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12 agosto 2018

Fare per mostrare la luce

Per essere sale e luce non mi basta conoscere il volere di Dio: devo applicarlo alla mia vita e mostrarlo agli altri.
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"Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta,  e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa.  Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli." (Matteo 5:13-16)

05 agosto 2018

Condividere i miei doni per il bene comune

A cosa servo io all'interno di una chiesa? A scaldare una sedia, oppure a renderla più ricca?

Non esistono credenti che "non servono a nulla", ma solo credenti che non hanno ancora capito che Dio chiede a ciascuno dei suoi figli di impegnarsi.


Sai a quale scopo? Non per il tuo bene, ma per quello degli altri.

Non per il bene individuale ed egoistico...ma per il bene comune.


(Messaggio portato da Michele Carlson)
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“Ora a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune...Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua.” (1 Corinzi 12:7, 27)

“Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l’aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore di ogni singola parte, per edificare se stesso nell’amore.” (Efesini 4:16)

“Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.” (Efesini 2:10)

“Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo. Meravigliose sono le tue opere, #e l’anima mia lo sa molto bene.” (Salmo 139:14)

“Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno.” (Romani 8:28)

“Ma tutte queste cose le opera quell’unico e medesimo Spirito, distribuendo i doni a ciascuno in particolare come vuole...Se tutte le membra fossero un unico membro, dove sarebbe il corpo?...l’occhio non può dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né il capo può dire ai piedi: «Non ho bisogno di voi».  Al contrario, le membra del corpo che sembrano essere più deboli sono invece necessarie;” (1 Corinzi 12:11, 19, 21-22)

“Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo.  Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla.  Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente.” (1 Corinzi 13:1-3)

“Esaminami, o Dio, e conosci il mio cuore. Mettimi alla prova e conosci i miei pensieri. Vedi se c’è in me qualche via iniqua e guidami per la via eterna.” (Salmo 139:23)

29 luglio 2018

Per cosa stai vivendo? Il libro di Ecclesiaste

Per cosa stai vivendo? Per la fama, per il danaro, per il desiderio di apprendere, per il sesso... o per cosa altro?  E, soprattutto, quale è il fine di tutto questo affaticarsi? E' la nostra vita una barca spiaggiata? Un uomo, e un libro nella Bibbia, parla di tutto ciò: l'uomo è Salomone, e il libro Ecclesiaste.
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I filosofi di ogni epoca si sono affaticati su queste semplici ma terribili domande, senza sapere (o facendo finta di non sapere) che esse erano state scritte da Dio sulla Bibbia per mezzo di un uomo al cui confronto le ricchezze dei più ricchi attuali sembrerebbero pochi, insignificanti spiccioli.

Un uomo al cui confronto la saggezza di Ghandi sembra il ragionamento d'un folle; e al cui cospetto Don Giovanni, Casanova e Rodolfo Valentino sembrano imbranati in materia di conquiste femminili.

Un multimiliardario, un saggio, un grande seduttore, un uomo di legge, un ingegnere civile, un amante dell'arte, un poeta, ma soprattutto un uomo di Dio.

L'uomo di cui parliamo è Salomone, ed il libro in cui ha scritto quelle domande è il libro di Ecclesiaste.

Ma lungi dallo scoprire il grande uomo di Dio o del mondo, quello che Ecclesiaste disegna è un Salomone vecchio, stanco, piegato e quasi vinto dalla vita che dice:

"Vanità delle vanità; tutto è vanità. Io applicai il mio cuore a trovare un senso alla vita dell'uomo, e questo o scoperto; ogni cosa è vana, è un correre dietro al vento. Il saggio è pari allo stolto, ed il ricco accumula ricchezze che altri godranno; fama, potere e dominio passano; persino l'amore di una donna, ed il sesso col tempo sbiadiscono lasciandoci soli." (Parafrasi)

E' come se Salomone, distrutto ogni mito che nel mondo è simbolo di durata, chiudesse il cancello del suo palazzo ormai deserto, ritrovandosi solo, disperato e vecchio.

La vita l'ha vinto.

