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20 gennaio 2019

Scavare nella Bibbia

La Bibbia è come un terreno: possiamo camminarci sopra, o possiamo scavarlo, e andare a vedere i differenti strati da cui è composto. 

Ogni strato ci dice qualcosa di importante circa Gesù, la nostra natura e come vivere la nostra vita. 

Nessuno strato è meno importante, nessuno strato è più importante. 

E gli strati possono essere infiniti; basta solo avere la voglia, il tempo e costanza di tuffarcisi dentro, e Dio parlerà in una maniera sorprendentemente attuale.

(NB: il messaggio audio non rispecchia fedelmente gli appunti in quanto è un insegnamento interattivo con le persone in sala)

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Giovanni 1:9-14


 "9 La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo. 10 Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha conosciuto. 11 venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto; 12 ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, 13 i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio. 14 E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre." (Giovanni 1:9-14)

Cosa ci dice della natura di  Gesù?

1. Non può essere/rimanere nascosto (v.9)
2. brilla come il sole (v.9)
3. la sua luce rende possibile all'uomo di vedere (v.9)
4. è stato la causa della creazione (v.10)
5. l'intelligenza suprema è divenuta un uomo, si è “abbassata” al nostro livello “animale” (v.14)
6. ci ha fatto un dono svelandoci la verità senza aspettare nulla in cambio (v.14)

Il mondo tende a sminuire e nascondere la verità su Gesù, a renderlo uguale a tanti altri, ma è lui che ha creato il mondo e i suoi abitanti.

7. E' solo lui la “VERA luce; non una luminescenza diffusa, che dà un po' di chiarore qua e là, ma una luce diretta e calda come quella del sole, e questa luce è venuta, incarnandosi in forma di un semplice uomo, con uno scopo; far vedere all''uomo la verità, svelandocela senza attendere nulla in cambio.


Cosa ci dice della natura dell'uomo?

1. non è consapevole di Gesù (v.10)
2. è stato creato da Gesù, ma non lo ha voluto accanto (v.11)
3. non può tramite la sua volontà raggiungere Dio (v.14)

L'uomo, anche se è stato creato da Gesù, non lo riconosce; la creatura si è ribellata al creatore credendosi egli stesso capace di creare la propria fortuna. Ma ogni sforzo per innalzarci da nostro stato di “animali intelligenti” è destinato a fallire.

Come posso ristabilire il rapporto infranto con Gesù?

1. Affidandosi a lui (v.12)
L'unico modo per ristabilire il rapporto con il proprio creatore è ripercorrere a ritroso la storia e tornare ad affidarsi/avere fede in Gesù

Cosa mi accade se mi affido a lui?

1. Ho il privilegio/libertà di diventare figlio di Dio (v.12)
2. Dio ha seminato in me il suo spirito (v.12)
3. Dio mi dà una nuova nascita (v14)

Se ci affidiamo a Gesù, il seme che Dio ha seminato in noi sboccia portando  il frutto di una nuova vita.



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06 gennaio 2019

Il miracolo dell'apparizione - I miracoli che porta il Natale 5° parte

Gesù è apparso nel mondo non per giudicare, ma per guarire.
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E' dagli inizi di dicembre che stiamo parlando dei vari miracoli che porta con se il Natale.

Abbiamo visto il miracolo del “momento giusto” Gesù è venuto nel momento giusto della storia del mondo quando poteva essere maggiormente ascoltati da tutti.

Il miracolo del “segno”: Gesù è venuto come “segno” affinché tutti, anche i sordi spirituali potessero capirlo.

Il miracolo del “come”: Gesù è venuto come un essere umano  debole e indifeso, affinché potesse parlare a tutti, partendo dai più umili  e arrivando ai potenti.

Il giorno di Natale abbiamo parlato del  il miracolo del “dono” che Gesù fa di se stesso a noi: Il pane, la luce, la porta, la via ecc.

Ma sapete, nessuno dei doni che abbiamo visto assieme  avrebbe avuto alcun valore senza il dono che gran parte del mondo cristiano ricorda proprio oggi.

Oggi è il giorno in cui io e te dovremmo festeggiare di più, più del Natale, quanto la Pasqua.

Tu potresti chiedermi: “Perché Marco debbo festeggiare così tanto oggi? Cosa c'entra l'Epifania con la mia vita?".

