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29 novembre 2009

Cinque regole per gestire le mie finanze


Le nostre finanze sono spesso fonte di stress: niente crea più ansietà e conflitti del denaro. Per un credente il danaro non è né il segnale della benedizione di Dio né della sua collera: ma il denaro per un credente è SEMPRE uno strumento che va gestito. C'è dunque un metodo, una gestione che Dio consiglia, o che predilige? Il libro di Proverbi ci fornisce la strategia che Dio vuole applichiamo per la gestione del nostro danaro.
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Nel precedente messaggio sugli “stess della vita (Vivere nella Grazia) abbiamo iniziato a parlare di come vivere una vita meno “stressata”., e vi avevo parlato della classifica delle dieci cose più stressanti della vita. Non so se ricordate cosa c'era al n? 3: le tasse! Non vi preoccupate, non voglio palare di tasse oggi. Ma, sapete perché le tasse sono così stressanti? Perché vanno a toccare una delle parti più sensibili del nostro essere: il nostro portafoglio! Ecco, oggi è proprio di quello che voglio parlare! I nostri soldi! Niente crea più ansietà e conflitti del denaro. Il 74% delle famiglie litiga per esso; il 54% di tutti i divorzi è causato da esso.

Il denaro, di per se, non è né positivo, né negativo: il mio valore come individuo non cambia a seconda che io ne abbia poco o tanto. Cambia la percezione che io ho di me stesso e cambia la percezione che gli altri hanno di me, ma che io abbia tanti soldi non mi rende differente nella mia natura umana da chi non ne ha affatto.

Per un credente il danaro non è né il segnale della benedizione di Dio (può essere un “segno”) né della sua collera (può essere un ammonimento); ma il denaro per un credente è SEMPRE uno strumento che va gestito; e se non riusciamo a gestirlo, sarà il danaro a gestire noi stessi.E' per questo che come credenti siamo chiamati ad essere saggi nella sua gestione ; così come siamo chiamati ad amministrare la creazione, allo stesso modo siamo chiamati ad essere buoni amministratori di qualcosa che non ha valore ma a cui l'uomo ha dato un valore pro forma per gestire meglio la propria vita.

C'è dunque un metodo, una gestione che Dio consiglia, o che predilige? Come posso gestire saggiamente le mie finanze in accordo con la visione che Dio ha per esse?

C'è un personaggio della Bibbia che è famoso anche al di fuori di essa per via delle sue grandi ricchezze... ma anche (e soprattutto) per la sua grande saggezza: ed è da quest'uomo saggio e benedetto che si chiama Salomone che oggi vogliamo ascoltare cos'ha da consigliarci per gestire al meglio ciò che il Signore ci ha provveduto., e lo vedremo attraverso alcuni brani del libro dove Salomone ha raccolto i suoi buoni consigli per le nostre vite.

C'è una sorta di “filo rosso” che collega tutti i proverbi che parlano del denaro, ed attraverso questo emergono cinque saggi consigli, che sono anche il piano che Dio ha studiato perché noi potessimo vivere fuori dallo stress del denaro, gestendolo senza che fossimo gestiti da esso: sono cinque regole pratiche:

1. tieni nota delle tue finanze
2 pianifica le tue spese
3. risparmia per il futuro
4. godi di quello che hai
5. rendi al Signore

Regola 1. Tieni nota delle tue finanze

Questo è il principio della ragioneria:

“Guarda di conoscere bene lo stato delle tue pecore, abbi gran cura delle tue mandrie; perché le ricchezze non durano sempre, e neanche una corona dura di epoca in epoca.” Proverbi 27:24

A quel tempo in Israele ognuno era pastore; i greggi erano quello che ora sono il conto in banca e gli appartamenti.

Traduciamolo in linguaggio moderno: “Sappi qual'è la consistenza di ciò che possiedi e vigila sulle tue spese, perché il conto in banca potrebbe prosciugarsi e potresti dover vendere i tuoi appartamenti”

In sostanza Salomone sta dicendo “sii consapevole di ciò che hai". Avete mai sentito qualcuno dire “non so dove vanno a finire tutti i miei soldi”? Forse sei proprio tu che hai detto almeno una volta queste parole.
Attento, perché se è così stai rischiando molto! Devi tenere nota della tue finanze. SE è vero che i soldi non danno la felicità, è anche vero che la mancanza di sufficienti soldi porta alla tristezza; è per questo che devi impedire che scivolino via.

