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06 maggio 2007

Servirò i ministeri della mia chiesa


1° parte


Gioco con i bambini.


  1. fai vedere diversi tipi di seme

  2. fagli indovinare a quali piante appartengono

  3. chiedi di mettere in ordine i semi da quello che fa la pianta più piccola a quello che fa la pianta più grande


4° fagiolo = mt. 0,30

3° cappero = mt. 1

2° olivo = mt. 10

1° noce + castagno = mt. 30


  1. chiedi ora di metterli in ordine secondo la lunghezza della vita della pianta a cui danno origine


5° fagiolo = 6:8 mesi

4° cappero = 80:100 anni

3° noce = 300:500 anni

2° castagno = 700: 1500 anni

1° olivo = 2000 anni??? - è praticamente perenne


Perché abbiamo fatto questo gioco? Perché voglio che voi pensiate a due cose. La prima è questa:


I ) Ognuno di questi semi ha dentro di se la potenzialità di far nascere una pianta ma... a patto che vengano PIANTATI nel terreno.


SE restano fuori dal terreno,


a) non diventeranno mai una pianta

b) non daranno frutti (e non faranno altri semi per generare altri alberi)

b) si infradiceranno oppure verranno mangiati da qualche animale


Sapete, bambini, anche voi se credete in Gesù siete un po' come dei semi ... e dei semi non di fagiolo, ma di olivo!


Ognuno di voi (e di noi) ha dentro di se la potenzialità di vivere in eterno (abbiamo l'anima), ma abbiamo bisogno di essere “piantati” in un terreno per poter crescere, un terreno speciale che ci dia tutte le sostanze nutrienti giuste e buone. Sapete come si chiama questo terreno speciale?


C H I E S A !!!


Chi crede in Gesù SA (o dovrebbe sapere) che:


a) per crescere nella fede

b) per dare frutti (= essere utile, aiutare gli altri)


DEVE frequentare una chiesa locale per parlare e vivere assieme a altri che amano Gesù; e sa anche che SE rimane da solo la sua fede rischia di diventare molle (come il seme che si infradicia) e che addirittura possono arrivare cattive amicizie che possono portarlo lontano da Gesù.


La seconda cosa su cui voglio farvi riflettere e questa:

  1. Serve un seme “grosso” e “bello” per far nascere una pianta che dura per sempre? NO di certo. Il seme di olivo è ben più piccolo e più brutto di quello di fagiolo, eppure il fagiolo vive per 8 mesi al massimo e da una pianta alta trenta centimetri, mentre l'olivo vive fino a 2000 anni e da una pianta alta dieci metri


Allo stesso modo non è importante il COME siamo noi, se siamo belli o no, se siamo capaci o no, se a scuola prendiamo tutti ottimo oppure c'è qualche materia che proprio non riusciamo a capire.


L'importante è ... essere piantati, fare parte di una chiesa locale; ed è per questo che i vostri papà e le vostre mamme vengono in chiesa la domenica; è per questo che portano anche voi per incontrare altri bambini che conoscono Gesù e grandi come Berni o Katia che vi parlano di Lui.


Allora, volete essere olivi...o fagioli? Voi agli occhi di Gesù siete gli olivi più belli che esistano.


Gesù vuole che cresciate sani, belli e vigorosi, ed è per questo che vi ha dato questa chiesa dove potete trovare il terreno giusto dove essere piantati.


Vogliamo pregare Gesù assieme ringrazioandolo per questa chiesa?


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2° parte


Abbiamo visto con i bambini che


a) abbiamo bisogno di essere “piantati” in un terreno per poter crescere, un terreno speciale che si chiama chiesa locale


b) non è importante il COME siamo , ma il SE siamo parte di una chiesa locale


Per il credente il “campo” dove può e deve essere piantato per crescere è la propria chiesa locale.


E' in essa che tutta l'informazione genetica contenuta nel seme della fede che ha dentro di se può svilupparsi, crescere, dare frutto, e sopravvivere alla morte fisica.


Ma cosa significa “essere piantati” e “dare frutto” per un credente?


Piuttosto che parlare io, questa mattina, voglio far parlare alcuni dei membri della nostra chiesa. Penso che quello che ascolteremo da loro ci aiuterà a comprendere cosa significhi.


(intervista ad Antonio)


  1. Da quanto tempo credi in Gesù?

  2. Da quanto tempo frequenti questa chiesa?

  3. Quali attività svolgi in questa chiesa?


(intervista a Katia)


(idem come Antonio + ...)


  1. Chi ti ha insegnato/come hai imparato a farlo?


(intervista a Berni)


(idem come Katia)


Ognuno di loro tre mette a disposizione se stesso, le sue capacità, il proprio tempo. E non conta nulla se si è uno dei membri fondatori della chiesa o l'ultimo arrivato di essa.


