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27 dicembre 2015

Il regalo del Figlio all'uomo

 Dio ha avuto da sempre un solo piano per la salvezza dell'uomo. 
Ma per poterlo attuare sapeva sarebbe dovuto scendere come uomo tra gli uomini. Scendere a regalarti la grazia... se lo accetti!

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Dio ha da sempre avuto un piano per l'uomo. Sin dal giorno 1 della Creazione, sin dalla uscita dall'Eden
Il piano era di far arrivare la Sua grazia dal Cielo fin sulla terra, di scendere Egli stesso per essere sicuro al 100% che la sua grazia arrivasse al destinatario

“Ebbene, il Signore vi darà lui stesso un segno. Avverrà che la giovane incinta darà alla luce un figlio e lo chiamerà 'Dio con noi'.” (Isaia 7:14 TILC)

Che cosa è il Natale?

“Io ringrazio Dio continuamente per voi, per la grazia che egli vi ha dato per mezzo di Gesù Cristo ( 1 Corinzi 1:4 PV)

E' Dio che scende per incontrarti.
E' Dio che dice: "Io ti darò la mia grazia".

Che cos'è la grazia?

“Quando penso che anche voi siete inclusi nel piano di Dio, cado in ginocchio davanti al Padre del nostro Signore Gesù Cristo” (Efesini 3:14 PV)

E 'quando Dio ti dà quello che ti serve - non quello che ti meriti.
La grazia è quando Dio dice: "Farò dei tuoi problemi i miei problemi".
Grazia è Dio che rende ricco te e fa pagare il conto a Cristo

La Bibbia dice:

"È per grazia sua che siete stati salvati, mediante la fede; quindi non per merito vostro, poiché si tratta di un dono di Dio! Non è per ricompensa delle buone opere, affinché nessuno si possa vantare. " (Efesini 2:8-9 PV).

In altre parole, non puoi guadagnarti la via al cielo.
Non puoi fare “a modo tuo” per ottenere il cielo.
E 'solo un dono.

Lo sapevate che è per questo che diamo regali a Natale? Perché Dio ha dato il dono suo Figlio a te, per grazia. Noi diamo doni perché Dio ci ha dato il dono più grande a Natale.

Ogni bagnino sa che non è possibile salvare una persona finché sta cercando di salvare se stessa.
Se qualcuno sta annegando si agita e si dibatte in preda al panico; un bagnino sa che deve rimanere lontano per alcuni secondi e attendere che si arrenda. Perché se tenti di salvarlo mentre sta cercando di salvare se stesso, tira sotto anche te.Il bagnino ha con se un “salvagente”; quando è a una certa distanza, lo lancia alla persona che sta per annegare perché lo afferri.Quando l'ha afferrato e solo quando finalmente si arrende e si lascia andare, il bagnino si avvicina, gli si mette il braccio intorno e lo si porta a riva nuotando.

Dio ha gettato all'umanità il salvagente che si chiama “Gesù”. Dio ti vuole salvare; è stato il suo desiderio da sempre. Gesù Cristo ti vuole salvare dal male, dalle tue abitudini sbagliate e dalle tue dipendenze. Egli ti vuole salvare per il suo scopo tramite la sua grazia.

Ma bisogna smettere di cercare di farlo da soli. Devi arrenderti. Devi lasciarti andare e lasciare che Dio sia Dio.E la grazia di Dio è più che sufficiente

“La grazia che nostro Signore ha versato su di me è stata più che abbondante, insieme con la fede e l'amore di Gesù Cristo! “( 1Timoteo 1:14)

Cosa ne faccio del regalo di Gesù?

Ora sappiamo che Dio ci ama, che ci ha dato il dono più grande che potesse farci, la grazia, che scende a salvarci gratuitamente

"tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio - ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. (Romani 3:23-24)

Se “tutti” sono privi della gloria di Dio, tutti hanno bisogno della grazia di Cristo. Se la grazia che salva è gratuita, cosa ne faremo? La terremo per noi... oppure la doneremo?

“Andate dunque a fare miei discepoli fra gli uomini di tutte le nazioni ... Insegnate loro ad ubbidire a tutto ciò che io vi ho comandato ." (Matteo 28:19-20 PV)

Saper fare regali è un'arte.

Un regalo è un'opportunità per dimostrare che hai pensato alla persona, prendendo tempo per scoprire gusti e necessità. Per questo i regali dovrebbero essere personali.

