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09 dicembre 2018

Il miracolo del momento giusto - I miracoli che porta il Natale 1° parte

Gesù non è venuto per caso: Dio lo ha mandato nel momento giusto. Tra i tanti che lo celebreranno senza sapere perché, il mio compito di credente è di testimoniare il miracolo della salvezza.
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(Vai al pulpito e guarda l'orologio per un minuto)

No, non è che mi sia  dimenticato cosa debba dire, e non ho neppure perso improvvisamente la voce; volevo solo farvi apprezzare,  farvi pensare, e farvi pesare, e farvi patire quanto è lungo un minuto!

È  sorprendente  quanto sembri lungo un minuto di silenzio...  ma pensa a quanto sia breve un minuto   quando stai facendo qualcosa che ti piace:

Pensa a quanto sembrasse breve un'ora passata assieme con il tuo sposo, o la tua sposa, nel momento che ti sei innamorata o innamorato di lei... figurati un minuto!

Pensa (e questo è per i giovani) quanto ti pesa staccarti per un minuto dalla PS4  e fare quello che ti hanno chiesto i tuoi genitori.

Lo sai,  ci sono solo 16 giorni e mezzo fino a Natale. Ciò significa che ci sono circa 396 ore  fino a quando il mondo ricorderà la nascita di Cristo. Ciò si traduce in circa 23.000 minuti.

Come investirai questi 23.000 minuti? Li passerai a preparare addobbi, comperare regali, pianificare cene e pranzi?

E in tutto questo,  Gesù, che parte avrà di quei 23.000 minuti?

Noi sappiamo che Natale non è il vero giorno in cui è nato Gesù. E' una data convenzionale, che in molti dicono ( a torto... ma non vogliamo discuterne oggi) che fosse la data di una festa pagana a Roma a cui la chiesa ha sovrapposto una festività cristiana...

Tutto questo a non non ci importa: lo sappiamo, e non crediamo neppure alla neve, alla stalla col bue e l'asinello, e a tante altre tradizioni umane.

Ma non di meno, è questo un periodo  dove possiamo più apertamente parlare alla gente di Gesù Non a tutti, forse non a moltissimi, ma a una considerevole parte, si.

Perché tutti sanno che il Natale festeggia la nascita di Cristo; a moltissimi non importa nulla  se non la festa, i dolci, le cene, ma per una  parte e non è piccola,  Natale è ancora legato alla venuta di Dio in terra.

Per questo tipo di  persone Gesù farà solo parte del panorama, oppure sarà la figura che lo domina?

Sapete, come credenti,  siamo chiamati ad essere “sale delle terra e luce del mondo” a far si che Gesù  non sia solo parte del panorama, ma sia colui che lo domini.

Molte chiese chiamano questo periodo  prima del Natale “Avvento”; il dizionario Treccani ci dice il significato e l'etimologia:

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avvènto s. m. [dal lat. adventus -us, der. di advenire = venire (giungere)+ ad (presso, vicino a)  

per cui «arrivare»]. –  Venuta, arrivo
___

Il Natale parla di qualcuno che è giunto “vicino a”... di Dio che si fa uomo per “giungere presso” l'uomo.

Come credenti siamo chiamati a riempire questi 23.000 minuti dove tutti,  in un modo o nell'altro, parleranno di Gesù, con il sale della Parola.

Ma, per far questo, i primi a dover essere “vicini a Gesù” dobbiamo essere proprio noi che ci chiamiamo “credenti”.

Dove sei oggi? In quale modo ti appresti a guardare il mondo che parlerà di Gesù? Sei vicino, o vicina, o sei lontano, o lontana? Sei in attesa solo di festeggiare, oppure sei in attesa di ricordare simbolicamente il miracolo della nascita?

Il Natale parla di un miracolo... Il miracolo del “momento giusto”.

Abbiamo iniziato parlando di “tempo”. Ti sei mai fermato a considerare  quanto sia importante il tempismo per tutto ciò che esiste?  Pianti i pomodori a novembre?   Dipingi l'esterno di casa tua a gennaio?  Vai a nuotare al lago  a febbraio?  No? Perché no? Non è il momento giusto!

C'è un momento giusto per tali attività. Penso che saremmo tutti d'accordo  sul fatto che dicembre non è il momento migliore  per provare a iniziare una dieta, giusto?

Pensa all'importanza del tempo nello sport. Se Ciro immobile non salta col tempo giusto,  non riceverà la palla al centro dell'area  crossata da Luis Alberto,  e non segnerà l'ennesimo gol  per la grande Lazio!

Se la terza frazionista della staffetta 4 x 100  non parte al momento giusto,  non riceverà il testimone tra le righe del cambio,  e non potrà completare la finale alle olimpiadi.

Pensa all'importanza di essere in tempo   nelle nostre vite quotidiane.

Se hai mai perso un volo  perché sei arrivato un minuto dopo l'imbarco  conosci l'importanza di essere in tempo.

Un momento, un intervallo di tempo,  posto nella giusta posizione,  può fare la differenza nel mondo.

Paolo in Galati 4: 4 dice:

“Ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio” (Galati 4:4a)

Qui la Parola di Dio dice: " Quando il tempo era pieno,  quando non bisognava aggiungere altro,  quando il livello era riempito...  in QUEL momento preciso,   Dio ha mandato suo Figlio.  "

Un'altra versione dice:  .

"Ma, al momento stabilito, Dio mandò suo Figlio. "(PV) 

Questo rappresenta il miracolo del momento giusto.

I. Gesù è venuto al momento giusto

La Bibbia dice: "Quando il tempo arrivò al completamento, Dio mandò suo Figlio ..."  

Ma la cosa importante non era quella strana nascita in una stalla, ma che Gesù era nato.

Da quando era stata pianificata quella nascita? Fin dalla fondazione del mondo: Vi faccio solo tre esempi:

Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno. “(Genesi 3:15)

Scritto circa 1800 anni prima del primo Natale.

“Perciò il Signore stesso vi darà un segno: ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà Emmanuele” (Isaia 7:14)

Scritto circa 740 anni prima del primo Natale

“Ma da te, o Betlemme, Efrata, piccola per essere tra le migliaia di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele.” (Michea 5:1a)

Scritto circa 680 anni prima:

Non solo i credenti stavano attendendo Gesù,  ma gli storici ci dicono  che il mondo romano era in grande attesa,  nel 40 AC un poeta romano, Virgilio, aveva scritto di un liberatore,  un “puer” un bambino di origine divina,  che darà vita ad un nuovo “saeclorum ordo“,  un "nuovo ordine dei secoli"... e da Gesù in poi i secoli saranno divisi in Avanti Cristo  e Dopo Cristo.

