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25 dicembre 2009

Natale: il progetto della volontà di Dio

Cosa lega il Monte Moria, il Golgota, una stella in Oriente e degli astronomi di duemila anni fa?

Marvin Oxenham ci spiega il "filo rosso" che unisce questi elementi. Il filo rosso della volontà salvifica di Dio che si esprime nel Natale.


(NB: il file audio in origine  è di qualità scadente)

20 dicembre 2009

I tre Propositi del Natale


La storia che ci hanno raccontato i ragazzi parla di un re, di un dono, in gente indifferente, e di gente che accetta. Il Natale è fatto di questo, di un re e di un dono, di gente a cui non interessa altro che la festa e di gente che più interessata a quello che il re dona loro.

Un dono è un dono, rende felici; ma il dono che oggi vogliamo ricordare è un dono speciale. Un dono che ha dentro di sé tre propositi.

Ma prima di iniziare il messaggio, a proposito di doni, voglio farne uno ai ragazzi della scuola domenicale.

1. Un tempo per celebrare

(L'estrazione: estrai a sorte un numero che vincerà il premio:
usa le parole: “Non abbiate paura, perché ora io vi do la meravigliosa notizia che darà grande gioia al numero X”.)

Vedete ragazzi, in questo momento io fatto felice uno di voi. E gli altri? Come ci siete rimasti? Quanti sono felici di vedere la gioia esclusivamente per un altro?

Quanto sarebbe stato meglio avere a disposizione tante scatole di cioccolatini quanti siete voi! Ma la chiesa non ha abbastanza soldi! Così la buona notizia, il dono, la grazia, è stata data a una persona soltanto!

Vi posso leggere un brano del Vangelo di Luca?

“Non temete: io vi porto una meravigliosa notizia che darà grande gioia tutti” (Luca 2:10 VP)

Le parole che ho usato quando ho fatto l'estrazione io sono le stesse che usa l'angelo nel racconto di Luca; ma c'è una grande differenza! La differenza è che questa meravigliosa notizia, questa notizia che porta gioia, non è riservata ad uno solo, o qualcuno, o a molti, ma “a tutti”.

È quale la meravigliosa notizia? Gesù è la meravigliosa notizia che porta gioia, Gesù è il dono che arriva in una notte, Gesù e la grazia che Dio manda non per qualcuno, non per molti, ma per tutti.

Sapete, nella lingua in cui è stato scritto il Vangelo di Luca, la frase tradotta con “meravigliosa notizia” suona così: evaggelizzo.

Vi suona familiare? Certo che si! Quando noi parliamo di evangelizzazione, è di questo che stiamo parlando, è di questo evento che stiamo parlando alle persone. Stiamo parlando della meravigliosa notizia che Gesù è realmente sceso su questa terra, è nato a Betlehem, è cresciuto a Nazareth, ha predicato a Gerusalemme, così come era stato detto tanto, tanto tempo prima dal profeta Isaia:

“ Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà Emmanuele(Dio con noi)”. (Isaia 7:14 NR)

Il primo Proposito del Natale è proprio questo: è un tempo per celebrare l'arrivo sulla terra di Gesù, di gioire di questa notizia, di ricordare che è realmente accaduta.

2. Un tempo di Salvezza

(Il Cellulare rotto. Chiedi a qualcuno di darti un cellulare; fargli intendere che lo lancerai dentro una scatola piena di sassi. Alla base della scatola chiusa un cuscino che attutisca la caduta del cellulare. Rivolgiti quindi alla persona che chi ha prestato il cellulare spiegandogli che è salvo grazie al cuscino.)

Come ti sei sentito quando ho buttato il tuo cellulare dentro la scatola? Avevi paura di non vederlo mai più? Era un bene prezioso per te ? Qualcosa di valore, qualcosa che meritava di essere salvato? Se non ci fosse stato il cuscino, il tuo cellulare in questo momento sarebbe distrutto, e tu non lo potresti più usare!

Lo sai, anche tu, anche la tua vita, la tua esistenza dal momento in cui sei nato è un bene prezioso per qualcuno. Qualcuno che non vuole perderti, ma usarti, sfruttare le tue capacità, vederti vivere e ridere: quel “qualcuno” si chiama Dio.

