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19 febbraio 2017

Reset 4: celebrare la riabilitazione


La cosa più forte che Dio desidera è riconciliarsi con te e celebrare la tua riabilitazione ai suoi occhi.
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Da qualche settimana stiamo riflettendo sulla parola “reset,  e ancora una volta vi propongo la  una definizione che ne fa il vocabolario Treccani:

Reset . [dall’ingl. (to) reset «riportare allo stato iniziale, azzerare»] – 1. Riportare un sistema di elaborazione allo stato iniziale, riavviare: 2. per estensione: Riportare alla condizione di partenza, annullare completamente. 3: Ristabilire le impostazioni di fabbrica.

Le impostazioni del “costruttore" Dio, erano all'inizio queste:

1. Dio è onnipotente
2. Dio mi benedice
3. Dio mi parla
4. Dio mi da autorità
5. Dio provvede per me

La scorsa settimana avevamo cisto la storia della vedova e di Elia in 1 Re, dove il tasto reset per la donna era giunto attraverso un miracolo, un figlio risorto.

La donna in se non aveva commesso nulla per provocare il problema, la crisi, la morte.

Ma sovente siamo voi stessi la causa dei nostri problemi, e le crisi, le “morti” spirituali sono provocate spesso dalla nostra vita, dal non seguire le “istruzioni per l'uso”  scritte nel “manuale”, la Bibbia.

E quando siamo noi a causare i nostri problemi, deviando dal volere di Dio, cercando nel mondo gratificazioni che invece dovremmo cercare, nel seguire la strada che Dio ci ha chiaramente indicato,
spesso i problemi si amplificano, si moltiplicano, a una crisi si somma a un'altra crisi, una caduta ad un'altra.

Il Salmo 42, il mio personale tasto “reset” esprime in questo modo la situazione di colui  che vede le cose andare di male in peggio.

"Un abisso chiama un altro abisso al fragore delle tue cascate; tutte le tue onde e i tuoi flutti sono passati su di me." (Salmo 42:7)

Ti sei mai trovato cosi? Ti sei mai sentito sommerso o sommersa dalle onde della vita, incapace di riemergere, con l'acqua alla gola?

A chi hai chiesto aiuto, in quei momenti? Dove hai trovato la forza, se la hai trovata, per spingere il tuo tasto “reset”?

Nei messaggi precedenti  abbiamo visto in che modo personaggi nella Bibbia hanno riscoperto quanto sia grande il loro Re.

Oggi vogliamo invece ascoltare la testimonianza diretta di chi è stato nell'abisso, di come è riemerso e di chi lo ha aiutato a premere il tasto reset nella sua vita.

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Paul narra la sua testimonianza di una vita vissuta dapprima senza conoscere Dio, in una famiglia “disfunzionale”, con genitori costretti a sposarsi per evitare lo “scandalo” di aver messo al mondo un figlio fuori del matrimonio (erano gli anni sessanta in America), con un padre che lo incolpava di aver dovuto smettere gli studi per causa sua, una madre debole che per sfuggire al marito violento era scappata con un altro uomo.  Dopo aver conosciuto Dio, e aver sposato una donna credente, e pur frequentando una chiesa e avendo una vita di relativo successo,  qualcosa continuava a non andare nella sua vita. Ciò che lo divorava era la rabbia, il risentimento verso tutte quelle persone che gli avevano fatto del male. Alla fine, un amico ex alcoolista lo introdusse ad un programma della sua chiesa chiamato “Celebrate Recovery” (Celebrando la Riabilitazione), alla fine del quale Paul riuscì a capire che doveva perdonare e inchiodare alla croce di Gesù tutto il suo risentimento per poter essere liberato dalla sua rabbia. E il suo “reset personale” arrivò attraverso un versetto di Matteo:

“ Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi” (Matteo 6:14)

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Il Salmo 147 dice:

(Il Signore) egli guarisce chi ha il cuore spezzato e fascia le loro piaghe.” (Salmo 147:3)

Qualsiasi tipo di onda ti sovrasti,  qualsiasi crisi tu stai attraversando, qualsiasi dipendenza tu porti con te, ricorda: Dio vuole celebrare la tua riabilitazione, se fai un reset della tua vita, lo riconosci come Dio onnipotente, che ti benedice, che vuole parlare con te, e che dandoti autorità sul mondo reale e sul mondo spirituale, vuole provvedere per te.

