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29 ottobre 2017

La mia eredità come credente - Il Libro di Rut 6° parte

La tua fedeltà a Cristo di oggi  può avere ricadute enormi nel futuro della tua famiglia e portare benedizione a Dio nei secoli.
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Siamo all'ultima puntata della storia d'amore tra Rut e Boaz. E come nelle migliori storie d'amore, c'è
anche qui il “E tutti vissero felici e contenti”.

Il Libro di Rut inizia con la tragedia  e termina con un matrimonio  e con la nascita di un nuovo bambino.

Siamo partiti sei settimane fa (per la verità otto)  con la fame, il fallimento, i funerali e la fine, ma la morte e la fine conducono Naomi e Rut verso un processo che le porterà a un nuovo inizio.

La mano che invisibile le ha guidate, ora produce qualcosa di visibile: due persone divengono una sola cosa nel matrimonio, il cui frutto è un figlio.

Leggiamo Rut 4:13.22

"13 Così Boaz prese Rut, che divenne sua moglie. Egli entrò da lei e il Signore le diede la grazia di concepire; e quella partorì un figlio. 14 E le donne dicevano a Naomi: «Benedetto il Signore, il quale non ha permesso che oggi ti mancasse uno con il diritto di riscatto! Il suo nome sia celebrato in Israele! 15 Egli consolerà l’anima tua e sarà il sostegno della tua vecchiaia; l’ha partorito tua nuora che ti ama e che vale per te più di sette figli». 16 E Naomi prese il bambino, se lo strinse al seno e gli fece da nutrice."

Siamo alla fine di questo meraviglioso libro della Bibbia (tutti sono meravigliosi!), e vogliamo trarre qualche indicazione per la nostra vita.

L'abbiamo fatto durante tutte le altre cinque predicazioni, abbiamo visto passo passo varie applicazioni per noi, ma oggi vogliamo terminare cercando di guardare al panorama generale, a cosa ci insegna alla fine questo libro.

La prima cosa che ci insegna il libro di Rut è questa:

1) L'amore trasforma le persone

Naomi non era la migliore suocera da avere a fianco: aveva cercato di rispedire Rut ai suoi dei pagani, voleva la chiamassero “amara”, consigliava di andare a letto con il principale. Ma l'amore di Rut l'aveva trasformata. Aveva trasformato quello che poteva essere una vecchiaia amara e sterile, in una vecchiaia da nonna felice.

Rut era una vedova moabita, povera, lontana da casa e con una suocera acida.

Ma l'amore di Boaz l'aveva trasformata. Aveva trasformato una vita di stenti e di solitudine, in una vita ricca  e felice.

Boaz era un uomo ricco, ma “single”. Dal testo pare fosse nella sua maturità, ed era strano in Giuda non essere sposato e non avere figli quando si è maturi.

Ma l'amore di Rut l'aveva trasformato. Da una vita ricca, piena di agio, ma solitaria e senza un fine preciso a una vita dove la ricchezza aveva un fine, crescere una famiglia e una discendenza.

L'amore nel libro di Rut ha un nome preciso: è la mano “invisibile” di Dio che lega e scioglie, che indirizza, che devia, che sceglie per te.

Ma tutto è accaduto perché Rut ha deciso di amare Naomi  nonostante le avesse chiesto di lasciarla, nonostante fosse amara. Senza l'amore primo di Rut per Naomi nulla sarebbe avvenuto, e nessuna vita sarebbe stata trasformata.

Rut ci insegna una grande verità di Dio: non smettere di amare le persone, anche quando ti rifiutano, anche quando sono amare.

2) La preghiera trasforma la vita delle persone

Tutto nel libro di Rut è accaduto attraverso la preghiera: Naomi prega che Rut trovi un marito ed abbia figli; Rut prega che Boaz possa essere benedetto; Boaz prega che Rut possa essere benedetta ed eccola la benedizione eccolo il matrimonio,  eccolo il figlio!

Nel capitolo 1 Naomi aveva detto che Dio le aveva tolto tutto, che tornava a Betlemme a mani vuote. Ed ora il Signore riempie le sue mani con un nipote, di cui sarà nutrice.

L'insegnamento del libro è : anche quando sei amaro, sei amara ,  non smettere di pregare! Anche quando la vita ti ha tolto molto (un familiare, un lavoro, un amico) non smettere di pregare! Anche quando le prospettive future non sono rassicuranti,  e sei solo, sei sola, non smettere di pregare!

Prega per te, ma prega anche per gli altri! Naomi ha pregato per Rut quando era amara, e ora la sua preghiera  torna su di lei come fa un boomerang, e le dà benedizione!

3) Dio ti benedice se ti astieni dal peccare

Boaz era un uomo di successo, e Rut era disponibile... ma Boaz fa la cosa giusta dinanzi a Dio: dice a Rut : “non ora”.

4) Dio ti benedice tutti i matrimoni fatti secondo il suo ordine

...anche se non è il primo!

L'ordine di Dio di Genesi 1:27-28

“Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina (l'incontro - il “fidanzamento”).  Dio li benedisse (il patto - il “matrimonio”); e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi. (la consumazione - i “rapporti matrimoniali”)(Genesi 1:27-28a)

Il primo matrimonio di Rut era stato un fallimento: lontani dal tempio, dai credenti da Dio, senza figli.

Ma il secondo avviene per la sua mano invisibile, e viene benedetto.

Se sei stato sposato e il tuo matrimonio è fallito, non pensare che Dio ce l'abbia con te. Dio non giudica per il passato delle persone, ma per il cuore che hanno verso il futuro.

Se accadrà nella tua vita di incontrare un nuovo compagno, una nuova compagna, se tu lo sposerai in nome di Dio, Dio sarà dalla tua parte e sarà pronto a benedire la tua unione.

Questo è ciò che possiamo trarre dal libro in generale Ma, ovviamente, c'è molto di più, se guardiamo alle vite dei tre personaggi.

Naomi

All'inizio della storia Naomi era una donna distrutta: senza marito, senza figli, lontana dalla sua gente. Per questo era divenuta amara.

Naomi pagava la decisione sbagliata del marito Elimelec di trasferirsi in una nazione che Dio non approvava.

Ma Naomi, amara,  fa due cose giuste dopo la morte del marito e dei figli:

1) E' onesta con Dio

Non fa finta che tutto vada bene, ma alza il pugno verso Dio e gli dice: “Tu mi hai fatto male!

Ma Dio non la giudica secondo le sue parole, ma secondo la sua fede.

Quando le cose nella vita non vanno per il verso giusto, di solito, abbiamo due tipi di reazione:

a) Condanniamo Dio

“Dio non esiste! E anche se esiste non è un Dio buono”. E ci allontaniamo da Dio; non ne vogliamo più sapere. Smettiamo di pregare,  smettiamo di frequentare la chiesa,  smettiamo di incontrare i fratelli e le sorelle in Cristo. In una parola:  scappiamo da Dio.

Oppure:

b) Condanniamo noi stessi

“La colpa è mia! Non sono abbastanza buono/fedele/devoto, e Dio mi punisce.” Rimaniamo pure con Dio,  ma  sentendoci “figliastri” e non figli amati. E anche questo è fuggire da Dio, da quello vero.

Naomi era amara, e lo ha detto a Dio :”Mi hai fatto male!” Pensi che un padre possa odiare suo figlio, solo perché parla con amarezza?

Dio ha spalle abbastanza grandi da sopportare  le parole di un figlio o di una figlia addolorata,  e ti ama: ti ama anche quando dici cose sbagliate. E' capace di accettare anche quando te la prendi con lui;lui ci ha creati, lui sa come siamo fatti.

Ma nulla sarebbe accaduto di bello a Naomi, se non avesse fatto la seconda cosa giusta:

2) Ritorna al suo popolo, tra credenti

Tutto il libro ci mostra il processo di guarigione di Naomi: da “amara” a “benedetta”,  attraverso una nuora che si converte e decide di amarla, un parente che “per caso” compare all'orizzonte, e l'amore che nasce tra questi e sua nuora.

Tutto ciò non sarebbe mai accaduto se Naomi fosse rimasta a Moab,  lontana dal Signore, tra non credenti.

Voglio farvi una domanda: Dove è Dio, adesso? La Bibbia ci dice che è onnipresente, vero?

Siete sicuri? Leggiamo assieme Romani 1:22-24

Il contesto della passo è che  Paolo sta parlando delle persone che non riconoscono il Dio di Israele.

“Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti,  e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Per questo Dio li ha abbandonati all’impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi”. (Romani 1:22-24)

Dio è onnipresente,  ma ci sono posti dove Dio non può essere: nel cuore di coloro che lo negano e seguono altri dei. Moab era un posto simile; brillava per l'assenza di Dio nel cuore delle persone e la presenza dei falsi dei al suo posto.

Al contrario Gesù dice:

“Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro.” (Matteo 18:20)

Se sei amaro, se sei amara, quello che ti serve, è di essere guarito, di essere guarita.

Dio può guarirti, ma quello che ti serve è di stare assieme al popolo di Dio, perché Dio è presente in mezzo ad esso.

