;
Clicca sul tasto qua sotto per conoscerci meglio!



Per ascoltare l'audio dei messaggi
cliccare sul titolo per aprire il file audio

Per una migliore resa audio raccomandiamo di scaricare i messaggi tramite
iTunes iscrivendosi al podcast.
Per tutte le opzioni di ascolto cliccare qua sotto.

Come ascoltare i messaggi

24 dicembre 2010

Cosa donare a Natale?


In questo giorno del mondo ricorda un avvenimento che ha cambiato radicalmente la storia stessa del mondo, tanto che il calendario più comunemente usato al giorno d'oggi Indica il giorno zero proprio dalla data della nascita di Gesù. Ma chi è colui che ricordiamo ogni anno? E cosa può fare nella mia e nella tua vita?
Voglio raccontarti una storia quella di Helen Roseveare, una dottoressa inglese missionaria in Zaire, ci ha raccontato quello che le successe una volta durante il suo ministero in Africa:

---

"Una notte avevo lavorato a lungo per aiutare una donna in travaglio, ma malgrado tutto ciò che potessimo fare, ella morì, lasciandoci il suo minuscolo bimbo ed una figlia piangente di appena due anni. Avremmo incontrato molte difficoltà nel mantenere in vita il bambino, poiché non avevamo un’incubatrice (non avremmo avuto l’elettricità per farla funzionare); tra l’altro non avevamo neppure le attrezzature adatte per alimentare il bimbo in modo adeguato.

Sebbene vivessimo all’Equatore, le notti erano spesso rigide con spifferi traditori. Una studentessa ostetrica andò a cercare la scatola che usavamo per i prematuri ed il panno di cotone dove lo avremmo avvolto. Un’altra andò a ravvivare il fuoco ed a preparare una borsa d’acqua calda; dopo poco ritornò angosciata raccontandomi che, nel riempirla, la borsa per l’acqua calda era andata in mille pezzi (la gomma si danneggia facilmente nei climi tropicali). "Ed era la nostra ultima borsa!" esclamò.

Così come in Occidente è inutile piangere sul latte versato, in Africa centrale potrebbe essere considerato inutile piangere sulle borse d’acqua calda rotte; non crescono sugli alberi e non vi sono supermercati lungo i sentieri della foresta dove poterle comperare.
"Va bene – le dissi- metti il bimbo il più vicino possibile al fuoco e dormi tra lui e la porta per riparalo dagli spifferi. Il tuo compito è quello di mantenerlo caldo."

Il giorno seguente mi recai come di solito a pregare con i bimbi dell’orfanotrofio. Diedi ai più giovani vari temi su cui pregare, dicendogli anche del piccolo bimbo; gli spiegai il problema di mantenerlo sufficientemente caldo, raccontandogli anche della borsa d’acqua calda (i bambini possono facilmente morire per un raffreddore). Gli dissi tra l’altro della sorellina di due anni che piangeva per la perdita della madre.

Durante il tempo di preghiera Ruth, una bambina di dieci anni, pregò con l’usuale schietta brevità dei nostri bimbi africani:" Per favore, Dio – pregò – mandaci una borsa per l’acqua calda. Domani potrebbe essere troppo tardi, Dio, perché il bimbo potrebbe essere morto, per cui, ti prego, mandala questo pomeriggio."

Mentre ero ancora senza fiato per l’audacia della preghiera, Ruth aggiunse come una sorta di corollario: " E, visto che ci sei, vorresti per favore mandare una bambola per la sorellina, così che lei sappia che Tu la ami davvero?." Come spesso capita con le preghiere dei bambini, ero in difficoltà: onestamente, avrei potuto dire "Amen"?

Semplicemente, non credevo che Dio potesse farlo. Certo, so che Egli può qualsiasi cosa; la Bibbia lo dice. Ma ci sono dei limiti, non è vero?. L’unico modo in cui Dio avrebbe potuto rispondere a questa specifica preghiera era di mandarmi un pacco dall’Inghilterra; a quell’epoca ero in Africa da circa quattro anni, e non avevo mai ricevuto un pacco da casa. E comunque, anche se qualcuno avesse voluto mandarmi un pacco, chi avrebbe messo una borsa per l’acqua calda? Specialmente ad una che viveva all’Equatore?

A metà del pomeriggio, mentre stavo insegnando nella scuola per infermiere, mi fu detto che c’era una macchina davanti alla porta della mia casa. Quando fui giunta, la macchina se n’era già andata; ma lì, sulla veranda, vi era un grande pacco pesante dieci chili. Sentii le lacrime pizzicarmi gli occhi; non avrei potuto aprire il pacco da sola, così mandai a chiamare i bambini dell’orfanotrofio.

Insieme togliemmo le corde, sciogliendo con attenzione ciascun nodo; ripiegammo la carta, stando attenti a non strapparla inutilmente. L’eccitazione stava aumentando; trenta o quaranta paia di occhi erano focalizzati sulla grande scatola di cartone.

Dall’alto io estrassi delle maglie all’uncinetto dai colori accesi; gli occhi brillarono mentre le distribuivo. C’erano quindi delle bende per i lebbrosi, ed i bimbi sembrarono un po’ annoiati. Uscì quindi una scatola di canditi ed uva passa per i dolci del fine settimana.
Quindi, mentre mettevo ancora le mani dentro la scatola, sentii…poteva essere realmente quello?

L’afferrai e la tirai fuori: si, una borsa per l’acqua calda nuova fiammante. Io piansi. Non avevo chiesto a Dio di mandarla; non avevo realmente creduto che Lui avrebbe potuto farlo.
Ruth, che era nella prima fila dei bimbi, si avvicinò gridando: " Se Dio ha mandato la borsa per l’acqua calda, allora deve aver mandato anche la bambola!". Rovistando nel fondo della scatola tirò fuori la piccola bambola finemente vestita. I suoi occhi brillarono: lei non aveva mai dubitato. Mi chiese guardandomi:" Posso venire con te, Mammina, e dare questa bambola a quella bimba così che lei sappia che Gesù la ama per davvero?"

Quel pacco aveva viaggiato per cinque interi mesi. Era stato preparato dalla mia vecchia classe di Scuola Domenicale, la cui direttrice aveva sentito ed obbedito alla richiesta di Dio di mandarmi una borsa per l’acqua calda, anche all’Equatore; ed una delle ragazze aveva messo la bambola per una bimba africana cinque mesi prima, in risposta all’amorevole preghiera di una bambina di dieci anni per portarla lì, "quel" pomeriggio.

---

Il Natale è anche la stagione dei doni; doni che si ricevono, doni che si danno. Se vuoi che la tua vita sia ricca durante non solo l'anno prossimo ma negli anni che seguiranno, il mio consiglio è di donare qualcosa a quel bimbo che viene.

Ma cosa puoi donare a colui che ha tutto, A colui che ha assistito e ad agito assieme al Padre durante la creazione? Cosa dai in dono a Gesù? Quello che puoi dagli è la tua fiducia! Perché Dio ti dà una scelta, e lui non ha la tua fiducia affinché tu deliberatamente non gliela dai. La fede è un atto della volontà; Dio non ti forzerà mai a credere in lui! Sta a te decidere. E sta a te decidere quanto crederai durante il 2011.

Lascia che sia molto franco con te, oggi: cosa ti aspetti che Dio faccia dell'anno che viene? Se tu ti aspetti che farà molto allora potrà fare molto. Se tutti aspetti che farà un poco allora potrà fare un poco. Se tutti aspetti che non potrà fare nulla allora lui non potrà fare nulla, perché Gesù ha detto: “vi sia fatto come avete creduto” (Matteo 9: 29).

Cosa farai? Ti fiderai di te stesso, dell'economia, di qualcun altro, forse di un politico o di un amico... oppure ti fiderai di Dio?

Saprai fidarti abbastanza di Gesù per dargli tutta la tua vita? Gesù ha fatto una promessa stupenda per coloro che lo fanno: egli dice:"Cercate prima il Regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno aggiunte” (Matteo 6: 33).

Ma dobbiamo cercare il regno di Dio per come prima cosa; dobbiamo cercare i propositi e di piani di Dio della nostra vita, cercare la sua giustizia, e questo richiede che noi gli diamo completamente la nostra fiducia.

Sei pronto a dare a lui la stessa fiducia della bimba? Perché è quello che fa la differenza. Perché è quello che ha fatto la differenza nel ricevere una borsa per l'acqua calda, perché è quella fede che ha reso possibile il miracolo!. Se poco credi, poco ricevi. Se molto credi, molto ricevi.

Che tipo di Dio è quello che nasce in una stalla, lontano dal clamore dei potenti e dalle folle? Posso fidarmi di lui? E se si, su quale base debbo porre la mia fiducia in lui? Voglio risponderti con tre versetti tratti dal libro di Isaia

“Io, io, sono colui che per amor di me stesso cancello le tue trasgressioni e non mi ricorderò più dei tuoi peccati. (Isaia 43:25) "Perciò il Signore stesso vi darà un segno:Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà “Dio con noi”(Isaia 7:14) Dopo il tormento dell'anima sua vedrà la luce, e sarà soddisfatto; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, si caricherà egli stesso delle loro iniquità. Perciò io gli darò in premio le moltitudini, egli dividerà il bottino con i molti, perché ha dato sé stesso alla morte ed è stato contato fra i malfattori; perché egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i colpevoli. (Isaia 53:11-12)

Il dio che nasce in una stalla, è colui che aveva previsto la nostra caduta, che aveva previsto il tuo e il mio peccato, e sin dalla fondazione del mondo aveva già deciso come sarebbe venuto a salvarci.

Puoi avere fiducia in lui; e se vuoi che egli faccia differenza nella tua vita, la tua fiducia in lui deve come quella di cui parla Madre Tersa:

”Ci sono molte regioni ed ognuna di esse ha una maniera differente di seguire Dio. Io seguo Gesù. Gesù è il mio Dio Gesù è il mio sposo Gesù nella mia vita Gesù è il mio solo amore Gesù è mio tutto in tutto Gesù è il mio tutto

Chiedigli di aiutarti a mettere completamente la fiducia in lui nell'anno che viene, e poi guarda ciò che lui può fare nella tua vita.

"Avverrà che, prima che m'invochino, io risponderò; parleranno ancora, che già li avrò esauditi." (Isaia 65:24)

Buon Natale!

19 dicembre 2010

Quali i “segni” per un Natale cristiano?


Gran parte del mondo occidentale per un motivo per l'altro, festeggerà tra poco il Natale. C'è chi vede questa festa come il “compleanno del nostro Signore Gesù”, c'è chi vi trova una ennesima opportunità di fare baldoria e qualche giorno di ferie in più.

Sia gli uni sia gli altri, comunque, sono stati accomunati nelle ultime due settimane da due attività principali: comperare regali e comporre presepi, addobbi e alberi di Natale.

Anche noi credenti siamo tra di loro (... scagli la prima pietra chi non ha neppure un minuscolo addobbo natalizio casa...) ma... dovremmo? Quali segni stiamo scegliendo per il nostro Natale? E, maggiormente “dovremmo festeggiare anche noi?” Quali sono i legami tra la fede in Gesù e Natale? E come credenti, quale dev'essere il nostro rapporto con una festa che tutto il mondo occidentale vede come la “festa dell'anno”?

Partendo da questa domanda, ho navigato un po' su Internet ed ho scoperto interessanti notizie sul Natale e sui simboli ad esso legato; alcune le conoscevo, altre erano del tutto nuove per me. Spero di aver interessanti anche voi.

  • Cos'è il Natale?

Il Natale, per definizione, festeggia la nascita di Gesù il 25 dicembre. In realtà nessuno conosce l'esatta data, e per di più il racconto che ne fa Luca suggerisse che non fosse inverno, quando i pastori piuttosto che far dormire le greggi all'aperto le riparano negli ovili.

“In quella stessa regione c'erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge. E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore.” (Luca 2:8-9)

In realtà la data del 25 dicembre fu scelta nel 350 AD dal papa Giulio 1° nell'intento di “cristianizzare” la festività pagana dei “Saturnalia” (in onore del dio Saturno), nella quale era in uso addobbare i luoghi pubblici con fiori e di scambiarsi doni e candele.

