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04 maggio 2008

Gli uni gli altri


1° Parte - Gioco con i bambini
  • Estrai due bambini x il gioco: dovranno riuscire a mangiare quanta più Nutella possibile in un minuto utilizzando solo una mano e prendendo il cucchiaino dal fondo... solo che il manico del cucchiaino sarà lungo un metro e mezzo!

  • Se nessuno dei due riesce, fai vedere assieme ad un adulto come si fa... semplicemente imboccandosi a vicenda!

  • Chiedi ai bambini se hanno capito cosa c'entri con il credere in Gesù.

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2 ° parte

Non so se è arrivata anche a voi tramite e.mail l'ennesima catena di S.Antonio elettronica con al seguente storiella:


Un sant'uomo ebbe un giorno a conversare con Dio e gli chiese: “Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno.”


Dio condusse il sant'uomo verso due porte. Aprì una delle due e gli permise di guardare all'interno.

Al centro della stanza, c'era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola, si trovava un enorme recipiente con del cibo dal profumo delizioso, e il sant'uomo sentì subito l'acquolina in bocca.


Ma le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato, ed avevano tutti l'aria affamata. Avevano si, dei cucchiai ma dai manici lunghissimi, ed erano attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto del cibo e raccoglierne un pò, ma poichè il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio, non potevano accostare il cibo alla bocca.

Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: “Hai appena visto l'Inferno”.


Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l'aprì; la scena che l'uomo vide era identica alla precedente.


C'era la grande tavola rotonda, il recipiente colmo di cibo delizioso che gli fece ancora venire l'acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici. Questa volta, però, le persone erano ben nutrite e felici e conversavano tra di loro sorridendo.


Il sant'uomo disse a Dio: “Non capisco!” “E' semplice- rispose Dio- questi sono i miei figli, ed hanno ascoltato le mie parole, imparando a nutrirsi gli uni gli altri mentre i primi non le hanno ascoltate e continuano a pensare solo a loro stessi.”


Aldilà della piacevolezza o meno della storiella, essa mi ha offerto l'occasione di riflettere ancora una volta sulla differenza che fa ascoltare o meno la parola di Dio, ed in particolare i comandamenti cosiddetti “sociali”, ovvero quelli che Egli ci ha dato per regolare la nostra vita di credenti in mezzo agli altri credenti.


Nella storia i figli di Dio venivano identificati con quelli che, in vita, erano stati attenti alla parola di Dio... ma a quale comandamento in particolare, mi sono chiesto.


Sappiamo ormai che quando la Bibbia insiste su una parola specifica, sta a significare che quella, e le azioni che ad essa si collegano, sono di massima importanza per noi.

Sapete quale sia la classifica nel Nuovo testamento delle parole (o frasi) più usate?


  • Al primo posto, con 145 versetti, si trova, AMORE

  • al secondo posto, con 106 PECCATO

  • al quarto posto con 44 SALVEZZA...


...ma al terzo posto, con 58, ben prima della salvezza si trova “L'UN L'ALTRO.


Per 58 volte Dio ci rammenta come dobbiamo comportarci “l'un altro”... e questo lascia tutto a pensare che , NORMALMENTE, NON ci comportiamo l'un l'altro come nostro Padre vuole.


Nel gioco io ed ...... ci siamo “nutriti” l'un l'altro, ed in italiano con “nutrice” si individua la madre che dà il seno al bimbo, che dà se stessa perchè cresca e prosperi.


Ma un genitore non dà solo cibo alla propria creatura; dà calore, amore, protezione, ammaestramento... E quello che voglio fare oggi con voi è appunto di esaminare i 38 versetti contenuti nelle epistole del Nuovo testamento che contengono la frase “l un l'altro”.


Nella nostra vita di credenti, alcuni di questi comandamenti ci vengono facili, senza neppure pensarci, ma sappiamo che Dio vuole da noi obbedienza verso TUTTI i suoi comandamenti, non solo su quelli che ci vengono facili!


