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30 dicembre 2012

Uno scoppio, una corona, un regalo, una domanda


Sei pronto a vivere un anno dando "tutto" a Cristo e alla sua chiesa?

(Quella che vi proponiamo questa domenica è un "riciclo" di un messaggio "antico, risalente al 2008 e mai passato su podcast. Speriamo possa piacervi!)

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1° parte

Gioco con i bimbi (fai vedere un “Christmas Cracker”).

Bambini, sapete che cos'è questo che ho tra le mani? (attendi che qualcuno provi ad indovinare...fai stare ZITTI i bambini e gli adulti che conoscono cosa sia).

I crackers vennero inventati nel 1847 in Inghilterra da un certo Thomas Smith, il quale, proprietario di un laboratorio per la produzione di dolciumi, volle inventarne uno nuovo sulla scorta di alcune caramelle che aveva visto a Parigi.

All'inizio i crackers erano soltanto delle caramelle un po' più grosse, ma col passare del tempo piuttosto che un dolcetto furono usate come “contenitore” per delle sorprese da regalare a Natale e in altre occasioni come gesto bene augurante.

Al giorno d'oggi i crackers contengono, nella maggior parte dei casi... ma non voglio anticipare nulla; è bene che scopriate da soli cosa contengono.

(fai l'estrazione a sorte del bambino a cui farlo aprire)

Ogni cracker, come dicevo, contiene:

  • uno scoppio
  • una corona
  • un regalo
  • e una (o più) domande... che dovrebbero essere spiritose!


Uno scoppio, una corona, un regalo, e una domanda; vengono scambiati nei giorni di festa, e questi quattro simboli servono a rammentarci che, appunto, stiamo festeggiando qualcosa:

  • uno scoppio, per attirare l'attenzione sull'evento
  • una corona, per sentirci re per un giorno
  • un regalo, per renderci felici
  • è una domanda, per farci riflettere.


Anche se i crackers sono tutt'altro che un simbolo cristiano, mentre eravamo in ferie in Inghilterra dai genitori di mia moglie, riflettevamo con i miei figli che nonostante siano frutto della più laica mentalità consumistica, essi hanno in se dei simboli che ci ricordano chi e cosa stiamo festeggiando a Natale. Perché?

(guida i bimbi a trovare da soli le risposte)

Quali sono le realtà su Gesù che ci fa venire in mente; secondo me (e secondo anche i miei figli): c'è lo scoppio il quale ci rammenta che c'è stato un giorno in cui lui ha attratto la nostra attenzione su di lui...e noi ci siamo volti a lui, c'è una corona, perché siamo figlio del Re e in Gesù siamo co-eredi del Regno c'è un regalo, la Salvezza, non perché siamo meritevoli, ma perché nostro Padre vuole la nostra felicità ma.... ma c'è una domanda.

Qual'è la domanda che potrebbe farci Gesù, bambini?

(raccogli le domande)

2° parte

Sapete ormai che, per tradizione, il primo messaggio dell'anno lo dedichiamo alle “prospettive” sia della nostra comunità che di ciascuna delle persone che ne fanno parte.

Ed anche quest'anno ho pensato di iniziare così,

“...con lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne. (2 Cor 4:18)

come dice Paolo.

Direte voi, cosa c'entra però il cracker con il futuro della nostra chiesa; ve lo spiego subito.

Uno scoppio, una corona, un regalo, e una domanda; questa è stata un po' la nostra storia sino a ad ora come credenti. C'è stato un giorno in cui Gesù ha attratto prepotentemente la nostra attenzione su di lui...e noi ci siamo volti a lui:

"Chi sei, Signore?" E il Signore: "Io sono Gesù, che tu perseguiti. (...) Egli, tutto tremante e spaventato, disse: Signore, che vuoi che io faccia? . (Atti 9:5-6)

Al pari di Paolo, ciascuno di noi, un giorno ha chiesto quel “chi sei” a Gesù; e s sei qui che mi ascolti, è probabile che anche tu gli abbia chiesto “cosa vuoi che io faccia?”.
C'è una corona, perché siamo figlio del Re e in Gesù siamo co-eredi del Regno:

"Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui. (Romani 8:17)

Dio ci ha elevati dall'essere nulla all'essere figli eredi; se egli è il Re dei Re, allora noi siamo gli eredi del re.
Molto di più! Siamo CO-EREDI assieme a Gesù.; e questo è molto importante. Normalmente quando c'è una eredità, in meno si divide, meglio è, ma non è questo il caso, anzi, tutt'altro.
La parola infatti che usa Paolo in greco è sugklekronomos che significa avere accesso con lo stesso diritto alla stessa quantità di un bene.

Riesci ad immaginare cosa significa? SE soffriamo, ci affatichiamo, lavoriamo con Gesù, assieme a Gesù (non stiamo lavorando DA SOLI!), allora tutto quello che a lui spetta come Figlio, come seconda persona della Trinità, allora spetterà anche a te!

La corona sulla tua testa simboleggia che sei figlio del re. Vedi di esserne degno non solo per un giorno, ma per ogni giorno della tua vita.
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C'è un regalo, la Salvezza, non perché siamo meritevoli, ma perché nostro Padre vuole la nostra felicità:

"Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti" (Efesini 2:8-9)

Non posso vantarmi dei regali che ho trovato nei miei cracker, così come non posso vantarmi di “essermi salvato” da solo, ma per l'amore di un Padre che sacrifica suo Figlio pur di acquistarmi!

Tutto questo ho trovato, un giorno di tanti o di pochi anni fa non importa, nel cracker che mi ha regalato il mio Signore.

Ma, come cracker natalizi, anche nel suo c'è una domanda;

“Ed egli disse loro: "E voi, chi dite che io sia?" Simon Pietro rispose: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". (Matteo 16:15-16)

Solo se ho risposto come Pietro... parola più, parola meno, la mia corona e il mio regalo non saranno solo per un giorno, ma per sempre!

3° parte

Uno scoppio, una corona, un regalo, e una domanda; anche la storia della nostra chiesa è in fondo simile a un cracker:

c'è stato un giorno ... o meglio, più giorni in cui il Signore ha attratto l'attenzione di ciascuno di noi ad unirsi nel suo corpo in terra, la Chiesa:

"Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere. (...) Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le proprietà e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che venivano salvati". (Atti 2:42-47)

Ognuno di noi può testimoniare l'urgenza di avere fratelli in Cristo, e sorelle in Cristo, e l'esplosione di gioia quando abbiamo scoperto che NON ERAVAMO SOLI! Ma che c'erano altri credenti nella nostra città o a poca distanza da essa.

C'è una corona; è l'onore di servirlo qui, in questa comunità;

"In quei giorni, moltiplicandosi il numero dei discepoli, sorse un mormorio da parte degli ellenisti contro gli Ebrei, perché le loro vedove erano trascurate nell'assistenza quotidiana. I dodici, convocata la moltitudine dei discepoli, dissero: "Non è conveniente che noi lasciamo la Parola di Dio per servire alle mense. Pertanto, fratelli, cercate di trovare fra di voi sette uomini, dei quali si abbia buona testimonianza, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Quanto a noi, continueremo a dedicarci alla preghiera e al ministero della Parola". (Atti 6:1-4)

Nella tua chiesa, come in ogni chiesa, non ci sono cose piccole (come servire a tavola) o grandi (come predicare la Parola) da fare, ma solo COSE da fare.

E tu che le fai, sei onorato di farle per il Re dei Re.

C'è un regalo: questa stessa comunità: il suo sorgere non è merito mio, o tuo, ma di Colui che ci ha voluto premiare al di sopra del mio o del tuo merito specifico dandoci una famiglia in Cristo qui in terra!

"All'angelo della chiesa di Filadelfia scrivi: (...) Io conosco le tue opere. Ecco, ti ho posto davanti una porta aperta, che nessuno può chiudere, perché, pur avendo poca forza, hai serbato la mia parola e non hai rinnegato il mio nome. (...) Io vengo presto; tieni fermamente quello che hai, perché nessuno ti tolga la tua corona. (Apocalisse 3:7-11)

Questa comunità è piccola, ma è un regalo prezioso per noi, come pure per la città di Montefiascone e delle altre da cui ogni domenica proveniamo , che Dio vuole benedire tramite di essa.

Ma, come nel cracker, c'è una domanda.

Quale domanda c'è nel cracker dell'anno nuovo per te?

Abbiamo visto che in quello del credente c'era una richiesta di totale dedizione al Gesù. Cosa pensi ti stia chiedendo Lui per l'anno che viene?

Te lo si chiesto? Si? No? Voltati verso il tuo vicino di sedia e raccontagli la domanda che credi che Gesù ti stia facendo per questo nuovo anno che inizia, e ascolta quella del tuo fratello o della tua sorella in Cristo.
......
Non posso sapere quello che c'è nel tuo, ma posso dirti la domanda che c'è nel mio

"La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente; istruitevi ed esortatevi gli uni gli altri con ogni sapienza; cantate di cuore a Dio, sotto l'impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali. Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù ringraziando Dio Padre per mezzo di lui" (Colossesi 3:16-17)

SEI PRONTO A VIVERE UN ANNO DANDO TUTTO DI TE ALLA MIA CHIESA?

Uno scoppio, una corona, un regalo, una domanda; spetta a me rispondere in modo di non essere il re per un giorno, ma in tutti i giorni della mia vita

"Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui.! (Romani 8:17)

25 dicembre 2012

Lo stravagante regalo del Natale

Hai mai ricevuto un regalo, come dire, "stravagante"? Penso che ognuno di noi ne abbia ricevuti svariati, durante la propria vita! E cosa ci hai fatto, con quel regalo "stravagante"? Lo hai gettato, oppure lo hai "riciclato". Ma c'è un regalo "stravagante" che non puoi gettare via, ma che allo stesso tempo devi "riciclare" ad altri... ed è lo stravagante regalo del Natale di Cristo!
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“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio” (Giovanni 3:16a)

“Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria.L'angelo, entrato da lei, disse: «Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te». (Luca 1:26-28)

“In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l'impero.Questo fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città. Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide, per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta” Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto; ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.” (Luca 2:1-7)

“Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini.” (Filippesi 2:5-7)

16 dicembre 2012

Adorare come i Magi

Gesù si è rivelato per primo non a dei credenti, ma a uomini di un altra nazione e di un altro popolo. Ma il comportamento dei "magi" ci parla di come Dio vuole che il "suo" popolo lo adori.
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Il monte Moria: era un altura nella regione centrale di un paese che si chiamava Canaan. Un giovane saliva assieme a suo padre con del legno sulle spalle per offrire un sacrificio. Arrivati in cima al monte il giovane fu legato dal padre a quel legno, per essere sacrificato... Ma il sacrificio non ci fu; Isacco fu risparmiato, e Dio, vedendo l'obbedienza di Abraamo confermò la promessa che “in lui”, per mezzo suo, sarebbero state benedette tutte le nazioni della terra:

“Tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza, perché tu hai ubbidito alla mia voce” (Genesi 22:18)

Dio ci ha fatto pervenire quattro racconti della vita di Gesù, i Vangeli. Ognuno è diverso. Ognuno mette in evidenza un aspetto differente del Messia. Il Vangelo di Matteo ci mostra Gesù come il re di tutte le nazioni della terra.

