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24 luglio 2016

Dove è la tua via, la tua verità verità e la tua vita?

Chi sei tu, come credente? Se Gesù è la via, la verità e la vita, dove è  che hai bisogno di vedere di più lui all'opera?

Ryan June e Zack Weingartner, usando il Vangelo di Giovanni,  ci spingono a riflettere su dove siamo rispetto alla via, alla verità e alla vita di Gesù.

(Registrazione del 28 giugno 2008) 
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"Tommaso gli disse: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo sapere la via?» Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche mio Padre; e fin da ora lo conoscete, e l’avete visto». Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gesù gli disse: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: “Mostraci il Padre”?  Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me fa le opere sue.  Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se no, credete a causa di quelle stesse opere. In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io, e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre;  e quello che chiederete nel mio nome, lo farò, affinché il Padre sia glorificato nel Figlio.  Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome io la farò. (Giovanni 14:5:14)

17 luglio 2016

Cosa direbbe Gesù?

Come credenti, quale deve essere la nostra reazione di fronte a ciò che di brutto accade nel mondo, spesso proprio contro i credenti? Cosa direbbe Gesù?
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La settimana scorsa abbiamo parlato di cosa avrebbe fatto Gesù rispetto alle varie situazioni che ci capitano nella vita, ed abbiamo detto che per sapere cosa avrebbe fatto Gesù, prima dobbiamo conoscere cosa ha fatto Gesù nella sua vita terrena.

Durante queste settimane sono successe tanti cose brutte: la strage nel ristorante a Dacca, il camion che ha ucciso oltre ottanta persone a Nizza, il colpo di stato in Turchia con quasi trecento morti.

Per chi segue come me le vicende di un paese lontano - lo Zimbabwe - dove nostri missionari vivono, che ho visitato e dove ho amici, in quel paese c'è una situazione tesissima, con violenze e uccisioni,
dove un pastore sta guidando la protesta e per questo è stato arrestato... e poi rilasciato grazie alle preghiere di moltissimi in tutto il mondo.

In Russia è stata promulgata una legge che impedisce di fatto di testimoniare Cristo “fuori da una chiesa”... e la chiesa deve essere quella “ufficiale ortodossa”.

Ti è mai capitato di “stupirti” per quanto male vanno le cose nel mondo? Ti è mai capitato di dire “Dove andremo a finire di questo passo?”?

A me capita. Capita spesso Ma dovrei stupirmi? Dovremmo stupirci?  L’ennesima strage che ha come “sottofondo” il grido “Allah Akbar”,  “Il dio Allah è il più grande”, dovrebbe stupirmi?

Se mi affidassi all’idea dell’inarrestabile progresso umano,  del fatto che il bene prevale sempre sul male...  SI! Dovrei stupirmi.

Cosa direbbe Gesù di questa situazione?  Cosa direbbe della vita che viviamo?

Anche questa volta, prima di pormi la domanda “cosa direbbe Gesù”, devo pormi la domanda “cosa ha detto Gesù”.

Nel capitolo 21 di Luca, Gesù era nel tempio, assieme ai discepoli:  aveva appena lodato la vedova che aveva offerto tutto quello che aveva, mentre i discepoli cominciarono a discutere di quanto bello fosse il tempio, gli ornamenti, gli ori.

“Alcuni cominciarono a fare considerazioni sulla bellezza delle pietre e dei doni consacrati che arricchivano le pareti del tempio” (Luca 21 5 PV)

I discepoli stavano facendo, né più né meno, quello che avremmo fatto io e te entrando, che so, a San Pietro, o qui a Montefiascone a San Flaviano... Apprezzavano “il qui e l'adesso”, quello che vedevano e che conoscevano.

 E Gesù sfrutta questa occasione,  li interrompe ,  e li fa riflettere che la stabilità e la bellezza del qui e dell'adesso  sono realtà fragili,  destinate a cambiare nel breve volgere del tempo.

“Ma Gesù disse:"Verrà il tempo in cui tutte queste cose che voi ammirate saranno distrutte. Non sarà lasciata pietra su pietra; tutto sarà demolito!" (Luca 21:6 PV)

I discepolo cominciano a preoccuparsi: conoscevano Gesù da quasi tre anni,  e sapevano che quando parlava era affidabile.