Voglio leggere insieme a voi il seguito di Luca 2, dal versetto 11:

“Oggi nella città di Davide, è nato un salvatore, proprio il Messia, il Signore.” (Luca 2:11 VP)

Se noi non avessimo avuto bisogno di un salvatore, Dio non lo avrebbe mandato; se noi non avessimo avuto bisogno di qualcosa o qualcuno che frenasse la nostra caduta verso le rocce, Dio non avrebbe sacrificato il suo unico figlio. Ma noi avevamo bisogno di un Salvatore, di qualcuno che annullasse il pericolo che le nostre vite potessero schiantarsi contro la roccia del peccato.

Sapete, la parola “Salvatore” nella lingua greca è “soter”; ed è usata appena due volte in tutti vangeli, ed è sempre riferita a Gesù.

Se non avessimo avuto bisogno di un salvatore, Dio non lo avrebbe mandato; ma avevamo bisogno, abbiamo bisogno di un salvatore, di qualcuno che si frapponga tra noi e le rocce del peccato.

Dio ci conosce, conosce la nostra debolezza, ed aveva previsto il Natale nei suoi piani, altrimenti Isaia non avrebbe scritto settecento anni prima del primo Natale questo:

“Il mio servo, il giusto, (sta parlando di Gesù) renderà giusti i molti, si caricherà egli stesso delle loro iniquità.” (Isaia 53:11 NR)

E' questo il secondo proposito del Natale: è un tempo di Salvezza: una salvezze “nata” tra noi, come dice il versetto di Luca, una salvezza prevista dal nostro Padre, come dice Isaia.

3. Un tempo di Riconciliazione

(I Cuori differenti Dai ai ragazzi la metà di un cuore fatto di cartoncino: dagli anche altri 4-5 altri mezzi cuori, chiedendogli di ricomporre nel più breve tempo possibile un cuore intero. Il fatto è che avrai dato tutti mezzi cuori che sono tagliati in maniera differente. Solo tu avrai l'altro mezzo cuore che fa coppia con quello che hanno loro.)

Sapete ragazzi, non potrete riuscire nella vostra opera di ricomporre il cuore! Perché il cuore che vi ho dato non è semplicemente un pezzo di carta ritagliata con quella forma, ma un simbolo. Esso simboleggia il nostro rapporto con Dio; un rapporto che si è incrinato tanto tempo fa.

L'uomo ha provato a ricomporre quella unità in molte maniere: attraverso la filosofia, le buone opere, attraverso la religione...Nessun tentativo è andato mai a buon fine!

Abbiamo dovuto attendere il Natale, che scoprire che la metà del cuore che cercavamo non era sulla terra, ma scendeva dal cielo per incontrarci, perché Dio non voleva un altare dai suoi figli, né un bel ragionamento, ma voleva e vuole un rapporto.

(Dai ai ragazzi l'altra metà del cuore)

Dio vuole il tuo cuore! Leggiamo insieme l'ultima parte del racconto di Luca 2 al versetto 14:

“Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra a quelli che egli gradisce.” (Luca 2: 14 VP)

Vi do una ultima lezione di “etimologia “: ciò che è stato tradotto con “A quelli che egli gradisce”, in greco significa “Pensare il bene per l'uomo”.

Dio non pensa male di noi, Dio non è eternamente imbronciato, Dio non si alza la mattina di cattivo umore e decide di fulminare qualcuno sulla sua via!
Dio non è così; forse noi siamo così, ma Dio non lo è mai stato! Dio ha da sempre pensato il bene per la sua creatura, e aveva già deciso da tempo che avrebbe mandato qualcuno per rimettere insieme i pezzi di quel cuore spezzato. Isaia scriveva questo:

“Dio, il Signore, ha mandato il suo spirito su di me; egli mi ha scelto per portare il lieto messaggio ai poveri, per curare chi ha il cuore spezzato, per proclamare la liberazione ai deportati, la scarcerazione prigionieri. Mi ha mandato ad annunziare il tempo nel quale il Signore sarà favorevole al suo popolo... mi ha mandato a confortare quelli che soffrono,” (Isaia 61:1-2 TILC)

È questo il terzo proposito del Natale: un tempo di riconciliazione. Gesù è sceso sulla terra per recare una buona notizia agli umili, per curare chi ha il cuore spezzato, per farci uscire dalla prigione delle nostre paure e dei nostri peccati, per confortare coloro che soffrono.

