;
Clicca sul tasto qua sotto per conoscerci meglio!



Per ascoltare l'audio dei messaggi
cliccare sul titolo per aprire il file audio

Per una migliore resa audio raccomandiamo di scaricare i messaggi tramite
iTunes iscrivendosi al podcast.
Per tutte le opzioni di ascolto cliccare qua sotto.

Come ascoltare i messaggi

26 maggio 2013

Da schiavi a liberi in Cristo

A cosa pensate quando udite la parola “libertà”? Quale è l'associazione mentale che più rapida vi sovviene nella mente?(Messaggio portato nel 2009)
---


Sapete, non so se capita soltanto a me, ma quando sento la parola libertà, la prima cosa a cui penso non è la situazione delle donne senegalesi portate come schiave in Italia, e neppure la situazione politica in Nepal.

Sapete cosa penso: “Mi piacerebbe essere libero dallo scrocchiarmi le dita”!

Quanti come me pensano a qualcosa di molto personale? Qualcosa da cui non riusciamo ad essere liberi per quanto ci sforziamo.

Possono essere piccole cose, come il mio “scrocchiarmi le dita”, oppure cose più difficili da cui liberarsi, dovute forse al nostro passato. Cose che ci hanno fatto del male o che continuano a farcelo ancora oggi. Cose che ci frenano...

Oggi voglio parlarvi proprio di dove e di come possiamo trovare la libertà nella nostra vita.

Quando si parla di libertà,, c'è un libro nella Bibbia, ed esattamente nel Nuovo Testamento, di cui non possiamo fare a meno; sto parlando della Lettera di Paolo ai Galati.

Alcuni lo hanno chiamato “l'inno alla libertà” poiché in nessun altro libro della Bibbia se ne parla così ampiamente. In appena 6 capitoli Paolo usa le parole  libero , liberi, liberati, libertà” ben undici volte. Il libro di Galati è lo stesso tramite cui Dio parlò a Martin Lutero, facendogli vedere ben chiara la salvezza per fede e non per opere, spingendolo verso quella rivoluzione del cristianesimo che portò alla Riforma Protestante.

In un certo senso leggere la lettera ai Galati (che non è una città, ma una regione con numerose ed importanti città che ora fanno parte della Turchia) è come entrare in un grande magazzino posto su tre livelli, ciascuno dei quali ci parla in una maniera diversa di Gesù.

Immaginatevi di entrare nel parcheggio e di entrare l'ascensore spingendo il primo piano;

  • siete stati liberati”: si aprono le porte e quello che troviamo è la storia di quando i Galati hanno conosciuto Gesù grazie a Paolo; (capitoli 1 e 2);
  • perché siete stati liberati per Grazia”: spingiamo il pulsante e arriviamo al secondo piano, e troviamo il come, sono stati liberati da Cristo solo, solo per Grazia e non per opere (capitolo 3 e 4);
  • ora vivete nella sua fede”: l'ultimo pulsante dell'ascensore ci porta a scoprire il perché sono stati liberati per camminare liberi in Cristo.

Paolo stava lottando contro un'abitudine molto comune tra i credenti di tutte le età e di tutti i secoli. Quella di restare dentro la propria cella una volta che qualcuno ti ha aperto le sbarre.

Talvolta la libertà può spaventare; siamo così abituati alla nostra vita da prigionieri (del peccato, dei risentimenti, dei dolori) tanto da avere paura di quello che sarà di noi una volta usciti dalla nostra cella .

Paolo infatti dice questo:

“Cristo ci ha liberati perché rimanessimo liberi; resistete dunque e non vi lasciate sottoporre di nuovo alla schiavitù della legge” (Galati 5:1 VP)

SE credi in Cristo, sei libero: la porta della cella è aperta, le sbarre non sono più un limite, ciò che devi fare è lasciare l'oscurità e camminare nella luce.

Ma, qualcuno che legge bene il versetto, potrebbe dirmi: “Paolo mi dice di resistere; allora, sai cosa farò? Farò una bella lista di tutto quello a cui dovrò resistere: tentazioni, cattive abitudini voglia di farmi giustizia da solo e così via...

Se fate questo, significa che non avete ancora compreso cosa significhi “resistere” per un credente. Perché non c'è nulla che io possa fare per lottare contro i miei peccati, contro le mie tendenze, contro le mie tentazioni.

Non è quello che posso fare IO, ma è quello che Gesù ha già fatto. Come resisto dunque per difendere la mia libertà? Resisti “in Cristo”

Paolo afferma questo un Colossesi:

"Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio. In lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati." (Colossesi 1:13-14a)

La parola “in” che usa Paolo è il greco “en”, che significa “all'interno, dentro”: è stando “dentro” Gesù, che abbiamo i nostri peccati perdonati, è stando dentro Gesù che possiamo resistere; siamo circondati da una rocca che ci protegge, o per dirlo con le parole di Davide:

“Il SIGNORE è la mia ròcca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto rifugio." (Salmo 18:2)

Ma come posso dunque “resistere in Cristo”? Come posso fare di lui la mia rocca? C'è qualcosa che devo fare, una preghiera che devo pregare, un pellegrinaggio che devo fare per poter “resistere in Cristo” e non elle mie forze?

Mi spiace, non esiste una preghiera, un rito, un pellegrinaggio che possa darti quella protezione di cui hai bisogno: resistere in Cristo non viene da se, ma tramite il tuo impegno.

Ci sono azioni da fare, verbi da obbedire, organi da utilizzare... insomma c'è da lavorare. Sono tre verbi, uno per ciascuna parte del tuo essere; uno per la tua mente (la ragione), uno per il tuo cuore (il sentimento) e uno per il tuo fisico (l'azione).

1. Affidarsi

"Lo Spirito del Signore è sopra di me; mi ha consacrato per evangelizzare i poveri; mi ha mandato ad annunciare la liberazione ai prigionieri, e il recupero della vista ai ciechi; per liberare gli oppressi dai loro oppressori” (Luca 4:18 VP)

La prima cosa da fare riguarda la nostra mente, la nostra intelligenza: affidarsi, avere fiducia in una persona; non una verità, non un principio, neppure la Bibbia, ma una persona, Gesù Cristo.


Avere fiducia che lo scopo di Gesù non era quello di riportare le persone a seguire le regole di Dio, né dare nuove regole da seguire né tanto meno quello di punire i “cattivi”, ma quello di dare libertà ai prigionieri, a me e a te.

Avere fiducia che lui ha realmente pagato sulla croce tutti i miei ed i tuoi peccati, avere fiducia che egli vuole davvero avere un rapporto personale con me e con te.

Affidarsi al suo amore che paga vita per vita, pur di averti assieme a lui per sempre.