Culti simili erano presenti anche nel Nord Europa: in scandinavia ad esempio veniva bruciato il “Yul”, un ceppo tagliato, Le popolazioni celtiche delle isole britanniche usavano addobbare le abitazioni e gli altari con piante sempreverdi come il vischio e agrifoglio, simboli di fertilità e nominare in ogni villaggio un “re” per 12 giorni prima del solstizio, il quale poteva avere rapporti con tutte le donne del villaggio.

È significativo che l'ingresso del Natale fra le feste “cristiane” coincida con l'editto con il quale Costantino “elevava” (per così dire!) Il cristianesimo a religione di Stato.

Nessuno nei secoli a venire sembrò, nell'ambito cristiano, sostanzialmente dissentire su tale trasformazione di una pagana, sino a quando un gruppo di credenti inglesi conosciuti come i Puritani, vi si oppose fermamente (era il 1562), e nel 1644 un atto del Parlamento britannico ne vietò ufficialmente la sua celebrazione. Tale decisione ebbe comunque breve durata in quanto l'Inghilterra ritorno ben presto festeggiare il Natale, mentre la Scozia rimase per qualche tempo fedele alle indicazioni dei Puritani.

Il nucleo di credenti che sbarcarono sulle coste americane con la Mayflower, essendo anch'essi Puritani, trasmisero il loro disgusto per il Natale anche nel nuovo continente. Difatti, quando pensiamo agli Stati uniti come uno dei luoghi dovesse maggiormente sentito il seguito, dobbiamo anche sapere che sino al 1870 il 25 dicembre era un normale giorno lavorativo, le banche di negozi le banche ed i negozi erano regolarmente aperti, e persino il congresso si riuniva regolarmente!

Ma il desiderio di “vacanze” sorto dopo la rivoluzione americana fece sì che la gente iniziò vedere il Natale come un'ottima scusa per aggiungere qualche giorno di ferie in più in un anno trascorso quasi interamente al lavoro.

  • Babbo Natale

In origine, quello che per noi è babbo Natale (per gli americani Santa Claus), era un vescovo turco di nome Nicola (da qui la deformazione da San Nikolaus a Santa Claus), sul cui conto si narravano storie di come facesse buona azione, soprattutto verso i bambini, e che veniva ritratto come un omone serio e barbuto.

In Olanda i bimbi attendevano che, durante le notti di dicembre, “Sinter Klaas” portassero dei dolci attraverso la cappa del camino, e per questo lasciavano fuori della porta del fieno per il suo cavallo. Tali storie furono “esportate” dai coloni olandesi in America.

Solo alla fine del 1800 lo scrittore Clement Clark Moore compose una poesia intitolata “” nella quale appariva un Santa Claus vestito di rosso che, accompagnato da renne volanti, portare i regali ai bambini. Ma babbo Natale, così come lo conosciamo noi adesso, non era ancora nato. Infatti, il Babbo Natale di Moore, era sì vestito di rosso, era sì colla barba, ma era “magro”!

Nel 1930 la Coca-Cola stava cercando un'immagine rassicurante per poter vendere la sua nota bevanda nel periodo natalizio;Fu proposto di adottare la figura di Babbo Natale/Santa Claus, ed e uomini vestiti così furono posti all'uscita dei grandi magazzini. Ma da qualche giorno fu notato che le vendite non erano affatto aumentate; fu allora che si decise di far diventare babbo Natale un allegro ciccione,,, e le vendite, come per incanto, decollarono! Era nato babbo Natale così come lo conosciamo adesso!

  • L'Albero di Natale

Era usanza nelle popolazioni del Nord Europa di festeggiare il solstizio d'inverno, ovvero il giorno più corto dell'anno e conseguentemente il ritorno della luce, addobbando gli alberi con fiocchi e nastri colorati e, talvolta, con lucerne. In origine qualsiasi albero poteva essere addobbato, ma è chiaro che, essendo la stragrande maggioranza dei boschi nordici composti da abeti, l'albero più facile da “reperire” fosse proprio uno di questi. Anche qui l'emigrazione verso l'America trasmise un'usanza pagana che fu “inglobata” nella festività cristiana più vicina ad essa.

  • Il presepe

Una delle poche tradizioni italiane “sopravvissute” all'americanizzazione del Natale è il presepe, così sentire da meritare persino di essere l'elemento chiave di una delle più belle commedie di Eduardo.

Quasi tutti sanno che fu Francesco d'Assisi ad “inaugurare” la tradizione del presepe vivente nel 1223 a Greccio; tuttavia ciò fu anche stavolta un tentativo di “cristianizzare” le rappresentazioni della nascita di Gesù che nell'immaginario popolare si erano andate via via discostando dal racconto dei Vangeli.

Tra l'altro, l'iconografia classica del presepe, quella con il bue e l'asinello, è frutto di una contaminazione del racconto originale fatto da Luca, nel quale l'unico riferimento luogo di nascita alla mangiatoia(“presepe” difatti significa mangiatoia); infatti alcuni Vangeli apocrifi parlano di una stalla, del bue e dell'asino che scaldavano qualificati il bambino.

“Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: "Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere". Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia; e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino. E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori. (Luca 2:15-18)

Quale mamma, secondo voi, vorrebbe la propria creatura appena nata accanto delle bestie che di per sé non brillano per la loro igiene, circondati da nugoli di mosche?

  • La cometa e i tre Magi

A parte il fatto che la coda della cometa va in direzione opposta al suo movimento, il tempo che essa impiega attraverso i cieli è senz'altro inferiore a quello che avrebbe impiegato di “sapienti “per arrivare dalla Persia (l'attuale Iraq).

Cosa videro dunque? Una teoria vorrebbe che i “sapienti” fossero degli astronomi, ed avessero visto la “congiunzione” tra Saturno (pianeta con cui gli astrologi indicavano Israele) e Giove (l'astro delle divinità), avvenuta verso oriente rispetto al loro angolo di osservazione e vicino all'orizzonte.

Comunque sia, il racconto di Matteo 2:9-11, indica che arrivarono “a casa di Maria e Giuseppe, quando probabilmente Gesù inizia a dire le prime incerte parole:

“Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra. Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono; e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:9-11)

Ed è anche improbabile che fossero solo tre; non sarebbe stato molto “saggio che tre soli uomini recassero doni di così alto valore con il disco di essere depredati lungo il tragitto. I primi padri della Chiesa (come Agostino, ad esempio) indicavano il loro numero in una dozzina.

  • Quale Natale per i credenti?

Come abbiamo visto il Natale è una sovrapposizione di realtà cristiane a miti pagani. Qual è dunque il giusto atteggiamento che dobbiamo avere come credenti? Dobbiamo “” tutti i simboli del Natale è la festa stessa, come fecero i puritani, oppure c'è qualcosa che vale la pena di salvare?

Personalmente, penso che non sia la festa rende santo l'uomo ma che l'uomo possa santificare la festa può, in altri termini, renderla “differente” da ciò per cui è stata creata.

Il Natale, come abbiamo visto, non è nato per onorare la la nascita di Gesù, e non dà segno delle scritture che incide credenti a celebrare una simile ricorrenza.

Tuttavia, se il Natale l'unico periodo in cui il mondo si ricorda dell'evento che ha mutato la storia dei popoli, ciò che possiamo (e dobbiamo, a mio avviso) fare, è rendere testimonianza colui che venendo a “santificato” coloro che credono in lui.,

“Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.” (Matteo 5:14-16)

Facciamo delle nostre feste di Natale un motivo per “rendere visibile” ciò che è invisibile al mondo, il regno della gloria di Gesù Cristo; parliamo, testimoniavano, incoraggiamo, amiamo coloro con cui avremmo contatto.

Godiamo il nostro Natale, e ricordiamoci di Cristo; ricordiamoci che esponiamo chi non crede ancora a ricordarsi di lui non solo adesso, ma durante tutto l'anno, ad essere gioiosi tutto l'anno perché

“Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte.” (Romani 8:1-2)

Pensiamo ad essere generosi tutto l'anno perché lui ha dato la vita perché noi fossimo salvati.

“perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce - poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità “(Efesini 5:8-9)

Allora, tra tanti “segni” errati, qual è quello che deve contraddistinguere il nostro Natale? Il vero simbolo, il solo simbolo che può dare gloria a colui che è avvenuto è la sua luce che risplende in noi.

Possa essere il vostro un “santo” Natale: un Natale diverso e separato, per l'amore che Cristo Gesù ha avuto in noi, e che vuole dare anche agli altri.

12 dicembre 2010

Il nostro passato e il servizio per Dio


Introduzione

1. Chi qualifica per essere un leader?
- (ill) presidente degli USA deve aver avuto un passato impeccabile per non incorrere in scandali
- come deve essere il passato di un leader?
- (app) seguiresti un leader che nel passato era stato in una setta?
- (app) seguiresti un leader che nel passato è stato un tossicodipendente?
- (app) seguiresti un leader che è stao coinvolto in tangentopoli e ha scontato due anni di carcere per concussione?
- (app) se tu fossi un credente russo, seguiresti un leader che in passato era stato un agente del KGB che sai ha fatto incarcerare e torturare tuo padre?

2. Da questo sorgono due domande più ampie che ci coinvolgono tutti:

a. Chi può servire Dio?
- solo chi è nato in una famiglia credente, non ha mai preso droghe, ha imparato la Bibbia sin da fanciullo e ha avuto una vita morale impeccabile?
b. In che modo il nostro passato di inconvertiti influenza il nostro servizio presente?

- qui c'è un attacco “satanico” da ribattere: il tuo passato ti ha squalificato
- è vero che a volte il nostro peccato del passato ha un'incidenza sul nostro presente - vedi il bambino di Davide e Batsheba che muore, o Abramo che deve mandare via Ismaele
- ma il nostro peccato del passato può squalificarci dal servizio di Dio oggi?

- forse non hai mai sperimentato questo tipo di attacco, probabilmente è perché non stai servendo.
- chiunque serve Dio affronta spesso il pensiero, alimentato dallo zolfo dell'inferno, di non essere qualificato

3. Sono convinto che Dio sta chiamando un grande numero di uomini e di donne a servirlo e a essere leader, ma questi rispondono di no alla chiamata di Dio con le seguenti parole:

- "Non io Signore, non sono qualificato. Il mio passato oramai mi ha segnato e non sarò mai all'altezza. Non sono degno della tua fiducia, sono solo un misero verme che si accontenterà dell'ultimo posto nella tua casa. Ti adorerò con umiltà come il pubblicano ma non sono all'altezza di stare al tuo servizio."

Spiegazione

1. I Timoteo è un libro da un leader a un leader sui leader
- è anche un libro su come comportarsi nella casa di Dio sul servizio di Dio
- non è dunque sorprendente che nel capitolo 1 troviamo le risposte alle nostre due domande:
a. Chi può servire Dio?
b. In che modo il nostro passato di inconvertiti influenza il nostro servizio presente?
2. Nel primo paragrafo dopo i saluti, Paolo esorta Timoteo contro gli insegnanti di dottrine diverse

- precisa che lo scopo della dottrina è creare un clima d'amore, dal quale questi hanno deviato
- è ovvio che li conosce e sa cosa dicono
nei vs (6-10) descrive come essi fanno un uso sbagliato della legge

“Alcuni hanno deviato da queste cose e si sono abbandonati a discorsi senza senso. Vogliono essere dottori della legge ma in realtà non sanno né quello che dicono né quello che affermano con certezza. Noi sappiamo che la legge è buona, se uno ne fa un uso legittimo; sappiamo anche che la legge è fatta non per il giusto ma per gl'iniqui e i ribelli, per gli empi e i peccatori, per i sacrileghi e gl'irreligiosi, per coloro che uccidono padre e madre, per gli omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti, per i mercanti di schiavi, per i bugiardi, per gli spergiuri e per ogni altra cosa contraria alla sana dottrina" (1 Timoteo 1:6-10)

- afferma che in realtà non sanno quello che dicono
- e precisa qual'è l'uso corretto della legge e il modo in cui essa si trova in armonia con il vangelo che Dio gli ha affidato

3. A questo punto immagino che Paolo faccia una pausa, metta la penna nel calamaio, guardi fuori dalla finestra e si perda nei ricordi del suo passato

- pensa a questi dottori della legge a Efeso, ignoranti, rigidi e nemici dell'amore, e dice: "Ah come li capisco. Anch'io una volta ero così"

- il dolore del ricordo del suo passato lo punge: vede i volti di coloro che trascinava in prigione, le lacrime delle madri cristiane alle quali strappava figli e mariti, le serate passate con altri farisei zelanti nelle fredde stanze della sinagoga a ripassare leggi dettagliate, ad abbandonarsi a discorsi interminabili, a guardarsi a vicenda con invidia o con sospetto (“chi sa se quello lì veramente pratica tutto questo?”).

