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30 dicembre 2012

Uno scoppio, una corona, un regalo, una domanda


Sei pronto a vivere un anno dando "tutto" a Cristo e alla sua chiesa?

(Quella che vi proponiamo questa domenica è un "riciclo" di un messaggio "antico, risalente al 2008 e mai passato su podcast. Speriamo possa piacervi!)

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1° parte

Gioco con i bimbi (fai vedere un “Christmas Cracker”).

Bambini, sapete che cos'è questo che ho tra le mani? (attendi che qualcuno provi ad indovinare...fai stare ZITTI i bambini e gli adulti che conoscono cosa sia).

I crackers vennero inventati nel 1847 in Inghilterra da un certo Thomas Smith, il quale, proprietario di un laboratorio per la produzione di dolciumi, volle inventarne uno nuovo sulla scorta di alcune caramelle che aveva visto a Parigi.

All'inizio i crackers erano soltanto delle caramelle un po' più grosse, ma col passare del tempo piuttosto che un dolcetto furono usate come “contenitore” per delle sorprese da regalare a Natale e in altre occasioni come gesto bene augurante.

Al giorno d'oggi i crackers contengono, nella maggior parte dei casi... ma non voglio anticipare nulla; è bene che scopriate da soli cosa contengono.

(fai l'estrazione a sorte del bambino a cui farlo aprire)

Ogni cracker, come dicevo, contiene:

  • uno scoppio
  • una corona
  • un regalo
  • e una (o più) domande... che dovrebbero essere spiritose!


Uno scoppio, una corona, un regalo, e una domanda; vengono scambiati nei giorni di festa, e questi quattro simboli servono a rammentarci che, appunto, stiamo festeggiando qualcosa:

  • uno scoppio, per attirare l'attenzione sull'evento
  • una corona, per sentirci re per un giorno
  • un regalo, per renderci felici
  • è una domanda, per farci riflettere.


Anche se i crackers sono tutt'altro che un simbolo cristiano, mentre eravamo in ferie in Inghilterra dai genitori di mia moglie, riflettevamo con i miei figli che nonostante siano frutto della più laica mentalità consumistica, essi hanno in se dei simboli che ci ricordano chi e cosa stiamo festeggiando a Natale. Perché?

(guida i bimbi a trovare da soli le risposte)

Quali sono le realtà su Gesù che ci fa venire in mente; secondo me (e secondo anche i miei figli): c'è lo scoppio il quale ci rammenta che c'è stato un giorno in cui lui ha attratto la nostra attenzione su di lui...e noi ci siamo volti a lui, c'è una corona, perché siamo figlio del Re e in Gesù siamo co-eredi del Regno c'è un regalo, la Salvezza, non perché siamo meritevoli, ma perché nostro Padre vuole la nostra felicità ma.... ma c'è una domanda.

Qual'è la domanda che potrebbe farci Gesù, bambini?

(raccogli le domande)

2° parte

Sapete ormai che, per tradizione, il primo messaggio dell'anno lo dedichiamo alle “prospettive” sia della nostra comunità che di ciascuna delle persone che ne fanno parte.

Ed anche quest'anno ho pensato di iniziare così,

“...con lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne. (2 Cor 4:18)

come dice Paolo.

Direte voi, cosa c'entra però il cracker con il futuro della nostra chiesa; ve lo spiego subito.

Uno scoppio, una corona, un regalo, e una domanda; questa è stata un po' la nostra storia sino a ad ora come credenti. C'è stato un giorno in cui Gesù ha attratto prepotentemente la nostra attenzione su di lui...e noi ci siamo volti a lui:

"Chi sei, Signore?" E il Signore: "Io sono Gesù, che tu perseguiti. (...) Egli, tutto tremante e spaventato, disse: Signore, che vuoi che io faccia? . (Atti 9:5-6)

Al pari di Paolo, ciascuno di noi, un giorno ha chiesto quel “chi sei” a Gesù; e s sei qui che mi ascolti, è probabile che anche tu gli abbia chiesto “cosa vuoi che io faccia?”.
C'è una corona, perché siamo figlio del Re e in Gesù siamo co-eredi del Regno:

"Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui. (Romani 8:17)

Dio ci ha elevati dall'essere nulla all'essere figli eredi; se egli è il Re dei Re, allora noi siamo gli eredi del re.
Molto di più! Siamo CO-EREDI assieme a Gesù.; e questo è molto importante. Normalmente quando c'è una eredità, in meno si divide, meglio è, ma non è questo il caso, anzi, tutt'altro.
La parola infatti che usa Paolo in greco è sugklekronomos che significa avere accesso con lo stesso diritto alla stessa quantità di un bene.

Riesci ad immaginare cosa significa? SE soffriamo, ci affatichiamo, lavoriamo con Gesù, assieme a Gesù (non stiamo lavorando DA SOLI!), allora tutto quello che a lui spetta come Figlio, come seconda persona della Trinità, allora spetterà anche a te!

La corona sulla tua testa simboleggia che sei figlio del re. Vedi di esserne degno non solo per un giorno, ma per ogni giorno della tua vita.
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C'è un regalo, la Salvezza, non perché siamo meritevoli, ma perché nostro Padre vuole la nostra felicità:

"Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti" (Efesini 2:8-9)

Non posso vantarmi dei regali che ho trovato nei miei cracker, così come non posso vantarmi di “essermi salvato” da solo, ma per l'amore di un Padre che sacrifica suo Figlio pur di acquistarmi!

Tutto questo ho trovato, un giorno di tanti o di pochi anni fa non importa, nel cracker che mi ha regalato il mio Signore.

Ma, come cracker natalizi, anche nel suo c'è una domanda;

“Ed egli disse loro: "E voi, chi dite che io sia?" Simon Pietro rispose: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". (Matteo 16:15-16)

Solo se ho risposto come Pietro... parola più, parola meno, la mia corona e il mio regalo non saranno solo per un giorno, ma per sempre!

3° parte

Uno scoppio, una corona, un regalo, e una domanda; anche la storia della nostra chiesa è in fondo simile a un cracker:

c'è stato un giorno ... o meglio, più giorni in cui il Signore ha attratto l'attenzione di ciascuno di noi ad unirsi nel suo corpo in terra, la Chiesa:

"Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere. (...) Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le proprietà e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che venivano salvati". (Atti 2:42-47)

Ognuno di noi può testimoniare l'urgenza di avere fratelli in Cristo, e sorelle in Cristo, e l'esplosione di gioia quando abbiamo scoperto che NON ERAVAMO SOLI! Ma che c'erano altri credenti nella nostra città o a poca distanza da essa.

C'è una corona; è l'onore di servirlo qui, in questa comunità;

"In quei giorni, moltiplicandosi il numero dei discepoli, sorse un mormorio da parte degli ellenisti contro gli Ebrei, perché le loro vedove erano trascurate nell'assistenza quotidiana. I dodici, convocata la moltitudine dei discepoli, dissero: "Non è conveniente che noi lasciamo la Parola di Dio per servire alle mense. Pertanto, fratelli, cercate di trovare fra di voi sette uomini, dei quali si abbia buona testimonianza, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Quanto a noi, continueremo a dedicarci alla preghiera e al ministero della Parola". (Atti 6:1-4)

Nella tua chiesa, come in ogni chiesa, non ci sono cose piccole (come servire a tavola) o grandi (come predicare la Parola) da fare, ma solo COSE da fare.

E tu che le fai, sei onorato di farle per il Re dei Re.

C'è un regalo: questa stessa comunità: il suo sorgere non è merito mio, o tuo, ma di Colui che ci ha voluto premiare al di sopra del mio o del tuo merito specifico dandoci una famiglia in Cristo qui in terra!

"All'angelo della chiesa di Filadelfia scrivi: (...) Io conosco le tue opere. Ecco, ti ho posto davanti una porta aperta, che nessuno può chiudere, perché, pur avendo poca forza, hai serbato la mia parola e non hai rinnegato il mio nome. (...) Io vengo presto; tieni fermamente quello che hai, perché nessuno ti tolga la tua corona. (Apocalisse 3:7-11)

Questa comunità è piccola, ma è un regalo prezioso per noi, come pure per la città di Montefiascone e delle altre da cui ogni domenica proveniamo , che Dio vuole benedire tramite di essa.

Ma, come nel cracker, c'è una domanda.

Quale domanda c'è nel cracker dell'anno nuovo per te?

Abbiamo visto che in quello del credente c'era una richiesta di totale dedizione al Gesù. Cosa pensi ti stia chiedendo Lui per l'anno che viene?

Te lo si chiesto? Si? No? Voltati verso il tuo vicino di sedia e raccontagli la domanda che credi che Gesù ti stia facendo per questo nuovo anno che inizia, e ascolta quella del tuo fratello o della tua sorella in Cristo.
......
Non posso sapere quello che c'è nel tuo, ma posso dirti la domanda che c'è nel mio

"La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente; istruitevi ed esortatevi gli uni gli altri con ogni sapienza; cantate di cuore a Dio, sotto l'impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali. Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù ringraziando Dio Padre per mezzo di lui" (Colossesi 3:16-17)

SEI PRONTO A VIVERE UN ANNO DANDO TUTTO DI TE ALLA MIA CHIESA?

