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24 giugno 2018

Costruire su Gesù il mio tempio

Su cosa sto costruendo il tempio per incontrare Dio? Sulla roccia e con la pietra angolare di Gesù, oppure con qualcosa d'altro nel mondo?
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A quanti piacciono i film di Indiana Jones? Una delle caratteristiche che accomuna  i quattro film
della saga (1981, 1984, 1989 e 2008) é che l'archeologo/avventuriero  è sempre alla ricerca di “qualcosa”.

La prima volta è alla ricerca dell'Arca del Patto, la seconda di alcune pietre sacre, la terza del Graal, la quarta di un teschio di cristallo. E ogni volta queste cose “preziose” si trovano in un posto “sacro”,  o in un tempio,.

Siccome coloro che fanno gli sceneggiatori  non non fanno quasi mai le cose a caso, ma studiano prima quello che può attirare  di più gli spettatori, il fatto che ogni volta abbiano messo  gli oggetti simbolo del film in un tempio/luogo sacro, sta ad indicare una cosa ben precisa: come uomini e donne pensiamo che qualcosa di  molto importante, debba essere contenuto in un luogo molto importate; sacro, come un tempio.

Quanti conservano il proprio diario scolastico oppure la prima pagella oppure il primo bigliettino del futuro sposo o sposa, o qualsiasi altra cosa “preziosa” in un “cassetto speciale o in un “box speciale” che lo protegge, lo conserva e lo tutela   da occhi e mani indiscrete?

Ci sono altre cose  che dovremmo conservare in un “tempio”? Io dico di si.

I rapporti con le persone importanti della mia  vita quelli con la mia sposa,  i miei figli,  i miei amici e amiche del cuore quelli meritano un “tempio”.

Un posto che non è reale,  ma nella mia mente, dove siano protetti, e al sicuro.

Un posto dove io possa andare  quando ne ho bisogno perché so che lì li trovo.

Come credente, c'è una cosa più preziosa,  un rapporto più prezioso che merita un luogo sacro, un tempio: è il mio rapporto col mio Padre Celeste.

La necessità di un Tempio

Sapete, ormai i miei figli sono grandi, ma ho la gioia ancora di averli entrambi a casa. Il momento più bello della mia giornata  è quando rientro e trovo i miei figli ad aspettarmi.

Quando erano piccoli  ci si racconta di più a vicenda  di come è andata la giornata,  le cose belle, ma anche quelle brutte...

Ora accade un po' di meno,  perché commentiamo di più assieme  quello che è accaduto nel mondo (la politica, lo sport).

Io so provare questi sentimenti, questa voglia di interagire coi miei figli, perché li ha scritti nel mio cuore  il miglior  padre possa esistere.

Dio, nel giardino di Eden incontrava ogni giorno i suoi figli:

“Dio il SIGNORE, avendo formato dalla terra tutti gli animali...li condusse all'uomo.” (Genesi 2:19)

“Poi (Adamo ed Eva) udirono la voce di Dio il SIGNORE, il quale camminava nel giardino sul far della sera.” (Genesi 3:8a)

Poi le cose presero una piega sbagliata, il rapporto tra Dio e l'uomo  si incrinò per colpa dell'uomo e per migliaia di anni Dio non abitò più  vicino alla sua creatura.

Ma Dio non smise di amare il suo popolo: dopo averlo liberato dalla schiavitù in Egitto,  disse a Mosè queste parole:

“Essi mi faranno un santuario e io abiterò in mezzo a loro.” (Esodo 25: 8)

Il popolo lavorò per costruire il Tabernacolo  dove vennero poste le tavole della legge, all'interno dell'Arca del Patto  (quella vera... non quella di Indiana Jones!).

“Così Mosè completò l'opera. Allora la nuvola coprì la tenda di convegno, e la gloria del SIGNORE riempì il tabernacolo. (Esodo 40:33-34)

Il tabernacolo era il luogo dove Dio si incontrava con l'uomo: NON con tutti gli uomini,  ma almeno con un uno, il Sommo sacerdote... e una sola volta l'anno! La nuvola era il segno VISIBILE  della presenza di Dio in quel luogo.

Il Tabernacolo nel deserto divenne poi il Tempio di Salomone, poi il tempio a Gerusalemme... ma nel 70 DC , il tempio venne distrutto dall'Imperatore Romano Tito...