Questo si traduce nel fatto di non utilizzare un compleanno per donare un oggetto di casa che si sarebbe dovuta acquistare in ogni caso: " Accipicchia, amore, grazie per l'aspirapolvere!"
Oppure, non è dare senza alcuna sensibilità alla vostra zia ottantenne un trapano elettrico per Natale (a meno questo sia quello che lei vuole davvero!).

Spesso (soprattutto ai bambini) invece che un regalo si fa la “mancia”. Oramai lo si fa anche con i grandi, acquistando “carte regalo”. Questo rivela che non stiamo prendendo il tempo per fare regali personali.

In che modo portiamo agli altri il dono della grazia che è in Gesù: come una religione, un insieme di norme etiche, una buona filosofia di vita oppure come una persona?

Ecco il punto: il dono di Gesù è personale. Gesù è venuto di persona. Non è venuto a noi come una religione, un insieme di leggi, o semplicemente come un ideale. Non è venuto come una carta di regalo generica.

E' venuto di persona, e il suo amore per noi è personale. Attraverso la sua nascita, morte e risurrezione, Gesù ci porta nelle braccia di un Dio personale, appassionato e amorevole.

Allo stesso modo, il dono d'amore che portiamo è personale. Dobbiamo portare portiamo l'amore personale di Gesù agli altri in maniera personale. Quando parliamo agli altri di Gesù, ci inseriamo e investiamo nella loro vita personale, perché siamo da Dio, Creatore e protettore di tutto ciò che è personale.

La nostra espressione di amore personale deve affermare: "Dio ti ama personalmente, e lo puoi vedere guardando il modo in cui ci amiamo gli uni gli altri con rispetto e sensibilità".

Quando parliamo alle persone che scorrono nella nostra vita, stiamo presentando un Dio personale, o altro?

Ma, ancora di più, siamo consci che gli stiamo offrendo la grazia di Dio che salva, un "dono d'amore" che durerà tutta la vita?

E, inoltre, possiamo mostrare agli altri un "modello" di questo amore, mostrando il nostro rapporto con i credenti, che siano quelli della nostra o di altre chiese?

Se la nostra capacità di attrarre gli altri a Cristo è limitata e non soddisfacente, probabilmente uno di questi tre aspetti (se non tutti e tre) non funziona a dovere.

E' tempo di rendere efficace il dono d'amore che Gesù ci incoraggia a condividere. E il Natale è un'ottima stagione per incominciare a lavorarci su.

25 dicembre 2015

Il regalo di Dio al mondo


Natale è un figlio che ci è stato donato, il Figlio di Dio, come regalo riparatorio alle nostre colpe.
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Hai mai avuto un litigio grande per colpa tua con una persona a cui tieni molto? Immagina di quando hai litigato con il tuo ragazzo, o la tua ragazza, con la moglie, o con il marito.

Cosa hai fatto per farti perdonare? Non ci vuole molto ad indovinare che, oltre a chiedere scusa, hai fatto un regalo, piccolo o grande.

Regalare qualcosa quando si è in pace è simbolo di amore, ma regalare quando si è stati in guerra è simbolo sia di amore che di pentimento.

Ci impegniamo a trovare qualcosa che copra una parte del nostro errore, che ristabilisca l'armonia,
e che ci restituisca il sorriso di colui (o di colei) che amiamo.

Ma, cosa accadrebbe, se fosse la persona che abbiamo offeso a farci un regalo, uno di quelli enormi, costosissimi? Come ci rimarresti tu, che sai di essere colpevole, dinanzi al dono di colui che hai offeso e tradito?

La nostra situazione, prima del Natale di oltre duemila anni fa, era proprio questa: noi avevamo tradito Dio, noi lo avevamo offeso, sarebbe stata nostro dovere chiedere scusa e riparare al danno fatto, magari offrendo un regalo.

Ma come può un essere umano regalare qualcosa che abbia valore per il Creatore? Qualsiasi cosa avessimo scelto, qualsiasi, sarebbe già stata proprietà sua!

Ma Dio bramava di riappacificarsi con la sua creatura, era Lui che ci inseguiva per fare la pace,

“Poi venite, e discutiamo», dice il Signore; «anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana” (Isaia 1:18)

“Tornate a colui dal quale vi siete così profondamente allontanati” (Isaia 31:6)

“Tornate a me”, dice il Signore degli eserciti, “e io tornerò a voi”, (Zaccaria 3:1)

Dio avrebbe potuto limitarsi a incoraggiarci, poi, ognuno, avrebbe deciso per se. Ma Dio non è così, il suo amore va oltre qualsiasi umana concezione, ed è così che Dio ha invertito i termini del problema.