2. Dimorare

“Se dimorate nei miei insegnamenti, siete davvero miei discepoli; così conoscerete la verità e la verità vi farà liberi". (Giovanni 8:30-32 VP)

La seconda cosa da fare riguarda il nostro cuore, in che cosa lo riponiamo. Gesù ci dice che saremo liberi se conosciamo la verità, e che per conoscere la verità dobbiamo “dimorare” nei suoi insegnamenti, dobbiamo mettere il nostro cuore nello studio di essi.

C'è una cosa da sottolineare su questo: dimorare negli insegnamenti di Gesù non a a che fare col venire in chiesa tutte le domeniche, e neppure col leggere ogni giorno un versetto della Bibbia.

Dimorare nell'insegnamento di Gesù è “stare dentro” applicare, mettere in pratica quello che abbiamo sentito la domenica o che abbiamo letto durante la giornata; è una costante attitudine quotidiana; è mettere le mie speranze, i miei sogni, i miei problemi sotto il suo controllo.

Se faccio questo, quello che ho come premio è qualcosa di stupendo:

“Dimorate in me, e io dimorerò in voi.” (Giovanni 15:4)

Se affidiamo a Gesù la nostra vita, allora lui diviene il nostro pilota; sarà lui a dirigerla, a prendere le decisioni più delicate, a impostare le curve più pericolose.

3. Dare

“Andate e annunciate loro che il Regno dei cieli è vicino. (...) Date gratuitamente, così come avete ricevuto” (Matteo 10:7-8 VP)

La terza cosa da fare riguarda le nostre azioni, quello che ne facciamo di ciò che Gesù ci ha dato.

Perché, vedete, se provo di tenere per me la libertà che Gesù mi ha dato, è come se mi stessi creando una nuova prigione da solo, perché sto impedendo a me stesso di trasmettere la Grazia che gratuitamente mi è stata data; faccio come quei bambini ai quali viene regalato un nuovo gioco per il quale servono più di una persona, ma non vuole che nessuno lo tocchi perché “è mio!”.

Uno dei segnali che fanno capire se una persona ha compreso la sua libertà in Cristo sta nel modo in cui condividono le loro benedizioni con gli altri, perché se hanno compreso che ciò che hanno ricevuto è un dono e che quel dono non potrà mai esaurirsi, allora sono generosi, danno liberamente, perché sanno che non gli serve di “fare la scorta” per garantirsi la sopravvivenza. Perché hanno capito che essa non dipende da loro stessi, dalle loro capacità o dalla loro riserva, ma dalla grazia liberamente elargita da Gesù ai propri figli.

Resistere in Cristo è perciò una processo che comporta tre azioni:

  • affidarsi
  • dimorare
  • dare.

Tutto questo è una buona notizia; non devo resistere solo, anzi non sono io che deve resistere, perché c'è chi lo fa per me... ma c'è un ultima cosa da fare, perché tutto il resto non vada perduto:

4. Allenarsi

Commentando Galati, Lutero diceva questo: “La nostra coscienza deve essere allenata a fare affidamento sulla libertà acquistata per noi da Gesù Cristo”.

Per circa 10 giorni non sono andato ad allenarmi con la mia squadra; venerdì sono andato di nuovo, ed è stato uno degli allenamenti più massacranti abbia mai avuto...per il solo fatto che ero stato fermo 10 giorni!

Essere costantemente allenati, questo è il segreto per non essere mai affaticati nel nostro cammino con Gesù.

Perché, se dimentichiamo di allenarci nell'essere consapevoli che non dobbiamo fare affidamento su noi stessi, ma su Gesù, ben presto torneremo a vole fare con le nostre proprie forze.
E questo è naturale, perché cresciamo in un mondo ed in una società dove sin da piccoli ci viene insegnato che dobbiamo essere autosufficienti.

E se facciamo affidamento su noi stessi, allora siamo nei guai, perché Satana ti metterà davanti tutti i modi sbagliati per poterti sentire libero.

Rifletti su una cosa: prima di conoscere Gesù, molti di noi hanno fatto “di tutto, di più” per sentire che “eravamo liberi”: droga, sesso, alcool...

“Vedi quanto sei libero!” dice lui: è una bugia vecchia quanto il mondo:

“Il serpente disse alla donna: "No, non morirete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male". (Genesi 3:4-5)

“Ti si apriranno gli occhi, ... sarai come colui che è più libero di tutto...sarai come ...Dio!!!”... BUGIARDO!!! Da quel momento in poi si sono spalancate le porte di una prigione chiamata peccato.

Chi è stato nella schiavitù delle dipendenze e del peccato ed è stato salvato da Gesù può dirti che quello che Satana di sussurra all'orecchio, dicendoti “vedi, sei libero, fai tutto quello che vuoi”, è una bugia agghiacciante.

Ma, attenzione, perché anche dopo salvati, anche dopo aver creduto in Gesù, Satana continua a sussurrati cosa devi fare: “ Devi andare tutte le domeniche in chiesa, devi pregare questo, devi fare le buone azioni”...

Tutte cose vere, direte; si, ma che diventano ancora una volta una schiavitù se le faccio non come risposta all'amore di Cristo, ma per “guadagnare” il suo amore. Buone cose, fatte con un cuore sbagliato, spalancano le porte di una prigione che solo apparentemente è “santa”, chiamata “legalismo religioso”.

E' per questo che devo allenare costantemente la mia coscienza nella verità che la mia libertà non è opera mia, ma è opera di Cristo; che non l'ho guadagnata, ma mi è stata data gratuitamente.


Paolo scrivendo ai Galati li stava ammonendo proprio di questo, stava dicendo loro “state sbagliando, fate cose buone per i motivi sbagliati, ricordatevi che siete liberi IN Cristo, e IN Cristo solamente”.

Ma Paolo parla anche a noi oggi, e ci afferma, con la stessa forza e lo stesso amore, di avere fiducia in Gesù, di dimorare il lui, e di dare agli altri gratuitamente quanto anche noi abbiamo ricevuto gratuitamente....e di non smettere mai di farlo.

Preghiamo:

Caro Gesù, tu ci hai detto che la verità ci farà liberi se dimoreremo in te. Ma tu mi conosci, conosci come sono fatto e quanto sia facile per me tornare sui miei passi affidandomi alle mie forze.

Aiutami a vedere chiaramente le aree della mia vita dove sto tentando di fare da me. Aiutami a smettere di avere fiducia nelle mie capacità di risolvere i miei problemi, ma di darli a te, avendo fiducia che tu mi ami e che sai condurre la rotta della mia vita molto meglio di me.

Aiutami ad avere fiducia ogni giorni in te, a dimorare ogni giorno nella tua parola, e a dare agli altri gratuitamente così come gratuitamente ho ricevuto.

Ed aiutami a non mollare neppure un giorno di allenamento in questo.

Farò questo, mio Signore, non per guadagnare il tuo amore, ma come risposta al tuo amore per me. Quell'amore che ti ha portato su una croce al mio posto.


