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25 dicembre 2011

Natale, ovvero la grazia regalata.

Dio ha avuto da sempre un solo piano per la salvezza dell'uomo. Ma per poterlo attuare sapeva sarebbe dovuto scendere come uomo tra gli uomini. Scendere a regalarti la grazia... se lo accetti!

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Dio ha da sempre avuto un piano per l'uomo. Sin dal giorno 1 della Creazione, sin dalla uscita dall'Eden
Il piano era di far arrivare la Sua grazia dal Cielo fin sulla terra, di scendere Egli stesso per essere sicuro al 100% che la sua grazia arrivasse al destinatario

“Ebbene, il Signore vi darà lui stesso un segno. Avverrà che la giovane incinta darà alla luce un figlio e lo chiamerà 'Dio con noi'.” (Isaia 7:14 TILC)

Che cosa è il Natale?

“Io ringrazio Dio continuamente per voi, per la grazia che egli vi ha dato per mezzo di Gesù Cristo ( 1 Corinzi 1:4 PV)


E' Dio che scende per incontrarti.
E' Dio che dice: "Io ti darò la mia grazia".

Che cos'è la grazia?

“Quando penso che anche voi siete inclusi nel piano di Dio, cado in ginocchio davanti al Padre del nostro Signore Gesù Cristo” (Efesini 3:14 PV)

E 'quando Dio ti dà quello che ti serve - non quello che ti meriti.
La grazia è quando Dio dice: "Farò dei tuoi problemi i miei problemi".
Grazia è Dio che rende ricco te e fa pagare il conto a Cristo

La Bibbia dice:

"È per grazia sua che siete stati salvati, mediante la fede; quindi non per merito vostro, poiché si tratta di un dono di Dio! Non è per ricompensa delle buone opere, affinché nessuno si possa vantare. " (Efesini 2:8-9 PV).

In altre parole, non puoi guadagnarti la via al cielo.
Non puoi fare “a modo tuo” per ottenere il cielo.
E 'solo un dono.

Lo sapevate che è per questo che diamo regali a Natale? Perché Dio ha dato il dono suo Figlio a te, per grazia. Noi diamo doni perché Dio ci ha dato il dono più grande a Natale.

Ogni bagnino sa che non è possibile salvare una persona finché sta cercando di salvare se stessa.
Se qualcuno sta annegando si agita e si dibatte in preda al panico; un bagnino sa che deve rimanere lontano per alcuni secondi e attendere che si arrenda. Perché se tenti di salvarlo mentre sta cercando di salvare se stesso, tira sotto anche te.Il bagnino ha con se un “salvagente”; quando è a una certa distanza, lo lancia alla persona che sta per annegare perché lo afferri.Quando l'ha afferrato e solo quando finalmente si arrende e si lascia andare, il bagnino si avvicina, gli si mette il braccio intorno e lo si porta a riva nuotando.

Dio ha gettato all'umanità il salvagente che si chiama “Gesù”. Dio ti vuole salvare; è stato il suo desiderio da sempre. Gesù Cristo ti vuole salvare dal male, dalle tue abitudini sbagliate e dalle tue dipendenze. Egli ti vuole salvare per il suo scopo tramite la sua grazia.

Ma bisogna smettere di cercare di farlo da soli. Devi arrenderti. Devi lasciarti andare e lasciare che Dio sia Dio.E la grazia di Dio è più che sufficiente

“La grazia che nostro Signore ha versato su di me è stata più che abbondante, insieme con la fede e l'amore di Gesù Cristo! “( 1Timoteo 1:14)

Cosa ne faccio del regalo di Gesù?

Ora sappiamo che Dio ci ama, che ci ha dato il dono più grande che potesse farci, la grazia, che scende a salvarci gratuitamente

"tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio - ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. (Romani 3:23-24)

Se “tutti” sono privi della gloria di Dio, tutti hanno bisogno della grazia di Cristo. Se la grazia che salva è gratuita, cosa ne faremo? La terremo per noi... oppure la doneremo?

“Andate dunque a fare miei discepoli fra gli uomini di tutte le nazioni ... Insegnate loro ad ubbidire a tutto ciò che io vi ho comandato ." (Matteo 28:19-20 PV)

Saper fare regali è un'arte.

Un regalo è un'opportunità per dimostrare che hai pensato alla persona, prendendo tempo per scoprire gusti e necessità. Per questo i regali dovrebbero essere personali.

Questo si traduce nel fatto di non utilizzare un compleanno per donare un oggetto di casa che si sarebbe dovuta acquistare in ogni caso: " Accipicchia, amore, grazie per l'aspirapolvere!"
Oppure, non è dare senza alcuna sensibilità alla vostra zia ottantenne un trapano elettrico per Natale (a meno questo sia quello che lei vuole davvero!).

Spesso (soprattutto ai bambini) invece che un regalo si fa la “mancia”. Oramai lo si fa anche con i grandi, acquistando “carte regalo”. Questo rivela che non stiamo prendendo il tempo per fare regali personali.

In che modo portiamo agli altri il dono della grazia che è in Gesù: come una religione, un insieme di norme etiche, una buona filosofia di vita oppure come una persona?

Ecco il punto: il dono di Gesù è personale. Gesù è venuto di persona. Non è venuto a noi come una religione, un insieme di leggi, o semplicemente come un ideale. Non è venuto come una carta di regalo generica.

E' venuto di persona, e il suo amore per noi è personale. Attraverso la sua nascita, morte e risurrezione, Gesù ci porta nelle braccia di un Dio personale, appassionato e amorevole.

Allo stesso modo, il dono d'amore che portiamo è personale. Dobbiamo portare portiamo l'amore personale di Gesù agli altri in maniera personale. Quando parliamo agli altri di Gesù, ci inseriamo e investiamo nella loro vita personale, perché siamo da Dio, Creatore e protettore di tutto ciò che è personale.

La nostra espressione di amore personale deve affermare: "Dio ti ama personalmente, e lo puoi vedere guardando il modo in cui ci amiamo gli uni gli altri con rispetto e sensibilità".

Quando parliamo alle persone che scorrono nella nostra vita, stiamo presentando un Dio personale, o altro?

Ma, ancora di più, siamo consci che gli stiamo offrendo la grazia di Dio che salva, un "dono d'amore" che durerà tutta la vita?

E, inoltre, possiamo mostrare agli altri un "modello" di questo amore, mostrando il nostro rapporto con i credenti, che siano quelli della nostra o di altre chiese?

Se la nostra capacità di attrarre gli altri a Cristo è limitata e non soddisfacente, probabilmente uno di questi tre aspetti (se non tutti e tre) non funziona a dovere.

E' tempo di rendere efficace il dono d'amore che Gesù ci incoraggia a condividere. E il Natale è un'ottima stagione per incominciare a lavorarci su.

18 dicembre 2011

Natale, ovvero la grazia rivelata.

Perché, se Gesù è venuto per restare con noi ogni giorno della nostra vita, il mondo se ne ricorda una sola volta all'anno, durante il periodo di Natale?
E, come credenti, come possiamo portare un "raggio di luce" nel mondo durante questi periodi?

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Quale è il significato della parola "Natale"?
  • Natale = dal latino “natus”
    • in francese: Noel
    • in spagnolo: Navidad
    • in portoghese: Nadal
In almeno 31 lingue o dialetti maggiori nel mondo l'enfasi di Gesù che viene è concentrata sulla “nascita”. Dovrebbe essere cosi?

Un fraintendimento di base: può “nascere” Dio?

Caratteristiche di una nascita:
  • prima non c'era, ora c'è
  • prima non poteva agire, ora può agire

“Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.” (Giovanni 1:1-3)

Gesù è pienamente uomo, e in quanto tale è nato; lui stesso lo afferma: Allora Pilato gli disse: "Ma dunque, sei tu re?" Gesù rispose: "Tu lo dici; sono re; io sono nato per questo,( Giovanni 18:37a), ma è pienamente Dio. E' “nato” biologicamente, ma  c'è da sempre e da sempre ha agito.

“Gesù disse loro: "In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono". (Giovanni 8:58)

Il Natale non festeggia la nascita, ma la venuta di Gesù nel mondo.

“è per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce". (Giovanni 18:37b)

In inglese (e anche in tedesco) si dice “Christmas” = la messa di Cristo
  • messa :dal latino missio = comparire dinanzi a un superiore
E' una definizione migliore, ma anche questa incompleta, in quanto afferma che siamo in presenza del nostro “superiore” (Gesù) una volta all'anno.

Perché festeggiamo Gesù una sola volta all'anno?

1. Perché vogliamo dimenticare che abbiamo bisogno di un Salvatore

L'autogiustificazione: io non faccio nulla di male, io cerco di fare il bene.  Siamo così autoindulgenti verso di noi, perché vogliamo credere che anche senza Gesù ce la possiamo fare da soli.

“Ma Dio, che è ricco di misericordia, ci ama tanto che,  benché fossimo morti a causa dei nostri peccati, ci ha fatti rivivere, resuscitandoci con Cristo. È per grazia che siamo stati salvati!” (Efesini 4:5 PV)

2. Perché vogliamo un salvatore “debole”

Verso di “Tu scendi dalle stelle” :  “Oh bambino mio divino io ti vedo qui tremar”.

“Gesù bambino” è un Salvatore debole e indifeso,  la proiezione di come siamo noi in realtà. E' un salvatore a cui mi posso rapportare, che posso misurare con i miei mezzi e con il mio metro. E' un salvatore “trattabile” con cui posso scendere “a patti”, intavolare una trattativa sindacale e ottenere il meglio secondo il mio punto di vista.  Non mi spaventa la sua “perfezione”, in quanto anche lui come me è debole e indifeso. Se è un salvatore che mi somiglia, io devo cambiare poco

Non è questo il tipo di Salvatore che è nato in una notte a Betlehem da Maria.