“Allora gli domandarono: "Maestro, quando accadranno queste cose? Quali saranno gli avvertimenti che stanno per accadere?"” (Luca 21.7 PV)

Hai mai pensato che questo potrebbe essere davvero il giorno del ritorno di Gesù? Cosa cambierebbe nella tua vita, se sapessi che domani il Maestro ritornerà? Quali decisioni che non hai ancora preso dovresti prendere,  sapendo che domani è “l'ultimo giorno utile”?

“Gesù rispose: "Fate attenzione, non lasciatevi ingannare, perché molti verranno usando il mio nome dicendo: "Sono io!" oppure: "Il tempo è quasi giunto!" Voi però non seguiteli!  "Quando sentirete parlare di guerre e rivoluzioni, non spaventatevi! È vero, le guerre devono scoppiare prima, ma ciò non significa che la fine debba venire subito dopo".  Poi disse: "Una nazione entrerà in guerra contro un'altra e un regno contro un altro regno. Ci saranno grandi terremoti in molti paesi, epidemie e carestie, e nel cielo appariranno grandi segni.  "Ma prima che tutto questo avvenga vi arresteranno, ci sarà un periodo di persecuzione: sarete trascinati nelle sinagoghe e nelle prigioni, davanti a re e governatori per amore del mio nome. (Luca 21:8-12 PV)

Mi immagino le facce dei discepoli:  “Scu... scusa, Gesù... noi dicevamo solo che i lampadari erano belli...”.

In un certo senso, mi sento al “sicuro”:  domani non è il “D Day”,  ho ancora tempo prima che torni Gesù...

Posso prendermela comoda,  perché, fino ad ora, in Italia non siamo perseguitati... per cui...

Questa è la stessa cosa che avrebbe potuto pensare una delle 84 vittime dell'attentato a Nizza, o i credenti in Russia che non potranno più riunirsi nelle case o nelle chiese evangeliche, o i credenti dello Zimbabwe.

Gesù di sicuro (forse) non arriverà domani...  ma la persecuzione, quella si che potrebbe arrivare domani; sotto forma di bomba dell'Isis,  o di colpo di stato,  o di una legge, o altro.

Ti chiedo: “Sei pronto? Sei pronta?”

Sai perché ti chiedo questo?  Perché lo scopo della tua vita è quello di glorificare Dio, e di parlare agli altri di quello che ha fatto nella tua vita. Si chiama “Grande Mandato”:

“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,  insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate.(Matteo 28:19-20)

Perché Gesù dice che la persecuzione sarà uno “strumento” di evangelizzazione!

Non ci credi? Guarda!

“Ma ciò vi darà l'occasione di testimoniare. Perciò, non preoccupatevi di come dovrete difendervi dalle accuse che vi faranno, perché sarò io a darvi le parole giuste e una tale logica che nessuno dei vostri avversari sarà in grado di rispondere!” (Luca 21:13-15 PV)

Gesù promette tre cose:

1) vi lasceranno testimoniare di me;
2) io vi darò le parole giuste con cui testimoniare;
3) la logica delle vostre parole non sarà la vostra, umana, logica, ma la logica di colui che ha creato il mondo... la MIA!

E chi potrebbe mai ribattere alla logica di chi governa gli atomi e le galassie?

Non ti servirà di essere un pastore laureato in teologia per affrontare il giudizio: ma una cosa ti servirà: avere un rapporto vivo con Gesù.

Come è il tuo rapporto con Gesù? Per avere un rapporto vivo con una persona devo:

  • vederla spesso, 
  • sentirla spesso, 
  • parlare con lei spesso, 
  • pensarla spesso.

Quante volte “vedi Gesù”, nel senso che “sei alla sua presenza”,  agisci consapevole che lui è lì, al tuo fianco, che ti vede, ti segue, è al tuo fianco? Quante volte gli parli? Quante volte pensi a lui?

Quante volte sperimenti nella tua vita quello che sperimentava Davide?

