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25 dicembre 2009

Natale: il progetto della volontà di Dio

Cosa lega il Monte Moria, il Golgota, una stella in Oriente e degli astronomi di duemila anni fa?

Marvin Oxenham ci spiega il "filo rosso" che unisce questi elementi. Il filo rosso della volontà salvifica di Dio che si esprime nel Natale.


(NB: il file audio in origine  è di qualità scadente)

20 dicembre 2009

I tre Propositi del Natale


La storia che ci hanno raccontato i ragazzi parla di un re, di un dono, in gente indifferente, e di gente che accetta. Il Natale è fatto di questo, di un re e di un dono, di gente a cui non interessa altro che la festa e di gente che più interessata a quello che il re dona loro.

Un dono è un dono, rende felici; ma il dono che oggi vogliamo ricordare è un dono speciale. Un dono che ha dentro di sé tre propositi.

Ma prima di iniziare il messaggio, a proposito di doni, voglio farne uno ai ragazzi della scuola domenicale.

1. Un tempo per celebrare

(L'estrazione: estrai a sorte un numero che vincerà il premio:
usa le parole: “Non abbiate paura, perché ora io vi do la meravigliosa notizia che darà grande gioia al numero X”.)

Vedete ragazzi, in questo momento io fatto felice uno di voi. E gli altri? Come ci siete rimasti? Quanti sono felici di vedere la gioia esclusivamente per un altro?

Quanto sarebbe stato meglio avere a disposizione tante scatole di cioccolatini quanti siete voi! Ma la chiesa non ha abbastanza soldi! Così la buona notizia, il dono, la grazia, è stata data a una persona soltanto!

Vi posso leggere un brano del Vangelo di Luca?

“Non temete: io vi porto una meravigliosa notizia che darà grande gioia tutti” (Luca 2:10 VP)

Le parole che ho usato quando ho fatto l'estrazione io sono le stesse che usa l'angelo nel racconto di Luca; ma c'è una grande differenza! La differenza è che questa meravigliosa notizia, questa notizia che porta gioia, non è riservata ad uno solo, o qualcuno, o a molti, ma “a tutti”.

È quale la meravigliosa notizia? Gesù è la meravigliosa notizia che porta gioia, Gesù è il dono che arriva in una notte, Gesù e la grazia che Dio manda non per qualcuno, non per molti, ma per tutti.

Sapete, nella lingua in cui è stato scritto il Vangelo di Luca, la frase tradotta con “meravigliosa notizia” suona così: evaggelizzo.

Vi suona familiare? Certo che si! Quando noi parliamo di evangelizzazione, è di questo che stiamo parlando, è di questo evento che stiamo parlando alle persone. Stiamo parlando della meravigliosa notizia che Gesù è realmente sceso su questa terra, è nato a Betlehem, è cresciuto a Nazareth, ha predicato a Gerusalemme, così come era stato detto tanto, tanto tempo prima dal profeta Isaia:

“ Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà Emmanuele(Dio con noi)”. (Isaia 7:14 NR)

Il primo Proposito del Natale è proprio questo: è un tempo per celebrare l'arrivo sulla terra di Gesù, di gioire di questa notizia, di ricordare che è realmente accaduta.

2. Un tempo di Salvezza

(Il Cellulare rotto. Chiedi a qualcuno di darti un cellulare; fargli intendere che lo lancerai dentro una scatola piena di sassi. Alla base della scatola chiusa un cuscino che attutisca la caduta del cellulare. Rivolgiti quindi alla persona che chi ha prestato il cellulare spiegandogli che è salvo grazie al cuscino.)

Come ti sei sentito quando ho buttato il tuo cellulare dentro la scatola? Avevi paura di non vederlo mai più? Era un bene prezioso per te ? Qualcosa di valore, qualcosa che meritava di essere salvato? Se non ci fosse stato il cuscino, il tuo cellulare in questo momento sarebbe distrutto, e tu non lo potresti più usare!

Lo sai, anche tu, anche la tua vita, la tua esistenza dal momento in cui sei nato è un bene prezioso per qualcuno. Qualcuno che non vuole perderti, ma usarti, sfruttare le tue capacità, vederti vivere e ridere: quel “qualcuno” si chiama Dio.

Voglio leggere insieme a voi il seguito di Luca 2, dal versetto 11:

“Oggi nella città di Davide, è nato un salvatore, proprio il Messia, il Signore.” (Luca 2:11 VP)

Se noi non avessimo avuto bisogno di un salvatore, Dio non lo avrebbe mandato; se noi non avessimo avuto bisogno di qualcosa o qualcuno che frenasse la nostra caduta verso le rocce, Dio non avrebbe sacrificato il suo unico figlio. Ma noi avevamo bisogno di un Salvatore, di qualcuno che annullasse il pericolo che le nostre vite potessero schiantarsi contro la roccia del peccato.

Sapete, la parola “Salvatore” nella lingua greca è “soter”; ed è usata appena due volte in tutti vangeli, ed è sempre riferita a Gesù.

Se non avessimo avuto bisogno di un salvatore, Dio non lo avrebbe mandato; ma avevamo bisogno, abbiamo bisogno di un salvatore, di qualcuno che si frapponga tra noi e le rocce del peccato.

Dio ci conosce, conosce la nostra debolezza, ed aveva previsto il Natale nei suoi piani, altrimenti Isaia non avrebbe scritto settecento anni prima del primo Natale questo:

“Il mio servo, il giusto, (sta parlando di Gesù) renderà giusti i molti, si caricherà egli stesso delle loro iniquità.” (Isaia 53:11 NR)

E' questo il secondo proposito del Natale: è un tempo di Salvezza: una salvezze “nata” tra noi, come dice il versetto di Luca, una salvezza prevista dal nostro Padre, come dice Isaia.

3. Un tempo di Riconciliazione

(I Cuori differenti Dai ai ragazzi la metà di un cuore fatto di cartoncino: dagli anche altri 4-5 altri mezzi cuori, chiedendogli di ricomporre nel più breve tempo possibile un cuore intero. Il fatto è che avrai dato tutti mezzi cuori che sono tagliati in maniera differente. Solo tu avrai l'altro mezzo cuore che fa coppia con quello che hanno loro.)

Sapete ragazzi, non potrete riuscire nella vostra opera di ricomporre il cuore! Perché il cuore che vi ho dato non è semplicemente un pezzo di carta ritagliata con quella forma, ma un simbolo. Esso simboleggia il nostro rapporto con Dio; un rapporto che si è incrinato tanto tempo fa.

L'uomo ha provato a ricomporre quella unità in molte maniere: attraverso la filosofia, le buone opere, attraverso la religione...Nessun tentativo è andato mai a buon fine!

Abbiamo dovuto attendere il Natale, che scoprire che la metà del cuore che cercavamo non era sulla terra, ma scendeva dal cielo per incontrarci, perché Dio non voleva un altare dai suoi figli, né un bel ragionamento, ma voleva e vuole un rapporto.

(Dai ai ragazzi l'altra metà del cuore)

Dio vuole il tuo cuore! Leggiamo insieme l'ultima parte del racconto di Luca 2 al versetto 14:

“Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra a quelli che egli gradisce.” (Luca 2: 14 VP)

Vi do una ultima lezione di “etimologia “: ciò che è stato tradotto con “A quelli che egli gradisce”, in greco significa “Pensare il bene per l'uomo”.

Dio non pensa male di noi, Dio non è eternamente imbronciato, Dio non si alza la mattina di cattivo umore e decide di fulminare qualcuno sulla sua via!
Dio non è così; forse noi siamo così, ma Dio non lo è mai stato! Dio ha da sempre pensato il bene per la sua creatura, e aveva già deciso da tempo che avrebbe mandato qualcuno per rimettere insieme i pezzi di quel cuore spezzato. Isaia scriveva questo:

“Dio, il Signore, ha mandato il suo spirito su di me; egli mi ha scelto per portare il lieto messaggio ai poveri, per curare chi ha il cuore spezzato, per proclamare la liberazione ai deportati, la scarcerazione prigionieri. Mi ha mandato ad annunziare il tempo nel quale il Signore sarà favorevole al suo popolo... mi ha mandato a confortare quelli che soffrono,” (Isaia 61:1-2 TILC)

È questo il terzo proposito del Natale: un tempo di riconciliazione. Gesù è sceso sulla terra per recare una buona notizia agli umili, per curare chi ha il cuore spezzato, per farci uscire dalla prigione delle nostre paure e dei nostri peccati, per confortare coloro che soffrono.

È proprio questo il Natale:

  • Un tempo per celebrare,
perché Gesù è realmente venuto sulla terra!
  • Un tempo di salvezza,
perché la Salvezza è in Gesù!
  • Un tempo di riconciliazione,
perché Gesù riconcilia l'uomo con Dio!

Preghiamo:

Il Natale un dono che il Signore ha fatto l'uomo, è l'autostrada che conduce ciascuno di noi verso il proprio creatore, il punto più breve tra noi ed il cielo (e queste illustrazioni non sono mie, ma di mio figlio Matteo!).

Forse non hai mai imboccato quell'autostrada, o forse ne sei uscito in un casello intermedio, non importa. Il Natale è anche per te! Non c'è alcuna ragione perché tu esca da qua oggi senza poter fare tuoi i tre propositi del Natale. Non c'è alcuna ragione perché tu non possa celebrare l'Emmanuel, il Dio con noi che s'incarna in Gesù, perché non possa legarti alla salvezza che è in Gesù, e perché non possa riconciliarti tramite Gesù a tuo Padre Celeste.

Se tu hai già accettato Gesù, ti chiedo: vuoi riconsacrare oggi la tua vita al tuo salvatore? E se non lo hai mai accettato, anche a te chiedo: vuoi accettare il dono d'amore che Dio ti ha fatto attraverso il Natale?

Prega assieme a me queste parole:

Gesù, io voglio celebrare il tuo Natale, perché io so che tu sei sceso su questa terra per me, per caricare sopra di te i miei peccati e per rendermi giusto agli occhi di Dio. Gesù, il mio cuore spezzato, ed io voglio che tu lo curi, che mi conforti, che mi renda realmente libero! Tutto questo lo prego nel tuo santissimo nome. Amen

13 dicembre 2009

Come gestire i rapporti con gli altri (Riceverai quello che dai)


Stiamo da qualche settimana affrontando il tema degli stress della vita: abbiamo iniziato dicendo che per gli stress della nostra vita dobbiamo sottoscrivere una RCA:

1)Ricorda che Dio è un padre premuroso
2)Capisci che Dio vede Gesù quando ti guarda
3)Accetta la Grazia di Dio

Siamo andati poi a parlare di uno stress particolare, quello legato ai soldi, e abbiamo visto che per questo tipo di stress dovevamo rispettare 5 regole:

1.tieni nota delle tue finanze
2.pianifica le tue spese
3.risparmia per il futuro
4.godi di quello che hai
5.rendi almeno il 10% al Signore

Sul sito della chiesa abbiamo anche aggiunto un messaggio che parlava dello stress del matrimonio, e Marvin Oxenham ci aveva illustrato come per essere al riparo dallo stress matrimoniale come coppia credente dobbiamo “ballare assieme a Dio”.

Vedete, sino ad ora abbiamo affrontato tutti stress sui quali, in una maniera o nell'altra, possiamo intervenire direttamente e che possiamo controllare. Cosa ne dite di parlare allora di uno stress che è al di fuori della nostra capacità di controllo? Ebbene, oggi vi voglio parlare di una categoria altamente stressante: gli “altri”!

Gli altri, le persone che incontriamo tutti i giorni o che incontriamo una sola volta nella nostra vita ma che si rivelano per noi come la carta vetrata sulla schiena dopo la prima uscita al mare senza aver messo la crema protettiva.