Rut

All'inizio della storia Rut è in rovina: una vedova pagana senza figli, odiata dalla sua gente perché ha accettato il Dio di Israele e non accettata in Giuda perché è moabita. Anche lei deve essere guarita.

Per Rut la guarigione arriva attraverso la sua determinazione. Rut è una donna forte, è una donna determinata e fa tre cose sagge:

1) Decide di amare la suocera andando assieme a lei
2) Decide di abbandonare la sua terra e i suoi dei
3) Decide di credere in Dio

Arriva a Betlemme ed è povera, tanto povera che decide di andare a spigolare. Anche se non vede la mano “visibile” di Dio (il miracolo), crede che troverà qualcuno che la aiuterà, e alla fine crede che avrà un “redentore”, colui che farà valere il riscatto suo e di Naomi.

Al capitolo 2 aveva detto così a Naomi:

“Fammi andare nei campi a raccogliere le spighe che i mietitori lasciano cadere. Sono sicura di trovare qualcuno che me lo permetterà.” (Rut 2:2 TILC)

E, pian piano, la mano invisibile di Dio,  la Provvidenza, inizia a guarirla.

Se anche la tua vita è in rovina, qui trovi un principio per essere guarito.

 # Decidi di credere

Anche quando non vedi il miracolo, anche se le prospettive sono scarse o inesistenti, decidi di credere, sappi che per te c'è un Redentore, colui che ti ha riscattato.

Rut ha deciso di credere:  “Il tuo Dio sarà il mio Dio”(Rut 1:16b) forse non ci arrivi ancora col cuore a dirlo, ma puoi arrivarci col la tua volontà, con la stessa volontà che ha guidato Rut e per la quale è stata benedetta.

Come Boaz fu il “redentore” di Rut, che divenne sua sposa, e visse per sempre assieme a lei allo stesso modo Gesù è il Redentore, Gesù è lo sposo, e se tu credi e rimani nella sua chiesa allora virai in eterno assieme a lui. In Apocalisse è scritto;

“Rallegriamoci, esultiamo e diamogli onore, perché è giunto il momento delle nozze dell'Agnello, e la sua sposa si è preparata.” (Apocalisse 19:7)

Boaz

Boaz tra i protagonisti è quello che ha la vita più “normale”, anzi, ha un avita “agiata”.

Ma Boaz è si rammenta che tutto ciò che ha è frutto della sua obbedienza alle leggi di Dio.

Boaz benedice i suoi operai quando arriva al lavoro, Boaz da più di ciò che Dio ha prescritto ai poveri, Boaz non pecca con Rut, ma attende perché sia sua sposa, E in più,  Boaz studia piani per una causa nobile,  dare un tetto a due vedove e una discendenza alla famiglia di Naomi.

Se in questo momento vivi nella tranquillità e ami il Signore, sappi che è lui il regista della tua vita; lui vede e provvede sia al povero che al ricco. Scegli di vivere come Boaz.

# Scegli di obbedire

Obbedisci a Dio vedendo il tuo lavoro, i tuoi averi come un ministero attraverso cui Dio  può  provvedere al povero.

Siamo quasi alla fine del libro, ci mancano da leggere appena cinque versetti.

Sono cinque versetti che potrebbero sembrare i più noiosi della storia,ù ma che invece sono forse i più importanti per me e per te:

“17 Le vicine gli diedero il nome e dicevano: «È nato un figlio a Naomi!» Lo chiamarono Obed. Egli fu il padre d’Isai, padre di Davide. 18 Ecco la posterità di Perez: Perez generò Chesron; 19 Chesron generò Ram; Ram generò Amminadab; 20 Amminadab generò Nason; Nason generò Salmon; 21 Salmon generò Boaz; Boaz generò Obed; 22 Obed generò Isai e Isai generò Davide.” (Rut 4:17-22)

Non so se ricordate un messaggio che abbiamo fatto a maggio e che riguardava la genealogia di Gesù. E che vi avevo detto che le genealogie normalmente  servono a dimostrare la grandezza di una famiglia.

Nella Bibbia invece servono a mostrare  che non importa da che famiglia vieni, perché Dio ti benedice comunque se tu hai un cuore per lui.

Anche questa genealogia non si smentisce, perché mostra che il grande re Davide proveniva da una famiglia imperfetta.

Salmon, padre di Boaz, era sposato a Raab, una prostituta non ebrea, e Boaz aveva sposato una vedova pagana moabita.

Dio sta dicendo: “non importa la tua vita passata, ma se tu affidi la tua vita a me, la tua stirpe sarà benedetta fino alla millesima generazione dice Esodo 20:6.

Raab era una prostituta, ma aveva creduto ed era stata adottata nel popolo di Dio; e suo figlio Boaz ora aveva ereditato la sua benedizione.

Rut era una vedova pagana, ma aveva creduto, e suo figlio Obed avrebbe ereditato la sua benedizione.

Non penso che Rut e Boaz avessero pianificato tutto questo, ma il loro amore per gli altri,
la loro preghiera, la loro fede, il loro astenersi dal peccare, la loro obbedienza, avrebbe avuto una ricaduta ENORME sui loro discendenti,  tanto che i loro nomi  non sarebbero comparsi solo in questo libro.

In 1 Re 7:21 si dice che Salomone, volle dare un nome alle due colonne del vestibolo, (la parte da cui si accedeva al “Luogo Santissimo”, dove era conservata l'Arca del Patto) ed una la chiamò Boaz (forte).

In Matteo 1:6 si legge che una delle antenate della famiglia dove sarebbe stato cresciuto Gesù, era Rut.

Rut e Boaz non avevano pianificato, ma avevano obbedito. E Dio aveva risposto benedicendo la loro stirpe.

Il tuo amore attuale la tua fede attuale, la tua preghiera attuale, la tua obbedienza attuale, possono avere una ricaduta sulla tua famiglia futura che tu neppure riesci ad immaginare.

La tua famiglia futura potrà essere molto più grande, molto più importante, molto più efficace, molto più determinante  di quello che immagini.

Il più delle volte non vedrai neppure un minimo  di questa futura benedizione.

Un importante teologo di nome Jonathan Edwards era solito pregare per le sue prossime sei generazioni.

Nella sua famiglia ci sarebbero stati: 13 presidi di collegi, 69 professori, 13 giudici, 100 avvocati, 60 dottori, 75 ufficiali militari, 3 senatori, 80 sindaci, un vice presidente USA e 100 pastori. Sarà un caso?

Tu non immagini quello che Dio farà attraverso di te.

Tutto il libro di Rut si svolge attorno ad una eredità e a un redentore.

L'eredità era ciò che Rut e Naomi avrebbero potuto avere, ma serviva un redentore che liberasse l'eredità permettendogli di viverla.

La tua eredità è immensa se hai accettato colui che la ha liberata per te, il tuo Redentore, Gesù.

E la tua fedeltà di oggi  può avere ricadute enormi nel futuro della tua famiglia.

La tua fedeltà di oggi che a te pare poca cosa può portare al tuo Redentore una messe enorme, se ami e preghi per le persone se ti astieni dal peccare, se vivi in mezzo al popolo di Dio, la chiesa, e se affidi la tua vitae i tuoi beni  a Dio come si trattasse di un ministero

Ma soprattutto se decidi di credere in Gesù, tuo Redentore.

Preghiamo.
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22 ottobre 2017

La Provvidenza, il Piano, la Preghiera - Il libro di Rut 5° parte

Attraverso la sua Provvidenza Dio ci sostiene ma vuole anche che noi abbiamo un piano per la nostra vita e che non cessiamo mai di pregare.
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Siamo al quinto messaggio sul libro di Rut.

Dopo l'inizio drammatico, con la  FAME il
FALLIMETO,  i  FUNERALI e la FINE della vita di Naomi a Moab le cose hanno iniziato a girare bene, Rut si trova “per caso” nel campi di un parente, Boaz, che la prende a ben volere: trascorre due mesi lì nei campi, e prima che finisca il raccolto Naomi suggerisce a Rut di infilarsi nel letto di Boaz.

Boaz da uomo di Dio non fa nulla di scorretto, e dice chiaramente a Rut che non la sfiorerà neppure, se prima non sarà stato sicuro di avene diritto. E lo potrà sapere soltanto se il parente di Naomi più prossimo  rinuncia al suo diritto di riscatto.

Leggiamo assieme il capitolo 4:

"1 Boaz salì alla porta della città e là si mise seduto. Ed ecco passare colui che aveva il diritto di riscatto e del quale Boaz aveva parlato. E Boaz gli disse: «O tu, tal dei tali, vieni, siediti qua!» Quello s’avvicinò e si mise seduto. 2 Boaz allora prese dieci uomini fra gli anziani della città e disse loro: «Sedetevi qui». E quelli si sedettero. 3 Poi Boaz disse a colui che aveva il diritto di riscatto: «Naomi, che è tornata dalle campagne di Moab, mette in vendita la parte di terra che apparteneva a Elimelec, nostro fratello. 4 Ho creduto giusto informartene e dirti: “Acquistala, in presenza di quanti sono qui seduti e degli anziani del mio popolo”. Se vuoi far valere il tuo diritto di riscatto, fallo; ma, se non lo vuoi far valere, dimmelo, perché io lo sappia; infatti non c’è nessuno, all’infuori di te, che abbia il diritto di riscatto; e, dopo di te, vengo io». Quegli rispose: «Farò valere il mio diritto».  (Rut 4:1-4)

Già ho detto che il libro di Rut si svolge tra persone vere, che vivono situazioni vere, in un mondo vero.