È proprio questo il Natale:

  • Un tempo per celebrare,
perché Gesù è realmente venuto sulla terra!
  • Un tempo di salvezza,
perché la Salvezza è in Gesù!
  • Un tempo di riconciliazione,
perché Gesù riconcilia l'uomo con Dio!

Preghiamo:

Il Natale un dono che il Signore ha fatto l'uomo, è l'autostrada che conduce ciascuno di noi verso il proprio creatore, il punto più breve tra noi ed il cielo (e queste illustrazioni non sono mie, ma di mio figlio Matteo!).

Forse non hai mai imboccato quell'autostrada, o forse ne sei uscito in un casello intermedio, non importa. Il Natale è anche per te! Non c'è alcuna ragione perché tu esca da qua oggi senza poter fare tuoi i tre propositi del Natale. Non c'è alcuna ragione perché tu non possa celebrare l'Emmanuel, il Dio con noi che s'incarna in Gesù, perché non possa legarti alla salvezza che è in Gesù, e perché non possa riconciliarti tramite Gesù a tuo Padre Celeste.

Se tu hai già accettato Gesù, ti chiedo: vuoi riconsacrare oggi la tua vita al tuo salvatore? E se non lo hai mai accettato, anche a te chiedo: vuoi accettare il dono d'amore che Dio ti ha fatto attraverso il Natale?

Prega assieme a me queste parole:

Gesù, io voglio celebrare il tuo Natale, perché io so che tu sei sceso su questa terra per me, per caricare sopra di te i miei peccati e per rendermi giusto agli occhi di Dio. Gesù, il mio cuore spezzato, ed io voglio che tu lo curi, che mi conforti, che mi renda realmente libero! Tutto questo lo prego nel tuo santissimo nome. Amen

13 dicembre 2009

Come gestire i rapporti con gli altri (Riceverai quello che dai)


Stiamo da qualche settimana affrontando il tema degli stress della vita: abbiamo iniziato dicendo che per gli stress della nostra vita dobbiamo sottoscrivere una RCA:

1)Ricorda che Dio è un padre premuroso
2)Capisci che Dio vede Gesù quando ti guarda
3)Accetta la Grazia di Dio

Siamo andati poi a parlare di uno stress particolare, quello legato ai soldi, e abbiamo visto che per questo tipo di stress dovevamo rispettare 5 regole:

1.tieni nota delle tue finanze
2.pianifica le tue spese
3.risparmia per il futuro
4.godi di quello che hai
5.rendi almeno il 10% al Signore

Sul sito della chiesa abbiamo anche aggiunto un messaggio che parlava dello stress del matrimonio, e Marvin Oxenham ci aveva illustrato come per essere al riparo dallo stress matrimoniale come coppia credente dobbiamo “ballare assieme a Dio”.

Vedete, sino ad ora abbiamo affrontato tutti stress sui quali, in una maniera o nell'altra, possiamo intervenire direttamente e che possiamo controllare. Cosa ne dite di parlare allora di uno stress che è al di fuori della nostra capacità di controllo? Ebbene, oggi vi voglio parlare di una categoria altamente stressante: gli “altri”!

Gli altri, le persone che incontriamo tutti i giorni o che incontriamo una sola volta nella nostra vita ma che si rivelano per noi come la carta vetrata sulla schiena dopo la prima uscita al mare senza aver messo la crema protettiva.

Nella nostra vita incontriamo ogni giorno persone che chiedono troppo, o persone che non danno nulla. Abbiamo frequentazione con persone che ci hanno fatto del male (poco o tanto che sia), o con persone depresse, o con persone che vorrebbero manipolarci.

Ogni qualvolta le incontriamo la nostra pressione sale, la fronte si imperla, la salivazione va a zero. Lo stress ci assale.

Esiste un “metodo divino” per trattare questo tipo di stress? Attenzione, perché abbiamo detto che su di esso non possiamo avere diretto controllo, in quanto non possiamo fare a meno di avere contatto con gli altri.

Il metodo esiste, ed è più semplice di quanto tu possa immaginare.

Badate, ho detto “semplice”, non facile! Il metodo procede dalla costatazione che non posso cambiare gli altri... perciò, ciò che posso e che debbo cambiare.. è me stesso.

