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01 luglio 2007

Gestire lo scoraggiamento

Come posso gestire lo scoraggiamento?

Questo studio è stato adattato dall'originale " How can I manage discouragement?" di Rick Warren)

Se vi chiedessi il nome dela malattia peggiore che esista al mondo, quale sarebbe la vostra risposta?


Il cancro? L'AIDS? La sclerosi multipla?


Probabilmente, nessuno di voi comprenderebbe tra questo lo SCORAGGIAMENTO.


Forse non pensereste neppure allo scoraggiamento come una malattia mortale, ma in realtà lo è. Lo scoraggiamento è è una malattia che fa morire piano piano quanto c'è di migliore in noi; la capacità di avere progetti per il futuro.E, tra l'altro, è molto più frequente di tutte le altre.


Perché lo scoraggiamento è un male così terribile?


Per prima cosa perché è universale; ognuno di noi prima o poi lo prova. Anche coloro che credono in Gesù.


Per secondo, perché è un male ricorrente; possiamo provarlo un numero infinito di volte durante la nostra vita. Non è una cosa che proviamo una volta e via.


Ed infine, perché è altamente contagioso; altre persone possono essere scoraggiate perché tu sei scoraggiato.


Lo scoraggiamento è un male subdolo, che si insinua nelle nostre vite, e ci rende inefficaci. Se siamo scoraggiati saremo anche inefficaci nelle nostre attività, siano esse legate o meno al motivo del nostro scoraggiamento.


Ma, c'è una buona notizia. Lo scoraggiamento non è una malattia incurabile; ci sono rimedi, farmaci e terapie che possono sconfiggerlo.


La Bibbia ce li illustra nella vita di un personaggio molto famoso, di nome Neemia.

Forse vi ricorderete che Neemia era a capo di una missione di rientro da Babilonia, che si proponeva di ricostruire la città di Gerusalemme.


All'inizio c'era un grande fervore e un grande zelo circa il progetto; ma dopo un po' di tempo, le persone iniziarono a scoraggiarsi di quel lavoro.


Al capitolo 4 versetto 6 del libro di Neemia leggiamo:


Neh 4:6 Noi dunque ricostruimmo le mura, che furono dappertutto innalzate fino a metà altezza; e il popolo aveva preso a cuore il lavoro.


Ma, col passare del tempo, lo spirito e i sentimenti della gente che era con Neemia cambiano: leggiamo i versetti da 10 a 12


Neh 4:10 Quelli di Giuda dicevano: "Le forze vengono meno ai portatori di pesi, e le macerie sono molte; noi non riusciremo a costruire le mura!" (11) I nostri avversari dicevano: "Essi non sapranno e non vedranno nulla, finché non saremo piombati in mezzo a loro; allora li uccideremo, e faremo cessare i lavori". (12) I Giudei però, che risiedevano vicino a loro, vennero dieci volte a riferirci questo, da tutti i luoghi da cui provenivano.


Ognuno di noi ha probabilmente provato più spesso di quanto ci ricordiamo sentimenti e stati d'animo simili; forse lo stiamo provando proprio in questo momento.


La storia narrata da Neemia ci può aiutare, perché mostra il motivo per cui il popolo era scoraggiato e come sono riusciti a superare lo scoraggiamento. Ci dice che, quando tutto sembra spingerci ad abbandonare, in realtà c'è una via. Ed è una via che ci porta verso un rapporto di dipendenza da Dio.


  • PERCHE' CI SCORAGGIAMO


  1. la fatica


Un primo motivo che può portare allo scoraggiamento, è semplicemente l'affaticamento.


I Giudei dicevano: Le forze vengono meno ai portatori di pesi, ; in altre parole, avevano lavorato fino a sfiancarsi ed erano semplicemente "esauriti"svuotati fisicamente, mentalmente ed emozionalmente.


Questo tipo di sensazione di essere "vuoti dentro" qualche volta ci porta a pensare di essere anche "lontani da Dio"; anche quando lavori per il Signore puoi stancarti. Gesù sapeva bene tutto ciò, ed è per questo che dice agli apostoli in Marco 6


Mar 6:31 Ed egli disse loro: "Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco". Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare.


Sembra poco spirituale mettersi seduti in disparte; ci sentiamo inutili e frustrati.; Gesù pensa invece che abbiamo BISOGNO di riposarci, perché sa che se siamo troppo stanchi, diventeremo inefficaci, e quindi diventeremo scoraggiati.


Ma quando è il momento di sedersi e di riposare? Quando dobbiamo stare attenti a non diventare troppo stanchi? Torniamo a Neemia, al versetto 6:


Noi dunque ricostruimmo le mura, che furono dappertutto innalzate fino a metà altezza;


Sapete quando siamo più vulnerabili allo scoraggiamento? Quando siamo a metà di un progetto.


All'inizio è facile lavorare con ardore. I Giudei avevano iniziato con tutto il loro cuore: all'inizio tutto era così eccitante e nuovo, ma poi la novità si era persa e il lavoro era diventato noioso, la vita era diventata prima una ruota (che gira), poi una routine, quindi un rituale.


Avete mai dipinto una stanza? Quando arrivi ad averne dipinta metà, ti guardi intorno e dici "Uffa, sono stanco ed ho finito solo la metà. E non basta, dopo che avrò finto dovrò pure pulire tutto quanto il pavimento!"


Non so se capita anche a voi di decidere di voler mettere in ordine le carte che stanno lì sulla scrivania da anni e dargli un senso logico e un posto appropriato.


Quello che accade a me è che prima di tutto faccio diversi mucchietti sul pavimento; uno per le bollette, uno per le lettere, uno per le predicazioni, uno per le carte di lavoro... alla fine, quando gran parte del pavimento è ingombro di differenti mucchi di carte, capisco che ho già speso due ore a fare macchietti, che non ho più né tempo né spazio né voglia di continuare... e riammucchio tutto quanto sulla scrivania... per un altro anno!


Riposarsi prima di diventare scoraggiati; mettersi seduti per cinque minuti quando stai facendo il lavoro del Signore NON è essere poco spirituali, ma è obbedire a Gesù per poter essere efficaci per lui.


  1. La frustrazione


Ma c'è un secondo fattore per cui normalmente ci scoraggiamo. Per i Giudei suonava in questo modo: versetto 10:


le macerie sono molte; noi non riusciremo a costruire le mura


Questa si chiama "frustrazione". Essi erano scorati e frustrati da quello che sembrava una situazione impossibile; stavano costruendo un nuovo muro, ma tutt'intorno avevano un disastro di vecchi sassi e vecchia malta polverosa e sbriciolata.


Invece di guardare al nuovo muro che stava sorgendo, si fermarono a guardare la "monnezza" del vecchio che avevano demolito.


La loro vita invece di essere piena delle cose nuove ,belle ed utili, era piena delle cose vecchie brutte e fastidiose.


="" >Ogni volta che intraprendi un nuovo progetto molti saranno i detriti che andranno via via accumulandosi dinanzi ai tuoi occhi.


Hai mai ristrutturato un casale in pietra? Mi auguro di no! Io l'ho fatto, e te lo sconsiglio.


Quando inizi a ristrutturare hai in mente che ci sarà un bel po' di mondezza in giro per un po', ma non ti immagini che saranno camion e camion, per anni ed anni, tanto da arrivare a pensare che si riproduca da sola o che il vicino di casa nottetempo scarichi anche la sua mondezza sul tuo cantiere.


In mezzo a tutto questo, il progetto della casa dei tuoi sogni sbiadisce sino a scomparire.


Nella vita accade un po' la stessa cosa; non possiamo evitare la mondezza, ma possiamo imparare a riconoscerla e a saperla trattare e collocare per non perdere di vista il progetto originario.


Quale è l'immondizia nella tua vita? Quale è quella cosa che copre il progetto originario della tua vita e ti impedisce di fare le cose realmente importanti, come nutrire un rapporto con la tua sposa o con i tuoi figli, oppure essere attivo nella chiesa mettendo a disposizione i tuoi doni?


La mondezza della tua vita sono tutte quelle cose che si mettono in mezzo, le interruzioni e le deviazioni che ti impediscono di raggiungere il tuo obiettivo.


Quelle sono le cose che dobbiamo buttare via con il camion dalle nostre vite per recuperare la visione del progetto iniziale; per apprezzare il nuovo muro che stiamo costruendo.


  1. Il fallimento


Una terza ragione per cui la gente diviene scoraggiata la possiamo vedere nelle lamentele dei Giudei (versetto 10):


noi non riusciremo a costruire le mura


Sapete cosa stavano dicendo? "Siamo troppo stanchi! Non ce la faremo mai! E' da pazzi provarci! Per cui, smettiamo qua"


Qui lilproblema è il fallimento; vedevano che ci voleva più tempo di quello che avevano pensato avrebbero impiegato, così che la loro fiducia si era dissolta. Erano scorati e scoraggiati: "Smettiamo qua".


Come affronti i fallimenti nella tua vita? Organizzi delle celebrazioni per il tuo fallimento a base di "oh povero me" "non sono proprio capace a fare nulla" "sono proprio stato stupido a pensare ce l'avrei fatta"?


Oppure dai la colpa agli altri tipo Calimero: "ce l'hanno tutti con me perché sono piccolo e nero"?


La differenza tra un vincente e un perdente è che il vincente prende la sconfitta semplicemente come un inciampo temporaneo.

