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30 agosto 2009

Uomini e donne...secondo Dio (SOLO AUDIO)

L'immagine che la socieà dipinge del rapporto tra uomo e donna è quello che vuole Dio?

In cosa differisce tra quello che il mondo ritiene accettabile e normale, e quello che è il normale rapporto che Dio vuole riservare a chi crede in lui?

24 agosto 2009

Connettersi a Dio:6) La preghiera di redenzione



Quanti di voi si riconoscono nelle frasi seguenti:

  • ho questa brutta abitudine
  • so che non dovrei, ma lo faccio
  • ho provato, ma non ci riesco
  • ci ricasco sempre

Un pastore una volta ricevette una lettera da un membro della sua chiesa che esprimeva questi concetti in modo forte ed accorato...

“Ogni mattina inizio la mia giornata con la voglia di cambiare il mio comportamento, e penso 'oggi sarà diverso'. Ma, in un modo o nell'altro, mi ritrovo ogni giorno a ripetere le solite cattive abitudini. E' come se in me ci fosse un tiro alla fune, dove io voglio fare davvero ciò che è giusto, ma riesco solo a deludere me stesso e Dio. Ho realmente provato di tutto: preghiera, promesse, metodi, persino l'ipnosi... Niente sembra funzionare in me. Perché continuo a commettere sempre gli stessi errori?Perché sono così resistente al cambiamento? Perché faccio cose che so che mi fanno del male? Riuscirò mai a cambiare per davvero? Sono scoraggiato, ed ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a sbloccarmi.”

Se siamo onesti, ciascuno di noi ha pensato almeno una volta le stesse cose espresse nella lettera. Viviamo in un mondo dove le buone intenzioni non sono mai abbastanza buone,. Se vuoi che la tua vita cambi, se vuoi liberarti da ciò che controlla la tua vita, che la rende complicata, se vuoi essere salvo dai dolori del passato e dalle tentazioni del futuro, ci vorrà di più di un semplice “beh, domani farò meglio”.
La realtà è che spesso siamo bloccati nel cerchio “buona intenzione, fallimento, colpevolezza, confessione, buona intenzione, fallimento, colpevolezza, confessione” e così via.

E' forse questa la vita che Dio ci chiama a vivere? Assolutamente no. E' per questo che parliamo oggi della Preghiera di Redenzione.

Siamo giunti, nel nostro studio del “Padre Nostro” a Matteo 6:13:

“e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno” (Matteo 6:13)

Sapete che succede quando molti di noi leggono questo versetto? Che pensano “per fortuna che io non sono stato mai tentato da oltre trent'anni!”.

Si, perché spesso, quando pensiamo alla “tentazione” pensiamo a qualcosa di “grosso” di cattivo in assoluto, tipo l'omicidio, l'adulterio, la fornicazione... insomma tutte quelle cose che “gli altri fanno, mica io!”.

La mia esperienza invece è che Satana entra in maniera molto più sottile nella mia vita; io non sono mai stato tentato di uccidere qualcuno...anche se ci sono arrivato più volte vicino. Ma ho fatto una lista di quelli che sono le mie tentazioni “sottili”. Non so se qualcuno ci si riconoscerà, ma questi sono le mie:
  • la tentazione di aver sempre ragione, anche quando non la ho;
  • la tentazione di dimostrarmi efficiente e brillante per “fare bella figura”;
  • la tentazione di fare quello che è semplice (come mettere i figli davanti alla TV invece di giocare con loro);
  • la tentazione di fare cose secondarie pur di non fare la cosa importante, continuando a buttare tempo utile su cose inutili (tipo navigare su internet quando invece dovrei scrivere la predicazione);
  • la tentazione di attendere che siano gli altri a fare quello che so che io devo fare;
  • la tentazione di non dire nulla, quando so che dovrei dire una parola di conforto o di esortazione, o di lode.

La verità è che la tentazione è molto più sottile di quello che pensiamo; ma la risposta ad essa è la preghiera di redenzione che ci indica la via di uscita dalla nostra situazione

Nel due messaggi precedenti abbiamo visto che Gesù ha detto che dobbiamo pregare:

"perdona i nostri peccati come noi abbiamo perdonato quelli che ci hanno offeso" (Matteo 6:12)

purificarci dai peccati: la preghiera di purificazione e liberarci dai pesi del passato: la preghiera di liberazione; ma pio ci dice anche di pregare:

“e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno” (Matteo 6:13)

Se non cedessimo alle tentazioni non dovremmo preoccuparci delle due frasi precedenti; non dovremmo preoccuparci né dei peccati, né del sentirsi colpevoli, né del risentimento verso gli altri. Ma, visto che le tentazioni ci sono, e che noi ci cadiamo, Dio ha provveduto una via di fuga da essa.

Quale è dunque la via di fuga? Paolo la spiega così:

“Le tentazioni che vi assalgono sono quelle comuni che tutti affrontano e potete fidarvi di Dio che farà in modo che la tentazione non diventi insopportabile, ma egli stesso vi darà una soluzione che vi permetterà di superarla”. (1Corinzi 10:13 VP)

Fermati un attimo: se dici (quando dici) “nessuno può capire come mi sento” stai sbagliando. Le tue tentazioni non differiscono in alcun modo da quelle degli altri. Forse alcune delle tue tentazioni sono più uniche di altre, ma la tentazione in se non è unica. Tutti veniamo tentati.

Quando Paolo quindi dice

"potete fidarvi di Dio che farà in modo che la tentazione non diventi insopportabile ma egli stesso vi darà una soluzione che vi permetterà di superarla”. (1Corinzi 10:13 VP)

Fermati di nuovo: quando dici “la tentazione era così forte che non ho saputo resistere” sai cosa sta affermando? Sta affermando questo: “Dio, sei un bugiardo”.

La realtà invece è differente: la tentazione non è un obbligo, ma una scelta; io “scelgo” di cedere alla tentazione, non cerco neppure la soluzione che Dio ha già provveduto per superarla, semplicemente mi “abbandono” ad essa.

Vi prego di sottolineare la parola “soluzione” perché di quella parleremo questa settimana.

Il primo passo della via di fuga che rappresenta la preghiera di redenzione è questo:

1) Devo identificare quello che mi rende vulnerabile

Vedi bene che non ti ho chiesto di identificare quello che ti tenta; quello già lo sai molto bene. Forse non ci hai mai pensato, ma perché quella tentazione mi tenta? Cosa è che mi rende vulnerabile, che mi rende debole, che mi rende suscettibile?

Gesù ha detto questo in Matteo 24:41:

“Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole". (Matteo 26:41)

In altre parole, tu puoi avere la volontà di non cedere alla tentazione, ma la forza di volontà non è abbastanza.

Ti è mai capitato di fare qualcosa tramite la tua forza di volontà? “Devo perdere peso”, “devo smettere di fumare” “Devo...” e aggiungi quello che hai provato a fare.

Lo sai, c'è un problema con la forza di volontà: la forza richiede SFORZO...e prima o poi ti stanchi. E quando sei stanco, cedi, e torni al punto di partenza!

Gesù infatti afferma “la carne è debole”: quali sono allora le “contromisure” che ci indica? “Vegliate pregate”: sottolinea tutte e due queste parole.

Già, perché non basta pregare, ma serve anche “vegliare”, stare svegli, stare “con gli occhi aperti”! Pregare “non ci esporre alla tentazione” non è sufficiente. Dobbiamo stare anche con gli occhi aperti...per guardarci da cosa?
Dalle circostanze che ci rendono vulnerabili, individuarle e lavorarci sopra.

