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14 settembre 2014

Una chiesa "virtuale" mi basta?

Le nuove tecnologie sono uno strumento potente di evangelizzazione; tramite i podcast, lo streaming online, i canali satellitari, possiamo diffondere il messaggio di Cristo ben al di là delle nostre chiese.

E' dunque possibile fare a meno di una chiesa che si incontri fisicamente a favore di una chiesa "virtuale"?

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L'estate è trascorsa, sono finite le “ferie”,  è un po' come fosse il primo giorno di scuola...

E noi quest'anno “ecclesiastico” lo vogliamo incominciare in un modo “nuovo”...




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La tecnologia ci mette a disposizione nuovi mezzi, per cui possiamo utilizzare nuovi modi di “fare chiesa”. Grazie al web, ai computer, agli smartphone, ai tablet, io posso in questo momento essere connesso con voi anche se non sono “fisicamente” con voi, le mie parole vi giungeranno lo stesso, il messaggio di Cristo sarà allo stesso modo predicato.

E tutto questo lo potrete ottenere da casa vostra, senza dove sprecare tempo per venire qui, per trovare parcheggio, al caldo al freddo o all'acqua.

Tutto ciò che dovrete fare sarà semplicemente collegarvi al sito della chiesa la domenica mattina, 
cantare assieme i canti (sul video ci saranno i sottotitoli),  ascoltare il messaggio, dare la vostra decima attraverso la carta di credito,  e prendere il pane e il vino che vi sarà recapitato ogni mese in quantità adeguata alle vostre esigenze.

Tutto questo ci permetterà di risparmiare su affitti, luce, acqua, riscaldamento. Sarà per voi più comodo, potrete, che so, seguire la mia predicazione mentre preparate le lasagne al forno o lo spezzatino, o cambiate il pannolino a vostro figlio. In fondo, non cambierà nulla, saremo sempre una chiesa, saremo sempre un unico corpo... il corpo di Cristo...

Siete contenti, vero?

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Spero di avervi di avervi spaventato e scandalizzato a sufficienza!

Non si può nutrire la propria fede, non si può crescere al di fuori del “corpo di Cristo”, la chiesa. UNA chiesa specifica, con persone reali, mani, piedi, occhi, sorrisi e braccia. Paolo dice:

“Così, sotto ogni aspetto ci avvicineremo sempre più a Cristo, che è il capo [del suo corpo, la chiesa].  Sotto la sua guida, tutto il corpo, ben collegato e tenuto unito dalle giunture, grazie al contributo di ogni singola parte, riceverà da lui quella forza che lo fa crescere nell'amore.” (Efesini 4:11-16 PV)

La chiesa è un “corpo”, il corpo di Cristo, e la sua forza è proporzionale a quanto  ciascuna delle sue parti è collegata all'altra. Ma Paolo dice anche altro:

“Dio ci scelse ancora prima della creazione del mondo, perché gli appartenessimo. Nel suo amore, egli decise di renderci santi e senza difetti al suo cospetto, come aveva previsto nel suo piano, e ci ha adottati come suoi figli, per mezzo di Gesù Cristo, perché così ha voluto.” (Efesini 1:4:5 PV)

Dio ci ha adottati nella sua famiglia:  noi ora facciamo parte della sua famiglia. La chiesa è anche una “famiglia”.

Quello che vogliamo fare per un mese, è l'esatto contrario di quello che ho detto nel video: vogliamo tornate (almeno per un mese... e poi... chissà, oltre) a comportarci come una “famiglia” anche la domenica, a guardarci negli occhi, a parlare assieme incrociando le opinioni... proprio come si fa in una famiglia sana.

Voi sapete che il podcast legato alla nostra chiesa è ormai da anni stabilmente tra i primi dieci podcast cristiani in in Italia; tramite esso riusciamo a nutrire persone al di là della nostra collocazione geografica. Ma mai nessun podcast, mai nessuno streaming on-line, mai nessun programma satellitare potrà mai sostituire la chiesa “fisica”, reale, fatta di uomini e donne che si incontrano assieme.

Nel Nuovo testamento ci sono 58 comandamenti che non possono essere adempiuti se non si fa parte di una chiesa, e che sono connessi alla frase “gli uni gli altri”:  amatevi, esortatevi, ammonitevi, accoglietevi...  e tutto questo non lo si può fare senza una chiesa.   Né io né altri possono farlo per tramite di un mezzo elettronico!