“Tu mi circondi, mi stai di fronte e alle spalle e poni la tua mano su di me.  La conoscenza che hai di me è meravigliosa, troppo alta perché io possa arrivarci. Dove potrei andarmene lontano dal tuo Spirito, dove fuggirò dalla tua presenza?” (Salmo 139:5-7)

La persecuzione,  piccola o grande che sia, sarà uno strumento per salvare altri per Cristo.

Fu la persecuzione che spinse i credenti fuori da Gerusalemme, in Turchia, in Grecia, in Italia, a Roma... e poi “fino alle estremità della terra”, per testimoniare Cristo.

Se sarai alla presenza di Cristo, allora non dovrai avere alcun timore; Gesù afferma:

“In quel periodo perfino i vostri genitori, i fratelli, i parenti e gli amici vi tradiranno; ed alcuni di voi saranno uccisi. Tutti vi odieranno, perché siete miei.Eppure neppure un capello del vostro capo andrà perduto!  Con la vostra perseveranza, vi salverete. … Alcuni saranno uccisi dalle armi nemiche, altri saranno deportati in tutte le nazioni del mondo (Luca 21:16-19, 24 PV)

Attenzione: Gesù lo dice:  alcuni saranno uccisi, altri saranno deportati.. Eppure NULLA DI VOI, neppure un capello di voi si perderà! Dio lo afferma ad Isaia:

“Non temere, perché io sono con te; io ricondurrò la tua discendenza da oriente e ti raccoglierò da occidente. Dirò al settentrione: “Da’!” e al mezzogiorno: “Non trattenere!” Fa’ venire i miei figli da lontano e le mie figlie dalle estremità della terra: tutti quelli cioè che portano il mio nome, che io ho creati per la mia gloria, che ho formati, che ho fatti.” (Isaia 43:5-7)

Gesù dice: “Se tu sei mio, se tu sei mia, sei salvo, sei salva."

E di tutti gli altri? che ne sarà di chi non ha un rapporto personale con Gesù?

“Gli uomini sverranno dalla paura e dall'ansietà di fronte al destino spaventoso che vedranno avvicinarsi, perché perfino la stabilità dei cieli sarà sconvolta.” (Luca 21:26 PV)

Il destino per loro, dice Gesù , è “spaventoso”. Tutti coloro che ora sembrano dominatori, “sverranno” dalla paura.

Sverrà Mugabe, o chi lo avrà sostituito, sverrà Putin, o chi lo avrà sostituito, sverranno i terroristi dell'Isis, o chi li avranno sostituiti.

Cosa è che li terrorizzerà così tanto da farli svenire?  I terremoti, i segni del cielo? Ci sarà una cosa ancora più spaventosa che vedranno...

“Sarà allora che vedranno il Figlio dell'uomo arrivare fra le nuvole con grande potenza e grande gloria” (Luca 21: 27 PV)

Ecco cosa li spaventerà A MORTE!  Vedranno colui

  • che hanno deriso,
  • che hanno diffamato,
  • che hanno chiamato pazzo,
  • che hanno negato, 
venire con GRANDE gloria e GRANDE potenza, e capiranno che la loro condanna è VERA, che Cristo esiste, che è il Re dei RE e che loro non hanno alcun rapporto con lui.

Non so te, ma io, quel giorno, non me lo voglio mancare: Paolo affermava:

“Mi sottopongo a dei sacrifici, come un atleta, e tengo il mio corpo a disciplina, per paura di essere squalificato e ripreso, proprio io che ho predicato agli altri!” (1 Corinzi 9:27)

So che la vita cristiana COSTA; può costare molto, persino la  vita. Ma quale vita?

Siamo partiti ponendoci la domanda “cosa direbbe Gesù” di ciò che accade nella vita.

Gesù direbbe: “Coraggio! Questa non è la TUA vita; tu sei solo in attesa che io torni perché tu possa avere quella VERA!"

“Così, quando cominceranno ad accadere tutte queste cose, state all'erta e alzate la testa, perché il tempo della vostra liberazione è vicino!" (Luca 21:26 PV)

Non viviamo liberi, ma siamo schiavi di QUESTA vita, e tutto ciò che accade, deve accadere, affinché lui possa tornare e liberare coloro che hanno creduto in lui.


