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17 settembre 2017

Dalla fine alla fede - Il libro di Rut 2° parte

Spesso Dio risponde alla tua fede attraverso persone che lo amano e lo seguono.  Credenti "forti", che obbediscono ai comandamenti di Dio.

Credenti come Boaz.


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Questo è il secondo messaggio sul libro di Rut. Nel primo avevamo visto l'inizio della storia Una
storia fatta di FAME, FALLIMENTO, FUNERALI, E FINE.

La FAME aveva spinto Elimelec ( che significa Dio è il mio re) ad abbandonare Betlemme per trasferirsi a Moab  assieme alla moglie Naomi (dolce) e i due figli Malon (malato)  e Chilion (morente); e questo aveva significato il FALLIMENTO della sua vita.

Si era trasferito in un paese vietato da Dio per la sua natura idolatra e la sua fede, come quella di tutta la sua famiglia,  lontano dal tempio, lontano dal popolo di Dio, non era sopravvissuta.

I figli sposano due moabite, Orpa e Rut,  (quando Dio aveva espressamente vietato di sposarsi con esse), e invece di trovare la vita a Moab trovano FUNERALI.

Elimelec muore, Malon muore, Chilion muore; Naomi capisce che quella è la FINE della sua vita a Moab, che è ora di tornare a Giuda.

Si incammina seguita da Orpa e Rut, ma chiede a entrambe di tornare a Moab. Orpa piangendo segue il suo consiglio,  e torna al dio Chemosh e alle orge di Moab, Rut (che significa amica) no:

Fame, fallimento, funerali, e fine, tutto questo viene spazzato via da un'altra parola che comincia per F: fede.

Non la fede di Naomi, che è arrabbiata con Dio e che vuole che la chiamino Mara (amara)
 ma quella di Rut che così dice a Naomi:

«Non pregarmi di lasciarti, per andarmene via da te; perché dove andrai tu, andrò anch’io; e dove starai tu, io pure starò; il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio; 17 dove morirai tu, morirò anch’io e là sarò sepolta. Il Signore mi tratti con il massimo rigore, se altra cosa che la morte mi separerà da te!»  (Rut 1: 16-17)

Qui è dove avevamo lasciato le due vedove Naomi e Rut, accolte dalla gente di Betlemme. Proseguiamo da qui il cammino con loro:

“1 Naomi aveva un parente di suo marito, uomo potente e ricco, della famiglia di Elimelec, che si chiamava Boaz. 2 Rut, la Moabita, disse a Naomi: «Lasciami andare nei campi a spigolare dietro a colui agli occhi del quale avrò trovato grazia». E lei le rispose: «Va’, figlia mia». 3 Rut andò e si mise a spigolare in un campo dietro ai mietitori; e per caso si trovò nella parte di terra appartenente a Boaz, che era della famiglia di Elimelec.” (Rut 2:1-3)

Tra poco entrerà in scena l'altro protagonista della storia assiema a Rut,  Boaz. (che significa letteralmente “forte”).

Ora abbiamo una donna dolce (Naomi) che è diventata amara (Mara) in compagnia di una amica (Rut) che incontrano un uomo forte (Boaz).

La prima cosa che vediamo in questi tre versetti è che Dio è in controllo.

Nel primo capitolo Naomi aveva pregato questo:

“8 E Naomi disse alle sue due nuore: «Andate, tornate ciascuna a casa di sua madre; il Signore sia buono con voi, come voi siete state con quelli che sono morti e con me! 9 Il Signore dia a ciascuna di voi di trovare riposo in casa di un marito!»” (Rut 1:8-9)

Ora vediamo che la preghiera di Naomi comincia ad essere esaudita, non nel modo in cui Naomi la aveva intesa  (“tornate a Moab e trovate un marito lontano da me”) ma nel modo in cui Dio lo decide.

Infatti il testo dice che Rut  “per caso si trovò a spigolare” sulle terre di Boaz; l'espressione in ebreo che è tradotta con “per caso” è ironica, e significa proprio l'opposto:  “non è un caso, è un caso di Dio, è una benedizione” La mano “invisibile” di cui parlavamo la settimana scorsa comincia a mostrarsi.

Anche se Dio non si mostra direttamente nella tua vita, se non risponde nella maniera in cui tu ti aspetti  o hai deciso debba intervenire, questo non significa che non vede e non è in controllo.

Molto spesso il potere di Dio  non lo vediamo attraverso il parabrezza dell'auto con cui stiamo attraversando la vita, ma piuttosto attraverso lo specchietto retrovisore, quando guardiamo indietro  e realizziamo che tutti i collegamenti delle nostre vite,erano stati studiati per portarci ad un certo punto.

Non penso sia un caso che nell'agosto di trentatre anni fa il mio amico Giovanni mi abbia presentato una ragazza inglese che lavorava come alla pari a Montefiascone, che era lì per studiare italiano per poi andare in un college di Oxford, ma era nei piani di Dio, che vedeva ci saremmo sposati nove anni dopo, e saremmo stati da Lui chiamati venti anni dopo  a piantare una chiesa a Montefiascone.

Per “caso” Rut si trova a “spigolare” in un campo a Betlemme, “per caso” quel campo è di un ricco proprietario chiamato Boaz, e  “per caso” Boaz è un parente di Naomi che può vantare dei diritti su di lei e su Rut.

Rut non conosce tutto questo, ma ha fede in Dio, e difatti dice:

«Lasciami andare nei campi a spigolare dietro a colui agli occhi del quale avrò trovato grazia» (v.2)

Una versione differente della Bibbia traduce il passo così:

“Fammi andare nei campi a raccogliere le spighe che i mietitori lasciano cadere. Sono sicura di trovare qualcuno che me lo permetterà.” ( TILC)

Vedete, Rut già anticipa che “troverà grazia”,  che qualcuno le darà il permesso. Non vede ancora la mano invisibile, ma la sua fede permette a Dio  di iniziare ad operare nella sua vita e su quella di  Naomi.

