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29 giugno 2008

Gesù: la via la verità e la vita (SOLO AUDIO)

Ryan June e Zack Weingartner concludono l'English Camp 2008 facendoci riflettere su dove siamo rispetto alla via, la verità e la vita di Gesù.

File audio 18 MB

22 giugno 2008

Il mondo là fuori

La scorsa settimana vi ho raccontato di come il Signore mi abbia ordinato “in sogno” di predicare su di 2 Giovanni.

Abbiamo così visto assieme che nel brano c'era per la nostra chiesa un incoraggiamento, una sfida e una rassicurazione:
  • un incoraggiamento - continuate a camminare sulla via del Signore Gesù senza deviare

  • una sfida - fortificatevi ogni giorno di più nell'amore reciproco

  • una rassicurazione - sono io, il vostro Signore Gesù, che ve lo chiede.

Mi sembrava di aver fatto un buon lavoro, di essere stato obbediente al mio Signore; e tutto fiero di questo ho cominciato a pensare su cosa avrei predicato la domenica seguente (questa).


Ma, come spesso accade, i piani del Signore erano radicalmente differenti dai miei; infatti, sentivo qualcosa che non andava, una vocina che diceva: “Marco, mica ti ho detto di predicare SOLO sui primi sei versetti! STUDIA TUTTA la lettera e completa il mio messaggio per la mia chiesa”.


Beh, magari le parole non erano proprio queste, o meglio non c'erano proprio parole, ma la sensazione di aver lasciato il lavoro a metà era grande.


Allora, diligentemente, mi sono messo a studiare i versetti che vanno da 7 a 9; e solo allora ho capito che in effetti avevo dato un messaggio a metà.


Leggiamo assieme il versetti da 7 a 9:


Poiché molti seduttori sono usciti per il mondo, i quali non riconoscono pubblicamente che Gesù Cristo è venuto in carne. Quello è il seduttore e l'anticristo. Badate a voi stessi affinché non perdiate il frutto delle opere compiute, ma riceviate piena ricompensa. Chi va oltre e non rimane nella dottrina di Cristo, non ha Dio. Chi rimane nella dottrina, ha il Padre e il Figlio. (2 Giovanni 1:7-9)


La prima cosa che mi ha stupito è lo smisurato contrasto delle parole che usa Giovanni da 1 a 6 con quelle che usa da 7 a 9.


Mentre da 1 a 6 troviamo parole che, in fondo, ci piacciono (v.3 verità, grazia, misericordia, pace, amore), nei versetti che seguono ci sono parole che hanno tutt'altro carattere; sono parole forti, dure (v.7 seduttore, anticristo, v8 perdere, v. 11 opere malvagie).


Sembra quasi che sia un altro Giovanni che stia scrivendo, un Giovanni che, quanto era dolce e calmo nella prima parte, tanto è duro ed arrabbiato nella seconda.


Non è un differente Giovanni quello che scrive, e non si è arrabbiato via via che scriveva.


Egli invece ci sta descrivendo due mondi; due mondi paralleli che sussistono a dispetto ed in contrasto all'altro.


Dal versetto 1 al versetto 6 egli aveva descritto il mondo “nella verita” (v1-3); la scorsa settimana abbiamo detto che Gesù aveva detto di se stesso:


Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Giovanni 14:6)


Giovanni aveva descritto dal versetto 1 a 6 il mondo “in Cristo” (la parola che viene tradotta con “nella” in greco è “en”, che sta ad indicare qualcosa che è all'interno, circondato sopra e sotto, davanti e dietro, immerso dentro).


E' il mondo che appartiene a molti di noi, a tutti coloro che sono “in Cristo”.


Com'è questo mondo? Com'è il mondo “qua dentro”?


E' un mondo dove:


  • c'è verità (v. 1-2-3-4); la verità che si chiama Gesù;

  • c' è grazia, misericordia e pace (v.3);

  • c'è un'istruzione data da Dio al cui interno possiamo muoverci sapendo di agire bene (v,. 4, 5);

  • c'è AMORE!!!! (v. 1,3,5,6)


Questo è il mondo “qua dentro”. E come descrive allora Giovanni il mondo “là fuori”?


La descrizione che ne fa, e il paragone che ne scaturisce sono devastanti.


Vediamola assieme questa descrizione.