Vorrei pregare assieme per ciascuno di noi impegnato in questa chiesa.

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3° parte


Qualcuno forse si starà chiedendo, con tutti questi semi, le interviste, dove voglio andare a parare.


Se vi ricordate, stiamo ormai da molte settimane parlando di cosa significhi essere un membro di chiesa e cosa sia un “patto”.


Sulla via della perfezione come membri ora sappiamo che dobbiamo;


(cerca di far ricordare i punti)


  1. proteggere la chiesa

    1. agendo con amore verso gli altri membri

    2. rifiutando di ascoltare i pettegolezzi

    3. obbedendo ai suoi leader


  1. condividere le responsabilità della chiesa

    1. pregando per la sua crescita

    2. invitando i non credenti

    3. essendo caloroso verso i visitatori


A questo punto abbiamo:


a) tenuto fuori i problemi, creando un “terreno” favorevole affinché i semi di fede possano svilupparsi


b) portato dentro quei “semi”, ovvero le persone che hanno accettato Gesù.

  1. è arrivato il momento di far crescere il loro albero perché possano diventare robusti, utili a portare frutto....


Ma questo ulteriore impegno non riguarda solo i “nuovi”, gli ultimi arrivati, ma CIASCUNO di noi.


Ricordiamoci che la chiesa è un corpo che vive cresce e si fortifica nella misura in cui ciascuna delle proprie membra si sviluppa diventando abile e utile al resto del corpo.


Ciascuno di noi nella comunità dei credenti è un albero che deve crescere, portare frutto e moltiplicarsi.


Siamo noi che siamo stati piantati nel suolo sicuro della nostra comunità locale e che ora dobbiamo accettare di compiere il passo successivo:


  1. SERVIRE I MINISTERI DELLA MIA CHIESA


Cosa significa, dunque, servire i ministeri della mia chiesa?


Principalmente, significa tre cose; la prima è


  1. scoprire i miei doni ed i miei talenti.

in 1° Pietro 4: 10 (p.1212 NR, 1382 ND, 1293 TH), leggiamo:


Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri."

(1 Pietro 4:10)


Pietro stava scrivendo a credenti che erano stati cacciati da Gerusalemme e che erano sparsi per tutta la Turchia: sta dunque scrivendo ad una chiesa sofferente, ed è per questo che li incoraggia dicendo che quello che stanno provando è necessario a verificare se la loro fede è forte e genuina.


E, tra le tante “ricette” per stare saldi nella fede, c'è anche questa raccomandazione.


Pietro ci informa che:


  1. Dio ha molti doni da mettere a disposizione di chi crede

  2. SE siamo credenti abbiamo ricevuto uno o più doni

  3. li dobbiamo mettere a disposizione


Ed è interessante vedere che il verbo che usa Pietro, tradotto con grande stile in “mettere a disposizione degli altri” in realtà significa molto più prosaicamente “serva gli altri”: è lo stesso che si usava appunto per i servi che portavano i cibi a tavola, quelli che ora noi chiameremmo i camerieri.


Pietro dice: “Hai uno o più doni, non ne sei proprietario tu ma appartengono a Dio, riboccati le maniche e USALI!!!!!”


Ora, sapete bene che Pietro aveva un carattere tutto suo, per cui penso che fosse MOLTO pericoloso contraddirlo! Tuttavia la nostra chiesa a mio parere avrebbe poco da temere se Pietro arrivasse un giorno per vedere cosa ne facciamo dei nostri doni.


Antonio, Katia, Bernardino, sono la dimostrazione di una piccola chiesa che sti servendo senza badare se si è uno degli “ultimi arrivati” o il fondatore.

Il segreto per scoprire i propri doni ed i propri talenti è mettersi a disposizione della chiesa e “fare” dove c'è necessità e dove persone più mature ci chiedono di impegnaci.


Il servire è sempre un misto di dono divino, attitudine personale, e discernimento di credenti maturi.


Questo è più facile in una piccola chiesa, dove perché si è in pochi c'è maggiore bisogno che ognuno faccia la sua parte. Ma cosa succederà quando saremo in 200? Ne parleremo più avanti.


Per servire la chiesa, ora che ho scoperto i miei doni, qual'è il passo successivo nella “crescita” del mio albero?


  1. Farsi equipaggiare per il servizio dai leader

Dice Paolo In Efesini 4:11-12:

"È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi in vista dell'opera del ministero e dell'edificazione del corpo di Cristo." (Efesini 4:11-12 )

Nelle interviste avete sentito che Katia ha imparato “guardando” e “facendo” assieme ad altri.