Preghiamo.


12 febbraio 2017

Reset 3: cosa porti tra le tue braccia?

I momenti bui delle nostre vite spesso servono a "resettare" la nostra attenzione sul Re.
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La settimana scorsa avevamo iniziato il messaggio con una definizione di una parola dal vocabolario Treccani:

Reset . [dall’ingl. (to) reset «riportare allo stato iniziale, azzerare»] – 1. Riportare un sistema di elaborazione allo stato iniziale, riavviare: 2. per estensione: Riportare alla condizione di partenza, annullare completamente. 3: Ristabilire le impostazioni di fabbrica.

E avevamo detto che, come credenti, di tanto intanto dovremmo spingere il nostro tasto "reset"
per tornare alle "impostazioni di fabbrica" stabilite dal "costruttore" Dio,  ovvero.

1. Dio è onnipotente
2. Dio mi benedice
3. Dio mi parla
4. Dio mi da autorità
5. Dio provvede per me

E avevamo terminato con un versetto del  Salmo 42...

"Come la cerva desidera i corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio." (Salmo 42:1)

Il Salmo 42 è il mio "tasto reset", quello che più e più volte nella mia vita, mi è stato di aiuto per ricordare le "impostazioni di fabbrica".

Lo è stato soprattutto quando le cose, nella mia vita, volgevano al peggio Non potete immaginare quante volte mi è sembrato di aver scritto io questo versetto:

"Le mie lacrime sono diventate il mio cibo giorno e notte, mentre mi dicono continuamente: «Dov’è il tuo Dio?»" (Salmo 42:3)

La vita dei credenti non è tutta rose e fiori: ci sono giorni belli, che sembrano brevi, e ci sono quelli brutti che sembrano eterni.

Ed è proprio nei giorni brutti  che tendiamo più facilmente a dimenticare le "impostazioni di fabbrica". Ed è proprio in quei giorni che abbiamo più bisogno di fare un "reset", di riconoscere quanto è grande il nostro RE.

Sapete la cosa che mi piace di più della Bibbia? Che è un libro "onesto".

Se avessi deciso io che sono scrittore di scrivere un libro che fosse stato "IL" libro, la guida, il faro, il manuale di istruzioni, per un gruppo di persone che avessi voluto guidare, sapete come lo avrei scritto?

Ci avrei messi dentro le storie di grandi personaggi, di eroi che non avevano mai dubitato per un solo istante  circa il progetto che sosteneva il mio libro, che avevano dato la vita senza mai fare un passo indietro, che non avevamo mai rinnegato  o dubitato neppure per un solo istante la bontà del progetto.

E avrei sbagliato: avrei scritto un libro in cui nessuno avrebbe mai potuto rispecchiarsi, dire "ecco, anche io sono stato lì", "anche io provo, o ho provato, questo".

La Bibbia è un libro di storie di eroi della fede, vero? E invece no: la Bibbia è più ricca di uomini e donne , con limiti, difetti, sbagli e le problemi mentali. Un libro con storie di  adulteri, di omicidi, di persone depresse,  di tossicodipendenti, di paurosi, di handicappati...

La Bibbia nostra un panorama persone di persone “vere” (mi verrebbe di dire “normali”, perché le persone normali sono così) che dubitano, che si arrabbiano, che perdono la fede  e fuggono Dio nei momenti più bui delle loro esistenze...  Ma che alla fine trovano "grazia" presso Dio,  piuttosto che mostrare un panorama di super eroi della fede.

Chi sarebbe il folle che, per promuovere il proprio “movimento” scriverebbe un libro in questo modo?

Nessuno... tranne Dio! Un Dio che vuole mostrare che, nonostante tutto, lui è alla ricerca di ciascuno di noi, non per giudicarci, ma per darci “grazia”. Grazia: gratis, senza pagare nulla,  senza dover divenire perfetti prima di ottenere.