E adesso? Dove è Dio adesso? C'è un posto dove  devo andare per incontrarlo, qualche pellegrinaggio particolare in un santuario specifico, in una “chiesa consacrata” in questa chiesa... o dove?

Dove è il Tempio di Dio ora?

“Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?  (1 Corinzi 3:16)

Noi ora siamo il Tempio di Dio! Noi siamo diventati il posto dove posso incontrarlo, e dove anche gli altri possono vederlo...

Però, c'è un però... Questo non è “automatico”, non basta sapere che Dio esiste, e che Gesù è suo figlio. Satana sa che Dio esiste, e che Gesù è suo figlio... ma non è il tempio di Dio! Molti uomini lo sanno... ma non sono il tempio di Dio!

Ogni uomo e ogni donna PUO' divenire il Tempio di Dio...se...

Cosa debbo fare per essere il Tempio di Dio?

Ci sono quattro se  che mi legano all'essere realmente  il tempio di Dio.

Nelle prossime tre predicazioni  vedremo questi “se”: oggi iniziamo con il primo.

1. Se sono costruito secondo il progetto di Dio

Dio è il  primo progettista, e diede in esodo le istruzioni dettagliate di come dovesse essere edificato il suo tempio:

“(Il santuario) Me lo farete in tutto e per tutto secondo il modello del tabernacolo e secondo il modello di tutti i suoi arredi, che io sto per mostrarti.” (Esodo 25:9)

Quale è il progetto di Dio, allora?

a) Gesù è la pietra angolare

Paolo afferma:

“Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare, sulla quale l'edificio intero, ben collegato insieme, si va innalzando per essere un tempio santo nel Signore”.  (Efesini 2:20-21)

Nelle vecchie costruzioni di pietra, La pietra angolare  era quella più importante.

Quando c'è stata la ristrutturazione della mia casa, mancavano le pietre angolari; i muratori non potevano più lavorare e hanno dovuto aspettare che gli portassero le pietre angolari fatte da altri... perché non erano capaci da soli di farle.

Allo stesso modo, Dio sapeva che non saremmo stati capaci di costruire il nostro tempio da soli, e ci ha provveduto LUI la pietra angolare, Gesù.

Quale è la “pietra angolare” su cui stai costruendo la tua vita? La famiglia? Il lavoro? Il danaro? La fama?

Per essere il tempio di Dio la pietra angolare di tutta la tua vita deve essere Gesù.

Non “La famiglia … e Gesù”. Non “Il lavoro... e Gesù. Ma “Gesù nella mia famiglia, “Gesù nel mio lavoro”.

La costruzione deve iniziare sempre con Gesù. E' lui la pietra angolare.

b) Conosci il suolo su cui costruisci

Come fa qualsiasi costruttore, debbo prima di costruire fare una ricognizione geologica per sapere su cos sto costruendo. E Gesù stesso ci dice come farla.

"Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia. ". (Matteo 7:24-25)

Per essere il tempio di Dio, debbo ascoltare le parole di Dio, debbo conoscere la Parola di Dio... debbo leggere, studiare, meditare la Parla di Dio.

Ma, soprattutto, debbo mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù. Non solo “chi ascolta queste MIE parole”,  ma “e le mette in pratica” dice Gesù.

c) Controlla lo “stato d'avanzamento” dell'edificio

I costruttori si pagano per “stato d'avanzamento”,  ovvero più costruiscono velocemente,
 più ricevono soldi.  Non basta che mettano le pietre angolari,  ma devono far crescere il fabbricato.

Pietro dice:

“Crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. A lui sia la gloria, ora e in eterno.” (2 Pietro 3:18)

Uno dei metodi per controllare se il tempio di Dio che stai costruendo procede bene, è controllare quello che Paolo chiama  il “frutto dello Spirito”.

“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo”(Galati 5:22)

Ho più amore? Ho più gioia? Ho più pace? Eccetera.

Se si, il mio tempio viene su bene. Se no, il progetto va rivisto

d) Sii certo della solidità dell'edificio

Gli edifici che si costruiscono adesso  debbono avere un certificato “antisismico”,  che ne certifichi la solidità.

