;
E' la prima volta che entrate nel nostro sito? Allora, lasciate che ci presentiamo!



Per ascoltare l'audio dei messaggi
cliccare sulla freccia a sinistra del titolo prescelto

Per una migliore resa audio raccomandiamo di scaricare i messaggi tramite iTunes iscrivendosi al podcast.

Per le opzioni di ascolto cliccare su "OPZIONI AUDIO"

03 marzo 2013

Da un fallimento nasce un insegnemento

Posso sfruttare i miei fallimenti per farne dei trampolini di lancio per il mio futuro? Simone Giannicola ci illustra tramite Romani 6:1-23 che posso farlo... se voglio!

---

"Che diremo dunque? Rimarremo nel peccato, affinché abbondi la grazia?  Niente affatto! Noi che siamo morti al peccato, come vivremo ancora in esso?  Ignorate voi, che noi tutti che siamo stati battezzati in Gesù Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte? Noi dunque siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vita.  Poiché, se siamo stati uniti a Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua risurrezione,  sapendo questo: che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, perché il corpo del peccato possa essere annullato e affinché noi non serviamo più al peccato.  Infatti colui che è morto è libero dal peccato.  Ora se siamo morti con Cristo, noi crediamo pure che vivremo con lui,  sapendo che Cristo, essendo risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più alcun potere su di lui.  Perché, in quanto egli è morto, è morto al peccato una volta per sempre; ma in quanto egli vive, vive a Dio.  Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi a Dio, in Gesù Cristo, nostro Signore.  Non regni quindi il peccato nel vostro corpo mortale, per ubbidirgli nelle sue concupiscenze.  Non prestate le vostre membra al peccato come strumenti d'iniquità, ma presentate voi stessi a Dio, come dei morti fatti viventi, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizia.  Infatti il peccato non avrà più potere su di voi, poiché non siete sotto la legge, ma sotto la grazia.  Che dunque? Peccheremo noi, perché non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia? Così non sia.  Non sapete voi che a chiunque vi offrite come servi per ubbidirgli, siete servi di colui al quale ubbidite, o del peccato per la morte, o dell'ubbidienza per la giustizia?  Ora sia ringraziato Dio, perché eravate servi del peccato, ma avete ubbidito di cuore a quell'insegnamento che vi è stato trasmesso.  E, essendo stati liberati dal peccato, siete stati fatti servi della giustizia.  Io parlo in termini umani per la debolezza della vostra carne. Perché, come un tempo prestaste le vostre membra per essere serve dell'impurità e dell'iniquità per commettere l'iniquità, così ora prestate le vostre membra per essere serve della giustizia, per la santificazione.  Perché, quando eravate servi del peccato, eravate liberi in rapporto alla giustizia.  Quale frutto dunque avevate allora dalle cose delle quali ora vi vergognate? Poiché la loro fine è la morte.  Ora invece, essendo stati liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi avete per vostro frutto la santificazione e per fine la vita eterna.  Infatti il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 6:1-23 ND)

"Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione; poiché lo spirito è pronto, ma la carne è debole. (Matteo 26:41 ND)

"(Gesù Cristo)... trasformerà il nostro umile corpo, affinché sia reso conforme al suo corpo glorioso, secondo la sua potenza che lo mette in grado di sottoporre a sé tutte le cose." (Filippesi 3:21)


Nessun commento: