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10 novembre 2019

Odiati dal mondo a motivo di Cristo


Se vuoi piacere al mondo, devi mettere l'uniforme che il mondo vuole vedere. Se segui Cristo, Cristo ti sceglie così come sei. Ma sarai odiato, sarai odiata dal mondo. Cosa preferisci? L'uniforme del mondo, o l'amore di Cristo?
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Oggi voglio iniziare con una domanda:  da quando sei divenuto, o divenuta credente  sei più o meno “popolare”?

Ti è mai capitato che un familiare,  un amico o un conoscente  abbia apertamente criticato,  osteggiato o impedito   la tua decisione di seguire Gesù?

Quanto  ritrovi di te e della tua vita nelle parole di questo salmo?

"Si alzano contro di me perfidi testimoni; mi interrogano su cose delle quali non so nulla. Mi rendono male per bene; desolata è l'anima mia.  Eppure, io, quand'erano malati, vestivo il cilicio, affliggevo l'anima mia con il digiuno, e pregavo con il capo chino sul petto.  Camminavo triste come per la perdita d'un amico, d'un fratello, andavo chino e oscuro in volto, come uno che pianga sua madre. ...Ma, quando io vacillo, essi si rallegrano, si radunano; si raduna contro di me gente abietta che io non conosco; mi lacerano senza posa.... Non si rallegrino di me quelli che a torto mi sono nemici, né strizzino l'occhio quelli che m'odiano senza motivo." (Salmo 35:11-15, 19)

Se ti è mai capitato dopo di aver accettato Gesù come tuo Signore e Salvatore di aver sperimentato
qualche tipo di pressione o di oppressione... complimenti!  Benvenuti nel club!

La Bibbia definisce questo atteggiamento verso chi crede con una parola specifica (contenuta anche nel Salmo 35): שָׂנֵא - śânê (AT), μισέω - miseō (NT) = odio.

Questa volta si tratta di due parole “primarie” ovvero che non derivano da altre parole, ma che sono nate  per descrivere un sentimento specifico quello che prova una persona quando detesta con tutta se stessa un'altra persona.

Nel capitolo 15 del vangelo di Giovanni, poche ore prima che iniziasse la Passione, Gesù mette in guardia i suoi discepoli (e quindi anche te e me) dicendo loro  di non aspettarsi applausi dal mondo perché lo seguivano, anzi!

"Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, perciò il mondo vi odia.  Ricordatevi della parola che vi ho detta: "Il servo non è più grande del suo signore". Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.  Ma tutto questo ve lo faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero colpa; ma ora non hanno scusa per il loro peccato.  Chi odia me, odia anche il Padre mio.  Se non avessi fatto tra di loro le opere che nessun altro ha mai fatte, non avrebbero colpa; ma ora le hanno viste, e hanno odiato me e il Padre mio.  Ma questo è avvenuto affinché sia adempiuta la parola scritta nella loro legge: "Mi hanno odiato senza motivo".  Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.” (Giovanni 15:18-21)

Oggi vogliamo farci assieme sei domande sul perché di questo odio visto che come credenti se seguiamo il comandamento di Gesù di amare il prossimo come noi stessi, e vedere come risponde Gesù alle domande attraverso questo brano di Giovanni:
la prima è...

1. Perché il mondo ci odia?

"Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me.  Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, perciò il mondo vi odia.” (Giovanni 15:18-19)

Vorrei vedere assiema a voi un filmato di un minuto dove una persona molto famosa parla di odio.




La persona è Liliana Segre, ed è una delle poche sopravvissute italiane ancora in vita della shoa, dell'olocausto nazista. Durante l'olocausto furono uccise 5,9 milioni di persone... su che base?

Sulla base dell'odio. La “soluzione finale”  era massimamente mirata verso gli ebrei, ma poco prima della fine della guerra si stava estendendo anche ai cristiani, soprattutto quelli protestanti, evangelici, e anche ad alcuni cattolici che denunciavano lo sterminio.

Se io fossi nato trenta anni prima, nel 1932 anziché nel 62, come pastore evangelico probabilmente sarei stato messo  su un carro piombato io, mia moglie e i miei figli e spedito in un campo di concentramento.



