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Come ascoltare i messaggi

29 aprile 2012

Doctor House...non abita qui!

Come ci parliamo, noi che facciamo parte della famiglia di chiesa? Prendiamo ad esempio la maniera di parlare di doctor House, quella del mondo, violenta e arrogante, oppure siamo diversi?

Michele Carlson illustra perché il nostro modo di parlarci DEVE essere differente.

22 aprile 2012

Quale missione hai nella vita?

Qual'è la missione che Gesù ha in serbo per te? E soprattutto, sei pronto ad ubbidire?

Il Signore si aspetta che tu risponda!

Giuseppe Longo ci illustra tutto ciò leggendo Luca 9:1-6.


(Questo messaggio è stato originariamente portato da Giuseppe nel 2008...ora missionario assieme ad Annarita in Zimbabwe. A quattro anni di distanza, possiamo ben dire che Dio aveva in serbo per lui una GRANDE missione... quella di portare l'amore di Dio in Africa!)

15 aprile 2012

Come mi vede il mondo?

Quale reputazione ho agli occhi del mondo? Essendo nel suo albero genealogico, sto onorando il nome del mio Padre Celeste con il mio comportameno? E poi, se mi comporto come vuole Dio, avrò vita facile? Pietro, nella sua prima lettera, ci spiega che non avremo gente ad applaudirci perché applichiamo il comandamenti di Dio alla nostra vita... ma che il premio che ne riceveremo è immenso!

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Il mondo ci guarda. Come figli di Dio abbiamo il dovere di onorare nostro Padre. Quale è la reputazione che abbiamo di fronte al mondo? Come ci vedono gli altri?

Di questo si parla in 1° Pietro.

Contesto:
  • lettera a chiese prossime alla persecuzione in Turchia;
  • neo-credenti di origine non ebrea (gentili)
"Fratelli miei, come forestieri sulla terra, vi prego di non aver nulla a che fare con i desideri malvagi che sono sempre in lotta contro la vostra anima. Comportatevi bene fra i non credenti, così, mentre parlano male di voi, come se aveste fatto del male, vedranno quanto bene fate e dovranno lodare Dio nel giorno in cui egli si avvicinerà. Per amore del Signore, siate sottomessi ad ogni autorità umana, sia che si tratti di capi di stato, che di altre persone incaricate da loro di punire i colpevoli e di lodare quelli che agiscono bene. È la volontà di Dio che, vivendo in modo giusto, chiudiate la bocca ai discorsi ignoranti di uomini insensati.  Voi siete liberi, ma non servitevi della libertà come paravento per agire male, bensì per servire Dio. Rispettate tutti, amate i fratelli, temete Dio e onorate chi vi governa. Voi servi, rispettate i vostri padroni e fate cio che vi dicono, non soltanto se sono buoni e ragionevoli, ma anche se non sono giusti.  Dimostrate grazia se per piacere a Dio sopportate la sofferenza ingiusta. Che merito avreste a sopportare pazientemente un castigo che avete meritato? Ma se, agendo bene, vi tocca soffrire, e lo sopportate con pazienza, allora Dio ne sarà contento.

Infine dico a tutti voi: vivete d'amore e d'accordo, con reciproca comprensione, compassione ed umiltà. Non ricambiate il male con il male, né offesa con offesa; al contrario, benedite chi vi è contro; questo è il compito a cui siete chiamati, e per questo Dio vi benedirà. Infatti: "Chi vuole avere una vita buona e giorni felici, tenga a freno la lingua e le labbra dalla menzogna. Lasci il male e faccia il bene. Cerchi la pace senza stancarsi! Perché gli occhi del Signore sono fissi sui giusti e le sue orecchie sono attente alle loro preghiere, ma è contro coloro che fanno il male".  Chi mai vi potrà fare del male, se vi adoperate per il bene? Ma se vi capitasse di dover soffrire per aver fatto cio che è giusto, beati voi! Vogliono terrorizzarvi, ma non abbiate paura di loro, non siate turbati.  Anzi, fate in modo che Cristo sia il Signore nei vostri cuori e siate sempre pronti a difendere la vostra posizione con chiunque vi interroghi sulla vostra fede,  ma con dolcezza e rispetto, forti della vostra buona coscienza. Allora, se qualcuno parlerà male di voi, si dovrà vergognare d'aver calunniato falsamente la vostra buona condotta di cristiani. Infatti, se questa è la volontà di Dio, è meglio che soffriate facendo il bene, anziché facendo il male!" 1 Pietro 2:11-20, 3:8-17 PV


I credenti a cui Pietro scrive
  • si trovano in prima linea vicina alla persecuzione sul fronte ovest del cristianesimo
  • erano "deboli" (neo credenti non ebrei).
Pietro li ammonisce a testimoniare...con quello che avevano a disposizione: le loro vite.