Nella nostra vita incontriamo ogni giorno persone che chiedono troppo, o persone che non danno nulla. Abbiamo frequentazione con persone che ci hanno fatto del male (poco o tanto che sia), o con persone depresse, o con persone che vorrebbero manipolarci.

Ogni qualvolta le incontriamo la nostra pressione sale, la fronte si imperla, la salivazione va a zero. Lo stress ci assale.

Esiste un “metodo divino” per trattare questo tipo di stress? Attenzione, perché abbiamo detto che su di esso non possiamo avere diretto controllo, in quanto non possiamo fare a meno di avere contatto con gli altri.

Il metodo esiste, ed è più semplice di quanto tu possa immaginare.

Badate, ho detto “semplice”, non facile! Il metodo procede dalla costatazione che non posso cambiare gli altri... perciò, ciò che posso e che debbo cambiare.. è me stesso.

La Bibbia ha una parola specifica per indicare questo processo di cambiamento personale: si chiama “misericordia”:

“Beati i misericordiosi, perché riceveranno misericordia” Matteo 5:7 VP


E' una delle Beatitudini che Gesù ci consegna nel suo Sermone sul Monte (la quinta), e Gesù parla di persone “misericordiose”.

Cosa significa “misericordia”?

La parola che viene usata per “misericordiosi” è “eleemon”; vi suona in qualche modo familiare? E' da essa che deriva la parola “elemosina”, ed è composta da “eleos” = misericordia, con il suffisso “mon” che indica un azione: “”elemon” significa “colui che pratica la misericordia”.

(In Latino” misericordia “ è una parola composta da “misereo” = ho pietà + “cordis” = cuore.)

Sapete, abbiamo già detto più volte che l'amore non è un sentimento, ma un'azione: e sapete come si chiama quest'azione? Misericordia!

La misericordia è “amore in azione”: È più di un'attitudine, più del sentirsi commossi per le persone. La misericordia è fare qualcosa; la Bibbia dice che Dio è un Dio di misericordia: è “amore in azione” sin dal principio del mondo.

“Il SIGNORE è misericordioso e pieno di compassione, lento all'ira e di gran bontà.” (Salmo 145:8)

Il metodo divino per trattare lo stress delle persone, è la misericordia!

Se non posso cambiare gli altri, se non posso modificare a mio piacimento il comportamento delle persone che incontro, allora l'unica maniera è modificare me stesso, in accordo con quello che vuole il mio Signore.

Come posso sapere allora se sono realmente misericordioso? Ci sono cinque segni che mi dicono questo.

I segni della misericordia

1. Se sono misericordioso sono paziente con le persone “particolari”

La vita è fatta di persone “particolari”, “strane”, di persone che stimolano in noi il peggio di noi stessi!

“Vi esortiamo, fratelli, ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli, a essere pazienti con tutti”. (1 Tessalonicesi 5:14)

Ti prego di sottolineare “a essere pazienti con tutti”. E' difficile, è una sfida alla normalità della mia vita; io non sono paziente con tutti, io non voglio essere paziente con tutti! Voglio che gli altri magari lo siano con me. Ma, quando incontro qualcuno difficile, la mia pazienza ha una miccia molto, molto corta!

Come posso allora essere paziente con queste persone? Posso esserlo se capisco da dove vengono, perché si comportano così. Dietro ogni persona che noi riteniamo “particolare”, c'è una storia che l' ha condotta ad essere così. E' frutto della propria situazione familiare, dell'ambiente dove è nata e cresciuta, delle esperienze subite durante la vita. Gesù non ci chiede di giudicarli, ma al contrario ci chiede questo:

“Perciò accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi ha accolti. Fatelo per la gloria di Dio.”(Romani 15:7 VP)

Sottolinea le parole “accoglietevi”, “vi ha accolti” e “per la gloria”.

Una persona misericordiosa accetta le persone, anche quelle”particolari”; non è veloce nel criticarle, non le giudica, ma al contrario comprende che “persone che sono state ferite saranno persone che feriscono”.

Perché devo accogliere le persone “particolari”? Perché Gesù mi ha accolto quando anche io ero “particolare”: ero suo nemico. E perché devo farlo? Perché voglio che Dio venga glorificato attraverso la mia accoglienza.

2. Se sono misericordioso perdono coloro che sbagliano

Quando qualcuno sbaglia, cosa fai? Sottolinei lo sbaglio, oppure cancelli sbaglio? Se qualcuno sbaglia contro di te, cosa fai? Lo ricordi fino alla fine dei tuoi giorni, oppure lo dimentichi facilmente? La misericordia dimentica, la misericordia cancella!

“Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi”. (Colossesi 3:13)

Sottolinea le parole “sopportatevi”, “perdonatevi” e “vi ha perdonati”.

È interessante il fatto che, quando siamo noi che dobbiamo ricevere il perdono, ci sembra così giusto! Ma quando siamo chiamati a perdonare, magari per qualcosa di grave, qualcosa che ci ha toccato nel profondo, che ci ha fatto male, ci sembra così ingiusto:” io non voglio perdonare, voglio giustizia!”

Come si è comportato Dio con te? Ha “sottolineato” o ha “cancellato” i tuoi peccati? Guarda cosa hai sottolineato nel versetto di Colossesi per scoprirlo!

Se sono paziente, se sono misericordioso, perdonerò coloro che sbagliano. E così semplici criticare e così difficile provare simpatia per uno che sbaglia, soprattutto se lo fa contro di noi!

Perché devo perdonare? Perché sono stato perdonato.

3. Se sono misericordioso aiuto chi soffre

“Non negare il bene a quelli a cui è dovuto, quando è in tuo potere di farlo” (Proverbi 3:27)

La misericordia è assistere in maniera pratica le persone. Ce ne sono molte intorno a noi; il mondo è pieno di persone ferite! Se vuoi essere simile a Cristo non limitarti a sentirti triste per quelle persone: fai qualcosa per loro!

“Se qualcuno possiede dei beni materiali e, vedendo il fratello bisognoso non è pronto ad aiutarlo, come si può dire che in lui c'è l'amore di Dio? Figli miei, dimostriamo il nostro amore, non a parole, con dei bei discorsi, ma sinceramente, con i fatti “(1 Giovanni 3:17-18 VP)

Vi ricordate la storia del buon samaritano? Un uomo era stato picchiato, derubato, e buttato a lato di una strada. Arrivano due persone in due momenti differenti, ma ambedue dicono guardandolo: “non è affare mio, non mi riguarda.” Mi spiace per quello che ti è accaduto, ma non voglio essere coinvolto”. È solo il terzo uomo che decide di agire, che lo porta all'Holiday Inn, gli lascia la sua MasterCard, e dice al titolare: “dagli tutto quello che chiede, tanto pago io! “ Questa si chiama misericordia!

Gesù sta dicendo : felici coloro che si lasciano coinvolgere!

La sofferenza è uno dei momenti più pericolosi per la fede di ciascuno di noi... e anche per ciascuno degli altri come noi! Il momento in cui soffri è con tutta probabilità il momento in cui cominci avere dei dubbi: “dov'è Dio? Ma non sente le mie preghiere? Forse non gli importa! Forse non esiste neppure Dio!” Se non hai mai avuto dubbi, probabilmente non ha mai provato grandi sofferenze, perché dubbio e sofferenza vanno di pari passo.

“Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio” (Giuda 1:22)

(La parola che qui è tradotta con “pietà” è anche stavolta “eleos”.)

Qual è la risposta che piace a Gesù in una situazione simile? Non è quella di cercare di dimostrare l'esistenza di Dio, o di rimproverare la persona che soffre per i suoi dubbi; la risposta è-misericordia! Quello che fai è di mostrare misericordia, stando a fianco di colui che soffre.

4. Se sono misericordioso faccio del bene ai miei nemici

Gesù dice questo:

“E se fate del bene a quelli che vi fanno del bene, quale grazia ve ne viene? Anche i peccatori fanno lo stesso. ...Ma amate i vostri nemici, fate del bene, prestate senza sperarne nulla e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; poiché egli è buono verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro.”(Luca 6:33, 35-36)

Se tu vuoi piacere a Dio, devi avere misericordia: questo significa fare del bene a coloro che ti hanno fatto del male. Questo è l'esatto contrario di quello che dice il mondo. Quello che dice della società non è di fare del bene a coloro che ti hanno fatto del male, ma di restituire male per male, magari incrementando un po' il male ricevuto così da essere in vantaggio!

La società ti dice: “ diffama i tuoi nemici, distruggili con qualsiasi mezzo tu possa.” Dio invece ti dice: “io non voglio che tu reagisca, ma voglio che tu agisca!”. E questo è così difficile da fare! Ma è quello che farebbe Gesù.

Stiamo parlando dello stress è che ci creano le persone, e di come gestire questo stress. Uno dei posti più stressanti in assoluto è il luogo dove lavoriamo; ti sfido allora a cambiare il tuo atteggiamento sul tuo posto di lavoro con quelle persone che ogni mattina si sfidano, ti buttano giù, ti criticano, fanno del tutto per farti arrabbiare.

Domani mattina, quando vai a lavorare, agisci con misericordia verso quella tale persona, dirgli delle cose buone, incoraggialo! Il tuo atteggiamento scompaginerà i suoi piani di attacco. Sai perché? Perché è quello che farebbe Gesù: Gesù mostrerebbe misericordia verso coloro che lo attaccano, non restituirebbe male per male, ma cambierebbe il male in bene.

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La misericordia è amore in azione; questa è la maniera con cui si comporta Dio:

“Il SIGNORE è misericordioso e pieno di compassione, lento all'ira e di gran bontà.”(Salmo 145:8)

La strategia per essere libero dallo stress delle persone difficili è proprio questa:
  • quando incontri qualcuno che come una carta vetrata sulla tua schiena il giorno dopo che sei andato al mare che hai dimenticato la crema protettiva, sii paziente con lui, ricordati che le persone che sono state ferite sono persone che feriscono, comprendi le loro storie personali, ed usa misericordia.
  • Quando incontri una persona che ha commesso degli errori, forse anche contro di te, ricordati che nessuno è perfetto, tanto meno te! Tutti cadiamo, e tutti siamo degni di essere ripresi; usa misericordia!
  • Quando incontri qualcuno che sta soffrendo, piuttosto che provare dolore nel tuo cuore, agisci! Ricordati che la misericordia è l'amore in azione; ricordati che l'amore non è un sentimento, ma è un gesto, un'azione, un movimento.
  • Quando incontri qualcuno per cui sei un nemico, che tenta in tutte le maniere di farti del male, pensa che Gesù non reagirebbe, ma agirebbe; pensa che egli ama mutare il male in bene; lo fatto con te! Tu non eri degno di essere perdonato! Ma lui l'ha fatto! Ha mutato il tuo male in bene, ha mutato il pianto in riso, ha mutato il cordoglio in gioia! Ha usato misericordia!

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Abbiamo parlato fino ad ora del significato della misericordia, dei segni della misericordia, ora voglio darti tre motivi del perché devi essere misericordioso verso gli altri.

I motivi per avere misericordia

1. Perché Dio ha avuto misericordia di te

“Non avresti dovuto tua volta avere pietà del tuo compagno come io ne ho avuta di te?” (Matteo18:33)

Dio si aspetta che tu faccia ad altri quello che lui ha già fatto per te. Quando pensi alle persone che ti rendono nervoso, che ti fanno perdere la pazienza, che non sopporti, hai mai pensato che stai descrivendo te stesso?

Tu avresti potuto essere così agli occhi di Dio, tu eri qualcuno che avrebbe potuto fargli perdere la pazienza, con i tuoi peccati e con la tua disobbedienza! Ma sai qual'è la differenza? Lui non ti ha mai guardato con quel tipo di occhio! Nel momento in cui lo hai accettato lui ha potuto dimostrare a te tutta la misericordia che ha avuto da sempre verso di te.