Personalmente i più grandi “reset” della mia vita di credente, sono avvenuti durante una crisi grave,
che accadeva dopo che Dio mi era stato favorevole per un tempo.

E mi è stato di conforto scoprire che non ero il solo ad aver fatto questo tipo di “reset”.

Leggiamo assieme 1 Re 17:17-23:

17 Dopo queste cose, il figlio di quella donna, che era la padrona di casa, si ammalò; e la sua malattia fu così grave, che egli cessò di respirare. 18 Allora la donna disse a Elia: «Che ho da fare con te, o uomo di Dio? Sei forse venuto da me per rinnovare il ricordo delle mie iniquità e far morire mio figlio?» 19 Egli le rispose: «Dammi tuo figlio». Lo prese dalle braccia di lei; lo portò su nella camera di sopra, dove egli alloggiava, e lo coricò sul suo letto. 20 Poi invocò il Signore e disse: «Signore, mio Dio, colpisci di sventura anche questa vedova, della quale io sono ospite, facendole morire il figlio?» 21 Si distese quindi tre volte sul bambino e invocò il Signore, e disse: «Signore, mio Dio, torni, ti prego, l’anima di questo bambino in lui!» 22 Il Signore esaudì la voce di Elia: l’anima del bambino tornò in lui, ed egli visse. 23 Elia prese il bambino dalla camera di sopra e lo portò al pian terreno della casa, e lo restituì a sua madre, dicendole: «Guarda! Tuo figlio è vivo». 24 Allora la donna disse a Elia: «Ora riconosco che tu sei un uomo di Dio e che la parola del Signore, che è nella tua bocca, è verità». (1 Re 17:17-23)

Il brano inizia con una frase: “Dopo queste cose...” Qualcuno sa cosa era successo? Se scorrete i precedenti sette versetti vedrete che la donna e il figlio avevano già visto la potenza di Dio, avevano da lui ricevuto ed erano stati salvati dal morire di fame tramite un sacco di farina che non si esauriva mai e un vaso d'olio che non calva mai di livello.

(Il testo non dice se la donna abbia reso merito a Dio per il miracolo.)

Ora c'è una nuova “crisi”, e questa volta è una crisi devastante, definitiva: muore il figlio.  Per una vedova in Israele, ai tempi di Elia,  questo significava lasciarla senza fonte di alcun sostegno:  in pratica, era una condanna a morte anche per lei.

La donna attraversa varie fasi, prima di giungere al “reset”  e a capire quanto è grande il suo Re. Vediamole assieme.

1° fase: La rabbia

«Che ho da fare con te, o uomo di Dio? Sei forse venuto da me per rinnovare il ricordo delle mie iniquità e far morire mio figlio?» (v. 18b)

La rabbia provoca tutta una serie di problemi al nostro fisico. Quando ci arrabbiamo, i muscoli e le articolazioni si tendono,  il sangue circola più lentamente  e si alterano le attività cerebrali e l'equilibrio del sistema nervoso, ormonale e cardiovascolare.

Ecco alcuni effetti della rabbia sul tuo fisico:

Aritmia cardiaca
Danni epatici e  alla cistifellea  (l'essere “verde di rabbia”, provocato dal famoso “travaso di bile.)
Dolori muscolari
Diarrea
Gastrite
Ulcera dello stomaco
Dermatite

Di tutto questo posso essere buon testimone perché, sbagliando, sono uno che si arrabbia spesso.

Ma la rabbia provoca effetti anche peggiori sulla tua vita spirituale: li vediamo proprio nella donna

La rabbia...

a) Ci fa sentire inadeguati/e

La prima cosa che menziona la donna  sono le sue iniquità,  le cose sbagliate, le cose brutte che vorremmo non aver mai fatto, detto o pensato.

b) Ci fa dimenticare la potenza di Dio

Eppure la donna era stata  testimone di miracoli nella sua vita, salvata dalla morte per fame, non tramite un sacchetto e una bottiglia miracolosi, ma tramite la potenza di Dio.

Voglio fermarmi un attimo: come va la tua rabbia? Sei arrabbiato o arrabbiata, oggi? E per cosa lo sei?