- si ricorda Stefano: lui era stato lì, aveva tenuto i mantelli e incoraggiato i suoi assassini a tirare pietre più grosse, a tirarle più forte; si ricorda l'ira folle che lo aveva invaso quando quel misero seguace del falegname li aveva accusati di non osservare la legge di Dio; si ricorda l'espressione di perfetta pace sul suo volto insanguinato quando, morendo, chiedeva a Dio di non imputare loro questo peccato.

- i ricordi lo schiacciano: era troppo! Come era stato duro, crudele, cieco ... un essere come lui non meritava di vivere, doveva essere scartato, ripudiato da Dio; il suo passato gli pesa come un macigno, e un senso di profonda inadeguatezza, colpa e smarrimento pervade il suo cuore
- la conclusione logica gli passa per la mente: Dio non si serve di uomini con questo tipo di passato

- eppure non era stato così: sulla via di Damasco Gesù gli era apparso e in seguito Anania gli aveva detto quelle parole profetiche: "Il Dio dei nostri padri ti ha destinato ... a essere un suo testimone davanti a tutti gli uomini ..."

4. Che tipo di Dio è mai questo?

- che prende il suo più acerrimo nemico, il peggiore degli ignoranti, bigotti, duri e violenti e non solo lo salva ma addirittura gli affida il Suo Vangelo
- "...tu Paolo sei destinato a essere mio testimone!"
- questo giro di pensieri riempie il cuore dell'ex persecutore, e una sensazione meravigliosa di calore scaturisce dal pensiero di un Dio così misericordioso

5. Con questi sentimenti e questi pensieri l'apostolo riprende la penna e scrive i versetti 12-17:

“Io ringrazio colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù, nostro Signore, per avermi stimato degno della sua fiducia, ponendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento; ma misericordia mi è stata usata, perché agivo per ignoranza nella mia incredulità; e la grazia del Signore nostro è sovrabbondata con la fede e con l'amore che è in Cristo Gesù. Certa è quest'affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo. Ma per questo mi è stata fatta misericordia, affinché Gesù Cristo dimostrasse in me, per primo, tutta la sua pazienza, e io servissi di esempio a quanti in seguito avrebbero creduto in lui per avere vita eterna. Al Re eterno, immortale, invisibile, all'unico Dio, siano onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.” (1 Timoteo 1:12-17)

- nota i: "mi, me, io"

6. Com'è stato il tuo passato? A volte ti pesa? Senti che esso può essere un impedimento per il tuo servizio di Dio? Ti sei mai sentito smarrito e inadeguato alla prospettiva di essere un leader?

Proposizione Questi versetti ci vogliamo insegnare delle verità fondamentali sulla relazione tra il nostro peccato del passato e il nostro servizio presente per Gesù.

A. Gesù ci rende forti

1. C'è subito un primo mito da sfatare

- la nostra testa ci dice: "Ci sono i deboli e i forti; i capaci e gli incapaci. Io, debole grazie!"
- la verità è che siamo tutti deboli
- "Ora dica il debole sono forte ... per quel che ha fatto il Signore per noi"...sono le parole che cantiamo ancora...

- se mai c'era un forte secondo il mondo era Paolo
- (ill) immaginatelo sul cavallo verso Damasco: fiero, spavaldo,
- ottima nascita, buona famiglia, educazione impeccabile, moralmente più alto di tutti, grande carisma, spirito di iniziativa, rapporto con le autorità, fermezza nelle sue convinzioni
- la verità? Era un debole

2. Prima di renderci forti deve farci vedere che siamo deboli

- Paolo doveva cadere da cavallo, doveva trovarsi per terra, doveva perdere la vista ed essere condotto per mano, doveva sottomettersi all'imposizione delle mani di un "poveraccio" chiamato Anania
- la forza umana di Paolo è stata svuotata .. reputa le cose che gli erano vanto come tanta spazzatura

3. E' quando siamo vuoti che Cristo ci riempie della sua forza

“Io ringrazio colui che mi ha reso forte”

- in greco forte suona “dunamis... dinamite!
- è Gesù che di mette dentro la SUA dinamite, per cambiare, agire, servire!

4. (app) Su quali forze basi il tuo servizio?

a. Sulla forza della tua personalità? della tua cultura? della tua conoscenza? dei tuoi successi?

- se è così alcuni non serviranno mai: non hanno la personalità adatta, la cultura sufficiente, conoscenza limitata e successi inesistenti
- altri serviranno ... ma non il Vangelo: sono loro quegli orgogliosi che non sanno nulla.

b. Sulla forza soprannaturale e costante di Cristo?

- allora qualunque straccio vecchio va bene: Cristo lo renderà forte e lo userà per la sua gloria.

B. Gesù ci stima degni della sua fiducia

1. La fiducia è una cosa seria ...

- a chi affideresti la cosa più preziosa che hai?
- (ill) a chi affideresti tua moglie e i tuoi figli durante una guerra? a un ex-terrorista? a chi affideresti il bisturi per operarti alla colonna vertebrale? a uno che quando iniziava ha messo in carrozzella un suo paziente? a chi affideresti quei 10 mila euro per comprarti l'auto? A uno che è stato un ladro tossicodipendente?
- no: la logica umana decreta che a chi sbaglia nel passato non ha una seconda opportunità di fiducia.

2. Qual'era la cosa più preziosa che Dio ha?

- il Vangelo: gli è costato tutto
- a chi lo affida? a Paolo, il persecutore, il Suo nemico che voleva distruggere proprio il Vangelo!
- la logica di Dio è diversa
- Egli dà fiducia a chi non ne è degno per farlo diventare degno di fiducia
- (ill) è ridare li soldi per pagare l' affitto a quello che te li ha persi 4 volte per strada!

- essere degni di fiducia significa: persone che si dimostrano fedeli nella gestione degli affari, nell'esecuzione di ordini o nell'adempimento dei doveri, persone che tengono la fede data e sulle quali si può dipendere
- tu lo sei? No! / Paolo lo era? No! / Dio lo ha stimato tale? Si! / Paolo lo è diventato? Si!

3. (app) Secondo quale logica ragioni?

a. Ti reputi degno di fiducia?

- di avere tra le mani la cosa più preziosa dell'universo?
- se sei tu che ti devi stimare, probabilmente i tuoi errori del passato ti renderanno paranoico: "Ho già trasportato un vaso cinese una volta e mi è caduto, non li tocco più!"
- (ill) da 1 a 10 qual'è la tua stima di te stesso?

b. Credi che Dio ti stimi degno della sua fiducia?

- (ill) da 1a 10 Dio ti stima con un 10!!!
- non ti preoccupare, ti conosce meglio di te stesso, Lui conosce e vede il nuovo potenziale che c'è in te per mezzo dello Spirito, lasciati convincere.
- ricorda che è Lui che ti rende forte
- la prossima volta che sbagli, hai paura o vuoi smetterla di servire Dio, ricordati che prima di farlo, devi passare da Lui e dirgli che si era sbagliato

C. Gesù ci pone al suo servizio

1. La forza e la fiducia sono finalizzate al servizio

- è bello essere forti e degni di fiducia, ma Gesù non vuole solo persone beate, vuole dei servitori

- il Re eterno, immortale, invisibile, l'unico Dio, ha deciso di aver bisogno di servitori
- Paolo parla di “servire. servo, servizio,”: un servitore era, all'epoca di Paolo, era un semplice cameriere, un domestico
- il servizio di Paolo era di "... essere un suo testimone davanti a tutti gli uomini ..."

- (app) lo scopo della tua vita di credente è il servizio?
- indubbiamente l'applicazione primaria qui è per Paolo come leader e apostolo
- ma altrove leggiamo che dobbiamo tutti servire il Signore a secondo dei nostri doni

- (ill) non dimentichiamo mai la parabola dei talenti: Dio da in modo diverso ad ognuno ma a tutti richiede di servire e investire la forza e la fiducia che ci ha dato

2. E' Lui che ci pone al suo servizio

a. Da dove viene la chiamata a servire Dio

- chi è che decide se tu sarai un leader, un anziano, un diacono o una diaconessa, un'insegnante della Parola, un'insegnante della scuola domenicale, un'evangelista ...?
- sono gli altri? sei tu stesso? chi è che ti pone al servizio

b. La chiamata viene da Gesù

- non siamo noi che ci autovalutiamo, ci promuoviamo con 7+, e decidiamo di entrare al suo servizio
- l'enfasi qui è che noi siamo la parte passiva, Lui ci pone
- non chiede la nostra opinione, non ci consulta per sapere se ci reputiamo degni o meno, non ci fa riempire una scheda che verifica il nostro curriculum passato ... Lui ci pone al suo servizio


3. (app) Gesù ti ha posto al suo servizio

- forse di leader, forse non ancora, forse non mai di leader ... ma sei al suo servizio: questa è la tua identità, un servitore del Signore
- stai occupando bene il tuo posto? stai svolgendo il lavoro per cui ti ha reso forte e dato fiducia? se non lo fai ci sono guai per te.

D. Gesù grazia i disgraziati

1. Quanto bisogna essere disgraziati per essere disgraziati?

- quanta ignoranza, quanta incredulità, quante azioni malefiche per uscire dall'orbita della grazia e del servizio di Dio ...?

2. La condizione del peggior disgraziato


Certa è quest'affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo”(.v.15)

a. Parte dall'incredulità e dall'ignoranza

1) Ignorante
- Paolo non conosceva che Gesù era Dio, non era a conoscenza della grazia, pensava che si dovesse piacere a Dio sforzandosi di seguire le opere della legge
2) Incredulo
- non credeva che era possibile avere il perdono presente, passato e futuro, non credeva che c'era la grazia per i disgraziati

b. Conduce ad agire in un certo modo

1) Il caso di Paolo: bestemmiatore, persecutore, violento
2) Il tuo caso ...?:

- c'è stata per te la stagione dell'ignoranza e dell'incredulità che ti ha portato ad agire in modi di cui adesso di vergogni
- (app) cosa può fare Gesù con te?

3. Cosa fa Gesù con Paolo?

- gli usa misericordia, fa sovrabbondare verso di lui la grazia, gli fa misericordia
- perché? perché per questo Gesù Cristo è venuto nel mondo, per salvare i peccatori e poi usarli al suo servizio

E. Gesù dimostra la sua pazienza

1. Quanto bisogna sbagliare per far perdere la pazienza a Dio?

- ti sei mai chiesto come fa a sopportare i tuoi innumerevoli fallimenti, i tuoi handicap emotivi, i tuoi errori grossolani dovuti all'ignoranza?
- molte volte gettiamo la spugna perché pensiamo che Dio non ci sopporti più

2. C'è un esempio

a. Gesù ne ha dato una dimostrazione: Paolo
b. Dimostra tutta la pazienza di Dio: ed è tanta!!!
c. Paolo è un esempio per te
- Dio sapeva che in seguito avremmo avuto di questi problemi e si è preoccupato di noi
- la misericordia e la pazienza di Gesù nella vita di Paolo è un esempio per te ... se sei di coloro che hanno creduto in Gesù per avere la vita eterna

Conclusione

(app) Anche i peggiori possono diventare i migliori.

- Gesù opera in te? Se si, cosa ti vuol far diventare?

05 dicembre 2010

Raccoglierai quello che semini: Salmo 25

C'è un detto popolare che dice "Chi semina raccoglie". La Bibbia è più specifica: "
Ora dico questo: chi semina scarsamente mieterà altresì scarsamente; e chi semina abbondantemente mieterà altresì abbondantemente." (2 Corinzi 9:6). Il contadino deve imparare come e cosa seminare per avere un buon raccolto. Sandro Ferretti, tramite il Salmo 25, ci illustra le istruzioni per il "contadino della vita" che si trovano scritte a chiare lettere nella Parola di Dio.
---

Salmo 25:1-22 Di Davide.

