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28 aprile 2013

Come servire insieme

Dio ci ha messo sulla terra non per occupare semplicemente spazio, ma per renderla un posto migliore. E possiamo raggiungere questo scopo servendolo insieme ad altri, formando una squadra unita dal suo amore.
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Dio non ci ha creati per vivere una vita egoistica, ma ci ha creati per far si che il mondo sia un luogo migliore. E vuole che lo facciamo servendo Lui: ricordate che la terra è la prova generale di quello che faremo per l'eternità.

Come posso servire Dio?

C'è un solo modo:  servire gli altri.

Ogni volta che usi il tuo tempo, i tuoi doni e i tuoi talenti, la tua energia, le tue risorse, la tua esperienza, quello che noi chiamiamo SHAPE (o FORMA: doni spirituali, cuore, abilità, personalità, esperienza) per aiutare qualcun altro, tu stai servendo Dio. La Bibbia chiama questo “ministero”.

Al contrario di molte chiese, noi crediamo che OGNI credente sia un ministro. Paolo afferma questo:

“Se veramente c’è in voi affetto e comprensione, allora fatemi davvero felice amandovi a vicenda e vivendo in perfetto accordo, collaborando insieme uniti da uno stesso sentimento, una stessa anima e uno stesso scopo.” (Filippesi 2:2 PV)

Perché per servire Dio devo servire assieme ad altri?

Ci sono tre motivi:

1. Perché siamo una famiglia

“Ora davanti a Dio voi non siete più stranieri né ospiti, ma fate parte del popolo e della famiglia di Dio, come ogni altro cristiano.” (Efesini 2:19 PV)

Far parte della medesima famiglia di cui Dio è il padre è una cosa importante.

2. Perché abbiamo bisogno gli uni degli altri

Nessuno di noi possiede TUTTI i doni e TUTTI i talenti, ma assieme possiamo lavorare affinché l'intero corpo di Cristo, la chiesa, di cui ciascuno di noi è una parte, possa funzionare al meglio.

“Insieme formiamo il corpo di Cristo e, individualmente, ognuno di noi ha una funzione diversa da svolgere. Quindi apparteniamo gli uni agli altri, e ognuno ha bisogno di tutti gli altri.”  (Romani 12:5 PV)


3. Perché assieme facciamo di più

“Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica.” (Ecclesiaste 4:9)

Questo si chiama “lavoro di squadra”. Dio ti vuole usare, ma soprattutto vuole usarti in una “squadra”, soprattutto vuole che ti la smetta di pensare “io non ho un gran che da dare”, perché quello che tu non reputi un gran che:
  • a) è un dono di Dio
  • b) è una parte del lavoro che messo assieme alle altre parti crea l'opera di Dio.
Una squadra di rugby è composta da 15 giocatori e ognuno è indispensabile; ma bisogna avanzare tutti assieme ed arretrare tutti assieme per far si che non ci sia un “buco” dove l'avversario possa infilarsi.

Anche se ti sembra di non fare niente perché la palla è lontana da te, il tuo compito è di stare in linea con gli altri per non concedere  lo spazio agli  avversari di passare. E ci si sente fieri di far parte della squadra anche se non segni il punto, perché sei PARTE della squadra.

COSA SERVE PER SEVIRE COME UNA SQUADRA

Anche questa volta, i principi biblici non sii applicano solo all'ambito della chiesa: lo puoi applicare al lavoro, a scuola, in famiglia, ecc.

I. Per servire come una squadra serve...

FIDUCIA

La fiducia è la colla emozionale che ti fa restare vicino ai tuoi amici, alla tua famiglia, al tuo piccolo gruppo. Senza di essa non potrai ottenere quella relazione intima che Dio vuole tu abbia con le persone.

“Timòteo, custodisci con cura tutto quel che ti è stato affidato.” (1 Timoteo 6:20 TILC)

Paolo aveva avuto fiducia in Timoteo; gli aveva affidato dei compiti. Il primo passo per costruire una squadra è condividere le responsabilità. E' per questo che in chiesa Marco e Berni non fanno tutto, ma fanno poche cose. E in futuro ne faranno sempre di meno!

Nel rugby OLD, se non passo la palla dopo 20 metri mi fermano e mi danno punizione contro, perché TUTTI devono poter giocare, non solo alcuni.

Cos'è che devi avere il coraggio di affidare nella tua famiglia, al lavoro, nel tuo piccolo gruppo? Cos'è che devi avere il “coraggio” di passare ad altri? Sappi che la fiducia crea fiducia; se vuoi far crescere qualcuno devi affidargli alcuni dei tuoi compiti.

Come posso diventare una persona affidabile?

“Molti pretendono di essere leali, ma una persona fidata chi la troverà?” ( Proverbi 20:6)

1. Essendo costante

Gran parte delle persone non amano le sorprese: mia moglie l'ha scoperto di me nel peggiore dei modi, quando mi ha organizzato una festa a sorpresa per i miei 40 anni...e io ho evidentemente non ho gradito.

La costanza è una dote che quasi tutti apprezzano; è quella su cui si fonda il commercio; acquisire una fetta di clienti fedeli che ritornino costantemente e non amino cambiare.

La Bibbia ci dice che Dio vuole insegnarci la costanza servendo Lui:

“Chi è fedele nelle cose minime, è fedele anche nelle grandi” (Luca 16:10a)

Dio non ti sta chiedendo di essere costante in impegni gravosissimi, ma di esserlo in quelli “minimi”, quelli che affronti tutti i giorni, comportandoti sempre allo stesso modo (ovviamente, comportandoti “bene”).

2. Essendo riservato

Le persone si affidano a coloro che sanno tenere per se un segreto. Quello che si dice in famiglia rimane in famiglia, quello che si dice nel piccolo gruppo rimane nel piccolo gruppo.

“Chi va sparlando svela i segreti, ma chi ha lo spirito leale tiene celata la cosa.” (Proverbi 12:13)

Fai pettegolezzi quando non sei né parte del problema né parte della soluzione.

3. Essendo vicino/a

Devi passare tempo con le persone per poter guadagnare la loro fiducia. Difficilmente diamo fiducia a chi non conosciamo.

“Un amico ti ama in ogni circostanza, è un fratello nel giorno dell'avversità.” (Proverbi 17:17 TILC)

Il tempo crea la fiducia, e la fiducia richiede tempo; si può perdere la fiducia in qualcuno molto rapidamente, ma ci vuole molto tempo per guadagnarsela. E per guadagnare fiducia devi passare tempo con le persone.

II. Per servire come una squadra serve...

EMPATIA

Empatia è quando tu riesci ad immedesimarti in ciò che vive e prova l'altro così come se stesse accadendo a te.