Il motivo perché lo stress delle persone difficili può essere superato è perché tu sei stato una persona difficile, forse lo sei ancora, di sicuro lo sei ancora! Ma Dio ha avuto misericordia di te.

Vi ricordate l'episodio nel quale gli ipocriti farisei portarono davanti a Gesù una donna colta in flagrante adulterio?

I farisei dissero a Gesù: “questa donna è stata colta in flagrante adulterio, e tu Gesù, tu sai la legge! Questa donna deve morire!

Cosa fece Gesù? Cercò forse di giustificare il peccato della donna? O forse disse che quella legge era una legge sbagliata?

Niente di tutto questo: Gesù disse: “ avete ragione, questa è la legge; allora, colui che non ha mai violato la legge, tiri la prima pietra.”.

Silenzio: nessuno parlò più. Tutti quanti silenziosamente se ne andarono, nessuno tirò nemmeno un sassolino. Gesù non stava autorizzando l'adulterio, stava mostrando misericordia, la stessa misericordia che ha mostrato verso di te, le stessa misericordia che vuole tu mostri verso gli altri.

2. Perché avrò bisogno di più misericordie in futuro

Dio non è stato soltanto misericordioso nel passato verso di te; infatti egli non si aspetta che tu sarai perfetto dal momento in cui lo accetti fino alla fine dei tuoi giorni qua in terra! Ricordati che avrai bisogno di misericordia anche nel futuro.

“perché il giudizio sarà senza misericordia per chi non ha usato misericordia: la misericordia trionfa sul giudizio”(Giacomo 2:13 VP)

Soltanto coloro che daranno misericordia riceveranno misericordia.

Ma tu potresti dirmi: “ma tu non capisci quanto questa o quella persona mi ha fatto del male! Io non potrò mai perdonarlo!” Se è questo quel che pensi, mi auguro tu non abbia mai peccato. Giacomo dice chiaramente che coloro che non avranno usato misericordia, non riceveranno misericordia. Mi auguro davvero tu non abbia mai peccato!

Il perdono e la misericordia sono una strada a doppio senso; se ti rifiuti di perdonare gli altri e ti rifiuti di avere misericordia verso gli altri, è come se stessi segando il ramo su cui stai seduto.

Io ho bisogno di essere misericordioso perché ho bisogno della misericordia di Dio per ciò che farò nel futuro. Perché il mio futuro sarà pieno di errori, e devo stare attento nel chiedere giustizia per coloro che sbagliano contro di me, perché verrò giudicato con lo stesso metro! Se sarò stato misericordioso, sarà giudicato con misericordia; se ho chiesto giustizia sarò giudicato con giustizia! Se vuoi giustizia, preparati a non peccare mai più. Altrimenti, per giustizia, sarai punito!

Ma se avrò usato misericordia, riceverò misericordia.

3. Perché mi rende felice

La misericordia rende felici; non lo dico io, è Gesù che lo dice! Lo abbiamo letto nel versetto iniziale, in Matteo 5:7

“Beati i misericordiosi, perché riceveranno misericordia” (Matteo 5:7 VP)

Un altro modo per tradurre “beati” è appunto “felici”. Personalmente non ho mai trovato una persona piena di risentimento, che non vuole perdonare gli altri, che cerca il male per il suo prossimo, che è pure felice. Persone del genere sono amare, arrabbiate, non sono mai felici.

“L'uomo buono fa del bene a sé stesso, ma il crudele tortura la sua propria carne.” (Proverbi 11:17)

Dare misericordia sposta il fuoco del mio interesse da me stesso agli altri; e siccome siamo fatti a immagine di Dio, sai che cosa c'è? A Dio piace donare, è felice nel momento che vede gli altri felici, sorride quando vede sorridere! Se fai il bene, se dai un sorriso, se vedi l'altro felice, stai provando, anche se in minima parte, quello che prova Dio ogni giorno; sei un po' come lui!

La misericordia è un boomerang; torna sempre indietro... se lo sai lanciare bene!
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Come diventare misericordiosi

Come posso diventare una persona misericordiosa allora? Il punto d'inizio di tutto quanto, la prima cosa in assoluto è che devo sperimentare per me stesso la misericordia di Dio; non la posso offrire a nessun altro se io per primo non ho ricevuto misericordia.

Allo stesso modo non posso offrire perdono a nessuno se per primo non sono stato perdonato. Uno dei maggiori motivi perché non offriamo misericordia e perdono, è perché non ci sentiamo perdonati e non proviamo per noi stessi la misericordia di Dio.

Fai attenzione, sto dicendo “non sentiamo”, “non proviamo”; siamo esseri “emozionali”, Dio ci ha fatti così! Ma non dobbiamo affidarci solo alle emozioni. E, quando parliamo del nostro Creatore, dobbiamo cercare la concretezza dei fatti, piuttosto che la vaghezza dei sentimenti.

Ed i fatti dicono che il mondo è pieno di persone che sono state perdonate da Dio: si chiamano “credenti”. Ma, allo stesso modo, il mondo è pieno di credenti che non si “sentono” perdonati da Dio. Ed è per questo che non riescono da sperimentare la misericordia, e a dare perdono. Perché non si sentono perdonati!

Dio è un dio di perdono, è un Dio di misericordia: se tu credi in lui, sei stato perdonato, hai ricevuto misericordia. Su queste basi puoi perdonare, e puoi dare misericordia. Una volta che hai capito questo, tutto il resto facile; lo stress delle persone difficili diventa un esercizio quotidiano di applicare lo stesso metro che Dio applica verso di te.

Inizia a guardare le persone nella stessa maniera con cui le guarda Dio; egli non è imbronciato eternamente, non guarda il mondo e le sue creature con gli occhi di un tiranno, ma con gli occhi di un padre, con gli occhi d'amore di un padre.

Inizia guardare le persone che passano nella tua vita, i tuoi colleghi di lavoro, i due compagni di scuola, la tua famiglia, nella stessa maniera con cui le guarderebbe Gesù.

Gesù è l'immagine stessa della misericordia: ha risollevato gli oppressi, accettato i reietti, sollevato coloro che erano addolorati, amato quelli che nessuno voleva amare, aiutato coloro che erano senza speranza e addolorati.

Gesù si è interessato di loro; non ha vissuto questi momenti come uno stress, non ha visto negli altri qualcuno con cui lottare giorno dopo giorno, ma li ha visti come lo strumento con il quale dimostrare che Dio è amore, non risentimento, non odio, ma amore!

Tratta le persone con la stessa misericordia con cui sei stato trattato; ricordati che riceverai solo quello che dai!

Voglio lanciarti una sfida: oggi non andare a casa senza aver deciso nel tuo cuore chi è la persona a cui vuoi dimostrare che Dio è amore. Sappi che tutte le volte che tu dimostri misericordia, Gesù, colui che è morto e resuscitato per te e per me, verrà glorificato.

Forse sarà una persona “particolare” con cui ti trovi a vivere fianco a fianco, o forse qualcuno che ha commesso degli errori della sua vita, forse anche contro di te. Potrebbe essere qualcuno addolorato, o potrebbe essere persino un tuo nemico, una persona a cui tu non augureresti alcun bene, se non sapessi che col metro con cui tu giudichi verrai giudicato.
Chi sarà la tua persona? Io non posso saperlo, tu si! Scrivi il suo nome sul foglio che hai tra le mani. Forse ti servirà di pregare (e molto!) per mettere in moto la misericordia; ma ricordati che la misericordia è “amore in azione”, che l'amore non è un sentimento, ma è un “movimento”! Prega prima, ma poi agisci!

Sta' qui il segreto del vivere una vita senza lo stress delle persone che ci circondano; non posso cambiare loro, ma posso cambiare il mio atteggiamento. E tramite il mio atteggiamento, testimoniando Gesù, posso lasciare che lo spirito Santo operi negli altri, perché anch'essi vengano a Cristo e abbiano le loro vite trasformate da Cristo.

Preghiamo.

Hai mai sperimentato la misericordia di Dio? Questa è la cosa più grande che tu possa mai sperimentare; la misericordia è l'amore di Dio. Gesù Cristo è così interessato a te da morire sulla croce perché i tuoi peccati passati, presenti e futuri, potessero essere perdonati. Ma, per poter usufruire di questo perdono, ci sono tre passi che devi fare: ammettere, chiedere, lasciare.

Ammettere i tuoi peccati, chiedere perdono a Gesù, lasciare che egli ti purifichi da essi. Non c'è alcun motivo perché tu debba lasciare questo posto con un sentimento di colpevolezza. E quando avrai fatto questo, quando avrai capito che sei stato perdonato, che sei stato lavato, che hai ricevuto misericordia, sarai capace di gestire lo stress delle persone difficili che ruotano attorno alla tua vita. Sarà un nuovo inizio per te. Prega questo nel tuo cuore:


Signore, io voglio sperimentare la tua grazia e la tua misericordia. Ti prego, puoi perdonare tutto ciò che di sbagliato ho commesso? Puoi aiutarmi a sentirmi perdonato così che possa perdonare gli altri? Ti prego di aiutarmi durante questa settimana ad agire con misericordia verso gli altri, verso le persone difficili che incontro. Signore tu hai mostrato misericordia verso di me nel passato, ma io ti chiedo di dimostrare la tua misericordia anche per il futuro, perché ne avrò bisogno. Aiutami ad essere paziente verso coloro che sono particolari, verso coloro che mi irritano, che mi deridono; aiutami ad usare misericordia verso di loro. Aiutami a dimenticare le ferite del passato; io le lascio a te, non mi appartengono più. Da oggi io voglio iniziare a vedere le persone che mi passano a fianco così come le vede il mio Signore Gesù. Prego tutto questo nel suo santissimo nome. Amen

06 dicembre 2009

Vivere il proprio matrimonio ballando con Dio


La vita di coppia, anche quella di una coppia credente, è costantemente costellata da stress, sollecitazioni, tensioni e problemi che vorrebbero minarne la solidità. Come fare per attraversare indenni le burrasche della vita? Esistono regole che ci permettano di vivere completamente sicuri e tranquilli il nostro matrimonio?
Marvin Oxenham ci parla di questo attraverso il capitolo 30 del Libro di Proverbi.

29 novembre 2009

Cinque regole per gestire le mie finanze


Le nostre finanze sono spesso fonte di stress: niente crea più ansietà e conflitti del denaro. Per un credente il danaro non è né il segnale della benedizione di Dio né della sua collera: ma il denaro per un credente è SEMPRE uno strumento che va gestito. C'è dunque un metodo, una gestione che Dio consiglia, o che predilige? Il libro di Proverbi ci fornisce la strategia che Dio vuole applichiamo per la gestione del nostro danaro.
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Nel precedente messaggio sugli “stess della vita (Vivere nella Grazia) abbiamo iniziato a parlare di come vivere una vita meno “stressata”., e vi avevo parlato della classifica delle dieci cose più stressanti della vita. Non so se ricordate cosa c'era al n? 3: le tasse! Non vi preoccupate, non voglio palare di tasse oggi. Ma, sapete perché le tasse sono così stressanti? Perché vanno a toccare una delle parti più sensibili del nostro essere: il nostro portafoglio! Ecco, oggi è proprio di quello che voglio parlare! I nostri soldi! Niente crea più ansietà e conflitti del denaro. Il 74% delle famiglie litiga per esso; il 54% di tutti i divorzi è causato da esso.

Il denaro, di per se, non è né positivo, né negativo: il mio valore come individuo non cambia a seconda che io ne abbia poco o tanto. Cambia la percezione che io ho di me stesso e cambia la percezione che gli altri hanno di me, ma che io abbia tanti soldi non mi rende differente nella mia natura umana da chi non ne ha affatto.

