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17 agosto 2014

Chiedere il perdono sopra la tua città

E' possibile chiedere il perdono a Dio per i peccati che altri hanno fatto? Potrà suonare strano, ma la risposta è "SI!". La Bibbia lo dimostra, e anche se questo non porterà beneficio ai singoli che hanno peccato, questo onorerà Dio, dimostrando il nostro amore verso di Lui, e riconsegnando spiritualmente quei luoghi dove sono accaduti alla Sua sovranità.

Amy Williams ci illustra, attraverso tre passi chiave, che tutto ciò è possibile, e che Dio lo gradisce.
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"Abbi pietà di me, o Dio, per la tua bontà; nella tua grande misericordia cancella i miei misfatti.
 Lavami da tutte le mie iniquità e purificami dal mio peccato; poiché riconosco le mie colpe, il mio peccato è sempre davanti a me.
Ho peccato contro te, contro te solo, ho fatto ciò che è male agli occhi tuoi. Perciò sei giusto quando parli e irreprensibile quando giudichi.
 Ecco, io sono stato generato nell'iniquità, mia madre mi ha concepito nel peccato.
 Ma tu desideri che la verità risieda nell'intimo; insegnami dunque la sapienza nel segreto del cuore.
 Purificami con issopo, e sarò puro; lavami, e sarò più bianco della neve.
 Fammi di nuovo udire canti di gioia e di letizia, ed esulteranno quelle ossa che hai spezzate.
 Distogli lo sguardo dai miei peccati e cancella tutte le mie colpe.
 O Dio, crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito ben saldo.
 Non respingermi dalla tua presenza e non togliermi il tuo santo Spirito.
 Rendimi la gioia della tua salvezza, e uno spirito volenteroso mi sostenga.
 Insegnerò le tue vie ai colpevoli, e i peccatori si convertiranno a te.
 Liberami dal sangue versato, o Dio, Dio della mia salvezza, e la mia lingua celebrerà la tua giustizia.
 Signore, apri tu le mie labbra, e la mia bocca proclamerà la tua lode.
 Tu infatti non desideri sacrifici, altrimenti li offrirei, né gradisci olocausto.
 Sacrificio gradito a Dio è uno spirito afflitto; tu, Dio, non disprezzi un cuore abbattuto e umiliato.
 Fa 'del bene a Sion, nella tua grazia; edifica le mura di Gerusalemme.
 Allora gradirai sacrifici di giustizia, olocausti e vittime arse per intero; allora si offriranno tori sul tuo altare." 
(Salmo 51:1-1)

"Perdona, ti prego, l'iniquità di questo popolo, secondo la grandezza della tua bontà, come hai perdonato a questo popolo dall'Egitto fin qui." (Numeri 14:19)

"Gesù diceva:«Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno" (Luca 23:34a)

10 agosto 2014

Come posso brillare per Cristo?

L'apparenza talvolta può ingannare: un credente si vede da ciò che fa, non da come si sforza di apparire. Brillare per Cristo significa mostrare Cristo in noi, là dove siamo e come siamo.

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Un po' di tempo fa, ho pubblicato sul nostro sito un una breve riflessione scaturita da un episodio che mi era capitato al negozio: eccolo qua.

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Qualche giorno fa è venuto al mio negozio un cliente con una busta contenente i quattro fanalini del suo trattore, completamente distrutti.

"Ce li hai?" mi fa.
"Sono un modello molto vecchio, a magazzino ho cose simili ma più recenti." gli dico.
"No, a me servono proprio questi." replica lui.
"Beh, penso siano ancora in produzione...posso ordinarli, se vuole, ma sono più costosi di quelli che ho a magazzino!" gli faccio eco io.
"Ok. Non importa se costano di più. Ordina e fammi sapere quando sono arrivati". 
Se ne va, con la sua busta di fanalini tritati.

Qualche giorno dopo i quattro fanalini arrivano, io chiamo il cliente, e lui nel giro di poche ore è lì, con la sua busta; gli porgo i fanalini nuovi, lui li apre, apre la busta, controlla se sono uguali a i suoi vecchi, paga e fa per andarsene.

