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19 novembre 2017

Il Signore non serba la sua ira per sempre - Il libro di Isaia 2° parte

Quanto dura la tua ira? Quanto sei pronto, quanto sei pronta ad usare la misericordia? Quanto sei capace di amare oltre il male che gli altri ti hanno fatto? Siamo figli di un Dio che non ama l'ira, ma la misericordia; anche quando applica l'ira contro coloro che lo negano, il suo cuore è pronto a benedire e ad usare misericordia verso tutti coloro che tornano a Lui. E noi, come figli, dobbiamo comportarci come Lui.

(Messaggio portato da Simone Giannicola)

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"«Consolate, consolate il mio popolo», dice il vostro Dio. " (Isaia 40:1)

"Egli non contesta in eterno, né serba la sua ira per sempre. " (Salmo 103:9)

"Quale Dio è come te, che perdoni l’iniquità e passi sopra alla colpa del resto della tua eredità? Egli non serba la sua ira per sempre, perché si compiace di usare misericordia." (Michea 7:18)

"Allora Dio pronunciò tutte queste parole:  «Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù.  Non avere altri dèi oltre a me. Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra.  Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano,  e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti." (Esodo 20:1-6)

"Io sono il Signore; questo è il mio nome; io non darò la mia gloria a un altro, né la lode che mi spetta agli idoli. Ecco, le cose di prima sono avvenute e io ve ne annuncio delle nuove; prima che germoglino, ve le rendo note». " (Isaia 42:8-9)

"Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo. Se uno dice: «Io amo Dio», ma odia suo fratello, è bugiardo; perché chi non ama suo fratello che ha visto, non può amare Dio che non ha visto. Questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: che chi ama Dio ami anche suo fratello. "( 1 Giovanni 4:19-21)

"Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sopra la vostra ira  e non fate posto al diavolo." (Efesini 4:26-27)

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12 novembre 2017

C'era una volta il popolo di Dio - Il libro di Isaia 1° parte

Se ci allontaniamo da Dio ci allontaniamo dalla sua benedizione e dalla sua protezione: se ritorniamo a Lui, Egli ci accoglie a braccia aperte.
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Oggi iniziamo una serie di messaggi sul libro più lungo della Bibbia: il libro di Isaia.

Sessantasei capitoli 1247 versetti,una  struttura simile all'intera della Bibbia; sessantasei capitoli, come sono sessantasei i suoi libri, divisibili in due parti, la prima di trentanove capitoli, come l’Antico Testamento, la seconda di ventisette, come il Nuovo Testamento.

Un libro che si apre con l’accusa di Dio verso l’uomo a motivo dei suoi peccati, così come si apre Genesi con il peccato originale, e che conclude la prima parte con la profezia della venuta del Principe di Giustizia, così come la predizione di Malachia chiude l’Antico Testamento.

Nella seconda parte troviamo Isaia che grida al popolo di Gerusalemme l’arrivo del Dio sceso in terra, così come il Battista aveva fatto nel Vangelo di Giovanni, e che si conclude con la visione di nuovi cieli e nuova terra così come il libro di Apocalisse narra al termine del Nuovo Testamento.

Tutti i libri della Bibbia sono importanti ma Isaia ha una enorme valore non  tanto per la lunghezza ma per tutte le profezie fatte in esso, tra cui la deportazione in Babilionia,  la distruzione del Tempio, e la nascita di Gesù,  e che si sono tutte avverate.

Lo avete mai letto tutto d’un fiato? Oppure lo avete “studiato”, con l’ausilio di qualche commentario?  O forse lo avete letto “qua e là”, soprattutto quando veniva citato in un altro passo e una nota sulla Bibbia vi rimandava ad Isaia?

Non vi preoccupate, non andremo a studiare in profondità il libro così come abbiamo fatto con Rut, ma sarà piuttosto un breve sguardo a volo d’uccello  per darvi un panorama generale, e magari stimolarvi a leggere di più a casa. Oggi vedremo la prima parte.

Questa prima parte è quella che intitolerei “C’era una volta il popolo di Dio”,  o più sinteticamente “GUAI”... e poi scopriremo perché.

Isaia scrive 739 anni prima della nascita di Gesù, e lo farà per una sessantina di anni.

Siamo circa a 400 anni dagli eventi narrati nel libro di Rut, il popolo di Dio aveva avuto grandi re come Davide e Salomone, ma poi si era diviso in due nazioni distinte, Israele a nord e Giuda a sud, siamo prima della deportazione in Babilonia e le cose non vanno molto bene secondo Dio!