  1. La paura


C'è una quarta ragione per cui le persone si scoraggiano. La gente di Neemia la mettava in questi termini:(versetto 11)


I nostri avversari dicevano: "Essi non sapranno e non vedranno nulla, finché non saremo piombati in mezzo a loro; allora li uccideremo, e faremo cessare i lavori".

Tutt'attorno ai Giudei, c'erano popolazioni che avevano abitato quei posti durante la deportazione a Babilonia, e che non erano affatto contenti di vedere che Gerusalemme tornava ad essere fortificata e protetta.


Per questo, all'inizio li criticavano "che stupidaggine rifare le mura di Gerusalemme", poi li prendevano in giro "tanto non siete buoni a fare i muratori!",; alla fine cominciavano a preoccuparsi perché vedevano che le mura erano quasi completate. E a questo punto scatta la minaccia. "se continuate il muro vi ammazziamo tutti".


Per questo motivo i Giudei si scoraggiarono. Perché? Perché la quarta causa di scoraggiamento è la paura.


Fate bene attenzione a "quali" Giudei si scoraggiarono: lo vediamo al versetto 12:


I Giudei però, che risiedevano vicino a loro, vennero dieci volte a riferirci questo, da tutti i luoghi da cui provenivano.


Così, altri Giudei che ascoltavano divenivano scoraggiati.


Se frequenti una persona "pessimista" abbastanza a lungo, sai cosa accade? Che assorbi il suo pessimismo; se senti abbastanza a lungo qualcuno che dice "no si può fare", alla fine credi anche tu che non si può fare.


Ci sono paure che ti stanno scoraggiando in questo momento, paure che ti impediscono di crescere e di rafforzarti? Soffri le critiche? Hai paura di fare il grande passo per intraprendere il tuo nuovo progetto?


Forse c'è la paura di non esserne capace, o di non saper reggere la pressione.

Forse è la paura perché senti che non sei perfetto come vorresti per affrontare quel progetto.


E' la paura a scoraggiarti.


Senti una profonda voglia di correre via! Senti la voglia di scappare dalle pressioni e da ciò che devi fare.La reazione naturale alla paura, come negli animali, è quella di correre via.


Nella vita esistono tre modi di muoversi: muoversi contro qualcosa con rabbia, muoversi lontano da qualcosa con paura.... oppure muoversi assieme a qualcosa con amore. Indovina quale è il metodo migliore?


  • COME SUPERARE LO SCORAGGIAMENTO


Quale è l'antidoto a questa terribile malattia che si chiama scoraggiamento?

Vediamo cosa ha fatto Neemia come saggio leader e come uomo di Dio.


Egli sapeva cosa stesse scoraggiando la sua gente, e per questo prese le appropriate azioni per correggere il problema.


Ci sono tre principi che ci aiutano quando sentiamo di volerci ritirare, e precisamente:


  1. riorganizzare

  2. ricordare

  3. resistere


  1. Riorganizzare = TROVA UNA MANIERA MIGLIORE


Leggiamo il versetto 13:


Neh 4:13 Allora io disposi il popolo per famiglie, con le loro spade, le loro lance, i loro archi, nelle parti più basse del posto, dietro le mura, allo scoperto.


Ciò che fece Neemia fu quello di dare una nuova struttura, di fare la stessa cosa, ma di farla meglio.


Il primo principio per vincere lo scoraggiamento è proprio questo: riorganizza la tua vita.


Non abbandonare i tuoi obbiettivi; trova un nuovo approccio. Se sei scoraggiato, non significa necessariamente che stai facendo delle cose sbagliate, ma è probabile che tu lei stia facendo nel modo sbagliato.


Era sbagliato per i Giudei di ricostruire le mura di Gerusalemme? Assolutamente no: era una cosa giusta, ma lo stavano facendo nel modo sbagliato, e per questo ne erano scoraggiati.


Hai un problema? Riorganizza la tua vita.


E' forse un matrimonio stanco, o on problema al tuo lavoro, o con i figli. L'unico modo che hai per cambiare le cose non è ritirarti, ma provare un nuovo approccio.


Forse sei rimasto per troppo tempo fermo nel tuo atteggiamento, una ruota della tua vita è diventata uno routine, e quindi un rito. E' ora di muoversi, non contro con rabbia o lontano con paura, ma assieme con amore.


Invece di fare come me, che butto sulla scrivania tutto per un anno, e poi mi scoraggio nel mettere a posto, prova a mettere ogni cosa al suo posto DA SUBITO.


E, sai, questo principio non è valido solo per le bollette e le carte varie, ma anche per la tua vita.


Se c'è qualcosa che va detto in un rapporto con un familiare, un parente, un amico, un compagno di lavoro, non aspettare che passi un anno per poi trovarti che troppe cose si sono accumulate. Fallo ogni giorno.