Amen.

19 maggio 2013

In che modo Gesù si prende cura di te?

Prendersi cura di qualcuno è qualcosa di importante; è una cosa pratica. E' sia il "come" che il "cosa". Davide Campo ci illustra come Gesù si prenda cura di noi e cosa faccia per noi.

---

«In verità, in verità vi dico che chi non entra per la porta nell'ovile delle pecore, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante.  Ma colui che entra per la porta è il pastore delle pecore.  A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori.  Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va davanti a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.  Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli estranei». Questa similitudine disse loro Gesú; ma essi non capirono quali fossero le cose che diceva loro. Perciò Gesú di nuovo disse loro: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore.  Tutti quelli che sono venuti prima di me, sono stati ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.  Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura.  Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io son venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.  Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore.  Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e disperde.  Il mercenario [si dà alla fuga perché è mercenario e] non si cura delle pecore.  Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me,  come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.  Ho anche altre pecore, che non sono di quest'ovile; anche quelle devo raccogliere ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore.  Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita per riprenderla poi.  Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla. Quest'ordine ho ricevuto dal Padre mio». (Giovanni 10:1-18)

La cura per eccellenza: "Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore." (Giovanni 10:11)

In che modo Gesù è il buon pastore?

5 Modi

1) Ci dà un ovile

  • un posto riparato e protetto,
  • con un unici accesso autorizzato,
  • da cui può accedere solo il pastore.
a) Un' unica via d'accesso

"Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato." (Giovanni 10:9a)


Lo scopo della via è la salvezza.

b) Gesù è l'unico accesso autorizzato

"La parola del Signore mi fu rivolta in questi termini: «*Figlio d'uomo, *profetizza contro i pastori d'*Israele; profetizza, e di' a quei pastori: “Cosí parla Dio, il Signore: Guai ai pastori d'Israele che non hanno fatto altro che pascere sé stessi! Non è forse il gregge quello che i pastori debbono pascere?  Voi mangiate il latte , vi vestite della lana, ammazzate ciò che è ingrassato, ma non pascete il gregge...Perciò, o pastori, ascoltate la parola del Signore!  Com'è vero che io vivo, dice Dio, il Signore, poiché le mie pecore sono abbandonate alla rapina; poiché le mie pecore, che sono senza pastore, servono di pasto a tutte le bestie dei campi, e i miei pastori non cercano le mie pecore; poiché i pastori pascono sé stessi e non pascono le mie pecore,  perciò, ascoltate, o pastori, la parola del Signore!  Cosí parla Dio, il Signore: Eccomi contro i pastori; io domanderò le mie pecore alle loro mani; li farò cessare dal pascere le pecore; i pastori non pasceranno piú sé stessi; io strapperò le mie pecore dalla loro bocca ed esse non serviranno piú loro di pasto.  «Infatti cosí dice Dio, il Signore: Eccomi! io stesso mi prenderò cura delle mie pecore e andrò in cerca di loro...Porrò sopra di esse un solo pastore che le pascolerà: il mio servo *Davide; egli le pascolerà, egli sarà il loro pastore.  Io, il Signore, sarò il loro Dio, e il mio servo Davide sarà principe in mezzo a loro. Io, il Signore, ho parlato." (Ezechiele 34:1-3, 7-11, 23-24)

c) E' un accesso che è costato molto

 "Do la mia vita per le pecore." (Giovanni 10:15b)
2) Ci chiama per nome

Ha con chi crede in lui un rapporto personale di conoscenza.

"Egli chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori." (Giovanni 10:3b)

E' una conoscenza reciproca, proprio come quella tra Gesù e Dio.

"Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me,  come il Padre mi conosce e io conosco il Padre" (Giovanni 10:14-15a)

3) Ci mostra la strada

Un pastore va davanti e le pecore lo seguono.

  • Le pecore tendono a seguire chi è davanti
  • gli uomini anche.
Gesù offre una guida verso la via per eccellenza. Quale è?

"Gesú gli disse: « “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente ” .  Questo è il grande e il primo comandamento.  Il secondo, simile a questo, è:  “Ama il tuo prossimo come te stesso ”." (Matteo 22:37-39)

4) Ci dà cibo per la nostra crescita

"Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura." (Giovanni 10:9)


Il pastore porta le pecore al cibo e le sorveglia mentre si nutrono. Dove trovo il nitrimento che Gesù mi promette?


  • Nella Bibbia
  • Nella preghiera
  • Nella comunione fraterna
  • Nelle parole di Pastori ed Anziani
"Esorto dunque gli *anziani che sono tra di voi, io che sono anziano con loro e testimone delle sofferenze di Cristo e che sarò pure partecipe della gloria che deve essere manifestata:  pascete il gregge di Dio che è tra di voi, sorvegliandolo, non per obbligo, ma volenterosamente secondo Dio; non per vile guadagno, ma di buon animo;  non come dominatori di quelli che vi sono affidati, ma come esempi del gregge." (1 Pietro 5:1-3)

5) Ci dà la certezza della vita eterna
"Io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano.  Il Padre mio che me le ha date è piú grande di tutti; e nessuno può rapirle dalla mano del Padre.  Io e il Padre siamo uno»." (Giovanni 10:28-30)

Se siamo in Cristo siamo certi che nessuno potrà strapparci la vita eterna.

"Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future,  né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesú, nostro Signore." (Romani 8:38-39)

Conclusione

Cinque modi per prendersi cura di te: Gesù è morto per spiegarteli. Gesù offre la sua cura. Se non fai ancora parte del gregge di Gesù, ascolta la sua voce, e seguilo. Se ni fai già parte, non dimenticare di ascoltare la sua voce e di seguirlo.



12 maggio 2013

Insieme è meglio: cosa abbiamo imparato insieme?


Cosa abbiamo imparato insieme durante i nostri 40 Giorni? Abbiamo imparato che... "Insieme è
 meglio"!

---
Ricordare fa bene; la mente tende a cancellare le cose quando non le fissiamo, tanto più ricordiamo quanto più fissiamo le cose nella nostra mente.

E' così importante che un intero libro della Bibbia è riservato a ricordare al popolo di Dio tutto quello che di meraviglioso ha fatto il Signore nelle loro vite.


“Voi dovete riconoscere oggi quel che il Signore, vostro Dio, vi ha insegnato, e che i vostri figli non hanno conosciuto né visto: la sua grandezza e la sua potenza straordinaria.” (Deuteronomio 11:2 TILC)



Gli scopi della campagna “Insieme è meglio”


  • Accrescere la comunione fraterna nella nostra comunità, rendendo più forti i legami gli uni verso gli altri;
  • mostrare amore a coloro che vivono attorno a noi e che non fanno parte della nostra comunità.

Cosa è successo durante a nostra campagna?


