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31 marzo 2013

Gesù è risorto per darti una vera famiglia


Gesù è venuto per colmare lo spazio tra te e il Padre, e per darti una famiglia vera.

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Come affronti la vita di ogni giorno? La mattina quando ti alzi, pensi che devi affrontare una battaglia, oppure pensi piuttosto ad una piacevole passeggiata?

La tua mattina come inizia? Inizia con te pronto a coinvolgerti con la vita degli altri, ad interagire con essi, oppure ogni mattina inizia con un gioco a nasconderti?

Qualsiasi sia l'approccio che hai alla tua giornata, sappi che essa è stata condizionata dall'evento che oggi ricordiamo.

Quello che oggi siamo qui a ricordare e a festeggiare assieme ad altri 2.1 miliardi di persone nel mondo (il 33% della popolazione mondiale) riguarda ogni giorno della tua vita.

Siamo qui a celebrare il compimento di una “ricerca” iniziata all'inizio del mondo.

Sin dall'inizio del mondo (che tu ci creda o no), Dio ti ha progettato per stare assieme agli altri.

1 ) Dio ci ha progettato per stare assieme

“Poi Dio il SIGNORE disse: «Non è bene che l'uomo sia solo; io gli farò un aiuto che sia adatto a lui” (Genesi 2:18)

Dio ti ha creato per avere una famiglia, di cui lui sarebbe stato il padre...  ma le cose sono andate differentemente rispetto ai suoi piani, sin dall'inizio. La nostra mattina non è iniziata come una passeggiata, ma piuttosto come una battaglia,  non cercando di stare assieme, ma nascondendoci.

“Dio il Signore chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?»  Egli rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto».” (Genesi 3:9-10)

La nostra giornata è iniziata con un gioco a “nascondino”...

(Video “Nascondino”)

Più ci siamo nascosti, più ci siamo allontanati gli uni dagli altri, più abbiamo cominciato a fare “a modo nostro”.Abbiamo iniziato a giocare a nascondino anche con gli altri, fingendo che nella nostra vita tutto è OK, indossando una maschera per non essere feriti, finendo anche  a credere che noi siamo la maschera che indossiamo.

Quante “porte in faccia” hai preso nella vita?  Quanto male hai visto o hai sofferto?
E per non provare più male, per difenderci dai dolori e dalle delusioni, pian piano, ognuno di noi ha iniziato a costruire una barriera attorno, un muro al di là del quale gli altri non possano vedere come realmente siamo fatti e cosa realmente proviamo.

“Come stai?” “Bene grazie”... ma la risposa è “Sono stato tradito dal mio migliore amico”.
“Come stai?” “Si va avanti”...ma la risposta vera è “non arrivo coi soldi a far vivere i miei figli”.
“Come stai?” “Tutto OK”... ma la risposta vera è “Ho un male che mi sta divorando”

Eravamo stati creati per vivere il “piano A”, una famiglia unita nell'amore che si aiuta vicendevolmente, con Dio come padre, ma abbiamo deciso un “piano B”, quello di affrontare da soli il mondo, capi di noi stessi, vestendo una maschera e con un muro attorno ad isolarci dagli altri.

Ma Dio non ha mai cambiato il suo piano.

2 ) Dio ha promesso una famiglia e una liberazione

Sin dall'inizio Dio ha voluto porre rimedio ai nostri problemi:

“A quelli che sono soli Dio dà una famiglia, libera i prigionieri e dà loro prosperità; solo i ribelli risiedono in terra arida.” (Salmo 68:6)

  • a) darci una VERA famiglia (non come le famiglie disfunzionali che conosciamo)
Una famiglia dove ognuno aiuti l'altro:

“Quindi apparteniamo gli uni agli altri, e ognuno ha bisogno di tutti gli altri.” (Romani 12:5b)