L'ammonimento è valido anche per noi:

  • testimoniare con le proprie vite; una religione da "serra" ha veramente poco valore per gli altri
  • essere cristiani significa soprattutto agire come Dio vuole piuttosto che parlare di Dio
  • l'amore non è un sentimento ma una azione

    Come fare?
Versetto 2:11: siamo "forestieri" alla terra. Siamo pellegrini; e come come pellegrini non apparteniamo questa terra straniera e non abbiamo o non dovremmo avere le usanze del luogo dove siamo attualmente (v. 2:12, 15; 3:16).

Contrapponiamo alle parole degli stranieri i fatti delle nostre vite:
  • astenendoci dal desiderare il male
  • rispettando le autorità e le leggi (Gesù è morto per una legge sbagliata ma lui si è sottomesso ad essa)
  • avendo una vita coniugale di reciproco rispetto (v 3:1-7)
  • avendo amore e comprensione e compassione verso gli altri (v3:8-9)

C'è un proverbio inglese che dice "ciò che sei parla così forte che copre ciò che dici". Come credenti dobbiamo far si che le nostre azioni parlino così forte che gli altri non possano far altro che credere a ciò che diciamo.

Essere credenti significa certamente parlare di Dio ma significa soprattutto agire come Dio ci ha insegnato e lasciare che le nostre parole siano la conferma delle nostre azioni. Significa abbracciare mio fratello prima e digli che lo amo dopo; significa non adirarsi prima e perdonare dopo; significa aiutare il vicino di casa in difficoltà economiche prima e parlargli del Signore dopo.

Cosa comporta tutto questo? Saremo meglio accettati dal mondo? Mi dispiace, no!
Saremo chiamati retrogradi, fessi, intolleranti, integralisti, perché faremo cose che il mondo non fa
perché rifiuteremo cose normali, cose che il mondo fa normalmente (coppia aperta, pornografia, evadere tasse, passare col rosso, ecc.). Gesù afferma: "Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e {, mentendo,} diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi." Matteo 5:11-12

C'è dunque un premio tutto ciò:
  • un premio per gli altri : v 2:22, già avranno saputo di Dio quando si accosteranno a lui
  • un premio per noi da Dio; v 2:20: "contento" = dal greco "charis":  gioia, accettazione
  •  talvolta una lode dagli uomini; v. 2:14
  • tutta la gloria a Dio; v. 2:12; Gesù dice:"Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli." Matteo 5:14-16
E' semplice tutto questo? No, ma anche Cristo lo ha sperimentato: "Egli non pecco mai e non inganno mai nessuno. Quando fu insultato, non rispose con offese, e mentre soffriva non minacciava, ma affidava la sua causa a Dio che giudica giustamente. Egli stesso porto il peso dei nostri peccati nel suo corpo, quando morì sul legno, perché noi tagliassimo i legami col peccato e vivessimo una vita giusta. "È stato con le sue ferite che egli ci ha guarito!"1 Pietro 2:22-24 PV

E' possibile? Sì, se ci rammentiamo che siamo stati chiamati (v. 2:21), e siamo stati chiamati per essere di una benedizione dal nostro padre (v3:9b)

(Quanto mi piacerebbe che mio padre terreno mi potesse ancora dire "benfatto")

Conclusione
  • Essere credenti significa agire piuttosto che parlare
  • Le nostre azioni sono più convincenti delle nostre parole
  • Tramite esse altri conosco il signore
  • A motivo di esse Dio si compiace di noi
  • Non riceveremo encomi dal mondo per essi
  • Ma c'è un grande premio che ci aspetta: " Infatti, come pecore perdute, vi eravate allontanati da Dio, ma ora siete ritornati al vostro pastore, al guardiano delle vostre anime." 1 Pietro 2:25 PV
    "Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno date in più. Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno. " Luca 12:31-32
 A motivo dell'amore del nostro padre abbiamo ricevuto il regno; il nostro compito ora e quello di una il suo nome!

08 aprile 2012

Vieni a bordo, figlio! - Pasqua 2012

Quale capitano sceglierai per portare in salvo la tua vita? Un capitano del mondo, pronto a farsi bello la sera e fuggire la notte, o colui che è sceso per morire per te?

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Immagina di partire per un'avventura, un periodo piacevole da tutto da godere... magari una “crociera”. Immagina l'eccitazione della partenza, i preparativi e le attese per tutto ciò che deve venire. Immagina gli amici con cui condividi il viaggio, le risa, gli scherzi...

