è stata scritta questa lettera? Nel 2004:  quindici anni fa, il primo anno della nostra chiesa... quando non avevamo neppure un nome, (eravamo solo “la chiesa evangelica di Montefiascone”) eravamo sette, non avevamo soldi, non avevamo un locale, non eravamo riconosciuti dallo Stato come chiesa...

Se io, Marco,  mi fossi fermato a guardare le ombre, avrei detto :  “Non c'è mai stata una chiesa a Montefiascone a memoria d'uomo, io non sono un pastore,  non ho studiato teologia,  siamo sette dopo otto anni che lavoriamo per una chiesa locale...”

Vi direi una bugia se vi dicessi di aver avuto da sempre una fede incrollabile  che questa chiesa sarebbe nata che sarebbe sopravvissuta. Dio mi conosce,  ed è spesso venuto in soccorso ai miei dubbi.

Se hai mai avuto dubbi, se hai passato più tempo a studiare le ombre per sapere come andrà a finire, non sei da solo.

Persino dinanzi allo stesso Gesù ci sono state persone che avevano fede, ma che erano assediate dal dubbio: come il padre dell'indemoniato in Marco 9:

”Ti prego, abbi pietà di noi e fa qualcosa, se puoi!"  "Se posso?" disse Gesù. "Tutto è possibile per chi ha fede!"  Il padre esclamò subito: "Io ho fede, ma aiutami a superare i miei dubbi!"  (Marco 9:22-24 PV)

Gesù non ti condanna per i tuoi dubbi, ma è felice se cerchi oltre le ombre.

Voglio porti la stessa domanda che ti ha fatto Mario la settimana scorsa: cosa fai quando la paura bussa alla porta della tua vita?  Apri la porta,  o apri la Bibbia?

Quella Bibbia che dice:

“Proteggimi, o Dio, perché io confido in te. 2 Ho detto al Signore: Tu sei il mio Signore; #non ho bene alcuno all’infuori di te.” (Salmo 16:1-2)

Quando non trovi un senso al male che vedi attorno a te?  Piangi, ti disperi, o cerchi di vedere oltre l'ombra?  Come trovi un senso al tutto?

“Proteggimi, o Dio, perché io confido in te"

Dio ti sta dicendo: "Senza di me nulla ha senso.  Il senso della tua vita è racchiuso in me... Non lo dimenticare."

Preghiamo.


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