"A te, o SIGNORE, io elevo l'anima mia. (2) Dio mio, in te confido; fa' che io non sia deluso, che i miei nemici non trionfino su di me. (3) Nessuno di quelli che sperano in te sia deluso; siano confusi quelli che si comportano slealmente senza ragione. (4) O SIGNORE, fammi conoscere le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. (5) Guidami nella tua verità e ammaestrami; poiché tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in te ogni giorno. (6) Ricòrdati, o SIGNORE, delle tue compassioni e della tua bontà, perché sono eterne. (7) Non ricordarti dei peccati della mia gioventù, né delle mie trasgressioni; ricòrdati di me nella tua clemenza, per amor della tua bontà, o SIGNORE. (8) Il SIGNORE è buono e giusto; perciò insegnerà la via ai peccatori. (9) Guiderà gli umili nella giustizia, insegnerà agli umili la sua via. (10) Tutti i sentieri del SIGNORE sono bontà e verità per quelli che osservano il suo patto e le sue testimonianze. (11) Per amor del tuo nome, o SIGNORE, perdona la mia iniquità, perché essa è grande. (12) Chi è l'uomo che teme il SIGNORE? Dio gl'insegnerà la via che deve scegliere. (13) Egli vivrà nel benessere, e la sua discendenza erediterà la terra. (14) Il segreto del SIGNORE è rivelato a quelli che lo temono, egli fa loro conoscere il suo patto. (15) I miei occhi sono sempre rivolti al SIGNORE, perché sarà lui a trarre i miei piedi dalla rete. (16) Volgiti a me, e abbi pietà di me, perché io son solo e afflitto. (17) Le angosce del mio cuore sono aumentate; liberami dalle mie angustie. (18) Vedi la mia afflizione e il mio affanno, perdona tutti i miei peccati. (19) Guarda i miei nemici, perché son molti; mi odiano d'un odio violento. (20) Proteggimi e salvami; fa' che io non sia confuso, perché in te confido. (21) L'integrità e la rettitudine mi siano d'aiuto, perché spero in te. (22) O Dio, libera Israele da tutte le sue tribolazioni."

---

Tre domande per te che ascolti:
  1. sei in comunione con Dio?
  2. Accetti la sua guida?
  3. Quand'è l'ultima volta che hai chiesto perdono al Signore per i tuoi peccati?

28 novembre 2010

Il Padre e il Figlio: Giovanni 17


Quale è il vero rapporto che hanno Dio, il Padre e Gesù, il Figlio? E questo rapporto ha delle ricadute sulla mia vita?

Quello che vi proponiamo questa settimana è un "reperto di archeologia", ovvero uno studio biblico registrato oltre dieci anni fa (ancora nell'epoca del "analogico"), tenuto da Marvin Oxenham che ci illustra, attraverso il capitolo 17 del Vangelo di Giovanni, quali siano realmente i sentimenti ed il rapporto che esiste tra Gesù e suo Padre, e come questo rapporto "unico la mondo" abbia delle ricadute enormi (e stupende) per la mia vita.


---
"Gesù disse queste cose; poi, alzati gli occhi al cielo, disse: "Padre, l'ora è venuta; glorifica tuo Figlio, affinché il Figlio glorifichi te, (2) giacché gli hai dato autorità su ogni carne, perché egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dati. (3) Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. (4) Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l'opera che tu mi hai data da fare. (5) Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse. (6) Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola. (7) Ora hanno conosciuto che tutte le cose che mi hai date, vengono da te; (8) poiché le parole che tu mi hai date le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. (9) Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi; (10) e tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono glorificato in loro. (11) Io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi. (12) Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e nessuno di loro è perito, tranne il figlio di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta. (13) Ma ora io vengo a te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in sé stessi la mia gioia. (14) Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. (15) Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno. (16) Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. (17) Santificali nella verità: la tua parola è verità. (18) Come tu hai mandato me nel mondo, anch'io ho mandato loro nel mondo. (19) Per loro io santifico me stesso, affinché anch'essi siano santificati nella verità. (20) Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: (21) che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. (22) Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno come noi siamo uno; (23) io in loro e tu in me; affinché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me. (24) Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo. (25) Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato; (26) e io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l'amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e io in loro". (Giovanni 17:1-26)

21 novembre 2010

Il bisogno più urgente del mondo: la chiesa



A cosa serve la chiesa? Quale è lo scopo nel mondo, e perché serve se ci sono i leader che si occupano di proclamare il Vangelo? 1 Timoteo ci illustra chiaramente quale sia lo scopo della chiesa...e come ogni credente debba preservarla affinché il suo scopo non sia vano.


---

1. Come ti definisci: "piccolo" o "grande"?
- quanto sei importante? ti viene mai la domanda "Perché sono qui?"
- hai mai pensato che il mondo sarebbe esattamente uguale (anzi forse meglio) se tu non ci fossi?
- se è così hai creduto a una menzogna e oggi la Parola di Dio vuole correggerti.

2. Abbiamo detto che il bisogno più urgente della chiesa è di leader, ma che bisogno c'è della chiesa?
- che ruolo ha la chiesa nella società e nel piano di Dio?
- (app) fino a quando pensiamo di essere una sorta di club di amici che ha la passione comune per la fede e la Bibbia, non ci daremo troppo da fare ... ma non è così.

3. Oggi vedremo che il bisogno più urgente del mondo di Dio non è l'ONU, non è la pace in medio oriente, non è il vaccino per l'AIDS ma è una chiesa che sia veramente chiesa.

Spiegazione

1. Timoteo è a Efeso: è la stagione dei lupi: sono scesi nel gregge e diffondono.
a) Dottrine diverse (demoniache)
b) Pratiche immorali, impure e sconvenienti

2. C'è bisogno di sapere come comportarsi nella chiesa
- c'è bisogno di leader che vengano sguinzagliati contro i lupi

3. Ma c'è anche bisogno di sapere cos'è la chiesa

- chi siamo noi? perché siamo qui? qual'è il nostro ruolo nel mondo e nel piano di Dio? Perché i lupi di Satana ci attaccano se siamo così insignificanti? Abbiamo forse una missione importante? se si, sappiamo come comportarci?

Proposizione: vogliamo vedere in I Tim 3:14- 15tre immagini della chiesa che ti mostrerà il tuo ruolo nel piano di Dio e ti farà capire come tu ti devi comportare.

“Ti scrivo queste cose sperando di venir presto da te, affinché tu sappia, nel caso che dovessi tardare, come bisogna comportarsi nella casa di Dio, che è la chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità” (1 Tim. 3:14-15)

A. La chiesa è la casa di Dio

1. (ill) Dove abiti? (casa tua, il tuo indirizzo, le tue cose)
*. Chi decide come ci si comporta?/ Come vedi chi viene in casa tua e si comporta come dice lui?

2. Dio dove abita?

a. Ha una casa? (non vive forse nei cieli?)
b. Dio fa la sua dimora tra gli uomini
1) Nell'AT era il tempio
2) Ora è tra di noi
- (app) Dio abita oggi nel mondo attraverso di te
- chi volesse veramente conoscere Dio deve venire in casa Sua
- se Satana vuole "sfrattare" Dio deve rovinare la sua casa
- Può sembrare presuntuoso, ma è vero! Dio dice che la sua casa siamo ... noi!

c. Noi siamo la casa di Dio!

- motivo di lode, di gioia, di sentirsi amati e onorati
- ma qui l'enfasi del brano è sul come comportarsi.
- tu sei la casa di Dio e abiti nella casa di Dio, come ti comporti?

3. Come ci si comporta nella casa di Dio? Qual'è il clima di casa?

- spesso viene applicato dalla chiesa cattolica al comportamento nelle cattedrali: vestiti decorosi, si parla sottovoce, non si ride, sii diverso insomma
questo sta bene a Satana

a. Dio vuole un clima caratterizzato dal nostro cuore puro
- il cuore di chi abita la casa di Dio deve essere pulito, le abitudini pure, il linguaggio candido
- (ill) la casa di Dio è pura, Lui è santo; noi possiamo andare intorno con i nostri scarponi infangati di bugie, fornicazione, ira, mancanza di rispetto per i nostri familiari, e ogni altra cosa contraria alla sana dottrina
- (ill) filo di verità da rintracciare nel libro: "purezza": le donne devono essere pure e vestirsi di opere buone (2:10), le vedove devono essere conosciute per le loro opere buone (5:9), gli anziani che peccano devono essere ripresi in presenza di tutti (5:20), i servi devono servire con impegno (6:2), e i ricchi devono far del bene e arricchirsi di opere buone essendo generosi nel donare (6:18)
- i leader non devono essere dediti al vino né violenti (3:3) ma devono essere un esempio di purezza (4:11), avere una coscienza pura (3:9), rapportarsi con il sesso opposto con purezza (5:2), conservarsi puro dai peccati altrui (5:22) e darsi da fare per essere un uomo senza macchia (6:14)

b. Dio vuole un clima dove si godono le cose buone

“Infatti tutto quel che Dio ha creato è buono; e nulla è da respingere, se usato con rendimento di grazie” (1 Tim. 4:4)

- (app) le cose: la vita sessuale, i cibi
(app) il riposo: non ci stressiamo cercando di piacere a Dio

c. Dio vuole un clima di ordine dove ognuno svolge il suo ruolo

si rispettino i ruoli matrimoniali

“La donna impari in silenzio con ogni sottomissione” (2:11)
L'uomo sia “ marito di una sola moglie...che governi bene la propria famiglia e tenga i figli sottomessi e pienamente rispettosi (3:2,4)

si rispettino i ruoli familiari

(padri tenere rispettosi i propri figli (3:4), figli e nipoti curare i genitori/suoceri/zii anziani “Ma se una vedova ha figli o nipoti, imparino essi per primi a fare il loro dovere verso la propria famiglia e a rendere il contraccambio ai loro genitori(5:4)

- si rispettino i ruoli nella chiesa:
- gli anziani facciano gli anziani
- i diaconi facciano i diaconi
- gli anziani che si affatichino nell'insegnamento insegnino “Gli anziani che tengono bene la presidenza, siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che si affaticano nella predicazione e nell'insegnamento”(5:17)
- la chiesa reputi degni di doppio onore chi li serve in questo modo

- si rispettino i ruoli nella società : i dipendenti facciano i dipendenti:“Tutti quelli che sono sotto il giogo della schiavitù, stimino i loro padroni degni di ogni onore, perché il nome di Dio e la dottrina non vengano bestemmiati.(6:1), i datori di lavoro non pensino solo all'utile “Ai ricchi in questo mondo ordina di non essere d'animo orgoglioso, di non riporre la loro speranza nell'incertezza delle ricchezze, (6:17)

4. (app) Sei un'ospite gradito in casa di Dio?

- contribuisci a renderla pura, buona e ordinata?

B. E' la chiesa del Dio vivente

1. Cos'è la chiesa?

a. E' un'assemblea di persone (non è l'edificio)
b. (etimologia: ecclesia: dal greco ek = fuori + klaleo = chiamare)E' un gruppo chiamato fuori dalle proprie case per uno scopo.
- (ill) Israele chiamato fuori da case egiziane per uno scopo ... seguire Dio fino alla terra promessa

2. Del Dio vivente: un concetto di fede dinamica e in movimento

a. L'immagine della casa di Dio serve a uno scopo ma è incompleta
- può dare l'idea di una fede statica, fatta di regole e di comportamenti stabiliti
- (app) "Una volta che li sai, stai a posto!", No! Non è così!

b. Il Dio che ti ha chiamato fuori è vivente
- significa pieno di vigore, fresco, forte, efficiente, potente
- immaginate il popolo d'Israele che esce dall'Egitto ... seguiva la colonna di fuoco e la nuvola
- una presenza vivente, dinamica, imprevedibile (chi avrebbe mai pensato al Mar Rosso?)