Cosa c'entra questo con l'adorazione?

Chi è che per primo ha “adorato” Gesù? E' stato forse qualcuno che credeva nel Dio d'Israele? I “sacerdoti” Leviti?  Gli “esperti della Bibbia” Farisei? No. I primi che hanno adorato Gesù, sono state delle persone che provenivano da un paese lontano, che non avevano una “fede” forte, e che probabilmente non avevano fede affatto.

Le prime presone a cui il “Dio con Noi”, l'Emmanuel si è rivelato, facevano parte “di un altro popolo,
non il “suo” popolo. Erano degli “astronomi/astrologi” a cui è bastato vedere cosa stava accadendo, e capire dove stava accadendo,  ma il fine di tutto questo, non era per pura voglia di conoscenza, ma per adorare chi stava venendo. Matteo 2 ci narra dell'arrivo dei magi; e noi vogliamo vedere qual'è stata la loro strada per adorare meglio Gesù.

“Gesù nacque nella cittadina di Betlemme, in Giudea, durante il regno di Erode. In quel periodo alcuni magi arrivarono a Gerusalemme dall’Oriente e chiesero: « Dov’è il re dei Giudei appena nato? Abbiamo visto la sua stella nei lontani paesi d’Oriente e siamo venuti qui per adorarlo ». Il re Erode rimase turbato da queste parole, e con lui gli abitanti di Gerusalemme. Egli riunì tutti i capi religiosi. « Ci hanno mai detto i profeti dove sarebbe nato il Messia? » chiese il re. « Sì, a Betlemme », risposero, « così infatti scrisse il profeta Michea: “O piccola Betlemme, tu non sei la meno importante fra i villaggi della Giudea, perché da te sorgerà un principe, che guiderà il mio popolo Israele” ». Allora Erode chiese di parlare in privato con i magi. … Dopo questo incontro, i magi ripresero il loro viaggio. Ed ecco: la stella che avevano visto in oriente li precedeva finché non si fermò proprio sul luogo dov’era il bambino, sopra Betlemme. La loro gioia non conobbe limiti! Entrarono nella casa dove erano il bambino e Maria, s’inginocchiarono e lo adorarono. Poi presentarono i loro doni e glieli offrirono: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:1-7, 9-11 PV)

1) Per adorare devo vedere ciò che Dio fa.

“Abbiamo visto la sua stella nei lontani paesi d’Oriente e siamo venuti qui per adorarlo “ (Matteo 2:2b PV).

I magi hanno “visto” qualcosa d'importante. Cosa hanno visto?
  • Cometa?
Passa troppo rapidamente: i magi dovevano pare una gran strada dall'Iraq fino a Gerusalemme (6 settimane).
L'astronomia ci dice che, nel decennio in cui si pensa sia nato Gesù non ce ne erano.
  • Supernova?
Non c'è traccia di nessun rapporto degli astronomi/astrologi dell'epoca che ci sia stata un'esplosione stellare in quel periodo.. Anche questa dura troppo poco.
  • Congiunzione tra due pianeti?
Molto probabile. Nel 7 AC ci fu una congiunzione tra Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci che durò 5 mesi, e fu particolarmente visibile nel Mediterraneo poco sopra l'orizzonte.
I magi erano astronomi, e sapevano della congiunzione, ma anche “astrologi”: e l'astrologia diceva che:
    • Giove = pianeta dei re
    • Saturno = pianeta di Israele
    • Costellazione dei Pesci = era dove il sole iniziava di nuovo il suo tragitto, = l'inizio di qualcosa nuovo
Traggono le conclusioni: Giove = re, Saturno = Israele, Pesci = l'inizio di qualcosa nuovo. Ergo: “In Israele è nato un nuovo re”.

I magi non erano credenti, e l'astrologia è pagana, ma Dio probabilmente si è servito di essa per svelare al mondo il suo piano. Forse lui stesso ha messo nei miti delle popolazioni limitrofe a Israele quella simbologia affinché, quando quei tre segni venissero assieme, i magi vedessero e capissero. Dio è il dio dell'impossibile, ed è capace di sfruttare qualsiasi cosa per attirare su di se l'attenzione del mondo.

Se pronto a  vedere Dio anche quando pensi “qui Dio non c'entra”? Dio controlla l'intero Universo, e per lui è facile “usare” le situazioni che sembrano distanti mille miglia da qualcosa di “cristiano.” Può essere un sogno, una malattia, una guarigione, una crisi economica, qualcosa che di “scuota”

Perché Dio fa questo? Perché cerca degli adoratori. I magi dicono: “siamo venuti qui per adorarlo”
Se credi in lui, dovresti cercare di “vedere” quei segni, per poterlo ringraziare e adorare, ma anche per spiegare quei segni ad altri.

2 ) Per adorare devo cercare Dio

“Dov’è il re dei Giudei appena nato?” (Matteo 2;2a PV)

Se i magi si fossero limitati a “vedere” i segni, e se ne fossero rimasti in Iraq, non avrebbero trovato per primi e adorato per primi Gesù.

Vedere il “segno”, e anche capirlo, è assolutamente inutile, se non porta ad una decisione.
Se non ti porta a dire: “Vado a cercare Gesù”. Se hai visto i segni, se hai visto cosa Dio fa nella vita degli altri e probabilmente nella tua, e tutto finisce lì... che spreco! Nelle predicazioni precedenti avevamo detto che adorare Dio era allineare la mia vita col suo volere, portarmi sotto il trono di Dio, un trono che trabocca di grazia. Dio vuole inondarti con la sua grazia... ma non può farlo, se hai visto la stella, e te ne rimani in Iraq.

3 )Per adorare devo ascoltare la Parola di Dio

I magi hanno visto cosa accadeva, hanno iniziato a cercare, ora si trovano nel paese giusto (Gerusalemme), ma nel palazzo sbagliato; stanno cercando un re, e lo cercano nel palazzo del re. “Dove sta il nuovo re?” chiedono ad Erode: Erode si informa presso i capi sacerdoti, ed essi rispondono: “E' a Betlemme”.

Come facevano i capi sacerdoti a sapere con precisione dove doveva nascere Gesù?

“così infatti scrisse il profeta Michea” (Matteo 2:.5a PV):

I magi hanno visto cosa faceva Dio, hanno cercato Dio, ora ascoltano la Parola di Dio. Se Dio si è servito dell'astrologia per far trovare Gesù, la rivelazione completa avviene tramite la lettura di un brano della Bibbia.

Noi non abbiamo più bisogno dell'astrologia, perché abbiamo la Scrittura, la Parola di Dio. Quanti hanno visto i segni, hanno iniziato a cercare, ma finiscono nel “palazzo sbagliato”, nelle “sette”, nell'esoterismo, nella “new age”. Per portarli nel “palazzo giusto”, per portarli ad adorare Gesù, quello che dobbiamo fare è portarli alla Parola di Dio.

4 )Per adorare devo accettare Gesù

I magi arrivano a Betlemme, e trovano non una reggia

“Entrarono nella casa dove erano il bambino e Maria” (Matteo 2:11a PV)

Uno dei più grandi limiti di chi cerca Dio, è che non vuole accettare che Gesù E' Dio! Cerca un Gesù “più potente”, meno “umile e mansueto”, che “mette a posto tutto il male nel mondo (e fino a che non lo fa io non gli credo)”, meno “rigido verso il sesso”, “che non vuole che dia la mia decima e le offerte”. Altri non lo accettano perché è “presuntuoso”: “Nessuno viene al padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6b). Non va di moda in un mondo che proclama il relativismo; “qualsiasi dio tu adori, va bene, basta che lo fai in buona fede”.

I magi hanno dovuto forse rivedere le loro aspettative e teorie: si aspettavano un re, e trovano un bambino. Anche tu forse hai bisogno di “rivedere” le tu aspettative: non puoi avere un Gesù “come piace a te”, ma devi accettarlo e divenire “come piace a lui”

5) Per adorare devo inginocchiarmi di fronte a Gesù.

Non nel senso fisico (non solo almeno), ma nel senso di cedere la propria supremazia la propria autorità, la propria volontà a Gesù.

“s’inginocchiarono e lo adorarono.” (Matteo 2:11b PV)

La parola greca “piptò peto” significa “cadere da una posizione superiore verso una posizione inferiore”. I magi erano “pezzi da 90”, erano persone importanti, scienziati di fama; avevano visto i segni di Dio, avevano cercato Dio, avevano ascoltato la Parola di Dio, avevano accettato Gesù così come era... “... e mò basta! Che voi de più da me?”

No, che non bastava,  dovevano “cadere giù”, abbandonare la spocchia del loro sapere,  ora dovevano prostrarsi davanti a un neonato che aveva a fianco una ragazzetta adolescente.

Se vuoi adorare realmente Gesù, devi rinunciare a te stesso

“Allora Gesù disse ai suoi discepoli: "Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. (Matteo 16:24)

Per adorare veramente devi far morire il tuo vecchio te stesso, e far crescere il te stesso che somiglia a Gesù.

6) Per adorare devo dare il mio meglio a Gesù.

Quando si è alla presenza di qualcuno importante, è consuetudine donare qualcosa; e più importante è la persona, più ricco e prezioso sarà il regalo. I magi non si presentarono a mani vuote.

"Poi presentarono i loro doni e glieli offrirono: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:1-7, 9-11 PV)

I magi sapevano che avrebbero incontrato un re, e si erano preparati dei regali degni del re che andavano ad incontrare:
  • Oro = si offriva ai re. Lo offrono a Gesù, perché Gesù è re
  • Incenso = lo si bruciava davanti alle divinità. Lo offrono a Gesù perché Gesù è Dio
  • Mirra = lo si usava per guarire le ferite. Lo offrono a Gesù perché lui è il grande medico capace di guarire e sanare le ferite e le piaghe dell'umanità, e avrebbe sconfitto la morte.
Oro al re, incenso a Dio, mirra al grande medico che avrebbe sconfitto la morte.

