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30 maggio 2010

Le scelte per guarire la vita: scegliere la speranza 2° parte

Stiamo affrontando le Beatitudini, gli otto modi che Gesù ci da per vivere una vita felice. Stiamo affrontando la 2° Beatitudine: Scegliere la speranza

Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.” (Matteo 5:4 NR)


La precedente volta avevamo detto: io non amo essere afflitto! Ma solo SE io ammetto di essere afflitto Dio può fare qualcosa per me!

Il mio percorso davanti all'afflizione:

Attraversare il più rapidamente possibile e uscire fuori dal mio problema :voglio trovare una SCORCIATOIA!

Le mie scorciatoie: sesso, ira, autocommiserazione, droghe alcool, TV, porno ecc. Sono una
fuga! Voglio fuggire verso qualcosa che mi dia conforto e speranza SUBITO!

Il percorso di Dio davanti al''afflizione : 3 tappe

1. Devo vedere Dio per come è

  • Dio ha mandato Gesù non per condannarti, ma per salvarti.
  • Dio vuole starti vicino ogni giorno
  • Gesù siede alla destra del Padre, e prega per te.

2. Devo vedere me stesso per come sono

  • Sono imperfetto ma sono AMATO!
  • L'amore di Dio è un dono che non posso guadagnare
  • Posso solo accettare quel dono
  • 3. Devo vedere come Dio può cambiarmi.
Avevamo promesso di riprendere da qua. A quanti piace il cambiamento? Normalmente agli uomini non piace “cambiare”; siamo affezionati alle nostre “vecchie pantofole” che avevamo da bambini. Perché? Perché sono “invecchiate con noi”, ci rammentano di periodi felici, sono “comode”, hanno preso negli anni la forma del nostro piede, e non ci fanno più male, non dobbiamo impegnarci tanto a trovarle: sono sempre là sotto il letto. Perché non mi piace il cambiamento? Cambiare, anche se lo facciamo per Dio:
  • ci allontana da cose che a cui “siamo affezionati
  • dobbiamo “soffrire” per abituarci
  • dobbiamo “impegnarci” perché non ci viene naturale
Altre volte posso anche essere d'accordo con Dio che ho bisogno di cambiare. Motivi che mi frenano:
  • Si, ma non ora: non ho tempo/energie, sono stanco!”
  • vorrei cambiare la mia vita, ma sto facendo troppe altre cose e questa sarebbe aggiungerne un'altra!”
  • Non prendiamoci in giro! Non è possibile!Ho provato altre 1000 volte, ho pregato, ho fatto soffrire altri, non sono riuscito.”Io sono fatto così!”
Tutte queste reazioni negative, vengono da un solo concetto SBAGLIATO: sono IO che devo cambiare la MIA vita. Non è possibile: non ne sono capace.

Dove trovo, allora, la potenza per cambiare la mia vita così come vuole Dio? Dio stesso ce ne parla. In Isaia 40: inizia con le parole “Consolate, consolate il mio popolo”. Tutto il capitolo ci parla di come Dio conforti i suoi figli. Alla fine del capitolo ci spiega quale tipo di potenza vuole dare a noi per la vita di tutti i giorni.

Voi non sapete, non avete udito
che il Signore è Dio per sempre? Egli ha creato il mondo e non si stanca mai. Nessuno può capire a fondo la sua intelligenza. Egli dà energia a chi è affaticato e rende forte il debole. Perfino i giovani si stancano, anche i più forti vacillano e cadono; ma tutti quelli che confidano nel Signore ricevono forze sempre nuove: camminano senza affannarsi, corrono senza stancarsi, volano con ali di aquila.” (Isaia 40:28-31 TILC)

Non è tutto sulle mie spalle Non sono io che debbo cambiare per Dio. Ma Dio che cambia me ATTRAVERSO la SUA potenza! La mia speranza riposa nella SUA potenza, non nella mia debolezza!
Come? Esempio: il colibrì e l'aquila. La nostra potenza è paragonabile al colibrì:
  • non vola “ronza”
  • fa continuamente avanti e indietro dalle siepi al fiore per avere il nettare
  • si sposta rapidamente alla siepe, poi dalla siepe a un altro fiore, e così via.
Molti di noi sono come il colibrì:
  • consumati dalla vita
  • stanchi di cercare prima qua poi là, prima in alto poi in basso, alla ricerca di speranza per la nostra vita
Il problema: cerchiamo di fare come facciamo per le altre parti della nostra vita:per ottenere risultati , lavoriamo di più, studiamo di più, ci impegniamo di più...facciamo come il colibrì.
Con la speranza, non funziona così:
per averla non mi serve a nulla la laboriosità del colibrì. Non è una questione di QUANTA energia metto in gioco per ottenerla, ma di QUALE energia! Mi serve l'energia dell'aquila! E la potenza di Dio è come l'aquila.

L'aquila:
vola sopra le montagne più alte, raramente batte le ali, ma sfrutta le correnti. Come fa? Dio ha studiato le sue ali perché potesse sfruttare il vento. Una verità su di te: Dio ha disegnato la tua anima in modo che possa sfruttare il vento del Suo amore. Tutto ciò che devi fare è allargare le ali della tua anima e dire “Dio, ho bisogno del tuo vento d'amore: non posso avere speranza da solo. Io credo in te. Credo in te momento dopo momento, giorno dopo giorno.”