Anche il tuo tempio deve essere certificato secondo le indicazioni dell'apostolo Paolo:

“Restate dunque forti, fratelli, fedeli agli insegnamenti che vi abbiamo dato sia a voce che per lettera” (2 Tessalonicesi 2:15 PV)

E dove ricevo il mio “certificato antisismico”?

“Possa il Signore far crescere e abbondare  il vostro amore l'uno per l'altro e verso tutti (...). Questo fortificherà i vostri cuori saldi e vi renderà santi e puri davanti a Dio nostro Padre” (1 Tessalonicesi 3:12-13)

E' assieme ad altri credenti (= la chiesa)  che divento più solido. La chiesa è quello che in chimica si chiama “catalizzatore”; una sostanza che rende più rapido o più efficiente un processo chimico.

Come funziona un catalizzatore? Ad esempio, in alcuni tipi di stucco tutti gli elementi presenti per diventare duri, per tappare i buchi, per rendere levigate le superfici sono già presenti dentro lo stucco.

Ma posso mischiarlo quanto voglio... e non succede niente. Solo SE aggiungo il catalizzatore diventa duro.

Il catalizzatore non fa altro che “collegare”  ciascuna molecola dello stucco all'altra, unirle, renderle compatte, farle stare l'una vicina all'altra per dare consistenza e forma.

E' questo che fa la chiesa locale; connette ciascun credente all'altro, li unisce, li rende compatti, li fa stare l'uno vicino all'altro per dargli consistenza e forma. Se ci tieni ad esseri il “tempio di Dio” non puoi prescindere dall'essere parte del “corpo di Dio”, la chiesa.

Non la chiesa “in generale” ma una chiesa fisica, questa, un'altra, ma popolata da gente come te che si aiuta vicendevolmente, si supporta, qualche volte si sopporta, alcune volte si ferisce...

Ma è il luogo dove si cresce assieme, si diventa forti assieme, si diventa saldi assieme, si diventa santi e puri assieme al cospetto di Dio Padre.

Conclusione

Vuoi essere il “tempio di Dio”? Che tu lo voglia o no, se hai creduto in Gesù, lui ti chiama ad esserlo.

Sia che tu lo abbia conosciuto tanto tempo fa, o che lo abbia accettato ieri o oggi, io ti chiedo: “Stai seguendo il progetto di Dio per la tua vita?”

Stai costruendo sulla pietra angolare? “Gesù nella tua vita” o “la tua vita E Gesù?

Conosci il suolo dove costruisci? Leggi la Parola di Dio, e obbedisci agli insegnamenti di Gesù, oppure la ascolti solo e ti senti in colpa di non obbedire?

Stai controllando se l'edificio cresce, se hai più  amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo, oppure sei ancora alla la prima fila di mattoni? Stai lavorando sulla solidità del tuo tempio, frequentando assiduamente la tua chiesa locale, oppure ci vai “quando  ne senti il bisogno”?

Dio ormai non ha altri templi: tu sei lil tempio, ed è tramite te  che gli altri potranno conoscerlo.

Preghiamo.


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VIDEO DEL MESSAGGIO A BREVE


17 giugno 2018

Un piano per ripulire la mia vita - Messaggio per il battesimo

Sono il capolavoro di Dio, ma la mia vita si riempie di "spazzatura spirituale". C'è un piano che mi aiuti a ripulirla e, soprattutto, a produrne di meno?

(Audio registrato all'aperto: la qualità ne risente)
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Per noi oggi è un grande onore tenere i battesimi proprio nel giorno in cui tanti volontari stanno
ripulendo il nostro meraviglioso lago.

Cosa stanno facendo i ragazzi e le ragazze, le donne e gli uomini impegnati oggi con paletta, guanti e sacco della spazzatura?

Stanno, semplicemente, cercando di far ritornare questi luoghi allo splendore che avevano in origine, quando erano puliti, quando l'uomo non ci aveva messo del suo per inquinare ciò che era puro.

Come uomini e donne del mondo non siamo molto bravi a conservare le cose belle, e preservare le cose pure.

Ci viene invece benissimo di danneggiare quelle belle, di inquinare quelle pure. Sapete perché? Per due motivi principali.

Il primo è perché ci vuole più sforzo a conservare e preservare; bisogna avere attenzione, avere un piano che preveda come mantenere la purezza dei luoghi.