Ma, dopo la partenza, qualcosa va storto...così storto da arrivare a questo...

(Audio Telefonata)




La nostra storia di esseri umani era partita bene; era partita come una “crociera” tra amici. Nati da un'atto d'amore del Padre, camminavamo assieme a lui nell'Eden

Ma, qualcosa, durante il viaggio, era andato storto.

Avevamo voluto passare troppo “sotto costa” dove Dio sapeva esserci degli scogli a pelo d'acqua che avrebbero di sicuro danneggiato la nostra nave e interrotto la nostra navigazione.

Ma dove ci era stato detto di non passare, proprio là siamo voluti passare. E col tempo abbiamo imparato a “nascondere” la nostre disobbedienza, tanto da cambiarle nome: non più “peccato”, ma “libertà”.

Gli effetti di questa “libertà acquisita” sono sotto gli occhi di tutti: basta accendere un qualsiasi TG a qualsiasi ora del giorno o della notte. Il mondo non sta migliorando. Ci sono guerre, afflizioni, fame, miseria, sopraffazione, disperazione...

In Isaia 53:6 sta scritto:

“Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via” (Isaia 53:6)

Quella che doveva essere la nostra libertà, si era tramutata nella nostra prigione. Dall'alto Gesù ha visto che eravamo intrappolati dal naufragio delle nostre vite vissute lontano da lui:

“Dal cielo il Signore osserva la terra per ascoltare i gemiti dei prigionieri” (Salmo 102: 19b-20a)

Ha visto che eravamo bisognosi di assistenza:

"Poiché il Signore ascolta i bisognosi” (Salmo 69:3)

Ha visto la nostra morte:

“voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati,” (Efesini 2:1b)

Ha visto il buio che ci circondava. Ha visto il nostro disperato bisogno di aiuto...

Schettino è l'emblema della natura umana: pronto a farsi grande sul ponte della nave, primo a fuggire davanti alle proprie responsabilità, incurante delle conseguenze che esse hanno generato.

La nostra natura è quella di fuggire, anche quando c'è qualcuno come De Falco che ci inchioda alle nostre responsabilità, e ci grida “vada a bordo...”

Ma oggi festeggiamo un'altro tipo di natura: non quella dell'uomo, ma quella di Dio!

La natura di Dio non è quella di farsi grande... ma di farsi piccolo, così piccolo da scendere la “biscaggina” che collega il Cielo alla terra, così piccolo da diventare uno di noi.

“Non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né aspetto tale da piacerci.” (Isaia 53:2b).

Gesù ha visto la nostra prigionia, il nostro bisogno di aiuto, ha visto coloro che morivano, ma non solo nel fisico (quello accade a tutti), ma nell'anima, la parte vera di noi e che interessa a lui, perché vuole spendere l'eternità assieme a ciascuno di noi.

Ha visto il buio... e ha deciso! “Padre, io vado a bordo! Costi quel che costi! Io vado a bordo!”

Ha disceso la “biscaggina”:
  •   per rompere le catene che ci intrappolavano; “vengo a bordo”:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha inviato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi” (Luca 4:18)
  • per ridarci la vita; “vengo a bordo”
“Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, (…) anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati)” (Efesini 2:1,5)

  • per distruggere il buio che è fuori e dentro di noi: “vengo a bordo”
“Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.” (Giovanni 12:46)

Quale, tra Schettino e Gesù, preferisci sia il capitano della tua anima?

E' possibile tu sia soddisfatto ora della tua crociera, ma quale tra i due salirà a bordo in un naufragio? Gesù ha disceso la “biscaggina” per venire a salvarti! Già l'ha fatto, una volta... e per sempre!

Oppure la tua barca è già naufragata, e speri che De Falco convinca Schettino a tornare suo suoi passi e “salire a bordo...”? Non cercare un capitano codardo: qui c'è più di un capitano coraggioso, c'è colui che ti ha creato, ti ha amato, ed è sceso a cercare di te... perché sa che sei in pericolo!

Oppure sei già un “naufrago salvato”, già siedi sulla scialuppa che Gesù ha provveduto, e ti dirigi verso la costa... Sappi che Gesù è ancora là, sulla nave “Concordia” (strano nome, simbolico, dal laino. Cum Cordis = avere il medesimo sentimento)... perché ci sono altri da salvare!

Vai a bordo! Ci sono altri come te, intrappolati nel buio che hanno bisogno, e non meritano di morire!