Per 58 volte nel NT è ripetuta la frase “gli uni gli altri: incoraggiatevi, esortatevi, aiutatevi, soccorretevi... Per 58 volte Dio ci dice “getta la tua maschera, distruggi il tuo muro... ed io ti darò una famiglia che ti sappia aiutare... ed io stesso sarò lì come padre ad aiutare tutti.”
  • b) liberarci dalla prigione in cui ci eravamo posti da soli.
Paolo afferma:

“Tutti, senza, distinzione, sono dei peccatori senza la gloria di Dio” (Romani 3:23a PV)

La parola “gloria” (doxa = da dokeo)significa "essere nei pensieri di qualcuno". La frase ”senza la gloria” nel testo originale significa “non arrivare ad essere nei pensieri di Dio”.

Nessuno di noi sarebbe stato mai più capace di arrivare ad essere nei pensieri di colui che ci aveva creati per darci amore, libertà e una famiglia perfetta. Colui che ci aveva creato, avrebbe avuto tutte le ragioni per non pensarci più, così come facciamo noi con coloro che ci fanno male e ci feriscono, con coloro che rifiutano il nostro amore, con gli ingrati, con i presuntuosi...

Isaia, migliaia di anni prima aveva detto questo, parlando della nostra situazione:

“Siamo tutti come pecore che si sono allontanate e si sono perdute. Tutti abbiamo fatto le nostre cose, abbiamo fatto a modo nostro. ” (Isaia 53:6a MSG)

3) Il provvedimento di Dio.

Dio avrebbe potuto lasciarci nella nostra situazione, con i nostri peccati.
Ma Dio non aveva smesso per un solo istante di pensarci, ed aveva promesso di darci una famiglia, e di liberarci dalla prigione di errori ed egoismi che noi stessi avevamo costruito.
Leggiamo i versetti completi:

"Tutti, senza, distinzione, sono dei peccatori senza la gloria di Dio, ma possono essere resi giusti gratuitamente, per dono di Dio, mediante la redenzione, che troviamo soltanto in Gesù Cristo” (Romani 3:23 PV)

“Siamo tutti come pecore che si sono allontanate e si sono perdute. Tutti abbiamo fatto le nostre cose, abbiamo fatto a modo nostro. E Dio ha accumulato i nostri peccati, tutto ciò che abbiamo fatto di male, tutto, su di lui.” (Isaia 53:6 MSG)

“Dove sei?”

Stai giocando ancora a “nascondino” con Dio? Stai provando a fare “a modo tuo”?
Pensi che nella tua vita sia “tutto OK”, oppure vorresti togliere quella maschera che non rappresenta chi realmente sei? Gesù è venuto specificatamente per te, per provvedere ai tuoi problemi.

4) Gesù è venuto perché potessimo non essere mai più soli.

Non è stato “gratis” per Gesù il porre rimedio. Gesù stesso ha sperimentato la solitudine ed il peso dei peccati di cui si stava caricando.

“Adesso la mia anima è turbata. Che dovrei dire: “Padre, salvami da ciò che mi aspetta!”? Ma se è proprio per questo che sono venuto” (Giovanni 12:27 PV)

Gesù avrebbe potuto semplicemente guardare giù, scuotere il capo vedendo la nostra situazione... e non fare nulla!

Ma lui ha DESIDERATO!!!! scendere, ha desiderato coinvolgersi nel mondo, così tanto da diventare un uomo... con tutto quello che ne consegue.

“Ma mise da parte la sua straordinaria potenza e la sua gloria, assumendo l’aspetto di un servo e diventando simile agli uomini, tanto da sembrare tale e quale a loro.  Egli si abbassò talmente, da ubbidire fino al punto di morire sulla croce come un criminale.” (Filippesi 2:7-8 PV)

Gesù stesso si è sentito solo

Ti è mai capitato di sentirti sopraffatto o sopraffatta dagli eventi che stai affrontando? Ti è mai capitato di sentirti solo o sola? Sappi che Gesù stesso ha provato quello che stai provando ora, che hai provato in passato o che ti capiterà di provare in futuro.