Il momento in cui capisco che ho bisogno di Dio per cambiare la mia vita per avere speranza, allora sento il vento del suo amore, della sua forza, della sua potenza. Come ti senti questa settimana? Stai vivendo nella speranza di Dio, oppure stai volando da un fiore all'altro alla ricerca di essa? Se la stai cercando, e vorresti chiedermi “come posso allora avere questo atteggiamento di speranza per la prossima settimana?”, lascia che ti dica che non potrai mai sviluppare un atteggiamento di speranza. La speranza non è un “atteggiamento”, ma è riconoscere che solo e soltanto Dio ti può dare la speranza che tu non hai mai provato.

Paolo afferma questo: in Filippesi

“ perché è Dio che opera in voi e vi rende capaci non soltanto di desiderare, ma anche di fare ciò che egli vuole.” Filippesi 2:13 (VP)


E' Dio che opera in te, dandoti la volontà di cambiare
. E' Dio che ti darà la il desiderio di cambiare. Forse sai che devi cambiare, ma non ne senti il desiderio: CHIEDI a Dio: “Signore, dammi il desiderio di cambiare”! Lui è lì, pronto a darti ciò che gli stai chiedendo. Forse sai che devi cambiare, ma non senti di averne le energie: “Sono sfinito, non ce la faccio ad arrampicarmi su questo monte ancora una volta : CHIEDI a Dio “Signore, dammi la forza per cambiare”.

E' questo il vero significato delle beatitudini,;
non è andare dal dentista (fa male ma è necessario), ma è aprire la porta della prigione, lasciare che la libertà di Cristo entri nella tua vita, è riconoscere che non si tratta di me, né della mia capacità né della mia forza. Ma si tratta della capacità e della forza di Dio e di ciò che lui solo può fare nella mia vita.

Paolo ha riassunto il cammino della fede nel capitolo 5 della lettera ai Romani

Giustificati dunque per fede, abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. E non soltanto questo, ma ci vantiamo anche nelle afflizioni, sapendo che l'afflizione produce perseveranza, la perseveranza esperienza e l'esperienza speranza.” Romani 5:1-4 (ND)

1. Devo vedere Dio per come è

  • Giustificati dunque per fede, abbiamo pace presso Dio = Dio non mi condanna, ma mi salva per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore”: Gesù prega per me

    2.Devo vedere me stesso per come sono

  • l'accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi = sono imperfetto, ma ho trovato grazia presso Dio.
    La grazia è “grazia”, GRATIS! Non posso guadagnarmela


    3. Devo vedere come Dio può cambiarmi.


    l'afflizione produce perseveranza, la perseveranza esperienza e l'esperienza speranza
Come vuole cambiarmi Dio grazie alle afflizioni?

I. “
l'afflizione produce perseveranza”:


Non dico; “ma perché proprio a me?” Non mi “autocommisero” ma dico “stiamo saldi...nella gloria di Dio”. Perseveranza (upomone)in greco significa “resistere sotto un peso”

II. “ la perseveranza (produce) esperienza” In greco “dokeo” = pensare, valutare, considerare”. SE sono saldo nella gloria di Dio, se capisco che Dio mi ama e mi ha salvato, allora riesco a considerare l'afflizione per quella che è, e a farne tesoro per il futuro.

III. “l'esperienza (produce) speranza.
Se capisco che Dio mi ama e mi ha salvato, SE faccio tesoro di ciò che mi accade, il frutto sarà la speranza.

Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.”

Le afflizioni sono una strada verso la speranza, uno degli otto modi che Gesù ci ha insegnato per poter essere realmente felici.


“Vi ho detto tutto questo perché troviate in me la pace. Nel mondo avrete dolori; coraggio, però! Io ho vinto il mondo” (Giovanni 16:33 TILC)


Preghiamo:
Oggi voglio sfidarti a pregare una preghiera semplice per avere la speranza. Invece di provare con le tue forze, inizia a fidarti e ad affidarti a Dio. Prega questo nella tua mente: Padre, invece di provare ad avere speranza, io scelgo da oggi di avere fiducia in te. Io ho fiducia che tu mi ami. Qualsiasi siano i miei sentimenti, la verità è che tu mi ami tanto da essere venuto a morire per me, Signore Gesù. Io ho fiducia che tu mi ami qualsiasi cosa accada nella mia vita, qualsiasi cosa altri dicano su di me. Io ho fiducia che tu mi ami. Io ho fiducia che tu rafforzerai la mia anima. E, Padre, io ho fiducia che tu farai tutto questo, perché mi hai già dimostrato il tuo amore attraverso Gesù. Ed è per questo che io ho fiducia in te, nel nome di Gesù. Nel nome di Gesù, io ho speranza. Amen

16 maggio 2010

Le scelte per guarire la vita: scegliere la speranza 1° parte

Stiamo affrontando le Beatitudini, gli 8 modi che Gesù ci da per vivere una vita felice

1° Beatitudine:


"Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli” (Matteo 5:3 NR)

Scegliere la verità:

1. io non sono Dio - 2 non sono in controllo della mia vita.

La prima parte della Beatitudine è facile: “io non sono Dio”: la seconda non lo è: “io non sono in controllo della mia vita”.

La nostra tentazione: non voglio ammetterlo, perché debbo ammettere i miei errori, fallimenti, impulsi che non mi piacciono. Ci sentiamo come quando andiamo dal dentista: a chi piace andarci? Non è piacevole, mi farà male,.So che è necessario, ma ho paura.

Se è questo quello che hai pensato seguendo le prime due predicazioni di questa serie, voglio dirti che le “scelte per guarire la vita” non hanno nulla a che fare con tutto ciò.