In tutta questa storia, possiamo vedere un piano ben preciso, che ci aiuta a meglio capire dove siamo noi come credenti, e come dovremmo esercitare la nostra fede. E possiamo trarre almeno quattro insegnamenti.

1) Esercita la tua fede dove passi più tempo

Per prima cosa,  tutto si svolge “al lavoro”: l'incontro tra Rut e Boaz, la promessa di Boaz,  tra poco vedremo la richiesta di Boaz al parente più prossimo di Naomi di cedergli il diritto di riscatto, tutto si svolge nei luoghi di lavoro, non al tempio, né durante un festeggiamento sacro.

Questo è un messaggio per noi: il posto dove esercitare la nostra fede, non è in chiesa, o nel piccolo gruppo, o nel gruppo di preghiera, ma nel posto dove passiamo più tempo: per moltissimi, è il luogo di lavoro.

2) Sii certo che Dio provvederà

Il protagonista principale della storia non è Rut né Boaz, ma Dio, attraverso quello che chiamiamo “provvidenza”.

Nella prima predicazione avevamo parlato di uno dei nomi di Dio, Yavè Irè, che vuol dire “Dio provvede”.

Avevamo detto che è come se Dio avesse due mani, una visibile, e una invisibile.

La mano VISIBILE di Dio è quella che opera i miracoli, una guarigione, una liberazione, una resurrezione.

La mano INVISIBILE di Dio è quella che sostiene, talvolta è chiamata “Provvidenza”.

Al capitolo due avevamo visto che “per caso”  Rut era finita nel campo di Boaz a spigolare, e che Naomi aveva detto che per caso  quell'uomo era loro parente ed era un loro “redentore” (colui che aveva diritto di riscatto sulle terre e sui familiari del parente morto)

Ora vediamo che Boaz va alla porta della città, che all'epoca equivaleva a dire, “E' andato al tribunale” perché era quello il luogo dove si facevano i processi, si firmavano i contratti, ecc. sperando di incontrare il tizio che aveva diritto di riscatto... e, guarda caso, che accade? V. 1 “ Ed ecco passare colui che aveva il diritto di riscatto e del quale Boaz aveva parlato,

Tutto casuale, tutto per “fortuna”... Non è fortuna,  è la Provvidenza di Dio, Yavè Irè, Dio provvede.

Nel libro di Rut non c'è traccia alcuna di un miracolo,così come la trovi in Esodo (Mosè che parla al roveto), o in Giosuè (le mura di Gerico che cadono al suono della tromba) o in 1 Re (Elia risuscita il figlio della vedova che lo ha sfamato) ma c'è costantemente la Provvidenza di Dio all'opera.

Se vi ricordate la storia inizia dicendo  che Naomi aveva deciso di tornare a Betlemme “perché aveva sentito dire che il Signore aveva visitato il suo popolo, dandogli del pane” (Rut 1:6b)

Non è che erano cadute pagnotte dal cielo, ma Dio aveva mandato la pioggia ed il sole al tempo giusto, i semi erano di nuovo nati e cresciuti, la gente li aveva trebbiati, la farina era stata macinata, il pane era stato lievitato, il popolo era stato sfamato...

Dio non aveva usato la sua mano visibile dei miracoli, ma quella invisibile della sua Provvidenza.

Forse sei frustrato, o frustrata nella tua vita di credente, perché non vedi “cadere pagnotte dal cielo”,  il miracolo diretto, la mano visibile di Dio, e nel frattempo non vedi o sottovaluti la Provvidenza, il sostegno che ti ha portato fin qui oggi,  la mano invisibile di Dio.

Ho più volte detto che spesso non vediamo la mano di Dio attraverso il parabrezza dell'auto che è la nostra vita, ma attraverso lo specchietto retrovisore, quando guardiamo indietro, e i punti del mosaico hanno un senso.

Immagina che la tua vita sia come un maglione di lana ricamato: ora lo vedi così, al rovescio, e i le figure del ricamo  non hanno alcun senso compiuto.

Dio invece il maglione della tua vita lo vede il dritto del maglione. Lui vede il disegno, tu no. E lo vedrai solo dopo. Talvolta lo scoprirai solo in cielo.

Vivere per fede significa accettare che Dio sta facendo il ricamo che Lui desidera nella nostra vita, anche se noi ora non  lo vediamo.

Paolo dice così:

“Certo la nostra vista è ancora confusa, come se guardassimo in uno specchio appannato, ma un giorno lo vedremo faccia a faccia. Ora tutto quello che sappiamo è incompleto, ma allora sì che avrò una vera conoscenza, proprio come il Signore conosce me.” (1 Corinzi 13:12 PV)

“Infatti noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, cioè a coloro che sono chiamati secondo il suo piano prestabilito.” (Romani 8:28 PV)

La tua vita forse non è bella come vorresti adesso, ma sarà stupenda  quando la vedrai per il verso giusto della trama.

3) Elabora un piano

“4b Quegli rispose: «Farò valere il mio diritto». 5 Allora Boaz disse: «Il giorno che acquisterai il campo dalla mano di Naomi, tu lo acquisterai anche da Rut, la moabita, moglie del defunto, per far rivivere il nome del defunto nella sua eredità2». 6 Colui che aveva il diritto di riscatto rispose: «Io non posso far valere il mio diritto, perché rovinerei la mia eredità; subentra tu nel mio diritto di riscatto, poiché io non posso avvalermene». (Rut 4:4b-6)

La situazione che avrebbe affrontato Boaz non era semplice; lui voleva sposare Rut, ma c'era di mezzo l'altro parente  e, soprattutto, la terra di Naomi.

All'epoca la terra era una fonte di reddito, veniva tramandata di generazione in generazione  ed era difficile che qualcuno la cedesse  se non per problemi economici, né che la rifiutasse come diritto di riscatto. E, infatti, il tizio dice:«Farò valere il mio diritto»

Boaz aveva un piano: non dice tutti i termini del contratto al tizio, ma solo quelli che lui ritiene gli serviranno  per ottenere il massimo profitto a suo favore con uno scopo nobile: dare una casa a Naomi e sposare Rut.

Solo quando il tizio, davanti a tutti ha detto “si la terra è mia” allora aggiunge gli altri termini del contratto:

“Ah, a proposito, in omaggio con le terre ti saranno recapitate a a casa gratis una vedova giovane pagana che viene  da Moab dove adorano Chemosh e fanno le orge  e una vedova vecchia che si chiamava dolce ma adesso vuole essere chiamata amara... Sei contento, vero?”

Al che il tipo risponde : ”Fossi matto! Se per caso quella moabita concepisse un figlio vorrebbe dire che parte delle mie terre andranno a lui e non ai miei figli ebrei!” subentra tu nel mio diritto di riscatto, poiché io non posso avvalermene». 

Non è che non può:  non vuole.  Il tizio sta vedendo la situazione  con il cuore di uno speculatore finanziario che fa un investimento economico per trarne profitto; Boaz sta vedendo la situazione  con il cuore di un marito e di un padre.

Il tizio sta vedendo Rut come una spesa, Boaz sta vedendo Rut benedizione.

Il tizio vede Rut come un problema, Boaz vede Rut come una principessa.

Sai, questo è lo stesso sguardo con cui Gesù ti ha guardato, quando ha deciso di scendere dal Cielo per salire sul Golgota.

Non ha riflettuto “quanto guadagno scendendo “ ma ha detto “voglio che tu entri nella mia famiglia, qualsiasi cosa costi”. Non ti ha guardato come un investimento,  ma come una vedova affamata, un figlio disperato... Non ti ha guardato con gli occhi dello speculatore finanziario, ma con gli occhi dell'amore.

Dio vuole che abbiano fede nella sua provvidenza, ma anche che abbiamo un piano per la nostra vita.

Boaz, in un momento di crisi economica (Elimelec e Naomi erano fuggiti a Moab per via di essa) riesce a diventare un ricco proprietario terriero... Ma come? Sfruttano le occasioni e le persone? No, sviluppando un cuore generoso e rimanendo dipendente da Dio.

"7 C’era in Israele quest’antica usanza, per rendere valido un contratto di riscatto o di cessione di proprietà: uno si toglieva la scarpa e la dava all’altro; era il modo di testimoniare in Israele. 8 Così colui che aveva il diritto di riscatto disse a Boaz: «Acquistala per conto tuo», e si tolse la scarpa. 9 Allora Boaz disse agli anziani e a tutto il popolo: «Voi siete oggi testimoni che io ho acquistato dalle mani di Naomi tutto quello che apparteneva a Elimelec, a Chilion e a Malon, 10 e che ho pure acquistato Rut, la moabita, moglie di Malon, perché sia mia moglie, per far rivivere il nome del defunto nella sua eredità, affinché il nome del defunto non si estingua tra i suoi fratelli e alla porta della sua città. Voi ne siete oggi testimoni»."  (Rut 4:7-10)

Lo scambio del sandalo equivaleva alla firma dell'atto di acquisto, in quanto simboleggiava l'atto di aver percorso assieme al compratore la terra da vendere, e cedendo il sandalo stava a significare che il vecchio proprietario non avrebbe più messo piede su quella terra che non gli apparteneva più.