Era l'unica possibilità, lui offeso e tradito,  avrebbe provveduto un dono riparatorio per noi.

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16)

Dio, lui stesso, nella persona del Figlio, ha deciso di diventare dono. Gesù ha scelto di venire a Natale per ristabilire la pace tra noi e il Padre,

“Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti.” (Matteo 20:28)

IL Natale è questo: è un dare del Padre alle sue creature: Isaia dice così:

“Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato” (Isaia 9:5a)

In ebreo non c'è differenza tra il verbo “dato” e il verbo “donato”, esprime lo stesso concetto.

Isaia sta dicendo che per noi, un bimbo ci è stato donato. E' un regalo, immeritato, come qualsiasi dono.

Gesù, ha dato se stesso,  senza condizioni, senza se e senza ma, completamente, senza salvare nulla per se con un azione d' amore,  il nascere a Natale come un uomo qualsiasi, senza amarci “a distanza”.

E' il perdono, immeritato, che abbiamo tu ed io, se accettiamo che Cristo è venuto a Natale, per coprire la distanza che c'era tra noi e il Padre

Buon Natale.

20 dicembre 2015

Il miglior regalo da condividere

L'arrivo del Salvatore nel mondo è un dono del Padre a te, ma devi condividerlo con gli altri.
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Cosa si festeggia il 25 Dicembre? Il Natale! Ma sapete perché si festeggia il 25 Dicembre?

La prima traccia storica di un Natale festeggiato intorno al 25 dicembre la troviamo nella copia di un in una specie di calendario del 354 DC, (in realtà chi lo aveva fatto aveva copiato paro paro un calendario del 336 DC), su cui è scritto che il 25 è “il giorno che la nostra chiesa celebra la nascita del Signore”.

Erano solo 24 anni da quando Costantino aveva “sdoganato” il cristianesimo come religione ufficiale dell'impero: con “l'editto di tolleranza” del 312 DC il cristianesimo diventava religione ufficiale dell'impero romano; prima di tale data, infatti, chi si proclamava cristiano veniva messo a morte.

Il “Natale” nasce a Roma. Perché il 25? C'era una festa pagana chiamata del “Sole Vincitore” che si festeggiava intorno a quella data. Era un giorno di festa per tutti, anche per gli schiavi. Molti di essi erano cristiani, e così  probabilmente decisero di sfruttare quel giorno dove erano liberi di fare ciò che volevano: mentre tutti gli altri idolatravano una statua, i cristiani, nelle proprie case si riunivano, vegliavano, digiunavano e pregavano tutta la notte de 24 andavano assieme nelle chiese la mattina del 25,  a festeggiare... cosa?

Che cosa è che festeggiavano i nostri fratelli e le nostre sorelle in Cristo dell'anno 336? “Il giorno che la nostra chiesa celebra la nascita del Signore”, dice il calendario del 336.

Anche se stavano facendo qualcosa di buono, c'era già un l'errore di fondo. Stavano “festeggiando qualcuno che “nasceva” che prima non c'era e che ora c'era... Ma la Bibbia dice che:

Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.” (Giovanni 1:1-3)

“Gesù disse loro: "In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono". (Giovanni 8:58)

Gesù non è “nato” a Natale, ma è “sceso” nel mondo in un giorno che non sappiamo quale sia, che noi chiamiamo Natale, e che per convenzione abbiamo posto il 25 dicembre.

Come lo festeggia il mondo?

I credenti dell'anno 336 probabilmente lo festeggiavano con uno spirito differente, avevano ancora negli occhi i propri cari che erano stati uccisi appena venti anni prima perché non avevano accettato di rinnegare Cristo. Offrivano in sacrificio il loro giorno di festa, pur di ricordare l'arrivo di colui che li aveva salvati,

E noi? Cosa è rimasto di quei primi festeggiamenti? Il mondo, noi, lo festeggiamo  in un modo assai diverso

1. Lo festeggiamo una volta all'anno

Siamo auto indulgenti con noi stessi: Il Salvatore non ci serve, se non a Natale... gli altri giorni, beh, posso cavarmela da solo tanto “io non faccio nulla di male, io cerco di fare il bene”. Non è questo l'uomo che descrive la Bibbia:

“Ma Dio, che è ricco di misericordia, ci ama tanto che,  benché fossimo morti a causa dei nostri peccati, ci ha fatti rivivere, resuscitandoci con Cristo. È per grazia che siamo stati salvati!” (Efesini 4:5 PV)

2. Lo raffiguriamo “debole

L'unica canzone di Natale famosa in Italia è  “Tu scendi dalle stelle” : un versetto dice:

“Oh bambino mio divino io ti vedo qui tremar”

“Gesù bambino” è un Salvatore debole e indifeso, la proiezione di come siamo noi in realtà. E' un Salvatore a cui mi posso rapportare, che posso misurare con i miei mezzi e con il mio metro. E' un salvatore “trattabile” con cui posso scendere “a patti”, intavolare una trattativa sindacale, e ottenere il meglio secondo il mio punto di vista. Non mi spaventa la sua “perfezione”, in quanto anche lui come me è debole e indifeso. Se è un salvatore che mi somiglia, io devo cambiare poco.

Non è questo il tipo di Salvatore che è nato in una notte a Betlehem da Maria

“Infatti vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del nostro Signore Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole abilmente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà.” (2 Pietro 1:16)

3. Scegliamo come essere salvati

E' una salvezza “fai da te” dove  promettiamo, come facciamo prima di Natale, che ci metteremo a dieta “dopo Natale”. che smetteremo di peccare “tra un po'” e cerchiamo gli insegnanti che ci diano ragione, che ci facciano “sconti” su cosa fare.

Altre volte li cerchiamo in modo che soddisfino il nostro desiderio di autoflaggellarci, di punirci per essere degni di essere salvati, imponendo nuove regole che non sono nel Vangelo su cosa dire, cosa fare, cosa mangiare e cosa vestire.

La Bibbia lo ha detto:

“Perché verrà il tempo in cui la gente non vorrà più ascoltare l'insegnamento sano e si circonderà di "maestri" a propria misura. Non vorranno più saperne della verità per dare ascolto alle favole” (2 Timoteo 4:3-4)

Questo è il Natale che celebra il mondo, un Redentore, sì. ma di passaggio, debole, e malleabile.

Ma, nonostante tutto, le persone andranno nelle chiese, faranno i regali, canteranno le canzoni di Natale, e si scambieranno gli auguri...

Una bella differenza con i credenti del 336, per lo più schiavi, che invece di riposare per un giorno,
digiunavano, vegliavano, pregavano, e la mattina del 25 andavano nelle chiese, a festeggiare un Redentore presente ogni giorno, potente e esigente.

La situazione del mondo attuale sembra quella che Dio mette in bocca ad Isaia:

“Il Signore ha detto:«Poiché questo popolo si avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini” (Isaia 29:13)

Quale Natale preferisci? Quello con un Redentore di passaggio, debole, e malleabile, o quello con un Redentore presente ogni giorno, potente, e esigente?

Come posso cambiare il Natale?

Se è il primo Natale che preferisci, non devi far nulla, goditi la festa, rilassati, mangia e bevi, sorridi a chi incontri e digli “Buone Feste”!

Oppure puoi far finta di niente, pensare che tutti quelli che parlano del Natale intorno sono svitati,
blasfemi, o eretici. Anche qui, non devi far nulla, lascia che siano gli altri a fare.

Ma se è il secondo Natale che cerchi, se cerchi quello che festeggiavano gli schiavi a Roma nel 336,
lo stesso che festeggeranno i  cristiani fuggiti dalla Siria nei campi profughi, o i miei fratelli in Nigeria, in Corea del Nord, in Somalia, un Natale “rischioso”, ma vero, se è quello che brami, allora c'è molto da fare!

“Mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra". (Atti 1:8b)

Gesù ti ha chiamato ad essere suo testimone, sua testimone, soprattutto tra quelli per cui il Natale non è che “un comandamento imparato da uomini”. Come? Ricordando a chi festeggia un “comandamento imparato da uomini che”

1. Gesù è un Salvatore discreto ma presente

“Sono le persone malate che hanno bisogno del medico, non quelle sane! .... Io sono venuto per riportare a Dio i peccatori, non quelli che già si sentono giusti!" . Matteo 9:12b-13b (PV)

Eravamo “malati”: avevamo bisogno di un medico, non obbligherà mai nessuno a seguirlo, ma sarà sempre disponibile a salvare chiunque.