Uno scoppio, una corona, un regalo, una domanda; spetta a me rispondere in modo di non essere il re per un giorno, ma in tutti i giorni della mia vita

"Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui.! (Romani 8:17)

25 dicembre 2012

Lo stravagante regalo del Natale

Hai mai ricevuto un regalo, come dire, "stravagante"? Penso che ognuno di noi ne abbia ricevuti svariati, durante la propria vita! E cosa ci hai fatto, con quel regalo "stravagante"? Lo hai gettato, oppure lo hai "riciclato". Ma c'è un regalo "stravagante" che non puoi gettare via, ma che allo stesso tempo devi "riciclare" ad altri... ed è lo stravagante regalo del Natale di Cristo!
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“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio” (Giovanni 3:16a)

“Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria.L'angelo, entrato da lei, disse: «Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te». (Luca 1:26-28)

“In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l'impero.Questo fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città. Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide, per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta” Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto; ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.” (Luca 2:1-7)

“Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini.” (Filippesi 2:5-7)

16 dicembre 2012

Adorare come i Magi

Gesù si è rivelato per primo non a dei credenti, ma a uomini di un altra nazione e di un altro popolo. Ma il comportamento dei "magi" ci parla di come Dio vuole che il "suo" popolo lo adori.
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Il monte Moria: era un altura nella regione centrale di un paese che si chiamava Canaan. Un giovane saliva assieme a suo padre con del legno sulle spalle per offrire un sacrificio. Arrivati in cima al monte il giovane fu legato dal padre a quel legno, per essere sacrificato... Ma il sacrificio non ci fu; Isacco fu risparmiato, e Dio, vedendo l'obbedienza di Abraamo confermò la promessa che “in lui”, per mezzo suo, sarebbero state benedette tutte le nazioni della terra:

“Tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza, perché tu hai ubbidito alla mia voce” (Genesi 22:18)

Dio ci ha fatto pervenire quattro racconti della vita di Gesù, i Vangeli. Ognuno è diverso. Ognuno mette in evidenza un aspetto differente del Messia. Il Vangelo di Matteo ci mostra Gesù come il re di tutte le nazioni della terra.

Cosa c'entra questo con l'adorazione?

Chi è che per primo ha “adorato” Gesù? E' stato forse qualcuno che credeva nel Dio d'Israele? I “sacerdoti” Leviti?  Gli “esperti della Bibbia” Farisei? No. I primi che hanno adorato Gesù, sono state delle persone che provenivano da un paese lontano, che non avevano una “fede” forte, e che probabilmente non avevano fede affatto.

Le prime presone a cui il “Dio con Noi”, l'Emmanuel si è rivelato, facevano parte “di un altro popolo,
non il “suo” popolo. Erano degli “astronomi/astrologi” a cui è bastato vedere cosa stava accadendo, e capire dove stava accadendo,  ma il fine di tutto questo, non era per pura voglia di conoscenza, ma per adorare chi stava venendo. Matteo 2 ci narra dell'arrivo dei magi; e noi vogliamo vedere qual'è stata la loro strada per adorare meglio Gesù.

“Gesù nacque nella cittadina di Betlemme, in Giudea, durante il regno di Erode. In quel periodo alcuni magi arrivarono a Gerusalemme dall’Oriente e chiesero: « Dov’è il re dei Giudei appena nato? Abbiamo visto la sua stella nei lontani paesi d’Oriente e siamo venuti qui per adorarlo ». Il re Erode rimase turbato da queste parole, e con lui gli abitanti di Gerusalemme. Egli riunì tutti i capi religiosi. « Ci hanno mai detto i profeti dove sarebbe nato il Messia? » chiese il re. « Sì, a Betlemme », risposero, « così infatti scrisse il profeta Michea: “O piccola Betlemme, tu non sei la meno importante fra i villaggi della Giudea, perché da te sorgerà un principe, che guiderà il mio popolo Israele” ». Allora Erode chiese di parlare in privato con i magi. … Dopo questo incontro, i magi ripresero il loro viaggio. Ed ecco: la stella che avevano visto in oriente li precedeva finché non si fermò proprio sul luogo dov’era il bambino, sopra Betlemme. La loro gioia non conobbe limiti! Entrarono nella casa dove erano il bambino e Maria, s’inginocchiarono e lo adorarono. Poi presentarono i loro doni e glieli offrirono: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:1-7, 9-11 PV)

1) Per adorare devo vedere ciò che Dio fa.

“Abbiamo visto la sua stella nei lontani paesi d’Oriente e siamo venuti qui per adorarlo “ (Matteo 2:2b PV).

I magi hanno “visto” qualcosa d'importante. Cosa hanno visto?
  • Cometa?
Passa troppo rapidamente: i magi dovevano pare una gran strada dall'Iraq fino a Gerusalemme (6 settimane).
L'astronomia ci dice che, nel decennio in cui si pensa sia nato Gesù non ce ne erano.
  • Supernova?
Non c'è traccia di nessun rapporto degli astronomi/astrologi dell'epoca che ci sia stata un'esplosione stellare in quel periodo.. Anche questa dura troppo poco.
  • Congiunzione tra due pianeti?
Molto probabile. Nel 7 AC ci fu una congiunzione tra Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci che durò 5 mesi, e fu particolarmente visibile nel Mediterraneo poco sopra l'orizzonte.
I magi erano astronomi, e sapevano della congiunzione, ma anche “astrologi”: e l'astrologia diceva che:
    • Giove = pianeta dei re
    • Saturno = pianeta di Israele
    • Costellazione dei Pesci = era dove il sole iniziava di nuovo il suo tragitto, = l'inizio di qualcosa nuovo
Traggono le conclusioni: Giove = re, Saturno = Israele, Pesci = l'inizio di qualcosa nuovo. Ergo: “In Israele è nato un nuovo re”.