“Infine siate tutti di una sola mente, compassionevoli, pieni di amor fraterno, misericordiosi e benevoli.” (1 Pietro 3:8 ND)

Per avere una squadra che funzioni, tutti devono sapere cosa sta pensando l'altro in quel momento.
Allo stesso modo, come credenti dobbiamo sforzarci di pensare non come pensiamo noi, ma come pensa l'altro quando è sotto pressione. In questo modo:

  • eviteremo di giudicare l'altro. “Io avrei fatto così”,
  • l'altro si sentirà compreso,
  • e soprattutto non si sentirà in colpa per quello che prova.

Come posso avere empatia?

1. Rallenta

La velocità distrugge l'empatia: più rapidamente mi muovo, meno vedo. (aereo/treno/bici/piedi)

“Fratelli miei carissimi: che ogni uomo sia pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all'ira.” (Giacomo 1:19)

Si stima che un uomo riesca a comprendere circa 650 parole al minuto; ma che allo stesso tempo non riesca a dirne più di 150 al minuto. C'è una distanza di 400 parole che molto tentano di colmare con “altro”: “Si ti ascolto” e leggo il giornale/guardo la tv, gioco col tablet... Molte volte mia moglie mi dice qualcosa prima di uscire, io rispondo “si cara!”... per poi accorgermi che non ho capito cosa voleva... quando è ormai partita!

2. Fai domande

“I pensieri umani sono come acqua  profonda; chi è intelligente sa attingerla.” (Proverbi 20:5 TILC)

A scuola  coloro che volevano dimostrarsi intelligenti non facevano mai domande...mentre coloro che facevano domande prendevano 8!

Allo stesso modo,  fai domande; vai oltre il “comestai – benegrazie”; se solo chiedi due volte quel “Come stai?”, vedrai che la risposta sarà differente. E non essere spaventato dal silenzio... aspetta!
La parola è una chiave, ma il silenzio è un grimaldello”. (Gesualdo Bufalino)

3. Mostra l'emozione

“Rallegratevi con quelli che sono allegri; piangete con quelli che piangono.” (Romani 12:15)

Empatia è più di dire :”mi dispiace” è mostrare che realmente ci dispiace.
C'è un solo modo di fare questo: guardare chi hai dinanzi non con i tuoi occhi... ma con quelli di suo padre, con gli occhi di Dio. E per fare questo devi pensare come pensa suo padre...

Leggi la Bibbia!

III. Per servire come una squadra serve ...

SPAZIO

“Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini.” (Romani 12:18)

Fare spazio significa lasciare che l'altro possa esprimere se stesso, non aspettandomi che sia un mio “clone”, ma facendo il possibile, per quanto dipende da me... Ma tutto questo “se”.

Alcune volte, per quanto facciamo il possibile, non è possibile, perché abbiamo a che fare con esseri umani imperfetti e talvolta feriti.

Come posso fare spazio all'altro?

1. Dando spazio ai bisogni l'uno dell'altro

“Non dobbiamo cercare il nostro piacere, ma quello degli altri, in modo di fare il loro bene e di aiutarli a progredire nella fede.” (Romani 15:2 PV)


Potresti dire: “Io dovrei pensare ai bisogni dell'altro, quando non riesco a pensare neppure ai miei”?
Avresti ragione! Ma il fatto è che da soli non potremo mai provvedere ai nostri bisogni...ma assieme si!
E' per questo che Dio ha disegnato una famiglia speciale che si chiama chiesa!

2. Dando spazio alle idee l'uno dell'altro

“Chi è intelligente cerca di conoscere, chi è saggio è sempre pronto a imparare.” (Proverbi 18:15 TILC)

Sii pronto ad imparare nuove cose...e l'unico modo per imparare nuove cose è ascoltare le idee degli altri.

3. Dando spazio alle personalità l'uno dell'altro

“Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi.” (Romani 12:6 CEI)

A ognuno di noi sono stati doni differenti, e per esercitarli dobbiamo avere differenti personalità:
se uno ha ricevuto il dono di saper evangelizzare, gli sarà stata data anche la personalità estroversa per farlo. Se ha ricevuto il dono di sapienza, avrà anche la personalità calma e riflessiva per utilizzarlo, ecc.

Ricordiamoci che l'altro non è un nostro clone, e che siamo parti di un medesimo corpo ma con funzioni differenti.

“Dio ha dato ad ognuno di voi particolari capacità: fate in modo di servirvene per aiutarvi a vicenda, mettendo così al servizio degli altri i doni che avete ricevuto da Dio” (1 Pietro 4:12 PV)

4. Dando spazio agli errori l'uno dell'altro

“Siate sempre umili e gentili, pazienti l’uno verso l’altro, e sopportate i reciproci errori con amore.” Efesini 4:2 PV)

Hai mai pensato “ora che credo in Gesù non commetterò più i vecchi errori”? Si? Complimenti, sei in buona compagnia! Ci sei riuscito ? No? Complimenti, sei di nuovo in buona compagnia!

Siamo tutti peccatori bisognosi di grazia, non di giudizio, perché l'unico che ha il diritto di giudicarci è Dio, che ha semplificato il tipo di giudizio:

  • In Cristo = perdonato
  • Non in Cristo = condannato.

IV. Per servire come una squadra serve una...

MISSIONE

Per formare una squadra basta mettersi assieme. Ma per far durare una squadra c'è bisogno di altro:
c'è bisogno di avere una causa, uno scopo, una missione.

Lo scopo della mia squadra di rugby Old, non è solo stare assieme, giocare assieme, divertirsi assieme:
il vero scopo che la unisce sono i soldi che riusciamo a raccogliere per donare alla Croce Rossa o ai reparti pediatrici. Senza di quello avremmo già smesso da un bel pezzo.

Nella chiesa, nei piccoli gruppi, accade lo stessi: devi essere una squadra condotta da propositi.

“Fatemi davvero felice amandovi a vicenda e vivendo in perfetto accordo, collaborando insieme uniti da uno stesso sentimento, una stessa anima e uno stesso scopo.” (Filippesi 2:2 PV)

Sottolineate la parola “vivendo”: non è qualche cosa che può accadere una volta e via, ma deve diventare uno stile di vita, un “modus operandi”, devi metterci del tuo perché non viene naturale. Come?

“Non trascuriamo le nostre riunioni di chiesa, come fanno certuni regolarmente; incoraggiamole invece, esortandoci a vicenda.” (Ebrei 10:25a PV)

Semplicemente, non smettendo di fare quello che fate durante questi 40 Giorni: incontrarvi nelle case, studiare assieme la Parola di Dio, partecipare ai culti la domenica. Mantenendo questo avrai un gruppo che continuerà a imparare insieme, ad avere comunione fraterna insieme, a raggiungere gli altri insieme e a servire insieme. Abbiamo bisogno gli uni degli altri, perché insieme è meglio.

Vorrei tornare brevemente sull'esempio della mia squadra: esso illustra cosa serva ad una chiesa e ai piccoli gruppi per rimanere sani e vitali: FARE insieme! LAVORARE insieme!