Quello che dico agli amici e alle amiche che fedelmente ci seguono in podcast è: utilizzatelo per arricchire la vostra vita di chiesa, non come un sostituto alla vostra vita in una famiglia di chiesa.

Non ci sono chiese “perfette”  (le chiese sono fatte da peccatori, come me che ne guido una per la Grazia di Dio soltanto, non per merito), ma è quello il posto dove cercare le risposte, dove attingere l'aiuto che serve a ciascun credente per mezzo di pastori, insegnanti e semplici membri di chiesa,  non dal web, non dalla TV!

Può dare sì dei suggerimenti, dei consigli,  Dio può servirsi di Marco (o di quant'altri) per edificare, ammonire, illuminare, toccare il cuore...  ma non è un sostituto alla chiesa!

Quello che faremo per il prossimo mese è di studiare e discutere il libro di Max Lucado “Ogni giorno merita una possibilità”. Lo abbiamo scelto perché come credenti dobbiamo comprendere che ogni giorno reca la possibilità di decidere se viverlo nella paura, nel dolore, nell'ansia, oppure nella gloria e sotto la protezione di Dio.

Ne discuteremo assieme, ci saranno dei fogli con delle domande per stimolare la discussione (vi prego di scegliere una delle domande e di discutere quella che vi “intriga” di più e di non rispondere a tutte quante). Ci sarà meno “tecnologia” (video, diapositive, ecc.), ci sarà molta più interazione. Ma tutto questo accadrà IN CHIESA: non verrà né registrato né diffuso.

Gli amici e le amiche che ci seguono sul sito potranno trovare comunque un messaggio ogni domenica, ma quello che vogliamo incoraggiare anche in ciascuno di loro è quello di frequentare una chiesa reale, e non una chiesa virtuale.

Per quanto riguarda noi, vogliamo comportarci come si comporta una grossa famiglia attorno a un tavolo, dove si discute, ci si confronta, si intrecciano informazioni, una famiglia che ha come unico grande padre il Signore Gesù.

07 settembre 2014

Seguire Gesù per cambiare se stessi

Gesù non sceglie mai in base al curriculum passato, ma sceglie sempre in base al cuore e alle potenzialità future. Ti cambierà se lo segui...
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Supponete per un momento di essere l'Amministratore Delegato della Apple, o della Coca Cola; siete arrivati a Montefiascone perché dovete impiantare il più grande centro di produzione, e dovete cercare i “manager” che cureranno il centro una volta aperto.

Sul tavolo avete due pile di curricula. Nella prima tutte le persone “professioniste”: ex manager della Fiat, laureati alla Luiss e alla Bocconi,  gente esperta, che sa gestite le proprie emozioni e reazioni; nella seconda tutte persone che non si sono mai occupate di marketing, gestione industriale, risorse umane, o altro, che sono arrivati alla terza media a calci, che non sanno dominare le proprie emozioni e reazioni.

In quale pila scegliereste i vostri “manager”? Non c'è dubbio che scegliereste dalla prima!

Sapete una cosa? Se fosse stato Gesù a scegliere, avrebbe scelto dalla seconda! Gesù non ha mai scelto le persone  in base al curriculum trascorso, ma le ha sempre scelte in base al cuore e alle potenzialità che vede nelle persone.

Se voi doveste indicare due nomi tra gli apostoli (tranne Giuda) che sono i più famosi, quali scegliereste ?

Tra i nomi di sicuro ci sarebbero quelli di Giovanni e di Pietro.

Ma come sono stati scelti da Gesù? In base a quale curriculum? Ha scelto degli “esperti”, oppure ha scelto delle persone al primo impiego? Ha scelto dei caratteri “docili”, oppure ha scelto dei caratteri, “complicati”? Stasera vedremo un po' le storie “parallele” dei due.

La chiamata

“ Un giorno, mentre Gesù passava lungo la riva del Lago di Galilea, vide due pescatori, Simone e suo fratello Andrea, che gettavano le reti. Gesù li chiamò: "Seguitemi, e vi faro diventare pescatori d'uomini!"  Immediatamente i due lasciarono le reti e andarono con lui.  Poco più avanti, Gesù vide i figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni, che stavano nella barca a riparare le reti;  Gesù li chiamo, e quelli lasciarono il loro padre con i dipendenti e lo seguirono.” (Marco 1:16-20 PV)

Gesù non li chiama perché sono “dottori della legge” Simon Pietro ( e suo fratello Andrea), Giovanni (e suo fratello Giacomo) sono “ imprenditori locali”;Pietro era una “piccola impresa” (lui e suo fratello), Giovanni era una “media impresa” (lui, suo fratello, suo padre e gli operai). Non erano persona “accademiche”,  non avevano studiato,  ma sapevano il fatto loro per la pesca e per i conti.