Nel mondo antico le vecchie filosofie  greca e romana venivano soppiantate da nuove religioni, e la fame spirituale era ovunque. Dio stava preparando il mondo  per l'arrivo di Suo Figlio. "

Mai come in questo periodo nel mondo era stato facile viaggiare. I romani avevano costruito strade  che collegavano città piccole e  città grandi,  Il mondo era in pace sotto il dominio romano,  e non era un rischio così grande spostarsi.

C'era finalmente una “lingua unica”  che quasi tutti conoscevano, il latino, e per questo  era facile parlare anche tra razze differenti.

Dio decide che “è il momento giusto”: Gesù nascerà in un mondo che lo aspetta, dove le persone sono alla ricerca di Dio, dove le persone possono muoversi e parlare una stessa lingua per  raccontare ad altri che Gesù è nato!

Ti suona familiare la situazione di un mondo dove le vecchie filosofie crollano? Guardati intorno: il comunismo (siate tutti uguali e sarete felici) ha fallito, il capitalismo (siate tutti ricchi e sarete felici) ha fallito, il consumismo (comperate tutto quello che desiderate e sarete felici) ha fallito... e la gente è alla ricerca di qualcosa in cui credere.

Un mondo dove è facile e sicuro spostarsi: i prezzi dei voli sono ormai simili a quelli dell'autobus, che tu ci creda o no, gli ultimi settanta anni sono stati i più pacifici che il mondo occidentale abbia mai conosciuto.

Un mondo dove le persone possono capirsi, perché ci sono due lingue largamente diffuse che quasi tutti capiscono (l'inglese e lo spagnolo).

Gesù ti mette a disposizione tutto questo... affinché tu faccia del Natale non una “adorazione pagana”, ma un mezzo con cui comunicare agli altri che lo cercano che lui è realmente venuto.

II. Gesù  provvede al momento giusto

Molte persone si accontentano di fare il “minimo sindacale”. Esattamente come moltissimi ai tempi di Gesù, si limitarono a “festeggiare” il miracolo senza “accettare” il miracolo.

Gesù era venuto per cambiare le loro vite, in molti si recarono a vedere il neonato, in molti lo avranno ascoltato nei trentatré anni seguenti... ma senza alcun impatto sulle loro vite.

Gesù non è solo venuto al momento giusto; se fosse solo nato,  se fosse venuto solo a “vedere com'è essere umani”, non avremmo alcun motivo di festeggiare. Ma è venuto per provvedere al momento giusto.

 Romani 5: 6 dice:

"Mentre eravamo ancora senza forza, al momento giusto, Cristo è morto per noi peccatori.” (Romani 5:6 PV)

Quando hai bisogno di un miracolo?  Quando non hai più opzioni e risorse. Quando è finita la corda  che ti separa dal baratro. Quando la diagnosi è: malattia terminale.

Solo allora cerchi, solo allora sei in grado  di ricevere un miracolo da Dio.

La nostra malattia era terminale, la nostra corda era esaurita... ma Gesù, “al momento giusto”, è arrivato.

Quante delle persone che conosci  faranno il “minimo sindacale”?  Festeggiare il Natale senza accettare il miracolo? Festeggiare Dio che viene per provvedere alla vera malattia terminale, il peccato, senza accettare il dono, la salvezza.

Io e te siamo chiamati per primi a ricordare che Gesù  è il provvedimento di Dio; che Gesù è venuto per provvedere la salvezza, ma che la salvezza può essere festeggiata, ma prima deve essere accettata.

III. Gesù dice che ora è il momento giusto

Sembra che stiamo sempre aspettando  il momento giusto per fare qualcosa.

Aspettiamo il momento giusto per cambiare lavoro, o per cambiare casa; per comperare l'auto nuova o per dire qualcosa di importante a un nostro caro.

Il Natale ci ricorda che è il momento giusto  per accettare Cristo  come Salvatore e Signore.

Paolo in 2 Corinzi 6: 2 dice::

"Ti ho ascoltato nel tempo giusto e ti ho soccorso nel giorno della salvezza". Ecco, questo è il momento giusto! Oggi è il giorno della salvezza!" (2 Corinzi 6:2 PV)

Ora è il momento giusto  per prendere quell'impegno verso Cristo.  Gesù disse in Marco 1:15:

"Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo." (Marco 1:15)

Ora è il momento giusto  per  ricevere il dono di salvezza di Dio. Se non l'hai mai fatto, questo è il momento giusto. Ma il Natale non serve solo  a testimoniare a chi non crede ancora, a chi è curioso e a chi cerca.

Il Natale, questo Natale, può servire a ciascuno di noi per ravvivare la decisione presa tanto (o poco) tempo fa.

Per riaccendere il fuoco sotto la pentola della nostra passione per Cristo. Per mettere nuove  energie nella tua chiesa. Per tornare a lavorare sulla tua famiglia e sul tuo matrimonio. Per rinnovare il tuo impegno a camminare  in stretta comunione con Cristo.

Il momento giusto di avvicinarsi al Signore è ora! Di riempire quel minuto vuoto con cui ho iniziato il messaggio con un “si, Gesù!” che può cambiare la tua vita, o rigenerare la tua fede in lui.

Hai 23.000 minuti da qui a Natale, ma non rimandare questo impegno devi farlo oggi  perché ora è il momento giusto.

Preghiamo

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02 dicembre 2018

Guardare con gli occhi della fede - Saper gestire lo scoraggiamento 3° parte

Spesso siamo scoraggiati da ciò  che i nostri occhi vedono. Questo perché guardiamo il mondo e le situazioni della nostra vita con i nostri occhi umani. E invece, come credenti, dobbiamo imparare a guardarli con gli occhi della fede in Cristo.