"Aspetti, signore - faccio io - mi domandavo se le servissero anche le lampade.  All'interno dei fanalini nuovi non ci sono. E' sicuro che le vecchie funzionino ancora?"
Lui si volge, strabuzza gli occhi, e mi dice: "Ma no, non mi servono...tanto non c'erano manco in quelli vecchi!"
"Come come? - domando io incuriosito - Ha i fanalini e non ci mette le lampade?"
"Beh  - fa lui - sarebbero assolutamente inutili, visto che non esiste l'impianto elettrico... servono solo per essere in regola col Codice della Strada quando ti fermano i Carabinieri... Tanto mica li controllano... E se lo fanno, gli dici che c'è un guasto che non conoscevi, e che andrai dall'elettrauto  subito... Il più delle volte funziona."

La logica non fa una piega... nella sua testa. Io non ho il coraggio di replicare, se non facendomi una gran risata, e aggiungendo "Eh già! Il più delle volte funziona!".

Il mio cliente avrebbe potuto prendere i fanalini che avevo a negozio: erano subito disponibili, costavano meno, tanto erano solo per "bellezza". 

E invece no:  ha atteso giorni, ha pagato di più, pur di ottenere gli stessi che aveva... Belli, nuovi... ma completamente inutili perché non connessi e senza lampade!

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Spesso incontro credenti (o presunti tali) che si comportano esattamente come il mio cliente:  da fuori li vedi, tutto a posto, tutti gli impianti ci sono, tutto ok...  Ma poi, al primo buio, li trovi che vagano per strada senza illuminazione, essendo pericolosi per se e per gli altri.

Manca la "connessione" con Colui che realmente porta energia e luce nelle loro vite,  manca anche qualcosa da far brillare per vedere ed essere visti.

E magari hanno pure speso molto,  sia in termini di tempo (chiesa, piccolo gruppo, studio biblico, riunioni)   sia in denaro (commentari, chiavi bibliche, libri,  software pc, decime, offerte).

Parlano di Dio, di fede e di Gesù con apparente sapienza,  sono assidui nella lettura della Bibbia,
nelle "comuni adunanze" come dice la lettera agli Ebrei...  ma poi, quando giri l'interruttore.. nulla: ci sono solo i "fanalini".

Taluni sono quelli che Gesù chiama "sepolcri imbiancati", solo apparenza;

"Guai a voi, dottori della legge e Farisei ipocriti! Siete come tombe appena imbiancate: bellissime all'esterno, ma all'interno piene di ossa di morti e di ogni sporcizia! Così anche voi, esternamente, agli occhi della gente, sembrate giusti, ma sotto il vostro aspetto rispettabile i vostri cuori sono pieni d'ipocrisia e di malvagità!" (Matteo 23:27-28 PV)

Altri ricordano più il grano caduto tra i rovi della parabola dei terreni che, soffocato dalle preoccupazioni e dalle cose del mondo, non arriva a portare frutto.

"Ascoltate: un contadino andò a seminare. Mentre seminava... Altri semi poi caddero fra le spine che, crescendo, ne soffocarono i germogli, e in tali condizioni non produssero grano....Gli altri sono coloro che hanno ricevuto i semi nel terreno pieno di spine, cioè quelli che ascoltano la Parola di Dio e la ricevono. Ben presto, però, le preoccupazioni di questo mondo, le illusioni della ricchezza, e tante altre passioni, prendono il sopravvento e soffocano nel loro cuore il messaggio di Dio, che così non porterà frutto."   (Marco 4:3, 7, 18-19 PV)

Mi sono posto questa domanda:  "Che tipo di credente sono, io?  Sono convinto di avere tutti gli impianti a posto,  oppure mi occupo solo che i fanalini appaiano nuovi fiammanti e belli, senza curarmi delle lampade o dei fili di collegamento?"