Questa è la mappa più recente che esprime quanto il mondo “odi” Gesù.

Dovresti ringraziare Dio ogni secondo della tua vita per averti fatto nascere in un posto  dove puoi adorare il Signore, dove puoi riunirti liberamente. Lo faccio? Lo fai?

Vuoi farti amare dal mondo? Puoi provare di uniformati al mondo; Gesù dice:

"Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo." (v.19)

Ma il mondo non ama le persone per quello che sono, ma in quanto le “possiede”.

Perché i cristiani vengono perseguitati? Perché non portano la giusta uniforme secondo il mondo, e l'uniforme varia di temo in tempo a seconda delle tendenze politiche e delle dinamiche sociali.

Alcuni mi hanno detto: “Beh, in fondo anche tu porti la “uniforme” del cristiano”. Niente di più sbagliato: Gesù non ci ha messo nessuna uniforme, infatti dice:

“ ma io ho scelto voi in mezzo al mondo”

così come eravamo vestiti (sia fuori sia dentro) con tutti i nostri difetti, peccati, problemi.

Non abbiamo dovuto attendere di diventare perfetti per essere accettati, di aver indossato la giusta uniforme, ma siamo stati “scelti” quando eravamo ancora del mondo, mentre eravamo “in mezzo” al mondo.

Cosa preferisci? Mettere l'uniforme del mondo per essere accettato, o essere accettato così come sei?

Facendo questa scelta miei fratelli e mie sorelle in Cristo salirono sui carri piombati assieme agli ebrei; (circa 300.000).

Facendo questa scelta oltre 4000 credenti vengono messi a morte ogni anno.

Tu sei benedetto, tu sei benedetta fino ad oggi, di vivere qui. La tua scelta non comporta la morte,
ma devi decidere comunque: vuoi mettere l'uniforme del mondo oppure vuoi accettare di essere stato scelto e testimoniare con la tua vita di chi ti ha scelto?

App: quale abitudine “del mondo” debbo abbandonare per essere pienamente di Gesù?


2. Perché il mondo ci perseguita?

“Ricordatevi della parola che vi ho detta: 'Il servo non è più grande del suo signore'. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.” (Giovanni 15:20)

Avrete notato che nel brano di Giovanni Gesù non dice solamente che veniamo odiati, ma anche che veniamo perseguitati.

Qui Gesù ci da due notizie: una cattiva e una buona: la cattiva notizia è che è matematico: verremo perseguitati.

La buona notizia è che se parliamo di Gesù al mondo, alcuni ascolteranno.

Tra i credenti che finirono nei campi, ci furono uomini e donne che, nonostante tutto, testimoniarono di Gesù, e alcuni credettero, furono salvati.

Tra i 245 milioni di credenti che sono perseguitati nel mondo moltissimi continuano a parlare di Gesù
nonostante le persecuzioni e alcuni ascoltano, credono e obbediscono a Gesù divenendo nuovi discepoli.

Ci sono altri come noi nel mondo che attendono di ascoltare  la parola di Gesù “fino all'estremità della terra” (Matteo 28:18)

Certo, l'odio ci spaventa, ci spinge a pensare “ma chi me lo fa fare a rischiare, a subire, a patire...”.

Rifletti un attimo: qualcuno ha rischiato ha subito e ha sofferto in grande o in piccolo l'odio del mondo, pur di raccontarti di Gesù e salvarti!

App: in quale ambito (famiglia, scuola, lavoro, amici) debbo riprendere di parlare di Gesù?

3. Perché il mondo perseguita chi opera per il bene?

“Ma tutto questo ve lo faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.” (Giovanni 15:21)

Che strano! Il mondo apprezza le opere dei credenti, gli ospedali in Africa, gli orfanotrofi, l'impegno verso la fame nel modo e le malattie... basta però che non diciamo “per chi” lo stiamo facendo.

Finché facciamo opere buone come anche altri altri  fanno tutti ci applaudiranno ma non appena diciamo  che lo facciamo per amore di Gesù persino il buono che facciamo viene rigettato.