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Siamo all'ultimo messaggio della serie sullo scoraggiamento: nei precedenti due messaggi abbiamo detto che:
  • è un male universale (tutti lo provano prima o poi)
  • è un male ricorrente (non è possibile diventarne immuni)
  • è un male contagioso (persone scoraggiate fanno scoraggiare altre persone)
  • ed è un male subdolo (comincia così lentamente che non riconosciamo di esserlo).
Il libro di di Neemia ci mostra che lo scoraggiamento arriva  principalmente per quattro cause;
  • la fatica,
la cura è : RIPOSA!
  • la frustrazione
la cura è: BUTTA VIA L'IMMONDIZIA SPIRITUALE!
  • i fallimenti
la cura è: NON MOLLARE DOPO UNA SCONFITTA!
  • e la fifa, 
la cura è : NON ASCOLTARE LA VOCE DI CHI TI ODIA

Abbiamo poi visto che  non dobbiamo solo curare lo scoraggiamento, ma che lo dobbiamo superare
  •  avvicinandoci a Dio
digiuno e preghiera sono un buon metodo
  • ricordando chi è Dio
farlo a voce alta è un buon metodo
  • riorganizzando la nostra vita
cambiare ciò che fai, oppure trovare un modo migliore di farlo.
  • combattendo il pessimismo
non abbandonandoci allo scoraggiamento senza lottare.

Sapete, il libro di Neemia  è uno di quei libri della Bibbia, che ci presenta un Dio “silenzioso”: in tutto il libro non c'è un solo versetto dove si dice che Dio ha apertamente parlato, a chiesto,  ha ammonito,  ha domandato  o a comandato  qualcosa a Neemia o ad altri.

Tutto sembra avvenire per volontà di Neemia... Siamo sicuri? Questo è quello che dice Neemia al capitolo 1,  quando era ancora in Babilonia, e tutto doveva ancora avere inizio:

“Ricòrdati della parola che ordinasti al tuo servo Mosè di pronunciare: ‘Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli; ma se tornerete a me e osserverete i miei comandamenti e li metterete in pratica, anche se sarete dispersi negli estremi confini del mondo, io di là vi raccoglierò e vi ricondurrò al luogo che ho scelto per farne la dimora del mio nome’.” (Neemia 1:8-9)

Qualche volta siamo scoraggiati perché pare che Dio si sia dimenticato di noi. Che non si curi più delle nostre pene, che ci abbia abbandonato a noi stessi, a noi stesse, che sia silenzioso...e non voglia più parlarci...

Quello che afferma Neemia in questo versetto, attraverso un “imperativo retorico”, (“Ricordati”... come se Dio potesse dimenticare...) è che ciò che ha detto Dio quello avverrà... se...

Dio non cambia; Dio ha promesso di non abbandonarci mai se... e fra un po' vedremo quel se.

Neemia ricorda che è scritto:

“Ma di là (dalle deportazione in Babilonia) cercherai il Signore, il tuo Dio, e lo troverai, se lo cercherai con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua. Nella tua angoscia, quando tutte queste cose ti saranno accadute, negli ultimi tempi, tornerai al Signore, al tuo Dio, e darai ascolto alla sua voce; poiché il Signore, il tuo Dio, è un Dio misericordioso; egli non ti abbandonerà e non ti distruggerà, non dimenticherà il patto che giurò ai tuoi padri.” (Deuteronomio 4:29-30)

Neemia ha lottato contro lo scoraggiamento, e lo ha vinto, perché si ricordava che Dio  è un dio fedele, che non cambia le sue decisioni  se.. Se tu lo cerchi  e gli obbedisci.

Nel precedente messaggio  avevamo appena accennato dell'episodio degli esploratori mandati da Mosè nella terra promessa per vedere se sarebbe stato facile entrare. Oggi lo vediamo meglio, perché ci è di aiuto nel capire che lo scoraggiamento spesso nasce  da cosa vediamo con gli occhi.

Il Signore aveva detto questo a Mosè:

“Il SIGNORE disse a Mosè... 'Vi farò entrare nel paese che giurai di dare ad Abraamo, a Isacco e a Giacobbe. Io ve lo darò in possesso; io sono il SIGNORE' "(Esodo 6:1, 8)

(Contesto: il popolo di Dio è arrivato alla Terra Promessa. Durante il viaggio Dio li ha guidati, nutriti e fatti consapevoli della sua presenza in centinaia di occasioni - Mar Rosso, manna, quaglie, tavole delle legge ecc.-. Mosè manda 12 esploratori a vedere com'è questa terra che ha dato loro il Signore.)

Al rientro degli esploratori, il 16,6% di essi (ovvero 2) dissero “se po fa”,  mentre l'83,3% (cioè 10)  dissero “nun è cosa”.

Qual'è la causa di questa maggioranza schiacciante? Che l'83% guardava il futuro con gli occhi della paura. Cosa succede quando faccio questo?

1. Amplifico gli aspetti negativi  

“Fecero il loro racconto, e dissero: "Noi arrivammo nel paese dove tu ci mandasti, ed è davvero un paese dove scorre il latte e il miele, ed ecco alcuni suoi frutti. PERO', il popolo che abita il paese è potente, le città sono fortificate e grandissime, e vi abbiamo ANCHE VISTO dei figli di Anac. (Numeri 13:27-28)

Vedono gli aspetti positivi: scorre latte e miele,  frutta gigante. Ma vedono soprattutto gli aspetti negativi: popolo potente,  città fortificate e grandissime,  popolazione di giganti! Se guardo con gli occhi della paura,  vedrò solo gli aspetti negativi, dimenticando completamente quelli positivi che spesso sono uguali o più grandi.

2. Sviluppo una mentalità perdente

"Gli Amalechiti abitano la parte meridionale del paese; gli Ittiti, i Gebusei e gli Amorei, la regione montuosa; e i Cananei abitano presso il mare e lungo il Giordano". (Numeri 13:29)

I dieci esploratori  si mettono a fare il conto di tutte le popolazioni, se avessero avuto Google  avrebbero cercato i dati della popolazione.

Contano e ricontano... e alla fine stabiliscono: “siamo più deboli non abbiamo sufficiente forza non ce la faremo mai non proviamo nemmeno”.

Se guardo con gli occhi della paura tutto intorno diventa più alto di due metri, più pesante di cento chili, più distante di dieci chilometri.

3. Accetto la sconfitta a tavolino

“Ma gli uomini che vi erano andati con lui, dissero: "Noi non siamo capaci di salire contro questo popolo, perché è più forte di noi".” (Numeri 13:31)

Avete presente quando una squadra di calcio non si presenta in campo? L'arbitro fischia la fine  di un incontro mai iniziato, e alla squadra che c'era  viene assegnato il 3 a 0 a tavolino.