E tu che cosa offri oggi a Gesù? Pensi sia convenevole venire alla sua presenza a mani vuote, o con qualche regalino comperato al discount che è per via? Gesù vuole che tu lo adori dando il tuo meglio:
  • il meglio del tuo tempo, venendo in chiesa la domenica, frequentando i gruppi della chiesa
  • il meglio delle tue preghiere
  • il meglio del tuo danaro
  • il meglio del tuo impegno a testimoniare agli altri di ciò che ha fatto per te.
I magi non rimasero per sempre con Gesù, ma tornarono in patria, raccontando probabilmente di quell'incontro che aveva cambiato la loro vita.

Conclusione

Su quel Monte Moria, quel bambino che i magi avevano cercato, accettato e adorato, un giorno sarebbe salito anche lui, su quello stesso monte dove era salito Abraamo con Isacco. E sulle spalle di Gesù, come sulle spalle di Isacco, sarebbe stato legato del legno.

Il Monte Moria, ai tempi di Gesù, si chiamava Golgota. E sul Monte Moria, come Abraamo doveva uccidere il figlio Isacco, su quello stesso monte (forse esattamente sullo stesso posto), Gesù è stato ucciso.
Isacco non è stato sacrificato; Gesù è stato sacrificato.

Su quel monte, Dio ha mantenuto la promessa fatta ad Abraamo di benedire attraverso la sua discendenza tutte le nazioni del mondo. E' per questo che vogliamo adorare Dio; perché il Natale ci ricorda che è fedele, e che quello che promette mantiene.

“La vergine sarà incinta! Partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele (che significa Dio è con noi)” (Matteo 1:23 PV)

09 dicembre 2012

Essere amici di Gesù

L'amicizia non è fatta di parole, ma di azioni, gesti concreti, tempo assieme che cementa un rapporto. Gesù non solo ti ha dato tempo... ma ha dato anche le vita per te. Voi essere amico di Gesù? Simone Giannicola ci illustra che l'amicizia con Cristo "costa"... ha una ricaduta eterna!
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"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. Nessuno ha amore piú grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici. Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando. Io non vi chiamo piú servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio. Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri." (Giovanni 15:12-17)

"
O gente adultera, non sapete che l'amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio." (Giacomo 4:4)"Abraamo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere quando offrí suo figlio Isacco sull'altare? Tu vedi che la fede agiva insieme alle sue opere e che per le opere la fede fu resa completa; cosí fu adempiuta la Scrittura che dice: «Abraamo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto come giustizia»" (Giacomo 2:21-23)

"Ma Gesú gli disse: «Amico, che cosa sei venuto a fare?» Allora, avvicinatisi, gli misero le mani addosso e lo presero." (Matteo 26:50)

"
Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre. Chi ama suo fratello rimane nella luce e non c'è nulla in lui che lo faccia inciampare. Ma chi odia suo fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi." (1 Giovanni 2:9-11)

"
Chiunque odia suo fratello è omicida; e voi sapete che nessun omicida possiede in sé stesso la vita eterna." (1 Giovanni 3:15)

"
Se uno dice: «Io amo Dio», ma odia suo fratello, è bugiardo; perché chi non ama suo fratello che ha visto, non può amare Dio che non ha visto." (1 Giovanni 4:20)
"Chiunque crede che Gesú è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama colui che ha generato, ama anche chi è stato da lui generato. Da questo sappiamo che amiamo i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. Perché questo è l'amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. Chi è che vince il mondo, se non colui che crede che Gesú è il Figlio di Dio?" ( 1 Giovanni 5:1-5)



02 dicembre 2012

Leggere nella mente di Dio


Come posso far si che leggere la Bibbia non sia solamente un "esercizio", ma qualcosa che mi cambi? Se leggo in profondità, e non in distanza, allora la lettura diventerà un viaggio stupendo che mi porterà a leggere nella mente di Dio, trasformandomi completamente.
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Quanti sanno fare la “ranocchia”, al lago? La “ranocchia” è prendere un sasso piatto e farlo rimbalzare sulla superficie.

La “ranocchia” illustra bene la maniera di leggere la Bibbia che avevo quando ho iniziato a seguire Gesù;
badavo molto a “quanto” leggevo ma alla fine non mi sembrava di apprendere nulla. Ero come il sasso che rimbalza sulla superficie dell'acqua, ma non entra in profondità. In questo modo la lettura non faceva molto in me ed ero sempre indietro con il mio piano dei lettura della Bibbia in un anno

Paolo dice in Romani:

“Non adattatevi alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma lasciatevi trasformare mediante il rinnovamento della vostra mente” (Romani 12:2a PV) 

Quello che ci dice Dio è “non cercare di 'accomodarti' alle cose come sono nel mondo, perché io voglio trasformare completamente la maniera di vederlo”. La parola che usa Paolo per “trasformare” in greco è "metamorpho", che significa non solo un cambiamento esterno, ma anche interno: il bruco che diviene farfalla, il seme che diventa pianta.

Cosa c'entra tutto questo con l'adorazione?

Cosa c'entrano le mie difficoltà di leggere la Bibbia con l'adorare Dio? Le volte scorse avevamo detto che adorare Dio:
  • è affermare che Dio vale per me: e questo non lo facevamo semplicemente con la nostra voce ma con il nostro modo di vivere, vivendo la nostra vita come un atto di adorazione;
  • è portare la mia vita sotto il trono della sua autorità: allineando la nostra vita alle sue regole e al suo volere, portandola sotto il trono della grazia di Dio 
  • è possibile adorare Dio attraverso il mio corpo: Dio vuole amare il mondo attraverso di me. Per questo ho necessità dello Spirito Santo che mi lavi costantemente;
  • adorare Dio costa: se ci viene “facile”, se non ci costa nulla, probabilmente non stiamo realmente dando adorazione a lui.

Pensare come pensa Dio

Questa volta vogliamo vedere come posso adorare Dio pensando le cose che lui pensa:

Iniziamo rileggendo Romani 12:

“Non adattatevi alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma lasciatevi trasformare mediante il rinnovamento della vostra mente” (Romani 12:2a PV) 

Trasformare è cambiare la natura e il carattere di qualcosa; Dio ti dice “io voglio trasformare la tua natura e il tuo carattere attraverso il rinnovamento della tua mente”. Non vuole cambiare il tuo comportamento ma vuole cambiare il modo in cui pensi, vuole che inizi a pensare le cose che lui pensa. Ma per fare questo, devi conoscere le Scritture, poiché leggere la Bibbia è leggere nella mente di Dio

Leggendo come facevo io, a “ranocchia”, non andavo in profondità e non riuscivo a capire cosa pensasse realmente Dio.

Leggi  in profondità, non in distanza

La maniera con cui leggevo io era “in distanza”; potevo vantarmi di aver letto tanti capitoli, ma non di averci capito qualcosa. Il modo invece che avrei dovuto adottare era “in profondità”; dovevo “immergermi” nella lettura per vedere cosa c'era sotto la superficie.

Voglio spiegarvi cosa succede in noi quando leggiamo “immergendoci” in profondità con un'illustrazione.

Questo è un bicchiere di acqua. E tra l'altro non è nemmeno di acqua bollente, perché spesso, quando leggiamo la Bibbia, arriviamo che non siamo molto “bollenti” per farlo; questa è una bustina di the. Cosa accade quando immergo la bustina una sola volta? Assolutamente niente!
Ma se lascio la bustina per 10:15 minuti, l'acqua assumerà il colore, il sapore e il profumo del the.

(immergi la bustina di the nell'acqua )

L'immagine è abbastanza ovvia: il bicchiere d'acqua è la nostra anima e la busta di the è un pezzo della Scrittura che immergiamo nella nostra anima. Ci concentriamo su di essa, la meditiamo, la facciamo nostra.
Dopo un po' cominciamo ad assorbire il carattere, il sapore e il profumo di Cristo, perché tutto ciò viene fuori dalla sua Parola.

Viaggiare nella Parola

Una delle cose che mi piaceva di più da ragazzo era di prendere la mia macchina, mettere su una cassetta che mi piaceva, e fare delle lunghe passeggiate. Mi piaceva andare lontano da casa, per vedere nuovi posti che erano differenti da quelli dove vivevo ogni giorno,  fermarmi per vedere un bel panorama, fare una foto, spedire una cartolina, e poi si tornava a casa.

Incredibilmente, quello che facevo durante queste mie gite, è esattamente quello che ora faccio quando leggo la Bibbia in profondità.

Sei passi per viaggiare nella Bibbia

1) Fai il pieno

Se il tuo serbatoio non è abbastanza pieno, non andrai moto distante.Questo è vero anche nella vita spirituale. Paolo dice questo:

“E nessuno può conoscere i pensieri di Dio, eccetto lo Spirito che viene da Dio. Ora, il Signore ci ha dato il suo Spirito, che non è lo spirito del mondo, per farci conoscere i doni meravigliosi e gratuiti che egli ci ha dato...Ma l’uomo che non è cristiano non può capire, né accettare le verità che lo Spirito Santo rivela; gli sembrano una pazzia e non le può capire, perché soltanto chi ha lo Spirito Santo dentro di sé può comprendere ciò che lo Spirito intende. Noi cristiani, invece, abbiamo la mente di Cristo.” ( Corinzi 2: 11b-12, 14, 16b PV)

Quello che dice Paolo è che gran parte di quello che è scritto nella Bibbia è impossibile capirlo senza l'aiuto dello Spirito Santo. La prima cosa che faccio dunque quando apro la mia Bibbia per la mia meditazione è quella di pregare per lo Spirito Santo:  “Signore, lo so che senza l'aiuto dello Spirito Santo, tutto quello che leggerò sarà difficile da capire Allora, puoi farmi un pieno di Spirito Santo così da avere orecchie per sentire quello che tu hai da dirmi per la mia vita di oggi?” Avendo pregato questa semplice preghiera, posso aprire la mia Bibbia nella certezza che il Signore stesso mi aiuterà a capirla, semplicemente perché gli l'ho chiesto.

Per cui, la prima cosa che devi fare, è fari il pieno!

2) Scegli il tuo percorso

La seconda cosa da fare, è scegliere il percorso. Quando viaggiavo, qualche volta mi piaceva  fare strade che conoscevo bene e che mi piacevano molto. Altre volte invece mi piaceva esplorare nuove strade, strade dove non ero mai passato.