I magi non erano credenti, e l'astrologia è pagana, ma Dio probabilmente si è servito di essa per svelare al mondo il suo piano. Forse lui stesso ha messo nei miti delle popolazioni limitrofe a Israele quella simbologia affinché, quando quei tre segni venissero assieme, i magi vedessero e capissero. Dio è il dio dell'impossibile, ed è capace di sfruttare qualsiasi cosa per attirare su di se l'attenzione del mondo.

Se pronto a  vedere Dio anche quando pensi “qui Dio non c'entra”? Dio controlla l'intero Universo, e per lui è facile “usare” le situazioni che sembrano distanti mille miglia da qualcosa di “cristiano.” Può essere un sogno, una malattia, una guarigione, una crisi economica, qualcosa che di “scuota”

Perché Dio fa questo? Perché cerca degli adoratori. I magi dicono: “siamo venuti qui per adorarlo”
Se credi in lui, dovresti cercare di “vedere” quei segni, per poterlo ringraziare e adorare, ma anche per spiegare quei segni ad altri.

2 ) Per adorare devo cercare Dio

“Dov’è il re dei Giudei appena nato?” (Matteo 2;2a PV)

Se i magi si fossero limitati a “vedere” i segni, e se ne fossero rimasti in Iraq, non avrebbero trovato per primi e adorato per primi Gesù.

Vedere il “segno”, e anche capirlo, è assolutamente inutile, se non porta ad una decisione.
Se non ti porta a dire: “Vado a cercare Gesù”. Se hai visto i segni, se hai visto cosa Dio fa nella vita degli altri e probabilmente nella tua, e tutto finisce lì... che spreco! Nelle predicazioni precedenti avevamo detto che adorare Dio era allineare la mia vita col suo volere, portarmi sotto il trono di Dio, un trono che trabocca di grazia. Dio vuole inondarti con la sua grazia... ma non può farlo, se hai visto la stella, e te ne rimani in Iraq.

3 )Per adorare devo ascoltare la Parola di Dio

I magi hanno visto cosa accadeva, hanno iniziato a cercare, ora si trovano nel paese giusto (Gerusalemme), ma nel palazzo sbagliato; stanno cercando un re, e lo cercano nel palazzo del re. “Dove sta il nuovo re?” chiedono ad Erode: Erode si informa presso i capi sacerdoti, ed essi rispondono: “E' a Betlemme”.

Come facevano i capi sacerdoti a sapere con precisione dove doveva nascere Gesù?

“così infatti scrisse il profeta Michea” (Matteo 2:.5a PV):

I magi hanno visto cosa faceva Dio, hanno cercato Dio, ora ascoltano la Parola di Dio. Se Dio si è servito dell'astrologia per far trovare Gesù, la rivelazione completa avviene tramite la lettura di un brano della Bibbia.

Noi non abbiamo più bisogno dell'astrologia, perché abbiamo la Scrittura, la Parola di Dio. Quanti hanno visto i segni, hanno iniziato a cercare, ma finiscono nel “palazzo sbagliato”, nelle “sette”, nell'esoterismo, nella “new age”. Per portarli nel “palazzo giusto”, per portarli ad adorare Gesù, quello che dobbiamo fare è portarli alla Parola di Dio.

4 )Per adorare devo accettare Gesù

I magi arrivano a Betlemme, e trovano non una reggia

“Entrarono nella casa dove erano il bambino e Maria” (Matteo 2:11a PV)

Uno dei più grandi limiti di chi cerca Dio, è che non vuole accettare che Gesù E' Dio! Cerca un Gesù “più potente”, meno “umile e mansueto”, che “mette a posto tutto il male nel mondo (e fino a che non lo fa io non gli credo)”, meno “rigido verso il sesso”, “che non vuole che dia la mia decima e le offerte”. Altri non lo accettano perché è “presuntuoso”: “Nessuno viene al padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6b). Non va di moda in un mondo che proclama il relativismo; “qualsiasi dio tu adori, va bene, basta che lo fai in buona fede”.

I magi hanno dovuto forse rivedere le loro aspettative e teorie: si aspettavano un re, e trovano un bambino. Anche tu forse hai bisogno di “rivedere” le tu aspettative: non puoi avere un Gesù “come piace a te”, ma devi accettarlo e divenire “come piace a lui”

5) Per adorare devo inginocchiarmi di fronte a Gesù.

Non nel senso fisico (non solo almeno), ma nel senso di cedere la propria supremazia la propria autorità, la propria volontà a Gesù.

“s’inginocchiarono e lo adorarono.” (Matteo 2:11b PV)

La parola greca “piptò peto” significa “cadere da una posizione superiore verso una posizione inferiore”. I magi erano “pezzi da 90”, erano persone importanti, scienziati di fama; avevano visto i segni di Dio, avevano cercato Dio, avevano ascoltato la Parola di Dio, avevano accettato Gesù così come era... “... e mò basta! Che voi de più da me?”