La Bibbia ha una parola specifica per indicare questo processo di cambiamento personale: si chiama “misericordia”:

“Beati i misericordiosi, perché riceveranno misericordia” Matteo 5:7 VP


E' una delle Beatitudini che Gesù ci consegna nel suo Sermone sul Monte (la quinta), e Gesù parla di persone “misericordiose”.

Cosa significa “misericordia”?

La parola che viene usata per “misericordiosi” è “eleemon”; vi suona in qualche modo familiare? E' da essa che deriva la parola “elemosina”, ed è composta da “eleos” = misericordia, con il suffisso “mon” che indica un azione: “”elemon” significa “colui che pratica la misericordia”.

(In Latino” misericordia “ è una parola composta da “misereo” = ho pietà + “cordis” = cuore.)

Sapete, abbiamo già detto più volte che l'amore non è un sentimento, ma un'azione: e sapete come si chiama quest'azione? Misericordia!

La misericordia è “amore in azione”: È più di un'attitudine, più del sentirsi commossi per le persone. La misericordia è fare qualcosa; la Bibbia dice che Dio è un Dio di misericordia: è “amore in azione” sin dal principio del mondo.

“Il SIGNORE è misericordioso e pieno di compassione, lento all'ira e di gran bontà.” (Salmo 145:8)

Il metodo divino per trattare lo stress delle persone, è la misericordia!

Se non posso cambiare gli altri, se non posso modificare a mio piacimento il comportamento delle persone che incontro, allora l'unica maniera è modificare me stesso, in accordo con quello che vuole il mio Signore.

Come posso sapere allora se sono realmente misericordioso? Ci sono cinque segni che mi dicono questo.

I segni della misericordia

1. Se sono misericordioso sono paziente con le persone “particolari”

La vita è fatta di persone “particolari”, “strane”, di persone che stimolano in noi il peggio di noi stessi!

“Vi esortiamo, fratelli, ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli, a essere pazienti con tutti”. (1 Tessalonicesi 5:14)

Ti prego di sottolineare “a essere pazienti con tutti”. E' difficile, è una sfida alla normalità della mia vita; io non sono paziente con tutti, io non voglio essere paziente con tutti! Voglio che gli altri magari lo siano con me. Ma, quando incontro qualcuno difficile, la mia pazienza ha una miccia molto, molto corta!

Come posso allora essere paziente con queste persone? Posso esserlo se capisco da dove vengono, perché si comportano così. Dietro ogni persona che noi riteniamo “particolare”, c'è una storia che l' ha condotta ad essere così. E' frutto della propria situazione familiare, dell'ambiente dove è nata e cresciuta, delle esperienze subite durante la vita. Gesù non ci chiede di giudicarli, ma al contrario ci chiede questo:

“Perciò accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi ha accolti. Fatelo per la gloria di Dio.”(Romani 15:7 VP)

Sottolinea le parole “accoglietevi”, “vi ha accolti” e “per la gloria”.

Una persona misericordiosa accetta le persone, anche quelle”particolari”; non è veloce nel criticarle, non le giudica, ma al contrario comprende che “persone che sono state ferite saranno persone che feriscono”.

Perché devo accogliere le persone “particolari”? Perché Gesù mi ha accolto quando anche io ero “particolare”: ero suo nemico. E perché devo farlo? Perché voglio che Dio venga glorificato attraverso la mia accoglienza.

2. Se sono misericordioso perdono coloro che sbagliano

Quando qualcuno sbaglia, cosa fai? Sottolinei lo sbaglio, oppure cancelli sbaglio? Se qualcuno sbaglia contro di te, cosa fai? Lo ricordi fino alla fine dei tuoi giorni, oppure lo dimentichi facilmente? La misericordia dimentica, la misericordia cancella!

“Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi”. (Colossesi 3:13)

Sottolinea le parole “sopportatevi”, “perdonatevi” e “vi ha perdonati”.

È interessante il fatto che, quando siamo noi che dobbiamo ricevere il perdono, ci sembra così giusto! Ma quando siamo chiamati a perdonare, magari per qualcosa di grave, qualcosa che ci ha toccato nel profondo, che ci ha fatto male, ci sembra così ingiusto:” io non voglio perdonare, voglio giustizia!”

Come si è comportato Dio con te? Ha “sottolineato” o ha “cancellato” i tuoi peccati? Guarda cosa hai sottolineato nel versetto di Colossesi per scoprirlo!

