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25 ottobre 2015

A Dio piacciono le patatine calde

Che tipo di credente sono? Sono caldo, o freddo?  Sono salato o insipido? Emano un buon aroma, oppure ho un cattivo odore? Così come una porzione di patatine fritte è meglio se calda e con il sale, anche i credenti piacciono di più a Dio se sono caldi, salati, profumati per il rapporto che hanno con Lui.

Amy ci guida attraverso un attività divertente a riflettere su come siamo per il nostro Signore.
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Salmo 29

"Date al Signore, o figli di Dio, date al Signore gloria e forza! 
Date al Signore la gloria dovuta al suo nome; adorate il Signore con santa magnificenza. 
La voce del Signore è sulle acque; il Dio di gloria tuona; il Signore è sulle grandi acque.  
La voce del Signore è potente, la voce del Signore è piena di maestà. 
La voce del Signore rompe i cedri; il Signore spezza i cedri del Libano. 
Fa saltellare i monti come vitelli, il Libano e l’Ermon come giovani bufali. 
La voce del Signore fa guizzare i fulmini. 
La voce del Signore fa tremare il deserto; il Signore fa tremare il deserto di Cades. 
La voce del Signore fa partorire le cerve e sfronda le selve. E nel suo tempio tutto esclama: «Gloria!» 
Il Signore sedeva sovrano sul diluvio, anzi il Signore siede re per sempre. 
Il Signore darà forza al suo popolo; il Signore benedirà il suo popolo dandogli pace.

"Siate sempre gioiosi; non cessate mai di pregare;  in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. " (1 Tessalonicesi 5:16-18)

"Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo." (Galati 6:2)

"Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh, fossi tu pur freddo o fervente! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca. " (Apocalisse 3:15-16)

18 ottobre 2015

Come vedi la tua chiesa?

Qual'è stato il primo impatto che hai avuto con la chiesa che frequenti ora? E come vorresti che apparisse agli altri? Ma, soprattutto, cosa sei disposto a dare alla tua chiesa perché possa essere un tralcio che porti frutti a Dio?
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Nei due precedenti messaggi abbiamo parlato prima della storia della nostra chiesa, poi di cosa significa “essere una chiesa”. Oggi vogliamo parlare di che tipo di chiesa vogliamo essere.

E lo faremo attraverso tre diversi momenti,
ma soprattutto vogliamo parlare assieme di quello che siamo e che vogliamo essere nel futuro.

Iniziamo con Janet che vuole raccontarci la storia  di un albero...

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Qualche tempo fa ho fatto un ritiro assieme ad altre amiche. Nel giardino della casa che ci ospitava c'era un grande albero di castagno. L'albero non se la passava molto bene, anzi era quasi morto; l'edera l'aveva completamente attaccato, e si vedeva che non sarebbe sopravvissuto ancora a lungo.

Ma. proprio accanto al vecchi albero, ce n'era uno nuovo, figlio di quell'albero malato. Era giovane, sano, e aveva già quasi raggiunto l'altezza del vecchio.

Era chiaro che, nel breve tempo, il nuovo albero con la sua forza e la sua gioventù, avrebbe sostituito il vecchio.

Ho riflettuto, e mi è parsa evidente l'analogia con la nostra chiesa, e la "nuova nascita" che avremo da dicembre in poi: nuovi locali, nuove perone, nuova vita.

La nostra chiesa è ormai "vecchia" di undici anni; ha visto momenti belli, ma anche momenti bui. Molti dei membri che frequentavano all'inizio hanno abbandonato, per vari motivi, ma latri, nuovi, si sono aggiunti.

IL Signore mi ha messo in cuore un versetto:

“Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove.” (2 Corinzi 5:17).

L'occasione che abbiamo con la nuova sala, e i nuovi membri, è la stessa che ha il nuovo albero: c'è nuova linfa, nuova vita, il passato è passato. Davanti a noi abbiamo un orizzonte nuovo e radioso!

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Chi siamo come chiesa?