Per cui a questo punto Boaz ha tutti i diritti legali,  sulle terre di Naomi;  è diventato ancora più “ricco”.

Riflettete un attimo:  Rut è povera o ricca?  Estremamente povera. Boaz è povero o ricco? Estremamente ricco.

Il libro di Rut dimostra la assoluta assurdità  di due tipi di teologia moderna: la teologia della povertà e la teologia della prosperità.

La teologia della povertà dice che  per essere di Gesù devi essere povero, e se non sei povero  questo dimostra che non sei interamente di Gesù.

La teologia della prosperità dice che se sei di Gesù diventerai ricco, e se non diventi ricco  dimostra che non sei interamente di Gesù.

Rut è povera, ma ama Dio. Boaz è ricco, ma ama Dio.

Dio ha benedetto tanto Rut la povera che Boaz il ricco. Dio ama tanto Rut la povera che Boaz il ricco.

Non è una questione di “quanto hai”, (“se hai poco sei benedetto” o “se hai tanto sei benedetto”
ma è una questione di “dove stai”, di dove sta il tuo cuore, di con chi sta il tuo cuore.

Essere poveri non significa necessariamente essere più vicini a Dio, essere ricchi non significa necessariamente essere lontani da Dio. Essere ricchi non significa necessariamente essere più vicini a Dio, essere poveri non significa necessariamente essere lontani da Dio.

Rut era povera, ma la prima cosa che ha fatto  è dare l'intero raccolto a Naomi: Rut ha un cuore generoso che ama, ed è amata da Dio.

Boaz era ricco, ma la prima cosa che ha fatto  è di dare di più del dovuto a Rut, che da a Naomi. Boaz ha un cuore generoso che ama, ed è amato da Dio.

Qualche volta mi capita di sentire persone che mi dicono: “Voglio lasciare il mio posto di lavoro per lavorare a tempo pieno per il Signore... lui provvederà economicamente per me.” Io rispondo: “Forse è meglio che continua a lavorare per dare al Signore in maniera generosa così che il Signore possa provvedere economicamente ad altri.

Non si tratta tanto di essere servitori a tempo pieno, ma di essere credenti a tempo pieno.

Non credere di non poter servire il Signore se non sei un servitore a tempo pieno come Amy, o Giuseppe ed Annarita, ma comportati da credente a tempo pieno  nella tua vita e nel tuo lavoro a tempo pieno.

Non c'è nulla di male nel saper fare bene il tuo lavoro  e guadagnare anche molto da esso se il tuo desiderio è lo stesso di Boaz, essere uno strumento tramite il quale  Dio benedice e sostiene gli altri.

Boaz non ha mai inteso fare un “affare economico”, ma provvedere economicamente, emotivamente e spiritualmente per Rut, e per dare una continuità alla stirpe di Elimelec:" perché sia mia moglie, per far rivivere il nome del defunto nella sua eredità (v. 10b)

Tecnicamente Boaz non era obbligato a sposare Rut; Rut non è ebrea,  e il diritto di riscatto valeva solo tra persone ebree. Ma lui afferma dinanzi a tutti che sposerà Rut, non perché deve, ma perché vuole.

Boaz non doveva dare ai poveri e a Rut  di più di quello che diceva la legge,  ma lo voleva dare. Boaz non doveva essere necessariamente  il “redentore” di Naomi e di Rut, ma lo voleva. Boaz non doveva sposare per forza Rut, ma lo voleva.

Avrebbe potuto prendere Rut come schiava, e invece la prende come moglie.

Boaz avrebbe preso Rut come moglie anche se non avesse portato un metro di terra con se, (la terra era in realtà un “ostacolo”, perché generava appetiti dei parenti).

Boaz capisce che la felicità, non risiede in quanto possiedi,  ma in con chi passi la tua vita. La felicità non viene dai soldi, ma dai rapporti di amore che costruisci durante la tua vita.

E' la stessa cosa che ha fatto Gesù: Gesù avrebbe potuto prenderci come “schiavi”, eravamo suoi nemici” dice Paolo in Romani 5:10, ma ha deciso di prenderci come “figli” e adottarci nella sua famiglia.

4) Prega e fai pregare per te

“11 E tutto il popolo che si trovava alla porta della città e gli anziani risposero: «Ne siamo testimoni. Il Signore conceda che la donna che entra in casa tua sia come Rachele e come Lea, le due donne che fondarono la casa d’Israele. Spiega la tua forza in Efrata, e fatti un nome in Betlemme! 12 Possa la discendenza che il Signore ti darà da questa giovane rendere la tua casa simile alla casa di Perez, che Tamar partorì a Giuda!» “(Rut 4:11-12)

Tutto accade nel libro di Rut in risposta alle preghiere.

Al capitolo 1 Naomi aveva pregato il Signore affinché Rut e Orpa potessero trovare un marito e ora Boaz aveva proclamato davanti a tutti di voler sposare Rut.

Al capitolo 2 Rut aveva pregato il Signore affinché Boaz potesse essere benedetto, e Boaz era stato benedetto con ricchezza materiale e con una moglie.

Al capitolo 3 Boaz aveva pregato il Signore affinché Rut potesse essere benedetta, e ora Rut era stata benedetta con una nuova casa ed un nuovo marito credente.

Dio vuole che tu creda che è Yavè Irè un Dio che provvede anche quando non vedi la sua mano visibile vuole che tu abbia un piano, ma vuole anche che tu preghi e che il suo popolo preghi.

Alcuni di noi sono grandi “fiduciosi”; sono quelli che dicono: “Io ho fede nella Provvidenza, Dio sa cosa mi serve senza che glie lo dica io.”

Alcuni di noi sono grandi “pregatori”; sono quelli che dicono:  “Io prego, e non mi serve un piano perché so che il Signore sa cosa mi serve.”

Altri sono grandi “pianificatori”; sono quelli che dicono:” Ok. Signore, penso che questo piano sia proprio buono, adesso fallo funzionare.”

Chi è meglio? Chi è nel giusto? Tutti e tre messi assieme,  ma nessuno dei tre individualmente.

Dio vuole che tu abbia tutte e tre le caratteristiche assieme: vuole che tu abbia fede  che abbia un piano  e che tu ed altri ci preghiate sopra.

Ma non sempre questa sequenza funziona in questo modo: perché alcune volte bisognerà prima pregare perché Dio ci indichi un piano ed avere fiducia che Dio provveda.

Conclusione

Boaz, figlio della prostituta non ebrea Raab, sposa la pagana moabita Rut... e vuole dare a Rut un figlio...

E tramite quel figlio, che si chiamerà Obed, che  significa “servo” Dio trarrà la stirpe che avrebbe generato Davide, e nella cui stirpe sarebbe disceso Gesù.


Rut e Boaz non vedevano  che il “rovescio” del maglione, ma hanno agito come credenti  a tempo pieno nel loro posto di lavoro, sicuri che Dio avrebbe provveduto, e pregando, perché sapevano che il disegno che Dio stava tessendo nelle loro vite era un disegno stupendo.

Dio chiede a me e a te di fare la medesima cosa.

Preghiamo.

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15 ottobre 2017

Un amore che sa attendere - Il libro di Rut 4° parte

Dio ha stabilito un tempo preciso per dare e ricevere l'amore fisico all'interno della coppia, sotto la sua benedizione.
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Siamo al quarto messaggio sul libro di Rut. Una storia inizia male,  con la fuga di  Elimelec e dellasua famiglia a Moab per  FAME l  il FALLIMETO della sua vita lontano da Betlemme,  con i matrimoni dei figli a due non credenti moabite, Orpa e Rut,   i  FUNERALI ei Elimelec, Msalon e Chilion, e la FINE della vita di Naomi a Moab

Ma quando tutto sembra volgere al male per Naomi  la FEDE della nuora Rut in un cDio che ancora non conosce bene viene premiata con l'incontro con il ricco proprietario terriero Boaz, che nutre, conforta e prende a proteggere Rut, e Naomi che da alla nuora il buon consiglio di non allontanarsi dalle terre di Boaz, perché lui è un loro “redentore”,  in quanto loro parente e  può pagare il riscatto delle terre  e dare loro un tetto dove vivere

Più di una volta mi sono chiesto come predicare sul capitolo che affrontiamo oggi, Rut capitolo tre.
Perché, sapete, è un capitolo “scabroso”, con chiarissimi riferimenti sessuali, e riferimenti non proprio da culto domenicale e chiesa cristiana evangelica.

Voglio cominciare facendo un po' di storia, di come si diveniva una coppia (almeno in Italia) dall'epoca di mia nonna Ida (nata nel 1888) ad oggi.

Nel 1800  tu incontravi il tuo futuro sposo e la tua futura sposa soprattutto attraverso la conoscenza tra famiglie: tu conoscevi qualcuno o qualcuna che ti piaceva, in qualche modo glielo facevi capire
(occhiate,  strette di mano fuggitive,  qualche abbraccio velocissimo quando i genitori erano distratti).