  • Siamo passati da 1 piccolo gruppo a 5 piccoli gruppi (+ 2 esterni alla chiesa)
  • Alcune persone a cui abbiamo chiesto di partecipare al di fuori della nostra chiesa non hanno accettato l'invito... 
  • ma abbiamo avuto alcune richieste di partecipare alla campagna da persone che non pensavamo di invitare (che si siano realizzati o meno i piccoli gruppi)
  • Abbiamo meglio condiviso tra di noi;
  • abbiamo pregato gli uni per gli altri nei nostri piccoli gruppi;
  • alcuni di voi hanno condotto DA SOLI (o da sole) un piccolo gruppo per la prima volta
  • c'è stata una costante presenza ai culti domenicali.
  • La nostra chiesa ha prodotto per la prima volta nella sua storia un video che ad oggi è stato visto da quasi 1500 persone.

Cosa abbiamo imparato?

Sull'adorare insieme

Abbiamo imparato che:

1. Adorare insieme è meglio

Dio è SEMPRE con noi, ma quando siamo in due o tre Egli dice che c'è un'atmosfera speciale, perché vede suoi figli uniti nel suo nome
Ed è questo quello che Egli vuole!

“Perché se due o tre si riuniscono nel mio nome, io sarò fra loro.” (Matteo 18:20 PV)

Abbiamo imparato che:

2. L'adorazione deve essere una festa

“Cantate a DIO, cantate lodi al suo nome; preparate la via a colui che cavalca nei deserti; il suo nome è l'Eterno; esultate davanti a lui.” (Salmo 68:4)

Deve essere divertente! Quando comprendiamo di quanto grande è Dio e di quanto grande è il suo amore per noi, non possiamo che festeggiare! Adorare non è semplicemente il canto, ma esultare per quello che Dio è;

Sull'avere comunione fraterna insieme

Abbiamo imparato che:

1. Apparteniamo gli uni agli altri

2. Abbiamo bisogno gli uni degli altri

“Insieme formiamo il corpo di Cristo e, individualmente, ognuno di noi ha una funzione diversa da svolgere. Quindi apparteniamo gli uni agli altri, e ognuno ha bisogno di tutti gli altri.” (Romani 12:5 PV)

Un pino isolato è in pericolo, per via delle sue radici superficiali; per questo crescono nella pineta, dove intrecciano le radici gli uni degli altri. E la forza del singolo è direttamente proporzionale a quanto soni intrecciate le sue radici con quelle degli altri pini.

Basta un vento in po' più forte per abbattere un pino isolato; ma una pineta sa resistere alle bufere più violente. La stesa cosa è valida per i credenti; se stai attraversando una bufera nella tua vita e temi di essere spazzato via, la soluzione è una; connetterti di più alla tua famiglia in Cristo, al tuo piccolo gruppo, alla tua chiesa.

3. Siamo stati creati per avere rapporto con gli altri.

Gesù dice che si può riassumere l'intera Bibbia in due comandamenti:

"Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". "Ama il tuo prossimo come te stesso". (Matteo 22-37-38)

C'è una parte verticale de una orizzontale nelle nostre vite; la parte verticale, quella tra me e il mio Creatore, la posso mettere in pratica nel segreto della mia stanza. Ma quella orizzontale non la posso che adempiere in mezzo alle persone; devo avere rapporto con esse se voglio adempiere al Grande Comandamento.

4. Dobbiamo lavorare sui rapporti con gli altri.

Avere rapporti con gli altri non è sempre facile, ma dobbiamo lavorare sui rapporti, perché non solo questo benedirà noi, ma benedirà anche gli altri:

“E così, quelli che si danno da fare per la pace, seminano i semi della pace e raccolgono come frutto la giustizia.” (Giacomo 3:18 PV)

Il lavoro del seminatore non è sempre facile; deve preparare il terreno, togliere le erbacce, proteggere i semi dagli uccelli, scegliere il tempo della semina... ma è alla fine ricompensato da un raccolto abbondante.

Allo stesso modo, per sviluppare le comunione fraterna ci vuole tempo e fatica; ma la ricompensa è una vita vissuta a fianco di uomini e donne con cui condividere questo cammino in terra, e l'eternità in cielo. E Dio, guardando in giù, dice questo:

“Ecco quant'è buono e quant'è piacevole che i fratelli vivano insieme!” (Salmo 133:1)

Sul crescere insieme

Abbiamo imparato che:

1. Cresciamo agendo e non ascoltando

Non è l'ascolto della Parola di Dio e dei suoi comandamenti, ma l'applicazione di essi alle nostre vite che ci fa crescere;

"Se sapete queste cose siete beati (o felici) se le fate." (Giovanni 13:17) 

Bisogna essere “facitori” della Parola, piuttosto che studiosi. Lo studio e solo lo studio produce dei credenti con una grande testa... e un grande fondo schiena. Ma quello che dice Gesù è che lo studio (sapete) deve portare all'azione (fate); solo allora avremo una vita piena e felice (beati).

2. Cresciamo più rapidamente e più forti insieme

Non possiamo crescere spiritualmente se rimaniamo un isola in mezzo al mare;

“Uniti a lui, anche voi siete costruiti insieme con gli altri, per essere la casa dove Dio abita per mezzo dello Spirito Santo.” (Efesini 2:21 TILC)

Abbiamo detto che se tagliamo una parte del nostro corpo, una mano ad esempio, essa non può vivere separata dal corpo intero, ma morirà, e tutto il corpo soffrirà per questo.

3. Il traguardo della crescita è divenire come Gesù

“Finché tutti non saremo arrivati all’unità con la stessa fede e la stessa piena conoscenza del nostro Salvatore, il Figlio di Dio. Così raggiungeremo una maturità completa, all’altezza della perfetta grandezza di Cristo” (Efesini 4:13 PV)

Non so se hai capito di non essere perfetto (o perfetta); mi spiace dirti che non lo sarai mai fino a che arriverai in Cielo! Nessuno è perfetto! Ma ciascuno che crede in Gesù è sulla “via” della perfezione.

“Io sono la VIA, la verità e la vita”

I primi seguaci di Gesù non erano chiamati “cristiani”, ma seguaci della Via! Non siamo perfetti, ma perfettibili, e insieme ci sosteniamo gli uni gli altri nel cammino sulla via della perfezione che Gesù.

4. Crescere è una scelta

Ricordate che vi ho detto : “tu sarai tanto vicino a Dio quanto tu scegli di essere”? Se non stai crescendo spiritualmente, se continui a rimanere un neonato (o una neonata) nella fede, non è un tuo errore, è una tua scelta.

Ma la crescita è una scelta quotidiana: non la fai una volta e via, nella tua vita, non la ottieni nel giorno che accetti Gesù, né in quello in cui vieni battezzato (o battezzata); ma la devi scegliere OGNI giorno, scegliendo di seguire la Via dell'eccellenza che ha tracciato Gesù per noi.