Rut non solo ha fede, ma predispone la sua vita in maniera di obbedire ai comandamenti di Dio.

Rut è una giovane vedova, moabita, senza figli, senza lavoro,  che si trova all'equivalente attuale del banco alimentare...

Quante avrebbero tentato di “ingraziarsi” i lavoranti o il boss  con “altro” che il lavoro di raccolta delle spighe?

Molte vedove usavano diventare concubine di ebrei  (ve lo dicevo che in Giuda le cose non andavano  secondo il verso che Dio avrebbe voluto, vero?). Altre iniziavano a fare le prostitute per sostentarsi.

Rut no.  Rut si mette dalla parte giusta, dalla parte di Dio, non è lì per cerare scappatoie o cibo a tutti i costi,ma per cercarlo nel modo giusto,con la grazia di Dio.

Se è di un miracolo che hai bisogno, se stai cercando la potenza di Dio nella tua vita, stai predisponendo quella tua vita affinché Dio possa iniziare ad operare?Stai obbedendo ai suoi comandamenti?

Rut si trovava in una situazione “disperata”: vedova, moabita, senza figli, senza casa, con una suocera acida. Ma non ha guardato a quanto fosse grave la situazione, ma a quanto fosse grande il suo Dio.

Rut era una neo credente, ma aveva una grande fede... e Dio risponde mettendola davanti a un grande uomo di Dio.

“4 Ed ecco che Boaz giunse da Betlemme e disse ai mietitori: «Il Signore sia con voi!» E quelli gli risposero: «Il Signore ti benedica!» 5 Poi Boaz disse al suo servo incaricato di sorvegliare i mietitori: «Di chi è questa fanciulla?» 6 Il servo incaricato di sorvegliare i mietitori rispose: «È una fanciulla moabita; quella che è tornata con Naomi dalle campagne di Moab. 7 Lei ci ha detto: “Vi prego, lasciatemi spigolare e raccogliere le spighe cadute dai mannelli dietro ai mietitori”. È venuta ed è rimasta in piedi da stamattina fino ad ora; soltanto adesso si è seduta nella casa per un po’». “ (Rut 2:4-7)

Boaz si presenta sulla scena con una benedizione per i suoi operai  (ti piacerebbe se il tuo datore di lavoro o il tuo professore facesse lo stesso?) e chiede:

“Di chi è questa fanciulla?” (v. 5b)

ATTENZIONE! Non chiede “Chi è”, ma “DI CHI è”, ovvero “chi ha la responsabilità di badare a questa giovane vedova?” Si informa se ci sia chi la protegga e si curi di lei...

Perché Rut era lì nel campo di Boaz? Cosa era “spigolare”? Anche in Italia si usava fare, e significava andare dietro ai trebbiatori per raccogliere le spighe che cadevano.

Il diritto a spigolare era un comandamento che Dio aveva dato in Levitico per provvedere al sostentamento dei poveri; i campi venivano mietuti tranne i bordi, così che i poveri potessero prendere il grano o l'orzo che era ai margini, ed erano anche autorizzati a seguire i mietitori  che non potevano tornare indietro per raccogliere le spighe cadute.

Era un comandamento che  da una parte obbligava coloro che avevano di dare ai poveri, ma dava ai poveri dignità  perché dovevano lavorare per avere il grano. Era intesa come una maniera di dare ai poveri e a Dio.

Nell'Antico Testamento Dio aveva  stabilito  che ciascuno desse la decima parte dei suoi guadagni per il tempio (la chiesa attuale); in aggiunta c'erano le offerte che venivano fatte durante le feste, oltre allo “spigolare” per chi possedeva un campo coltivato (quasi tutte le persone “non povere”) cosicché il dare del popolo di Dio era pressappoco il 25% del reddito di ciascuno.

Chi era proprietario lasciava che i poveri si sfamassero attingendo alla sua propria ricchezza.

Non tutti lo facevano, ovviamente,ma Boaz, da uomo di Dio, si.

Boaz aveva chiesto DI CHI fosse Rut, aveva ottenuto la risposta, e la sua reazione dimostra quanto fosse un uomo di Dio, che Dio si serviva di Boaz per aiutare  Rut e Naomi.

“8 Allora Boaz disse a Rut: «Ascolta, figlia mia: non andare a spigolare in un altro campo, e non allontanarti da qui, ma rimani con le mie serve; 9 guarda qual è il campo che si miete, e va’ dietro a loro. Ho ordinato ai miei servi che non ti tocchino; e quando avrai sete, andrai a bere dai vasi l’acqua che i servi avranno attinta». 10 Allora Rut si gettò giù, prostrandosi con la faccia a terra, e gli disse: «Come mai ho trovato grazia agli occhi tuoi, così che tu presti attenzione a me che sono una straniera?»  11 Boaz le rispose: «Mi è stato riferito tutto quello che hai fatto per tua suocera dopo la morte di tuo marito, e come hai abbandonato tuo padre, tua madre e il tuo paese natìo per venire a un popolo che prima non conoscevi. 12 Il Signore ti dia il contraccambio di quel che hai fatto, e la tua ricompensa sia piena da parte del Signore, del Dio d’Israele, sotto le cui ali sei venuta a rifugiarti!» 13 Lei gli disse: «Possa io trovare grazia agli occhi tuoi, o mio signore! Poiché tu m’hai consolata e hai parlato al cuore della tua serva, sebbene io non sia neppure come una delle tue serve».” (Rut 2:8-13)

Come si comporta Boaz difronte a Rut e a Dio? Ci sono sei comportamenti che Boaz fa  che sono giusti davanti a Dio,e da cui noi dobbiamo trarre insegnamento.

1) Va oltre ciò che vede e sente dire di Rut

Boaz non si è fermato semplicemente a vedere Rut per come era:  vedova, moabita, vestita di nero, denutrita, sudata, impolverata, ma vede oltre questo, restituendole dignità ed onore.