4. Influenzo negativamente altri 

“E screditarono presso i figli d'Israele il paese che avevano esplorato, dicendo: "Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese che divora i suoi abitanti; tutta la gente che vi abbiamo vista, è gente di alta statura,  e vi abbiamo visto i giganti, figli di Anac, della razza dei giganti. Di fronte a loro ci pareva di essere cavallette; e tali sembravamo a loro” (Numeri 13:32-33)

Se io, che ho visto il paese con i miei occhi dico ad altri che non lo hanno visto  che non si può entrare, nessuno più penserà che si possa entrare. Facendo questo sto dicendo:
  • a) non penso che io sia capace, 
e sono depresso;
  • b) non penso che nessuno ne sia capace,
e sono depresso;
  • c) neanche tu dovresti sentirti capace: 
sentiti depresso assieme a me!

5. Mi sento un  fallito/una fallita

“Allora tutta la comunità gridò di sgomento e alzò la voce; e il popolo pianse tutta quella notte. Tutti i figli d'Israele mormorarono contro Mosè e contro Aaronne, e tutta la comunità disse loro: "Fossimo pur morti nel paese d'Egitto! O fossimo pur morti in questo deserto!” (Numeri 14:1-2)

Comincio a piangermi addosso,  accuso gli altri di ciò che mi accade, penso che anche le mie azioni passate  sono state un  fallimento,  o comunque errate

Sapete quale è l'origine di TUTTI questi cinque punti? È un unico punto: quando guardo con gli occhi della paura...

# Dimentico le promesse di Dio

Neemia aveva detto a Dio, (ma piuttosto a se stesso) “Ricordati che hai promesso di raccoglierci e di darci una nazione dove vivere in pace” .

E l'effetto del mio dimenticare le promesse è che comincio a fare piani da solo, per cercare di cavarmela senza Dio.

“Perché il Signore ci conduce in quel paese dove cadremo per la spada? Là le nostre mogli e i nostri bambini diventeranno preda del nemico. Non sarebbe meglio per noi tornare in Egitto?» 4 E si dissero l’un l’altro: «Nominiamoci un capo, torniamo in Egitto!” (Numeri 14:3-4)

Siamo arrivati al capolinea della nostra fede:
  • c'è il terrore - "Là le nostre mogli e i nostri bambini diventeranno preda del nemico." (v.3)
  • la disobbedienza - "E si dissero l'un l'altro: "Nominiamoci un capo" (v.4a)
  • che ci fa prendere cattive decisioni - "Torniamo in Egitto!" (v.4b)
All'inizio della predicazione avevamo detto che Dio non cambia idea, mantiene le promesse, se...

Sapete,vero, cosa c'è dopo quel se? “Se ti fidi di me, se mi obbedisci, se segui le mie regole, se cerchi il mio volto ogni giorno.”

Ma se tu non ti fidi, non obbedisci, non lo segui non lo cerchi,  le conseguenze sono inevitabili:

“Tutti gli uomini che hanno visto la mia gloria e i miracoli che ho fatto in Egitto e nel deserto, quelli che mi hanno tentato già dieci volte e non hanno ubbidito alla mia voce, certo non vedranno il paese che promisi con giuramento ai loro padri. Nessuno di quelli che mi hanno disprezzato lo vedrà; (Numeri 14:22-23)

L'antitodo 

Quale è l'antidoto  che mi impedisce di guardare la realtà con gli occhi della paura?

Impara a guardare con fede!

“Caleb calmò il popolo che mormorava contro Mosè, e disse: "Saliamo subito e conquistiamo il paese, perché possiamo certamente farlo".  (Numeri 13:30 ND)

Non si sconfiggono le paure rintanandosi in un buco. Non riprenderai sonno se prima non sarai sceso a vedere cosa ha causato quel gran rumore in cucina.

Devo affrontare le mie paure e sconfiggerle muovendomi versi di loro, non lontano da loro.

Muoviti contro le tue paure. Credi di poter avere ciò che Dio ti ha promesso; Gesù stesso ha detto in Giovanni 11:40:  «Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?»  Smettila di nutrire le tue paure!

Come posso avere gli occhi della fede? Ci sono due passi da fare.

1. Invito Gesù in ogni stanza della mia vita

"Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove." (2 Corinzi 5:17)

Quali “stanze” non hai fatto ancora entrare Gesù? Quale deve essere ancora “rinnovata? La sala da pranzo,  dove nutri la tua vita con le cose che possiedi e che mangi oppure la camera da letto,  dove vivi la tua vita col tuo sposo o con la tua sposa oppure lo studio,  dove svolgi il tuo lavoro o forse il il ripostiglio quel luogo oscuro dove si nascondono tutte le cose che non vogliamo che mai nessuno veda?

Se voglio gli occhi della fede  non mi basta SAPERE che Gesù può cambiare OGNI stanza...  ma sono IO che devo aprire la porta!

2. Faccio tutto quello che Dio mi dice di fare

“Giosuè ... e Caleb.... dissero al popolo: "Il territorio percorso in lungo e in largo durante la nostra esplorazione è davvero una bella terra. È una terra dove scorre latte e miele. Basta che il Signore sia a noi favorevole: ci condurrà in essa e ce la darà in possesso. Non ribellatevi al Signore! Non dovete aver paura degli abitanti di quel territorio: li mangeremo vivi! Gli dèi che li proteggono, li hanno abbandonati; invece il Signore è con noi. Non devono farvi paura!". (Numeri 14:6-9 TILC)

Conlusione

Con quali occhi vuoi guardare l'anno che viene,  e il decennio che viene?  Con quelli della paura, o con quelli della fede?

Neemia, Caleb, Giosuè non solo ricordavano le promesse di Dio ma AGIVANO perché sapevano che Dio avrebbe mantenuto quelle promesse.

La fede è movimento;  farai quei  passi? Inviterai Gesù in OGNI stanza,   farai tutto quello che Dio ti dice di fare?

Neemia chiude il suo libro così:

“Ricòrdati di me, mio Dio, per farmi del bene!” (Neemia 14:31b)

Cosa vuoi che ricordi di te Gesù? Il tuo sguardo di paura, oppure gli occhi della tua fede in lui.

Paolo afferma:

“io posso ogni cosa in colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13)

Dio non dimentica le promesse. Dio non cambia. Dio usa te per il suo regno...se hai fede in quelle promesse.

Preghiamo.


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11 novembre 2018

Da scoraggiati a vincitori - Saper gestire lo scoraggiamento 2° parte

Lo scoraggiamento può diventare una scuola per sapere come vincerlo e per aiutare altri a vincerlo.