Abbiamo più volte detto che tu non sei un “clone”; Dio non fa “copie”, ma fa creature uniche. Tu sei unico (o unica), e Dio ha disegnato un ministero per te che solo tu puoi adempiere.

Ma, allo stesso modo, questa tua unicità ti rende vulnerabile a cose diverse da quello che rende vulnerabile me. Alcune cose non ti tentano affatto (io non sono tentato minimamente da un tiramisù in frigo), mentre altre invece ti tentano in maniera estrema (ma non mi lasciate con una busta di patatine o di pop corn in casa!)

Da dove provengono dunque queste differenze? Alcune provengono dalla tua natura (il tuo DNA), altre provengono dalla tua cultura (il posto dove sei cresciuto). Alcune provengono dalla tua natura peccaminosa, altre provengono dai peccati di altri. Se, ad esempio, sei cresciuto in una famiglia dove le discussioni si affrontavano a sediate, quello è il sistema che hai appreso per discutere, e tenderai inconsciamente a replicare quell'atteggiamento.

Quello che voglio dire è questo: tu non devi “scegliere le tue tentazioni”. Le cose che ti tentano sono semplicemente i lati negativi della tua personalità. E non puoi auto assolverti pensando alle tentazioni che non hai: ”I miei peccati non sono così male, ma i tuoi, fanno veramente schifo! Com'è possibile che qualcuno faccia cose simili?”.

No, il peccato è peccato, agli occhi di Dio ogni peccato vale 1, e non ci sono peccati da 1, da 5 o da 10 punti! Non importa se essi vengono dalla tua natura o dalla tua cultura, ma essi sono i “tuoi” peccati: che commetti perché sei sensibile a certe tentazioni per via della tua natura o della tua cultura.

Devi identificare perciò il modello ed il percorso della tentazione a cui sei sensibile. Come fai a scoprirlo precisamente? Scrivi un identilit della tua tentazione facendoti queste 5 domande:

I. quando sono più tentato?

In altre parole, in quale giorno della settimana, oppure in quale momento della giornata. Alcuni sono più tentati di lunedì, altri di domenica; alcuni sono tentati la mattina, altri la sera.

Io posso stare lontano da qualsiasi computer connesso a Internet fino alle 7 di sera... ma dalle 7.30 in poi, è allora che starei connesso fino all'alba, e se possibile porterei il laptop dentro il letto...tagliando fuori mia moglie e i miei figli dalla mia vita...e molte cose su internet non fanno bene alla mia salute spirituale.

Potrei giustificarmi adducendo la mia “cultura tecnologica” oppure il fatto che lavoro tutto il giorno con i computer al negozio, ma è una scusa.

II. dove sono più tentato?

Alcuni sono più tentati al lavoro. Altri a casa del vicino...per via della vicina (il mio vicino è mio fratello, per cui sto tranquillo!). Alcuni sono tentati ai centri commerciali. Alcuni sono tentati alla spiaggia.

Molti sono tentati di fronte ad un computer.

III. chi è con me quando sono più tentato?

Sono più tentato quando sono da solo, o sono più tentato quando sono con gli amici perché mi lascio trascinare? Ricordati che non puoi librarti come un'aquila quando voli con le oche (e ricorda che ci sono anche oche maschio).

Sono più tentato quando sto assieme ai miei colleghi, o quando sto con degli sconosciuti? Sono più tentato quando sto con la mia famiglia di dire cose che non direi a nessun altro?

IV. quale temporaneo beneficio ricevo se cedo alla tentazione?

C'è sempre una ricompensa nel peccare, e anche la Bibbia lo dice: Proverbi dice che le acque rubate sono dolci, che il pane mangiato di nascosto è delizioso, afferma che c'è piacere nel peccato...per una stagione, cioè “non dura”.

Amici, ammettiamolo; il peccato è divertente! Se non lo fosse , nessuno peccherebbe! E invece la stessa Bibbia dice che disobbedire a Dio dà un grande piacere e un grande divertimento...ma la Bibbia dice anche che non dura, e che il suo frutto è la morte!

Per cui, quale temporaneo beneficio ottengo se cedo alla tentazione? Ricevo conforto, o eccitazione, o piacere, o gioia. Mi sento più sicuro in me stesso? Devi conoscere quale sia la ricompensa che ottieni.

V. come mi sento appena prima di essere tentato?

Devi conoscere quale sia la miccia della tua tentazione, la situazione psicologica o fisica che ti porta ad essere tentato. E' la frustrazione? Oppure lo stress? Sei tentato quando sei annoiato? Oppure quando sei da solo? Sei tentato la notte quando non riesci a prendere sonno?
Queste cinque domande – quando, dove, chi, quale e come- ti aiuteranno ad identificare il percorso ed il modello della tua tentazione. Occhi aperti, non solo preghiera.

Una volta fatto questo, sei pronto per il il passo successivo.

2) Pianifico per evitarla

In altre parole, non è che aspetto fino al punto dove devo decidere se cedere o meno alla mia tentazione., ma studio un piano per evitare di imboccare quella strada al cui termine c'è il bivio dove dovrò decidere se andare a sinistra e cedere o andare a destra e resistere...

Perché? Perché se giungo a quel bivio e anche decido di svoltare a destra, significa che mi basta fare una inversione a U e già mi trovo sulla strada che conduce al mio peccato; se invece pianifico un percorso differente che non prevede di passare da quel bivio, ma di tenermi a debita distanza da esso, allora mi sarà più facile resistere perché sono lontano dal quel bivio.

Sapete cosa si consiglia ai giovani quando hanno i loro primi appuntamenti con uno dell'altro sesso? Pianifica il tuo incontro in anticipo, perché se non sai quello che farai, non avrai nient'altro da fare che parcheggiare sotto un platano e reclinare i sedili.

La Bibbia dice questo:

“Fa attenzione alla via da percorrere e tutti i tuoi progetti siano ben pensati. Nel tuo cammino non voltare né a destra né a sinistra; non perderti nella via del male” (Proverbi 4:26-27 TILC)

Rifletti un attimo su quanto sto per dirti: la tentazione inizia con un desiderio normale in te. Se non vi fosse quel desiderio “normale” in te, la tentazione non avrebbe impatto su di te. Io non sono tentato di pestarmi le dita col martello; non è un desiderio “normale”. Ma posso essere tentato di prendere la decima fetta di torta, sfruttando il desiderio “normale” di mangiare.

Spesso la tentazione è il soddisfare un desiderio legittimo nel modo sbagliato, al momento sbagliato o nella quantità sbagliata.

Tu hai un normale desiderio di mangiare o di bere. Hai un normale desiderio di dormire e un normale desiderio sessuale. Da dove pensi essi vengano? E' Dio che te li ha dati! Te li ha dati per il tuo bene, e non sono dei desideri sbagliati o cattivi! La tentazione sorge quando noi abusiamo o facciamo un uso cattivo di ciò che Dio ci ha dato per il nostro bene.

Mangiare è un bene, ma mangiare alle tre di notte no! Bere è un bene, ma ubriacarsi no. Il sesso è un bene, ma la pornografia no. La tentazione è quando desideri normali che Dio ci ha dato per il nostro bene vengono usati al momento sbagliato, nella quantità sbagliata o per l'uso sbagliato.