La prima cosa che fa, lui ricco padrone del campo, va direttamente da lei a parlarle, e la chiama “figlia mia” (v. 8)

Come credente, cerchi di vedere “oltre” quello che vedi e senti dire degli altri?

Paolo in Romani 12: 2 ci dice di “non conformarci a questo mondo” ma di "trasformarci attraverso il rinnovamento della nostra mente".

Se Boaz si fosse fermato a quello che vedeva (una vedova sudata) e sentiva dire (una pagana moabita), forse non si sarebbe comportato allo stesso modo.

Come fare? Semplicemente, facendo quello che ha fatto Boaz: andare direttamente dalla persona nel bisogno, e parlare, conoscerla, sentire come stanno davvero le cose.

In questo modo le persone nel bisogno  non si sentono disprezzate per il loro stato, ma onorate dalla tua attenzione e premura.

2) Va oltre i suoi doveri di dare

Boaz avrebbe potuto semplicemente lasciare che Rut spigolasse nel suo campo, e sarebbe stato a posto con l'aver adempiuto il comandamento di Dio. Invece va ben oltre. La “assume” come spigolatrice ufficiale dei suoi campi:

“non andare a spigolare in un altro campo, e non allontanarti da qui, ma rimani con le mie serve; 9 guarda qual è il campo che si miete, e va’ dietro a loro. (v. 8-9)

Rut non dovrà più preoccuparsi di alzarsi la mattina e di trovare un campo su cui spigolare.

Più volte ho detto che non siamo più sotto la legge, ma sotto la grazia, e perciò il comandamento della decima è abolito... ed è sostituito da un comandamento più alto, più esigente, più costoso, quello che ha dato Gesù:

"Ama il tuo prossimo come te stesso". (Matteo 22:39b)

Gesù è venuto ad innalzare gli standard, non ad abbassarli a chiedere molto di più della decima,
molto di più del 25%. Paolo dice in 1° Corinzi 16:2 “secondo la prosperità concessa”; più hai, più dai... molto di più del 25%

Boaz, prima ancora che Gesù lo stabilisse, stava già applicando quel comandamento.

3) Si occupa della sua sicurezza:

“rimani con le mie serve... Ho ordinato ai miei servi che non ti tocchino” (v. 9-10)

Rut era giovane, e probabilmente bellissima... Avrebbe potuto essere una preda troppo facile  per qualsiasi degli operai di Boaz.

Come credente, ti occupi della sicurezza di altri credenti, soprattutto dei “neo-credenti”?

Gli dai consigli,  predisponi soluzioni  se vedi che qualcosa  o qualcuno potrebbe danneggiarli?

Paolo in Galati 6:2 ci incoraggia a “portare i pesi gli uni degli altri”.

4) Provvede alle sue necessità

“e quando avrai sete, andrai a bere dai vasi l’acqua che i servi avranno attinta». (v. 9)

L'acqua, per chi lavorava, era un bene prezioso: non c'erano rubinetti lungo i campi, ma doveva essere attinta e trasportata vicino, per dissetare chi stava lavorando.

Rut non avrebbe dovuto interrompere il suo raccolto per andare a cercare da bere

Quante volte hai visto qualcuno in difficoltà? E hai pensato “spero che trovi qualcuno che lo o la aiuti”? Bene, molto spesso... quasi sempre... praticamente sempre, quel qualcuno sei tu.

Sei tu che puoi trasformare la sete di un uomo o di una donna, in una coppa di acqua limpida e fresca.

5) La loda dinanzi a tutti

"Mi è stato riferito tutto quello che hai fatto per tua suocera dopo la morte di tuo marito, e come hai abbandonato tuo padre, tua madre e il tuo paese natìo per venire a un popolo che prima non conoscevi "(v. 11)

Boaz è informato di ciò che avviene nella sua comunità, ma non gli basta di conoscere il bene che ha fatto Rut. Vuole che tutti attorno lo sappiano; per questo la lode è pubblica.

Quante volte hai lodato un tuo fratello o una tua sorella in Cristo per quello che stava facendo o che aveva fatto in passato?

Talvolta sembra ridondante,  pare troppo lodare le persone in pubblico. Possiamo pensare “La metto in imbarazzo”, oppure “in fondo sta facendo il suo dovere come credente”.

Paolo in Romani 12:10 dice che dobbiamo “fare a gara per renderci l'onore reciprocamente

6) Prega per la neo credente Rut

“Il Signore ti dia il contraccambio di quel che hai fatto, e la tua ricompensa sia piena da parte del Signore, del Dio d’Israele, sotto le cui ali sei venuta a rifugiarti!»” (v. 12)

Boaz sapeva che Rut era moabita, che era cresciuta adorando Chemosh,  non Yavè, il Dio di Israele.

E vuole che Rut sappia che quel Dio che lei ha da poco accettato, la sta tenendo sotto la sua ala benevola come fa una madre di uccello coi propri piccoli.

Stai pregando per la conversione di qualcuno? Un familiare, un amico, una amica? Io mi auguro che Dio ascolti la tua preghiera.

Ma sappi: il tuo lavoro non terminerà con la conversione della persona, sappi che tu sarai chiamato a  continuare a pregare per lui o per lei, e mostrare a lui o a lei che Dio è un rifugio sicuro.

Avevamo detto all'inizio che il libro di Rut si apre con  FAME, FALLIMENTO, FUNERALI E FINE. Ma tutto questo è spazzato via dalla FEDE di Rut, che accetta il Dio di Naomi (il tuo Dio sarà il mio Dio) che crede che la grazia arriverà, e che ora la vede con i suoi stessi occhi

«Possa io trovare grazia agli occhi tuoi, o mio signore! Poiché tu m’hai consolata e hai parlato al cuore della tua serva, sebbene io non sia neppure come una delle tue serve».” (v. 13)

Conclusione

Come è la tua vita adesso? Stai sperimentando la benedizione di una situazione stabile, dove vivi tranquillamente,  senza stress economici, di famiglia, di lavoro?