“Udite, o cieli! E tu, terra, presta orecchio! Poiché il Signore parla: «Ho nutrito dei figli e li ho allevati, ma essi si sono ribellati a me.” (Isaia 1:2)

Cosa era successo? Dio li aveva liberati dalla schiavitù in Egitto, gli aveva dato un posto fertile dove vivere, li aveva protetti dai popoli ostili che erano tutto attorno. Era successo quello che accade con dei figli che tecnicamente si definiscono “scostumati”.

Avete presente quei figli  che non obbediscono mai, che vogliono tutto, che fanno il contrario di quello che gli dici. Questo erano diventati i figli di Dio.

L'adorazione era diventata solo una “tradizione”; si andava al tempio per “tradizione familiare”: “Siamo il popolo di Dio!”

E quello che è peggio, è che via via vengono aggiunti “obblighi” ai credenti che non erano compresi nella Legge:

“Poiché è un continuo dar precetto dopo precetto, precetto dopo precetto, regola dopo regola, regola dopo regola, un poco qui, un poco là!".” (Isaia 28:10)

“Beh- potrete dirmi – ma almeno saranno state  persone “virtuose”,  avranno una vita moralmente corretta”... Non proprio!

“Il Signore dice ancora: «Poiché le figlie di Sion sono altere, camminano con il collo teso, lanciando sguardi provocanti, procedendo a piccoli passi e facendo tintinnare gli anelli dei loro piedi” (Isaia 3:16 )

“Ed ecco che tutto è gioia, tutto è festa! Si ammazzano buoi, si scannano pecore, si mangia carne, si beve vino. «Mangiamo e beviamo, poiché domani morremo!.” (Isaia 22:13)

“Ok, Marco, vanno al tempio per abitudine,  aggiungono regole nuove alla Legge di Dio  ,fanno il “sesso ricreativo” mangiano bevono e gozzovigliano...  Ma almeno sanno che c'è un Dio che li ha salvati e protetti, vero?” Ma neanche a parlarne!

“Si tagliano dei cedri, si prendono degli elci, delle querce, si fa la scelta fra gli alberi della foresta, si piantano dei pini che la pioggia fa crescere.  Poi tutto questo serve all’uomo per fare fuoco, ed egli ne prende per riscaldarsi, ne accende anche il forno per cuocere il pane; e ne fa pure un dio e lo adora, ne scolpisce un’immagine, davanti alla quale si inginocchia. Ne brucia la metà nel fuoco, con l’altra metà prepara la carne, la fa arrostire e si sazia. Poi si scalda e dice: «Ah! mi riscaldo, godo a vedere questa fiamma!»  Con l’avanzo si fa un dio, il suo idolo, gli si prostra davanti, lo adora, lo prega e gli dice: «Salvami, perché tu sei il mio dio!»".” (Isaia 44:14-17)

Se vi suona familiare la situazione con l'attuale andamento italiano...  beh, non siete i soli! Si va in chiesa per tradizioni,  ogni giorno c'è una nuova legge, si mangia si beve e si fa sesso come se non ci fosse un domani, e ognuno si è fatto un proprio dio su misura.

In una situazione del genere,  ognuno potrebbe pensare: “E Dio, che fa?, Non vede tutto questo? Perché non interviene?"

Cosa fai con un figlio ribelle? Lo “leghi” alla sedia? Lo incateni? Semplicemente, cerchi di riportarlo sulla “retta via”:

 “Lavatevi, purificatevi, togliete davanti ai miei occhi la malvagità delle vostre azioni; smettete di fare il male;  imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l’oppresso, fate giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova!  «Poi venite, e discutiamo», dice il Signore; «anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana.  Se siete disposti a ubbidire, mangerete i frutti migliori del paese; ” (Isaia 1:16-19)

Ricordate che queste cose Dio le dice al capitolo 1, e Isaia ha scritto per circa sessanta anni,
per cui il popolo di Dio ha avuto tempo per  cambiare rotta... ma niente!

Nel tempo ho visto più situazioni simili, e la maggior parte delle volte  padre e figlio hanno diviso le loro strade.

Ma non per questo il padre ha smesso di amare il figlio, e anzi ha continuato a dirgli di ravvedersi dalla sua vita dissoluta.

Allo stesso modo, Dio ci ama, sempre, anche  quando andiamo “fuori dal seminato, e ci avverte di cosa ci accadrà se continuiamo.

Aveva mandato nei due regni dei profeti a farlo,   Osea in Israele e Isaia in Giuda,
per dire “questo è quello che meritate per come vi comportate, ma potete ancora tornare indietro”.

Se siete di quelli che conoscono Isaia solo per i “versetti famosi” (quelli che parlano della nascita di Gesù :”La vergine rimarrà incinta... lo chiamerà Emmanule”, oppure quelli che parlano del sacrificio di Gesù, dell'agnello sacrificale) potreste restare stupiti del linguaggio che Dio usa.

