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25 settembre 2016

Dio non ha paura dei tuoi sentimenti

Ti sei mai trovato ad invidiare chi fa il male nel mondo e prospera? L'invida è una "brutta bestia", e talvolta ci vergogniamo di fronte a Dio di questo nostro sentimento. Cosa dobbiamo fare? Reprimerlo, o esprimerlo?

Simone Giannicola, attraverso il Salmo 73, ci mostra che Dio non ha paura dei nostri sentimenti. Ciò che dobbiamo fare è prendere le mostre sofferente e portarle apertamente a Dio, per esserne guariti.

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1 Certamente DIO è buono verso Israele, verso quelli che sono puri di cuore. 2 Ma quanto a me, quasi inciampavano i miei piedi, e poco mancò che i miei passi sdrucciolassero. 3 Poiché portavo invidia ai vanagloriosi, vedendo la prosperità dei malvagi. 4 Perché non vi sono dolori nella loro morte, e il loro corpo è pingue. 5 Essi non sono tribolati come gli altri mortali, né sono colpiti come gli altri uomini. 6 Perciò la superbia li cinge come una collana e la violenza li avvolge come una veste. 7 I loro occhi escono fuori per il grasso e le immaginazioni perverse del loro cuore traboccano. 8 Essi scherniscono e tramano perfidamente di opprimere, e parlano con arroganza. 9 Dirigono la loro bocca contro il cielo, e la loro lingua percorre la terra. 10 Perciò la loro gente si volge da quella parte e beve copiosamente alle loro acque, 11 e dice: «Come è possibile che DIO sappia ogni cosa e che vi sia conoscenza nell'Altissimo?». 12 Ecco, costoro sono empi, eppure essi sono sempre tranquilli ed accrescono le loro ricchezze. 13 Invano dunque ho purificato il mio cuore e ho lavato le mie mani nell'innocenza. 14 Poiché sono colpito tutto il giorno e castigato ogni mattina. 15 Se avessi detto: «Parlerò anch'io così», ecco, avrei rinnegato la generazione dei tuoi figli. 16 Allora ho cercato di comprendere questo, ma la cosa mi è parsa molto difficile. 17 Finché sono entrato nel santuario di DIO e ho considerato la fine di costoro. 18 Certo, tu li metti in luoghi sdrucciolevoli e così li fai cadere in rovina. 19 Come sono distrutti in un momento, spazzati via consumati con improvvisi terrori! 20 Come un sogno al risveglio, così tu, o Signore, quando ti risveglierai, disprezzerai la loro vana apparenza. 21 Quando il mio cuore era inacerbito e mi sentivo trafitto internamente, 22 io ero insensato e senza intendimento; davanti a te ero come una bestia. 23 Ma pure io sono sempre con te; tu mi hai preso per la mano destra. 24 Tu mi guiderai col tuo consiglio e poi mi porterai nella gloria. 25 Chi ho io in cielo fuor di te? E sulla terra io non desidero altri che te. 26 La mia carne e il mio cuore possono venir meno, ma DIO è la rocca del mio cuore e la mia parte in eterno. 27 Poiché ecco, quelli che si allontanano da te periranno; tu distruggi tutti quelli che, fornicando, si allontanano da te. 28 Ma quanto a me, il mio bene è di accostarmi a DIO; io ho fatto del Signore, dell'Eterno, il mio rifugio, per raccontare tutte le opere tue. (Salmo 73)

"E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può far perire l'anima e il corpo nella geenna." (Matteo 10:18)


18 settembre 2016

L'amore è...Gesù

Esiste un modello "applicabile" di amore? Qualcuno che abbia nella sua vita mostrato l'amore di cui parla Paolo in 1° Corinzi 13 ed a cui possa fare riferimento?
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Da un paio di settimane stiamo studiando 1 Corinzi 13, quello che è stato definito “l'inno all'amore” della Bibbia.

Abbiamo iniziato due settimane fa cercando di definire cosa sia l'amor per chi crede, la settimana scorsa poi Jim Hill ci ha  fatto riflettere su cosa resterà di noi quando ce ne torneremo al padre, e, come dice Paolo, le cose che rimarranno di noi saranno la nostra fede, la nostra speranza,  ma SOLO se saranno racchiuse e immerse nell'amore.

