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16 giugno 2019

Pregare per le autorità che Dio stabilisce


La Bibbia ci dice che le autorità che governano le nazioni sono tutte stabilite da Dio, sia quelle buone che quelle meno buone, secondo un piano che noi non conosciamo, ma Lui si! Cosa posso fare come credente? Mario Forieri ci illustra che semplicemente, Dio mi chiede di pregare per loro affinché le mie preghiere agiscano e possiamo vivere una "vita tranquilla".
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“Non si vendono forse due passeri per un soldo? Eppure neanche uno di loro cade a terra senza il volere del Padre vostro.”(Matteo 10:29 ND)

“Dico all'abisso: "Prosciugati"; io prosciugherò i tuoi fiumi. Dico di Ciro: "Egli è il mio pastore!" e compirà tutti i miei desideri, dicendo a Gerusalemme: "Sarai ricostruita!", e al tempio: "Sarai stabilito!"».”  (Isaia 44:27-28 ND)

“Ogni persona sia sottoposta alle autorità superiori, poiché non c'è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono sono istituite da Dio.” (Romani 13:1 ND)

"Ti esorto dunque prima di ogni cosa che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni e ringraziamenti per tutti gli uomini,  per i re e per tutti quelli che sono in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in ogni pietà e decoro.  Questo infatti è buono ed accettevole davanti a Dio, nostro Salvatore,  il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati, e che vengano alla conoscenza della verità." (1 Timoteo 2:1-4 ND) 


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09 giugno 2019

Liberare la potenza della Parola di Dio nella tua vita – 2° parte

La Parola di Dio è il terreno solido su cui costruire la tua vita. Non aspettare che arrivi la tempesta per farlo; comincia a costruire quando c'è il sole e la tempesta è lontana.
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E' da un po' di settimane  che stiamo parlando  di come dare un senso alla nostra vita di credenti.

Rallentare,  vedere il mondo con gli occhi di Dio, pregare, ricevere la potenza dello Spirito Santo e infine liberare la potenza della Parola di Dio, la Bibbia.

Perché tutto questo? Per adempiere al Grande Mandato.

“Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi. E mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra”. (Atti 1:8)

Due settimane fa abbiamo parlato dei primi due aspetti di come ottenere potenza attraverso la Bibbia.

E soprattutto abbiamo detto che sei tu a determinare quanto potenza ottenere, quanto sarà efficace  nella tua vita di credente.

La prima cosa da fare era (vi ricordate?)

1) SCEGLI DI LEGGERE LA BIBBIA

Una medicina non è efficace se rimane nel mobiletto del bagno, ma se la prendi.

Bisogna prendere, assaporare, far sciogliere lentamente in bocca la Parola che sia per un'ora, per dieci minuti o per uno...

La Parola è come una Ferrari... non la puoi lasciare in garage. Se la possiedi, la devi usare.

La seconda cosa che devo fare è

2) SCEGLI DI CREDERE NELLA BIBBIA 

Io credo in ciò che Dio mi dice perché so che mi ama e che è stato sempre veritiero con me. Lui ha una relazione d'amore con me e  visto che lui non mi ha mai mentito, io credo in ciò che ha detto e mi dice... anche quando mi vengono dei dubbi, perché la fede serve proprio quando ho dei dubbi.

Fin qui, sono cose che abbiamo già visto due settimane fa.

La terza cosa che devi fare è

3) SCEGLI DI  PROCLAMARE LA BIBBIA  A VOCE ALTA

La fede arriva ascoltando: non a caso Paolo afferma:

“La fede dunque viene dall'udire, e l'udire viene dalla parola di Dio.” (Romani 10:17 ND)

Piuttosto che leggerla dentro di te, leggila A TE! Dichiara la Parola a te stesso, dichiararla a Dio, dichiarala agli altri,  dichiaralo al diavolo!  Dichiaralo a qualunque cosa ti ostacoli.

Gesù  ha detto:

Se avete fede quanto un granello di senape, potrete dire a questo monte: "Passa da qui a là", e passerà; e niente vi sarà impossibile.” (Matteo 17:20b)

Devi spostare una montagna? Combina la tua fede con la Parola di Dio,  e proclama la sua Parola ad alta voce  in  quella tua situazione.

Se la leggi, se ci credi,  la dichiari. La Bibbia dice in Ebrei:

"Manteniamo ferma la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché fedele è colui che ha fatto le promesse." (Ebrei 10:23)

E in Proverbi:

“Morte e vita sono in potere della lingua” (Proverbi 18:21a)

Confessare ad alta voce la Parola è importante: quello che dice la tua lingua è importante. Le tue parole hanno il potere di vita e di morte.  Possono costruire o abbattere ,  guarire o schiacciare ,  dare la vita o distruggerla , portare speranza o  disperazione.

Quali parole vuoi dire nella tua vita di credente? A te è la scelta: parole di paura o speranza? Di dubbio o di fede? Di odio o di amore?

Quando leggi la Bibbia a voce alta non solo le tue parole:  sono le Sue parole: sono le parole di Dio. E' LA Parola.

Cerca nella Bibbia cosa dice Dio della tua situazione. Cosa dice Dio di te.

Ti senti una nullità, ti senti schiacciato/a? Dalle situazioni? La Bibbia dice che

Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.” (Filippesi 4:13)

Ma non limitarti a leggere: DILLA ALLE TUE  PREOCCUPAZIONI!

Sei in una crisi finanziaria da te non provocata e hai timore di come potrai vivere? La Bibbia dice che

“Il mio Dio provvederà a ogni (mio)  bisogno, secondo la sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù.” (Filippesi 4:19)

Ma non limitarti a sottolinearla sulla tua Bibbia: URLALA ALLE TUE PAURE!

Ti senti circondato/a da persone che vogliono il tuo male e senti di essere solo/a? La Bibbia dice che

“(Dio) solo è la mia rocca e la mia salvezza, il mio alto rifugio; io non potrò vacillare.” (Salmo 62:2)

Ma non scriverlo solo in un post  da mettere sul frigo PROCLAMALO A VOCE ALTA così che tu lo senta e gli spiriti lo sentano anche loro.

Si dice spesso che, quando il maligno cerca di spaventarti e dirti che fine farai tu, tu ricordagli la fine che ha già fatto lui.

Tutto ciò che è scritto nella Bibbia, tutto ciò che dio Dice di me e del mondo MODIFICA la realtà per chi crede (lo abbiamo visto la volta scorsa, la Parola è all'opera in chi crede).

Di' ciò che Dio dice: dillo ad alta voce, questo cambierà il modo in cui vedi le cose e ti fornirà una nuova prospettiva di fede.

4) SCEGLI DI AGIRE IN BASE ALLA BIBBIA 

In quarto luogo ,  devi scegliere di AGIRE SU DI ESSA Cosa significa questo? Tu puoi dire di credere nella Bibbia... ma puoi dire che  CI CREDI per la TUA vita?

Puoi dire agli altri in difficoltà economica “Dio provvederà”... ma quando l' altro sei tu... ci credi?
Lo fai? La applichi a te stesso/a?

Il fratello di Gesù, Giacomo, dice questo:

“Non ingannate voi stessi: non accontentatevi di ascoltare la parola di Dio; mettetela anche in pratica! (Giacomo 1:22) 

Mettila in pratica. Gesù ha detto così:

"Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia.  E chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno fatto impeto contro quella casa, ed essa è caduta e la sua rovina è stata grande. (Matteo 7: 24-27)

Non dire mai al predicatore la domenica  “Le tue parole mi hanno toccato” se poi non sei disposto/a ad applicarle a te stesso/a il lunedì mattina...La Parola non ti deve solo “toccare”, ma ti deve “riempire”. Se non lo fa non è colpa della Parola... e poi magari te la prendi con Dio perché le cose non vanno nella tua vita.

È come un bambino che si siede in classe  ma si rifiuta di fare i compiti.  E poi quando arriva il giorno degli esami viene bocciato...  e incolpa l'insegnante.

Gesù dice, se vuoi che la tua vita  abbia un significato, stabilità e potenza ,  se vuoi superare le prove della vita,   devi inserire la Parola nella tua vita.
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Al termine di questi quattro messaggi su come dare un senso alla nostra vita in Cristo vorrei concludere suggerendoti cinque lezioni veloci sulla base della parabola di Gesù.

1) Ognuno di noi sta costruendo una vita.

Sia gli avveduti che gli stolti.  Siamo tutti costruttori. Costruire è inevitabile. La domanda è:  su cosa stai costruendo la tua vita?

2) Prima o poi arriverà una tempesta.

Anche la tempesta è inevitabile,  non importa che sia avveduto o stolto: la tempesta arriva prima o poi.

Come capisci la differenza  tra la casa di un uomo  avveduto  e quella di uno stolto?

Non dal fatto che stanno vivendo una tempesta: non è colpa loro la tempesta. Gesù dice che entrambi attraversano le stesse tempeste,  entrambi provano le stesse inondazioni, entrambi sono colpiti dagli stessi venti.

Non è nemmeno dal fatto  che vadano in chiesa o meno, perché entrambi sentono la stessa Parola... Ma una casa sta in piedi  mentre l'altra cade....

Qual' è il differenza? La differenza è nelle fondamenta.

 La casa dell'avveduto è costruita su roccia,  la casa dello stolto è costruita sulla sabbia.

L'uomo avveduto   ha ascoltato la Parola di Dio  e l'ha messa in pratica. lo stolto ha ascoltato la Parola di Dio, ma non ha fatto nulla al riguardo .  La differenza non sta nell'udire.  La differenza sta nel fare.

Quante volte abbiamo detto “amare non è un sentimento, ma un'azione”? Questo vale anche per la fede in Dio.

Se amo Dio solo con il sentimento, non ne traggo nessun vantaggio e non brillerò come una luce per Cristo.

Ma se amo Dio col sentimento, ma poi agisco sulla base  di quello che mi chiede la Parola allora ne trarrò vantaggio, e brillerò della luce di Cristo.

La differenza sta nel non solo  nel rallentare, non solo nel vedere con gli occhi di Dio, non solo nel pregare, non solo nel ricevere lo Spirito Santo, non solo nel leggere,  non solo nel credere,  non solo nel proclamare ad alta voce,  ma nell'agire sulla base di ciò che ho visto, che ho sentito,  che ho ricevuto,  che ho letto, che ho proclamato.

La differenza sta nel mettere in pratica tutto questo  e costruire la mia vita  sulle fondamenta che poggiano sulla roccia che è Dio, Gesù, Lo Spirito Santo e che mi parla attraverso la Bibbia.

Come fare?

