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27 dicembre 2015

Il regalo del Figlio all'uomo

 Dio ha avuto da sempre un solo piano per la salvezza dell'uomo. 
Ma per poterlo attuare sapeva sarebbe dovuto scendere come uomo tra gli uomini. Scendere a regalarti la grazia... se lo accetti!

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Dio ha da sempre avuto un piano per l'uomo. Sin dal giorno 1 della Creazione, sin dalla uscita dall'Eden
Il piano era di far arrivare la Sua grazia dal Cielo fin sulla terra, di scendere Egli stesso per essere sicuro al 100% che la sua grazia arrivasse al destinatario

“Ebbene, il Signore vi darà lui stesso un segno. Avverrà che la giovane incinta darà alla luce un figlio e lo chiamerà 'Dio con noi'.” (Isaia 7:14 TILC)

Che cosa è il Natale?

“Io ringrazio Dio continuamente per voi, per la grazia che egli vi ha dato per mezzo di Gesù Cristo ( 1 Corinzi 1:4 PV)

E' Dio che scende per incontrarti.
E' Dio che dice: "Io ti darò la mia grazia".

Che cos'è la grazia?

“Quando penso che anche voi siete inclusi nel piano di Dio, cado in ginocchio davanti al Padre del nostro Signore Gesù Cristo” (Efesini 3:14 PV)

E 'quando Dio ti dà quello che ti serve - non quello che ti meriti.
La grazia è quando Dio dice: "Farò dei tuoi problemi i miei problemi".
Grazia è Dio che rende ricco te e fa pagare il conto a Cristo

La Bibbia dice:

"È per grazia sua che siete stati salvati, mediante la fede; quindi non per merito vostro, poiché si tratta di un dono di Dio! Non è per ricompensa delle buone opere, affinché nessuno si possa vantare. " (Efesini 2:8-9 PV).

In altre parole, non puoi guadagnarti la via al cielo.
Non puoi fare “a modo tuo” per ottenere il cielo.
E 'solo un dono.

Lo sapevate che è per questo che diamo regali a Natale? Perché Dio ha dato il dono suo Figlio a te, per grazia. Noi diamo doni perché Dio ci ha dato il dono più grande a Natale.

Ogni bagnino sa che non è possibile salvare una persona finché sta cercando di salvare se stessa.
Se qualcuno sta annegando si agita e si dibatte in preda al panico; un bagnino sa che deve rimanere lontano per alcuni secondi e attendere che si arrenda. Perché se tenti di salvarlo mentre sta cercando di salvare se stesso, tira sotto anche te.Il bagnino ha con se un “salvagente”; quando è a una certa distanza, lo lancia alla persona che sta per annegare perché lo afferri.Quando l'ha afferrato e solo quando finalmente si arrende e si lascia andare, il bagnino si avvicina, gli si mette il braccio intorno e lo si porta a riva nuotando.

Dio ha gettato all'umanità il salvagente che si chiama “Gesù”. Dio ti vuole salvare; è stato il suo desiderio da sempre. Gesù Cristo ti vuole salvare dal male, dalle tue abitudini sbagliate e dalle tue dipendenze. Egli ti vuole salvare per il suo scopo tramite la sua grazia.

Ma bisogna smettere di cercare di farlo da soli. Devi arrenderti. Devi lasciarti andare e lasciare che Dio sia Dio.E la grazia di Dio è più che sufficiente

“La grazia che nostro Signore ha versato su di me è stata più che abbondante, insieme con la fede e l'amore di Gesù Cristo! “( 1Timoteo 1:14)

Cosa ne faccio del regalo di Gesù?

Ora sappiamo che Dio ci ama, che ci ha dato il dono più grande che potesse farci, la grazia, che scende a salvarci gratuitamente

"tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio - ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. (Romani 3:23-24)

Se “tutti” sono privi della gloria di Dio, tutti hanno bisogno della grazia di Cristo. Se la grazia che salva è gratuita, cosa ne faremo? La terremo per noi... oppure la doneremo?

“Andate dunque a fare miei discepoli fra gli uomini di tutte le nazioni ... Insegnate loro ad ubbidire a tutto ciò che io vi ho comandato ." (Matteo 28:19-20 PV)

Saper fare regali è un'arte.

Un regalo è un'opportunità per dimostrare che hai pensato alla persona, prendendo tempo per scoprire gusti e necessità. Per questo i regali dovrebbero essere personali.

Questo si traduce nel fatto di non utilizzare un compleanno per donare un oggetto di casa che si sarebbe dovuta acquistare in ogni caso: " Accipicchia, amore, grazie per l'aspirapolvere!"
Oppure, non è dare senza alcuna sensibilità alla vostra zia ottantenne un trapano elettrico per Natale (a meno questo sia quello che lei vuole davvero!).

Spesso (soprattutto ai bambini) invece che un regalo si fa la “mancia”. Oramai lo si fa anche con i grandi, acquistando “carte regalo”. Questo rivela che non stiamo prendendo il tempo per fare regali personali.

In che modo portiamo agli altri il dono della grazia che è in Gesù: come una religione, un insieme di norme etiche, una buona filosofia di vita oppure come una persona?

Ecco il punto: il dono di Gesù è personale. Gesù è venuto di persona. Non è venuto a noi come una religione, un insieme di leggi, o semplicemente come un ideale. Non è venuto come una carta di regalo generica.

E' venuto di persona, e il suo amore per noi è personale. Attraverso la sua nascita, morte e risurrezione, Gesù ci porta nelle braccia di un Dio personale, appassionato e amorevole.

Allo stesso modo, il dono d'amore che portiamo è personale. Dobbiamo portare portiamo l'amore personale di Gesù agli altri in maniera personale. Quando parliamo agli altri di Gesù, ci inseriamo e investiamo nella loro vita personale, perché siamo da Dio, Creatore e protettore di tutto ciò che è personale.

La nostra espressione di amore personale deve affermare: "Dio ti ama personalmente, e lo puoi vedere guardando il modo in cui ci amiamo gli uni gli altri con rispetto e sensibilità".

Quando parliamo alle persone che scorrono nella nostra vita, stiamo presentando un Dio personale, o altro?

Ma, ancora di più, siamo consci che gli stiamo offrendo la grazia di Dio che salva, un "dono d'amore" che durerà tutta la vita?

E, inoltre, possiamo mostrare agli altri un "modello" di questo amore, mostrando il nostro rapporto con i credenti, che siano quelli della nostra o di altre chiese?

Se la nostra capacità di attrarre gli altri a Cristo è limitata e non soddisfacente, probabilmente uno di questi tre aspetti (se non tutti e tre) non funziona a dovere.

E' tempo di rendere efficace il dono d'amore che Gesù ci incoraggia a condividere. E il Natale è un'ottima stagione per incominciare a lavorarci su.

25 dicembre 2015

Il regalo di Dio al mondo


Natale è un figlio che ci è stato donato, il Figlio di Dio, come regalo riparatorio alle nostre colpe.
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Hai mai avuto un litigio grande per colpa tua con una persona a cui tieni molto? Immagina di quando hai litigato con il tuo ragazzo, o la tua ragazza, con la moglie, o con il marito.

Cosa hai fatto per farti perdonare? Non ci vuole molto ad indovinare che, oltre a chiedere scusa, hai fatto un regalo, piccolo o grande.

Regalare qualcosa quando si è in pace è simbolo di amore, ma regalare quando si è stati in guerra è simbolo sia di amore che di pentimento.

Ci impegniamo a trovare qualcosa che copra una parte del nostro errore, che ristabilisca l'armonia,
e che ci restituisca il sorriso di colui (o di colei) che amiamo.

Ma, cosa accadrebbe, se fosse la persona che abbiamo offeso a farci un regalo, uno di quelli enormi, costosissimi? Come ci rimarresti tu, che sai di essere colpevole, dinanzi al dono di colui che hai offeso e tradito?

La nostra situazione, prima del Natale di oltre duemila anni fa, era proprio questa: noi avevamo tradito Dio, noi lo avevamo offeso, sarebbe stata nostro dovere chiedere scusa e riparare al danno fatto, magari offrendo un regalo.

Ma come può un essere umano regalare qualcosa che abbia valore per il Creatore? Qualsiasi cosa avessimo scelto, qualsiasi, sarebbe già stata proprietà sua!

Ma Dio bramava di riappacificarsi con la sua creatura, era Lui che ci inseguiva per fare la pace,

“Poi venite, e discutiamo», dice il Signore; «anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana” (Isaia 1:18)

“Tornate a colui dal quale vi siete così profondamente allontanati” (Isaia 31:6)

“Tornate a me”, dice il Signore degli eserciti, “e io tornerò a voi”, (Zaccaria 3:1)

Dio avrebbe potuto limitarsi a incoraggiarci, poi, ognuno, avrebbe deciso per se. Ma Dio non è così, il suo amore va oltre qualsiasi umana concezione, ed è così che Dio ha invertito i termini del problema.

Era l'unica possibilità, lui offeso e tradito,  avrebbe provveduto un dono riparatorio per noi.

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16)

Dio, lui stesso, nella persona del Figlio, ha deciso di diventare dono. Gesù ha scelto di venire a Natale per ristabilire la pace tra noi e il Padre,

“Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti.” (Matteo 20:28)

IL Natale è questo: è un dare del Padre alle sue creature: Isaia dice così:

“Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato” (Isaia 9:5a)

In ebreo non c'è differenza tra il verbo “dato” e il verbo “donato”, esprime lo stesso concetto.

Isaia sta dicendo che per noi, un bimbo ci è stato donato. E' un regalo, immeritato, come qualsiasi dono.

Gesù, ha dato se stesso,  senza condizioni, senza se e senza ma, completamente, senza salvare nulla per se con un azione d' amore,  il nascere a Natale come un uomo qualsiasi, senza amarci “a distanza”.

E' il perdono, immeritato, che abbiamo tu ed io, se accettiamo che Cristo è venuto a Natale, per coprire la distanza che c'era tra noi e il Padre

Buon Natale.

20 dicembre 2015

Il miglior regalo da condividere

L'arrivo del Salvatore nel mondo è un dono del Padre a te, ma devi condividerlo con gli altri.
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Cosa si festeggia il 25 Dicembre? Il Natale! Ma sapete perché si festeggia il 25 Dicembre?

La prima traccia storica di un Natale festeggiato intorno al 25 dicembre la troviamo nella copia di un in una specie di calendario del 354 DC, (in realtà chi lo aveva fatto aveva copiato paro paro un calendario del 336 DC), su cui è scritto che il 25 è “il giorno che la nostra chiesa celebra la nascita del Signore”.

Erano solo 24 anni da quando Costantino aveva “sdoganato” il cristianesimo come religione ufficiale dell'impero: con “l'editto di tolleranza” del 312 DC il cristianesimo diventava religione ufficiale dell'impero romano; prima di tale data, infatti, chi si proclamava cristiano veniva messo a morte.