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La settimana scorsa abbiamo iniziato a parlare di scoraggiamento: abbiamo visto che lo scoraggiamento; è un male universale (tutti lo provano prima o poi), è un male ricorrente (non è possibile diventarne immuni), è un male contagioso (persone scoraggiate fanno scoraggiare altre persone), ed è un male subdolo (comincia così lentamente che non riconosciamo di esserlo).

Attraverso un brano di Neemia abbiamo visto che ci sono principalmente quattro cause allo scoraggiamento: la fatica, la frustrazione i fallimenti e la fifa.

Ed abbiamo individuato quattro antidoti per ciascuno degli agenti virali  che potrebbero infettarci:


  • per la fatica l'antidoto è: RIPOSA!
  • per la frustrazione è : BUTTA VIA L'IMMONDIZIA SPIRITUALE!
  • per il fallimento è: NON MOLLARE DOLO UNA SCONFITTA!
  • per la fifa è: NON ASCOLTARE LA VOCE DI CHI TI ODIA!


Questi erano le strategie per prevenire lo scoraggiamento prima di cadere in esso.

Ma per essere realmente efficaci nella nostra vita, non basta semplicemente “stare attenti” a non diventare scoraggiati.

Dobbiamo fare di più che semplicemente resistere; le battaglie non si vincono stando dentro una trincea, ma uscendo sul campo aperto, muovendosi contro il nemico e conquistando lo spazio che lui occupa.

COME SUPERARE LO SCORAGGIAMENTO?

Se la prevenzione non basta, c'è un antidoto allo scoraggiamento?

Cerchiamo di vedere cosa ha fatto Neemia  come saggio leader e come uomo di Dio.

Egli sapeva cosa stesse scoraggiando la sua gente; sapete perché?

Perché lui gia ci era passato! Lui era stato scoraggiato quando aveva chiesto  cosa ne fosse di Gerusalemme, e gli avevano risposto che la città era in rovina!

“Quando udii queste parole mi misi seduto, piansi, e per molti giorni fui in grande tristezza.” (Neemia 1:4a)

Avrebbe potuto semplicemente cedere  allo scoraggiamento essere un Tafazzi o un Calimero (uno che si autopunisce o uno che da la colpa agli altri  per ciò che avviene nella sua vita); lui sarebbe sprofondato nella sua depressione, e  Dio avrebbe usato qualcun altro per ricostruire Gerusalemme

Ma, invece, Neemia non è né un Tafazzi né un Calimero, ma un uomo di Dio. Quali solo gli atidoti di Neemia?

1. Avvicinati a Dio

“Digiunai e pregai davanti al Dio del cielo.” (Neemia 1:4b)

Già, perché digiunando e pregando Neemia sta affermando  “La mia vita non dipende da ciò che mangio o bevo, ma da quanto sono connesso al mio Signore”.

Lo abbiamo detto già la settimana scorsa, quando sono scoraggiato comincio spesso a dubitare che Dio mi stia guardando, persino che Dio esista.

L'insegnamento che ci da Neemia e che devo muovermi in senso diametralmente opposto: invece di fuggire lontano da Dio,  correre incontro a Dio. Quello che devi fare è fidarti, e affidarti a Dio, affidandogli la tua situazione,  completamente.

La prima cosa che devi fare nello scoraggiamento è:  Avvicinati a Dio  (digiuno e preghiera sono un buon metodo).

2. Ricorda chi è Dio

“E dissi: “O Signore, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni il patto e fai misericordia a quelli che ti amano e osservano i tuoi comandamenti.” (Neemia 1:5)

In un solo versetto Neemia afferma a Dio che:


  • è grande (ebr: g̱âḏôl = grande,  eccellente – per cui differente da tutti gli altri);
  •  è tremendo (ebr: yârê’ = che fa paura... ma solo ad alcuni, lo vedremo poi);
  • è fedele ai patti (ebr: šâmar = proteggere con un recinto di spine);
  • ama  e rispetta (ebr: ḥâsaḏ = amare con rispetto) coloro che lo amano e lo rispettano facendo il suo volere (per cui se obbedisci non devi avere paura).


E' interessante notare che questa frase di Neemia, in grammatica non è una “secondaria”,  ma una “principale”; finisce con un punto.

Mi spiego meglio; se i miei figli dovessero chiedermi  la macchina per una sera, e volessero “lisciarmi il pelo” per ingraziarsi la mia risposta, direbbero probabilmente così: “Oh, padre, (virgola) ottimo genitore abile commerciante e eloquente predicatore, (virgola) , concedici per questa sera l'uso della tua vettura!”

Tutto quello che sta tra le due virgole è la secondaria:  si, aggiunge qualcosa alla frase, ma in sostanza può essere omessa; la parte importante è : vogliamo la macchina... il resto è adulazione!

Neemia non sta “adulando” Dio per ottenere qualcosa, non sta dicendo: “O Signore, (virgola) Dio del cielo, Dio grande e tremendo, ecc. ecc, (virgola) fammi tornare a Gerusalemme e fammela ricostruire...”

Ma sta ricordando A SE STESSO  e ad alta voce CHI è il suo Dio e quello che fa. Neemia sta AFFERMANDO, piuttosto che adulando.

Questo è ciò dobbiamo fare noi: perché lo scoraggiamento tende a farci dimenticare CHI realmente è Dio e quanto egli è potente.

La seconda cosa che devi fare nello scoraggiamento è: Ricorda chi è Dio (farlo a voce alta è un buon metodo).

Fin qui la vita di Neemia  era semplicemente quella di schiavo, anche se con un posto importante.

Avrebbe potuto  rimanere col suo scoraggiamento, assuefarsi pian piano, “occhio non vede, cuore non duole”, pensare a mantenere il proprio posto importante a corte e basta.

Ma, invece, decide di fare una cosa precisa:

3. Riorganizza la vita

“Poi risposi al re: “Se ti sembra giusto e il tuo servo ha incontrato il tuo favore, mandami in Giudea, nella città dove sono le tombe dei miei padri, perché io la ricostruisca”. (Neemia 2:5)

Il piano è:  riorganizzare la sua vita: trasformarsi da coppiere a costruttore: non è cosa che viene facile, eh! Ma sarà il Dio a cui si è affidato  ad occuparsi di tutto.

Quando sei scoraggiato, quando sei scoraggiata, una tra le cure migliori è cambiare ciò che fai;
magari non significa necessariamente  che devi licenziarti dal tuo lavoro  (potrebbe anche essere,  per Neemia è stato così).