Acquista verità e non la vendere, acquista saggezza, istruzione e intelligenza.” Proverbi 23:23

Sii realistico: come ti comporti con i tuoi soldi? Salomone dice che l'unica cosa per cui devi spendere tutto ciò che hai è per acquistare saggezza, poiché “ignoranza + credito facile = guai. Quattro sono le cose che devi sapere:

1. quello che devi ---------> i tuoi debiti
2. quello che hai -----------> i tuoi averi
3. quello che guadagni ----> il tuo reddito
4. dove va ----------------> le tue spese

Mi potresti dire: “Eh, Marco, io ho appena tempo per fare quello che già faccio nella vita, e tu mi chiedi di aggiungere pure questo? Non ho tempo!”.Io ti rispondo: hai tempo per preoccuparti della tua situazione finanziaria? Se passassi più tempo a prendere nota delle tue finanze passeresti meno tempo a preoccupartene!

Regola 2. Pianifica le tue spese

Questo è il principio del “preventivo”: le persone che vengono al mio negozio per chiedere un preventivo lo vogliono non perché sono curiose di sapere quanto costa quella tale cosa, ma perché hanno riservato una quantità di danaro per pianificare quell'acquisto.

“I disegni dell'uomo diligente conducono sicuramente all'abbondanza, ma chi troppo si affretta non fa che cadere nella miseria.” Proverbi 24:5

Traduciamo anche stavolta in un linguaggio più moderno le parole di Salomone: “Pianifica attentamente ed avrai in abbondanza; ma se agisci impulsivamente non avrai mai abbastanza.”

Il problema è che spesso non acquistiamo per necessità, ma per impulso: è stato dimostrato che se entri al supermercato con una lista della spesa scritta acquisti la metà di quando entri con una lista mentale. Solo alcuni soffrono di una vera e propria malattia mentale che va sotto il nome di “consumopatia ossessiva compulsiva”, il resto di noi lo fa per una serie di motivi, tutti sbagliati, di cui questi che elenco sono solo alcuni che mi sono venuti in mente:

Riguardo noi stessi

  • Perché io valgo!
Quella cosa di valore dimostrerà che io sono una persona di valore, mica uno qualsiasi!

  • Me lo merito!
Me lo merito; ho lavorato tutto il giorno (o tutto il mese, o tutto l'anno), ho diritto di averlo, l'ho meritato!

Come credenti dovremmo sapere per chi e per cosa abbiamo valore: non è un Rolex o un iPhone a modificare quanto valiamo agli occhi di Dio.

Riguardo i nostri figli

  • Anche il mio (la mia) deve averlo!
Se lo hanno gli altri, perché non dovrebbe averlo anche il mio (o la mia)?

  • Alla sua età io non l'avevo!
Non voglio che mia figlia (o mio figlio) soffra quello che ho sofferto io non avendo le cose che gli altri avevano!

  • Alla sua età io lo avevo!
Che male c'è? Il mio papà me lo ha comperato quando avevo la sua età!

Pensiamo bene a ciò che insegniamo ai nostri figli: vogliamo insegnare loro che debbono rincorrere gli altri e possibilmente primeggiare non per chi sono, ma per cosa hanno?

Ma spesso ci troviamo a non avere sufficiente denaro per avere l'oggetto dei nostri desideri; ci facciamo lusingare allora dalle “sirene “ delle “piccole rate”, del “non te ne accorgi neppure”, del “costa solo”. ED ogni volta questi messaggi sono conditi dall'urgenza di comperare subito, perché “domani costerà il doppio”, “ne sono rimasti solo tot pezzi”, “è un'offerta solo per questa settimana”. Le sirene ci lusingalo, ci illudono persino che “stiamo facendo la cosa giusta” perché “stiamo risparmiando danaro”... Peccato che, in realtà, quel denaro che stiamo risparmiando, non lo abbiamo ancora risparmiato, perché non lo abbiamo! Piccole rate per “n” giorni si tramutano in grandi debiti nei quali ci intrappoliamo da soli, e di cui diveniamo prigionieri senza via d'uscita.

Altre volte facciamo affidamento ai soldi di “mamma e papà”, o dello zio, o di qualcuno a cui siamo legati da un qualche vincolo. Ma, il fatto rimane che stiamo tentando di gestire beni che non ci appartengono

A tutto ciò, noi credenti, aggiungiamo una categoria particolare di cattiva gestione finanziaria: la “generosità”...dei soldi che non abbiamo.

A questo proposito, voglio fare una piccola parentesi: qui stiamo parlando di soldi, ma quello che dico vale anche per il nostro tempo, per l'impegno personale. Essere generosi non significa sottrarre tempo ed impegno ai nostri impegni primari. Volete qualche esempio? Dare tempo al tuo amico, o al tuo familiare che richiede la tua presenza costante in aiuto o supporto è un'opera generosa... ma se quel lo sottraggo al tuo impegno verso il Signore nella tua chiesa locale è una “falsa” generosità, perché non stiamo donando qualcosa che abbiamo in più, ma lo stiamo “sottraendo” al Signore. E questo vale anche se lo sottrai al tuo impegno nella famiglia, o nel lavoro. Il tempo è danaro, e possiamo essere generosi solo con quello che abbiamo a disposizione, non con quello che abbiamo già destinato ad altro.

