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15 febbraio 2009

In cosa poniamo la nostra speranza? (SOLO AUDIO)

Un detto popolare dice: "Chi di speranza vive, disperato muore". La vita per un credente invece ha una differente prospettiva; la nostra speranza è certa... ma in cosa o in chi poniamo la nostra speranza? Sandro ci illustra come Gesù sia la nostra speranza certa.

File audio 16 MB

08 febbraio 2009

Quale è il tuo sogno?


Oggi vorrei parlarvi di “sogni”.

Quanti di noi ricordano quello che abbiamo sognato la notte precedente? Avete qualche sogno divertente da raccontare?

Io normalmente mi dimentico di cosa ho sognato anche se mi svegliate durante il sogno, per cui non vi posso raccontare quasi nulla dei miei sogni (se non quelli dove il Signore mi invia dei messaggi – raramente- per la Sua chiesa).

Qualche sera fa Matteo è arrivato tutto tremante perché aveva sognato che dalla sua torta di compleanno spuntava un enorme fiore carnivoro che sputava fuoco.

Sul web invece ho trovato un sogno ancor più strampalato, dove c'era una ragazza che aveva sognato le scatolette della Simmenthal che si aprivano da sole e dentro c' erano dei bambini cinesi che nuotavano nella gelatina...alla fine ha preso tutto fuoco".

Un altro ha sognato che c' era un piccione grasso che lo inseguiva e a questo si aggiungeva un coniglio nero...

Ma i sogni che ricordiamo meglio non sono quelli che facciamo la notte, ma quelli che, ad occhi aperti, facciamo di giorno.

C'è chi sogna un sei al Superenalotto, chi un posto di lavoro migliore, chi un a casa più grande.
Sognare ad occhi aperti è una parte della natura umana: Thomas Lawrence, uno scrittore Gallese (il famoso “Lawrence d'Arabia) ha scritto:

“Tutti gli uomini sognano, ma non tutti allo stesso modo. Quelli che sognano di notte nei recessi polverosi delle loro menti si svegliano la mattina per scoprire che era tutto inutile. Ma quelli che sognano durante il giorno sono uomini pericolosi poiché molti manifestano i loro sogni ad occhi aperti, così da farli divenire possibili.”.

Nel messaggio precedente avevamo parlato di propositi, le cose da “porre innanzi a tutto il resto” per l'anno nuovo; vi avevo suggerito, come figli di Dio e credenti in Gesù di porre in cima alle vostre priorità

  • uno sviluppo emotivo, per essere un credente equilibrato
  • uno sviluppo cognitivo, per utilizzare gli errori del passato come mappa per evitarli
  • uno sviluppo fisico per nutrirti di carne spirituale ed essere saldo nella fede.

Oggi invece vorrei parlare dei vostri sogni; non di quelli notturni, ma di quelli fatti durante il giorno, dei sogni ad occhi aperti, di quelli che ci rendono (o dovrebbero renderci) uomini e donne “pericolosi” secondo Lawrence.

Qual'è il tuo sogno per la chiesa di cui fai parte? Ce ne è uno “pericoloso” non per te, né per la chiesa, ma per gli abitanti di Montefiascone?

Cosa vedi quando, da sveglio, chiudi gli occhi e pensi a come sarà la tua comunità tra tre, cinque, dieci anni?

Preparando questo messaggio, ho fatto due scoperte “ linguistiche” circa la parola sogno

La prima viene dal dizionario della Lingua italiana Garzanti, e riguarda la definizione di questa parola.

Il vocabolario definisce il sogno come “immaginazione di cose irrealizzabili, vaneggiamento della fantasia”.

Per cui per il mondo (forse solo per l'estensore del dizionario!) i sogni rimangono sogni: punto e basta.

Mi spiace per il vocabolario Garzanti, ma la Bibbia è piena di uomini e donne che si sono “immaginati cose irrealizzabili”... e le hanno realizzate!

C'è un libro, nell'Antico Testamento, che parla proprio di un sogno divenuto realtà: si tratta del libro di Neemia.