“Infatti vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del nostro Signore Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole abilmente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà.” (2 Pietro 1:16)

Pietro afferma che Gesù a) è realmente venuto b) è realmente potente.  Quanto è potente?

“E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: "Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra.” (Matteo 28:18)

3. Perché vogliamo decidere come essere salvati

E' l'idea del dio “fai da te”: io sono il dio di me stesso.

“Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima

(Invictus, di William Ernest Henley)

E' presente a piene mani nella new age, nei movimenti spiritualistici (buddismo, ecc.). Paolo l'aveva detto che sarebbe accaduto.

“Perché verrà il tempo in cui la gente non vorrà più ascoltare l'insegnamento sano e si circonderà di "maestri" a propria misura. Non vorranno più saperne della verità per dare ascolto alle favole” (2 Timoteo 4:3-4)

Quale è dunque il vero significato del Natale...
Vorrei che ascoltaste con me questa canzone
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GRAZIA

Eccomi dinanzi a te, tu solo puoi, ti chiedo
lava colpe e angosce via da me
Perché tu sei il grande io son,
pace da la mano tua
tienimi nel buio stretta a te
Sei padre per quest'orfana, tu liberi quest'anima
la vita mia per sempre avrai, il cuore mio lo sa


La grazia tua mi salva e mi fa sua
La grazia tua mi chiama e sono tua

Sono qui, son figlia tua, tu solo puoi,  ti chiedo
spezza i lacci e riempimi di te

Guarisci le fragilità e placa in te il mio spirito
mia forza sei che rialzi il volto mio

Più grande del mio ieri, nell'oggi sei con me
sei il Signore del domani mio, il cuore mio lo sa
più grande del mio ieri, nell'oggi sei con me
sei il Signore del domani mio, per sempre griderò

La grazia tua mi salva e mi fa sua
la grazia tua mi chiama e sono tua

La grazia tua mi salva e mi fa sua
la grazia tua mi chiama e sono tua

…...mi salvi e sono tua.....
…...vivo per la grazia.......
.......solo per la grazia.......

(Mercy – Casting Crowns)

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Il vero Natale di chi crede

1. E' ricordare che avevamo bisogno di un Salvatore

“I pastori furono molto spaventati,  ma l'angelo li rassicurò: "Non temete!" disse, "Io vi porto una meravigliosa notizia, che darà grande gioia a tutti! Oggi, nella città di Davide, è nato un Salvatore, proprio il Messia, il Signore!” (Luca 2:9-11 PV)

Eravamo “malati”: avevamo bisogno di un medico.

"Sono le persone malate che hanno bisogno del medico, non quelle sane! .... Io sono venuto per riportare a Dio i peccatori, non quelli che già si sentono giusti!" . Matteo 9:12b-13b (PV)

2. E' ricordare che Gesù è un Salvatore umile, ma potente.

L''umiltà di Gesù spesso è scambiata per debolezza. Avrebbe potuto venire in qualsiasi altro modo, con effetti speciali;  ha deciso di venire come un uomo, figlio del popolo, semplice falegname. Ma in lui c'è la potenza che ha creato il mondo e vuole dare anche a me e a te la medesima potenza.

“Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi". (Atti 1:8a)

3. E' ricordare che senza di Gesù non posso essere salvo

Il “fai da te” non funziona.

"Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura." (Giovanni 10:9)

Il vero significato del Natale è “la grazia tua mia salva e mi fa suo”. Il vero significato del Natale è la grazia di Dio rivelata agli uomini.

Quando è Natale per chi crede?

Ogni giorno è Natale. Non solo una volta all'anno

“Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente". (Matteo 28:20)

Se proclami l' Evangelo di Cristo tra persone che festeggiano credendo di conoscerlo,  se li costringi a fermarsi e a riflettere oltre i lustrini, le palle, il bue e l'asinello, che Cristo è VERAMENTE nato, perché
  • avevamo bisogno di un Salvatore
  • umile ma potente
  • e che solo attraverso di lui può essere salvo
allora stai facendo quello che Gesù, tornando dal Padre, ci ha chiesto di fare.

“mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra". (Atti 1:8b)

Se credi veramente, se hai già accettato Gesù, non limitarti esclusivamente a festeggiare il Natale, a stappare bottiglie di spumante in famiglia, a distribuire generici auguri a persone che forse poco o nulla sanno della grazia rivelata in Gesù ma proclama il Natale di Cristo agli altri che festeggiano ignari del significato di quella nascita.


Durante durante questi giorni:

  • chiedi a Dio di rivelarti due persone che vogliono parlare di Gesù;
  • chiedergli di preparare i loro cuori per ascoltare il Vangelo;
  • chiedigli inoltre di preparare il tuo cuore per parlare con loro della grazia che ci è stata concessa tramite Gesù
  • E quindi, in fede, sfida e vinci le tue paure e credi che Gesù è già al lavoro per creare una "appuntamento divino" per te con quelle persone per parlare di Lui.
  •  
 Se invece ancora non hai preso una decisione, se conosci qualcosa di Gesù per tradizione familiare, ti voglio chiedere: dove sei a Natale?  Sei tra coloro che stappano bottiglie, distribuiscono auguri per una sola volta all'anno, e poi vivono i rimanenti 364 giorni dimentichi della grazia rivelata di Gesù?

Natale, questo Natale, po' essere il punto di svolta nella tua vita
  • dandogli significato
  • dandogli gioia
  • dandogli salvezza
La persona con la quale Gesù sta fissando un "appuntamento divino"... sei proprio tu!

La grazia è discesa, si è rivelata, ed è disponibile per te... se la accetti!

    11 dicembre 2011

    Hai fatto "clic" per ricevere la luce?

    Forse conosci Dio. Forse conosci Gesù. Forse sai che ti serve Gesù per ricevere potenza da Dio per illuminare la tua vita... ma, hai fatto "clic" per accendere la tua fede in Cristo?

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    Cosa non è la “presentazione”
    • Non è “l'alternativa” al battesimo; battezziamo chi è adulto abbastanza da capire il Vangelo e la salvezza e sceglie di obbedire a Gesù;
    • non è un rito di “inclusione”; Giovanni non diventa “membro” di questa chiesa. Anche questo lo dovrà scegliere se mai da adulto
    • Esisteva ai tempi dell'Antico Testamento (la prima parte della Bibbia), ed era presente anche al tempo di Gesù:
    “I genitori portarono Gesù a Gerusalemme per presentarlo al Signore, perché sta scritto nella legge di Dio: "Se il primo figlio di una donna è un maschio, deve essere consacrato al Signore".  In tale occasione i genitori di Gesù offrirono il sacrificio stabilito dalla legge: un paio di tortore o due piccioni.” (Luca 2:22-24 PV)

    Noi non chiediamo tortore o piccioni. Magari un bel panino con la porchetta, quello si, ma stasera! Cosa facciamo, allora? Ci stringiamo attorno ad Alessandro e Lucia che oggi prendono un impegno solenne davanti a Dio aiutare Giovanni a crescere sapendo che Dio lo ha creato, che lo ama, e che vuole il meglio per lui.

    “E voi, padri, non irritate i vostri figli, ma allevateli nella disciplina e nell'istruzione del Signore.” (Efesini 6:4)

    E' un compito difficile, e noi come loro chiesa promettiamo solennemente di aiutarli in questo

    Perché dovrebbero?
    • Perché Dio ha promesso di farsi trovare da chi lo cerca
    Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore; io mi lascerò trovare da voi", dice il SIGNORE; "(Geremia 29:13-14a)”

    Perché hanno sperimentato nelle loro vite quale differenza fa Gesù

    “Restate uniti a me ed io resterò unito a voi, perché come un tralcio non può dar frutti se non rimane attaccato alla vite, così neppure voi potete darne, se non rimanete uniti a me. Io sono la vite, voi siete i tralci. Chi rimane unito a me, ed io a lui, produce molti frutti. Senza di me, invece, non potete far nulla. (Giovanni 15:4-5 PV)

    Perché Gesù è l'unica strada che ci può condurre a vivere in eterno con lui

    “Gesù gli disse: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno può venire al Padre, se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6 PV)

    Il problema della connessione

    (Racconto)

    “C'era una volta un uomo la cui casa era buia,: uscì allora di casa e andò a comperare una lampada.

    Quando fu a casa, si accorse però che la lampada non faceva luce. Domandò al vicino che gli spiegò che non bastava comperare la lampada ma doveva connettere la lampada all'energia.

    Tornò a casa e pensò “ho un bellissimo filo d'argento. Proverò con quello”. Ma la lampada non si accese. “Allora proverò con un filo d'oro” disse tra se. Ma la lampada non si accese.

    Il vicino lo vide, entrò in casa e gli disse “non importa la bellezza di fuori del filo, ma importa cosa c'è dentro, qualcosa che lo connetta all'energia”. E gli diede una filo vecchio e se ne andò.

    L'uomo attaccò il filo.. ma ancora nulla. Disperato si sedette in un angolo buio. Il vicino lo vide di nuovo, e gli domandò “Che fai, lì in terra e al buio?

    “Ho provato di tutto, ma non riesco ad avere luce nella mia casa”

    “Vedi- spiegò ancora il vicino- ora hai tutto: hai l'energia, hai la lampada e hai anche la connessione... ma sta a te decidere di 'fare clic', di accendere la lampada”.

    L'uomo capì, e decise di 'fare clic'... e la sua casa fu piena di luce da quel giorno in poi.

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    Alessandro e Lucia promettono oggi di crescere Giovanni negli insegnamenti di Gesù, quelli che hanno trasformato la loro vita, dandogli luce. Gli staranno a fianco, lo incoraggeranno, gli spiegheranno tutti (o quasi tutti) i suoi “perché
    • Giovanni avrà a disposizione l'energia di Dio
    “Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore; io mi lascerò trovare da voi", dice il SIGNORE; "(Geremia 29:13-14a)”
    • avrà a disposizione la connessione di Gesù
    “Gesù gli disse: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno può venire al Padre, se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6 PV)
    • ...ma sarà una sua decisione quella di “fare clic”
    “Non tutti quelli che mi chiamano Signore entreranno nel Regno dei cieli, ma vi entrerà chi ubbidisce al Padre mio che è in cielo.” (Matteo 7:21 PV)

    Cosa significa ubbidire?