“Allora Gesù disse loro: « La mia anima è oppressa dal dolore per la morte che si avvicina: restate qui e state svegli con me ». (Marco 14:34 PV)

Gesù è venuto per darci un modello, per dirci “fate come me e prospererete”. E' per questo che ha voluto affrontare quello che mai nessun uomo avrebbe mai potuto, non da solo...ma con un piccolo gruppo di persone al suo fianco...che vegliavano e pregavano per lui.

Come affronti la tua vita?

La affronti da solo, o hai Gesù al tuo fianco? La affronti da “lupo solitario”, o hai una “famiglia che “veglia e prega” per te? Volevo mostrarti cosa abbia significato avere una famiglia in Cristo per una persona che ha avuto un grave problema.

(testimonianza Amy)

5) Gesù è venuto per darci una famiglia unita.

Quando si parla di famiglia, per alcuni stiamo parlando di qualcosa di negativo: un posto dove si lotta, si tradisce e ci si tratta male. Ma non è questo il progetto che ha in mente Gesù:

”Non prego soltanto per questi miei discepoli, ma anche per quelli che in futuro crederanno in me, dopo aver ascoltato la testimonianza di questi primi fedeli.  Prego che siano uniti nel cuore e nella mente, proprio come lo siamo tu ed io. Padre, come tu sei in me ed io sono in te, così essi siano in noi, ed il mondo crederà che tu mi hai mandato.” (Giovanni 20:21 PV)

Gesù non si è tirato indietro, ha mantenuto la promessa del Padre di curare i nostri mali, di sanare lo strappo creato da noi, e di darci una famiglia unita...

La campagna che oggi inizia si intitola “Insieme è meglio”; tu hai bisogno di una famiglia “vera”, e quella la potrai trovare solo tra altri come te che hanno capito e accettato che Cristo è morto si, ma è anche risorto, per darti quella famiglia, quella famiglia che si chiama “chiesa locale”, il corpo di Cristo in terra.

“Dove sei?”

La mia vita è cominciata con un gioco a nascondermi da Dio e dalla sua famiglia
e chi mi aveva creato avrebbe avuto tutte le ragioni per non pensarmi più. Ma io sono stato al centro dei suoi pensieri da sempre, non per un solo istante Dio ha cessato di pensarmi e di cercarmi,
tanto da decidere lui stesso di scendere... per trovare me!

(Video “Per trovare me”)

Dove sei? Non continuare a giocare a nascondino Accetta che Gesù è morto, e risorto per trovare te.

29 marzo 2013

Il sacrificio che ci salva

Il Venerdì Santo è un momento di profonda riflessione per ciascuno che ha creduto in Gesù. Amy Williams ci guida a ricordare il sacrificio di Gesù che ci ha salvato.

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"Il primo giorno degli *azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesú e gli dissero: «Dove vuoi che ti prepariamo la cena pasquale?» Egli disse: «Andate in città dal tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te, con i miei discepoli”». E i discepoli fecero come Gesú aveva loro ordinato e prepararono la Pasqua. Quando fu sera, si mise a tavola con i dodici discepoli." (Matteo 26:17-20)
"Poi, uscito, andò, come al solito, al *monte degli Ulivi; e anche i discepoli lo seguirono.  Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate di non entrare in tentazione».  Egli si staccò da loro circa un tiro di sasso e postosi in ginocchio pregava, dicendo:  «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta».  [Allora gli apparve un angelo dal cielo per rafforzarlo.  Ed essendo in agonia, egli pregava ancor piú intensamente; e il suo sudore diventò come grosse gocce di sangue che cadevano in terra.]  E, dopo aver pregato, si alzò, andò dai discepoli e li trovò addormentati per la tristezza,  e disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, affinché non entriate in tentazione»." (Luca 22:39-46)