Versetto 7: “Poiché molti seduttori sono usciti per il mondo... Quello è il seduttore e l'anticristo”; la parola che usa Giovanni per seduttori è “planos”, che significa “colui che gira senza una meta. In questa maniera i sacerdoti avevano chiamato Gesù dinanzi a Ponzio Pilato.


Anti” in greco significa "invece di - al posto di”; sono persone che non si accontentano di vagare senza meta, ma si vogliono sostituire a Cristo.


Cosa ci fai con Cristo? Prendi questa filosofia nuova di zecca e ti sentirai davvero bene! Prendi questa pasticca e vedrai che ti sballi!”


La descrizione di Giovanni mi fa tragicamente ricordare di quello che scriveva Pietro nella sua prima lettera


Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. (1 Pietro 5:8)


Cosa succede a chi viene “irretito” da queste persone? Versetto 8: Badate a voi stessi affinché non perdiate il frutto delle opere compiute”


Nella frase in greco che è tradotta con “perdiate il frutto delle opere compiute” c'è l'idea di portare a completa e totale distruzione qualcosa per cui si è lavorato duramente.


Vagare senza meta, o sostituire Cristo con qualcos'altro, significa per il credente distruggere tutto quanto ha fatto fino a quel momento.


Questo per chi crede. Ma per chi non ha Cristo significa anche peggio: significa rimanere distante, rimanere là fuori, indifeso, là dove ruggisce e si aggira il leone.


Com'è il mondo là fuori?


  • È un mondo di menti senza meta;

  • è un mondo in cui c'è necessità di sostituire Cristo con qualcos'altro per riempire il vuoto della propria vita;

  • è un mondo dove molti leoni ruggenti sono pronti a divorarci, portando a completa distruzione tutto quanto abbiamo fatto sino ad ora.


Saremo dunque costretti ad arroccarci all'interno del nostro “mondo”? Saremo prigionieri di esso? Quale fortificazione e quanto alta metteremo a difesa di noi stessi?


Versetto 9b: Chi rimane nella dottrina, ha il Padre e il Figlio.


Quello che qui viene tradotto con “dottrina” in greco è la parola “didakè”, ed è stata usata altre dodici volte nei vangeli, undici volte per parlare dell'insegnamento di Gesù.


Eccola, la macchina da guerra terribile che useremo, ecco la fortificazione altissima che innalzeremo; le parole di Dio che si fa uomo, e scende a morire per me.


(butta la Bibbia a terra di fronte a te)


Ecco il muro, ecco la fortificazione; ha l'altezza d'un libro, ma è forte quanto colui che ha creato l'Universo.


E' un muro che posso portare con me, dentro di me, che non mi esclude dal mondo, ma che mi protegge da esso.


Gesù non ci vuole “separare” dal mondo, ma anzi ci manda “nel mondo”


Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente". (Matteo 28:19-20)

Il mondo “in Cristo” non è un mondo di rinunzie, ma un mondo di possibilità, dove:


  • c'è la verità e la pace che non trovi altrove,

  • c'è la grazia, e non siamo premiati perchè meritevoli, ma come figli di un Padre che ci ama

  • c'è la misericordia, e il figlio di Dio muore al mio posto per i miei peccati

  • c'è l'amore, quello che abbraccia, piange e gioisce assieme all'altro, che è accanto nei momenti brutti come nei belli.


E' questo il mondo che vogliamo condividere con gli altri; è questo il mondo di cui vogliamo parlare agli altri.


Noi conosciamo la differenza che Cristo ha fatto nelle nostre vite, ed è un tesoro troppo grande per poterlo tenere nascosto.


Nessuno meglio di Gesù conosceva la differenza che avrebbe fatto nella vita delle persone; ma se si fosse limitato alla conoscenza, noi saremmo ancora perduti.


Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. (Roman1 5:8)


Questa è la misericordia di Gesù. Quanta ne abbiamo noi, per la gente “là fuori”?


Gesù ha dato la sua vita per noi; siamo pronti ad “esporci” fuori dal nostro mondo, dare un pezzo della nostra vita per la gente che non lo conosce?


---


(Rivolto ai ragazzi dell'EC)


Voi siete venuti da molto lontano, spendendo le vostre vacanze come pure i vostri soldi per amore del nome di Cristo(3 Giovanni 1:7) per offrire qualcosa di utile e buono alla città di Montefiascone, un corso gratuito di lingue, ma soprattutto per parlare della differenza che Cristo ha fatto e sta facendo nelle vostre vite.