    “Un dottore della legge, cercando di metterlo in difficoltà, gli chiese:  "Signore, qual è il comandamento più importante fra tutte le leggi di Mosè?" Gesù rispose: "Ama il Signore, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". Questo è il comandamento più importante e più grande.  Il secondo, simile a questo, è: "Ama il tuo prossimo come te stesso".  Tutto ciò che i profeti hanno scritto e tutti gli altri comandamenti si racchiudono in questi due comandamenti". (Matteo 22:35-40)
    • Amare Dio con tutto te stesso, tutti i giorni, all'interno della tua vita, non come “appendice” di essa.
    • Amare gli altri come te stesso. Amare non è un sentimento, ma un'azione
      • per sentirti bene, non usi i sentimenti, ma le azioni
      • se hai freddo, non pensi a quanto sia bello un caminetto acceso, ma lo accendi
      • se hai fame, non pensi a quanto è buona pasta e fagioli, ma la cucini.
    Giovanni avrà davanti a se una strada lunga, e quasi mai facile è per quello che Alessandro e Lucia promettono di stargli a fianco; è per quello che come chiesa promettiamo di stare a fianco loro
    ma ci sarà un giorno in cui dovrà fare “clic...”da solo” accettando di “fare” quello che Gesù gli chiede piuttosto che di parlare o pensare a Gesù.
    • Sarà aiutato dallo Spirito Santo, quello che Gesù ha promesso di mandare per aiutarci
    "Se mi amate, ubbidirete ai miei comandamenti ed io pregherò il Padre che vi dia un altro Consolatore, che resterà con voi per sempre” (Giovanni 14:15-16 PV)

    Hai fatto “clic” nella tua vita?  Hai a disposizione tutto:
    • l'energia di Dio Padre
    • la connessione di Gesù suo Figlio
    • l'aiuto dello Spirito Santo
    Dio è tuo Padre, e vuole poterti riabbracciare come un figlio amato.

    04 dicembre 2011

    Numeri e discepoli: quale è la tua risposta a un mondo in crisi?


    La situazione attuale, se la guardiamo attraverso i freddi numeri statistici, è assai deprimente. Questo difatti è il sentimento che pervade gran parte delle persone che ci ruotano attorno. Ma anche colui che si professa discepolo di Gesù può avere il medesimo sentimento di depressione e sconforto? Quale risposta dobbiamo avere, come credenti, davanti ad una situazione incerta?
    Ci allineiamo al modo, oppure ci tiriamo fuori, ricordando ed insegnando quello che Gesù ci ha insegnato? Simone Giannicola ci illustra, attraverso il vangelo di Matteo, che Gesù ci chiama ad uscire fuori dalla "linea" del mondo, e ad affidarsi a lui.

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    "E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: "Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente". (Matteo 28:18-20)

    "Razza di vipere, come potete dir cose buone, essendo malvagi? Poiché dall'abbondanza del cuore la bocca parla. L'uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone; e l'uomo malvagio dal suo malvagio tesoro trae cose malvagie." (Matteo 12:34-35)


    "
    Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano. Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore. (Matteo 6:19-21)

    "Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita? E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Ora se Dio veste in questa maniera l'erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? Non siate dunque in ansia, dicendo: "Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?" Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno. " (Matteo 6:25-34)

    27 novembre 2011

    Come saper gestire i miei soldi: cosa dare al Signore - 2° parte


    Se ho creduto in Gesù, se lo seguo, allora so che il danaro che mi viene affidato durante questa vita non appartiene realmente a me, ma anch'esso è del Signore. Come vuole Egli , allora, che gestisca le mie risorse, grandi o piccole che siano?

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    Come devo dare?


    1. Devo dare con entusiasmo

    Quale è lo spirito con il quale devo dare?

    “Dopo aver cominciato con tanto entusiasmo, ora, con altrettanto entusiasmo, cercate di portare a termine questo progetto con i soldi che avete.”(2 Corinzi 8:11)
    Dare “ob torto collo” non è dare; Dio non è un estorsore!

    “Ognuno dia ciò che ha deciso in cuor suo, ma non contro il proprio volere, o perché qualcuno lo costringe, in quanto Dio ama chi dona con gioia. (2 Corinzi 9:7 PV)

    Ogni qualvolta io do, sono simile a Dio, perché Dio è il dio del dare, Ti ha dato la vita, ti ha dato la salvezza dando suo Figlio. Dare ti rende più simile a Cristo che si è dato per te.

    2. Devo dare quello che ho

    “ Se ciò che offrite lo date volentieri, allora non importa quanto potete dare. Dio vuole che diate in proporzione a ciò che avete, non a ciò che non avete! “ (2 Corinzi 8:12)

    Dio sa che anche tu devi vivere. Vuole che tu dia ciò che hai non ciò che non hai.
    • Non prendere soldi in prestito per fare beneficenza
    • Non spendere il tempo che devi dedicare alle tue priorità per altro.
    • Non pretende tu muoia di fame o finisca nell'indigenza, perché dovrebbe poi provvedere a te tramite qualcun altro
    • Non lo vuole anche perché sa che se stai male sarai meno dedicato alla sua opera
    “Non si tratta di ridursi in miseria per dare sollievo agli altri, ma di seguire un principio di uguaglianza” (2 Corinzi 9:8 PV)

    Dio vuole che tu sia un “canale di distribuzione” della sua benedizione, ma solo una parte (spesso è il superfluo, quello di cui posso fare a meno). Dio non vuole che vivi nel bisogno, ma neppure nell'eccesso.

    Più ho, più do: “Secondo la prosperità concessagli” (1 Corinzi 16:2)

    3. Devo dare regolarmente

    Quante volte nella mia vita devo dare? E' “una botta e via”, magari grossa, così che mi levo il pensiero e non se ne parla più (es. le grandi donazioni dopo un'eredità, una vincita, una grazia)
    Dio è il dio della costanza. Non cambia umore, non torna indietro, no funziona sull'emozione del momento. Vuole che anche tu segua il suo esempio.

    "Ogni domenica, ciascuno di voi metta da parte quello che può di ciò che ha guadagnato durante la settimana, affinché quando verro non ci siano più altre collette da fare." (1 Corinzi 16:2 PV)

    • Non “una tantum”
    • Non “se faccio 6 al superenalotto”
    • Non di quello che “mi è piovuto dal cielo
    Ma regolarmente, una parte di ciò che guadagno. Regolarmente significa “con regolarità”: decidi tu, basta che sia sempre la stessa cadenza.

    Quanto devo dare?

    1. Nell'AT era il 10% di tutti i redditi lordi

    Veniva data nelle mani dei sacerdoti che controllavano (e ammonivano) chi dava e chi no
    Dato il 10% il credente era “a posto”. Ma noi non siamo più sotto la Legge, ma sotto la Grazia
    I comandamenti dell'AT non sono stati aboliti, ma sono stati completati da Gesù.

    “Non pensate che io sia venuto per abolire la legge di Mosè e gli scritti dei profeti. No, non sono venuto per fare questo, ma per adempirli.” (Matteo 5:17 PV)

    Gesù per nove volte dice “è stato detto” citando comandamenti: per nove volte dice “ma io vi dico”. Un esempio su tutti:

    “Voi avete udito che fu detto: "Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico". Ma io vi dico: amate i vostri nemici, [benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a quelli che vi odiano,] e pregate per quelli [che vi maltrattano e] che vi perseguitano” (Matteo 5:43-44)

    Ogni volta Gesù “alza lo standard”. Non c'è una sola volta che dica “E' stati detto questo, ma ora puoi farti anche uno sconto”. Per i credenti sotto la legge, bastava sacrificare animali, per i credenti sotto la grazia Gesù chiede di prendere la croce (= dare la propria vita) e seguirlo (Matteo 16:24).

    “A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà.” (Luca 12:48)

    Si, ma quanto, allora?
    La "decima" viene chiamata così per “tradizione evangelica” (nella chiesa cattolica è chiamata elemosina, offerta, ecc.). Nel NT viene usato dieci volte, e mai per indicare il dare di chi ha creduto in Gesù.

    Diciamo che il 10% "potrebbe" (per alcuni) essere una base teorica a cui attenersi (senza dover usare la bilancia , ma usando il buon senso), ma sotto la grazia non vige più, e l'anatema non v'è più per chi non la rispetta alla lettera. Sotto la grazia non c'è più controllo di ciò che il credente fa, in quanto non c'è più mediatore (= sacerdote) tra lui e Dio, ma l'unico mediatore è Gesù, e ogni credente è direttamente responsabile verso di lui. L''unica regola è di ascoltare quello che lui ci chiede di fare, dare o ricevere, ricordando sempre che vuole il meglio del meglio del meglio da noi, perché vuole che gli somigliamo ogni giorno di più.

    2 Nel NT Dio chiede la generosità

    “Perciò ho ritenuto necessario esortare i fratelli a venire da voi prima di me e preparare la vostra già promessa offerta, affinché essa sia pronta come offerta di generosità e non d'avarizia.” (2 Corinzi 9:5)
    Nota: Paolo ripete la parola “generosità” ben quattro volte nei capitoli 8 e 9

    Ma perché devo dare?

    1. Devo dare perché io ho ricevuto

    Devo ricordare che io ho ricevuto più di tutti. Solo ricordando questo posso realmente essere generoso.

    Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. (Giovanni 3:16)

    2. Devo dare per ricevere ancora

    SE voglio continuare a ricevere, allora devo continuare a dare. Ed i soldi sono un test di quanto sono disposto a dare.