Non è semplice,  perché significa modificare la mia vita  dicendo meno “io” ma dicendo più “Dio”. Significa impegnarsi a dire: “ Gestirò i miei rapporti secondo quello che dice  la Parola di Dio.  Gestirò la mia attività secondo i principi della Parola di Dio.  Gestirò i miei soldi secondo quello che dice la Parola di Dio. Prenderò delle scelte morali attraverso la Parola di Dio.  Vivrò il mio matrimonio secondo la Parola di Dio. Tratterò i miei nemici - e i miei concorrenti - secondo la Parola di Dio.”

3) L'uomo avveduto crede nelle tempeste. Lo stolto no. 

Ecco perché l'uomo saggio  costruisce con attenzione  e il pazzo costruisce con noncuranza.

4) La casa che cade, cade quando è più necessaria 

Quando crolla la casa dello stolto? Durante la tempesta,  quando hai più bisogno di un rifugio, quando sei più vulnerabile,

Ma la casa che non crolla,  da riparo quando è più necessaria,  durante la tempesta.

5) Non aspettare che la tempesta inizi per costruire sulla base giusta. 

Inizia adesso,  prima la tempesta arrivi. Non cercare di costruire quando sei già nel mezzo della tempesta. Inizia a costruire mentre la giornata è radiosa di sole e tutto è calmo.

Sono sposato con Janet da 26 anni, e siamo innamorati l'uno dell'altra da quasi trentasette;  se dico di amarla non posso costruire la mia vita senza prima pensare a quello che le fa più piacere, a quello che la fa sorridere, a quello che mi dice di fare o di non fare, a quello che rende il nostro rapporto speciale, a quello che la fa sentire amata.

E tutto questo  è il sentimento che nutro  per un essere imperfetto come me... magari meno imperfetto di me...  ma anni luce dalla perfezione di Dio.

Se dico di amare Dio, devo vivere come Dio vuole io viva, guardando il mondo con i suoi occhi, parlandogli in preghiera, accogliendolo ogni giorno attraverso lo Spirito Santo, e lasciando che la Parola lavori su di me.

I modi in cui  agisce la Parola  su di me

Per me la Bibbia è:
  • una spada che uccide i miei nemici
Quante volte ho sconfitto chi mi vuole male (soprattutto satana) attraverso la Bibbia?
  • un bisturi che mi apre
Il bisturi fa male, è qualcosa che ti apre. Ma ti apre per togliere un male prima che diventi così grande da uccidere il corpo intero. La Parola talvolta mi ha fatto male, ma ha estirpato un tumore da me prima che si diffondesse a tutta la mia vita.
  • un unguento che guarisce le mie ferite
Quante volte ho passato la Parola di Dio sulle mie ferite affinché le guarisse.
  • un seme che produce frutti
Quante volte ho seminato negli altri la Parola, per poi vederla crescere, e diventare in altri la salvezza.
  • un fiore che si dispiega e rilascia la sua fragranza
Quando leggo la Bibbia (soprattutto ad alta voce), la mia stanza si riempie di un odore soave, che è l'odore della Parola di Dio.
  • una fontana che rinfresca l' anima inaridita
Quante volte sono divenuto arido, e mi sono recato alla fonte della Parla perché bagnasse il mio terreno e lo ammorbidisse di nuovo.
  • una luce che penetra l'oscurità
Quante volte non ho visto coi miei occhi il mo futuro, e quante volte la Parola ha squarciato per ne scenari futuri che non mi sarei mai aspettato?
  • uno specchio che rivela la verità su di me
Questo può non piacermi: mi specchio nella Parola, e non mi riconosco; mi scopro differente da come dovrei essere per Dio. E mi dico che sono un bugiardo. Ma il Signore mi esorta a trasformarmi nell'immagine di Cristo attraverso la Bibbia.
  • una bussola che mi indica la via verso casa
Quante volte ho detto :"no, Signore, da quella parte io non vado... non ha senso", per poi scoprire attraverso la Parola che era proprio lì che il Signore voleva andassi.
  • una finestra nel cuore di Dio
Se voglio sapere cosa pensa di me Dio, allora apro la Bibbia, e una finestra sul suo cuore si dischiude davanti ai miei occhi.
  • è l' acqua , il latte, il pane, la carne e il miele della vita spirituale.
Il miele è un supernutrimento: è buono, è dolce, serve per lenire le ferite, contiene vitamine essenziale, è un antibiotico naturale...

Tutto questo è la Parola di Dio nella mia vita Se ti ci ritrovi anche tu, se quello che è la Bibbia per me vale anche per te, allora:
  • scegli di leggerla, 
  • scegli di crederci, 
  • scegli di proclamarla
  • e scegli di agire in base ad essa.

Preghiamo.


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26 maggio 2019

Liberare la potenza della Parola di Dio nella tua vita – Parte 1

La Bibbia è lo strumento tramite cui Dio cambia la tua vita. Leggila, assaporala, gustala, se vuoi che la potenza di Dio arrivi nella tua vita.
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Nelle scorse due settimane abbiamo parlato di come dare un senso  alla nostra vita di credenti.

Abbiamo detto che dobbiamo rallentare per vedere il mondo con gli occhi di Dio, e che questo deve portarci a voler cambiare il modo.

Perché dovremmo cambiare il mondo? Perché è Gesù che ce lo ha chiesto nel Grande Mandato.

“Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi. E mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra”. (Atti 1:8)

Gesù dice che per cambiare il mondo, per testimoniare di lui, abbiamo bisogno di “potenza”.

E da dove arriva questa potenza?

Per primo dalla preghiera (l'abbiamo visto due settimane fa). Se tu vuoi potenza nella tua vita allora devi pregare.

Vi ricordate il nostro motto? “Tanta preghiera tanta potenza. Poca preghiera poca potenza. Niente preghiera niente potenza.”

Per secondo dallo Spirito Santo; Gesù dice nel versetto di Atti che “ riceveremo potenza” attraverso lo Spirito.

Abbiamo visto la settimana scorsa che dobbiamo chiedere lo Spirito Santo e cambiare la nostra vita obbedendo  quando ci chiede di fare  o di non fare qualcosa per poter adempiere al Grande Mandato.

La terza fonte di potenza è la Parola di Dio. La Bibbia. Mentre non puoi stabilire quanto Spirito Santo ricevere, (è una persona, è Cristo in te... o c'è o non c'è non puoi decidere di ricevere una gamba, due braccia un occhio) per la Parola, così come per la preghiera, sei tu a decidere quanto potenza vuoi avere.

In 1 Tessalonicesi 2:13, Paolo scrive questo:

"Per questa ragione anche noi ringraziamo sempre Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l’accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete.  ". (1 Tessalonicesi 2:13 )

Paolo dice una cosa molto chiara: se tu credi in Dio, allora la Parola di Dio è al lavoro in te. Non è possibile altrimenti. Se tu credi in Gesù,  la Parola modificherà il tuo essere, e la Parola ti darà la potenza di cui hai bisogno per vivere e per cambiare il mondo per Cristo.

Paolo parla di credenti, di credere... per qui sta parlando di “avere fede”. Uno dei versetti centrali sulla fede è quando Gesù disse in Matteo 9:29, "

“Vi sia fatto secondo la vostra fede. "  (Matteo 9:29)

Vi ricordate a chi lo stava dicendo?   A due ciechi che lo stavano pregando di riavere la vista dopo avergli chiesto  “Ci credete che io lo sappia fare?”. “Allora avvenga come voi credete”

Se avessero risposto “No, non ci crediamo... non del tutto... forse... ma proviamo, non si sa mai.” sarebbero rimasti ciechi. Risposero di credere...  e la Parola (Gesù) cambiò la loro vita.

Se tu accetti la Parola,  dice Paolo allora la Parola modifica la tua vita.

Se tu hai fede nella Parola, dice Gesù la tua vita sarà modificata sulla base della tua fede. Quindi devi scegliere quanto vuoi che Dio benedica la tua vita. Dio diriga i tuoi passi. La forza che ti darà Dio usi la tua vita per la sua gloria.

Secondo la tua fede, ti sarà fatto.  La Parola di Dio è all'opera in te che credi. Ma è altrettanto vero  che la Parola di Dio  non è al lavoro in coloro che non credono.

Lo scrittore di Ebrei, nel capitolo 4, versetto 2, lo dice in questo modo:

"A loro però la parola della predicazione non giovò a nulla, non essendo stata assimilata per fede da quelli che l’avevano ascoltata.". (Ebrei 4:2 NR)

In un'altra versione sta scritto:

“A loro, però, non giovò, perché dopo averla udita, non vi prestarono fede.” (PV)

Capisci?  La Parola che modifica la tua vita ha bisogno della fede per essere “assimilata” per entrare in te, per arrivare in ogni angolo di te  e in ogni angolo della tua vita. Tutto dipende da te!

La mia fede  libera la POTENZA DELLA PAROLA DI DIO nella mia vita.

Se vuoi che la Parola di Dio sia al lavoro in te, che ti cambi, che ti modifichi, devi combinarla con la tua fede per assimilarla.

Come lo fai?  Come combini la Parola di Dio con la fede?  Devi fare quattro scelte semplici e ovvie (oggi vediamo le prime due).

Attenzione! Ho detto che sono semplici,  ma non che sono facili! Ci sono impegni che devi prendere, cambiamenti che devi fare per poter ottenere la potenza  che cambia la tua vita.

1) SCEGLI DI LEGGERE LA BIBBIA

Per prima cosa, scegli di LEGGERE.  Sembra “lapalissiano”, ovvio, scontato... Ma credetemi, per moltissimi credenti non lo è!  In Italia 8 famiglie su 10 hanno una Bibbia sullo scaffale di casa,  ma solo 3 su 10 dicono di averla letta..  e uno su dieci la legge tutti i giorni...

Immagina di andare dal dottore perché stai male. E immagina che il dottore ti prescriva una medicina. Tu la comperi, la porti a casa... le metti nel mobiletto del bagno con le altre medicine....
e non la prendi.

Dopo una settimana torni dal medico,  e gli dici : “Dottore, sto ancora male” “Ha comprato la medicina?” “Certamente... ma non ha fatto effetto”. “Ma scusi, quante capsule ne prende al giorno?” “Nessuna!”

Molti credenti si comportano esattamente così: hanno tutto:  la fede, la preghiera, vanno regolarmente in chiesa... ma la Bibbia rimane costantemente sullo scaffale.

Il Salmo 119 dice:

"Ho conservato la tua parola nel mio cuore per non peccare contro di te. … Mi diletterò nei tuoi statuti  e  non dimenticherò la tua parola.  ". (Salmo 119: 11, 16)

E vi ricordo che per gli ebrei, il cuore era il luogo dove risiedeva il ragionamento, la logica (le emozioni erano nella pancia... nella testa c'era purea di patate). Il salmista sta dicendo:  "Ho preso una decisione razionale. La tua Parola ha valore per me,  quindi ho intenzione di prenderla e  nasconderla nel mio cuore. " “Prenderò la medicina.  La prenderà regolarmente. Non dimenticherò mai di portarla con me."