No, che non bastava,  dovevano “cadere giù”, abbandonare la spocchia del loro sapere,  ora dovevano prostrarsi davanti a un neonato che aveva a fianco una ragazzetta adolescente.

Se vuoi adorare realmente Gesù, devi rinunciare a te stesso

“Allora Gesù disse ai suoi discepoli: "Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. (Matteo 16:24)

Per adorare veramente devi far morire il tuo vecchio te stesso, e far crescere il te stesso che somiglia a Gesù.

6) Per adorare devo dare il mio meglio a Gesù.

Quando si è alla presenza di qualcuno importante, è consuetudine donare qualcosa; e più importante è la persona, più ricco e prezioso sarà il regalo. I magi non si presentarono a mani vuote.

"Poi presentarono i loro doni e glieli offrirono: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:1-7, 9-11 PV)

I magi sapevano che avrebbero incontrato un re, e si erano preparati dei regali degni del re che andavano ad incontrare:
  • Oro = si offriva ai re. Lo offrono a Gesù, perché Gesù è re
  • Incenso = lo si bruciava davanti alle divinità. Lo offrono a Gesù perché Gesù è Dio
  • Mirra = lo si usava per guarire le ferite. Lo offrono a Gesù perché lui è il grande medico capace di guarire e sanare le ferite e le piaghe dell'umanità, e avrebbe sconfitto la morte.
Oro al re, incenso a Dio, mirra al grande medico che avrebbe sconfitto la morte.

E tu che cosa offri oggi a Gesù? Pensi sia convenevole venire alla sua presenza a mani vuote, o con qualche regalino comperato al discount che è per via? Gesù vuole che tu lo adori dando il tuo meglio:
  • il meglio del tuo tempo, venendo in chiesa la domenica, frequentando i gruppi della chiesa
  • il meglio delle tue preghiere
  • il meglio del tuo danaro
  • il meglio del tuo impegno a testimoniare agli altri di ciò che ha fatto per te.
I magi non rimasero per sempre con Gesù, ma tornarono in patria, raccontando probabilmente di quell'incontro che aveva cambiato la loro vita.

Conclusione

Su quel Monte Moria, quel bambino che i magi avevano cercato, accettato e adorato, un giorno sarebbe salito anche lui, su quello stesso monte dove era salito Abraamo con Isacco. E sulle spalle di Gesù, come sulle spalle di Isacco, sarebbe stato legato del legno.

Il Monte Moria, ai tempi di Gesù, si chiamava Golgota. E sul Monte Moria, come Abraamo doveva uccidere il figlio Isacco, su quello stesso monte (forse esattamente sullo stesso posto), Gesù è stato ucciso.
Isacco non è stato sacrificato; Gesù è stato sacrificato.

Su quel monte, Dio ha mantenuto la promessa fatta ad Abraamo di benedire attraverso la sua discendenza tutte le nazioni del mondo. E' per questo che vogliamo adorare Dio; perché il Natale ci ricorda che è fedele, e che quello che promette mantiene.

“La vergine sarà incinta! Partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele (che significa Dio è con noi)” (Matteo 1:23 PV)

09 dicembre 2012

Essere amici di Gesù

L'amicizia non è fatta di parole, ma di azioni, gesti concreti, tempo assieme che cementa un rapporto. Gesù non solo ti ha dato tempo... ma ha dato anche le vita per te. Voi essere amico di Gesù? Simone Giannicola ci illustra che l'amicizia con Cristo "costa"... ha una ricaduta eterna!
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"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. Nessuno ha amore piú grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici. Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando. Io non vi chiamo piú servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio. Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri." (Giovanni 15:12-17)

"
O gente adultera, non sapete che l'amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio." (Giacomo 4:4)"Abraamo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere quando offrí suo figlio Isacco sull'altare? Tu vedi che la fede agiva insieme alle sue opere e che per le opere la fede fu resa completa; cosí fu adempiuta la Scrittura che dice: «Abraamo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto come giustizia»" (Giacomo 2:21-23)

"Ma Gesú gli disse: «Amico, che cosa sei venuto a fare?» Allora, avvicinatisi, gli misero le mani addosso e lo presero." (Matteo 26:50)

"
Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre. Chi ama suo fratello rimane nella luce e non c'è nulla in lui che lo faccia inciampare. Ma chi odia suo fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi." (1 Giovanni 2:9-11)

"
Chiunque odia suo fratello è omicida; e voi sapete che nessun omicida possiede in sé stesso la vita eterna." (1 Giovanni 3:15)

"
Se uno dice: «Io amo Dio», ma odia suo fratello, è bugiardo; perché chi non ama suo fratello che ha visto, non può amare Dio che non ha visto." (1 Giovanni 4:20)
"Chiunque crede che Gesú è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama colui che ha generato, ama anche chi è stato da lui generato. Da questo sappiamo che amiamo i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. Perché questo è l'amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. Chi è che vince il mondo, se non colui che crede che Gesú è il Figlio di Dio?" ( 1 Giovanni 5:1-5)



02 dicembre 2012

Leggere nella mente di Dio


Come posso far si che leggere la Bibbia non sia solamente un "esercizio", ma qualcosa che mi cambi? Se leggo in profondità, e non in distanza, allora la lettura diventerà un viaggio stupendo che mi porterà a leggere nella mente di Dio, trasformandomi completamente.
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Quanti sanno fare la “ranocchia”, al lago? La “ranocchia” è prendere un sasso piatto e farlo rimbalzare sulla superficie.