Se sei qui in questa sala, o se mi ascolti sul podcast, significa che hai conosciuto Gesù, e che lo hai visto operare nella tua vita.

Attento, attenta, perché la tua rabbia riporterà alla mente vecchi spettri, cose che hai commesso nel passato  e per le quali Dio ti ha già concesso il suo perdono.

Ma soprattutto, ti farà dimenticare quello che hai già ricevuto da Dio, e la sua potenza!

2° fase: l'impotenza

“Egli le rispose: «Dammi tuo figlio». Lo prese dalle braccia di lei.” (v 19a)

Immaginate la scena: la donna, è in piedi, dinanzi ad Elia, con il corpo del figlio morto...  MORTO!

Non credo che la donna nutrisse alcuna fiducia  nelle capacità mediche di Elia, e il cedere il corpo non era dimostrazione di fiducia in lui, ma di resa:  è tutto finito,  non è più un figlio... ma un corpo.

Fermiamoci ancora un attimo: quale figlio morto hai tra le tue braccia oggi? Quale peso rechi con te stamattina per qualcosa che ami  e che vedi morire,? C'è qualcosa nella tua vita per cui ti senti impotente, per cui hai perso fiducia, per cui non nutri più alcuna speranza?

Oggi Dio tramite Elia  (e me, per quanto imperfetto e nella tua medesima situazione) ti sta dicendo: “Dammi tuo figlio”. “Dammi il tuo problema”

Dammi il tuo famigliare ammalto.
Dammi il tuo matrimonio in crisi.
Dammi la tua situazione di lavoro precaria.
Dammi i tuoi rapporti difficili in famiglia.
Dammi la tua malattia.
Dammi i tuoi dubbi sul futuro.
Dammi le tue difficoltà nello studio.
Dammi la tua crisi economica.
Dammi i tuoi ricordi dolorosi.
Dammi le tue ingiustizie subite....

“Dammi tuo figlio”...

3° fase: la richiesta

«Signore, mio Dio, torni, ti prego, l’anima di questo bambino in lui!» (v. 21b)

Non la donna, ma è Elia a formulare la preghiera ed è una richiesta “specifica” a Dio.

L'evento che porterà al “reset” nella vita della donna, inizia con una preghiera, che la donna non fa, ma la affida a qualcun altro che, in quel momento, ha più fede di lei.

Molte volte, nella mia storia di pastore, ho attraversato momenti bui, dove tutto sembrava coalizzarsi contro di me, dove non ero capace di chiedere a Dio qualcosa, perché non sapevo neppure io cosa chiedere.

E in quelle molte volte, ci sono state persone che sono state il mio Elia, che si sono fatte carico del mio peso, lo hanno preso sulle braccia per me, presentato a Dio in mia vece. Non farò i nomi, ma chi mi ascolta sa che sto parlando di loro.

Se io sono su questo palco oggi, lo devo hai miei e alle mie Elia, che si sono caricati il mo peso in un momento in cui io ero troppo stanco e addolorato per farlo.

Per richiedere a Dio di intervenire nei tuoi problemi non ti serve per forza qualcuno che preghi in vece tua, ma di sicuro è qualcosa che ti aiuterà a capire cosa chiedere.

Forse il peso che stai portando è troppo grande, forse non sai come pregare o cosa chiedere. Io ti dico: questa chiesa è ricca di Elia. Li (le) troverai la mattina della domenica, prima del culto, nella stanza della preghiera.

4° fase: la risposta

 “Il Signore esaudì la voce di Elia: l’anima del bambino tornò in lui, ed egli visse.” (v. 22)

Dio risponde: sempre. Non sempre risponde come vorremmo. Non sempre risponde quando vorremmo. Ma Dio, come abbiamo detto la volta scorsa, non ha mai smesso di parlare ai suoi figli. Sono i suoi figli che spesso non sono all'ascolto.