"Poi tornò dai discepoli e disse loro: «Dormite pure oramai, e riposatevi! Ecco, l'ora è vicina, e il Figlio dell'uomo è dato nelle mani dei peccatori.  Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è vicino».  Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei dodici, e insieme a lui una gran folla con spade e bastoni, da parte dei capi dei sacerdoti e degli anziani del popolo.  Colui che lo tradiva, aveva dato loro un segnale, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; prendetelo».  E in quell'istante, avvicinatosi a Gesú, gli disse: «Ti saluto, Maestro!» e gli diede un lungo bacio.  Ma Gesú gli disse: «Amico, che cosa sei venuto a fare?» Allora, avvicinatisi, gli misero le mani addosso e lo presero.  Ed ecco, uno di quelli che erano con lui, stesa la mano, prese la spada, la sfoderò e, colpito il servo del sommo sacerdote, gli recise l'orecchio.  Allora Gesú gli disse: «Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, periranno di spada.  Credi forse che io non potrei pregare il Padre mio che mi manderebbe in questo istante piú di dodici *legioni  d'angeli?  Come dunque si adempirebbero le Scritture, secondo le quali bisogna che cosí avvenga?»" (Matteo 26:45-54)

"Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me,  come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.  Ho anche altre pecore, che non sono di quest'ovile; anche quelle devo raccogliere ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore.  Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita per riprenderla poi.  Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla. Quest'ordine ho ricevuto dal Padre mio»." (Giovanni 10:14-18)

"Gesú gli disse: «Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo hanno dei nidi, ma il *Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo»." (Matteo 8:20)

"Quando Gesú ebbe preso l'aceto, disse: «È compiuto!» E, chinato il capo, rese lo spirito." (Giovanni 19:30)

24 marzo 2013

Cosa stendi dinanzi a Gesù?

Nella tua simbolica Domenica delle Palme, cosa stendi sotto gli zoccoli dell'asino che trasporta il Re dei re? Un mantello...o la tua vita?

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I libri di I e II Re ci raccontano di come la gran parte dei re di Giuda e Isralele si fossero dimenticati che Dio è un dio geloso, e che vuole il 100% del nostro cuore. Ma i pochi che furono fedeli portarono un a grande benedizione al popolo di Dio.
E tu? Sei pronto a far tesoro di quanto la Bibbia dice circa il donarsi completamente a Gesù?

17 marzo 2013

Salvati per...?

Posso raggiungere la salvezza tramite le mie "buone opere"? Se leggessimo la sola lettera di Giacomo potrebbe sembrare che la risposta possa essere "si"... ma Sandro Ferretti ci spiega come leggerla nel contesto dell'intera Bibbia, per scoprire che la salvezza è un connubio indissolubile di opere e fede.
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"A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo?  Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano,  e uno di voi dice loro: «Andate in pace, scaldatevi e saziatevi», ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve?  Cosí è della fede; se non ha opere, è per sé stessa morta.  Anzi uno piuttosto dirà: «Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede».  Tu credi che c'è un solo Dio, e fai bene; anche i demòni lo credono e tremano.  Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore ?  *Abraamo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere quando offrí suo figlio *Isacco sull'altare?  Tu vedi che la fede agiva insieme alle sue opere e che per le opere la fede fu resa completa;  cosí fu adempiuta la Scrittura che dice: « Abraamo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto come giustizia» ; e fu chiamato amico di Dio.  Dunque vedete che l'uomo è giustificato per opere, e non per fede soltanto.  E cosí Raab, la prostituta, non fu anche lei giustificata per le opere quando accolse gli inviati e li fece ripartire per un'altra strada?  Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, cosí anche la fede senza le opere è morta." (Giacomo 2:14-26)

"Giustificati dunque per fede, abbiamo pace  con Dio per mezzo di Gesú Cristo, nostro Signore." (Romani 5:1)