Non è che fosse la prima volta che Pietro e Giovanni vedevano Gesù: la madre di Giovanni si chiamava Salome ed era probabilmente una delle sorelle di Maria, madre di Gesù. Se così fosse Gesù e Giovanni e Giacomo erano cugini,  si conoscevano, avevano forse giocato da bambini assieme, crescendo avevano frequentato forse le stesse amicizie tra le quali Simone e Andrea

Attenzione perché questo particolare è importante: Gesù conosceva come erano realmente i quattro, e in particolare Simone e Giovanni.

Come erano Pietro e Giovanni? 

Gesù non li aveva scelti allora in quanto raffinati teologi. Li aveva forse scelti per il loro carattere “mite e disponibile”? Li aveva scelti per la loro capacità di capire le cose “al volo”?
Vediamo.

I soprannomi che da Gesù

“Poco dopo, Gesù salì sul monte e chiamò a sé quelli che aveva scelto ed essi andarono con lui.  Ne scelse dodici perché fossero suoi compagni e per mandarli a predicare,  dando loro l'autorità di cacciare i demoni.  Questi sono i nomi dei dodici che scelse: Simone, che Gesù chiamo Pietro,  Giacomo, figlio di Zebedeo, e suo fratello Giovanni (che Gesù soprannomino "figli del tuono")” (Marco 3:13-17)

Generalmente, si dà un soprannome a due tipi di persone: quelli che ci stanno antipatici, oppure quelli che amiamo di più.

Gesù dà un soprannome a soli tre discepoli: scartando l'ipotesi che Gesù avesse delle antipatie personali nel gruppo dei dodici (forse un pochino Giuda, ma questa è una mia opinione personale), capiamo che Pietro, Giovanni e Giacomo sono quelli che amava di più.

Che tipo di soprannomi dà ai tre? Gesù li conosceva bene, e non sbaglia coi i soprannomi: Simone lo chiama “petros” = sasso; che fosse dovuto alla sua solidità nella fede all'epoca che ha ricevuto il soprannome c'è tutto da dimostrarlo. Normalmente quando tu soprannomini uno “sasso” non è che gli fai un bel complimento; lo soprannomini così  o perché capisce poco,  o perché è ostinato. Dalle nostre parti si direbbe “sei de' coccio”,  a Napoli, “tiene 'na capa dura”.

Giovanni lo soprannomina (assieme a Giacomo) “”figlio del “brontē” = tuono è una parola onomatopeica in greco, che imita il il suono del tuono. Se hai un soprannome del genere, è difficile che sei silenzioso, meditativo, delicato. Al giorno d'oggi lo definiremmo con espressione romanesca “un caciarone

I caratteri di Giovanni e di Pietro: 2 esempi

Vediamo un po' più dei caratteri di Pietro e Giovanni.

1° episodio: Giovanni

“ Poiché si avvicinava il tempo del suo ritorno in cielo, Gesù si mise risolutamente in cammino verso Gerusalemme  e mandò avanti alcuni messaggeri in un villaggio della Samaria perché gli preparassero un alloggio.  La gente del villaggio, però, non lo ricevette perché era diretto a Gerusalemme.  Vedendo ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero a Gesù: "Maestro, vuoi che ordiniamo che scenda un fuoco dal cielo che li bruci tutti?"  Ma Gesù, si volto verso di loro e li rimproverò” (Luca 9:52-55 PV)

Più di una volta mi sono domandato: “Ma, è possibile farlo?” No, perché sarebbe utile... se non altro per accendere il barbecue!

Ammettiamolo, non è il momento più “elevato” per Giovanni (e per Giacomo) come “evangelisti”: tu hai un intero villaggio a cui testimoniare l'amore di Gesù, quelli ti mandano per le terre , e la tua reazione quale è? “Li possiamo fare arrosto?

Giovanni non brillava per pazienza,  e Gesù lo sapeva, e lo rimprovera per questo.