2. Gesù è un Salvatore umile ma potente

L''umiltà di Gesù spesso è scambiata per debolezza. Avrebbe potuto venire in qualsiasi altro modo, con effetti speciali;  ha deciso di venire come un uomo, figlio del popolo, semplice falegname. Ma in lui c'è la potenza che ha creato il mondo, la Bibbia la chiama “dunamis”, dinamite, una forza esplosiva, e vuole dare anche a me e a te la medesima potenza, la medesima dinamite per cambiare il mondo.

“Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi". (Atti 1:8a)

3. Gesù è un Salvatore disponibile ma esigente

Il “fai da te” non funziona, non ci sono “sconti” a cui accedere, né ci sono cose da aggiungere alla sua grazia, né  “porte Sante” da poter attraversare per ottenere indulgenza:

“Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura.” (Giovanni 10:9)

Se è questo il tipo di Salvatore in cui credi, allora DEVI proclamare, non solo dire alle persone Buon Natale.

Se proclami l' Evangelo di Cristo tra persone che festeggiano credendo di conoscerlo, se li costringi a fermarsi e a riflettere oltre i lustrini, le palle, il bue e l'asinello, che Cristo è VERAMENTE nato, perché avevamo bisogno di un Salvatore discreto ma presente, umile ma potente, disponibile ma esigente , allora stai cambiando il Natale.

Durante durante questi giorni:

  • chiedi a Dio di rivelarti due persone che vogliono parlare di Gesù;
  • chiedergli di preparare i loro cuori per ascoltare il Vangelo;
  • chiedigli inoltre di preparare il tuo cuore per parlare con loro della grazia che ci è stata concessa tramite Gesù

E quindi, in fede, sfida e vinci le tue paure e credi che Gesù è già al lavoro per creare un "appuntamento divino" per te con quelle persone per parlare di Lui.

Il 25 Dicembre NON è Natale, perché, per chi crede, ogni giorno è Natale; deve esserlo! Ma il 25 è il
giorno in cui le persone festeggiano, come dice Isaia, “un comandamento imparato dagli uomini”, festeggiano “qualcosa”, forse ancora il “Sole Vincitore”, non certo il “Cristo Redentore.

Dove sarai a Natale? Sarai tra quelli che festeggiano un comandamento di uomini, o tra quelli che lo rifiutano, e basta, oppure tra quelli che saranno testimoni del vero Natale presso gli altri?


La grazia è discesa, si è rivelata, ed è disponibile per tutti è un regalo del Padre, il miglio regalo possibile, ma per questo è anche il miglior regalo da condividere.

E Cristo ti chiede di essere testimone di Lui questo Natale.

Preghiamo.


13 dicembre 2015

Il miglior regalo possibile

Esiste un regalo perfetto da donare a Natale?Amy Williams ci mostra attraverso Giovanni 3 che Dio ha provveduto il miglior regalo possibile per tutti quello che lo accettano.
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Quale è il miglior regalo disponibile per tutti?

Il Figlio di Dio, Gesù!

"Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. "(Giovanni 3:16)

Cosa ci dice di Dio questo versetto? Ci dice che Egli ama il mondo!

Cosa ci dice degli uomini? Ci dice che, qualunque cosa abbia tu fatto, se tu credi non perirai .

"C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei.  Egli venne di notte da lui e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi segni miracolosi che tu fai, se Dio non è con lui». 

 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio». Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?»

Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”. Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito» Nicodemo replicò e gli disse: «Come possono avvenire queste cose?»
(Giovanni 3: 5-9)

Gesù gli rispose: «Tu sei maestro d’Israele e non sai queste cose? In verità, in verità ti dico che noi parliamo di ciò che sappiamo, e testimoniamo di ciò che abbiamo visto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza." (Giovanni 3-1:11)

"Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.  Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio." (Giovanni 3:16-18)

In che modo vuole Dio usare questo versetto nella tua vita oggi?

Prega per....

  • La persona giusta
  • Il tempo giusto
  • Il modo giusto 

per condividere il messaggio di salvezza di Cristo.


Avere un rapporto con Dio  è un dono stupendo e dovremmo presentarlo in questo modo. Non per condannare ma per condividere  AMORE vero!

06 dicembre 2015

Allenarsi ad ascoltare Dio

Posso parlare con Dio così come facevano Adamo, Mosè o Samuele? La risposta è si, ma devi allenarti a discernere la sua voce.
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La Bibbia è piena di persone che hanno parlato direttamente con Dio: Adamo, Abraamo, Mosè, Giobbe...