Gesù afferma:

“Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; chi invece, è pronto a sacrificarla, la salverà.” (Luca 17:33 PV)

Cosa direbbe Gesù difronte alla strage di Dacca, alla strage di Nizza,  alla legge di Putin, all'arresto del pastore in Zimbabwe?

Direbbe: “Stammi vicino, che sto venendo a liberati.

Preghiamo.

10 luglio 2016

Cosa farebbe Gesù?

Per poter capire "cosa farebbe Gesù" di fronte alle varie situazioni che ci capitano nella nostra vita è indispensabile conoscere "cosa ha fatto Gesù" nella sua vita terrena.
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Sto tornando a casa, ma oggi è uno di quei giorni dove il lago è particolarmente bello, è c'è un posto speciale da dove mo piace guardarlo. E' appena sotto le Coste, da lì si vede tutta la valle e quasi tutto il lago.

Così, uscendo da mia madre, invece di svoltare a destra verso casa, svolto a sinistra.

Fatti cinque-seicento metri, appena sotto al “Poggetto”, mi si para davanti una donna. E' letteralmente in mezzo alla strada, con una grossa borsa di plastica a fiori a tracolla. Avrà circa l'età di mia madre, e non dovrebbe stare sotto il sole, con quel caldo, alle tre del pomeriggio; dovrebbe stare a casa, e comunque non in mezzo alla strada, ma sul marciapiede.

Faccio tutte queste riflessioni, e mentre le sto facendo, lei è già un puntino sul mio specchietto retrovisore; devo far presto per arrivare al posto che mi piace, perché poi devo andare a lavorare...

Ma ho fatto la scelta giusta? Guardo il lago e la valle, ma continuo a pensare alla donna anziana. Sarà ancora sulla strada, in mezzo ad essa, le sarà accaduto qualcosa?

Riaccendo velocemente la macchina, torno su fino allo sbocco sulla Cassia, e cerco di lei. Nessuna traccia. Sono contento: in qualche modo è arrivata ad un posto “tranquillo”, senza incidenti.

Ma io, ho agito bene? Non solo come cittadino, ma soprattutto come credente? Cosa avrebbe fatto Gesù, al posto mio?

Un po' di anni fa andava di moda, soprattutto in America, di portare un braccialetto di plastica con su sopra le lettere WWJD, acronimo di “What Would Jesus Do”, che significa  “Cosa farebbe Gesù?” 

Per molti è diventato un principio guida, una bussola morale che aiuta ad applicare elementi astratti della fede cristiana per le questioni pratiche che si devono affrontare ogni giorno.

Il movimento WWJD è iniziato nel 1989 quando il gruppo di giovani una chiesa in Michigan,  studiarono  il romanzo di Charles Sheldon “Sui suoi passi” . Nel romanzo, i protagonisti  premettono ad  ogni pensiero e azione  la frase "Cosa farebbe Gesù?".

I giovani presero il modello di Sheldon a cuore e costruirono dei braccialetti di tessuto colorato da indossare come un ricordo tangibile di quella potente domanda. Presto le persone in tutta la loro comunità indossarono i braccialetti, e da lì il fenomeno si moltiplicò in tutto il mondo. Verso la fine degli anni '90, le lettere WWJD potevano essere trovate su una moltitudine di libri, magliette, e altri gadget cristiani. Ad oggi, si stima che 14 milioni di braccialetti siano stati venduti.

Ma il messaggio di WWJD non deve essere dato per scontato a causa della sovraesposizione. Tanto semplice come sembra, a volte la domanda: “Cosa farebbe Gesù?”  mi lascia ancora pensare e mi lascia mille dubbi.

Prendere in considerazione questi scenari inventati ma plausibili.

• Sto uscendo di fretta dalla porta di casa per recarmi in chiesa con la famiglia al seguito. Tirando fuori l'auto dal garage, do un'occhiata nello specchietto retrovisore e vedo il mio vicino di casa dall'altra parte della strada. Sta lavorando da solo per sgomberare il suo giardino dalla montagna di detriti dovuti a  un recente temporale. Improvvisamente un pensiero attraversa la mia mente: “Ferma la macchina .Torna dentro, e cambiati  i vestiti. Salta chiesa  oggi, e dimostra al tuo prossimo che lo ami.  Cosa farebbe Gesù?”