Portate con voi, dentro di voi la fortificazione della parola di Dio, sia essa l'unica autorità che vi guida nelle conversazioni con gli altri giovani.


Ma soprattutto, possa il vostro cuore mostrare la stessa misericordia che Cristo ha avuto per voi verso altri ragazzi le cui vite vagano senza meta o che spesso sono devastate da tutte le altre cose con cui Cristo viene sostituito.


(Rivolto alla chiesa)


I ragazzi dell'EC sono un extra con cui il Signore benedice la nostra comunità per il solo fatto di avere un unico Padre Celeste; non è un nostro merito e non possiamo vantarcene in giro. Il minimo che possiamo fare per loro è dare la nostra accoglienza e la nostra disponibilità, l'amore di cui parla Giovanni. Ma rimangono un “extra”; la differenza per le persone là fuori la dobbiamo fare noi, che rimaniamo, che viviamo qui, che ogni domenica ci incontriamo.


Quanta misericordia abbiamo nel nostro cuore per le persone che quotidianamente incontriamo?


Proviamo dolore più grande nel non vedere una crescita numerica, o nel sapere che non hanno Cristo?


Chi di voi sta pregando per la crescita della nostra chiesa?


Vi sfido a cambiare le vostre preghiere; invece di pregare “Signore, dacci una chiesa piena di gente” cominciate a pregare “Signore, abbi misericordia della gente di Montefiascone”.


Possa Cristo avere compassione di altri così come l'ha avuta per noi.


15 giugno 2008

Camminare nella verità: camminare con Gesù

Credeteci o meno, ma non sempre le mie predicazioni sono il frutto di riflessioni e studi, né di strategie studiate con Berni su cosa predicare durante l'anno.

Credeteci o meno, talvolta capita che le “mie” predicazioni, il brano ed il tema da scegliere per la domenica successiva, non le scelga io, ma qualcun altro per me...e quella di oggi ne è un esempio!

Io, come qualche altro miliardo di persone al mondo, la notte sogna; ma è difficile che mi ricordi alla mattina cosa abbia sognato la notte. Raramente rimane traccia del mio sogno...tranne in alcune rare occasioni.

E tra le “rare” occasioni, ci sono quelle in cui “sogno” il brano ed il tema della predicazione domenicale; credeteci o no, il Signore usa i sogni per parlarmi, o meglio per “comandarmi” su cosa esporre la domenica alla sua chiesa riunita.

Non mi accade tutte le domeniche (magari!), ma posso testimoniare di aver ricevuto durante i sogni almeno cinque messaggi per la nostra chiesa.

Qualche notte fa, il Signore mi ha indicato che avrei dovuto predicare su uno degli ultimi libri della Bibbia, un libro fatto di una sola pagina, nel quale era presente una particolare costruzione stilistica, vedremo poi di cosa si tratta.
Non ho avuto difficoltà a trovare il libro; si trattava di 2° Giovanni... ma stavolta non avevo capito PERCHE' avrei dovuto usare quel brano!

Sapete, il Signore oltre a darmi dei sogni, mi ha dato anche una moglie molto più sveglia di me, che quando ha letto il brano, ha esclamato: “Ma è chiaro, Marco! Questo è un incoraggiamento alla nostra chiesa in un momento particolare della sua vita!”.

E già; come avevo potuto non vederlo? Questo momento, per la nostra chiesa, è un momento molto particolare; è un momento che attendiamo tutto un anno; è il momento in cui “usciamo fuori” dalle confortevoli mura della nostra sala o delle nostre case dove teniamo gli incontri, ed andiamo a “sfidare” la nostra città con l'Evangelo di Cristo...forti delle nostre debolezze, dei nostri dubbi, delle nostre paure.

Accettate perciò questo brano che il Signore mi ha dato come un incoraggiamento, e come una sfida.

Leggiamo assieme da V. 1 a 6

L'anziano alla signora eletta e ai suoi figli che io amo nella verità (e non solo io ma anche tutti quelli che hanno conosciuto la verità) a motivo della verità che dimora in noi e sarà con noi in eterno: grazia, misericordia e pace saranno con noi da parte di Dio Padre e di Gesù Cristo, il Figlio del Padre, nella verità e nell'amore. Mi sono molto rallegrato di aver trovato fra i tuoi figli alcuni che camminano nella verità, secondo il comandamento che abbiamo ricevuto dal Padre. E ora ti prego, signora, non come se ti scrivessi un comandamento nuovo, ma quello che abbiamo avuto fin da principio: amiamoci gli uni gli altri! In questo è l'amore: che camminiamo secondo i suoi comandamenti. Questo è il comandamento in cui dovete camminare come avete imparato fin da principio. (2 Giovanni 1:1-6)


Avete capito, ora di quale costruzione stilistica stavo parlando? No? Vediamola assieme.