Ma devi agire CONTRO il tuo scoraggiamento, magari abbracciando un sogno che sembra persino troppo grande... ma sai che Dio è in controllo!

Oppure trovare un modo migliore per fare quello che stai facendo.

Avevamo lasciato il popolo di Dio scoraggiato dalla fatica (siamo stanchi) dalla frustrazione (c'è troppa monnezza), dal fallimento (non riusciremo mai a completare il muro) e dalla fifa (ci vogliono ammazzare).

Neemia applica esattamente la cura  che aveva fatto guarire lui al suo popolo.

1. Avvicinati a Dio

“Ascolta, o Dio nostro, come siamo disprezzati! Fa’ che i loro oltraggi ricadano sul loro capo ed esponili al disprezzo in un paese di deportazione! Non perdonare la loro colpa, e non sia cancellato davanti a te il loro peccato; poiché hanno provocato la tua ira in presenza dei costruttori. ” (Neeemia 4:4-5)

In tutta la vicenda, Neemia capisce che Dio  e il suo intervento è la soluzione. E per questo lo chiama direttamente in causa, gli dice “agisci in mio soccorso!”

Quando sei scoraggiato, quando sei scoraggiata lo fai? Capisci che la soluzione si basa sull'intervento di Dio nella tua vita? Gli chiedi di agire in tuo soccorso?

Quando sei scoraggiato, quando sei scoraggiata, la migliore cura è : Avvicinati a Dio.

2. Ricordati chi è Dio

“Dopo aver bene esaminato ogni cosa, mi alzai e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: "Non li temete! Ricordatevi del Signore, grande e tremendo.” (Neemia 4:14a)

Cosa significa “ricordarsi del Signore”?  Significa ricordare che siamo suoi,  che gli apparteniamo;  che ci ricordiamo di tutto il bene avuto nel passato.

C'è un intero libro intero nella Bibbia, che è fatto di ricordi:

Il popolo è arrivato dopo quaranta anni ai confini della terra promessa, Mosè, prima di farli entrare, li mette seduti attorno a lui, e inizia a ricordare tutto quello che hanno vissuto assieme e di come Dio è stato sempre presente: è il libro di Deuteronomio.

La cura divina allo scoraggiamento  è stato da sempre fermarsi e ricordare chi è Dio  e come ha operato con potenza nella tua vita senza mai abbandonarti.

In Ebrei sta scritto:

“Perché Dio stesso ha detto: "Io non ti lascerò e non ti abbandonerò".” (Ebrei 13:5b)

Quando sei scoraggiato, quando sei scoraggiata, fermati a considerare  cosa ha fatto Dio nella tua vita Tu puoi pure non averlo più chiamato,  ma lui è stato sempre lì, al tuo fianco.

Quando sei scoraggiato, quando sei scoraggiata, la migliore cura è : Ricordati chi è Dio.

3. Riorganizza la tua vita

“Allora io disposi il popolo per famiglie, con le loro spade, le loro lance, i loro archi, nelle parti più basse del posto, dietro le mura, allo scoperto.” (Neemia 4:13)

Ciò che fece Neemia  fu quello di dare una nuova struttura,  di fare la stessa cosa, ma di farla meglio.

Tutti volevano costruire il muro, ma lui stabilì che alcuni avrebbero fatto qualcosa di differente, difendere chi costruiva.

Erano forse meno importanti quelli che stavano di guardia rispetto a quelli che mettevano pietre? Certamente no! Neemia aveva riorganizzato la loro vita affinché potessero continuare nel loro impegno, completare il loro sogno, mettere a disposizione le loro vite per il Signore.

Non abbandonare i tuoi obbiettivi; trova un nuovo approccio.  Se sei scoraggiato, se sei scoraggiata non significa necessariamente  che stai facendo delle cose sbagliate,  ma è probabile che tu lei stia facendo nel modo sbagliato.

Cosa devi riorganizzare nella tua vita affinché funzioni meglio,  porti frutto, completi il sogno?
Il tuo matrimonio  il tuo lavoro,  la tua famiglia o le tue amicizie?  L'unico modo che hai per cambiare le cose  non è ritirarti,  ma provare un nuovo approccio.

Quando sei scoraggiato, quando sei scoraggiata, la migliore cura è : Riorganizza la tua vita.

Neemia ci da un ultima cura allo scoraggiamento:

4. Combatti il pessimismo

“Combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e figlie, per le vostre mogli e le vostre case!” (Neemia 4:14b)

In quale altro modo puoi combattere lo scoraggiamento?  Semplicemente resistendogli!  Neemia ci sta dicendo  di non abbandonarci allo scoraggiamento senza lottare.

La Bibbia ci dice che i credenti sono nel bel mezzo di una battaglia spirituale,  combattuta da forze soprannaturali.

Ci dice anche che Satana è “l'accusatore dei fratelli”:  a lui piace vederci al tappeto.  Questo è il suo strumento principale  perché sa che un credente scoraggiato  ha un potenziale molto limitato  se non innocuo.

CONCLUSIONE

Lo scoraggiamento è una malattia che si può curare;  e mentre la curi diventi più forte, più efficace,
e i tuoi sogni possono avverarsi. Dio ha i farmaci adatti.

I grandi uomini e le grandi donne agli occhi del Signore  sono quelle che non molano, neppure quando sono affaticati  o frustrati  o falliti i o spaventati.

Ma quelli che  si avvicinano a Dio, ricordano chi è Dio, riorganizzano la propria vita e combattono il pessimismo.

Preghiamo


04 novembre 2018

Scoraggiamento? No, grazie! - Saper gestire lo scoraggiamento 1° parte

Lo scoraggiamento è il male peggiore, che non uccide il corpo, ma la voglia di vivere e di "fare". Cosa fai per lottare contro di esso? Gesù ha la ricetta per guarirne.
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Secondo voi, quale è la peggiore malattia che esista al mondo? Il cancro?  L'AIDS?  L'Alzheimer? La SLA?

Sapete, nessuna di queste è grave quanto quella di cui voglio parlarvi oggi.

E' una malattia mortale, che fa morire piano piano quanto c'è di migliore in noi;  la capacità di avere progetti per il futuro. E, tra l'altro,  è molto più frequente di tutte le altre.

Quale è? Si chiama SCORAGGIAMENTO.