    “Tuttavia, chi semina soltanto pochi semi, avrà un piccolo raccolto; mentre chi semina molto, mieterà molto. Ognuno dia ciò che ha deciso in cuor suo” (2 Corinzi 9:6-7 PV)

    Se sto nella scarsità, quello è il momento di iniziare a dare con generosità. Il Signore è fedele, provvederà a far nascere i miei semi per avere un raccolto abbondante.

    20 novembre 2011

    Come saper gestire i miei soldi: cosa dare al Signore - 1° parte




    Il danaro è una delle cose che maggiormente attrae la nostra attenzione: quale rapporto devo avere verso di esso? Quale è il volere del Signore per i miei soldi?

    ---

    Gesù ha parlato di più del danaro di quanto abbia parlato del Paradiso o dell'inferno
    Perché? Perché passiamo più tempo a pensare al denaro di quanto ne passiamo a pensare al Paradiso o all'inferno. Più della metà delle parabole ha a che fare con beni materiali.

    6 cose da comprendere circa il danaro

    1. Il danaro è una momentanea assegnazione

    I soldi che hai ora, sono “tuoi”? Li hai guadagnati, ma prima di essere stati tuoi, erano di un altro.
    Quando te ne andrai, passeranno a qualcun altro. E' come la marea: l'acqua pare arrivare dal nulla, e pare sparire nel nulla, ma in realtà va semplicemente dall'altra parte della terra.

    “Uscito nudo dal grembo di sua madre, quel possessore se ne va com'era venuto; di tutta la sua fatica non può prendere nulla da portare con sé.” (Ecclesiaste 5:14)

    2. Il danaro appartiene al Signore

    Se è una momentanea assegnazione, allora a chi appartiene il danaro?
    Alle nazioni? Alle banche?

    “Al SIGNORE appartiene la terra e tutto quel che è in essa, il mondo e i suoi abitanti.” (Salmo 24:1)

    Dice il Signore:

    “Sono mie infatti tutte le bestie della foresta, mio è il bestiame che sta sui monti a migliaia. Conosco tutti gli uccelli dei monti, e quel che si muove per la campagna è a mia disposizione.” (Salmo 50:10-11)

    3. Il danaro è uno strumento del Signore

    Quale è lo scopo per cui è stato “creato” il danaro? Avere conti in banca pingui?
    Il danaro è lo strumento con cui il Signore più più facilmente trasferire le sue benedizioni in ogni parte del mondo. E' difficile spedire una mucca da latte in Nigeria, ma è semplicissimo inviare un bonifico.

    “E Dio è capace di benedirvi, dandovi sempre tutto ciò di cui avete bisogno e anche di più, in modo che non ce ne sia soltanto a sufficienza per far fronte ai vostri bisogni, ma da poterne dare in abbondanza anche agli altri.” (2 Corinzi 9:8 PV)

    4 Per utilizzare il suo strumento il Signore ha scelto me

    In che modo Dio può fare “bonifici”? Usando la sua “banca personale”? SE ho creduto nel Figlio di Dio, sono anche uno strumento del Padre.

    “I credenti vivevano insieme ed avevano tutto in comune. Vendevano i propri possedimenti per dividerne il ricavato con gli altri, secondo le necessità di ciascuno. “ (Atti 2:44-45)

    Nota: il versetto spesso interpretato aggiungendo un “tutto”: “avevano tutto in comune e vendevano tutti i propri possedimenti”. Il Signore non ti chiede di diventare “povero, ma di gestire la momentanea assegnazione. Non ti chiede di diventare povero tu, altrimenti finiresti tra quelli a cui serve l'aiuto di altri credenti. Lo vedremo più avanti

    Questa vita è la preparazione alla prossima. Qui sviluppiamo il carattere che ci porteremo nei cieli. Il danaro è il test che Dio usa per sapere se si può fidare di me.

    5. Il tempo giusto per dare è sempre

    Quanto debbo attendere prima di poter essere uno strumento economico del Signore verso gli altri? In altre parole, quanto grande deve essere il mio conto in banca prima di poter iniziare a dare?

    1 Ora fratelli, voglio raccontarvi ciò che Dio, nella sua grazia, ha fatto per le chiese della Macedonia. 2 Nonostante la loro estrema povertà e le dure prove che hanno sostenuto, hanno conservato una grande serenità e, malgrado la loro profonda povertà, hanno donato generosamente. 3 Io stesso posso testimoniare che hanno offerto volentieri il loro aiuto, non soltanto secondo le loro capacità, ma anche di più. 4 Con molta insistenza ci hanno pregato di accettare del denaro, per poter partecipare anche loro alla gioia di aiutare i cristiani [di Gerusalemme]. (2 Corinzi 8:1-4 PV)

    Cosa caratterizza l'offerta della chiesa di Macedonia ?

    - è fatta nella tribolazione e nella povertà (2)
    - è fatta volentieri (3)
    - è considerata una gioia! (4)
    - è fatta secondo e oltre le capacità (3)

    Non devi aspettare che il tuo conto in banca raggiunga unna determinata quantità di zeri prima di dare, ma devi dare “a prescindere”.

    6. Dare al Signore dimostra che appartengo al Signore

    Dei tanti modi con cui posso dimostrare che appartengo al Signore, il danaro è uno dei più forti.
    • Perché dimostra che mi fido che Dio provvederà per meùPerché umilia la mia il mio egoismo
    • Perché mostra a Dio che si può fidare di me, e quindi mi può dare di più.
    "Devo dire che sono andati oltre le nostre più rosee aspettative, perché hanno dato prima di tutto sé stessi al Signore e poi a noi secondo la volontà di Dio ." (2 Corinzi 8:5 PV)

    Se affido la mia vita al Signore, tutto il resto viene da se. Il dare in termini di danaro è una dimostrazione che “mi fido” del Signore, e mi “affido” al Signore”. So che non mi mancherà mai nulla.

    “E se Dio si cura tanto dell'erba, che oggi è nel campo, mentre domani è buttata nel fuoco, non avrà certamente più cura di voi, gente di poca fede? Perciò, non siate in ansia, dicendo: "Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?" Perché sono i pagani che vivono per queste cose, ma il Padre vostro che è nel cielo sa già tutto quello che vi è necessario. Cercate prima il Regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno aggiunte.” (Matteo 6:30-33 PV)

    13 novembre 2011

    Otto passi per ballare con Cristo


    La vita è un po' come il tango: alcuni passi sono indietro, alcuni passi sono avanti, alcuni passi sono di lato. ma chi balla deve farli tutti e otto, in sequenza, per poter ballare realmente bene.

    Cristo è venuto per essere il tuo maestro: sei pronto, o sei pronta a lasciarti condurre da Cristo nel tango della tua vita?
    ---
    Quanti di noi vorrebbero una vita felice, dove saper controllare lo stress che il mondo ci provoca, sapendo cosa fare e quando fare?
    Se sei tra quelli che vorresti una vita così, sappi che la puoi ottenere! Puoi avere una vita abbondante”. Gesù l'ha promessa!

    “Io, invece, sono venuto perché possano avere la vita e averla in abbondanza. “ (Giovanni 10:10)


    “In abbondanza” : greco perissos = abbondante aldilà di ciò che si aspetti, si immagini o si
    speri.

    Come avere una vita “sovrabbondante”?

    Preparando questa predicazione mi sono imbattuto sul web con una serie di “8 passi”: ne citerò solo i primi 8!

    • Otto passi per creare un'amicizia
    • Otto passi verso la libertà
    • Ayurveda: otto passi per la salute
    • Otto passi per ridurre il consumo elettrico
    • Otto passi per iscriversi all'Università in Canada
    • Depressione, vincerla in otto passi
    • Superare l'ansia da separazione in otto passi

    Ma quello che mi ha maggiormente colpito è questo (per l'appunto, l'ottavo!)

    • Gli otto passi del tango argentino

    • La vita è come il tango

    La vita è un po' come il tango; alcuni passi sono indietro, alcuni passi sono avanti, alcuni passi sono di lato. Ma chi balla deve farli tutti e otto, in sequenza, per poter ballare realmente bene.

    Otto passi per ballare la vita con Cristo

    “Siate sempre gioiosi e perseverate nella preghiera. Qualunque cosa accada, ringraziate sempre il Signore, perché è questo quello che Dio vuole da voi in Cristo Gesù. Non soffocate lo Spirito. Non disprezzate le profezie, ma esaminate ogni cosa, accettando solo ciò che è buono. Tenetevi alla larga da ogni specie di male”. (1 Tessalonicesi 5:16-22 PV)

    1) Siate sempre gioiosi
    2) Perseverate nella preghiera.
    3) Qualunque cosa accada, ringraziate sempre il Signore,
    4) Perché è questo quello che Dio vuole da voi in Cristo Gesù.
    5) Non disprezzate le profezie,
    6) Ma esaminate ogni cosa,
    7) Accettando solo ciò che è buono.
    8) Tenetevi alla larga da ogni specie di male.

    1) Siate sempre gioiosi

    Quali sono le cose per cui provi gioia nella tua vita? Famiglia, lavoro, salute, beni, hobby? Sono cose fragili; oggi ci sono, domani possono non esserci.

    “Tu m’insegni la via della vita; vi son gioie a sazietà in tua presenza; alla tua destra vi son delizie in eterno.” (Salmi 16:11)

    “Comunque, ciò che vi dovrebbe rallegrare non è che i demoni vi sono sottomessi, ma che i vostri nomi sono segnati come cittadini del cielo". (Luca 10:20 PV)


    La gioia vera non nasce dalla costatazione del nostro stato attuale. Può succedere, ma accettalo come un “extra” dal tuo padre. La gioia vera nasce dal sapere quale è la nostra destinazione

    Es: quando parti per le vacanze in auto, cosa fai?
    Grandi preparativi, valige, casa da sistemare, lavori da completare.
    C'è gioia? No! La gioia è nel sapere che tra qualche ora saremo in vacanza!
    App: ogni mattina, prima di fare qualsiasi cosa, ricordati di chi sei in Cristo (vedi foglio)

    2) Perseverate nella preghiera

    Sapete da dove traeva Gesù tutta l'energia per la sua vita (e non era una vita facile)?