La “ranocchia” illustra bene la maniera di leggere la Bibbia che avevo quando ho iniziato a seguire Gesù;
badavo molto a “quanto” leggevo ma alla fine non mi sembrava di apprendere nulla. Ero come il sasso che rimbalza sulla superficie dell'acqua, ma non entra in profondità. In questo modo la lettura non faceva molto in me ed ero sempre indietro con il mio piano dei lettura della Bibbia in un anno

Paolo dice in Romani:

“Non adattatevi alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma lasciatevi trasformare mediante il rinnovamento della vostra mente” (Romani 12:2a PV) 

Quello che ci dice Dio è “non cercare di 'accomodarti' alle cose come sono nel mondo, perché io voglio trasformare completamente la maniera di vederlo”. La parola che usa Paolo per “trasformare” in greco è "metamorpho", che significa non solo un cambiamento esterno, ma anche interno: il bruco che diviene farfalla, il seme che diventa pianta.

Cosa c'entra tutto questo con l'adorazione?

Cosa c'entrano le mie difficoltà di leggere la Bibbia con l'adorare Dio? Le volte scorse avevamo detto che adorare Dio:
  • è affermare che Dio vale per me: e questo non lo facevamo semplicemente con la nostra voce ma con il nostro modo di vivere, vivendo la nostra vita come un atto di adorazione;
  • è portare la mia vita sotto il trono della sua autorità: allineando la nostra vita alle sue regole e al suo volere, portandola sotto il trono della grazia di Dio 
  • è possibile adorare Dio attraverso il mio corpo: Dio vuole amare il mondo attraverso di me. Per questo ho necessità dello Spirito Santo che mi lavi costantemente;
  • adorare Dio costa: se ci viene “facile”, se non ci costa nulla, probabilmente non stiamo realmente dando adorazione a lui.

Pensare come pensa Dio

Questa volta vogliamo vedere come posso adorare Dio pensando le cose che lui pensa:

Iniziamo rileggendo Romani 12:

“Non adattatevi alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma lasciatevi trasformare mediante il rinnovamento della vostra mente” (Romani 12:2a PV) 

Trasformare è cambiare la natura e il carattere di qualcosa; Dio ti dice “io voglio trasformare la tua natura e il tuo carattere attraverso il rinnovamento della tua mente”. Non vuole cambiare il tuo comportamento ma vuole cambiare il modo in cui pensi, vuole che inizi a pensare le cose che lui pensa. Ma per fare questo, devi conoscere le Scritture, poiché leggere la Bibbia è leggere nella mente di Dio

Leggendo come facevo io, a “ranocchia”, non andavo in profondità e non riuscivo a capire cosa pensasse realmente Dio.

Leggi  in profondità, non in distanza

La maniera con cui leggevo io era “in distanza”; potevo vantarmi di aver letto tanti capitoli, ma non di averci capito qualcosa. Il modo invece che avrei dovuto adottare era “in profondità”; dovevo “immergermi” nella lettura per vedere cosa c'era sotto la superficie.

Voglio spiegarvi cosa succede in noi quando leggiamo “immergendoci” in profondità con un'illustrazione.

Questo è un bicchiere di acqua. E tra l'altro non è nemmeno di acqua bollente, perché spesso, quando leggiamo la Bibbia, arriviamo che non siamo molto “bollenti” per farlo; questa è una bustina di the. Cosa accade quando immergo la bustina una sola volta? Assolutamente niente!
Ma se lascio la bustina per 10:15 minuti, l'acqua assumerà il colore, il sapore e il profumo del the.

(immergi la bustina di the nell'acqua )

L'immagine è abbastanza ovvia: il bicchiere d'acqua è la nostra anima e la busta di the è un pezzo della Scrittura che immergiamo nella nostra anima. Ci concentriamo su di essa, la meditiamo, la facciamo nostra.
Dopo un po' cominciamo ad assorbire il carattere, il sapore e il profumo di Cristo, perché tutto ciò viene fuori dalla sua Parola.

Viaggiare nella Parola

Una delle cose che mi piaceva di più da ragazzo era di prendere la mia macchina, mettere su una cassetta che mi piaceva, e fare delle lunghe passeggiate. Mi piaceva andare lontano da casa, per vedere nuovi posti che erano differenti da quelli dove vivevo ogni giorno,  fermarmi per vedere un bel panorama, fare una foto, spedire una cartolina, e poi si tornava a casa.