Bene! Sei nella migliore posizione per agire, come ha fatto BOAZ! Andando oltre quello che vedi e senti delle persone per aiutale, andando oltre la decima e lo stretto necessario, proteggendo, provvedendo, lodando  e pregando per tuoi fratelli e le tue sorelle in Cristo

Oppure stai attraversando un periodo buio della tua vita, dove tutto sembra cooperare contro di te
dove fame, fallimento funerali e fine sembrano l'unico orizzonte?

Bene! Sei nella miglior posizione per esercitare la tua fede, per attendere la grazia, e per rifugiarti sotto le ali di Dio.

Preghiamo.

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10 settembre 2017

Perché il bene inizi il male deve finire - Il libro di Rut 1° parte

La fine di qualcosa non è sempre un male: talvolta è l'inizio di una nuova benedizione.
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Oggi cominciamo una serie di messaggi sul libro di Rut. Passeremo un po' di tempo su questo libro, imparando da persone vere,  che vivono vite vere, che hanno problemi veri, alle quali risponde un Dio vero.

Sapete che i libri nella Bibbia non sono messi in ordine di scrittura, (il libro più vecchio non è Genesi, ma Giobbe, l'ultimo libro non è Apocalisse ma 2° Giovanni ) ma in questo caso è posizionati bene perché si trova tra Giudici e 1° e 2° Samuele.

La situazione di Giuda descritta in Giudici è una situazione di passaggio: non ci sono le grandi guide da Dio (Mosè, Giosuè), non ci sono ancora i re, ci sono i “Giudici”,, persone brave e oneste, ma senza una vera autorità...

La situazione è fuori controllo, ognuno fa quello che vuole,, la corruzione è diffusa, e Dio non è più al centro della vita di Giuda.

Il libro dopo Rut è 1° e 2° Samuele, che racconta la storia dei primi re di Giuda (Saul e Davide), dal “disordine” all'ordine.

Rut si svolge nel “disordine” e punterà verso l'ordine... ma questo lo vedremo tra sei predicazioni.

E' un po' la situazione in cui ci troviamo noi adesso: il mondo intorno è un gran macello, ma noi aspettiamo che torni il Re dei re Gesù; dal disordine all'ordine.

Leggiamo il capitolo 1 da 1 a 5:

“1 Al tempo dei giudici ci fu nel paese una carestia, e un uomo di Betlemme di Giuda andò a stare nelle campagne di Moab con la moglie e i suoi due figli. 2 Quest’uomo si chiamava Elimelec, sua moglie Naomi e i suoi due figli Malon e Chilion; erano efratei, di Betlemme di Giuda. Giunsero nelle campagne di Moab e si stabilirono là. 3 Elimelec, marito di Naomi, morì, e lei rimase con i suoi due figli. 4 Questi sposarono delle Moabite, delle quali una si chiamava Orpa e l’altra Rut; e abitarono là per circa dieci anni. 5 Poi Malon e Chilion morirono anch’essi, e la donna restò priva dei suoi due figli e del marito.” (Rut 1:1-5)

Il libro comincia con tutte cose brutte: FAME, FALLIMENTO, FUNERALI, E FINE.

FAME

Elimelec viveva a Betlemmme, che in ebraico significa “la casa del pane”... ma non c'è più pane!

Il Signore ha visto il peccato del popolo, ha visto i suoi figli e le sue figlie adorano altri dei,  rubano, sono egoisti, peccano contro l'orfano e la vedova... e ritrae la sua benedizione. La carestia arriva sul popolo di Dio.

Alcuni non sono così, ma l'effetto del male prevalente influisce sull'intera nazione (vi suona familiare?)

Elimelec (che significa “Dio è il mio re”) decide di trasferirsi a Moab (circa 60 km a nord) per trovare più cibo

Secondo voi ha fatto bene o ha fatto male? L'emigrazione è forse un peccato? Non è un peccato emigrare per dare possibilità migliori alla propria famiglia , ma lo è andare contro il volere di Dio (e tu ti chiami pure “Dio è il mio re”) se ti trasferisci a Moab!

Moab è un posto famoso per avere come dio Chemosh; era un dio “godereccio” e “pecoreccio”, le orge sessuali erano un  atto “normale e dovuto”.

L'origine dei moabiti era legata ad un parente di Abraamo, Lot (Genesi 19) che aveva messo incinta la propria figlia, generando la stirpe di Moab. Dio aveva espressamente vietato ai suoi figli di sposare le moabite.

Se la storia era iniziata con la FAME, ora continua col FALLIMENTO.

FALLIMENTO

Elimelec fallisce di seguire Dio: proviene da una famiglia credente  che gli mette nome “Dio è il mio re”, prende la tutta la sua famiglia, lascia Giuda, lasciando il tempio, (la chiesa di allora), gli amici credenti, la terra promessa, e li porta a Moab, senza un tempio,  dove si adora un altro dio,  senza amicizie credenti attorno.. per 10 anni!!!!

Perché parlo di fallimento di Elimelec? Perchè Elimelec è il capofamiglia, ed il capofamiglia è chiamato da Dio  a PROVVEDERE alla famiglia che DIO gli ha affidato, non solo economicamente,
ma anche (se non soprattutto) spiritualmente.

Come poteva supporre Elimelec che la sua fede, e quella della sua famiglia intera, sarebbe sopravvissuta in “apnea” per dieci anni?

All'inizio del nostro matrimonio la cosa irrinunciabile per entrambi, era dove avremmo adorato Dio
la chiesa come posto! E la seconda cosa irrinunciabile, era con chi avremmo adorato Dio, la chiesa come “Corpo di Cristo”.

Elimelec non si è domandato: “come andremo al tempio,  quali amici credenti avremo, quali donne credenti sposeranno i nostri figli”.