Leggi la Bibbia ogni giorno,  anche se è solo un versetto.

Nella prima predicazione avevamo detto  che dobbiamo “rallentare” le nostre vite. Leggere la Bibbia è la maniera migliore per “rallentare” la vita. E' dare priorità alla cosa più importante che hai: il tuo rapporto con Dio.

Così come non devi avere un pranzo da cinque portate ogni volta che ti siedi a tavola, allo stesso modo non tutte le volte  leggerai per un'ora di seguito la Bibbia.

Ma la cosa più importante è rallentare.  Un pezzo di cioccolata non lo metti in bocca e lo butti giù come una pillola: lo “assapori” lo lasci sciogliere piano piano in bocca, senti il profumo del cacao che sale nel naso. Così avrai quel sapore per mezz'ora invece che per tre secondi.

Non inghiottire la Parola come una pillola. Assaporala .  Medita ogni parola  Non c'è bisogno di sbrigarsi.

Se  hai un ora , ottimo, usala lentamente.  Se hai dieci minuti, ottimo, prenditi il ​​tuo tempo per dieci minuti. Se hai solo un minuto, va bene, prenditi il ​​tuo tempo per quel minuto.

Usa QUALUNQUE MOMENTO tu abbia  ma PRENDITI TEMPO mentre lo usi. . Devi masticarla , meditarla, memorizzarla, fai qualunque cosa serva a  farla entrare nel profondo di te.

Alcuni mi dicono: “Sai Marco, io non ho tempo di leggere la Bibbia, ma la ascolto la domenica in chiesa durante il messaggio e mi ispira per tutta la settimana!”

Bene vorrei fare un piccolo esperimenti oggi con voi:

(distribuisci qualcosa da mangiare – una caramella, un pezzo di pande, una mandorla -  a ciascuno e digli di attendere il tuo ordine per mangiare)

Ok. Adesso potete mangiare... ma guai a voi se toccate altro cibo fino a domenica prossima!

Non venire in chiesa perché qualcuno  ti “imbocchi”  una volta a settimana.

Avere una Bibbia sullo scaffale e non leggerla mai,  è come possedere una Ferrari  ma non portarla mai fuori dal garage.

Alla fine qualcuno ti dirà  "È stupenda. “A che velocità va?   " Non ne ho idea. "  “E' maneggevole?”  “ Non lo so, non l' ho mai guidata.”  “Da quanto tempo  la possiedi ”  “Da almeno venticinque anni - è stata nella famiglia da sempre. " " Quanti chilometri ha fatto? "  " Zero... ma i sedili in  pelle ha ancora un buon odore di nuovo. "

Come puoi aspettarti che la Parola di Dio  ti faccia bene  se non sai cosa dice?  Che sia la tua medicina se non la prendi regolarmente?

Gesù ha promesso che quella medicina sarà efficace:

"Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli;  conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».. " (Giovanni 8: 31-32 )

Quali sono gli effetti di questa medicina, secondo Gesù?

a) Saremo veri discepoli
b) Conosceremo la verità
c) Saremo liberi

Hai mai avuto qualche dubbio di essere un vero “discepolo” di Gesù? Ti sei mai sentito “inadeguato/a” hai mai pensato “come credente non sono un gran che, faccio poco per Gesù.?

Eccola, allora., la medicina: persevera nella Parola, e sarai un vero discepolo.

Hai mai avuto dubbi su cosa fare, di cosa sia vero nella tua vita, di quali valori tu debba inseguire, quali siano le priorità?

Eccola, dunque, la terapia: persevera nella Parola, e conoscerai la verità.

Ti sei mai sentito/a oppresso/a, ti sei mai sentito/a in gabbia, hai mai dubitato su cosa accadrà nella tua vita in futuro?

Eccola dunque la fisioterapia: persevera nella Parola,  e sarai libero/a.

2) SCEGLI DI CREDERE NELLA BIBBIA

La seconda scelta che devi fare   è che devi scegliere di credere in essa.

La fede è una scelta.  Credere è una scelta.  Tu scegli di credere  che la Parola di Dio sia vera.

Il Salmo 119 dice:

"Io ho scelto la via della fedeltà; ho posto i tuoi decreti davanti a me.". (Salmo 119: 30 ND)

Credere è certamente  un atto della tua volontà,  una scelta che fai, (“io ho scelto” dice il salmista) ma è soprattutto una questione di cuore ; è basato sulla relazione che hai con Dio.

Quando mia moglie mi ha sposato, ha promesso che sarebbe vissuta con me per il resto della sua intera vita, anche se fossimo diventati poveri, anche se mi fossi ammalato, anche se sapeva che avremmo litigato, nonostante il mio pessimo carattere.

Io non le ho creduto... con la parte razionale di me: non ho calcolato che “era ovvio che promettesse questo” perché la somma delle cose positive di me spostava l'ago della bilancia sul segno più.

Io le ho creduto col cuore, sulla base della relazione di amore  che avevo e che ho ancora con lei.

Allo stesso modo la Bibbia rende molto chiaro  che la fede è anche relazionale dipende dall'intimità che ho con Dio.

Se hai una penna e un pezzo di carta voglio che tu lo scriva questa affermazione:

La fede biblica è scegliere di credere che QUALCOSA SIA VERO, perché credi che CHI LO DICE E' VERITIERO .

Paolo spiega così la sua scelta di credere:

"È questa la causa dei mali che soffro, ma non me ne vergogno: so infatti in chi ho posto la mia fede e sono convinto che egli è capace di custodire fino a quel giorno ciò che mi è stato affidato". (2 Timoteo 1:12 TILC)

La fede biblica è scegliere di credere  che la Parola di Dio è vera  perché credi che Dio sia veritiero.

Se credi che Dio sia veritiero,  allora devi credere che la sua Parola è vera.

La fede è credere che Dio dice la verità Soprattutto quando tutto intorno a te sta dicendo:  "Mi stai prendendo in giro.  Credi davvero a quella roba là? "

Tu potresti pensare:  "Beato te! Vorrei avere la tua fede!  Una di quelle che non ha mai dubbi! Io invece ho tanti dubbi!”

Non pensare mai di essere l'unica persona  che si gratta la testa e dice:  "Dio, non capisco! Dio, io proprio non  capisco. Dio, non sono sicuro  di quello che mi stai chiedendo.”

Personalmente, io sono una “fabbrica di dubbi”; lo ero prima di essere credente, lo ero da neo credente, lo sono ora come credente “stagionato”.

C'era un padre che portò suo figlio a Gesù chiedendo di guarirlo... se poteva... Gesù rispose così:

«Dici: "Se puoi!" Ogni cosa è possibile per chi crede».  Subito il padre del bambino esclamò: «Io credo; vieni in aiuto alla mia incredulità». (Marco 9:23-24)

Quante volte mi sono trovato nella stessa situazione, ad avere tra le braccia qualcosa che amo, e che vedo soffrire, per cui non vedo un futuro che vedo andarsene, e lo porto da Gesù, dicendogli...guarisci, risana, aggiusta, intervieni...  se puoi.

Se non avessi mai avuto dubbi,  non avresti bisogno di alcuna fede. La fede è una scelta, qualche volta razionale (di rado) il più delle volte di “pancia”, irrazionale.

Stai scegliendo di credere  che quello che Dice Dio  è vero,  non perché lo hai calcolato ma perché lui si è dimostrato affidabile in passato,  che la sua Parola è vera  anche quando hai dei dubbi.

La fede dice:  "Dio, non capisco, ma sto scegliendo di crederti.  Dio, non mi piace come vanno le cose, ma io ti credo. "

La fede biblica non è posta sul cosa, ma sul chi. Non sul cosa vedo, cosa mi accade, ma su chi mi parla, colui che mi ha scelto  per far parte della sua famiglia.

E' posta su chi è venuto a sostituirsi a me sulla croce per pagare i miei peccati.

Conclusione

Per avere la potenza che ti occorre per cambiare il mondo  per adempiere al Grande Mandato che Gesù ti ha lasciato ti serve la preghiera ti serve lo Spirito Santo ma non puoi fare a meno della potenza che è nella parola di Dio.

1) Scegli di leggere la Bibbia ogni giorno, ritaglia un momento rallenta, assapora la Parola di Dio.

2) Scegli di credere nella Parola di Dio  non basarti sulla tua logica  ma sul rapporto che hai col tuo Padre Celeste.

Una delle ultime cose che Gesù ha detto ai suoi discepoli è questo:

“Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo.  Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato.” (Giovanni 17:24-25)

Credi che Dio è veritiero,  perché ha promesso un Salvatore, e il Salvatore è venuto, per tenerti per sempre assieme a lui.

Preghiamo.

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19 maggio 2019

Pionieri di una nuova vita

Tutto è cominciato con trenta persone a cui Gesù ha affidato il compito di cambiare il mondo. E tu? Sei pronto, sei pronta ad essere pioniere della nuova vita in Cristo per continuare a cambiarlo?
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Ci siamo lasciati la settimana scorsa dicendo che, come credenti, dobbiamo abituarci a “rallentare” per vedere il mondo e ciò che accade con gli stessi occhi con cui li guarda Gesù.

E abbiamo anche detto che il senso della vita per chi crede è che quel rallentare e vedere le cose non con superficialità ma a fondo, deve portarci ad AGIRE in preghiera.

Perché? Perché così faceva Gesù! I miracoli che lui operava partivano sempre dalla richiesta in preghiera al Padre.

Ce lo spiega lui stesso come funziona:

“Tolsero dunque la pietra. Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, ti ringrazio perché mi hai esaudito. Io sapevo bene che tu mi esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu mi hai mandato». “(Giovanni 11:41-42)

Gesù “chiedeva” (e se tu chiedi a Dio, significa che stai pregando) Dio “esaudiva”: e Gesù dice che ha appositamente detto “grazie” per dimostrare che lui era in contatto diretto col Padre.

Quale è il senso della tua vita? Nascere, vivere, riprodurti, morire? Se Dio ti  avesse chiamato  a far parte della sua famiglia solo per questo...  che spreco sarebbe!

Dio non ha mandato Gesù  per fare uno “show”: i miracoli, i discorsi, la morte, la resurrezione... applausi finali... Dio ha mandato Gesù per “cambiare il mondo”!

Allo stesso modo tu hai creduto  tu sei stato scelto, tu sei stata scelta certamente per essere salvato certamente per essere adottato ma certamente anche per essere parte del cambiamento.

Tu potresti dirmi: “OK Marco, è quello che sta succedendo. Dio mi sta cambiando. Non sono più quello/quella di una volta.”

Pensi che Dio voglia fermarsi solo a cambiare te? La settimana scorsa ci eravamo lasciati con questo versetto:

“Mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra». (Atti 1:8b)

A chi stava chiedendo questo? Alla chiesa primitiva, gli apostoli, Maria, Maria Maddalena, i fratelli di Gesù... Hanno tutti visto morire Gesù,  lo hanno visto risorto, …e adesso Gesù se ne è andato...