Epifania. In se è una parola “strana”; infatti non è una parola nata col cristianesimo, ma è una parola che veniva spesso usata da chi adorava gli dei.

Il dizionario Garzanti ci da questa etimologia:

Epifania:  dal lat. tardo epiphanīa(m), o epiphanĭa(m), che è dal gr. epipháneia, in origine agg. neutro pl., ‘(feste) dell’apparizione’, deriv. di epiphánein ‘apparire (phánein) da sopra (epí)’.

L'epiphanein era quando un dio pagano, spesso una statua, o un dipinto, dava prova di se stesso, si rivelava, diventava visibile.

Quando accadeva? Praticamente mai!  Era una statua, un dipinto, un dio inesistente!

Accadeva invece molto spesso a teatro, quando il regista dell'opera teatrale decideva di far scendere dall'alto (ecco perché il nome epiphanein, “apparire dall'alto) attraverso dei macchinari fatti di corde e leve, un attore o una attrice che impersonava il dio (i latini lo chiamavano il “deus ex machina”
il dio che scende dal macchinario).

L'epifania del dio pagano a teatro serviva al regista per cambiare  la storia  a favore o contro uno dei personaggi.

Ma l'intervento aveva effetto solo a teatro, il dio che scendeva dall'alto era solamente un attore. Le persone tornavano a casa e trovavano gli stessi problemi da risolvere; anche se invocavano una “epiphanein” nella loro vita, nessun dio appariva da sopra, semplicemente perché stavano invocando statue o dipinti.

Eppure, settecento anni  prima della prima epifania, un Dio vero  aveva fatto scrivere  ad un suo messaggero questo:

“Sorgi, risplendi, poiché la tua luce è giunta, e la gloria del Signore è spuntata sopra di te! Infatti, ecco, le tenebre coprono la terra e una fitta oscurità avvolge i popoli; ma su di te sorge il Signore e la sua gloria appare su di te.” (Isaia 60:1-2)

Vi viene in mente qualche altro passo nella Bibbia dove qualcosa risplende  in una notte, nelle tenebre fitte, e illumina qualcosa, o qualcuno in cui è presente il Signore?

Leggiamo Matteo 2:

“In quel periodo alcuni magi arrivarono a Gerusalemme dall'Oriente e chiesero: «Dov'è il re dei Giudei appena nato? Abbiamo visto la sua stella nei lontani paesi d'Oriente e siamo venuti qui per adorarlo».....   Ed ecco: la stella che avevano visto in oriente li precedeva finché non si fermò proprio sul luogo dov'era il bambino, sopra Betlemme.! (Matteo 2:1-2, 9 BDG)

Tu potresti dirmi: “Va beh, Marco, è un caso, Isaia a chissà che cosa si riferisse.  Mica c'è scritto che stava parlando di una nascita che sarebbe avvenuta  a Betlemme 700 anni dopo”.

Vi siete mai chiesti perché nel presepe mettiamo i Magi su dei cammelli? Eppure Matteo non ha mai scritto che i Magi arrivarono su dei cammelli, ma solo che portarono dei doni...

“Entrarono nella casa dove erano il bambino e Maria, s'inginocchiarono e lo adorarono. Poi presentarono i loro doni e glieli offrirono: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:11 BDG)

Vediamo come descrive la scena Isaia:

“Una moltitudine di cammelli ti coprirà, dromedari di Madian e di Efa; quelli di Seba verranno tutti, portando oro e incenso e proclamando le lodi del Signore.” (Isaia 60:6)

Settecento anni prima che accadesse, Dio aveva fatto scrivere ad Isaia che sarebbero arrivati gente “da est” (Madian ed Efa)... su dei cammelli... portando in dono “oro e incenso”.

(Se continuate a leggere Isaia 60  troverete anche le pecore e i pastori  descritti da Matteo).

Questa volta l'epiphanein non era un “effetto teatrale”, non erano “carrucole e corde”  per far scendere dall'alto un attore, qualcuno che interpreta una parte, ma che nulla può nella vita del pubblico.

Stavolta era “apparso dall'alto', con la gloria del Signore che risplende e lo illumina...” chi? Un bambino? I Magi stanno cercando un “re”.

Si dice che i magi fossero degli astronomi, e che abbiano  osservato la “congiunzione” tra due “stelle” (che ora noi sappiamo sono pianeti): tra Giove   (che era ritenuta la stella dei re) e Saturno  (che era ritenuta la stella di Israele) nella costellazione dei Pesci  (che era dove il sole iniziava di nuovo il suo tragitto).