Torniamo ai soldi veri: parlavamo della generosità con i soldi...che non abbiamo.

SE debbo indebitarmi per fare del bene, faccio realmente del bene? Non di sicuro a me stesso! Se c'è urgenza in noi di fare del bene, Dio ha un sistema per provvedere la disponibilità economica... lo vedremo alla fine.

“L'uomo stolto dà fondo a tutto.” Proverbi 21:20b

Anche qui attualizziamo il versetto: “Le persone stupide spendono i loro soldi velocemente quanto li ricevono”.

SE siete ammalati di “consumopatia ossessiva compulsiva”, ci sono metodi per prevenirla; una signora teneva le carte di credito in una brocca di acqua in congelatore, così che quando sentiva l'impulso irrefrenabile di andare a spendere, per farlo doveva aspettare che si sciogliesse il ghiaccio. Per tutti gli altri, che sono la maggioranza, il segreto sta ne pianificare accuratamente le proprie spese, e soprattutto, spendere i soldi che ho, non quelli che non ho.

Regola 3. Risparmia per il futuro

Questo è il principio della riserva.

“In casa del saggio ci sono tesori preziosi e olio” Proverbi 21:20a

Proviamo ad attualizzare:“L'uomo saggio risparmia per il futuro”.

Viviamo in un mondo dove devi avere “tutto e subito”; ogni cosa la devi avere “subito”. Un tempo solo alcune cose si acquistavano “a rate” o con un mutuo. Erano i beni importanti e duraturi: una macchina (che veniva fatta durare venti anni), la casa. Ormai praticamente “ogni cosa” viene proposta con “un comodo finanziamento di 2750 rate da 5 Euro mensili”... fanno 13750 Euro, ma sono soli 5 Euro al mese! Cellulari, aspirapolvere, pentole, ferie, tutto è comodamente rateizzabile! Lo voglio ORA!

La Bibbia invece dice “pianifica le tue spese e risparmia per il futuro”: dice che dobbiamo stabilire dei traguardi a cui mirare.

“La ricchezza male acquistata va diminuendo, ma chi accumula a poco a poco, l'aumenta.” Proverbi 13:11

Ciò di cui hai bisogno è di fissare dei traguardi rispetto a tre differenti aspetti della tua finanza:tre traguardi:

un traguardo di spesa ----------> quanto posso spendere
un traguardo di risparmio -----> quanto posso risparmiare
un traguardo del dare ---------> quanto posso dare (lo vedremo alla fine)

La Bibbia l'illustra in questo modo:

“Considera ciò che fa la formica e diventa saggio!” Proverbi 6:6

La formica è l'esempio del risparmio: consuma per accumulare, ma accumula per consumare. Non le interessa la cicala che passa col Rolex o con la BMW: non si indebita per avere beni subito, ma è paziente, accumula oggi per avere domani. Perché? Perché ha imparato ad applicare il quarto principio:

Regola 4. Godi di ciò che hai

Questo è il principio dell'accontentarsi nella sua radice semantica, ovvero “essere contento”:

“Chi ama godere sarà bisognoso, chi ama il vino e l'olio non arricchirà. “ Proverbi 21:17

Poniamolo in un italiano più chiaro: “Abbandonarsi al lusso, al vino e ai piatti costosi non ti farà mai arricchire”.

Gli abitanti di questa città dove ci riuniamo appartengono per la stragrande maggioranza al ceto medio, come pure gran parte della nostra provincia: per cultura sono abituati a lavorare molto, e per questo possono permettersi molto.

Sono felici? Forse. Alcuni. Non tutti. Per esperienza so che c'è un sostrato di invidia verso le altrui fortune che permea trasversalmente le famiglie di questa cittadina.Si compra l'auto nuova perché il vicino ne ha appena acquistata una. Si compera il trattore 180 hp turbo perché il dirimpettaio ne ha comperato uno da 120 hp... Sono felici? C'è una bugia che li accompagna, e la bugia è questa: sarò più felice se avrò di più. Non è vero, è una bugia! Se fosse vero le persone più ricche al mondo sarebbero le più felici, mentre invece non lo sono. E quello che c'è di peggio è che crescono figli con questa mentalità, affogandoli letteralmente nel superfluo, credendo saranno felici per quel “di più” che gli danno.