1° episodio: Pietro

“ Giuda, dunque, prese con sé dei soldati e delle guardie del tempio, mandati dai capi sacerdoti e dai Farisei, ed entrò nell'uliveto con armi, torce e lanterne.  Allora Gesù, che sapeva tutto ciò che doveva accadere, si fece avanti e domandò: "Chi cercate?"  "Gesù di Nazaret!" risposero."Sono Io", disse Gesù. E anche Giuda, il traditore, era con loro....   Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la sfoderò e tagliò l'orecchio destro ad un certo Malco, servo del sommo sacerdote.  Ma Gesù disse a Pietro: "Rimetti quella spada nel fodero! Bisogna che io beva il calice che mio Padre mi ha dato".” (Giovanni 18:3-5, 10-11 PV)

Immaginatevi la scena: Gesù è appena uscito dal Getzemani, ha ancora le vesti sporche del sangue che aveva sudato durante la sua preghiera al Padre, Pietro, che avrebbe dovuto fare compagnia a Gesù assieme a Giovanni e Giacomo, si era appena svegliato, vede arrivare una quantità di persone armate che circonda Gesù, lui è l'unico ad avere una spada,  (guarda un po'! Strano vero? Non si sarebbe detto che gli piacevano le armi!) valuta bene la situazione, tipo centro contro uno, diventa verde come Hulk, e ZAC! Taglia un orecchio al primo che aveva di fronte!

Neppure Pietro brillava per la sua pazienza, Gesù lo sa, e lo rimprovera per questo.

2° episodio: Giovanni

“ Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: "Maestro, possiamo chiederti un favore?"  "Di che si tratta?" domando Gesù.  "Quando sarai nella tua gloria, vorremmo sedere vicino a te, uno alla tua destra e l'altro alla tua sinistra!"  Ma Gesù rispose: "Voi non vi rendete conto di ciò che state chiedendo!...   non sta a me darvi i posti vicini al mio, perché sono già stati assegnati". (Marco 10:35-38a, 40 PV)

Vi è mai capitato che uno dei vostri figli venisse da voi dicendovi: “Papà, dimmi di si!” prima ancora di fare la domanda? Qui ci troviamo ti fronte a una cosa simile:

“Gesù, io e Giacomo ci siamo riuniti, abbiamo discussi, e abbiamo stabilito che, quando sarà il momento, in Cielo, sarebbe meglio avere tre troni, invece di uno... Ah, se ti sta bene, noi ti avremmo riservato quello al centro...”

Ve la immaginate la faccia di Gesù'? Che dite, c'è un po' di orgoglio? Gesù rimprovera Giovanni e Giacomo per il loro orgoglio,  taglia corto, e gli dice che i posti sono già presi!

2° episodio: Pietro

“  Gesù ...  si alzò da tavola, si tolse la veste, si mise un asciugamano attorno ai fianchi,  poi versò dell'acqua in una bacinella e cominciò a lavare i piedi ai discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano che aveva addosso.  Quando arrivò a Simon Pietro, questi gli disse: "Signore, tu vuoi lavare i piedi a me?"  Gesù rispose: "Adesso non puoi capire quello che faccio, ma un giorno lo capirai!"  "No", protestò Pietro, "non permetterò mai che tu mi lavi i piedi!"Se non lo faccio, non avrai parte con me", replicò Gesù.  

Anche Pietro non scherzava ad orgoglio: x'è un bel po' di orgoglio nell' affermazione di Pietro non trovate?  “Tu non ti devi azzardare neppure a sfiorarmi!

Ma Pietro fa anche peggio proseguendo nel parlare:

"Se le cose stanno così, allora lavami pure, e non soltanto i piedi, ma anche le mani e la testa!" esclamò Simon Pietro. Gesù rispose: "Chi è già lavato interamente, deve lavarsi soltanto i piedi per essere completamente puro” (Giovanni 13: 4-10a)

Dal “non ti azzardare a toccarmi", ora siamo al : “Visto che ci sei gradirei un trattamento “total body”, con manicure, pedicure, depilazione e olii tonificanti”!

Gesù rimprovera Pietro del suo orgoglio, taglia corto e gli dice che i piedi bastano.

Vi ripeto la domanda fatta all'inizio applicandola all'azienda di Gesù: se voi foste il figlio di Dio, sceso in terra per proclamare il suo regno che deve venire, in quale delle due pile di curricula scegliereste i vostri collaboratori? In quella dei  “manager esperti” o un quella degli “inesperti irascibili”? E. soprattutto, scegliereste due con il carattere di Giovanni e di Pietro?

Gesù si! Gesù non sceglie mai in base a quello che hai fatto, al tuo passato, ma in base a quello che sei ora e a quello che puoi diventare... se lo segui.

Gesù  sceglie Giovanni e Pietro,  li tiene vicino, diventano assieme a Giacomo i tre che ha sempre a fianco, e guarda cosa accade loro!