Sapete quando abbiamo problemi tra noi? Quando per un lungo periodo facciamo solo allenamenti e partite. Ma quando lavoriamo assieme per uno scopo (es. Torneo di VT) torniamo ad unirci ben oltre quella giornata.

“Ricordate sempre di vivere come si addice a dei veri credenti in modo che, sia che vi riveda o no, possa continuare a sapere che restate ben fermi in uno stesso spirito e che lottate uniti per la fede che nasce dal Vangelo.” (Filippesi 1:27 PV)

Lottare uniti per uno scopo rinsalda i rapporti tra di noi e rafforza la fede. Lottare uniti ci fa raggiungere mete che da soli non sono neppure immaginabili.

Quale è il tuo “sogno” per questa chiesa e per il tuo piccolo gruppo? Posso affermare con certezza che riuscirai, riusciremo a raggiungerlo SOLO se lavoriamo assieme come una squadra.

“Il SIGNORE disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è il principio del loro lavoro; ora nulla impedirà loro di condurre a termine ciò che intendono fare.” (Genesi 11:6)

Ma dobbiamo avere “una lingua sola; questo è il principio del nostro lavoro”. Se riuscirai a parlare la stessa lingua, avere gli stessi pensieri, nutrire gli stessi propositi di ciascun altro a cui stai seduto a fianco, allora “nulla impedirà di portare a termine ciò che intendiamo fare insieme”.

Sei pronto, sei pronta a far parte di questa squadra?

Conclusione

Io credo con tutto il mio cuore se continuiamo a costruire la nostra comunità e i nostri piccoli gruppi sulla reciproca fiducia, sull'empatia, dandoci spazio gli uni gli altri, la nostra missione di costruire una comunità grande, felice e che arrivi alle persone con Cristo in questa provincia sarà irrefrenabile.

Dio vuole usarti come parte di questa squadra: siamo pionieri, e il percorso non sarà facile; dovremo aprirlo a colpi di fede, Parola e preghiera. Comincia pregando questo nel tuo cuore:

“Signore io voglio che tu mi usi con quello che ho. Ovunque tu mi porti e qualunque sia il costo, io sono pronto o sono pronta; in qualsiasi momento, in qualsiasi posto, in qualsiasi modo. Voglio imparare a servirti, ma lo voglio fare servendoti assieme agli altri. Con fiducia, empatia, dando spazio all'altro o all'altra, ma con la chiara missione di servire te. Usami per fare la differenza, Signore. Qualsiasi cosa serva, Signore; qualsiasi cosa serva! Nel tuo santo nome questo io prego. Amen."

21 aprile 2013

Come aiutarci a crescere gli uni gli altri

Come credente ho la gioia di poter far crescre gli altri... semplicemente facendo ciò che Dio vuole da me!
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L'obiettivo della campagna “Insieme è meglio” è la crescita: vogliamo far crescere l'amore tra noi,
vogliamo far crescere l'amore per gli altri...ma vogliamo anche farci crescere a vicenda.

Uno dei maggiori obiettivi è proprio imparare ad aiutarci a crescere “gli uni gli altri”.

“Perciò, incoraggiatevi ed edificatevi a vicenda, come infatti state già facendo.” (1 Tessalonicesi 5:11 PV)

La cosa realmente affascinate della Bibbia è che, quando apprendiamo un principio e lo mettiamo in pratica, esso non rimane confinato nell'ambito “ecclesiastico”, ma lo possiamo applicare con successo a qualsiasi altro campo della nostra vita. Possiamo così aiutare a crescere i nostri amici, i nostri colleghi di lavoro, i nostri parenti, i nostri figli, il nostro sposo o sposa.

Perché? Perché i principi nella Bibbia non sono il “regolamento per gli iscritti al club”, ma il “manuale d'uso e manutenzione” scritto da colui che ci ha creati.

4 modi per aiutare a crescere l'altro

1) Afferma che l'altro vale

Ognuno di noi cerca affermazione, cerca di far vedere che lui (o lei) “vale”; lo prova la popolarità di tutti i reality. Le persone fanno letteralmente di tutto per affermare loro stessi a scapito degli altri.

Ma i parametri di valore che vogliamo usare sono completamente differenti da quelli dei reality.
In un reality la cosa fondamentale è dominare sugli altri; nella “realtà” di Dio,  per affermare che l'altro vale io devo...

a) Accettare l'altro

“Perciò accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi ha accolti per la gloria di Dio.” (Romani 15:7)

...invece di snobbare l'altro e sminuirlo!

Noi viviamo in una società che butta giù l'altro. Non solo; tendiamo a valutare gli altri secondo le attitudini dove noi riusciamo meglio: ad esempio, se siamo puntuali in chiesa, ci mettiamo all'ultima fila e, con gran soddisfazione, contiamo tutti quelli che non lo sono ed entrano per la porta in ritardo.
Questo ci fa sentire superiori!

“Ma tu, perché critichi tuo fratello? E tu, perché lo disprezzi? Ricordatevi che tutti dovremo comparire davanti al tribunale di Dio, per essere giudicati.” (Romani 14:14 PV)

Dio non ti butta mai giù, Dio non ti accusa mai. Infatti satana è “l'accusatore dei fratelli”!
E quando noi accusiamo o giudichiamo un nostro fratello o una nostra sorella, stiamo facendo il mestiere di satana!

Come posso accettare l'altro? Smettendola di insistere che deve essere esattamente come sono io!

Per affermare che l'altro vale io devo...

b) Dimostrare attenzione per l'altro

“Così dunque, finché ne abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti, ma specialmente ai fratelli in fede.” (Galati 6:10)

Fare il bene non significa semplicemente “non fare il male” Devo prestare attenzione all'altro per poter intenzionalmente fargli del bene.
E' uno dei benefici di far parte della famiglia di Dio è il fatto di ricevere attenzioni dagli altri nostri fratelli e sorelle. Per questo, se le rifiutiamo,  pecchiamo di orgoglio e impediamo all'altro di adempiere un comandamento.

Tutto quello a cui presto attenzione cresce: il mio orto, i miei figli, il mio matrimonio … tutto tranne i miei capelli!

Sapete quale sia il dono più grande che possa fare a chi amo? Il mio TEMPO! Si scrive Amore, si pronuncia TEMPO! E sapete quale è il ladro maggiore del nostro tempo? La Tecnologia! La TV e il PC /tablet/smartphone!

L'ISTAT stima che in media, un italiano dagli 11 ai 75 anni passi davanti alla tv 3 ore e 50 minuti.
A questo c'è da aggiungere 2 ore davanti al pc/tablet/smartphone. Trascorriamo quasi il 40% della nostra giornata davanti a uno schermo di qualche tipo. Solo 15 minuti vengono dati al gioco coi propri figli...