Sul servire assieme

Abbiamo imparato che:

1. Dobbiamo accettare di essere serviti

Dobbiamo imparare ad accettare che altri ci aiutino.Se non lo facciamo, stiamo peccando di orgoglio:

“Dio si oppone agli orgogliosi, ma tratta con bontà gli umili.” (Giacomo 4:6 TILC)

2. Dobbiamo servire gli altri

Se non stiamo servendo, allora stiamo peccando di egoismo. Ricordate che 58 volte è scritto nel NT “gli uni gli altri”.

“Mentre dunque abbiamo l'opportunità, facciamo del bene a tutti, ma principalmente a coloro della famiglia della fede.” (Galati 6:10 ND)

Dobbiamo fare del bene a tutti, ma partiamo da coloro che abbiamo più vicini, la nostra famiglia di chiesa.

Se vuoi essere aiutato per primo, allora frequenta il tuo piccolo gruppo assiduamente, la tua chiesa assiduamente, APPARTIENI alla famiglia di chiesa: non è sufficiente credere in Cristo, ma devi appartenere alla sua famiglia per ottenere tutti i benefici che ti sono riservati quando sei un “membro” della famiglia.E non puoi appartenere alla “chiesa” in generale (la chiesa universale), ma devi appartenere a UNA chiesa locale, ad UNA specifica famiglia!

3. Dobbiamo servire insieme

“Noi, infatti, siamo collaboratori (dal lat. “laboro + cum = lavoro assieme) di Dio” (1 Corinzi 3:9a)

Molti di voi hanno cominciato a lavorare assieme grazie a questa campagna; nei piccoli gruppi, state imparando assieme, e presto lavorerete assieme a progetti specifici.

Come vostro pastore, voglio dirvi “grazie”, perché avete capito il valore del lavorare assieme in piccolo piuttosto che in un mega gruppo o la domenica; perché avete aperto le vostre case, offerto pasticcini e bevande, dato amore e calore gli uni agli altri.  Sono FIERO della mia chiesa!

Più di una volta mi avete sentito dire che la preghiera più pericolosa da fare a Dio è “usami”! E' la preghiera che ho fatto io all'età di otto anni. Dio ha preso sul serio quella mia preghiera, ed ha continuato ad inseguirmi per accontentarmi per ventitré anni!

Ma c'è una preghiera altrettanto pericolosa: “qualsiasi”: qualsiasi cosa tu mi chieda, in qualsiasi posto tu mi voglia,in qualsiasi momento tu decida… io lo faccio! Per potermi usare, Dio deve avere la mia PIENA disponibilità, ed io devo avere PIENA fiducia che quello che egli mi chiede è per il bene mio e del mio prossimo.

Sul raggiungere il mondo

Abbiamo imparato che:

1. Il test di quanto seguo Cristo è il come tratto gli altri

“Il cristiano che è puro e senza macchia, secondo Dio Padre, è quello che soccorre gli orfani e le vedove e resta fedele al Signore” (Giacomo 1:27a PV)

Il test per la tua fede non è dire quello che credi,ma fare quello che Gesù ti chiede di fare agli altri.

Il motivo per cui è nata questa chiesa, non è per avere un “club” esclusivo dove incontrarci, ma quello di raggiungere le persone delle città da dove proveniamo con l'amore di Gesù.

“Infatti le Scritture affermano:  « Chiunque invoca il nome del Signore sarà salvato ».    Ma come potranno chiedergli di essere salvati, se non credono in lui? E come possono credere in lui, se non ne hanno mai sentito parlare? E come possono sentir parlare di lui, se qualcuno non lo fa?” (Romani 10-13:14 PV)

E la risposta è: “non possono!” La risposta a questa affermazione è: “Questa chiesa lo fa!”

Potresti chiedermi; “Si, Marco, ma dove sono i “numeri?” Io ti risponderei: sai quanto ci vuole a far crescere un fungo? Una notte! E sai quanto ci vuole per far crescere una quercia? Cento anni! Cosa vuoi veder crescere, un fungo... o una quercia?

Siamo stati piantati da meno di 8 anni, siamo passati da ,4 a 10, a 30, a 15 membri. Ora siamo poco meno di trenta di nuovo;  ma soprattutto, questa è la stagione dove stiamo mettendo radici profonde che porteranno il frutto nella stagione del raccolto.

Questa chiesa è nata dove mai nessuna chiesa era mai stata piantata, sulla base di un versetto di Salmi:

“Chiedimi e ti darò in eredità le genti e in tuo dominio le terre più lontane.” (Salmo 2:8 CEI)

Cosa significa questo versetto? Dio sta dicendo :” se sei coraggioso abbastanza ed hai amore a sufficienza di chiedermi il privilegio di condividere la Lieta Novella con gli altri, io ti concederò il privilegio. Tu sarai tra coloro che diffonderanno il Vangelo nel mondo.” E  noi sappiamo che Gesù vuole che ognuno abbia almeno una volta nella vita la possibilità di udire della salvezza che è in Lui.
Solo allora tornerà, e il tempo sarà compiuto.

Io molto tempo fa ho pregato “usami”: Dio mi ha preso sul serio, è stato consistente e tenace da non mollarmi mai anche nei momenti più bui della mia esistenza, quando sono fuggito lontano da lui. Alla fine mi sono stancato di fuggire, e mi sono fermato.

Ma mancava ancora una preghiera da fare per vedere il miracolo accadere: “qualsiasi”:qualsiasi cosa mi chiedi, Signore, la mia risposta è “SI”;

  • anche se mi chiedi di sfidare le mie tradizioni familiari cattoliche,
  • anche se mi chiedi di essere preso in giro dai miei migliori amici,
  • anche se mi chiedi di imparare a parlare davanti alla gente, nonostante sia timido;
  • anche se mi chiedi di andare negli Stati uniti per completare gli studi, nonostante odi viaggiare a lungo.

Qualsiasi cosa tu mi chieda, la mia risposta è “si”!

Questa chiesa è la promessa di benedizione adempiuta da Dio in risposta al quel mio “usami” e a quel mio “qualsiasi”. La gloria spetta a lui, non ha un servo recalcitrante come sono stato io (e come spesso sono ancora!)

Riesci a capire quale privilegio sia essere parte del lavoro di Dio nel mondo, nella tua nazione, nel tuo paese? Che il Dio dell'Universo abbia scelto te e me e normali essere umani con tutti i loro sbagli, dipendenze, problemi,e paure ed abbia detto: “Io voglio usarti per una causa più grande di te stesso. Ed essa avrà ripercussioni sulla durata stessa dei tempi, e sul ritorno di Gesù.” ?