Per questo devo pianificare il mio percorso in modo da non incontrare la tentazione di abusare o usare male quel desiderio normale, per poi cedere ad essa e far diventare la mia tentazione il mio peccato.
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Nel momento che conosci il quando, il dove, il chi, il quale e il come, allora pianifichi i tuoi movimenti. Sei tentato di comperare più di quanto la tua situazione economica permetta? Pianifica di andare al centro commerciale con qualcuno che freni il tuo impulso. Sei tentato di comperare riviste porno all'Autogrill? Pianifica di avere sufficiente benzina prima di entrare in autostrada. Se non vuoi essere pizzicato stai alla larga dal nido delle api.

Fatto questo sei pronto per il terzo passo

3) Vigilo sul mio cuore

Proverbi dice questo:

"Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa,poiché da esso provengono le sorgenti della vita" (Proverbi 4:23)

Perché devo vigilare sul mio cuore? Perché la tentazione, in realtà, non è fuori di me, ma all'interno del mio cuore. Non ci credi? Leggi quello che dice Giacomo:

“In realtà, ognuno è tentato dai propri cattivi pensieri e desideri, che lo attirano e lo seducono” (Giacomo 1:14 VP)

La miccia è al di fuori di noi, ma la polvere da sparo è dentro di noi. Non ci credi ancora? E' Gesù che parla stavolta:

“perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contaminano l'uomo". (Marco 7:21-23)

SE vuoi realmente rompere con il tuo passato fatto di cattive abitudini e di tentazioni, la prima cosa che voglio tu faccia è un piccolo test, una sorta di Risonanza Magnetica del tuo cuore. Lo trovate nei vostri appunti.
In questo momento ti senti

a. più esaurito fisicamente o più in forma e pieno di energia?
b. più scoraggiato o pessimista o più incoraggiato e fiducioso?
c. più annoiato o scontento o più motivato e contento?
d. più spiritualmente rido o vuoto o più vivo e in crescita?
e. più solo o distante dagli altri o più vicino a chi ami?
f.. più insicuro o incerto o più fiducioso o sicuro?
g. più ferito o profondamente offeso o più amato e compreso?
h. più amaro o arrabbiato o più pronto a perdonare tutti?
i. più triste o più allegro?
l. più di aver fallito o più di avere successo?

Fate le vostre somme. Ecco il responso:

  • se hai totalizzato da 31 a 40, sei in gran forma, e sarai più che resistente alle tentazioni;
  • se hai realizzato da 20 a 30, sei in grave pericolo; c'è la luce gialla lampeggiante e devi sapere che Satana sta preparando il laccio per farti cadere, perché lui colpisce sempre quando sei a terra (lo sai che è un vigliacco!);
  • se hai meno di 20, allora sappi che stai vivendo una crisi e che forse non te ne sei neppure accorto; parlane con qualcuno dei tuoi fratelli o delle tue sorelle in Cristo, parlane con uno dei responsabili della chiesa, perché hai disperata necessità di aiuto immediato.

L'altra cosa che devi fare è chiederti: “da quanto tempo sto in questo stato?”, perché più tempo hai passato in quello stato, più vulnerabile sei alla tentazione.

Ci saranno voci nella tua testa che ti dicono “in fondo mi merito quello! Mi merito di avere qualche sollievo, o qualche divertimento. Mi merito di essere amato”. Sei tentato e sei pronto per la caduta se non è già avvenuta.

Paolo dice questo:

“Non offrite al diavolo un punto d'appiglio” (Efesini 4:27 PV)

Sottolineate “punto d'appiglio”. Come faccio a offrire al diavolo un punto d'appiglio? E' uno stato mentale, un'emozione negativa che porti per molto tempo, che sia rabbia, o preoccupazione, o paura o amarezza o gelosia o altre cose simili. Più tempo le porti i te, più si sviluppano nel tuo cuore, più crescono goccia a goccia come una stalattite, divenendo poi colonne potenti alle quali il Maligno si può facilmente attaccare.

Una volta che ho imparato a vigilare sul mio cuore, proseguo col prossimo passo.

4) Prego che Dio mi redima (liberi) dalla tentazione

Cosa significa? Semplicemente che chiedo a Dio di aiutarmi a liberarmi dalla tentazione. Prego appunto la preghiera di redenzione “e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno”.

Come chiedo aiuto a Dio quando vengo tentato? Per prima cosa cerco una chiesa nelle vicinanze; entro, mi prostro a terra e prego cosi: “Oh, Padre Santo e degno di ogni Santità, io t'imploro affinché tu voglia accogliere la mia umile prece. Prostrato ai tuoi piedi io t'invoco...Deh! Liberami...!”

E' forse così che devo fare?
No. Non c'è tempo, la miccia per la mia tentazione è lì davanti a me pronta a far esplodere ciò che di cattivo c'è nel mio cuore... non c'è tempo, ho bisogno di una “preghiera” per forno a microonde...”AIUTO!”

“Dio, tra un minuto da quella porta entra quella persona che mi provoca. Aiutami a rimanere calmo.” “Dio tra poco sarò solo a casa, e tu sai cosa combino quando sono nolo! Aiutami!”

La Bibbia dice:

“invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai" (Salmo 50:15)

AIUTO, SOS, MAY DAY! Basta poco, sai perché? Perché Gesù è sceso dal Cielo, ha vissuto come un vero uomo e CAPISCE!!!! quello che provi!

In Ebrei è scritto questo:

(Gesù infatti) non è incapace di soffrire con noi nelle nostre debolezze, anzi, è stato tentato esattamente come noi, ma non ha peccato. Perciò avviciniamoci con piena fiducia al trono della Grazia, per ottenere misericordia e trovare la Grazia, quando ne abbiamo bisogno” (Ebrei 4:14-15 VP)

Perché capisce quello che provi? Sottolinea “è stato tentato esattamente come noi”. Le stesse tue tentazioni, tutte. Sei tentato dal denaro? Anche Gesù lo è stato. Sei tentato dal sesso? Anche Gesù lo è stato. Sei tentato dall'essere pigro? Anche Gesù lo è stato... con la differenza che lui non ha mai lasciato che la miccia desse fuoco alla polvere del suo cuore umano.

La notte prima di essere crocifisso, nel Getzemani, Gesù ha pensato e ha detto “io non voglio morire, non così, non sulla croce”. C'è un cuore umano che parla, con i suoi dubbi, le sue frustrazioni, le sue paure. Ma quindi prega “Non la mia, ma la tua volontà si fatta”: Gesù tra il cuore dell'uomo e il piano di Dio, sceglie il secondo.

Prego perché Dio mi liberi dalla tentazione e poi...

5) Rivolgo la mia attenzione altrove

Ovvero cambio la direzione dei miei pensieri, rifocalizzo la mia mente su qualcosa di diverso. Questo è il vero segreto per gestire la tentazione; non resisto la tentazione, rifocalizzo la mia mente.

Perché tutto ciò a cui RESISTO, PERSISTE: “Non fumerò ancora un'altra sigaretta”, “Non aprirò di nuovo il frigo per prendere da mangiare”, “Non prenderò un altro bicchiere di vino”...Tutto ciò a cui resisti, persiste.

Lo sai che nella Bibbia non c'è un solo versetto che dica che devi resistere alla tentazione? Dice di resistere al Diavolo, che è tutto un altro discorso! La chiave per sconfiggere la tentazione non è respingerla: è rifocalizzarsi su qualcos'altro. Se riesco a farlo, la tentazione non mi attrae più perché già sto pensando a altro.