Gesù li aveva cambiati; vergini promesse spose a un falegname avevano portato in grembo il figlio di Dio. Pescatori erano diventati guaritori, esattori corrotti predicatori del Regno, morti erano tornati in vita...

Ma questo era niente rispetto a quello che stava per chiedere loro prima di tornare al Padre: “Andate, e cambiate il Mondo!” Come sarebbero stati mai capaci?

All'epoca, Roma era la nazione più potente al mondo, Si estendeva dalla Spagna alla Russia  e dall'Inghilterra all'Egitto. Quando Roma arrivava tutto cambiava: governanti, leggi, moneta, lingua.

Per la religione invece non facevano così: sapevano che ciò in cui si crede è più importante della lingua, della moneta o della legge. semplicemente aggiungeva i nuovi dei nazionali a quelli di tutte le altre nazioni conquistate e li metteva in un luogo, a Roma:  il “Pantheon”, che, in greco significa appunto “tutti gli dei”.

Gesù stava chiedendo ad un gruppo di trenta persone  di cambiare coloro che cambiavano gli altri, di dirgli “guarda che potete buttare tutte le statue del Pantheon, perché c'è un solo Dio... e non vuole avere statue!” 

Facile, vero? No! Impossibile direi...  ma ora l'80% del mondo conta il tempo sulla base del giorno di nascita di un uomo che si chiama Gesù. Come è potuto accadere, dunque?

3 Motivi per la crescita

1. Gesù non è mai andato via

Quando Gesù ha detto sulla croce “tutto è compiuto” non stava dicendo : ”Ok. Il lavoro è fatto... Me ne vado e poi vi mando il conto a casa”, ma sapeva che quello era solo l'inizio del VERO lavoro che doveva iniziare dopo che lui fosse ritornato al Padre.

Può il “capo”, il progettista, l'architetto lasciare da soli gli operai all'inizio dell'opera?

“Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra». (Atti 1:8)

Gesù dice.  “Tranquilli, io resto... in un'altra forma, in una forma migliore per tutti, in una forma in cui TUTTI possano avermi a fianco nello stesso momento in qualsiasi luogo, in qualsiasi tempo, in qualsiasi situazione... basterà che mi chiamate”.

In Giovanni 14 l'aveva promesso:

“Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore perché sia con voi per sempre:lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi.Non vi lascerò orfani; tornerò da voi.” (Giovanni 14:15-18)

2. L'uomo ha fame di Dio

Ci avete fatto caso che,  quando succede qualcosa di brutto,  le persone reagiscono sempre in due modi: bestemmiano (“porco... qua e là”) oppure pregano (“Signore aiutami”)?

O maledicono Dio  (è colpa di Dio, Dio non è un dio buono, Dio non esiste) o chiedono l'aiuto a Dio. In una maniera o nell'altra,  Dio è al centro delle loro vite.

E avete fatto caso che quando le cose vanno bene percentualmente quasi nessuno  riferisce a Dio quel momento positivo?

Il mondo antico era un posto  dove c'erano moltitudini di persona al più basso livello sociale, persone affamate, sfruttate (gli schiavi), oppresse, ammalate.

Quelle persone cercavano Dio:

“Fu così che, quando scesero dalla barca, un'enorme folla stava lì ad aspettarli. Gesù ebbe compassione di loro, perché sembravano pecore senza pastore, e si mise ad insegnare loro molte cose.” (Marco 6:34 PV)

Il tempo è passato, ma l'uomo non è cambiato: ci sono ancora persone che aspettano che la barca giunga a riva per incontrare Gesù. Ora, come allora, dove c'è una crisi c'è fame di Dio

3. La potenza della preghiera “proskartereō”

Non vi spaventate,  non è una “tecnica” new age di preghiera: leggiamo assieme Atti 1:12-14

“Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato dell’Uliveto, che è vicino a Gerusalemme, non distandone che un cammin di sabato. Quando furono entrati, salirono nella sala di sopra dove di consueto si trattenevano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo. Tutti questi perseveravano concordi nella preghiera, con le donne e con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui.” (Atti 1:12-14)

Immaginati la scena: Gesù è appena asceso al cielo, gli Apostoli sono ancora lì con la bocca aperta che guardano le nuvole, arrivano due angeli che gli dicono, “chiudete le bocche che vi ci entrano le mosche. Gesù è tornato dal Padre e ritornerà con lo stesso ascensore con cui è salito”.

Allora tutti tornano a Gerusalemme che era distante un chilometro  (un cammin di sabato = la quantità massima di strada che gli ebrei potevano fare il sabato prima di peccare, perché oltre era ritenuto “lavorare”).

Guardate le parole sottolineate: “perseveravano” è la traduzione del termine greco “proskartereō”  che significa :  “essere dedicato costantemente a qualcosa”, “attendere assiduamente ad una attività”, “essere completamente coinvolto in qualcosa”.

Concordi” è la traduzione dal termine greco “homothymadon”  che significa:  “avere la medesima passione”, “agire come se si avesse una sola mente”.

Sostituiamo adesso questi significati alle parole del versetto e vediamo se capiamo meglio cosa stessero facendo:

“Tutti questi erano completamente coinvolti agendo come se avessero una sola mente nella preghiera, con le donne e con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui.”

Quale era il risultato?  Una crescita “esplosiva”... proprio quella che Gesù aveva sollecitato e predetto.

“Quelli che accettarono la sua parola furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone.  Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere.” (Atti 2:41-42)

Tu potresti dirmi: “Va beh, Marco, è un caso, la parola c'è solo lì...  mica è detto che è a causa di quello la crescita!” Ne sei proprio convinto?

“Siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti (proskartereō =  dedicati completamente ) nella preghiera” (Romani 12:12)

“Pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza (proskartereō  dedicati completamente ).” (Efesini 6:18)

“Perseverate (proskartereō =  dedicati completamente ) nella preghiera, vegliando in essa con rendimento di grazie.” (Colossesi 4:2)

In trenta hanno cambiato il mondo: e tu?

La chiesa primitiva,  quella che era sopravvissuta alla morte di Gesù riusciva a stare tutta in una sola stanza, la stanza dove il giorno dio Pentecoste avrebbero per primi sperimentato la potenza della Spirito Santo, il ritorno di Gesù “in un'altra forma”,  e l'inizio di una rivoluzione.

Quanti potevano starci in una stanza? Venticinque? Trenta?  Già a quaranta  veniva giù il solaio di legno! Ma quei trenta  hanno cambiato il mondo!

E noi, come chiesa? E tu? Cosa puoi fare tu per vedere  una crescita “esponenziale” della tua chiesa?

1. Non posso cambiare lo “Spirito Santo... Posso chiederlo

“Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi” (atti 1:8a)

Lo Spirito Santo è Dio, non posso cambiare Dio Dio fa ciò che vuole, e chiede di fare ciò che Lui vuole. Posso, anzi, DEVO; chiedere l'aiuto di Dio  sotto forma di Spirito Santo.

Ma poi devo accettare  quello che lo Spirito mi chiederà di fare quando me lo chiederà, dove me lo chiederà: non è nelle mie possibilità di cambiarlo a mio piacimento.

2. Non posso cambiare la “fame di Dio”... Posso cogliere le occasioni

Se l'Italia è una nazione in recessione, ma che comunque non ha nulla a che vedere  con i posti “poveri” del mondo la nostra provincia è tutt'ora  checché se ne dica,  un posto ricco.

Il reddito medio “dichiarato” nella nostra provincia  ed in particolare nella zona  di Montefiascone, Marta, Capodimonte, Tuscania, Bagnoregio, Civitella, è  ben al di sopra dei 22.000 Euro all'anno.

Le persone non hanno “bisogno impellente di Dio”, sono sicuri che ne possono fare a meno... fino a che non gli accade “qualcosa”  che viene a sconvolgere le loro certezze.

E' allora che io posso fare la differenza; non posso cambiare ciò che accade alla persona, ma posso presentargli colui che domina ciò che accade.

3. Posso cambiare la mia vita di preghiera

L'unico dei tre campi dove posso intervenire  è la mia preghiera: posso cambiare la mia quantità di preghiera, posso cambiare la mia qualità di preghiera

Posso pregare “proskartereō”,  essere completamente coinvolto o coinvolta nella preghiera farne non “un motivo” di vita...  ma “IL motivo” della mia vita.

Come chiesa possiamo cambiare allo stesso modo Possiamo pregare “homothymadon”,  come se fossimo una sola mente.

La storia della chiesa ci insegna  che quello che chiamiamo in gergo di chiesa “grandi risvegli”,  ovvero città, nazioni che ritornano a Gesù,  sono SEMPRE iniziati tramite la preghiera di due o tre.

La storia della chiesa è iniziata con trenta persone, forse meno, che  erano completamente coinvolti agendo come se avessero una sola mente nella preghiera,

Gesù non aveva chiesto loro una cosa impossibile, perché aveva già promesso che lui sarebbe stato presente in ogni istante in ogni impresa, dalla più umile alla più ambiziosa se fatta in suo nome:

"Vi dirò di più: se due di voi s'accordano, qui sulla terra, di domandare qualcosa in preghiera a mio Padre che è in cielo, egli la concederà. Perché dove due o tre si riuniscono nel mio nome, io sarò là fra loro". (Matteo 18:19-20)

Conclusione

Quando gli europei cominciarono ad esplorare il mondo, ci furono persone che andarono per prime, per poi portare altre persone ad esplorare posti nuovi,  pieni di ricchezze,  per prenderne possesso. Erano chiamati “pionieri”.

In un certo senso noi, la nostra chiesa, te ed io,  siamo pionieri di una nuova vita; abbiamo esplorato o stiamo ancora esplorando la nuova vita in Cristo  tutte le sue ricchezze, tutte le sue benedizioni.

Non vogliamo andarcene,  ma vogliamo portare altri.

Ma per fare questo dobbiamo chiedere lo Spirito Santo, ed essere pronti ad obbedire a ciò che ci chiede, anche quando ci costa,  anche quando ci sembra assurdo, anche quando vorremo fare altro. Dobbiamo cogliere le occasioni per testimoniare a chi ha fame di Dio.

E dobbiamo essere “perseveranti”, essere completamente coinvolti   ed uniti nella preghiera.

Sarà allora che vedremo le benedizioni, sarà allora che Dio manderà la crescita.

“se due di voi s'accordano, qui sulla terra, di domandare qualcosa in preghiera a mio Padre che è in cielo, egli la concederà”

Preghiamo.
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12 maggio 2019

Il senso della vita

Quale è il senso della vita di chi crede? E' solo vivere e lasciare che gli eventi attorno a lui lo sfiorino senza muoverlo a nulla? O sforzarsi di vederli con gli occhi con cui li guarderebbe Cristo?