Ma proprio alla fine, proprio negli ultimo due versetti egli scopre l'unica cosa che non sia vana o un correre dietro al vento:

"Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l'uomo"

22 luglio 2018

Affidarmi a chi si cura di me

Riesci a credere solo a ciò che vedi, oppure sai affidare i tuoi muscoli e il tuo cuore a chi  veramente
si cura di te?
[Messaggio registrato il 16/06/2013]
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Come definiresti la parola “fede”?
  • Definizione Vocabolario Garzanti: “il credere come veri determinati assunti o concetti, basandosi sull'altrui autorità o su una personale convinzione”.
  • Definizione Zanichelli: “adesione incondizionata a un fatto, a un'idea”.
  • Definizione Treccani:“credenza piena e fiduciosa che procede da intima convinzione o si fonda sull’autorità altrui più che su prove positive”
Possiamo essere più o meno d'accordo con una di queste definizioni...  ma, in sostanza, come credenti, nessuna dovrebbe calzarci a pennello. Perché? Perché in un altro libro c'è la definizione esatta di cosa è fede: nella Bibbia!
  • Definizione Bibbia:  È la completa certezza che quello che si spera si realizzerà.  È la piena fiducia in cose che non si vedono
Dove troviamo questa definizione? In Ebrei 11:1:

“Che cos’è la fede? È la completa certezza che quello che si spera si realizzerà. È la piena fiducia in cose che non si vedono” (Ebrei 11:1 PV)

E aggiunge al versetto 2:

“Gli uomini di Dio del passato erano famosi per la loro fede” (Ebrei 11:2 PV)

E, da qui in poi, lo scrittore elenca una serie di 15 e più supereroi della Bibbia: da Abele (il primo che offriva sacrifici che gli costavano) a Noè (l'arca) ad Abraamo (il padre del popolo di Dio), a Sara (sua moglie), a Isacco, a Giacobbe, a Giuseppe (il re dei sogni), a Mosè (il liberatore dalla schiavitù,. a Raab (che nascose le spie israelite a Gerico), a Gedeone (che con 300 uomini sconfise un esercito di migliaia), a Sansone (che uccise centinaia di Filistei), a Davide (il re), a Samuele (che scelse i primi re Saul e Davide), a tutti i profeti...

Enoc, il mio supereroe

Sapete... quest'elenco mi spaventa... tutti supereoi spirituali...che hanno fatto delle imprese strabilianti, di portata storica... Ebrei insiste che “per fede” hanno fatto tutto questo...

Per cui, se non faccio imprese simili (non divido le acque del mare, non  salvo l'umanità con l'arca)... allora significa che la mia fede “non va bene”; non ho abbastanza fede, perché se avessi fede farei imprese simili... Infatti, dice che “Gli uomini di Dio del passato erano famosi per la loro fede”
“ma che ora non ci sono più uomini simili”, verrebbe da aggiungere!



Sapete, di tutti questi supereroi che lo scrittore di Ebrei cita, ce n'è uno che il MIO supereroe; si chiama “Enoc”, ed è il mio supereroe  perché, secondo me, Dio l'ha messo lì affinché non ci scoraggiassimo di fronte a tutti gli altri supereroi

“Anche Enoc ebbe fede in Dio, e per questo Dio lo trasportò in cielo senza che morisse. Infatti di lui le Scritture dicono:  « Nessuno lo trovò più, perché Dio l’aveva preso ».  Prima che ciò accadesse, Dio aveva detto che Enoc  « era vissuto come piaceva al Signore ».” (Ebrei 11:5 PV)
Chi è Enoc? Enoc è il bisnonno di Noè e nella Bibbia lo troviamo solo tre volte.  Andando a ritroso lo troviamo: una in Ebrei (questa) e una in Luca.

“Gesù, quando cominciò a insegnare, aveva circa trent'anni ed era figlio, come si credeva, di Giuseppe, di Eli...di Matusala, di Enoc, di Iaret, di Maleleel, di Cainam, di Enos, di Set, di Adamo, di Dio.(Luca 3:23, 37-38)

Che cosa ha fatto di così importante,  quale azione eroica o quale miracolo per essere citato come esempio di fede e per essere citato nella genealogia di Gesù?

Vediamo il terzo riferimento:

“Enoc visse sessantacinque anni e generò Metusela. Enoc, dopo aver generato Metusela, camminò con Dio trecento anni e generò figli e figlie. Tutto il tempo che Enoc visse fu di trecento sessantacinque anni .Enoc camminò con Dio; poi scomparve, perché Dio lo prese. (Genesi 5:21-24)

Tutto qua? Dove sono le gesta eroiche, i mari che si aprono, le navi che galleggiano, le mura che cadono al suono della tromba?

Tutto qua! L'impresa più grande può non essere costruire una nave, o liberare un popolo, o vincere un esercito di cinquantamila con trecento... l'impresa più grande, spesso, è quella che pare in realtà più facile: Enoc camminò con Dio. Enoc  « era vissuto come piaceva al Signore.