Tutto ciò che che ti attrae ti prende; la battaglia per il peccato comincia nella mente. E' per questo che la Bibbia dice:

“Pensare ai tuoi comandamenti mi fermerà dal commettere azioni sciocche” (Salmo 119:6 CEV)

Perché? Perché se penso ai comandamenti di Di se penso alla verità vera, non penso a tutte le stupidaggini che normalmente faccio.

Ti è mai capitato di guardare giù da un dirupo e di sentire la "paura" di aver voglia di buttarti Non è che vogliamo buttarci, ma l'essere concentrati sul dirupo attrae la nostra mente, e la devia verso di esso. Qualsiasi cosa su cui ti focalizzi ti attrae; e questo è vero per qualsiasi area della tua vita, sia essa buona che cattiva.

Non so se ci hai fatto caso, ma per me è così, che più penso a qualcosa che mi fa arrabbiare, più divento arrabbiato: “Quel tipo mi fa arrabbiare... si, quel tipo mi ha fatto proprio arrabbiare... quel tipo non lo sopporto...” fino a quando sono pronto a mettere una bomba nel colletto della sua camicia e a levare la sicura!

Per cui, qualsiasi cosa da cui sei tentato, sia il sesso, il cibo, i soldi o altro ti attira verso di se fino a quando non rifocalizzi la tua mente in un'altra direzione.

La tentazione segue sempre uno schema prevedibile: attenzione, eccitazione, azione. Attenzione, eccitazione, azione. Questo è lo schema che segue ogni singola tentazione:

  • attenzione: la tua mente viene “agganciata”
  • eccitazione: la tua mente dice: “mi interessa!!!”
  • azione: agisci secondo la tentazione.

Per cui, non lotto contro la tentazione, ma semplicemente guardo con la mente in un'altra direzione:

“facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo” (2° Corinzi 10:5b)

Amici, confessiamolo: non siamo molto bravi in questo, perché è qualcosa che non nasce con noi, ma si apprende con l'esperienza, con la pratica.

Non puoi controllare ciò che ti accade, e tra l'altro non puoi controllare neppure come ti senti, ma la maniera come reagisci, quella si che la puoi controllare! Se riesci a controllare cosa pensi questo ha un impatto su cosa provi, e questo ha di conseguenza un impatto su come reagisci.

Pensa a quando Gesù è stato tentato nel deserto, con Satana che gli diceva “trasforma queste pietre in pane”. Cosa ha risposto Gesù: “Ah, no, non ho fame!” E in vece no, stava letteralmente morendo di fame dopo quaranta giorni di digiuno. Come ha risposto? Ha risposto citando la Bibbia, non ha lottato contro la tentazione, ma ha rivolto la mente altrove.

Romani 12:21 dice:

“Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene.” (Romani 12:21)

E' un principio della sostituzione: se tu prendi una brocca contenente acqua sporca e ci versi dentro acqua pulita, alla fine ottieni una brocca di acqua pulita che potrai bere.

Per cui, identifico cosa mi rende vulnerabile, pianifico come evitarlo, vigilo sul mio cuore, prego Dio perché mi liberi, mi redima dalla tentazione, rivolgo la mia attenzione altrove, ed infine...

6) Trovo un gruppo e un compagno (o compagna) di viaggio

Di tutto quello che ho detto sino ad ora, questa forse è la parte più importante, senza la quale difficilmente potrai vincere la tua tentazione: devi far parte di un gruppo di credenti, di quello che noi chiamiamo “cellule”, e devi avere un (o una ) partner spirituale con cui “fare i conti”!

Ti voglio fare una domanda, non come predicatore, non come pastore, non come anziano, ma come uno che ti vuole bene: quanto ti interessa rompere con le vecchie abitudini? Quanto ti interessa essere libero dal tuo peccato abituale? Quanto ti interessa sentirti “libero”, sentirti “pulito” davanti alla tua sposa o al tuo sposo, davanti ai tuoi figli, davanti a te stesso... e soprattutto, davanti al tuo Padre Dio?

Se ti interessa, devi avere un gruppo e devi avere un partner.

Non te lo sta dicendo Marco, ma è la Bibbia che lo afferma:

“Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica. Infatti, se l'uno cade (in tentazione), l'altro rialza il suo compagno; ma guai a chi è solo e cade senz'avere un altro che lo rialzi!” (Ecclesiaste 4:9-10)

Sapete che, a 46 anni, ho iniziato a giocare a rugby; non solo ad allenarmi, ma proprio a giocare partite vere. Mia moglie, il dottore, un po' tutti mi avevano consigliato di fare del movimento, così ho provato. In realtà, la mia intenzione era quella di andare un paio di volte al mese per una sgambatina, ma tra i miei compagni di squadra ce n'è uno in particolare con il quale mi sono preso da subito. Si chiama Ugo, e siccome siamo in contatto tramite Facebook, si accerta ogni volta che c'è l'allenamento (ovvero due volte a settimana) che io sia presente. Sapete di chi è il merito di essere così costante nell'andarmi ad allenare? Di Ugo!

Tu hai bisogno di un “Ugo”, nella tua vita, perché senza il tuo Ugo che ti sprona e ti stimola due volte alla settimana ad “allenarti”contro il peccato, da solo non ce la puoi fare. Ed è meglio confessare tentazioni che confessare peccati.

A questo punti, però, ti devo mettere in guardia da una cosa, sperando di non spaventarti: non pensare che più diventi maturo nella fede, meno sei tentato. E' l'esatto contrario! Più diventi maturo, più diventi efficace per Gesù. E più diventi efficace per Gesù, più diventi pericoloso per Satana.

E' per questo che più cresci nella fede, più hai bisogno di un gruppo e di un partner spirituale. La Bibbia dice questo:

“Fratelli, se scoprite che qualcuno di voi sta commettendo un errore, voi che siete guidati dallo Spirito, aiutatelo con dolcezza e umiltà a ritornare sulla strada giusta, ma fate attenzione a non essere tentati anche voi. Aiutatevi a vicenda nelle difficoltà e nei problemi; così facendo avrete fatto ciò che vi chiede la legge di Cristo” (Galati 6:1-2)

E qual'è la legge di Cristo? Ama il prossimo tuo come te stesso. Come faccio ad amarlo? Aiutandolo nelle sue tentazioni. Questa è la maniera migliore di amare il tuo prossimo e di obbedire alla legge di Cristo.

Nel momento in cui confessi la tua tentazione, da lì inizia il tuo cammino verso la libertà; ed è immediato. Perché se sei in grado di parlarne ad altri allora significa che non hai più voglia di nasconderle e per questo non controllano più la tua vita.

Trova un gruppo, trova un partner: noi abbiamo addirittura le “microcellule”, coppie di due credenti... forse sarà quello (o quella) il tuo compagno di viaggio verso la libertà.

Nel momento che troverai un compagno o una compagna di viaggio, sai cosa accadrà? Che le tue tentazioni cominceranno a diminuire.

Lascia che cancelli però un ultimo dubbio: “Che cosa penserà l'altro (o l'altra di me? Cosa penserà quando gli confesso la mia tentazione?”

La risposta? Ti amerà di più, perché sarai vero, non porterai la maschera di quello per il quale “è tutto OK!”. Tutti siamo tentati; onestamente non c'è alcun peccato che possa scandalizzarmi, perché so che la chiesa, anche questa chiesa, è un ritrovo di peccatori...ma che hanno ammesso di essere tali, e che vogliono cambiare!