Incredibilmente, quello che facevo durante queste mie gite, è esattamente quello che ora faccio quando leggo la Bibbia in profondità.

Sei passi per viaggiare nella Bibbia

1) Fai il pieno

Se il tuo serbatoio non è abbastanza pieno, non andrai moto distante.Questo è vero anche nella vita spirituale. Paolo dice questo:

“E nessuno può conoscere i pensieri di Dio, eccetto lo Spirito che viene da Dio. Ora, il Signore ci ha dato il suo Spirito, che non è lo spirito del mondo, per farci conoscere i doni meravigliosi e gratuiti che egli ci ha dato...Ma l’uomo che non è cristiano non può capire, né accettare le verità che lo Spirito Santo rivela; gli sembrano una pazzia e non le può capire, perché soltanto chi ha lo Spirito Santo dentro di sé può comprendere ciò che lo Spirito intende. Noi cristiani, invece, abbiamo la mente di Cristo.” ( Corinzi 2: 11b-12, 14, 16b PV)

Quello che dice Paolo è che gran parte di quello che è scritto nella Bibbia è impossibile capirlo senza l'aiuto dello Spirito Santo. La prima cosa che faccio dunque quando apro la mia Bibbia per la mia meditazione è quella di pregare per lo Spirito Santo:  “Signore, lo so che senza l'aiuto dello Spirito Santo, tutto quello che leggerò sarà difficile da capire Allora, puoi farmi un pieno di Spirito Santo così da avere orecchie per sentire quello che tu hai da dirmi per la mia vita di oggi?” Avendo pregato questa semplice preghiera, posso aprire la mia Bibbia nella certezza che il Signore stesso mi aiuterà a capirla, semplicemente perché gli l'ho chiesto.

Per cui, la prima cosa che devi fare, è fari il pieno!

2) Scegli il tuo percorso

La seconda cosa da fare, è scegliere il percorso. Quando viaggiavo, qualche volta mi piaceva  fare strade che conoscevo bene e che mi piacevano molto. Altre volte invece mi piaceva esplorare nuove strade, strade dove non ero mai passato.

Per la lettura della Bibbia funziona allo stesso modo: forse vuoi rileggere un brano che conosci bene e che ti piace molto, o forse vuoi iniziare un libro che non hai mai letto nella Bibbia. L'importante è che tu scelga un passo con la consapevolezza che stai per ascoltare la vera voce di Dio.

Paolo dice:

“Tutto ciò che è scritto nella Bibbia è stato ispirato da Dio e serve ad insegnarci la verità, ci convince, ci corregge e ci aiuta a fare ciò che è giusto. In questo modo il credente viene perfezionato e preparato a fare opere buone. (2 Timoteo 3:16-17 PV)

Quando hai scelto la strada, rimani su quella; non cercare vie laterali, tangenziali, o altro,  ma rimanici fino al suo termine. Potresti impiegare qualche giorno, o qualche settimana, ma vedi dove di porta.

Dopo aver riempito il serbatoio e scelto la strada la terza cosa da fare è:

3) Rallenta e goditi il panorama

Le strade che mi piacevano di più, erano le strade con le curve, perché mi obbligavano ad andare più piano, e così potevo gustare meglio ciò che vedevo fuori dal finestrino. Talvolta mi incuriosiva qualcosa, e rallentavo per vedere meglio come era stata costruita una chiesa, oppure dove finiva un fiume.

Se leggi velocemente, è come se tu stessi percorrendo l'autostrada: ti troverai ben presto al casello, e non avrai visto nulla di quello che  c'era attorno. Se rallenti invece sarai attratto dai particolari. Domandati : “Cosa succede negli altri versetti del libro? Cosa mi dice questo passo del carattere di Dio? Cos'è che non ho mai visto nella Bibbia e che invece vedo ora?” Ricordati che leggere la Bibbia non è una competizione, e che Dio non va di fretta per questo, nemmeno tu devi andare di fretta.

Rallenta, e goditi il panorama. Questo ti porterà al quarto passo.

4) Fermati in un punto panoramico 

Quando trovavo un luogo veramente bello, magari indicato da una freccia con su scritto “belvedere”, allora parcheggiavo la macchina, prendevo la mia macchina fotografica, e scendevo per apprezzarlo più da vicino.

Nel leggere la Bibbia accade lo stesso; alcune volte è come se Dio stesse dietro di te e ti battesse sulla spalla dicendo: “Fai attenzione, perché questo passo è importante per te!”.

Può essere un capitolo, un paragrafo, o una frase che ti colpisce in maniera particolare. Fermati allora su quello, scendi, e vai a vedere più da vicino cosa c'è.

Uno dei metodi è quello che si chiama “leggi e enfatizza

Si inizia con un versetto e lo si legge più e più volte. Ogni volta che si legge il versetto, si sottolinea, enfatizzandola una parola diversa; è importante che lo fai a voce alta. E 'il modo più semplice per iniziare a discutere i significati della Scrittura. Puoi farlo anche se è la prima volta che apri una Bibbia. E 'semplice, ma incredibilmente potente. Ogni volta che si enfatizza una parola diversa, si ottiene una diversa prospettiva.