3. Come ci si comporta nella chiesa del Dio vivente?

a. Si vive con un senso di essere “chiamati fuori”
- non sono seduto tranquillamente in casa mia in Egitto
- sono fuori, sulla strada, sotto la colonna di fuoco, aspettando che Dio mi mostri dove andare.

b. Si è viventi
- cosa significa essere vivi?
- ci si muove, si cresce, si decide, ci si rapporta con altri esseri viventi
- non vesto più i panni di morte degli egiziani, non mi comporto come loro, ma mi metto in cammino, cambio me stesso durante il tragitto, per essere degno della meta, la terra promessa!
- (ill) quelli che hanno deviato invece sono caratterizzati da: discorsi, leggi, divieti, favole, dispute ... tutte parole
- li possiamo immaginare: fermi, cresciuti a conoscere certe regole e poi bloccati, tutto è già deciso, gli altri sono solo delle cose che devono essere uguali a te.
- (ill) la chiesa del Dio vivente si esercita: fa ginnastica, footing, si allena, combatte ...
- sappiamo riflette il vigore di Dio?
- siamo pieno di vigore, freschi, forti, efficienti, potenti?
- non sempre, ma siamo almeno vivi?
- ci muoviamo nell'evangelizzazione?
- cresciamo nella nostra capacità di discernere e combattere la battaglia spirituale?
- la nostra vita è caratterizzata da decisioni di lottare il peccato e di fare la volontà di Dio?
- (ill) "Dio c'entra qualcosa con il mio perdere la pazienza con i miei figli/mio marito?"
- il nostro culto di adorazione è vivo o morto?
- il nostro studio della Bibbia riflette che è il libro del Dio vivente? O è un libro morto?
- Conosci Dio di più di un anno fa? quand'è l'ultima volta che hai sentito la sua voce? che ti ha parlato personalmente? che hai percepito la sua presenza?
- (app) stai prendendo tempo per ascoltarlo?

4. Il mondo oggi ha bisogno di vedere che Dio è vivente

- la risurrezione è il dogma centrale del messaggio del Vangelo
- ma se non viviamo la fede nel Dio vivente siamo dei poveri illusi e nessuno crederà che Dio è vivo
- le più belle prediche, film, opuscoli non servono a nulla se poi tu non vivi Dio nella tua vita

C. E' la colonna e il sostegno della verità

1. Esiste veramente la verità?

a. Dalle università, all'edicola, al mercato riecheggia oggi la domanda di Pilato: "Cos'è la verità?" (Giovanni 18:38)

I) C'è chi risponde: "Non si può sapere" (l'Agnostico)
- c'è ma nessuno la può sapere, ci sfugge, è troppo alta
- quindi non puoi mai affermare nessuna cosa con certezza
II) C'è chi risponde: "Non c'è" (il Relativista)
- tutta la verità è relativa, è solo una questione di gusti
- (ill) gelato al cioccolato o alla fragola?
- tutto è uguale, ognuno può credere a ciò che vuole, nessuno può giudicare le opinioni di altri, l'importante è essere in buona fede.

b. Ci deve essere una verità e deve essere conoscibile, altrimenti il mondo è invivibile

I) Se non c'è verità o non la si può conoscere il mondo non può funzionare
- la legge gravità non è una questione di gusti ma di verità e falsità
- il cianuro è veleno, è vero, che tu le creda o no se lo bevi ti ammazza
II) (ill) se tutto è relativo, se non c'è un bene assoluto o un male assoluta, ma cambiano e si invertono a seconda da che lato le guardiamo, allora neppure l'Olocausto, o la strage di Capaci è un male!

2. La verità di Dio c'è!

- è chiara, monolitica, non cambia mai, è dura come il granito e inamovibile come le montagne
- c'è una sana dottrina e ci sono false dottrine
- c'è la Parola di Dio e ci sono le parole diaboliche
- ci sono cose da ordinare e cose da vietare
- ci sono verità da conoscere e menzogne da schivare
- Dio vuole che gli uomini siano salvati ... perché sono perduti
- c'è un solo Dio, e anche un solo mediatore che ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti ... questa è la testimonianza, questa è la verità “Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato sé stesso come prezzo di riscatto per tutti; questa è la testimonianza resa a suo tempo” (2:5,6)
- noi esistiamo come chiesa perché siamo colonna e sostegno della verità in mezzo una generazione confusa, smarrita e sedotta da dottrine di demoni
- sedotta dalle dottrine demoniache presenti in alcune chiese, magari famose e affermate, ma non per questo giuste.
- sedotta dalle dottrine demoniache presenti nelle sette
- sedotta dalle dottrine demoniache presenti nell'umanesimo e nel materialismo
- sedotta dalle dottrine demoniache che ha creato una società immorale che si abbandona ai piaceri!

3. La chiesa è la colonna e il sostegno della verità di Dio

a. E' colonna
- significa una cosa rigida, alta che sostiene in alto qualcosa
- (ill) usata per descrivere il tempio
- noi siamo le colonne e dobbiamo tenere in alto la verità, il tetto della casa di Dio è la verità
- il diavolo vuole sostituirla con la menzogna
- ma quando lo fa entrerà la pioggia e la casa si svuoterà
- se non vogliamo che succede dobbiamo tenere alta la parola della verità
b. E' sostegno
- ha l'idea di una cosa sedentaria, ferma, irremovibile, solida
- Dio sostiene la Sua verità, l'unica verità nella sua chiesa
- altrove non c'è, solo nella sua chiesa
- se non fosse per la chiesa, il mondo vivrebbe senza verità
- se la chiesa tace, è timida o si corrompe ... il mondo vivrà senza verità!
c. (app) Sei tu una colonna e un sostegno?
- o sei pronto ad abbandonarti a discorsi senza senso perché non sei sicuro di sapere ciò che sai?
- devi essere nutrito con le parole della fede e della buona dottrina (4:6)
- chi ti nutre? la TV? gli amici? altri libri? se non ti nutri morirai di fame!

D. Cosa c'entra il leader?

1. Chi è il leader nella casa di Dio?
- è il maggiordomo: serve, indica i desideri del padrone di casa, fa qualche richiamo per chi sgarra

2. Chi è il leader nel gruppo dei chiamati fuori?
- quando mi chiama fuori, Dio mi da un Mosè che mi aiuta a trovare lo scopo della mia chiamata
- Dio è nella nuvola e nella colonna di fuoco ma parla in modo particolare attraverso Mosè
- usa il bastone di Mosè per aprire i mari dove io camminerò

3. Chi è il leader nella colonna e il sostegno della verità?
- è colui che vive la verità ed è un modello ambulante di vita
- è un esempio ai credenti nel parlare, nel comportamento, nell'amore, nella fede nella purezza
- è colui che si alza e costruisce verità: istruisce, insegna, espone, ordina, esorta, riprende ...
- è colui che si alza e denuncia la menzogna: ordina di non insegnare dottrine diverse, rifiuta le favole profane, fugge le questioni stolte e le dispute di parole, evita i discorsi vuoti e profani , dimostra al gregge quanto siano vuoti e stolti
- è una fatica ma ne va di mezzo la salvezza del gregge dai lupi, ne va di mezzo la casa di Dio, il popolo di Dio, la verità di Dio!
- (app) siamo pronti a pagarne il prezzo?
vivendo come “ek-klaleo”, chiamato fuori dal resto del mondo?
Vivendo come colonna della verità?
Vivendo come comandato all'obbedienza verso i leader?

Conclusione

1. Come contribuire a essere una vera chiesa?
a. Sei entrato a far parte?
- Dio ti chiama, sei mai uscito fuori dalla tua casa per entrare nella Sua?
- sei tu salvato? sei venuto alla conoscenza della verità? credi che c'è un solo Dio, un solo mediatore che ha dato se stesso per riscatto per te?
b. Ti comporti come Lui vuole?
- dai retta ai maggiordomi? Dio è vivente attraverso di te?
- ti stai impegnando a conoscere la verità? la sostieni dagli attacchi?
3. Come ti definisci: "piccolo" o "grande"?
- puoi scegliere con chi essere d'accordo:
- il mondo pensa che tu sia piccolo
- Satana sa che sei grande ma vuole disperatamente renderti piccolo
- Dio ti ha dato fiducia e capacità di essere grande

Chi ha ragione?

La scelta è tua.

14 novembre 2010

Come edifichi il tuo tempio?


La Bibbia afferma più e più volte che ogni credente è il "Tempio di Dio". Ma su cosa dobbiamo, come seguaci di Gesù, edificare noi stessi per divenire un Tempio solido e affidabile?

Daniele Santonocito, tramite la 1° Lettera ai Corinzi, ci illustra il progetto di Dio per i suoi filgi, dalle fondamenta al tetto.

1 Corinzi 3:10-23

(1) Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come esperto architetto, ho posto il fondamento; un altro vi costruisce sopra. Ma ciascuno badi a come vi costruisce sopra; (11) poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù. (12) Ora, se uno costruisce su questo fondamento con oro, argento, pietre di valore, legno, fieno, paglia, (13) l'opera di ognuno sarà messa in luce; perché il giorno di Cristo la renderà visibile; poiché quel giorno apparirà come un fuoco; e il fuoco proverà quale sia l'opera di ciascuno. (14) Se l'opera che uno ha costruita sul fondamento rimane, egli ne riceverà ricompensa; (15) se l'opera sua sarà arsa, egli ne avrà il danno; ma egli stesso sarà salvo; però come attraverso il fuoco. (16) Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? (17) Se uno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi. (18) Nessuno s'inganni. Se qualcuno tra di voi presume di essere un saggio in questo secolo, diventi pazzo per diventare saggio; (19) perché la sapienza di questo mondo è pazzia davanti a Dio. Infatti è scritto: "Egli prende i sapienti nella loro astuzia"; (20) e altrove: "Il Signore conosce i pensieri dei sapienti; sa che sono vani". (21) Nessuno dunque si vanti degli uomini, perché tutto vi appartiene. (22) Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, le cose presenti, le cose future, tutto è vostro! (23) E voi siete di Cristo; e Cristo è di Dio.

07 novembre 2010

Dove porti la tua ira? Salmo 137


Come ti comporti quando sei perseguitato? Perseguitato dagli altri, o dagli eventi della tua vita? Quali sentimenti hai? C'è tristezza? Se sei credente, la fiducia in Dio fa parte di questi sentimenti?? Ma soprattutto, c'è ira? E se c'è, come credente, è giusto provarla? Michele Carlson, attraverso il Salmo 137 ci illustra dove possiamo portare l'ira che anche un credente può provare.

---

Salmo 137

(1) Là, presso i fiumi di Babilonia, sedevamo e piangevamo ricordandoci di Sion. (2) Ai salici delle sponde avevamo appeso le nostre cetre. (3) Là ci chiedevano delle canzoni quelli che ci avevano deportati, dei canti di gioia quelli che ci opprimevano, dicendo: "Cantateci canzoni di Sion!" (4) Come potremmo cantare i canti del SIGNORE in terra straniera? (5) Se ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra; (6) resti la mia lingua attaccata al palato, se io non mi ricordo di te, se non metto Gerusalemme al di sopra di ogni mia gioia. (7) Ricòrdati, SIGNORE, dei figli di Edom, che nel giorno di Gerusalemme dicevano: "Spianatela, spianatela, fin dalle fondamenta!" (8) Figlia di Babilonia, che devi essere distrutta, beato chi ti darà la retribuzione del male che ci hai fatto! (9) Beato chi afferrerà i tuoi bambini e li sbatterà contro la roccia!

31 ottobre 2010

Un bisogno disperato del gregge:

Uno dei bisogni più grandi della chiesa è avere dei leader così come li desidera Dio, che sappiano aiutare i credenti a rigettare le "false dottrine", che siano di aiuto, di esempio e di ammonimento ai credenti. La lettera di Timoteo ci parla di tutto questo.

Introduzione

1. Oggi sto per parlare di un bisogno disperato nel gregge
- oso quasi dire il più disperato e urgente che c'è
qual'è secondo voi?

2. Il bisogno più disperato non è:
- maggiore pienezza dello Spirito, più evangelizzazione, più cellule di preghiera, più comunione aperta e intima tra di noi (per quanto siano importanti queste cose).
Ma
- è leadership come Dio vuole: credenti che sappiano come ci si comporta nella chiesa, che curino il gregge, uomini che sappiano insegnare, essere d'esempio e riprendere quando c'è bisogno

3. Mostratemi una chiesa fallita e io vi mostrerò un leader che ha sbagliato, leader che non avevano le qualifiche che Dio esige o l'assenza di leader.