Per la lettura della Bibbia funziona allo stesso modo: forse vuoi rileggere un brano che conosci bene e che ti piace molto, o forse vuoi iniziare un libro che non hai mai letto nella Bibbia. L'importante è che tu scelga un passo con la consapevolezza che stai per ascoltare la vera voce di Dio.

Paolo dice:

“Tutto ciò che è scritto nella Bibbia è stato ispirato da Dio e serve ad insegnarci la verità, ci convince, ci corregge e ci aiuta a fare ciò che è giusto. In questo modo il credente viene perfezionato e preparato a fare opere buone. (2 Timoteo 3:16-17 PV)

Quando hai scelto la strada, rimani su quella; non cercare vie laterali, tangenziali, o altro,  ma rimanici fino al suo termine. Potresti impiegare qualche giorno, o qualche settimana, ma vedi dove di porta.

Dopo aver riempito il serbatoio e scelto la strada la terza cosa da fare è:

3) Rallenta e goditi il panorama

Le strade che mi piacevano di più, erano le strade con le curve, perché mi obbligavano ad andare più piano, e così potevo gustare meglio ciò che vedevo fuori dal finestrino. Talvolta mi incuriosiva qualcosa, e rallentavo per vedere meglio come era stata costruita una chiesa, oppure dove finiva un fiume.

Se leggi velocemente, è come se tu stessi percorrendo l'autostrada: ti troverai ben presto al casello, e non avrai visto nulla di quello che  c'era attorno. Se rallenti invece sarai attratto dai particolari. Domandati : “Cosa succede negli altri versetti del libro? Cosa mi dice questo passo del carattere di Dio? Cos'è che non ho mai visto nella Bibbia e che invece vedo ora?” Ricordati che leggere la Bibbia non è una competizione, e che Dio non va di fretta per questo, nemmeno tu devi andare di fretta.

Rallenta, e goditi il panorama. Questo ti porterà al quarto passo.

4) Fermati in un punto panoramico 

Quando trovavo un luogo veramente bello, magari indicato da una freccia con su scritto “belvedere”, allora parcheggiavo la macchina, prendevo la mia macchina fotografica, e scendevo per apprezzarlo più da vicino.

Nel leggere la Bibbia accade lo stesso; alcune volte è come se Dio stesse dietro di te e ti battesse sulla spalla dicendo: “Fai attenzione, perché questo passo è importante per te!”.

Può essere un capitolo, un paragrafo, o una frase che ti colpisce in maniera particolare. Fermati allora su quello, scendi, e vai a vedere più da vicino cosa c'è.

Uno dei metodi è quello che si chiama “leggi e enfatizza

Si inizia con un versetto e lo si legge più e più volte. Ogni volta che si legge il versetto, si sottolinea, enfatizzandola una parola diversa; è importante che lo fai a voce alta. E 'il modo più semplice per iniziare a discutere i significati della Scrittura. Puoi farlo anche se è la prima volta che apri una Bibbia. E 'semplice, ma incredibilmente potente. Ogni volta che si enfatizza una parola diversa, si ottiene una diversa prospettiva.

Prendi la prima parte di Colossesi 3:16, per esempio. Il versetto dice:

“La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente" (Colossesi 3:16)


  • La prima volta che leggi il versetto, enfatizza la parola “parola"." Ciò significa che è importante di ritenere la Parola di Dio nella tua mente.
  • Enfatizza poi la seconda parola del versetto, "Cristo".Non ti stai soffermando su ciò che un filosofo, un guru, o un conduttore di talk show ha da dirti; ti stai soffermando sulle parole di Cristo!
  • Enfatizza quindi la parola "abiti". La parola "abitare" significa "risiedere in un posto per molto tempo." Abitare non è scorrere velocemente attraverso la Parola di Dio in modo da poter andare avanti con il resto della tua giornata.
  • Enfatizza poi la parola "in"E 'bello avere la parola di Cristo dentro di te!. Puoi mettere versetti della Parola di Dio su un adesivo sul frigo o sul vetro della tua auto, ma non cambieranno la tua vita prima di lasciare che essi penetrino nella tua vita.
  • Quindi concentrati sulla parola "voi". La Bibbia non è solo Parola di Dio per il tuo pastore, per i professori universitari o per qualche tuo leader in chiesa: è la parola di Dio per voi...è per te! La Bibbia è l'istruzione per ogni singolo credente.
  • Infine, sottolinea la parola "abbondantemente".Che cosa significa? Vuol dire l'opposto di scarsamente. In altre parole, significa riccamente, copiosamente, senza parsimonia. Dio non vuole che la sua Parola sia qualcosa di cui c'è scarsità nella tua vita.

Mentre fai questo, tu stai iniziando una conversazione con Dio, mettendo in parole tue i concetti che lui ti ha mostrato in quel passo: “Signore, mi stai dicendo che io posso portare Cristo con me in ogni istante? Vuoi che gli faccia uno spazio dove risieda sempre dentro di me? E' questo quello che mi stai dicendo?".

Questo ci porta al quinto passo

5) Scatta una foto di te stesso

VI avevo detto che portavo con me la macchina fotografica, e che amavo fare istantanee dei posti così da avere un promemoria di dove ero stato e per ricordarmi quello che avevo visto. All'epoca non c'erano macchine così piccole o i cellulari, da poter essere adoperati con una sola mano a breve distanza per fotografare se stessi nel panorama come si fa adesso.

Con la Parola di Dio è la stessa cosa; vogliamo scattare una foto per rammentarci di ciò che abbiamo visto e imparato. La Bibbia dice che la Parola di Dio è sia una lampada che uno specchio per la nostra anima.
Una luce per illuminarci e uno specchio in cui vedere se stessi. Domandati “In questa luce, c'è qualcosa che ora mi è più chiaro e che non avevo visto prima?”. Oppure: “In questo specchio, cosa devo cambiare nella mia vita?”.

Questo ti porta a parlare con Dio, e di guida al sesto passo.

6) Spedisci una cartolina a casa

Qualche volta, nei miei viaggi, trovavo anche il tempo di fermarmi, comperare una cartolina, e scrivere a qualcuno per condividere quello che avevo visto di bello in quel luogo.

Questo è il momento in cui la lettura e la meditazione diventa preghiera. Se come me hai un'agenda dove appunti le tue preghiere, metti anche la data; nel futuro sarà anche una cartolina che ti ricorderà dove sei stato e cosa hai visto, sentito e provato.

Ma è molto di più Se leggi la Bibbia in questo modo, tu permetti a Dio di guidare ANCHE la tua preghiera, pregando ciò che Lui vuole che tu preghi. Questo cambierà in maniera permanente  e irreversibile il tuo modo di essere...proprio come la busta di the ha cambiato in modo permanente e irreversibile il bicchiere d'acqua

(pendi il bicchiere)

Cosa è accaduto? E' accaduto che ora l'acqua ha acquisito il colore, il sapore e l'odore della busta di the.
Ma è accaduta anche un'altra cosa fondamentale: questo non è più un bicchiere d'acqua, ma un bicchiere di the; la sua natura è cambiata in maniera permanente e irreversibile.

Questo è quello che succede alla tua anima quando “la parola di Dio abita in te abbondantemente.
Come la busta ha cambiato l'acqua in the, la Parola di Dio cambierà completamente te stesso (o te stessa).

Non sarai più adattato/adattata alle usanze e ai costumi di questo mondo, ma sarai trasformato/trasformata attraverso il rinnovamento della tua mente. Assorbirai il colore, il sapore, il profumo, l'odore di Cristo Avrai così il carattere di Cristo. La tua vita di preghiera non sarà più relegata in pochi minuti al giorno. Le memorie del tuo “viaggio” invece diventeranno un costante impulso a parlare con Dio durante tutto il giorno.

Una costante, silenziosa, segreta conversazione con Dio: questa è la strada verso l'adorazione e questo è il segreto dell'amicizia con Dio.

18 novembre 2012

Adorare Dio Costa

Quanto ti costa adorare Dio? Se non ti costa nulla, se ti viene tutto terribilmente "facile e automatico", forse stai offrendo a Dio...ciò che non costa nulla! Simone Giannicola ci illustra, attraverso 2° Samulele ed Ebrei che invece, l'adorazione efficace ha un "costo"... ma offre un guadagno eterno!

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" Così l'Eterno mandò la peste in Israele, da quella mattina fino al tempo fissato. Da Dan a Beer-Sceba morirono settantamila persone del popolo. Come l'angelo stendeva la sua mano su Gerusalemme per distruggerla, l'Eterno si rammaricò di quella calamità e disse all'angelo che sterminava il popolo: «Basta! Ora ritira la tua mano!». L'angelo dell'Eterno si trovava presso l'aia di Araunah, il Gebuseo.  Quando Davide vide l'angelo che colpiva il popolo, disse all'Eterno: «Ecco, io ho peccato, io ho agito iniquamente, ma queste pecore che hanno fatto? La tua mano perciò si volga contro di me e contro la casa di mio padre!». Quel giorno Gad venne da Davide e gli disse: «Sali e costruisci un altare all'Eterno nell'aia di Araunah, il Gebuseo».  Così Davide salì, secondo la parola di Gad, come l'Eterno aveva comandato. Araunah guardò e vide il re e i suoi servi, che si dirigevano verso di lui; allora Araunah uscì e si prostrò davanti al re con la faccia a terra.  Poi Araunah disse: «Perché il re, mio signore, è venuto dal suo servo?». Davide rispose: «Per comprare da te quest'aia e costruirvi un altare all'Eterno, affinché la calamità sia allontanata dal popolo».  Araunah disse a Davide: «Il re mio signore prenda e offra ciò che gli piacerà! Ecco i buoi per l'olocausto; gli attrezzi per trebbiare e i gioghi dei buoi serviranno per legna.  O re, tutte queste cose Araunah le dona al re». Poi Araunah disse al re: «L'Eterno, il tuo DIO, ti sia propizio!». Ma il re rispose ad Araunah: «No, io comprerò da te queste cose al prezzo che costano, e non offrirò all'Eterno, il mio DIO, olocausti che non mi costino nulla». Così Davide comprò l'aia ed i buoi per cinquanta sicli d'argento. Poi Davide costruì in quel luogo un altare all'Eterno e offrì olocausti e sacrifici di ringraziamento. Così l'Eterno diede ascolto alla preghiera fatta per il paese e la calamità fu allontanata dal popolo d'Israele." (2 Samulele 24:15-16 ND)

"Per mezzo di lui dunque, offriamo del continuo a Dio un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome.  E non dimenticate la beneficenza e di far parte dei vostri beni agli altri, perché Dio si compiace di tali sacrifici." (Ebrei 13:15-16 ND)

"Vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi, il che è il vostro ragionevole servizio, quale sacrificio vivente, santo e accettevole a Dio." (Romani 12:1 ND)


"Se sapete queste cose, siete beati se le fate." (Giovanni 13:17 ND)

05 novembre 2012

Adorare Dio col mio corpo

Cosa vuole dire Paolo quando ci chiede di "offrire i nostri corpi in sacrificio vivente a Dio"?
Posso "adorare" Dio anche col mio corpo, dunque?. La risposta è... si!
---Vi è mai capitato di ascoltare le lamentele di qualcuno che sottolinea , tutte le cose sbagliate. tutte le cose ingiuste, tutte le cose cattive che ci sono al mondo?