Ad un certo punto, quando era scoppiato l'amore tra i due, l'uomo si presentava a casa della donna,  parlava con il capo famiglia, e gli chiedeva la mano della figlia.

Se era accordata, i due si frequentavano in “ambiente controllato”,  la casa di lei,  fino al giorno del matrimonio... in chiesa.

Negli anni 20/30 gli incontri cominciano a spostarsi fuori da casa, si va a ballare,  si passeggia per le piazze  “fino a che non imbrunisce”.

Lì i futuri sposi si incontrano, e si incontrano sempre in quel modo fino alla decisione di “dirlo a casa”; quando lo dici a casa, gli incontri avvengono anche fuori casa, ma con la presenza di “qualcuno di famiglia” (una sorella, un fratello, la mamma), fino al matrimonio... in chiesa.

Anni 40 e 50, la guerra, la ricostruzione,  fino a quando negli anni 60 arriva il “boom economico”,
arriva la macchina, i giovani si incontrano e vanno assieme in auto, ma sempre tornando per cena... ma a quel punto non c'è più nessuno che li controlla,  e l'auto diventa un posto dove la coppia non legge solamente il giornale. E poi ci si sposa... in chiesa.

Con il 68 arriva la contestazione giovanile, genitori ed insegnanti diventano coloro da cui non prendere alcun consiglio, inizia la “rivoluzione sessuale”, l'uso dei contraccettivi, e i giovani cominciano a sperimentare quello che si chiama “amore libero”: l'atto sessuale viene scisso dall'essere consumato solo all'interno della coppia. L'essere “vergini” diventa una “malattia da curare”, che  i giovani curano molto volentieri  iniziando ad avere rapporti ben prima del matrimonio... che continua a essere fatto in chiesa.

Con gli anni 80 arriva il femminismo, le donne scoprono di essere trattate come “oggetti,  o peggio “fattrici” e al grido di “la pancia è mie e ci faccio quello che mi pare” inizia l'aborto come metodo alternativo al contraccettivo, la coppie continuano a sposarsi, ma molte cominciano a decidere di non farlo in chiesa.

Giungono gli anni 90, e le coppie incominciano a “convivere” prima di sposarsi, e si comincia a discutere sul fatto di dover essere per forza una coppia “tradizionale”. Si inizia a discutere sulla “coppia aperta”,  dove spesso ci sono più partner nella vita di una singola persona. E le chiese vedono sempre meno persone che vogliono celebrare matrimoni.

Siamo agli anni 2000 (i nostri): nascono forme “alternative al matrimonio”, le unioni civili,
si stabiliscono nuove definizioni di “coppia, che non è più esclusivamente tra un uomo e una donna, ma può essere tra persone dello stesso sesso. E si comincia a discutere se il nucleo familiare debba necessariamente essere composto da due persone. Siamo alla famiglia “poliamorica”, dove ci possono essere due uomini e una donna, due donne e un uomo, tre donne, tre uomini, e tutte le altre varianti che i numeri (che non sono fissi) permettono.

Vorrei farvi vedere un grafico... L'Istat calcola che, se la tendenza rimarrà stabile, entro il 2031 NESSUNO si sposerà più in chiesa.

Ma vorrei farvi vedere un altro grafico ... Sempre secondo l'Istat, se la tendenza rimarrà stabile, entro il 2080 NESSUNO si sposerà più.

Tu mi potrai chiedere a questo punto:  “Perché mi hai fatto tutta questa lunga introduzione sulla coppia? Perché il capitolo 3 di Rut parla guarda caso  dei modi sbagliati e dei modi giusti di come iniziare una relazione d'amore.

Salomone diceva così in Ecclesiaste:

“Ciò che è stato è quel che sarà; ciò che si è fatto è quel che si farà. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole.  C’è forse qualcosa di cui si possa dire: «Guarda, questo è nuovo?» Quella cosa esisteva già nei secoli che ci hanno preceduto.” (Ecclesiaste 1:9-10)

Quello che ci pare tanto “moderno adesso, la famiglia “aperta”, omosessuale,  con più di due persone, era un “classico” già ai tempi di Rut  e Boaz.

Ciclicamente la società propone qualcosa di differente, da quanto stabilito da Dio come famiglia.

Dio ha stabilito che la famiglia sia un rapporto esclusivo tra due persone di sesso differente unite sotto la benedizione di Dio (il matrimonio) che iniziano ad avere rapporti DOPO la sua benedizione.

“Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina (l'incontro - il “fidanzamento”) Dio li benedisse (il patto - il “matrimonio”); e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi. (la consumazione - i “rapporti matrimoniali”) (Genesi 1:28a)

La Bibbia è un libro “onesto, non è un libro di superuomini e superdonne, ma un libro di uomini e donne con i loro pregi, i loro doni, ma anche i loro limiti e i loro peccati.

Ed essendo un libro "onesto”, non ci mostra solo il “buono”, ma anche il “brutto e il cattivo” dei personaggi.

Dio li ha messi lì per dimostrare come pensiamo noi uomini, e come invece pensa Lui, quello che noi pensiamo si buono ed accettabile,  e quello che è buono ed accettabile dinanzi ai suoi occhi.

Leggiamo assieme Rut capitolo 3 da 1 a 5:

“1 Naomi, sua suocera, le disse: «Figlia mia, io devo assicurarti una sistemazione perché tu sia felice. 2 Boaz, con le cui serve sei stata, non è forse nostro parente? Ecco, stasera deve ventilare l’orzo nell’aia. 3 Làvati dunque, profumati, indossa il tuo mantello e scendi all’aia; ma non farti riconoscere da lui prima che egli abbia finito di mangiare e di bere. 4 E quando se ne andrà a dormire, osserva il luogo dov’egli dorme; poi va’, alzagli la coperta dalla parte dei piedi, e còricati lì; e lui ti dirà quello che tu debba fare». 5 Rut le rispose: «Farò tutto quello che dici». “ (Rut 3:1-5)

Ci eravamo lasciati con un consiglio “saggio” della credente  Naomi (Rut 2:23: «È bene, figlia mia, che tu vada con le sue serve e non ti faccia sorprendere in un altro campo». 

E ci ritroviamo con un consiglio sbagliato della credente Naomi: ( “còricati lì; e lui ti dirà quello che tu debba fare!)

Sono trascorsi circa due mesi dal primo incontro tra Rut e Boaz, (il tempo che intercorreva tra la trebbiatura dell'orzo e quella del grano), e tra loro non era accaduto nulla.

Era usanza al termine della trebbiatura di festeggiare tutti assieme (operai, servi e padroni), prima di dividere il raccolto per essere pagati.

Si mangiava, si ballava, si beveva (molto), e poi ci si salutava fino alla prossima trebbiatura.

Naomi percepisce che, se deve accadere qualcosa, deve accadere allora: o adesso o mai più.
Ma il piano di Naomi è un piano quanto mai “terreno”, “mondano”.

Il suggerimento è:  “Fatti la doccia, profumati, truccati, metti l'abito più sexy che hai, aspetta che Boaz abbia bevuto abbastanza, infilati sotto le coperte di Boaz e digli: “Cosa vuoi che faccia?”.

Il piano di Dio era:  un solo uomo e una sola donna uniti per sempre  “ quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi. (Gesù in Matteo 19:6b)

Ora, siccome era possibile stabilire la verginità di una donna, ma non era possibile stabilire la verginità di un uomo, gli uomini incominciarono ad approfittarsene. Quando una moglie non gli stava più bene,  bastava dicessero in giro che non era vergine al matrimonio, e la donna era lapidata.

Per proteggere le donne, Dio aveva dato una legge (in Deuteroniomio 22:13-21), dove diceva che la prova della verginità  sarebbe stato il lenzuolo intriso di sangue; questo lenzuolo veniva custodito dalla famiglia della donna per eventuali future contestazioni.

All'epoca di Rut e Boaz la situazione era andata ben oltre, popolazioni, come i moabiti, che non adoravano Dio,  usavano il sesso per divertimento e come pratica “sacra”, ma anche il popolo di Dio non era da meno; c'era la poligamia, l'omosessualità, gli incesti,  e il sesso veniva fatto fuori dal matrimonio come una cosa normale.

Vi suona in qualche modo familiare con la situazione della mondo in cui noi viviamo ora? Ciclicamente la storia ripropone lo stesso scenario: si parte da una situazione con poche regole e chiare, pian piano le regole vengono “aggiustate” secondo l'utile dell'uomo, e, a poco a poco,  la situazione diviene l'esatto opposto di come era al principio.

Naomi, anche se  credente,  è l'espressione della società dove vive ed è nata e cresciuta (era andata lontano dalla sua fede in un paese proibito, aveva permesso che i figli sposassero non credenti, e ora consigliava alla nuora di andare a letto col capo) E la neo credente Rut le risponde: “Farò tutto quello che dici”

Due lezioni per noi

Una per i neo credenti: non sempre i credenti, anche se maturi, danno buoni consigli. Anche se sei un neo credente,  quando ricevi un consiglio da un credente “maturo”, accertati che sia in accordo con la Parla di Dio. Se “non sei espertissimo nella Bibbia” e “non ti suona” chiedi ad altri credenti un secondo parere.