E' un male universale;  ognuno di noi prima o poi lo prova.  Anche coloro che credono in Gesù... Persino Gesù nel Getsemani lo ha provato!

E' un male ricorrente;  non possiamo vaccinarci contro di esso, non si diventa immuni dopo averlo preso una volta.

E' altamente contagioso;  si attacca facilmente agli altri altre persone possono essere scoraggiate  perché tu sei scoraggiato.

E' un male subdolo,  inizia piano piano, e poi cresce fino a renderci inefficaci nelle nostre attività... tutte, non solo quelle per cui siamo scoraggiati!

Ma, c'è una buona notizia.  Lo scoraggiamento non è una malattia incurabile;  ci sono rimedi, farmaci e terapie  che possono sconfiggerlo.

Nella Bibbia c'è un libro in particolare che ci mostra non solo  come  superare lo scoraggiamento
ma anche come farne una base  su cui costruire il futuro per Cristo.

Il libro è uno dei miei favoriti, ed è quello di Neemia:

(Breve Storia del Libro: Neemia coppiere del Re di Babilonia – il sogno di ricostruire – le mura costruite fino a 1 metro e mezzo)

E' a questo punto che arriva il “male”, arriva lo scoraggiamento.

“Quelli di Giuda dicevano: "Le forze vengono meno ai portatori di pesi, e le macerie sono molte; noi non riusciremo a costruire le mura!"  I nostri avversari dicevano: "Essi non sapranno e non vedranno nulla, finché non saremo piombati in mezzo a loro; allora li uccideremo, e faremo cessare i lavori". I Giudei però, che risiedevano vicino a loro, vennero dieci volte a riferirci questo, da tutti i luoghi da cui provenivano.” (Neemia 4:10-12)

COSA CI FA SCORAGGIARE?

1 ) La fatica

"Le forze vengono meno ai portatori di pesi!" (v. 10a)

I Giudei erano semplicemente “esauriti”: svuotati fisicamente, mentalmente  ed emozionalmente.

Ti ci sei mai trovato? Ti ci sei mai trovata? Attenti, perché questo tipo di sensazione di essere “vuoti dentro”  si accompagna spesso con un'altra “sensazione”:  essere“lontani da Dio”. E così smetti di pregare e di leggere la Bibbia.

Quali sono i suggerimenti che di norma ti danno gli altri credenti?

“Raddoppia le preghiere”... Buono, ma non risolutivo.
“Imponiti di leggere la Bibbia”. Utile, ma non risolve.
“Frequenta altri credenti” Saggio, ma non sempre praticabile.

Vogliamo vedere cosa suggerisce Gesù, invece?

“Ed egli disse loro: "Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco". Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare.” (Marco 6:31)

Sembra un suggerimento poco spirituale  ma è quello che da Gesù: “Riposati!” “Mettiti seduto e non fare NULLA”

Per chi, come me, è “workoholic”, dipendente dal lavoro sembra una condanna a morte... ma Gesù sa di cosa ho davvero bisogno.

Sapete quando dobbiamo stare più attenti allo scoraggiamento?  Quando siamo a metà di un progetto.

“Noi dunque ricostruimmo le mura, che furono dappertutto innalzate fino a metà altezza”. (Neemia 4:6)

All'inizio pareva una bella idea:” Dai! Ricostruiamo le mura!” Ma poi, passa un giorno, passano due, passa una settimana... arriva la noia, sembra che non si finisca mai...

Un po' come quando dipingi una stanza:  “Uffa, sono stanco ed ho finito solo la metà. E non basta, dopo che avrò finto dovrò pure pulire tutto quanto il pavimento!”

Oppure quando devi mettere in ordine le bollette e sulla scrivania: io faccio tanti diversi mucchietti sul pavimento;  uno per le bollette, uno per le lettere, uno per le predicazioni, uno per le carte di lavoro...  alla fine,  tutto il pavimento è ingombro di differenti mucchi,  sono passate due ore a fare macchietti,  ... e riammucchio tutto quanto sulla scrivania...  per un altro anno!

La prima soluzione per prevenire lo scoraggiamento è: Riposa! NON è essere poco spirituali,  ma è obbedire a Gesù  per poter essere efficaci per lui.

2) La frustrazione

“Le macerie sono molte.” (v. 10b)

Questa si chiama “frustrazione”.  Stanno facendo un muro nuovo, ma tutt'intorno ci sono i sassi e i calcinacci del precedente.

Su cosa si stanno concentrando? Non sul  nuovo muro che stava sorgendo,  ma sulla “monnezza” del vecchio che avevano demolito.

Capita anche a te? A me, si. Vorrei vedere tutto già fatto, magari anche faticando, ma senza dover gestire alla monnezza che produco nel frattempo

Se tu hai mai avuto la folle idea di comperare un casale da ristrutturare,  NON LO FARE! Janet ed io lo abbiamo fatto e abbiamo detto MAI PIU!!!

Quando inizi a ristrutturare non hai in mente dei camion che ci vorranno per portare via la "mondezza" in giro per un e del fatto che resterà là per anni ed anni,  (qualche volta ho pensato  che si riproducesse da sola  o che il vicino di casa stesse  scaricando anche la sua "mondezza" sul cantiere).

In mezzo a tutta questa monnezza, il sogno della casa  tende a svanire.

Nella vita accade un po' la stessa cosa;  se facciamo progetti per il futuro,  inevitabilmente produrremo immondizia ; ma possiamo imparare a riconoscerla  e a saperla trattare  per non ostacolare i nuovi progetti

Quale è l'immondizia nella tua vita?  Qualcosa che copre il progetto originario e ti impedisce di far crescere le cose realmente importanti:  la tua vita con il Signore,  il rapporto con la tua sposa o con i tuoi figli,  l' essere attivo nella chiesa mettendo a disposizione i tuoi doni?

La "mondezza" ti fa fare dei giri a largo, ti obbliga ad arrampicarti, a fare deviazioni: ti fa spendere tempo e forze inutilmente... E' chiaro che poi diventi scoraggiato, diventi scoraggiata! La seconda soluzione per prevenire lo scoraggiamento è: Butta via !

Quale è la tua “immondizia spirituale ingombrante”? Un vecchio peccato? Un ricordo doloroso? Un chiedere perdono a qualcuno che non hai mai chiesto? Un perdonare qualcuno che non hai mai dato? Chiama il camion!