  • I) Il nostro nome


Quando abbiamo piantato la chiesa a Montefiascone, abbiamo proposto più nomi. Quello che ci è piaciuto di più è stato "Chiesa della Vera Vite"; era legato alla tradizione del luogo (Montefiascone è famoso per il suo vino e le leggende ad esso collegate), ed era simbolico per la chiesa che stavamo piantando.

La vite è una pianta forte e fragile allo stesso tempo.  E’ forte, perché riesce a resistere agli inverni più duri, alla siccità, ai parassiti;  tronchi ancora vivi di viti li puoi trovare un po’ dovunque nelle nostre campagne abbandonate.

Ma la parte fragile soni i tralci; hanno bisogno di sostegni a cui aggrapparsi, di cure per non essere attaccati dai parassiti o di reti protettive per non essere danneggiati dalla grandine. Il tronco di una vite non è bello (Gesù, come dice Isaia, "Non aveva forma né apparenza"), ma la parte importante è che dà sostegno e linfa a favore dei tralci affinché portino frutto.

Nella vita molti di noi hanno cercato innumerevoli “tronchi”, fino a trovare l’unico che potesse dare il sostegno e la potenza di portare buoni frutti;  questo è il “tronco” :

Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo.  Ogni tralcio che in me non dà frutto lo toglie via, e ogni tralcio che dà frutto lo pota affinché ne dia di più.” (Giovanni 15:1)


  • II) Il nostro scopo


1) Dimorare

La vite dà ai tralci il sostegno per reggersi e la linfa per crescere, ma i tralci DEVONO portare frutto.
E Dio aiuta ogni tralcio che dà frutto a portane di più.

Come?

“Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla.” (Giovanni 15:5)

Senza Gesù dentro di noi, non possiamo fare “poco”: non possiamo fare “nulla” Per portare frutto dobbiamo “dimorare” in Gesù.

Il verbo “dimorare”” significa “abitare permanentemente in un luogo”. Quando si pianta un albero coltivato in un vivaio si dice che lo mettiamo “a dimora”, lo poniamo in un punto da dove non verrà mai più smosso

Per cui lo scopo della nostra chiesa è far si che le persone che la frequentano “abitino stabilmente” in Gesù.

2) Andare

Ma Gesù non ha detto solamente che dobbiamo abitare “stabilmente” in lui:

Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto rimanga.” (Giovanni 15:16a)

“Dimorare” era un verbo “statico”, “andare” è un verbo “dinamico”. Bisogna “andare”: c'è movimento. Gesù non dice “perché rimaniate in chiesa ”.

La chiesa non è un posto dove “venire” e “rimanere”, ma un posto dove “venire” e “andare”. Andare a fare cosa?

3) Portare frutto

Il fine del “dimorare” non è la soddisfazione dei membri di chiesa, ma la gloria di Gesù. Come diamo gloria a Gesù?

“Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto rimanga.” (Giovanni 15:16a)

Gesù ha “investito” su di te, ti ha “scelto”, ti ha “scelta” con uno scopo specifico: portar frutto. Quale frutto?

“Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola:  che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato.” (Giovanni 17:20-21)

Il frutto è “altri che adorino Dio”

4) Rimanere

Ora Gesù dimora in noi, con lui andiamo nel mondo e portiamo frutto facendo altri discepoli.

Che ne è di questo frutto?

“Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto rimanga.” (Giovanni 15:16a)

Il frutto si chiama “chiesa locale”, questa chiesa!

Tutto questo lo abbiamo sintetizzato nel nostro “motto" di chiesa.

"Noi esistiamo per  amare Dio presentandoci come veri adoratori e godendo un rapporto intimo e gradevole con Lui,  e per  amare gli altri, portandoli a conoscere la gioia della salvezza in Gesù, accogliendoli nella famiglia spirituale della chiesa, aiutandoli a sviluppare il loro rapporto con Dio ed equipaggiandoli a servire e a testimoniare."


  • DIMORARE

Noi esistiamo per  amare Dio presentandoci come veri adoratori e godendo un rapporto intimo e gradevole con Lui 


  • ANDARE

e per  amare gli altri, portandoli a conoscere la gioia della salvezza in Gesù,


  • PORTARE FRUTTO

accogliendoli nella famiglia spirituale della chiesa, aiutandoli a sviluppare il loro rapporto con Dio


  • RIMANERE

ed equipaggiandoli a servire e a testimoniare.