Delle tante cose stupide che dice Eliu per spiegare a Giobbe il perché di quello che gli accade, una è assolutamente sensata:

“Dio parla una volta, e anche due, ma l’uomo non ci bada.” (Giobbe 33:14)

Dio risponde: sempre. Siamo noi che siamo duri d'orecchi, o che non ci piace la risposta.
5° fase: il reset

“Allora la donna disse a Elia: «Ora riconosco che tu sei un uomo di Dio e che la parola del Signore, che è nella tua bocca, è verità».” (v. 24)

Alla donna sarebbe dovuti bastare il miracolo della farina e dell'olio perpetuo. Ma invece ha dovuto attraversare “la valle della morte” per capire quanto è grande il suo re!

Se solo avesse ricordato le “impostazioni di fabbrica avrebbe evitato molto dolore, perché in esse ci sono le risposte  alle cinque fasi a cui è andata incontro

Alla rabbia  avrebbe risposto ricordando che Dio la benedice. All'impotenza  avrebbe risposto ricordando che Dio le dà autorità sul mondo reale e su quello spirituale. Avrebbe lei sessa richiesto se avesse ricordato che Dio le parla. Avrebbe vissuto in attesa di una risposta ricordando che Dio provvede per lei Tutto ciò se avesse fatto un reset per ricordare che Dio è onnipotente.



1. La rabbia
2. Dio mi benedice
2. L'impotenza
4. Dio mi da autorità
3. La richiesta
3. Dio mi parla
4. La risposta
5. Dio provvede per me
5. Il reset
1. Dio è onnipotente

Prendi esempio dalla donna, e non fare ciò che ha fatto lei: non attendere un momento buio per fare reset.

Davide, nel salmo 42, ha scritto:

“Perché ti abbatti, anima mia? Perché ti agiti in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora; egli è il mio salvatore e il mio Dio.” (Salmo 42: 5)

Per fare il tuo reset. celebra Dio, spera in Dio. Ma fallo presto, fallo ora.

Preghiamo.

05 febbraio 2017

Reset 2: ritornare alle "impostazioni" di Dio.

Come credenti, abbiamo spesso bisogno di fare un "reset" delle nostre vite per ritornare alle impostazioni che aveva deciso Dio all'inizio.
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Per iniziare questa serie di messaggi, voglio leggere assieme a voi una definizione di una parola dal vocabolario Treccani:

Reset . [dall’ingl. (to) reset «riportare allo stato iniziale, azzerare»] – 1. Riportare un sistema di elaborazione allo stato iniziale, riavviare: 2. per estensione: Riportare alla condizione di partenza, annullare completamente. 3: Ristabilire le impostazioni di fabbrica.

Negli apparecchi elettronici che comperiamo, esiste quasi sempre un tasto chiamato "reset".

Di norma è "dietro", in una posizione non facilmente accessibile; per spingerlo c'è spesso bisogno di utilizzare uno spillo.

Nelle macchine che vendo invece è in una posizione più accessibile, ma è protetto da un coperchio con una doppia chiusura che impedisce venga spinto se non volontariamente.

In entrambi i casi lo scopo del tasto "reset" è di azzerare tutto quello che abbiamo fatto e cominciare da capo, resettando le "impostazioni di fabbrica" facendo si che il dispositivo ritorni allo stato iniziale  che il costruttore aveva stabilito.

Nutro un amore/odio per i tasti "restet" degli apparecchi. Li "odio", perché so che, se li spingo, dovrò ricominciare da zero, e tutto il mio lavoro di "personalizzazione" andrà perduto.

Li "amo",  perché fanno si che, non importa quanto sia stato asino io, spingendolo avrò nuovamente un  dispositivo che si comporterà così come il costruttore aveva deciso dovesse funzionare.

La settimana scorsa Janet ha introdotto l'argomento di questa serie di messaggi parlandovi di Mosè
 e del fatto che spesso dobbiamo "resettare" noi stessi per capire quanto sia grande il nostro Dio, e che nulla è impossibile per lui.

Ho accettato il Signore ad otto anni, nel 1971 poi ho fatto un bel pò di "giri" nel mondo (tutta roba lecita, intendete... niente "sex & drugs & rock&roll" !) e pian piano il mio "sistema" si è andato "incasinando" così tanto, da arrviare a rinnegare Dio e la sua potenza,la sua esistenza.