Ed in questo sono aiutati dalla TV; si stima che un ragazzo che esce dalla maturità ha visto circa 350.000 spot... tutti che enfatizzano il concetto “di più = più felice”.

C'è una grande differenza tra compiacersi e contentarsi. Contentarsi significa godere di ciò che hai. E' ovvio che ognuno ha bisogno di ambizioni e di desideri; non sto dicendo che non dobbiamo cercare di migliorare la nostra qualità di vita.  Anzi, tu DEVI migliorare te stesso in ogni campo: sociale, spirituale, economico. E questo va bene! Ma devi imparare a godere l'oggi senza dire “sarò felice quando...”. Completate voi la frase.
Questo significa che ORA non sei contento. Tu devi imparare ad essere contento ora, quando hai ancora obiettivi, ambizioni e desideri!

Paolo afferma questo:

“...io ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo. So vivere nella povertà e anche nell'abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; a essere nell'abbondanza e nell'indigenza” Filippesi 4:11b-12

Talvolta siamo così occupati ad avere di più che non abbiamo tempo di godere di ciò che abbiamo. Talvolta abbiamo così poco che vorremo avere molto di più e non riusciamo a godere neppure il poco che abbiamo.

Ed Ebrei rafforza questo concetto con un imperativo:

“Accontentatevi di ciò che avete” Ebrei 13:5 VP

Vuoi sapere una cosa? I tuoi desideri saranno sempre di più dei tuoi averi; e non c'è debito che tu possa fare per ottenere beni che ti renderanno più contento.

Come gran parte delle famiglie italiane, mia moglie ed io abbiamo preso un mutuo (anzi, due prestiti) per costruire casa. Tra quattro mesi e mezzo pagheremo l'ultima rata, e sarà anche l'ultimo debito che avremo, nel limite del possibile. Abbiamo deciso di essere contenti con ciò che abbiamo (e secondo i miei canoni abbiamo molto), il resto che avremo sarà quello che riusciremo a pagare in contanti. Non voglio più 360 comode rate! Non ho mai visto comode rate: le rate sono sempre scomode!

Tieni nota delle tue finanze, pianifica le tue spese, risparmia per il futuro, godi quello che hai. L'ultima regola, quella di cui ti avevo parlato al punto 2 per avere risorse per essere generoso.

Regola 5. Rendi almeno il 10% a Dio

Questo è il principio della decima, e attraversa tutta la Bibbia ma è presente specialmente in Proverbi: rendi ALMENO il 10% a Dio.

“Onora il SIGNORE con i tuoi beni e con le primizie di ogni tua rendita; i tuoi granai saranno ricolmi d'abbondanza e i tuoi tini traboccheranno di mosto” Proverbi 3:9-10

Sottolineate la parola “primizie”. Alcuni chiedono: “Dovrei dare il 10% dal lordo o dal netto? Dovrei dare il 10% di quello che guadagno, o il 10% di quello che rimane, detratte le tasse, la spesa, la benzina, l'affitto, la piscina, la sauna, il meccanico, il gommista, il cinema, il dentista...”.

Rileggi il versetto: parla di “primizie”, Cosa sono le “primizie”? Sono i frutti più buoni, le bestie migliori, non ciò che resta dopo che mi sono sfamato e li ho venduti al mercato. La decima non è la “mancia”, magari generosa, al “cameriere” Dio. SE vuoi che i tuo granai siano pieni, che i tuoi tini trabocchino, metti Dio per primo anche nei tuoi guadagni.

“Cercate prima il Regno di Dio, e tute le altre cose vi saranno aggiunte” Matteo 6:33 VP

Quando prendo i soldi dal negozio, la prima cosa che faccio arrivando a casa è di darli a mia moglie; Janet li prende, toglie il 10%, li mette nella mia Bibbia per darli la domenica in chiesa. Non abbiamo mai fatto conto di quei soldi; semplicemente non sono nostri.

“L'uomo dallo sguardo benevolo sarà benedetto, perché dà del suo pane al povero” Proverbi 22:9

Dio è un dio che dà: quando dai a Dio sei come Dio: se non dai la decima che il Signore ti chiede, tu gli impedisci di benedirti: la colpa è tua.

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1 tieni nota delle tue finanze
2.pianifica le tue spese
3.risparmia per il futuro
4.godi di quello che hai
5.rendi almeno il 10% al Signore

Queste sono le fondamenta che Dio dà per vivere senza lo stress del danaro.

Qualcuno potrebbe dirmi: “ io mi trovo così tanto nei debiti questo momento che non posso permettermi di dare la decima”.Permettimi di dirti questo: tu non puoi non dare la decima! Se tu vuoi che Dio ti aiuti a liberarst dei debiti, il punto d'inizio è proprio questo: affida la tua vita completamente nelle sue mani.