    “Il mattino seguente, Gesù si alzo molto prima dell'alba e si reco in un posto deserto per pregare” (Marco 1:35 PV)

    “Dopo aver concluso la riunione e mandato a casa la folla, salì da solo sulla collina a pregare. Si fece notte” (Matteo 14:23 PV)

    “Qualche giorno dopo, Gesù salì sulla montagna a pregare, e prego Dio per tutta la notte.” (Luca 6:12 PV)

    Es: la preghiera è il carburante che da potenza al motore della tua vita.
    • Tanta preghiera, tanta potenza nella tua vita
    • Poca preghiera, poca potenza nella tua vita
    • Niente preghiera, niente potenza nella tua vita
    App: partiresti per andare al lavoro sapendo di non avere benzina nella macchina? Io penso che passeresti prima alla pompa per mettere almeno 10 Euro. Riserva 10 minuti la mattina quando ti alzi , per glorificare Dio, per ringraziare Dio, per chiedere saggezza, per chiedere aiuto nelle difficoltà.

    App: non devi togliere i 10 minuti a quello che già fai, devi solamente aggiungerli! Alzati prima!

    3) Qualunque cosa accada, ringraziate sempre il Signore

    “Un attimo! Mi stai chiedendo di ringraziare perché ho perso il lavoro? Per il tumore di mio figlio? Per il mio matrimonio che è andato a rotoli?”
    No. Non devi ringraziare Il Signore PER il male, ma lo devi ringraziare NEL male!

    Es: quando eri piccolo, ed avevi paura del buio, cosa facevi? Correvi ad abbracciare papà, o mamma? Qualche volta papà accendeva la luce, e il buio, come per miracolo andava via.
    Altre volte il temporale aveva fatto saltare la luce, e dovevi attendere che la notte passasse.
    Papà non poteva mandare via la notte... ma era lì al tuo fianco.

    “Il SIGNORE è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto, salva gli umili di spirito” (Salmo 34:18)

    App: confessa il tuo dolore al Signore, (lo puoi anche urlare! Molti Salmi di Davide sono “urlati”... ma di lui Dio ha detto che “Davide ha un cuore secondo il mio cuore”), ma ringrazialo.

    Ma dobbiamo ricordarci (e questo talvolta è ancora più difficile!) di ringraziarlo quando le cose ci vanno “per il verso giusto”, “perché è questo quello che Dio vuole da voi (che credete) in Cristo Gesù.”

    4) Non soffocate lo Spirito

    Se sei credente, hai ottenuto lo Spirito Santo in te. Lo Spirito non è una “cosa”, un fluido, una forza. Lo Spirito è una persona! Una persona che ti vuole bene, e che soffre e diventa triste quando ti comporti male.

    “Non rattristate lo Spirito Santo di Dio che vi ha segnato col suo sigillo per il giorno della liberazione.” (Efesini 4:30 PV)

    Es. Rendo triste lo Spirito Santo quando:
    • mi faccio trascinare dal mondo
    • scelgo di fare ciò che lo Spirito mi dice di non fare
    • non faccio qualcosa che lo Spirito mi dice di fare
    App: lascia “respirare” lo Spirito. Togligli il cuscino da sopra la bocca, e ascoltalo. Aggiungi ai quei 10 minuti di preghiera la mattina anche 5 minuti di silenzio perché lo Spirito possa parlarti.

    5) Non disprezzate le profezie

    2 tipi di profezie

    1. profezia tramite l'ispirazione
    • quando qualcuno con il dono di profezia (anche te stesso se lo hai) racconta quello che il Signore gli ha dato
    2. profezia tramite l'illustrazione della Parola di Dio
    • quando qualcuno insegna la Parola ed essa diventa chiara per te
    Disprezzo le profezie quando:
    • non credo che Dio può qualsiasi cosa
    “Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo, sia la gloria...”(Efesini 3:20)
    • l'insegnamento non mi fa “comodo”
    “Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3:16-17)

    App: metti in pratica SUBITO quello con cui il Signore ti colpisce la domenica mattina e durante le tue meditazioni, o durante la cellula. Non dire “lo faccio domani, perché domani non arriverà. Credi a coloro a cui sono state visioni più grandi da Dio

    6) Ma esaminate ogni cosa + 7) Accettando solo ciò che è buono.

    Es: a quanto di quello che mi dice la pubblicità credo? Credo veramente che quella crema mi farà avere la pelle di Angelina Jolie, o quel liquore mi farà conquistare come George Clooney? Viviamo in un mondo che brama “credere in qualcosa”, qualsiasi cosa: movimenti politici, filosofici, spirituali... tutto tranne a Dio.

    Come devo comportarmi come credente?

    “Ma i fratelli subito, di notte, fecero partire Paolo e Sila per Berea; ed essi, appena giunti, si recarono nella sinagoga dei Giudei. 11 Or questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così”. (Atti 17:10-11)

    App: Per sapere se la profezia o l'insegnamento sono da Dio, c'è un unico modo: deve superare la “prova Bibbia”

    1. E' in accordo con quello che dice la Bibbia?
    2. Mi rende più simile a Cristo?
    3. La mia famiglia di chiesa lo approva?
    4. E' in accordo con le abilità che Dio mi ha dato?
    5. E' qualcosa che riguarda me?
    6. Serve a convincermi di peccato o a condannarmi?
    7. Mi fa provare la pace di Dio?

    8) Tenetevi alla larga da ogni specie di male.

    Es: quale è la raccomandazione dei tuoi genitori a cui hai disobbedito da bambino e che ti ha provocato guai seri? I tuoi genitori conoscevano meglio di te il pericolo, e volevano evitarti quei guai. Allo stesso modo Dio conosce questo mondo perché l'ha creato e sa meglio di qualsiasi altro cosa sia bene e cosa male. Non così la pensa il mondo; tutto è lecito, basta che ti piaccia. Dio non la pensa così!

    “Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele...; Perciò, fate attenzione a come vi comportate. Non siate stolti, ma saggi, approfittando di ogni occasione, perché stiamo vivendo in un periodo di malvagità” (Efesini 5:11, 15-16 PV)

    App: la prossima volta che vuoi partecipare a qualche “opera infruttuosa”, ricordati di quella volta da bambino, e pensa alla conseguenza.

    La vita è come il tango, ma...

    La vita è un po' come il tango: alcuni passi sono indietro, alcuni passi sono avanti, alcuni passi sono di lato. ma chi balla deve farli tutti e otto, in sequenza, per poter ballare realmente bene.

    La cosa che mi ha fatto riflettere è la definizione che un ballerino famoso dà del tango:

    Il tango non è maschio; è coppia: cinquanta per cento uomo e cinquanta donna, anche se il passo più importante, l' "otto", che è come il cuore del tango, lo fa la donna.”(Miguel Angel Zotto – tangero argentino)

    A vederlo da fuori sembra che faccia tutto lui; ma l'azione più importante è compiuta da colei che a noi appare solo come un “accessorio”. Fino a che la donna non ha disegnato l'otto con le sue gambe, l'uomo non può fare nulla, e la danza non può proseguire. Se la donna lo fa bene, quello è un trampolino per il passo successivo che da potenza alla coppia, slancio e bellezza.

    La vita abbondante non è “solo Cristo”. Lui ci ha messo il suo 50%... magari un bel po' di più, visto quello che gli è costato... ma il resto lo devi fare tu! Se vuoi la vita abbondante, una vita in cui saper controllare lo stress che il mondo ci provoca, sapendo cosa fare e quando fare, il passo più importante lo devi fare tu. Senza il tuo "otto", la morte di Cristo in croce è inutile
    senza un tuo impegno a fare gli otto passi che ti chiede, la tua danza con Cristo non può proseguire se ti impegni a farli, quello è un trampolino per la tua vita, che avrà potenza, slancio e bellezza.

    Sei pronto a fare" l'otto"? Sei pronto a lasciarti condurre da Cristo nel tango della tua vita?

    06 novembre 2011

    Cosa ne farai del mio amore?


    Cosa può sopportare l'amore di un padre, cosa quello di uno sposo? Tradimento, abbandono, reiezione? Quanto può durare l'ira di colui che, tradito, vede l'essere a cui vuole bene rompere il patto di stima, affetto ed amore?

    Michele Carlson, attraverso il capitolo 16 di Ezechiele, ci illustra come Dio, nonostante le nostre trasgressioni, promette che tornerà ad amarci, stipulando con noi un patto che non sarà mai più rotto.
    Un patto che avrà la firma di Gesù, sulla croce.