Se la mia vita è connessa realmente a Dio, posso anche fare a meno della bellezza del fanalino nuovo;
basterà controllare che le lampade, ovvero la mia attenzione, il mio cuore, il mio tempo, il mio parlare e il mio agire con amore verso gli altri, insomma tutti quegli aspetti di me che possono "accendersi" per Gesù  siano ben avvitate nelle loro sedi, e brillerò nella notte,  sarò di segno sulla via per altri,  e nel buio nessuno farà caso che i miei fanalini sono vecchi e malandati.

Ma la luce si, quella la vedranno.

"Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, né si accende una luce per nasconderla sotto un vaso, ma per dare luce a tutti quelli che sono in casa. Allo stesso modo, lasciate che la vostra luce risplenda fra tutti, affinché vedano le vostre buone opere e diano lode a vostro Padre che è nei cieli." (Matteo 5:14-16 PV)

Ma se non ho connessione con il Padre seguendo il Figlio attraverso lo Spirito Santo,  se tutto quello che faccio non è che parlare di Dio,  di Gesù, leggere,  dare le mie decime e le mie offerte, allora nulla in me ci sarà da far brillare per guidare altri e dare testimonianza di Gesù (né tempo, né cuore, né parlare, né agire con amore verso gli altri).

"Il più delle volte funziona"... 

Posso ingannare chi mi incrocia per strada di giorno, la "pattuglia" della Stradale che non controlla se si accendono i miei fanalini... Ma quando arriva la notte, nessuno mi vedrà per strada,  e sarò di intralcio ed ostacolo agli altri, piuttosto che una guida.

E sarò realmente in pericolo io stesso.

Come posso “brillare” per Cristo?

1) Devo PASSARE TEMPO con Dio

“Poi Mosè scese dal monte Sinai. Egli aveva in mano le due tavole della testimonianza quando scese dal monte. Mosè non sapeva che la pelle del suo viso era diventata tutta raggiante mentre egli parlava con il Signore”. (Esodo 34:29)

Il viso di Mosè risplendeva perché aveva passato tempo con Dio: da qui capiamo che la luce di Dio è “contagiosa”. Più tempo passo con Lui, più accumulo la sua luce su di me, e gli altri vedranno quella luce.

Passare tempo con Dio significa:
  • leggere la Bibbia,
  • pregare, avendo l'accortezza non solo di parlare noi,  ma di attendere perché lui ci parli.

2) Devo VEGLIARE sulla mia mente

“Inoltre, fratelli, soffermatevi sulle cose che sono oneste, nobili, giuste e pure, sulle cose degne di essere amate e onorate. Se c'è qualcosa di virtuoso e lodevole, pensate a quello” (Filippesi 4:8 PV)

Paolo ci dà una “checking list”, una "lista della spesa" dei nostri pensieri  che possiamo utilizzare ogni giorno: sottoponiamo quello che pensiamo a questa lista:
  • E' onesto?
  • E' nobile?
  • E' giusto?
  • E' puro?
  • E' degno di amore?
  • E' degno di onore?
  • E' virtuoso?
  • E' da lodare?

ATTENZIONE! Deve passare il test di TUTTI gli otto punti,  non della maggioranza di essi!

E' importante quello che penso,

  • perché quello che penso condiziona quello dico
  • quello che dico condiziona quello che che faccio
  • quello che faccio condiziona  la mia testimonianza di Cristo
Se vogliamo semplificare l'equazione:
  • quello che penso condiziona la mia testimonianza di Cristo
3) Devo FARE come Gesù

“Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io. 16 In verità, in verità vi dico che il servo non è maggiore del suo signore, né il messaggero è maggiore di colui che lo ha mandato. Se sapete queste cose, siete beati se le fate.” (Giovanni 13:15-17)

Non basta passare tempo con Dio, non basta vegliare sui nostri pensieri, ma la cartina di tornasole del vero credente è FARE come Gesù ha fatto. Questo è il mezzo più potente per il 4° passo.