Isaia dice questo:

“Perché spendete denaro per ciò che non è pane e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia?” Isaia 55:2

Il motivo numero uno per cui le persone spendono su cose superflue è perché pensano che le farà felici: una nuova macchina, nuovi vestiti, un nuovo forno a microonde. Sapete qual è il problema delle cose che ci fanno felici? ? che rimangono le stesse! Non cambiano! Domani saranno lì, uguali esattamente come le abbiamo comperate; e dopo domani saranno vecchie. Ne vorremo delle nuove, e così via in un circolo vizioso. Non saremo sazi, non saremo contenti, saremo più poveri.

In virtù di questi nostri errori spesso ci troviamo in situazioni economiche molto travagliate, ma questo solo il sintomo del fatto che non abbiamo ancora compreso che Gesù vuole essere il nostro manager in ogni campo della nostra vita: spirituale, emotivo sociale, ricreativo, educativo, ma anche economico.

Vuoi sapere qual'è la soluzione al tuo stress finanziario? E' una delle Beatitudini che abbiamo letto poco fa:

“Cercate prima il regno di Dio e tutte le altre cose che saranno aggiunte” Matteo 5:6

Dio ti ha creato con uno scopo: tu non sei un caso, non seu in “incidente” nella Creazione. Dio ha un piano per la tua vita. La soddisfazione e la libertà dallo stress (qualsiasi stress, finanziario compreso) arriva quando tu affidi la tua vita a Cristo, quando cominci a camminare sul percorso che Dio ha progettato per la tua vita. E giorno dopo giorno scopri un poco alla volta chi Egli e, e giorno dopo giorno divieni sempre più soddisfatto della tua vita. Il Suo piano per te è più alto, più profondo, più largo, più ampio, più pesante, più lungo di quanto tu possa mai ottenere tramite ciò che puoi attenere tramite il denaro o il lavoro.

Conosci Dio e scopri il piano che ha per la tua vita, sia tu ventenne, quarantenne, o ottantenne.

“Cercate prima il regno di Dio e tutte le altre cose che saranno aggiunte”

Non so perché, ma Dio ha scelto il danaro, le finanze, come la cartina di tornasole per la fedeltà dei suoi figli; avrebbe potuto scegliere qualsiasi altra cosa, ma ha scelto il danaro. Forse l'ha scelto perché passiamo la vita girandogli attorno, provando ad averlo, ad accumularlo, a spenderlo, ad investirlo, ad usarlo. Le nostre vite ruotano così tanto intorno al danaro, e così tanti problemi sono causati dall'uso improprio di esso. Così tanti infarti sono causati dai debiti, e così tanti rapporti si incrinano per la mancanza o la spartizione dei soldi.

C'è dunque qualche suggerimento di Dio per la nostra gestione finanziaria? Certo che si: èd è Gesù in persona a consegnarcelo:

“Se dunque non siete stati fedeli nelle ricchezze ingiuste, chi vi affiderà quelle vere?” Luca 16:11

Se tu avesti una somma di denaro da lasciare in affidamento a qualcuno per un determinato tempo, a chi la affideresti?Ad un ladro o a un uomo onesto? Se non sei affidabile con ciò che il mondo ritiene “il” valore supremo, come potrà Dio fidarsi che tu sappia amministrare le sue benedizioni.

Forse hai detto qualche volta: “non sento che sto crescendo spiritualmente”: come stai amministrando i tuo pochi o i tuoi molti soldi? Se vuoi che il Signore benedica la tua vita, anche finanziariamente, comportati da persona onesta davanti a Dio, ed il Signore ci affiderà molto di più di quello che tutti attenti. Questo non significa che diventerai ricco; potrebbe succedere, e allora sarei chiamato a dare il tuo contributo :” secondo la prosperità concessa”, come dice Paolo in 1 Corinzi 16:2.

Affida a Gesù tua situazione economica, segui le cinque regole che il Signore ti comanda, perché devo dirti che Dio valuterà come tu usi il danaro per sapere quali benedizioni potrà affidarti.

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Su quale dei cinque principi di Dio deve lavorare di più?