Una per i credenti maturi: stiamo attenti ai che i consigli che diamo ai neo credenti non siano trappole piuttosto che illuminazioni.

Per fortuna Rut ha di fronte un credente – Boaz - che non parla solo del Signore , (“Il signore sia con voi!” Rut 2:4) ma che applica la Parola alla sua vita.

“6 Scese all’aia, e fece tutto quello che la suocera le aveva ordinato. 7 Boaz mangiò e bevve e, con il cuore allegro, se ne andò a dormire all’estremità del mucchio di covoni. Allora lei venne pian piano, gli alzò la coperta dalla parte dei piedi e si coricò. 8 Verso mezzanotte, quell’uomo si svegliò di soprassalto, si voltò, ed ecco una donna era coricata ai suoi piedi. 9 «Chi sei?» le chiese. E lei rispose: «Sono Rut, tua serva; stendi il lembo del tuo mantello sulla tua serva, perché tu hai il diritto di riscatto». 10 Ed egli a lei: «Sii benedetta dal Signore, figlia mia! La tua bontà di adesso supera quella di prima, poiché non sei andata dietro a dei giovani, poveri o ricchi. 11 Non temere, dunque, figlia mia; io farò per te tutto quello che dici, perché tutti qui sanno che sei una donna virtuosa. 12 vero che io ho il diritto di riscatto, ma ce n’è un altro che ti è parente più prossimo di me. 13 Passa qui la notte; e domattina, se quello vorrà far valere il suo diritto su di te, va bene, lo faccia pure; ma se non gli piacerà di far valere il suo diritto, io farò valere il mio, com’è vero che il Signore vive! Sta coricata fino al mattino».  14 Lei rimase coricata ai suoi piedi fino alla mattina; poi si alzò, prima che un uomo potesse riconoscere il suo vicino; poiché Boaz diceva: «Nessuno sappia che questa donna è venuta nell’aia!» 15 Poi aggiunse: «Porta qua il mantello che hai addosso e reggilo». Lei lo resse ed egli vi misurò dentro sei misure d’orzo, e glielo mise sulle spalle. Poi se ne andò in città. (Rut 3:6-15)

Boaz era un bel po' più grande di Rut. Boaz era il “capo”. Boaz era uno che vantava un diritto su Rut. Boaz aveva anche bevuto un po'.

Rut era giovane. Rut era bella. Rut era moabita (era noto che le ragazze di Moab erano “disinibite”). Rut era disponibile.

Se questa fosse la scena di un film di oggi, non avrei dubbio di quali scene vedrei dopo, e so che mia moglie mi direbbe: “Marco, cambia canale và, c he ti fa male!”

E invece no. Boaz è un uomo di Dio, e si comporta come Dio gli ha insegnato  si deve comportare un uomo di Dio, e vuole che le cose  che anche lui desidera avvengano secondo l'ordine che Dio ha stabilito.

Come ha fatto Boaz a resistere ad una tentazione così grande?

1) Ha invocato il Signore

Sii benedetta dal Signore 

Il fatto di benedire nel nome del Signore Rut,  ha reso chiaro a lui e a Rut che Dio era lì presente.

2) La chiama “figlia mia”

Sii benedetta dal Signore, figlia mia! -  Non temere, dunque, figlia mia (v.10-11)

Come aveva fatto in precedenza, chiama Rut “figlia mia” per DUE volte,  questo già mette una bella distanza tra lui e lei.

3) Afferma ciò che è giusto davanti a Dio

 ce n’è un altro che ti è parente più prossimo di me. -  se non gli piacerà di far valere il suo diritto, io farò valere il mio

Ribalta la situazione: Rut gli sta dicendo: “Stendi il tuo mantello e prendi quello che è già tuo”
lui risponde : ”Lo farò QUANDO e SE  sarà realmente mio, perché questa è la legge del Signore”.

Boaz viveva in una società dove tutti facevano i propri comodi  senza curarsi di quello che dicevano le leggi di Dio.

Lui invece vuole seguire “le vie di Dio”, non quelle dell'uomo. Proverbi 19:21 dice: “Ci sono molti disegni nel cuore dell’uomo, ma il piano del Signore è quello che sussiste.”

4) Protegge l'onore di Rut 

Sta coricata fino al mattino - Nessuno sappia che questa donna è venuta nell’aia!

Si preoccupa che nessuno la veda, perché nessuno deve neppure immaginare  cosa realmente non è successo. Sa che Rut è la persona “debole”, quella che più avrebbe da perdere in una maldicenza.

5) Si dimostra generoso 

Porta qua il mantello che hai addosso e reggilo - vi misurò dentro sei misure d’orzo

Ancora una volta,  Boaz dimostra di avere un cuore generoso (regala a Rut  circa 80 chili d'orzo... aveva dei bei muscoli Rut!)

Boaz non solo era un bravo datore di lavoro, non solo aiutava i poveri dando parte del suo raccolto, ma onorava anche la dignità di una donna, invece di cercare l'avventura facile.

Dio era davvero al centro della vita di Boaz, e Dio lo contraccambiava benedicendo la sua vita.

Sapete, guardando i grafici sui matrimoni, sapendo la tendenza del mondo alla promiscuità coloro che sono ancora celibi, o nubili, potrebbero essere scoraggiati, o scoraggiate.

Potreste pensare:  “Belle parole, Marco, ma in non vivo al tempo di Boaz... io vivo adesso, qui, in questa cultura, e dovrò trovare una moglie o un marito in questa cultura...”

Non ho grafici da mostrarti,  ma sappi che i matrimoni tra credenti, statisticamente su mille matrimoni solo otto  finiscono, mentre quelli tra non credenti su mille ne finiscono venti.

Sposarsi con un credente o una credente non ti assicura il successo , dovrai lavorarci su lo stesso, impegnarti,  essere disposto a dare e qualche volta a sopportare ma ti assicura una “colla speciale” che è la colla di Dio:  quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi. (Gesù in Matteo 19:6b)

Ma devi rispettare i tempi che Dio ha stabilito, l'ordine che Dio ha stabilito, così come ha fatto Boaz.

Rut tornerà a casa con un cento chili d'orzo, ma soprattutto sarà Naomi a fargli comprendere  di aver incontrato un vero uomo di Dio e che la sua vita sta per ricevere altre benedizioni.

“16 Rut tornò da sua suocera, che le disse: «Sei tu, figlia mia?» E lei le raccontò tutto ciò che quell’uomo aveva fatto per lei 17 e aggiunse: «Mi ha dato anche queste sei misure d’orzo; perché mi ha detto: “Non devi tornare da tua suocera a mani vuote”». 18 E Naomi disse: «Rimani qui, figlia mia, finché tu veda come l’affare finirà; poiché quest’uomo non si darà posa, finché non abbia oggi stesso terminato quest’affare».”

Il vero amore sa attendere, sa attendere i tempi stabiliti da Dio, perché sono quelli che Dio ama e che Dio benedice.

Preghiamo.

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08 ottobre 2017

L'amore che redime - Il libro di Rut 3° parte

Gesù non era tenuto ad essere il nostro Redentore: ma l'ha fatto per compassione, per grazia e per amore.
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Siamo al terzo messaggio sul libro di Rut. Avevamo visto che la storia inizia male,  con  Elimelec che per FAME lascia Betlemme per trasferirsi a Moab  assieme alla moglie Naomi  e i due figli Malon   e Chilion; e questo aveva significato il FALLIMENTO della sua vita. I figli sposano due non credenti moabite, Orpa e Rut,  e invece della felicità arrivano i  FUNERALI.

Padre e figli muoiono. L'unica che rimane è Naomi che vede la  FINE della sua vita a Moab, che decide di tornate a Betlemme. Chiede alle nuore di restare a Moab, ma Rut decide di seguirla, decide che il Dio di Naomi sarà il suo Dio,  ha FEDE che quel Dio che ancora non conosce bene provvederà per lei e per Naomi.

La fede di Rut viene premiata, va a spigolare per mangiare e incontra Boaz,  che  va da lei, la conforta,  e le dice che ora è sotto l'ala di Dio che la protegge.

Avevamo lasciato Rut che stava parlando con Boaz, vediamo come continua la storia.

“14 Poi, al momento del pasto, Boaz le disse: «Vieni qua, mangia del pane e intingi il tuo boccone nell’aceto». E lei si mise seduta accanto ai mietitori. Boaz le porse del grano arrostito e lei ne mangiò, si saziò e ne mise da parte gli avanzi. 15 Poi si alzò per tornare a spigolare, e Boaz diede quest’ordine ai suoi servi: «Lasciatela spigolare anche fra i mannelli e non offendetela! 16 Strappate anche per lei delle spighe dai covoni, e lasciatele lì perché le raccolga, e non la sgridate!» (Rut 2:14-16)

Boaz aveva già fatto molto per Rut:  si era informato della sua storia, aveva provveduto a lei dicendole di andare ogni mattina a spigolare nel suo campo, aveva provveduto alle sue necessità dicendole che poteva bere l'acqua assieme agli operai, aveva provveduto alla sua sicurezza dicendo a tutti che non la dovevano toccare, anzi le aveva detto di andare assieme alle sue serve per stare più tranquilla, e l''aveva lodata dinanzi a tutti per come si era comportata con Naomi.