Sono testimoni alla Trasfigurazione

“Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e suo fratello Giovanni, e li condusse sulla cima di un alto monte in un posto isolato. Davanti ai loro occhi, egli cambiò d'aspetto: il suo viso si fece risplendente come il sole, mentre i suoi abiti diventarono di un bianco abbagliante.  Improvvisamente apparvero Mosè ed Elia, che parlavano con Gesù.” (Matteo 17:1-3 PV)

Giovanni e Pietro (assieme a Giacomo) sono gli unici da vivi ad aver visto un poco della gloria che Gesù ha in cielo, parlano con Mosè ed Elia.

Sono gli unici a seguire Gesù dopo l'arresto

“Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme con un altro discepolo. Quest'altro discepolo conosceva il sommo sacerdote e entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote, mentre Pietro rimaneva fuori dal portone. Ma il discepolo che conosceva il sommo sacerdote uscì a parlare alla portinaia e fece in modo che anche Pietro potesse entrare.” (Giovanni 18:15-16 PV)

Pietro e probabilmente Giovanni, sono gli unici due che seguono Gesù all'interno del palazzo di Caifa dove Gesù viene processato; sono gli unici testimoni delle false accuse, dello scherno, delle percosse che subisce Gesù.

Giovanni è l'unico apostolo sotto la croce

“Ai piedi della croce c'erano la madre di Gesù, sua sorella, Maria moglie di Cleopa e Maria Maddalena. Quando Gesù vide sua madre vicino al discepolo che egli amò, le disse: "Donna, ecco tuo figlio!" E al discepolo: "Questa è tua madre!" E da allora l'accolse in casa sua.” (Giovanni 19:25-27 PV)

Giovanni è l'unico discepolo che sta ai piedi della croce, e a lui viene affidata Maria, sua madre (probabilmente Giuseppe era morto).

Pietro e Giovanni sono i primi uomini testimoni della resurrezione

“Insieme ci precipitammo al sepolcro. Io fui più svelto di Pietro, e arrivai per primo.Mi chinai a guardare dentro e vidi le bende, però non entrai. Poi arrivò anche Simon Pietro, che entrò nel sepolcro. Anche lui vide le bende  e s'accorse che il fazzoletto che era sulla testa di Gesù era stato ripiegato e messo lì da parte. Allora entrai anch'io nella tomba: vidi e credetti, perché  fino a quel momento non avevamo ancora capito ciò che diceva la Scrittura, e cioè che Gesù sarebbe risorto.” (Giovanni 20:4-9 PV)

Pietro e Giovanni sono i primi uomini a capire che Gesù è realmente risorto.

Pietro è il primo a evangelizzare dopo la morte di Gesù

“Tutti erano stupiti e perplessi, e si chiedevano: "Che mai vorrà dire tutto questo?" Altri, invece, tra la folla dicevano, ridendo: "Sono ubriachi, ecco che vuol dire!" Allora Pietro si fece avanti con gli altri undici apostoli e gridò loro: "Ascoltate bene, abitanti della Giudea e di Gerusalemme.  Questi uomini non sono ubriachi come pensate, perché sono solo le nove del mattino! Anzi, ciò che avete visto questa mattina fu predetto dal profeta Gioele:  "Negli ultimi giorni, dice Dio, verserò il mio Spirito su tutti gli uomini. I vostri figli e le vostre figlie faranno profezie, i vostri giovani avranno delle visioni e i vostri vecchi dei sogni.” (Atti 2:12-17 PV)

Pietro è il primo ad evangelizzare Gerusalemme dopo la morte di Gesù.

Giovanni scriverà uno dei quattro Vangeli, due Lettere, e a lui sarà affidata la visione dei tempi a venire, di Apocalisse, Pietro scriverà due lettere del Nuovo Testamento; alcuni dicono che evangelizzerà a Roma altri lo pongono in Turchia.

Come è stato possibile che il “sasso” Pietro, il “caciarone” Giovanni, questi due che non avevano pazienza con gli altri, che erano orgogliosi a mille sono poi diventate “colonne” della chiesa?

Bisogna abbandonare tutto per seguire Gesù

“In effetti Pietro e i suoi compagni, Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, e tutti quelli che erano con lui erano rimasti sconvolti per la straordinaria quantità di pesci che avevano preso. Ma Gesù disse a Simone: “Non temere, d'ora in poi tu sarai pescatore di uomini. Essi allora riportarono le barche verso riva, abbandonarono tutto e seguirono Gesù.” (Luca 5:0-11 TILC)

Ho visto il testo originale e ho capito che la parola “tutto” in greco “pan”,significa … TUTTO!  (Profondo come studio etimologico, vero?)