• Quando  arrivano dei nuovi inquilini nel palazzo dove abitiamo, gli offriamo un dono di benvenuto per dimostarci amichevoli, e spesso questo sfocia in possibilità di testimoniare l'evangelo. Ma per la prima volta, i nostri nuovi vicini sono due uomini in una "coppia di fatto". Siamo di fronte ad un dilemma: “Se portiamo a loro lo stesso dono che abbiamo sempre dato ai nuovi vicini, stiamo avvallando il loro stile di vita? Oppure vogliamo  essere 'amici dei peccatori? Cosa farebbe Gesù?”.

• Ho messo da parte dei soldi per la costruzione di una nuova stanza di preghiera nella nostra chiesa. E' necessaria più preghiera per raggiungere le persone per Cristo, e quella stanza è indispensabile ormai, perché nella vecchia si è istallata la scuola domenicale. Ma il giorno che ho intenzione di scrivere il mio assegno, scopro che un amico disoccupato rischia  di perdere la sua casa. Cosa farebbe Gesù?

Cosa farebbe Gesù? Pietro stesso, che ha seguito fisicamente il Maestro mi sollecita a “seguire i suoi passi”.

“Questa sofferenza fa parte del compito che Dio vi ha assegnato. Cristo, che ha sofferto per voi, vi serve d'esempio. Seguite i suoi passi!”  (1 Pietro 2:21 PV)

Pietro dice che Gesù ci ha lasciato "un esempio”, che dovremmo “seguire i suoi passi." E' giusto, ammirevole e biblico chiedersi "Cosa farebbe Gesù?" nelle decisioni che dobbiamo affrontare ogni giorno... Ma quali “passi” devo seguire?

Per sapete quali passi seguire, prima di rispondere alla domanda “cosa farebbe Gesù”, devo aver risposto ad un'atra domanda, forse più importante, ma meno evidente : "Cosa ha fatto Gesù?

Se non sappiamo ciò che Gesù ha fatto nella sua vita, come possiamo aspettarci di indovinare cosa avrebbe fatto al posto nostro?

Leggendo i quattro Vangeli con questa domanda in mente ho scoperto sette priorità che hanno guidato Gesù:

1. Ha cercato il Padre 

Gesù ha dimostrato intimità con Dio cercandolo continuamente nella preghiera.

Il primo capitolo del Vangelo di Marco ci dà un assaggio di Gesù all'inizio del suo ministero. La sua vita è stata tutta un vorticoso concedersi alle persone, soddisfare le loro esigenze guarendo, confortando e  sfruttando ogni opportunità per avvicinarle al Regno del padre. 

Gesù ministrava tutto il giorno. Eppure,proprio all'inizio del libro, Marco sottolinea questo aspetto:

“Il mattino seguente, Gesù si alzo molto prima dell'alba e si recò in un posto deserto per pregare.” (Marco 1:35 PV)

Gesù sapeva di avere un tempo limitato, appena tre anni, in cui avrebbe dovuto salvare il mondo: tu cosa avresti fatto al posto suo? Avresti avuto piuttosto fretta di “fare tutto”  avresti corso tutto il giorno, magari non avresti neppure dormito...

Gesù, invece, ha sempre iniziato il lavoro cercando per prima cosa il Padre; non lo ha mai ritenuto un “tempo morto”, ma lo ha sempre visto come il carburante per quello che avrebbe fatto durante il giorno.

Gesù avrebbe potuto dormire meno o lavorare meno, ma non avrebbe mai rinunciato a pregare; avrebbe sempre trovato il tempo, ritagliato il tempo, cancellato altro, ma mai la preghiera.

Quarantacinque volte i vangeli ci dicono che Gesù è andato da solo a pregare. Ogni aspetto della sua vita e del ministero è stata saturata con la preghiera.

Scenario reale per te: ti svegli la mattina, e hai una giornata da affrontare, con il suo carico di cose da fare e problemi da affrontare. E, se sei credente, di opportunità per testimoniare Cristo. 

Cosa farebbe Gesù?