"Che diremo dunque che il nostro antenato Abraamo abbia ottenuto secondo la carne ?  Poiché se Abraamo fosse stato giustificato per le opere, egli avrebbe di che vantarsi; ma non davanti a Dio;  infatti, che dice la Scrittura? « Abraamo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come giustizia » . (Romani 4:1-3)

"Per fede Abraamo, quando fu messo alla prova, offrí Isacco; egli, che aveva ricevuto le promesse, offrí il suo unigenito.  Eppure Dio gli aveva detto:  «È in Isacco che ti sarà data una discendenza» .  Abraamo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti; e riebbe Isacco come per una specie di risurrezione." (Ebrei 11:17-19)

10 marzo 2013

Perchè "Insieme è meglio"?

Dio non ci ha creato per affrontare la vita da soli, ma ha provveduto una "famiglia spirituale" con la quale affrontare il mondo, la "chiesa locale". Nonostrante quello che dice il mondo, Insieme è meglio! 
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Quella che comincia oggi nella nostra chiesa è una vera e propria “rivoluzione”: e non potrebbe iniziare se non con un messaggio che va contro la cultura dominante, ma Dio ha promesso che SE viviamo a modo SUO, allora potremo superare la solitudine, la stanchezza, la depressione, la disperazione e la paura.

Tra tre settimane inizieremo la nostra terza campagna di 40 Giorni in nove anni di vita:
  • 40 Giorni con Propositi (Vita con uno scopo) – 6 anni fa
  • 40 Giorni nella Parola (Lo scorso anno)
  • La campagna di quest'anno porta con se un messaggio radicalmente opposto a tutto quello che la cultura dominante insegna.

Cosa dice la “cultura dominante?

La cultura dominante dice che:" io valgo, chi fa da se fa per tre meglio solo che mal accompagnato"...in sintesi: se vuoi che venga bene è meglio farlo da te.

Dio, nostro padre, dice invece l'esatto opposto: dice che “Insieme è meglio”. E' questo il titolo della nostra campagna di 40 Giorni. Il mondo ci dice che la felicità viene dall'indipendenza;
Dio ci dice invece che la felicità viene dalla inter-dipendenza.

“Quindi apparteniamo gli uni agli altri, e ognuno ha bisogno di tutti gli altri.” (Romani 12:5b)

Nel Nuovo Testamento 58 volte  è presente l'espressione “gli uni gli altri” preceduta da un verbo che ci indica un'azione da FARE: incoraggiatevi, esortatevi, aiutatevi, soccorretevi... ed è difficile adempiere a quei comandamenti se siamo da soli!

Dio non ci ha creato per essere da soli; lui sapeva che non sarebbe stato buono per l'uomo stare da solo

“Poi Dio il SIGNORE disse: «Non è bene che l'uomo sia solo; io gli farò un aiuto che sia adatto a lui” (Genesi 2:18)

Perché "Insieme è meglio?"

Perché questa campagna? Perché noi dobbiamo migliorare nella nostra conoscenza di cosa vuole Dio da noi, dobbiamo capire che Dio vuole provvedere a noi tramite “altri noi”, la chiesa locale, affinché possiamo ricevere tutti i “l'un l'altro” che Egli comanda, possiamo essere noi l'altro per chi ha bisogno. Ma soprattutto perché il mondo è pieno di “uomini (e donne) soli”, circondati da altri “uomini soli”;questi uomini e queste donne sole sono le persone che ci vivono a fianco,
i nostri familiari, gli amici, i colleghi.

C'è una canzone che mi piace molto di più di venti anni fa che parla di queste persone: vorrei ascoltassimo assieme la prima strofa:

L'autore del testo, Valerio Negrini, lo descrive perfettamente:

"Li incontri dove la gente viaggia, e va a telefonare,
col dopobarba che sa di pioggia, e la ventiquattro ore,
perduti nel corriere della sera,
nel va e vieni di una cameriera,
ma perché ogni giorno viene sera?"