Una differente prospettiva

Non è come andare dal dentista: è come aprire la porta di una prigione. E' uscire dalle 4 mura create dalle tue abitudini sbagliate, dalle tue ferite, dalle cose che ti imprigionano. E' sperimentare la libertà forse per la prima volta in vita tua E' capire che è possibile vivere la vita che piace a Dio e che ti appaga.

Se la prima Beatitudine riguardava la verità, la seconda riguarda la speranza: è la scelta di credere che Dio esiste e che io valgo per lui è la scelta di credere che Lui ha il potere e la forza per aiutarmi.

Scegliere la speranza

“Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.”(Matteo 5:4 NR)

Volete sapere la verità? La prima parte di questo versetto non mi piace! Io non amo essere afflitto!

Dai miei errori dai miei dolori dalle cose o dalle persone che mi hanno ferito!

Ma la seconda parte del versetto mi dice una cosa differente e ben precisa: solo SE io ammetto di essere afflitto. solo SE guardo i miei sbaglio, i miei dolori, le mie ferite Dio può fare qualcosa per me!

La verità è che il percorso che io ho in mente per curare le mie afflizioni è completamente differente dal percorso che ha in mente Dio!

Il mio percorso: attraversare il più rapidamente possibile e uscire fuori dal mio problema (es. attraversare il fumo). Non mi interessa un “cammino”, voglio uscire al più presto, voglio trovare una SCORCIATOIA!

Quali sono le scorciatoie che scelgo?

Alcool droga, sesso, pornografia, adulterio, cibo relazioni occasionali, gioco d'azzardo, TV, lavoro, shopping, rabbia.

Ma c'è una via particolarmente frequente e pericolosa: l'autocommiserazione: mi chiudo in casa, metto il lutto e comincio a raccontarmi quanto sono sfortunato. Oppure mi circondo di persone che mi liscino la schiena: “Oh, poverino! Quanto sei sfortunato!

Sapete, tutte queste “scorciatoie” sono collegate tra di loro da una sola parola: fuga! Voglio fuggire verso qualcosa che mi dia conforto e speranza SUBITO! Sapete, quale è il problema di queste “scorciatoie”? Mi danno un conforto SUBITO, ma è un conforto MOMENTANEO! (che non è un vero conforto) per continuare ad avere conforto devo continuare a percorrere quelle scorciatoie. In questo modo divento dipendente da esse!

Ero spaventato di dover fare un percorso perché mi pareva lunga la strada, volevo conforto subito, ed alla fine mi ritrovo ad aver fatto gli stessi e forse più chilometri, con una differenza: invece di andare in un luogo diverso, invece di raggiungere una meta, ho continuato a fare avanti e indietro sempre sulla stessa strada. Volevo attraversare il problema, e invece continuo a starci dentro.

La verità è che una vita “confortevole” non da alcun conforto alla mia anima. Ho bisogno di qualcosa più grande, qualcosa che solo Dio mi sa dare.

Ascoltate quello che dice Tom Holladay circa la seconda Beatitudine di Gesù:

Gesù capovolge la felicità: le più profonde felicità e benedizioni nella vita vengono spesso dalle cose che meno vorrei facessero parte di essa, cose che non avrei mai scelto. Ma non è solo una questione di provare dispiaceri: è una questione di scegliere l'afflizione. Scegliere, ovvero, di accettare che quelle cose dovevano accadere, per capire che questo mondo non possiede la speranza di cui ho bisogno, e per guardare a Dio per avere il conforto che solo Lui può dare.

Come posso far arrivare questo tipo di conforto nella ma vita? ““Beati gli afflitti” dice Gesù.

Il fatto è che ci aspettiamo di non dover mai affrontare il male nella nostra vita. Ci aspettiamo sia sempre un film a “lieto fine”. La vita non funziona come i film romantici, dove il protagonista o la protagonista alla fine sposano il loro grande amore, partono su una Ferrari per andare all'aeroporto dove li attende un jet privato che li porterà nel loro nido d'amore alle isole dei Caraibi! La vita ha più a che fare con il “beati gli afflitti” che con il “e tutti vissero felici e contenti”.

Qual'è il sentiero che ha scelto Dio per darci conforto, allora? E' un sentiero fatto di tre tappe.

1. Devo vedere Dio per come è

Questo è l'inizio del sentiero. Come fidarmi che Dio mi conforterà? Per molti l'immagine di Dio è quella di un maresciallo arrabbiato: più attento ai nostri errori che hai nostri dolori, più pronto a punirci che a confortarci.

Questo sentimento è indipendente dalla nostra “anzianità” di credenti: è' nato e cresciuto in noi, forse a causa di qualcuno che ci ha dipinto Dio così all'inizio. Ma è solo un sentimento.

In cosa vuoi riporre la tua fiducia: nei tuoi sentimenti oppure nel Dio che manda il Figlio a morire in croce perché tu non sia più condannato?

La Bibbia dice:

Chi ci condannerà se Gesù Cristo è morto, e molto di più, è stato risuscitato e ora si trova alla destra di Dio, a sostenere la nostra causa? (Romani 8:34 VP)

Sentirsi condannati da Dio per i propri peccati: è un sentimento forte ma è un sentimento NON vero. E' come i rumori che sento di notte e mi immagino che qualcuno stia scassinando al piano di sotto E' un sentimento forte, e non mi fa dormire Ma quando vado a vedere la realtà, e scendo, mi accorgo che stavo alimentando da solo una bugia.