2. Ha abbracciato gli emarginati

Gesù ha dimostrato l'amore di Dio, accettando i naufraghi della società. Questo ha provocato il grande disprezzo della casta religiosa dell'epoca. Ma nondimeno Gesù non si faceva scrupolo  rispetto alla maggior parte del mondo di abbracciare quello che era peccatore e quello che era  malato,  quello con una brutta fama e  quello poco importante.

Luca 5 offre un buon esempio:

“Più tardi, Gesù uscì per la strada e vide un certo Levi, uno dei corrotti e odiati esattori delle tasse che sedeva dietro il banco; gli disse: "Vieni con me".  Levi si alzo, lascio tutto e lo seguì. Poco dopo, Levi diede un banchetto a casa sua in cui Gesù era l'ospite d'onore. C'erano anche molti suoi colleghi ed altri ospiti. I Farisei e i dottori della legge cominciarono a brontolare con i discepoli: "Perché mangiate con gli esattori delle tasse e i peccatori?"  Ma Gesù rispose loro: "Sono le persone malate che hanno bisogno del medico, non quelle sane!Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si pentano!" (Luca 5:27-32 PV)

Sulla scala etico-sociale dell'epoca, gli esattori delle tasse erano posizionati da qualche parte tra un magnaccia e ladro. Un individuo “onesto” non avrebbe mai voluto avere a che fare con loro. Ma Gesù non solo ha parlato con Levi (che poi sarà chiamato Matteo), ma ha chiesto l'uomo a diventare suo discepolo.

Scenario reale per te: nella tua città sono arrivati dei profughi siriani, e non avendo nulla da fare (perché, per legge, non possono essere adibiti a nessun lavoro “socialmente utile”), due di questi stanno nella piazza principale a fare niente. E' caldo, e inviti i tuoi amici al bar per prendere una bottiglia d'acqua gelata.

Cosa farebbe Gesù?

3. Ha risanato vite spezzate

Con la forza dello Spirito di Dio, Gesù poteva conoscere ogni singolo bisogno fisico, finanziario, mentale, di relazione ecc.  delle persone (e lo può fare ancora!).

“Una volta, mentre si trovava nella sinagoga, un uomo che aveva uno spirito demoniaco cominciò a gridargli:  "Non vogliamo avere niente a che fare con te, Gesù di Nazaret! Sei venuto per distruggerci? Io so chi sei: il Santo di Dio!"  Gesù lo sgridò severamente e gli ordinò: "Stai zitto ed esci da quest'uomo!" Il demone gettò l'uomo a terra, in mezzo alla folla, poi lo lasciò senza fargli alcun male. ... Dopo essere uscito dalla sinagoga, Gesù andò a casa di Simone, che aveva la suocera colta da una febbre alta. I presenti lo pregarono di aiutarla. Gesù allora, stando vicino a lei, si chinò e rimproverò la febbre, che immediatamente la lasciò. Così la donna si alzò subito e comincio a servirli.” (Luca 4:33-35, 38-39 PV)

Egli scacciò i demoni, guarì i corpi, risuscitò i morti, e perdonò i peccati.  Gesù ha dimostrato che il potere di Dio è sufficiente a soddisfare ogni tipo di esigenza. E le Scritture ci promettono che lo stesso potere opera in e attraverso la nostra vita di oggi. Infatti Paolo dice: 

“Perché è Dio che opera in voi e vi rende capaci non soltanto di desiderare, ma anche di fare ciò che egli vuole.” (Filippesi 2:13b PV).

Io, Marco, non sono  capace di fare miracoli. Ma so che i miracoli ancora oggi accadono. Come accadono?

Gesù ha operato sul presupposto che abbiamo un Dio di miracoli che si diletta a trasformare i frantumi della vita dei suoi figli e delle sue figlie in opere d'arte migliori di quelle  che sembravano irrimediabilmente frantumate.

Gesù, quando guardava la folla, non vedeva le persone, ma vedeva il miracolo in attesa di accadere in quelle persone.

Scenario reale per te: tua cognata non credente ha un tumore in uno stadio avanzato, e le statistiche dicono che le rimangono 18 mesi di vita. Ti pieghi alla logica dei numeri, o continui a pregare che Dio intervenga operando un “miracolo”,  la guarigione del corpo, ma soprattutto quella dell'anima?