Ed essere seguaci di Gesù non significa non avere tentazioni, non significa combattere contro di esse, ma significa rifocalizzare la propria mente su ciò che è degno agli occhi di Gesù.

Non voglio illudervi, e non sto dicendo che seguendo questi sei passi potrete fare a meno di peccare, ma che potrete peccare meno. Non potrete fare a meno di peccare (siete uomini e donne) ma potrete peccare meno.

Ma, cosa succede se nessuno viene e ti chiede di essere suo partner? Giacomo dice questo:

“Fratelli miei, se qualcuno tra di voi si svia dalla verità e uno lo riconduce indietro, costui sappia che chi avrà riportato indietro un peccatore dall'errore della sua via salverà l'anima del peccatore dalla morte e coprirà una gran quantità di peccati”.(Giacomo 5:19-20)

Conosci qualcuno che ha bisogno di aiuto? Non dire “non sono fatti miei”; lo sono se gli vuoi bene. E' tuo compito eccome! E' tuo compito amarlo e aiutarlo. Non potrà fare a meno di peccare, ma assieme a te potrà peccare meno.

Preghiamo.

Se le mie parole hanno centrato qualche nervo scoperto della tua anima, se sei pronto per il cambiamento, prega assieme a me questa preghiera:

Caro Padre, conosco bene le cattive abitudini e le tentazioni che mi hanno lungo la mia vita. Tu conosci anche le mie tentazioni attuali, come pure quelle future. E' per questo che chiedo il tuo aiuto. Io prego la preghiera di redenzione. E voglio seguire la strada dei tuoi principi per sfuggire alla tentazione così che ne possa essere libero. Aiutami a vedere in modi chiaro il suo schema, dammi la forza di pianificare come evitala, aiutami a rifocalizzare la mia attenzione su altro quando sono tentato. Voglio esse connesso alla mia cellula, e voglio trovare un partner con cui condividere il cammino. Rimuovi da me le emozioni negative che mi rendono vulnerabile e sostituiscile con il tuo amore, con il tuo perdono e con la tua fiducia in me. Io chiedo a te Gesù di iniziare a cambiarmi completamente da oggi. Amen.

02 agosto 2009

Connettersi a Dio: 5) La preghiera di liberazione




Una delle cose che più vogliamo per la nostra vita è “avere pace”; addormentarci la sera poggiando una “testa leggera” sul cuscino e svegliarci avendo delle “gambe leggere” pronte a correre con felicità un nuovo giorno.

Questa nostra necessità, purtroppo, cozza costantemente contro due ostacoli che ci impediscono di avere pace:

1. Sentirsi colpevoli: quando ferisci qualcuno.
2. Risentimento: quando qualcuno ti ferisce.

Essi creano più problemi di qualsiasi altra cosa nella vita. La preghiera che noi chiamiamo “Padre Nostro” tratta questi due problemi in modo potente e li risolve alla base.

Sapete che stiamo affrontando da più settimane lo studio della preghiera di Gesù,
siamo partiti da “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome”: la preghiera di connessione. Che tipo di padre è Dio?
Abbiamo poi parlato di venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra com'è fatta nel cielo”: questa è la preghiera di resa, e un antidoto allo stress
abbiamo poi visto “dacci oggi il nostro pane quotidiano”: la preghiera di dipendenza. Se riusciamo a capire che la nostra vita dipende completamente da Dio, allora non dovremo più preoccuparci per il futuro.
Infine l'ultimo messaggio abbiamo analizzato “rimetti a noi i nostri debiti” oppure “perdona le nostre offese”: la preghiera di purificazione. Vi ho anche dato i “compiti a casa” con il foglio per valutare quali sono i peccati ricorrenti.

Stasera vedremo la seconda parte di Matteo 6:12

“come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori”

una traduzione differente dice

“come noi abbiamo perdonato quelli che ci hanno offeso”

E' uno di quei brani della Bibbia che vorremmo “modificare”, perché è vero che vogliamo che Dio ci perdoni, ma il fatto di perdonare coloro che ci hanno offeso...beh, non ci viene naturale.

Come persone vogliamo ricordare bene chi e come ci ha offeso, portarne memoria, “fargliela pagare” in qualche modo più o meno lecito alla prima occasione...

Ma il nostro Creatore ci conosce, sa come siamo fatti e ci dice : “No, questo non è buono per te! Quello che devi fare non è tenere, ma 'liberarti' dalla ferita”.

E' questa la “preghiera di liberazione”.

Nella vita saremo feriti dagli altri; lo siamo stati in passato, lo saremo in futuro. Se non sappiamo come liberarci dalle ferite, non faremo che accumularne tutta la vita.

Come per la busta dell'immondizia dell'ultimo messaggio, la nostra vita comincerà a puzzare, avvelenando il nostro spirito.
Sapete, ho scoperto che mi è più facile perdonare le persone che mi feriscono una volta; ma cosa faccio con le persone che continuano a ferirmi per tutta la vita?

Quante volte debbo perdonare qualcuno che mi offende? Buona domanda! Infatti è proprio la domanda che un giorno di 2000 anni fa, Pietro a Gesù: prendiamo assieme Matteo 18 al versetto 21:

“Allora Pietro si avvicinò e gli disse: "Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?” (Matteo 18:21)

Forse Pietro non stava parlando proprio di Andrea, suo fratello e discepolo di Gesù assieme a lui, ma realtà dei fatti è che il 90% di tutti i risentimenti comincia proprio nelle famiglie. La maggior parte della rabbia, della frustrazione, nasce per via delle persone che hai più di frequente accanto.

E' più facile perdonare le persone che ci hanno ferito una volta...ma cosa fare se mio fratello, mio marito, mia madre, continua a farlo ogni giorno?

Può essere una ferita lieve, come uno sposo o una sposa indifferente, oppure qualcosa di più grave, l'abuso verbale, o fisico, o psicologico. Qualsiasi intensità abbia, da lieve a grave, essa è amplificata dalla quotidianità e dalla vicinanza e dal vincolo di sangue che hai con colui che ti sta ferendo...

Pietro sta parlando di questo: “Quante volte Signore debbo perdonare? Sette volte?”

Pietro crede di essere magnanimo qui, perché la legge ebraica imponeva di perdonare una persona almeno tre volte, dopo di che, vai a quel paese, non ti devo più nulla!

Pietro conosce la legge, e pensa: “Vediamo, raddoppiamo il numero, e aggiungiamo uno; così stupirò Gesù per la mia magnanimità! - Ehi, Gesù, che ne dici di 'sette volte'?- Questo dovrebbe fare colpo su di lui!”

Gesù gela il calcolo di Pietro:

“E Gesù a lui: Io non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.”Matteo 18:22

Settanta volte sette: 490 volte; perdonando un'offesa al giorno fanno un anno tre mesi e cinque giorni di perdono incondizionato!

Gesù sta dicendo a Pietro: “Vuoi sapere quante volte devi perdonare? Figlio mio, tu dovrai perdonare fino a che avrai questa vita sulla terra!”

E. per chiarire a Pietro, e a noi, il perché, Gesù racconta una storia:

“Perciò il regno de' cieli è simile ad un re che volle fare i conti coi suoi servitori. E avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno, che era debitore di diecimila talenti.” (Matteo 18:23-24)

Diecimila talenti, al cambio attuale, sarebbero circa 8.600.000 Euro! Il tipo è indebitato fino al collo col suo padrone! A quei tempi, il sistema per ripagare un debito era molto semplice: Gesù lo spiega al versetto seguente:

“E poiché quello non aveva i mezzi per pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figli e tutto quanto aveva, e che il debito fosse pagato.” (Matteo 18:25 )

A quei tempi la soluzione a un debito non onorato era semplice: venivi “venduto” tu, la tua famiglia, i tuoi beni, tutto!