In qualsiasi luogo dei tre tu ti trovi, oggi non è il comandante De Falco, ma Gesù stesso che ti chiede: “Vieni a bordo! Io sono il comandante della tua nave, io ho sceso la biscaggina per te, ma sono anche risalito per aprirti la strada, e ti attendo! Vieni a bordo, figlio mio!, Vieni a bordo!”

Puoi decidere di ascoltare questo messaggio come uno dei tanti che hai sentito, magari a Pasqua, essere arricchito nella tua mente... e non fare nulla!

Oppure puoi agire in amore in risposta all'amore che ha portato Gesù alla croce, e sfruttare la potenza della risurrezione per prendere oggi un impegno solenne: questo.
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La mia dichiarazione di impegno

Io oggi attraverso la linea di confine

Sono stanco di parlare a vanvera ed essere esitante. Ho fatto la mia scelta, il verdetto è stabilito, e la mia decisione è irrevocabile.

Io scelgo la strada di Dio. Non c'è alcuna possibilità di tornare indietro.

Io vivrò il resto della mia vita servendo gli scopi di Dio, assieme al popolo di Dio, sul pianeta di Dio, per la gloria di Dio. Userò la mia vita per celebrare la sua presenza, coltivare il suo carattere, partecipare alla sua famiglia, dimostrare il suo amore, e comunicare la sua Parola.

Dato che il mio passato è stato perdonato, che ho uno scopo per vivere e una casa che mi attende in Cielo, mi rifiuto di perdere altro tempo o energia vivendo con superficialità, con pensieri meschini, parlando in maniera banale, vivendo senza riflettere, con inutili rimpianti, con dannosi risentimenti, o con ansia priva di fede. Voglio invece magnificare Dio, crescere verso la maturità, servire nel ministero, e compiere la mia missione tra i membri della Sua famiglia.

Poiché questa vita è la preparazione per la prossima, darò più valore all'adorazione che alla ricchezza, più  al “noi” che al “io”, più al carattere che al benessere, più al servizio che al prestigio, e più alle persone che agli averi, alla posizione o al piacere .So quello che conta di più e io darò tutto quello che ho, facendo il mio meglio con quello che ho per Gesù Cristo.

Non mi farò attrarre dalla cultura, manipolare dalla critica, motivare dalle lodi, frustrare dai problemi, debilitare dalla tentazione, o intimidire da Satana. Continuerò a correre la mia corsa con  occhi fissi sulla meta, non ai lati della strada o a quelli che corrono assieme a me.

Quando i tempi diventeranno duri e mi sentirò stanco, non tornerò indietro, ritirandomi, cedendo , arretrando o peccando, ma continuerò ad andare avanti solo per la grazia di Dio. Sono guidato dallo Spirito Santo, condotto dai propositi di Dio e concentrato sulla mia missione; per questo non mi farò comprare né vorrò scendere a compromessi, e non smetterò fino al termine della mia corsa.


Sono un premio della stupenda grazia di Dio, e per questo userò grazia con tutti, grato per tutti i giorni, e generoso con tutto ciò che Dio mi ha affidato.

Al mio Signore e Salvatore Gesù Cristo, affermo: in qualsiasi modo, in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo e qualsiasi cosa tu mi chiederai di fare, la mia risposta in anticipo è sì!

Ovunque tu mi porti e qualunque sia il costo, io sono pronto, in qualsiasi momento, in qualsiasi posto, in qualsiasi modo.
Qualsiasi cosa serva, Signore; qualsiasi cosa serva!

Voglio che tu mi usi così che,  in quell'ultimo giorno ti senta dire
"Ben fatto, servo buono e fedele! Vieni e lasciamo che la festa eterna abbia inizio! "
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Oggi può essere il giorno della tua svolta: Dio è stato fedele.

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16)

06 aprile 2012

Libero accesso

Esistono persone che, in occasione di un evento importante, come una rappresentazione teatrale o un concerto, ricevono un biglietto speciale chamato "all access pass", che gli permette di avere libero accesso a tutto il palco e, in tal modo, poter incontare i protagonsti dell'evento.
Gesù, tramite la sua morte, ha voluto provvedere a ciascuno di quelli che lo accettano come personale salvatore un biglietto di "libero accesso".
In questo Venerdì dove si ricorda il sacrificio di Gesù, Amy Williams ci porta a riflettere sul dono che ci è stato fatto di un biglietto di "libero accesso", pagato a prezzo della vita di Cristo.