E da “scienziati” (per l'epoca) avevano tratto  la conclusione  che un nuovo re  stava iniziando il suo regno in Israele.

Allora, il quinto miracolo che porta il Natale, è che Isaia c'ha azzeccato a 700 anni di distanza? Oppure che i Magi  c'hanno visto giusto coi loro calcoli? E' questo che dovrei festeggiare così tanto il giorno dell'Epifania?

Se il miracolo fosse solo di un Dio che appare, non farebbe molta differenza  da quello delle opere teatrali; forse sarebbe solo un po' più tecnologico!

Rileggiamo il primo versetto di Isaia 60:

“Sorgi, risplendi, poiché la tua luce è giunta, e la gloria del Signore è spuntata sopra di te!” (Isaia 60:1)

Adesso voglio che leggiate il primo versetto del capitolo successivo, il 61:

“Lo Spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha unto per recare una buona notizia agli umili.” (Isaia 61:1a)

Nel primo versetto del capitolo 60 è Isaia che parla. Nel secondo, no. Chi è che sta parlando?

Leggiamo assieme Luca 4:16:

“Poi venne a Nazaret, dove era cresciuto e, com'era solito fare in giorno di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò per leggere.  E gli fu dato in mano il libro del profeta Isaia; lo aprì e trovò quel passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi,  e per predicare l'anno accettevole del Signore».  Poi, chiuso il libro e resolo all'inserviente, si pose a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. Allora cominciò a dir loro: «Oggi questa Scrittura si è adempiuta nei vostri orecchi»..” (Luca 4:16-21 ND)

Ecco l'epiphanien! Ecco colui che scende dall'alto! Eccolo il re che viene! Eccolo il miracolo!

Quale è? Il miracolo più grande  è che Gesù dimenticherà una riga  della profezia di Isaia: vediamo quale:

(ISAIA) Lo Spirito del Signore, di Dio, è su di me,
(Gesù) Lo Spirito del Signore è sopra di me.

Qui le due versioni coincidono

perché il Signore mi ha unto per recare una buona notizia agli umili;
perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri

evangelizzare è sinonimo di buona notizia e povere di umili.

mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, 
mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto

idem

per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, 
per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi

dobbiamo credere a Gesù  che la versione originale fosse quella;  forse qualche amanuense si era scordato.

l’apertura del carcere ai prigionieri 
per rimettere in libertà gli oppressi

idem

per proclamare l’anno di grazia del Signore, 
e per predicare l’anno accettevole del Signore

idem

e il giorno di vendetta del nostro DIO,
…...........................................................»

Gesù si è dimenticato una riga? No di certo! Il miracolo VERO dell'apparizione dall'alto di Dio incarnato in Gesù Cristo è che è venuto come un re, non per vendicarsi, ma per curare!

Vi ricordate quali doni portavano al re  nei versetti di Isaia?

L'oro = si offriva ai re.  Chi sarebbe disceso sarebbe stato un re.

L'incenso = lo si bruciava davanti alle divinità.  Chi sarebbe disceso sarebbe stato Dio stesso.

E se Gesù non avesse dimenticato una riga... sarebbero stati dolori per tutti. Perché con tutto quello che abbiamo fatto, facciamo e faremo (basta che apri qualsiasi telegiornale per rendertene conto) stare alla presenza di un Dio  senza peccato, puro, che ODIA il male... che è anche il Re, il dominatore assoluto del mondo fisico... beh, non è mica tanto una “lieta novella”!

Quale era il terzo dono che hanno portato i Magi e che non era nei versetti di Isaia?

La mirra = lo si usava per guarire le ferite.

Il miracolo VERO è Gesù che dimentica una riga della profezia, che si ferma alla virgola, che fa durare quella virgola da duemila anni per attendere che tutti credano per curare chi è ammalato, per chiamare dei ribelli.

Gesù ha detto:

“Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori” (Marco 2:17)

Gli donano la mirra perché Gesù  è il grande medico  capace di guarire e sanare le ferite e le piaghe dell'umanità,  e avrebbe sconfitto la morte. Ecco cosa c'entra  con me, e con te, l'Epifania. Ecco perché dovremmo festeggiare  più che a Natale.

Se fosse solo nato un Re, se fosse solo nato un Dio, avremmo poco da festeggiare.