La vita non è solo cibo e soldi, ma è soprattutto rapporti e vita spirituale.

Ed era responsabilità di Elimelec come capofamiglia  di provvedere ad essi.

Voglio rivolgermi ai mariti: la tua famiglia è come un giardino che Dio vi ha dato in cura, tu sei il giardiniere di tua moglie e dei tuoi figli se ne hai. E se hai figli, tu sei il primo pastore di tuo figlio e di tua figlia.

Tuo figlio e tua figlia guardano in te,  e tenderanno a fare ciò che tu fai.

Se tu bestemmi loro bestemmieranno Se tu benedici loro benediranno. Se tu sei cinico loro saranno cinici. Se tu hai compassione, loro avranno compassione. Se tu preghi, loro pregheranno.

Elimelec si era preoccupato di nutrire il corpo dei figli, ma non lo spirito.. L'esempio che aveva dato era “fai quello che la tua testa ti dice”.

E infatti Malon (che significa “malato”) e Chilion (che significa “morente”) fanno di testa loro, e sposano due moabite.

Il Signore aveva detto questo al suo popolo circa le donne di Moab:

“Non t’imparenterai con loro, non darai le tue figlie ai loro figli e non prenderai le loro figlie per i tuoi figli,  perché distoglierebbero da me i tuoi figli che servirebbero dèi stranieri e l’ira del Signore si accenderebbe contro di voi... L’Ammonita e il Moabita non entreranno nell’assemblea del Signore; nessuno dei loro discendenti, neppure alla decima generazione, entrerà nell’assemblea del Signore;  (Deuteronomio 7:3-4, 23-3)

Dieci generazioni sono circa 50 anni: vale a dire: “Se sposi una moabita non entrerai in chiesa... probabilmente mai più”. Eppure Betlemme era a 60 km...  avrebbero potuto fare un “week end”
e trovare una moglie credente.

Voglio rivolgermi ai nostri giovani: se sposi una credente (o un credente se sei donna), sarà normale: andare in chiesa, pregare assieme, insegnare di Gesù ai tuoi figli, dare la decima, chiedere aiuto a Dio...

Se sposi una non credente (o un non credente) tutto questo sarà fonte di attrito, di liti...
fino ad arrivare nei casi estremi alla divisione.. Lo dicono le statistiche:  i matrimoni più solidi e che durano tutta la vita sono quelli tra due credenti. I matrimoni con il più alto tasso di divorzio, sono quelli tra una persona  credente e una non credente.

Nello scegliere il vostro partner, dovete mettere sula bilancia l'amore, si, il carattere, si l'affiatamento, si … ma partendo dalla fede...  la tua fede in Cristo che deve essere anche la sua.

Fame, fallimento... tutto porta ad un epilogo tragico.

FUNERALE

Elimelec, Malon e Chilion, tutti e tre muoiono. La stirpe muore: Erano venuti a Moab per... vivere, e invece a Moab muoiono.

Dio non ha potuto provvedere a loro fisicamente (erano lontani dal tempio) né spiritualmente (erano lontani da Dio).

Naomi è SOLA! E non c'è un “piano B” (sarebbe meglio averlo): è la FINE!

FINE

Naomi capisce che il tempo a Moab è finito, che la sua vita è tornare nel paese di Dio, con la gente di Dio

“Allora si alzò con le sue nuore per tornarsene dalle campagne di Moab, perché nelle campagne di Moab aveva sentito dire che il Signore aveva visitato il suo popolo, dandogli del pane. 7 Partì dunque con le sue due nuore dal luogo dov’era stata, e si mise in cammino per tornare nel paese di Giuda. 8 E Naomi disse alle sue due nuore: «Andate, tornate ciascuna a casa di sua madre; il Signore sia buono con voi, come voi siete state con quelli che sono morti e con me! 9 Il Signore dia a ciascuna di voi di trovare riposo in casa di un marito!» Le baciò, e quelle si misero a piangere ad alta voce 10 e le dissero: «No, torneremo con te al tuo popolo». 11 E Naomi rispose: «Tornate indietro, figlie mie! Perché verreste con me? Ho forse ancora dei figli nel mio grembo che possano diventare vostri mariti? 12 Ritornate, figlie mie, andate! Io sono troppo vecchia per risposarmi; e anche se dicessi: “Ne ho speranza”, e anche se avessi stanotte un marito e partorissi dei figli, 13 aspettereste voi finché fossero grandi? Rinuncereste a sposarvi? No, figlie mie! Io ho tristezza molto più di voi, perché la mano del Signore si è stesa contro di me».14 Allora esse piansero ad alta voce di nuovo; e Orpa baciò la suocera, ma Rut non si staccò da lei. 15 Naomi disse a Rut: «Ecco, tua cognata se n’è tornata al suo popolo e ai suoi dèi; torna indietro anche tu, come tua cognata!» 16 Ma Rut rispose: «Non pregarmi di lasciarti, per andarmene via da te; perché dove andrai tu, andrò anch’io; e dove starai tu, io pure starò; il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio; 17 dove morirai tu, morirò anch’io e là sarò sepolta. Il Signore mi tratti con il massimo rigore, se altra cosa che la morte mi separerà da te!» 18 Quando Naomi la vide fermamente decisa ad andare con lei, non gliene parlò più.” (Rut 1:6-18)

Naomi è onesta:  è arrabbiata con la vita... e con Dio. E non ne fa segreto con Orpa e Rut, le consiglia di tornare indietro “al suo popolo e ai suoi dei”. (v.15)

Come è un gran che come evangelizzatrice... ma è arrabbiata con Dio... ma Dio non è arrabbiata con lei... e provvederà per lei.

Nonostante stia deliberatamente cercando di rispedire le nuore alle orge di Moab, Rut decide di seguire Naomi...  ma soprattutto di seguire il Dio di Noemi.