Vi è mai capitato di pensare :Ah, sarebbe bello se Dio mi parlasse direttamente come ha fatto a Samuele!” ?

Cosa è? Dio ha la laringite, o cosa?  O forse sono io che, per qualche motivo, sono andato “fuori sintonia” dal mio Creatore?

Avevamo detto qualche settimana fa che Dio parla  attraverso la Bibbia,  attraverso insegnanti, attraverso il dolore  ed attraverso le idee, le ispirazioni e i sogni;  questo ultimo è quello che Dio sceglie per continuare a parlare esattamente come ha fatto per millenni. E' per questo che dobbiamo imparare a risintonizzarlo in maniera corretta

ACCENDI LA CHAT

Se vuoi parlare/chattare con qualcuno, cosa fai? Accendi Whatsapp/Telegram/Messenger/Skype, ecc. e per avere l'attenzione di quel qualcuno gli parli di te!

Che tipo di persona devi avere all'atro capo dello smartphone/tablet/computer per una chat? Devi avere qualcuno che:

  •  è interessato alla tua vita,
  • fa e risponde a domande specifiche
  • e (soprattutto) è interessato a risponderti.


Dio è il miglior compagno di chat che possa esistere: perché?

1. A Dio interessano i dettagli della tua vita

Matteo 6:31-32 dice:

"Non siate dunque in ansia, dicendo: "Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?" Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose."(Matteo 6:31-32)

Gesù sta dicendo che Dio si occupa persino del tuo abbigliamento, come pure di quello che mangi e bevi; ogni piccolo dettaglio della tua vita. Lui ti ha creato, ed anche se pensi “Oh, non posso disturbare Dio per questa sciocchezza” credimi che a lui interessa ANCHE quella piccola sciocchezza!

2. A Dio piacciono le domande specifiche

Per più di venti volte nel solo Nuovo Testamento Dio ci dice :”Chiedimi!” Cerca! Bussa!”

“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa. “(Matteo 7:7-8)

Se tu già sai che il tuo interlocutore non ti risponde, è probabile che non formulerai neppure la domanda. Dio non è così! Giacomo dice:

“Perché Dio dà a tutti volentieri e generosamente. Ma bisogna chiedere con fiducia, senza dubitare” (Giacomo 1:5b-6 TILC)

SEI PASSI PER ALLENARSI ALL'ASCOLTO

C'è un libro nella Bibbia dove un profeta, Abacuc,  vuole a tutti i costi parlare con Dio: al primo capitolo Abacuc fa sei domande specifiche a Dio;  nel secondo capitolo attende ed ascolta le risposte di Dio, scrivendo ciò che ascolta.

“Io starò al mio posto di guardia, mi metterò sopra una torre, e starò attento a quello che il SIGNORE mi dirà, e a quello che dovrò rispondere circa la rimostranza che ho fatta. Il SIGNORE mi rispose e disse: "Scrivi la visione, incidila su tavole, perché si possa leggere con facilità” (Abacuc 2:1-2)

Abacuc applica  cinque principi generali che ci potranno aiutare per ricevere idee, visioni e sogni da Dio per mezzo dello Spirito Santo:

1. Appartati

“mi metterò sopra una torre”

 Questa è un'espressione ebraica che all'epoca significava “me ne andrò in disparte”.

La prima cosa è essere da solo, te e tuo Padre.

Il mondo moderno è pieno di “rumore”: quando non siamo noi a parlare, sono gli altri,  quando non parlano gli altri, parla la TV, il computer, lo smartphone... Sembra proprio che abbiamo paura del silenzio.

Persino Gesù ha avuto lo stesso problema, essendo uomo nel mondo.  Come lo ha risolto?

“Ma egli (Gesù)  si ritirava nei luoghi deserti e pregava.”(Luca 5:16)

Se a Gesù serviva di trovare un “posto tranquillo” dove poter parlare con suo Padre,  a maggior ragione serve a noi di fare la stessa cosa.

2. Attendi

“Io starò al mio posto di guardia”

Chi ha fatto il militare sa che fare la guardia significa, soprattutto, attendere. Alcune versioni traducono in versetto di Abacuc 2:1 con “aspetterò per il Signore”; è proprio quello che devi fare.
Rallenta i giri del cervello, metti in folle le tue emozioni.