Prendi la prima parte di Colossesi 3:16, per esempio. Il versetto dice:

“La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente" (Colossesi 3:16)


  • La prima volta che leggi il versetto, enfatizza la parola “parola"." Ciò significa che è importante di ritenere la Parola di Dio nella tua mente.
  • Enfatizza poi la seconda parola del versetto, "Cristo".Non ti stai soffermando su ciò che un filosofo, un guru, o un conduttore di talk show ha da dirti; ti stai soffermando sulle parole di Cristo!
  • Enfatizza quindi la parola "abiti". La parola "abitare" significa "risiedere in un posto per molto tempo." Abitare non è scorrere velocemente attraverso la Parola di Dio in modo da poter andare avanti con il resto della tua giornata.
  • Enfatizza poi la parola "in"E 'bello avere la parola di Cristo dentro di te!. Puoi mettere versetti della Parola di Dio su un adesivo sul frigo o sul vetro della tua auto, ma non cambieranno la tua vita prima di lasciare che essi penetrino nella tua vita.
  • Quindi concentrati sulla parola "voi". La Bibbia non è solo Parola di Dio per il tuo pastore, per i professori universitari o per qualche tuo leader in chiesa: è la parola di Dio per voi...è per te! La Bibbia è l'istruzione per ogni singolo credente.
  • Infine, sottolinea la parola "abbondantemente".Che cosa significa? Vuol dire l'opposto di scarsamente. In altre parole, significa riccamente, copiosamente, senza parsimonia. Dio non vuole che la sua Parola sia qualcosa di cui c'è scarsità nella tua vita.

Mentre fai questo, tu stai iniziando una conversazione con Dio, mettendo in parole tue i concetti che lui ti ha mostrato in quel passo: “Signore, mi stai dicendo che io posso portare Cristo con me in ogni istante? Vuoi che gli faccia uno spazio dove risieda sempre dentro di me? E' questo quello che mi stai dicendo?".

Questo ci porta al quinto passo

5) Scatta una foto di te stesso

VI avevo detto che portavo con me la macchina fotografica, e che amavo fare istantanee dei posti così da avere un promemoria di dove ero stato e per ricordarmi quello che avevo visto. All'epoca non c'erano macchine così piccole o i cellulari, da poter essere adoperati con una sola mano a breve distanza per fotografare se stessi nel panorama come si fa adesso.

Con la Parola di Dio è la stessa cosa; vogliamo scattare una foto per rammentarci di ciò che abbiamo visto e imparato. La Bibbia dice che la Parola di Dio è sia una lampada che uno specchio per la nostra anima.
Una luce per illuminarci e uno specchio in cui vedere se stessi. Domandati “In questa luce, c'è qualcosa che ora mi è più chiaro e che non avevo visto prima?”. Oppure: “In questo specchio, cosa devo cambiare nella mia vita?”.

Questo ti porta a parlare con Dio, e di guida al sesto passo.

6) Spedisci una cartolina a casa

Qualche volta, nei miei viaggi, trovavo anche il tempo di fermarmi, comperare una cartolina, e scrivere a qualcuno per condividere quello che avevo visto di bello in quel luogo.

Questo è il momento in cui la lettura e la meditazione diventa preghiera. Se come me hai un'agenda dove appunti le tue preghiere, metti anche la data; nel futuro sarà anche una cartolina che ti ricorderà dove sei stato e cosa hai visto, sentito e provato.

Ma è molto di più Se leggi la Bibbia in questo modo, tu permetti a Dio di guidare ANCHE la tua preghiera, pregando ciò che Lui vuole che tu preghi. Questo cambierà in maniera permanente  e irreversibile il tuo modo di essere...proprio come la busta di the ha cambiato in modo permanente e irreversibile il bicchiere d'acqua

(pendi il bicchiere)

Cosa è accaduto? E' accaduto che ora l'acqua ha acquisito il colore, il sapore e l'odore della busta di the.
Ma è accaduta anche un'altra cosa fondamentale: questo non è più un bicchiere d'acqua, ma un bicchiere di the; la sua natura è cambiata in maniera permanente e irreversibile.

Questo è quello che succede alla tua anima quando “la parola di Dio abita in te abbondantemente.
Come la busta ha cambiato l'acqua in the, la Parola di Dio cambierà completamente te stesso (o te stessa).

Non sarai più adattato/adattata alle usanze e ai costumi di questo mondo, ma sarai trasformato/trasformata attraverso il rinnovamento della tua mente. Assorbirai il colore, il sapore, il profumo, l'odore di Cristo Avrai così il carattere di Cristo. La tua vita di preghiera non sarà più relegata in pochi minuti al giorno. Le memorie del tuo “viaggio” invece diventeranno un costante impulso a parlare con Dio durante tutto il giorno.

Una costante, silenziosa, segreta conversazione con Dio: questa è la strada verso l'adorazione e questo è il segreto dell'amicizia con Dio.

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