Tutto questo, tuttavia, non può essere fatto da “pochi” eletti, ma deve essere fatto da “tutti gli eletti”, da “tutti i tralci”.

Ognuno ha una parte in questa chiesa, e non esiste parte più utile o parte meno utile, un corpo si muove bene se TUTTE le parti si muovono! Provate a correre senza muovere le braccia...  è difficile, e si rischia di finire per terra.

Ad esempio, la mia parte in chiesa può sembrare “più importante” delle altre, perché è più evidente.




Ma quando tu durante la settimana stai testimoniando Gesù ad un amico, o quando stai aiutando qualcuno in difficoltà, quando inviti qualcuno al culto, o quando pulisci la sala, o quando provvedi il pane e il vino per la santa cena, o quando accogli il piccolo gruppo a casa tua, o quando prepari la scuola domenicale o quando... e l'elenco potrebbe proseguire...

Quando tu eserciti un dono che Dio ti ha dato affinché porti frutto, tu stai permettendo che il corpo funzioni bene, che il mio dono possa essere esercitato, e che Dio ne tragga gloria.

I fogli che avete compilato come gruppi sono FONDAMENTALI affinché la nostra chiesa, che oggi festeggia l'11° compleanno possa dimorare, andare, portare frutto e rimanere tutto per la gloria di Dio.


11 ottobre 2015

Questo non è l'evento principale! Che cosa è "fare chiesa"?

Che cosa è la chiesa? Un edificio, un club sociale, o qualcosa di altro? 

Come vedi la tua chiesa? Come un gruppo di amici, o come una famiglia unita per fare il bene degli altri?

Amy William ci guida a riflettere su dove siamo e che ruolo stiamo svolgendo nella nostra chiesa locale.
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Oggi vogliamo iniziare il nostro incontro in una maniera differente. Vogliamo fare assieme una sorta di "quiz" a premi!

***
1) Che cosa è la chiesa?

a) Un edificio
b) Un club per passare il tempo
c) Una comunità di credenti

(Risposta: C)

2) Perché la nostra chiesa si riunisce di sabato una volta al mese?

a) Perché tutti possano dormire almeno una domenica mattina al mese
b) Per dare la possibilità alle persone di testimoniare Gesù  ai propri familiari ed amici non credenti
c) Per permettere al pastore di vedere il Gran Premio di Formula 1 in santa pace

(Risposta: B)

3) Quante ore occorrono per preparare una predicazione?

a) Da dieci a sedici
b) Da due a quatto
c) Si può preparare la mattina prima di chiesa

(Risposta: A)

4) Che cosa si deve fare prima del culto?

a) Bisogna pulire la sala, la scuola domenicale e  il bagno 
b) Bisogna preparare la stufa in inverno e programmarla per accendersi alle sette del mattino
c) Bisogna preparare il pane e il vino per la santa cena
d) Bisogna connettere i cavi audio e regolare il volume

(Risposta: tutte e quattro)

5) A che età si possono prendere responsabilità in chiesa?

a) dopo i cinque anni
b) dopo i dodici anni
c) dopo i trentacinque anni
d) dopo i novanta anni

(Risposta: a qualsiasi età. A Dio non importa l'età di una persona, ma il suo cuore disponibile ad edificare la sua chiesa)

6) Quando partecipi alla chiesa?

a) Ogni giorno della settimana
b) La domenica mattina
c) Quando senti l'ispirazione
d) Quando ti senti triste

(Risposta: A. Come discepoli di Gesù dobbiamo prendere spunto dal Maestro, che adorava il padre e serviva la comunità ogni giorno.)