Ebrei dice:

“Anche noi, dunque, circondati da questa grande folla di testimoni, dobbiamo sbarazzarci di tutto ciò che ci ostacola, specialmente del peccato che ostacola il nostro progresso e correre con decisione la corsa che ci è stata messa davanti. Teniamo lo sguardo fisso su Gesù, principio e fine della fede.”  (Ebrei 12:1-2a PV)

E' ora di buttare via le macerie del passato per poter essere efficaci per Gesù.

3) Il fallimento

“Noi non riusciremo a costruire le mura” (v. 10c)

Vi avevo detto che lo “scoraggiamento” è un male “strisciante” che progredisce a poco a poco, fino a renderci completamente inefficienti.

I Giudei hanno cominciato con un problema “fisico” (siamo stanchi), per poi passare a un problema “psichico” (c'è troppa mondezza), e ora giungono alla conclusione (non ce la faremo mai): sono scoraggiati! “Siamo troppo stanchi! Non ce la faremo mai!  E' da pazzi provarci! Per cui, finiamola  qua”.

Come affronti i fallimenti nella tua vita?  Sei del tipo Tafazzi (il personaggio creato dal trio Aldo Giovanni e Giacomo che si autopunisca dandosi bottigliate addosso) ,  di quelli che si autopunisce in  pubblico  con celebrazioni a base di “oh povero me” “non sono proprio capace a fare nulla” “sono proprio stato stupido a pensare ce l'avrei fatta”?

Oppure sei del tipo Calimero:  “ce l'hanno tutti con me perché sono piccolo e nero”?

Sempre in Ebrei si dice ancora:

“Infatti avete bisogno di costanza, affinché, fatta la volontà di Dio, otteniate quello che vi è stato promesso... Ora, noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per ottenere la vita.” (Ebrei 10: 36, 39)

La differenza tra un vincente e un perdente  è che il vincente prende la sconfitta  semplicemente come un inciampo temporaneo.

La terza soluzione per prevenire lo scoraggiamento è: Non mollare !

4) La fifa

“I nostri avversari dicevano: "Essi non sapranno e non vedranno nulla, finché non saremo piombati in mezzo a loro; allora li uccideremo, e faremo cessare i lavori". (v. 11)

Immaginatevi la scena: una lunga fila di muratori intenta a costruire il muro, una serie di teste appostate tra i cespugli, quelle delle persone che avevano abitato quei posti  durante la deportazione a Babilonia,  e che non erano affatto contenti di vedere  che Gerusalemme tornava ad essere fortificata e protetta.

All'inizio li avevano derisi:  “che stupidaggine rifare le mura di Gerusalemme”,  poi avevano provato a scoraggiarli : “tanto non siete buoni a fare i muratori!”, adesso che le mura erano quasi completate, minacciavano:.  “se continuate il muro vi ammazziamo tutti”.

Ma perché avevano paura? Come facevano a sapere che le persone imboscate tra i cespugli volevano farli fuori? Ma perché qualcuno glielo aveva detto!

“I Giudei però, che risiedevano vicino a loro, vennero dieci volte a riferirci questo, da tutti i luoghi da cui provenivano.” (v. 12)

Altri Giudei che vivevano vicini a chi li voleva morti si erano premurati di farglielo sapere! Che carini! Che gentili! E così lo scoraggiamento sale! Prima avevano sentito qualcosa nel fisico (siamo stanchi), poi qualcosa nella mente (c'è troppa mondezza), adesso sentivano qualcosa con le orecchie (vi ammazzano tutti).

Ascoltare un pessimista ti fa diventare pessimista.  Se senti abbastanza a lungo qualcuno che dice “non si può fare”,  alla fine credi anche tu che non si può fare; noi “assorbiamo” quello che gli altri ci dicono

Chi, o cosa stai ascoltando in questo momento? Voci che ti dicono “non ce la farai”?  Che ti dicono “provaci e sei morto, sei morta”? E così hai paura  di fare il grande passo  per intraprendere un nuovo progetto, o completarne uno in corso.

Forse c'è la paura di non esserne capace,  o di non saper reggere la pressione. Forse c'è la paura perché senti che non sei perfetto, perfetta come vorresti per affrontare quel progetto.

Sappi che questa paura, non viene da Dio; infatti Paolo dice:

“Voi non avete ricevuto in dono uno spirito che vi rende schiavi o vi fa vivere di nuovo nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di Dio che ci ha fatto diventare veri e propri figli di Dio, adottati in seno alla sua famiglia, figliuoli che lo chiamano «Padre mio!»” (Romani 8:15 PV)

E tutto ciò che non viene da Dio, viene da chi è contro il popolo di Dio, così come le minacce di morte per i Giudei venivano da chi era contro i Giudei. Tutto ciò che non viene da Dio, viene da satana. Non ascoltare la voce di chi odia Dio, e perciò odia anche te!

La quarta soluzione per prevenire lo scoraggiamento è: Non ascoltare chi ti odia !

Lo scoraggiamento entra nella nostra vita in maniera strisciante, senza che neppure ce ne accorgiamo.

Entra attraverso il nostro fisico quando siamo stanchi,  attraverso la nostra mente quando c'è troppa immondizia spirituale in giro, attraverso il sentirsi falliti quando pensiamo di aver perso in partenza,  o attraverso le nostre orecchie quando ascoltiamo persone o situazioni negative.

E' meglio prevenire, che curare! Eccoti quattro passi per prevenire non la malattia del secolo, ma quella di ogni secolo:

1. Se sei affaticato/affaticata...

“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.” (Matteo 11:28)

RIPOSATI!

2. Se sei frustato/frustrata...

“Getta sul Signore il tuo affanno1, ed egli ti sosterrà; #egli non permetterà mai che il giusto vacilli.” (Salmo 55:22)

BUTTA VIA L'IMMONDIZIA  SPIRITUALE!

3. Se ti senti di aver fallito...

“Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.” (Matteo 5:4)

NON MOLLARE!

4. Se hai fifa

“Beati voi, quando gli uomini vi odieranno, e quando vi scacceranno, vi insulteranno e metteranno al bando il vostro nome come malvagio, a motivo del Figlio dell’uomo.  Rallegratevi in quel giorno e saltate di gioia, perché, ecco, il vostro premio è grande in cielo; perché i loro padri facevano lo stesso ai profeti.” (Luca 6:22-23)

NON ASCOLTARE CHI TI ODIA!

La prossima settimana vedremo che lo scoraggiamento può diventare la base su cui costruire la propria vita mettendola al servizio di Cristo.

Preghiamo

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