La verità è che Dio ha mandato Gesù non per condannarti, ma per salvarti. Gesù siede alla destra del Padre, e prega per te.

Di chi ti fiderai? Del tuo sentimento di condanna, oppure di Gesù che prega per te?

Devi vedere Dio per come è, come è descritto nel Salmo 86:

Ma tu, Signore, sei un Dio pietoso e misericordioso, lento all'ira e grande in bontà e in verità. (Salmo 86:15 NR)

Dio non dice mai “Dai, alzati, che non è niente”. Dio non dice mai “IL tuo problema è niente rispetto a quello di Marco”. Il suo conforto non è mai “condizionale: “E va beh, ti consolo, ma solo dopo che hai fato quello che voglio”. Forse sei cresciuto con un padre o una madre così: sappi che Dio è differente. Vuole starti vicino ogni giorno.

Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte, non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga sono quelli che mi consolano. (Salmo 23:4 ND)

Bastone e verga non servono per minacciarti, ma per confortarti! Bastone = serve per dirigere le pecore. Verga = serve per dare disciplina alle pecore. Il conforto viene da sapere che Dio dirige e disciplina la mia vita. Sono il simbolo del Suo amore per me, non della sua riprovazione. Non accetta tutto da me, ma accetta tutto di me.

La prima tappa del sentiero verso la speranza è “Devo vedere Dio per come è”.

2. Devo vedere me stesso per come sono

Ne abbiamo già parlato le volte precedenti Noi siamo imperfetti.

“perché tutti hanno peccato e sono privi della presenza di Dio che salva.” (Romani 3:23 TILC)

Nessuno è perfetto di fronte a Dio; ognuno ha i propri peccati, dolori, sconfitte. Ma c'è qualcosa che ci spinge a nascondere, a “fare finta” che è “tutto OK”. Non siamo capaci di nascondere..nulla”.

“Ma non c'è niente di nascosto che non sarà rivelato, né di segreto che non sarà riconosciuto.” (Luca 12:2 VP)

Gesù non sta parlando del Giudizio Divino: se credi già l'hai superato. Sta dicendo : “Non essere ipocrita, che tanto si vede!”. Sta dicendo “Non sei né peggio né meglio degli altri” Tutti sulla stessa barca. Dio non punta il dito verso te e dice “Tu hai fatto questo!” Ma manda Gesù e punta il dito contro lui Gesù si carica delle mie colpe: “Io ho fatto questo”

Per avere la speranza di cui ho bisogno devo vedere me stesso per come sono: sono imperfetto, ma sono AMATO!

"Ti ho sempre amato e per questo continuerò a mostrarti il mio amore incrollabile". (Geremia 31:3 TILC)

“Poiché io, il SIGNORE, non cambio” (Malachia 3:6 NR)


L'amore umano delude: il tuo sposo, i tuoi genitori, i tuoi figli. L'amore di Dio è INCROLLABILE. L'amore di Dio è IMMUTABILE.


“Ma ora siamo nella giusta relazione con Dio perché egli, nella sua bontà, ci ha liberati gratuitamente per mezzo di Gesù Cristo.” (Romani 3:24 TILC)


L'amore di Dio è un dono che non posso guadagnare; posso solo accettare quel dono.


Forse stai passando un periodo in cui tutto sembra coalizzarsi per dimostrare che Dio non ti ama va tutto storto, non c'è amore, non c'è bene, ti senti un perdente. Non credere alla bugia di Satana! Tu sei un figlio o una figlia amata, e Dio vuole avere un rapporto quotidiano con te.

Un'altra versione di questa Beatitudine dice:


“Beati quelli che sono nella tristezza: Dio li consolerà.” (Matteo 5:4 TILC)


Per avere la speranza di cui ho bisogno devo vedere Dio per come è, un Dio che non condanna ma salva.


Devo vedere me per come sono: imperfetto, ma amato. Potrò allora compiere l'ultimo tratto di sentiero.


3. Devo vedere come Dio può cambiarmi.


Ricominceremo da qui la prossima volta.


Preghiamo:


Nella tua vita hai bisogno della speranza: da dove la prenderai? Userai le scorciatoie della vita, o seguirai il sentiero di Dio? “Beati quelli che sono nella tristezza: Dio li consolerà.”

Signore, io voglio essere afflitto, ma voglio anche essere confortato. E, più spesso di quanto voglia ammettere, l'afflizione è l'unico sentiero verso l'essere consolati. Ammettere ciò che non ho, ammettere ciò che ho perso, ammettere ciò che non c'è è l'unico percorso per capire che ciò che realmente ho è in Dio, e per comprendere ciò che mi può dare quando nessun altro lo può. Io so che tu non mi condanni, ma mi salvi, e so anche che sono imperfetto, ma amato. Io affido a te la mia vita, ed in te ripongo la mia speranza. Amen”

09 maggio 2010

Come posso avere equilibrio nella mia vita


  • non riesco ad andare in bici senza mani. Perché?
  • voglio essere "in controllo" della situazione
  • se ho le mani sul manubrio e guido, non posso cadere

    Sono le mie mani a non farmi cadere, dunque!

    Eppure, c'è chi lo fa

  • stessa domanda su "Yahoo Answers"

D: Perché quando uno sa andare in bicicletta , la bicicletta non... cade e cade invece quando non sa andare?