Sino a quando, nel 1986, ho dovuto fermarmi, perché realmente non stavo andando più da nessuna parte.

Dio ha provveduto una amica paziente che mi ha parlato (e che poi è diventata mia moglie!) che mi aiutato a trovare quel pulsante in me, ad aprirlo, e a spingerlo...  Reset!

Cosa dovevo "resettare"? Tutto quello che a otto anni mi pareva chiaro, e che, pina piano mi ero dimenticato, o che più spesso altri si erano affaticati a dirmi che era sbagliato, un mito, un sogno.

Quale erano , dunque, lo stato "iniziale" del mio "sistema? Era quello che avevo letto Genesi 1,
ed a cui avevo creduto nella purezza dei miei otto anni: leggiamolo assieme.

26 Poi Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. 28 Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra». 29 Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento. (Genesi 1:26-29)

Le mie "impostazioni di fabbrica"  come quelle di qualsiasi altro sia mai nato su questa terra, sono le seguenti:

1. Dio è onnipotente

"Poi Dio disse: «Facciamo l’uomo" ( v. 26a)

Le impostazioni di fabbrica mi dicono di un Dio ONNIPOTENTE. Prima il mondo non c'era, lui parla, e il mondo c'è. Prima la lce non c'era, lui parla, e la luce c'è. Prima i pesci non c'erano, lui parla, e i pesci ci sono. Prima l'uomo e la donna non c'erano, lui parla, e l'uomo e la donna ci sono.

Quante volte, durante la tua giornata,  ti ricordi di avere un Padre che crea dal nulla?

Quante volte sei in grado di capire che ogni millimetro di suolo che calpesti, ogni respiro di aria che immetti nei tuoi polmoni, ogni paesaggio che vedi e che ti piace, non sono merito tuo, o del caso, ma di un Dio che dice :"facciamo"?

Il Salmo 33 dice:

"I cieli furono fatti dalla parola del Signore, e tutto il loro esercito dal soffio della sua bocca."(Salmo 33:6)

Seconda "impostazione di fabbrica".

2. Dio mi benedice

"Dio li benedisse" (v.28a)

La prima azione di Dio dopo la creazione dell'uomo e della donna è una "benedizione":(non aveva benedetto nessuna altra cosa creata, ma si era limitato a costatre che era "buona".

Dio, il Creatore, benedice la creatura; letteralmente "si inchinai/si inginoccha .(è chiaro che Dio non si inginocchia davanti ad Adamo ed Eva... anche perché non ha ginocchi!).

E' una cosa "inusuale"! E come se un fabbro si inginocchiasse  dinanzi all'inferiata che ha appena terminato!

Ma il "fabbro" Dio, fa molto di più:

"Egli (Dio) ti amerà e ti benedirà, ti moltiplicherà, benedirà il frutto del tuo seno e il frutto della tua terra." (Deuteronomio 7:13a)

Terza "impostazione di fabbrica".

3. Dio mi parla

"Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi" ( v. 28a)

Non solo li benedice,  ma comincia a parlare con loro. E da quel momento in poi non smetterà mai un solo istante di parlare ai suoi figli!

Non c'è stato un solo momento nella storia del mondo, in cui Dio abbia detto: "Basta! Ne ho abbastanza! Tra me e loro è finita! Io non gli parlerò MAI più"

Eppure ne avrebbe avuto tutti i diritti qualche volta! Ma il Salmo 103 dice così:

"Egli (Dio) non contesta in eterno, né serba la sua ira per sempre. (Salmo 103:9)

Quarta "impostazione di fabbrica".

4. Dio mi da autorità

"abbiano dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra»... riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra»" (v. 26, 28)

Dio è Creatore,  e avrebbe tutto il diritto di amministrare LUI la sua creazione... ma decide per un motivo che non so spiegarmi di cedere un bel po' del suo potere sulla creazione...  alla creatura!

E' un po' come (fatte le dvute differenze), se Steve Jobs avesse deciso di cedermi il pieno controllo della Apple! Che merito ho io, oltre quello di aver acquistato due iMac, due iPhone, un iPod e un iPad?