Cosa farebbe Gesù?

4. Ha affrontato  gli ipocriti.

Gesù ha mostrato il cuore di Dio in contrapposizione alla religione senza vita. Ha apertamente affrontato l'ipocrisia religiosa.

"Guai a voi, dottori della legge e Farisei ipocriti! Siete come tombe appena imbiancate: bellissime all'esterno, ma all'interno piene di ossa di morti e di ogni sporcizia! Così anche voi, esternamente, agli occhi della gente, sembrate giusti, ma sotto il vostro aspetto rispettabile i vostri cuori sono pieni d'ipocrisia e di malvagità! (Matteo 23:27-28 PV)

Gesù è colui che ha scacciato a frustate i mercanti dal tempio, che pubblicamente ha sempre sottolineato le malefatte delle persone “religiose” e dei loro capi.... e con questo ha decretato la sua morte in croce.

Cosa farebbe Gesù quando vedesse persone che agiscono in nome di Dio per ferire, per giudicare o per condannare gli altri? . 

Scenario reale per te:  vivi in una città dove tutti i maschi da zero a cento anni, una volta all'anno, si vestono e vanno ad “adorare” una statua della Madonna, un idolo; essere tra quelli che sfilano significa essere accettato dalla società dove vivi.  Hai un figlio maschio, che se non sfila non sarà “popolare” in paese.

Cosa farebbe Gesù?

5. Ha insegnato la Parola di Dio

Gesù ha approfittato di ogni momento “insegnabile”: sia nel suo “piccolo gruppo” con discepoli che lo amavano, sia di fronte alle folle che lo seguivano, sia davanti alle autorità politiche o religiose che lo attaccavano. A ognuno ha voluto aprire uno squarcio nel cielo per fargli vedere uno spicchio di Paradiso e il sorriso del Padre. E ' stato sempre disponibile ad aiutare le persone a scoprire sempre un po' di più circa suo Padre. 

“E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre. (Giovanni 1:14).

Ma anche se lui era “parola divenuta carne”, Gesù spesso chiedeva alla gente di tornare alla parola scritta.

“Ed ecco, un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova, dicendo: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?»  Gesù gli disse: «Nella legge che cosa sta scritto? Come leggi?»  Egli rispose: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua, e il tuo prossimo come te stesso».  Gesù gli disse: «Hai risposto esattamente; fa’ questo e vivrai». (Luca 10: 25-28)

Molti di noi non si considerano insegnanti, perché non salgono su  un pulpito di domenica o non conducono uno studio durante la settimana,. SE questo non accade nella tua vita potresti essere tentato o tentata di pensare che questo aspetto della vita di Gesù non si applica a te.

Il problema è che la nostra idea  di “insegnamento” è troppo stretta. Gesù ha insegnato conversando uno a uno con Nicodemo e predicando le beatitudini davanti  a migliaia di persone.

L'insegnamento richiede semplicemente di essere così riempito con la Parola di Dio che trabocchi naturalmente dalla nostra vita nella vita di coloro che ci circondano.

Scenario reale per te: tuo fratello finalmente ti chiede di spiegargli un pochino di più del perché ti sei unito a quella strana chiesa dove tutti cantano a squarciagola e alzano le mani al cielo, ma tu non sai  fare un discorso con una struttura con tre punti che iniziano con la stessa lettera come fa Marco la domenica in chiesa.

Cosa farebbe Gesù?

5. Ha servito

Il servizio ha segnato la vita di Gesù  dall'inizio alla fine. Ha servito attraverso il sacrificio, mettendo i bisogni degli altri sopra la propria vita.

“Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava,  si alzò da tavola, depose le sue vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse. Poi mise dell’acqua in una bacinella, e cominciò a lavare i piedi ai discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto. (Giovanni 13: 2-5).

La sua vita di servizio è culminata alla croce, in cui il Figlio dell'uomo è morto per pagare il nostro debito spirituale.