Qualcuno potrebbe obiettare: “Si, Marco, ho capito che devo amare, ho capito che l'amore è non gonfiarsi, cercare l'utile per l'altro, e tutte le altre belle cose che mi hai raccontato... Ma IN PRATICA, cosa debbo fare? Mi puoi dare un modello, uno o più esempi di COME tutto questo si applichi alla mia vita?. Posso trovare nella Bibbia qualcuno che abbia applicato a se queste regole per poterlo imitare?”

Se in 1 Corinzi 13 Paolo ci descrive cos'è l'amore in  Giovanni 15 Gesù ci dice come dobbiamo applicare l'amore.

Che cos'è amore?

"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.   Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.  Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.   Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio.    Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.   Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri. (Giovanni 15:12-17)

Supponi di essere un marinaio chiamato ad andare a salvare una nave in mezzo ad una tempesta, e sai che la missione è molto pericolosa, che potresti anche non tornare, cosa diresti ai tuoi figli?  Quali sarebbero le cose che vorresti fissare nella loro mente? Di ricordarsi di spegnere il gas sotto al latte,  di innaffiare i gerani ogni giorno...  o altro?

Gesù sta parlando per l'ultima volta ai suoi:  è l'ultimo insegnamento prima della Croce. Ed userà nei capitoli da 12 a 17 la parola “amore” 31 volte.

Gesù dice: “l'amore è la cosa più importante.”  Perché è importante l'amore?

1 nuovo comandamento e 7  modi per  applicarlo

Il Comandamento

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.  

Gesù non sta semplicemente insegnando, non sta “suggerendo”, sta “comandando”,: una cosa da “segnare in rosso”.

Gesù sa che usando quella parola otterrà l'attenzione dei discepoli. La conoscevano bene. I comandamenti erano scritti su tavole di pietra  venivano conservati nell'arca del patto, erano posti al centro del tempio.

Ma anche noi siamo suoi discepoli, Gesù sta cercando anche la nostra attenzione. E forse è una attenzione anche maggiore.

Il tempio, quello con le colonne, con l'Arca del Patto, non esiste più. Noi siamo divenuti il tempio di Dio,  noi siamo l'arca del patto,  il nostro cuore è la tavola su cui scrivere i comandamenti di Gesù,  essi devono essere al centro del tempio che siamo noi.  L'amore deve essere al centro di noi stessi.

I 7 modi per applicarlo

I. Il vero amore è mettere l'altro per primo

1°: Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.

Gesù da un esempio concreto di cosa significhi amare:  qualche capitolo indietro aveva lavato loro i piedi e gli aveva detto : “io vi ho dato un esempio; voi dovete fare lo stesso”, ora gli dice “amare è dare se stesso, mettere l'altro per primo”

Paolo aveva detto:

“L’amore  è benevolo … {l’amore} non si vanta, non si gonfia,  non cerca il proprio interesse,  sopporta ogni cosa.”

Cosa significa per noi “dare la vita”?

Morire per l'altro come ha fatto Gesù (= caso estremo; l'ha fatto Gesù una volta per tutti)? Perché moriva Gesù? Per venirci in aiuto, servirci. Dare la vita per noi significa venire in aiuto dell'altro, servirlo.

II. Per amare Gesù devo servire l'altro

2°:Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.  

Se Gesù mi ha amato per primo, e mi chiama “amico” io per primo devo amare l'altro.

Siamo amici di Gesù?  Facciamo le cose che ci “comanda”?

III. L'amore mi rende  libero di amare

3°:Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore 

Gesù è venuto come mio amico, non come mio padrone. Non sono suo “servo”, non devo rispondere al comandamento di amare per “obbligo”, ma per amore del mio amico, che mi ha amato per primo.

IV. L'amore mi fa agire con gioia

4°: ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio  

Non siamo più servi, e neppure nemici, perché il Figlio di Dio ci vuole così fortemente come come “amici” che ci da accesso diretto al Padre.

Un amico non fa le cose “per obbligo”, ma con gioia, un amico ascolta e comprende prima di agire
anche perché le “istruzioni” sono quelle di nostro Padre.

