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10 giugno 2018

Chi sazierà la mia fame e la mia sete?

Cosa manca alla mia vita per essere felice? Gesù è venuto per riempire lo spazio che manca dentro di me e saziare la fame e la mia sete.
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Quale è l'ultima volta che avete avuto “fame”? E non sto parlando di quella “voglia di qualcosa di buono” che ci scatta tra le 12,45 e le 13,30.

Avrei voluto come mio solito  fornirvi una “scheda informativa” su cosa significhi scientificamente avere “fame”.

Ma se “googleate” “avere fame – effetti”, le prime tre pagine parlano  della fame di chi ha già mangiato, non di chi non ha nulla da mangiare.

Se volete avere un racconto vero di cosa significhi avere fame, invitate a casa uno dei nostri amici  che hanno attraversato il deserto e il mare prima di arrivare qua.

Chiedetegli che cosa significa avere vane. Fatelo con rispetto, ma vi aprirà gli occhi su cosa significhi avere fame...

Oppure avere sete! Una sete  che non potete estinguere  aprendo il vostro frigo o entrando nel bar di fronte... ma che vi fa vedere oasi che non ci sono in mezzo al deserto.

Nella nostra società avere fame  significa essere passati davanti alla pizzeria   ed avere annusato l'odore che ne esce.  Avere sete  significa aver  visto il giaccio  girare all'interno della macchina per la granita

Nel nostro mondo occidentale  abbiamo perso il peso delle parole “aver fame” e aver sete”...

Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.  (Matteo  5:6)

Immaginatevi la scena: Gesù è su un monte. Che da lì in poi sarà chiamato “il monte delle Beatitudini”. Ha davanti a se migliaia di persone.

Persone affamate e assetate per davvero, persone povere per il mondo, ma lui le vede ricche, perché vede nei loro cuori una fame e una sete diversa. E gli dice : ”Io sono venuto per sfamare quella fame, per dissetare quella sete.”

Beati significa, semplicemente, “felici”. Le persone sono venute ad ascoltare un profeta, e improvvisamente si trovano sul monte della felicità.

Madre Teresa ha detto che,  se in India le persone muoiono per la fame fisica,  in occidente le persone muoiono per la fame spirituale.

In occidente non abbiamo quasi mai “fame fame”, ma fame delle cose sbagliate. Noi tutti abbiamo fame spirituale dentro di noi,  ma semplicemente non la chiamiamo così;
usiamo frasi del tipo:  “la mia vita è vuota” ,  “sono annoiato dal mondo”  “sento che manca qualcosa alla mia vita”.

Inseguiamo la felicità,  vogliamo essere pienamente soddisfatti...  e non lo siamo.  La nostra non è “fame fame” ma fame di avere di più.

La fame nei “piaceri”

Avete presente quelle pubblicità dove una bellissima ragazza in abito da sera, con brillanti al collo e orecchini che sembrano lampadari seduta su una fuoriserie addenta un cornetto Algida...  e subito la sua faccia si illumina di piacere,  gli occhi si socchiudono in estasi...

La Bibbia ci dice in Ecclesiaste:

Ogni cosa è in travaglio, più di quel che l'uomo possa dire; l'occhio non si sazia mai di vedere, e l'orecchio non è mai stanco d'udire. (Ecclesiaste 1:8)

Poi la nostra macchina invecchia,  arrivano le rughe e la panza,  l'abito va fuori moda, i brillanti ce li rubano di notte, il cornetto finisce...  e abbiamo fame di nuovo.

La fame nel lavorare

Chi mi conosce sa quanto ami il mio lavoro  e quanto non sappia farne a meno.  Molti sono come me; cercano la soddisfazione nel lavorare sodo,  ma spesso il prezzo è alto, spesso una vita spesa per gli affari, significa una vita vissuta dentro gli affari.

Salomone dice:

Infatti, ecco un uomo che ha lavorato con saggezza, con intelligenza e con successo, e lascia il frutto del suo lavoro in eredità a un altro, che non vi ha speso nessuna fatica! Anche questo è vanità, è un male grande.  (Ecclesiaste 2:21)

E' innegabile che ami lavorare, ma so che la mia vita non è il mio lavoro. La mia vita vera è altrove.

