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20 aprile 2014

La preghiera della Croce: Pasqua 2014


La Pasqua è la preghiera di Gesù per te, per riconnetterti al Padre tramite la Croce.
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Chi di voi ha figli adolescenti in casa? Riuscite a “comunicare” con loro”? No, non sto parlando di “incomunicabilità generazionale”,ma semplicemente di “acustica”.

Già, perché, a casa mia, i miei figli hanno costantemente le orecchie ostruite da auricolari, cuffie e apparecchi acustici di varia natura e grandezza.

Vorrei fare con voi un piccolo esperimento...
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(Prendi  dei ragazzi: fagli mettere gli auricolari con una musica dal suo cellulare ad altissimo volume.  Metti davanti a loro un bicchiere, una bottiglia, una banana, una forchetta, un coltello. Quindi prova a dargli istruzioni semplici ma non ovvie a voce normale tipo: "metti la banana nel bicchiere")
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Cosa abbiamo imparato dall'esperimento? Che per ricevere le cose che si desiderano:

a) si deve chiedere
b) deve esserci qualcuno che ci ascolta

Questa è la situazione in cui si trovava l'uomo,  prima della Pasqua di 2000 anni va, anno più, anno meno.

La storia era cominciata bene, l'uomo era la creatura prediletta da Dio, camminava assieme a lui nel giardino dell'Eden...

Ma poi... le cose erano andate in un'altro modo da come erano state progettate. L'uomo aveva deciso di non ascoltare più gli insegnamenti di Dio. E voltando le spalle a Dio, la porta si era chiusa, la comunicazione si era interrotta quasi del tutto.

Rimaneva un piccolo spiraglio, ma anche quello era sempre più evanescente e insicuro.

«Non pregare per il bene di questo popolo.Se digiunano, non ascolterò il loro grido; se offrono olocausti e offerte, non li gradirò.” (Geremia 14:11b-12a)

La separazione tra Dio e l'uomo era resa evidente dalla cortina che separava il luogo Santissimo, dove era conservata l'Arca con le tavole dei Comandamenti dal resto del mondo, dove una sola persona, una volta all'anno, poteva entrare, e sperare che il sacrificio fosse gradito... altrimenti....

Una situazione del genere non poteva durare. Così come io bramo di comunicare con i miei figli, così come voglio che la mia voce li raggiunga e la loro raggiunga me, Dio bramava di rimuovere quella cortina, di tornare a parlare faccia a faccia con la sua creatura, come una volta, come nel Giardino dell'Eden.

Dio aveva un progetto:

“Io metterò la mia legge nell’intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio ed essi saranno mio popolo. Nessuno istruirà più il suo compagno o il proprio fratello, dicendo: 'Conoscete il Signore!', poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande,- dice il Signore. - Poiché io perdonerò la loro iniquità, non mi ricorderò del loro peccato”. (Geremia 31:33-34)

Non so voi, ma per me la gioia più grande di arrivare a casa,  è quella di sentire la voce dei miei due figli, di parlare con loro.

Amo quando ridiamo assieme,  quando facciamo le cose assieme, come ascoltare la musica, o vedere un film, o un video...

Mi piace soprattutto quando mi chiedono cose che so posso fare per loro, e che li renderà felici.

Avete fatto caso ai verbi che ho usato?
  • Sentire,
  • parlare
  • ridere,
  • chiedere.
C'è una sola parola che definisce tutto questo nella Bibbia: Pregare!

Dio bramava di sentire la nostra voce, di parlare con noi, di ridere e scherzare con noi, e di darci le cose buone che gli chiediamo...

Ma tutto questo era impossibile...  l'unico che avrebbe potuto farlo, sarebbe stato un figlio obbediente, che non avesse mai rotto i patti con Dio. E' per questo che è dovuto scendere Gesù, per togliere il “rumore” del peccato che ci isolava dal Padre.

Nel suo ultimo discorso con i discepoli (nei capitolo da 14 a 17 di Giovanni), Gesù dice per 6 volte che parlava e pregava al Padre per loro, ma che, da lì a poco, loro stessi avrebbero potuto farlo direttamente:

“Allora potrete pregare nel mio nome e non ci sarà bisogno che sia io a chiedere al Padre per voi, perché lui stesso vi vuol bene, perché voi avete voluto bene a me e avete creduto che provengo dal Padre.” (Giovanni 16:26.27 PV)

Come? Vorrei vedere assieme a voi un video:

                                                            

Con quale cuore sei venuto, sei venuta qui oggi?

Con il cuore   riconoscente di un figlio o di una figlia che sa di poter parlare di nuovo faccia a faccia con il proprio Creatore grazie alla potenza del sangue che Gesù ha versato sulla croce, o con un cuore dubbioso che sia mai possibile parlare in modo diretto a Dio?

Con un cuore pronto a crescere ascoltando la voce del Padre,  o con un cuore riluttante che non crede di essere ben accetto a un Dio distaccato e lontano?

Con un cuore gioso di chi ha capito che la salvezza è a portata di mano, o con un cuore deluso, perché ti saresti aspettato “qualcosa un po' meno semplice, un po' più complesso.

Mi spiace, se ti ho deluso: la salvezza è tutta qui, in un figlio che si rende obbediente al tuo posto per togliere il rumore del peccato dalle tue orecchie, in un padre che ti ama, perché tu ami suo figlio.

La salvezza è semplice, tornare a parlare con Dio, essere suo figlio o sua figlia accettata ed amata è semplice:

“Se con le tue labbra dici agli altri che Gesù è il tuo Signore, e credi nel tuo cuore che Dio l'ha risuscitato dalla morte, sarai salvato.” (Romani 10:9)

La Pasqua è tutta in quel

“se”.


In quelle due azioni che Dio ti chiede di fare oggi: una la devi fare col tuo corpo, una col tuo cuore,
una con la parte razionale di te, una con la parte emotiva di te.

  • Devi confessare agli altri ad alta voce che Gesù è il Signore della tua vita,
  • e devi credere col tuo cuore che Dio lo ha veramente resuscitato.
Se lo hai già fatto in passato, bene, ma fallo di nuovo, è un buon promemoria di chi sei e di dove stai nel mondo.

Ma se non lo hai mai fatto ti prego, non uscire da questa stanza senza averlo fatto con qualcuno qua dentro.

Metti la tua vita ai piedi della croce, e ricevi la grazia che ti salva.


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