1. Tieni nota delle tue finanze? La Bibbia che dice di farlo. Ti dice di controllare lo stato del tuo gregge; così come non viaggeresti al buio senza fari in una strada tutta curve, allo stesso modo devi conoscere le tue spese dei tuoi guadagni.
2. Sai pianificare le spese? Oppure spendi sull'emozione, sull'istinto? Così come non partiresti senza una mappa o un GPS per un paese che non conosci, devi avere una mappa per poter giungere con sicurezza alla fine di ogni mese.
3. Stai risparmiando per il futuro?Non dico che devi accumulare ricchezze, ma un poco, poco per volta. Rammenta la formica!
4. Stai godendo di ciò che già hai? Oppure dici ancora “sarei felice se...”? Sappi che i tuoi desideri non saranno mai sazi; sii contento di ciò che hai!
5. Stai dando almeno il 10% al Signore? La Bibbia c'insegna che quel 10% è la gratitudine che il Signore ti richiede per poterti benedire. Ricorda che è una primizia, non una mancia a un cameriere.

Questi sono i cinque Principi per vivere senza stress la nostra vita economica. Se li metti in pratica, Dio ti aiuterà persino ad uscire da difficili situazioni finanziarie, e potrà benedirti nel poco o nel tanto.

Preghiamo:

Dio ha scelto il danaro come la cartina di tornasole per la nostra fedeltà. Se credi in Lui, allora sai che Gesù è il numero uno nella tua vita; ma lo è anche il numero uno della tua vita economica! Se non lo è ancora, mettilo al primo posto oggi. Prega come queste parole.

Dio, io voglio iniziare ad obbedirti. Voglio tenere nota delle mie finanze, pianificare le mie spese, risparmiare per il futuro, godere di ciò che ho, e dare almeno il 10% come gratitudine a te. Aiutami ad applicare i principi della tua parola anche per quello che riguarda i miei soldi, ed aiutami essere fedele a te, ad affidarmi a te, nella situazione finanziaria in cui mi trovo. Amen

22 novembre 2009

Innalzarzi verso l'altitudine di Dio


Chi ha paura dei topi? I topi possono provocare grandi danni...anche all'interno delle comunità dei credenti. E' di questo particolare tipo di topi che Giacomo al capitolo 4 nella sua lettera ci parla: "Da dove vengono le guerre e le contese tra di voi? Non derivano forse dalle passioni che si agitano nelle vostre membra?". Sono topi percolosi, ma Dio ci ha lasciato un'arma con cui combatterli: la Sua Parola, la Bibbia!

Tramite essa possiamo innalzarci verso l'altitudine di Dio, impedire ai topi della discordia di respirare, e sconfiggerli in nome di Cristo.

15 novembre 2009

Dio ama l'unità



Dio ama l'unità: l'unità della sua chiesa, l'unità del corpo del suo Figlio Gesù. Ed è per questo che non ci deve stupire che il Nuovo Testamento dia più importanza all’unità della chiesa che al Paradiso o all’Inferno. Dio desidera che noi sperimentiamo l’unità e l’armonia reciproca.


L’unità è il cuore della comunione fraterna; se la distruggiamo è come se strappassimo il cuore al Corpo di Cristo, la chiesa appunto.


Senza unità non c’è comunione fraterna, e senza comunione fraterna non c’è chiesa. Va preservata ad ogni costo.

Per fare questo, Dio ci infdica chiaramente sei passi da applicare nelle nostre vite 

08 novembre 2009

Il Libro di Efesini: un unico capo, un unico piano, un unico corpo (SOLO AUDIO)


La Falange Macedone era un reparto praticamente imbattibile, forte del suo numero, della sua potenza e della sua invulnerabilità... ma un piccolo esercito riuscì nell'impresa impossibile di sconfiggerlo. Come?

Tre furono i motivi che concorsero all'esito della battaglia:
  • obbedire un unico capo
  • avere un unico piano
  • agire come un un unico corpo.
Parte da questo esempio il messaggio che oggi proponiamo, tratto dall'archivio audio della nostra chiesa, per illustrare quello che l'apostolo Paolo insegna circa la chiesa nel Libro di Efesini.

File Audio 27 MB

01 novembre 2009

Vivere nella grazia di Dio


A chi di noi piacerebbe sentirsi “meno stressati” nella nostra vita? Ho trovato questa classifica su un sito:

Le cinque cose più stressanti della vita:
  • 5.il Natale
  • 4. gli esami
  • 3. le tasse
  • 2. il divorzio
  • 1. la morte di un familiare
Come credenti, noi possiamo aggiungere in una parte della lista (fate voi dove), anche il seguente stress:
  • Il non sentirsi all'altezza di Dio.
Vi è mai capitato di pensare “so che Dio mi ama e che mi ha salvato, ma non riuscirò mai a fare quello che mi chiede di fare; rimarrò per sempre un credente di serie B. Non riuscirò mai ad essere all'altezza dei ciò che Egli mi chiede.”?

A molti capita di pensare così; questo è uno stress che quasi tutti hanno in una qualche maniera provato, vuoi all'inizio, o durante la crescita.