Enoc è il mio supereroe...perché è “normale”! Non divide acque come fece Mosè, non sconfigge eserciti con una mascella d'asina come fece Sansone.

E' qualcuno con cui mi posso identificare, che fa qualcosa a cui posso arrivare: camminare con Dio, vivere come piace a Dio ... se po' ffà!

Mi piace perché mi dice che Dio non calcola il premio in base all'utile che produci per la sua azienda: non ci sono incentivi, o premi di produzione; non puoi “ingraziarti” il capoufficio per la mole di lavoro che fai o per la resa di quello che produci. Non c'è altra maniera di piacere a Dio se non avere “la piena fiducia in cose che tu non vedi... ma Dio si!”

Avete mai visto le Paralimpiadi? Vorrei vedere assieme a voi un filmato...

 

Annalisa Minetti è una delle nostre atlete più affermate nel mezzofondo dedicato ai non vedenti, ed ha vinto alle ultime Paralimpiadi di Londra la medaglia di bronzo nei 1500 metri.

I 1500 sono una gara da pazzi: è uno sprint che dura tre giri di pista dove dai tutto quello che hai,  ma devi dosare le forze, controllando te stesso e gli avversari attorno. 

Annalisa corre in pista, e come tutte la altre atlete non vedenti corre.. con il suo braccio destro legato con una striscia di stoffa al braccio sinistro della sua guida, che è un atleta vedente. Annalisa deve ascoltare la voce della sua guida, per sapere quello che gli sta succedendo attorno, quando attaccare, quando rallentare. La vittoria di Annalisa dipende da quanto riesce ad affidare i suoi muscoli, il suo cuore, la sua voglia di vincere a qualcuno che vede per lei... Annalisa deve avere “piena fiducia” nella sua guida.

Hai tu questo tipo di rapporto con Dio? Sai affidargli i tuo muscoli, il tuo cuore, la tua voglia di vincere le sfide che quotidianamente ti propone la vita? Sei legato indissolubilmente al suo braccio e ascolti la sua sola voce mentre corri?

Camminare con Dio, vivere come piace a Dio, significa; fare il suo volere ogni giorno rispettare le sue regole ogni giorno cercare la sua presenza ogni giorno avere pazienza ogni giorno ascoltare la sua voce ogni giorno.

Camminare con Dio, vivere come piace a Dio, significa; fare il suo volere ogni giorno ...anche quando le benedizioni stentano ad arrivare; rispettare le sue regole ogni giorno...anche quando tutti gli altri intorno ti prendono per pazzo; cercare la sua presenza ogni giorno… anche quando ti senti con le spalle al muro, alla fine della corda, chiuso in una gabbia; avere pazienza ogni giorno ...anche quando non sembra accadere nulla; ascoltare la sua voce ogni giorno… anche quando non capisci il perché Dio ti sta portando lungo quel percorso.

C'è un premio a tutto questo?

Ebrei afferma che sì, c' è un premio:

“Ora, senza fede, è impossibile piacere a Dio. Chi vuole avvicinarsi a Dio, deve credere che Dio esiste e che ricompensa quelli che sinceramente lo cercano.” (Ebrei 11:6 PV)

Ma, come è successo per Enoc, per Mosè, per gli altri, il premio potrebbe non essere immediato; ma potresti, come Annalisa, stringere con le mani la medaglia... ma non vederla ancora.

“Questi uomini di fede, di cui ho parlato, morirono tutti senza aver ottenuto le cose che Dio aveva loro promesso; ma le videro soltanto da lontano e ne furono felici, perché dichiaravano che questo mondo non era la loro vera casa: erano soltanto di passaggio sulla terra, come forestieri in esilio.” (Ebrei 11: 13)

La mia vita è fatta di benedizioni su benedizioni, ma so che le benedizioni più grandi, quelle che Dio mi ha promesso, debbono ancora venire. E la promessa è questa, rinnovata di anno in anno, di stagione in stagione da otto anni:

“Certo, ti benedirò e ti moltiplicherò grandemente” (Ebrei 6:14)
Io voglio essere come Enoc; non mi importa di vedere il mare aprirsi davanti a me  (se succedesse ne sarei felice, ma non è su questo che si fonda la mia fede), ma voglio come Enoc “camminare con Dio”, lasciare che sia lui a guidare la mia corsa; voglio “vivere come piace a Dio”, sapendo che sono di passaggio e in esilio su questa terra, ma che la mia vera dimora è nei cieli.

E' semplice tutto questo?

Se vi dicessi di si sarei il più grande bugiardo del mondo!