Allora diventiamo “visionari”, fondamentalisti, intolleranti, illusi; ci dicono che Dio non esiste, che siamo presuntuosi, che vogliamo avere ragione sempre noi, che non è vero che Gesù è la sola via. Eccetera eccetera...

Perché accade questo? Gesù che lo spiega nei versetti che seguono...(ma prima la app...)

App: cosa debbo fare/fare di nuovo e non faccio perché sono stato criticato/a pesantemente?

4. Perché il mondo odia Gesù?

“Chi odia me, odia anche il Padre mio.  Se non avessi fatto tra di loro le opere che nessun altro ha mai fatte, non avrebbero colpa; ma ora le hanno viste, e hanno odiato me e il Padre mio.” (Giovanni 15:23-24)

Ammettere che Gesù operi in questo mondo attraverso lo Spirito Santo e attraverso i suoi discepoli sarebbe ammettere che Dio esiste davvero che opera nel mondo e che ama il mondo.

Chi odia Gesù odia anche Dio; non è possibile amare Dio ed odiare Gesù le opere che Gesù ha fatto testimoniano del Padre, le opere che i credenti fanno testimoniano del Padre e del Figlio.

E se io ammetto che le tue opere le stai facendo perché Gesù te lo chiede devo ammettere che Dio esiste... e, per il mondo, questo è inaccettabile.

Gesù descrive questa situazione con un linguaggio molto eloquente:

"Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. (Matteo 10:16)

App: a quale persona debbo rammentare che solo tramite Gesù può essere salvato?

5. Perché accade tutto questo?

“Ma questo è avvenuto affinché sia adempiuta la parola scritta nella loro legge: 'Mi hanno odiato senza motivo'.” (Giovanni 15:25)

Quale è il piano di tutto ciò? Perché Gesù lo permette? Perché non può fare in modo
che ciò che facciamo venga accettato ed apprezzato? Lui è onnipotente, lo potrebbe fare benissimo!

Sapete, vero, a quale brano si stesse riferendo Gesù quando diceva che nella Legge era scritto “mi hanno odiato senza motivo”? Al Salmo 35! Al salmo che abbiamo letto all'inizio!

Nel Salmo 35 Davide riflette  sul perché gli accade tutto il male; si chiede: “Perché rifiutano tutto il mio bene?”

“Non si rallegrino di me quelli che a torto mi sono nemici, né strizzino l'occhio quelli che m'odiano senza motivo.”(Salmo 35:19)

La risposta a Davide arriva con comodo... un migliaio di anni dopo... per bocca di Gesù: “ Davide, succedeva perché tu stavi servendo me, e servendo me stavi andando contro il mondo, non avevi l'uniforme giusta, stavi parlando loro di un solo Dio, di una sola via, di una sola salvezza... Per loro era davvero troppo, non potevano accettarlo!”

Tu ed io siamo l'adempimento di quello che Davide si chiedeva senza avere risposta...

Per noi è facile capire, ora,perché  Gesù ce lo spiega... Ma c'è voluta una bella dose di fede nel credere che Dio avrebbe spiegato prima o poi, perché veniamo perseguitati, di attendere l'arrivo di Gesù.

Gesù disse a Tommaso:

 «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!» (Giovanni 20:29)

6. Chi parlerà al mondo di Gesù?

“Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio. “ (Giovanni 15:26-27)

Certo, che messa così, potrei sentirmi, per così dire, un po' “sotto pressione”... “Io che sono l'adempimento di una profezia di Davide devo provvedere a convertire  con le mie parole il mondo”.

Guardate il versetto: chi si occuperà di testimoniare al mondo di Gesù? Lo Spirito Santo continuerà a parlare al mondo di Gesù.

Noi non saremo da soli, ma saremo dei collaboratori nell'opera di testimonianza.

"anche voi mi renderete testimonianza" (v27)

Non solo noi, ma ANCHE noi, noi assiema a qualcun altro molto più potente.