    R: perché quando non sai andare in bicicletta sei teso e ti muovi tutto a scatti, è tutto una questione di paura. Se sei rilassato e sciolto la bicicletta la puoi guidare anche senza le mani sul manubrio; puoi anche curvare, basta spostare il peso del corpo da una parte

    E' molto importante invece il contatto sui pedali Chiunque vada in bicicletta sa che: 1) deve pedalare, 2) che più velocemente pedala più stabile si sente sulla bici. Il secondo punto è direttamente legato all'effetto giroscopico noto come "tenacia dell'asse giroscopico"....

    Allora non sono le MIE mani a farmi stare in equilibrio! E' la forza chiamata "tenacia dell'asse giroscopico" a farlo!

    Posso rilassarmi ,allora, e lasciare che quella forza mi mantenga in equilibrio... posso finalmente "staccare le mani dal manubrio...

    Secondo voi, lo faccio? No! Anche se so nella testa che lo potrei fare, ho troppa paura nel cuore per farlo!

    Anche come credente tendo a voler "guidare" la mia vita. Non voglio staccare le mani dal "manubrio"; voglio IO essere in controllo, perché sono IO che mantengo l'equilibrio della mia vita...

    ...Davide non la pensa così:

SIGNORE, tu mi hai esaminato e mi conosci. Tu sai quando mi siedo e quando mi alzo, tu comprendi da lontano il mio pensiero. Tu mi scruti quando cammino e quando riposo, e conosci a fondo tutte le mie vie. Poiché la parola non è ancora sulla mia lingua, che tu, SIGNORE, già la conosci appieno. Tu mi circondi, mi stai di fronte e alle spalle, e poni la tua mano su di me. (Sal. 139:1-5)


Allora, non sono le MIE mani a farmi vivere una vita da credente equilibrato, ma quella forza che mi sta di fronte, alle spalle e sopra chiamata "Signore"


    Posso rilassarmi ,allora, e lasciare sia lui a guidare i miei passi


    Secondo voi, lo faccio? No! Non sempre, almeno. Spesso, proprio nei momenti in cui avrei più bisogno di "staccare" le mani dal manubrio e di "lasciarmi guidare" dal Signore, mi aggrappo con tutta la mia forza ad esso... per paura.... e cado!

    Anche se so nella testa che lo potrei fare, ho troppa paura nel cuore per farlo!

    Visto che penso di essere l'unico credente al mondo a fare ciò, ho cercato nella Bibbia se non una "giustificazione" almeno dei "colleghi illustri" di cui vantarmi. Ed è per questo che oggi mi vanterò di essere "collega" di Simon Pietro detto "Cefa". Leggiamo assieme Matteo 14:24-31 (P. 968).

"Frattanto la barca, già di molti stadi (qualche chilometro) lontana da terra, era sbattuta dalle onde, perché il vento era contrario. Ma alla quarta vigilia della notte (alle tre di notte), Gesù andò verso di loro, camminando sul mare. E i discepoli, vedendolo camminare sul mare, si turbarono e dissero: "È un fantasma!" E dalla paura gridarono. Ma subito Gesù parlò loro e disse: "Coraggio, sono io; non abbiate paura!" Pietro gli rispose: "Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull'acqua". Egli disse: "Vieni!" E Pietro, sceso dalla barca, camminò sull'acqua e andò verso Gesù. Ma, vedendo il vento, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami!" Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?"

(Mat 14:24-31)


  • 3 di notte: a tre chilometri dalla costa vedono un uomo che sfreccia e fa per superarli (in Mr "e voleva oltrepassarli"); se la fanno addosso dalla paura

  • "Sono io, Gesù!" Pietro: "Gajardo! Me fai venì da te?" "Vieni!" Entra in azione "Super Pietro!

  • Il vento aumenta. Pietro ha paura (da SuperPietro a SuperPippo)

    Osservate le parole di Gesù:! Pietro ha paura: sarebbe stato logico aspettarsi parole del tipo : Uomo fifone, perché hai avuto paura?"

    Le parole sono, invece: "uomo di poca fede perché hai dubitato?"

    Gesù non sta criticando Pietro per avere avuto "paura", ma per la mancanza di fede, per i suoi dubbi sulla Sua potenza; a questo punto del vangelo di Matteo, Pietro era stato già testimone oculare di un centinaio se non più di guarigioni, di una resurrezione e di 4000 persone sfamate con 5 pani e due pesci!

    Pietro aveva VISTO la Sua potenza. Se Gesù dice "vieni a farti una passeggiata assieme a me sulle acque del lago", significa che LUI, non tu, Pietro, ti darà la potenza per farlo.

    Aver paura è lecito; la paura è un sentimento umano che spesso ci evita grossi rischi (la paura di cadere dalla bici mi fa evitare di guidare girato all'indietro). Ma avere dubbi sulla potenza di Gesù, sulla sua capacità di fare quello che ha detto, quello no, non è lecito a chi crede in lui.

    Pietro grida "salvami, Gesù". Salvami? SE Gesù non fosse stato "di buona famiglia" e ben educato da cotanto Padre, gli avrebbe dovuto rispondere :"A Piè, ma che stai a parlà cor bagnino?...."

    Pietro è di fronte al Re dei Re, al Signore dei signori, al Creatore, all'Alfa e all'Omega.... e gli chiede una ciambella per non affogare!

    ..."uomo di poca fede perché hai dubitato?": c'è una tristezza infinita nella frase di Gesù.