V. L'amore mi fa seguire Gesù

5°: Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi 

Posso seguirlo, sono stato “scelto”: non dipende da me, da quanto sono bravo, o buono, o religioso,
ma da quanto lui mi ama.

Siamo “predestinati”? Qualsiasi cosa facciamo, bella o brutta, tanto di Gesù siamo? Il contesto della frase lo smentisce; Gesù sta parlando di obbedienza e di comandamento da rispettare per essere suoi amici. Gesù “sceglie” ma sta a te comportarti da “amico” di Gesù”.

VI. L'amore porta altri alla salvezza

6°: e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga
Esiste un modello "applicabile"di amore?


Perché mi ha scelto? Per entrare a far parte di un “club” esclusivo? Il fine è il “portare frutti” non temporanei, non stagionali, ma frutti “perenni”.

Come posso portare frutti “che non muoiano”? Portando altri alla salvezza, e per portarli alla salvezza devo amarli come Gesù mi ha amato.

VII. L'amore mi rende gradito  al Padre

7°: affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia

Se rispondo all'amore con l'amore, il risultato di tutto ciò, il servire, l'ascoltare il Padre, il portare altri alla salvezza, , avrò un rapporto intimo con mio Padre; e un padre che ama è attento a cosa gli chiede suo  figlio.

Domanda: “Ma, allora, se “faccio del bene” posso avere questo rapporto col Padre?”
Risposta: No. Non basta Non puoi passare nella “stanza del Padre” se prima non sei passato per la “porta Gesù”

L'amore è il traguardo.  Gesù è la via.

“Gesù è paziente, è benevolo; Gesù non invidia; Gesù non si vanta, non si gonfia,  non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità;  soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.” 

Gesù è il modello dell'amore, ha avuto pazienza e benevolenza con ciascuno di noi, senza vantarsi o gonfiarsi di essere il Figlio di Dio, senza cercare il proprio interesse, ma disceso per cercare il mio e il tuo.

Gesù non diventa aspro quando sbagliamo, ed è sceso perché sa che, dentro di noi, c'è una parte capace di fare il bene. Gesù è al nostro fianco quando ci trattano ingiustamente, e salta assieme a noi
quando la verità vince.

Gesù ha sofferto ogni cosa, peccati passati, presenti e futuri, sulla croce, Gesù ha creduto che ci fosse una soluzione alla morte, morendo sulla croce, Gesù spera che ciascuno raggiunga il Padre  attraverso la sua croce, Gesù ha sopportato la croce, perché lui è amore!



E la cosa che gli preme maggiormente,  più delle mie predicazioni e di quelle di tutti i pastori nel mondo, più di tutta la beneficenza raccolta per i bisognosi, più di tutte le campagne evangelistiche mai organizzate, è quel comandamento nuovo,  che ribadisce alla fine della frase:

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri

Preghiamo.

11 settembre 2016

Cosa lascerò come eredità al mondo?

A cosa dedico la mia vita? Cosa faccio in questa vita che verrà ricordato dopo che me ne sarò andato o andata? E ciò che lascio, sarà fumo, o durerà in eterno?

Jim Hill ci mostra che ciò che durerà in eterno, saranno la nostra fede e la nostra speranza e il nostro amore, ma soprattutto l'amore senza il quale nulla della nostra eredità sarà ricordato.
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"Ora dunque queste tre cose durano: fede, speranza, amore; ma la più grande di esse è l’amore." (1 Corinzi 13:13)

"(L'amore) soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.  L’amore non verrà mai meno." (1 Corinzi 13: 7-8a)

"Io in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell’unità e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li hai amati come hai amato me. " (Giovanni 17:23)

10 settembre 2016

La potenza della preghiera e dell'intercessione.

La nostra chiesa ha ospitato il Pastore Jim Hill della Glen Ellen Community Church, in California, che ci parlato del valore e della potenza della preghiera, specialmente quella di intercessione, e della sua efficacia sia nel piccolo che nel grande: sia nella vita di una persona, sia nella vita di una intera nazione.

Hill ha maturato un'esperienza quasi ventennale con World Vision, un organizzazione umanitaria indipendente presente in più di 100 paesi del mondo (anche in Italia), dal 2007 si è dedicato all'opera pastorale presso la Glen Ellen Community Church.