    ---

    "Così parla DIO, il Signore, a Gerusalemme: Per la tua origine e per la t
    ua nascita sei del paese del Cananeo; tuo padre era un Amoreo, tua madre un'Ittita. Quanto alla tua nascita, il giorno che nascesti l'ombelico non ti fu tagliato, non fosti lavata con acqua per pulirti, non fosti sfregata con sale, né fosti fasciata. Nessuno ebbe sguardi di pietà per te, per farti una sola di queste cose, mosso a compassione di te; ma fosti gettata nell'aperta campagna, il giorno che nascesti, per il disprezzo che si aveva di te. Io ti passai accanto, vidi che ti dibattevi nel sangue e ti dissi: "Vivi, tu che sei nel sangue!" Ti ripetei: "Vivi, tu che sei nel sangue!" Io ti farò moltiplicare per miriadi, come il germoglio dei campi. Tu ti sviluppasti, crescesti, giungesti al colmo della bellezza, il tuo seno si formò, la tua capigliatura crebbe abbondante, ma tu eri nuda e scoperta. Io ti passai accanto, ti guardai, ed ecco, il tuo tempo era giunto: il tempo degli amori; io stesi su di te il lembo della mia veste e coprii la tua nudità; ti feci un giuramento, entrai in un patto con te, dice DIO, il Signore, e tu fosti mia. Ti lavai con acqua, ti ripulii del sangue che avevi addosso e ti unsi con olio. Ti misi delle vesti ricamate, dei calzari di pelle di delfino, ti cinsi il capo di lino fino, ti ricoprii di seta. Ti fornii d'ornamenti, ti misi dei braccialetti ai polsi e una collana al collo. Ti misi un anello al naso, dei pendenti agli orecchi e una magnifica corona in capo. Così fosti adorna d'oro e d'argento; fosti vestita di lino fino, di seta e di ricami; tu mangiasti fior di farina, miele e olio; diventasti bellissima e giungesti fino a regnare. La tua fama si sparse fra le nazioni, per la tua bellezza; essa infatti era perfetta, perché io ti avevo rivestita della mia magnificenza, dice DIO, il Signore. Ma tu, inebriata della tua bellezza, ti prostituisti sfruttando la tua fama e offrendoti a ogni passante, a chi voleva. Tu prendesti delle tue vesti, ti facesti degli alti luoghi ornati di vari colori, e là ti prostituisti: cose tali non ne avvennero mai, e non ne avverranno più. Prendesti pure i tuoi bei gioielli fatti del mio oro e del mio argento, che io ti avevo dati, te ne facesti delle immagini d'uomo, e ad esse ti prostituisti; prendesti le tue vesti ricamate e ne ricopristi quelle immagini, davanti alle quali tu mettesti il mio olio e il mio profumo. Così anche il mio pane che ti avevo dato, il fior di farina, l'olio e il miele con cui ti nutrivo, tu li mettesti davanti a loro, come un profumo di soave odore. Questo si fece! dice DIO, il Signore. Prendesti inoltre i tuoi figli e le tue figlie, che mi avevi partoriti, e li offristi loro in sacrificio, perché li divorassero. Non bastavano dunque le tue prostituzioni, perché tu avessi anche a scannare i miei figli, e a darli loro facendoli passare per il fuoco? In mezzo a tutte le tue abominazioni e alle tue prostituzioni, non ti sei ricordata dei giorni della tua giovinezza, quando eri nuda, scoperta, e ti dibattevi nel sangue. Ora dopo tutta la tua malvagità, guai! guai a te! - dice DIO, il Signore, - ti sei costruita un bordello; ti sei fatta un alto luogo in ogni piazza pubblica: hai costruito un alto luogo a ogni capo di strada, hai reso abominevole la tua bellezza, ti sei offerta a ogni passante; hai moltiplicato le tue prostituzioni. Ti sei prostituita agli Egiziani, tuoi vicini dalle membra vigorose, e hai moltiplicato le tue prostituzioni per provocare la mia ira. Perciò, ecco, io ho steso la mia mano contro di te, ho diminuito la razione che ti avevo fissata, e ti ho abbandonata in balia delle figlie dei Filistei, che ti odiano e hanno vergogna della tua condotta scellerata. Non sazia ancora, ti sei pure prostituita agli Assiri; ti sei prostituita a loro; ma neppure allora sei stata sazia! Hai moltiplicato le tue prostituzioni con il paese di Canaan fino in Caldea, ma neppure con questo sei stata sazia. Com'è vile il tuo cuore, dice DIO, il Signore, a ridurti a fare tutte queste cose, da sfacciata prostituta! Quando ti costruivi il bordello a ogni capo di strada e ti facevi gli alti luoghi in ogni pubblica piazza, tu non eri come una prostituta, poiché disprezzavi il salario, ma come una donna adultera, che riceve gli stranieri invece di suo marito. A tutte le prostitute si fanno regali; ma tu hai dato regali a tutti i tuoi amanti, li hai sedotti con i doni, perché venissero a te, da tutte le parti, per le tue prostituzioni. Con te, nelle tue prostituzioni è avvenuto il contrario delle altre donne; poiché non eri tu la sollecitata; in quanto tu pagavi, invece di essere pagata, facevi il contrario delle altre".

    "Poiché, così parla DIO, il Signore: Io farò a te come hai fatto tu, che hai disprezzato il giuramento, infrangendo il patto. Tuttavia mi ricorderò del patto che feci con te nei giorni della tua giovinezza e stabilirò per te un patto eterno. Tu ti ricorderai della tua condotta e ne avrai vergogna, quando riceverai le tue sorelle, quelle che sono più grandi e quelle che sono più piccole di te; io te le darò per figlie, ma non in virtù del tuo patto. Io stabilirò il mio patto con te e tu conoscerai che io sono il SIGNORE, affinché tu ricordi, tu arrossisca e tu non possa più aprir la bocca dalla vergogna, quando ti avrò perdonato tutto quello che hai fatto, dice DIO, il Signore".
    (Ezechiele 16:3-34, 59-63)

    30 ottobre 2011

    Non fuggire dalla presenza del Signore


    Un profeta disobbediente, un Dio misericordioso, un popolo che accetta, una salvezza che arriva: questi sono gli ingredienti del libro di Giona. Quale valenza hanno per noi credenti del 21° secolo? Giuseppe Longo ci illustra come spesso Dio operi nella nostra vita tramite gli eventi e tramite persone che non credono affinché noi diveniamo operai per la sua messe. C'è un unica domanda, a cui ciascuno di noi deve rispondere: sei disponibile ad essere operaio d'amore per un Dio d'amore? A te la scelta... e Dio la gloria!
    ---

    "Àlzati, va' a Ninive, la gran città, e proclama contro di lei che la loro malvagità è salita fino a me". Ma Giona si mise in viaggio per fuggire a Tarsis, lontano dalla presenza del SIGNORE. Scese a Iafo, dove trovò una nave diretta a Tarsis e, pagato il prezzo del suo viaggio, si imbarcò per andare con loro a Tarsis, lontano dalla presenza del SIGNORE. Il SIGNORE scatenò un gran vento sul mare, e vi fu sul mare una tempesta così forte che la nave era sul punto di sfasciarsi. I marinai ebbero paura e invocarono ciascuno il proprio dio e gettarono a mare il carico di bordo, per alleggerire la nave. Giona, invece, era sceso in fondo alla nave, si era coricato e dormiva profondamente. Il capitano gli si avvicinò e gli disse: "Che fai qui? Dormi? Àlzati, invoca il tuo dio! Forse egli si darà pensiero di noi e non periremo". Poi si dissero l'un l'altro: "Venite, tiriamo a sorte e sapremo per causa di chi ci capita questa disgrazia". Tirarono a sorte e la sorte cadde su Giona. (Giona 1:2-7)

    Allora gridarono al SIGNORE e dissero: "SIGNORE, non lasciarci perire per risparmiare la vita di quest'uomo e non accusarci del sangue innocente; poiché tu, SIGNORE, hai fatto come ti è piaciuto". Poi presero Giona, lo gettarono in mare e la furia del mare si calmò. (Giona 1:14-15)

    Dal ventre del pesce Giona pregò il SIGNORE, il suo Dio, e disse: "Io ho gridato al SIGNORE, dal fondo della mia angoscia, ed egli mi ha risposto; dalla profondità del soggiorno dei morti ho gridato e tu hai udito la mia voce. Tu mi hai gettato nell'abisso, nel cuore del mare; la corrente mi ha circondato, tutte le tue onde e tutti i tuoi flutti mi hanno travolto. Io dicevo: "Sono cacciato lontano dal tuo sguardo! Come potrei vedere ancora il tuo tempio santo?" Le acque mi hanno sommerso; l'abisso mi ha inghiottito; le alghe si sono attorcigliate alla mia testa. Sono sprofondato fino alle radici dei monti; la terra ha chiuso le sue sbarre su di me per sempre; ma tu mi hai fatto risalire dalla fossa, o SIGNORE, mio Dio! Quando la vita veniva meno in me, io mi sono ricordato del SIGNORE e la mia preghiera è giunta fino a te, nel tuo tempio santo. Quelli che onorano gli idoli vani allontanano da sé la grazia; ma io ti offrirò sacrifici, con canti di lode; adempirò i voti che ho fatto. La salvezza viene dal SIGNORE". E il SIGNORE diede ordine al pesce, e il pesce vomitò Giona sulla terraferma. (Giona 2:1-11)

    La parola del SIGNORE fu rivolta a Giona, per la seconda volta, in questi termini: "Àlzati, va' a Ninive, la gran città, e proclama loro quello che io ti comando". Giona partì e andò a Ninive, come il SIGNORE aveva ordinato. Ninive era una città grande davanti a Dio; ci volevano tre giorni di cammino per attraversarla. Giona cominciò a inoltrarsi nella città per una giornata di cammino e proclamava: "Ancora quaranta giorni, e Ninive sarà distrutta!" I Niniviti credettero a Dio, proclamarono un digiuno, e si vestirono di sacchi, tutti, dal più grande al più piccolo. E poiché la notizia era giunta al re di Ninive, questi si alzò dal trono, si tolse il mantello di dosso, si coprì di sacco e si mise seduto sulla cenere. Poi, per decreto del re e dei suoi grandi, fu reso noto in Ninive un ordine di questo tipo: "Uomini e animali, armenti e greggi, non assaggino nulla; non vadano al pascolo e non bevano acqua; uomini e animali si coprano di sacco e gridino a Dio con forza; ognuno si converta dalla sua malvagità e dalla violenza compiuta dalle sue mani. Forse Dio si ricrederà, si pentirà e spegnerà la sua ira ardente, così che noi non periamo". Dio vide ciò che facevano, vide che si convertivano dalla loro malvagità, e si pentì del male che aveva minacciato di far loro; e non lo fece. (Giona 3:1-10)