Cosa c'è di vero, o cosa c'è di falso in questo pensiero? Possiamo “rilassarci” ed abbandonare almeno questo stress? C'è qualcuno o qualcosa che possa “assicurarmi” contro l'insorgere di questo ulteriore stress indesiderato nella mia vita?

Di certo un sistema c'è, , ma dobbiamo “sottoscrivere quella “ assicurazione di cui sto parlando: devo sottoscrivere una “RCA”.

Ma, al contrario di quella che facciamo per la nostra auto, questa non aumenta se facciamo qualche incidente (anche perché non costa nulla) paga sempre il 100%, ed ha un massimale illimitato che ci copre da qualsiasi danno possiamo commettere.

Vediamo assieme in cosa consiste la nostra RCA
  •  1) Ricorda quale padre è Dio
“Come un padre è premuroso verso i suoi figli, così è premuroso il SIGNORE verso quelli che lo onorano. Egli sa ciò di cui siamo fatti, si ricorda che siamo polvere.” Salmo 103:14

Dio ti conosce in maniera totale, ed è completamente consapevole della tua umanità. Egli conosce ciò che ti fa scattare, cosa ti innesca. Conosce i tuoi sbagli, le tue paure, i tuoi fallimenti e le tue frustrazioni. Egli non si aspetta da te che tu sia Superman o Wonder Woman.

Se sei un genitore, ami tuo figli in ogni momento del suo sviluppo o aspetti sino a quando è pienamente maturo per amarlo?

Il fatto è che Dio ti ama ad ogni tappa del tuo sviluppo; è per questo che non hai bisogno di nutrire sensi di colpa irrisolti e aspettative irrealistiche circa te stesso, sai,
  • non c'è nulla che tu possa fare per far si che Dio ti ami di più di quanto ti ama ora
ma, allo stesso modo
  • non c'è niente che tu possa mai fare per far si che Dio ti ami meno di quanto ti ama ora!
Come genitori terreni, noi amiamo i nostri figli ma spesso li amiamo di più o di meno a seconda di ciò che fanno.

Dio non è questo tipo di padre: l'amore di Dio è incondizionato, non è basato su ciò che facciamo o non facciamo. Dio ci ama per primo, perché Egli è amore.
Mettiamola sotto questo piano; io ho due bambini, ambedue hanno imparato a camminare seguendo più o meno lo stesso percorso di apprendimento. Hanno cominciato a fare un passo, e a cadere. Si sono rialzati, hanno fatto due passi, cadendo di nuovo. Si sono rialzati, e senza fare neppure un passo, sono caduti all'indietro...

Qual'è stata la mia reazione, come padre? Li ho forse rimproverati? .”Ma cosa stai combinando? Perché cadi? Tu sei un Delle Monache! I Delle Monache non cadono! Abbiamo la nostra dignità! Alzati! Puoi fare meglio di quello!”

E' chiaro che non mi sono comportato così! Ma molti di noi pensano che questa sia l a maniera con cui Dio ci tratta. Pensiamo che ogni volta che cadiamo, Dio è lì per dirti “Tirati su in piedi! Che stai facendo, imbecille?”

Dio è un padre premuroso, sa che siamo fatti di polvere, sa che cadiamo, e sa anche come ci sentiamo dopo essere caduti. Non è l' per rimproverarti, ma è lì per rialzarti, per incoraggiarti a fare il prossimo passo, a provare ancora una volta. Se vuoi onorarlo (come dice il versetto) c'è una sola cosa da fare: rialzarsi, e provare di nuovo; lui è lì che fa il tifo per te, così come noi lo abbiamo fatto per i nostri figli.
  • 2) Capisci cos'è che vede Dio
La Bibbia ci insegna questo in Romani 8:1:

Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù Romani 8:1

Cosa significa? Immaginate che io prenda un foglio di carta e vi scriva su ogni singola cosa che ho fatto di male nella mia vita (il che, come sapete, è impossibile perché un singolo foglio non mi basterebbe di certo): tutti i miei peccati, tutti i miei errori, ogni singolo scheletro chiuso nell'armadio, tutte le azioni, i pensieri e le tentazioni per cui mi devo vergognare. Poi, prendo questo foglio e lo metto all'interno di un libro, e lo chiudo dentro.

Ora il foglio non si vede più; l'unica cosa che posso vedere è il libro. Questo è il modo in cui Dio ci vede quando abbiamo Gesù nella nostra vita; Dio non vede più i nostri peccati, ma vede Gesù che sta lavorando sulla nostra vita, modellandoci a sua immagine.