Se sono paziente, se sono misericordioso, perdonerò coloro che sbagliano. E così semplici criticare e così difficile provare simpatia per uno che sbaglia, soprattutto se lo fa contro di noi!

Perché devo perdonare? Perché sono stato perdonato.

3. Se sono misericordioso aiuto chi soffre

“Non negare il bene a quelli a cui è dovuto, quando è in tuo potere di farlo” (Proverbi 3:27)

La misericordia è assistere in maniera pratica le persone. Ce ne sono molte intorno a noi; il mondo è pieno di persone ferite! Se vuoi essere simile a Cristo non limitarti a sentirti triste per quelle persone: fai qualcosa per loro!

“Se qualcuno possiede dei beni materiali e, vedendo il fratello bisognoso non è pronto ad aiutarlo, come si può dire che in lui c'è l'amore di Dio? Figli miei, dimostriamo il nostro amore, non a parole, con dei bei discorsi, ma sinceramente, con i fatti “(1 Giovanni 3:17-18 VP)

Vi ricordate la storia del buon samaritano? Un uomo era stato picchiato, derubato, e buttato a lato di una strada. Arrivano due persone in due momenti differenti, ma ambedue dicono guardandolo: “non è affare mio, non mi riguarda.” Mi spiace per quello che ti è accaduto, ma non voglio essere coinvolto”. È solo il terzo uomo che decide di agire, che lo porta all'Holiday Inn, gli lascia la sua MasterCard, e dice al titolare: “dagli tutto quello che chiede, tanto pago io! “ Questa si chiama misericordia!

Gesù sta dicendo : felici coloro che si lasciano coinvolgere!

La sofferenza è uno dei momenti più pericolosi per la fede di ciascuno di noi... e anche per ciascuno degli altri come noi! Il momento in cui soffri è con tutta probabilità il momento in cui cominci avere dei dubbi: “dov'è Dio? Ma non sente le mie preghiere? Forse non gli importa! Forse non esiste neppure Dio!” Se non hai mai avuto dubbi, probabilmente non ha mai provato grandi sofferenze, perché dubbio e sofferenza vanno di pari passo.

“Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio” (Giuda 1:22)

(La parola che qui è tradotta con “pietà” è anche stavolta “eleos”.)

Qual è la risposta che piace a Gesù in una situazione simile? Non è quella di cercare di dimostrare l'esistenza di Dio, o di rimproverare la persona che soffre per i suoi dubbi; la risposta è-misericordia! Quello che fai è di mostrare misericordia, stando a fianco di colui che soffre.

4. Se sono misericordioso faccio del bene ai miei nemici

Gesù dice questo:

“E se fate del bene a quelli che vi fanno del bene, quale grazia ve ne viene? Anche i peccatori fanno lo stesso. ...Ma amate i vostri nemici, fate del bene, prestate senza sperarne nulla e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; poiché egli è buono verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro.”(Luca 6:33, 35-36)

Se tu vuoi piacere a Dio, devi avere misericordia: questo significa fare del bene a coloro che ti hanno fatto del male. Questo è l'esatto contrario di quello che dice il mondo. Quello che dice della società non è di fare del bene a coloro che ti hanno fatto del male, ma di restituire male per male, magari incrementando un po' il male ricevuto così da essere in vantaggio!

La società ti dice: “ diffama i tuoi nemici, distruggili con qualsiasi mezzo tu possa.” Dio invece ti dice: “io non voglio che tu reagisca, ma voglio che tu agisca!”. E questo è così difficile da fare! Ma è quello che farebbe Gesù.

Stiamo parlando dello stress è che ci creano le persone, e di come gestire questo stress. Uno dei posti più stressanti in assoluto è il luogo dove lavoriamo; ti sfido allora a cambiare il tuo atteggiamento sul tuo posto di lavoro con quelle persone che ogni mattina si sfidano, ti buttano giù, ti criticano, fanno del tutto per farti arrabbiare.

Domani mattina, quando vai a lavorare, agisci con misericordia verso quella tale persona, dirgli delle cose buone, incoraggialo! Il tuo atteggiamento scompaginerà i suoi piani di attacco. Sai perché? Perché è quello che farebbe Gesù: Gesù mostrerebbe misericordia verso coloro che lo attaccano, non restituirebbe male per male, ma cambierebbe il male in bene.