Avendo collaborato con credenti di circa 45 paesi del mondo, Hill ha vissuto e visto in prima persona come le preghiere, e in particolare l'intercessione, possano cambiare gli eventi al livello anche internazionale.


Nel libro “The Peacemaking Power of Prayer: Equipping Christians to Transform the World“ (La potenza della preghiera per portare la pace: equipaggiare i cristiani per trasformare il mondo), scritto insieme a John Rob, Hill racconta la sua esperienza di intercessione durante la guerra in Bosnia, in Cambogia e ancora Ruanda, capace di portare riconciliazione e perdono in quelle terre martoriate da guerre fratricide.

Jim Hill condivide con noi ciò che ha imparato ed offrirci dei modi pratici per pregare per gli scenari nazionali ed internazionali.

Qui sotto potrete trovare i link ai video delle sessioni

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1° parte


2° parte


3° parte




04 settembre 2016

Amore è...

Come definiremmo l'amore? In molti hanno provato a darne una definizione. Paolo ci offre la definizione ultima per coloro che credono in Cristo. Non la più facile, ma quella che porta più gloria al Padre.

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“Amore: sostantivo maschile.  1. Sentimento di viva affezione verso una persona che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia. 2 Dedizione appassionata ed esclusiva, istintiva ed intuitiva fra persone, volta ad assicurare reciproca felicità, o la soddisfazione sul piano sessuale: “ amore ... non è altro che unimento spirituale de l’anima e de la cosa amata (Dante)"


Sono stato pietoso con voi e vi ho citato appena le prime due righe della definizione che la Treccani fa della parola “amore”. Già, perché nella Treccani. la definizione di “amore è un paragrafo di questa lunghezza

L' etimologia della parola amore è incerta: alcuni la fanno derivare dal sanscrito “kama” = passione, attrazione  (qualcuno ha sentito mai parlare del kama-sutra? Viene dal sanscrito).

Altri dicono che derivi dal greco mao (modificato in latino in amao, e poi amor) = desiderio,  altri ancora dicono che venga dal latino a-mors:  mors=morte + alfa privativo = senza morte, che non muore mai

Sono innumerevoli le persone che hanno provato a definire cosa significhi amore. Ho scoperto che un gruppo di psicologi ha posto la domanda "Cosa vuol dire amore?" a bambini dai 4 agli 8 anni. Queste le risposte:

1. L’amore è quando esci a mangiare e dai un sacco di patatine fritte a qualcuno senza volere che l’altro le dia a te. (Gianluca, 6 anni).

2. Quando nonna aveva l’artrite e non poteva mettersi più lo smalto, nonno lo faceva per lei anche se aveva l’artrite pure lui. Questo è l’amore. (Rebecca, 8 anni).

3. L’amore è quando la ragazza si mette il profumo, il ragazzo il dopobarba, poi escono insieme per annusarsi. (Martina, 5 anni).

4. L’amore è la prima cosa che si sente, prima che arrivi la cattiveria. (Carlo, 5 anni).

5. L’amore è quando qualcuno ti fa del male e tu sei molto arrabbiato, ma non strilli per non farlo piangere. (Susanna, 5 anni).

6. L’amore è quella cosa che ci fa sorridere quando siamo stanchi. (Tommaso, 4 anni).

7. L’amore è quando mamma fa il caffè per papà e lo assaggia prima per assicurarsi che sia buono. (Daniele, 7 anni).

8. L’amore è quando mamma dà a papà il pezzo più buono del pollo. (Elena, 5 anni).

9. L’amore è quando il mio cane mi lecca la faccia, anche se l’ho lasciato solo tutta la giornata. (Anna Maria, 4 anni).

10. Non bisogna mai dire “Ti amo” se non è vero. Ma se è vero bisogna dirlo tante volte. Le persone dimenticano. (Jessica, 8 anni).

Il dizionario definiva l'amore come una “Dedizione appassionata ed esclusiva, istintiva ed intuitiva fra persone, volta ad assicurare reciproca felicità”. Io amo per essere amato: dò amore per ricevere amore.