Per un credente il danaro non è né il segnale della benedizione di Dio (può essere un “segno”) né della sua collera (può essere un ammonimento); ma il denaro per un credente è SEMPRE uno strumento che va gestito; e se non riusciamo a gestirlo, sarà il danaro a gestire noi stessi.E' per questo che come credenti siamo chiamati ad essere saggi nella sua gestione ; così come siamo chiamati ad amministrare la creazione, allo stesso modo siamo chiamati ad essere buoni amministratori di qualcosa che non ha valore ma a cui l'uomo ha dato un valore pro forma per gestire meglio la propria vita.

C'è dunque un metodo, una gestione che Dio consiglia, o che predilige? Come posso gestire saggiamente le mie finanze in accordo con la visione che Dio ha per esse?

C'è un personaggio della Bibbia che è famoso anche al di fuori di essa per via delle sue grandi ricchezze... ma anche (e soprattutto) per la sua grande saggezza: ed è da quest'uomo saggio e benedetto che si chiama Salomone che oggi vogliamo ascoltare cos'ha da consigliarci per gestire al meglio ciò che il Signore ci ha provveduto., e lo vedremo attraverso alcuni brani del libro dove Salomone ha raccolto i suoi buoni consigli per le nostre vite.

C'è una sorta di “filo rosso” che collega tutti i proverbi che parlano del denaro, ed attraverso questo emergono cinque saggi consigli, che sono anche il piano che Dio ha studiato perché noi potessimo vivere fuori dallo stress del denaro, gestendolo senza che fossimo gestiti da esso: sono cinque regole pratiche:

1. tieni nota delle tue finanze
2 pianifica le tue spese
3. risparmia per il futuro
4. godi di quello che hai
5. rendi al Signore

Regola 1. Tieni nota delle tue finanze

Questo è il principio della ragioneria:

“Guarda di conoscere bene lo stato delle tue pecore, abbi gran cura delle tue mandrie; perché le ricchezze non durano sempre, e neanche una corona dura di epoca in epoca.” Proverbi 27:24

A quel tempo in Israele ognuno era pastore; i greggi erano quello che ora sono il conto in banca e gli appartamenti.

Traduciamolo in linguaggio moderno: “Sappi qual'è la consistenza di ciò che possiedi e vigila sulle tue spese, perché il conto in banca potrebbe prosciugarsi e potresti dover vendere i tuoi appartamenti”

In sostanza Salomone sta dicendo “sii consapevole di ciò che hai". Avete mai sentito qualcuno dire “non so dove vanno a finire tutti i miei soldi”? Forse sei proprio tu che hai detto almeno una volta queste parole.
Attento, perché se è così stai rischiando molto! Devi tenere nota della tue finanze. SE è vero che i soldi non danno la felicità, è anche vero che la mancanza di sufficienti soldi porta alla tristezza; è per questo che devi impedire che scivolino via.

Acquista verità e non la vendere, acquista saggezza, istruzione e intelligenza.” Proverbi 23:23

Sii realistico: come ti comporti con i tuoi soldi? Salomone dice che l'unica cosa per cui devi spendere tutto ciò che hai è per acquistare saggezza, poiché “ignoranza + credito facile = guai. Quattro sono le cose che devi sapere:

1. quello che devi ---------> i tuoi debiti
2. quello che hai -----------> i tuoi averi
3. quello che guadagni ----> il tuo reddito
4. dove va ----------------> le tue spese

Mi potresti dire: “Eh, Marco, io ho appena tempo per fare quello che già faccio nella vita, e tu mi chiedi di aggiungere pure questo? Non ho tempo!”.Io ti rispondo: hai tempo per preoccuparti della tua situazione finanziaria? Se passassi più tempo a prendere nota delle tue finanze passeresti meno tempo a preoccupartene!

Regola 2. Pianifica le tue spese

Questo è il principio del “preventivo”: le persone che vengono al mio negozio per chiedere un preventivo lo vogliono non perché sono curiose di sapere quanto costa quella tale cosa, ma perché hanno riservato una quantità di danaro per pianificare quell'acquisto.

“I disegni dell'uomo diligente conducono sicuramente all'abbondanza, ma chi troppo si affretta non fa che cadere nella miseria.” Proverbi 24:5

Traduciamo anche stavolta in un linguaggio più moderno le parole di Salomone: “Pianifica attentamente ed avrai in abbondanza; ma se agisci impulsivamente non avrai mai abbastanza.”

Il problema è che spesso non acquistiamo per necessità, ma per impulso: è stato dimostrato che se entri al supermercato con una lista della spesa scritta acquisti la metà di quando entri con una lista mentale. Solo alcuni soffrono di una vera e propria malattia mentale che va sotto il nome di “consumopatia ossessiva compulsiva”, il resto di noi lo fa per una serie di motivi, tutti sbagliati, di cui questi che elenco sono solo alcuni che mi sono venuti in mente:

Riguardo noi stessi

  • Perché io valgo!
Quella cosa di valore dimostrerà che io sono una persona di valore, mica uno qualsiasi!

  • Me lo merito!
Me lo merito; ho lavorato tutto il giorno (o tutto il mese, o tutto l'anno), ho diritto di averlo, l'ho meritato!

Come credenti dovremmo sapere per chi e per cosa abbiamo valore: non è un Rolex o un iPhone a modificare quanto valiamo agli occhi di Dio.

Riguardo i nostri figli

  • Anche il mio (la mia) deve averlo!
Se lo hanno gli altri, perché non dovrebbe averlo anche il mio (o la mia)?

  • Alla sua età io non l'avevo!
Non voglio che mia figlia (o mio figlio) soffra quello che ho sofferto io non avendo le cose che gli altri avevano!

  • Alla sua età io lo avevo!
Che male c'è? Il mio papà me lo ha comperato quando avevo la sua età!

Pensiamo bene a ciò che insegniamo ai nostri figli: vogliamo insegnare loro che debbono rincorrere gli altri e possibilmente primeggiare non per chi sono, ma per cosa hanno?

Ma spesso ci troviamo a non avere sufficiente denaro per avere l'oggetto dei nostri desideri; ci facciamo lusingare allora dalle “sirene “ delle “piccole rate”, del “non te ne accorgi neppure”, del “costa solo”. ED ogni volta questi messaggi sono conditi dall'urgenza di comperare subito, perché “domani costerà il doppio”, “ne sono rimasti solo tot pezzi”, “è un'offerta solo per questa settimana”. Le sirene ci lusingalo, ci illudono persino che “stiamo facendo la cosa giusta” perché “stiamo risparmiando danaro”... Peccato che, in realtà, quel denaro che stiamo risparmiando, non lo abbiamo ancora risparmiato, perché non lo abbiamo! Piccole rate per “n” giorni si tramutano in grandi debiti nei quali ci intrappoliamo da soli, e di cui diveniamo prigionieri senza via d'uscita.

Altre volte facciamo affidamento ai soldi di “mamma e papà”, o dello zio, o di qualcuno a cui siamo legati da un qualche vincolo. Ma, il fatto rimane che stiamo tentando di gestire beni che non ci appartengono

A tutto ciò, noi credenti, aggiungiamo una categoria particolare di cattiva gestione finanziaria: la “generosità”...dei soldi che non abbiamo.

A questo proposito, voglio fare una piccola parentesi: qui stiamo parlando di soldi, ma quello che dico vale anche per il nostro tempo, per l'impegno personale. Essere generosi non significa sottrarre tempo ed impegno ai nostri impegni primari. Volete qualche esempio? Dare tempo al tuo amico, o al tuo familiare che richiede la tua presenza costante in aiuto o supporto è un'opera generosa... ma se quel lo sottraggo al tuo impegno verso il Signore nella tua chiesa locale è una “falsa” generosità, perché non stiamo donando qualcosa che abbiamo in più, ma lo stiamo “sottraendo” al Signore. E questo vale anche se lo sottrai al tuo impegno nella famiglia, o nel lavoro. Il tempo è danaro, e possiamo essere generosi solo con quello che abbiamo a disposizione, non con quello che abbiamo già destinato ad altro.

Torniamo ai soldi veri: parlavamo della generosità con i soldi...che non abbiamo.

SE debbo indebitarmi per fare del bene, faccio realmente del bene? Non di sicuro a me stesso! Se c'è urgenza in noi di fare del bene, Dio ha un sistema per provvedere la disponibilità economica... lo vedremo alla fine.

“L'uomo stolto dà fondo a tutto.” Proverbi 21:20b

Anche qui attualizziamo il versetto: “Le persone stupide spendono i loro soldi velocemente quanto li ricevono”.

SE siete ammalati di “consumopatia ossessiva compulsiva”, ci sono metodi per prevenirla; una signora teneva le carte di credito in una brocca di acqua in congelatore, così che quando sentiva l'impulso irrefrenabile di andare a spendere, per farlo doveva aspettare che si sciogliesse il ghiaccio. Per tutti gli altri, che sono la maggioranza, il segreto sta ne pianificare accuratamente le proprie spese, e soprattutto, spendere i soldi che ho, non quelli che non ho.

Regola 3. Risparmia per il futuro

Questo è il principio della riserva.

“In casa del saggio ci sono tesori preziosi e olio” Proverbi 21:20a

Proviamo ad attualizzare:“L'uomo saggio risparmia per il futuro”.

Viviamo in un mondo dove devi avere “tutto e subito”; ogni cosa la devi avere “subito”. Un tempo solo alcune cose si acquistavano “a rate” o con un mutuo. Erano i beni importanti e duraturi: una macchina (che veniva fatta durare venti anni), la casa. Ormai praticamente “ogni cosa” viene proposta con “un comodo finanziamento di 2750 rate da 5 Euro mensili”... fanno 13750 Euro, ma sono soli 5 Euro al mese! Cellulari, aspirapolvere, pentole, ferie, tutto è comodamente rateizzabile! Lo voglio ORA!

La Bibbia invece dice “pianifica le tue spese e risparmia per il futuro”: dice che dobbiamo stabilire dei traguardi a cui mirare.

“La ricchezza male acquistata va diminuendo, ma chi accumula a poco a poco, l'aumenta.” Proverbi 13:11

Ciò di cui hai bisogno è di fissare dei traguardi rispetto a tre differenti aspetti della tua finanza:tre traguardi:

un traguardo di spesa ----------> quanto posso spendere
un traguardo di risparmio -----> quanto posso risparmiare
un traguardo del dare ---------> quanto posso dare (lo vedremo alla fine)

La Bibbia l'illustra in questo modo:

“Considera ciò che fa la formica e diventa saggio!” Proverbi 6:6

La formica è l'esempio del risparmio: consuma per accumulare, ma accumula per consumare. Non le interessa la cicala che passa col Rolex o con la BMW: non si indebita per avere beni subito, ma è paziente, accumula oggi per avere domani. Perché? Perché ha imparato ad applicare il quarto principio:

Regola 4. Godi di ciò che hai

Questo è il principio dell'accontentarsi nella sua radice semantica, ovvero “essere contento”:

“Chi ama godere sarà bisognoso, chi ama il vino e l'olio non arricchirà. “ Proverbi 21:17

Poniamolo in un italiano più chiaro: “Abbandonarsi al lusso, al vino e ai piatti costosi non ti farà mai arricchire”.

Gli abitanti di questa città dove ci riuniamo appartengono per la stragrande maggioranza al ceto medio, come pure gran parte della nostra provincia: per cultura sono abituati a lavorare molto, e per questo possono permettersi molto.