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La misericordia è amore in azione; questa è la maniera con cui si comporta Dio:

“Il SIGNORE è misericordioso e pieno di compassione, lento all'ira e di gran bontà.”(Salmo 145:8)

La strategia per essere libero dallo stress delle persone difficili è proprio questa:
  • quando incontri qualcuno che come una carta vetrata sulla tua schiena il giorno dopo che sei andato al mare che hai dimenticato la crema protettiva, sii paziente con lui, ricordati che le persone che sono state ferite sono persone che feriscono, comprendi le loro storie personali, ed usa misericordia.
  • Quando incontri una persona che ha commesso degli errori, forse anche contro di te, ricordati che nessuno è perfetto, tanto meno te! Tutti cadiamo, e tutti siamo degni di essere ripresi; usa misericordia!
  • Quando incontri qualcuno che sta soffrendo, piuttosto che provare dolore nel tuo cuore, agisci! Ricordati che la misericordia è l'amore in azione; ricordati che l'amore non è un sentimento, ma è un gesto, un'azione, un movimento.
  • Quando incontri qualcuno per cui sei un nemico, che tenta in tutte le maniere di farti del male, pensa che Gesù non reagirebbe, ma agirebbe; pensa che egli ama mutare il male in bene; lo fatto con te! Tu non eri degno di essere perdonato! Ma lui l'ha fatto! Ha mutato il tuo male in bene, ha mutato il pianto in riso, ha mutato il cordoglio in gioia! Ha usato misericordia!

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Abbiamo parlato fino ad ora del significato della misericordia, dei segni della misericordia, ora voglio darti tre motivi del perché devi essere misericordioso verso gli altri.

I motivi per avere misericordia

1. Perché Dio ha avuto misericordia di te

“Non avresti dovuto tua volta avere pietà del tuo compagno come io ne ho avuta di te?” (Matteo18:33)

Dio si aspetta che tu faccia ad altri quello che lui ha già fatto per te. Quando pensi alle persone che ti rendono nervoso, che ti fanno perdere la pazienza, che non sopporti, hai mai pensato che stai descrivendo te stesso?

Tu avresti potuto essere così agli occhi di Dio, tu eri qualcuno che avrebbe potuto fargli perdere la pazienza, con i tuoi peccati e con la tua disobbedienza! Ma sai qual'è la differenza? Lui non ti ha mai guardato con quel tipo di occhio! Nel momento in cui lo hai accettato lui ha potuto dimostrare a te tutta la misericordia che ha avuto da sempre verso di te.

Il motivo perché lo stress delle persone difficili può essere superato è perché tu sei stato una persona difficile, forse lo sei ancora, di sicuro lo sei ancora! Ma Dio ha avuto misericordia di te.

Vi ricordate l'episodio nel quale gli ipocriti farisei portarono davanti a Gesù una donna colta in flagrante adulterio?

I farisei dissero a Gesù: “questa donna è stata colta in flagrante adulterio, e tu Gesù, tu sai la legge! Questa donna deve morire!

Cosa fece Gesù? Cercò forse di giustificare il peccato della donna? O forse disse che quella legge era una legge sbagliata?

Niente di tutto questo: Gesù disse: “ avete ragione, questa è la legge; allora, colui che non ha mai violato la legge, tiri la prima pietra.”.

Silenzio: nessuno parlò più. Tutti quanti silenziosamente se ne andarono, nessuno tirò nemmeno un sassolino. Gesù non stava autorizzando l'adulterio, stava mostrando misericordia, la stessa misericordia che ha mostrato verso di te, le stessa misericordia che vuole tu mostri verso gli altri.

2. Perché avrò bisogno di più misericordie in futuro

Dio non è stato soltanto misericordioso nel passato verso di te; infatti egli non si aspetta che tu sarai perfetto dal momento in cui lo accetti fino alla fine dei tuoi giorni qua in terra! Ricordati che avrai bisogno di misericordia anche nel futuro.

“perché il giudizio sarà senza misericordia per chi non ha usato misericordia: la misericordia trionfa sul giudizio”(Giacomo 2:13 VP)

Soltanto coloro che daranno misericordia riceveranno misericordia.