Ma colui che è sceso dall'alto è un Re, e un Dio, che si dimentica una riga, quella della vendetta, ma che invece viene col balsamo della mirra a curare le mie ferite.

Quali ferite stai attendendo guariscano? Dove sono? Nel tuo fisico, o nel tuo cuore? La mirra di Gesù può curarle. Gesù è disceso dall'alto per quelle.

Ma prima devi accettare che Gesù sta tenendo in sospeso  quell'ultima riga della profezia per attendere te.

Nelle opere teatrali antiche l'epiphanein finiva con l'opera stessa, il dio che scendeva dall'alto  non modificava per nulla la vita di chi se ne tornava a casa.

L'Epifania di Nostro Signore, quella si che invece può modificare la tua vita”!

Gesù sta prolungando quella virgola sta attendendo che tu lo accetti, che ti fidi di lui, che ti affidi a lui... o forse che ritorni a farlo.

Ma tu, non attendere oltre.

Preghiamo.
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25 dicembre 2018

Il miracolo del dono - I miracoli che porta il Natale 4° parte

Il Natale porta un dono d'amore... ma che va condiviso. altrimenti non ha valore.---

Sapete, da bambino,  quando ero molto piccolo, io ho fatto sempre un bel po' di confusione tra personaggi del presepe e quelli di altre tradizioni che non c'entravano molto  con il Natale cristiano.

Non capivo mai se la Befana  la dovevo mettere sulla stalla al posto della cometa e se Babbo Natale andava messo assieme ai re Magi. E pensavo che Babbo Natale e la Befana fossero marito e moglie.

Però già sapevo  dove mettere il bue e l'asinello, Maria e Giuseppe, e ovviamente “la mangiatoia” rigorosamente vuota fino alla mezzanotte del 24 per poi mettere il “bambinello”.

Questo succedeva quando ero davvero piccolo, perché poi, gia a sette/otto anni alcune persone “sante” mi avevano spiegato cosa stavo festeggiando, ma soprattutto “chi” stavo festeggiando.

Mi spiegarono che il Natale  è Natale perché è la storia di un dono.

Chi stiamo festeggiando a Natale? Quale è il centro della festa  per la maggioranza delle persone?

Vorrei vedere assieme a voi un filmato.



Vi siete mai chiesti, cosa abbia a che fare il Natale  con i doni? Chi ha iniziato la tradizione di scambiarsi doni a Natale? Certamente si...  ma rinfreschiamoci la memoria oggi!

Leggiamo Giovanni 1:

“E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi... Infatti dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia” (Giovanni 1:14,16) 

La parola che Giovanni usa per “grazia”  è  “charis” che in greco significa sì grazia, ma anche “favore, elargizione, dono”: per cui se rileggiamo il versetto di Giovanni, sappiamo che dalla Parola fatta carne, da Gesù, “noi tutti abbiamo ricevuto dono su dono”.

Il primo che ha iniziato la tradizione dei doni a Natale, è proprio il nostro Padre Celeste.

Il Natale non è un solo miracolo, è una serie di miracoli uno dopo l'altro, e in questa serie  ne abbiamo visto solo quattro.

Il miracolo del “momento giusto” Gesù è venuto nel momento giusto della storia del mondo quando poteva essere maggiormente ascoltati da tutti.

Il miracolo del “segno”: Gesù è venuto come “segno” affinché tutti, anche i sordi spirituali potessero capirlo.

Il miracolo del “come”: Gesù è venuto come un essere umano  debole e indifeso, affinché potesse parlare a tutti, partendo dai più umili  e arrivando ai potenti.

E oggi vediamo il miracolo del “dono”.

Che tipo di dono ci ha fatto Dio attraverso Gesù? Quali sono le caratteristiche  che lo contraddistinguono?

Nel video il “dono stupendo” veniva apprezzato per varie caratteristiche: Il colore, il profumo, e, anche se non è detto  ma possiamo immaginare,  la forma...

Quale è il colore, il profumo, la forma del dono di Dio?

Nel Vangelo di Giovanni  è Gesù stesso stesso  ci indica la forma, il colore, il profumo del dono che Dio ci fa a Natale:

1. Dio ci dona il “pane”

“Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete. 
(Giovanni 6:35)

Dio a Natale ci dona qualcosa che possa sfamare una volta e per sempre la nostra fame spirituale, la nostra sete di giustizia.