I compiti per questa settimana

Ecco cosa voglio che facciate questa settimana:

  • I. cerca opportunità per dimostrare attenzione alle persone che normalmente attraversi con lo sguardo:i tuoi vicini, le persone al lavoro, la commessa al supermercato dove vai sempre.Non aspettare che capitino...cercale!
  • II. fissate un tempo con il vostro piccolo gruppo per per uscire assieme. Non deve essere nulla di elaborato, anche un gelato assieme va bene.
  • III. Per le coppie: fate un appuntamento con vostro marito o vostra moglie. Invitatevi a vicenda una sera fuori. Se avete bisogno di baby sitter chiedete al vostro piccolo gruppo o a qualcuno nella chiesa.
Per affermare che l'altro vale io devo...

c) Dimostrare affetto all'altro

Non sto parlando di affetto “intellettuale”, ma sto parlando di affetto “fisico”: abbracciare l'altro!
E' scientificamente dimostrato che i bambini che subiscono l'assenza di contatto fisico nei primi anni di vita presentano uno sviluppo più lento di quelli che vengono regolarmente abbracciati e cullati.

Una università americana ha effettuato vari studi giungendo alla conclusione che per avere una vita più sana ed equilibrata dal punto di vista emotivo ogni adulto necessita tra gli otto e i 10 contatti significativi con altri ogni giorno: strette di mano, abbracci, pacche sulle spalle.

Cominciamo da subito... alzatevi, e ognuno abbracci qualcuno NON della propria famiglia né del proprio piccolo gruppo.

A me piace il contatto fisico, e nel tempo ho individuato tre tipi di contatto:
  • il “contatto alla Carla Fracci - riluttante” (stretta di mano “molle”, guancia che si sfiora mentre guardi da un'altra parte);
  • il “contatto alla Bud Spencer- energico” (stretta di mano a morsa, pacche violente sulle spalle);
  • il “contatto  avvolgente” (le braccia abbracciano veramente l'altro, il bacio è vero sulla guancia).
Indovinate quale mi piace?

“Amatevi a vicenda come fratelli e siate rispettosi gli uni verso gli altri.” (Romani 12:10 PV)

Per affermare che l'altro vale io devo...

d) Dimostrare di apprezzare l'altro.

L'etimologi di apprezzare è chiara: dare più prezzo, far crescere il valore; quando tu apprezzi i tuoi fratelli e le tue sorelle in Cristo, i tuoi figli, la tua sposa o il tuo sposo, stai facendo crescere il suo valore.

“Sono così contento che Stefana, Fortunato e Acaico siano venuti qui a trovarmi: hanno riempito il vuoto che sentivo per la vostra assenza. Essi mi sono stati di grande incoraggiamento e di aiuto spirituale, come lo sono stati per voi. Sappiate, quindi, apprezzare le persone di questo stampo.” (1 Corinzi 16:18 PV)

Come? C'è una sola maniera... DIGLIELO! Con quali parole? Con un GRAZIE!

Da quanto tempo non ringrazi coloro che stanno lavorando nei vari ministeri di questa chiesa?
Da quanto non stai ringraziando il tuo sposo o la tua sposa per quello che sta facendo per te?

Il secondo modo per aiutare l'altro a crescere è questo:

2) Prega per la crescita dell'altro.

“Un saluto anche da Èpafra, vostro concittadino, servo del Signore Gesù Cristo, che non cessa di pregare per voi, chiedendo a Dio di rendervi forti e perfetti, e di aiutarvi a sapere quale è la sua volontà in tutto ciò che fate.” (Colossesi 4:12 PV)

Di solito noi preghiamo per i bisogni degli altri... ma non preghiamo mai per la crescita degli altri!
Ma la Bibbia è piena di preghiere per la crescita degli altri credenti”

“Per questo motivo  piego le ginocchia davanti al Padre … affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati.” (Efesini 3:14-16)

“Io prego per voi il Signore che dà la pace.... che vi renda perfettamente capaci di fare il bene, in modo che possiate fare la sua volontà e, per mezzo della forza di Cristo, compia in voi tutto ciò che gli è gradito. A lui sia la gloria per sempre, in eterno! Amen.” (Ebrei 13:20-21 PV)

“Per questo io prego per voi, stranieri, perché il Signore, che dà speranza, vi riempia della gioia e della pace, che vengono dalla fede e, per mezzo della potenza dello Spirito Santo, accresca la vostra speranza.” (Romani 15:13 PV)

“Prego per voi continuamente, chiedendo a Dio, il Padre glorioso del nostro Signore Gesù Cristo, di darvi la saggezza di vedere chiaramente e di conoscere fino in fondo Cristo e tutto quello che ha fatto per voi.”( Efesini 1:17 PV)

“Che il Signore vi dia una conoscenza sempre più profonda dell’amore di Dio e vi dia quella pazienza che è un dono di Cristo.” (2 Tessalonicesi 3:5 PV)

“Prego che, per mezzo della sua immensa e gloriosa potenza, vi dia la straordinaria forza interiore dello Spirito Santo” (Efesini 3:16 PV)

Due consigli per pregare per la crescita degli altri:

  • Fanne una priorità: non finire il tuo piccolo gruppo con la preghiera...inizia con essa!
    Prega come normalmente parli: noi non parliamo come preghiamo, uno per volta, a turno, con voce da recita!
Il terzo modo per aiutare l'altro a crescere è questo:

3) Ammetti i  tuoi errori

“Perciò, basta con le bugie! Diciamoci invece la verità altrimenti, siccome siamo parte gli uni degli altri, quando mentiamo ai nostri fratelli, facciamo del male a noi stessi.” (Efesini 4:25 PV)
Essere autentici, dire la verità, ammettere i propri errori; ecco la chiave per la crescita tua e di chi ti sta a fianco. Non deve essere la pubblica confessione di tutti i tuoi peccati segreti, ma semplicemente ammettere che “oggi è una giornataccia”, smettere di imitare Superman o Wonder Woman...

Questo aiuta aiuta gli altri a crescere in due modi:

a) Guarisce le emozioni.

“Confessatevi a vicenda i vostri peccati e pregate gli uni per gli altri, perché siate guariti. La preghiera sincera del giusto, fatta con fervore, è molto potente e dà risultati meravigliosi.” (Giacomo 5:16 PV)

Notate che non dice “confessate al prete” o al pastore;  e notate che non dice di pregare per essere perdonati, ma per essere guariti!

Per essere perdonato da Dio, ti basta chiedergli scusa, ma per essere guarito dai tuoi errori, dalle tue debolezze, dai tuoi peccati, devi confessarlo assieme ad altri!  Non a tutti, non sulla pubblica piazza, ma a qualcuno!

b) Assicura un nuovo inizio

“Chi nasconde i suoi sbagli non avrà successo; chi li confessa e li abbandona  sarà perdonato” (Proverbi 28:13 TILC)

Non sarai mai capace di abbandonare i tuoi sbagli prima di averli confessati. Che cosa è che stai “facendo finta” che non è un problema? Un'abitudine sbagliata, una dipendenza, un ricordo doloroso, un risentimento verso qualcuno o qualcuna?