Il “Natale” nasce a Roma. Perché il 25? C'era una festa pagana chiamata del “Sole Vincitore” che si festeggiava intorno a quella data. Era un giorno di festa per tutti, anche per gli schiavi. Molti di essi erano cristiani, e così  probabilmente decisero di sfruttare quel giorno dove erano liberi di fare ciò che volevano: mentre tutti gli altri idolatravano una statua, i cristiani, nelle proprie case si riunivano, vegliavano, digiunavano e pregavano tutta la notte de 24 andavano assieme nelle chiese la mattina del 25,  a festeggiare... cosa?

Che cosa è che festeggiavano i nostri fratelli e le nostre sorelle in Cristo dell'anno 336? “Il giorno che la nostra chiesa celebra la nascita del Signore”, dice il calendario del 336.

Anche se stavano facendo qualcosa di buono, c'era già un l'errore di fondo. Stavano “festeggiando qualcuno che “nasceva” che prima non c'era e che ora c'era... Ma la Bibbia dice che:

Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.” (Giovanni 1:1-3)

“Gesù disse loro: "In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono". (Giovanni 8:58)

Gesù non è “nato” a Natale, ma è “sceso” nel mondo in un giorno che non sappiamo quale sia, che noi chiamiamo Natale, e che per convenzione abbiamo posto il 25 dicembre.

Come lo festeggia il mondo?

I credenti dell'anno 336 probabilmente lo festeggiavano con uno spirito differente, avevano ancora negli occhi i propri cari che erano stati uccisi appena venti anni prima perché non avevano accettato di rinnegare Cristo. Offrivano in sacrificio il loro giorno di festa, pur di ricordare l'arrivo di colui che li aveva salvati,

E noi? Cosa è rimasto di quei primi festeggiamenti? Il mondo, noi, lo festeggiamo  in un modo assai diverso

1. Lo festeggiamo una volta all'anno

Siamo auto indulgenti con noi stessi: Il Salvatore non ci serve, se non a Natale... gli altri giorni, beh, posso cavarmela da solo tanto “io non faccio nulla di male, io cerco di fare il bene”. Non è questo l'uomo che descrive la Bibbia:

“Ma Dio, che è ricco di misericordia, ci ama tanto che,  benché fossimo morti a causa dei nostri peccati, ci ha fatti rivivere, resuscitandoci con Cristo. È per grazia che siamo stati salvati!” (Efesini 4:5 PV)

2. Lo raffiguriamo “debole

L'unica canzone di Natale famosa in Italia è  “Tu scendi dalle stelle” : un versetto dice:

“Oh bambino mio divino io ti vedo qui tremar”

“Gesù bambino” è un Salvatore debole e indifeso, la proiezione di come siamo noi in realtà. E' un Salvatore a cui mi posso rapportare, che posso misurare con i miei mezzi e con il mio metro. E' un salvatore “trattabile” con cui posso scendere “a patti”, intavolare una trattativa sindacale, e ottenere il meglio secondo il mio punto di vista. Non mi spaventa la sua “perfezione”, in quanto anche lui come me è debole e indifeso. Se è un salvatore che mi somiglia, io devo cambiare poco.

Non è questo il tipo di Salvatore che è nato in una notte a Betlehem da Maria

“Infatti vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del nostro Signore Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole abilmente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà.” (2 Pietro 1:16)

3. Scegliamo come essere salvati

E' una salvezza “fai da te” dove  promettiamo, come facciamo prima di Natale, che ci metteremo a dieta “dopo Natale”. che smetteremo di peccare “tra un po'” e cerchiamo gli insegnanti che ci diano ragione, che ci facciano “sconti” su cosa fare.

Altre volte li cerchiamo in modo che soddisfino il nostro desiderio di autoflaggellarci, di punirci per essere degni di essere salvati, imponendo nuove regole che non sono nel Vangelo su cosa dire, cosa fare, cosa mangiare e cosa vestire.

La Bibbia lo ha detto:

“Perché verrà il tempo in cui la gente non vorrà più ascoltare l'insegnamento sano e si circonderà di "maestri" a propria misura. Non vorranno più saperne della verità per dare ascolto alle favole” (2 Timoteo 4:3-4)

Questo è il Natale che celebra il mondo, un Redentore, sì. ma di passaggio, debole, e malleabile.

Ma, nonostante tutto, le persone andranno nelle chiese, faranno i regali, canteranno le canzoni di Natale, e si scambieranno gli auguri...

Una bella differenza con i credenti del 336, per lo più schiavi, che invece di riposare per un giorno,
digiunavano, vegliavano, pregavano, e la mattina del 25 andavano nelle chiese, a festeggiare un Redentore presente ogni giorno, potente e esigente.

La situazione del mondo attuale sembra quella che Dio mette in bocca ad Isaia:

“Il Signore ha detto:«Poiché questo popolo si avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini” (Isaia 29:13)

Quale Natale preferisci? Quello con un Redentore di passaggio, debole, e malleabile, o quello con un Redentore presente ogni giorno, potente, e esigente?

Come posso cambiare il Natale?

Se è il primo Natale che preferisci, non devi far nulla, goditi la festa, rilassati, mangia e bevi, sorridi a chi incontri e digli “Buone Feste”!

Oppure puoi far finta di niente, pensare che tutti quelli che parlano del Natale intorno sono svitati,
blasfemi, o eretici. Anche qui, non devi far nulla, lascia che siano gli altri a fare.

Ma se è il secondo Natale che cerchi, se cerchi quello che festeggiavano gli schiavi a Roma nel 336,
lo stesso che festeggeranno i  cristiani fuggiti dalla Siria nei campi profughi, o i miei fratelli in Nigeria, in Corea del Nord, in Somalia, un Natale “rischioso”, ma vero, se è quello che brami, allora c'è molto da fare!

“Mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra". (Atti 1:8b)

Gesù ti ha chiamato ad essere suo testimone, sua testimone, soprattutto tra quelli per cui il Natale non è che “un comandamento imparato da uomini”. Come? Ricordando a chi festeggia un “comandamento imparato da uomini che”

1. Gesù è un Salvatore discreto ma presente

“Sono le persone malate che hanno bisogno del medico, non quelle sane! .... Io sono venuto per riportare a Dio i peccatori, non quelli che già si sentono giusti!" . Matteo 9:12b-13b (PV)

Eravamo “malati”: avevamo bisogno di un medico, non obbligherà mai nessuno a seguirlo, ma sarà sempre disponibile a salvare chiunque.

2. Gesù è un Salvatore umile ma potente

L''umiltà di Gesù spesso è scambiata per debolezza. Avrebbe potuto venire in qualsiasi altro modo, con effetti speciali;  ha deciso di venire come un uomo, figlio del popolo, semplice falegname. Ma in lui c'è la potenza che ha creato il mondo, la Bibbia la chiama “dunamis”, dinamite, una forza esplosiva, e vuole dare anche a me e a te la medesima potenza, la medesima dinamite per cambiare il mondo.

“Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi". (Atti 1:8a)

3. Gesù è un Salvatore disponibile ma esigente

Il “fai da te” non funziona, non ci sono “sconti” a cui accedere, né ci sono cose da aggiungere alla sua grazia, né  “porte Sante” da poter attraversare per ottenere indulgenza:

“Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura.” (Giovanni 10:9)

Se è questo il tipo di Salvatore in cui credi, allora DEVI proclamare, non solo dire alle persone Buon Natale.

Se proclami l' Evangelo di Cristo tra persone che festeggiano credendo di conoscerlo, se li costringi a fermarsi e a riflettere oltre i lustrini, le palle, il bue e l'asinello, che Cristo è VERAMENTE nato, perché avevamo bisogno di un Salvatore discreto ma presente, umile ma potente, disponibile ma esigente , allora stai cambiando il Natale.

Durante durante questi giorni:

  • chiedi a Dio di rivelarti due persone che vogliono parlare di Gesù;
  • chiedergli di preparare i loro cuori per ascoltare il Vangelo;
  • chiedigli inoltre di preparare il tuo cuore per parlare con loro della grazia che ci è stata concessa tramite Gesù

E quindi, in fede, sfida e vinci le tue paure e credi che Gesù è già al lavoro per creare un "appuntamento divino" per te con quelle persone per parlare di Lui.

Il 25 Dicembre NON è Natale, perché, per chi crede, ogni giorno è Natale; deve esserlo! Ma il 25 è il
giorno in cui le persone festeggiano, come dice Isaia, “un comandamento imparato dagli uomini”, festeggiano “qualcosa”, forse ancora il “Sole Vincitore”, non certo il “Cristo Redentore.

Dove sarai a Natale? Sarai tra quelli che festeggiano un comandamento di uomini, o tra quelli che lo rifiutano, e basta, oppure tra quelli che saranno testimoni del vero Natale presso gli altri?


La grazia è discesa, si è rivelata, ed è disponibile per tutti è un regalo del Padre, il miglio regalo possibile, ma per questo è anche il miglior regalo da condividere.

E Cristo ti chiede di essere testimone di Lui questo Natale.

Preghiamo.


13 dicembre 2015

Il miglior regalo possibile

Esiste un regalo perfetto da donare a Natale?Amy Williams ci mostra attraverso Giovanni 3 che Dio ha provveduto il miglior regalo possibile per tutti quello che lo accettano.
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Quale è il miglior regalo disponibile per tutti?

Il Figlio di Dio, Gesù!

"Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. "(Giovanni 3:16)

Cosa ci dice di Dio questo versetto? Ci dice che Egli ama il mondo!

Cosa ci dice degli uomini? Ci dice che, qualunque cosa abbia tu fatto, se tu credi non perirai .

"C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei.  Egli venne di notte da lui e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi segni miracolosi che tu fai, se Dio non è con lui». 

 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio». Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?»

Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”. Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito» Nicodemo replicò e gli disse: «Come possono avvenire queste cose?»
(Giovanni 3: 5-9)

Gesù gli rispose: «Tu sei maestro d’Israele e non sai queste cose? In verità, in verità ti dico che noi parliamo di ciò che sappiamo, e testimoniamo di ciò che abbiamo visto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza." (Giovanni 3-1:11)

"Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.  Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio." (Giovanni 3:16-18)

In che modo vuole Dio usare questo versetto nella tua vita oggi?

Prega per....

  • La persona giusta
  • Il tempo giusto
  • Il modo giusto 

per condividere il messaggio di salvezza di Cristo.


Avere un rapporto con Dio  è un dono stupendo e dovremmo presentarlo in questo modo. Non per condannare ma per condividere  AMORE vero!

06 dicembre 2015

Allenarsi ad ascoltare Dio

Posso parlare con Dio così come facevano Adamo, Mosè o Samuele? La risposta è si, ma devi allenarti a discernere la sua voce.
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La Bibbia è piena di persone che hanno parlato direttamente con Dio: Adamo, Abraamo, Mosè, Giobbe...

Vi è mai capitato di pensare :Ah, sarebbe bello se Dio mi parlasse direttamente come ha fatto a Samuele!” ?

Cosa è? Dio ha la laringite, o cosa?  O forse sono io che, per qualche motivo, sono andato “fuori sintonia” dal mio Creatore?