2. Dio ci dona la “luce”

“Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.” (Giovanni 8:12)

Dio a Natale ci dona una luce perché possiamo vedere perché la nostra paura del buio, dell'incertezza, possa essere spazzata via per sempre.

3. Dio ci dona la “porta”

“In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore.” (Giovanni 10:7) 

Dio a Natale ci dona un posto sicuro in cui stare, una casa dove riposare, e una porta certa tramite cui entrare, sempre aperta.

4. Dio ci dona il “pastore

“Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore.” (Giovanni 10:11)

Dio a Natale ci dona una guida sicura, qualcuno che non si addormenterà mai, ma che veglierà su di te per guidarti, proteggerti, a costo della sua stessa vita.

5. Dio ci dona la “resurrezione”

“Io sono la risurrezione e la vita.” (Giovanni 11:25)

Dio a Natale ci dona la vittoria sulla morte fisica, sulle malattie, sull'appassire negli anni, perché Gesù ha sconfitto la morte.

6. Dio ci dona la “via”

“Io sono la via, la verità e la vita” (Giovanni 14:6)

Dio a Natale ci dona non solo un percorso sicuro, una strada che lui conosce, una via vera,  ma l'autobus, la nave, l'aereo, dove noi viaggiamo protetti all'interno del suo amore, dell'amore di Gesù verso una nuova vita.

7. Dio ci dona la “vite”

“Io sono la vera vite, voi siete i tralci” (Giovanni 15:5a)

La vite è la pianta tipica del nostro paese;  La vite è una pianta forte   perché riesce a resistere agli inverni più duri,  alla siccità, ai parassiti.

Le parti delicate, sono i tralci, Gesù è la vera vite, colui che da solo  sostiene e alimenta i tralci, il tronco a cui puoi connettere la tua vita, quello che ti darà nutrimento e forza.

Il Natale è la storia di un dono, dato da un Padre che ama suo figlio, che ama sua figlia.

Cosa stavi aspettando a Natale? Hai ricevuto il dono  che cambia la tua vita... o semplicemente una borsa rossa? Forse pensi che una borsa rossa  ti renderà felice,  è quella che hai da sempre atteso, che non ti serve un dono differente...

Ma abbiamo letto solo una parte del versetto 5 di Giovanni 15...

“Colui che dimora in me, e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla.” (Giovanni 15:5b)

Il dono che Dio ha mandato è un dono prezioso, di cui non possiamo fare a meno...

Ma, soprattutto, è un dono d'amore.

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio.” (Giovanni 3:16a)

Come hai festeggiato,  come festeggi questo Natale?

Lo hai riempito di regali, lo hai riempito di simboli, il presepe, le stelle, i nastri, oppure lo hai riempito d'amore?

C'è una bella poesia romanesca che parla del Natale:

Er presepio

Ve ringrazio de core, brava gente,
pé ‘sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa? Si poi v’odiate,
si de st’amore non capite gnente…

Pé st’amore sò nato e ce sò morto,
da secoli lo spargo dalla croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto, senza ascolto.

La gente fa er presepe e nun me sente;
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l’amore
è cianfrusaja che nun cià valore.

Trilussa


Il Natale, dice Trilussa, senza l'amore  “è “canfrusaja”...  che nun c'ha valore.”

Se vuoi festeggiare davvero il Natale accetta l'azione d'amore  con cui Dio ti ha amato, con cui Dio ti ha amata: Gesù che scende per essere dono d'amore.

Vivi nel suo amore, dimora nel suo amore... ma passalo agli altri, se no, è “cianfrusaja, che nun c'ha valore”

Buon Natale.
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23 dicembre 2018

Il miracolo del come - I miracoli che porta il Natale 3° parte

Avresti mai deciso, se tu fossi stato un potente, di far nascere tuo figlio in una stalla, povero, umile, debole? Dio lo ha fatto, perché Gesù potesse parlare a tutti, partendo dai più umili.
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Quando ero bambino io i regali non li portava Babbo Natale il 24 notte, ma la Befana la notte tra il 5 e il 6 gennaio...

Uno dei misteri e dei miracoli del Natale  che mi ha sempre affascinato da bambino era come fosse possibile per la Befana  consegnare giocattoli a ogni ragazzo e ragazza del mondo, volando su una scopa  e realizzare tutto questo  in una sola notte!