C'è una strada che porta alla tua guarigione: Confessione > Abbandono > Perdono.
C'è un luogo che ti lascia come sei: il nascondere.

c) Ti fa ottenere la forza da Dio per cambiare.

“Allora, quando capirete di non essere niente davanti al Signore, sarà proprio lui che vi rialzerà e v’aiuterà.” (Giacomo 4:13 PV)

Fino a quando sarai tu a reggerti alla fune, rischierai di precipitare; quando deciderai di mollarla troverai le braccia del Padre a prenderti.

d) Accresce la fratellanza

“Se, invece, come Gesù Cristo, viviamo nella luce della presenza di Dio, abbiamo una comunione reciproca fra noi cristiani e il sangue di Gesù, Figlio di Dio, ci purifica da tutti i peccati.” (1 Giovanni 1: 7 PV)

Quando confessiamo l'uno l'altro i nostri errori, usciamo dalla logica tutta del mondo del “se solo sapessero quello che faccio nessuno mi amerebbe”.

Perché? Perché scopriamo che “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23).
Perché ci dimostriamo “veri”, autentici con gli altri, e gli altri possono apprezzarci per questa onestà.
Perché Gesù, che è pure onnipotente, non può guarire il nostro male se continuiamo a nasconderlo nel buio.

Non può, fino a quando non lo portiamo dinanzi alla sua luce.

Il quarto modo per aiutare l'altro a crescere è questo:

4) Incoraggia l'impegno dell'altro

“Siate felici, crescete in Cristo, incoraggiatevi a vicenda, andate d’accordo e vivete in pace e armonia. Il Signore che dà amore e pace sarà con voi.” ( 2 Corinzi 13:11b)

Lavorare in due è sempre più facile di lavorare da soli.

“Una corda a tre capi non si rompe così presto.” (Ecclesiaste 4;12b)

Quali impegni dobbiamo incoraggiare nell'altro?

a) L'impegno ad amare Gesù Cristo

Questo si chiama “adorazione”

Fa parte del Gran Comandamento di Matteo 22:37: "Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”, perché tu sei stato creato per dar piacere a Dio.

b) L'impegno ad amare gli altri credenti

Questo si chiama “comunione fraterna”.

Con loro hai in comune la salvezza. “Amatevi a vicenda con tutto il cuore, perché, ubbidendo alla verità, la vostra anima è stata purificata dall’egoismo e dall’odio, e così ora potete amarvi sinceramente come fratelli.” (1 Pietro 1:2 PV)

c) L'impegno a crescere nella Parola di Dio

Questo si chiama “discepolato”.

Dio vuole che ciascuno di noi diventi simile a suo figlio Gesù.
Tu aiuti i tuoi fratelli e le tue sorelle quando racconti ciò che hai imparato tramite la sua Parola.

d) L'impegno a servire nei ministeri della chiesa.

Questo si chiama “ministero”.

Dio ti ha dato doni e talenti e vuole che tu li condivida con gli altri.  E questo lo puoi fare solo se sei coinvolto in un ministero (ricorda che “un servo che non serve non serve”).

e) L'impegno a condividere la buona notizia

Questo si chiama “evangelizzazione”.

Una volta che hai capito l'importanza di Gesù nella tua vita, la condividi con gli altri

Conclusione

Insieme è meglio, perché insieme cresciamo più rapidamente, ma tu devi decidere intenzionalmente di aiutare gli altri e di essere aiutato dagli altri.

Cosa farai? Farai come in un reality, cercando di dimostrare che sei “il migliore” per vincere il premio della giuria... o accetterai la realtà di Dio, aiutando e ricevendo aiuto per crescere in Cristo?

Preghiera

La maturità spirituale è una scelta; tu sei tanto vocino a Dio quanto decidi di esserlo. Un giorno sarai davanti a Dio e sarai chiamato (o chiamata) a fare un resoconto della tua vita, e Lui ti chiederà “Hai mi preso questi impegni? Hai mai adempiuto ai propositi per cui io ti ho messo sulla terra?

Quello che ti chiedo, oggi è; qual'è il tuo prossimo passo spirituale? Forse potrebbe essere questa preghiera:

“Caro Dio, io voglio crescere spiritualmente. Non voglio più essere un bambino nella fede. Oggi io scelgo di prendere sul serio questi impegni.
Per primo, io mi impegno verso te Gesù a fare di te il centro della mia vita.
Io voglio adempiere ai tuoi propositi e seguire il tuo piano per la mia vita.
Per secondo, io mi impegno a cercare opportunità per annunciare la Buona Notizia di Gesù alle persone che ho a fianco.
Io mi impegni a frequentare questa chiesa, a unirmi ad un piccolo gruppo, ad essere battezzato (se non lo sono ancora stato).
Io voglio crescere e diventare la persona che tu voi io sia.
Io mi impegno in questo viaggio, e io ti chiedi di  dimorare nel mio cuore.

Nel nome tuo, Gesù, questo io prego. Amen

14 aprile 2013

Cosa distrugge e cosa costruisce un rapporto?

Come posso costruire un rapporto sano, equilibrato e vero con gli altri? Quali strumenti ho per far si che i miei rapporti "funzionino" veramente?
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Ricordate che gli obiettivi della campagna “Insieme è meglio” sono:

  • rendere più forti i legami all'interno della chiesa;
  • raggiungere gli altri fuori la chiesa con l'amore di Cristo.
Per fare questo dobbiamo saper costruire rapporti sani e solidi con gli altri sia dentro che fuori la comunità. Gesù ha detto:

“Insieme formiamo il corpo di Cristo e, individualmente, ognuno di noi ha una funzione diversa da svolgere. Quindi apparteniamo gli uni agli altri, e ognuno ha bisogno di tutti gli altri.” (Romani 12:5 PV)
E' per questo che oggi vogliamo vedere cosa distrugge e cosa costruisce un rapporto, perché le relazioni con gli altri spesso vanno come dovrebbero o come vorremmo andassero.

Quanti di voi sono inseriti in un piccolo gruppo? Sappiate che all'interno di esso ci potrebbero essere attriti. Perché? Perché ognuno di noi è fatto in modo diverso. Dio ama la VARIETA'! Se c'é SEMPRE armonia totale nel vostro piccolo gruppo, o siete morti (in cielo c'è SEMPRE armonia tra i credenti)... o siete dei gran bugiardi!

Quello che apprendete nel piccolo gruppo su come far funzionare meglio i rapporti potrà essere applicato: a lavoro, in famiglia, nel matrimonio... ma anche quando proverete a parlare agli altri di Gesù (quello che è il vostro ministero).

Cosa distrugge e cosa costruisce un rapporto

1a) Il male: L'EGOISMO distrugge un rapporto

Questo è il primo nemico: la prima causa di litigi, di conflitti, di divorzio.