Il segreto della trasformazione radicale nel tempo  (perché non è avvenuto “tutto in una notte”) di Pietro e di Giovanni sta in quella frase: “Abbandonarono TUTTO e seguirono Gesù! Pietro e Giovanni avevano una impresa personale, una famiglia, i propri interessi...
Sottomettono tutto questo..., pur di seguirlo!

Hai abbandonato “tutto” per seguire Gesù? Gli hai sottomesso OGNI SINGOLA PARTE della tua vita? Gli hai dato la chiave di ogni singola parte della tua casa, oppure lo hai fatto accomodare nel “salotto buono”,  ma non gli hai dato la chiave del ripostiglio delle scope, il posto buio dove butti tutte le cose più sporche, quelle che non vuoi che nessuno veda?

A casa mia, c'era una stanza, quella "buona", dove mio padre (che faceva il politico) riceveva le persone "importanti: Era una stanza con le poltrone dove su c'era ancora la plastica, per impedire che si sporcassero, perché rimanessero "belle" per gli ospiti.

Era una stanza fredda, buia, che odiavo...sino a quando mio padre smise di fare il politico... e trasformò quella stanza fredda nella stanza più luminosa ed accogliente della casa... perché divenne la stanza dove vivevamo assieme la gran parte delle giornate.

Stai invitando Gesù in una stanza bella, ma fredda, oppure gli stai dando domino su tutta la tua casa? Gesù vuole illuminare e rendere confortevole OGNI angolo della  casa che è la tua vita.

Forse pensi: Eh, sarebbe bello farlo, ma tu non sai Marco chi sono realmente io, cosa ho combinato nel passato, come sono realmente oggi, io non posso seguirlo!”

Forse non cogli le cose “al volo”, sei un po' lento nel comprendere... come il “sasso” Pietro, forse sei  disordinato e incostante... come il “caciarone” Giovanni,  forse hai un “caratteraccio”, esplodi di rabbia, sei impaziente... come Pietro e Giovanni, forse è l'orgoglio che ti frena, sei pieno di autocelebrazione... come Giovanni e Pietro. Forse ti preoccupi spesso, come Pietro che disse a Gesù di non dire a nessuno che sarebbe dovuto morire...

Quale è il “tutto” che devi dare a Gesù? Fermati un attimo... pensa a quello.. Pensaci ora, fanne una nota scritta.

Gesù vuole ANCHE quello, Gesù vuole ANCHE la chiave del ripostiglio buio, Gesù vuole SOPRATTUTTO la chiave di quello, perché vuole portare luce là dove c'è buio, perché vuole portare ordine là dove c'è disordine, perché vuole portare pulizia negli angolo i sporchi della tua vita.

Tu hai le medesime potenzialità di Pietro e di Giovanni, di cambiare, di portare gloria a Gesù,  di portare altri a Gesù...

Gesù non sceglie mai in base a quello che hai fatto, al tuo passato,ma in base a quello che sei ora e quello che puoi diventare... se lo segui.

31 agosto 2014

Pregare per la tua città con l'aiuto dello Spirito


Spesso non sappiamo cosa pregare per la nostra città; è lì che interviene lo Spirito Santo a suggerire ciò che Dio vuole noi preghiamo.

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Passeggiare pregando per la tua città è anche un modo di incoraggiare chi ancora non conosce Gesù
ad accettarlo per essere realmente liberi.

Ma spesso non sappiamo cosa pregare; Amy Williams ci spiega, attraverso Romani e Proverbi, che è lì che interviene lo Spirito Santo a suggerire ciò che Dio vuole noi preghiamo.

E noi sappiamo che, se preghiamo qualcosa che  nella volontà di Dio, possiamo avere la piena fiducia che lo otterremo.


"Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev'essere manifestata a nostro riguardo.  

Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio;  perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che ve l'ha sottoposta,  nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitú della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio.  

Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio;  non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando l'adozione, la redenzione del nostro corpo.  Poiché siamo stati salvati in speranza. 

Or la speranza di ciò che si vede, non è speranza; difatti, quello che uno vede, perché lo spererebbe ancora?  Ma se speriamo ciò che non vediamo, l'aspettiamo con pazienza.  Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili;  e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio.  

Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno.  Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli;  e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati.  