Il tuo Dio sarà il mio Dio (v. 16)

Non è un atto di fede cieca di Rut, ma un atto deliberato, che parte dalla volontà: “Io DECIDO di seguire il tuo Dio...  e so che lui mi sta guardando in questo momento...”

Il Signore mi tratti con il massimo rigore, se altra cosa che la morte mi separerà da te (v. 17)

Per Naomi è la fine... ma non sempre la fine di qualcosa significa la fine di tutto... anzi!

PERCHE' IL BENE INIZI IL MALE DEVE FINIRE

Sempre  perchè qualcosa di buono inizi,  qualcosa di male deve terminare.

Orpa ritorna a Moab, e continua la sua vita...  e di lei non ne sappiamo più nulla... Rut decide di dare un taglio al passato, al dolore, al lutto... e il suo nome lo troviamo a chiare lettere in Matteo:

“Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abraamo...Boaz generò Obed da Rut” (Matteo 1: 1, 5)

E' una delle tre donne citate nella genealogia tutta al maschile di Gesù (Rut, Raab e Maria)

Rut decide non per “comodità”: sarà una straniera, pagana, moabita, vedova… con una suocera acida, in Giuda... Sceglie per fede... Perché il bene inizi il male deve finire.

Quale male deve finire nella tua vita perché inizi il bene? A chi o a cosa devi decidere di dare un taglio perché inizi il bene? Quali cose “scomode” devi accettare di affrontare perché inizi il bene?

Naomi e Rut riprendono il viaggio nel deserto:

“19 Così fecero il viaggio assieme fino al loro arrivo a Betlemme. E quando giunsero a Betlemme, tutta la città fu commossa per loro. Le donne dicevano: «È proprio Naomi?» 20 E lei rispondeva: «Non mi chiamate Naomi; chiamatemi Mara, poiché l’Onnipotente m’ha riempita d’amarezza. 21 Io partii nell’abbondanza e il Signore mi riconduce spoglia di tutto. Perché chiamarmi Naomi, quando il Signore ha testimoniato contro di me e l’Onnipotente mi ha resa infelice?» 22 Così Naomi se ne tornò con Rut, la Moabita, sua nuora, venuta dalle campagne di Moab. Esse giunsero a Betlemme quando si cominciava a mietere l’orzo.” (Rut 1:19-22)

Il deserto che Malon e Chilion non avevano fatto per trovare una moglie credente, ora lo fanno due vedove, di cui una è arrabbiata con Dio...

Attenzione... è arrabbiata, ma non rinnega Dio! Non dice “Dio non esiste”!

Nella Bibbia ci sono in generale due categorie di credenti che hanno problemi con Dio:

il peccatore -----> deve pentirsi
l'affranto --------> deve essere curato

L'effetto è il medesimo: tutti e due sono lontani da Dio, tutti e due tengono Dio “a distanza” dalle proprie vite” tutti e due fanno “come se Dio non ci fosse... anche se sanno che c'è e che vede!

Naomi è affranta, a chi gli chiede della sua famiglia... "Marito?" "Morto."  "Figli?"  "Morti." "Nipoti?" " Non ne ho."

Ha bisogno di essere curata...

Sapete, il mio obiettivo per questa chiesa non è tanto la crescita numerica... non solo.

Il mio obbiettivo è avere sempre più una chiesa fatta di credenti onesti che non rispondono a “come stai” con “bene grazie”, ma che confidano le proprie ferite ad altri credenti onesti, per essere guariti.

Naomi è onesta. E' arrabbiata con Dio. Ma Dio non è arrabbiato con Naomi.

Uno dei nomi di Dio è Iavè Irè, che vuol dire “Dio provvede”.

E' Abraamo ha dargli questo nome, perché aveva provveduto un montone da sacrificare, al posto del figlio Isacco...  sangue per sangue, su un monte che allora si chiamava “Moria” che in futuro sarebbe stato chiamato... Golgota.

In che modo Dio è Iavè Irè? In che modo è un Dio che provvede?

Immaginate che Dio abbia due mani, una visibile, e una invisibile.

La mano VISIBILE di Dio è quella che opera i miracoli: una guarigione, una liberazione, una resurrezione.

La mano INVISIBILE di Dio è quella che sostiene, talvolta è chiamata “Provvidenza”.

Naomi non VEDE la mano VISIBILE di Dio: nessuna guarigione, nessuna resurrezione per marito e figli, ma nonostante questo la mano INVISIBILE di Dio la sostiene dandogli una nuora che la segue,
cibo per sfamarsi, la sua gente ad accoglierla.

Forse nella tua vita hai visto la mano VISIBILE di Dio, una volta, due, ... o mai... ma come credente devi VEDERE la mano INVISIBILE di Dio... quella che provvede cibo, amici, un luogo sicuro, forza... anche quando sei arrabbiato, anche quando sei arrabbiata...

Se Dio ha provveduto a Naomi vedova, figli morti, senza nipoti... Se Dio ha provveduto a Rut vedova, straniera, moabita, senza figli, vuol dire che sta provvedendo anche a te.

La storia di Rut avviene in Giuda, quando non c'è un re, in una città chiamata Betlemme, dove una vedova straniera moabita pagana si unirà a un credente, Boaz, per provvedere un re eterno che sarebbe divenuto il sacrificio perfetto agli occhi di Dio: Gesù.

Iavè Irè... Dio provvede...

Preghiamo

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03 settembre 2017

Avere fiducia in un Dio onnipotente

Dio esiste, ed opera nella vita di chi lo riconosce in risposta a quella fede in Lui. E noi siamo chiamati a testimoniare di questo.