Noi dovremo affiancare l'opera dello Spirito, lo sforzo maggiore lo sopporterà, come sempre
Gesù, sotto forma di Spirito Santo

App: quali attività personali o di chiesa farò per rendere testimonianza a Gesù?

Conclusione

Perché Gesù ha voluto che noi sapessimo che saremo odiati? Mica è una bella notizia da dare ad un amico! Avrei preferito risparmiarmela e vivere contento sperando non toccasse a me!

Sapete, Gesù lo sapeva  che avrei avrei avuto questa reazione!

Per questo, alla fine del suo discorso aggiungerà questa frase:

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo". (Giovanni 16:33)

L'enfasi dell'intero brano  non è che il mondo ci odia, e nemmeno che ci perseguita; quella è una profezia,  è chiaro, è logico, succederà.

Ma sulla realtà che IO sono testimone di Cristo, non senza difficoltà non senza costo, non senza prezzo.

Ma con la certezza che Gesù ha già vinto... e io assieme a lui...

Preghiamo.

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03 novembre 2019

Dio è colui che guarisce

La croce di Cristo è l'accesso ad un grande supermercato sui cui scaffali ci sono migliaia di benedizioni: una di queste è la guarigione. Sei pronto, sei pronta ad avere fede in un Dio che ti offre di guarire se ti affidi a Lui solamente?

(Messaggio di Mario Forieri)
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“Naaman, capo dell'esercito del re di Siria, era un uomo tenuto in grande stima e onore presso il suo signore, perché per mezzo di lui il SIGNORE aveva reso vittoriosa la Siria; ma quest'uomo, forte e coraggioso, era lebbroso. Alcune bande di Siri, in una delle loro incursioni, avevano portato prigioniera dal paese d'Israele una ragazza che era passata al servizio della moglie di Naaman. La ragazza disse alla sua padrona: «Oh, se il mio signore potesse presentarsi al profeta che sta a Samaria! Egli lo libererebbe dalla sua lebbra!» Naaman andò dal suo signore, e gli riferì la cosa, dicendo: «Quella ragazza del paese d'Israele ha detto così e così». Il re di Siria gli disse: «Ebbene, va'; io manderò una lettera al re d'Israele». Egli dunque partì, prese con sé dieci talenti d'argento, seimila sicli d'oro, e dieci cambi di vestiario; e portò al re d'Israele la lettera, che diceva: «Quando questa lettera ti sarà giunta, saprai che ti mando Naaman, mio servitore, perché tu lo guarisca dalla sua lebbra». Appena il re d'Israele lesse la lettera, si stracciò le vesti, e disse: «Io sono forse Dio, con il potere di far morire e vivere, ché costui mi chieda di guarire un uomo dalla lebbra? È cosa certa ed evidente che egli cerca pretesti contro di me». Quando Eliseo, l'uomo di Dio, udì che il re si era stracciato le vesti, gli mandò a dire: «Perché ti sei stracciato le vesti? Quell'uomo venga pure da me, e vedrà che c'è un profeta in Israele». Naaman dunque venne con i suoi cavalli e i suoi carri, e si fermò alla porta della casa di Eliseo. Ed Eliseo gli inviò un messaggero a dirgli: «Va', làvati sette volte nel Giordano; la tua carne tornerà sana, e tu sarai puro». Ma Naaman si adirò e se ne andò, dicendo: «Ecco, io pensavo: egli uscirà senza dubbio incontro a me, si fermerà là, invocherà il nome del SIGNORE, del suo Dio, agiterà la mano sulla parte malata, e guarirà il lebbroso. I fiumi di Damasco, l'Abana e il Parpar, non sono forse migliori di tutte le acque d'Israele? Non potrei lavarmi in quelli ed essere guarito?» E, voltatosi, se n'andava infuriato. Ma i suoi servitori si avvicinarono a lui e gli dissero: «Padre mio, se il profeta ti avesse ordinato una cosa difficile, tu non l'avresti fatta? Quanto più ora che egli ti ha detto: "Làvati, e sarai guarito"?» Allora egli scese e si tuffò sette volte nel Giordano, secondo la parola dell'uomo di Dio; e la sua carne tornò come la carne di un bambino; egli era guarito. Poi tornò con tutto il suo sèguito dall'uomo di Dio, andò a presentarsi davanti a lui, e disse: «Ecco, io riconosco adesso che non c'è nessun Dio in tutta la terra, fuorché in Israele.  E ora, ti prego, accetta un regalo dal tuo servo». Ma Eliseo rispose: «Com'è vero che vive il SIGNORE di cui sono servo, io non accetterò nulla». Naaman insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò.  Allora Naaman disse: «Poiché non vuoi, permetti almeno che io, tuo servo, mi faccia dare tanta terra quanta ne porteranno due muli; poiché il tuo servo non offrirà più olocausti e sacrifici ad altri dèi, ma solo al SIGNORE. Tuttavia il SIGNORE voglia perdonare una cosa al tuo servo: quando il re, mio signore, entra nella casa di Rimmon per adorare, e si appoggia al mio braccio, anch'io mi prostro nel tempio di Rimmon. Voglia il SIGNORE perdonare a me, tuo servo, quando io mi prostrerò così nel tempio di Rimmon!» Eliseo gli disse: «Va' in pace!»” (2 Re 5:1-19)

“Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo.” (Romani 10:7)

“C’è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore:  la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà; se egli ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati. Confessate dunque i vostri peccati  gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia.” (Giacomo 5: 14-16)

“Qual è l’uomo tra di voi, il quale, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? Oppure, se gli chiede un pesce, gli dia un serpente? Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Matteo 7: 9-11)

“Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno.” (Ebrei 13:8)

“In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io, e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre [mio].” (Giovanni 14 :12)


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27 ottobre 2019

Passa il testimone della fede ai tuoi figli


Dio non ti chiede solamente di obbedire ai suoi comandamenti, ma anche di passarli come un testimone a chi correrà dopo di te la corsa della fede, ai tuoi figli.

(Messaggio di Mario Forieri)
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"Ascolta, Israele: il Signore, il nostro Dio, è l’unico Signore." (Deuteronomio 6:4)

"Una generazione proclamerà le lodi delle tue opere all'altra e annunzierà i tuoi portenti." (Salmo 145:4)

"Li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai." ( Deuteronomio 6:7)

 "E che sin da bambino hai conosciuto le sacre Scritture, le quali ti possono rendere savio a salvezza, per mezzo della fede che è in Cristo Gesù." (2 Timoteo 3:15)

"Ammaestra il fanciullo sulla via da seguire, ed egli non se ne allontanerà neppure quando sarà vecchio."  (Proverbi 22:6)

"Questi comandamenti, che oggi ti do, ti staranno nel cuore; li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, te li metterai sulla fronte in mezzo agli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle porte della tua città. " (Deuteronomio 6: 6 -9)


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20 ottobre 2019

Cos'è amore secondo Cristo? 2° parte

Gesù è venuto a liberati dai dolori del passato e a portare gioia nella tua vita. E a ristabilire il rapporto d'amore col Padre.
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Abbiamo iniziato la scorsa settimana a parlare di quattro parole chiave che Gesù usa nei capitolo da 12 a 17 del Vangelo di Giovanni, perché ripetendole, rimangano come le cose “importanti” da prendere

La parola più usata è “amore” (31 volte). Abbiamo elaborato la “nostra” definizione di amore e poi abbiamo cominciato a vedere quella di Gesù leggendo Giovanni 15:

"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.  Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.  Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.  Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio.    Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.   Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.” (Giovanni 15:12-17)

Gesù afferma che:
  • L'amore è un Comandamento
  • I. Il vero amore è mettere l'altro per primo
  • II. Il vero amore è servire l'altro
  • III. Il vero amore ci rende liberi
Vediamo oggi le altre quatto affermazioni di Gesù circa l'amore.

4° affermazione: ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio.  

Quale è la differenza tra un servo e un amico? Che un servo è costretto a fare  ciò che gli chiedi,
mentre un amico, se non gli va, non lo fa.