4) Devo DICHIARARE che sono di Gesù

“Ma ora, tu hai dato a quelli che ti temono una bandiera, perché si alzino in favore della verità” (Salmo 60:4)

Una bandiera deve essere “sventolata” è il simbolo di un battaglione, sta a significare “io sono di questo esercito” la bandiera viene difesa sino alla morte dai soldati,  perché quando è persa anche la bandiera è perso l'onore.

Si chiama “testimonianza”, mostrare agli altri che noi siamo di Gesù. E mostrare chi Lui è perché quello che noi facciamo lo ha fatto prima lui.

ATTENZIONE!  Perché le persone valuteranno Gesù da quello che vedono in noi.

"Il più delle volte funziona"... 

Ma, prima o poi, dovrò portare il mio trattore "a revisione" da Gesù,  e lui sì che proverà ad accendere i fanalini... ben sapendo che non c'erano i fili a collegarli per far brillare il mio meglio per Lui.  E non ci sarà più tempo per invocare un "guasto improvviso", né per promettere di portare il trattore dall'elettrauto al più presto.

Per questo devo:

5) Devo continuare ad ALLENARMI

"E sapete bene che gli atleti si sottopongono ad una rigida disciplina: lo fanno soltanto per ottenere in premio una corona che presto appassisce! Noi, invece, lo facciamo per una corona che non appassirà mai. Perciò, io corro dritto al traguardo, mettendocela tutta; lotto come un pugile che vuol vincere, e non tiro colpi a vuoto.Mi sottopongo a dei sacrifici, come un atleta, e tengo il mio corpo a disciplina, per paura di essere squalificato e ripreso, proprio io che ho predicato agli altri!" (1 Corinzi 9:25-27 PV).

Per non correre il rischio di essere "squalificato e ripreso" da Gesù in fase di revisione,  devo controllare non che i miei fanalini appaiano belli di fuori,  ma che siano connessi a Gesù, e che facciano luce per gli altri nella notte; passando tempo a parlare con Dio, vegliando sui miei pensieri e sulle mie azioni facendo quello che Gesù ha fatto

Ed è quello che "funziona": non il più delle volte, ma sempre.


03 agosto 2014

Allenarsi a combattere l'ansia della vita

Ognuno si preoccupa di qualcosa: passiamo la vita a preoccuparci. Ma come credenti, dovremmo farlo?
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Che cosa è che vi fa stare in ansia nella vostra vita? I figli?  Il lavoro?  Il vostro matrimonio?  La vostra salute?  La situazione internazionale?

Preoccuparsi è umano. Era preoccupato chi ha scritto il salmo 94:

“Quando ero turbato da grandi preoccupazioni, il tuo conforto ha alleviato l’anima mia.” (Salmo 94:19)

Era preoccupato Salomone:

“Allora che profitto trae l’uomo da tutto il suo lavoro, dalle preoccupazioni del suo cuore, da tutto ciò che gli è costato tanta fatica sotto il sole?” (Ecclesiaste 2:22)

Era preoccupato Paolo:

"Oltre a tutto il resto, sono assillato ogni giorno dalle preoccupazioni che mi vengono da tutte le chiese." (2 Corinzi 11:28 PV)

Era preoccupato persino Gesù:

“Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a essere spaventato e angosciato.” (Marco 14:33 PV)

Per 47 volte nel Nuovo Testamento viene trattato l'argomento “paura, angoscia, ansia, preoccupazione”. Qualcuno ha detto che l'ansia, la preoccupazione, è un moderno segno di “ateismo” fra i credenti: so di avere un Dio potente, che ha cura di me... ma non mi fido!

“Perciò, non siate in ansia, dicendo: "Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?" Perché sono i pagani che vivono per queste cose, ma il Padre vostro che è nel cielo sa già tutto quello che vi è necessario” (Matteo 6:31-32 PV)

Perché siamo ansiosi, allora? Ce lo spiega  Gesù:

"State svegli e pregate, per non cadere in tentazione, perché anche se lo spirito è pieno di buona volontà il corpo è debole!" (Matteo 26:41 PV)

Anche se la parte spirituale di noi sa che Dio provvederà, la parte fiscia continua a preoccuparsi. Abbiamo bisogno di un “allenamento” per fortificare il corpo”: Paolo ce lo provvede.