I bambini dicono :”No, l'amore è assaggiare un caffè per sentire se è abbastanza buono per la persona con cui vivi, è chinarsi nonostante il dolore dell'artrite per non far sentire quel dolore all'altra, è non urlare anche quando avresti la voglia, o il diritto, di urlare per non far piangere qualcun altro."

Quale versione dell'amore preferisci? Quale versione dell'amore pratichi?

C'è qualcun altro che ha definito cosa è “amore”, e lo ha fatto a beneficio di coloro che hanno scelto un tipo di vita  che è differente da gli altri, a beneficio di coloro che dicono di essere credenti, perché possano specchiarsi in quella definizione e correggere l percorso, se serve.

“L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; {l’amore} non si vanta, non si gonfia,  non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità;  soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.” (1 Corinzi 13:4-7)

Non vi citerò le parole originali greche, ma vi dirò cosa significano, cosa significava per Paolo scegliere quelle parole. E forse avremo una prospettiva un po' differente .

Dice Paolo: l'amore é paziente, è avere in mano il potere, ma è frenarsi dall'esercitare quel potere.

Come eserciti il potere che hai? Forse non sei il presidente della Repubblica, né degli Stati Uniti d'America, ma comunque, al lavoro, in famiglia, tra gli amici, in qualche ambito della tua vita
sei tu che determini ad un certo punto “la vita o la morte”. Applichi la legge, “urli” come diceva la bimba, o eviti di urlare, per non far piangere chi ti sta a fianco?

L'amore è benevolo, è “volere il bene” dell'altro (o degli altri); qualche volta è più facile volere il bene di quelli che non conosci, come i terremotati, ma siamo chiamati a volere il bene di tutti.

L'amore non invidia, l'amore non è bollente, se lo tocchi non scotta, non ustiona l'altro. Non augura al vicino di casa che ha fatto la macchina nuova di incontrare un tir. L'amore, quando sei in basso, non tira sassi a chi è più in alto.

L'invidia è qualcosa che fai da solo, e che spesso non arriva neppure a sfiorare l'altro, o l'altra. Quanti sassi hai tirato all'insù nella tua vita? Smettila! I sassi ti cadranno in testa, e non sfioreranno neppure il destinatario.

L'amore non si vanta, l'amore non va oltre non attribuisce alle cose che si hanno un valore più alto
per far sentire “'na schifezz' d'omm” chi ti sta di fronte. L'amore, quando sei in alto,  incita l'altro perché, invidioso, gli tiri sassi.

Il vantarsi è qualcosa che si fa quando sei almeno in due. Quante volte hai incitato gli altri a tirarti i sassi, per gustare la scena dei sassi che finivano sulle loro teste?

L'amore non si gonfia, l'amore non soffia forte per far crescere il volume, (avete presente il pesce palla?)

L'amore non si riempie di aria per apparire più grande, neppure per difendersi. Se lo fai, se lo ha fatto,
sappi che è solo “aria... basta un ago...

L'amore non si comporta in modo sconveniente, l'amore ha una forma precisa, è come la tessera di un puzzle che deve entrare in uno spazio preciso.

Quante volte tentiamo di riempire il puzzle della nostra vita, con una tessera di forma differente. Non ci va, ma noi ce la mettiamo a forza. E succedono due cose, la nostra tessera soffre, si piega, si rompe, e allo stesso modo le tessere a fianco soffrono, si piegano, si rompono.

L'amore non cerca il proprio interesse, non cerca di adorare se stesso. L'amore è come dice Gianluca. sei anni, è dare tante patatine a qualcuno senza volerle indietro.

Quante patatine vuoi, per la patatina che dai? Quale è il tuo tasso di interesse?

L'amore non si inasprisce, l'amore non tende a diventare acido. Mia moglie mi ha dato questa crema da mettermi, dice sia miracolosa! Il suo PH è “neutro”, né basico, né acido. Una sostanza acida sulla pelle di un uomo, a seconda del tasso di acidità, può creare dei danni permanenti.

Se tendi a diventare “acido” a seconda del tasso di acidità che raggiungi, puoi creare danni permanenti sia a te sia a quelli che ti passano vicino.