E vi è mai capitato di pensare: “Dio deve odiare il mondo! Con tutte le storture, il male, i peccati, la violenza che c'è, quando guarda giù non può che torcere la sua faccia in segno di profondissimo disgusto!”

Qualche volta capita anche a me...quando non rifletto, quando mi faccio trascinare dall'ondata di negatività che pervade i media, e le persone che li ascoltano, quando non ricordo che Dio, invece, AMA il mondo,
e lo ama così tanto che

“... Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:16)

Dio è ancora follemente innamorato del mondo!

Cosa c'entra tutto questo con l'adorazione?

Le volte scorse avevamo detto che adorare Dio è:

  • affermare che Dio vale per me

e questo non lo facevamo semplicemente con la nostra voce ma con il nostro modo di vivere, vivendo la nostra vita come un atto di adorazione

Avevamo anche detto che adorare Dio è:

  • portare la mia vita sotto il trono della sua autorità

allineando la nostra vita alle sue regole e al suo volere portandola sotto il trono della grazia di Dio...

Questa volta vogliamo vedere come posso adorare Dio attraverso il mio corpo.

Cosa vede Dio quando guarda giù? Quando guarda giù Dio vede le sua creature, quelle che ha voluto per potergli dare amore vede gli uomini e le donne per i quali non ha esitato ad offrire suo figlio. Dio è ancora follemente innamorato del mondo! E vuole amarlo... attraverso te!

Dio vuole amare il mondo attraverso me!

Questo è il motivo perché Paolo a scritto in Romani 12:1:

“Vi esorto dunque fratelli, a ragione della misericordia di Dio ad offrire i vostri corpi a Lui in sacrificio vivente, ” (Romani 12:1 PV) 

Cosa significa “offrire i vostri corpi” E'' qualcosa che è possibile fare? E perché Dio vuole il mio corpo?
Non potrebbe chiedermi solamente di avere i miei pensieri? Perché proprio il mio corpo? Perché è così importante?

Paolo risponde a questa mia domanda in un'altra  sua lettera, 1 Corinzi 6:19-20:

“Non avete ancora capito che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che vive in voi, lo stesso Spirito che Dio vi ha dato? Il vostro corpo adesso non appartiene più a voi stessi, perché Dio vi ha comprato a caro prezzo. Perciò, usatelo per rendere gloria a Dio. ” ( 1 Corinzi 6:19-20 PV)

“Rendere gloria a Dio” è quello che avevamo visto nella prima predicazione... è affermare che “Dio è Dio, non io”, è affermare che Dio vale per me... è adorare Dio!

Paolo sta dicendo che il nostro corpo, pelle ossa e sangue e cartilagini, sono il tempio dello Spirito Santo.
Un tempio è il posto dove le persone si incontrano con Dio; e' un posto sacro. Paolo sta dicendo che Dio non vive all'interno di edifici,  ma vive all'interno del suo popolo. Paolo sta dicendo che il mio corpo è il luogo dove Dio è presente sulla terra!

Dio usa le persone per raggiungere e toccare  altre persone. Quando Gesù è venuto sulla terra, non è venuto come un'idea astratta, come una filosofia, buona ma teorica. Gesù è venuto fisicamente, sotto forma di uomo
e ora Gesù stesso ci riempie e ci fortifica dandoci potenza per il ministero e per la missione nel mondo. Dio vuole cooperare con te per i suoi propositi sulla terra.

Ci sono persone nel mondo che non udranno mai la voce di Dio fin quando tu non parlerai loro di Dio e della sua Parola. Ci sono persone che non vedranno mai il volto di Dio fin quando non vedranno il suo amore brillare nei tuoi occhi. Ci sono persone che non sentiranno mai il tocco di Dio fin quando tu non le raggiungerai con la  pietà e la compassione delle tue mani. Dio vuole usarti per raggiungere quelle persone, vuole utilizzare il tuo corpo fisico per raggiungerle con i suoi scopi!

Forse stai pensando : “Beh, Marco, questa sarebbe un'ottima idea... ma come sarà possibile?Io mi conosco: conosco i miei peccati,  conosco i problemi con cui lotto da anni,  conosco le mie abitudini e il mio modo di pensare. Come è possibile che Dio mi riempia del suo Spirito e mi usi quando c'è ancora tutta questa robaccia nella mia vita? Non dovrei prima buttare via tutte queste cose cattive, per poter far spazio allo Spirito Santo ed esserne riempito? Come posso “purificarmi” prima, per poi venirgli utile e essere da lui usato?"

Onestamente, è un'ottima domanda! Lascia che ti risponda subito: semplicemente, non puoi! Non puoi … se e fino a quando non sei riempito (o riempita) di Spirito Santo.

Gesù ha detto in Giovanni 15:5:

“Senza di me, invece, non potete far nulla” (Giovanni 15:5b PV)

Ho studiato l'etimologia della parola nulla.. è mi sono accorto che in realtà significa … nulla! Per cui, senza Gesù, io non posso fare “nulla”

Ma in Filippesi 4:13, Paolo ci trasmette il messaggio più straordinariamente incoraggiante che io possa avere per la mia vita in questo mondo:

“Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica.” (Filippesi 4:13b ND)

SE da un lato non posso fare nulla senza di Gesù,  dall'altro posso qualsiasi cosa attraverso di lui.

Non ci sono vie di mezzo: o tutto o niente. Devo avere la sua forza nella mia vita In quali campi mi mi dà forza?


  • Gesù mi dà forza per adempiere i miei compiti nella vita.
  • Gesù mi dà forza per influenzare il mondo attorno a me.
  • Gesù mi dà forza per sopportare i pesi e le prove nella vita.
  • Gesù mi dà forza per resistere alle tentazioni.


Gesù mio dà la forza per adempiere, per influenzare, per sopportare e per resistere; e tutta questa forza proviene dello Spirito Santo con il quale Gesù ci riempie. E' per questo che è tanto importante per la nostra vita essere completamente ripieni di Spirito.

Come essere ripieni di Spirito?

Cosa significa “essere ripieni di Spirito” E' qualcosa che accade una volta e via nella vita? O piuttosto è qualcosa che mi accade di tanto in tanto, periodicamente?

La Bibbia ci insegna che l' essere ripieni di Spirito è un'esperienza costante e continua nella nostra vita.
Paolo dice in Efesini 5:18

“siate invece pieni di Spirito Santo” (Efesini 5:18b PV)

Il termine che usa Paolo per “pieni” è quello che all'epoca si usava per un contenitore già pieno non ci dice che dobbiamo “riempirci” quando siamo vuoti,  che dobbiamo fare un “pit stop” di tanto in tanto prima che la nostra Formula 1 si fermi. Ma piuttosto che dobbiamo essere COSTANTEMENTE pieni di Spirito,
un contenitore sempre pieno fino all'orlo. E per far si che questo accada, dobbiamo costantemente essere riempiti fino a che trabocchiamo dall'orlo di Spirito Santo.

Paolo sta dicendo “siate COSTANTEMENTE pieni di Spirito Santo”. Voglio mostrarvi cosa intende Paolo con un'illustrazione

(prendi il bicchiere e riempilo di acqua)

Quando abbiamo creduto, quando abbiamo accettato Gesù nei nostri cuori, abbiamo ricevuto un “pieno” di Spirito Santo in noi. Ma poi la vita è quello che è, e abbiamo cominciato ad aggiungere cose che realmente non dovrebbero esserci, tipo:


  • ACETO = è liquido, può sembrare anche acqua... ma puzza

Rappresenta il senso di superiorità - (“farisaico”). “Io sono meglio degli altri credenti”, io non commetto quel peccato che lui commette”... e alla fine diventiamo fieri della nostra superiorità spirituale rispetto agli altri. Ma anche se è liquido, e noi possiamo far finta che sia acqua, gli altri lo sentono a distanza... perché ne sentono l'odore, come per l'aceto.


  • PEPERONE: brucia se si poggia sugli occhi o sulla lingua;

Rappresenta la rabbia. La rabbia che scarichiamo contro il nostro sposo, o la nostra sposa, contro i nostri figli, contro i nostri compagni di lavoro.
Sappiamo che non dovremmo, che quando gliela buttiamo in faccia ha lo stesso effetto del peperone gettato negli occhi


  • BIRRA: se ne metti troppa e con troppa velocità, diventa tutta schiuma e non puoi bere nulla.

Rappresenta la dissolutezza. Nella prima parte versetto che ho citato prima di Efesini 5:18, Paolo dice:

“Non siate dediti all'alcool che ha conseguenze dannose; siate invece pieni di Spirito Santo”(Efesini 5:18a PV)

Una delle caratteristiche di quando beviamo troppo è la “nebbia mentale”, che copre tutto; non riusciamo più a vedere bene, né a pensare bene, né a camminare bene. Siamo come dentro una “nuvola” che ci isola dal resto, come fa la schiuma con la birra. Può essere qualsiasi cosa che “copre” e diventa una mania: TV, internet, sport, famiglia... Paolo ci dice che le cose, se prese con moderazione, persino l'alcool, sono buone (suggerisce a Timoteo di bere vino per la sua salute!): ma quando ne abusiamo hanno conseguenze dannose per la nostra vita di credenti. Dobbiamo essere invece contenitori “pieni” di Spirito Santo.


  • SENAPE: la senape è famosa per macchiare di giallo dove si posa.

Rappresenta l'egoismo. Se facciamo le cose per noi stessi, le tracce di sporco si vedono, ed è difficile mandarle via.


  • CAPPERI: se li mangi da soli non riesci a sentire altro sapore dopo.