Che diremo dunque riguardo a queste cose? Se Dio è per noi chi sarà contro di noi?  Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui?  Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica.  Chi li condannerà? Cristo Gesú è colui che è morto e, ancor piú, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi.  Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?  Com'è scritto: « Per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno; siamo stati considerati come pecore da macello» .  

Ma, in tutte queste cose, noi siamo piú che vincitori, in virtú di colui che ci ha amati.  Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future,  né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesú, nostro Signore." (Romani 8-18-39)

"Affida al Signore le tue opere, e i tuoi progetti avranno successo." (Proverbi 16:3)

24 agosto 2014

Custodisci il tuo cuore per custodire il tuo matrimonio.

Il segreto per un matrimonio saldo inizia dal custodire il proprio cuore... con l'aiuto di Dio!

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Quale è la prima parola che imparano i bambini? “MIO!”

Noi nasciamo con l'innato istinto di possedere e con esso nasce anche l'istinto di proteggere quello che è nostro; il bambino quando dice “mio” stringe l'oggetto tra le braccia e spesso si gira.

Chi di noi ha un “nascondiglio segreto in casa dove ripone le sue “cose preziose” prima di andare in vacanza?
Esistono le casseforti. Esistono le cassette di sicurezza. Abbiamo un desiderio innato di possedere, e di custodire.

Questo desiderio è “innato”, nasce con noi; di per se è un sentimento “neutro”, a cui noi dobbiamo dare un significato positivo o negativo.

Negativo: custodisco i miei beni: “Solo per me!”: l'avaro- “Solo per il mio gruppo di persone”: il politico corrotto.

Positivo: custodisco i miei beni: “Per la sicurezza della mia famiglia”: il buon padre di famiglia-
Per darne a chi non ha”: il generoso.

Ognuno custodisce qualcosa,  e normalmente è qualcosa di prezioso, di raro, di unico: custodiamo le proprietà e i danari, ma custodiamo anche i ricordi e gli affetti.

Oggi parliamo di matrimonio, del matrimonio cristiano, di quello strano processo dove due corpi si fondono in uno, dove due vite diventano una sola vita:

“Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne... Dio li benedisse.” (Genesi 2:24, 28)

La parola “carne” nell'originale significa “corpo”:  non parla di qualcosa di “teorico”  ma del corpo di una persona,  un corpo fatto di ossa, muscoli, cuore, polmoni e quant'altro un corpo che se lo ferisci sanguina, se lo divdi in due muore.

Visto che l'unione tra un uomo e una donna è la prima cosa in assoluto che Dio ha benedetto
dei tutto il resto del creato aveva semplicemente  costatato che era “buono”, che andavano bene, che funzionavano, potremmo essere tentati di pensare che la cosa suprema che Dio vuole che noi custodiamo sia il matrimonio.

Non è così: c'è qualcosa di molto più importante,primario, vitale che Dio vuole che noi custodiamo:

“Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita.” (Proverbi 4:23)

La cosa più preziosa in assoluto per Dio,  quella da custodire e proteggere in qualsiasi modo, quella su cui noi dobbiamo profondere ogni singolo sforzo,  a cui dobbiamo provvedere il nascondiglio migliore, la cassaforte più sicura, la banca più vigilata, è il nostro cuore.

E qui c'è da fare una piccola spiegazione: quando noi diciamo, al giorno d'oggi :”ho pensato”, spesso portiamo il dito verso la testa, perché sappiamo che è dal cervello che escono i pensieri.

Un ebreo dei tempi in cui è stato scritto il libro di Proverbi avrebbe automaticamente portato il dito verso il cuore, in quanto gli ebrei ritenevano che il centro del ragionamento fosse lì, mentre i sentimenti risiedevano nella pancia.

Sapendo questo, rileggiamo Proverbi 4:23

“Custodisci il posto da cui provengono i tuoi pensieri più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita.”

E' da ciò che pensiamo che sorga una fonte inesauribile che disseta la nostra vita.

Cari sposi, la vita che avete iniziato assieme come un unico corpo è preziosa agli occhi di Dio, Dio l'ha benedetta, va nutrita,  andrà dissetata ogni giorno. La cosa che dovrete proteggere maggiormente per proteggere il vostro matrimonio sono i vostri pensieri.

Dovrete proteggere il vostro cuore per proteggere il vostro matrimonio. Dovrete proteggere quello che pensate per proteggere il bene prezioso che Dio ha benedetto unendovi in un solo corpo.