Ma tu potresti dirmi: “ma tu non capisci quanto questa o quella persona mi ha fatto del male! Io non potrò mai perdonarlo!” Se è questo quel che pensi, mi auguro tu non abbia mai peccato. Giacomo dice chiaramente che coloro che non avranno usato misericordia, non riceveranno misericordia. Mi auguro davvero tu non abbia mai peccato!

Il perdono e la misericordia sono una strada a doppio senso; se ti rifiuti di perdonare gli altri e ti rifiuti di avere misericordia verso gli altri, è come se stessi segando il ramo su cui stai seduto.

Io ho bisogno di essere misericordioso perché ho bisogno della misericordia di Dio per ciò che farò nel futuro. Perché il mio futuro sarà pieno di errori, e devo stare attento nel chiedere giustizia per coloro che sbagliano contro di me, perché verrò giudicato con lo stesso metro! Se sarò stato misericordioso, sarà giudicato con misericordia; se ho chiesto giustizia sarò giudicato con giustizia! Se vuoi giustizia, preparati a non peccare mai più. Altrimenti, per giustizia, sarai punito!

Ma se avrò usato misericordia, riceverò misericordia.

3. Perché mi rende felice

La misericordia rende felici; non lo dico io, è Gesù che lo dice! Lo abbiamo letto nel versetto iniziale, in Matteo 5:7

“Beati i misericordiosi, perché riceveranno misericordia” (Matteo 5:7 VP)

Un altro modo per tradurre “beati” è appunto “felici”. Personalmente non ho mai trovato una persona piena di risentimento, che non vuole perdonare gli altri, che cerca il male per il suo prossimo, che è pure felice. Persone del genere sono amare, arrabbiate, non sono mai felici.

“L'uomo buono fa del bene a sé stesso, ma il crudele tortura la sua propria carne.” (Proverbi 11:17)

Dare misericordia sposta il fuoco del mio interesse da me stesso agli altri; e siccome siamo fatti a immagine di Dio, sai che cosa c'è? A Dio piace donare, è felice nel momento che vede gli altri felici, sorride quando vede sorridere! Se fai il bene, se dai un sorriso, se vedi l'altro felice, stai provando, anche se in minima parte, quello che prova Dio ogni giorno; sei un po' come lui!

La misericordia è un boomerang; torna sempre indietro... se lo sai lanciare bene!
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Come diventare misericordiosi

Come posso diventare una persona misericordiosa allora? Il punto d'inizio di tutto quanto, la prima cosa in assoluto è che devo sperimentare per me stesso la misericordia di Dio; non la posso offrire a nessun altro se io per primo non ho ricevuto misericordia.

Allo stesso modo non posso offrire perdono a nessuno se per primo non sono stato perdonato. Uno dei maggiori motivi perché non offriamo misericordia e perdono, è perché non ci sentiamo perdonati e non proviamo per noi stessi la misericordia di Dio.

Fai attenzione, sto dicendo “non sentiamo”, “non proviamo”; siamo esseri “emozionali”, Dio ci ha fatti così! Ma non dobbiamo affidarci solo alle emozioni. E, quando parliamo del nostro Creatore, dobbiamo cercare la concretezza dei fatti, piuttosto che la vaghezza dei sentimenti.

Ed i fatti dicono che il mondo è pieno di persone che sono state perdonate da Dio: si chiamano “credenti”. Ma, allo stesso modo, il mondo è pieno di credenti che non si “sentono” perdonati da Dio. Ed è per questo che non riescono da sperimentare la misericordia, e a dare perdono. Perché non si sentono perdonati!

Dio è un dio di perdono, è un Dio di misericordia: se tu credi in lui, sei stato perdonato, hai ricevuto misericordia. Su queste basi puoi perdonare, e puoi dare misericordia. Una volta che hai capito questo, tutto il resto facile; lo stress delle persone difficili diventa un esercizio quotidiano di applicare lo stesso metro che Dio applica verso di te.

Inizia a guardare le persone nella stessa maniera con cui le guarda Dio; egli non è imbronciato eternamente, non guarda il mondo e le sue creature con gli occhi di un tiranno, ma con gli occhi di un padre, con gli occhi d'amore di un padre.

Inizia guardare le persone che passano nella tua vita, i tuoi colleghi di lavoro, i due compagni di scuola, la tua famiglia, nella stessa maniera con cui le guarderebbe Gesù.