4. La nostra è un'era di indipendenza:
- l'idea della sovranità del popolo, bella in politica, non funziona nella chiesa;
- il cristianesimo ha indubbiamente un aspetto individuale:
- ognuno ha lo Spirito, siamo tutti sacerdoti, abbiamo tutti accesso alla Parola di Dio (giusto) ... conclusione: non abbiamo bisogno di chi ci guidi" ... SBAGLIATO
- se da un lato rifiutiamo l'idea del mediatore tra Dio e l'uomo dall'altro non trascuriamo il fatto che la Scrittura dice che la chiesa è guidata e curata da leader;
- la Bibbia non concepisce salute spirituale per la tua vita senza una leadership competente.

- Ciò che ho detto è forte, forse troppo, ma ritengo che quanto vedremo nelle Scritture nelle prossime settimane lo giustifichi.

Spiegazione

1. Il libro che ci guiderà in questa scoperta del bisogno disperato di leader è il libro di 1 Timoteo

- 1 Timoteo è un libro sulla leadership
a. E' scritto da un leader: Paolo (forse il più grande)
b. E' scritto a un leader: Timoteo (nessuno come lui per Paolo)
- impareremo che cosa ci stanno a fare
- impareremo cosa sarebbe successo se non ci fossero stati,
- e cosa succede se non ci sono oggi.
c. E' scritto molto sui leader
- parla (forse più di altri libri del NT) sui leader: sugli anziani e sui diaconi, i loro ruoli, le loro qualifiche, cosa fanno, i pericoli sul loro sentiero ...

3. Ma 1 Timoteo è anche un libro su una chiesa locale: Efeso
- Timoteo infatti era un leader a Efeso
a. Efeso era una delle città più fiorenti dell'Asia minore
- città di scambi, a metà strada tra Gerusalemme e Atene, abitata da Giudei e Greci e sovrastata dal tempio di Diana.
b. Efeso è probabilmente la chiesa del NT di cui sappiamo di più
- sono scritte 3 pagine della sua storia iniziale nel libro di Atti
- abbiamo tutta una lettera di Paolo scritta 2-3 anni dopo;
- 2 anni dopo, abbiamo questa lettera di Paolo a Timoteo e probabilmente un'altra ancora due anni dopo (2 Timoteo);
- abbiamo infine il messaggio di Gesù stesso quasi 30 anni dopo (in Apocalisse) che ci rivela cosa può succedere ad una chiesa in una generazione (“Ma ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo amore” Apocalisse 2:4)

4. Per familiarizzarci con questi credenti e i loro leader facciamo un breve racconto storico:
a. Paolo arriva, fa una toccata e fuga in sinagoga dai Giudei di Efeso, e promette di tornare;
b. Paolo ritorna nella sinagoga;
- parla con franchezza per tre mesi con discorsi persuasivi sulle cose relative al regno di Dio;
- a questo punto lo spartiacque: alcuni giudei si ostinano, rifiutano di credere, e dicono male della nuova Via davanti alla folla: Paolo si separa da loro;
c. Paolo apre una scuola biblica nella scuola di Tiranno per i discepoli: tiene lezioni tutti i giorni per due anni;
- è da qui che il Vangelo si sparge da questi Giudei convertiti anche ai Greci;
- in questo periodo avvengono grandi cose: miracoli, esorcismi, segni potenti, si confessa la magia e si bruciano libri.
- C'è anche l'inizio di alcuni guai:
- oltre i Giudei che predicano contro Paolo,
- i commercianti delle immagini di Diana fomentano un tumulto contro i cristiani.
- Emergono anche i primi leader locali, gli anziani ai quali verrà affidato il gregge.
d. Paolo se ne va dopo aver annunziato agli anziani tutto il consiglio di Dio:
- lo aveva fatto in pubblico (per tutta la chiesa) e in privato (a quattrocchi con gli anziani).
g. Ripassa solo una volta vicino a Efeso e chiama solo gli anziani
- il suo discorso è carico di sentimento nell'affidare loro il gregge: (leggi Atti 20:28-31
- questi uomini si ritrovano sulla spiaggia di Mileto, soli, in lacrime perché non avrebbero più visto il loro leader, e con la responsabilità di un gregge sulle loro spalle.

5. 1 Timoteo è probabilmente scritto qualche anno dopo:
- Paolo ha mandato un altro leader ad aiutare gli anziani locali, Timoteo;
- perché Timoteo è lì? Che differenza fa la sua presenza? C'è il Signore no? A cosa servono i leader? Può un leader fare la differenza sul destino di una chiesa locale? Cosa diventerebbe la chiesa lasciata a se stessa senza leader?

Proposizione: vogliamo riflettere proprio su quest'ultima domanda: "Cosa diventerebbe la chiesa lasciata a se stessa senza leader?" e lasciare che Dio ci riveli il bisogno disperato di leader nella chiesa

A. Come diventa la chiesa lasciata a se stessa senza leader?

1. Paolo aveva fatto una profezia (Atti 20:29,30)

“Io so che dopo la mia partenza si introdurranno fra di voi lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge; e anche tra voi stessi sorgeranno uomini che insegneranno cose perverse per trascinarsi dietro i discepoli.” (Atti 20:29-30)


a. Stanno arrivando lupi rapaci
- ora il campo è tranquillo, la notte è stellata, tutto tace ... che bisogno c'è di guardie?
- ma sui monti si stanno preparando nelle cupe ombre i branchi di lupi che attaccheranno in modo improvviso, silenzioso, fatale.

b. Ora erano arrivati, c'è il rischio di una strage:
- occorrono pastori che veglino e difendano il gregge.

*** Nota: nel NT i leader delle chiese non vengono MAI chiamati pastori (usa questo termine solo Paolo in Efesini 4:11 – Pastori / dottori per indicare coloro che studiano la Bibbia). Pietro in una sua lettera chiama gli anziani “pastori” e “sorveglianti”.

“Esorto gli anziani (presbuteros) che sono fra voi,...: pascete (= siate pastori - poimen) il gregge di Dio che è fra voi, sorvegliandolo (= siate dei sorveglianti – episcopos ) non per forza, ma volentieri” (Pietro 4:1-2)

Alcune chiese chiamano i leader Anziani, altre Vescovi, altre Pastori... ma stiamo parlando SEMPRE delle medesime figure di riferimento. ***

2. La chiesa lasciata a se stessa segue dottrine diverse

“Ti ripeto l'esortazione che ti feci mentre andavo in Macedonia, di rimanere a Efeso per ordinare ad alcuni di non insegnare dottrine diverse e di non occuparsi di favole e di genealogie senza fine, le quali suscitano discussioni invece di promuovere l'opera di Dio, che è fondata sulla fede (1 Tim. 1:3-4)

Ma lo Spirito dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demòni, sviati dall'ipocrisia di uomini bugiardi, segnati da un marchio nella propria coscienza. Essi vieteranno il matrimonio e ordineranno di astenersi da cibi che Dio ha creati perché quelli che credono e hanno ben conosciuto la verità ne usino con rendimento di grazie. Infatti tutto quel che Dio ha creato è buono; e nulla è da respingere, se usato con rendimento di grazie( 1 Tim. 4:1-4)

Se qualcuno insegna una dottrina diversa e non si attiene alle sane parole del Signore nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è conforme alla pietà, è un orgoglioso e non sa nulla; ma si fissa su questioni e dispute di parole, dalle quali nascono invidia, contese, maldicenza, cattivi sospetti, acerbe discussioni di persone corrotte di mente e prive della verità, le quali considerano la pietà come una fonte di guadagno (1 Tim. 6:3-5)

a. Questa è la base dell'attacco:
- il primo passo verso la rovina della chiesa sono le dottrine diverse.

b. Chi le insegna?
1) Paolo aveva detto: "Tra di voi stessi (anziani) sorgeranno uomini che insegneranno cose perverse per trascinarsi dietro i discepoli (Atti 20:29-30)".
2) Sono persone deviate dalla fede sincera che si sono abbandonati a discorsi senza senso;

“Alcuni hanno deviato da queste cose e si sono abbandonati a discorsi senza senso. Vogliono essere dottori della legge ma in realtà non sanno né quello che dicono né quello che affermano con certezza.” (1 Tim.1:6,7)
- si presentano tuttavia come dottori della legge: forse ex-rabbini barbuti e anziani;
- ma in realtà non sanno quello che dicono;
- (app) sai riconoscere quando un dottore della legge che parla bene non sa quello che dice? Senti sollievo nell'avere a tuo fianco un leader che lo sa riconoscere? Dio vuole provvedere questo tipo di aiuto.

c. Cosa dicono? Molte cose, in questo caso c'è un'enfasi sulla legge:
1) Sono dottori della legge: fai questo e non quello “Vogliono essere dottori della legge ma in realtà non sanno né quello che dicono né quello che affermano con certezza” (1:7)
2) Vieteranno di godere le cose buone di Dio “ Essi vieteranno il matrimonio e ordineranno di astenersi da cibi che Dio ha creati perché quelli che credono e hanno ben conosciuto la verità ne usino con rendimento di grazie. Infatti tutto quel che Dio ha creato è buono; e nulla è da respingere, se usato con rendimento di grazie”(4:3-4)

d. Cosa sono in realtà le dottrine diverse?
- dottrine di demoni, chi le diffonde è uno strumento nella mani di spiriti seduttori “Ma lo Spirito dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno (si allontaneranno) dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demòni” (4:1)
- (app) sai riconoscere la dottrina di demoni?
- attento perché essi la chiamano scienza “O Timoteo, custodisci il deposito; evita i discorsi vuoti e profani e le obiezioni di quella che falsamente si chiama scienza” (6:20)
- è molto difficile, molto sottile l'attacco, non è nel piano di Dio che ogni credente si difenda da solo dalle dottrine di demoni.
egli ha dato alla chiesa leader, anziani, pastori, vescovi per assisterti in questa lotta..

e. Ma perché è tanto importante? A cosa portano le dottrine diverse? Due figli malefici.

I. La chiesa lasciata a se stessa perde quota nell'amore

(ill) Avete mai visto un aereo perdere quota? manca il carburante, c'è un guasto...
- è orribile vedere un oggetto talmente bello che si schianta al suolo.

a. Una delle cose più attraenti della chiesa è l'amore:
- (ill) è l'altitudine di volo che ci distanzia dal mondo;
- Dio ci ha amati, noi ci possiamo amare;
- questo è anche uno degli strumenti più forti nell'evangelizzazione;
- (app) se il diavolo volesse fermare l'opera di Dio come lo farebbe? Facendoci smettere di amare l'altro nella chiesa, dividendoci! Come può farlo?

b. “Se qualcuno insegna una dottrina diversa ...è un orgoglioso e non sa nulla; ma si fissa su questioni e dispute di parole, ...... Dalle dottrine diverse nascono... (6:3-5)
1) Invidia, contese, maldicenze, cattivi sospetti, acerbe discussioni ... il contrario dell'amore!
- questo è il modo migliore di minare l'opera di Dio: dottrine diverse.
2) Quando la chiesa va dietro a dottrine diverse è come una pecora davanti al lupo;
- seguirà un bel discorso, una novità interessante, un personaggio attraente o imponente che ispira sicurezza... ma, dice Paolo, quello è un orgoglioso che non sa nulla
- si fissa su questioni e su dispute ... ormai l'amore è ucciso;
- (app) in quante comunità oggi manca l'amore?
- (ill)L'aereo che doveva volare si è schiantato al suolo.
- Perché? Qual'è il guasto? E' perché i leader non hanno combattuto le dottrine diverse;
- la chiesa è andata dietro a persone corrotte di mente e prive di verità;
- il risultato di seguire la menzogna è che non c'è più amore.

3) L'unica fonte dell'amore è la sana dottrina: se credi giusto, se la tua vita si fonda sulla verità, allora ci sarà amore:
- amore per tuo marito, per tua moglie, per i tuoi figli, per i fratelli, per il mondo;
- (ill) il carburante che terrà in quota il tuo amore è la verità della sana dottrina.