Sandro Ferretti ci illustra queste realtà attraverso il Salmo 40.
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"Ho pazientemente aspettato il Signore ed egli si è chinato su di me e ha ascoltato il mio grido. 2 Mi ha tratto fuori da una fossa di perdizione, dal pantano fangoso; ha fatto posare i miei piedi sulla roccia, ha reso sicuri i miei passi. 3 Egli ha messo nella mia bocca un nuovo cantico a lode del nostro Dio. Molti vedranno questo e temeranno, e confideranno nel Signore. 4 Beato l’uomo che ripone nel Signore la sua fiducia e non si rivolge ai superbi né a chi segue la menzogna! 5 O Signore, Dio mio, hai moltiplicato i tuoi prodigi e i tuoi disegni in nostro favore; nessuno è simile a te. Vorrei raccontarli e proclamarli, ma sono troppi per essere contati. 6 Tu non gradisci né sacrificio né offerta; m’hai aperto gli orecchi. Tu non domandi né olocausto né sacrificio per il peccato. 7 Allora ho detto: «Ecco, io vengo! Sta scritto di me nel rotolo del libro. 8 Dio mio, desidero fare la tua volontà, la tua legge è dentro il mio cuore». 9 Ho proclamato la tua giustizia nella grande assemblea; ecco, io non tengo chiuse le mie labbra; o Signore, tu lo sai. 10 Non ho tenuto nascosta la tua giustizia nel mio cuore; ho raccontato la tua fedeltà e la tua salvezza; non ho celato la tua benevolenza né la tua verità alla grande assemblea. 11 Tu, o Signore, non rifiutarmi la tua misericordia; la tua bontà e la tua verità mi custodiscano sempre! 12 Poiché mali innumerevoli mi circondano; i miei peccati mi pesano e non posso più guardarli. Sono più numerosi dei capelli del mio capo, e il mio cuore vien meno!" (Salmo 40:1-12)

"Alzo gli occhi verso i monti… Da dove mi verrà l’aiuto? 2 Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra. 3 Egli non permetterà che il tuo piede vacilli; colui che ti protegge non sonnecchierà." (Salmo 121: 1-3)


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27 agosto 2017

Voglio questo amore

Dove trovi rifugio quando ti senti in pericolo? Sappi che c'è qualcuno che non si dimenticherà mai di te, e sarà lì proprio quando la battaglia si fa dura.
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La settimana scorsa abbiamo parlato di fede, di quella fede che crede non perché segue la logica, ma perché cerca  il cuore di Dio.

Avevamo commentato Proverbi 3:5-6 traendone questi ammaestramenti:

1. CONFIDA in Dio, rifugiandoti  fra le sue braccia;
2. NON TI APPOGGIARE su quello che come uomo pensi possa accadere,
3. ma RICONOSCILO, sai che Dio è presente anche in quel problema, che non si è dimenticato di te, che è lui in controllo.

E che non risponde alla logica del mondo ma alla quantità di fede che tu poni in Lui.

Perché Dio fa tutto questo per me? Semplicemente, perché mi ama.

TI sei mai fermato, ti sei mai fermata a pensare cosa significhi questo? Cosa significhi l'amore che Dio ha per te?

Per illustrare questo tipo di amore, vorrei leggere assieme una storia  che ho trovato sul blog di un medico che lavora in un grande ospedale: s'intitola “Voglio questo amore”.

“Erano circa 8:30, quando un anziano signore ottantenne è arrivato per rimuovere dei punti di sutura dal pollice della mano. Egli ha dichiarato che aveva fretta perché aveva un appuntamento alle ore 9.00. L'ho fatto accomodare. Sapevo che ci sarebbe voluto più di un'ora prima che qualcuno potesse occuparsi di lui. L'ho visto controllare l' orologio con ansia e ho deciso di controllare la sua ferita perché non ero occupato con un altro paziente. La ferita era guarita bene. Quindi, ho parlato con uno dei medici per rimuovere i punti di sutura. Abbiamo iniziato a conversare mentre mi prendevo cura della sua ferita. Gli ho chiesto se avesse un altro appuntamento medico dopo, dato che aveva molta fretta. Il signore mi ha detto di no e ha risposto che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie. Mi ha detto che sua moglie si trovava nella casa di cura da un po di tempo, poiché era affetta dal morbo di Alzheimer. Gli ho chiesto se la moglie si sarebbe preoccupata se fosse stato un po in ritardo. Mi ha risposto che lei non lo riconosceva più già da cinque anni, e che anzi lo tratta male e qualche volta si rifiuta di parlargli Allora, ho esclamato: "E ancora vai ogni mattina, anche se lei non sa chi sei?" Lui ha sorriso, mi ha accarezzato la mano e ha detto: "Lei non mi conosce, ma io so ancora chi è...e la amo lo stesso. Forse la amo più adesso di quando ci siamo messi assieme". Ho avuto la pelle d'oca, e ho pensato: "Questo è il genere di amore che voglio nella mia vita".”


Sfortunatamente, il medico non è credente, perché se lo fosse, quel tipo di amore che cerca, lo avrebbe già trovato.

Come credenti, siamo grandemente benedetti, perché non possiamo impedire in alcun modo a Dio di amarci.

Possiamo rattristarlo, ma non possiamo deluderlo, perché sa come siamo fatti.

Possiamo farlo arrabbiare, ma non possiamo fargli smettere di amarci.

Così come l'anziano sposo continuava ad amare la moglie, continuava a visitarla e ad aiutala, nonostante non lo riconoscesse più e lo trattasse male, allo stesso modo è Dio.

Il problema è che Dio è come il marito... ed io sono come la moglie ammalata... mi dimentico spesso di questo tipo di amore.

Chi mi conosce bene, sa che sotto l'apparenza di un pastore calmo e equilibrato, si nasconde l'animo di un vulcano in perenne pericolo di esplodere.

Negli anni passati assieme al Signore ho imparato a dominare  (quasi sempre) questa mia natura “esplosiva”.

Non dico che con mi arrabbio più... anzi,  per alcune cose sono forse più impaziente ora di allora. Sono molte le cose che mi fanno “bollire” il sangue: l'egoismo della gente, il razzismo, la cattiveria, l'ingiustizia... soprattutto quella.