Sono felici? Forse. Alcuni. Non tutti. Per esperienza so che c'è un sostrato di invidia verso le altrui fortune che permea trasversalmente le famiglie di questa cittadina.Si compra l'auto nuova perché il vicino ne ha appena acquistata una. Si compera il trattore 180 hp turbo perché il dirimpettaio ne ha comperato uno da 120 hp... Sono felici? C'è una bugia che li accompagna, e la bugia è questa: sarò più felice se avrò di più. Non è vero, è una bugia! Se fosse vero le persone più ricche al mondo sarebbero le più felici, mentre invece non lo sono. E quello che c'è di peggio è che crescono figli con questa mentalità, affogandoli letteralmente nel superfluo, credendo saranno felici per quel “di più” che gli danno.

Ed in questo sono aiutati dalla TV; si stima che un ragazzo che esce dalla maturità ha visto circa 350.000 spot... tutti che enfatizzano il concetto “di più = più felice”.

C'è una grande differenza tra compiacersi e contentarsi. Contentarsi significa godere di ciò che hai. E' ovvio che ognuno ha bisogno di ambizioni e di desideri; non sto dicendo che non dobbiamo cercare di migliorare la nostra qualità di vita.  Anzi, tu DEVI migliorare te stesso in ogni campo: sociale, spirituale, economico. E questo va bene! Ma devi imparare a godere l'oggi senza dire “sarò felice quando...”. Completate voi la frase.
Questo significa che ORA non sei contento. Tu devi imparare ad essere contento ora, quando hai ancora obiettivi, ambizioni e desideri!

Paolo afferma questo:

“...io ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo. So vivere nella povertà e anche nell'abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; a essere nell'abbondanza e nell'indigenza” Filippesi 4:11b-12

Talvolta siamo così occupati ad avere di più che non abbiamo tempo di godere di ciò che abbiamo. Talvolta abbiamo così poco che vorremo avere molto di più e non riusciamo a godere neppure il poco che abbiamo.

Ed Ebrei rafforza questo concetto con un imperativo:

“Accontentatevi di ciò che avete” Ebrei 13:5 VP

Vuoi sapere una cosa? I tuoi desideri saranno sempre di più dei tuoi averi; e non c'è debito che tu possa fare per ottenere beni che ti renderanno più contento.

Come gran parte delle famiglie italiane, mia moglie ed io abbiamo preso un mutuo (anzi, due prestiti) per costruire casa. Tra quattro mesi e mezzo pagheremo l'ultima rata, e sarà anche l'ultimo debito che avremo, nel limite del possibile. Abbiamo deciso di essere contenti con ciò che abbiamo (e secondo i miei canoni abbiamo molto), il resto che avremo sarà quello che riusciremo a pagare in contanti. Non voglio più 360 comode rate! Non ho mai visto comode rate: le rate sono sempre scomode!

Tieni nota delle tue finanze, pianifica le tue spese, risparmia per il futuro, godi quello che hai. L'ultima regola, quella di cui ti avevo parlato al punto 2 per avere risorse per essere generoso.

Regola 5. Rendi almeno il 10% a Dio

Questo è il principio della decima, e attraversa tutta la Bibbia ma è presente specialmente in Proverbi: rendi ALMENO il 10% a Dio.

“Onora il SIGNORE con i tuoi beni e con le primizie di ogni tua rendita; i tuoi granai saranno ricolmi d'abbondanza e i tuoi tini traboccheranno di mosto” Proverbi 3:9-10

Sottolineate la parola “primizie”. Alcuni chiedono: “Dovrei dare il 10% dal lordo o dal netto? Dovrei dare il 10% di quello che guadagno, o il 10% di quello che rimane, detratte le tasse, la spesa, la benzina, l'affitto, la piscina, la sauna, il meccanico, il gommista, il cinema, il dentista...”.

Rileggi il versetto: parla di “primizie”, Cosa sono le “primizie”? Sono i frutti più buoni, le bestie migliori, non ciò che resta dopo che mi sono sfamato e li ho venduti al mercato. La decima non è la “mancia”, magari generosa, al “cameriere” Dio. SE vuoi che i tuo granai siano pieni, che i tuoi tini trabocchino, metti Dio per primo anche nei tuoi guadagni.

“Cercate prima il Regno di Dio, e tute le altre cose vi saranno aggiunte” Matteo 6:33 VP

Quando prendo i soldi dal negozio, la prima cosa che faccio arrivando a casa è di darli a mia moglie; Janet li prende, toglie il 10%, li mette nella mia Bibbia per darli la domenica in chiesa. Non abbiamo mai fatto conto di quei soldi; semplicemente non sono nostri.

“L'uomo dallo sguardo benevolo sarà benedetto, perché dà del suo pane al povero” Proverbi 22:9

Dio è un dio che dà: quando dai a Dio sei come Dio: se non dai la decima che il Signore ti chiede, tu gli impedisci di benedirti: la colpa è tua.

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1 tieni nota delle tue finanze
2.pianifica le tue spese
3.risparmia per il futuro
4.godi di quello che hai
5.rendi almeno il 10% al Signore

Queste sono le fondamenta che Dio dà per vivere senza lo stress del danaro.

Qualcuno potrebbe dirmi: “ io mi trovo così tanto nei debiti questo momento che non posso permettermi di dare la decima”.Permettimi di dirti questo: tu non puoi non dare la decima! Se tu vuoi che Dio ti aiuti a liberarst dei debiti, il punto d'inizio è proprio questo: affida la tua vita completamente nelle sue mani.

Isaia dice questo:

“Perché spendete denaro per ciò che non è pane e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia?” Isaia 55:2

Il motivo numero uno per cui le persone spendono su cose superflue è perché pensano che le farà felici: una nuova macchina, nuovi vestiti, un nuovo forno a microonde. Sapete qual è il problema delle cose che ci fanno felici? ? che rimangono le stesse! Non cambiano! Domani saranno lì, uguali esattamente come le abbiamo comperate; e dopo domani saranno vecchie. Ne vorremo delle nuove, e così via in un circolo vizioso. Non saremo sazi, non saremo contenti, saremo più poveri.

In virtù di questi nostri errori spesso ci troviamo in situazioni economiche molto travagliate, ma questo solo il sintomo del fatto che non abbiamo ancora compreso che Gesù vuole essere il nostro manager in ogni campo della nostra vita: spirituale, emotivo sociale, ricreativo, educativo, ma anche economico.

Vuoi sapere qual'è la soluzione al tuo stress finanziario? E' una delle Beatitudini che abbiamo letto poco fa:

“Cercate prima il regno di Dio e tutte le altre cose che saranno aggiunte” Matteo 5:6

Dio ti ha creato con uno scopo: tu non sei un caso, non seu in “incidente” nella Creazione. Dio ha un piano per la tua vita. La soddisfazione e la libertà dallo stress (qualsiasi stress, finanziario compreso) arriva quando tu affidi la tua vita a Cristo, quando cominci a camminare sul percorso che Dio ha progettato per la tua vita. E giorno dopo giorno scopri un poco alla volta chi Egli e, e giorno dopo giorno divieni sempre più soddisfatto della tua vita. Il Suo piano per te è più alto, più profondo, più largo, più ampio, più pesante, più lungo di quanto tu possa mai ottenere tramite ciò che puoi attenere tramite il denaro o il lavoro.

Conosci Dio e scopri il piano che ha per la tua vita, sia tu ventenne, quarantenne, o ottantenne.

“Cercate prima il regno di Dio e tutte le altre cose che saranno aggiunte”

Non so perché, ma Dio ha scelto il danaro, le finanze, come la cartina di tornasole per la fedeltà dei suoi figli; avrebbe potuto scegliere qualsiasi altra cosa, ma ha scelto il danaro. Forse l'ha scelto perché passiamo la vita girandogli attorno, provando ad averlo, ad accumularlo, a spenderlo, ad investirlo, ad usarlo. Le nostre vite ruotano così tanto intorno al danaro, e così tanti problemi sono causati dall'uso improprio di esso. Così tanti infarti sono causati dai debiti, e così tanti rapporti si incrinano per la mancanza o la spartizione dei soldi.

C'è dunque qualche suggerimento di Dio per la nostra gestione finanziaria? Certo che si: èd è Gesù in persona a consegnarcelo:

“Se dunque non siete stati fedeli nelle ricchezze ingiuste, chi vi affiderà quelle vere?” Luca 16:11

Se tu avesti una somma di denaro da lasciare in affidamento a qualcuno per un determinato tempo, a chi la affideresti?Ad un ladro o a un uomo onesto? Se non sei affidabile con ciò che il mondo ritiene “il” valore supremo, come potrà Dio fidarsi che tu sappia amministrare le sue benedizioni.

Forse hai detto qualche volta: “non sento che sto crescendo spiritualmente”: come stai amministrando i tuo pochi o i tuoi molti soldi? Se vuoi che il Signore benedica la tua vita, anche finanziariamente, comportati da persona onesta davanti a Dio, ed il Signore ci affiderà molto di più di quello che tutti attenti. Questo non significa che diventerai ricco; potrebbe succedere, e allora sarei chiamato a dare il tuo contributo :” secondo la prosperità concessa”, come dice Paolo in 1 Corinzi 16:2.

Affida a Gesù tua situazione economica, segui le cinque regole che il Signore ti comanda, perché devo dirti che Dio valuterà come tu usi il danaro per sapere quali benedizioni potrà affidarti.

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Su quale dei cinque principi di Dio deve lavorare di più?

1. Tieni nota delle tue finanze? La Bibbia che dice di farlo. Ti dice di controllare lo stato del tuo gregge; così come non viaggeresti al buio senza fari in una strada tutta curve, allo stesso modo devi conoscere le tue spese dei tuoi guadagni.
2. Sai pianificare le spese? Oppure spendi sull'emozione, sull'istinto? Così come non partiresti senza una mappa o un GPS per un paese che non conosci, devi avere una mappa per poter giungere con sicurezza alla fine di ogni mese.
3. Stai risparmiando per il futuro?Non dico che devi accumulare ricchezze, ma un poco, poco per volta. Rammenta la formica!
4. Stai godendo di ciò che già hai? Oppure dici ancora “sarei felice se...”? Sappi che i tuoi desideri non saranno mai sazi; sii contento di ciò che hai!
5. Stai dando almeno il 10% al Signore? La Bibbia c'insegna che quel 10% è la gratitudine che il Signore ti richiede per poterti benedire. Ricorda che è una primizia, non una mancia a un cameriere.

Questi sono i cinque Principi per vivere senza stress la nostra vita economica. Se li metti in pratica, Dio ti aiuterà persino ad uscire da difficili situazioni finanziarie, e potrà benedirti nel poco o nel tanto.

Preghiamo:

Dio ha scelto il danaro come la cartina di tornasole per la nostra fedeltà. Se credi in Lui, allora sai che Gesù è il numero uno nella tua vita; ma lo è anche il numero uno della tua vita economica! Se non lo è ancora, mettilo al primo posto oggi. Prega come queste parole.

Dio, io voglio iniziare ad obbedirti. Voglio tenere nota delle mie finanze, pianificare le mie spese, risparmiare per il futuro, godere di ciò che ho, e dare almeno il 10% come gratitudine a te. Aiutami ad applicare i principi della tua parola anche per quello che riguarda i miei soldi, ed aiutami essere fedele a te, ad affidarmi a te, nella situazione finanziaria in cui mi trovo. Amen

22 novembre 2009

Innalzarzi verso l'altitudine di Dio


Chi ha paura dei topi? I topi possono provocare grandi danni...anche all'interno delle comunità dei credenti. E' di questo particolare tipo di topi che Giacomo al capitolo 4 nella sua lettera ci parla: "Da dove vengono le guerre e le contese tra di voi? Non derivano forse dalle passioni che si agitano nelle vostre membra?". Sono topi percolosi, ma Dio ci ha lasciato un'arma con cui combatterli: la Sua Parola, la Bibbia!

Tramite essa possiamo innalzarci verso l'altitudine di Dio, impedire ai topi della discordia di respirare, e sconfiggerli in nome di Cristo.