Le persone vivono “sole” in mezzo agli altri, senza avere la forza o la voglia di reagire a ciò che gli accade attorno. Vivono nell'illusione che “da solo ce la faccio”, nel mito del “lupo solitario”.

L'Italia, come gran parte del mondo, sta attraversando un periodo di enorme recessione; in Italia il numero più di 4000 persone all'anno si suicidano, molti di questi sono giovani sotto i trenta anni;
almeno 1.5 milioni di persone soffrono di depressione, ed è in costante aumento, specie tra i giovani.

Non è questa la vita che Dio vuole per  le sue creature; noi vogliamo mostrargli che SI PUO' uscire dalla crisi, SI PUO' uscire dalla depressione, SI PUO' guardare con gioia la futuro.. ma che tutto questo non lo si può fare stando da soli. La soluzione non sta nell'indipendenza, ma nel vivere come Dio ha studiato sia la vita; noi vogliamo mostragli che “insieme è meglio”, che hanno bisogno di una famiglia che non sia governata dalle logiche del mondo, ma da Cristo stesso.

"Sotto la guida di Gesù, tutto il corpo, ben collegato e tenuto unito dalle giunture, grazie al contributo di ogni singola parte, crescerà nell'amore." (Efesini 4:16 PV)

Questo “corpo” si chiama chiesa locale.

Come fa la chiesa ad aiutarmi?

Quando può aiutare la chiesa? La domenica? No! Per tre ragioni

1) La domenica è una “celebrazione”;
ci incontriamo per adorare con i canti, per passare il pane e il vino, per dare le nostre decime, per ascoltare gli insegnamenti della Bibbia...
non c'è tempo per molto altro!
2) La domenica siamo in tanti, ma stiamo insieme poco;
veniamo da posti lontani, e dobbiamo tornare alle nostre case, stare assieme alle nostre famiglie e ai nostri amici a cui testimoniare.
3) La domenica non è l'ambiente più “intimo” dove le persone vogliono condividere i propri problemi;non c'è abbastanza intimità,le persone si aprono con maggiore difficoltà di fronte ad una “folla”.

Dove, allora?

La forza della chiesa sta nel “piccolo gruppo”; è stato così sin dall'inizio,
non è una “struttura che abbiamo inventato noi a Montefiascone, ma è come Dio ha fatto crescere le prime chiese:

Ogni giorno, tutti insieme, andavano al tempio, poi, per spezzare il pane, s’incontravano nelle case a piccoli gruppi e mangiavano insieme, con grande gioia e gratitudine, lodando Dio. Tutta la città li guardava di buon occhio e, ogni giorno, Dio aggiungeva al loro gruppo tutti quelli che erano sulla via della salvezza.” (Atti 2:46-47 PV)

“E ogni giorno, nel tempio e per le case, continuavano ad insegnare e a predicare che Gesù è il Messia.” (Atti 5:42 PV)

Il posto dove la chiesa può aiutare, il posto che dimostra agli altri che “insieme è meglio”, non è la domenica in chiesa (il Tempio), ma durante la settimana nella tua casa, nel piccolo gruppo, nella tua famiglia spirituale a cui essere legato da sentimenti di affetto, di stima e di supporto.

Perché ho bisogno di una famiglia spirituale?

1) Ho bisogno di altri con cui camminare

“Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui” (Colossesi 2:6)

La Bibbia paragona spesso la vita spirituale ad un cammino: 2 benefici:
  • è più sicuro. Hai mai provato a camminare al buio in una notte senza luna?
  • c'è più supporto: “Quando corri da solo corri più veloce, quando corri assieme ad altri corri più a lungo” (prov. Zambia).