(Per chi ascolta sul podcast suggeriamo di andare sul sito per vedere le diapositive).

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Qualche anno fa in TV c'era un programma (mi pare su Canale 5) dove il conduttore intervistava i suoi personaggi semplicemente facendogli vedere delle foto. Il programma si chiamava “il senso della vita”

In effetti spesso le foto dicono molto più delle parole: quello che vorrei fare oggi assieme a voi è una cosa simile: vedremo assieme alcune foto, e ci chiederemo assieme cos ci suscitano. Magari un versetto, una riflessione, e poi pregheremo per quelle cose che sono uscite fuori: Siete pronti?

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Vedete, quante cose sono uscite fuori? Perché sono uscite? Perché ci siamo fermati a riflettere su di esse, abbiamo rallentato volutamente la velocità della nostra vita, e allora le abbiamo viste.

Ma non solo: abbiamo rallentato, e le abbiamo guardate non con i nostri occhi, ma con quelli della nostra fede... in un certo senso , li abbiamo guardati come li guarda il nostro Padre.

Quale è il senso della tua vita? Vivere e vederti scorrere il mondo attorno? Paolo ci mostra un altra prospettiva:

Paolo dice in 1 Tessalonicesi 5:17 :

"Siate sempre gioiosi e perseverate nella preghiera." (1 Tessalonicesi 5:17)

E in Colossesi 4:2 dice:

"Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con rendimento di grazie." (Colossesi 4:2)

Paolo ti dice: "qualsiasi cosa accada, belle o brutta, continua a pregare!" Ci dice: “se vuoi trovare un senso a quello che vedi intorno, non puoi fare a meno della preghiera”

Continua a pregare per le tue grandi sfide.

La tua vita di credente è una sfida continua, i 40 giorni di preghiera cge abbiamo fatto fino a qualche settimana fa  non saranno sufficienti a avere il controllo su di essa.  Dovrai affrontare vecchie sfide, ne avrai di nuove.

Il senso della vita lo scopri solo se guardi il mondo con gli occhi di Dio e di Gesù; e tutto questo ti porterà a pregare in continuazione.

Continua a pregare per i tuoi amici

Tu sei il punto più vicino tra i tuoi amici e Dio.  Giacomo 5:16b afferma che "la preghiera del giusto ha una grande efficacia."

Se ami i tuoi amici, se vorresti vederli salvati, PREGA!

Continua a pregare per la tua città

In Matteo 15: 14 Gesù ti chiama "luce del mondo". La tua testimonianza nella tua città è fondamentale per il ravvedimento di molti:

"Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli." (Matteo 15:15).

Se ami la tua città e vorresti vedere grandi cose in essa, PREGA!

Continua a pregare per la chiesa perseguitata

Finché Gesù non tornerà, chi crede in lui sarà perseguitato  motivo del Suo nome.  Tenteranno in tutti i modi nasconderlo, di dire che non esiste, di farlo negare a chi crede in Lui.  Gesù stesso l'ha detto in Giovanni 16:1-2 :

"Vi ho detto queste cose, perché ciò che vi capiterà non turbi la vostra fede. Sarete cacciati dalle sinagoghe, anzi, s'avvicina il momento in cui quelli che vi uccideranno crederanno di offrire un servizio a Dio." (Giovanni 16:1-2 PV)

Paolo sapeva che la sua possibilità  di essere libero di testimoniare Cristo e di servirlo  risiedeva nelle preghiere.  Così dice a Filemone:

" Ancora una cosa: ti prego di preparare un alloggio anche per me, perché spero che Dio risponderà alle vostre preghiere e mi lascerà tornare da voi." (Filemone 1:22)

Se vuoi che il nome di Gesù venga testimoniato nel mondo e che coloro che lo servono vengano protetti, PREGA!

Da dove attingerò le forze?

Chi ti aiuterà a vedere il mondo con gli occhi di Cristo ogni giorno? Lo Spirito Santo è la fonte inesauribile  da cui attingere la potenza per fare tutto questo!

"Ma quando lo Spirito Santo sarà disceso su di voi, riceverete una potenza tale, che parlerete di me in tutta Gerusalemme, in Giudea, in Samaria, e nelle parti più remote della terra"." Atti 1:8 PV

Che Dio benedica il tuo impegno di preghiera per Lui!


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05 maggio 2019

Perché ci tiriamo indietro da Cristo

Così come vediamo solo il dieci per cento di un iceberg,  i veri motivi perché i credenti si tirano indietro dal seguire Cristo sono spesso nascosti nel buio delle nostre vite. Sta a noi curare quelle cause prima che diventino malattia.

Mario Forieri ci mostra otto motivi del perché ci si tira indietro dal seguire Cristo.
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“Allora la parola dell'Eterno fu rivolta a Samuele, dicendo: «Io mi pento di aver costituito Saul re, perché si è allontanato da me e non ha eseguito i miei ordini». Samuele ne fu rattristato e gridò all'Eterno tutta la notte.” (1 Samuele 15:10-11 ND)

“Saul rispose: «Questi sono animali presi dagli Amalekiti, perché il popolo ha risparmiato il meglio delle pecore e dei buoi per farne dei sacrifici all'Eterno, il tuo DIO; il resto però l'abbiamo votato allo sterminio».” (1 Samuele 15:15 ND)

“Allora Saul disse a Samuele: «Ho peccato per aver trasgredito il comando dell'Eterno e le tue parole, perché ho avuto paura del popolo e ho dato ascolto alla sua voce.” (1 Samuele 15:24 ND)


“Non vi ingannate; le cattive compagnie corrompono i buoni costumi.”  (1 Corinzi 15:33 ND)

“Il popolo però ha preso le cose migliori che avrebbero dovuto essere sterminate, per farne sacrifici all'Eterno, il tuo DIO, a Ghilgal».” (1 Samuele 15:21 ND)

“Prima della rovina viene l'orgoglio, e prima della caduta lo spirito altero.” (Proverbi 16:18 ND)


“DIO è per noi un rifugio ed una forza, un aiuto sempre pronto nelle avversità.” (Salmo 46:1 ND)

“Ma un cattivo spirito da parte dell'Eterno, s'impossessò di Saul, mentre stava in casa sua con la sua lancia in mano, e Davide stava suonando l'arpa con la mano.” (1 Samuele 19:9 ND)



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28 aprile 2019

Cosa significa tirarsi indietro da Cristo

La vita di credenti è come scalare una montagna: se non vai avanti, rischi di scivolare verso dietro, e di morire durante l'ascesa. Bisogna conoscere i sintomi dello scivolare indietro per evitare questo male prima che sia troppo tardi.

Mario Forieri ci illustra sei sintomi che dimostrano che ci stiamo "tirando indietro"; perché prevenire è meglio che curare.

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“L'Eterno perciò si adirò con Salomone, perché il suo cuore si era allontanato dall'Eterno, il DIO d'Israele, che gli era apparso due volte...” (1Re 11:9 ND)

“Cosí il re Salomone superò in ricchezze e sapienza tutti i re della terra. E tutto il mondo cercava la presenza di Salomone per ascoltare la sapienza che DIO aveva messo nel suo cuore. E ognuno portava il suo dono: vasi d'argento, vasi d'oro, vesti, armi, aromi, cavalli e muli, una certa quantità ogni anno.” (1Re 10:23-25 ND)

“Poiché il mio popolo ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne rotte, che non tengono l'acqua.”  (Geremia 2:13 ND)

“Cerca di venire presto da me,  perché Dema mi ha lasciato, avendo amato il mondo presente, e se n'è andato a Tessalonica...” (2 Timoteo 4:9 ND)

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21 aprile 2019

La semplicità della Pasqua

Pasqua è tornare a poter parlare col Padre. Dio ha fatto si che la salvezza fosse facile: basta che credi col cuore in Gesù e lo confessi con le tue labbra. Tutto qua. Sei pronto, sei pronta?
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Anche oggi voglio iniziare con una domanda: con che cosa ascolti la musica? Radio, tv, impianto+casse, cellulare? Si stima che oltre il 45% ascolti musica attraverso lo smartphone.

Si, ma con che cosa ascoltate?Quasi il 60% la ascolta con queste... le “cuffiette”.

Un tempo la musica si ascoltava assieme: attraverso la radio,o lo stereo, e se tu volevi parlare con chi stava ascoltando bastava entrare in camera.

E ora? Oramai il fatto di stare nella stessa stanza non ti assicura di certo il fatto di essere ascoltato. Spesso mi accade di parlare per buoni dieci minuti con i miei figli o con mia moglie per poi realizzare che avevano “le cuffiette su”... per cui... ho parlato al nulla! Alcuni hanno addirittura quelle che “cancellano” il suono all'esterno... ad esempio, mia moglie!

Cosa comporta questo? Che anche se vivi assieme, a pochi metri o anche centimetri, non è scontato che comunichi con l'altro!

Vorrei fare con voi un piccolo esperimento: prenderò uno di voi, gli metterò delle cuffiette con della musica e poi proverò a parlagli. Proviamo?

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Vedete, io ho chiesto cose semplici, un bicchiere d'acqua, una penna, un pezzo di carta... ho addirittura offerto 100 Euro... ma non è arrivato nulla anche se stavo di fronte alla persona.

Cosa abbiamo imparato dall'esperimento? Che per ricevere le cose che si desiderano: non basta chiedere,  ma deve esserci qualcuno che ci ascolta

Sapete, l'invenzione delle cuffiette è antichissima, sin dalla creazione.

Noi vivevamo a casa con nostro Padre in un posto chiamato “Eden”, lui ci chiedeva di fare alcune cose, di non farne altre, e noi eseguivamo da bravi figli...

Ma poi, a un certo punto, è spuntato un serpente che ci ha regalato... un paio di “cuffiette”... così che vivessimo assieme a nostro Padre, ma senza più ascoltarlo...

Quelle cuffiette si chiamano “peccato”, e le abbiamo conservate sino ai giorni nostri.

Ogni tanto, quando abbiamo davvero bisogno, allora togliamo le cuffiette, e proviamo a “sentite” le parole del Padre... ma spesso non accettiamo i suoi comandi, vorremmo qualcosa di diverso.

 “... i figli del tuo popolo discorrono di te presso le mura e sulle porte delle case; parlano l’uno con l’altro e ognuno con il suo fratello, e dicono: “Venite, prego, ad ascoltare la parola che proviene dal Signore!” … Ecco, tu sei per loro come la canzone d’amore di uno che ha una bella voce e sa suonare bene; essi ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica.” (Ezechiele 33:30,32)

Cosa faresti, se tu fossi padre  di un figlio che non ascolta, e anche quando ascolta,
non obbedisce?  Un figlio così, nessuno lo vuole e nessuno continua ad amarlo. Ma cone si comporta Dio?