Il secondo è perché pensiamo di essere i padroni del mondo; quello che vediamo, fino a dove arriva lo sguardo deve servire al nostro piacere.

Sapete una cosa? Quello che ho detto per  la nostra vita naturale vale anche per la nostra vita spirituale. Quello che vale per i luoghi dove viviamo vale anche per i luoghi dove vive la nostra anima.

Per noi che crediamo sappiamo che la bellezza di questo luogo non è un caso, ma un progetto.

In Genesi 1:31 è scritto che, alla fine della creazione

“Dio vide che questo era buono” (Genesi 1:25b)

Ma quando si trattò di guardare l'uomo e la donna, gli essere che aveva creato  per avere un rapporto intimo e di amore con loro:

“Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono.” (Genesi 1:31a)

Nel Salmo 139:14 è scritto:

“ Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo (Salmo 139:14a)

E la frase nell'originale ebraico è  “io sono il capolavoro di Dio”.

Siamo capolavori... ma siamo “ben tenuti”, oppure abbiamo bisogno di una pulizia “straordinaria” come il lungolago?

Una volta un amico avvocato mi disse che quando volevano difendere un cliente  che aveva una causa contro qualcun altro, la prima cosa che facevano  era di andare a rubare i sacchi dell'immondizia che appartenevano al rivale legale del loro cliente.

Quando chiesi perché,  lui mi rispose:  “La tua immondizia parla di te molto più delle tue parole”.

Se aprissimo una delle buste che i ragazzi stanno raccogliendo, di sicuro avremmo uno spaccato delle persone che frequentano il lago delle loro abitudini, di come sono.

Ma io oggi voglio aprire assieme a voi non la busta dell'immondizia di un luogo fisico ma quella di un luogo spirituale.

Questa busta potrebbe essere  quella che che contiene la spazzatura della mia anima.

Perché sapete, ogni tanto, anche io decido di fare pulizia  come oggi stanno facendo attorno al lago.

Mi accorgo che le cose non vanno nella mia vita, che quello che un tempo era un posto bello è ormai simile ad una discarica dove vivo con difficoltà dicendo spesso a me stesso “devo fare un po' di pulizia nella mia vita”.

Vogliamo vedere cosa c'è dentro la mia spazzatura, allora?

BOTTIGLIA DI SOTTACETI: se la lascio stappata in cucina quando è quasi finita, puzza.

Rappresenta il senso di superiorità, l'orgoglio:  “Io sono meglio degli altri”, io non faccio quello che fanno gli altri”, “io capisco più degli altri”.  E alla fine divento  fieri della nostra superiorità,  rispetto agli altri; anche di quella spirituale:  “Io non commetto i peccati che lui commette!".

PEPERONE: se lo maneggio e poi mi tocco gli occhi, brucia e mi acceca.

Rappresenta la rabbia.  La rabbia che scarico contro la mia sposa,  contro i miei figli, contro i miei compagni di lavoro.  Lo maneggio tritandolo finemente per buttarlo in faccia agli altri,  ma alla fine spesso finisce nei miei occhi  e acceca me piuttosto che gli altri.

CARBONE: il carbone è quello che resta di qualcosa che mi ha dato calore e luce,  ma che ormai è sporco e macchia tutto quello che tocca.

Rappresenta l'egoismo,  la voglia di avere calore e luce solo per me,  ma che, alla fine, se non nutro la mia vita con l'amicizia e la generosità,  finisce per essere solo una cosa nera e fredda che sporca se la tocco.  Se faccio le cose per me stesso,  le tracce di sporco si vedono, ed è difficile mandarle via.

OROLOGIO: vivo seguendo orari fissati per far entrare tutto nelle nostre 24 ore.

Rappresenta la nostra mancanza di tempo  per le persone importanti della mia vita. Può essere uno sport, il mio lavoro, un hobby... Spesso passo più tempo davanti allo smartphone che a parlare con la mia sposa, coi figli, con gli amici... E alla fine della giornata mi accorgo che non rimane molto di quella giornata.

TACCUINO: prendo nota di quello che le persone attorno a me fanno, oppure hanno, oppure ottengono.

Rappresenta l'invidia. Il lavoro, la casa, la famiglia dell'altro; penso  “perché a lui si e a me no? IO mi merito quello, non lui!”.  Il problema con l'invidia è che, alla fine,  non riesco ad apprezzare ciò che ho ,  perché passo il tempo ad invidiare altri per le cose che non ho.