Avevamo detto qualche settimana fa che Dio parla  attraverso la Bibbia,  attraverso insegnanti, attraverso il dolore  ed attraverso le idee, le ispirazioni e i sogni;  questo ultimo è quello che Dio sceglie per continuare a parlare esattamente come ha fatto per millenni. E' per questo che dobbiamo imparare a risintonizzarlo in maniera corretta

ACCENDI LA CHAT

Se vuoi parlare/chattare con qualcuno, cosa fai? Accendi Whatsapp/Telegram/Messenger/Skype, ecc. e per avere l'attenzione di quel qualcuno gli parli di te!

Che tipo di persona devi avere all'atro capo dello smartphone/tablet/computer per una chat? Devi avere qualcuno che:

  •  è interessato alla tua vita,
  • fa e risponde a domande specifiche
  • e (soprattutto) è interessato a risponderti.


Dio è il miglior compagno di chat che possa esistere: perché?

1. A Dio interessano i dettagli della tua vita

Matteo 6:31-32 dice:

"Non siate dunque in ansia, dicendo: "Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?" Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose."(Matteo 6:31-32)

Gesù sta dicendo che Dio si occupa persino del tuo abbigliamento, come pure di quello che mangi e bevi; ogni piccolo dettaglio della tua vita. Lui ti ha creato, ed anche se pensi “Oh, non posso disturbare Dio per questa sciocchezza” credimi che a lui interessa ANCHE quella piccola sciocchezza!

2. A Dio piacciono le domande specifiche

Per più di venti volte nel solo Nuovo Testamento Dio ci dice :”Chiedimi!” Cerca! Bussa!”

“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa. “(Matteo 7:7-8)

Se tu già sai che il tuo interlocutore non ti risponde, è probabile che non formulerai neppure la domanda. Dio non è così! Giacomo dice:

“Perché Dio dà a tutti volentieri e generosamente. Ma bisogna chiedere con fiducia, senza dubitare” (Giacomo 1:5b-6 TILC)

SEI PASSI PER ALLENARSI ALL'ASCOLTO

C'è un libro nella Bibbia dove un profeta, Abacuc,  vuole a tutti i costi parlare con Dio: al primo capitolo Abacuc fa sei domande specifiche a Dio;  nel secondo capitolo attende ed ascolta le risposte di Dio, scrivendo ciò che ascolta.

“Io starò al mio posto di guardia, mi metterò sopra una torre, e starò attento a quello che il SIGNORE mi dirà, e a quello che dovrò rispondere circa la rimostranza che ho fatta. Il SIGNORE mi rispose e disse: "Scrivi la visione, incidila su tavole, perché si possa leggere con facilità” (Abacuc 2:1-2)

Abacuc applica  cinque principi generali che ci potranno aiutare per ricevere idee, visioni e sogni da Dio per mezzo dello Spirito Santo:

1. Appartati

“mi metterò sopra una torre”

 Questa è un'espressione ebraica che all'epoca significava “me ne andrò in disparte”.

La prima cosa è essere da solo, te e tuo Padre.

Il mondo moderno è pieno di “rumore”: quando non siamo noi a parlare, sono gli altri,  quando non parlano gli altri, parla la TV, il computer, lo smartphone... Sembra proprio che abbiamo paura del silenzio.

Persino Gesù ha avuto lo stesso problema, essendo uomo nel mondo.  Come lo ha risolto?

“Ma egli (Gesù)  si ritirava nei luoghi deserti e pregava.”(Luca 5:16)

Se a Gesù serviva di trovare un “posto tranquillo” dove poter parlare con suo Padre,  a maggior ragione serve a noi di fare la stessa cosa.

2. Attendi

“Io starò al mio posto di guardia”

Chi ha fatto il militare sa che fare la guardia significa, soprattutto, attendere. Alcune versioni traducono in versetto di Abacuc 2:1 con “aspetterò per il Signore”; è proprio quello che devi fare.
Rallenta i giri del cervello, metti in folle le tue emozioni.

Se devi comunicare con tuo figlio, o tua moglie, o un tuo amico, non è che entri in camera sua, gli “spari” velocissimamente le parole, e esci di corsa. Probabilmente gli dici:  “Senti, vorrei parlarti di una cosa importante. Andiamo in un posto tranquillo.”  Trovi una camera tranquilla,  un the o un caffè,  allenti la tua vita e quella dell'altro  perché le parole arrivino meglio, abbiano più peso, rimangano nella mente.

Ora ai trovato in posto appartato, hai rallentato i giri del cervello, sei calmo a sufficienza per ascoltare...

Primo ostacolo: sapete cosa succede a me in questo caso?  Che mi viene in mente: “Non ho pagato il telefono”, “Ho finito la cartuccia della stampante...” ecc. E più provo a scacciare i pensieri più arrivano a frotte!

Invece, la mia priorità è: ascoltare Dio.  Tutto il resto è da fare...dopo!  Prendo un pezzo di carta, le annoto per non scordarmele.

Risolto? Neanche per sogno! C'è un secondo ostacolo! "E' tanto, troppo tempo che non prego!”, “Ho commesso ieri quel peccato.” Comincia a galleggiare una frase sola: “Colpevole!”. E un colpevole non può parlare al Re dei Re! Mi sento inadeguato, inutile, indegno!

Chi è chiamato “l'accusatore dei fratelli”? Satana, ovviamente! Satana ama giocare con il nostro coscio facendoci sentire colpevoli, inutili e indegni.  E' la sua voce, non quella di Dio.

Davide aveva risolto brillantemente il problema con un metodo che si chiama :fermo e zitto.”

"Fermatevi", dice, "e riconoscete che io sono Dio.". (Salmo 46:10a)
“Sto in silenzio, non aprirò bocca, perché sei tu che hai agito.  (Salmo 39:9)

Fermati!

Dio lo sa chi sei, quello che ha fatto, quello che fai e quello che farai; non è un problema per lui!

 Zitto!  

Non c'è nulla che tu possa fare, perché Dio ha già fatti tutto:

“Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, (Romani 8:1)

Avete fatto caso come questi due suggerimenti siano in tutto simili a quello che alcune filosofie consigliano per la “Meditazione Trascendentale”?

In effetti è così, perché Dio ci ha progettati per questo tipo di risposta. Quello che fa la differenza non è il mezzo, ma l'obiettivo.

Nella Meditazione Trascendentale l'obiettivo è quello di arrivare al “vuoto pneumatico” nella tua mente; la parola chiave è “svuotare”.

L'obiettivo della preghiera è l'esatto opposto; noi vogliamo arrivare ad essere “pieni” di Spirito Santo, a traboccare di Spirito di Dio così da udire la sua voce.

3. Sii Attento

“e starò attento a quello che il SIGNORE  mi dirà.”

Perché devo essere attento per cogliere quello che Dio mi dirà. Non mi darà un foglio protocollo scritto, né due tavole di pietra. Probabilmente sarà un'idea o una visione nella tua mente così come ha fatto con Abraamo, Giacobbe, Giobbe, Davide, Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele, Osea, Amos, Gioele, Abdia, Giona, Michea  Pietro, Giovanni, Paolo.

Perché Dio fa così? Perché conosce la differenza che fa per l'uomo tra pensare a una cosa e “visualizzarla” nella mente, tra pensare a queste sedie tutte piene, e  chiudere gli occhi e “vedere” con gli occhi della mente le sedie occupate.

Siamo stati fatti da Lui così; è Lui che ci ha disegnato. Attenzione però a non  lasciare che Satana , che non è “creativo” è solamente “manipolativo”, che prende cose buone e le manipola per farle diventare cattive, lo usi per il suo scopo.

Le filosofie “new age” sono piene di suggerimenti per “visualizzare la meta”. La nostra meta è Dio, e  Satana ti vuole portare lontano dalla tua meta.

Allora, ti sei appartato, hai atteso, sei attento...  Tutto questo serve affinché tu possa esercitare il tuo “sesto” e il tuo “settimo senso”;  ma questi, li puoi avere solo se sei nato, se sei nata di nuovo in Cristo.

Paolo dice:

“egli illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual è la ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi, (Efesini 1:18)

Ma, gli occhi, non dovrebbero essere sulla testa? Quando siamo nati, se tutto funziona a dovere,
siamo nati con due occhi fisici per vedere la realtà fisica;  ma se siamo nati di nuovo, allora Dio ci ha dato degli occhi speciali, occhi spirituali per vedere le realtà spirituali

Quando leggi un passo delle Scritture e non capisci cosa vuole dire Dio in quel brano,  e poi, l'ennesima volta che l'o leggi ..ZOT! il significato è diventato chiaro! Bene, significa che hai aperto i tuoi occhi spirituali.

Cosa ne fai, allora di queste visioni?

4. Annota

"Scrivi la visione, incidila su tavole, perché si possa leggere con facilità” 

Hai mai provato a scrivere le tue preghiere? Se le scrivi, se ti apparti, e attendi, e sei attento, allora vedrai che Dio ti darà parole da annotare!

Gran parte dei salmi sono nati così: Davide (o altri) scrivevano una preghiera, e Dio rispondeva... e il salmista annotava.

5. Adora

“SIGNORE, io ho udito il tuo messaggio e sono preso da timore.” (Abacuc 3:2a)

Quello che qui è tradotto con timore, nell'originale ebraico è “rispetto”.

Davanti ai consigli di uno più saggio di te, a cosa che devi dimostrare è avere rispetto, dimostrare riconoscenza per quell'amore che Dio ti dimostra;  questo trasforma la tua preghiera da un tuo monologo a un dialogo che ti porta a voler stare di nuovo in intimità con Dio.

La preghiera così non sono più parole che rimbalzano sul soffitto e ricadono giù, ma una chiacchierata con  un amico,  con un confidente,  con un Padre saggio  pronto a darti consigli, a gioire assieme a te per le tue vittorie,  a coccolarti tenendoti tra le sue braccia nei momenti di dolore.

Perché la tua preghiera sia un'esperienza che cambia la tua vita, segui queste cinque “a”:

1. appartati trovando un posto tranquillo
2. attendi rallentando i giri del tuo cervello e mettendo in folle le tue emozioni
3. (sii) attento a quanto il Signore ti manderà per vedere e ascoltare con i tuoi sensi spirituali
4. annota le tue domande e e risposte che Dio ti darà (tutte, anche quelle che non ti piacciono)
5. adora il tuo Dio per il rapporto di amore che ha verso di te

Ma c'è una  una ultima “a” nell'elenco  senza la quale tutti gli altri passi risultano inutili:

6. Accetta

“Io mi rallegrerò nel SIGNORE, esulterò nel Dio della mia salvezza. DIO, il Signore, è la mia forza.” (Abauc 3:18-19a)

Devi essere pronto o pronta ad accettare, ad esaltare Dio per quelle risposte, anche quando non ti piacciono,anche quando la risposta è: “non ti rispondo ora”.