Se devi comunicare con tuo figlio, o tua moglie, o un tuo amico, non è che entri in camera sua, gli “spari” velocissimamente le parole, e esci di corsa. Probabilmente gli dici:  “Senti, vorrei parlarti di una cosa importante. Andiamo in un posto tranquillo.”  Trovi una camera tranquilla,  un the o un caffè,  allenti la tua vita e quella dell'altro  perché le parole arrivino meglio, abbiano più peso, rimangano nella mente.

Ora ai trovato in posto appartato, hai rallentato i giri del cervello, sei calmo a sufficienza per ascoltare...

Primo ostacolo: sapete cosa succede a me in questo caso?  Che mi viene in mente: “Non ho pagato il telefono”, “Ho finito la cartuccia della stampante...” ecc. E più provo a scacciare i pensieri più arrivano a frotte!

Invece, la mia priorità è: ascoltare Dio.  Tutto il resto è da fare...dopo!  Prendo un pezzo di carta, le annoto per non scordarmele.

Risolto? Neanche per sogno! C'è un secondo ostacolo! "E' tanto, troppo tempo che non prego!”, “Ho commesso ieri quel peccato.” Comincia a galleggiare una frase sola: “Colpevole!”. E un colpevole non può parlare al Re dei Re! Mi sento inadeguato, inutile, indegno!

Chi è chiamato “l'accusatore dei fratelli”? Satana, ovviamente! Satana ama giocare con il nostro coscio facendoci sentire colpevoli, inutili e indegni.  E' la sua voce, non quella di Dio.

Davide aveva risolto brillantemente il problema con un metodo che si chiama :fermo e zitto.”

"Fermatevi", dice, "e riconoscete che io sono Dio.". (Salmo 46:10a)
“Sto in silenzio, non aprirò bocca, perché sei tu che hai agito.  (Salmo 39:9)

Fermati!

Dio lo sa chi sei, quello che ha fatto, quello che fai e quello che farai; non è un problema per lui!

 Zitto!  

Non c'è nulla che tu possa fare, perché Dio ha già fatti tutto:

“Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, (Romani 8:1)

Avete fatto caso come questi due suggerimenti siano in tutto simili a quello che alcune filosofie consigliano per la “Meditazione Trascendentale”?

In effetti è così, perché Dio ci ha progettati per questo tipo di risposta. Quello che fa la differenza non è il mezzo, ma l'obiettivo.

Nella Meditazione Trascendentale l'obiettivo è quello di arrivare al “vuoto pneumatico” nella tua mente; la parola chiave è “svuotare”.

L'obiettivo della preghiera è l'esatto opposto; noi vogliamo arrivare ad essere “pieni” di Spirito Santo, a traboccare di Spirito di Dio così da udire la sua voce.

3. Sii Attento

“e starò attento a quello che il SIGNORE  mi dirà.”

Perché devo essere attento per cogliere quello che Dio mi dirà. Non mi darà un foglio protocollo scritto, né due tavole di pietra. Probabilmente sarà un'idea o una visione nella tua mente così come ha fatto con Abraamo, Giacobbe, Giobbe, Davide, Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele, Osea, Amos, Gioele, Abdia, Giona, Michea  Pietro, Giovanni, Paolo.

Perché Dio fa così? Perché conosce la differenza che fa per l'uomo tra pensare a una cosa e “visualizzarla” nella mente, tra pensare a queste sedie tutte piene, e  chiudere gli occhi e “vedere” con gli occhi della mente le sedie occupate.

Siamo stati fatti da Lui così; è Lui che ci ha disegnato. Attenzione però a non  lasciare che Satana , che non è “creativo” è solamente “manipolativo”, che prende cose buone e le manipola per farle diventare cattive, lo usi per il suo scopo.

Le filosofie “new age” sono piene di suggerimenti per “visualizzare la meta”. La nostra meta è Dio, e  Satana ti vuole portare lontano dalla tua meta.

Allora, ti sei appartato, hai atteso, sei attento...  Tutto questo serve affinché tu possa esercitare il tuo “sesto” e il tuo “settimo senso”;  ma questi, li puoi avere solo se sei nato, se sei nata di nuovo in Cristo.