15 novembre 2009

Dio ama l'unità



Dio ama l'unità: l'unità della sua chiesa, l'unità del corpo del suo Figlio Gesù. Ed è per questo che non ci deve stupire che il Nuovo Testamento dia più importanza all’unità della chiesa che al Paradiso o all’Inferno. Dio desidera che noi sperimentiamo l’unità e l’armonia reciproca.


L’unità è il cuore della comunione fraterna; se la distruggiamo è come se strappassimo il cuore al Corpo di Cristo, la chiesa appunto.


Senza unità non c’è comunione fraterna, e senza comunione fraterna non c’è chiesa. Va preservata ad ogni costo.

Per fare questo, Dio ci infdica chiaramente sei passi da applicare nelle nostre vite 

08 novembre 2009

Il Libro di Efesini: un unico capo, un unico piano, un unico corpo (SOLO AUDIO)


La Falange Macedone era un reparto praticamente imbattibile, forte del suo numero, della sua potenza e della sua invulnerabilità... ma un piccolo esercito riuscì nell'impresa impossibile di sconfiggerlo. Come?

Tre furono i motivi che concorsero all'esito della battaglia:
  • obbedire un unico capo
  • avere un unico piano
  • agire come un un unico corpo.
Parte da questo esempio il messaggio che oggi proponiamo, tratto dall'archivio audio della nostra chiesa, per illustrare quello che l'apostolo Paolo insegna circa la chiesa nel Libro di Efesini.

File Audio 27 MB

01 novembre 2009

Vivere nella grazia di Dio


A chi di noi piacerebbe sentirsi “meno stressati” nella nostra vita? Ho trovato questa classifica su un sito:

Le cinque cose più stressanti della vita:
  • 5.il Natale
  • 4. gli esami
  • 3. le tasse
  • 2. il divorzio
  • 1. la morte di un familiare
Come credenti, noi possiamo aggiungere in una parte della lista (fate voi dove), anche il seguente stress:
  • Il non sentirsi all'altezza di Dio.
Vi è mai capitato di pensare “so che Dio mi ama e che mi ha salvato, ma non riuscirò mai a fare quello che mi chiede di fare; rimarrò per sempre un credente di serie B. Non riuscirò mai ad essere all'altezza dei ciò che Egli mi chiede.”?

A molti capita di pensare così; questo è uno stress che quasi tutti hanno in una qualche maniera provato, vuoi all'inizio, o durante la crescita.

Cosa c'è di vero, o cosa c'è di falso in questo pensiero? Possiamo “rilassarci” ed abbandonare almeno questo stress? C'è qualcuno o qualcosa che possa “assicurarmi” contro l'insorgere di questo ulteriore stress indesiderato nella mia vita?

Di certo un sistema c'è, , ma dobbiamo “sottoscrivere quella “ assicurazione di cui sto parlando: devo sottoscrivere una “RCA”.

Ma, al contrario di quella che facciamo per la nostra auto, questa non aumenta se facciamo qualche incidente (anche perché non costa nulla) paga sempre il 100%, ed ha un massimale illimitato che ci copre da qualsiasi danno possiamo commettere.

Vediamo assieme in cosa consiste la nostra RCA
  •  1) Ricorda quale padre è Dio
“Come un padre è premuroso verso i suoi figli, così è premuroso il SIGNORE verso quelli che lo onorano. Egli sa ciò di cui siamo fatti, si ricorda che siamo polvere.” Salmo 103:14

Dio ti conosce in maniera totale, ed è completamente consapevole della tua umanità. Egli conosce ciò che ti fa scattare, cosa ti innesca. Conosce i tuoi sbagli, le tue paure, i tuoi fallimenti e le tue frustrazioni. Egli non si aspetta da te che tu sia Superman o Wonder Woman.

Se sei un genitore, ami tuo figli in ogni momento del suo sviluppo o aspetti sino a quando è pienamente maturo per amarlo?

Il fatto è che Dio ti ama ad ogni tappa del tuo sviluppo; è per questo che non hai bisogno di nutrire sensi di colpa irrisolti e aspettative irrealistiche circa te stesso, sai,
  • non c'è nulla che tu possa fare per far si che Dio ti ami di più di quanto ti ama ora
ma, allo stesso modo
  • non c'è niente che tu possa mai fare per far si che Dio ti ami meno di quanto ti ama ora!
Come genitori terreni, noi amiamo i nostri figli ma spesso li amiamo di più o di meno a seconda di ciò che fanno.

Dio non è questo tipo di padre: l'amore di Dio è incondizionato, non è basato su ciò che facciamo o non facciamo. Dio ci ama per primo, perché Egli è amore.
Mettiamola sotto questo piano; io ho due bambini, ambedue hanno imparato a camminare seguendo più o meno lo stesso percorso di apprendimento. Hanno cominciato a fare un passo, e a cadere. Si sono rialzati, hanno fatto due passi, cadendo di nuovo. Si sono rialzati, e senza fare neppure un passo, sono caduti all'indietro...

Qual'è stata la mia reazione, come padre? Li ho forse rimproverati? .”Ma cosa stai combinando? Perché cadi? Tu sei un Delle Monache! I Delle Monache non cadono! Abbiamo la nostra dignità! Alzati! Puoi fare meglio di quello!”

E' chiaro che non mi sono comportato così! Ma molti di noi pensano che questa sia l a maniera con cui Dio ci tratta. Pensiamo che ogni volta che cadiamo, Dio è lì per dirti “Tirati su in piedi! Che stai facendo, imbecille?”

Dio è un padre premuroso, sa che siamo fatti di polvere, sa che cadiamo, e sa anche come ci sentiamo dopo essere caduti. Non è l' per rimproverarti, ma è lì per rialzarti, per incoraggiarti a fare il prossimo passo, a provare ancora una volta. Se vuoi onorarlo (come dice il versetto) c'è una sola cosa da fare: rialzarsi, e provare di nuovo; lui è lì che fa il tifo per te, così come noi lo abbiamo fatto per i nostri figli.
  • 2) Capisci cos'è che vede Dio
La Bibbia ci insegna questo in Romani 8:1:

Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù Romani 8:1

Cosa significa? Immaginate che io prenda un foglio di carta e vi scriva su ogni singola cosa che ho fatto di male nella mia vita (il che, come sapete, è impossibile perché un singolo foglio non mi basterebbe di certo): tutti i miei peccati, tutti i miei errori, ogni singolo scheletro chiuso nell'armadio, tutte le azioni, i pensieri e le tentazioni per cui mi devo vergognare. Poi, prendo questo foglio e lo metto all'interno di un libro, e lo chiudo dentro.

Ora il foglio non si vede più; l'unica cosa che posso vedere è il libro. Questo è il modo in cui Dio ci vede quando abbiamo Gesù nella nostra vita; Dio non vede più i nostri peccati, ma vede Gesù che sta lavorando sulla nostra vita, modellandoci a sua immagine.

Dio è l'artista, noi siamo il suo capolavoro e, come se fossimo d'argilla, egli ci modella...come? In modo che somigliamo ogni giorno di più a suo figlio Gesù. Ma per amarci , non aspetta che diventiamo “esattamente” come Gesù.

Quando ci guarda, non vede noi ed il nostro progetto non finito. Non vede le travi di legno ancora poggiate per terra, o i cumuli di macerie delle pareti che abbiamo demolito per far posto alle nuove stanze, ma vede l'abitazione regale che stiamo divenendo seguendo il Suo progetto.
  • 3) Accetta la Grazia di Dio
Tu potresti ancora dirmi: “Si, Marco, ma tu non capisci come mi sento io. So quello che devio fare, lo so, ma faccio l'esatto contrario. Mi sento un ipocrita.”

SE hai mai pensato questo, sappi allora che non sei il solo, ma che anzi sei in buona compagnia. Un nome su tutti tra i tuoi compagni di viaggio? L'apostolo Paolo!

“Mi trovo dunque sotto questa legge: quando voglio fare il bene, il male si trova in me. Infatti io mi compiaccio della legge di Dio, secondo l'uomo interiore, ma vedo un'altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?” Romani 7:21-24

Nessuno è perfetto; tutti sbagliano, tutti peccano, e non è sufficiente credere per smettere di peccare: Paolo l'aveva capito, perché lo viveva giorno per giorno.

Il versetto di Salmo 103 ci dice che Dio sa come siamo fatti: sa che non saremmo mai stati capaci di raggiungere la libertà dalla nostra natura di peccato da soli, neppure se ci fossimo sforzati per la vita intera, neppure se avessimo meditato in ogni minuto la Bibbia. Ecco allora che ha “studiato” un provvedimento per “aggirare” il problema: si chiama “Grazia”.

Quando un prigioniero viene “graziato” cosa significa? Che il giudice ha riletto le carte ed ha stabilito che effettivamente il condannato non aveva commesso il reato? Assolutamente no! Oppure, stabilisce che, “visto che si è comportato proprio bene per tot anni, allora facciamo finta che non è successo niente”? Ancora una volta no! Quella si chiama “buona condotta” ed abbrevia i tempi della pena, ma non la cancella: nel tuo certificato penale ne rimarrà traccia per sempre.

Quando un condannato riceve la grazia, invece succede questo: il reato è “cancellato”. Non è “come se non fosse accaduto” ma “non è mai accaduto”! E' una decisione del Presidente della Repubblica, e non è basata sul merito del reo, ma sulla volontà di chi la elargisce.

Visto che non posso “guadagnare” la Grazia, devo “accettare” la Grazia.

“tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio - ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù” Romani 3:24

Non è quello che posso fare io, ma quello che ha fatto Dio. Paolo dice:

“Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti” Efesini 2:8-9

Notate il verbo che usa: non dice “è per grazia che venite salvati”, al presente, ovvero ora. La salvezza non è qualcosa di progressivo, qualcosa che continua nel tempo. Non esiste una “fabbrica” che produce la salvezza ogni giorno per coloro che ne fanno richiesta.

Paolo invece usa un tempo al passato: “siete stati salvati”. E' un'azione che è già avvenuta, che continua a produrre i suoi effetti, ma che non è “progressiva”. La salvezza non è una fabbrica, ma un'esplosione.
Essa è venuta nel mondo, è esplosa, tutta quanta, tutta insieme. Non c'è rimasto un po' di esplosivo di scorta , caso mai servisse un'altra esplosione, magari più piccola.

La grazia è venuta con Gesù, tramite l'esplosione d'amore che ha prodotto la sua morte e la sua risurrezione.

Cosa devo fare?. Accettare la Grazia: è “gratis”, affinché non possa io dire che l'ho guadagnata.

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Nel momento in cui io accetto Cristo e dico : “Dio, ecco la mia vita; ogni cosa che ho fatto di sbagliato, ogni mio singolo peccato, tutte le cose stupide che ho commesso. Io voglio porre questa mia vita nelle mani di Gesù”. Sapete cosa accade? Che Gesù mi avvolge col suo amore, così che Dio quando guarda me, non vede me, con le mie imperfezioni, con i miei sbagli, con le mie debolezze... ma vede Gesù, vede Suo Figlio, vede la perfezione di Gesù, non la mia imperfezione.

E' tutto qui, il segreto per vivere una vita rilassata, per abbandonare lo stress di non sentirsi all'altezza, la nostra assicurazione, la nostra RCA.
  • 1. Ricorda che Dio è un padre premuroso
  • 2. Capisci che Dio vede Gesù quando ti guarda

  • 3. Accetta la Grazia di Dio

26 ottobre 2009

Come una pecora condotta al macello: il libro di Isaia

Il Libro di Isaia ci propone due immagini differenti e contrastanti di Dio: quella di un  dio duro e spietato verso un popolo, il suo popolo, che gli ha voltato le spalle, e quello di un dio che è pronto a perdonare, a lavare via le colpe, ad aprire le braccia ai suoi figli se ammettono le colpe e  tornano a lui.