Io mi sono da sempre definito un “leader riluttante”, uno di quelli difficili, su cui il Signore deve lavorare per persuaderli, uno di quelli per i quali la “obbedienza al primo comando” non esiste.

Ma sono certo di una cosa: il motivo perché il Signore continua a benedire ciò che faccio per lui, e a benedirmi in generale è che Dio SA che, alla fine, faccio quello che Lui mi chiede. Sa che di me si può fidare!

Non avrei mai voluto fare il pastore dei giovani a 29 anni...  ma Dio lo ha chiesto, ed io ho obbedito. Non avrei mai voluto diventare un predicatore, non avrei voluto mai diventare un Anziano di chiesa, non avrei mai voluto piantare una nuova chiesa, non avrei mai voluto andare negli Stati Uniti per completate gli studi, non avrei mai voluto organizzare una serie di conferenze internazionali ad Ostia, non averi mai voluto dare il 25% del mio reddito alla Sua opera... ma Dio lo ha chiesto, ed io ho obbedito

… non avrei voluto mai andare in Zimbabwe... ma Dio lo ha chiesto, ed io obbedisco... perché io ho una “piena fiducia in cose che io non vedo, ma che Dio vede” ; perché io ho piena fiducia della guida di Dio. Perché io non so perché vuole che io vada in Africa ma lui me lo ha chiesto, ed io lo faccio

Come fare?

Come posso dunque camminare assieme Dio? Come posso imitare Enoc ed essere elencato nella “Hall of Fame” di quelli che sono esempi di fede in Dio?

“Anche noi, dunque, davanti a questa grande folla di uomini di fede, dobbiamo sbarazzarci di tutto ciò che ci ostacola o ci trattiene, specialmente di quei peccati che ci imprigionano così facilmente; e dobbiamo correre con decisione la corsa che Dio ci ha proposto.    Teniamo lo sguardo fisso su Gesù, nostra guida ed esempio perfetto di fede. (Ebrei 12:1-2a)

1. Sbarazzati dei peccati

“Dobbiamo sbarazzarci di tutto ciò che ci ostacola o ci trattiene, specialmente di quei peccati che ci imprigionano così facilmente”

Cominciamo dalle cose “ovvie”. Il peccato è una “prigione” in cui è facile entrare e difficile uscire: stanne alla larga. E più cammino con Dio, più ascolti la sua sola voce, più facile sarà uscire o non entrare affatto in quella prigione.

2. Corri con decisione

“dobbiamo correre con decisione”

Non passeggiare Annalisa per vincere ha dato tutto, si è allenata, non si è risparmiata. Paolo racconta così il suo “allenamento” per Cristo:

“Perciò, io corro dritto al traguardo, mettendocela tutta; lotto come un pugile che vuol vincere e non tira colpi a vuoto;  mi sottopongo a dei sacrifici come un atleta e tengo il mio corpo a disciplina, per paura di essere squalificato e messo da parte, proprio io che ho iscritto gli altri alla gara!” (1 Corinzi 9:26-27 PV)


3. Corri la tua corsa, non quella di altri

“la corsa che Dio ci ha proposto.”

Dio ti ha formato con una forma unica che solo tu hai; ti ha dato dei doni spirituali, un cuore, delle abilità, una personalità e delle  esperienze uniche, che nessuno altro ha. Nessun altro può correre la tua corsa: ma devi correre la tua, non quella che decidono altri per te,  fossero anche i tuoi genitori, il tuo sposo o la tua sposa, il tuo capo, il tuo pastore. Puoi ricevere buoni consigli, ma se questi cozzano con la tua SHAPE, stai per correre una corsa sbagliata.

4. Tieni lo sguardo fisso su Gesù

"Teniamo lo sguardo fisso su Gesù, nostra guida ed esempio perfetto di fede."

La guida, colui che deve dire, a te cieco, cosa fare, quando scattare, quando riposarti, cosa fanno gli avversari attorno, è solo Gesù. Vedi di connettere costantemente il tuo braccio destro al suo braccio sinistro,  di tenere aperte le orecchie, anche se lo stadio urla impazzito, concentrandoti sulla sua sola voce.

E, soprattutto, abbi la completa certezza che quello che speri in Cristo si realizzerà; abbi la piena fiducia che Cristo vede per te, e ti guida.

Conclusione

“Che cos’è la fede? È la completa certezza che quello che si spera si realizzerà. È la piena fiducia in cose che non si vedono.”

Che tu non vedi, ma che Gesù vede per te.
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