Rappresentano l'invidia. Non la gelosia (che è l'eccessiva  protezione di ciò che già possiedo), ma la voglia di avere quello che gli altri hanno. Il lavoro, la casa, la famiglia dell'altro; pensiamo “perché a lui si e a me no? IO mi merito quello, non lui!”. Il problema con l'invidia è che, alla fine, non riusciamo ad apprezzare ciò che abbiamo, perché passiamo il tempo ad invidiare altri per le cose che non abbiamo.


  • LIMONE: ha un gusto acido ed amaro.

Rappresenta l'amarezza. Nasce dal non perdonare le offese, dall'essere offeso sempre anche dalle piccole cose, dal portare ancora le ferite del passato e dal non volerle lasciar andare. Sappiamo che dovremmo perdonare... ma decidiamo di rimanere arrabbiati, e amari.


  • SALSA DI SOIA: è nera, e salatissima.

Rappresenta tutto ciò che è più oscuro nelle nostre vite. I siti internet dove navighiamo e non dovremmo, i film che vediamo e che non dovremmo, i pensieri malvagi. Tutte le abitudini con le quali lottiamo e da cui non riusciamo a liberarci, vivendo come schiavi di esse. Ognuno di noi ha questi lati oscuri che odiamo e da cui vorremmo separarci; amiamo il Signore, e ci chiediamo “che razza di credente sono se continuo a fare queste cose qui!”...e ci sentiamo impotenti, e falsi!

(mescola il bicchiere)

Eccoci qua, uomini e donne di Dio, ripieni di Spirito Santo, pronti per andare a compiere il proprio servizio per il Signore!

Tra un minuto berrò questo bicchiere, ma prima voglio domandarti: ti ritrovi anche tu in questo? Stai vivendo la tua vita con queste o altre lotte interiori? Stai pensando “io lo so come sono dentro! E per fortuna gli altri non possono vedere dentro me come realmente sono! Devo ripulirmi per poter essere del Signore! Come posso buttare fuori tutte queste cose dalla mia vita?”?

La domanda è : "come posso togliere l'aceto, o la mostarda, o il peperoncino dal cocktail?
Come faccio a estrarre l'aceto, e magari avere solo la birra?" La risposta è semplice: non puoi!
Ricorda che Gesù ha detto:  Senza di me, invece, non potete far nulla, ma io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica. Per ripulire la tua vita devi tornare alla fonte della potenza che ti permette di pulire la tua vita.

Gesù ha detto in Giovanni 7:38

“Da chi crede in me, come dice la Scrittura, sgorgheranno fiumi d'acqua viva" (Giovanni 7:38 PV)

(comincia a versare acqua fresca nel bicchiere)

Devi tornare dunque alla fonte, e dire: "Gesù, io credo in te, e credo che da me sgorgheranno fiumi d'acqua viva. E so anche che senza di te io non sono capace di purificare me stesso. Io ti offro il mio corpo come un sacrificio vivente! Vieni nella mia vita, e purificami! Ho bisogno di più calma, di più gioia, di più speranza, di più amore, di più gentilezza, di più ...”  IL Signore verserà in tè nuova acqua di vita, nuovo Spirito Santo, fino a che tutta l'acqua inquinata sarà rinnovata da quella fresca e vivente!

Vi ho detto che avrei bevuto il bicchiere... ora posso farlo!

Potresti comunque pensare che ci sono cose pesanti come sassi nella tua vita, /nel nostro caso sono i capperi) le dipendenze veramente grandi, che non “escono” dal tuo bicchiere” semplicemente versandoci acqua nuova sopra. Ricorda quello che fa il fiume con le rocce; col tempo e con la costante corrente, anche le montagne diventano sabbia! E la sabbia può uscire facilmente dal tuo bicchiere!

Siate COSTANTEMENTE pieni di Spirito Santo”, dice Paolo

Come faccio in pratica?

Eravamo partiti dicendo che posso adorare Dio offrendogli il mio corpo come un atto di adorazione. Come faccio in pratica? Posso dirti quello che faccio io la mattina.

La prima cosa che faccio la mattina, prima ancora di poggiare i miei piedi per terra dal letto, è di chiedere a Dio di riempirmi di nuovo e fresco Spirito Santo per quella giornata. Non è una preghiera ciclopica, non ci vuole una fede che smuove le montagne per farla, basta quella di un seme di senape; La stessa quantità di fede che avevo quando per la prima volta ho accettato Gesù nella mia vita da bambino.

Non si tratta di ricevere nuovamente la salvezza, ma solo di “riconnettermi” a Lui, e di ricordare che senza di Lui non posso fare nulla, ma che attraverso Lui posso ogni cosa. Quello che prego è di ricevere lo nuovo Spirito Santo per affrontare la giornata per adempiere i miei compiti, influenzare il mondo, sopportare gli attacchi e resistere alla tentazione.

Il nostro grande limite

Spesso ci dimentichiamo di iniziare la nostra giornata dando lode al nostro Signore. Siamo troppo presi da quello che dovremo fare,  e dimentichiamo la cosa che sola ci può dare la potenza per vivere la nostra giornata come un atto di adorazione, e che sola ci può dare la potenza per lavare via i nostri peccati.

Per ricordartene, perché, invece di riporre le tue scarpe al solito posto, non ne metti una sotto al letto?
Domani mattina, quando ti dovrai inginocchiare per trovarla, ricordati di chiedere lo Spirito Santo, pregando qualcosa tipo questo:
---

Signore, ammetto che senza di te non posso fare nulla, ma che attraverso Gesù che mi da forza posso fare qualsiasi cosa.  Per questo ti offro oggi il mio corpo come un atto di adorazione. E ti chiedo: puoi riempirmi, Signore, col tuo Spirito Santo! 

Puoi darmi la forza per ciò che devo affrontare oggi?  Puoi darmi la forza per influenzare il mondo per il tuo regno?  Puoi darmi la forza per sopportare e resistere alle prove che potrei trovarmi ad affrontare oggi?  E puoi darmi la forza per resistere alle tentazioni? 

E poi, Signore, guarda attraverso i mie occhi e dimmi cosa vedi.  Ascolta attraverso le mie orecchie e dimmi cosa senti.  Usa le mie mani per toccare il mondo che incontrerò oggi con la tua grazia, la tua misericordia e la tua compassione. 

Lo so, Signore, che ami ancora questo mondo., per questo io t'invito ad amarlo attraverso me quest'oggi. 

Te lo chiedo in nome di Gesù. 

Amen
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Inizierai la tua giornata con una dose nuova di Spirito Santo, con cui essere riempito fino all'orlo.

28 ottobre 2012

Il grande "scambio" nell'adorazione tra me e Dio

Ti è mai capitato di attraversare un periodo dove Dio sembra si stia nascondendo nella tua vita?Sappi che, proprio in quei momenti, la cosa che devi fare è adorarlo...tramite la tua vita, per scoprire che il suo mantello di grazia è sopra di te!
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Uno dei giochi che mi piaceva di più fare da piccolo assieme a mio fratello ed ai miei cugini era il “nascondino”. Essendo molto piccolo, riuscivo ad entrare in posti dove nessuno pensava si potesse neppure mettere metà di se stessi.
Col tempo avevo imparato che, per essere valido, un nascondiglio doveva avere due caratteristiche: doveva essere buio, e doveva essere angusto.

Il mio posto preferito era macchina da cucire di mia madre. Potevo restare ore là dentro senza che nessuno mi trovasse. A me non piace il buio e lo stare da solo, ma mentre stavo giocando lo trovavo molto eccitante.

L'altra cosa che avevo imparato giocando a nascondino era questa: quando hai trovato un nascondiglio buono, NON MUOVERTI!

Cosa c'entra tutto questo con l'adorazione?

Vi ricordate che la volta scorsa avevamo detto che il significato della parola "adorazione" è “parlare a qualcuno che vale”? Per il credente è affermare che Dio vale per me, e questo non lo facevamo semplicemente con la nostra voce, ma con il nostro modo di vivere, vivendo la nostra vita come un atto di adorazione. E sempre la volta scorsa ci eravamo chiesti a chi servisse l'adorazione, se a me o a Dio, chi fosse la preda, e chi il cacciatore.

Questa volta vogliamo fare un passo più in là, vogliamo vedere quello che ho chiamato “il grande scambio, perché l'adorazione sia importante per Dio, perché lo siaper noi, e cosa ci accade, come credenti, quando adoriamo Dio.

Il salmo 22 dice:

“Eppure tu sei il Santo, che siedi circondato dalle lodi d'Israele.” (Salmo 22:3)

Noi sappiamo che, quando c'è un regno, c'è un re, ed il re siede su un trono; in un'altra versione il versetto recita :

“Eppure tu sei il Santo,tu siedi in trono fra le lodi d'Israele.” (CEI 2008)

La Bibbia ci dice che il trono di Dio è circondato dalle lodi del suo popolo. C'è un altro brano nella Bibbia che dice la stessa cosa, questa volta con un'immagine; è in Isaia al capitolo 6:

“Nell'anno della morte del re Uzzia, vidi il Signore seduto sopra un trono alto, molto elevato, e i lembi del suo mantello riempivano il tempio.” (Isaia 6:1)

Quello che sta dicendo e sperimentando qui Isaia è che il re d'Israele è morto, per cui la nazione è in crisi;
proprio in quel momento, nel bel mezzo di una crisi, lui vede Dio seduto su un trono, e la parte più bassa del suo mantello, la frangia, riempie il tempio.

Ora, immaginatevi la scena: se i lembi del mantello riempiono il tempio, questo significa che c'è una correlazione tra il tempio ed il trono di Dio: il trono è sopra il tempio, sullo stesso asse, allineato con il luogo dove il popolo adora Dio.

Isaia sta dicendo la medesima cosa che Davide diceva nel Salmo 22: dice che Dio sta sedendo sull'adorazione del suo popolo.

Questo significa che se non ci sono persone che adorano Dio, Dio non ha un trono? Assolutamente no! Questo Significa semplicemente che quando adori Dio, quando dichiari che lui vale per te, quando sottometti a lui la tua vita, quando affermi “Tu sei Dio, noi io”, “Tu sei il mio sostegno”, “Tu sei il mio rifugio”, Tu sei il mio re”, “ Tu sei il mio salvatore”, “Tu sei il mio amico”, stai portando la tua vita sotto il trono della sua autorità, stai allineando la tua vita alle sue regole e al suo volere, la stai portando sotto il trono di Dio... ed il trono di Dio, è un trono di grazia!

“Perciò, avviciniamoci con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare la grazia, quando ne abbiamo bisogno” (Ebrei 4:16 PV)

Ogni cosa di cui abbiamo bisogno nella nostra vita è disponibile attraverso la grazia di Dio.