“Da dove nascono le liti e i bisticci che ci sono tra voi? Non sono forse la conseguenza delle passioni che sono in lotta dentro di voi?  Pieni di voglie che non riuscite a soddisfare, siete pronti ad uccidere. Invidiosi, gelosi, incapaci d’ottenere ciò che volete, voi litigate e v’accapigliate e non ottenete niente, perché non pregate.” (Giacomo 4:1-2 PV)


Quando desideri iniziare un rapporto con qualcuno ognuno di noi è l'essere meno egoista che possa
Poi le cose cambiano: un tale ha detto:“All'inizio del mio matrimonio, la sera mia moglie mi portava le pantofole e il cane mi accoglieva abbaiando. Ora è il cane che mi porta le pantofole... e mia moglie mi accoglie abbaiando!”

Qual'è la prima parola che dice un bambino?  Non “mamma”, non “babbo... MIO! L'egoismo non lo si deve comperare, viene col pacchetto base degli optional!

Sapete, molte volte le persone mi chiedono “ma se c'è Dio, perché allora c'è il male nel mondo”?
E' molto semplice: perché siamo tutti egoisti:

esistere. Ricordati cosa facevi quando volevi conquistare tua moglie o tuo marito!
  • vogliamo avere, e rubiamo, e le persone soffrono perché  entriamo nelle loro case; 
  • vogliamo arricchire, e produciamo alimenti arricchendoli di prodotti chimici per farli più buoni e vendere di più, e le persone soffrono perché muoiono d'infarto per il colesterolo;
  • vogliamo fare soldi, e produciamo auto che inquinano perché costano meno, e le persone soffrono perché muoiono di tumore alle vie respiratorie o alla pelle...
La vera domanda dovrebbe essere: “Perché c'è il bene nel mondo”?

Qual'è la cura all'egoismo?

1b ) La cura: L'ALTRUISMO costruisce un rapporto

“Non pensate soltanto al vostro interesse, ma preoccupatevi piuttosto di quello degli altri.” (Filippesi 2:4 PV)

L'altruismo fa emergere il meglio nell'altro: non solo trasforma la tua relazione con l'altro... ma trasforma l'altro! Obbliga l'altro a confrontarsi con qualcosa che il mondo normalmente NON FA: accettarlo per quello che è, aiutarlo senza volere nulla in cambio, mettere lui per primo invece di noi.

Sai qual'è il posto che Dio preferisce per insegnare l'altruismo? La tua famiglia e il tuo piccolo gruppo! E' così semplice dimostrarsi altruisti nella folla, tra persone che ti vedranno quella volta e basta. Ma la tua famiglia, il tuo piccolo gruppo, loro si, che sanno come sei realmente, perché ti incontrano con regolarità!

Visto che vogliamo essere pratici piuttosto che teorici, ecco 6 suggerimenti sul come essere altruista questa settimana:
  • a) frequentando: esserci è importante, anche se hai mille altre cose da fare a casa;
  • b)accettando gli altri del tuo piccolo gruppo, senza sentirti superiore a loro;
  • c) ascoltando davvero gli altri: non pensare a quale sia la risposta biblicamente più corretta, ma pensa a come puoi aiutare l'altro;
  • d) offrendo agli altri ciò che sai fare: dio ti ha dato dei doni... e non sono solo per te!
  • e) ospitando: se già hai un piccolo gruppo in casa tua, quella è una dimostrazione di altruismo... se non lo ospiti ancora, ti incoraggio ad aprire la tua casa.
Paolo dice:

“Non fatevi illusioni, non ci si può beffare di Dio: quello che si semina si raccoglie.  Chi vive per soddisfare i propri desideri corrotti, seminerà del male e senza dubbio mieterà la corruzione e la morte spirituale. Chi, invece, semina le buone cose dello Spirito, mieterà dallo Spirito Santo la vita eterna.” (Galati 8:9 PV)

Tutti sono capaci di essere altruisti “una botta e via”, ma altro è seminare l'altruismo...  Dio vuole che diventi un nostro stile di vita.

2a) Il male: L'ORGOGLIO distrugge un rapporto

“Dall'orgoglio non viene che contesa” (Proverbi 13:10a)

Come possiamo essere orgogliosi? Giudicando gli altri: “Io non farei mai quello che lui ha fatto”.
Entrando in competizione; “ Il mio vestito è più bello del suo”.
Dicendo :”Se ti sei sentito offeso da me (ovvero, il problema è tuo) ti chiedo scusa”... invece di dire: “Ti chiedo perdono per averti offeso”.

Come si dimostra l'orgoglio in un piccolo gruppo?
  • Quando copri la storia del tuo amico raccontando la tua storia.
  • Quando offri sempre un consiglio e non ne hai mai chiesto uno.
  • Quando non ammetti mai di aver avuto una settimana terribile.
“Prima della rovina viene l'orgoglio, e prima della caduta lo spirito altero.” (Proverbi 16:18 ND)

2b) La cura: L'UMILTA' costruisce un rapporto

Pietro ci suggerisce 5 cose per costruire un rapporto:

“Infine dico a tutti voi: (1) vivete di amore e d’accordo, (2) con reciproca comprensione, (3) pieni d’amore fraterno, (4) buona disposizione d’animo (5) ed umiltà.” (1 Pietro 3:8 PV)

L'amore non è un sentimento, è un'azione: devi vivere nell'amore l'altro nei fatti, agendo..

3)a Il male: L'INSICUREZZA distrugge un rapporto

“Chi ha paura degli altri cade in trappola, chi ha fiducia nel Signore è al sicuro.” (Proverbi 29:25 TILC)

Abbiamo paura degli altri, per questo proviamo a  controllare gli altri, oppure a non voler essere controllato da nessuno.

Che cosa temiamo?

Temiamo di essere visti per come realmente siamo, con tutti i nostri errori, debolezze, peccati... tutte le cose che odiamo di noi stessi. Temiamo di essere respinti,  e questa è la cosa che più ci spaventa.
Molti sono stati respinti dalle chiese, ma sappi che Gesù è stato sommamente respinto con la croce.

La reazione naturale

Chiudersi nel proprio guscio, come la tartaruga; ma sappi che la tartaruga si muove solo quando ha il coraggio di mettere testa e zampe fuori...

La soluzione

Trova un compagno (o una compagna) spirituale; non deve essere il tuo intero piccolo gruppo,
ma uno del gruppo, o al di fuori del gruppo...

3b) La cura: L'AMORE costruisce un rapporto

“Nell’amore non c’è paura, anzi, l’amore perfetto di Dio caccia via la paura. Infatti, chi ha paura dimostra di non essere pienamente convinto dell’amore perfetto di Dio.” (1 Giovanni 4:18 PV)

L'amore sposta il fuoco da me stesso alla persona che ho di fronte: l'altro allora non è qualcuno che può ferirmi, ma qualcuno a cui dare il mio amore. Riesco a fare questo solo quando riesco a comprendere quanto Dio mi ami, e che non devo impressionare o far colpo su nessuno,
e che anche un no non cambierà la mia vita... visto che ho la cosa più importante: l'amore di Dio per me.