La fame negli averi

I nostri figli ricevono per Natale  una grande quantità di giocattoli. Il regalo di Natale di mia madre era una bambola di coccio e stoffa  che le veniva data (sempre la stessa) il giorno di Natale  per poi sparire dopo qualche giorno e ricomparire l'anno seguente.

I nostri figli ricevono cento volte di più di mia madre a Natale...  ma sono cento volte più felici?

Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.  (Matteo  5:6)

Se Gesù comparisse su un monte stamattina e se ci fossero folle di montefiasconesi ad accoglierlo
direbbe la medesima frase, anche se noi non abbiamo la stessa fame delle persone sul monte in Galilea.

Gesù avrebbe potuto promettere di sfamare la loro fame e di dissetare la loro sete fisica, ma decise di  sfamare e dissetare una fame e una sete diversa.

Allo stesso modo oggi potrebbe decidere di sfamare la nostra fame di piaceri, la nostra sete di averi, ma la risposta è la stessa: “Io sono venuto per sfamarti e dissetarti da ciò che realmente ti rende affamato, da ciò che realmente ti rende assetato”.

Di cosa hai fame veramente?

Cosa manca nella mia vita? Cosa non ho?  Il versetto di Matteo ci indica che, la fame del fisico non è la vera fame per l'uomo. Senza pane e senza acqua muore il fisico, senza Dio muore qualcosa di peggio, la nostra vita con Dio, il suo aiuto quotidiano,  la speranza in una vita oltre questa.

E' come se in noi, dentro di noi  esistesse uno spazio vuoto fatto a forma di Dio  e che può essere riempito solo da Dio, non da altro.

E se manca stiamo male,  perché è come se mancasse in noi un organo vitale,  un polmone, la milza, il fegato...  e non posso sostituire il fegato con un rene,  o lo stomaco con un polmone... In Deuteronomio c'è un passo dove si dice:

Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provar la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per insegnarti che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che vive di tutto quello che procede dalla bocca del SIGNORE. (Deuteronomio 8:3)

Gesù “sentiva” quella fame vera  nelle persone sul monte in Galilea. Gesù sente la medesima fame vera in ciascuno di noi

E mentre noi continuiamo a cercare la gratificazione nel mondo, lui ci dice: “Guarda, quello che tu realmente vuoi non sono i piaceri, né gli averi, né il lavoro. E' me che vuoi! Fammi riempire lo spazio che ho creato dentro di te con il mio Spirito, e allora sarai realmente soddisfatto! E' di me che hai fame veramente!”

Gesù chiama questo spazio dentro di noi “giustizia”.

La fame di giustizia non è vedere i propri diritti rispettati; è ANCHE quello.

La vera giustizia è quando Gesù occupa il posto che gli compete nelle nostre vite. Quando Gesù è il centro delle nostre vite. Quando Gesù è il cibo e la bevanda principale nelle nostre vite.

Lo cantiamo assieme la domenica: “Gesù, giustizia del Signor, perfetto Dio, uomo tra noi...” La nostra vera fame, qualsiasi essa sia, è fame di quella giustizia.

Cosa fare allora?

Smettila di mangiare porcherie

In Australia cresce un tipo di felce  che produce delle bacche dalle quali  si può produrre una farina con cui fare del pane.

Il pane così prodotto ha anche un buon sapore,  ma non contiene né carboidrati, né vitamine né proteine;  chi ne mangia si sazia,  ma in breve tempo comincia a deperire,  fino a morire di fame. Si sentirà pieno, ma non si sentirà mai sazio,  continuando a mangiare,  e a deperire sino alla morte.

Cosa c'è sulla tua tavola ogni giorno? C'è la parola di Dio che nutre, o la parola del mondo che gonfia?