Un servo obbedisce per vari motivi, per rispetto, per paura, per mantenere lo stipendio.
Un amico agisce per un solo motivo, l'amore che nutre verso chi gli chiede quella cosa.
Un amico non fa le cose “per obbligo”,  ma con gioia.
Un amico ascolta e comprende prima di agire.

Sapete qual'è il problema? Che molti, anche se credono in Gesù, non si comportano da amici, ma da servi. Non agiscono in base all'amore che hanno ma in base alla paura di essere puniti.

Bisogna “ingraziarsi” Dio... perché altrimenti sono guai!
Bisogna “stare scomodi” altrimenti Dio non mi gradisce.
Bisogna “sacrificarsi” altrimenti non conta.

E' da qui che nascono le “penitenze”, ovvero la necessità di auto-punirsi, per frenare l'imminente punizione di di Dio.

Sapete cosa è questo?

Questo è un “cilicio”. Sapete a cosa serve, come si usa? E' uno strumento fatti di metallo con terminali appuntiti che stretto intorno a una parte del corpo serve per “auto-infliggersi” una punizione.

Nella Bibbia in realtà il “cilicio” era una un sacco o una pelle, un vestito umile, che alcuni portavano per umiliarsi davanti a Dio e invocare il suo perdono o il suo aiuto.

Ma quello era il Dio dell'Antico Testamento prima del Nuovo Patto sottoscritto grazie a Gesù.

Poi, nel Medio Evo, una parte della chiesa lo “modificò” e divenne quello che vedete... e cominciò ad usarlo... e alcuni lo usano ancora! Molti sembrano essere rimasti nell'Antico Testamento.

Tu potresti chiedermi: “Perché”? Perché non hanno capito il Salmo 30:

“Tu hai mutato il mio dolore in danza; hai sciolto il mio cilicio e mi hai rivestito di gioia,  perché io possa salmeggiare a te, senza mai tacere.” (Salmo 30:11-12a)

Il Salmo 30 è stato intitolato da qualcuno: “Espressioni di lode per la liberazione”.

Perché è stato inventato il cilicio? Perché c'è chi lo usa ancora? Perché non hanno compreso che Gesù ci chiama “amici”, che ci ha fatto conoscere il Padre, che ci ha liberato una volta... e PER SEMRE!

Purtroppo molti credenti  continuano ad indossarlo ogni giorno; no, non parlo di quello di metallo, ma di un “cilicio mentale”.

Per alcuni è il “cilicio del mio passato”. Molti continuano ad “auto-punirsi” per gli sbagli fatti nel passato; ho conosciuto donne  che continuavano ad auto-punirsi per un aborto fatto  quando non erano ancora credenti. O per un divorzio, o per altro vissuto prima di accettare Gesù.

Altre volte è il “cilicio del mio rancore”. Qualcuno, o qualcosa, ci ha fatto profondamente male, e tutte le volte che ci ripensiamo continua a penetrare con le sue punte aguzze nella nostra carne.

C'è qualche “cilicio mentale” nella tua vita? Se sei amico, se sei amica di Gesù e se, in qualche modo,  ti stai portando un peso, è ora di scioglierlo.

Come ti sentiresti, se avessi vissuto con una di quelle cose di metallo e qualcuno fosse venuto a toglierlo e a buttarlo via per sempre così che non potrà mai più farti male?

Io proverei gioia, sapendo che non proverò mai più quel dolore. Le mie giornate cambierebbero, non penserei più al male ad ogni passo, e agirei con più gioia nella mia vita.

Gesù è venuto a sciogliere il tuo cilicio, è venuto a chiamarti “amico, amica”, per farti vivere nella gioia.

IV. L'amore mi fa agire con gioia

5° affermazione: Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi

Cosa significa questo? Siamo “predestinati”? Qualsiasi cosa facciamo,  bella o brutta, tanto di Gesù siamo?

Non voglio assolutamente toccare qui  il tema della predestinazione, per secoli la chiesa si è divisa su questo. E penso che neppure Gesù volesse parlarne ai discepoli in quella ultima sera assieme.

Perché dico questo? Guardate il contesto della frase; Gesù sta parlando di obbedienza  e di un comandamento da rispettare  per essere suoi amici.