L'amore non addebita il male, l'amore non fa una lista delle cose che secondo te, l'atro sta facendo male. Il vero amore è come il cane di Anna Maria, quattro anni, che non pensa che la padrona lo abbia fatto a posta a lasciarlo da solo ma la lecca perché la rivede.

Se da qualche parte hai un taccuino dove tieni conto del male subito, è ora di dare alle fiamme quel taccuino. Anche. anzi, soprattutto, se è all'interno del tuo cuore.

L'amore non gode dell'ingiustizia, l'amore non espone bandiere per festeggiare gli sbagli contro gli altri. L'amore, piuttosto, è solidale con gli altri. Hai festeggiato l'accertamento fiscale  che hanno fatto al tuo vicino antipatico, anche se sai che è a posto con le tasse? Riarrotola la tua bandiera, e bruciala.

Paolo per spiegarci cosa sia l'amore fa un processo aritmetico: prima di spiegarci cosa è l'amore, sottrae dal nostro cuore cosa non lo è.

Ce ne vorrà per “riempire” di roba, perché siamo a -8!

Cosa è l'amore, per Paolo, dunque?

L'amore gioisce con la verità, l'amore fa salti  per salutare l'arrivo del vero. E' così che festeggi quando vedi che la verità trionfa vero? se no, dovresti!

Ma forse non basta a riempire il -8! Paolo lo sa, ed è pronto a riempire fino a far traboccare il vaso del nostro cuore.

L'amore soffre ogni cosa, letteralmente, l'amore mette un tetto a TUTTO. Quello che è stato tradotto con “ogni cosa” in greco è “pas” o “pan”. Avete presente la parola “panorama”? Pan=tutto orama = vedere. Tutto: niente rimane escluso, visione a 360 gradi.

Il tuo amore, mette un tetto, copre ogni cosa?

Ma se la misura non fosse colma, l'amore crede ogni cosa (sempre “pas”) l'amore ha fiducia di tutto. Cosa c'è in questo “tutto” di cui parla Paolo? Ci sono anche i politici, o le riviste di “gossip”? Paolo ce lo spiega in Filippesi cosa c'è dentro questo “tutto”

“Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri.” (Filippesi 4:8)

L'amore spera ogni cosa, l'amore vive nell'aspettativa che giunga il meglio. Molti di noi si alzano, invece, dicendo “Chissà che cosa mi succederà di brutto oggi!” Se è questo il tuo pensiero la mattina, quando ti alzi dal letto, sappi che non viene da Dio, ma da quell'altro, dal maligno.

L'amore sopporta ogni cosa, l'amore sa reggere il peso di tutto questo, è la fondazione su cui poggia la vita di colui che ama davvero.

Vi ho parlato d'amore, perché quello che abbiamo fatto venerdì è l'applicazione (non perfetta ma valida) di molti dei principi che Paolo ci ha trasmesso.

Abbiamo agito in amore, perché vogliamo il bene per chi ha perso tutto, e nessuno ha avuto invidia per quello che stava facendo l'atro per aiutare; ognuno ha avuto un compito,

  • chi di andare tra i terremotati,
  • chi di allestire la sala,
  • chi di stampare le locandine,
  • chi di scrivere articoli,
  • chi di cucinare,
  • chi di suonare,
  • chi di recitare, chi di cantare.


Nessuno è stato la primadonna, nessuno si è vantato e nessuno si è gonfiato per quello che ha fatto,
e abbiamo cercato di riempire con la tessera della giusta forma la casella del puzzle che si chiama Montefiascone. In molti siamo andati contro il proprio interesse, mettendoci soldi, benzina, tempo,
sia noi di chiesa, sia i musicisti sia l'attrice, pur di portare un sorriso a chi lo ha perso.

Alcuni sono scoraggiati per la scarsa “affluenza locale”, ma l'amore non è solo essere fiduciosi,
ma anche aspettarsi il meglio dai giorni futuri.

E' l'amore che deve sorreggerci nel testimoniare di colui che è la fonte dell'amore.

“Nessuno ha amore più grande di quello di dare la sua vita per i suoi amici. Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.” (Giovanni 15:13-14)

"Se FATE le cose che io vi comando" : l'amore non è un sentimento, l'amore è una azione!

Preghiamo.

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