    Se ubbidirete diligentemente ai miei comandamenti che oggi vi do, amando il SIGNORE, il vostro Dio, servendolo con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima, io darò al vostro paese la pioggia nella stagione giusta: la pioggia d'autunno e di primavera, perché tu possa raccogliere il tuo grano, il tuo vino e il tuo olio; e farò pure crescere l'erba nei tuoi campi per il tuo bestiame, e tu mangerai e sarai saziato. (Deuteronomio 11:13-15)

    Giona ne provò gran dispiacere, e ne fu irritato. Allora pregò e disse: "O SIGNORE, non era forse questo che io dicevo, mentre ero ancora nel mio paese? Perciò mi affrettai a fuggire a Tarsis. Sapevo infatti che tu sei un Dio misericordioso, pietoso, lento all'ira e di gran bontà e che ti penti del male minacciato. (Giona 4:1-2)

    Ma io vi dico: amate i vostri nemici, [benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a quelli che vi odiano,] e pregate per quelli [che vi maltrattano e] che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. (Matteo 5:44-45)

    Dio, il SIGNORE, per calmarlo della sua irritazione, fece crescere un ricino che salì al di sopra di Giona per fare ombra sul suo capo. Giona provò una grandissima gioia a causa di quel ricino. L'indomani, allo spuntar dell'alba, Dio mandò un verme a rosicchiare il ricino e questo seccò. Dopo che il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un soffocante vento orientale e il sole picchiò sul capo di Giona così forte da farlo venir meno. Allora egli chiese di morire, dicendo: "È meglio per me morire che vivere". Dio disse a Giona: "Fai bene a irritarti così a causa del ricino?" Egli rispose: "Sì, faccio bene a irritarmi così, fino a desiderare la morte". Il SIGNORE disse: "Tu hai pietà del ricino per il quale non ti sei affaticato, che tu non hai fatto crescere, che è nato in una notte e in una notte è perito; e io non avrei pietà di Ninive, la gran città, nella quale si trovano più di centoventimila persone che non sanno distinguere la loro destra dalla loro sinistra, e tanta quantità di bestiame?" (Giona 4:6-11)

    Questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. (1 Timoteo 2:3-4)

    Dio dunque, passando sopra i tempi dell'ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'uomo ch'egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti, risuscitandolo dai morti". (Atti 17:30-31)
    Mentre la gente si affollava intorno a lui, egli cominciò a dire: "Questa generazione è una generazione malvagia; chiede un segno ma nessun segno le sarà dato, tranne il segno di Giona. Infatti come Giona fu un segno per i Niniviti, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. (Luca 11:29-30)

    Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: "La mèsse è grande, ma pochi sono gli operai. Pregate dunque il Signore della mèsse che mandi degli operai nella sua mèsse". (Matteo 9:36-38)









    23 ottobre 2011

    Da chi prendere forza per una chiesa forte?



    La nostra comunità compie sette anni di vita. Ma la sua storia è cominciata 14 anni fa con una cellula di quattro presone che si riuniva in casa. Di chi è stato il merito di tutto quanto di buono è successo in questi 14 anni? Nostra... o di chi altro? Chi è la vera pietra su cui costruire la chiesa di Gesù? Attraverso Matteo 16:15-19 scopriamo come la fede sia la vera pietra su cui costruire la chiesa di Cristo.

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    7° anno della Chiesa della Vera Vite

    I numeri di quello che è accaduto:

    BATTESIMI
    • abbiamo battezzato 13 persone (18 se contiamo anche quelle battezzate quando eravamo solo una CIF)
    EVENTI

    • 6 English Camp (circa 50 iscritti x ciascuna volta = 300 presenze)
    • organizzato 4 incontri per la Chiesa Condotta da Propositi (circa 40 pastori/responsabili x ciascuna volta = 160 presenze)
    • 3 mostre di pittura
    • 4 ritiri di chiesa
    • 1 banco libri
    SOSTEGNI ECONOMICI
    • sostenuto Jamila fino a 18 anni
    • sostenuto 1 coppia di missionari in Africa
    SITO WEB
    • sito:15.900 visite dal 1/11/2008 (circa 452 visite ogni mese)
    • Circa 1.500 pagine visualizzate ogni mese
    • podcast: 19.500 messaggi scaricati dal 1/11/2008 (circa 560 messaggi ogni mese)
    ANDAMENTO DEI PARTECIPANTI
    • siamo partiti in 4 nel 1997, eravamo in 17 nel 2004
    • ora siamo poco più di 20
    • altre 30 persone ne hanno fatto parte dal 2004 (33 dal 1997)
    • le persone che hanno frequentato la chiesa nei vari anni è di circa 60
    • 8 delle persone che hanno partecipato al primo culto fanno ancora parte della chiesa
    • 8 persone che frequentano attualmente ci hanno trovato tramite il sito o tramite web
    • altre 7 persone che ora non frequentano più ci hanno trovato tramite il web
    In sintesi
    In sette anni i vari ministeri della nostra chiesa hanno servito e trasmesso l'amore di Gesù a più di 300 persone in maniera personale e a più di 13.000 persone tramite il sito e il podcast.
    Abbiamo aiutato a distanza una ragazza e trovato almeno altri 10 sostenitori per altrettanti in adozione a distanza. Abbiamo aiutato pastori e responsabili di chiese evangeliche in Italia ad incontrarsi e a stabilire ponti tra le loro rispettive comunità.

    Come è nata la Chiesa della vera Vite?

    I. Un passo indietro

    La mia storia

    • da piccolo volevo fare il prete
    • ho partecipato per circa un anno a CL
    • Dai 17 anni ai 23 anni: un buco nero!
    • Nel 1984 conobbi Janet
    • Nel 1985 mi parlò di Gesù
    • Nel 1986 tornai a credere in Lui!
    • Nel 1993 ci siamo sposati.
    II. La storia della chiesa: una storia lunga 7 + 7 anni

    • 1992: cerchiamo una chiesa a VT. Ce n'è solo una, piccola e abbastanza morta.
    • Contatti con credenti di Roma che ci danno l'indirizzo di una chiesa a Ronciglione.
    • Dal 92 al 95 lavoriamo con questa chiesa. Difficoltà perché non vuole crescere.
    • Nel 93 nasce la chiesa a Monterosi, con il sogno di una chiesa in ogni comune della provincia di Viterbo
    • nel 95 decidiamo di spostarci a MR: dopo un po' arriva Berni e Michele.
    • Iniziamo nel 97 un “piccolo gruppo” (cellula) a MF/Tuscania con Claudio e Lucia. Alcune persone vanno e vengono nel gruppo.
    • Nel 1998 si uniscono alla Cellula Michele, Sherry e Berni
    • Nel 2001 si aggiungono Dori (tramite il compleanno di Matteo), nel 2002 Katia (tramite il pesciolino sulla macchina), nel 2003 Adriana (studentessa di Janet)
    • Dal 2002 come gruppo avevamo raggiunto lo “status” di CIF (Chiesa In Formazione) e avevamo cominciato a fare i culti prima una volta al mese, poi due volte al mese nella case.
    • 2004: a questo punto siamo in 8 adulti e 7 bambini. Il 18 aprile del 2004 teniamo il 1° culto a casa di Claudio e Lucia come “Chiesa Evangelica della Vera Vite” (sette anni dopo la prima Cellula)
    • Cominciamo a cercare una sala. Arriva questa (dopo altre che avevamo visto, compresa una sopra la sala del Regno dei Testimoni di Geova!)
    • Il 5 giugno del 2005 facciamo il 1° culto in questa sala.
    La storia della nostra chiesa è una storia piena di gioia, ma anche di dolori. Ma dobbiamo sempre ricordare che NON siamo noi a costruire la chiesa.

    “Ricordate le cose passate di molto tempo fa, perché io sono Dio e non c’è alcun altro; sono DIO e nessuno è simile a me, che annuncio la fine fin dal principio, e molto tempo prima le cose non ancora avvenute, che dico: "Il mio piano sussisterà e farò tutto ciò che mi piace",” (Isaia 46:9-10 LND)

    7 + 7: = tanto fatto... tanto da fare!

    Ci sono voluti sette anni prima che il nostro piccolo gruppo divenisse chiesa. Siamo ora a sette anni dalla formazione della chiesa. Vogliamo “giocare un po' con questo numero?

    Riferimenti biblici:
    • Dio ha creato il mondo in 7 giorni
    • Salomone ha costruito il tempio in 7 anni
    • Per conquistare Gerico il popolo di Dio doveva girare attorno alle mura 7 volte
    • Apocalisse è pieno di 7: 7 chiese, 7 spiriti, 7 stelle, 7 sigilli, 7 coppe, ecc.
    • 7 è il numero della perfezione di Dio (lampada a 7 bracci)
    Riferimenti nel mondo
    • Il corpo umano rinnova completamente tutte le sue cellule in 7 anni
    • Abbiamo 7 ossa nel collo, 7 ossa nella faccia, 7 ossa nella gamba
    • ogni la musica è composta tramite 7 note
    • i matrimoni “si dice” vadano in crisi il 7 anno
    • la tramontana "si dice" soffia per 3 5 o 7 giorni
    A parte gli scherzi, cosa farà la nostra chiesa nei prossimi 7 anni?
    • Né di più, né di meno di quello che sei disposto a sognare per essa
    • Né di più, né di meno di quello che sei disposto a dare ad essa.
    • Né di più né di meno di quello che sei disposto a lasciare per essa.
    • Né di più, né di meno dei pesi che sei disposto a prendere per essa-
    “Allora Gesù chiese loro: "E secondo voi, chi sono io?" Rispose Simon Pietro: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!" Allora Gesù gli disse: "Tu sei benedetto, Simone, figlio di Giona, perché non un uomo ti ha rivelato questo, ma mio Padre che è in cielo. Tu sei Pietro, e su questa pietra costruirò la mia chiesa; e tutte le potenze dell'inferno non potranno vincerla. Io ti darò le chiavi del Regno dei cieli; qualsiasi cosa avrai legata in terra, sarà legata in cielo, e ciò che avrai sciolto in terra, sarà sciolto in cielo!" (Matteo 16:15-19 PV)

    Interpretazione cattolica: Pietro è il fondamento della chiesa

    Vera interpretazione:
    1. la consapevolezza che Gesù è il Cristo, il messia, l'unto, colui che è stato mandato
    2. che Gesù è il Figlio di Dio,
    3. che Gesù è vivente
    questo è il fondamento della chiesa.La tua chiesa non sarà né più né meno forte della tua fede in Gesù
    • La tua chiesa non sarà né più né meno forte di quanto sei disposto a lasciare per Gesù.
    • La tua chiesa non sarà né più né meno forte di quanto sei disposto a fidarti di Gesù.
    Vuoi una chiesa forte? Costruisci la tua forza su Gesù. Vuoi una chiesa grande? Metti a disposizione la tua forza per Gesù. Vuoi una chiesa che arrivi alle persone della tua città? Utilizza quella forza attraverso Gesù.