Il nostro allenamento quotidiano

“Non state in ansia per alcuna cosa, rivolgetevi invece al Signore, chiedendogli tutto ciò di cui avete bisogno, e non dimenticate di ringraziarlo. Se farete questo, sperimenterete la pace di Dio, che l'uomo non può capire. Questa pace proteggerà i vostri cuori e i vostri pensieri, mantenendoli in armonia con Gesù Cristo.” (Filippesi 4:6-7 PV)

1) Non state in ansia per alcuna cosa

Quali sono i motivi di ansia nella tua vita, attualmente? Analizzali.

C'è qualcuno in cui Dio non possa intervenire a causa di un tuo atteggiamento/abitudine? La prima cosa è cambiare l'atteggiamento/abitudine.

Per tutto il resto ...

2) Rivolgetevi invece al Signore, chiedendogli tutto ciò di cui avete bisogno

Quali sono i campi dove vuoi chiedere l'aiuto del Signore? Distingui tra le cose che sono “realmente necessarie”  e quelle che “sarebbe tanto bello avere”. Possiamo pregare anche per quelle, ma sarà un "di più", un premio. Prima Dio provvederà al necessario.

Alcune richiese potrebbero coinvolgere la decisione di altri oltre te. Prega allora perché quelle persone ascoltino Dio per prima cosa; Dio può cambiare i cuori, ma i cuori debbono essere pronti  a cambiare

3) E non dimenticate di ringraziarlo.

Spesso siamo  tanto prodighi di parole con le nostre richieste e per niente  prodighi (anzi, abbastanza "muti") con i nostri ringraziamenti.

Iniziare con un "grazie" va bene, ma poi ricordiamo che Dio ci ama, e che l'atto d'amore che lui ha fatto rispondendo alle nostre preghiere va onorato liberando l'amore che ci ha donato verso gli altri.

Se farete questo...

1) Sperimenterete la pace di Dio, che l'uomo non può capire.

Le storie dei martiri ci dicono che le persone sorridevano mentre veniva uccise, Nessuno umano può capire la pace di Gesù mentre saliva la croce.

2) Questa pace proteggerà i vostri cuori e i vostri pensieri

Il cuore = la parte razionale per i greci.
Pensieri : greco “noema”= l'esercizio della mente

3 ) Mantenendoli in armonia con Gesù Cristo.

Quello che è tradotto con “in armonia con” in  greco è “en” = dentro.

Essere "dentro" Cristo significa obbedire ai suoi comandamenti: lì saremo protetti, al sicuro.


27 luglio 2014

Risplendere per mostrare il Vangelo di Cristo

Come credenti siamo chiamati a dare testimonianza del Vangelo di Cristo... anche se non saremo popolari nel mondo. Sandro Ferretti, commentando il capitolo 1 di Galati, ci mostra come Paolo rammenti l'importanza di ricordare che esiste un solo Vangelo, mettendoci in guardia dalle derive di "altro" che non sia il Vangelo di Cristo.

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"Paolo, apostolo non da parte di uomini né per mezzo di un uomo, ma per mezzo di Gesú Cristo e di Dio Padre che lo ha risuscitato dai morti,  e tutti i fratelli che sono con me, alle chiese della Galazia;  grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesú Cristo,  che ha dato sé stesso per i nostri peccati, per sottrarci al presente secolo malvagio, secondo la volontà del nostro Dio e Padre,  al quale sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen. 
Mi meraviglio che cosí presto voi passiate, da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, a un altro *vangelo.  Ché poi non c'è un altro vangelo; però ci sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. 
Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi annunziasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato, sia *anatema.  
Come abbiamo già detto, lo ripeto di nuovo anche adesso: se qualcuno vi annunzia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema.  
Vado forse cercando il favore degli uomini, o quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo." (Galati 1:1-10)