Questo significa che devo dire a Dio parole carine per convincerlo a esaudire le mie richieste? Assolutamente no! Quello che significa è che, quando adoro Dio, io allineo me stesso con il trono della sua grazia. E' molto più probabile che possa mangiare e far festa con il Re se sto già sedendo ai suoi piedi. E' molto più probabile che mi bagni se sto in mezzo ad un fiume, piuttosto che in mezzo al deserto...ed adorare Dio mi pone nel bel mezzo del fiume che è la Grazia di Dio!

C'è un altro versetto che vorrei leggere assieme; si trova nel Salmo 89, ed è uno di quei versetti su cui possiamo facilmente sorvolare, visto che il Salmo 89 è un salmo che occupa una pagina e mezza; ma è un versetto chiave nel capire il ruolo che gioca l'adorazione nella vita del credente:

“Felice il popolo che ti sa acclamare:camminerà alla luce della tua presenza, Signore.” (Salmo 89:15 TILC)

Cosa significa “acclamare”? Non è una parola che usiamo spesso, vero? Viene dal latino “clamare” = gridare + “ad” = a, verso, e significa “gridare ad alta voce con gioia".

E' quello che succede allo stadio quando entra la squadra di casa; i tifosi acclamano i propri beniamini quando entrano in campo per iniziare a giocare.

Noi “acclamiamo” il nostro Signore dandogli il benvenuto nei nostri problemi, nelle situazioni che la vita ci propone, perché sappiamo che quando scende in campo nelle nostre vite, le cose si sistemano.

Ma il versetto dice “ Felice il popolo che ti sa acclamare” : non è qualche cosa con cui nasciamo, dobbiamo apprende come fare per saperlo acclamare, è un'esperienza appresa, un atteggiamento appreso, si sviluppa con la pratica, si sviluppa con il tempo.

Ma il versetto continua: "Felice il popolo che ti sa acclamare: camminerà alla luce della tua presenza": qui non si sta parlando di come mettiamo un piede davanti all'altro, ma di come viviamo la nostra vita, il nostro stile di vita, quello che facciamo e quello che diciamo. Il versetto dice che coloro che accolgono Dio nelle situazioni e nei problemi che la vita gli propone, si muoveranno,  cammineranno, vivranno nella luce della Sua presenza. 

Non è forse questo che desideriamo come credenti? Vivere nella presenza del Signore, avere la sua presenza non un momento qui e un momento lì, ma muoversi costantemente, rimanere costantemente, vivere costantemente assieme a lui!

Ciò che la Scrittura ci dice è che questo processo non avviene in una notte, ma con la pratica, esercitandosi giorno dopo giorno. E accogliere Dio nella propria vita giorno dopo giorno è uno dei modi con cui offriamo la nostra adorazione al Signore.

Voglio ritornare sul racconto del giocare “nascondino” con cui abbiamo cominciato.

Ognuno di noi passa momenti nella vita dove sembra che Dio si nasconda, dove ci troviamo nel buio, stretti dalle situazioni.

Quest'anno compio venti di servizio al Signore, e prima di diventare pastore di questa comunità, sono stato coinvolto a vario titolo con almeno altre quattro comunità. In ognuna ho cercato di mettere a disposizione i miei doni ed i miei talenti, ma questo spesso non è sufficiente a far si che le cose filino lisce al 100%.

Ad un certo punto della mia vita di credente mi sono trovato ad essere coinvolto, molto coinvolto nella conduzione di una di queste. Molto coinvolto... molto giovane... e molto inesperto! Ho cominciato a capire che, sebbene amassi le persone con cui collaboravo, e sebbene loro amassero me, la visione di come portare avanti la chiesa era completamente differente. Non volevo andare via, perché volevo “dare” ancora, perché non c'erano un gran che da scegliere in zona a quell'epoca... ma non potevo neppure restare!

Mi sentivo in trappola, stretto da due lati:  tra la voglia di andare e mettere dietro le spalle i conflitti,
e quella di restare per poter continuare a dare e ricevere.

Ricordo all'epoca che non avevo una gran voglia di “adorare” il Signore; cantavo poco in chiesa la domenica, e lo lodavo forse ancora meno durante le mie giornate. Ma, una cosa l'avevo decisa: avrei continuato a servire il Signore lì, senza mormorare né parlare dietro le spalle, fino a quando il Signore non mi avesse mostrato che era ora di andare, perché quello sarebbe stata disobbedienza al Signore, che dice:

“Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro”, ( Ebrei 13:17)

Ricordo che non fu facile, né breve... ma ora, guardando indietro, so che se non avessi preso quella decisione, con tutta probabilità, a distanza di anni, non sarei stato chiamato a piantare una chiesa nella mia città natale. La mia “carriera” si sarebbe interrotta lì.

Avevo pensato che non stessi adorando Dio, in quel periodo... ed invece gli stavo dando un tipo di adorazione differente:  non con la mia voce, non con le mie lodi,  ma “allineando” la mia vita con il Suo volere. Ero stato nel buio, ero stato “stretto”, ma da buon giocatore di “nascondino” avevo deciso di “non muovermi”, di fidarmi della promessa che il Signore mi aveva fatto tramite una telefonata di una credente dal Canada, proprio nell'attimo esatto che avevo detto, sedendo sul divano assieme a mia moglie, “basta, io non ci vado più in chiesa! E' finita.”. Una telefonata che diceva :”Dio mi ha detto di dirti che lui ha in serbo per te e per l'opera a Montefiascone delle benedizioni che non  puoi minimamente immaginare”.

Ero stato nel buio, ero stato sotto pressione, ma ora vedo che in tutto quel periodo, Dio non stava giocando a nascondino con me: lui era lì, era sopra il tempio che io avevo deciso di costruire attraverso la mia obbedienza alle sue leggi. 

L'oscurità che avevo provato non era che una piega del suo mantello.  La pressione che avevo sentito non erano che le sue mani che mi mi tenevano stretto al suo fianco. Era lui che mi aveva nascosto, per non farmi trovare dallo scoraggiamento, e per impedirmi di finire il mio servizio a Lui.

Avevo sperimentato, senza esserne consapevole, quello che sta scritto nel salmo 91:

“Chi abita al riparo dell'Altissimo riposa all'ombra dell'Onnipotente. Io dico al SIGNORE: «Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido!” (Salmo 91:1-2)

Tutto questo, perché avevo allineato la mia vita alla sua Parola,  il mio comportamento al suo volere.  Perché lo avevo adorato, senza canti e senza lodi, ma con la mia vita.  Ed oggi posso vedere il frutto di quell'adorazione.

Conclusione

Ti stai trovando in una situazione dove sembra che Dio stia giocando “a nascondino” con te? Sei nel buio, e sei sotto pressione? Sei in un periodo di crisi?

Adora Dio!  Adora Dio con la tua vita!  Adoralo con l'obbedienza alla sua Parola e alle sue leggi!

Vieni ad immergerti nel fiume della sua grazia! Allinea la tua vita sotto il suo trono! Dagli il benvenuto, e fallo partecipe dei tuoi problemi!

Gesù ha detto in Giovanni 4:23:

“il Padre cerca tali adoratori” (Giovanni 4:23b)

Se stai cercando Dio, e ti sembra che si stia nascondendo, quello che ti propongo è un grande scambio; e non è uno scambio “alla pari”, quello che tu guadagni è enormemente di più di quello che perdi!

Fermati e fatti trovare da lui. Adoralo con la tua vita!

Lui sta cercando di te...per poterti inondare di benedizioni!

14 ottobre 2012

Rammenta la verità sulla morte!

Moltissimi vivono una vita "sospesa". Vivono, ma lo fanno con la costante paura della morte. Michael Lenton, attraverso l' esperienza della perdita di un familiare, ci rammenta la verità circa la morte... se credi in Gesù!
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"Chi di voi mi convince di peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non le ascoltate; perché non siete da Dio". I Giudei gli risposero: "Non diciamo noi con ragione che sei un Samaritano e che hai un demonio?" Gesù replicò: "Io non ho un demonio, ma onoro il Padre mio e voi mi disonorate. Io non cerco la mia gloria; v'è uno che la cerca e che giudica. In verità, in verità vi dico che se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte". I Giudei gli dissero: "Ora sappiamo che tu hai un demonio. Abraamo e i profeti sono morti, e tu dici: "Se uno osserva la mia parola, non gusterà mai la morte". Sei tu forse maggiore del padre nostro Abraamo il quale è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di essere?" Gesù rispose: "Se io glorifico me stesso, la mia gloria è nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, che voi dite essere vostro Dio, e non l'avete conosciuto; ma io lo conosco, e se dicessi di non conoscerlo, sarei un bugiardo come voi; ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abraamo, vostro padre, ha gioito nell'attesa di vedere il mio giorno; e l'ha visto, e se n'è rallegrato". I Giudei gli dissero: "Tu non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abraamo?" Gesù disse loro: "In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono". Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio." (Giovanni 8:46-59)

"In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita." (Giovanni 5:24)

"Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito." (Giovanni 3:6)


"Poiché dunque i figli hanno in comune sangue e carne, egli pure vi ha similmente partecipato, per distruggere, con la sua morte, colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo, e liberare tutti quelli che dal timore della morte erano tenuti schiavi per tutta la loro vita." (Ebrei 2:14-15)

"Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Com'è scritto: "Per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno; siamo stati considerati come pecore da macello". Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati. Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore." (Romani 8:35-39)

07 ottobre 2012

Cosa significa adorare?


 Come definiresti la parola "adorare"? A cosa la associ mentalmente? Al canto? Alla preghiera? Ma l'adorazione che vuole Dio è molto, molto di più... ed è un percorso che durerà per  tutta la vita!
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Due domande circa l'adorazione


1) Cosa è “adorare”?

Come definiresti con una frase, o una parola, l'adorazione? Canto? Preghiera? Inginocchiarsi?
Ringraziamento a Dio?

2) A chi serve l'adorazione?

A Dio? Quali benefici Dio trae dalla mia adorazione? Quali benefici traggo io dall'adorazione?

In altre parole: chi è il cacciatore...e chi la preda? E' Dio che sta cercando di me, o sono io che sto cercando lui?

Dove trovo le risposte?