Al centro del panorama del libro si staglia l'altezza insormontabile del capitolo 53, dove Isaia "vede" il Re sofferente, L'Agnello condotto al mattatoio, il servo giusto, colui sul quale cadrà la condanna tramite cui abbiamo pace...

18 ottobre 2009

Il valore dell'ospitalità (SOLO AUDIO)


Qual'è il vero valore dell'ospitalità? E come dovrebbe essere utilizzato da un credente? Come e quando dovremmo parlare ai nostri amici della fede che ci ha cambiato la vita?

Paolo, nella Lettera ai Romani afferma:

Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com'è scritto: "Il giusto per fede vivrà". (Romani 1:16-17)

Partendo da questo brano Joseph ci spiega come, quando e perché dovremmo essere ospitali.

11 ottobre 2009

Il popolo di un Dio santo: il libro di Levitico (SOLO AUDIO)


Questa settimana vi proponiamo l'ascolto di una predicazione tratta dall'archivio audio della nostra chiesa. Il messaggio di Marvin Oxenham illustra il libro di Levitico.

Levitico, assieme a "Numeri",  è uno dei libri "difficili" della Bibbia, pieno com'è di leggi e precetti che ci sembrano ormai incomprensibili e privi di qualsiasi utilità al giorno d'oggi. Eppure...

Eppure le leggi che Dio dà al suo popolo brillano per lungimiranza e acutezza, tanto che alcune sono state confermate persino dalla scienza moderna.

Il motivo delle leggi e dei precetti che il Signore impartisce è a motivo della Sua santità, affinché il popolo di un Dio santo sia un popolo santo.

04 ottobre 2009

Da schiavi a liberi in Cristo



A cosa pensate quando udite la parola “libertà”? Quale è l'associazione mentale che più rapida vi sovviene nella mente?

Sapete, non so se capita soltanto a me, ma quando sento la parola libertà, la prima cosa a cui penso non è la situazione delle donne senegalesi portate come schiave in Italia, e neppure la situazione politica in Nepal.

Sapete cosa penso: “Mi piacerebbe essere libero dallo scrocchiarmi le dita”!
Quanti come me pensano a qualcosa di molto personale? Qualcosa da cui non riusciamo ad essere liberi per quanto ci sforziamo.

Possono essere piccole cose, come il mio “scrocchiarmi le dita”, oppure cose più difficili da cui liberarsi, dovute forse al nostro passato. Cose che ci hanno fatto del male o che continuano a farcelo ancora oggi. Cose che ci frenano...

Oggi voglio parlarvi proprio di dove e di come possiamo trovare la libertà nella nostra vita.

Quando si parla di libertà,, c'è un libro nella Bibbia, ed esattamente nel Nuovo Testamento, di cui non possiamo fare a meno; sto parlando della Lettera di Paolo ai Galati.

Alcuni lo hanno chiamato “l'inno alla libertà” poiché in nessun altro libro della Bibbia se ne parla così ampiamente. In appena 6 capitoli Paolo usa le parole “libero/liberi/liberati/libertà” ben undici volte. Il libro di Galati è lo stesso tramite cui Dio parlò a Martin Lutero, facendogli vedere ben chiara la salvezza per fede e non per opere, spingendolo verso quella rivoluzione del cristianesimo che portò alla Riforma Protestante.

In un certo senso leggere la lettera ai Galati (che non è una città, ma una regione con numerose ed importanti città che ora fanno parte della Turchia) è come entrare in un grande magazzino posto su tre livelli, ciascuno dei quali ci parla in una maniera diversa di Gesù.

Immaginatevi di entrare nel parcheggio e di entrare l'ascensore spingendo il primo piano;

  • siete stati liberati”: si aprono le porte e quello che troviamo è la storia di quando i Galati hanno conosciuto Gesù grazie a Paolo; (capitoli 1 e 2);
  • perché siete stati liberati per Grazia”: spingiamo il pulsante e arriviamo al secondo piano, e troviamo il come, sono stati liberati da Cristo solo, solo per Grazia e non per opere (capitolo 3 e 4);
  • ora vivete nella sua fede”: l'ultimo pulsante dell'ascensore ci porta a scoprire il perché sono stati liberati per camminare liberi in Cristo.

Paolo stava lottando contro un'abitudine molto comune tra i credenti di tutte le età e di tutti i secoli. Quella di restare dentro la propria cella una volta che qualcuno ti ha aperto le sbarre.

Talvolta la libertà può spaventare; siamo così abituati alla nostra vita da prigionieri (del peccato, dei risentimenti, dei dolori) tanto da avere paura di quello che sarà di noi una volta usciti dalla nostra cella .

Paolo infatti dice questo:

“Cristo ci ha liberati perché rimanessimo liberi; resistete dunque e non vi lasciate sottoporre di nuovo alla schiavitù della legge” (Galati 5:1 VP)

SE credi in Cristo, sei libero: la porta della cella è aperta, le sbarre non sono più un limite, ciò che devi fare è lasciare l'oscurità e camminare nella luce.

Ma, qualcuno che legge bene il versetto, potrebbe dirmi: “Paolo mi dice di resistere; allora, sai cosa farò? Farò una bella lista di tutto quello a cui dovrò resistere: tentazioni, cattive abitudini voglia di farmi giustizia da solo e così via...

Se fate questo, significa che non avete ancora compreso cosa significhi “resistere” per un credente. Perché non c'è nulla che io possa fare per lottare contro i miei peccati, contro le mie tendenze, contro le mie tentazioni.

Non è quello che posso fare IO, ma è quello che Gesù ha già fatto. Come resisto dunque per difendere la mia libertà? Resisti “in Cristo”

Paolo afferma questo un Colossesi:

"Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio. In lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati." (Colossesi 1:13-14a)

La parola “in” che usa Paolo è il greco “en”, che significa “all'interno, dentro”: è stando “dentro” Gesù, che abbiamo i nostri peccati perdonati, è stando dentro Gesù che possiamo resistere; siamo circondati da una rocca che ci protegge, o per dirlo con le parole di Davide:

“Il SIGNORE è la mia ròcca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto rifugio." (Salmo 18:2)

Ma come posso dunque “resistere in Cristo”? Come posso fare di lui la mia rocca? C'è qualcosa che devo fare, una preghiera che devo pregare, un pellegrinaggio che devo fare per poter “resistere in Cristo” e non elle mie forze?

Mi spiace, non esiste una preghiera, un rito, un pellegrinaggio che possa darti quella protezione di cui hai bisogno: resistere in Cristo non viene da se, ma tramite il tuo impegno.

Ci sono azioni da fare, verbi da obbedire, organi da utilizzare... insomma c'è da lavorare. Sono tre verbi, uno per ciascuna parte del tuo essere; uno per la tua mente (la ragione), uno per il tuo cuore (il sentimento) e uno per il tuo fisico (l'azione).

1. Affidarsi
"Lo Spirito del Signore è sopra di me; mi ha consacrato per evangelizzare i poveri; mi ha mandato ad annunciare la liberazione ai prigionieri, e il recupero della vista ai ciechi; per liberare gli oppressi dai loro oppressori” (Luca 4:18 VP)

La prima cosa da fare riguarda la nostra mente, la nostra intelligenza: affidarsi, avere fiducia in una persona; non una verità, non un principio, neppure la Bibbia, ma una persona, Gesù Cristo.


Avere fiducia che lo scopo di Gesù non era quello di riportare le persone a seguire le regole di Dio, né dare nuove regole da seguire né tanto meno quello di punire i “cattivi”, ma quello di dare libertà ai prigionieri, a me e a te.

Avere fiducia che lui ha realmente pagato sulla croce tutti i miei ed i tuoi peccati, avere fiducia che egli vuole davvero avere un rapporto personale con me e con te.

Affidarsi al suo amore che paga vita per vita, pur di averti assieme a lui per sempre.

2. Dimorare
“Se dimorate nei miei insegnamenti, siete davvero miei discepoli; così conoscerete la verità e la verità vi farà liberi". (Giovanni 8:30-32 VP)

La seconda cosa da fare riguarda il nostro cuore, in che cosa lo riponiamo. Gesù ci dice che saremo liberi se conosciamo la verità, e che per conoscere la verità dobbiamo “dimorare” nei suoi insegnamenti, dobbiamo mettere il nostro cuore nello studio di essi.

C'è una cosa da sottolineare su questo: dimorare negli insegnamenti di Gesù non a a che fare col venire in chiesa tutte le domeniche, e neppure col leggere ogni giorno un versetto della Bibbia.

Dimorare nell'insegnamento di Gesù è “stare dentro” applicare, mettere in pratica quello che abbiamo sentito la domenica o che abbiamo letto durante la giornata; è una costante attitudine quotidiana; è mettere le mie speranze, i miei sogni, i miei problemi sotto il suo controllo.

Se faccio questo, quello che ho come premio è qualcosa di stupendo:

“Dimorate in me, e io dimorerò in voi.” (Giovanni 15:4)

Se affidiamo a Gesù la nostra vita, allora lui diviene il nostro pilota; sarà lui a dirigerla, a prendere le decisioni più delicate, a impostare le curve più pericolose.

3. Dare

“Andate e annunciate loro che il Regno dei cieli è vicino. (...) Date gratuitamente, così come avete ricevuto” (Matteo 10:7-8 VP)

La terza cosa da fare riguarda le nostre azioni, quello che ne facciamo di ciò che Gesù ci ha dato.

Perché, vedete, se provo di tenere per me la libertà che Gesù mi ha dato, è come se mi stessi creando una nuova prigione da solo, perché sto impedendo a me stesso di trasmettere la Grazia che gratuitamente mi è stata data; faccio come quei bambini ai quali viene regalato un nuovo gioco per il quale servono più di una persona, ma non vuole che nessuno lo tocchi perché “è mio!”.

Uno dei segnali che fanno capire se una persona ha compreso la sua libertà in Cristo sta nel modo in cui condividono le loro benedizioni con gli altri, perché se hanno compreso che ciò che hanno ricevuto è un dono e che quel dono non potrà mai esaurirsi, allora sono generosi, danno liberamente, perché sanno che non gli serve di “fare la scorta” per garantirsi la sopravvivenza. Perché hanno capito che essa non dipende da loro stessi, dalle loro capacità o dalla loro riserva, ma dalla grazia liberamente elargita da Gesù ai propri figli.

Resistere in Cristo è perciò una processo che comporta tre azioni:

  • affidarsi
  • dimorare
  • dare.

Tutto questo è una buona notizia; non devo resistere solo, anzi non sono io che deve resistere, perché c'è chi lo fa per me... ma c'è un ultima cosa da fare, perché tutto il resto non vada perduto:

4. Allenarsi

Commentando Galati, Lutero diceva questo: “La nostra coscienza deve essere allenata a fare affidamento sulla libertà acquistata per noi da Gesù Cristo”.

Per circa 10 giorni non sono andato ad allenarmi con la mia squadra; venerdì sono andato di nuovo, ed è stato uno degli allenamenti più massacranti abbia mai avuto...per il solo fatto che ero stato fermo 10 giorni!

Essere costantemente allenati, questo è il segreto per non essere mai affaticati nel nostro cammino con Gesù.

Perché, se dimentichiamo di allenarci nell'essere consapevoli che non dobbiamo fare affidamento su noi stessi, ma su Gesù, ben presto torneremo a vole fare con le nostre proprie forze.
E questo è naturale, perché cresciamo in un mondo ed in una società dove sin da piccoli ci viene insegnato che dobbiamo essere autosufficienti.

E se facciamo affidamento su noi stessi, allora siamo nei guai, perché Satana ti metterà davanti tutti i modi sbagliati per poterti sentire libero.