7) In quali giorni è necessario venire in chiesa?

a) Quando al pastore serve una mano per spostare i mobili
b) Ogni giorno
c) Quando Janet mette qualcosa sul calendario da fare
d) Quando non hai nient'altro da fare

(Risposta: nessuna. Visto che la chiesa non è un edificio, ma un gruppo di persone, dovresti cercare contatto con i tuoi fratelli e sorelle ogni giorno, anche se solo al telefono, e oltre la domenica)


***

Cosa c'entra questo gioco con il messaggio di oggi? Volevamo farvi riflettere che "Questo è   NON   "L'EVENTO PRINCIPALE"! Venire in chiesa è un evento principale, se sei un credente!

Ma la chiesa non dovrebbe essere lo stare seduti  come si fa quando si guarda un film o un evento sportivo. Assistere alla chiesa non dovrebbe essere un'attività passiva, non è un evento che si sta andando a vedere ma un evento di cui  si sta per essere parte.

Nel corso degli anni ho incontrato sui mezzi pubblici come il treno o l'autobus molti italiani che mi chiedono cosa faccia qui. Io spiego loro che lavoro con la chiesa locale. Molti mi chiedono se  sia una guida turistica;  "No, non sono una guida turistica!", rispondo io.  Amo la nostra chiesa Sono molto grata per gli edifici che Dio ci ha dato per riunirci in nel corso degli anni. Tuttavia questo non è la struttura più gradita per me dove incontrarci in settimana. Ci sono molte cose che vorrei fosse diverse in questo edificio;  per ora va bene, è funzionale,  ma non cambia quello che credo e sento per la  nostra chiesa a Montefiascone.  Amo la nostra chiesa!

Allora, qual'è la CHIESA? Efesini 1: 22-23 dice:

Dio gli ha sottoposto (a Cristo) tutte le cose e lo ha eletto capo supremo della chiesa, che è il suo corpo, la realizzazione di colui che porta ogni cosa a compimento.”  (Efesini 1:22-23 PV)

 La Chiesa negli scritti originali in greco è EKKLESIA, che  significa "chiamato fuori "prescelti". Siamo "chiamati fuori", siamo "prescelti". 1 Pietro 2: 9 dice:

“Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa; ” (1 Pietro 2:9)

Chi ci ha "chiamati fuori"?  Dio / Gesù! Da dove?  Dall'oscurità, dal peccato. Per fare che cosa?  Per proclamare le sue virtù, per lodarlo.

Diamo ancora un'occhiata indietro a Efesini 1: 22-23. Chi è il capo della Chiesa? Gesù! Chi è la Chiesa? I credenti!

La chiesa è coloro che credono in Cristo morto e risorto,  chiamati da Gesù per credere e lodare il suo nome in un corpo o di un gruppo.

 Quindi, se sei un credente e  sei la chiesa perché devi venire la domenica in questo luogo?

Matteo 5:13 dice:

“Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini" (Matteo 5:13)

 Vieni in chiesa per aiutare te stesso a rimanere salato!

Siamo qui solo per un breve periodo di tempo, la maggior parte della settimana la passiamo al di fuori di questo edificio.

Ci sono migliaia di cose che ci circondano ogni giorno che tolgono il nostro il nostro essere condimento, il nostro essere sale ...Peccati, tentazioni,   scoraggiamento, frustrazioni nella vita quotidiana. Dobbiamo essere sicuri di rimanere forti e sani per essere sale!

 Nella chiesa si dovrebbe sperimentare l'amore gli uni dagli altri come compagni di fede,   il desiderio di condividere con gli altri su quanto grande Dio è stato nella vostra vita; la santa cena ci ricorda che  Cristo è stato un  sacrificio per noi.

La preghiera di ringraziamento e quelle per aiuto in situazioni difficili, la condivisione dei nostri  fardelli e la celebrazione,   ci dovrebbe guidare o ammaestrare  per tenerci forti durante la nostra vita quotidiana.

 Perché hai bisogno per vivere questo in chiesa? Colossesi 4: 6 dice:

“ Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a ciascuno.” (Colossesi 4:6)

 Nessuno di noi ha tutte le risposte: state assieme ad i altri credenti ti aiuterà a essere pronto a rimanere salato o pronto a rispondere agli altri.

 Come dovrebbe essere la Montefiascone,  in Italia?