Se pensi esita qualcosa di maggiormente significativo nella vita, ti prego di dircelo ora, perché NULLA ha più significato dell'adempiere agli scopi di Dio per la tua vita. Tu sei stato fatto Da dio e per Dio, e fino a che non capirai questo la tua vita non avrà un senso. E Dio ti ha scelto per usarti nella sua chiesa in maniera potente.

E ora?

Cosa succede ora, alla fine della campagna “Insieme è meglio”? Ci sono tre cose che voglio tu faccia.

1. Continua ad essere fedele

“Non trascuriamo le nostre riunioni di chiesa, come fanno certuni regolarmente; incoraggiamole invece, esortandoci a vicenda” (Ebrei 10:25a PV)

Continua a venire la domenica, continua ad incontrarti nel tuo piccolo gruppo

2. Continua a mettere in pratica il Vangelo

“Continuate a mettere in pratica tutto ciò che avete imparato, ricevuto, udito e visto in me. E il Dio della pace sarà con voi.” (Filippesi 4:9a PV)

Non solo devi continuare ad incontrarti, ma devi continuare ad applicare ciò che impari alla tua vita:
continua ad avere un periodo di meditazione giornaliero; continua a leggere quotidianamente delle riflessioni bibliche; continua a leggere quotidianamente la Bibbia.

3. Prega per le altre chiese nella provincia di Viterbo

“Per prima cosa pregate che il messaggio del Signore continui a diffondersi e sia glorificato come lo è fra voi.” (2 Tessalonicesi 3:1 PV)

Il Signore è da molto che mi ha messo un peso sul cuore per vedere le chiese di questa provincia che si incontrano e pregano assieme; prega che Dio protegga questo.

Preghiamo.

Caro Padre, ti voglio ringraziare per tutto quello che hai fatto nelle nostre vite. Grazie per averci creati, per averci salvati, per averci dato uno scopo nella vita e per averci garantito una casa in Cielo.

Vogliamo oggi dirti il nostro grazie per quello che tu sei, per ciascuno di noi, per la nostra famiglia di chiesa e per il privilegio di essere parte dei tuoi piani di salvezza per il mondo. Grazie che possiamo adorare insieme, servire insieme, condividere te insieme, crescere insieme ed avere comunione fraterna insieme.

Se tu che mi ascolti sei stato colpito oggi, se il Signore ti ha parlato attraverso le mie parole: prega assieme a me questo:

Signore, ti chiedo di usarmi, in qualsiasi modo tu voglia. La mia risposta a te è e sarà sempre “si”. Usami Signore. Qualsiasi cosa tu mi chieda. Usami!

Questo lo prego nel tuo santo nome, Gesù.

Amen

05 maggio 2013

Come vivere generosamente

Per avere una vita benedetta devo vivere una vita generosa. Per essere benedetto devo io essere benedizione agli altri.

---

Cosa significa la parola “koinonia”? Nel Nuovo Testamento è tradotto con:

  • comunione fraterna;
  • partecipazione; contributo;
  • generosità.

Perché vi parlo di questa parola “strana”? Perchè “koinonia” è l'essenza della chiesa di Cristo, senza comunione fraterna, senza partecipazione, senza contribuzione, senza generosità, una chiesa non ha ragione di esistere.

Alcuni esempi della parola “koinonia”

Dopo aver lasciato la Macedonia, nessuna chiesa, eccetto la vostra, ha avuto con me rapporti così stretti di dare e avere (koinonia).” (Filippesi 4:14 PV) 

“Non dimenticate poi di esercitare la beneficenza e di mettere in comune (koinonia)ciò che avete; perché è di tali sacrifici che Dio si compiace.” (Ebrei 13:16) 

“Con molta insistenza ci hanno pregato di prendere il denaro, per poter partecipare anche loro alla gioia di aiutare (koinonia) i cristiani di Gerusalemme.” (2 Corinzi 8:4 PV)

“Raccomanda... di essere pronti a dare (koinonia) a chi è nel bisogno” (1 Timoteo 6:18 PV)

Tutto ha a che fare con la generosità di ciascuno di noi.

Un famoso psichiatra, Karl Menninger, fondatore di un celebre ospedale per la cura delle malattie mentali negli Stati uniti , ha affermato:”La generosità è una delle componenti essenziali della salute mentale. Abbiamo osservato che le persone generose raramente hanno disturbi mentali.”

I. Perché Dio vuole che sia generoso?

1. La generosità crea comunione

“Dio vi dà tutto con abbondanza perché siate generosi. … non serve soltanto ad aiutare i credenti di Gerusalemme che sono poveri, ma anche a fare in modo che molti ringrazino Dio.” (2 Corinzi 9:11-12 TILC)

Quando siamo generosi gli uni gli altri, noi ringraziamo Dio per averci dato la possibilità di dare
l'altro ringrazia Dio per aver ricevuto e tutti e due ci troviamo vicini a ringraziare lo stesso Dio per lo stesso motivo, il dare ed il ricevere. Questo crea comunione tra chi da e chi riceve!

Gesù ha affermato questo:

“Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.” (Matteo 6:21)

In altre parole, tutto ciò  in cui io metto il mio tempo, il mio danaro, i miei sforzi, le mie energie, tutto ciò in cui io “investo” di me stesso, quello diventerà il mio magnete: il tuo lavoro, la tua famiglia, la tua casa, il tuo hobby. Ma se metto il mio tesoro nell'essere generoso, allora il mio cuore risiederà all'interno della generosità stessa.

Ogni volta che sono generoso con qualcuno di voi, o sono generoso con un povero, o sono generoso con qualsiasi altro, il mio cuore tende ad essere li...ma lì incontro già qualcuno, colui che è da sempre con coloro che sono ultimi, afflitti, bisognosi di cure ed amore; Dio!

Ogni volta che faccio questo il mio cuore si avvicina a quello di Dio... e a quello della persona con cui sono generoso. E' questo quello che forma la comunione: io e te, uniti assieme a Dio.

I primi componenti della prima chiesa esistita al mondo erano famosi per la loro generosità;

“Tutti i credenti vivevano d’amore e d’accordo; nessuno considerava suo ciò che possedeva, ma tenevano tutto in comune.” (Atti 4:32 PV)

Erano una famiglia!

Sei felice quando vedi i tuoi figli che sono generosi gli uni verso gli altri? Certamente si!  E' la prima cosa che ci affanniamo ad insegnare loro: essere generosi. Allo stresso modo Dio è felice quando ti osserva essere generoso verso gli altri.

2. La generosità sconfigge il materialismo

Più sono generoso verso di te, più sconfiggo il materialismo nella mia vita. Noi viviamo in una cultura dove siamo visti per ciò che abbiamo, non per ciò che siamo. Gli stessi oggetti e servizi creati per noi lo dicono: iPhone, iPad, MySpace, Youtube. Spendiamo soldi che non abbiamo per avere cose che non ci servono per impressionare persone che non ci piacciono.