A furia di pensare, come bambino era arrivato ad una conclusione che mi sembrava abbastanza logica: la Befana era capace di fermare la rotazione del globo! Così facendo, fermava il tempo, e lei aveva tutto il tempo  per arrivare in tutte le parti del mondo!

E questo, secondo me, spiegava anche il fatto che mamma e papà ci volevano a letto presto;  infatti per la Befana era più facile  fermare la rotazione della terra se tutti quanti stavano fermi; è una questione di cinematica ed inerzia!

Alla fine, però, qualche dubbio lo avevo... Perché io dovevo stare fermo a letto, e papà e mamma invece continuavano a fare  su e giù per le scale fino alle due di notte? La mia teoria aveva più di una falla!

Alla fine dovetti decidere  che il come faceva la Befana era al di là delle mie capacità di comprendere...

Lo avrei dovuto accettare “per fede”. La cosa importante era che,  anche se non capivo  il come la Befana  facesse,  riusciva lo stesso a portare i doni a i bambini...
e specialmente a me!

A questo punto siete autorizzati a chiedermi: “Marco, che cosa c'entra la Befana coi miracoli del  Natale?” Infatti questo è il terzo messaggio sui miracoli che porta il Natale.

Abbiamo visto  nelle tre settimane di Avvento precedenti, il miracolo del “momento giusto”. Ovvero che Gesù è venuto in un momento della storia in cui il suo messaggio poteva arrivare più facilmente,
con persone alla ricerca spirituale, strade che collegavano il mondo conosciuto e una lingua unica da parlare (il latino).

La settimana scorsa abbiamo parlato del miracolo del “segno”: Dio pur di parlare con noi ha deciso di parlarci attraverso un “segno” che ognuno di noi potesse capire; e il “segno” sarebbe stato Gesù.

Questa settimana vediamo il miracolo del “come”.

Io non sapevo “come” facesse la Befana  a portare i doni a tutti i bambini del mondo, e  il mio “come” sembrava logico solo a me... mentre c'era un “come” diverso, più semplice, più vicino a me.

Il “come fa la Befana” era, semplicemente,  attraverso l'amore  di ogni papà ed ogni mamma

Immagina per un attimo di essere Dio: per molti questo  non è nemmeno un grande sforzo  perché al mondo ci sono molti  che credono di esserlo, che tutto ruoti attorno a loro... ma sicuramente nessuno di noi.

Se tu fossi Dio, il creatore dei Cieli e della Terra, l'Onnipotente, “come” faresti arrivare tuo figlio nel mondo?

Io avrei avuto una serie di idee, che comprendono: una navicella interstellare, una eruzione , un asteroide.. insomma, qualcosa che “si vede che sono Dio!”

I. I “come” di Dio non sono i nostri

Parte del miracolo del Natale  è il miracolo del “come”.  I metodi di Dio vanno oltre i nostri metodi e la nostra comprensione.  Paolo scrive in Romani 11:33,

"Che Dio meraviglioso abbiamo! Come è immensa la sua ricchezza! Come è grande la sua saggezza e la sua sapienza! Per noi è impossibile capire i suoi metodi e le sue decisioni. "(Romani 11:33 BDG)

Paolo afferma una cosa semplice: “non cercare di capire i “come” di Dio, perché i suoi “come”  sono immensamente migliori dei nostri.”

Gesù  è venuto al mondo  come un bambino debole e indifeso.  Dio ha scelto di  nascere  attraverso dei  genitori umili e poveri.

Non è nato in un palazzo ma in una stalla.  E' nato da una giovane coppia che anche se avevano dei cuori  puri  non avevano alcuna rilevanza nella loro società e sul mondo.: non erano “star”

Erano semplici, ordinari, oscuri individui; eppure Dio scelse  quelli  per  essere i genitori di Gesù.

Non è il “come” che avrei scelto io... ma io sono io,  e Dio è Dio.

Isaia 55: 8-9 dice:

" «Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie», dice il Signore.  «Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri.» " (Isaia 55:8-9)

I come di Dio sono diversi dai nostri come. E non dovremmo stupirci di questo.

Se leggi la Bibbia troverai che quasi tutti i “come” di Dio, tutti i modi con cui lui è intervenuto e ha modificato la storia del mondo, sono esattamente l'opposto di ciò che io e te avremmo scelto.

Abraamo viveva ad Ur, una città che potremmo paragonare a New York, o Londra, importante, influente...