Dio dice tramite Isaia:

Perché spendete denaro per ciò che non è pane e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia? Ascoltatemi attentamente e mangerete ciò che è buono, gusterete cibi succulenti! (Isaia 55:2)

Inizia a guardare a Cristo per essere soddisfatto

Chi è stato in un gruppo di intervento dopo una calamità naturale, sa che la prima cosa che si porta alle popolazioni sono l'acqua ed il pane. Sono le cose più semplici ma le più essenziali per poter sopravvivere

Gesù dice:

"Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete.... Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne, [che darò] per la vita del mondo". ..(Giovanni 6:35,51)

“chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna". (Giovanni 4:14)

Gesù è un elemento essenziale; Gesù dice: “Quello di cui hai bisogno in primo luogo sono IO! Tu puoi cercare qualsiasi altra cosa nella tua vita, ma IO sono il pane della vita, io sono essenziale, io sono quello di cui hai bisogno. Tu hai bisogno di me e non puoi fare a meno di me:”

(dai a ciascuno un bicchiere di acqua e un pezzettino di pane)

Ecco, ora avete il vostro bicchiere d'acqua e il vostro pane;  ci vediamo domenica prossima,  e guai a chi di voi beve  o mangia qualcosa  oltre quello che avete in mano!

Spesso agiamo così: mangiamo un po' e beviamo qualche sorso... una volta ogni tanto,  magari la domenica tra le 10,30 e le 12.

Magari quel sorso ci fa sentire abbastanza colpevoli  per evitare di peccare,  ma ci teniamo ben lontani dallo sperimentare Gesù  nella nostra vita di tutti i giorni.

Vi ricordate quando avete conosciuto Gesù la prima volta? Giravate con la Bibbia in macchina, parlavate a tutti di Gesù...  e quasi tutti vi prendevano per Testimoni di Geova.

Poi la fame e la sete sono passate...  In ospedale, se un paziente smette di avere appetito,  quello è un sintomo grave,  è il sintomo che la sua salute sta peggiorando,  non migliorando.

Per altri invece l'appetito e la sete non sono mai arrivati a più di tanto; Gesù è parte del  menù settimanale... assieme a tutto il resto.

C'è soddisfazione nella tua vita?  Sei “pienamente soddisfatto”,  come dice Gesù in Matteo 5?

Quando è l'ultima volta che sei entrato in macchina,  hai spento la radio,  e hai parlato con il tuo Signore?

Quand'è l'ultima volta che, entrando a casa,  non hai automaticamente acceso la televisione?  Quando è che hai sfilato le cuffiette del tuo smartphone e hai infilato quelle che ti legano alla voce di Gesù?

Se non dai spazio a Gesù  per saziare la tua fame e la tua sete,  troverai altro cibo...  forse il pane fatto di bacche di quella strana felce.

Vedete che ho evidenziato tre parole: “viene” “crede”,e “beve”.

La fame e la sete è che non sono auto-estinguenti:  non se ne vanno da sole,  ma dobbiamo essere noi ad agire.  Se hai fame, e il tuo stomaco brontola,  non aspettarti che scenda e vada a comprarsi un panino: se la tua vita ha fame e sete, sei tu che devi agire, sei tu che deve uscire per prendergli il panino.

Dove andare? In due luoghi  troverai il pane e l' acqua della vita: nella Bibbia, la Parola di Dio, e nel popolo di Dio, gli altri credenti: infatti Gesù dice che in chi si sfama e si disseta:

“l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna"

Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.  (Matteo  5:6)

La parola greca tradotta con “affamati”  è “peinao”.

In greco esistono due parole che si traducono con “affamati”: la prima significa “ho un po' di fame...dammi un pezzo di pane”;  la seconda, invece, significa “ho moltissima fame...dammi tutta la pagnotta di pane”

Indovinate quale parola ha usato Gesù qui?  Gesù sta dicendo:  “la piena soddisfazione è per coloro che dicono ' io voglio tutto di Dio, e voglio conoscerlo completamente.  Non mi basta avere una qualche benedizione qua e là. Voglio che sia il centro della mia vita.”

Quella è la persona che giungerà in Cristo  alla piena soddisfazione nella sua vita.

Avete mai avuto fame? Avete mai avuto sete?  Non troverete pace a quella fame e a quella sete  né nei piaceri, né negli averi né nel lavoro.

La tua vera fame, afferma Gesù, è quella di giustizia; di vedere un mondo dove la priorità è Gesù, non quello che la società ti dice: soldi, sesso e svago.

Riconosci che la tua fame è la fame di Cristo. Smetti di mangiare porcherie spiritali e cibati di Cristo. Inizia a guardare a Cristo per essere veramente soddisfatto.

Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.  (Matteo  5:6)

Preghiamo
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