Accetta che Lui sa cosa è meglio per te;  è possibile anche che realmente non abbia nulla da dirti, così come quando chiedo a mia moglie “Janet, mi dvi dire qualcosa?”, e lei risponde “No, nulla, va tutto bene”.

Ci saranno volte in cui non sentirai nulla.  Sappi che lui è lì, comunque. E' lui la tua forza, è lui la tua salvezza. Ci saranno volte in cui ti dirà cose su cose, aprendoti gli occhi spirituali confortandoti, ammonendoti,  o incoraggiandoti.

Lui vuole avere un rapporto intimo con te, parlare, discutere, consigliarti.

Dio vuole essere IL tuo amico.

Se inizierai a praticare questi 6 passi  la tua vita in Cristo  si aprirà ad una dimensione completamente nuova;  un'avventura ed una gioia immensa vissuta ogni giorno al suo fianco.

Vorrei pregare per voi:

Se vorresti stabilire un contatto con il tuo Padre Celeste, se senti che la tua chat con lui si è interrotta, allora prega nella tua mente queste mie parole:


Signore, io ti chiedo di aiutarmi a sintonizzare la mia mente sulla Tua frequenza. Ti chiedo di aiutarmi a trovare un posto e un tempo tranquillo nella mia giornata, per parlare con Te, così, come al mio migliore amico.

Si che tu brami di starmi vicino e di darmi i tuoi saggi consigli. Parlami, soffia nel mio cuore visioni e parole che possa ascoltare con i miei sensi spirituali.

E voglio che tu sappia che anch'io bramo di ascoltarti, e che accetterò quello che saranno i tuo consigli per me, perché so che Tu mi ami, e che sceglierai sempre il meglio per me.

Amen

29 novembre 2015

A chi ti rivolgi, quando soffri?

Quando soffri... a chi ti rivolgi,e cosa dici?

 Michele Carlson, attraverso un Salmo, che ci illustra cosa ha fatto Davide, trovando l' unica per chi crede in Dio.

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Salmo 57

Abbi pietà di me, o Dio, abbi pietà di me, 
perché l’anima mia cerca rifugio in te; 
e all’ombra delle tue ali io mi rifugio
finché sia passato il pericolo. 
Io invocherò Dio, l’Altissimo,
Dio che agisce in mio favore. 
Egli manderà dal cielo a salvarmi, 
mentre chi vuole divorarmi mi oltraggia; 
Dio manderà la sua grazia e la sua fedeltà. 
L’anima mia è in mezzo a leoni; 
dimoro tra gente che vomita fiamme, 
in mezzo a uomini i cui denti sono lance e frecce 
e la cui lingua è una spada affilata. 
Innàlzati, o Dio, al di sopra dei cieli, 
risplenda la tua gloria su tutta la terra!
Essi avevano teso una rete ai miei piedi,
mi avevano piegato, 
avevano scavato una fossa davanti a me, 
ma essi vi sono caduti dentro. 
 Il mio cuore è ben disposto, o Dio, 
l mio cuore è ben disposto; 
io canterò e salmeggerò. 
Dèstati, o gloria mia, 
destatevi, saltèrio e cetra! 
Io voglio risvegliare l’alba. 
Io ti celebrerò tra i popoli, o Signore, 
ti loderò tra le nazioni, 
perché grande fino al cielo è la tua bontà, 
e la tua fedeltà fino alle nuvole. 
Innàlzati, o Dio, al di sopra dei cieli, 
risplenda la tua gloria su tutta la terra!

22 novembre 2015

Come riconosco la voce di Dio?

Come faccio a sapere se quello che ricevo come idea è realmente la voce di Dio? Esiste un metodo per "filtrare" i risultati? Ci sono almeno sette regole che ci aiutano a sapere se ciò che riceviamo è una "ispirazione", una "tentazione", oppure una "suggestione".
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Nel mio lavoro ogni giorno ricevo e faccio molte telefonate. Per me è naturale riconoscere la voce dei clienti abituali. Li riconosco per tre caratteristiche fondamentali: il timbro della voce, il loro linguaggio e modo di parlare

Come credente dovrei essere in contatto con Dio al pari  di quanto lo sono io con i miei clienti, tutti i giorni, più volte al giorno.

Ma come posso capire se è realmente Dio che mi sta parlando, o qualcosa, o qualcun altro?
Esiste un metodo al pari del mio per riconoscere “la volo” che sto parlando col mio padre celeste?

La risposta è : si! Ricordate che la settimana scorsa avevamo parlato di quattro differenti “canali” con cui Dio ci parla? La Bibbia, gli insegnanti le idee, e la sofferenza.

Per tre di questi canali non c'è molto da spiegare. La Bibbia avevamo detto che è il “soffio di Dio”,
non ho dubbi che sia Dio a parlare. Se ho davanti un bravo insegnante, ciò che dice mi toccherà e quello è il segno che è Dio a parlare. La sofferenza abbiamo detto che non è provocata da Dio,
ma che Dio “sussurra nei giorni di sole, ma urla nella tempesta”; sfrutterà la sofferenza per chiamarmi, per risvegliarmi, o per mettermi in guardia da qualcosa di sbagliato o di pericoloso per me.

Ma le idee... come faccio a sapere se le idee che mi sovvengono in mente siano realmente “ispirazioni” da Dio,  “tentazioni” da Satana o  “suggestioni” dall'io?


Come faccio a sapere se quel sogno che ho fatto è da Dio  o dalla peperonata che ho mangiato la sera prima? Posso fare a meno di chiedermi se viene o no da Dio l'idea di andare al cinema, ma debbo di certo sapere sapere se l'idea di uscire con quella ragazza o con quel ragazzo viene realmente da Dio.

1 Giovanni 4:1 dice:

Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo. “(1 Giovanni 4:1 CEI)

Sottolineate la parola “mettete alla prova”; cosa ci dice Giovanni in questo brano? Che le ispirazioni NON provengono solo da Dio, ma che dobbiamo essere NOI capaci di capire se provengono da Dio, o provengono da altro.

Oggi vi voglio dare sette metodi semplici per testare  un'idea,  un'ispirazione,  un sogno  o una visione; sono un filtro e sono connessi l'uno all'altro.

Cosa significa “sono connessi”? Significa che un'idea , un'ispirazione un sogno o un visione devono rispettare non uno, non due, non tre... ecc. ma TUTTE e sette le condizioni per poter dire che è Dio che sta parlando.

Per spiegare questi sette metodi, vedrete che useremo delle “applicazioni pratiche” piuttosto che parlarne in astratto.

1) E' in accordo con quanto dice la Bibbia?

Sapete, anche se Dio è onnipotente, c'è una cosa che NON può fare: mentire. E questo esclude il fatto che possa anche contraddirsi, perché se oggi dice una cosa e domani un'altra,  una delle due volte sta mentendo. Dio è un dio di ordine che non si contraddice mai,   in Luca 21:33 sta scritto:

“Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.”(Luca 21:33)

Voglio proporvi dei messaggi ipotetici che si scambiano due persone, per riflettere ed applicare i sette metodi; tenete conto che, anche se i Whatsapp sono falsi, riflettono conversazioni avute da me e da latri che conosco con veri credenti durante gli anni.

1° Whatsapp ---

Il desiderio di Cristina di avere un lavoro era legittimo? Si! Cosa ha mancato di verificare qui Cristina? Che il lavoro di ballerina di lap dance andasse bene con ciò che è scritto sulla Bibbia,
ad esempio:

“Felice l'uomo giusto:non segue i consigli dei malvagi,  non va insieme ai peccatori, non sta con chi bestemmia Dio.” (Salmo 1:1 TILC)

Abbiamo detto che la Bibbia è il “manuale uso e manutenzione della vita” Puoi cercare di fare date... a tuo rischio e pericolo.

Come quando guido la macchina alcune cose vengono “naturali” come fare le curve, non devo prendere il libretto, alcune cose come credente vengono “(o dovrebbero venire) naturali”,  come il venire in chiesa, o parlare di Gesù agli altri.

Per altre cose, invece,  come cercare il fusibile giusto che controlla il ventilatore devo prendere il libretto uso e manutenzione, E per alcune cose della vita,  come il tipo di lavoro che mi viene offerto
é bene controllare nella Bibbia ci sono istruzioni in merito. Se la mia idea è contraria alle istruzioni di Dio,  semplicemente non viene da Lui.

2) Mi rende più simile a Cristo?

Paolo dice:

“Il vostro comportamento deve essere quello che ci ha insegnato Gesù Cristo” (Filippesi 2:5 PV)

Dio, mandando suo figlio Gesù  ha fissato lo standard su cui devo misurare ogni cosa che io faccio;
per essere obbediente a Dio devo essere sempre più simile a Gesù. Giacomo dice:

“Ma, se il vostro cuore è amareggiato dalla gelosia e dall'ambizione, non vantatevi di essere saggi e buoni: questo è il peggior tipo di bugia. Perché non è questa la saggezza che viene da Dio. Queste non sono cose spirituali, bensì materiali, suggerite dal diavolo. Perché, dove ci sono gelosia e ambizione, ci saranno anche disordini e ogni tipo di male. La saggezza che viene dal cielo, invece, prima di tutto è pura, poi pacifica, indulgente, arrendevole, piena di misericordia e di opere buone, senza ingiuste preferenze, né ipocrisia.” (Giacomo 3:14-17 PV)

Se la cosa che senti arriva con un retrogusto di: amarezza, gelosia, ambizione   è decisamente una tentazione perché quello che viene da Dio porta “purezza, pace, indulgenza, misericordia,  imparzialità, sincerità”

2° Whatsapp ------

Poniti una semplice domanda: lo farebbe Gesù? Giovanni cercava la “scorciatoia” alla felicità ma la guida non era quella giusta

3) La mia famiglia di chiesa lo approva?

Da bambino, mia madre mi regalò una maglietta con scritto sopra:  “Non mi correggete so sbag-liare da solo”  (con l'errore di ortografia di andare a capo con la “l” invece che con la “gl)”!

C'era un motivo per quella maglietta: Io ero famoso in casa come “il dottor si-lo-so”.  E in un certo modo, non sono mai cambiato! Posso con orgoglio vantarmi che quasi tutti i miei sbagli sono merito mio! E posso dire  con certezza che tutte le cose azzeccate sono merito di Dio, che mi ha mandato saggi consigli sotto forma di fratelli e sorelle in Cristo.

Proverbi dice:

La via dello stolto è diritta ai suoi occhi, ma chi ascolta i consigli è saggio. (Proverbi 12:15)

Perché esiste la chiesa? Per cantare?, Per ascoltare Marco che parla? Dio ci conosce: sa che una testa non ragiona sempre bene.

“Il successo sta nel buon numero di consiglieri” (Proverbi 11:14b CEI)

Allora, è meglio avere tante teste, è perché ognuno possa ricevere dall'altro sostegno,  anche sotto forma di saggi consigli

3° Whatsapp ---------

Dove stava l'errore di Jimmy? Nel non aver chiesto consiglio ai suoi veri amici, i fratelli e le sorelle in Cristo. Se pensi di aver avuto un'idea ispirata da Dio,  chiedi sempre conferma ai membri della tua famiglia in Cristo,  spesso ti conoscono meglio di te stesso o di te stessa, e sii aperto o aperta a ricevere un “No, non farlo”.