I quattro custodi

Quali sono le “cassette di sicurezza”, le “casseforti”, le “banche” che vi permetteranno di proteggere l vostro matrimonio?

1 ) Ciascuno di voi individualmente

Dovrete custodire il vostro cuore ciascuno per parte sua, facendo quello che Paolo suggerisce in Filippesi:

“Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri.” (Filippesi 4:8)

Dovrete abituarvi a pensare dell'atro esclusivamente:

  • le cose vere, senza fantasie,
  • le cose che rendano onore all'altro,
  • le cose che siano giuste per l'altro,
  • le cose che siano pure per l'altro,
  • le cose che l'altro possa amare,
  • le cose che rendano buona fama, all'altro,
  • le cose che siano virtuose per l'altro, 
  • le cose che siano di lode all'altro.

2) Voi come coppia

Se è vero che dovrete vegliare come singoli, ora siete anche un unico corpo; o abbiamo già letto in Genesi 2:24: “e saranno una stessa carne...”. Per cui dovrete custodire la vostra unione come unico corpo pensando:

  • le cose vere della coppia, 
  • le cose che rendano onore alla coppia, 
  • le cose che siano giuste per la coppia, 
  • le cose che siano pure per la coppia, 
  • le cose che  la coppia possa amare,
  • le cose che rendano buona fama alla coppia, 
  • le cose che siano virtuose per la coppia
  • le cose che siano di lode alla coppia.

3) Dio

Abbiamo già detto che, nel matrimonio cristiano, chi si sposa, divene un unico corpo, ma noi sappiamo che il corpo di chi crede è anche la casa dove risiede Gesù, sotto forma di Spirito Santo:

“Non avete ancora capito che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che vive in voi, lo stesso Spirito che Dio vi ha dato? Il vostro corpo adesso non appartiene più a voi stessi, perché Dio vi ha comprato a caro prezzo. Perciò, usatelo per rendere gloria a Dio.” (1 Corinzi 6:19-20 PV)

Per questo, anche se individualmente già lo eravate, ora siete il luogo dove risiede Gesù; Gesù è nel vostro mezzo.

In questo compito di costruire e di custodire la casa dove Gesù risiede voi non sarete mai da soli:

“Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori; se il Signore non protegge la città, invano vegliano le guardie. Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare e mangiate pane tribolato; egli dà altrettanto a quelli che ama, mentre essi dormono.” (Salmo 127:1-2)

Il Signore Dio sarà il vostro collante; Ecclesiaste afferma che

“una corda a tre capi non si rompe così presto. (Ecclesiaste 4:12b).

Per quanto voi possiate custodire i vostri cuori, per quanto voi possiate trovare un nascondiglio ben protetto, non potrete nulla di fronte alle insidie della vita.. Sarebbe una fatica inutile (“invano si affaticano”).

Ma se custodite il cuore in Dio,  affidandogli i vostri giorni, affidandogli le vostre decisioni, affidandogli le vostre preoccupazioni, affidandogli anche i momenti di tensione come coppia i vostri bisticci (perché ce ne saranno, sapete!), sarà il Signore a costruire e a custodire i vostri cuori.

4) La vostra chiesa locale

Voi ora siete un unica carne, un unico corpo, ma  come credenti siete anche parte di un corpo molto più ampio:

“E tutti noi, sia quelli di origine ebraica che quelli di origine pagana, sia schiavi che liberi, siamo stati battezzati con lo stesso Spirito per formare un solo corpo...E se una parte del corpo soffre, tutte le altre soffrono con essa; se una parte, invece, è onorata, tutte le altre ne sono felici.  Dunque, voi siete il corpo di Cristo e, individualmente, ognuno di voi è un membro di esso.” (1 Corinzi 12:13, 26-27 PV)

Nel Nuovo testamento ci sono 58 comandamenti che non possono essere adempiuti se non si fa parte di una chiesa,  e che sono connessi alla frase “gli uni gli altri”:  amatevi, esortatevi, ammonitevi, accoglietevi... Tra poco noi pregheremo come vostra “altra” chiesa; pregheremo per la vostra unità, per la vostra salute, per il vostro futuro; continueremo a pregare anche  quando tornerete in Zimbabwe.

Ma sarà nella vostra chiesa locale che troverete  il conforto,  l'ammonimento, la guida, l'aiuto. Entratene presto a far parte attiva , operando per Cristo e per il suo corpo; allora sarete realmente protetti, allora il vostro cuore sarà al sicuro.

“Custodite i vostri cuori più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita.” 
(Proverbi 4:23)