V. 1: L'anziano alla signora eletta e ai suoi figli
V13: I figli della tua eletta sorella ti salutano.

Giovanni sta parlando ad una donna che ha tanti figli? E che non vede sua sorella e i suoi nipoti da molto tempo? Vi leggo un versetto da Efesini:

5:22 Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come al Signore; 5:23 il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, lui, che è il Salvatore del corpo

e poi uno da Apocalisse:

19:7 Rallegriamoci ed esultiamo e diamo a lui la gloria, perché sono giunte le nozze dell'Agnello e la sua sposa si è preparata.

La costruzione stilistica (chiamata “figura retorica”) che usa Giovanni è la personificazione delle chiesa di Cristo come una donna e dei membri della chiesa come di figli.

La nostra chiesa è la signora eletta (dal greco ek-lego= chiamata fuori dal gruppo), e noi siamo i figli di cui Giovanni sta parlando; in cosa dunque ci sta incoraggiando Dio Padre?

1

Nei versetti da 1 a 4 balza agli occhi una parola che viene ripetuta in OGNI versetto: verità. V 4: Mi sono molto rallegrato di aver trovato fra i tuoi figli alcuni che camminano nella verità,

Il primo incoraggiamento è questo: nonostante i nostri problemi quotidiani, nonostante la fatica delle nostre vite, nonostante tutto e tutti, stiamo camminando nella verità!

Ma c'è un incoraggiamento ben maggiore, frutto del nostro cammino in verità: V. 3 grazia, misericordia e pace saranno con noi da parte di Dio Padre e di Gesù Cristo, il Figlio del Padre, nella verità e nell'amore

Grazia, misericordia, e pace; queste tre cose ci rammentano il nostro cammino di credenti: Paolo dice: Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. (Roman1 5:8)


La grazia è il dono immeritato che abbiamo ricevuto da Dio tramite Gesù; la misericordia è la compassione che Gesù ha provato per ciascuno di noi morendo sulla croce, tramite la quale possiamo vivere in armonia e tranquillità spirituale col nostro Padre Celeste.

2

La seconda parola che mi ha colpito viene ripetuta quattro volte dal versetto 1 al 6: amore.


La verità va di pari passo con l'amore; e l'amore di cui Giovanni parla è quello espresso dalla parola greca “agapao”, che non significa essere ben disposti verso qualcuno, ma amarlo profondamente e con tutto se stessi. Quest'amore non è una stretta di mano o una mano sulla spalla, ma è l'abbraccio, è il bacio, è piangere lo stesso pianto assieme all'altro, è provare la stessa gioia...

Quest'amore non può vivere lontano dalla verità; se da essa si allontana, diventa un sentimento vuoto, una filosofia di vita (fai il bene e non il male).

Il secondo incoraggiamento è questo: state camminando nella verità, dunque date voi stessi all'altro in modo completo.

Ognuno di noi sa dentro di se se stiamo onorando e in che percentuale il nostro cammino nella verità; ma il bello dell'amore è che non ha limiti in alto! Si può “amare troppo poco”, ma non si può “amare troppo”; non c'è una dose massima giornaliera da assumere con l'amore. L'amore che diamo al nostro fratello o alla nostra sorella può essere sempre aggiunto e perfezionato.

3

La terza parola che ho notato ripetersi, è anch'essa contenuta quattro volte nei primi sei versetto: comandamento.

La frase che usa Giovanni per comandamento (entolè) significa “rimanere all'interno di un limite stabilito rispettando un'istruzione”

Amare non è un optional per il credente, ma un'istruzione del Padre, è muoversi all'interno del limite stabilito da Lui.

E Giovanni sottolinea che non è una nuova istruzione, ma qualcosa che ciascun credente ha conosciuto sin dall'inizio; era ed è un nuovo comandamento, non un comandamento nuovo, dettato espressamente da Gesù:

Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. (Giovanni 13:34)


Il terzo incoraggiamento è questo: state camminando nella verità, date voi stessi completamente all'altro, sapendo che sono IO, il vostro Gesù, che ve lo sta chiedendo.