Questo per me essendo americana è molto difficile da rispondere. So quali parti so fare meglio, conosco la mia parte per essere il "condimento" nella chiesa. Qual è la tua parte per essere il "condimento" in chiesa?

 Rifletti: se Gesù è il capo della chiesa potremmo anche chiamarlo il capo cuoco!

Sappiamo tutti che il cibo italiano è eccellente. Infatti gli  italiani utilizzano il sale in modo eccellente. Mi è piaciuto quando un medico italiano mi ha detto che avevo bisogno di aggiungere più sale alla mia dieta! Non avrei potuto mai sentire alcun medico americano dire questo, ma mi sentivo meglio quando ho aggiunto più sale. In più cibo aveva un sapore migliore.

Ora, se io fossi nella cucina di Gesù e stessi cercando di fare un piatto di spaghetti, non potei dire semplicemente "voglio un piatto di spaghetti", per poi vederlo apparire sul tavolo.  Non che Gesù non possa far apparire cose dal nulla, ma non è questo il modo in cui lavora. Egli vuole che noi ci mettiamo sforzo. Avrei bisogno di bollire l'acqua con il sale per la pasta, avrei bisogno di pomodori, sale, aglio, basilico, ecc per la salsa.

 Posso fare  spaghetti mangiabili,  ma non buoni come  altri saprebbero fare in questa chiesa.  E questo va bene, infatti, molti  che hanno mangiato a casa mia sanno che io non sono il miglior cuoco nella chiesa. Nonostante questo molti hanno passato un buon tempo mangiando a casa mia nel corso negli anni. Il fatto è che ho fatto il cibo con amore perché mi preoccupo per la gente in questa chiesa.Abbiamo goduto a motivo della fratellanza e della comunione insieme.

 Quando siete a casa mia notate che lo stile è più informale di quanto lo sia un pranzo italiano. Il tavolo di sicuro sarà già pronto, ma potrebbe essere necessario aiutare in cucina. A volte le persone sono ai fornelli, e c'era anche un momento l'anno scorso quando Marco e Speranza ha dovuto salvare la pasta.  Vi farò aiutare a sparecchiare.  A seconda di quanto è disordinata la cucina è possibile vi chieda anche di rimanere per aiutare a lavare alcuni dei piatti. Un pranzo di successo richiede spesso la collaborazione di più persone.

 Questo è vero anche per la chiesa! Ci vuole la collaborazione di tutti perché la domenica sia un successo.  Non succede senza molte persone che aiutino ad organizzare la sala a preparare la santa cena, che fare  il sound check, da aiutare a pulire il bagno, a prepare la Scuola Domenicale, a mettere fuori le sedie, sa preparare gli innari, a distribuire le penne e gli appunti... e la lista potrebbe continuare.  Tutti possono fare qualcosa. Più fate in chiesa più sarete collegati ad altri nella chiesa. Quanto più si è collegati, tanto  più si potrà beneficiare di essere in questo gruppo di chiesa!

Che cosa sei in chiesa? Sei solo una persona passiva che siede su una sedia e con assiduità che guarda uno spettacolo e mangia popcorn come al cinema? Sei una persona che sta attivamente incoraggiando gli altri e prega con gli altri? Stai accogliendo gente che entra la porta aiutandoli a sentirsi i benvenuti? Stai beneficiando di essere in chiesa ogni settimana? O stai solo avendo un po 'di tempo per rilassarsi fuori della propria casa?

 Questa settimana voglio che tu  rifletta su un paio di domande e che tu sia pronto o pronta a rispondere a loro la prossima settimana.


Assieme gli appunti vi ho consegnato un post-it dove potrete scrivere le vostre risposte per poterle condividere la prossima settimana. Ci sono anche un paio di passaggi che fore si aiuteranno a riflettere su cosa possiate fare perché è importante essere una parte di una chiesa attiva.

Cosa sei disposto a fare in questa chiesa? Come vuoi che gli altri vedano la nostra chiesa? Lo scopo della chiesa è sia quello di glorificare Dio sia quello informare il mondo circa l'opera di Cristo come redentore.