Neemia abitava a Babilonia, dove il popolo di Dio era stato deportato 140 anni prima; era “coppiere del re”, rispettato e ben pagato; in fondo non aveva interessi a lasciare Babilonia.

Ma, un giorno alcune persone venute da Gerusalemme gli raccontano la rovina della città... e qui comincia il suo sogno. Comincia con una preghiera a Dio con queste parole:

Siano i tuoi orecchi attenti, i tuoi occhi aperti per ascoltare la preghiera che il tuo servo ti rivolge adesso, giorno e notte, per i figli d'Israele, tuoi servi, confessando i peccati dei figli d'Israele: perché abbiamo peccato contro di te; abbiamo peccato io e la casa di mio padre. Abbiamo agito da malvagi contro di te, e non abbiamo osservato i comandamenti, le leggi e le prescrizioni che tu hai dato a Mosè, tuo servo. Ricordati della parola che ordinasti al tuo servo Mosè di pronunziare: "Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli; ma se tornerete a me e osserverete i miei comandamenti e li metterete in pratica, anche se sarete dispersi negli estremi confini del mondo, io di là vi raccoglierò e vi ricondurrò al luogo che ho scelto per farne la dimora del mio nome". (Neemia 1:6-9)

Il suo sogno è grande, immenso, irrealizzabile... per Neemia, ma non per Dio.

Quanto è grande il tuo sogno? E' abbastanza grande da essere irrealizzabile per te? Bene, sei sulla buona strada! Neemia ha tre segreti da condividere con te:

1. Prega il Signore

Prega come pregava Neemia, “giorno e notte”; Gesù ha detto:

“ se avete fede quanto un granello di senape, potrete dire a questo monte: "Passa da qui a là", e passerà; e niente vi sarà impossibile (Matteo 17:20)

Cominciamo da lontano: preghi ogni giorno?

SE la risposta è SI, quanto tempo passi parlando al Signore ?

IL primo segreto di Neemia è essere connesso al tuo Dio COSTANTEMENTE.

Paolo è ancora più perentorio:

“ non cessate mai di pregare” (1 Tessalonicesi 5:17)

Tutto qua, dunque il segreto? Basta che io preghi, e le cose avverranno? Beh, non c'è che dire, è un mezzo molto comodo! Io devo solo pregare, seduto sulla mia comoda poltrona di casa e ZOT!!! Dio provvederà a tutto il resto!

Calma, ho detto che Neemia ha tre segreti, e siamo solo al primo.

2. Connetti la tua vita al Signore

Neemia era “coppiere” del re di Babilonia.

Messo in termini moderni, oggi sarebbe stato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio; fama, 14.000 Euro al mese, più il portaborse, macchina con l'autista, voli gratis, ristoranti dodici stelle gratis, tutto gratis. E' facile rinunciare a tutto questo? Mica tanto! Eppure Neemia dice questo al re:

"Se ti sembra giusto e il tuo servo ha incontrato il tuo favore, mandami in Giudea, nella città dove sono le tombe dei miei padri, perché io la ricostruisca". (Neemia 2:5)
Neemia rinuncia alla sua vita splendente, comoda e famosa, per connetterla al Signore.

Sei connesso a Gesù ogni giorno, o sei connesso qualcos'altro? Perché, sappi che le cose a cui pensi di più sono quelle a cui tu sei connesso di più.

Per sapere le cose a cui sei connesso di più basta che fai questo semplice test: domandati quali sono le cose a cui pensi di più durante la tua giornata

Se pensi di più al lavoro, allora quella è la cosa a cui sei maggiormente connesso, se pensi di più ai soldi quella è la cosa a cui sei maggiormente connesso, e così via; le cose a cui pensi di più sono quelle a cui tu sei connesso di più.

Neemia ferma la sua splendida vita, per connetterla totalmente al Signore che gli ha dato quel sogno.

Una precisazione doverosa; connettere la propria vita al Signore non significa necessariamente che dobbiamo vendere tutto, darlo in beneficenza e vivere per il resto della nostra vita da poveri; per alcuni sarà così, per altri no.