II. La chiesa lasciata a se stessa rischia il naufragio

a. 1 Timoteo parla molto dell'opera di Satana:
- non solo di credere alle sue menzogne;
- anche di essere consegnati a lui, essere sedotti da lui, cadere nella sua condanna, cadere nel suo laccio, andare dietro a lui ...
- c'è una battaglia da combattere, e se vi rinunziamo, il naufragio è la prospettiva: “Ti affido questo incarico, Timoteo... perché tu combatta in virtù di esse la buona battaglia, conservando la fede e una buona coscienza; alla quale alcuni hanno rinunziato, e così, hanno fatto naufragio quanto alla fede. (1: 19)
- (ill) Questo è chiamato un naufragio:
- la barca doveva andare in mare e navigare, invece è tornata a terra in modo rovinoso;
- qui c'è un avvertimento per noi.
Gli Efesini: avevano smesso di seguire il principe della potestà dell'aria (il diavolo) e avevano preso il largo per navigare con Cristo, ma il diavolo li voleva far naufragare di nuovo sulle sue spiagge.

b. Il naufrago è quella persona che rinunzia a fare ciò che Dio vuole;
- è la vita pratica che scivola, torna a vivere come prima, ignora i comandamenti e fa come gli pare;
- ci sono degli esempi specifici in 1 Timoteo di questo tipo di naufragio (se leggerete tutto il libro li scoprirete):
- i membri (qui donne, ma anche uomini) che vogliono esercitare autorità e usurpare i ruoli che Dio ha assegnato nella chiesa locale ad altri sono in pericolo di naufragio;
- i convertiti di recente che vogliono “bruciare le tappe”, essere subito leader sono un pericolo;
- i leader anziani che non hanno una buona testimonianza verso il mondo esterno cadono nel laccio del diavolo;
- e così chi non provvede finanziariamente ai bisognosi di casa sua (genitori, suoceri, zii) ha rinnegato la fede;
- alcune vedove più giovani, diventando pettegole, oziose, e curiose, si son sviate per andare dietro a Satana
- anche questo è un figlio di dottrine diverse
quel tipo di dottrina chiamata da Gesù "I Nicolaiti" che insegnavano che puoi anche fornicare o vivere come ti pare che per Dio è uguale, tanto lui ti perdonerà sempre!

3. Riassumendo

a. La chiesa lasciata a se stessa seguirà dottrine diverse:
- non sarà in grado di riconoscerle e ne sarà facilmente sedotta.
b. Quando le segue succedono due cose:
1) Si perde quota nell'amore.
2) Si rischia il naufragio.

B. Qual'è il rimedio di Dio?I Leader!

1. Dio provvede persone che sanno come comportarsi:

“Ti scrivo queste cose sperando di venir presto da te” (3:14)

- Paolo sapeva come comportarsi, sapeva come trattare gli insegnanti di dottrine diverse, sapeva riconoscere dottrine diverse: era un vero leader e Dio lo ha usato;
- ora scrive a Timoteo come comportarsi nella casa di Dio
- questo si dice e questo no, questo si fa e questo no
(app) la chiesa ha bisogno di leader che siano istruiti nella tradizione biblica degli apostoli su come comportarsi nella chiesa.

2. Dio chiama questi leader a fare due cose:

“Bada a te stesso e all'insegnamento; persevera in queste cose perché, facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano.” (4:16)

a. Badare all'insegnamento:
- come si combatte la dottrina diversa? Con l'insegnamento della sana dottrina;
- il leader è colui che insegna, prende le verità della Parola di Dio e le spiega;
- identifica gli errori nella chiesa, fuori la chiesa e intorno alla chiesa e li espone, li riprende li corregge
- anche se non ha un ministerio formale di predicazione l'anziano deve essere capace d'insegnare, esortare, riprendere
- (ill) è il pastore che veglia sul gregge contro l'intrusione di lupi rapaci.

b. Badare a te stesso

"sii di esempio ai credenti, nel parlare, nel comportamento, nell'amore, nella fede, nella purezza."(4:12)
- deve badare ad essere un esempio
- a coloro che potrebbero perdere quota o naufragare il leader è un esempio di volo nell'amore con il carburante della verità e di viaggio nell'oceano lontano dagli scogli di satana.

3.Dio chiama la chiesa a fare due cose:

a. rispettare i leader: “Nessuno disprezzi la tua giovane età” (4:12) “Gli anziani che tengono bene la presidenza, siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che si affaticano nella predicazione e nell'insegnamento” (5:17)
- la chiesa deve dare non disprezzo, ma onore ai leader

b. obbedire: “Io voglio dunque che gli uomini...” (2:8) “Ordina queste cose..” (4:11)
- la chiesa deve rispettare le decisioni dei suoi leader.

4.Quanto è importante il leader?

- è colui che salva la chiesa “Bada a te stesso e all'insegnamento; persevera in queste cose perché, facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano. (4:16)
- dal peccato? no, dalle dottrine dei demoni
- senza lui non c'è protezione dai lupi, la chiesa non saprà come comportarsi e l'opera di Dio non sarà promossa.

Conclusione

1. Abbiamo come chiesa una visione per dei leader?
- sei disposto a pagare il prezzo di rispetto e obbedienza ai leader?
2. Dio ti sta chiamando ad essere un leader?
- piangi con gli anziani a Mileto ma poi accogli l'esortazione di oggi e combatti la buona battaglia: bada a ciò che insegni e sii di esempio agli altri.

17 ottobre 2010

Qualcuno attorno a cui sedere (Esodo 18:13-27)


La Bibbia è piena di figure di riferimento per gli altri, di "leader": Abramo, Giosuè, Samuele, i re buoni, Nehemia e Esdra, gli apostoli, Paolo... Usa ancora Dio i leader per guidare il Suo popolo? e, se si, quali caratteristiche deve avere? E quale deve essere l'atteggiamento dei credenti verso di lui? Esodo 18 ci aiuta a capire quale siano i piani di Dio per i leader e per coloro che i leader conducono.
---

Introduzione

  • La mitologia di Esopo narra la storia di un gruppo di rane che voleva una leader. Infastidirono Giove così tanto che alla fine egli buttò un tronco nel loro stagno.

All'inizio furono contenti, ma poi si accorsero che potevano saltargli addosso, corrergli su ed egli non faceva e diceva nulla. Il tronco era felice di galleggiare nello stagno... e basta!

Chiesero un nuovo leader. Questa volta Giove mandò una cicogna. Le rane furono contente. Un leader alto, che andava in giro facendo grandi rumori. Aveva l'apparenza di un vero leader. C'era solo un problema: mangiava le rane.

Vediamo qui i due estremi nella leadership.

  • Dio vuole leader nella sua chiesa? E se si, che tipo di leader vuole?

Spiegazione

1. Il piano di Dio per il suo popolo ha avuto a ogni svolta dei leader

- Abramo, Giosuè, Samuele, i re buoni, Nehemia e Esdra, gli apostoli, Paolo ...

- non possiamo immaginare la storia biblica senza di loro

2. Così anche oggi Dio si serve di leader per guidare il Suo piano

- ognuno di noi ha lo Spirito, tutti abbiamo doni da amministrare, non ci sono laici e clero, professionisti e ignoranti ma siamo tutti responsabili dell'avanzamento del Regno di Dio

- tuttavia, nella cornice di questa uguaglianza che ci onora e ci responsabilizza tutti allo stesso modo, Dio continua a chiamare e a servirsi di leader.

- (ill) Lutero ci risveglia alla Scrittura, Muller all'opera sociale, Wesley alla predicazione evangelistica, Carey e Taylor alla missione ...

- in Italia: Rossini e Guicciardini alla semplicità della comunione fraterna; Biginelli alla Scrittura e non alle confessioni di fede; Marzone e Corcelli alla missione in Albania.

- (app) localmente la storia si ripete

- Dio porterà avanti il suo piano qui nella provincia di Viterbo ma per farlo ha bisogno di due cose:

a. Leader disposti a guidare come Lui vuole

b. Credenti disposti a seguire come Lui vuole.

3. Oggi vedremo l'esempio di uno dei più grandi leader: Mosè

- annoverato tra i grandi dell'Ebraismo, dell'Islam e del cristianesimo.

- la Scrittura ne parla e ce lo propone come modello da seguire

4. L'episodio che vediamo si inserisce in un momento storico del popolo di Dio:

- erano stati schiavi per 400 anni, Dio aveva mandato Mosè a liberarli, avevano passato il mare di notte e visto annegare gli Egiziani, era iniziato da circa 3 mesi il loro viaggio nel deserto, avevano già avuto acqua (2 volte), manna e quaglie in modo miracoloso, stavano per arrivare al Sinai dove avrebbero ricevuto la legge

- fin qui abbiamo letto, Mosè fece, Mosè disse, Mosè andò, Mosè, Mosè, Mosè ...

- a questo punto Dio manda un uomo, il suocero, (Jetro) da Mosè con un messaggio

- è un messaggio attuale e carico di applicazioni per la chiesa e i suoi leader di oggi

- sono 14 versetti che contengono consigli sulla leadership

- da questi consigli, apparentemente poco spirituali, dipendeva l'avanzata del piano di Dio

  • il fatto che Mosè li ha messi in pratica ha determinato il successo del suo ministerio che era diretto ad esaurirsi, e la felice conclusione del viaggio degli ebrei alla terra promessa

Proposizione : Considerare i consigli di Jetro sulla leadership ed applicarli alla nostra chiesa

(13) Il giorno seguente, Mosè si sedette per amministrare la giustizia al popolo, e il popolo rimase intorno a Mosè dal mattino fino alla sera.(14) Quando il suocero di Mosè vide tutto quello che egli faceva per il popolo, disse: "Che cosa fai con il popolo? Perché siedi solo, e tutto il popolo ti sta attorno dal mattino fino alla sera?" (15) Mosè rispose a suo suocero: "Perché il popolo viene da me per consultare Dio. (16) Quando essi hanno qualche questione, vengono da me e io giudico fra l'uno e l'altro, faccio loro conoscere gli ordini di Dio e le sue leggi". (17) Ma il suocero di Mosè gli disse: "Quel che fai non va bene. (18) Tu ti esaurirai certamente e stancherai anche questo popolo che è con te; perché questo compito è troppo pesante per te; tu non puoi farcela da solo. (19) Ascolta la mia voce; io ti darò un consiglio, e Dio sia con te: sii tu il rappresentante del popolo davanti a Dio, e porta a Dio le loro cause. (20) Insegna loro i decreti e le leggi, mostra loro la via per la quale devono camminare e quello che devono fare; (21) ma scegli fra tutto il popolo degli uomini capaci e timorati di Dio: degli uomini fidati, che detestino il guadagno illecito; e stabiliscili sul popolo come capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine e capi di decine. (22) Essi dovranno amministrare la giustizia al popolo in ogni circostanza. Essi riferiscano a te su ogni questione di grande importanza, ma ogni piccolo affare lo decidano loro. Così alleggerirai il tuo carico, ed essi lo porteranno con te. (23) Se tu fai questo, e se Dio te lo conferma, tu potrai resistere; anche tutto questo popolo arriverà felicemente al luogo che gli è destinato". (24) Mosè ascoltò la voce di suo suocero e fece tutto quello che egli aveva detto. (25) Mosè scelse fra tutto Israele degli uomini capaci e li stabilì capi del popolo: capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine e capi di decine. (26) Questi amministravano la giustizia al popolo in ogni tempo; le cause difficili le segnalavano a Mosè, ma ogni piccolo affare lo decidevano loro. (27) Poi Mosè lasciò partire suo suocero, che se ne tornò al suo paese.


A.
La chiesa ha bisogno di leadership

*. Nota sul principio ermeneutico

- uso dell'AT: come si applica alla chiesa?

- ricorda che Israele era una nazione e quindi il leader era non solo guida spirituale, ma anche magistrato, parlamentare, re

- c'erano in ballo questioni legali, fiscali, amministrative ecc, che oggi svolge per noi lo stato Italiano (è il leader al quale dobbiamo stare sottoposti)

  • anche se, in alcuni casi di contenzioso tra fratelli, il NT insegna di fare riferimento al leader nella chiesa, l'insegnamento generale è che per certe questioni amministrative, fiscali e legali siamo sotto la guida del nostro stato

A1. L'identikit del leader

  1. Qualcuno intorno a cui sedere

a. Un punto di riferimento

- immaginate la scena

b. (app) Sei il tipo che ti siedi intorno a qualcun altro?