“Non trascuriamo le nostre riunioni di chiesa, come fanno certuni regolarmente; incoraggiamole invece, esortandoci a vicenda” (Ebrei 10:25 PV)

In un piccolo gruppo si impara la fedeltà; perché ognuno è una parte indispensabile. Pensate a un piccolo gruppo di due dove uno manca! In un piccolo gruppo ci si incoraggia a vicenda; è la conseguenza naturale del rapporto che si crea.

Con chi cammini insieme? Sei da solo, oppure hai una famiglia che cammina con te?

2) Ho bisogno di altri con cui lavorare

Amore non è un sentimento, amore è un'azione; ho bisogno di altri per adempiere ai comandamenti di Gesù:

“È Dio stesso che ci ha fatto così e ci ha dato nuova vita in Gesù Cristo, per farci compiere quelle buone opere che egli aveva preparato per noi fin da principio.” (Efesini 2:10 PV)

Dio ha dato a ciascuno di noi doni e talenti particolari, ma molti di questi posso utilizzarli solo se ho relazioni con gli altri; doni di incoraggiamento, doni di discernimento, ecc.

Lavorare (anche se per il Signore) è stancante: se lo faccio da solo sarò esausto:

“Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica.” (Ecclesiaste 4:9)

Gesù non mandava i suoi discepoli da soli:

“Quindi riunì i dodici discepoli e li mandò fuori a due a due” (Marco 6:7a PV)

Molti, sia tra i credenti che tra i non credenti, vengono colti dalla sindrome “faso todo mi”, faccio tutto io. Così facendo in breve tempo sarai bruciato (o bruciata), andrai in depressione, e non riuscirai a fare neppure la metà di quello che avresti fatto assieme ad altri. Neppure Madre Teresa faceva tutto da sola, ma aveva centinaia se non migliaia di persone che la aiutavano.

Tutto questo non può avvenire la domenica in chiesa, e neppure in “gruppone” durante la settimana,
ma servono piccoli gruppi dove le persone imparino a lavorare assieme e a fare ognuno un poco.

Con chi stai lavorando insieme? Sei nella fase “faso todo mi”, oppure hai una famiglia che ti aiuta? La chiesa è la famiglia che Dio ha creato per i suoi figli

3) Ho bisogno di altri che veglino su me

Quando parti per le vacanze, chiedi ai vicini se danno una controllata alla tua casa? Dovresti chiederlo anche per la tua anima Ma visto che non lo puoi chiedere a uno qualsiasi, ti serve un piccolo gruppo dove sei amato/amata.

“Non pensate soltanto al vostro interesse, ma preoccupatevi piuttosto di quello degli altri.” (Filippesi 2:4)

Spesso esco da casa senza essermi pettinato; mi serve mia moglie che mi dica “Caro, ti sei pettinato?”. Perché lo fa? Perché mi vuole bene, perché non vuole che appaia come uno sciocco agli altri. Non ne trae nessun vantaggio, non c'è un beneficio imminente o futuro. E' un semplice atto d'amore (“hai la zip lasciata giù...”  mi toglie dall'imbarazzo).

Spesso nella mia vita di credente ci sono cose che non ho “pettinato”, e non ci faccio nemmeno più caso, ma che mi farebbero apparire sciocco (o peggio) davanti alle persone e a Dio; un peccato ricorrente ed evidente, una decisione sbagliata, un comportamento da correggere. Ma uno che mi vuole bene e non lo fa per vantaggio personale può salvarmi dall'imbarazzo verso Dio e gli uomini.

Sei sicuro da solo di uscire la mattina pettinato e con la zip alzata? Dio ha previsto un posto sicuro dove altri possano dirtelo prima che sarai di fronte ad un grande imbarazzo, e quel posto è la chiesa.

Insieme è meglio

Insieme è meglio per i credenti: nel piccolo gruppo imparano a camminare assieme, a lavorare assieme, a vegliare sull'altro assieme.

Insieme è meglio per coloro che vivono attorno ai credenti, che camminano da soli, lavorano da soli, e non hanno nessuno che vegli su di loro: è queste persone che Gesù sta cercando attraverso la nostra chiesa.