Spesso il Signore vuole che tu rimanga lì dove sei per essere testimone di lui proprio tra le persone che sono del tuo stesso strato sociale; spesso Dio benedice il tuo lavoro e i tuoi affari proprio perché vuole che tu utilizzi i soldi che Lui ti concede per le Sue opere, per la Sua chiesa, per le Sue missioni.

3. Affida la tua vita, il tuo tempo di i tuoi soldi al Signore

Neemia parte per Gerusalemme, raccoglie il popolo, ricostruisce le mura, difende la città dai nemici, ricostruisce una identità nazionale, crea un “team” di leader, stabilisce un nuovo patto con Dio, organizza la celebrazione per l'inaugurazione delle mura, continua ad ammonire fino ad arrivare alle mani chi non obbedisce al patto sottoscritto, torna a Babilonia, riceve la libertà dal re, torna a Gerusalemme... il tutto AGGRATIS!!!

I governatori che mi avevano preceduto avevano gravato il popolo, ricevendone pane e vino, oltre a quaranta sicli d'argento; perfino i loro servi angariavano il popolo; ma io non ho fatto così, perché ho avuto timor di Dio. (Neemia 5:15)

Sapete quanto ha impiegato Neemia per fare tutto questo? Fino a che la Bibbia ce ne dà informazione, ventuno anni della sua vita sono stati spesi per fare tutto questo, in un'epoca dove la vita media era intorno ai quaranta anni.

Neemia prega , riceve il sogno di ricostruire una città e un popolo, connette la sua vita , e da quel momento in poi la affida al Signore.

Così facendo il suo sogno, quello che il dizionario Garzanti definisce “ immaginazione di cose irrealizzabili, vaneggiamento della fantasia”, erano divenuti realtà.

Ti ripeto la domanda che più ha fatto all'inizio: cosa vedi quando, da sveglio, chiudi gli occhi e sogni di come sarà la tua comunità tra 3,5, 10 anni?

Voglio raccontarti il mio sogno.

Janet ed io, abbiamo cominciato a pregare su un sogno che il Signore ci aveva messo in cuore 16 anni fa.

Personalmente, all'inizio ho dato al Signore il 10% della mia vita; per il Signore mi ha ripagato per quel 10% che davo.

Non ero soddisfatto: ho cominciato a dare di più, frequentando assiduamente la chiesa di Monterosi; diciamo che sono arrivato al 30%. il Signore è stato fedele, e mi ha premiato per quel 30% che gli davo.

Non ero ancora soddisfatto; ho cominciato a lavorare per la chiesa che frequentavo, iniziando a condurre culti, poi a predicare, poi a essere coinvolto nella sua direzione. Ero arrivato al 50%, è il Signore mi ha benedetto per quel 50% che davo.

Crescevo in conoscenza, ma non mi sentivo ancora soddisfatto; il Signore ha benedetto la nascita di questa piccola comunità, ed io ho accettato di esserne uno dei conduttori; ero arrivato a un 60% della mia vita dedicata a Lui, e Lui mi ha amato per quel 60% che gli davo.

Avendo 46 anni ho pensato che prima o poi qualcuno mi sostituirà ( anche se non andrò in pensione dalla chiesa!); ponendo la data a 65 anni mi sono fatto due conti.

  • Nei prossimi 19 anni passerò 1100 giorni a preparare messaggi, ovvero 3300 ore, che sono 137 giorni di 24 ore, o quattrocento 11 giorni lavorativi di otto ore; un anno o due mesi e 15 giorni di lavoro.
  • Consulterò circa 1760 pagina Web e 13,200 versetti su differenti versioni di bibbie, ma anche 9900 altri libri.
  • Consumerò 6600 fogli A4 che equivalgono 132 risme da cinquecento fogli, 30 cartucce di inchiostro, 440 evidenziatori 110 matite.

  • Consumerò cinquecento pacchetti di patatine e 300 quadrotti di cioccolato fondente, 200 bicchieri di vino, 100 birre, 80 tazze di tè e 70 tazzine di caffè.