- c'è l'idea di ascoltare, di chiedere ... lo fai o pensi di sapere già tutto?

c. (app) Noti che gli altri ti vedono come un punto di riferimento?

- ogni tanto qualcuno si siede intorno a te?

- se è così sii certo che ci sono momenti nei quali sei seduto

- è molto difficile avere un leader che non ha mai tempo per noi.

  1. Qualcuno che fa delle cose per il popolo

a. La nostra cultura ha conficcato nella nostra testa un'immagine distorta del leader:

- (ill) pensiamo all'identikit di un politico corrotto: è più ricco, ha privilegi che io non mi sogno, non paga le tasse, mi può comandare per i suoi interessi, non lavora certo per me

- leader = potere, ma non nella Bibbia: leader = servo

b. Spiega la volontà di Dio in questioni interpersonali

- il popolo viene, espone la questione, il leader si mette in mezzo, giudica fra uno e l'altro

- aiuta a trovare armonia nel rapporto e pace nel campo

- che potere c'è nel fare questo? nulla! chi è che riceve la gloria di un matrimonio armonioso, l'anziano, il pastore che ha dato buoni consigli? no, la coppia?

- (ill) l'arbitro in una partita; la gloria alle squadre, sono loro che giocano; all'arbitro le accuse (non è mai perfetto), ma se non c'era lui non sarebbe stato possibile il gioco

c. Fa conoscere gli ordini di Dio e le Sue leggi

  • non parla di suo, non è la sua esperienza o ciò che lui/lei dice, gli ordini sono di Dio

- non è da confondere un leader che parla con autorità (della Parola) con un leader autoritario

- (app) come riconoscere un buon leader? a ogni domanda risponde con la Scrittura

- spesso non risponde subito, ma prima prega e riflette... e dà spiegazione bibliche per i suoi “si” o per i suoi “no”

- (app) come essere un buon leader? passare molto tempo nella Scrittura

- non si può essere novizi, c'è il rischio di non essere equilibrati, di dare consigli a sproposito, di guidare malamente e far passare per ordini di Dio le proprie opinioni

d. Porta a Dio la causa del popolo

- è il rappresentante del popolo davanti a Dio, non come mediatore ma come colui che porta davanti a Dio le loro cause

- quelle che loro gli esponevano per avere il consiglio da Dio

- l'idea qui sembra essere che Mosè ascoltava le cause; poi le portava davanti a Dio per avere il consiglio; poi dava questo ordine di Dio al popolo.

- non c'era ancora la legge scritta (arriverà al cap 20 con le Tavole) quindi era necessaria questa rivelazione più diretta

- ora abbiamo la legge scritta e non dobbiamo avere "parole profetiche" per ogni situazione

- (ill) quando un padre e un figlio sono in conflitto, sappiamo che il figlio deve onorare

- (app) ciò non significa che comunque non dobbiamo portare a Dio le cause per avere la Sua guida

- molte volte non è semplice: è “scomodo” per chi dice e per chi riceve la risposta... ma c'è da dire, lo dico!

- c'è da sapere se è giusta, come dirla, quando, quanto, bisogna discernere la voce dello Spirito per ogni situazione, e chiedere a Dio di dare la forza a chi ci ascolta di mettere in pratica gli ordini e le leggi

- molte volte le persone non chiedono e noi dobbiamo parlare lo stesso; come fare senza la guida soprannaturale di Dio?

  • (app) quanto preghi per gli altri? Specialmente, preghi per chi si siede intorno a te?

B. Il leader ha bisogno di altri leader

1. Perchè siedi da solo?

- ecco un'altra cannonata ai potenziali Rambo!

a. Notate il contrasto tra "solo" e "tutto il popolo"

- c'è uno che opera e ha migliaia di pazienti sul lettino

- (ill) c'erano i numeretti?

- c'è una sproporzione pericolosa che Jethro intuisce

- (app) quante volte l'opera di Dio è molto più vasta dei leader di Dio

b. Perché ...? "E' il popolo che viene da me!"

- forse non ci ha mai pensato, forse nella stanchezza non se n'è accorto

- ma è il popolo che lo vede come un punto di riferimento,

- ha qualcosa da dare allora va da lui, vediamo che Mosè sta subendo e non controllando la situazione

- "Vengono da me ... che ci posso fare?" aspetta e vedrai

- questo è il Difetto delle Doti

- più doti hai più tendi a sedere da solo

- ci può essere gratificazione personale nel vedere tutti che vengono da noi

- ci può essere sfiducia in altri: vengono da me, dove altro possono andare? non c'è nessun altro

2. Questo che fai non va bene

- averne suoceri così! uomini che hanno il coraggio di dire ad un leader, importante, stimato, che parla direttamente con Dio: "Questo non va bene!"

- Jetro poteva pensare: "Lui parla ogni giorno con Dio, chi sono io da dargli consigli. Certo se non glielo ha detto Dio si vede che non è importante"

- (app) lezioni importanti

1) Dio parla attraverso gli uomini (anche quando c'è il filo diretto).

2) Dio si può servire di te per dare una svolta fondamentale anche al più grande leader.

3. Non puoi farcela da solo

a. Neanche Mosè

b. E' eroico e nobile, ma non va bene

- lo sapeva lui che era pastore (di pecore), non puoi curare personalmente tutte le pecore

- (app) eppure quanti leader ci provano, quanti credenti lo esigono

c. Tu ti esaurirai

- è una cosa certa, (ill) come una pianta senza acqua, appassirai

- non puoi dare un raccolto a rotazione continua

d. Il popolo si stancherà

- diventerà stupido ed empio

- tu lo farai diventare stupido ed empio

- la colpa sarà tua: agisci in buona fede, ma agisci e male realizzerai lo scopo opposto

e. Ci sono alcuni compiti che sono troppo pesanti per un leader

- stai cercando di essere e di fare ciò che non sei!

- cosa fare? dire di no? lasciare che i bisogni rimangano insoddisfatti? non dare al popolo qualcuno intorno a cui sedere?

- no: devi essere alleggerito trovando chi porterà il carico con te

- (app) questo è il modello della leadership della chiesa

- varie persone che portano insieme il carico e così rendono più leggero il carico per gli altri

4. Scegli degli uomini

a. (app) Un'altra cosa da imitare da Jetro è il fatto che non si limita a criticare il leader super-indaffarato ma gli propone delle azioni concrete per aiutarlo (ha un piano non solo una parola)

b. La responsabilità è di Mosè

- il problema agli occhi di Mosè era di tutto il popolo (loro venivano da lui)

- Jetro gli fa vedere che il problema è lui: "Sei tu che devi scegliere degli altri uomini a cui mandare il popolo"

- tu sei il leadre, tu sei il responsabile davanti a Dio per loro, tu parli ed intercedi con Dio per loro... tu devi scegliere

- Appare a dir poco “poco democratico”... ma è il metodo che Dio ordina a Mosè per mezzo di Jetro...

- non tutto quello che dice Dio ci piace... ma Lui sa cosa è il meglio per noi.

- (app) una chiesa inizia con alcuni leader, uno dei loro compiti primari è di scegliere altri leader e mandare il popolo da loro

- (app per il popolo) sei disposto a non insistere di aver udienza con il tuo Mosé? ci sono altri capaci, non pretendere, non ti offendere, non tutti avranno sempre tempo per te, ma ci sarà sempre qualcuno intorno a cui sederti

- è importante capirlo nel passare come chiesa da pochi a diversi

c. I criteri di scelta (identikit di un leader)

1) Il rapporto con il popolo

- (21) “ma scegli fra tutto il popolo degli uomini capaci” sono fra il popolo (uno come gli altri)

- (21) “e stabiliscili sul popolo come capi” sono sul popolo (stabiliti nel ruolo con ufficialità)

- (22) “Essi dovranno amministrare la giustizia al popolo” sono al popolo (per i loro bisogni)

2) Devono essere capaci

- nella Parola, "per insegnare i decreti e le leggi e mostrare loro la via per la quale devono camminare e quello che devono fare" (20)

3) Devono temere Dio

- vivere nel modo che Dio vuole, essere un buon esempio al gregge

- il cammino sulla via corrisponde all'insegnamento della via

- (app) come aiutare a risolvere questioni interpersonali se tu stesso sei litigioso?

4) Devono essere fidati

- l'app principale qui è nel danaro: devono detestare il guadagno illecito

- essere un leader espone all'opportunità di guadagno illecito, è una tentazione forte (il prime e il dopo Tangentopoli insegna), e bisogna detestarlo

5) Devono essere disponibili al servizio

- ... dovranno (22)

6) Devono essere responsabili

- prendono delle decisioni in modo autonomo e ne assumono la responsabilità

7) Devono essere sotto autorità

- riferiscono a Mosé, segnalano, ci sono i casi difficili nei quali andare da chi ne sa di più

- è un concetto sobrio, umile: "Posso fare questo, ma ho i miei limiti dove ho bisogno di chi è più maturo di me."

- (app) anche io lo faccio con i miei colleghi pastori, rivolgendomi a loro quando la mia esperienza non è abbastanza, quando c'è un dubbio, o quando ci sono situazioni delicate da dirimere.

8) Devono essere malleabili

- aperti ai cambiamenti, ai suggerimenti, ai rimproveri

- per quanto tutto il popolo viene da te, ricorda che c'è sempre Jetro che può avere una parola fondamentale per il tuo servizio

- Mosé non è insicuro, non si sente minacciato dal suggerimento, è aperto

- (app) sei Jetro? Hai un “buon consiglio per il tuo Mosè?

- prendi esempio dal “suocero saggio”

- non sminuisce l'autorità di Mosè perché vede l'errore” (19) “Dio sia con te

- lascia che sia Dio a confermare a Mosè la bontà del consiglio (23) Se tu fai questo, e se Dio te lo conferma”. E' evidente che Dio ha confermato le parole del suocero (24) “Mosè ascoltò la voce di suo suocero e fece tutto quello che egli aveva detto”

- (app) sei Mosè?

- prendi esempio da un leader che stava sbagliando

- ha avuto la conferma da Dio (23) ma ha ascoltato Jetro

9) Se i leader non ci sono?

- è il compito primario svilupparli e incoraggiarli

  • Gesù lo fece con i 12, perché non è andato subito in croce? aveva bisogno di leader per portare avanti il Suo piano

Conclusione

1. Quanto è importante applicare questi principi di leadership alla chiesa?

- l'evangelizzazione è importante, l'insegnamento basilare, la comunione fraterna ci rende vivi

- ma se la leadership non è qualificata il popolo sbanderà, non avrà punto di riferimento, rimarrà nell'ignoranza e tornerà presto in Egitto

- se la leaderhip è scarsa i leader si esauriranno, il popolo non arriverà felicemente a destinazione

2. Cosa faremo?

a. Come chiesa vogliamo leader tronco o leader cicogna?

- preghiamo Dio di chiamare ed equipaggiare leader in mezzo a noi

b. Diventa tu un leader

- non è rivolto solo agli uomini

- (app) l'essere anziani e pastori di cui parleremo è un compito al quale Dio chiama uomini, ma non il diaconato

- (app) sei una donna anziana? c'è un compito di leader per te: "Sii maestra nel bene, per incoraggiare le giovani ... affinchè la parola di Dio non sia disprezzata" (Tito 2:4)

- (app) sei giovane? c'è un compito di leadership nel guidare i più giovani, la scuola domenicale, forse la musica ...?

- impegnati a diventare capace e a camminare temendo Dio

c. Sappiamo distinguere tra un CAPO e un LEADER

Un capo crea un clima di timore; un leader crea un clima di fiducia.

Vivere sotto un capo porta al risentimento; vivere sotto un leader porta all'entusiasmo.

Un capo dice sempre "Io"; un leader dice "noi".

Un capo cerca il colpevole per punirlo; un leader cerca l'errore per aggiustarlo.

Un capo sa come fare; un leader mostra come fare.

Stare sotto un capo rende il lavoro pesante; stare dietro un leader rende il lavoro interessante.

Un capo sta nelle retrovie, al sicuro dalle pallottole; un leader è il primo del plotone d'assalto, e offre il petto alle pallottole pur di salvare i propri uomini.

Un capo fa affidamento sull'autorità; un leader si affida alla collaborazione.

Un capo spinge; un leader guida.

Che Dio ci dia leader!



Leggi le informazioni sull'uso dei cookies