L'insicurezza però non è qualcosa che non puoi sconfiggere in un giorno solo,  è qualcosa che va raggiunto nel tempo.

“Ed è vivendo con Cristo che il nostro amore raggiunge la perfezione, allora ci sentiamo perfettamente sicuri per ciò che riguarda il giorno del giudizio, perché come è Cristo, così siamo anche noi in questo mondo.” (1 Giovanni 4:17 PV)

4a) Il male: IL RISENTIMENTO distrugge un rapporto

Tutti sbagliamo, tutti pecchiamo, siamo imperfetti, e deludiamo anche noi stessi. E' ovvio che quando sbagliamo e pecchiamo, altri subiscono le conseguenze, e spesso noi stessi subiamo le conseguenze di altri che sbagliano.

La cosa importante è: cosa ne faccio con quel male subito? Mi farà diventare amaro... o mi farà dimostrare amore?

“Sappi che la collera ammazza l'uomo insensato,  il risentimento uccide lo sciocco.” (Giobbe 5:2 TILC)

Spesso il nostro risentimento nasce per “accumulo”; niente di grande e evidente, ma una lunga serie di cose che non sopportiamo nell'altro... Nel piccolo gruppo potrebbero essere:
  • coloro che sono costantemente in ritardo
  • coloro che parlano troppo
  • coloro che ti danno troppe informazioni per ogni singola cosa che dicono
  • coloro che giocano col telefonino durante il gruppo
  • coloro che fanno un'affermazione, e quella deve essere
  • coloro che sono sempre superficiali e scherzano su tutto.
Queste sono le persone che si definiscono SRPGsi richiede più grazia

Come fare con queste persone?

“Quando il mio cuore era amareggiato e io mi sentivo trafitto internamente ero insensato e senza intelligenza; io ero di fronte a te come una bestia.” (Salmo 73:21-22)

Prega Dio per darti più amore per loro così che non ti irritino più quelle cose.

“Adiratevi e non peccate ; il sole non tramonti sopra la vostra ira  e non fate posto al diavolo.” (Efesini 4:26-27)

Se hai subito un'offesa diretta, vai da lui... in AMORE, e DIGLIELO! SUBITO! Non metterlo sotto al tappeto.

4b) La cura: IL PERDONO costruisce un rapporto

“Sopportatevi a vicenda, e se qualcuno ha motivo di lamentarsi degli altri, sia pronto a perdonare senza portare rancori. Ricordate: come il Signore ha perdonato voi, così voi dovete perdonare gli altri.” (Colossesi 3:13 PV)

Ricordati che il risentimento non paga, sei stato perdonato da Dio, e ti serve più perdono per il futuro!

Questo non significa trovare scuse per giustificare il torto che hai subito, ma devi “lasciar andare” per potertene liberare; è come se andassi in giro con un sasso appeso per ogni torto subito: non potrei più camminare! Ma se li “slego”, allora sarò leggero da poter correre!

Conclusione

Dio vuole liberarti dal tuo vecchio “io”, perché tu possa essere felice e servirlo: sei disposto (o disposta) a accettare le sue cure?

07 aprile 2013

Raggiungere insieme il mondo per Cristo

Come posso raggiungere gli altri che non conoscono Gesù attraverso un piccolo gruppo di credenti?
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Gli scopi di questa campagna di 40 giorni:
  • accrescere la comunione fraterna nella nostra comunità
  • mostrare amore a coloro che vivono attorno a noi e non fanno ancora parte della nostra comunità.
Perché? Perché abbiamo detto che “Insieme è meglio”. Perché Dio ci ha creato come lui, e lui ama stare assieme alle sue creature.

Quanti amici hai, nella tua vita?  Persone con cui ti puoi confidare, da cui puoi riceve  aiuto e consigli, e viceversa?

Il reale problema della società italiana  e soprattutto nella nostra zona è che tutti quanti hanno molti conoscenti, ma di amici... zero. E' un limite grande della nostra società, dovuta alla cultura e alle abitudini. Noi come chiesa vogliamo aiutare voi a trasformare quei conoscenti in amici... ai quali possiamo parlare...

“ insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate” (Matteo 28:20)

Perché questo?  Perché  Dio ama te... ma ama anche gli altri, e vuole che gli altri lo amino.
E più persone crederanno, più persone lo ameranno e parleranno di lui ad altre persone che crederanno... ecc.

Ma, la prima cosa che devi fare è: decidi di non essere egoista. Decidi di non occuparti solo della tua vita, ma apri gli occhi e guardati attorno per vedere i bisogni di coloro che ti stanno a fianco. Decidi che anche loro hanno il diritto di accettare Gesù e di essere aiutati.

Sei spaventato dal compito? Beh, è normale... ma sappi che il bello dell'avere una famiglia di chiesa è che... non devi farlo da solo!

Paolo aveva capito bene che, per quanto fosse “speciale” lui, che aveva parlato direttamente con Gesù, da solo non avrebbe avuto un grande risultato per Dio:

“Quando prego per voi, il mio cuore si riempie di gioia per tutto l’aiuto che mi avete dato nel diffondere il Vangelo di Cristo dal giorno in cui l’avete conosciuto fino ad ora.” (Filippesi 1:3-5 PV)

Paolo aveva capito che aveva bisogno di partner per raggiungere il mondo per Cristo. Allo stesso modo tu hai bisogno di uno o più partner per essere efficace come credente e compiere il comandamento di Gesù in Matteo 28:20.

Come possiamo diventare “partner” l'uno dell'altro nei nostri piccoli gruppi per raccontare di Gesù agli altri?

P - Pregando assieme

La prima cosa da fare nel tuo piccolo gruppo è di pregare assieme.

a) Assieme ai tuoi amici credenti per i tuoi amici non credenti

“Non dimenticate di pregare anche per noi, perché Dio ci dia buone occasioni di proclamare il mistero di Cristo.” (Colossesi 4:3a PV)

Se vuoi che le porte verso i tuoi amici non credenti si aprano, devi pregare assieme ai tuoi amici credenti per le occasioni, e ti assicuro che comincerai a vederne dovunque!

b) Assieme ai tuoi amici non credenti (se ce ne sono)

Nessuno può obbligare nessuno a pregare, ma tu puoi farlo per loro! Possono contraddire quello che gli dici, possono non credere a quello che leggono, ma difficilmente rifiuteranno le tue preghiere

Cosa fare nel tuo piccolo gruppo?

Ognuno scelga una persona che vorrebbe vedere accettare Gesù; ed ognuno preghi per la persona scelta dall'altro e per la sua famiglia.

A – Appellandoti (o affidandoti) alle cose che hai in comune.