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Ma cosa significa “camminare nella verità”? La Parola greca è “aletheia” che significa “che non rimane nascosto”.

La verità è qualcosa di prezioso che ciascuno di noi reca al mondo; e mantenere nascosto un tesoro così prezioso significa non provare amore per coloro che non hanno verità, significa dimostrare un egoismo ed una mancanza di compassione totale per il mondo là fuori.

Noi stiamo per uscire per una settimana ad incontrare il mondo;Gesù ci direbbe queste parole:

Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli. (Matteo 5:14-16)


La verità è un bene che non possiamo nascondere al mondo, ma che dobbiamo condividere col mondo...anche se il mondo non la vuole 

Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l'ha conosciuto. (Giovanni 1:10)


Il sogno che il Signore mi aveva dato per la sua chiesa di Montefiascone conteneva un incoraggiamento, ma anche una sfida; la sfida di portare la verità fuori dalla confortevole tranquillità della nostra sala o delle nostre case.


Ma chi, o cosa portare? Qual'è tra tutte le cose che abbiamo imparato da quando siamo divenuti credenti la più importante da trasmettere, la prima? Versetti 2 e 3:


a motivo della verità che dimora in noi e sarà con noi in eterno: grazia, misericordia e pace saranno con noi


Il mondo ha bisogno del dono immeritato che Dio ha provveduto tramite Gesù; della compassione che Gesù ha provato per ciascuno nel mondo morendo sulla croce, tramite la quale vivere in armonia e tranquillità spirituale col Padre Celeste.


Ecco la prima cosa da trasmettere, ecco la verità da mostrare al mondo, anche se è una verità scomoda che il mondo non vuole accettare.

In Giovanni 14 Gesù spiega così:

Gesù gli disse: "Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (14:6)


Se Gesù E' la verità, allora possiamo rileggere i primi sei versetti in questo modo: 

(1) L'anziano alla alla sposa di Cristo, la chiesa , e ai suoi membri che io amo di un amore completo in Gesù (e non solo io ma anche tutti quelli che hanno conosciuto Gesù) (2) a motivo di Gesù che dimora in noi e sarà con noi in eterno: (3) il dono immeritato della salvezza, la compassione, l'armonia e la tranquillità interiore saranno con noi da parte di Dio Padre e di Gesù Cristo, il Figlio del Padre, nella verità e nell'amore.

(4) Mi sono molto rallegrato di aver trovato fra i tuoi membri alcuni che camminano in Gesù, secondo le istruzioni che abbiamo ricevuto dal Padre.

(5) E ora ti prego, chiesa , non come se ti scrivessi una nuova istruzione da rispettare, ma quello che abbiamo avuto fin da principio: amiamoci completamente gli uni gli altri! (6) In questo è l'amore completo : che camminiamo secondo le sue istruzioni. Queste sono le istruzioni in cui dovete camminare come avete imparato fin da principio.


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Alla fine, dopo aver parlato con una saggia moglie, avevo capito perché il Signore voleva questo messaggio per la sua chiesa a Montefiascone, in questo momento.


  • Continuate a camminare sulla via del Signore Gesù senza deviare

  • Fortificatevi ogni giorno di più nell'amore reciproco

  • soni io, il vostro Signore Gesù, che ve lo chiede.

Come chiesa stiamo per affrontare il mondo là fuori; saremo vulnerabili se non siamo uniti nell'amore, nella preghiera reciproca, nell'aiutarci vicendevolmente....


Ma saremo vulnerabili anche se vorremo fare le cose con le NOSTRE forze; dobbiamo ricordarci perché lo facciamo, per CHI lo facciamo, e che non siamo da soli, anzi di più, che l'opera non è la nostra, ma è del Signore Gesù!


09 giugno 2008

Essere vivo per portare Cristo (SOLO AUDIO)

Siamo paurosi o volitivi nell'opera del Signore? Siamo un pesce morto che viene trascinato dalla corrente, oppure uno vivo che sa nuotare contro di essa? Ascoltiamo Peppo che ci illustra da 1° Samuele e da Luca qual'è la potenza che ci deve guidare in questo.

(File Audio 40,25 MB)

01 giugno 2008

La preghiera


Cosa è la preghiera?

A chi devo pregare?

Per chi devo pregare?

Per cosa devo pregare?

Seguendo questi temi principali, e vedendo i passi delle Scritture che ne parlano abbiamo offerto il nostro culto al signore, pregando.
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