Notate che Neemia si era focalizzato sulle priorità; nella sua riorganizzazione, egli ha raggruppato le persone per famiglie.


Neemiai ben sapeva che una persona scoraggiata ha bisogno di un gruppo che lo supporti; noi tutti abbiamo bisogno di supporto, e la famiglia è il nucleo naturale dove trovarlo.


Anche la chiesa è una famiglia, e se c'è qualcuno che ha bisogno di essere incoraggiato, sappi che tu sei il suo gruppo di supporto psicologico per far guarire dallo scoraggiamento tuo fratello o tua sorella.


  1. ricordare = RICORDATI DI CHI E' TUO CAPO


Un secondo modo per combattere lo scoraggiamento è di ricordare a chi a apparteniamo, chi è il nostro capo; ricordiamoci che siamo del Signore.


Guardate quello che dice Neemia al versetto 14:


Neh 4:14 Dopo aver bene esaminato ogni cosa, mi alzai e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: "Non li temete! Ricordatevi del Signore, grande e tremendo.


Cosa significa "ricordarsi del Signore"? Significa ricordare che siamo suoi, che gli apparteniamo; può significare dover ri-dedicare la propria vita a lui, dopo essere stato per troppo tempo lontano da Lui. Significa cercare in lui il potere per la nostra vita.


Ma cosa dovremmo ricordare esattamente?


Per prima cosa, dobbiamo ricordare la bontà che Dio ha dimostrato per noi nel passato; quando inizi a pensare a tutte le buone cose che il Signore ha fatto nella tua vita nel passato, ritroverai lo spirito per adorarlo e per allontanare l'ansia per il futuro, perché sai che se ha fatto tutto quello per te, certamente farà altro ancora.


Secondo: ricorda che non sei solo, siete almeno in due: tu e Dio; non è male come compagnia con cui condividere un lavoro!


In Ebrei sta scritto: Heb 13:5b perché Dio stesso ha detto: "Io non ti lascerò e non ti abbandonerò".


Fermati a considerare cosa sta facendo Dio nella tua vita proprio in questo momento? Ti sostiene in un momento difficile? Ti conforta in un dolore?

Tu puoi pure non averlo più chiamato nella tua vita, ma lui è ancora lì


Terzo: ricorda il potere di Dio per il futuro


Paolo in Filippesi:Php 4:13 Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.


Paolo in Romani: Rom 8:31 Che diremo dunque riguardo a queste cose? Se Dio è per noi chi sarà contro di noi?

Rom 8:39 né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.


Gesù nel vangelo di Marco: Mar 9:23 E Gesù: "Dici: "Se puoi!" Ogni cosa è possibile per chi crede".


Dio ha fatto, sta facendo, e fara cose nella tua vita; non è in ferie o in vacanza, ma "sta lavorando per te" e con te.


  1. resistere = COMBATTI IL PESSIMISMO


In quale altro modo puoi combattere lo scoraggiamento? Semplicemente resistendogli! Neemia dice: Combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e figlie, per le vostre mogli e le vostre case!"


Neemia ci sta dicendo di non abbandonarci allo scoraggiamento senza lottare.


La Bibbia ci dice che i credenti sono nel bel mezzo di una battaglia spirituale, combattuta da forze soprannaturali.


Ci dice anche che Satana è "l'accusatore dei fratelli": a lui piace vederci al tappeto. Questo è il suo strumento principale perché sa che un credente scoraggiato ha un potenziale molto limitato se non innocuo.


E' per questo che fa del tutto per scoraggiarci; Giacomo dice resistete al diavolo" questo significa resitere anche ai suoi trucci; e lo scoraggiamento è uno dei suoi trucchi più comuni.


CONCLUSIONE


LO scoraggiamento è una malattia che si può curare; Dio ha i farmaci adatti.


Ma soprattutto, è nna malattia che DEVI voler curare in te: devi SCEGLIERE di non cadere nel trabocchetto dello scoraggiamento.


Il suo virus potrà pure aggredirti, ma tu devi essere pronto a controbatterlo con le armi e le cure che il Signore ti ha dato.


I grandi uomini e le grandi donne agli occhi del Signore sono quelle che non sono capaci di abbandonare, che non rinunciano neppure quando sono affaticati e frustrati eo che hanno fallito in passato o che sono spaventati.


I grandi uomini e le grandi donne agli occhi del Signore sono ordinarie persone con straordinarie capacità di persistenza che sanno

  1. riorganizzare la propria vita = trovano maniere migliori di agire

  2. ricordarsi del Signore = sanno a chi appartengono prima, ora e sempre

  3. resistere = combattendo attivamente il pessimismo.

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