Boaz è il mezzo con cui Dio  stava adempiendo alle preghiere di Naomi,  ( il Signore sia buono con voi, come voi siete state con quelli che sono morti e con me! - Rut 1:8) e di Rut  ( Lasciami andare nei campi a spigolare dietro a colui agli occhi del quale avrò trovato grazia – Rut 2:2).

Rut era stata quasi incredula  nel vedere la benedizione che Dio le mandava attraverso Boaz  (Come mai ho trovato grazia agli occhi tuoi, così che tu presti attenzione a me che sono una straniera?- Rut 2:10)
Ma avrebbe dovuto abituarsi alla smisurata grazia  del Dio che aveva accettato.

All'epoca di Rut gli operai e i servitori mangiavano lontano dai padroni, e  le donne mangiavano da una parte rispetto agli uomini. Gli stranieri non potevano mangiare con gli ebrei, e le vedove non erano notoriamente invitate ai banchetti.

Quello che fa Boaz, invece, è di chiamare una donna, vedova, straniera, pagana, ad “intingere il boccone nell'aceto”: «Vieni qua, mangia del pane e intingi il tuo boccone nell’aceto» (al giorno d'oggi sarebbe “nel ketchup”!).

Inoltre dà l'ordine ai servi  di lascarla raccogliere il grano già mietuto, anzi, di lasciar cadere per lei a terra delle spighe, strappandole dai covoni già mietuti.

Sapete, Dio, quando fa le cose, non si accontenta del “minimo indispensabile”: infatti Giovanni dice così:

“Infatti dalla sua pienezza (di Gesù) noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia”». (Giovanni 1:16)

ma le fa sovrabbondanti: Paolo lo afferma:

“La grazia del Signore nostro è sovrabbondata con la fede e con l’amore che è in Cristo Gesù.” (1 Timoteo 1:14)

Paolo lega la grazia ad una cosa ben precisa: la fede in Cristo Gesù.

Rut sta ricevendo una grazia dopo l'altra: aveva pregato “sono sicura che troverò grazia da qualcuno” e ora vedeva la sua preghiera esaudita, in una maniera che non si sarebbe mai immaginata. Non solo trova un campo dove spigolare, ma il padrone del campo la autorizza a prendere ciò che vuole, la protegge,  si occupa delle sue necessità... e ora l'invita anche a sedere a tavola con lui!

Forse sei in un momento , dove la mattina esci e non sai se troverai come sfamare la tua vita, che sia fisica (la fame del corpo) o spirituale (la fame dell'anima)

Tutto dipende da come esci la mattina da casa; se esci con timore per il giorno che viene, o con la fede di Rut che si aspetta di trovare grazia.

Se quella che cerchi è una grazia che sovrabbondi le tue aspettative, allora, abbi una fede come quella di Rut.

Rut, pur non conoscendo bene quel Dio di Naomi, ha creduto in anticipo nelle benedizioni che non aveva visto ancora.

Oppure sie in un momento dove tutto ti gira per il verso giusto, la tua vita è ricca, materialmente o spiritualmente; dove hai fede,  preghi,  e vedi le benedizioni arrivare su di te.

Sei il miglio candidato, sei la migliore candidata di Dio per portare la Sua benedizione ad altri che la cercano.

Boazè un uomo di Dio, un padrone che saluta i suoi servi dicendogli,  “Il Signore sia con voi”!

Ho gia detto altre volte che la ricchezza non indica se siamo o non siamo benedetti. Ma è certo che Dio può benedire la tua vita ANCHE economicamente, se vede in te un cuore disposto a dare, piuttosto che ad accumulare.

Questo non significa che sarai ricco se sei generoso,  ma che sarai benedetto,  quello si! Questo passo della Bibbia lo dimostra! Perché troviamo due persone, una ricca (Boaz) e una povera (Rut), ma che hanno lo stesso cuore disposto a dare.

Boaz è ricco, Dio lo ha benedetto attraverso la ricchezza, perché ha un cuore disposto a dare, piuttosto che a trattenere.

Rut, invece, è povera,  ma Dio la benedice ugualmente,  perché anche in lei vede n cuore disposto a dare, piuttosto che a trattenere.

“17 Così lei spigolò nel campo fino alla sera; batté quello che aveva raccolto, e ne ricavò circa un efa d’orzo. 18 Se lo caricò addosso, entrò in città e sua suocera vide ciò che aveva spigolato; e Rut tirò fuori quello che le era rimasto del cibo dopo essersi saziata e glielo diede.” (Rut 2:17-18)

Un efa di orzo erano circa 35 litri, ovvero circa 55 chili d'orzo, che equivaleva a circa due settimane di salario di un operaio.

Rut, è vero, era stata agevolata da Boaz,  ma aveva faticato per raccoglierlo. Avrebbe potuto benissimo dare a Naomi la metà, e il resto venderlo, tenerselo, mangiarlo...

E invece, Rut la prima cosa che fa è dire a Naomi: “Guarda tutto quello che ho raccolto!” E non solo offre TUTTO il raccolto, ma anche il cibo che ha conservato per lei!

Dio benedice Rut perché è una grande donna di fede, ma anche perché ha un cuore generoso che da e non trattiene.

A questo punto Naomi diventa curiosa, e vuole sapere in che luogo miracoloso è andata a spigolare, un campo che in un giorno  produce quanto due settimane e dove trovi anche cibo da portare a casa!

“19 La suocera le chiese: «Dove hai spigolato oggi? Dove hai lavorato? Benedetto colui che ti ha fatto una così buona accoglienza!» E Rut disse alla suocera presso chi aveva lavorato, e aggiunse: «L’uomo presso il quale ho lavorato oggi si chiama Boaz». 20 E Naomi disse a sua nuora: «Sia egli benedetto dal Signore, perché non ha rinunciato a mostrare ai vivi la bontà che ebbe verso i morti!» E aggiunse: «Quest’uomo è nostro parente stretto: è di quelli che hanno su di noi il diritto di riscatto». (Rut 2:19-20)


Che cos'era il “diritto di riscatto”? In Levitico Dio aveva dato una serie di leggi al suo popolo, che consentiva alle famiglie di mantenere il possesso delle terre,  delle case e delle persone, anche se le terre o le case state vendute per sfuggire alla povertà, e di permettere la sopravvivenza delle vedove e degli orfani.

Se un uomo moriva, e non aveva eredi maschi, i parenti più prossimi potevano prendere i beni, pagando gli altri parenti. ma doveva prendere anche le mogli e i figlio o le figlie,

Quello che nella versione italiana della Bibbia è tradotto con “hanno su di noi il diritto di riscatto” nell'originale in ebraico è una sola parola: “ga'al”. In altre parti della Bibbia è tradotto in modo differente: vi faccio un esempio:

Ma io so che il mio Redentore (=ga'al) vive e che alla fine si alzerà sulla polvere.” (Giobbe 19:25)

“ga'al” significa,  semplicemente, “redentore” (nelle bibbie inglesi hanno conservato questa parola).

C'è però da dire una cosa: Boaz “tecnicamente”, non è il vero “redentore” di Naomi e di Rut, in quanto: a) Boaz non è il fratello o il cugino di Elimelec,  ma un parente alla lontana, b) Rut non è ebrea  ma moabita.

Questo significa che Boaz “legalmente”  non è tenuto a riscattare Naomi e Rut pagando gli altri parenti. E se lo farà (e lo farà!) lo farà non per obbligo, non per interesse sulle terre di Naomi  (era già ricco di suo), ma per compassione, per grazia e per amore!

Vi ricordate che nella genealogia di Gesù in Matteo ci sono solo due donne (oltre a Maria)? Una è Raab, una prostituta. L'altra è Rut, una straniera moabita. Raab era la madre di Boaz, e Rut sarebbe divenuta la moglie di Boaz.

Boaz era figlio di una donna  che Dio aveva salvato portandola fuori da Gerico, prima che fosse distrutta, che era stata perdonata da Dio, e che era stata accettata nella famiglia di Dio, non per i suoi meriti, ma per la compassione, per la grazia e per l'amore di Dio.

Boaz era stato cresciuto nella consapevolezza  che Dio vede il tuo cuore, anche se sei una prostituta, che è lui il tuo Redentore.

Boaz stava applicando a Rut  la legge d'amore che aveva visto e aveva vissuto, e la stava applicando su chi, agli occhi dei molti,  era una persona da tenere lontano: una donna, vedova, straniera, moabita, con una suocera amara a carico.

Boaz stava vedendo oltre,  per compassione, per grazia e per amore.

Come eri tu, prima che Gesù ti salvasse? Eri amabile? Eri degno? Eri puro?

Gesù “tecnicamente” non era tenuto a riscattarti: non eri parte della sua famiglia. Paolo in Efesini 2:3 dice che   “eravamo per natura figli d’ira, come gli altri.”, non figli di Dio.