4) E' in accordo con i miei  doni e i miei  talenti?

Paolo dice:

“Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo” (Efesini 2:10)

Sottolineate “precedentemente”. Tu non si qui per caso; Dio ha pianificato la tua vita ben prima della tua nascita.  Tu sei stato fatto con uno scopo. Così come Dio non cercherebbe di tagliare il pane con un cucchiaio, allo stesso modo Dio non ti chiederà di suonare in chiesa se non ami la musica, né di dipingere una parete con un versetto se non riesci a fare nemmeno l'O col bicchiere.

4° Whatsapp ---------

Dio ti ha dato capacità differenti a tutti noi;  non sono né meglio, né peggio, sono semplicemente “differenti”: a me risulta facile scrivere una predicazione,  ma impossibile suonare la tastiera.  Ma in chiesa servono tutte e due.

Vi immaginate se invece di predicare una mattina volessi suonare la tastiera?

5) E' qualcosa che riguarda le mie responsabilità?

C'è un episodio nel Vangelo di Giovanni, al capitolo 21, nel quale Gesù sta parlando a Pietro dicendogli in che modo lui sarebbe morto e che avrebbe sofferto per il solo fatto di essere un cristiano;  a un certo punto Pietro, indica col dito Giovanni a Gesù, e gli chiede : “E di lui, che ne sarà? Come morirà?”.  La risposta di Gesù non tarda ad arrivare: “Pietro, questi sono fatti che non ti riguardano, e pertanto non te ne preoccupare”.

Ci sono alcune cose per le quali Dio ci da responsabilità, altre la cui responsabilità è toccata ad altri.

Quando Dio ti parla, parla a te di cose che riguardano te, la tua vita;  possono riguardare anche altre persone,  ma per il solo fatto che TU devi fare o non fare, dire o non dire qualcosa. Non saranno mai cose che riguardano qualcun altro.

In Romani 14 Paolo afferma:

“Quindi ciascuno di noi renderà conto di sé stesso a Dio. “(Romani 14:12)

Quando ascolti la voce di Dio, ascoltala per te, non per qualcun altro.

5° Whatsapp ------------

La storia della Chiesa è piena di persone che, in perfetta buona fede,  hanno detto ad altre persone cosa dovevano fare nelle loro vite,  perché Dio aveva parlato; gli aveva parlato circa gli investimenti finanziari, su chi sposare, su quale lavoro scegliere.

La storia della Chiesa è piena di persone che sono andate in bancarotta,  che hanno avuto matrimoni difficili  o che hanno preso l'esaurimento nervoso al lavoro grazie a qualcuno che aveva ricevuto da Dio un messaggio per loro.

Se Gesù è venuto per squarciare il velo del Tempio che divideva l'uomo da Dio, se possiamo avere libero accesso al Padre in preghiera, perché mai Dio dovrebbe dire a qualcun altro quello che può dirci direttamente?

Attenzione: non dico che Dio non ti possa MAI dare messaggi per gli altri.
SE Dio parla a te di qualcosa che riguarda un'altra persona, lo fa per due esclusive ragioni:

Ti usa per confermare qualcosa che ha già detto all'altro. 

Più di una volta mi è capitato di sentire la voce di Dio in modo non chiaro. Non ero sicuro di aver capito bene il messaggio, sino a quando qualcun altro è arrivato dicendomi la stessa cosa. Quella era una conferma.

Ti usa per aiutare l'altro. 

Moltissime volte  accade che tu neppure ti accorgi di aver detto qualcosa di veramente importante per l'altro, sino a quando lui stesso ti dice: “Sai, quello che hai detto mi ha aiutato moltissimo in questa o quella situazione.”

Sono più le volte ce Dio ti usa in maniera inconsapevole per aiutare altri, che quelle in cui ti usa in maniera consapevole.

----- Tanti anni fa, io conobbi una ragazza inglese, e tramite lei conobbi il Signore. Mi innamorai, ci innamorammo, ma valutammo che il nostro legame non era possibile. Così decidemmo di rimanere solo due buoni amici.

Una notte ebbi un sogno (avevo circa 25 anni); mi trovavo in una grande chiesa, ai piedi dell'altare, ed era come se stessi aspettando qualcuno.

Quel qualcuno arrivò, entrando dalla porta in fondo alla chiesa, vestita di bianco; quel qualcuno aveva il volto di Janet. Non mi capitava spesso di sognare donne in abito da sposa a 24 anni, anzi quello fu l'unico sogno del genere di cui mi sia rimasta memoria la mattina.

Io non ho mai raccontato a nessuno il mio sogno, perché coinvolgeva la decisione di qualcun altro oltre me.

Mentre gli anni passavano, vedevo quel sogno come frutto del mio desiderio di sposarmi con qualcuna, qualcuna che avevo amato e che avevo perduto anche (ma non solo) per via della distanza.

Ma quando, sei anni dopo, Janet mi annunciò con una telefonata di aver deciso di trasferirsi in Italia (per sposarmi), allora e solo allora capii che Dio mi aveva realmente parlato tramite il sogno, e le parole di Janet lo confermavano, anche se a distanza di sei anni. ---

Le idee, le ispirazioni, i sogni che Dio manda che coinvolgono altri oltre noi  sono usati da Dio per confermare idee, visioni e sogni nelle vite di altri credenti

6) Serve a convincere di peccato o a condannare per il peccato?

C'è una differenza sostanziale tra il convincere e il condannare. Dio ti convince di peccato, perché vuole cancellarlo. Satana ti condanna per il peccato, perché vuole sottolinearlo.

La convinzione di peccato porta sempre ad un'azione, la condanna ti fa solo sentire male.

6° Whatsapp ---------------

Se sei in Gesù, sei perdonato

“Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.” (1 Giovanni1:9)

In Giovanni 19,  Gesù sulla croce ha detto: «È pagato!»  Dio ti vuole guarire, Satana ti vuole far morire. Dio ti vuole perdonare, Satana ti vuole condannare. Dio è specifico: “Non fare più QUELLO”. Satana è generico: “Tu fai schifo... in generale” Dio ti vuole far sentire bene, Satana ti vuol far sentire male.

Satana è il tuo nemico, ti odia, e ha la sua tattica; prima “minimizza” la tentazione:  "Tanto è un piccolo peccato! Tanto lo fanno tutti! Dai, fallo ancora questa volta, tanto è l'ultima!"

Poi, una volta compiuto il peccato, ingrandisce, accende fari per illuminarti: "Guarda quello che hai fatto! Non ti vergogni? Che ipocrita che sei! Tu non sei realmente credente!" Se la Bibbia lo chiama “l'accusatore dei fratelli” ci sarà un motivo, no?

Se invece quello che senti ti convince che devi smetterla con un peccato specifico,
 quella è la voce di Dio che ti chiede come Padre di cambiare,
per raggiungere lo scopo della tua vita.

7) Mi fa provare la pace di Dio?

1 Corinzi 14:33 dice:

“Perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace.” (1 Corinzi 14:33)

Non c'è un whatsapp per questa domanda,  Perché ogni whatsapp precedente era qualcosa che non indicava uno spirito in pace.

Se la tua idea ti fa sentire sotto pressione,  quella di sicuro non è la voce di Dio.  Non c'è un solo versetto nella Bibbia dove Dio chieda a qualcuno di prendere una decisione su due piedi, senza riflettere.

Dio è sempre quello che dice: "Calma, e gesso,  rilassati, prendi un grande respiro, e riflettici su. Non mi rispondere adesso sotto l'impulso dell'urgenza, perché io non voglio da te una risposta superficiale, dettata dall'emozione del momento. Io voglio il tuo cuore. Pensaci con calma, e poi rispondimi; io ho tutto il tempo del mondo!”

C'è, però, un caso dove Dio ci “pressa”: è quello quando ci rifiutiamo di fare ciò che sappiamo dobbiamo fare. Smettere un peccato, prendere una decisione,  agire piuttosto che parlare, amare piuttosto che  odiare.

“E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; (Colossesi 3:15)

Se Dio sta realmente parlando al tuo cuore,  sarà Lui a dare pace al tuo cuore,  quella pace a cui ci ha chiamati quando abbiamo accettato di essere suoi figli.

Conclusione

Non esiste cosa più vitale per la crescita di un figlio che ascoltare la voce del proprio padre.  Dio ci ha disegnati per udire la sua voce.

Tu hai bisogno di ascoltarla,  perché solo in questo modo la tua vita può essere guidata da colui che l'ha progettata;  e sappi che Dio non vuole giocare con te a “indovina che voglio?”.

Lui ti ama,  e vuole che tu sia capace di distinguere la Sua voce da tutte le altre che ascolti durante la tua giornata;  vuole che ti giunga “forte e chiara”, senza interferenze o incomprensioni, anche se sei giovane nella fede, anche se qualche volta hai dubitato, anche se credi che tu vali di meno di altri.

Dio non parla ai brillanti ma agli attenti.

Il segreto per per ascoltare Dio in modo chiaro e inequivocabile è quello di conoscerlo ogni giorno di più, leggendo la Sua parola, ascoltando persone con un dono d'insegnamento, diventando capaci di capire quali idee ed ispirazioni sono da Lui e quali no.

E per fare questo, ricordati dei sette passi che abbiamo visto oggi; se l'idea ispirata che hai in mente è in accordo con tutti e sette, allora Dio ti ha realmente parlato. Altrimenti, è l'Io o il Diavolo; non ci badare, concentrati per ascoltare la vera voce di Dio.

Vorrei pregare come la settimana scorsa per voi:
Se ancora non hai accettato a pieno Cristo come tua guida, se lo riconosci, ma non lo conosci, prega con me:

Caro Gesù, io voglio sentire la tua voce. Io ho bisogno di sentirla e di farmi guidare da essa. Io ho bisogno di conoscere il tuo volere per la mia vita, mio Signore, ed avere un rapporto personale con te, Gesù. Vieni nella mia vita e poni nella mia mente la tua parola e nel mio cuore il tuo amore. Io apro la mia vita a te.

Se invece Gesù è l'amico dei tuoi giorni, se lo conosci, e lo ami, prega con me:

Ti chiedo di perdonarmi, Gesù, perché ho lasciato che il peccato si mettesse tra noi due. Ti prego di perdonarmi per questo, perché so che i miei peccati tu li hai già pagati sulla croce al posto mio. Aiutami a cambiare, e a sentire la tua voce ogni giorno. Parlami, fammi sentire il tuo amore, perchè io voglio seguirti ed amarti; ovunque tu mi chieda di andare, io andrò, perché so che tu già sarai là, in attesa di me.


15 novembre 2015

Sintonizzati sulle stazioni di Dio

In che modo posso sentire la voce di Dio? Esiste un unico modo per ascoltarlo? E a chi parla Dio?
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Viviamo nel mondo “digitale”,  ma io provengo da quello “analogico”.