“Se i suoi figli abbandoneranno la mia legge e non seguiranno i miei decreti, se violeranno i miei statuti e non osserveranno i miei comandi, punirò con la verga la loro ribellione e con flagelli la loro colpa. Ma non annullerò il mio amore e alla mia fedeltà non verrò mai meno.” (Salmo 89:31-34 TILC)

Dio è diverso come Padre, non annulla il suo amore, e rimane federe al suo compito di Padre; chiude la porta della sua stanza... e attende.

La porta era rappresentata dalla cortina  che separava il luogo Santissimo,  dove era conservata l'Arca con le tavole dei Comandamenti dove una sola persona, una volta all'anno,  poteva entrare,  e sperare che il sacrificio fosse gradito...  altrimenti....

Ma Dio non voleva restare dietro la cortina, non voleva che la porta della sua stanza rimanesse chiusa per i suoi figli.

Ma il vero problema... erano le “cuffiette”.. Egli voleva aprire la porta, ma avere dei figli che lo ascoltassero; ascoltassero Lui, e non le parole del nemico.

Dio aveva un progetto:

“Io metterò la mia legge nell’intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio ed essi saranno mio popolo. Nessuno istruirà più il suo compagno o il proprio fratello, dicendo: 'Conoscete il Signore!', poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande,- dice il Signore. - Poiché io perdonerò la loro iniquità, non mi ricorderò del loro peccato”. (Geremia 31:33-34)

Non so chi di voi è padre o madre,  ma per me la gioia più grande  quando arrivavo a casa con i miei figli piccoli, era quella di sentire la voce  di parlare con loro... e lo è ancora!

Amo quando ridiamo assieme,  quando facciamo le cose assieme,  come vedere un film, o un video...

Mi piaceva  quando erano piccoli quando  chiedevano  cose che potevo fare per loro,  perché sapevo che lo avrei visti sorridere...

Avete fatto caso ai verbi che ho usato? Sentire, parlare, ridere, chiedere.

C'è una sola parola che definisce tutto questo nella Bibbia: pregare!

Dio bramava di sentire la nostra voce di parlare con noi, di ridere e scherzare con noi, e di darci le cose buone che gli chiediamo...  Ma tutto questo era impossibile...  l'unico che avrebbe potuto farlo, sarebbe stato un figlio obbediente, che non avesse mai messo le cuffiette, che avrebbe sempre ascoltato il Padre

E' per questo che è dovuto scendere Gesù, per togliere il “rumore” del peccato  che ci isolava dal Padre.

Nel suo ultimo discorso con i discepoli  (nei capitolo da 14 a 17 di Giovanni),  Gesù dice per 6 volte che parlava al Padre per loro,  ma che, da lì a poco,  loro stessi avrebbero potuto farlo direttamente:

“Allora potrete pregare nel mio nome e non ci sarà bisogno che sia io a chiedere al Padre per voi, perché lui stesso vi vuol bene, perché voi avete voluto bene a me e avete creduto che provengo dal Padre.” (Giovanni 16:26.27 PV)

Come sarebbe avvenuto tutto questo?  Come avrebbe tolto Gesù il rumore assordante del peccato dalle nostre orecchie?

Vorrei vedere assieme un video:

                                                   

Con quale cuore sei venuto, sei venuta qui oggi? Con il cuore  riconoscente di un figlio o di una figlia  che sa di poter parlare di nuovo faccia a faccia  con il proprio Creatore  grazie alla potenza del sangue che Gesù  ha versato sulla croce? Oppure  con un cuore dubbioso  che sia mai possibile parlare in modo diretto a Dio?

Con un cuore pronto a crescere  ascoltando la voce del Padre,  o con un cuore riluttante  che non crede di essere ben accetto  a un  Padre lontano e distaccato?

Con un cuore gioioso di chi ha capito  che la salvezza è a portata di mano, o con un cuore deluso,
perché ti saresti aspettato  “qualcosa un po' meno semplice, un po' più complesso” dei riti speciali,  un pellegrinaggio,  la salita di una scala in ginocchio.

Mi spiace, se ti ho deluso:  la salvezza è tutta qui, in un figlio che si rende obbediente al tuo posto  per sfilarti le cuffiette che usi ogni giorno quelle col rumore del peccato che ti isola dal Padre. Un padre che ti ama,  perché tu ami suo figlio.

La salvezza è semplice, tornare a parlare con Dio, essere suo figlio o sua figlia accettata ed amata è semplice:

“Se con le tue labbra dici agli altri che Gesù è il tuo Signore, e credi nel tuo cuore che Dio l'ha risuscitato dalla morte, sarai salvato.” (Romani 10:9)

La Pasqua è tutta in quel “se”;  in quelle due azioni che Dio ti chiede di fare oggi: una la devi fare con le tue labbra,  una col tuo cuore.

Una con la parte razionale di te,  una con la parte emotiva di te. Se credi che Gesù è realmente venuto per farti udire di nuovo la voce del Padre, se credi che è risorto dai morti per cancellare il rumore del tuo peccato, tra poco ti chiederò di dirlo: di girarti verso il tuo vicino, o la tua vicina,
e dirgli: Gesù è il Signore della tua vita.

Forse forse lo hai già fatto in passato; è un buon promemoria di chi sei  e di dove stai nel mondo.

Ma se non lo hai mai fatto ti prego, non uscire da questa stanza  senza averlo fatto.

“Ai piedi della croce io starò, contemplando la grandezza del tuo amore”...Metti la tua vita ai piedi della croce, e ricevi la grazia che ti salva.

Preghiamo.

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14 aprile 2019

Testimoniare Cristo oltre la "terra di nessuno"


Dove vivi la tua vita di credente?  Vivi la tua battaglia quotidiana testimoniando Gesù agli altri, oppure nella "terra di nessuno", dove non c'è guerra, ma neppure testimonianza per Cristo?
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Come ogni settimana  voglio iniziare con una domanda: chi è che sa che cosa sia la “terra di nessuno”?

Anche se non la conoscete, posso assicuravi che, come credenti passiamo gran parte del nostro tempo nella “terra di nessuno”.

Vi spiego: la “terra di nessuno” è un termine militare. Nelle battaglie campali,  quando due eserciti si affrontano in campo aperto, c'è uno spazio che non appartiene né ad un esercito né all'altro esercito.

In questo spazio non accade nulla, e spesso è utilizzato dalla Croce Rossa  o da altri per andare a recuperare i feriti... Non succede nulla... fino a quando uno dei due non decide di attaccare.

Vi starete chiedendo:  “Cosa c'entra la terra di nessuno con me? Io non vivo in un posto dove c'è la guerra!”

Beh, sei proprio sicuro? Chissà perché, allora,  Paolo scrive questo agli Efesini:

“Prendete le armi che Dio vi dà, per poter resistere contro le manovre del diavolo. Infatti noi non dobbiamo lottare contro creature umane, ma contro spiriti maligni del mondo invisibile, contro autorità e potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso. Prendete allora le armi che Dio vi dà, per combattere, nel giorno della lotta, le forze del male e per saper resistere fino alla fine. (Efesini 6:11-13 TILC)

Paolo descrive una battaglia, tutte le armi e le armi da usare: Ma c'è un arma che ripete tre volte e che aggiunge, dobbiamo usare “sempre” “in ogni occasione”, e “senza stancarci” di usarla:

Pregate sempre: chiedete a Dio il suo aiuto in ogni occasione e in tutti i modi, guidati dallo Spirito Santo. Perciò state svegli e non stancatevi mai di pregare per tutto il popolo di Dio e anche per me.” (Efesini 6:18-19 TILC)

Nella “terra di nessuno ” non servono le armi... Perché è un posto dove io credo in Gesù, evito anche di peccare... e basta.

Sapete, per satana, i credenti, noi, siamo un “male necessario”: lui è in lotta con Dio,  qualche volta Dio ne guadagna qualcuno, altre volte è satana a guadagnarne qualcuno... ma alla fine si tratta di “percentuali”,  non di “battaglie” perse o vinte.

Sei nella “terra di nessuno” quando non fai NIENTE per satana... ma neppure per Dio!  E satana dice: “OK!l'infezione” è circoscritta!”

Ma se tu cominci  a parlare agli altri di Dio,   a pregare,  ad intercedere... allora la cosa si fa seria,  l'infezione rischia di diffondersi.

Questa si chiama “battaglia spirituale”.

Gesù conosce bene satana,  e oltre a chiamarlo “nemico”, “l'accusatore dei fratelli”,  lo chiama anche “ladro”:

“Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” (Giovanni 10:10 PV)

Nella nostra società abbiamo imparato a “evitare” di chiamare le cose col loro nome, a “addolcire”,  smussare,  diluire.

Per cui un omicida in psicologia diventa una persona ammalata con tendenze omicide. Uno che va a prostitute  diventa un soggetto affetto da  erotomania. Non è più un uomo che agisce, non è più la persona che uccide, ma la sua “tendenza”: e questo giustifica l'accaduto. Non è colpa sua, ma della sua malattia.

Trasformiamo tutto in concetti astratti, filosofie, nascondendo invece  che ci sono persone realmente malvagie.

Gesù,  invece dice “no no, satana è una persona, è un ladro, e per vincere un ladro non ci vuole una filosofia, ci vuole un'altra persona, io, Gesù, il Cristo”.

Guardate la struttura della frase:

satana: RUBARE - AMMAZZARE - DISTRUGGERE
Gesù:  AVERE - VITA - ABBONDANZA


C'è una battaglia,  e non è un “modo di dire”,  è una guerra reale non tra bene e male, come categorie filosofiche, ma tra reali persone che fanno il male (rubano ammazzano, distruggono) e quelle che fanno il bene .

I quartieri generali sono lontano da qui, nel modo spirituale, ma il cui campo di battaglia è qui, sulla terra...dove siamo io, e te!

Se non ne sei convito, basta che apri qualsiasi sito di news online... vogliamo provarci?

Come combatte il nemico? Principalmente in tre modi:

  • a) Cercando di farsi vedere il meno possibile dal mondo  (“io non esisto”)
  • b) Cercando di tenere i credenti nella “terra di nessuno” (“io non sono pericoloso”)

e, solo quando i credenti diventano VERAMENTE PERICOLOSI

  • c) cercando di distruggere le loro vite. (“io sono più forte di Dio”)

Se guardate qualsiasi film di James Bond,  questo è il metodo che usa la “SPECTRE”

Sei spaventato? Sei spaventata? Non ce n'è ragione! Perché? Perché Dio ha organizzato con Gesù il più grande piano di recupero prigionieri  sia mai stato ideato.

“Infatti, il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e salvare quelli che erano perduti". (Luca 19:10 PV)

Come fa  Gesù per “recuperare” quelli perduti?

“Gesù, il Figlio di Dio, è venuto proprio per distruggere le opere del diavolo.” (1 Giovanni 3:8 TILC)

Perché satana non ha soldati, ma prigionieri  e alcuni li ha messi a lavorare per lui.