“Anche con i pagani sono accondiscendente al massimo, (facendo, però, sempre ciò che è giusto per un cristiano). E così, mostrandomi d’accordo, riesco a guadagnarmi la loro fiducia ed a portarli alla conversione. Anche quando sono con i deboli nella fede, mi adeguo a loro; proprio così, cerco di adattarmi ad ogni tipo di persona, purché possa parlargli di Cristo, e Cristo lo salvi. Tutto questo lo faccio per amore del Vangelo e per ricevere anch’io con gli altri le sue benedizioni.” (1 Corinzi 9:21-23 PV)

Prima di poter condividere il Vangelo con qualcuno, devi prima aver stabilito un ponte, una relazione con lui (o lei). Chiediti: “Quali sono le cose che abbiamo in comune”? Sia le cose belle (interessi, hobby), sia le meno belle (i dolori, le paure)

Cosa fare nel tuo piccolo gruppo?

Fai una lista di ciò che hai in comune con l'altro. Chiediti “Chi conosciamo tra le persone che non hanno accettato ancora Gesù con cui abbiamo cose in comune?"

R – Raggiungendoli con l'amore

Gesù dice

“Ama il prossimo come te stesso” (Matteo 22:38)


Perché dovremmo farlo? Non per dovere, non per pressione, non per colpa, no per sentirci superiori, non per farci notare...

“Nel nostro profondo amore per voi avremmo voluto donarvi non soltanto il Vangelo, ma la nostra stessa vita, tanto ci eravate diventati cari!” (1 Tessalonicesi 2:8 PV)

1) Semplicemente perché l'amore di Cristo E' la notizia del giorno, dell'anno, del secolo, del millennio... Se io avessi la cura per il cancro vorrei che tutti lo sapessero!
E Cristo non è la soluzione al cancro... ma la soluzione alla morte e alla separazione da Dio per sempre! Cristo è la notizia che tu non sei qui per caso!

2) Semplicemente perché

“Cristo E' amore...” (1 Giovanni 4)

Il problema è che noi spesso non lo siamo! Ci aspettiamo che i non credenti si comportino come credenti... e li condanniamo!

“Infatti, non è mio compito giudicare quelli di fuori: dobbiamo invece giudicare e trattare severamente quelli che appartengono alla nostra chiesa e peccano” (1 Corinzi 5:12 PV)

Cosa fare nel tuo piccolo gruppo?

Chiedi a Dio di darti un amore più grande per coloro che non lo conoscono. Chiedi ai non credenti “Come posso pregare per te?”

T – Testimoniando la tua esperienza con Gesù

Tu devi raccontare agli altri di come Dio ha cambiato la tua vita... e se la tua vita non è cambiata... poniti qualche domanda!

“Per il regno di Dio voi siete un popolo di sacerdoti, santi e puri, un popolo che Dio s’è conquistato. Tutto questo, perché possiate annunciare le opere perfette di colui che dalle tenebre vi ha chiamati alla sua luce meravigliosa.” (1 Pietro 2:9 PV)

Spesso le persone attorno a noi non sanno neppure che crediamo in Gesù che frequentiamo una chiesa evangelica...  E come possiamo parlagli di Gesù... se prima non gli parliamo di quello che Gesù ha fatto per noi e in noi?

Testimone: nelle gare in pista un oggetto da “passare” per poter completare la corsa. E la tua corsa non è fatta correttamente se non passi il testimone; l'altro non può partire, e verrà squalificato... e la colpa, alla fine, è anche tua!

Come dare la mia testimonianza?

Non esiste un metodo unico ed infallibile; ma devi essere: attento a cogliere l'attimo giusto, e devi desiderare di farlo!

Una cosa importante: tu devi dire la tua storia, non la tua “stooooooriawn!” (sbadiglio). Il tuo gruppo è un'ottimo banco di prova; scrivila, e raccontala. Cinque minuti, non più!

N – Nutrendo l'amicizia

Per sviluppare un'amicizia devi dare tempo e cibo ad essa:

“Lavorate insieme d’amore e d’accordo; non cercate d’imporre la vostra personalità e non adoperatevi per entrare nelle grazie dei pezzi grossi, ma godete della compagnia della gente semplice. E non pretendete di sapere sempre tutto!” (Romani 12:16 PV)
Per sviluppare un'amicizia bisogna investire tempo... e gran parte del tempo deve essere spesa ad ascoltare! Una delle maniere più bibliche per sviluppare amicizie è... fare pranzi! Gesù era conosciuto perché era sempre a casa di qualcuno a pranzo o a cena!

I due più grossi problemi dei credenti (due estremi)
  • Isolamento: esco solo con altri credenti e parlo solo di cose di chiesa
  • Omologazione: esco con tutti e mi comporto come gli altri.
C'è una terza via:
  • Impermeabilizzazione: il pesce nel mare non diventa salato anche se vive nell'acqua salata perché è impermeabile all'acqua.
Cosa fare nel tuo piccolo gruppo?

Invita amici; abbi li coraggio di invitarli forse si aspettano di essere invitati! Organizza un pranzo (o una cena); non deve essere un “mini culto”, ma nemmeno un evento mondano. Sii chiaro che ci sarà un piccolo momento di riflessione (prima o dopo il pasto).

E – Essendo certi che Dio agirà


Il versetto più rischioso della Bibbia:

“Va’, ti sia fatto come hai creduto. “ (Matteo 8:13)

Una volta una giovane si avvicinò a Charles Spurgeon , un famoso pastore britannico e gli disse: “Signor Spurgeon, io non capisco; ogni volta che che lei parla alle persone del Signore, queste si aprono a lei raccontando le loro vite, e spesso accettano Cristo. Quando io parlo alle persone del Signore, nessuno sembra essere interessato; nessuno accetta Cristo. Dov'è che sbaglio?” Spurgeno rispose: “Giovane, non ti aspetterai che le persone accettino Cristo ogni volta che parli loro del Signore, vero?” “Certamente no!” rispose il giovane. “E' questo il tuo problema.” replicò Spurgeon.

Ci credi davvero che Dio può fare molto di più di ciò che pensi... oppure lo canti solo come una riga di una canzone. Non perdere mai la speranza che qualcuno accetti Cristo.

“Che cos’è la fede? È la completa certezza che quello che si spera si realizzerà. È la piena fiducia in cose che non si vedono” (Ebrei 11:1 PV)

Ricorda la storia del paralitico portato dagli amici a Gesù: egli non fu guarito per la sua fede... ma per quella dei suoi amici!

Cosa fare nel tuo piccolo gruppo?

Non smettere mai di pregare per la crescita: incoraggia gli altri a fare lo stesso.

R - Rappresentando Cristo con la tua vita

“Qualsiasi cosa fate o dite, fatelo come rappresentanti del Signore Gesù, ringraziando Dio Padre, per mezzo suo.” (Colossesi 3:17 PV)

Poniti sempre la domanda : "Cosa farebbe Gesù?

Nel mio lavoro di commercio,  io giudico la ditta dal rappresentante che mi propone il materiale: la sua competenza, la sua costanza, la sua offerta.

E tu.. che tipo di rappresentante sei, per Cristo?
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