Ormai è semplice ascoltare la tua radio preferita in qualsiasi parte del mondo; basta scaricare una app, avere una connessione internet... e il gioco è fatto!

Ma io ricordo ancora il tempo in cui, nei miei viaggi in Inghilterra, portavo con me una piccola radio a transistors “ad onde corte” era l'unico modo per poter ascoltare l'unica stazione radio in italiano che veniva diffusa e, tramite le onde corte riusciva a raggiungere virtualmente ogni parte della terra.

La qualità era scadente, passavo talvolta ore a cercare con la manopola la giusta sintonizzazione, e non trasmetteva tutta la giornata, ma solo in un certo orario.

Dio non è mai stato “analogico”, ma è stato da sempre “digitale”; basta scaricare la sua app, una volta per sempre,  e sarai connesso in ogni istante alla sua stazione. La app si chiama “accetta Gesù”!

Ora hai la tua app, e puoi parlare con Dio! E Dio diffonde la sua parola in diverse stazioni, non ha un unico metodo di diffusione!

Sapete, quando dici a qualcuno “io parlo con Dio” due sono le normali reazioni: qualcuno pensa che sei completamente pazzo, altri pensano a esperienze mistico/filosofiche , misticismo orientale, new age, ecc.

Niente di più sbagliato! Dio non cambia, ha creato l'uomo per avere una relazione con lui:

“Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina.  Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra».” (Genesi 1:27-28)

Non c'è nulla di straordinario o inusuale;  ognuno di noi lo può fare.

In Giobbe 33:14 sta scritto:

“Dio infatti parla in un modo o nell'altro, ma l'uomo non ci bada”   (Giobbe 33:14)

Giobbe dice tre cose ben precisa: Dio parla, parla in più modi siamo noi che non sentiamo!

In quale Dio modo ci parla?

Abbiamo detto la settimana scorsa che ognuno di noi è fatto in un modo differente, e Dio che ci conosce parla a ciascuno di noi in più modi affinché il messaggio possa realmente arrivare.

 Dio non ha un singolo modo per parlarci; nella Bibbia, Dio ha parlato:  attraverso un roveto ardente,
attraverso una nuvola,  attraverso degli angeli,  attraverso una colonna di fuoco... e persino attraverso un'asina! (Numeri 22:30 - Balaam)


1) Dio ci parla attraverso la Bibbia

"Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona." (2 Timoteo 3:16-17)

Sottolineate la parola “ispirata”:  in greco “theopneustos”, che significa “soffiata da Dio”.

La Bibbia non è un “buon libro” ma è il soffio del mio e del tuo Creatore;  è per questo che è assolutamente affidabile; non ci sono altri libri che possano vantare la medesima affidabilità, perché non ci sono altri libri dove vibra la voce di Dio.

Domanda: come fai a sentire il vento se tieni chiusa la porta( Allo stesso modo, come fai a sentire il “soffio di Dio” se tieni chiusa la Bibbia?

Se non apri OGNI GIORNO (almeno per 5 minuti) la Bibbia,  stai impedendo al soffio di Dio di uscire da essa, e di rinfrescare la tua mente.

Per alcuni c'è un problema:  quanti libri avete in casa che sono rilegati in pelle e che hanno l'etichetta in oro?  Quanti  hanno un “numerino” vicino ad ogni frase?  Spesso ci sentiamo “inadeguati” di fronte a un libro così “prezioso”!Ed io ci metto del mio, facendovi sentire "inadeguati" perché non conoscete l'etimologia! Sappiate solo che  l'etimologia NON è indispensabile per sentire la voce di Dio

E allora, che cosa facciamo? Facciamo quello che faccio io con il libretto delle istruzioni del nuovo cellulare: butto le istruzioni e comincio a imparare “per esperimenti”. Qualche volta funziona, altre volte faccio un gran casino... e sono costretto a riprendere le istruzioni!

Puoi scegliere di vivere la tua vita “per esperimenti” ma spesso farai un “gran casino”, senza il libretto di istruzioni di Dio, senza la Bibbia.

2) Dio ci parla attraverso gli insegnanti

Hai mai provato la sensazione, ascoltando un messaggio, che il predicatore ce l'avesse con te?

Non era una “sensazione”; era Dio ti stava parlando!  Dio stava usando qualcuno con un dono di insegnamento per parlare a te!

1 Tessalonicesi 2:13 dice:

"E mai ci stancheremo di ringraziare il Signore perché, quando avete sentito la nostra presentazione del Vangelo, voi non avete pensato che si trattasse di parole umane, ma l'avete preso per ciò che realmente è: la Parola di Dio che agisce in voi che credete.  "(1 Tessalonicesi 2:13 PV)

Dio parla attraverso insegnanti, predicatori, pastori;  e agisce nelle nostre vite se obbediamo a quello che udiamo.

Sinceramente, non sono abbastanza brillante da venire in questa sala tre volte al mese  e riuscire a dirvi qualcosa che vi tocchi dentro,  che vi faccia riflettere, ragionare, cambiare.

Io no, Dio può!  Il 70% delle volte io predico “contro” me stesso, il rimanente 30... no so perché lo predico, ma Dio lo sa!

A questo punto sei autorizzato a scandalizzarti: “Tu vorresti dirmi, Marco, che Dio parla attraverso la tua voce?” Sinceramente, per quanto possa stupirmi,  per quanto possa sentirmi inadeguato,
piccolo,  impreparato, per quanto possa sentirmi indegno,  la risposta è “SI!”.

Ma, se tu sei credente, questo vale anche per te!  Dio parla attraverso la tua voce,  attraverso i consigli che dai ai tuoi amici,  attraverso i versetti che citi o che scrivi sui segnalibri e che distribuisci a chi ami.

Da dove credi derivi l'improvvisa saggezza di un suggerimento che risolve i problemi del tuo amico?

Paolo dice in 1° Corinzi:

“E noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito, adattando parole spirituali a cose spirituali.” (1 Corinzi 2:13)

Insegnanti dotati prestano voce alle parole che Dio vuole comunicarci;  e più insegnamenti ascoltiamo, più possiamo sentire la voce di Dio che ci parla.

3) Dio ci parla attraverso idee

Quando Dio mette un'idea nella nostra mente noi la chiamiamo “ispirazione”:  “Ero ispirato! Ho avuto un'idea creativa!”

Dio è il Creatore!  Dio è “creativo”. Quando Dio ti ha creato ha detto queste esatte parole:

“Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza “(Genesi 1:26)

Una parte di te sa creare ma tu non sei Dio che può creare dal nulla, ci deve essere qualcuno che ti fornisce la “materia prima” per creare: l'idea!

Attenzione, perché questa capacità di creare dal nulla e di ricevere ispirazione  è spesso sfruttata da Satana, il quale invia allo stesso modo messaggi... mai positivi, sempre negativi:  che in questo caso le chiamiamo “tentazioni”.

Quando Dio ti mette un'idea in testa si chiama ispirazione, quando Satana ti mette qualcosa in testa si chiame tentazione, quando tu ti metti qualcosa in testa si chiama suggestione.

Giovanni 14:26 dice:

“Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi farà ricordare (sottolineate questa parola) tutto quello che vi ho detto.” (Giovanni 14:26)

La frase tradotta con “farà ricordare” nell'originale greco è  “metterà nella tua mente”. I mattoni, le travi e le tegole le metti tu, ma il progetto lo fornisce Dio! Per cui, non sentirti “fiero” di un'idea brillante...  mica è tua! Ma sentiti benedetto che Dio ha scelto te per riceverla!

Attenzione, pero! Ci sono due pericolo in agguato! Il primo si chiama “razionalismo”: “Dio parla SOLO attraverso la Bibbia! Punto!” Il secondo si chiama “misticismo”: “Tutto quello che penso me lo dice Dio!”

Il primo si nega l'aiuto di Dio “passo passo”,  cerca nella Bibbia come nel libro degli oroscopi , o nella cabala il secondo si beve tutto  e non è capace di distinguere tra ispirazione, tentazione e suggestione.

Domenica prossima ne parleremo più approfonditamente,  ma il principio per sapere di cosa si tratti è questo:  deve SEMPRE essere in accordo con quello che dice la Bibbia.

Se non supera la “prova Bibbia” o è tentazione o è suggestione.  La domanda che devi porti è: “E' in accordo con la Parola che Dio ha scritto in essa?”

Per alcuni il momento migliore per inviare idee è durante il sonno, tramite i sogni,

Giobbe dice così:

“(Dio) parla per via di sogni, di visioni notturne, quando un sonno profondo cade sui mortali, quando sui loro letti essi giacciono assopiti; allora egli apre i loro orecchi e dà loro in segreto degli ammonimenti” (Giobbe 33:15-16)

Perché Dio ci parla tramite i sogni?  Perché nel sonno siamo rilassati, nulla ci distrae, le nostre difese si abbassano.

Ma, anche in questo caso, devi far passare il tuo sogno attraverso la “prova Bibbia”.

4) Dio parla attraverso la sofferenza

E' stato detto che Dio sussurra nei giorni di sole ma grida nella tempesta.

La realtà è che a nessuno di noi piace il cambiamento; e anche Dio lo sa.  Sa che non cambiamo quando vediamo le fiamme ma quando sentiamo il calore.

Abbiamo paura di cambiare  e non cambiamo sino a che il dolore diventa più grande della nostra paura di cambiare.

Proverbi 20: 30 dice:

Le battiture che piagano guariscono il male; e così le percosse che vanno in fondo al cuore.
(Proverbi 20:30)

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Otto anni fa facevo parte della chiesa di Monterosi; predicavo una decina di volte l'anno, partecipavo attivamente alle riunioni e gestivo il giornalino della chiesa. Dopo cinque anni dal mio arrivo in quella comunità  ero uno dei suoi “responsabili”.

Avrei dovuto essere soddisfatto; stavo lavorando attivamente per il Signore... ecco il problema; stavo “lavorando”, stavo “faticando” come si dice a Napoli. Non c'era più gioia, sentivo quello che facevo come un peso; nessuno aveva scelto quel ritmo di lavoro se non io. In una parola, stavo avvicinandomi ad essere “cotto”. Non vedevo più il “fine” di quello che stavo facendo

Poi, in un incidente banale,  è morto mio padre; lui era per me il “consigliere saggio” a cui aggrapparsi nei momenti difficili. Non mi sono mai sentito così “solo” e bisognoso di affetto, spaventato dal non poter più contare sui suoi consigli.
Ma, proprio in quel momento doloroso, ho visto il “perché” stavo lavorando per la mia chiesa.

In quei mesi ho avuto persone che mi hanno aiutato in ogni cosa; dal confortare mia madre disperata al guardare Matteo piccolo; dall'accompagnarmi negli uffici per le varie carte da preparare, al telefonarmi quasi ogni giorno per confortami, farmi sentire amato, farmi sentire desiderato ed importante.