L'unico antidoto al materialismo è la generosità. Ogni volta che sei generoso, tu vinci una battaglia spirituale nel tuo cuore. Il tuo cuore diventa più largo, cresce. Rompe la logica che ti dice: “avere, avere, avere!”.

Se hai dei figli, i tuoi figli DEVONO vedere te che dai; devono vedere che tu sei generoso (o generosa), perché di certo non lo apprenderanno da scuola, e neppure dalla società.

Gesù ci ha detto:

“Non potete servire due padroni: Dio e il denaro.” (Matteo 6:24a PV)

Notate che Gesù non dice “non dovreste”, “non è bene che”... ma che non puoi: è letteralmente impossibile. O.... o! Non puoi avere due numeri uno come priorità nella tua vita. Non puoi amarre allo stesso tempo tua moglie e un'altra con la medesima intensità: o... o.

3. La generosità rafforza la mia fede

“Quelli che aiutate ...loderanno Dio per questa dimostrazione pratica della vostra ubbidienza al Vangelo di Cristo.” (2 Corinzi 9:13 PV)

Ubbidire al Vangelo è una dimostrazione pratica della fede che abbiamo in Gesù; e quando sono generoso

  • a) la mia fede viene rafforzata dalla pratica;
  • b) altri loderanno Dio.

Nella Bibbia ci sono più promesse circa il dare di qualsiasi altro argomento.

“Ma ricordatevi: se date poco, avrete poco. Un contadino che semina soltanto pochi semi, avrà un piccolo raccolto; ma se semina molto, mieterà molto.” (2 Corinzi 9:6 PV)

Il contadino non semina per avere la medesima quantità di semi che metto nella terra, ma quanto più semina, tanto più ottiene. Ma se semina pochi semi, già sa che otterrà poco.

Prima o poi sarò costretto a fermarmi e chiedermi: “Ci credo davvero a questa promessa?”
La mia natura come uomo è quella di accumulare, stoccare, ammassare, mettere in silos, riempire, tutto per  me... tutto perché vivo nella paura di “non avere abbastanza”...

Gesù dice l'esatto contrario: dai con fede, e attendi il mio premio alla tua fede!

Non so perché, ma Dio ha deciso che la cartina di tornasole del credente sono i soldi: molte persone sono grandi credenti... fino a che non arrivano alla prova dei soldi!

Un pastore ha raccontato questa storia circa il dare ed il ricevere:

“Una volta ho portato mio figlio da Mc.Donalds e gli comperato una porzione maxi di patatine. Tornado in macchina l'odore era così invitante che ho allungato la mano ed ho preso una patatina dal box che aveva in mano mio figlio. Lui si è molto arrabbiato: “Queste sono le MIE patatine, papà!”

Per prima cosa, mio figlio aveva dimenticato che IO ero la fonte di TUTTE le sue patatine: Io l'ho fatto entrare in macchina, IO l'ho portato da Mc Donalds,  IO ho fatto l'ordine, IO ho pagato le patatine, IO glie le ho date, IO lo stavo riportando a casa. Se non fosse stato per me, lui non avrebbe avuto alcuna patatina fritta. Tutto era a causa mia, il grande datore di patatine!

Secondo, mio figlio non aveva capito che io avrei potuto togliere in un istante TUTTE le “sue” patatine, oppure che avrei potuto comperagli un camion di patatine se avessi voluto: Io avevo il potere di fare entrambe le cose.

Terzo, lui non aveva capito che ha me non servivano le “sue” patatine; avrei potuto facilmente averne anche per me, due camion pieni!

Quello che avevo voluto insegnargli era, semplicemente, come essere generoso.”

  • Dio è il motivo di OGNI nostra benedizione, di ogni nostro respiro.
  • Dio può decidere se dare o togliere in qualsiasi istante.
  • Dio non ha bisogno dei miei soldi, ma attraverso essi mi vuole insegnare come essere generoso, per il Mio bene.

“E Dio è capace di contraccambiare, dandovi tutto ciò di cui avete bisogno e anche di più, in modo che non ce ne sia soltanto a sufficienza per far fronte ai vostri bisogni, ma in abbondanza da poterne dare con gioia anche agli altri.” ( 2 Corinzi 9:8 PV)

Dio non cerca i tuoi soldi (che sono i SUOI soldi), ma cerca persone che siano un “canale” tramite cui far giungere sovvenzioni a coloro che sono nella necessità.. per far crescere la fede in chi dà e in chi riceve.E' per questo che in questa chiesa non parliamo mai della “raccolta di fondi”, ma della raccolta di fede”

4. La generosità è un investimento per l'eternità

“Io vi dico: ogni ricchezza puzza d'ingiustizia: voi usatela per farvi degli amici; così, quando non avrete più ricchezze, i vostri amici vi accoglieranno presso Dio.” (Luca 16:9 TILC)

Ogni volta che sei generoso con un povero, con un amico, con un vicino, con qualcuno; ogni volta che dai il tuo tempo, i tuoi soldi, i tuoi sforzi i tuoi doni, Dio stesso afferma che stai maturando un tesoro in Cielo.

“Raccomanda ai ricchi di servirsi del proprio denaro per fare del bene, arricchendosi di opere buone, e di essere pronti a dare a chi è nel bisogno e a dividere con altri qualsiasi cosa Dio ha dato loro.  Così facendo, si metteranno da parte un vero tesoro in cielo; e questo è l’unico sicuro investimento per l’eternità. Vivranno inoltre una vita cristiana fruttifera qui in terra.” (1 Timoteo 6:18-19 PV)

Ogni volta che investi tempo, denaro, impegno, doni, altro, ogni volta che sei generoso Dio si ferma e dice; “Questo è il mio ragazzo! Questa è la mia ragazza!”

5. La generosità mi dà benedizioni in cambio

“Dagli generosamente e, mentre gli doni, il tuo cuore non si rattristi. Proprio per questo, infatti, il Signore, tuo Dio, ti benedirà in ogni lavoro e in ogni cosa a cui avrai messo mano.  “(Deuteronomio 15:10 CEI)

Voglio domandarti: ci credi?

La mia esperienza è questa: Dio mi ha chiesto di dare una grossa cifra pari alla rata del mio mutuo di casa una volta estinto...e da allora le benedizioni per me e per la mia famiglia non hanno cessato di giungere.

6. La generosità produce felicità

“C’è più felicità nel dare che nel ricevere.” (Atti 20:35b PV)

Chi è più felice nella vita? L'avaro o il generoso? Mai conosciuto un avaro felice!
Sono sempre preoccupati di perdere, di chi gli ruba, di non ottenere lo stesso prezzo di un'altro.
Gli avari non sono buoni clienti di nessun negozio... e non ottengono gli stessi sconti dei generosi!
In questa chiesa vedo tanti sorrisi... poche persone ricche, ma tanti sorrisi... e vorrei vedere TUTTI sorrisi...