Rifletti su una cosa: prima di conoscere Gesù, molti di noi hanno fatto “di tutto, di più” per sentire che “eravamo liberi”: droga, sesso, alcool...

“Vedi quanto sei libero!” dice lui: è una bugia vecchia quanto il mondo:

“Il serpente disse alla donna: "No, non morirete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male". (Genesi 3:4-5)

“Ti si apriranno gli occhi, ... sarai come colui che è più libero di tutto...sarai come ...Dio!!!”... BUGIARDO!!! Da quel momento in poi si sono spalancate le porte di una prigione chiamata peccato.

Chi è stato nella schiavitù delle dipendenze e del peccato ed è stato salvato da Gesù può dirti che quello che Satana di sussurra all'orecchio, dicendoti “vedi, sei libero, fai tutto quello che vuoi”, è una bugia agghiacciante.

Ma, attenzione, perché anche dopo salvati, anche dopo aver creduto in Gesù, Satana continua a sussurrati cosa devi fare: “ Devi andare tutte le domeniche in chiesa, devi pregare questo, devi fare le buone azioni”...

Tutte cose vere, direte; si, ma che diventano ancora una volta una schiavitù se le faccio non come risposta all'amore di Cristo, ma per “guadagnare” il suo amore. Buone cose, fatte con un cuore sbagliato, spalancano le porte di una prigione che solo apparentemente è “santa”, chiamata “legalismo religioso”.

E' per questo che devo allenare costantemente la mia coscienza nella verità che la mia libertà non è opera mia, ma è opera di Cristo; che non l'ho guadagnata, ma mi è stata data gratuitamente.


Paolo scrivendo ai Galati li stava ammonendo proprio di questo, stava dicendo loro “state sbagliando, fate cose buone per i motivi sbagliati, ricordatevi che siete liberi IN Cristo, e IN Cristo solamente”.

Ma Paolo parla anche a noi oggi, e ci afferma, con la stessa forza e lo stesso amore, di avere fiducia in Gesù, di dimorare il lui, e di dare agli altri gratuitamente quanto anche noi abbiamo ricevuto gratuitamente....e di non smettere mai di farlo.

Preghiamo:

Caro Gesù, tu ci hai detto che la verità ci farà liberi se dimoreremo in te. Ma tu mi conosci, conosci come sono fatto e quanto sia facile per me tornare sui miei passi affidandomi alle mie forze.

Aiutami a vedere chiaramente le aree della mia vita dove sto tentando di fare da me. Aiutami a smettere di avere fiducia nelle mie capacità di risolvere i miei problemi, ma di darli a te, avendo fiducia che tu mi ami e che sai condurre la rotta della mia vita molto meglio di me.

Aiutami ad avere fiducia ogni giorni in te, a dimorare ogni giorno nella tua parola, e a dare agli altri gratuitamente così come gratuitamente ho ricevuto.

Ed aiutami a non mollare neppure un giorno di allenamento in questo.

Farò questo, mio Signore, non per guadagnare il tuo amore, ma come risposta al tuo amore per me. Quell'amore che ti ha portato su una croce al mio posto.


Amen.

27 settembre 2009

Afferra la fede e corri verso l'amore di Cristo




Conoscete uno sport che si chiama “rugby”? Che ci crediate o no, con i miei 67 chili e i miei 47 anni, i o gioco in una squadra di rugby...OLD rugby! Sapete quale è lo scopo del gioco? E' raggiungere una linea bianca alla fine del campo e andare in “meta”.

E sapete qual'è la parte più importante del gioco?Prendere la palla! Perché, se non prendo la palla, non posso cominciare a giocare!Il mio allenatore mi ripete sempre: “La prima cosa è : concentrati sul prendere la palla!

Cosa c'entra tutto questo con il battesimo di Benjamin, Eva, Leonardo e Vanise?

1. Una nuova “partita”

Perché oggi per loro inizia una “nuova partita” quella della loro vita con Gesù. Fino ad ora hanno fatto “allenamento”: hanno imparato tante cose su chi è Dio, chi è Gesù, cosa ci chiede di fare, ed in parte hanno anche cominciato già a provare qualche “schema di gioco”

Ma oggi è un giorno speciale: oggi è il giorno in cui loro prendono la “palla” che si chiama “fede in Gesù” che qualcuno gli ha passato (Berni, Katia, Antonio ed Amy in particolare, ma anche le famiglie dove sono nati), scendono in campo, mettono la maglia nuova di zecca della loro squadra, si schierano sul campo per l'inno nazionale, e cominciano a giocare la partita della loro vita assieme a Gesù.

Perché dico che è oggi che “cominciano a giocare”? Perché oggi danno testimonianza pubblica della loro fede e della loro obbedienza a Gesù.

Ma prima di palare della partita voglio chiedervi qualche cosa?

Sapete perché vi battezziamo “oggi”? Perché non battezziamo i nostri figli quando sono nati? Oppure, sapete perché non vi battezziamo dopo un “corso preparatorio, dove vediamo se siete maturi nella fede?

2. Chi, quando, come, perché

  • I. Chi. Leggi: Atti 16:14-15

“Lidia veniva dalla città di Tiatira, ed era commerciante di porpora. Lidia già adorava Dio, e mentre ci ascoltava, il Signore aprì il suo cuore ed ella prestò attenzione a ciò che Paolo diceva. Dopo essere stata battezzata con tutta la sua famiglia, c'invitò in casa sua:'Se mi considerate credente nel Signore' ci disse ' dovete essere miei ospiti!' E insistette finché non accettammo”

Leggi: Atti 16:129-34

“”Allora il carceriere... chiese:'Signori, che devo fare per essere salvato?' 'Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia' gli risposero. Poi Paolo e Sila annunciarono la Parola di Dio a lui e a tutta la sua famiglia. In quella stessa notte, il carceriere...insieme con tutta la sua famiglia si fece subito battezzare. Poi, dopo averli accompagnati a casa sua, apparecchiò la tavola per loro. Che felicità per lui e per i suoi familiari essere diventati tutti credenti!”

Chi battezziamo? Chi “crede”. Non i neonati, non i bambini, ma coloro che hanno ascoltato, hanno capito, e hanno creduto; per questo lo chiamiamo “il battesimo dei credenti”

  • II. Quando. Leggi Atti 9:36

“L'Etiope disse:'C'è dell'acqua! Posso essere battezzato?' Filippo rispose: 'Se credi con tutto il cuore!' E L'altro: 'Si, credo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio' Poi fece fermare il carro: i due scesero nell'acqua, e Filippo lo battezzò.”

Quando li battezziamo? Subito. Non dopo un anno, non dopo un corso, non quando vediamo che sono diventati credenti “maturi”, ma perché hanno confessato di aver creduto.

Vedete allora come il battesimo non è né l'inizio della vita naturale, né un traguardo da raggiungere dopo un esame; è semplicemente una tappa tra le due.

  • III. Come. Leggi Matteo 3:15

“Ma Gesù insistette: 'Devi battezzarmi adesso, perché dobbiamo fare tutto ciò che è giusto.' Allora Giovanni lo battezzò.”

Come li battezziamo? Nello stesso modo in cui è stato battezzato Gesù.

        • E' un simbolo che illustra la morte e la resurrezione
        • E' un simbolo che illustra la purificazione
  • IV. Perché. Leggi Matteo 28:19

“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”

Perché li battezziamo? Perché Gesù ce lo comanda.

Vi dicevo che oggi comincia la vostra partita con Gesù; e sapete una cosa? Avete fatto la vostra prima azione di successo! Il mio allenatore sarebbe fiero di voi!

Siete stati concentrati sulla palla, e l'avete afferrata per bene! Ora è vostra!

Quella palla è la fede in Gesù! Ora credete in lui...e ora?

Ricordatevi che lo scopo del rugby non è prendere la palla, ma andare in meta; e allo stesso modo lo scopo della fede in Gesù non è credere in lui, ma diventare come Gesù.

3. Diventare come Gesù

Cosa significa “diventare come Gesù”? Come è Gesù? Vi viene in mente nulla se vi dico Giovanni 3:16?

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.”

Gesù è l'atto d'amore di Dio verso di voi, Gesù E' amore!

La palla è Gesù, la meta è l'amore! Se volete fare meta, dovete muovervi dal punto dove avete ricevuto la palla.

  • I.. Lo “schema di gioco” di Gesù: cosa fare

Come? Come faccio ad amare come Gesù? L'amore non è un sentimento, né un'attitudine: l'amore è una "azione", è una parte integrante della partita che sto giocando. Mi serve un allenatore che mi spieghi lo schema, il modulo...insomma cosa fare in mezzo al campo .Il vostro allenatore privato c'è: si chiama ...Gesù, e vi spiega cosa dovete fare: Matteo 22:37-39

Gesù gli disse: ""Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: "Ama il tuo prossimo come te stesso".

Avete visto cosa hanno fatto Lidia e il carceriere subito dopo aver accettato Gesù ed essere stati battezzati? Hanno dimostrato “amore” in modo pratico,: hanno invitato a casa le persone che gli avevano parlato del Signore. Hanno preso la palla della fede in Cristo, e hanno cominciato l'azione amando il prossimo.

Per voi, ragazzi, sapete chi è il vostro “prossimo”? Sono i vostri genitori, il vostro fratello o la vostra sorella, i vostri compagni di classe, i vostri professori....

Voglio leggervelo un'altra volta questo versetto, in una maniera un po' diversa:

“Ama (tuo padre-tuo fratello-tua sorella-il tuo compagno di classe-la tua insegnante) come te stesso (o te stessa)”.

Ce la fate? Ce la farete? La prima azione l'avete fatta bene; avete preso la fede. Ora l'allenatore Gesù vi dice di cominciare a muovervi, amando gli altri come amate voi stessi o voi stesse.

  • II. Lo “schema di gioco” di Gesù: cosa non fare.

Un'ultima raccomandazione; sapete uno dei più grossi errori che può commettere un giocatore di rugby? Andare avanti senza “sostegno”, da solo senza l'aiuto dei propri compagni. SE rimani da solo, sei finito, perché ti tolgono subito la palla. I giocatori bravi sanno che per arrivare in meta, debbono avere “il sostegno”; altri compagni dietro che ti coprono, ti aiutano a spingere avanti, che ti incoraggiano...

Avete visto cosa hanno fatto Lidia e il carceriere, come prima cosa? Si sono “connessi” ad altri credenti (Paolo e Sila) per avere il “sostegno”.

Nella partita che cominciate oggi per la squadra di Gesù dovete sempre avere il “sostegno”; il sostegno reciproco, incoraggiandovi a vicenda, stando in contatto, ma soprattutto il sostegno del vostro allenatore, di Gesù, parlandogli ogni giorno con la preghiera e ascoltandolo ogni giorno con la lettura della Bibbia.

La prima azione della vostra nuova vita l'avete fatta bene: avete afferrato la fede in Cristo. Non smettete mai di correre verso quella linea che sta in fondo al campo, perché la meta è amare gli altri come Gesù ama voi!

Preghiamo assieme:

“Caro Gesù, io ti voglio pregare per Benjamin, per Eva, per Leonardo e per Vanise. Ti ringrazio per la loro attenzione su di te e per aver preso perfettamente la palla della fede in te. Ti ringrazio per la testimonianza che daranno oggi di credere in te e di essere obbedienti a quello che gli chiedi di fare. La mia preghiera per loro è che possano essere dei grandi giocatori nella tua squadra, che possano continuare a crescere nella tua fede, che possano giocare sino in fondo la partita che tu gli proponi. E che possano essere degli attaccanti efficaci, giungendo alla meta, avendo sempre te come loro sostegno. Sii vicino a loro; noi li abbiamo avuti in dono da te perché gli parlassimo del tuo amore per loro. Ora sono tuoi figli, nostri fratelli in te; a te li affidiamo. Amen.
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