LIMONE: se lo lascio sul piano di marmo della cucina,  fa un buco che non posso più riempire;  ha un gusto acido ed amaro.

Rappresenta l'amarezza.  Nasce dal non perdonare le offese,  dall'essere offeso sempre anche dalle piccole cose,  dal portare ancora le ferite del passato  e dal non volerle lasciar andare.

So che dovrei perdonare...  ma decido di lasciarlo lì,  sul piano di marmo della mia anima,  a fare un buco che non si può riempire.

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OK. Sono stato bravo, ho fatto pulizia nella mia vita e ho messo tutto nel sacco della spazzatura...

E ora? Che ne faccio di tutte le cose che hanno fatto di me dal “capolavoro di Dio” a una discarica a cielo aperto?

Posso provare a sotterralo, fare una buca nel mio giardino... ma, sapete, prima o poi la fermentazione porterà su la puzza, i cani scaveranno, e io dovrò ritornare a sotterrare... e ancora, e ancora...

Oppure posso legarmelo al collo, e farlo penzolare dietro la mia schiena... Così non lo vedrò più... ma gli altri si...

Oppure...

Oppure posso fare quello che Isaiah  ha deciso di testimoniare oggi accettando di essere battezzato nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Decidere di accettare come personale Signore colui che non nasconde i miei errori, non giustifica i miei peccati,

(un membro della chiesa,  passando dietro di me afferrerà e porterà  via il sacchetto)

ma, semplicemente,  li porta lontano da me. Isaiah ha compreso questo, ha compreso che Gesù solo può fare in lui questa pulizia radicale. Non è il battesimo che lo lava, ma la fede in Gesù  che esprime attraverso di esso che lo lava.

In 1 Giovanni 1 sta scritto:

“Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.  Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi.  Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.” (1 Giovanni 1:7-9)

Isaiah ha attraversato un deserto e poi ha attraversato il mare per ritrovarsi qui ad accettare quel Gesù che lo ha seguito lungo il deserto  e sopra le onde.

Ma, così come nella vita reale, le pulizie non si fanno mai una sola volta, ma serve di farle di tanto in tanto.

 E, soprattutto, serve di avere un piano  per produrre meno immondizia possibile.

Isaiah, tu hai già camminato assieme a Gesù e oggi il tuo battesimo è un altro passo in quel piano.

In Colossesi Paolo dice:

“Ed ora, come avete ricevuto Gesù Cristo, il Signore, così pure vivete con lui.  Tenete le vostre radici in lui, finché sia lui a costruire la vostra vita e a fortificarvi nella fede” (Colossesi 2:6-7 PV)

Eccolo il piano! Il piano che Isaiah ha scelto per evitare di ingombrare la propria vita con l'immondizia del mondo. Vivere mettendo le tue radici in Gesù. E lasciare che sia lui a costruire la sua vita.

Tu che mi hai ascoltato oggi: come va la raccolta differenziata della tua vita? Hai anche tu un sacco pieno di cose che non vorresti più vedere attorno?

Affidala a Gesù!  Scegli il suo piano! Affidala a chi può nonostante i deserti e le onde che incontrerai costruire la tua vita e renderti forte.

Preghiamo.

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10 giugno 2018

Chi sazierà la mia fame e la mia sete?

Cosa manca alla mia vita per essere felice? Gesù è venuto per riempire lo spazio che manca dentro di me e saziare la fame e la mia sete.
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Quale è l'ultima volta che avete avuto “fame”? E non sto parlando di quella “voglia di qualcosa di buono” che ci scatta tra le 12,45 e le 13,30.

Avrei voluto come mio solito  fornirvi una “scheda informativa” su cosa significhi scientificamente avere “fame”.

Ma se “googleate” “avere fame – effetti”, le prime tre pagine parlano  della fame di chi ha già mangiato, non di chi non ha nulla da mangiare.

Se volete avere un racconto vero di cosa significhi avere fame, invitate a casa uno dei nostri amici  che hanno attraversato il deserto e il mare prima di arrivare qua.

Chiedetegli che cosa significa avere vane. Fatelo con rispetto, ma vi aprirà gli occhi su cosa significhi avere fame...