Gesù è l'immagine stessa della misericordia: ha risollevato gli oppressi, accettato i reietti, sollevato coloro che erano addolorati, amato quelli che nessuno voleva amare, aiutato coloro che erano senza speranza e addolorati.

Gesù si è interessato di loro; non ha vissuto questi momenti come uno stress, non ha visto negli altri qualcuno con cui lottare giorno dopo giorno, ma li ha visti come lo strumento con il quale dimostrare che Dio è amore, non risentimento, non odio, ma amore!

Tratta le persone con la stessa misericordia con cui sei stato trattato; ricordati che riceverai solo quello che dai!

Voglio lanciarti una sfida: oggi non andare a casa senza aver deciso nel tuo cuore chi è la persona a cui vuoi dimostrare che Dio è amore. Sappi che tutte le volte che tu dimostri misericordia, Gesù, colui che è morto e resuscitato per te e per me, verrà glorificato.

Forse sarà una persona “particolare” con cui ti trovi a vivere fianco a fianco, o forse qualcuno che ha commesso degli errori della sua vita, forse anche contro di te. Potrebbe essere qualcuno addolorato, o potrebbe essere persino un tuo nemico, una persona a cui tu non augureresti alcun bene, se non sapessi che col metro con cui tu giudichi verrai giudicato.
Chi sarà la tua persona? Io non posso saperlo, tu si! Scrivi il suo nome sul foglio che hai tra le mani. Forse ti servirà di pregare (e molto!) per mettere in moto la misericordia; ma ricordati che la misericordia è “amore in azione”, che l'amore non è un sentimento, ma è un “movimento”! Prega prima, ma poi agisci!

Sta' qui il segreto del vivere una vita senza lo stress delle persone che ci circondano; non posso cambiare loro, ma posso cambiare il mio atteggiamento. E tramite il mio atteggiamento, testimoniando Gesù, posso lasciare che lo spirito Santo operi negli altri, perché anch'essi vengano a Cristo e abbiano le loro vite trasformate da Cristo.

Preghiamo.

Hai mai sperimentato la misericordia di Dio? Questa è la cosa più grande che tu possa mai sperimentare; la misericordia è l'amore di Dio. Gesù Cristo è così interessato a te da morire sulla croce perché i tuoi peccati passati, presenti e futuri, potessero essere perdonati. Ma, per poter usufruire di questo perdono, ci sono tre passi che devi fare: ammettere, chiedere, lasciare.

Ammettere i tuoi peccati, chiedere perdono a Gesù, lasciare che egli ti purifichi da essi. Non c'è alcun motivo perché tu debba lasciare questo posto con un sentimento di colpevolezza. E quando avrai fatto questo, quando avrai capito che sei stato perdonato, che sei stato lavato, che hai ricevuto misericordia, sarai capace di gestire lo stress delle persone difficili che ruotano attorno alla tua vita. Sarà un nuovo inizio per te. Prega questo nel tuo cuore:


Signore, io voglio sperimentare la tua grazia e la tua misericordia. Ti prego, puoi perdonare tutto ciò che di sbagliato ho commesso? Puoi aiutarmi a sentirmi perdonato così che possa perdonare gli altri? Ti prego di aiutarmi durante questa settimana ad agire con misericordia verso gli altri, verso le persone difficili che incontro. Signore tu hai mostrato misericordia verso di me nel passato, ma io ti chiedo di dimostrare la tua misericordia anche per il futuro, perché ne avrò bisogno. Aiutami ad essere paziente verso coloro che sono particolari, verso coloro che mi irritano, che mi deridono; aiutami ad usare misericordia verso di loro. Aiutami a dimenticare le ferite del passato; io le lascio a te, non mi appartengono più. Da oggi io voglio iniziare a vedere le persone che mi passano a fianco così come le vede il mio Signore Gesù. Prego tutto questo nel suo santissimo nome. Amen

06 dicembre 2009

Vivere il proprio matrimonio ballando con Dio


La vita di coppia, anche quella di una coppia credente, è costantemente costellata da stress, sollecitazioni, tensioni e problemi che vorrebbero minarne la solidità. Come fare per attraversare indenni le burrasche della vita? Esistono regole che ci permettano di vivere completamente sicuri e tranquilli il nostro matrimonio?
Marvin Oxenham ci parla di questo attraverso il capitolo 30 del Libro di Proverbi.
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