Ecco perché stavo lavorando! Perché la chiesa è questo!
A distanza di anni, se riguardo indietro, vedo che Dio aveva colto il mio sommo dolore per insegnarmi che quello per cui lavoravo non era “lavoro” ma il “SUO” lavoro, l'edificazione della SUA chiesa locale, quel corpo che ora mi stava dando amore, affetto, sostegno.

Dio può usare anche il dolore per risvegliare un animo assopito.

Perché è così importante sentire la voce di Dio?

1) Mi assicura che faccio parte della famiglia di Dio

Gesù ha detto:

"Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me ...Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono." (Giovanni 10:14, 27)

Gesù dice che, se sei nel suo gregge, tu ascolti e segui la sua voce: è così per te? Se non lo è, o non lo stia seguendo, oppure non vuoi sentirlo. In tutti e due i casi ti chiedo: perché?

Mettiti al suo ascolto: più tempo passerai all'ascolto  più i tuoi orecchi spirituali diventeranno sensibili alla sua voce.

I miei figli conoscono la mia voce quando li chiamo; non devo ogni volta ricordargli che è il loro padre che li sta chiamando. Io conosco loro, e loro conoscono me:
io amo loro, e loro amano me. Io do tempo a loro, e loro danno tempo a me.

E tu? Stai cercando nel cristianesimo una “religione” oppure stai cercando in Cristo una “relazione”?

Il cristianesimo non è una religione: potresti avere una religione migliore nella quale il tuo “guru” è il tuo postino: viene tutti i giorni a casa tua, lo riconosci, ti porta “cose”...

Ma essere di Cristo è differente: lui è sempre con te, lo conosci, e lui conosce te... e non ti porta “cose”, ma ti dona la vita eterna!

E questo lo fa con tutti: lo fa con gli eroi della fede: Paolo, Madre Teresa, il tuo predicatore preferito,
e con coloro che lo hanno accettato stamattina!

Dio non parla ai “brillanti”,  ma agli “attenti".

2) Mi protegge dagli errori

La Bibbia afferma in Giobbe::

“(Dio) Parla nel sogno, visione notturna,quando cade il sopore sugli uomini e si addormentano sul loro giaciglio;apre allora l'orecchio degli uomini e con apparizioni li spaventa, per distogliere l'uomo dal male e tenerlo lontano dall'orgoglio, per preservarne l'anima dalla fossa e la sua vita dalla morte violenta.” (Giobbe 33:16-18 CEI)

Gran parte di ciò che male ho fatto in questi anni nella conduzione della chiesa è tutto merito mio,  ma  errori ben più gravi sono stati evitati dal Signore che talvolta mi ha sussurrato “no, non farlo”, altre volte mi ha gridato “MA SEI SCEMO?”.

Quando dovete prendere una decisione importante nella vostra vita,  chiedete a chi la vita ve l'ha data;
Lui è più esperto di qualunque altro,  e vuole proteggervi dagli errori.

3) Il segreto per una vita produttiva è ascoltare Dio in ogni momento.

Non sei stato creato, non sei stata creata per occupare uno “spazio fisico” ma per occupare uno spazio nel cuore di Dio. Tu hai già quel posto, se credi in lui.  Ogni padre umano che ama il proprio figlio o la propria figlia fa di tutto per dargli il meglio.

Più dipenderai dalla sua guida, più sarai connesso alla sua voce,  più gli concederai l'autorità di guidarti verso il suo volere, un volere perfetto.

Se vuoi essere efficace,  sintonizzati sulle stazioni di Dio  ed ascolta ciò che ti dice di fare.

Dio parla, e  che tu ci creda o no, vuole parlare proprio a te,   e cercherà anche altri modi oltre questi per entrare in contatto.

Cosa ha da dirti oggi Dio? TU lo sai, come pure Dio che ti ha parlato; è fra voi due.  Fa parte della relazione che avete voi due e che vi rende uniti.

Ebrei 3 dice:

"Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori, come nel giorno della ribellione". (Ebrei 3:15)

E non importa se è da tempo che non ascolti più la sua voce;  Dio è lì al tu fianco,  e vuole iniziare o tornare a farsi una bella chiacchierata col suo figlio o con la sua figlia amatissima.  Non indurire il cuore. Non indurirlo, ma aprilo a Lui.

Preghiamo:

Forse oggi c'è qualcuno tra noi che soffre. Forse alcuni sono depressi, o forse sono ansiosi. Forse c'è una malattia fisica, o forse c'è una situazione finanziaria traballante. Forse è il tuo matrimonio a preoccuparti, o forse sei solo stanco o stanca dal lavoro. Forse qualcuno si sente solo, e lo è da troppo tempo, tanto da dire “non ce la faccio più.

Dio sta cercando la tua attenzione. Serviranno forse dei cambiamenti nella tua vita e Lui ti aiuterà nel farli; ma devi avere una relazione con Lui.

Un rapporto che forse si è raffreddato, o forse non è mai veramente iniziato.

Vuoi pregare con me questa preghiera nella tua mente?

“Gesù, so che tu vuoi avere una relazione con me. Io desidero che tu mi parli. Aiutami a leggere ogni giorno la Tua Parola. Aiutami a partecipare agli eventi della mia chiesa e a trovare il modo di ascoltare durante la settimana altri insegnamenti. Aiutami ad aprire la mia mente alle idee che tu mi vorrai suggerire. Aiutami a vedere come ogni dolore possa portarmi più vicino a te. Oggi, Gesù, voglio aprire la mia vita a te e chiederti di essere l'organizzatore di essa, di condurmi, di guidarmi, di salvarmi.”

                                                                                       


Se hai pregato assieme a me questa preghiera, e se l'hai fatto con tutto il tuo cuore, allora Dio ti ha ascoltato. Sei all'inizio di un viaggio stupendo chiamato “vita in Cristo”. Sei all'inizio, alla riscoperta, o al perfezionamento della tua relazione personale con Cristo.

Se percepisci in te questo, non tenertelo per te; parlane con la persona che hai più cara nella tua vita; un amico o un'amica del cuore, tuo marito, tua moglie: “oggi ho deciso di camminare col mio amico Gesù”.

08 novembre 2015

Posso sentire la voce di Dio?

Come posso sentire la voce di Dio? Ci sono "sistemi" e "accorgimenti" per riuscire a comprendere ciò che ci dice, per ascoltarlo così come si ascolta un amico? Gesù stesso ci indica il come.
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Per che cosa verrà ricordato il nostro secolo? Ve lo dico io: per i “social network”! Facebook, Twitter, Instagram, mYSpace, Tumblr, ecc.

Come funzionano i “social network”? Uno ha una idea, una immagine, un proposito, lo “posta”,   e, a seconda dei “follower” il “post” viene visto da decine, centinaia, milioni, miliardi di persone! Bello vero?

Sapete, però i social network hanno un limite. Per quante visualizzazioni, per quanti “download”, per quanti “like” il nostro “post” possa avere, non sapremo mai il reale “coinvolgimento” di chi lo ha visto; non sapremo mai se chi ha letto ha realmente colto il nostro messaggio, se ha riflettuto sulla nostra frase, se ha compiuto l'azione che abbiamo suggerito, se ha provato l'emozione che abbiamo provato noi guardando quella foto.

Come possiamo allora ovviare a questo problema? Attraverso gli “instant messaging”! Whatapp, Messenger, Telegram, Viber, e persino i vecchi SMS! Tramite essi abbiamo la possibilità di parlare “direttamente” con la persona, di “interagire”, di avere una risposta “in tempo reale”

Sapete chi è l'inventore del primo “social media”? Zuckemberg? No! Dio! Dio è stato il PRIMO a voler condividere con miliardi di persone quello che gli passava per la testa. E' uno dei fondamenti della fede cristiana.  Sono innumerevoli i passi dove viene scritto “...e Dio disse”.

Ma Dio non vuole solamente “postare” i suoi pensieri, vuole sapere se i suoi consigli, i suoi comandamenti, i suoi doni sono arrivati a destinazione.

Chi ha inventato il primo sistema integrato di “instant messaging”. Manco a sottolinearlo... Dio! Il fatto di parlare direttamente è la dimostrazione che Dio vuole un rapporto personale con la sua creatura – tu, io, noi. Dio ha deliberatamente scelto di parlarci.

E così, come esitino più servizi di “instant messaging”, allo stesso modo Dio ci parla attraverso differenti canali di comunicazione.

A me non piace Whatsapp, ma uso Messenger, allo stesso modo alcuni ascoltano la voce di Dio attraverso un canale, altri attraverso un altro.

Personalmente sono scettico circa le persone che dicono di  capire per filo e per segno quello che dice loro Dio.  La mia personale esperienza è che Dio non manda e.mail, né fax, e che non c'è un telefono rosso con cui comunicare direttamente quando voglio con il mio Creatore,  e spesso rimango al “buio” per giorni o mesi.

Altre volte, invece, Dio parla in modo così chiaro (con me usa i sogni) che non c'è dubbio che quella è la sua voce.

Cosa accade, allora? Dio ha u no smartphone difettoso che invia messaggi ora si, ora no?  Fa favoritismi? Ad alcuni manda messaggi e ad altri no?

Gesù parla di questo in Luca 8:4-15: Leggiamo assieme il brano.

 "(5) Il seminatore uscì a seminare la sua semenza; e, mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada: fu calpestato e gli uccelli del cielo lo mangiarono.  (6)  Un'altra cadde sulla roccia: appena fu germogliato seccò, perché non aveva umidità.  (7)  Un'altra cadde in mezzo alle spine: le spine, crescendo insieme con esso, lo soffocarono.  (8)  Un'altra parte cadde in un buon terreno: quando fu germogliato, produsse il cento per uno". Dicendo queste cose, esclamava: "Chi ha orecchi per udire oda!"  (9)  I suoi discepoli gli domandarono che cosa volesse dire questa parabola.  (10)  Ed egli disse: "A voi è dato di conoscere i misteri del regno di Dio; ma agli altri se ne parla in parabole, affinché vedendo non vedano, e udendo non comprendano.  (11) Or questo è il significato della parabola: il seme è la parola di Dio.  (12)  Quelli lungo la strada sono coloro che ascoltano, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dal loro cuore, affinché non credano e non siano salvati.  (13)  Quelli sulla roccia sono coloro i quali, quando ascoltano la parola, la ricevono con gioia; ma costoro non hanno radice, credono per un certo tempo ma, quando viene la prova, si tirano indietro.  (14)  Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità.  (15)  E quello che è caduto in un buon terreno sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza. "(Luca 8:5-15)

Gesù ci dice in sostanza che il segreto di una buona ricezione è L'ATTEGGIAMENTO che abbiamo verso la Paro di Dio. Gesù parla di terreni in cui cade il seme, ma realmente sta parlando di atteggiamenti mentali verso la parola di Dio.

Vediamo questi quattro terreni/atteggiamenti.