    16 ottobre 2011

    Come avere i muscoli per raggiungere i miei sogni

    Quando eravamo bambini eravamo capaci di sognare in grande, ed eravamo convinti di riuscire ad ottenere i nostri sogni. Poi, crescendo, molti di noi hanno perso la capacità di sognare in grande. Hanno cominciato a sognare in piccolo.

    Dio vuole che tu continui a sognare in grande, perché vuole darti non il buono, ma il meglio della vita.

    ---

    Quale era il tuo sogno da bambino? Cosa sognavi di fare da grande? Dottore? Insegnante? Scienziato? Cantante? Attore?

    C'è nessuno che ha mai sognato di diventare “operatore ecologico”, o muratore, o impiegato comunale?

    Quando siamo bambini, sappiamo sognare in grande, e pensiamo realmente che possiamo raggiungere il nostro sogno.

    Hai realizzato il tuo“sogno di bambino”? Alcuni si, altri no. Ma soprattutto, hai continuato a “sognare in grande... o hai smesso? E' stato scritto: “Nulla di grande o piccolo è mai successo senza che fosse iniziato con un sogno".

    Perché le persone smettono di sognare “in grande”?

    • I. Perché la vita le ha bastonate
    • II. Perché ci vuole troppa energia
    • III. Perché hanno paura di fallire

    Anche tu che mi ascolti, se sei credente, forse hai smesso di “sognare in grande” per i medesimi motivi. Hai creduto in Gesù, sai di essere salvato/salvata, ma non hai più “muscoli” per le grandi imprese. E così, hai abbassato le tue aspettative, i tuoi sogni, ad un livello “accettabile”.

    Dio non ti ha creato per la “mediocrità”, ma per l'eccellenza. Qual'è il sogno della tua vita? E' piccolo, o è grande? Se è diventato piccolo per via di uno dei tre motivi che abbiamo detto, Dio ha qualcosa da dirti oggi.

    I. Sei stato bastonato dalla vita?

    a) Non mollare!

    “Noi dunque non ci scoraggiamo. Anche se i nostri corpi vanno in sfacelo, la nostra forza interiore viene rinnovata di giorno in giorno. Dopo tutto, queste nostre sofferenze sono leggere e non dureranno a lungo. Anzi, grazie a questo breve periodo di difficoltà, avremo una vita gloriosa ed eterna, neppure paragonabile alla vita presente” (2 Corinzi 4:16-17 PV)

    Talvolta le bastonature arrivano senza un apparente perché, semplicemente perché viviamo in un mondo caduto e imperfetto. Voglio mostrarvi un video di una persona che ha ricevuto nella vita molte bastonature... ma che non ha mollato!
    (VIDEO di Rob)


    Altre vole arrivano per via delle nostre scelte sbagliate, o delle scelte sbagliate di altri- si chiamano PECCATI! Voglio mostrarvi un altro video, di una persona che ha vissuto una vita sbagliata... fino ad un incontro risolutore.
    (VIDEO di Ivan)

    Ivan era nel peccato, ma sua madre non ha mollato! Non si è rassegnata! Ha PREGATO! E Ivan

    b) Concentrati su Gesù!

    “Anche noi, dunque, circondati da questa grande folla di testimoni, dobbiamo sbarazzarci di tutto ciò che ci ostacola, specialmente del peccato che ostacola il nostro progresso e correre con decisione la corsa che ci è stata messa davanti. Teniamo lo sguardo fisso su Gesù, principio e fine della fede... Per non stancarvi e scoraggiarvi, pensate a lui che sopporto tanti attacchi da parte dei peccatori . (Ebrei 12:1-2a, 3 PV)

    c) Resisti!

    (Es: giocatore di rugby professionista. Invece di “ricevere” il colpo quando viene placcato si oppone al colpo, i suoi muscoli “vibrano” per la potenza della spinta). Non mollare! Opponiti al diavolo, che sia sotto forma dei tuoi peccati o di quello di altri che cozzano contro la tua vita. Non mollare!

    "Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi." (Giacomo 4:2)

    Se hai smesso di sognare, quale è dunque la strategia da scegliere? Non mollare, concentrati su Gesù, resisti.

    II. Non hai energia sufficiente?

    Connettiti alla fonte dell'energia.

    La parola “potenza” (dunamis in greco...dinamite!) è presente 88 volte nel Nuovo Testamento. Userò solo tre versetti per mostrare l'origine, il mezzo e il fine della potenza di cui parliamo.

    “Perché a te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno, amen.” (Matteo 16:13b)

    Dio è il "proprietario" della potenza.

    “Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra." (Atti 1:8)

    Lo Spirito Santo è il mezzo con cui arriva la potenza nella vita del credente.


    "Ora Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo." (Atti 6:8)

    La potenza di Dio, per mezzo dello Spirito Santo, opera attraverso i credenti.


    Su quale potenza stai facendo funzionare la tua vita? Sulla tua, o su quella di Dio?

    Es. guidare un autobus senza servosterzo:

    a) è difficile
    b) ci fa faticare
    c) rischiamo di travolgere le auto
    d) non riusciamo a “curvare” al momento opportuno (la nostra vita perde direzione)

    Se hai smesso di sognare in grande perché richiede troppa energia nella tua vita, torna a connettere la tua vita con l'origine dell'energia, con colui che è potenza e che ha promesso la Sua potenza in te, se la vuoi.

    III. Hai paura di fallire?

    Fidati della guida di Dio

    “Posso fare ogni cosa in Colui che mi fortifica!” (Filippesi 4:13 PV)
    Es: i cavalli dl salto ad ostacoli:
    • il cavallo è per natura pauroso (è un erbivoro, è una preda)
    • nella prova di potenza gli viene chiesto di saltare un “muro”
    • sa saltare gli altri ostacoli, perché vede attraverso
    • ma non può vedere cosa c'è dietro il muro
    • per sua indole sarebbe portato a non saltare
    • ma stabilisce un rapporto con il proprio cavaliere
    • si fida di esso
    • sa che non gli chiederà mai qualcosa che gli faccia male,
    • né qualcosa di cui non sia capace.
    (VIDEO CAVALLI)

    Ridefinire il fallimento

    Fallito non è colui che ha sbagliato:
    • Il fallimento non ha a che fare con il mancato raggiungimento degli obbiettivi.
    • Il fallimento è non fissarsi degli obbiettivi.
    • Il fallimento non è cadere. Ogni persona cade!
    • Il fallimento è rifiutare di rialzarsi!!
    • Il fallimento non è cercare di fare qualcosa e poi non riuscirci.
    • Il fallimento è rifiutare di provarci.

    “Ma l'ufficiale rispose: "Signore, non sono degno di averti in casa mia. Di' soltanto una parola e il mio servo guarirà.... Poi Gesù disse al centurione: "Torna a casa. Come hai creduto, così avverrà". Infatti, in quella stessa ora, il servo guarì. “ (Matteo 8:8,13 PV)

    Obbedisci alla guida del Signore, oppure fai come i nostri figli, che fanno finta di non aver sentito?
    Ti fidi della guida del Signore? Oppure pensi di saper guidare meglio tu? Ti fidi delle guide che il Signore ti ha provveduto in questa chiesa, oppure ritieni che non ce la puoi fare a saltare il muro, che ti farai male se lo salti, che al di là c'è un burrone ad aspettarti?

    Dio può guidarti, ma tu devi affidargli le redini della tua vita. Noi possiamo guidarti, ma i muscoli ed il cuore, quelli, ce li devi mettere tu!

    Conclusione

    • Quali sono i tuoi sogni?
    • Quali per la tua vita?
    • Quali per la tua chiesa?
    • Sogni in piccolo, così che ti possa accontentare del poco che ricevi...
    • oppure sogni in grande, così da non credere mai che non si possa fare di meglio, di più?
    Non so i tuoi, ma posso dirti i miei sogni (visione chiesa).

    Il fallimento è rifiutare di provarci. Io posso guidarti, ma i muscoli li devi mettere tu.

    09 ottobre 2011

    Capire l'importanza di una famiglia in Cristo.

    Questa settimana il messaggio alla nostra chiesa è stato portato attraverso le testimonianze di sei amici che stanno pregando per noi da tempo nel loro piccolo gruppo in California e, per la prima volta, ci sono venuti a trovare, condividendo con noi le loro testimonianze di come hanno creduto in Gesù e cosa ha fatto nelle loro vite. E il messaggio è stato chiaro: senza la presenza di Gesù nelle loro vite e senza l'aiuto degli atri credenti facenti parte la loro famiglia spirituale rappresentata dal piccolo gruppo, tutto sarebbe stato difficilissimo, e talvolta impossibile. Tramite la loro esperienza siamo stati spronati a poggiare le nostre fondamenta in Gesù, ma anche a lasciarci aiutare dagli altri credenti nella chiesa dove frequentiamo, realizzando così due effetti: adempiere il comandamento di Gesù che ci dice di "amarci l'un l'altro", e facendo la gioia del nostro Padre Celeste nel vedere i propri figli sostenersi a vicenda!


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