A me e a te sarebbe apparso logico farlo rimanere lì,  per formare un popolo scelto per Dio. Tante persone, tanti contatti...

E invece il “come” di Dio è dire ad Abraamo: “ Lascia tutto”  “Dove mi mandi Signore?”  “Non te lo dico,... non ora... ma c'è una terra promessa che ti attende.”

Io e te non avremmo scelto Giuseppe, il figlio più piccolino di Giacobbe,  e anche un bel po' presuntuoso, per salvare una nazione dalla carestia.

Io e te non avremmo scelto Israele, una nazione piccola  popolata da pastori semi analfabeti per diventare il popolo speciale di Dio.

Io e te  non avremmo scelto Davide come re, (e neppure Samuele); piccolino, giovane,  ma uno dei suoi fratelli,  più alti, più forti, più belli.

Io e te non avremmo scelto Betlemme,  un piccolo, insignificante punto  sul paesaggio di Israele,  per essere il luogo di nascita di Gesù.

Cosa è che lega tutti questi “come”  diversi dai miei e dai tuoi? C'è un minimo comun denominatore, qualcosa in comune tra essi?

II. I “come” di Dio portano gloria a Lui

I “come” di Dio non sono quelli “ovvi”, quelli più sicuri, quelli dove il risultato è certo al 99,9%... ma quelli dove il risultato è impossibile... se non per la mano di Dio, se non per la Sua potenza, se non per il Suo volere.

Più e più volte Dio ha scelto  gente semplice e ordinaria  attraverso la quale ha potuto fare  il suo straordinario lavoro.

Gesù nasce lontano da casa di mamma e papà, Nazareth. Nasce in una città piccola e sovraffollata,
Betlemme. Nasce non in una stanza ma in una stalla, e non era attrezzata a sala parto.  Nasce su una mangiatoia con del fieno che Giuseppe aveva forse cambiato con quello che c'era prima, e avrà allontanato anche qualche cacca, penso.

Nasce avvolto su teli strappati per fare delle fasce perché in una stalla non ci sono panni puliti e bolliti.

Questo è il “come” di Dio. E in questo “come” a cui non avremmo pensato c'è anche il “come annuncia  la nascita”.

III. I “come” di Dio includono me e te

Se sei padre o madre, come hai annunciato la nascita di tuo figlio? Hai spedito bigliettini,  mandato SMS,WZP, email fatto una pagina su FB? E a chi li hai mandati? Alle persone che ami, a chi conosci già, a chi riteni “importante”?

Non è questo il “come” di Dio. Dio non annuncia la nascita di Gesù a re e regine, nemmeno ai leader religiosi o militari. Dio manda gli angeli  ad annunciare a dei pastori la nascita. E' come se tu mandassi l'annuncio  agli operai della fabbrica di cessi e piatti doccia  a Civita Castellana.

Dio non lo annuncia agli amici, o ai potenti, ma agli sconosciuti e ai deboli.

Se io e te fossimo vissuti 2018 anni fa,  anno più anno meno, a Betlemme e Dio avesse deciso di annunciarlo ai potenti la nostra vita non sarebbe cambiata per nulla.

Ma visto che Dio lo aveva annunciato per primi  agli operai,  ai contadini, agli umili io e te saremmo stati i primi a saperlo!

Il “come” di Dio, è fatto in modo che tutti sappiano,  a partire dai più poveri,  dai più deboli,  dai più umili

Dopo la sua resurrezione dai morti,  Gesù apparve per primo ad un gruppo di donne, non  ad Erode, o a Ponzio Pilato, o a Caifa.

Se fossi stato io, la mia natura umana  mi avrebbe portato per primo da quelli là per fargli una gran pernacchia:  “Tanto sono vivo!”

E invece è andato dalle persone  che contavano meno in quel momento in Israele, da quelli che erano scappati per paura di essere presi, da quelli che lo avevano rinnegato pubblicamente da quelli che avevano dubitato e volevano mettere il dito nei fori,
per dirgli così:

“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,  insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate.” (Matteo 28:19-20)

Per dirgli: “Ok,. Ora tocca a voi.”

Il miracolo del “come” è proprio questo: fare quello che nessuno potrebbe fare, attraverso strumenti  che nessuno vorrebbe utilizzare.