Ma nel tempo ho messo a punto alcuni “antidoti” alla rabbia; il maggiore di questi è la lettura della Bibbia,  ed in particolar modo dei Salmi.

All'inizio di questo anno vi avevo detto che il Salmo 42 era il mio salmo di “reset” nei momenti difficili.

Il Salmo 121 è quello che uso invece  quando mi dimentico che Dio è in controllo, che qualsiasi cosa accada  io sono al centro del suo amore Leggiamolo assieme:

“Alzo gli occhi verso i monti... Da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra. Egli non permetterà che il tuo piede vacilli; colui che ti protegge non sonnecchierà. Ecco, colui che protegge Israele non sonnecchierà né dormirà. Il Signore è colui che ti protegge; il Signore è la tua ombra; egli sta alla tua destra.  Di giorno il sole non ti colpirà, né la luna di notte.  Il Signore ti preserverà da ogni male; egli proteggerà l’anima tua.  Il Signore ti proteggerà, quando esci e quando entri, ora e sempre. (Salmo 121:1-8)

“Da dove mi verrà l’aiuto?”

Mi piace, perché comincia proprio da dove spesso sono io: giro gli occhi intorno,  e quello che vedo, la situazione attorno, sono come montagne che mi circondano e mi sovrastano, ed io sono al centro. Da quelle alture i nemici mi possono colpire indisturbati, e io non potrò difendermi.

Ti sei mai trovato lì, in mezzo ad una valle (spesso una valle di lacrime), accerchiato dai monti e dai nemici?

La parola che egli usa in ebraico per aiuto è “aizer”, che proviene dal verbo “azar”, che significa “circondare, cingere”.

Quando sono circondato da qualcosa più alto e più forte di me, quello che mi occorre è qualcosa di ancora più forte, che mi circondi, mi avvolga, come facevo  con i miei figli piccoli  quando avevano un incubo di notte; li cingevo con un braccio,  per dirgli :”Non temere, ci sono qua io”.

“Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra”

Eccolo, l’unico aiuto possibile;  non un semplice muro, ma colui che ha creato quei monti, infinitamente più grande di essi, infinitamente più in alto di essi, ma che non si dimentica di me!

Dio è onnipotente, può fare qualsiasi cosa... quasi... quasi qualsiasi cosa...

“Egli non permetterà che il tuo piede vacilli; colui che ti protegge non sonnecchierà.”

Perché, anche se è onnipotente, ci sono alcune cose che NON può fare: non può mentire, non può smettere di amarti, non può smettere di cercarti...

Il salmo aggiunge altre due cose che dio NON può fare

  • Egli NON può permettere che tu vacilli
  • Egli NON si riposa mai...

neppure per la pennichella pomeridiana.

 “Il Signore è colui che ti protegge; il Signore è la tua ombra; egli sta alla tua destra.”

Un tempo non si viaggiava in macchina, ma a piedi. Le strade non erano posti molto sicuri,
dovevi guardarti le spalle, e dovevi essere pronto ad usare la spada,  o qualsiasi  altra arma con la destra.

Dio è lì con te,  anche quando pensi di essere solo o sola. Sta dietro di te per proteggerti, sta alla tua destra per usare lui le armi...

E questo non avviene “per un po' “... ma sempre! Difatti il salmista aggiunge:

“Di giorno il sole non ti colpirà, né la luna di notte.”

Che sia giorno o che sia notte, tu sarai protetto, sarai protetta... Cosa proteggerà il Signore?

“Il Signore ti preserverà da ogni male; egli proteggerà l’anima tua”

Egli ti preserverà ,  letteralmente in ebraico significa “metterà una guardia”.

Ma più di una volta ho detto, che ai credenti non è riservata una sorte migliore da tutti gli altri.

Si, ci sono liberazioni miracolose, si, ci sono guarigioni miracolose... ma non sempre, perché a Dio interessa non tanto “l'involucro”, il corpo ma ciò che contiene, l'anima.

Anche i credenti si ammalano, anche i credenti (e soprattutto i credenti) vengono perseguitati,
anche i credenti muoiono, ma quello cui puoi star certo, è che il suo amore per te non finirà mai.

Paolo afferma:

“Chi ci separerà dall'amore di Cristo? … Sono convinto che niente potrà mai separarci dal suo amore. Né la morte, né la vita, né gli angeli, né i capi spirituali, né il presente, né il futuro né le potenze demoniache   e neppure le altezze o le profondità, nessuna cosa che Dio ha creato sarà mai capace di separarci dall'amore che Dio ci ha mostrato in Gesù Cristo, nostro Signore! (Romani 8:35a, 38-39 PV)

Com’è la tua vita, in questo momento?  C’è una guerra imminente o possibile che non puoi evitare?  Stai scrutando i monti attorno ad essa perché senti,  o sai che eserciti si stanno ammassando dietro di essi per attaccarti e distruggerti?

Affida  la difesa a Colui  che solo può cingere la tua vita di mura inespugnabili. E’ scritto in Ebrei 12:2

“Teniamo lo sguardo fisso su Gesù, principio e fine della fede, che, in vista della gioia che avrebbe avuto, sopporto la morte della croce, dando scarsa importanza a questa vergogna e si è seduto alla destra del trono di Dio.  (Ebrei 12:2)

Colui che ha in mano la spada che ti difende, si chiama Gesù.

Le parole dell'anziano al medico erano state queste:

“Lei non mi conosce, ma io so ancora chi è...e la amo lo stesso. Forse la amo più adesso di quando ci siamo messi assieme".

Dio ti ha amato attraverso Gesù, e non ha mai smesso di amarti, e non smetterà mai di farlo, qualsiasi cosa accada

"Questo è il genere di amore che voglio nella mia vita" diceva il dottore.

Questo è l'amore con cui ti ha amato Gesù: alza gli occhi, e riconosci che è in lui che puoi trovare l'aiuto.

Preghiamo.


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