1° terreno: la strada

Il seminatore uscì a seminare la sua semenza; e, mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada: fu calpestato e gli uccelli del cielo lo mangiarono...Quelli lungo la strada sono coloro che ascoltano, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dal loro cuore, affinché non credano e non siano salvati.  (Vers. 5, 12)

La strada che percorro tutte le mattine per portare i miei figli a scuola è una strada sterrata,  e ha due caratteristiche principali: è battuta/dura, ed è stretta (soprattutto rispetto ai campi vicino).

Conoscete qualcuno con un atteggiamento da “strada di campagna” verso la Parola di Dio? C'è poco spazio dove la Parola possa cadere, e anche se cade lì, rimbalza sul duro, e uccelli/ladri la portano via? Persone che hanno già deciso cosa fare e cosa dire in ogni situazione?

Sapete, qualche volta anche io sono così, non lascio l'opportunità al Padre mio di parlarmi  perché, dentro di me, ho già deciso tutto, che sia bene o no.

Perché lo faccio?

Per orgoglio

“Non ho bisogno di Dio, posso farcela da solo, non voglio 'disturbarlo' per questo, so come fare da solo”...  Quando non prego, sto dicendo questo, e taglio fuori Dio dalla comunicazione

Per paura

“E se adesso mi dice di no? Se prego e Dio mi dice che non è buona quella cosa che il mio cuore desidera tanto? O mi dice di perdonare quella persona che odio tanto? O mi dice di fare quell'altra cosa mentre io vorrei continuare a fare questa? " No, grazie Dio, meglio non rischiare chiedendo e ascoltando.   Anche stavolta lo taglio fuori dalla comunicazione

Per amarezza

“Signore, perché proprio a me? Se tu mi ami, perché io? Come hai permesso che succedesse?” Forse vi sembrerà strano o addirittura blasfemo,  ma non tutto quello che succede al modo è la volontà di Dio.  Dio vuole una creatura che lo ami e lo segua per volontà, non un automa. Egli ci ha lasciato la libertà di scegliere, e concedendoci questo ha ceduto un po' della sua potenza alla sua creatura- noi-.  Siamo liberi, anche di sbagliare.  Il mondo così non è più perfetto come Dio lo aveva immaginato,
ma è un mondo dove le libere decisioni di liberi esseri provocano contrasti, dolori sofferenze.

Dio non è indifferente al male, Dio E' la soluzione del male. Una volta una donna che aveva perso il suo giovane figlio mi disse: “Dov'era Dio quando mio figlio stava morendo?”.  Ed io pensavo: “nello stesso posto dov'era mentre anche il suo di figlio moriva. Sulla croce.”

Puoi credere in Dio, ed essere stato ferito, ma non tagliarlo fuori dalla tua vita;  saresti, ancora una volta, una strada polverosa e arsa  mentre tutto intorno ci sono campi fertili e verdi.

Il primo passo che devo fare per ascoltare la voce di Dio è:

1. Devo coltivare una mente aperta

2° terreno: la roccia

Un'altra cadde sulla roccia: appena fu germogliato seccò, perché non aveva umidità. ...Quelli sulla roccia sono coloro i quali, quando ascoltano la parola, la ricevono con gioia; ma costoro non hanno radice, credono per un certo tempo ma, quando viene la prova, si tirano indietro.  (Vers. 6, 13)

Il mio incubo al computer sapere quale è? La clessidra se sono su un PC e la rotella arcobaleno se sono su un Mac! Mi manda in bestia è di aspettare che il mio computer “faccia qualcosa”, come aprire un file, salvarlo, modificare la foto che ho fatto, stamparla, connettersi ad internet o accendersi; e più compero computer aggiornati, più la mia frustrazione cresce perché la velocità non è mai abbastanza.

C'è stato un tempo dove, per vedere se avevi fatto una buona foto il sabato dovevi portarla lunedì a sviluppare,. attendere mercoledì che arrivasse e prenderla venerdì mattina perché il le foto le davano al pomeriggio e il giovedì pomeriggio era chiuso. Sabato, domenica, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì e venerdì: sette  giorni.

C'è stato un tempo dove per far sapere che eri stato a Londra ai tuoi amici, spedivi una cartolina, che arrivava circa due settimane dopo del tuo ritorno. Ora le foto le fai con lo smartphone e le vedi subito,
all'amico mandi una foto da Singapore e lui a Roma vede te mentre stai a Singapore.

Viviamo in un mondo “in tempo reale”, dove siamo sempre in fretta... In un mondo così, a Dio rimangono gli “avanzi” del nostro tempo per parlaci.

“Dio, parlami, ma diamine,  sbrigati un pochino e possibilmente fallo dalle 14 alle 15 nella mia  pausa pranzo!"

Un seme posto in superficie si brucia; un seme piantato in profondità è protetto dall'arsura; e lì germoglia. Per poter parlare con Dio debbo coltivare la sua Parola nel profondo, e questo richiede tempo.

Voglio vedere assieme a voi un video:



Da quanto sei “credente”? Da 1, 5, 10 o 20 anni? Quante ore di questi hai passato davanti al computer o alla TV? Quante ore di questi hai passato far si che la Parola “sprofondasse” dentro di te?

Il secondo passo che devo fare per ascoltare la voce di Dio  è:

2. Devo dare il mio tempo per ascoltare

3° terreno: le spine

Un'altra cadde in mezzo alle spine: le spine, crescendo insieme con esso, lo soffocarono. ...Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità.  (Vers. 7, 14)

Ricevete una telefonata mentre siete alla stazione ed arriva un treno: un vostro amico vi dice qualcosa dall'atra perte della strada mentre passa un camion con rimorchio. Quanto capite di quello che vi hanno detto?

I “rumori” intorno ci disturbano;  il nostro Signore ci ha dotato di due microfoni (le nostre orecchie) che, in gergo si chiamano “panoramici”, ovvero che assorbono i suoni da tutte le direzioni, invece di microfoni “unidirezionali” i quali basta puntarli verso una fonte sonora e ricevono i suoni emessi solo da quella tagliando fuori gli altri.

Per Dio funziona allo stesso modo; abbiamo una mente ”panoramica” e non “unidirezionale”, per sentirlo non basta volgersi a lui, ma bisogna eliminare anche i rumori intorno

Gesù dice che i “rumori” nella nostra vita sono le preoccupazioni, le ricchezze, e i piaceri.

Ma sono SEMPRE rumori? Gesù non dice questo: lo diventano solo quando come rovi pieni di spine ci avvolgono, facendoci soffocare, e ci da tre esempi di queste distrazioni. Il danaro non è un rumore, fino a quando lo vediamo come una benedizione di Dio da utilizzare anche per la sua opera. Il sesso non è un rumore fino a quando lo vediamo come un dono di Dio da vivere all'interno del matrimonio.

Le preoccupazioni sono sempre un “rumore”; chi si preoccupa è un ateo virtuale, che guarda a quanto è grande il suo problema,  e dimentica a quanto è grande Dio.

Per ascoltare la mia telefonata, o l'amico dall'atra parte della strada, cosa farei? Troverei un posto silenzioso per richiamarlo o andare assieme a lui

Ora, una riflessione molto “teologica”: cosa serve per far crescere i rovi? Niente! Mentre per far crescere un fiore dobbiamo nutrirlo, innaffiarlo, curarlo. I rovi nascono a dispetto di tutto e tutti. E, soprattutto, nascono e crescono dove i campi sono abbandonati.

Sapete che ho un campo, e che per un po' ho avuto in prestito degli asini per tenere a bada le canne e i rovi. Vivendoci assieme, ho imparato che gli asini: sono intelligentissimi, sono mansueti, non si spaventano facilmente, sono innamorati (e gelosi) delle persone che gli dimostrano amore.

Attualmente nel mio campo non ci sono gli asini, e i rovi sono tornati a farla da padrone.

Se abbandono la mia vita con colui che non ha eguali come intelligenza, è mansueto,  non si spaventa di nulla, è innamorato alla follia di me anche quando non gli dimostro amore; se abbandono Cristo, se non prego regolarmente,  se non leggo la Bibbia regolarmente, se non frequento gli appuntamenti di chiesa regolarmente , i rovi delle distrazioni prenderanno il sopravvento sulla mia vita, e dovrò faticare un bel po' per riappropriarmi dello spazio che hanno conquistato in essa..

Il terzo passo che devo fare per ascoltare la voce di Dio è:

3. Devo eliminare le distrazioni

4° suolo: il buon terreno

Un'altra parte cadde in un buon terreno: quando fu germogliato, produsse il cento per uno". ... E quello che è caduto in un buon terreno sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza. (Vers. 8, 15)

L'ultimo terreno che Gesù ci mostra è quello di un cuore aperto e volenteroso.

Se tu fossi un generale, e dovessi trasmettere importanti notizie al tuo esercito, chi sceglieresti? Uno che non obbedisce ai tuoi comandi, o che obbedisce a seconda del suo umore, oppure uno che fa del suo meglio per obbedire ai tuoi comandi?

Dio parla alle persone che sono decise a seguire ciò che Egli dice; conosce il nostro cuore, e non spreca parole se già sa che non saremo obbedienti alla sua voce.

Gesù non parla di persone perfette, ma di persone “oneste, buone, perseveranti”.

Questo è quello che vuole Dio da parte tua; se vuoi che Egli ti parli, ciò che devi fare è dire:
 “OK, Signore, sono pronto a fare quello che mi chiederai,  che ne comprenda il perché o meno, che mi piaccia o no, che sia rischioso o no, perché so che è il meglio per me e che tu conosci meglio di me ciò che mi renderà felice."

Il quarto suolo è quello di colui (o colei) che sente la parola di Dio, e la spinge all'interno di se, al centro della propria anima.

Il quarto passo che devo fare per ascoltare la voce di Dio è:

4. Devo cooperare con ciò che Egli dice


Questa serie di messaggi parla del “come ascoltare la voce di Dio”. Se mi seguirai, forse riuscirai a migliorare il tuo “collegamento con Dio” Ma ti devo mettere in guardia su una cosa: sarà tutto sforzo inutile... se ti fermerai ad ascoltare la voce di Dio. Giacomo dice:

“Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi. (Giacomo 1:22)

Se pensi di crescere ascoltando la voce di Dio, , ti stai prendendo in giro; se cresci è perché ascolti la Sua voce, e la metti in pratica.

SE mi dai ragione, e basta, se ti commuovi, e basta, se dici “Halleluia”, e basta... stai illudendo te stesso. Fai qualcosa! Spingi la Parola dentro di te, falla arrivare al centro della tua anima!

Sappi che là fuori troverai uccelli in agguato, rocce arroventate e rovi. Satana proverà a distrarti, a metterti paura, a lusingarti con i soldi o con i piaceri,  a portarti via il tempo, pur di non farti parlare con Dio.

Devi fare qualcosa: potresti iniziare un Libro della Bibbia, oppure iniziare con un momento di riflessione quotidiana di 5, 10 15 minuti...scegli tu... ma fa qualcosa!

Dio ama tutti i tipi di terreni, ma solo il buon terreno porta frutto per la Sua gloria. Vuoi essere questo tipo di terreno?

Preghiamo.
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