Ma Gesù ha fatto per te quello che ha messo nel cuore di Boaz, guardare oltre, vedere il tuo cuore,
essere il tuo redentore non per obbligo, ma per compassione, per grazia e per amore.

Come deve cambiare la tua vita attuale verso gli altri, perché rispecchi la compassione, la grazia e l'amore con cui sei stato trattato?

Oppure,  se non lo hai ancora accettato, cosa deve cambiare in te per accettare  quel dono che Gesù ti ha offerto venendo come unico Redentore, per riscattarti pagando un prezzo altissimo ma pagato per renderti libero?

Rut accettò il consiglio di una credente, anche se amara, che gli diceva di stare vicino alla fonte della sua benedizione.

 “21 E Rut, la Moabita, disse: «Mi ha anche detto: “Rimani con i miei servi, finché abbiano finita tutta la mia mietitura”». 22 E Naomi disse a Rut sua nuora: «È bene, figlia mia, che tu vada con le sue serve e non ti faccia sorprendere in un altro campo». 23 Lei rimase dunque con le serve di Boaz a spigolare fino alla conclusione della mietitura dell’orzo e del frumento. E abitava con sua suocera.” (Rut 2:21-23)

Qualsiasi sia la tua vita adesso, qualsiasi fame, fallimento, funerale o fine tu stia attraversando, rimani nel campo di Gesù. Coltiva la sua presenza, sviluppa un cuore pronto a dare, e abbi fede in lui come Redentore.

Preghiamo.
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01 ottobre 2017

Sii pronto a dire addio

Dio ha progettato la chiesa non per essere un lago, dove i credenti restano, ma un fiume, dove i credenti passano per andare altrove a raccontare di Gesù agli altri.
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Oggi festeggiamo un evento speciale: il ritorno alla sua patria della nostra missionaria Amy, dopo aver servito quattro anni in Romania e dodici nella nostra chiesa.

Voglio iniziare con un versetto di Paolo:

“Siate sempre gioiosi e perseverate nella preghiera.   Qualunque cosa accada, ringraziate sempre il [Signore], perché è questo quello che Dio vuole da voi in Cristo Gesù.” (1 Tessalonicesi 5:16-17)

Amy ha voluto che questo versetto fosse oggi parte del mio messaggio, perché oggi è un giorno di gioia, piuttosto che di tristezza; deve esserlo, perché chi crede è chiamato ad essere gioioso sempre.

Oggi è un giorno in cui dobbiamo ringraziare il Signore per tutto quello che in questi dodici anni
abbiamo vissuto assieme ad Amy.

Il nostro ringraziamento deve essere basato sul nostro stato d'animo; di certo non facciamo salti di gioia sapendo che non incontreremo più su base settimanale Amy, ma, come dice Paolo, su Cristo Gesù.

E' grazie a Cristo che abbiamo conosciuto Amy. E' grazie a Cristo che Amy ha ricevuto la chiamata di venire in Italia per mettere a disposizione le sue conoscenze e i suoi doni.

E' grazie a Cisto che ora Amy riceve la chiamata di tornare a casa, e la nostra chiesa di mettere in pratica tutto ciò che Amy ci ha insegnato in questi dodici anni.

Chi crede deve essere pronto a dire addio a coloro che ama, perché l'importante non è la nostra comodità, il nostro “non cambiamo niente perché così va bene”, ma il piano che Dio ha in mente perché ciascuno lo conosca  e possa avere la possibilità di ascoltare la sua parola e possa essere salvato.

Il libro di Proverbi dice così:

“Ci sono molti disegni nel cuore dell’uomo, ma il piano del Signore è quello che sussiste.” (Proverbi 19:21)

Vorrei farvi vedere una prima diapositiva:

Venti anni fa, questa era la nostra chiesa: nel 1997 due coppie cominciarono ad incontrarsi assieme, a pregare assieme, a studiare la Parola di Dio assieme. Quella era la consistenza della nascente Chiesa della Vera Vite.

E oggi? Come siamo oggi?

Una bella differenza, vero? Come dite? Siamo ancora “piccoli” dopo venti anni? Vorreste vedere un locale chiesa sempre “stracolmo” come lo è oggi?

Anche io, o meglio, la mia parte “umana”, “carnale” lo vorrebbe, quella del buon commerciante  che stila statistiche e vuole vedere i “numeri”.

In realtà Dio non  ha inventato la chiesa per farci contenti (né per far contenti i pastori).

La chiesa non è un club di appassionati della lettura della Bibbia, dove più siamo meglio stiamo.
E neppure un partito politico, dove più siamo più voti abbiamo più siamo importanti ed influenti.

Mi avete sentito affermare questa cosa già altre volte: la chiesa non è un lago ma un fiume.

Le prime chiese erano proprio così,  raramente diventavano dei grandi “serbatoi” di credenti,  dei laghi che man mano si ingrandivano e diventavano enormi (solo qualcuna era cosi).

Ma piuttosto erano come degli approdi su un  fiume,  dove la corrente della vita li portava  ad attraccare per un breve periodo.  Dove venivano “nutriti” spiritualmente e molte volte nutriti fisicamente,  per poi riprendere la corrente   e continuare  seguendo la corrente della propria vita,  portando il nome di Gesù più a valle.

La meta che Dio aveva stabilito per Amy  non era quella di vivere per sempre a Montefiascone, di ingrandire il numero della nostra chiesa, di contribuire al “volume” del lago  ma di trovare per lei un approdo... per un tempo, dove fermarsi, crescere nella conoscenza di Lui, utilizzare i vari doni con cui Lui la ha equipaggiata, far crescere altri, passare le proprie esperienze ad altri, perché sapessero “fare a meno”.

Sapete, per chi come Amy serve a tempo pieno il Signore, la “cartina di tornasole”, la cosa che ti fa capire se sei un buon servitore, se stai utilizzando bene i doni che Dio ti ha dato, è quando le persone non hanno più bisogno di te.

Paolo, l'apostolo,  colui che aveva incontrato Gesù sulla via di Damasco, colui che ha piantato gran parte delle chiese primitive  era ben consapevole che il suo compito non era quello di essere “indispensabile”, ma quello di “passare” ad altri ciò che il Signore gli aveva dato:

“Timoteo, figlio mio, attingi forza dalla grazia che è in Gesù Cristo,  e insegna agli altri quelle cose che mi hai sentito dire alla presenza di tanti testimoni. Insegna queste grandi verità a uomini fedeli, capaci, a loro volta, di trasmetterle ad altri. “ (2 Timoteo 2:2 PV)

Paolo stava dicendo a Timoteo: “ora che sai come fare, non rimanere nel lago, ma passa quello che hai ad altri, scorri lungo il fiume della tua vita, e vai a bagnare altre spiagge, altri moli, altre rive...”

La nostra chiesa non è, non vuole, e non sarà mai la meta per la propria vita,  ma piuttosto l'approdo per un periodo di essa. Molti di noi presto andranno altrove... Penso ai nostri figli, agli amici migranti,  ad altri che la vita porterà lontano.

Vi ho fatto vedere solo due delle diapositive  che illustrano la storia della nostra chiesa erano queste (fai scorrere le due prime diapositive)

Avete idea di quante persone sono “passate” durante questi dodici anni nella nostra chiesa? Ve lo faccio vedere...

Più di cento persone sono passate, hanno ascoltato, hanno creduto, sono cresciute, hanno ricevuto, e
quindi hanno proseguito  lungo il fiume della loro vita.

Paolo aveva piantato in molte parti, e aveva lasciato coloro che, come Timoteo, avrebbero piantato in altri... e quelli in altri... e gli altri in altri.

Dio ha mandato Amy a piantare a Montefiascone, e il successo del suo lavoro è anche il motivo delle nostre lacrime di gioia oggi .

Dio chiama Amy altrove, perché ha già in mente cosa e come lo dovrà servire.

Chi crede deve essere pronto a dire addio a chi ama perché il fiume della vita deve scorrere, perché la vita è movimento.

Sei pronto, sei pronta a raccogliere l'eredità che Amy ti lascia? Ad onorate i suoi dodici anni spesi lontano da casa, dagli affetti, rinunciando ad una vita “normale”... lavoro, marito, figli... per renderti capace di FARE per il Signore?

Non credere che, se sei ospite,  il messaggio non riguardi anche te. Il messaggio riguarda SOPRATTUTTO te!

Come è la tua vita? Stai godendo le acque calme del lago, il “non cambiamo niente perché così va bene”? Sappi che la vita è movimento, che, prima o poi, l'acqua si muove. Con che armi affronti il cambiamento? Gesù è venuto per affrontare quel cambiamento assieme a te.

O forse la tua vita non è un lago, ma un torrente in piena, e tu stai in mezzo alle rapide, e non sai cosa fare. Sappi che Gesù ha affrontato le tue stesse rapide, le tue stesse onde,
e le ha vinte... E sa come vincere anche le tue.

“Siate sempre gioiosi e perseverate nella preghiera.   Qualunque cosa accada, ringraziate sempre il [Signore], perché è questo quello che Dio vuole da voi in Cristo Gesù.” (1 Tessalonicesi 5:16-17)

Preghiamo.
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