E l'elenco che vi propongo oggi è proprio per valutare dove siamo forti, per proseguire e fortificarci” e quelli dove invece siamo deboli, dove c'è più bisogno di lavorare e di applicarsi quotidianamente.


Ho diviso i trentotto versetti in otto gruppi che rappresentano otto ambiti della nostra vita di credenti in rapporto con altri credenti e, come in una famiglia terrena, affrontano otto aspetti della convivenza con gli altri membri.


Il primo di questi è quello che riguarda L'accogliere, il servire e il sopportare.


Siate ospitali gli uni verso gli altri senza mormorare. (1 Pietro 4:9) Perciò accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi ha accolti per la gloria di Dio. (Romani 15:7) Salutatevi gli uni gli altri con un santo bacio. (Romani 16:16) Perché, fratelli, voi siete stati chiamati a libertà; soltanto non fate della libertà un'occasione per vivere secondo la carne, ma per mezzo dell'amore servite gli uni agli altri; (Galati 5:13) con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, (Efesini 4:2)


Quanto sono larghe le braccia nell'accogliere tuo fratello? Ti viene facile essere ospitale, oppure preferisci amare “a distanza”. Gesù ti chiede di aprire la tua casa, e con essa il tuo cuore all'altro.

Ma, una volta che abbiamo accolto il fratello, o la sorella nella nostra famiglia, il lavoro è solo all'inizio...anche se è un buon inizio.

Se facciamo parte della stessa famiglia, allora dobbiamo essere onesti reciprocamente, perdonare ed aiutare:

Non mentite gli uni agli altri, perché vi siete spogliati dell'uomo vecchio con le sue opere (Colossesi 3:9) Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, (Giacomo 5:16a) perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo. (Efesini 4:32b) Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo. (Galati 6:2)

Ricordiamoci di esserci spogliati dell'uomo vecchio, di colui che nascondeva i propri peccati perchè nessuno li vedesse, per avere una faccia pulita da mostrare, ma anche di colui che non lasciava cadere alcuna offesa a terra, ma segnava, e aspettava la vendetta. Cristo, invece, ci chiama al perdono, e non solo.. ci chiama a fare il cammino assieme all'altro, portando nelle salite anche i pesi dell'altro oltre ai propri.

Sono capace di essere onesto fino in fondo, oppure ho ancora angoli bui dove la menzogna la fa da padrone? Riesco a confessare di essere un peccatore, oppure ho su la maschera dell'uomo duro che non perdona mai? Gesù ci chiede di smettere i panni del superuomo ed ammettere i nostri errori, per poi essere di aiuto ad altri come noi.

Se riusciamo a farlo, allora saremo in grado di meglio affrontare anche il prossimo passo, diventando capaci non solo di sopravvivere a noi stessi, ma anche di essere d'esortazione e di edificazione agli altri.

La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente; istruitevi ed esortatevi gli uni gli altri con ogni sapienza; c. (Colossesi 3:16a) edificatevi gli uni gli altri, come d'altronde già fate. (1 Tessalonicesi 5:11b) Cerchiamo dunque di conseguire le cose che contribuiscono alla pace e alla reciproca edificazione. (Romani 14:19). Facciamo attenzione gli uni agli altri per incitarci all'amore e alle buone opere (Ebrei 10:24)

Il cammino, anche se fatto assieme, può essere duro, ed è per questo che, come un allenatore fa verso il suo ciclista che soffre la salita, dalla propria ammiraglia lo incita, lo esorta, trova le migliori parole. E tra credenti le parole migliori non possono che essere quelle di Cristo.

Quali parole escono dalla mia bocca? Sono capace di esortare, o preferisco buttare giù l'altro? Le mie parole edificano o distruggono?

Ma la vita dei credenti non è solo o non è mai facile; ci sono momenti su, e momenti giù, terribilmente giù. Ed è per questo che ci è comandato di consolarci a vicenda.


Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole. (1 Tessalonicesi 4:18) Perciò, consolatevi a vicenda (1 Thessalonicesi 5:11a)


Spesso l'incoraggiamento non basta; abbiamo bisogno anche della spalla su cui piangere, di sentirsi compresi, del silenzio di un credente che ti tiene fra le braccia e ti stringe ed è lì, che convide con te il tuo dolore o la tua paura.

So essere la spalla del mio amico? So ascoltare il suo male e consolare, anche con la mia sola presenza?

Anche se non sono vicino nel corpo fratello in Cristo, posso sempre esserlo in preghiera


Pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia. (Giacomo 5:16b)

M'impegno ad essere “giusto” agli occhi di Dio, oppure le polveri della mia preghiera sono talvolta “spente”?

Ma tutto questo, ci dice la Scrittura, non deve essere fatto per “primeggiare” anzi tutt'altro: l'altro ha la precedenza.


Quanto all'onore, fate a gara nel rendervelo reciprocamente. (Romani 12:10b) sottomettendovi gli uni agli altri nel timore di Cristo. (Efesini 5:21)


Chi è più degno di onore, chi è più importante? Io o l'altro? Se non cerco di rendere l'altro primo sto perdendo comunque la gara.


C'è un fine a tutto questo, ed è un fine più alto del nostro stare bene individuale, ma in quello dell'unità del corpo di Cristo, la sua Chiesa.


Così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e, individualmente, siamo membra l'uno dell'altro. (Romani 12:5) Il Dio della pazienza e della consolazione vi conceda di aver tra di voi un medesimo sentimento secondo Cristo Gesù, (Romani 15:5) perché non ci fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero la medesima cura le une per le altre. (1 Corinzi 12:25)


Sto adoperandomi per l'unità del piccolo pezzo di corpo di cui faccio parte? Ricordati che solo l'unione del corpo renderà più rapido il ritorno di Gesù.

Sopra tutto ciò , ma anche la base su cui costruire, deve esserci quella parola usata 145 volte nel Nouvo Testamento:


Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, (Efesini 4:32a) Quanto all'amore fraterno, siate pieni di affetto gli uni per gli altri. (Romani 12:10a) Non abbiate altro debito con nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri; perché chi ama il prossimo ha adempiuto la legge. (Romani 13:8)


Amare è un debito, è qualcosa che io DEVO all'altro; e se non lo do sono degno di essere condannato. Ma se amo, ho già adempiuto TUTTA la legge!


La nostra è una piccola comunità che sta crescendo nell'amore, che sa accogliere e servire...ma si può fare sempre di meglio.


Come ho detto all'inizio, di queste otto tappe, a seconda di come siamo fatti, alcune ci vengono naturali, per altre ci dobbiamo sforzare un po', per altre ancora invece le sentiamo così distanti da noi che ci sembra impossibile di raggiungerle.


Io vi sfido a analizzare la vostra vita di credenti alla luce dei trentotto “l'un l'altro” scritti in questi otto punti. Se pensi che stai praticando attivamente tutti e trentotto, beh, allora fermati a leggere la seconda tappa, quella che si chiama onestà!.


Se invece riconosci che sei carente in alcuni, ti consiglio due cose; la prima, ringrazia Dio e benedicilo per quegli aspetti dove già stai riuscendo, e prega Gesù di aiutarti a mantenerli vivi e a migliorali.


La seconda; segna quelli dove invece ti senti incerto o forse molto lontano. Tieni questo foglio nella tua Bibbia, prega Gesù perchè ti aiuti a raggiungere anche gli altri passi e, torna sul foglio spesso per controllare se ti stai impegnando, perchè Gesù di sicuro lo fa.


Il sant'uomo disse a Dio: “Non capisco!” “E' semplice- rispose Dio- questi sono i miei figli, ed hanno ascoltato le mie parole, imparando a nutrirsi gli uni gli altri mentre i primi non le hanno ascoltate e continuano a pensare solo a loro stessi.”


Tu sei benedetto perchè sei figlio di Dio, salvo in Gesù, e hai imparato a nutrirti l'un latro con i tuoi fratelli e sorelle in Cristo.


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