Qui siamo al capitolo 15, la volta scorsa abbiamo letto un brano del capitolo 13 dove Gesù lava i piedi ai discepoli. Aveva esplicitamente detto  che quello era un esempio e aveva concluso così:

“Se sapete queste cose, siete beati se le fate.” (Giovanni 13:17)

Gesù dice che saremo “beati” ovvero “felici”... ma dobbiamo scegliere di obbedire: “...se le fate”.

Gesù “ci sceglie”, vede in noi le potenzialità di amarlo di seguirlo, di portare frutto... Ma, alla fine,  la decisione è nostra se obbedire o meno  al comandamento dell'amore, sta a noi comportarci  da “amico” di Gesù”: ."..se le fate

V. L'amore mi fa seguire Gesù

6°affermazione : e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga

Perché ci ha scelti? Giovanni scrive le parole di Gesù usando due verbi in greco: “hypagō”, che significa sì andare... ma “andare”... partire... muoversi per andare lontano,  e “pherō”, che significa portare... ma portare qualcosa pesante, qualcosa che dei mettere tutte e due le braccia.

Questa cosa la dirà ai discepoli  anche pochi minuti prima di tornare al Padre;

“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,  insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. (Matteo 28:19-20)

E' il “Grande Mandato”. Il fine è il “portare frutti” ovvero altri discepoli, altri come te e me che obbediscano al comandamento nuovo, quello dell'amore, così da togliere loro il cilicio che la vita gli ha imposto.

Ma Gesù usa anche un altro verbo: “menō”,  qui è tradotto con “rimangano”. Sapete dove ha usato lo stesso verbo? Adesso ve lo mostro:

“Dimorate in me, e io dimorerò in voi.” (Giovanni 15:4)

Dimorare in Gesù, e “frutti che rimangano”. Di quale frutti sta parlando? Di frutti temporanei,  o stagionali,  o di frutti “perenni”?

Gesù vuole frutti che che “dimorino in eterno” che non finiscano mai...Questo significa portare altri alla salvezza

VI. L'amore porta altri alla salvezza

7° affermazione: affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia. 

C'è un premio a tutto questo? Gesù dice di si... e è anche bello grande.

Mettere l'altro per primo, servire, ascoltare il Padre, portare altri alla salvezza, ci restituisce un rapporto intimo  col nostro Padre,  il quale ci esaudisce.

Se tu sei genitore,  sai cosa significhi la gioia di dare ai tuoi figli quello che più desiderano.

Ti ricordi i loro occhi estasiati quando aprivano il pacco a Natale, o al compleanno, e scoprivano che là dentro c'era proprio la cosa che desideravano tanto!

E, se sei genitore, sai anche che gran dolore era non poterglielo dare quando erano stati assolutamente disobbedienti, quando ti avevano fatto arrabbiare, quando avevano fatto di testa loro.

Tu avresti voluto... ma non potevi perché sai che non gli avrebbe fatto bene, non sarebbero cresciuti “dritti”, ma “storti”.

Sai perché provi quei sentimenti? Perché te li ha messi dentro colui che ne è l'origine. Dio è questo tipo di amore, Dio vuole premiarti in maniera assolutamente sovrabbondante rispetto ai tuoi meriti... Basta che tu risponda al comandamento dell'amore.

VII. L'amore mi rende gradito al Padre

“Ma, allora, se “faccio del bene” posso avere questo rapporto col Padre? Se le faccio, come dice Gesù, sono apposto?”

Ci sono tanti atei, c he hanno fatto cose stupende per gli uomini, spesso cose più grandi di persone che hanno dedicato la loro vita a Dio.

Vorrei poterti rispondere di si... Ci sono tante persone stupende che vorrei ritrovare un giorno...
ma purtroppo devo rispondere in un altro modo. “No. Non basta”

Non puoi passare nella “stanza del Padre”  se prima non sei passato per la “porta Gesù”, hai camminato sulla Via di Gesù:

“Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6)

L'amore è il traguardo, Gesù è la porta  e la via.

Preghiamo.

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