E' per questo che, se sei credente, non puoi non invitare le persone a cui vuoi bene;
puoi mettere in conto un rifiuto, ma ne vale la pena.

Cosa faremo?

Inizieremo il giorno di Pasqua: per le seguenti 6 settimane. Ci saranno piccoli gruppi nelle case (manuale, video, sito).

Cosa ti chiedo di fare?

  • Se fai parte della chiesa

  • Dare l'invito per pasqua e l'invito per la campagna
  • mettere l'adesivo sulla macchina
  • Aprire la tua casa
  • pregare

  • Se non fai parte della chiesa 
    • Accetta l'invito per la campagna
    • connettiti con un piccolo gruppo
    • sii consistente nella tua decisione (sono solo 6 incontri)

Cosa farai?

Continuerai a credere nella bugia del mondo che che “da solo ce la faccio”, oppure accetterai il consiglio di tuo padre che ti dice che “Insieme è meglio?

03 marzo 2013

Da un fallimento nasce un insegnemento

Posso sfruttare i miei fallimenti per farne dei trampolini di lancio per il mio futuro? Simone Giannicola ci illustra tramite Romani 6:1-23 che posso farlo... se voglio!

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"Che diremo dunque? Rimarremo nel peccato, affinché abbondi la grazia?  Niente affatto! Noi che siamo morti al peccato, come vivremo ancora in esso?  Ignorate voi, che noi tutti che siamo stati battezzati in Gesù Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte? Noi dunque siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vita.  Poiché, se siamo stati uniti a Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua risurrezione,  sapendo questo: che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, perché il corpo del peccato possa essere annullato e affinché noi non serviamo più al peccato.  Infatti colui che è morto è libero dal peccato.  Ora se siamo morti con Cristo, noi crediamo pure che vivremo con lui,  sapendo che Cristo, essendo risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più alcun potere su di lui.  Perché, in quanto egli è morto, è morto al peccato una volta per sempre; ma in quanto egli vive, vive a Dio.  Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi a Dio, in Gesù Cristo, nostro Signore.  Non regni quindi il peccato nel vostro corpo mortale, per ubbidirgli nelle sue concupiscenze.  Non prestate le vostre membra al peccato come strumenti d'iniquità, ma presentate voi stessi a Dio, come dei morti fatti viventi, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizia.  Infatti il peccato non avrà più potere su di voi, poiché non siete sotto la legge, ma sotto la grazia.  Che dunque? Peccheremo noi, perché non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia? Così non sia.  Non sapete voi che a chiunque vi offrite come servi per ubbidirgli, siete servi di colui al quale ubbidite, o del peccato per la morte, o dell'ubbidienza per la giustizia?  Ora sia ringraziato Dio, perché eravate servi del peccato, ma avete ubbidito di cuore a quell'insegnamento che vi è stato trasmesso.  E, essendo stati liberati dal peccato, siete stati fatti servi della giustizia.  Io parlo in termini umani per la debolezza della vostra carne. Perché, come un tempo prestaste le vostre membra per essere serve dell'impurità e dell'iniquità per commettere l'iniquità, così ora prestate le vostre membra per essere serve della giustizia, per la santificazione.  Perché, quando eravate servi del peccato, eravate liberi in rapporto alla giustizia.  Quale frutto dunque avevate allora dalle cose delle quali ora vi vergognate? Poiché la loro fine è la morte.  Ora invece, essendo stati liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi avete per vostro frutto la santificazione e per fine la vita eterna.  Infatti il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 6:1-23 ND)

"Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione; poiché lo spirito è pronto, ma la carne è debole. (Matteo 26:41 ND)

"(Gesù Cristo)... trasformerà il nostro umile corpo, affinché sia reso conforme al suo corpo glorioso, secondo la sua potenza che lo mette in grado di sottoporre a sé tutte le cose." (Filippesi 3:21)


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