La situazione del povero servitore è disperata! Pensateci su: aveva in debito di 8.600.000 Euro, e anche pagando 100 Euro al giorno avrebbe impiegato 236 anni per ripagare tutto. Qui ci vuole più di un prestito, più di un mutuo, qui ci vuole una “manovra finanziaria straordinaria” per togliere il debito!

Ma lui cosa fa? Lo vediamo nel versetto seguente:

“Perciò il servo, gettatosi a terra, gli si prostrò davanti, dicendo: "Abbi pazienza con me e ti pagherò tutto". (Matteo 18:26)

8.600.000 Euro! Suona un po' come i filmi di mafia, quando il tizio che ha preso i soldi a strozzo viene messo a testa in giù fuori dalla finestra del 257 piano del grattacielo dal “picciotto” e grida: “Datemi 24 ore, e vi restituisco tutto”.

E' quasi comico: ma il re si commuove, e gli cancella il debito.

“Il signore di quel servo, mosso a compassione, lo lasciò andare e gli condonò il debito. (Matteo 18:27)

Il servo è “libero” (è quello di cui parliamo stasera, la “preghiera di liberazione”).

Ora, mi aspetto che mi domandiate: “OK Marco, bella la storiella... ma io che c'azzecco? Cosa c'entro io?” C'entri, perché Gesù ti sta dicendo che, qualsiasi sia l'entità del debito che hai verso qualcuno, devi liberartene. E questo per tre motivi fondamentali.

1. Perché Dio ti perdona

L'ha fatto tante volte, continua a farlo quotidianamente. E se lui perdona, io che sono fatto a sua immagine, devo fare quello che mio padre fa: devo perdonare.

Gesù usa la parola “re”, ma sta significando Dio; è Dio che si muove a compassione, che lascia andare il servitore, che condona il debito.

Dio ha mandato Gesù a pagare per il tuo debito; sta scritto che il salario del peccato è la morte, e Gesù ha riscosso quel salario per te, al tuo posto. E' morto per i TUOI peccati!

La Bibbia afferma questo:

“tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio – (vi autorizzo a girarvi verso il vostro vicino di sedia e a dirgli “compreso te”!) ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù.” (Romani 3:23)

Dio mi ha perdonato tramite Gesù.

“Ma tu sei un Dio pronto a perdonare, misericordioso, pieno di compassione, lento all'ira e di gran bontà, e non li hai abbandonati.” (Neemia 9:17b)

Questo è il senso della grazia: ammetto le mie colpe, ammetto le mie imperfezioni, ammetto il mio spirito ribelle, e Dio dice: “OK figlio mio (o figlia mia), io ti perdono immediatamente, gratuitamente, completamente e ripetutamente”.

Il fatto è che sei indebitato di brutto con Dio, e non potresti mai ripagarlo del tuo debito; è per quello che è Dio a prendere l'iniziativa e a cancellarlo unilateralmente.

Una domanda: come ti saresti sentito se tu fossi stato il servitore della storia? Se avesti avuto un debito di 8.600.000 Euro cancellati così, con uno schiocco di dita?

Avresti provato gioia, riconoscenza, avresti voluto offrire da bere a tutti...Non accade così con il servitore. Leggiamo assieme:

“Ma quel servo, uscito, trovò uno dei suoi conservi che gli doveva cento denari; e, afferratolo, lo strangolava, dicendo: "Paga quello che devi!" Perciò il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me, e ti pagherò". Ma l'altro non volle; anzi andò e lo fece imprigionare, finché avesse pagato il debito.” (Matteo 18:28-30)

Questo è interessante; al servitore sono stati appena condonati 8.600.000 Euro e non mostra alcuna pietà verso un'altra persona da cui deve avere...sapete quanto erano cento denari? Più o meno 12 Euro!

Ora, la legge romana autorizzava lo “strozzamento del debitore”, e il servitore era nel suo pieno diritto. Ma perché agiva così?

La ragione è una soltanto: non credeva che il suo re gli avesse realmente condonato il debito. Si sentiva ancora come se dovesse ripagarlo, e per questo andava cercando persone da cui riavere indietro soldi.

In una parola: si sentiva ancora “colpevole”. Quello che la storia di Gesù ci insegna è che se non mi sento perdonato, non sono capace di perdonare; se non sento di aver ricevuto grazia, non so darla; se non mi sento libero dai miei peccati ed errori non so liberare gli altri dai loro.

Gran parte delle persone che sono facili a giudicare, che sono risentite, che non fanno mai cadere nulla per terra ma che tengono tutto ben alto e di fronte agli occhi per potertelo ricordare al momento opportuno, sono persone che si sentono colpevoli. E tendono a far pagare agli altri il loro sentirsi tali.

Le persone che sanno perdonare di più al mondo sono le persone a cui di più è stato perdonato; le persone che dispensano grazia agli altri sono le persone a cui la grazia è stata dispensata in maniera abbondante.

Vorrei farti una domanda: stai cercando di ripagare Dio per le tue trasgressioni? Forse credi in Gesù, ed hai accettato la sua salvezza, ma dentro di te c'è qualcosa che ti dice che “non basta” che “devo fare di più”, che “gli devo questo a Dio”?

Non puoi! Sei indebitato di brutto... anzi, lo eri! Ora sei libero grazie a Cristo!

“Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo.” (Efesini 4:32)

Rilassati, sei “in Cristo”; ricordati che colui a cui più è perdonato, più sa perdonare!
Devo perdonare quindi perché Dio mi perdona.

2. Perché il risentimento è una auto-tortura

Ogni qualvolta provi rancore e risentimento verso qualcuno, sappi che quel qualcuno a) non ne subisce alcuna conseguenza b) probabilmente neppure si ricorda del motivo del tuo rancore c) l'unico che ne paga le spese sei te.

Il passato è passato, e se tu lasci che ferite del passato continuino a condizionare il tuo presente, questo si chiama auto-tortura.

Giobbe la mette in questi termini:

“No, il cruccio non uccide che l'insensato e l'irritazione fa morire lo stolto.” (Gobbe 5:2)

Se ti aggrappi al risentimento, sei insensato e stolto...e in più muori tu (non l'altro): vedi un po' se ti conviene!

Continuiamo con al storia che Gesù ci racconta: quando il re viene a sapere che quel servitore a cui erano stati condonati 8.600.000 Euro aveva fatto imprigionare un suo collega per soli 12 Euro, diventa furioso, lo fa richiamare e gli dice queste parole:

“Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti; non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?" E il suo signore, adirato, lo diede in mano degli aguzzini fino a quando non avesse pagato tutto quello che gli doveva.” (Matteo 18:34)

E, chiaramente, essendo un debito impossibile, significava una condanna a vita.

La parola “aguzzini” in greco è “basanistace” che significa “torturatori”. Gesù è arrivato al punto: se colui a cui Dio ha perdonato gli 8.600.000 Euro strozza un suo collega per 12, allora lo si dia ai torturatori. Se a te che ti è stato perdonato moltissimo non perdoni l'altro che ti deve poco, allora devi essere dato al torturatore. E sai chi sarà il torturatore? Te stesso!