E' completamente immeritata l'autorità che mi viene assegnata. Si chiama "grazia".

E se nella creazione Dio ci ha dato potere di dominare il mondo reale, Gesù ci ha dato anche potere di dominare il mondo spirituale:

"Guarite gli ammalati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date." (Matteo 10:8)

Gratuitamente: gratis. La parola da cui deriva "grazia".

Quinta "impostazione di fabbrica".

5. Dio provvede per me

"Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento." (v. 29)

Il Crratore ha disposto la creazione in modo tale che non debba preoccuparmi di come sopravviverò.

Nell'impostazione di fabbrica  c'è un mondo dove nessuno debba soffrire la fame.

"Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?”  Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose. "( Matteo 6:31)

Nel 1986 ho fatto "Reset" alle impostazioni di fabbrica: questo è il racconto di come è avvenuto:

Un giorno stavo pregando, ma era come se le mie parole non fossero adeguate a riconciliarmi, dopo tanto tempo, con Dio; esse non erano sufficienti, o forse non erano quelle giuste. Ad un certo punto mi ricordai del libro di preghiere di mia nonna; scesi dalla soffitta dove ero e lo andai a cercare. Trovatolo, risalii in soffitta e scorsi l’indice. Un titolo in particolare mi colpì; così incominciai a leggere ad alta voce quella preghiera che, chissà quanto tempo prima, qualcuno aveva scritta.

Man mano che leggevo mi accorgevo che quelle erano le parole che stavo cercando e che rispecchiavano realmente la mia situazione. In un passo diceva ‘...io detesto quel tempo in cui ho rifiutato di agire secondo i Tuoi insegnamenti e, con la più ferma volontà, voglio seguire Te, con coraggio, con gioia, mortificando in ogni maniera gli affetti sregolati del mio cuore e i sensi sempre ribelli del mio corpo, sopportando con gioia e pazienza tutte le contrarietà con cui Tu vorrai provare la mia fede rinata...’. Erano quelle le parole che cercavo e che non ero capace di esprimere; erano quelli i miei reali sentimenti che ora, grazie a quella preghiera, sembravano più chiari dinanzi al Padre, anche se Lui li conosceva già benissimo. 

(Tratto dal libro: "Oltre l'ultimo Orizzonte"  di Marco Delle Monache e Janet Duggan - 1998)

Avevo 24 anni,  e credevo che quel "reset"  sarebbe stato sufficiente per il resto della mia vita.

Sapete una cosa?  La vita dall'epoca ha ripreso a "incasinare" il mio sistema.

E continua a farlo: mi sussurra che Dio non esiste, e che anche se esiste non è onnipotente, che non si cura affatto di me come delle altre sue creature, che con tutti i miei difetti è impossibile che lui voglia parlare con me, figuriamoci se posso aspettarmi che lui provveda per me, che sono un essere vivente come ce ne sono a miliardi nel mondo  e che non valgo più di un pesce o di uno scimpanzè o di un grillo...

Non so dirvi quante volte abbia dovuto spingere "reset" nell mia vita ma posso dirvi dove trovi il pulsante  e che ho imparato che è meglio resettare quotidianamente il sistema, piuttosto che atttendere che vada in crash.


La Parla di Dio, la Bibbia, è il reset. Quando leggi, studi, mediti, memorizzi e APPLICHI la Parola di Dio, la tua vita si riallinea con le impostazioni di fabbrica.

Come sei messo, come sei messa con il tuo "sistema"? Viaggia spedito, oppure ha bisogno anche lui di un reset?

Sai di avere un Dio onnipotente che ti benedice  ed a cui puoi parlare quando, come e dove vuoi, che ti dà autorità sul mondo fisico e su quello spirituale, e che ha cura di te, oppure qualche parametro è andato fuori settore?

Forse oggi è il giorno in cui spingerai il tuo pulsante di reset: leggi la Bibbia, ti aiuterà a rimettere a posto
le impostazioni che Dio ha stabilito per te.

Chiedi a Dio di darti un passo che apra il coperchio del tuo pulsante. Posso suggerirti il mio, che è il Salmo 42...