    Ed io, come Pietro, spesso voglio continuare a tenere le mie mani ben salde sul manubrio della mia vita, convinto che siano esse, non il mio Signore, a tenere su la bici della mia esistenza.

    Gesù invece vorrebbe da me un altro tipo di comportamento, un comportamento come quello del centurione romano di Matteo 8:5-10, ad esempio: Leggiamolo assieme (p.958):

Quando Gesù fu entrato in Capernaum, un centurione venne da lui, pregandolo e dicendo: "Signore, il mio servo giace in casa paralitico e soffre moltissimo". Gesù gli disse: "Io verrò e lo guarirò". Ma il centurione rispose: "Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anche io sono uomo sottoposto ad altri e ho sotto di me dei soldati; e dico a uno: "Va'", ed egli va; e a un altro: "Vieni", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo", ed egli lo fa". Gesù, udito questo, ne restò meravigliato, e disse a quelli che lo seguivano: "Io vi dico in verità che in nessuno, in Israele, ho trovato una fede così grande! (Mat 8:5-10)


    Il centurione ha capito che è in Gesù la forza capace di tenere su la bicicletta della propria vita; colui che è in controllo dell'universo è capace di fare senza "dover fare"; basta che Lui "pensi", e il suo volere è già fatto.

    Guardate, ancora una volta, le parole di Gesù! Gesù non dà per "scontata" la fede del centurione, ma la mette in luce, ne fa un esempio da seguire per me, e per te, se vuoi.

    Laddove c'era una tristezza infinita in quel

    "uomo di poca fede perché hai dubitato?" ,

    qui c'è un Gesù che addirittura prova "meraviglia", tanto da lodare in modo unico il centurione

    "in nessuno, in Israele, ho trovato una fede così grande!"

    Ognuno di noi attraversa momenti in cui forze da fuori, o da dentro di noi, vogliono farci cadere a terra; è in questi momenti che spesso sentiamo maggiormente il desiderio di stringere ancora di più il nostro manubrio per non sbandare, guidando la nostra bici fuori da quella tempesta.

    Ma lo sforzo più grande che possiamo fare in queste situazioni per compiacere Gesù nella gara della mia vita di fede, non è vincere un giro, un tour, un campionato mondiale, o un'olimpiade, ma quello di staccare le mani dal manubrio, lasciare che non siamo noi a essere in controllo, ma fidarci di Lui e della sua potenza.

    Con la testa sappiamo che è possibile, ma qui la testa non c'entra; è una questione di fede.

    L'esperto di Yahoo Answers diceva che "Chiunque vada in bicicletta sa che: 1) deve pedalare, 2) che più velocemente pedala più stabile si sente sulla bici."

    Come credente lo sforzo più grande deve essere quello di impegnarmi nel crescere e nel divenire ogni giorno di più a sua immagine; e dalla fisica so che più m'impegno, più sarò forte e stabile in Lui contro gli attacchi del mondo che vorrebbero tirarmi giù a terra..

    Per il resto...per il resto posso rilassarmi, e lasciare che sia il mio Signore a guidare la mia vita.

    So che posso farlo, perché la forza che è in Gesù, è la stessa che ha creato Cieli e terra, sole e stelle, te e me... e che per noi è venuto a morire sulla croce.

02 maggio 2010

Come posso guarire la mia vita: scegliere la verità 2° parte


La scorsa settimana avevamo iniziato il viaggio attraverso il “Sermone sul monte”, o le Beatitudini: Avevamo preso in considerazione la 1° Beatitudine:

"Beati gli umili, perché a loro appartiene il Regno dei cieli.” (Matteo 5:3 VP)

Gli “umili sono quelli che debbono essere “rialzati” da terra.

3 modi x sviluppare l'umiltà

1. Devo AMMETTERE che ho bisogno di aiuto
a. AMMETTO che sono imperfetto
b. AMMETTO che i miei segreti mi fanno sentire male
c. AMMETTO i peccati per sconfiggerli
d. AMMETTO che la mia paura e il mio orgoglio mi bloccano

2. Devo CHIEDERE umilmente il Suo aiuto

3. Devo ACCETTARE l'aiuto degli altri.

Ci eravamo fermati qua...

3. Devo ACCETTARE l'aiuto degli altri.

Rifletti: se tu fosti capace di fare da te, avresti già risolto i tuoi problemi. Non l'hai fatto, perché non è possibile. L'obiettivo di Dio è che tu diventi umile per entrare nel regno dei Cieli. Accettare che altri ti aiutino serve ad abbassare il tuo orgoglio insegnandoti l'umiltà. Salomone dice in Ecclesiaste:

“Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica. Infatti, se l'uno cade, l'altro rialza il suo compagno; ma guai a chi è solo e cade senz' avere un altro che lo rialzi! Così pure, se due dormono assieme, si riscaldano; ma chi è solo, come farà a riscaldarsi?” (Ecclesiaste 4:9-11)

Dio ci ha progettati in maniera di essere dipendenti gli uni gli altri. Nel NT la frase “l'un l'altro” è usata 58 volte: amatevi, sopportatevi, aiutatevi, incoraggiatevi pregate. Dio non ci ha progettato per essere dei “lupi solitari”, abbiamo necessità degli altri per la nostra salute spirituale. E' questo il motivo x cui abbiamo i gruppi nella nostra chiesa; guariamo SOLO in comunità, NON da soli! Cresciamo SOLO in comunità, NON da soli!

Lo sapete che la Bibbia dice che anche una persona che ha dei problemi enormi che lo portano persino ad allontanarsi da Dio, merita COMUNQUE di avere amici attorno?