Oppure avere sete! Una sete  che non potete estinguere  aprendo il vostro frigo o entrando nel bar di fronte... ma che vi fa vedere oasi che non ci sono in mezzo al deserto.

Nella nostra società avere fame  significa essere passati davanti alla pizzeria   ed avere annusato l'odore che ne esce.  Avere sete  significa aver  visto il giaccio  girare all'interno della macchina per la granita

Nel nostro mondo occidentale  abbiamo perso il peso delle parole “aver fame” e aver sete”...

Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.  (Matteo  5:6)

Immaginatevi la scena: Gesù è su un monte. Che da lì in poi sarà chiamato “il monte delle Beatitudini”. Ha davanti a se migliaia di persone.

Persone affamate e assetate per davvero, persone povere per il mondo, ma lui le vede ricche, perché vede nei loro cuori una fame e una sete diversa. E gli dice : ”Io sono venuto per sfamare quella fame, per dissetare quella sete.”

Beati significa, semplicemente, “felici”. Le persone sono venute ad ascoltare un profeta, e improvvisamente si trovano sul monte della felicità.

Madre Teresa ha detto che,  se in India le persone muoiono per la fame fisica,  in occidente le persone muoiono per la fame spirituale.

In occidente non abbiamo quasi mai “fame fame”, ma fame delle cose sbagliate. Noi tutti abbiamo fame spirituale dentro di noi,  ma semplicemente non la chiamiamo così;
usiamo frasi del tipo:  “la mia vita è vuota” ,  “sono annoiato dal mondo”  “sento che manca qualcosa alla mia vita”.

Inseguiamo la felicità,  vogliamo essere pienamente soddisfatti...  e non lo siamo.  La nostra non è “fame fame” ma fame di avere di più.

La fame nei “piaceri”

Avete presente quelle pubblicità dove una bellissima ragazza in abito da sera, con brillanti al collo e orecchini che sembrano lampadari seduta su una fuoriserie addenta un cornetto Algida...  e subito la sua faccia si illumina di piacere,  gli occhi si socchiudono in estasi...

La Bibbia ci dice in Ecclesiaste:

Ogni cosa è in travaglio, più di quel che l'uomo possa dire; l'occhio non si sazia mai di vedere, e l'orecchio non è mai stanco d'udire. (Ecclesiaste 1:8)

Poi la nostra macchina invecchia,  arrivano le rughe e la panza,  l'abito va fuori moda, i brillanti ce li rubano di notte, il cornetto finisce...  e abbiamo fame di nuovo.

La fame nel lavorare

Chi mi conosce sa quanto ami il mio lavoro  e quanto non sappia farne a meno.  Molti sono come me; cercano la soddisfazione nel lavorare sodo,  ma spesso il prezzo è alto, spesso una vita spesa per gli affari, significa una vita vissuta dentro gli affari.

Salomone dice:

Infatti, ecco un uomo che ha lavorato con saggezza, con intelligenza e con successo, e lascia il frutto del suo lavoro in eredità a un altro, che non vi ha speso nessuna fatica! Anche questo è vanità, è un male grande.  (Ecclesiaste 2:21)

E' innegabile che ami lavorare, ma so che la mia vita non è il mio lavoro. La mia vita vera è altrove.

La fame negli averi

I nostri figli ricevono per Natale  una grande quantità di giocattoli. Il regalo di Natale di mia madre era una bambola di coccio e stoffa  che le veniva data (sempre la stessa) il giorno di Natale  per poi sparire dopo qualche giorno e ricomparire l'anno seguente.

I nostri figli ricevono cento volte di più di mia madre a Natale...  ma sono cento volte più felici?

Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.  (Matteo  5:6)

Se Gesù comparisse su un monte stamattina e se ci fossero folle di montefiasconesi ad accoglierlo
direbbe la medesima frase, anche se noi non abbiamo la stessa fame delle persone sul monte in Galilea.

Gesù avrebbe potuto promettere di sfamare la loro fame e di dissetare la loro sete fisica, ma decise di  sfamare e dissetare una fame e una sete diversa.

Allo stesso modo oggi potrebbe decidere di sfamare la nostra fame di piaceri, la nostra sete di averi, ma la risposta è la stessa: “Io sono venuto per sfamarti e dissetarti da ciò che realmente ti rende affamato, da ciò che realmente ti rende assetato”.