Gesù ha detto questo:

“L'ora viene, anzi, è già venuta, in cui coloro che adorano sinceramente il Padre, lo faranno in spirito e verità. È questa l'adorazione che Dio cerca, perché Dio è spirito, e chi lo adora deve adorarlo in spirito e verità" (Giovanni 4:23-24 PV)

Dio CERCA chi lo adori. Ma non è un'attività che si risolve con un canto, una preghiera, un pensiero un paio di volte a settimana. Il cammino di un adoratore è un modo di vita. Riguarda lo scoprire il segreto dell'amicizia con Dio. Non riguarda tanto il fare qualcosa ma riguarda piuttosto essere qualcuno: non “fare” l'adorazione”, ma “essere” un adoratore.

Paolo dice questo:

“Vi esorto dunque fratelli, a ragione della misericordia di Dio ad offrire i vostri corpi a Lui in sacrificio vivente, santo, tale che Dio possa accettare con piacere. È questo il vero atto di adorazione. Non adattatevi alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma lasciatevi trasformare mediante il rinnovamento della vostra mente. Allora sarete in grado di determinare qual è la volontà di Dio, vale a dire ciò che a lui è buono, gradito e perfetto.” (Romani 12:1-2 PV)

Ognuno adora qualcosa

Ognuno adora qualcosa.  Perché l'adorazione è un'idea che Dio ha messo in noi, nel nostro DNA. Solo che non tutti adorano la medesima cosa.  Si può capire cosa adori ciascuno, semplicemente vedendo la maniera in cui vive: alcuni adorano idoli: il lavoro, lo sport, le auto, il fisico, la famiglia, una rock star.

Il problema è che le macchine si rompono, il fisico invecchia, il lavoro può non esserci, e le rock star passano di moda.

Ma noi vogliamo parlare dell'adorazione di qualcosa che non può né morire, né rompersi, né passare di moda; vogliamo parlare di adorare un Dio eterno, vivente, “colui che era che è che che sta per venire” dice Apocalisse.1:8

Cosa è “adorazione”?

L'adorazione è più del semplice cantare, o di qualsiasi altra attività religiosa

Adorare: composto dal latino “orare” = parlare + suffisso “ad” = a,  ovvero "parlare a qualcuno". Se parliamo a qualcuno, è perché egli “vale”. Se adoro Dio, dunque, sto affermando che Dio “vale” per me
adorare è perciò “parlare a qualcuno che vale”.

Quanto vale  Dio per me?

Vi è mai capitato di scoprire un'amicizia importante solo quando l'amico (o l'amica) vi ha confessato quanto valevate per loro? Solo allora avete capito il valore dell'altro per voi, quando avete saputo che l'atro vi pensava, vi amava, vi cercava!

Allo stesso modo, per poter capire quanto valga Dio per me, la prima cosa che bisogna fare è capire quanto io valgo per Dio. La Bibbia afferma che:

“Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo.” (1 Giovanni 4:19 PV)

Dio è colui che crea, fa sempre le cose per primo: è lui che inizia le cose, anche quando si tratta di relazioni: Adamo non ha desiderato di avere rapporto con Dio, ma Dio ha desiderato di creare Adamo per avere rapporto con lui. Adamo non ha cercato Dio dopo il suo peccato, ma Dio ha cercato Adamo nel posto dove si stava nascondendo.

Se non fosse stato Dio a cercare  di Adamo, e se non fosse stato Dio a cercare  di  me, e di te, nonostante tutti i miei peccati, l'adorazione mia e tua sarebbe assolutamente senza speranza, inutile; staremmo rivolgendoci a qualcuno che non ne vuole sapere di noi.

Per poter quindi scoprire quanto Dio valga per me, devo prima scoprire quanto io valga per lui: devo poter vedere me stesso con gli stessi occhi con cui mi sta guardando Dio. E Romani 12:1 afferma che Dio mi sta guardando “ a ragione della misericordia di Dio”. Lo sguardo di Dio su di me non è malevolo, ma misericordioso.

Perché Dio vuole la mia adorazione?

A questo punto però, mi viene da domandarmi: com'è che il creatore del mondo brama che io lo adori?
Non ha altro di meglio da fare che attendere che questo figlio irrequieto e disobbedente gli rivolga la parola? Il salmo 8 dice:

“Quand'io considero i tuoi cieli, opera delle tue dita,la luna e le stelle che tu hai disposte, che cos'è l'uomo perché tu lo ricordi? Il figlio dell'uomo perché te ne prenda cura?” (Salmo 8:3-4)
Pensa per un momento: perché Dio ci ama? Non ha senso! Dobbiamo però ricordarci che l'amore non è quello che Dio fa, ma , l'amore è quello che Dio E'. E' il suo carattere, è la sua natura. La Bibbia afferma che dio E' amore. Non importa quante volte lo abbiamo deluso, lui continua ad amarti, più di quanto tu possa immaginare!

Il figliol prodigo

In Luca 15 Gesù racconta la storia di un figlio che chiede al padre la sua parte di eredità in anticipo: è come se gli stesse dicendo :” mi piacerebbe tu fossi già morto”. E, incredibilmente il padre lo accontenta!Dopo aver dilapidato tutto, Gesù dice che il figlio “rientrato in se” capì che persino i servi più umili di suo padre stavano meglio di lui. Allora ritorna, elaborando lungo il cammino il discorso con cui farsi riprendere in casa come servo. Ma Gesù dice che, mentre si avvicinava a casa, “suo padre lo vide, e ne ebbe compassione, corse, gli si gettò al collo, lo baciò e ribaciò”, dicendo: “questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto, ed è stato ritrovato “  Gli mise scarpe nuove, lo vestì col vestito più bello, e gli diede l'anello che simboleggiava l'appartenenza alla famiglia. Gli rende dignità, identità, autorità

Il significato sbagliato di “prodigo”

Gesù non ha mai chiamato il figlio “prodigo” lungo tutta la storia. E in realtà “prodigo” in italiano non significava nemmeno “essere spendaccione”, sino a quando nel 1551 un tipografo francese,  durante un lungo viaggio in carrozza da Lione a Parigi, per ammazzare il tempo non decise di mettere i numeri e titoli.

“Prodigo”, in realtà, (dal latino “pro-agere”= spingere avanti”) significava “donare con molta larghezza, dare tutto se stesso per aiutare gli altri”. Se rileggiamo il brano alla luce di questa definizione, chi è il “prodigo”?  Il figlio o il padre? Non è certo il figlio, che è vero, ha fatto un bel po' di casino. Lo è il padre, perché “dona con molta larghezza” e “da tutto se stesso per aiutare il figlio” che non se lo sarebbe proprio meritato.

Dio è così! Non importa quello che hai fatto, lui ti aspetta a braccia aperte se torni da lui. Lui ti conosce, ed è per questo che la Bibbia dice:

“Vedete, dunque, quanto ci ama Dio Padre: ci permette di essere chiamati suoi figli e lo siamo davvero!” (1 Giovanni 3:1)

Un mio amico pastore mi ha raccontato di aver assistito ad un padre che sollevava il suo figlio paralizzato e cieco durante un culto e gli cantava perché il figlio potesse sentire le sue braccia e sentire la sua voce. E il figlio, con uno sforzi immane, riuscì a sollevare un braccio solo per metterlo attorno al collo del priprio padre.

Penso che l'immagine di questo padre che canta affinché suo figlio disabile, incapace di vederlo, incapace di muoversi, ma solo capace di essere sostenuto e sfiorato, in qualche modo abbracciato, sia già stata descritta in un passo dell'Antico Testamento:

“ Il SIGNORE, il tuo Dio, è in mezzo a te, come un potente che salva; egli si rallegrerà con gran gioia per causa tua; si acqueterà nel suo amore, esulterà, per causa tua, con canti di gioia” (Sofonia 3:17)
Pensi che quel padre non amasse il proprio figlio, solo perché era cieco e incapace di muoversi? Pensi che a quel padre non nutrisse interesse per il futuro di suo figlio? Non c'era nulla che il ragazzo potesse fare per poter guadagnare l'amore o il rispetto del padre. Ma agli occhi del padre quel figlio era una creatura perfetta, stupenda!

E con quegli stessi occhi che Dio ti guarda, e vede in te una persona stupenda! Dio ti ama senza curarsi dei tuoi problemi la tua e nonostante i tuoi limiti, le tue disobbedienze, i tuoi peccati. Non c'è nulla che puoi fare per guadagnarti il suo amore. Ma lui ti ama lo stesso, perché ha iniziato ad amarti dal principio, e Dio è un dio che non cambia. E' un dio che  “esulterà, per causa tua, con canti di gioia

Cosa farai?

Cosa farai, dunque, con un amore così? Come risponderai a questo amore stravagante, alla grazia e alla misericordia? Ci sono due modi:
  • con incredulità
  • o con gratitudine
Puoi rifiutarlo e andartene. Oppure puoi scegliere di restare, o di riconnettere la tua vita a Lui, mettere un braccio attorno al suo collo, e lasciare che lui esulti “per causa tua, con canti di gioia” e aggiungere la tua voce alla sua,  e vivere la tua vita stessa come un atto di adorazione,  non come un obbligo,  o temendo qualche sua ritorsione,  o provando a ripagarlo in qualche modo,  ma come una risposta di amore e gratitudine verso un Padre che ti ama così tanto.

Sappiamo che noi valiamo per Dio; valiamo così tanto che non ha esitato a far morire suo Figlio in Croce per noi. Non è morto per altri (per la terra, gli animali, gli angeli caduti), ma per noi. E noi siamo gli unici che possono adorarlo con un cuore redento, un cuore salvato.

Sappiamo che valiamo, e che abbiamo un padre “prodigo”, che dona con molta larghezza, che è pronto a dare tutto se stesso per aiutare i suoi figli”.

Quanto vale per te?

Eravamo partiti da due domande:
  • Cosa è adorare
  • A chi serve l'adorazione
Alla seconda ora sappiamo rispondere: non serve a Dio, ma serve a me  per agganciare la mia vita alla sua
per rammentarmi che  non solo sono suo figlio,  non solo ho ottenuto misericordia,  ma che Dio  “(esulta), per causa (mia), con canti di gioia"

Ma alla prima, devi rispondere tu.

Cosa farai, oltre cantare una canzone a Dio? Cosa farai, otre pregare una preghiera a Dio? Come farai a mettere il tuo braccio attorno al suo collo, per fargli sentire che, anche se sei disabile, paralizzato, e cieco, lo ami?

Chiedigli in preghiera di mostratelo, e lui te lo farà vedere. TI ha lasciato lo Spirito Santo per guidarti: lascia che sia lo Spirito a guidarti.  Forse già sai cosa ti sta chiamando a fare o a non fare, come atto di adorazione.

Sappi che lui è lì, davanti a te, e ti sorregge per poter esultare “per causa tua con canti di gioia!
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