"Come la cerva desidera i corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio." (Salmo 42:1)

Ma di questo ne parleremo nelle prossime settimane.

Preghiamo.


29 gennaio 2017

Reset 1: riconosci quanto grande è Dio.

Cosa ti sta chiedendo di fare Dio nella tua vita? E quale scuse metti per dirgli di no? Spesso ci dimentichiamo di cosa possa fare Dio, di quale potenza sia capace, di quanto è grande.  E mettiamo scuse per non seguire i suoi ordini. 

Janet ci mostra, attraverso la storia di Mosè, quanto grande sia il nostro Re e di come sia spesso necessario pigiare il tasto "reset" della nostra anima attraverso la Bibbia per tornare a comprendere la sua grandezza.
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"Così parla il Signore, re d’Israele e suo Redentore, il Signore degli eserciti: “Io sono il primo e sono l’ultimo, e fuori di me non c’è Dio.  Chi, come me, proclama l’avvenire fin da quando fondai questo popolo antico? Che egli lo dichiari e me lo provi! Lo annuncino essi l’avvenire, e quanto avverrà! Non vi spaventate, non temete! Non te l’ho io annunciato e dichiarato da tempo? Voi me ne siete testimoni. C’è forse un Dio fuori di me? Non c’è altra Rocca; io non ne conosco nessuna”. (Isaia 44:6-8)

"Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie, dice il Signore. Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri." (Isaia 55:8-9)

 "L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco, in mezzo a un pruno. Mosè guardò, ed ecco il pruno era tutto in fiamme, ma non si consumava. Mosè disse: «Ora voglio andare da quella parte a vedere questa grande visione e come mai il pruno non si consuma!» Il Signore vide che egli si era mosso per andare a vedere. Allora Dio lo chiamò di mezzo al pruno e disse: «Mosè! Mosè!» Ed egli rispose: «Eccomi». Dio disse: «Non ti avvicinare qua; togliti i calzari dai piedi, perché il luogo sul quale stai è suolo sacro». Poi aggiunse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abraamo, il Dio d’Isacco e il Dio di Giacobbe». Mosè allora si nascose la faccia, perché aveva paura di guardare Dio. Il Signore disse: «Ho visto, ho visto l’afflizione del mio popolo che è in Egitto e ho udito il grido che gli strappano i suoi oppressori; infatti conosco i suoi affanno." (Esodo 3:2-7)

"Or dunque va’; io ti mando dal faraone perché tu faccia uscire dall’Egitto il mio popolo, i figli d’Israele».  Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e far uscire dall’Egitto i figli d’Israele?» E Dio disse: «Va’, perché io sarò con te. (Esodo 3:10-12a)

" Essi ubbidiranno alla tua voce e tu, con gli anziani d’Israele, andrai dal re d’Egitto e gli direte: “Il Signore, il Dio degli Ebrei, ci è venuto incontro; perciò lasciaci andare per tre giornate di cammino nel deserto, per offrire sacrifici al Signore, nostro Dio”" (Esodo 3:18)

"Mosè rispose e disse: «Ma ecco, essi non mi crederanno e non ubbidiranno alla mia voce, perché diranno: “Il Signore non ti è apparso”». Il Signore gli disse: «Che cos’è quello che hai in mano?» Egli rispose: «Un bastone».  Il Signore disse: «Gettalo a terra». Egli lo gettò a terra ed esso diventò un serpente." (Esodo 4:1-2)

«Farai questo», disse il Signore, «affinché credano che il Signore, il Dio dei loro padri, il Dio di Abraamo, il Dio d’Isacco e il Dio di Giacobbe ti è apparso»." (Esodo 4:5)

"Mosè disse al Signore: «Ahimè, Signore, io non sono un oratore; non lo ero in passato e non lo sono da quando tu hai parlato al tuo servo; poiché io sono lento di parola e di lingua». " (Esodo 4:10)

"Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?  «Io, il Signore, che investigo il cuore, che metto alla prova le reni, per retribuire ciascuno secondo le sue vie, secondo il frutto delle sue azioni»." (Geremia 17:9-10)

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