“A chi è sfinito è dovuta pietà dagli amici, anche se ha abbandonato il timore di Dio.” (Giobbe 6:14 CEI)

Un'altra versione dice:

“L'uomo sfinito ha bisogno di un vero amico per non dubitare dell'amore dell'Onnipotente” (Giobbe 6:14 TILC)

I VERI amici non sono quelli che nella crisi quando tu dubiti persino che Dio esita ti dicono: “ma sei matto?” I VERI amici sono quelli che ti dicono: “Posso invitarti a pranzo?E in quel pranzo ascoltano: non giudicano, ma ascoltano.

Sai dove trovi questo tipo di amici? Nei gruppi/cellule di questa chiesa. Il culto della domenica è il “pranzo della mamma”: è buono, ma ci vuole molto per digerirlo. I gruppi sono i pranzi di tutti i giorni: sono meno elaborati, ma sono quelli che ti fanno vivere quotidianamente. Sono il luogo dove poter esercitare uno dei comandamenti più importanti e più necessari del NT. A quale mi riferisco? A quello di Giacomo 5:16.

Il Comandamento per guarire e per crescere.

“Confessate a vicenda i vostri peccati e pregate gli uni per gli altri, così sarete guariti” (Giacomo 5:16 VP)

Sottolineate “confessate”, “pregate” e “gli uni per gli altri”. Perché è uno dei comandamenti più importanti? Essere perdonati è importante: ma questo non significa che smettiamo di peccare. Essere guariti significa essere “fuori dal tunnel”, smettere di commettere quel peccato! Cosa preferisci? Il perdono o la guarigione?

SE vuoi guarire, hai bisogno degli altri. Tu solo non basti! AMMETTI, PREGA, GUARISCI!

“Rivelare la tua emozione è l'inizio della guarigione”

C'è una liberazione nel rivelare i propri peccati. E' un passo difficile, perché cozza col nostro orgoglio: “Non mi importa di confessarli a Dio – lui li conosce- ma dirlo ad altri.. proprio NO!”

Se pensi questo...buona fortuna! Ne avrai bisogno, perché lotterai tutta la tua vita con i tuoi problemi e con i tuoi peccati!

"Beati gli umili, perché a loro appartiene il Regno dei cieli.

Dio vuole insegnari l'umiltà: ed essere umili significa smettere di pensare che ce la faccio da solo, smettere di pensare che io sono Dio. Se vuoi il perdono, basta confessare i tuoi peccati a Dio, MA se vuoi guarire, devi confessarli ad altri.

Non è che devi dirli A TUTTI! Una/due persone di cui ti fidi es.: io li confesso alla mia cellula!
3 paure che Satana ci sussurra

1. La paura delle proprie emozioni.

Confessare significa ricordare le cose brutte/cattive/vergognose che abbiamo commesso. “Se le ricordo divento pazzo/pazza”.

Devi capire due cose: TUTTI abbiamo questa paura. se hai questa paura NON sei pazzo/pazza, sei NORMALE!

2. La paura della reazione degli altri

“Se gli altri sanno quello che ho fatto, mi scacceranno, diranno che sono cattivo, che non sono credente ecc.” Sai cosa? Molti ti direbbero “Anche io l'ho fatto/lo faccio!”. Non sei né peggio né meglio degli altri. Stiamo tutti sulla medesima barca!

3. La paura che l'onestà sia inutile

“Che differenza farà?Sono stato onesto altre volte; non funziona!” Ricordati che è un COMANDAMENTO (Confessate) di Dio, ma soprattutto è una PROMESSA (Sarete guariti) Non è quello che fai TU, ma quello che farà GESU'!

Vuoi essere perdonato, o guarito? Per guarire devi NON SOLO ASCOLTARE, ma soprattutto METTERE IN PRATICA!

L'importanza della PRATICA

Abbiamo deciso di usare questa serie di predicazioni all'interno dei gruppi per una ragione specifica.

Le persone dimenticano il 95% della predicazione entro 72 ore; è per questo che vi diamo gli appunti e vi invitiamo a riempirli; questo aiuta la vostra memoria, ma non basta! Se vuoi essere VERAMENTE guarito dalle tue abitudini sbagliate, dalle tue ferite, dalle cose che ti imprigionano devi fare di più di ascoltare una predicazione.

Le 4 differenti maniere di apprendere

Non siamo fatti tutti allo stesso modo:

1. Alcuni apprendono ascoltando: la porta degli orecchi: per te va bene la predicazione in chiesa.
2. Altri apprendono vedendo e scrivendo: la porta degli occhi; per te va bene lo studio e gli appunti.
3. Altri apprendono parlando: la porta della bocca; tutto diventa chiaro con le domande:” e se... mettiamo il caso che... e se io...”; per te va bene quello che si fa nei gruppi: se ne parla assieme.
4. Altri apprendono facendo: la porta dell'esperienza “non mi serve il manuale d'istruzioni: ci riesco provando”.
In questa serie useremo tutti e quattro questi metodi: la porta degli orecchi con le predicazioni, la porta degli occhi con gli appunti/memorizzazione di versetti.Quello di questa settimana è

Matteo 5:3"Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli” Matteo 5:3

La porta della bocca tramite le discussioni nei gruppi, la porta dell'esperienza tramite azioni specifiche che vi verranno richieste di fare/adottare. Se userai tutte e quattro queste porte, allora la tua vita potrà cambiare nei prossimi quattro mesi. Se tutto ciò che farai sarà quello di venire in chiesa e di ascoltare, posso già dirti che non cambierai; prenderai qualche buono spunto, qualche volta ti commuoverai, uscirai edificato... ma non cambierai.