Gesù ti ama fino a morire per te, satana ti odia fino a volerti veder morire per lui!

Pietro ne parla  a un ufficiale romano di nome Cornelio:

“Senz'altro saprai che Gesù di Nazareth fu unto da Dio con lo Spirito Santo e con potenza, e che andava in giro facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano in potere del diavolo, perché Dio era con lui.” (Atti 10:38 PV)

Quale è il potere del diavolo? E'  dire :”Drogati, e ti sentirai meglio!". “Tradisci tua moglie e ti sentirai appagato!". “Opprimi  il tuo popolo e sarai potente!”.

Ma è anche sussurrare: “tu non vali niente”;“non troverai nessuno che ti ama”; “non uscirai mai dalla tua povertà”; “non potrai mai uscire dalla tua dipendenza”.

Gesù prendeva questo potere di satana  e lo girava a 180 gradi, liberando dalla schiavitù di una malattia,  di una dipendenza,  della fame e della povertà.

Tu potresti dirmi,  “Va bene, Marco, ma quello succedeva quando c'era Gesù.  Ora Lui è tornato dal Padre, io non posso fare tutto questo.”.

E' lì, che satana ti vuole... perché sei innocuo, perché sei innocua...

Sei credente, hai il potere di Cristo... ma vivi nella “terra di nessuno”.

"In tutta sincerità, vi dico che chi crede in me farà le stesse opere che faccio io, anzi ne farà di più grandi ancora.” (Giovanni 14:12 PV)

Gesù ha detto; “tutti quelli che sono pastori... anziani... diaconesse... missionari...” Non dice così... dice “chi crede”...

Se hai creduto in Gesù, TU farai le sue stesse opere... ma solo se decidi di andare in battaglia,
non di vivere nella “terra di nessuno.

Pietro continua così il colloquio col centurione in Atti:

“[Gesù] … ci ha comandato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è colui che è stato da Dio costituito giudice dei vivi e dei morti” (Atti 10:42)

Pietro stava parlando ad un centurione; a un soldato che era abituato al gergo militare, e che sapeva benissimo che un comando di un capo va rispettato... e che se non lo rispetti vai incontro al tribunale marziale, ovvero al plotone di esecuzione...e alla morte.

Non è un suggerimento; è' un comandamento:  quando noi annunciamo  e testimoniamo che Gesù è giudice,  stiamo distruggendo le fortezze del nemico.

Come fare?

Come vado in battaglia?  Quali armi mi porto dietro?  E soprattutto, da dove comincio?

“Io tornerò al Padre; e qualsiasi cosa chiederete nel mio nome, io la farò, affinché il Padre sia glorificato in me.” (Giovanni 14:13 PV)

Chiedere a Dio: noi lo chiamiamo in un altro modo: pregare!

Quando preghi esci dalla “terra di nessuno”,e vai all'attacco delle fortezze del maligno,e se non c'è chi prega non c'è battaglia, non c'è salvezza, non ci sono vite cambiate.

Vi ricordate come comincia la “preghiera perfetta”quella che ci ha lasciato Gesù:“Quando pregate dite:  Padre nostro “: abbiamo un padre che ci ama.

E vi ricordate come termina? "Ma liberaci dal maligno": abbiamo  il diavolo che ci odia.

Ma nel bel mezzo c'è la chiave di come possiamo sconfiggerlo: "Sia fatta la tua volontà ":  Quale è la volontà del Padre?

“Questa è la volontà di mio Padre: che chi conosce il Figlio e crede in lui abbia vita eterna.” (Giovanni 6:40 PV)

Se tu fai parte dell'esercito di Gesù non puoi rimanere nella “terra di nessuno”: se hai pregato “sia fatta la tua volontà”  almeno una volta nella tua vita hai anche pregato (anche se non lo hai capito) “Signore, mandami a farti conoscere dagli altri nel mondo”.

In questi quaranta giorni noi siamo stati uno “squadrone d'attacco” pregando tutti assieme per la nostra sfida per i nostri amici, per la nostra città per la chiesa nel mondo.

Invece di chiamarla 40 Giorni nella Preghiera,  avevo pensato di chiamarla “40 Giorni di guerra totale”.

Ha capito che sei in guerra, vero? Per cui, non stupirti se verrai attaccato o attaccata! Ti è capitato di pensare ” non è poi così importante pregare tutti i giorni”? Ti è capitato di pensare  “tanto la mia preghiera non è così efficace”? Ti è mai capitato di pensare: “tanto ci sono altri che pregheranno oggi”?

Questa è la maniera di attaccare di satana: satana è un “kamikaze”: non vincerà la guerra (lui l'ha già persa) ma cerca di fare il maggior danno possibile  al suo nemico.

Ripeto, satana ha realmente poche armi contro i figli di Dio, se tu decidi di scacciarlo lontano da te.

“Stupita, la gente si chiedeva: "In che consiste la potenza delle sue parole? Ha tanta autorità, che comanda i demoni, ed essi escono!" (Luca 4:26)

Tu hai autorità non solo di scacciare satana,  ma di fare quello che Gesù faceva, liberare dagli spiriti,  guarire dalle malattie, toccare  le vite degli altri, cambiare le vite degli altri.

Come uscire dalla terra di nessuno?

1. Scegli di ricevere autorità


“Colui che dimora in me, e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla.” (Giovanni 15:5)

Ammetti che non puoi lottare da solo contro il diavolo

Puoi provare con l'autodisciplina, puoi provare con la forza di volontà.  Non funzionano!

2. Scegli di essere protetto

“Ma Dio è fedele; egli vi renderà forti e vi proteggerà dagli attacchi del diavolo.” (2 Tessalonicesi 3:3 PV)

Chiedi la protezione del Padre.

Pregare è pericoloso,  solo se cerchiamo di farlo con le nostre forze. e non siamo protetti perché stiamo facendo qualcosa che distrugge le fortezze del maligno.

3. Scegli di scendere in battaglia

“Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato” (1 Timoteo 6:12a)

Dio si vuole servire di te per distruggere le fortezze del nemico. Sii costante nella preghiera e osserva come egli risponde ad essa.

4. Scegli di obbedire

"Sii pronto anche tu a soffrire per il vangelo, perché Dio te ne darà la forza." (2 Timoteo 1:8b PV)

Sii pronto ad obbedire al Signore nella tua vita anche se comporta impegno, qualche sofferenza (piccola o grande), ma che rimane “una momentanea leggera afflizione”  diceva Paolo 2 Corinzi 4:17

Non tornare indietro alle vecchie abitudini non tornare nella “terra di nessuno”.

Questa è una battaglia  che non devi affrontare da solo, o da sola, hai bisogno della tua chiesa, e hai bisogno di un piccolo gruppo  per supportati a vicenda.

Hai bisogno di essere in un “team” nella vita cristiana i “lupi solitari finiscono sempre sbranati. Fino a quando dovrai andare in battaglia? Semplicemente, sino alla prossima.

Dopo ogni battaglia vinta sii pronto,  sii pronta alla prossima.

E ricorda, fai parte dell'esercito  che ha già sconfitto satana...

Preghiamo

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07 aprile 2019

Intercedere per avvicinarli Padre

Sei pronto, sei pronta ad essere un ponte tra il Trono della Grazia di Dio e coloro che non lo conoscono? Dio ti chiama ad "intercedere"!
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Anche oggi voglio iniziare con una domanda: perché preghiamo? Se Dio conosce ogni cosa, se sa di cosa ho bisogno ancor prima che glie lo chieda... perché devo chiedere? Non potrebbe fare tutto da solo?

Sapete, uno dei miei più grandi difetti è credere che alcune cose sono fatte bene solo se le faccio io.

Per alcune cose sono un bravo insegnante... o almeno così dicono. Per altre sono pessimo... perché non ho pazienza di spiegare, e quando anche lo spiego...  beh, faccio prima a farlo da solo che risparmio tempo e viene meglio!

E così, la persona a cui dovrei insegnare quella certa cosa, non capisce niente, è frustrata perché non lo saprà mai fare e probabilmente non mi chiederà mai più di fargli vedere come si fa qualcosa.

Dio è un insegnante migliore di  me! Dio sa fare tutto meglio di me, e di te... ma vuole comunque che partecipiamo  a quello che fa nelle nostre vite perché vuole che noi siamo coinvolti in ciò che lui fa.

Quando preghiamo diveniamo in un certo senso “collaboratori” di Dio nelle sue azioni; non lo dico io, ma Paolo:

“Noi siamo infatti collaboratori di Dio,” (1 Corinzi 3:9a)

Un'altra domanda:  Per cosa ci chiede di pregare Dio?  Ci chiede pregare solo per le nostre necessità? Certamente! Abbiamo visto le scorse volte che Gesù ci chiede di portare al Padre OGNI nostra necessità, OGNI nostra richiesta.

Ma devo chiedere solo per me? Perché, io so quello che mi serve, ma non so quello che serve agli altri.

Ma Dio mi chiede anche di pregare per gli altri:

“Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini.” (1 Timoteo 2:1)

Tu potresti dirmi  “OK. Marco, so che devo pregare per i miei fratelli e le mie sorelle in Cristo, non è una novità”. Io ti rispondo: Paolo non dice di pregare per i tuoi fratelli  e le tue sorelle... ma per TUTTI! Il che include anche chi non fa la volontà di Dio, ma anzi fa l'esatto contrario.

Perché dovrei pregare per “tutti”? Pregare per i figli e le figlie di Dio, va bene, ma pregare per chi uccide i figli di Dio, per chi ruba, per chi stupra... eh, quello no, eh! “Signore, posso pregare solo per quello buoni?”

Paolo usa una parola abbastanza “fuori moda” in questo versetto: “intercessioni”. Chi sa cosa significa?

C'è un libro nella Bibbia, quello del profeta Ezechiele dove Dio cerca specificatamente persone  che “intercedano” per il suo popolo. “Per quelli buoni, vero, Marco?” Eh, no. Non proprio per quelli buoni.

Contesto: Ezechiele abita  in Giuda inizia a parlare prima dell'esilio a Babilonia e continuerà durante l'esilio. Nel capitolo 22 siamo vicino alla distruzione di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor,  a cui seguirà la deportazione a Babilonia.

Come era il popolo di Dio in quel periodo? Come erano, ad esempio, i politici?

“Come i leoni ruggenti sbranano la preda, così i loro capi uccidono, s'impadroniscono di ricchezze e tesori, rendono vedove molte donne.”(Ezechiele 22:25 TILC)

Beh, almeno i sacerdoti, il clero sarà meglio:

“I loro sacerdoti violano le mie leggi, profanano i luoghi consacrati a me, confondono il sacro con il profano. Non insegnano la differenza tra puro e impuro e si rifiutano di rispettare il giorno del sabato. In conclusione non hanno nessun rispetto per me.” (Ezechiele 22:26 TILC)

E i profeti?  Quelli che dovevano insegnare  al popolo e ai sacerdoti la Parola di Dio? Almeno loro si salvano?