7. La generosità  mi rende più simile a Dio

“Noi tutti abbiamo avuto benefici dalle ricche benedizioni che Cristo ci ha portato; una benedizione dopo l’altra.” (Giovanni 1:16 PV)

Dio è generoso: e per diventare come lui noi dobbiamo essere generosi. Dio è uno che da:

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio” (Giovanni 3:16a)

Puoi dare senza amare, ma non puoi amare senza dare; dare è l'essenza dell'amore e della comunione fraterna. E' per questo che la Bibbia è un libro che parla soprattutto del dare.

Nella Bibbia:

  • la parola “credere” è usata 272 volte;
  • la parola “pregare” 371;
  • la parola “amore” 714;
  • ma la parola “dare” è usata 2162 volte!

Dare, essere generosi, è il modo più biblico di crescere nella Parola di Dio e di adempierla! E cresciamo quando capiamo che...

“Tutte le cose infatti vengono da te, e noi ti abbiamo semplicemente dato ciò che abbiamo ricevuto dalla tua mano.” (1 Cronache 29:14 ND)

II. Come posso praticare la generosità?

Tutto comincia col nostro cuore; Dio è interessato a ciò che facciamo piuttosto a quanto facciamo;

“Se ciò che offrite lo date volentieri, allora non importa quanto potete dare. Dio vuole che diate ciò che avete, non ciò che non avete.” (2 Corinzi 8:12 PV)

Dio sta dicendo: “Non mi importa quanto dai, mi importa COME lo dai; se con i denti stretti, o con un sorriso. Se come una ferita, o come una gioia”.

2 Corinzi 9 ci parla specificatamente di quatto attitudini chiave del nostro cuore quando noi diamo:

“Ognuno dia ciò che ha deciso in cuor suo, ma non di malavoglia, né per forza, perché:  « Dio ama chi dona serenamente ».” (2 Corinzi 9:7 PV)

1. Pensa a quanto dare

Non pensare che la cosa più spirituale che tu possa fare è prosciugare il tuo conto in banca. Devi prima pensare a quanto vuoi dare; e per pensare davvero in modo biblico prima ci devi pregare su e chiedere a Dio. Dio vuole che tu abbia un proposito e un piano anche nel dare.

2. Dai con entusiasmo

Non con riluttanza, non con uno spirito di colpa “Io DEVO dare! SE non do Dio mi fulmina!”. Ma dai perché sai ciò che Dio farà nel tuo cuore e nella tua vita. Ho scoperto che più do con entusiasmo, più divento entusiasta nella mia vita.

3. Dai volontariamente

Non dare per “pressione”, ne mia né di altri; Dio non benedice il dare per pressione, è per questo che nessuno in questa chiesa ti obbligherà mai a dare, ma ti incoraggeremo a dare per il tuo stesso bene!

Quando c'è qualcuno che ti spinge a dare...non dare!  Dio non benedirà il tuo dare! Ma tutte le volte che Dio ti sfida a dare,  allora sarebbe meglio per te dare!

4. Dai con gioia

La mia chiesa mi piace, perché ci piace ridere e scherzare assieme, perché non si comincia mai in orario perché ci piace parlare e sorridere assieme. La medesima gioia la dobbiamo avere quando diamo per il Signore. Talvolta non è semplice, è una sfida.

Una chiesa aveva bisogno di costruire una nuova struttura perché quella che aveva era diventata troppo piccola. Uno dei responsabili un giorno disse ai fedeli convenuti: “Ho una notizia buona e una cattiva. Quella buona è che abbiamo già abbastanza denaro per costruire la nuova struttura. Quella cattiva è che la cifra è ancora nei vostri conti correnti bancari.”

III. La fonte della generosità

Celebrerai la festa delle Settimane in onore del SIGNORE tuo Dio, mediante offerte volontarie, che presenterai nella misura delle benedizioni che avrai ricevute dal SIGNORE tuo Dio.” (Deuteronomio 16:10)

La fonte della mia e della tua generosità deve sgorgare dal ricordare: ricordare che Dio mi ha e ci ha benedetti, e deve essere progressiva in base a quanto Dio ci ha benedetti.

“Voi conoscete, infatti, la generosità del nostro Signore Gesù Cristo che, per amor vostro, lui che era ricco, divenne povero, perché, per mezzo della sua povertà, voi poteste diventare ricchi.” ( 2 Corinzi 8:9 PV)

Paolo nono stava parlando di danaro, ma della VERA ricchezza della vita: il Dio dell'universo, che rende umile se stesso tanto da venire sotto forma di un uomo chiamato Gesù. Ed egli è sceso per pagare per tutti i peccati di tutte le persone che avrebbero creduto in lui. Ricordate l'ultima frase di Gesù sulla croce?

“Dopo che Gesù n’ebbe bevuto, disse: « Tutto è compiuto », chinò il capo e morì.” Giovanni 19:30 PV)

La parola che qui è tradotta con “compito” è “teleo”, ed era quella che diceva l'esattore delle tasse quando i contribuenti andavano a pagare perché fosse annotato il loro pagamento sul registro.

Teleo. E' pagato. Non devi più nulla. Gesù ha pagato TUTTO per te! Deuteronomio dice che devi presentare offerte volontarie proporzionali alle benedizioni ricevute. Dio ti chiede di essere generoso proporzionalmente a quanto lui è stato Generoso verso di te.

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:16)

Questa deve essere la fonte della tua generosità.

Prima di prendere gli elementi che ricordano il sacrificio di Gesù, vuoi pregare assieme a me queste parole?

“ Caro Dio, io so che tutto ciò che co è un dono tuo; io non avrei nulla se tu non fossi stato generoso con me. So che tu vuoi io impari ad essere come te. Per questo ti chiedo di aiutarmi a ricordare che ogni volta che sono generoso io sto creando comunione con gli altri, sto sconfiggendo il mio materialismo e sto rafforzando la mia fede. Aiutami a vedere la generosità come un investimento per l'eternità. 

Gesù, so che non sarò mai capace di ripagare ciò che hai fatto per me, a voglio imparare ad essere generoso come te, a dare con entusiasmo volontariamente e con gioia. Io prendo questo pane, che rammenta il tuo corpo sulla croce, e bevo questo vino, che rammenta il tuo sangue versato per me, come simboli della mia rinnovata volontà di essere generoso, di essere generosa, così come tu lo sei stato verso di me.

Nel tuo santo nome, questo io prego. Amen."

So bene che non è una predicazione che può cambiare la vita; e anche Gesù lo sapeva:

"Se sapete queste cose siete beati (o felici) se le fate." (Giovanni 13:17) 

La mia preghiera è che voi possiate mettere in pratica questi principi sul dare nelle vostre vite per avere una vita benedetta.
Leggi le informazioni sull'uso dei cookies