Paolo chiama questa attività il “perfezionamento dei santi”; l'equipaggiare altri credenti per i vari ministeri è una delle chiavi di volta nella crescita di una chiesa.


Entriamo in chiesa senza sapere i nostri doni; qui li scopriamo partecipando ed agendo; nel frattempo altri credenti più maturi ci “insegnano” come fare”.


Se, anzi quando saremo responsabili di un ministero nella nostra chiesa sarà il nostro turno di equipaggiare altri.


Se ho scoperto i miei doni, se mi sono fatto equipaggiare dai miei leader, sono a un buon punto del mio servire ai ministeri della mia chiesa.


Tuttavia, c'è un ultimo passo da compiere, ed è spesso il passo più importante, senza del quale gli altri due rimangono inefficaci.


  1. sviluppare un cuore disposto a servire


A qualcuno di noi potrebbe venire la voglia di mettersi in un angolo e lasciare che siano gli altri a fare; normalmente questo accade per due motivi principali:


  1. La sindrome del “dono piccolo”: questa è tipica dei neo-credenti (per colpa di questa alcune persone rimangono neo-credenti a vita).


Mah, io in fondo non ho doni molto utili o importanti; si, è vero che so essere cordiale con gli ospiti, ma il mio è un dono “piccolo”! Certo, Marco ha un dono molto più grande del mio!”


(tira fuori il martello e la fotocamera)


Quale di questi due oggetti ha più valore?


(tira fuori la tavoletta con il chiodo)

Ora, provate a piantare il chiodo con la fotocamera! Come dite? Non ci riuscireste e la fotocamera si distruggerebbe?


Ma via, non posso credere che un dono di così grande valore non sia utile neppure a piantare un chiodo! Mi state prendendo in giro!


(fai finta di piantare il chiodo con la fotocamera)


Non esiste un dono “più grande” di un altro, ma solo doni “differenti” ciascuno utile allo scopo per cui ci è stato dato da Dio.


  1. La sindrome da “stanchezza da dono cronica”: questa è invece tipica dei credenti maturi (che se la sviluppano tanto maturi non sono).


E' tanto che tiro la carretta, che ho bisogno di una bella pausa ... e poi voglio che siano gli altri a fare oltre che me.”


Riposarsi è lecito, anzi è necessario e fondamentale; condividere e lasciare che anche altri facciano lo è allo stesso modo.

Ma impedire un dono di Dio non lo è; se hai un dono, e non lo utilizzi, qualsiasi sia sia il motivo, stai limitando lopera del Signore nella tua comunità.


SE tu fossi un cameriere esperto, con in mano un piatto fumante da portare a tavola, cosa faresti?


Torneresti in cucina per cercare “qualcun altro” che lo porti al tavolo?

Cosa pensi che ne direbbe il tuo datore di lavoro?


E cosa pensi direbbe il cliente al tavolo?

Temo proprio che ambedue sarebbero ampiamente scontenti di te, e che non avresti un gran futuro in quel locale.


Quando hai un piatto fumante tra le tue mani che ti è stato consegnato dal tuo datore di lavoro, l'unica cosa che DEVI fare è di assolvere al tuo compito nella maniera migliore.


Quel piatto NON è tuo in nessun senso; è DEL TUO padrone ed è PER IL SUO cliente.


Sappiamo ormai da un bel pezzo che “...un servo che non serve non serve...”!!!. Per servire al tuo padrone, per servire a Dio, devi servire mettendo a disposizione i doni che LUI ti ha donato.


Ed è per questo che il terzo passo per Servire i ministri della tua chiesa è:


  • sviluppare un cuore disposto a servire



"Se uno compie un servizio, lo faccia come si compie un servizio mediante la forza che Dio fornisce, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen." (1 Pietro 4:11)
"Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a sé stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri… ma (Gesù) spogliò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini." (Filippesi 2:3-4, 7)


Abbiamo detto che nelle chiese piccole come la nostra è più facile essere coinvolti e servire; ma dobbiamo sforzarci di mantenere lo stesso cuore disposto a servire anche quando saremo in 200, quando sarà più facile nascondersi all'ultima fila della sala, e lasciare che sia qualcun altro a fare al posto nostro.

Conclusione


Se il primo impegno per un membro di chiesa è quello di proteggere la propria chiesa locale; se secondo impegno è quello di condividere assieme a tutti gli altri membri le responsabilità, il terzo è quello di servire nei ministeri della propria chiesa.


  • scoprendo i miei doni ed i miei talenti

  • facendomi equipaggiare per il servizio dai miei leader

  • sviluppando un cuore disposto a servire

Se seguirò questi tre passi, l'albero della mia vita di credente crescerà, porterà frutto e produrrà semi che moltiplicheranno gli alberi della mia chiesa locale e della chiesa di Cristo.




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