Paolo dice:

“egli illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual è la ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi, (Efesini 1:18)

Ma, gli occhi, non dovrebbero essere sulla testa? Quando siamo nati, se tutto funziona a dovere,
siamo nati con due occhi fisici per vedere la realtà fisica;  ma se siamo nati di nuovo, allora Dio ci ha dato degli occhi speciali, occhi spirituali per vedere le realtà spirituali

Quando leggi un passo delle Scritture e non capisci cosa vuole dire Dio in quel brano,  e poi, l'ennesima volta che l'o leggi ..ZOT! il significato è diventato chiaro! Bene, significa che hai aperto i tuoi occhi spirituali.

Cosa ne fai, allora di queste visioni?

4. Annota

"Scrivi la visione, incidila su tavole, perché si possa leggere con facilità” 

Hai mai provato a scrivere le tue preghiere? Se le scrivi, se ti apparti, e attendi, e sei attento, allora vedrai che Dio ti darà parole da annotare!

Gran parte dei salmi sono nati così: Davide (o altri) scrivevano una preghiera, e Dio rispondeva... e il salmista annotava.

5. Adora

“SIGNORE, io ho udito il tuo messaggio e sono preso da timore.” (Abacuc 3:2a)

Quello che qui è tradotto con timore, nell'originale ebraico è “rispetto”.

Davanti ai consigli di uno più saggio di te, a cosa che devi dimostrare è avere rispetto, dimostrare riconoscenza per quell'amore che Dio ti dimostra;  questo trasforma la tua preghiera da un tuo monologo a un dialogo che ti porta a voler stare di nuovo in intimità con Dio.

La preghiera così non sono più parole che rimbalzano sul soffitto e ricadono giù, ma una chiacchierata con  un amico,  con un confidente,  con un Padre saggio  pronto a darti consigli, a gioire assieme a te per le tue vittorie,  a coccolarti tenendoti tra le sue braccia nei momenti di dolore.

Perché la tua preghiera sia un'esperienza che cambia la tua vita, segui queste cinque “a”:

1. appartati trovando un posto tranquillo
2. attendi rallentando i giri del tuo cervello e mettendo in folle le tue emozioni
3. (sii) attento a quanto il Signore ti manderà per vedere e ascoltare con i tuoi sensi spirituali
4. annota le tue domande e e risposte che Dio ti darà (tutte, anche quelle che non ti piacciono)
5. adora il tuo Dio per il rapporto di amore che ha verso di te

Ma c'è una  una ultima “a” nell'elenco  senza la quale tutti gli altri passi risultano inutili:

6. Accetta

“Io mi rallegrerò nel SIGNORE, esulterò nel Dio della mia salvezza. DIO, il Signore, è la mia forza.” (Abauc 3:18-19a)

Devi essere pronto o pronta ad accettare, ad esaltare Dio per quelle risposte, anche quando non ti piacciono,anche quando la risposta è: “non ti rispondo ora”.

Accetta che Lui sa cosa è meglio per te;  è possibile anche che realmente non abbia nulla da dirti, così come quando chiedo a mia moglie “Janet, mi dvi dire qualcosa?”, e lei risponde “No, nulla, va tutto bene”.

Ci saranno volte in cui non sentirai nulla.  Sappi che lui è lì, comunque. E' lui la tua forza, è lui la tua salvezza. Ci saranno volte in cui ti dirà cose su cose, aprendoti gli occhi spirituali confortandoti, ammonendoti,  o incoraggiandoti.

Lui vuole avere un rapporto intimo con te, parlare, discutere, consigliarti.

Dio vuole essere IL tuo amico.

Se inizierai a praticare questi 6 passi  la tua vita in Cristo  si aprirà ad una dimensione completamente nuova;  un'avventura ed una gioia immensa vissuta ogni giorno al suo fianco.

Vorrei pregare per voi:

Se vorresti stabilire un contatto con il tuo Padre Celeste, se senti che la tua chat con lui si è interrotta, allora prega nella tua mente queste mie parole:


Signore, io ti chiedo di aiutarmi a sintonizzare la mia mente sulla Tua frequenza. Ti chiedo di aiutarmi a trovare un posto e un tempo tranquillo nella mia giornata, per parlare con Te, così, come al mio migliore amico.

Si che tu brami di starmi vicino e di darmi i tuoi saggi consigli. Parlami, soffia nel mio cuore visioni e parole che possa ascoltare con i miei sensi spirituali.

E voglio che tu sappia che anch'io bramo di ascoltarti, e che accetterò quello che saranno i tuo consigli per me, perché so che Tu mi ami, e che sceglierai sempre il meglio per me.

Amen

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