A volte mi sento così occupato a fare il lavoro di Dio che io non ho tempo per le persone. Ma il lavoro di Dio è la gente! La sua attività è aiutare un senzatetto a trovare ricovero prima di sera. La sua attività è pregare assieme a un bambino per il suo fratellino ammalato e leggere la Bibbia con un nuovo cristiano. La sua attività è spingere una macchina che si è spenta  in mezzo ad un l'incrocio e rispondere a quella telefonata a mezzanotte da un amico in difficoltà.

Scenario reale per te: vorresti tanto uscire con quell'amico che non vedi da molto tempo e che è in città solo oggi, ma una persona in chiesa ha bisogno di traslocare entro oggi altrimenti paga una penale e ti chiede di andare con la tua macchina perché è grande.

Cosa farebbe Gesù?

6. Ha equipaggiato i leader

Infine, Gesù ha dimostrato il carattere di Dio equipaggiando altre persone, dei leader che hanno continuato la sua missione e hanno cambiato il mondo dopo la sua partenza. Si è rifiutato di di lasciare che le pressioni del ministero di oggi gli impedissero di identificare e investire nei leader di domani 

“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate.” (Matteo 28:19:20a)

Gesù ha sempre fatto, e poi spiegato: ha sempre mostrato l'esempio, e poi chiesto di fare altrettanto.aiutare a identificare e prepararsi per la missione che Dio ha disegnato per loro.

“Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io.” (Giovanni 13:15)

Scenario reale per te: sei pastore di una chiesa (o leader in un piccolo gruppo), e vedi che ci sono altri che vorrebbero aiutare nelle attività di chiesa, ma la tua agenda è già piena di cose da fare per i prossimi sei mesi.

Cosa farebbe Gesù?

Cosa avrebbe fatto Gesù con la donna in mezzo alla strada?

Sulla base di tutto questo,  cosa avrebbe fatto Gesù con la donna in mezzo alla strada?


Di certo non avrebbe “tirato dritto”  alla ricerca della priorità di vedere un bel panorama,  ma avrebbe cercato il Padre pregando  (anche una di quelle preghiere che io definisco “a microonde”),  si sarebbe fermato,  abbracciando l'emarginata,  l'avrebbe servita, portandola al sicuro,  e avrebbe insegnato, parlandole, anche solo con una frase della salvezza che è in Cristo.

Molti di noi, io per primo, spesso “tirano dritto” davanti alla “donna in mezzo alla strada”,  davanti alle necessità che Dio ci provvede durante le nostre giornate.

“In tutta sincerità, vi dico che chi crede in me farà le stesse opere che faccio io, anzi ne farà di più grandi ancora.” (Giovanni 14:12 PV)

Da domani, impegnati a vedere le situazioni e le  persone della tua vita non con i tuoi occhi,  ma con quelli di Cristo.  

A non vedere semplicemente le persone, ma  il miracolo in attesa di accadere in quelle persone e ad agire affinché quel miracolo si compia.

Lo stesso miracolo che è accaduto in te,  se hai accettato Cristo.

Preghiamo.

03 luglio 2016

La potenza di Dio per agire nella chiesa

Se fai parte di una chiesa locale, devi usare i tuoi doni per l'opera di Dio. Ma da dove trarre la forza per farlo?

Nial Mac Càrthaigh ci mostra attraverso Efesini 4 che per ogni "peso" che Dio ti da nella chiesa provvede anche la potenza per affrontarlo.
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"8 Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi: è il dono di Dio. 9 Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; 10 infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo." (Efesini 2:8-10)

"20 Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo, 21 a lui sia la gloria nella chiesa e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen." (Efesini 3:20-21)

"1 Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta, 2 con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, 3 sforzandovi di conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace. 4 Vi è un corpo solo e un solo Spirito, come pure siete stati chiamati a una sola speranza, quella della vostra vocazione. 5 V’è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, 6 un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti. " (Efesini 4:1-6)

"11 lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, 12 per il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del corpo di Cristo, 13 fino a che tutti giungiamo all’unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo; 14 affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore; 15 ma, seguendo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. 16 Da lui tutto il corpo2 ben collegato e ben connesso mediante l’aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore di ogni singola parte, per edificare se stesso nell’amore." (Efesini 4:11-16)
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