“I loro profeti coprono tutti questi delitti con una mano di calce, quando pretendono di avere visioni e predicono menzogne. Sostengono di parlare a nome di Dio, il Signore, ma io, il Signore, non ho parlato a loro.” (Ezechiele 22:28 TILC)

C'era all'epoca un “sodalizio”  tra politici, sacerdoti e insegnanti per ottenere il massimo utile personale.

Ma almeno nel popolo ci saranno persone oneste!

“Gli abitanti commettono violenze, rubano, opprimono i poveri e i deboli, maltrattano i forestieri contro ogni diritto” (Ezechiele 22:29 TILC)

Tutti erano corrotti,  politici, sacerdoti,  profeti,  e popolo...

Te la sentiresti di pregare per persone così? Io, sinceramente, no! Io pregherei piuttosto perché Dio li fulmini all'istante!

Ma Dio  stava cercando persone che pregassero appositamente per loro, che “intercedessero”  come dice Paolo.

“Ho cercato in mezzo a loro qualcuno che potesse costruire un muro di difesa, che potesse stare sulle brecce delle mura, per difendere il paese e per impedirmi di distruggerlo, ma non l'ho trovato.” (Ezechiele 22:30 TILC)

Dio stava cercando qualcuno che si arrampicasse sulle macerie di quella generazione,  avesse il coraggio di guardare negli occhi il proprio Signore.

Qualcuno che fosse un ponte  tra Dio e quella generazione corrotta... ma non c'era nessuno!

Dio dice: “di persone cosi, non ne ho trovate”... ma, un attimo, da chi lo fa dire?

Da Ezechiele! Lo fa dire da ALMENO UNO BUONO RIMASTO! Significa che persone cosi, persone che possano intercedere, persone che possano colmare lo spazio vuoto tra Dio e l'uomo CI SONO in ogni generazione... ma devono farsi avanti.

Devono avere il coraggio  di assumersi la propria responsabilità davanti a Dio, di rispondere alla sua chiamata, e di essere l'Ezechiele della loro generazione... e credimi, Ezechiele non era molto amato  e non aveva una vita facile in Giuda all'epoca!

A cosa ti ha fatto pensare  la descrizione di Giuda prima della deportazione  (politici, clero, insegnanti e popolo corrotti)? Se ti è suonata familiare con l'Italia, allora dovrebbe farti riflettere  sul fatto che Dio sta cercando qualcuno che stia sulle brecce qua in Italia; la chiamata di Dio non è solo per i pastori, gli anziani, i diaconi e le diaconesse... è per tutti... e anche per te.

Ma cosa significa “stare sulle brecce”? E' un gergo militare che gli israeliti conoscevano bene.

La parola originale per “breccia”  è “perets”  che significa “buco”, “spazio vuoto”, “interruzione” (in Italia è famosa la “breccia di Porta Pia” a Roma, il “buco” da cui entrarono le truppe per liberare Roma dal Papato).

Significa che quando il nemico  fa un buco nella fortificazione per entrare tu ci stai letteralmente sopra, per controllare che nessuno entri e che nessuno si avvicini senza sapere il pericolo di incontrare un nemico.

Ma in questo caso il buco era stato fatto da dentro,  l'aveva fatto il popolo, aveva distrutto l'alleanza con Dio, erano loro stessi a distruggere le protezioni  che Dio gli aveva fornito.

Questa è la nostra natura umana: Dio provvede tutto  perché noi possiamo vivere in pace, vita, cibo, protezione... ma noi “buchiamo il muro” col peccato.

Dio è santo,  vede il male,  e deve punire il male.

Ma allo stesso tempo è pieno di amore,  e cerca qualcuno che stia su quel buco che si chiama peccato e che dica a chi ci avvicina  “Attento! Stai alla larga da qua” .

Stare sulla breccia, stare nello spazio vuoto, per impedire, o tentare di impedire che altri si “infilino” nel buco del peccato, tutto questo si chiama “intercessione”.

Sapete però... c'è un problema, almeno in italiano con questa parola. Questa è definizione del vocabolario Garzanti:

”Intervento presso Dio, da parte di Cristo, della Madonna, dei Santi, a favore di una persona vivente o defunta”

In Italia, chi intercede,  secondo il Garzanti è (in ordine di apparizione): Gesù, la Madonna, i Santi...  (attenzione alla lettera maiuscola... sta parlando dei Santi del calendario) Sono loro che intercedono...  noi possiamo fare a meno,  siamo “sgravati” dall'obbligo...

Sul primo che intercede siamo tutti d'accordo; 1 Giovanni 2:1 dice che   “ noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto.” (1 Gv 2:1)  ma Dio non cerca madonne e Santi con la lettera maiuscola (quelli del calendario) ma cerca donne e “santi” con la lettera minuscola persone “normali”  ma “distinte, separate, messe da una parte (è questo il significato di “santo”) per intercedere.

Cerca persone che stiano in mezzo,  stiano nel “buco” provocato dal peccato che presentino a Dio le richieste  che altri non sanno  o non vogliono chiedere.

Colui che intercede  è come se allungasse quanto può le proprie braccia  e mettesse una mano sul Trono di Dio,  e l'altra  sulla spalla delle persone,  per colmare la distanza.

Chi intercede sta in mezzo  tra l'infinito amore di Dio  e il peccato... non è una posizione comoda!

Ezechiele non era comodo... ma intercedeva per il suo popolo. Abraamo non era comodo, ma intercedeva per il suo popolo. Mosè non era comodo, ma intercedeva per il suo popolo.

Cosa brami di più, stare comodo, stare comoda, o vedere le persone accettare Cristo  nel tuo posto di lavoro, nella tua scuola, nella tua città... nella tua nazione?

Per un lungo tempo io non ho mai interceduto, non ho mai pregato per per colmare lo spazio vuoto... pregavo “per gli affari miei”, per la mia famiglia,  il mio lavoro,  i miei amici più stretti,  ma ci credevo che quelle preghiere p potessero cambiare realmente il coro della storia?

Pensavo : ”Dio sa di cosa hanno bisogno, gli altri, può agire senza il mio suggerimento”.

Poi ho VISTO il potere della preghiera in azione nella mia vita... durante il viaggio in Zimbabwe.

Ogni cosa accadeva dopo che persone  che io non conoscevo e che non conoscevano me avevano INTERCEDUTO!

E io non riuscivo a credere  che le preghiere di persane che neppure conoscevo potevano modificare  la mia storia, i miei eventi!

Sii onesto, sii onesta:  ci credi per davvero che le TUE preghiere  possano cambiare il corso degli avvenimenti  per le persone per cui stai pregando?

Dio non cerca uno o una “perfetta”, ma cerca uno o una “disponibile” ad intercedere.

Se Dio avesse trovato altri Ezechiele, altre persone disponibili ad intercedere, è possibile che Giuda non avrebbe mai visto Babilonia.

Ti ripeto: tieni più alla tua comodità o a vedere Cristo regnare sulla tua nazione?

Dio sta cercando anche oggi chi stia sulle brecce, chi stia sul buco chi interceda per l'Italia e per gli italiani.

Ed ha te, come sua sentinella... ma se tu non lo fai... Dio (dice in Ezechiele) non potrà benedire.

Ciò non significa che vedrai sempre i risultati: alcune volte lo riceverai come premio  (come è accaduto a noi in Zimbabwe),  altre volte pregherai per giorni, mesi, anni,  senza che sembri accadere nulla..

Dio è comunque al lavoro,  e non è detto che il lavoro sia lungo  quanto la tua vita terrena

E' possibile che tu semini attraverso l'intercessione ed altri raccoglieranno a tempo debito. Non sta a te decidere: se tu hai fede e pazienza di intercedere  senza aspettare di vedere il risultato, Gesù si servirà di te per opere  che tu nemmeno puoi immaginare.

Pensa a chi stava ascoltando Gesù quando diceva queste parole:

“Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola” (Giovanni 17:20 PV)

Pensi che gli Apostoli  abbiano compreso in quel momento cosa sarebbe successo nel mondo anche attraverso la loro intercessione?

Noi siamo il frutto di coloro che hanno interceduto con fede senza aspettarsi di vedere e rinunciando ad una vita “più comoda”.

Ti ripeto le domande che ti ho fatto all'inizio: a cosa serve pregare e per cosa dovrei pregare? Serve a chiedere a Dio ciò di cui hai bisogno, ma serve anche a riempire lo spazio vuoto tra l'amore di Dio e il peccato del mondo. Serve anche per intercedere per coloro che sono distanti da Dio.

Dio cerca chi stia sulla breccia, Dio cerca chi stia sul buco nel muro  creato dal peccato, e colmi lo spazio tra Dio e chi non lo conosce.

Paolo dice che tu sei il “collaboratore di Dio” che sei lo strumento che Dio ha deciso di usare  per per colmare la distanza,  per stare nello spazio,  per mettere una mano sul trono di Dio  e l'altra sulla spalla di uomini e donne  che Dio vuole lo accettino, per portare benedizione,  piuttosto che giudizio.

Come fare? 

Come posso essere un ponte per gli amici per cui prego? Come posso “intercedere” per loro?

1. Prega che Dio li avvicini a Gesù

Gesù ha detto questo:

"È per questo che ho detto che nessuno può venire da me, se non gli viene dato dal Padre". (Giovanni 6:65 PV)

2. Prega che possano comprendere il messaggio di Gesù

C'è differenza tra “ho capito”  è “ADESSO ho capito”!  Il maligno proverà in tutte le maniere  a stoppare, annacquare,  corrompere la parola di Dio.

“Tieni lontana da me la via della menzogna e, nella tua grazia, fammi comprendere la tua legge.” (Salmo 119:29)

Prega che sia Dio sia mosso dalla tua fede nel pregare  e che sia Lui a proteggerla  e a dare ai tuoi amici una capacità di capire speciale.

3. Prega che i loro occhi siano aperti per vedere Dio

Anche qui, la nostra battaglia è contro il Nemico: Paolo dice così:

“[Satana,] il dio di questo mondo corrotto li ha resi ciechi, incapaci di vedere la gloriosa luce del vangelo che splende su di loro, incapaci di comprendere il meraviglioso messaggio della gloria di Cristo, immagine di Dio. (2 Corinzi 4:4 PV)

Prega che Dio gli faccia vedere chiaramente che gli dia nuovi occhi spirituali e nuove orecchi per ascoltare la Sua voce.

Conclusione

Vorrei che ti alzi,  stendi le braccia,  tocca le spalle del tuo vicino.

Tu sei questo. Tu puoi essere questo: un ponte tra il Trono della grazia di Dio e coloro che non lo conoscono per  riempire lo spazio vuoto  tra il trono di Dio e i tuoi amici.

Preghiamo.

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