Paolo la mette in questi termini:

"Esaminate un po' voi stessi, fratelli: pochi di voi erano sapienti dal punto di vista umano, pochi i potenti, pochi quelli provenienti da famiglie importanti,  ma Dio ha scelto le cose che il mondo considera pazze o da scartare, proprio per coprire di vergogna quelli che il mondo considera sapienti, ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare e screditare le forti.  Il Signore ha scelto le cose umili, quelle che il mondo disprezza e che non tiene in alcun conto, per ridurre a niente quelle che il mondo considera importanti.  Cosicché nessuno può vantarsi davanti a Dio. "(1 Corinzi 1: 26-29 PV)

E se io non posso vantarmi, se io non posso attribuirmi il merito, se io non posso prenderne la gloria... allora la gloria va a Dio!

I metodi di Dio non sono cambiati.  Usa ancora persone comuni  per compiere il Suo straordinario lavoro!

Le nostre capacità non sono importanti; il nostro atteggiamento e la nostra disponibilità, quelle si, che sono importanti.

Dio ci ha affidato il compito di annunciare che Lui è nato tra noi per portare perdono, pace, e salvezza, quello che chiamiamo “Lieta Novella”, quelle stesse cose  che gli angeli annunciarono ai pastori, spetta a me e a te annunciarle agli altri; anche a Natale... ma non solo a Natale.

IV. I “come” di Dio ci modellano

Cosa significa tutto questo per noi? Che se accettiamo i “come” di Dio tutto andrà bene? Che conoscere i “come” di Dio ci darà una vita facile?

La storia di Maria, la madre di Gesù, ci dice di no.

Fu lei stessa a chiedere un “come” a Dio?

“Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?»” (Luca 1:34)

Dio ama tutti, Dio non ha riguardi personali... ma per Maria, fece un'eccezione, spiegando “come” sarebbe accaduto; attraverso l'intervento dello Spirito Santo.

Maria ebbe vita più facile sapendo il come?  Non proprio!  Sopportò lo “scandalo” di essere incinta senza essere sposata, partorì in una stalla, e subito fu costretta a fuggire in Egitto. E vide suo figlio morire in croce...

Accettare il come, o saperlo, non ci assicura una vita felice, anzi...

Attenzione: Maria chiese  il “come”, ma non chiese il “perché”.

Gran parte degli “eroi” della Bibbia, sono eroi “loro malgrado”. Hanno obbedito a Dio, ma hanno continuato a chiedere il “perché”.

“Perché scegli me, che sono balbuziente? “Mosè, fidati!”

“Perché scegli me, che sono troppo giovane?” “Geremia, fidati”:

“Perché scegli me, che odio i Niniviti?” “Giona, fidati”.

Maria non chiede mai “perché”. Maria accetta il “come”. Maria serve gli scopi.

Questo è un telo ricamato: ma soltanto guardandolo dal lato giusto vedremo il disegno.

(mostra il telo a rovescio)


Maria accetta ciò che gli fa vedere Dio, senza vedere l'immagine intera del ricamo, ma soltanto il pezzettino  a rovescio che Dio le fa vedere.

“Maria disse: «Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola». “ (Luca 1:38)

Dio è al lavoro nelle nostre vite  per produrre un bellissimo arazzo.  Dalla nostra prospettiva qui sulla terra  noi possiamo solo vedere il retro del ricamo.  Ma il fronte , quello non lo possiamo vedere.

In questa vita stiamo guardando il dietro dell'immagine, e spesso sembra tutta brutta,  tutta dolore, tutta angoscia, tutta incomprensibile, tutta una perdita di tempo, tutta uno spreco inutile di energie.

Maria si è lasciata modellare da Dio, senza chiedere perché, solamente obbedendo...

“Tu hai creduto che Dio avrebbe fatto ciò che ha promesso, ecco la ragione per cui ha dato a te questa meravigliosa benedizione!" (Luca 1:45 BDG)

Maria ha creduto a quel “come”... e ora vede l'immagine completa.

(mostra il telo dalla parte giusta)

Continua a fidarti di Dio,  anche se non capisci i suoi “come”.

 Continua a seguilo  e la tua vita sarà riccamente benedetta!

Il miracolo del Natale è il “come”,  è che Dio usa persone normali, come te e me  per realizzare cose straordinarie per il suo regno.

Il miracolo del “come” è un Dio che nasce debole, per portare potenza nella tua vita; spetta a te, e a me
accettare la potenza che è giunta a Natale.

Preghiamo.
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