Di cosa hai fame veramente?

Cosa manca nella mia vita? Cosa non ho?  Il versetto di Matteo ci indica che, la fame del fisico non è la vera fame per l'uomo. Senza pane e senza acqua muore il fisico, senza Dio muore qualcosa di peggio, la nostra vita con Dio, il suo aiuto quotidiano,  la speranza in una vita oltre questa.

E' come se in noi, dentro di noi  esistesse uno spazio vuoto fatto a forma di Dio  e che può essere riempito solo da Dio, non da altro.

E se manca stiamo male,  perché è come se mancasse in noi un organo vitale,  un polmone, la milza, il fegato...  e non posso sostituire il fegato con un rene,  o lo stomaco con un polmone... In Deuteronomio c'è un passo dove si dice:

Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provar la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per insegnarti che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che vive di tutto quello che procede dalla bocca del SIGNORE. (Deuteronomio 8:3)

Gesù “sentiva” quella fame vera  nelle persone sul monte in Galilea. Gesù sente la medesima fame vera in ciascuno di noi

E mentre noi continuiamo a cercare la gratificazione nel mondo, lui ci dice: “Guarda, quello che tu realmente vuoi non sono i piaceri, né gli averi, né il lavoro. E' me che vuoi! Fammi riempire lo spazio che ho creato dentro di te con il mio Spirito, e allora sarai realmente soddisfatto! E' di me che hai fame veramente!”

Gesù chiama questo spazio dentro di noi “giustizia”.

La fame di giustizia non è vedere i propri diritti rispettati; è ANCHE quello.

La vera giustizia è quando Gesù occupa il posto che gli compete nelle nostre vite. Quando Gesù è il centro delle nostre vite. Quando Gesù è il cibo e la bevanda principale nelle nostre vite.

Lo cantiamo assieme la domenica: “Gesù, giustizia del Signor, perfetto Dio, uomo tra noi...” La nostra vera fame, qualsiasi essa sia, è fame di quella giustizia.

Cosa fare allora?

Smettila di mangiare porcherie

In Australia cresce un tipo di felce  che produce delle bacche dalle quali  si può produrre una farina con cui fare del pane.

Il pane così prodotto ha anche un buon sapore,  ma non contiene né carboidrati, né vitamine né proteine;  chi ne mangia si sazia,  ma in breve tempo comincia a deperire,  fino a morire di fame. Si sentirà pieno, ma non si sentirà mai sazio,  continuando a mangiare,  e a deperire sino alla morte.

Cosa c'è sulla tua tavola ogni giorno? C'è la parola di Dio che nutre, o la parola del mondo che gonfia?

Dio dice tramite Isaia:

Perché spendete denaro per ciò che non è pane e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia? Ascoltatemi attentamente e mangerete ciò che è buono, gusterete cibi succulenti! (Isaia 55:2)

Inizia a guardare a Cristo per essere soddisfatto

Chi è stato in un gruppo di intervento dopo una calamità naturale, sa che la prima cosa che si porta alle popolazioni sono l'acqua ed il pane. Sono le cose più semplici ma le più essenziali per poter sopravvivere

Gesù dice:

"Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete.... Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne, [che darò] per la vita del mondo". ..(Giovanni 6:35,51)

“chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna". (Giovanni 4:14)

Gesù è un elemento essenziale; Gesù dice: “Quello di cui hai bisogno in primo luogo sono IO! Tu puoi cercare qualsiasi altra cosa nella tua vita, ma IO sono il pane della vita, io sono essenziale, io sono quello di cui hai bisogno. Tu hai bisogno di me e non puoi fare a meno di me:”

(dai a ciascuno un bicchiere di acqua e un pezzettino di pane)

Ecco, ora avete il vostro bicchiere d'acqua e il vostro pane;  ci vediamo domenica prossima,  e guai a chi di voi beve  o mangia qualcosa  oltre quello che avete in mano!

Spesso agiamo così: mangiamo un po' e beviamo qualche sorso... una volta ogni tanto,  magari la domenica tra le 10,30 e le 12.

Magari quel sorso ci fa sentire abbastanza colpevoli  per evitare di peccare,  ma ci teniamo ben lontani dallo sperimentare Gesù  nella nostra vita di tutti i giorni.