Il risentimento è una tortura; se porti amarezza nel tuo cuore, il tuo cuore diventerà il peggior posto dove vorresti essere; diventerà una camera di tortura che porterai con te dentro. Non sono gli altri a farti star male, ma te stesso, perché non vuoi lasciar andare, perché continui a ripetere “non lo perdonerò mai”.

E' qualcosa dentro di te che ti divora come un cancro; ed in realtà il risentimento è peggiore del cancro, poiché puoi curare un cancro, ma non puoi curare il risentimento sino a che chi lo porta non decide li lasciarlo andare, di liberarsene.

Lo sai, il risentimento può persino farti ammalare! Non scherzo! Ci sono fior di ricerche mediche dove viene detto che le persone che portano per molto tempo il risentimento verso qualcun altro hanno il doppio delle possibilità di avere un ictus, tre volte quella di avere un infarto e quattro volte la possibilità di avere una ipercolesterolemia.

Altri studi affermano che il rancore protratto nel tempo innalza la possibilità di sviluppare il diabete o il cancro. Fratelli, sorelle, noi non siamo stati progettati per portare con noi il risentimento!

E poi, quale effettivo bene trovo nel risentimento? Giobbe afferma questo:

“L'uno muore in mezzo al suo benessere, quand'è pienamente tranquillo e felice, ha i secchi pieni di latte, e fresco il midollo delle ossa. L'altro muore con l'amarezza nel cuore, senz'aver mai gustato il bene. Entrambi giacciono ugualmente nella polvere, e i vermi li ricoprono. (Giobbe 21:23-26)

Il risentimento ti fa ammalare, e non cambia il tuo destino.

Ti faccio una domanda: quale memoria dolorosa stai conservando? Quale cosa ti tortura tutte le volte che ci pensi? Forse è un singolo evento, forse è un comportamento protratto nel tempo di una persona specifica.

Lascialo andare! Liberatene! E' per il tuo bene, non per quello dell'altro!

Debbo dunque imparare a perdonare perché Dio mi perdona e perché il risentimento è una auto-tortura. Ma c'è anche un'altra ragione-

3. Perché hai bisogno di essere perdonato quotidianamente

La Bibbia ci insegna in modo molto chiaro che non possiamo ricevere ciò che non vogliamo dare.

Lo ripeto: la Bibbia ci insegna in modo molto chiaro che non possiamo ricevere ciò che non vogliamo dare. Cosa dice Matteo 6:12?

"rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori"

un'altra versione dice:

"perdona le nostre offese come noi abbiamo perdonato quelli che ci hanno offeso"

Quante volte hai pregato il Padre Nostro? Hai mai riflettuto su quello che stavi pregando?

Perdonare è uno “stile di vita”; non è qualcosa che fai una volta e basta per sempre. Devi accettare il perdono da Dio e dagli altri, ma allo stesso tempo devi offrire il perdono. Il perdono deve essere costante e continuo, deve essere goduto e applicato.

John Wesley era un famoso teologo inglese del 1700: un giorno una persona parlando con lui gli disse” Ah, io non perdonerò mai quel tale!” E Wesley gli rispose: “Beh, allora mi auguro che lei non abbia mai peccato”.

La Bibbia dice che verremo perdonati con lo stesso metro con cui perdoniamo. Se non perdoniamo, è come se bruciassimo il ponte che stiamo percorrendo per raggiungere il Cielo.

Infatti Gesù stesso afferma questo come chiusura della sua storia:

“Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello". (Matteo 18:35)

Sottolineate la frase “con il cuore”; il perdono che Gesù richiede non è solo quello che proviene dalla testa - io so che ti debbo perdonare-, ma anche quello che viene dal cuore -io sento il bisogno di perdonarti-: lo so, lo sento, lo faccio, sono libero!


Assieme alle note avete ricevuto anche un piccolo foglietto vuoto: questo vi servirà stasera per un piccolo “esercizio” che, spero, vi aiuti a liberavi completamente delle cose che hanno controllato sino ad oggi la vostra vita.

Nessuno deve vedere il foglietto: è privato, tra te e Dio. Vi chiedo, da qui alla fine del messaggio, di scrivere le persone che vi è difficile perdonare, o le persone che non volete perdonare, oppure le persone pensando alle quali sentite un crampo nello stomaco.

Nell'ultimo messaggio vi avevo assegnato un test che riguardava il sentirsi “colpevoli”: era una lista di “peccati” per i quali ci sentiamo “impuri davanti a Dio. Questa settimana voglio farvi invece quattro domande: se mentre fate questo test vi viene in mente una persona specifica, allora scrivetela nel foglietto. Nessuno dovrà vedere ciò che avete scritto. Scrivetelo e piegatelo in due per coprire i nomi.

1° domanda: test dell'accusa:
  • chi accusi maggiormente per la tua infelicità? “Se solo facesse questo, allora sarei felice” “se avessi avuto genitori differenti”, “se il mio fidanzato, mio marito, la mia ex, il mio datore di lavoro”...

Pensateci e, se vi sovviene un nome, scrivetelo sul foglietto (lo sto facendo per voi! Non voglio abbiate un ictus né un colesterolo alto!).

2° domanda: test della prova
  • quale è la prima persona che vi sovviene se vi chiedo quale sia la più grossa ferita della vostra vita?

Non ditemi che non avete niente da scrivere; ognuno di noi ha le proprie ferite nascoste, le nostre aspettative deluse. “avrei voluto che lui/lei fosse...”
3° domanda: test del segnapunti:
C'è qualcuno con cui tendi a tenere aggiornato il punteggio dei falli?

Mi spiego: ti capita mai di dire, quando qualcuno fa una certa cosa, “ Vedi! L'ha fatto un'altra volta!”?. E così tu tieni aggiornato il tabellone segnapunti nella tua mente, così che quando lui (o lei) ti dice :”hai fatto questo”, tu prontamente gli dici :”si, ma tu hai fatto quest'altro”.

C'è una sorta strana bilancia nella mente tra rimorso e accusa, così che ogni volta che fa qualcosa sbagliato la metti sul piatto così da bilanciare l'altro dove c'è il rimorso per le tue azioni.

Lo sai che la Bibbia dice: “l'amore non si ricorda dei torti subiti”?

Un tizio sta parlando ad un suo amico e gli fa: “L'altra sera ho litigato con mia moglie, e lei è diventata istorica!” “Isterica, vorrai dire” fa l'amico. E lui: “No, no, istorica, mi ha raccontato la storia di tutto quello che ho sbagliato nella mia vita!”

4° domanda: test della rassomiglianza:
  • Ti sei mai trovato a reagire negativamente verso qualcuno solo per il fatto che rassomigliava a qualcun altro?

Questo è uno dei maggiori problemi nel matrimonio, dove la moglie reagisce al marito come se stesse reagendo a suo padre, o il marito reagisce alla moglie come stesse reagendo a sua madre.

Questo non va bene. Se sei stato ferito da una donna, perché la devi far scontare a tua moglie solo perché è donna?

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In che modo posso liberarmi dalle ferite che altri hanno fatto nella mia vita, dunque? La Bibbia dice che ci sono tre cose che io debbo fare per liberarmi, per riconquistare la libertà. Pensate alle persone che avete scritto (o che avreste dovuto scrivere) nel foglietto.