  • Sveglierò 450 volte mia moglie nel sonno e lei mi dirà” a che punto sei?”; novecento volte le chiederò consigli, 400 volte le dirò” questa volta non ce la faccio scrivere la predica”, 400 volte lei mi risponderà “ chi è in controllo?”.

A fronte di tutto questo grande lavoro, sapete quanti messaggi porterò da qui a 19 anni? Predica più, predica meno saranno 228!

Diciannove anni sembrano una quantità enorme di tempo. Lo sembrava anche il mutuo di casa: quando l'abbiamo firmato, Janet ed io, pensavamo “ 15 anni sono un'enormità di tempo, non arriveremo mai a pagarlo tutto!”. A giugno di quest'anno finiamo di pagarlo, e ci sembra che l'abbiamo firmato solo ieri!

Diciannove anni sono un soffio, e avendo fatto i miei calcoli mi sono accorto che a fronte di tutto l'impegno che profonderlo mi rimangono poco più di duecento messaggi di dare alla mia chiesa!

Non vi ho ancora detto il mio sogno; ho solo 228 possibilità di adempiere ad una parte del Grande Mandato che Gesù c'è affidato in Matteo 28:19-20:

Andate dunque e fate miei discepoli tutti popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. ( Matteo 28:19-20)

E' tempo di veder crescere questa chiesa; questo è il mio sogno, questa è la mia preghiera.

Sapete qual è la risposta del Signore a questa mia preghiera? La immaginate?

“ OK Marco. Ma tu mi devi dare il 100% della tua vita; non solo devi avere un rapporto quotidiano con me, non solo devi essere connesso a me così che io sia la prima cosa cui pensi quando ti svegli e l'ultima cosa cui pensi quando ti addormenti, ma voglio anche la tua vita, il tuo tempo, i tuoi soldi, tutto!"

Cosa significa questo per me? Devo “licenziarmi” dal negozio e diventare “pastore a tempo pieno” della chiesa della Vera Vite?

Il Signore non a tutti dice questo, non a me comunque; il Signore dice questo:

Gesù gli disse:” ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a qesto, è:” ama il tuo prossimo come te stesso”. (Matteo 22:37-39)

Io sono qui non solo per amare i miei fratelli e le mie sorelle in Cristo, ma sono qui per amare il mio prossimo al lavoro, nella scuola dei miei figli, dove vanno fare sport, nelle cene con gli amici, per poter testimoniare dell'amore con cui Dio mi ha amato.

Solo se amiamo il prossimo possiamo andare e fare discepoli; ma amare come chiede Gesù significa dare tutto a Dio.

Dare tutto costa; a Neemia è costato tempo, denaro, sofferenza, disagio.

Dare tutto paga: Neemia ha visto il suo sogno diventare realtà.

Io mi conosco, so che dovrò lavorare molto su di me per dare il mio 100% al Signore.

Dovrò aggiustare qualcosa, dovrò toglierne altre, dovrò dare al Signore altre cose ancora.

Ti ripeto l'ultima volta la domanda: cosa vedi quando, da sveglio, chiudi gli occhi e sogni di come sarà la tua comunità tra 3,5, 10 anni?

Qual è il tuo sogno? Ma, soprattutto, se pronto a dare il 100% di te per quel sogno?

All'inizio vi avevo detto di due scoperte linguistiche; la prima è il significato di sogno nel vocabolario Garzanti.

La seconda viene dallo studio della parola “ sogno” nel Nuovo Testamento : questa parola viene usata soltanto sei volte, mai con il significato di progetto-visione.

Sapete la parola che viene usata invece al suo posto? Bisogno!

Così come tu hai bisogno di Dio, come hai bisogno di parlare con lui, di essere connesso a lui, di affidare la tua vita a lui, il tuo sogno ha “bisogno” di te, oggi, adesso, ora.

C'è bisogno di te, nella tua chiesa: come cambierai te stesso per raggiungere il tuo sogno?

Tu lo sai. Fallo oggi.
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