Vi ricordate quando avete conosciuto Gesù la prima volta? Giravate con la Bibbia in macchina, parlavate a tutti di Gesù...  e quasi tutti vi prendevano per Testimoni di Geova.

Poi la fame e la sete sono passate...  In ospedale, se un paziente smette di avere appetito,  quello è un sintomo grave,  è il sintomo che la sua salute sta peggiorando,  non migliorando.

Per altri invece l'appetito e la sete non sono mai arrivati a più di tanto; Gesù è parte del  menù settimanale... assieme a tutto il resto.

C'è soddisfazione nella tua vita?  Sei “pienamente soddisfatto”,  come dice Gesù in Matteo 5?

Quando è l'ultima volta che sei entrato in macchina,  hai spento la radio,  e hai parlato con il tuo Signore?

Quand'è l'ultima volta che, entrando a casa,  non hai automaticamente acceso la televisione?  Quando è che hai sfilato le cuffiette del tuo smartphone e hai infilato quelle che ti legano alla voce di Gesù?

Se non dai spazio a Gesù  per saziare la tua fame e la tua sete,  troverai altro cibo...  forse il pane fatto di bacche di quella strana felce.

Vedete che ho evidenziato tre parole: “viene” “crede”,e “beve”.

La fame e la sete è che non sono auto-estinguenti:  non se ne vanno da sole,  ma dobbiamo essere noi ad agire.  Se hai fame, e il tuo stomaco brontola,  non aspettarti che scenda e vada a comprarsi un panino: se la tua vita ha fame e sete, sei tu che devi agire, sei tu che deve uscire per prendergli il panino.

Dove andare? In due luoghi  troverai il pane e l' acqua della vita: nella Bibbia, la Parola di Dio, e nel popolo di Dio, gli altri credenti: infatti Gesù dice che in chi si sfama e si disseta:

“l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna"

Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.  (Matteo  5:6)

La parola greca tradotta con “affamati”  è “peinao”.

In greco esistono due parole che si traducono con “affamati”: la prima significa “ho un po' di fame...dammi un pezzo di pane”;  la seconda, invece, significa “ho moltissima fame...dammi tutta la pagnotta di pane”

Indovinate quale parola ha usato Gesù qui?  Gesù sta dicendo:  “la piena soddisfazione è per coloro che dicono ' io voglio tutto di Dio, e voglio conoscerlo completamente.  Non mi basta avere una qualche benedizione qua e là. Voglio che sia il centro della mia vita.”

Quella è la persona che giungerà in Cristo  alla piena soddisfazione nella sua vita.

Avete mai avuto fame? Avete mai avuto sete?  Non troverete pace a quella fame e a quella sete  né nei piaceri, né negli averi né nel lavoro.

La tua vera fame, afferma Gesù, è quella di giustizia; di vedere un mondo dove la priorità è Gesù, non quello che la società ti dice: soldi, sesso e svago.

Riconosci che la tua fame è la fame di Cristo. Smetti di mangiare porcherie spiritali e cibati di Cristo. Inizia a guardare a Cristo per essere veramente soddisfatto.

Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.  (Matteo  5:6)

Preghiamo
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03 giugno 2018

La gioia di essere figli del "numero uno"

Quanti vogliono diventare "numeri uno" al modo? Ma solo Gesù lo è  in ogni cosa; e noi possiamo gioire di essere figli del "numero uno".

Giuseppe Longo , commentando la lettere di Paolo ai Colossesi, ci mostra come Cristo abbia il primato in tutto.


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 "13 Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio. 14 In lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. 15 Egli è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura; 16 poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. 17 Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui. 18 Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; egli che è il principio, il primogenito dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato. 19 Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza 20 e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce; {per mezzo di lui, dico,} tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli. " (Colossesi 1:13-20)

Sette motivi perché Gesù è il "numero uno" illustrati da Paolo

  1. Gesù è l'immagine di Dio (v. 15a)
  2. Gesù è il primogenito di ogni creatura (v. 15b)
  3. Gesù è il creatore di tutte le cose (v. 16)
  4. Gesù è il capo della chiesa (v. 18a)
  5. Gesù è il primogenito dei morti (V.- 18b)
  6. Gesù è la pienezza di Dio (v. 19)
  7. Gesù è il riconciliatore di tutte le cose (v. 20)
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