Dio è l'artista, noi siamo il suo capolavoro e, come se fossimo d'argilla, egli ci modella...come? In modo che somigliamo ogni giorno di più a suo figlio Gesù. Ma per amarci , non aspetta che diventiamo “esattamente” come Gesù.

Quando ci guarda, non vede noi ed il nostro progetto non finito. Non vede le travi di legno ancora poggiate per terra, o i cumuli di macerie delle pareti che abbiamo demolito per far posto alle nuove stanze, ma vede l'abitazione regale che stiamo divenendo seguendo il Suo progetto.
  • 3) Accetta la Grazia di Dio
Tu potresti ancora dirmi: “Si, Marco, ma tu non capisci come mi sento io. So quello che devio fare, lo so, ma faccio l'esatto contrario. Mi sento un ipocrita.”

SE hai mai pensato questo, sappi allora che non sei il solo, ma che anzi sei in buona compagnia. Un nome su tutti tra i tuoi compagni di viaggio? L'apostolo Paolo!

“Mi trovo dunque sotto questa legge: quando voglio fare il bene, il male si trova in me. Infatti io mi compiaccio della legge di Dio, secondo l'uomo interiore, ma vedo un'altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?” Romani 7:21-24

Nessuno è perfetto; tutti sbagliano, tutti peccano, e non è sufficiente credere per smettere di peccare: Paolo l'aveva capito, perché lo viveva giorno per giorno.

Il versetto di Salmo 103 ci dice che Dio sa come siamo fatti: sa che non saremmo mai stati capaci di raggiungere la libertà dalla nostra natura di peccato da soli, neppure se ci fossimo sforzati per la vita intera, neppure se avessimo meditato in ogni minuto la Bibbia. Ecco allora che ha “studiato” un provvedimento per “aggirare” il problema: si chiama “Grazia”.

Quando un prigioniero viene “graziato” cosa significa? Che il giudice ha riletto le carte ed ha stabilito che effettivamente il condannato non aveva commesso il reato? Assolutamente no! Oppure, stabilisce che, “visto che si è comportato proprio bene per tot anni, allora facciamo finta che non è successo niente”? Ancora una volta no! Quella si chiama “buona condotta” ed abbrevia i tempi della pena, ma non la cancella: nel tuo certificato penale ne rimarrà traccia per sempre.

Quando un condannato riceve la grazia, invece succede questo: il reato è “cancellato”. Non è “come se non fosse accaduto” ma “non è mai accaduto”! E' una decisione del Presidente della Repubblica, e non è basata sul merito del reo, ma sulla volontà di chi la elargisce.

Visto che non posso “guadagnare” la Grazia, devo “accettare” la Grazia.

“tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio - ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù” Romani 3:24

Non è quello che posso fare io, ma quello che ha fatto Dio. Paolo dice:

“Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti” Efesini 2:8-9

Notate il verbo che usa: non dice “è per grazia che venite salvati”, al presente, ovvero ora. La salvezza non è qualcosa di progressivo, qualcosa che continua nel tempo. Non esiste una “fabbrica” che produce la salvezza ogni giorno per coloro che ne fanno richiesta.

Paolo invece usa un tempo al passato: “siete stati salvati”. E' un'azione che è già avvenuta, che continua a produrre i suoi effetti, ma che non è “progressiva”. La salvezza non è una fabbrica, ma un'esplosione.
Essa è venuta nel mondo, è esplosa, tutta quanta, tutta insieme. Non c'è rimasto un po' di esplosivo di scorta , caso mai servisse un'altra esplosione, magari più piccola.

La grazia è venuta con Gesù, tramite l'esplosione d'amore che ha prodotto la sua morte e la sua risurrezione.

Cosa devo fare?. Accettare la Grazia: è “gratis”, affinché non possa io dire che l'ho guadagnata.

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Nel momento in cui io accetto Cristo e dico : “Dio, ecco la mia vita; ogni cosa che ho fatto di sbagliato, ogni mio singolo peccato, tutte le cose stupide che ho commesso. Io voglio porre questa mia vita nelle mani di Gesù”. Sapete cosa accade? Che Gesù mi avvolge col suo amore, così che Dio quando guarda me, non vede me, con le mie imperfezioni, con i miei sbagli, con le mie debolezze... ma vede Gesù, vede Suo Figlio, vede la perfezione di Gesù, non la mia imperfezione.

E' tutto qui, il segreto per vivere una vita rilassata, per abbandonare lo stress di non sentirsi all'altezza, la nostra assicurazione, la nostra RCA.
  • 1. Ricorda che Dio è un padre premuroso
  • 2. Capisci che Dio vede Gesù quando ti guarda

  • 3. Accetta la Grazia di Dio
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