Preghiamo.

04 ottobre 2015

Un Dio che provvede: la storia della nostra chiesa


Cosa fai quando chiedi qualcosa a Dio, e lui sembra non rispondere, o risponde in modo diverso da quello che ci aspettiamo?

Rammenta che é Dio è un che provvede, secondo i suoi piani, non i tuoi.
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Oggi vorrei parlarvi di Javè-Iré: è il nome che Abraamo da a Dio, e che significa “Dio provvede”.

Lo farò raccontandovi una storia, la storia di un miracolo, anzi la storia di più  miracoli, e di miracoli che ancora dovranno accadere.

E' la storia di una chiesa,  di questa chiesa.

A memoria d'uomo, questa era la prima chiesa evangelica mai piantata a Montefiascone: pare che Martin Lutero sia passato da qua, ma nulla più.

La nostra chiesa è nata ufficialmente il 18 Aprile 2004. Questa è la data del primo culto che abbiamo fatto sotto il nome di Chiesa Cristiana Evangelica della Vera Vite.

Ma la storia della nostra chiesa era cominciata nel 1997 (diciotto anni fa), con i primi incontri tra quattro persone fatti nelle rispettive case.

Per circa un anno abbiamo fatto i culti nelle varie case, ma ogni membro di chiesa pregava per una sala.

Ne abbiamo viste qualcuna (Foto)

Il 5  giugno 2005 abbiamo fatto il primo culto in questa sala... ed ero così stanco di aver preparato tutto quanto che non ho neppure predicato!

(Foto 1° culto)

Cosa aveva reso possibile il “miracolo” di trovare una sala? La preghiera “specifica” di una chiesa, anche se piccola”.

Nel 2010 abbiamo iniziato a pensare che fosse tempo di trovare un'altra sistemazione; troppo poco lo spazio, pochi parcheggi, poche stanze.

Abbiamo iniziato a cercare una nuova sala (foto).

Prima di telefonare per l'ultima sala, tuttavia, ho fatto come Gedeone, ed ho chiesto conferme prima di telefonare.

Il 26 agosto ho pregato per chiarezza: la domanda era questa: “Signore, vuoi tu che quell'edificio divenga sede della tua chiesa a Montefiascone?”. Il versetto in risposta era questo:

“Davide si costruì delle case nella città di Davide; preparò un luogo per l’arca di Dio e innalzò una tenda per essa.” (1 Cronache 15:1)

La risposta era :”si”.

La domanda successiva che ho fatto era “Quando vuoi che chieda?".  Il 31 agosto ho ricevuto questa risposta:

“Questo è il giorno che il Signore ci ha preparato; festeggiamo e rallegriamoci in esso.” (Salmo 118:24).

Prima di telefonare ho pregato che la persona fosse disponibile , non fosse “ostile” agli evangelici,  e fosse una persona che mi conosceva.

Il proprietario non solo mi conosceva, ma era un mio ottimo cliente.

Sapevo che il prezzo era di 700 Euro, ma ho chiesto ad alcuni di voi di pregare per sapere quanto voleva il Signore che dessimo come tetto massimo;  Speranza ha detto “600 Euro”.

Quando si è trattato di stabilire il prezzo, il proprietari è partito da 700, ma alla mia prima parola, è sceso subito a 600!

La mattina dopo, pregando, sono usciti fuori questi due versetti:

“Quanto a questa casa che tu costruisci, se tu cammini secondo le mie leggi, se metti in pratica i miei precetti e osservi e segui tutti i miei comandamenti, io confermerò in tuo favore la promessa che feci a Davide tuo padre:  abiterò in mezzo ai figli d’Israele e non abbandonerò il mio popolo Israele” (1 Re 6:12)

E' chiaro che questa nuova sala ci è stata data da Dio. Per la nostra chiesa è un po' una “quarta nascita”:

  • 1° quattro persone si incontrano in casa nel nome di Gesù
  • 2° circa dieci persone s incontrano nelle case regolarmente la domenica
  • 3° Dio provvede una prima sala pubblica
  • 4° ora Dio provvede un locale dove poter essere visibili nella comunità.