Una domanda: quanto è grande il tuo desiderio di cambiare?

3 bugie da sfatare

I - Se tu pensi che la tua vita va bene così, che tutto è OK, il tuo desiderio è e sarà piccolo...ma lo sai anche tu, ti stai prendendo in giro, perché NON E' TUTTO OK!

cosa stai facendo finta che non sia un problema?
Il tuo lavoro?
le tue finanze?
Il tuo matrimonio?
La tua vita sessuale?
La tua famiglia?

Forse puoi mentire a te stesso; se sei proprio bravo, puoi per un certo periodo nascondere la tua situazione agli altri, ma non puoi nasconderti da Dio; Lui ti vede anche se tu trovi la foglia di fico più grande del mondo capace di nasconderti.

II - Se tu pensi che puoi farcela da solo, io tuo desiderio sarà più grande... ma sappi che tu non puoi aggiustare te stesso, altrimenti lo avresti già fatto!

Cosa stai cercando di aggiustare nella tua vita? “pregate gli uni per gli altri, così sarete guariti” Gli altri ti servono per guarire, così come agli altri servi tu per guarire.

III - Se tu pensi che vorresti essere aiutato, ma temi il giudizio degli altri, il tuo desiderio sarà grande... ma rimarrà solo un desiderio, perché la paura ti bloccherà.
E' probabile che altri con i tuoi stessi problemi sono già passati per le rocce dove tu stai adesso.La chiesa non è un posto dove si giudica, ma un posto dove si guarisce assieme.

Visto che molto di questo piano di predicazioni si svolgerà all'interno dei gruppi, voglio darvi 5 semplici regole perché possiate sfruttarle a pieno:

5 regole per i gruppi

1. Ciò che è detto nel gruppo, rimane all'interno del gruppo
2. Non cercate di aggiustare gli altriNon è il tuo compito
il tuo compito è di ascoltare e di essere di supporto
3. Non minimizzare il dolore degli altri: “Mio marito è morto questa settimana” “ Oh, anche il mio criceto è morto ieri!” “Mia moglie è malata di un tumore” “Oh, anche la moglie di un mio cugino di terzo grado ha avuto una brutta pleurite, ma poi hanno pregato ed è guarita”! Cosa fare? Annuisci e solidarizza! Ascoltalo! Ascolta con gli orecchi e non con la bocca!
4. Uomini con uomini – donne con donne! Riservate una buona parte del gruppo alla discussione separata.
5. Focalizzati sui tuoi problemi, non sui problemi degli altri. Anche se ho insegnato tante volte che non si tratta di te, stavolta si tratta PROPRO di te! Non si tratta dei problemi degli altri, ma dei TUOI problemi!
Se impegni le tue energie per provare ad aggiustare gli altri non ne avrai più per aggiustare te stesso! Quanto desiderio hai di cambiare te stesso e la tua vita? Concentrati su quello!

In questi quattro mesi le vostre vite possono essere cambiate, ve lo posso assicurare; ma le Beatitudini di Gesù sono efficaci SOLO se avete fede in Lui!

Mentre eravamo ancora senza forza, (è il nostro stato attuale) al momento giusto, (che è proprio adesso) Cristo è morto per noi peccatori. ” (Romani 5:6 VP)

Questa è la CROCE! Questa è la REDENZIONE! Questa è la GRAZIA!Gesù è venuto per darti grazia, e la grazia è la potenza che sola può cambiare la tua vita! Ma devi accettare Gesù nella tua vita!

Tu puoi dirmi: “In fondo, Marco, il mio problema non è poi così grave”. Io ti domando: quanto deve aggravarsi perché tu decida di metterci mano? Una persona una volta ha detto: “L'acido corrosivo del dolore alla fine ha divorato il muro del mio negare e nascondere. Solo allora ho cominciato a cambiare”.

Se ti senti alla frutta, alla fine della corda, alla fine della strada, sul baratro... congratulazioni! E' giunto il tempo per te di cambiare e di guarire!

Preghiamo:

Quanto è grande il desiderio di cambiare le cose che non sono sane o sono sbilanciate nella tua vita? E soprattutto, vuoi ricevere il perdono, o vuoi guarire dai tuoi peccati?
Signore io so che oggi molti di noi vengono qui facendo finta con gli altri che tutto è OK nella propria vita. Ti prego di aiutare ciascuno di noi a togliere questa maschera ed ammettere che abbiamo bisogno di aiuto.
Se tu che mi ascolti vuoi iniziare oggi il cammino del cambiamento, se vuoi ricevere la grazia per iniziare questo cammino, prega con me queste parole.

Signore, io oggi depongo la mia maschera e smetto di fare finta che tutto è OK. E voglio farlo assieme ai fratelli e alle sorelle che tu mi hai donato, perché comprendo che da solo non ce la posso fare. Allontana da me le bugie di Satana, che vogliono farmi credere che non sarò capace di controllare le mie emozioni, o che gli altri mi scacceranno giudicandomi, o che sarà tutto inutile. Da questo giorno io voglio concentrarmi sulla mia vita, e non voglio attendere di essere sul baratro per farlo. Io credo in Te, Gesù, e voglio la tua Grazia per guarire. Tutto questo lo prego nel tuo Santissimo nome. Amen.
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