1. Le lascio a Dio

In che modo? Dicendo: “OK Dio, io voglio dimenticare, voglio che sia tu a segnare i punti, voglio che sia tu a fare giustizia.” La Bibbia dice:

“Non fate le vostre vendette, miei cari, ma cedete il posto all'ira di Dio; poiché sta scritto: "A me la vendetta; io darò la retribuzione", dice il Signore. “ (Romani 12:19)

Chi meglio di Dio può tenere il segnapunti? A lui la vendetta, a te il perdono. Tuttavia, quando si parla di perdono, c'è qualcuno che storce il naso: “Dopo tutto quello che mi ha fatto, dovrei pure perdonarlo?”.

Questo capita perché c'è una grande confusione su cosa significhi il perdono.

Lasciate che vi spieghi cosa non è il perdono: il perdono non è l'immediato ripristino della fiducia. Il perdono è istantaneo, la fiducia va riconquistata nel tempo. Perdonare qualcuno non significa che devi di nuovo avere fiducia in lui. Lui deve riguadagnare la fiducia che ha perso dinanzi a te.

Molti non vogliono perdonare perché pensano che dovranno anche fidarsi di nuovo . Se una donna è stata picchiata dal marito, e lei se ne è andata da casa e il marito va da lei e gli dice ”sono profondamente dispiaciuto delle mie azioni. Mi puoi perdonare?” la moglie deve perdonarlo. Non c'è scelta.
Ma il perdono non significa che deve tornare subito col marito: assolutamente no. La fiducia è stata rotta, la fiducia deve essere riconquistata col tempo.

Il perdono è qualcosa che riguarda te, il ripristino della fiducia riguarda l'altro, e tu non hai potere su esso.

Per liberarmi dalle mie ferite, le lascio a Dio.

2. Le curo con la Grazia di Dio

La Grazia di Dio è la sola cura che possa cacciare fuori dai vostri pensieri quelle persone che controllano la vostra vita.

Si, perché è questa la verità; tramite le tue ferite, tramite il tuo risentimento, quelle persone che non hai perdonato in realtà ti controllano. Quando dici a qualcuno “tu mi fai diventare matto” stai dicendo che quella persona, tramite il suo comportamento verso di te, può controllare le tue emozioni.

Ebrei 12 dice questo:

“Badate che nessuno resti privo della grazia di Dio. Fate attenzione che non spuntino germogli di odio e amarezza a darvi fastidio e a contaminare molti di voi.” (Ebrei 12: 15 VP)

La Bibbia ci dice che SE restiamo a secco di grazia, si possono sviluppare “piante infestanti” che pian piano avvelenano tutto intorno. Una sola persona amara all'interno di una famiglia può avvelenare l'ambiente per tutti...se tutti sono privi della grazia di Dio.

E, sapete, l'amarezza è ereditaria: genitori amari producono figli amari che saranno genitori amari che produrranno figli amari...Vivi una situazione simile? Vuoi interrompere il ciclo perverso? Riempiti della grazia di Dio.

Il fatto è che, se non hai la grazia di Dio, diventerai amaro. Perché? Perché la vita è ingiusta, perché viviamo in un mondo caduto dove il peccato è la legge del mondo. Dove i malvagi prosperano e i giusti vengono oppressi (leggete Ecclesiaste per saperne di più).

Pensate al nome del vostro foglietto. E' giusto che, dopo avermi rovinato la vita, io lo o la perdoni? Che se ne vada, senza nemmeno una giorno di prigione, una multa, una reprimenda? La risposta è NO! Non è giusto!

Il perdono E' ingiusto e scorretto. Perché non punisce, non sanziona, non ristabilisce ciò che è stato tolto. Ma qui non stiamo parlando di giustizia, o di correttezza, ma di grazia.

La stessa grazia tramite la quale Dio ti ha perdonato. Era giusto che Dio ti perdonasse? Era giusto che Gesù morisse per i tuoi peccati? Non era giusto, non è giusto.... ma è per grazia che siamo stati salvati!

Il perdono è gratuito, ma non è economico: è costato la vita di Gesù. Perdonarci a Dio è costato Suo Figlio. Mentre lo stavano inchiodando alla croce Gesù gridava “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!”

Stava dicendoti : “Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo...”Stava dicendo: “Non lo meritano, non sanno neppure ciò che stanno facendo, ma Padre, perdona loro!”


Le mie ferite le lascio a Dio,e le curo con la Grazia di Dio; ma c'è un'ultima cosa che devo fare per essere libero.

3. Le inchiodo alla croce di Gesù.

La croce era destinata a essere un simbolo di umiliazione, ma tramite Gesù è divenuta il simbolo più grande della potenza di Dio.

Gesù sulla croce ha spezzato le catene del peccato e della morte, delle cattive abitudini e delle dipendenze. Ed ha il potere di liberare anche te.

Liberarti da cosa, o da chi? Liberarti dal sentirti colpevole, dal rancore, dal dolore. Liberarti dai rimorsi e dal risentimento. Non esiste alcun' altra cura potente come la croce.

Guardate questo versetto:

“Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato” (Romani 6:6)

Cosa significa “ il corpo del peccato fosse annullato”? Significa che normalmente, la nostra inclinazione non è di fare il bene, ma di fare il male.

La mia naturale inclinazione è che se mi fai male, io te ne faccio di più. La mia naturale inclinazione è che se tu dici qualcosa contro di me io dico due cose contro di te. Tutto ciò che viene dalla mia “ naturale inclinazione” è di fare il male, non il bene.

Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato” (Romani 6:6)

Noi possiamo spezzare i lacci dell'amarezza, del sentirsi colpevoli, del risentimento, della preoccupazione.

Voglio porti una domanda: quanto vuoi guarire dalle tue ferite? In che misura vuoi lasciare andare? Oppure vuoi continuare a stringere le tue ferite e il tuo risentimento?

Voglio pregare assieme a voi:

Padre, solo tu sai quanto sono stato ferito (ferita) da quella persona. Non voglio più portare con me quel dolore ì: Non voglio essere una persona amara. Ma ho bisogno della tua Grazia e della potenza della Croce per liberarmi dalle mie ferite e per perdonare coloro che mi hanno ferito. D questo istante in poi voglio che la mia vita cambi. Voglio sperimentare il tuo perdono; Tu conosci tutto quello che ho commesso verso gli altri, e mi pento dei miei peccati. Grazie Gesù di essere morto per me; io accetto la Tua Grazia e il Tuo perdono. Ne avrò bisogno ogni giorno, per cui, stammi a fianco mio Maestro. Torno oggi a te, e scelgo di perdonare gli altri così come tu hai perdonato me; ed ogni volta che tornerà il ricordo della ferita ricevuta, io perdonerò ancora chi l'ha provocata, fino a quando non ne avrò più memoria. Guarisci il mio cuore con la tua Grazia e con la tua Croce. Tutto questo lo prego nel Tuo santo Nome. Amen

...

Questa settimana voglio che facciate un “atto fisico” che segni quello che spiritualmente è accaduto in voi, così che non ve lo possiate mai più dimenticare.
Voglio che inchiodiate fisicamente i nomi alla croce come promemoria fisico di una verità spirituale espressa in Colossesi:

“Egli ha cancellato il documento a noi ostile, i cui comandamenti ci condannavano, e l'ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce” (Colossesi 2:14)

La Bibbia ci dice che Gesù ha preso i nostri peccati e li ha inchiodati alla croce. Quello che farai oggi è un promemoria fisico del fatto che hai deciso di lasciar andare, di far cadere, di liberarti delle tue ferite.
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