DA questa esperienza vorrei trarre qualche principio generale sul chiedere e sul ricevere:

1° Chiedi a Dio specificamente

Potremmo aver chiesto a Dio “una” sala qualsiasi. Ma abbiamo chiesto una sala divisa esattamente come quella che Dio ci ha provveduto.
Abbiamo chiesto un titolare “amico”; Dio ha provveduto un titolare cliente del pastore.

Abbiamo chiesto per un prezzo specifico a cui potevamo arrivare; Dio ha provveduto l'esatto prezzo che avevamo chiesto.

Gesù lo ha detto.

“In verità, in verità vi dico che qualsiasi cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà.” (Giovanni 16:23b)

2° Accetta che Dio è in controllo

Se fosse stato per noi, avremmo scelto la prima, o la seconda sala.

Dio aveva in mente altro, non aveva in mente il buono, ma aveva in mente il meglio.

“Qual è l’uomo tra di voi, il quale, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? Oppure, se gli chiede un pesce, gli dia un serpente? Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Matteo 7:9-11)

3. Accetta i tempi di Dio

Più di una volta ho chiesto a Dio  una nuova sala. La risposta non era “no”, ma semplicemente “non ora”.

Dio è fuori dal tempo, vede tutto dall'alto, e sa che incroci pericolosi ci sono se prendo una strada troppo presto.

Talvolta i tempi di Dio possono sembrare troppo lunghi. Pensate ad Anna, la madre di Samuele.

“C’era un uomo di Ramataim-Sofim, della regione montuosa di Efraim, che si chiamava Elcana, figlio di Ieroam, figlio di Eliù, figlio di Toù, figlio di Suf, efraimita. 2 Aveva due mogli: una di nome Anna e l’altra di nome Peninna. Peninna aveva dei figli, ma Anna non ne aveva. Quest’uomo, ogni anno, saliva dalla sua città per andare ad adorare il Signore degli eserciti e offrirgli dei sacrifici a Silo... La rivale mortificava continuamente Anna per amareggiarla perché il Signore l’aveva fatta sterile. Così avveniva ogni anno; ogni volta che Anna saliva alla casa del Signore, Peninna la mortificava a quel modo; perciò lei piangeva e non mangiava più.” (1 Samulele 1:1.7)

I tempi di Dio non sono i miei tempi; ma posso star certo che Dio è fedele SE io sono fedele  a lui e non cerco scorciatoie.

“Anna gli disse: «Mio signore! Com’è vero che tu vivi, o mio signore, io sono quella donna che stava qui vicina a te, a pregare il Signore. 27 Pregai per avere questo bambino; il Signore mi ha concesso quel che io gli avevo domandato.” (1 Samuele 1:26-27)

4. Ricorda che Dio ti dà per la Sua gloria

La nuova sala potrebbe essere usata per la nostra gloria, per stare comodi noi, per vantarci con gli altri.

Ma in realtà il fine ultimo di ciò che Dio dà non è la gioia dei figli, anche, ma non principalmente, ma la Sua Gloria.

“Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.  In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli.” (Giovanni 15:7-8)

Il fine ultimo non è lil piacere di chi riceve il dono (anche, ma è un sottoprodotto) ma la gloria di Dio.

Il fine ultimo della sala non è la comodità nostra (anche, ma è un sottoprodotto) ma il frutto che la nostra chiesa potrà portare a Dio tramite essa.

5. Non smettere mai di ringraziare

Come ci rimanete se fate un dono a vostro figlio, e quello neppure vi ringrazia? Dio è un Padre perfetto, che ci da doni perfetti. Il ringraziamento deve abbondare sulle nostre labbra.

“Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; radicati ed edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento.” (Colossesi 2:6-7)

Ed oggi vogliamo fermarci a ringraziare il Signore

  • avendo chiesto specificatamente
  • avendo accettato che lui è in controllo
  • e che i suoi tempi non sono i nostri
  • vogliamo offrire ciò che ci ha dato per la sua gloria.


Preghiamo.

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