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"E come Mosè innalzò il serpente nel deserto1, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più della luce, perché le loro opere erano malvagie.Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte; ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio». Giovanni 3:14-21


"Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno, come noi siamo uno; io in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell’unità e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li hai amati come hai amato me. Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l’amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e io in loro». Giovanni 17:20-26

"Poi, da Caiafa, condussero Gesù nel pretorio. Era mattina, ed essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi2 e poter così mangiare la Pasqua.  Pilato dunque andò fuori verso di loro e domandò: «Quale accusa portate contro quest’uomo?»  Essi gli risposero: «Se costui non fosse un malfattore, non te lo avremmo dato nelle mani». Pilato quindi disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge». I Giudei gli dissero: «A noi non è lecito far morire nessuno».  E ciò affinché si adempisse la parola che Gesù aveva detta, indicando di quale morte doveva morire. Pilato dunque rientrò nel pretorio; chiamò Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?» Gesù rispose: «Dici questo di tuo, oppure altri te l’hanno detto di me?» Pilato gli rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua nazione e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?» Gesù rispose: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi consegnato ai Giudei; ma ora il mio regno non è di qui». Allora Pilato gli disse: «Ma dunque, sei tu re?» Gesù rispose: «Tu lo dici, sono re; io sono nato per questo e per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce». Pilato gli disse: «Che cos’è verità?» E detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo colpa in lui. Ma voi avete l’usanza che io vi liberi uno per la Pasqua; volete dunque che vi liberi il re dei Giudei?» Allora gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!» Ora, Barabba era un ladrone. Allora Pilato prese Gesù e lo fece flagellare. I soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un manto di porpora; e si accostavano a lui e dicevano  «Salve, re dei Giudei!» E lo schiaffeggiavano.Pilato uscì di nuovo e disse loro: «Ecco, ve lo conduco fuori, affinché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa». Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. Pilato disse loro: «Ecco l’uomo!» Come dunque i capi dei sacerdoti e le guardie lo ebbero visto, gridarono: «Crocifiggilo, crocifiggilo!» Pilato disse loro: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; perché io non trovo in lui alcuna colpa».Giovanni 18:28-19:6

"E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito.  Ed ecco, la cortina del tempio10 si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si schiantarono, le tombe si aprirono e molti corpi dei santi, che dormivano, risuscitarono; e, usciti dai sepolcri dopo la risurrezione di lui, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, visto il terremoto e le cose avvenute, furono presi da grande spavento e dissero: «Veramente costui era Figlio di Dio» Matteo 27:50-54

"
Come è lontano l’oriente dall’occidente, #così ha egli allontanato da noi le nostre colpe" Salmo 103:12

"
Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso; cioè, che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga». 1 Corinzi 11:23-26




01 aprile 2012

La sfida della fede

La nostra fede viene messa alla prova costantemente durante tutta la nostra vita; d'altronde, se abbiamo creduto in Gesù, sappiamo che non possiamo vivere senza avere fede in lui. Ma la sfida maggiore inizia quando mettiamo la nostra vita completamente nelle mani del Signore. Come ci comporteremo? Accetteremo la sfida, affidandoci completamente a lui? Giuseppe Longo, tramite le parole di Marco 10, ci illustra che, se lo faremo, Gesù stesso promette che otterremo "cento volte tanto" quanto abbiamo offerto in fede.
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"Mentre Gesù usciva per la via, un tale accorse e, inginocchiatosi davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?»  Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio. Tu sai i comandamenti: "Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non dire falsa testimonianza; non frodare nessuno; onora tuo padre e tua madre"».  egli rispose: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia gioventù». Gesù, guardatolo, l'amò e gli disse: «Una cosa ti manca! Va', vendi tutto ciò che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». Ma egli, rattristato da quella parola, se ne andò dolente, perché aveva molti beni. Gesù, guardatosi attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio!» (...) Pietro gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e ti abbiamo seguito».Gesù disse: «In verità vi dico che non vi è nessuno che abbia lasciato casa, o fratelli, o sorelle, o madre, o padre, o figli, o campi, a causa mia e a causa del vangelo,
 il quale ora, in questo tempo, non ne riceva cento volte tanto: case, fratelli, sorelle, madri, figli, campi, insieme a persecuzioni e, nel secolo a venire, la vita eterna."  Marco 10:17-23, 28:30

Un cuore per l'Africa

Perché decidere di lasciare tutto, comodità, sicurezze, amici, e trasferirsi in una nazione povera e lontana come lo Zimbabwe? Giuseppe ed Annarita Longo, durante la loro visita alla nostra chiesa, ci hanno raccontano il perché e il come Dio li abbia chiamati a servirlo in una delle città più povere dell'Africa.
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