“Perciò farò tremare i cieli, e la terra sarà scossa dal suo luogo per l’indignazione del Signore degli eserciti, nel giorno della sua ira furente.  Allora, come gazzella inseguita, o come pecora che nessuno raccoglie, ognuno si volgerà verso il suo popolo, ognuno fuggirà al proprio paese.  Chiunque sarà trovato sarà trafitto, chiunque sarà preso cadrà di spada.  I loro bimbi saranno schiacciati davanti ai loro occhi, le loro case saranno saccheggiate, le loro mogli saranno violentate. .” (Isaia 13:13-16)

E’ un Dio che non ti aspetti, duro,  spietato persino col suo popolo.

“Per questo il Signore farà sorgere contro il popolo gli avversari di Resin ed ecciterà i suoi nemici: i Siri da oriente, i Filistei da occidente; essi divoreranno Israele a bocca spalancata. Con tutto ciò, la sua ira non si calma e la sua mano rimane distesa. Il popolo non torna a colui che lo colpisce e non cerca il Signore degli eserciti.” (Isaia 9:10-12 )

Nei primi 39 capitoli Dio inizia 21 volte una frase  con la parola GUAI (in ebraico “owy” = ti meriti questo).

Dio non punisce direttamente, ma si ritrae dal benedire e proteggere il suo popolo, PERMETTENDO che altri popoli  lo facciano. La mano che rimane distesa è come se dicesse “vai”  ai popoli che invadono Israele e Giuda.

Nei primi trentanove capitoli Dio manda l’uno contro l’altro,  dodici popoli,  i quali divengono a turno conquistatori prima e conquistati poi ,  distruttori prima e distrutti poi.

Dio promette vendetta  contro Babilonia, contro l’Assiria, Moab, Damasco, Etiopia, Egitto, Edom, Tiro, Kedar,  e infine anche e soprattutto Israele, e Giuda.

E' la medesima reazione che avrebbe un padre vedendo quelli che fanno del male a un figlio: “So che mio figlio si merita tutto questo, ma odio chi gli sta facendo del male”.

Una piccola nota per noi: spesso siamo dei figli “scostumati”. siamo disobbedienti e alla fine paghiamo la nostra disobbedienza: non siamo benedetti e non siamo protetti,  ma questo non significa che Dio ci odia o che gioisce per chi ci fa del male.

Lo stesso Isaia, di fronte a tanta devastazione,  forse con gli occhi pieni di lacrime, chiede a Dio: "Fino a quando, Signore?".(Isaia 6:11) Se Isaia si aspettava dal Signore un “ancora per poco”  si sbagliava di grosso!

"E io dissi: «Fino a quando, Signore?» Egli rispose: «Finché le città siano devastate, senza abitanti, non vi sia più nessuno nelle case, e il paese sia ridotto in desolazione; 12 finché il Signore abbia allontanato gli uomini, e la solitudine sia grande in mezzo al paese. 13 Se vi rimane ancora un decimo della popolazione, esso a sua volta sarà distrutto” (Isaia 6:11-13a)

Che succede? Io non riconosco questo Dio spietato!

Uno dei fondamenti della nostra fede,  è la certezza che Dio è SANTO: essere santi significa non solo essere senza peccato, ma ODIARE il peccato.

Se c'è il peccato, Dio non ci può essere.

Dove Dio è presente, là c'è la sua benedizione e la sua protezione. Dove Dio non è presente benedizione e protezione vengono meno.

Dio aveva iniziato dicendo «Ho nutrito dei figli e li ho allevati, ma essi si sono ribellati a me.” I figli erano usciti dalla casa , Dio non era più al centro della vita

C'è un detto italiano che recita: “non si muove foglia che Dio non voglia” ovvero, “tutto quello che accade è perché Dio lo vuole.

Ed è ASSOLUTAMENTE SBAGLIATO! Dio conosce prima tutto quello che accade, ma non tutto quello che accade è approvato da Dio, (oserei dire che gran parte di quello che accade NON è approvato da Dio), ma siamo noi che ci mettiamo nelle condizioni di riceve il male, perché non siamo più alla presenza di Dio, non abbiamo più la sia benedizione, né la sua protezione.

L'abbiamo detto tante volte, che se se vivi la tua vita con Dio  questo non significa che la tua vita sarà tutta rose e fiori, ma che nel momento del bisogno Dio sarà lì pronto ad aiutarti.

C’è il sorriso di Dio per chi lo segue, ma c’è anche l’ira di Dio per chi,  avendolo conosciuto, si allontana da lui. Ma, sapete, Dio è il padre perfetto , e un padre perfetto non potrà mai odiare suo figlio; lascerà sempre la “porta aperta” per quel figlio  casomai dovesse tornare. Leggiamo la seconda parte del versetto 13 al capitolo 6:

“ma, come al terebinto e alla quercia, quando sono abbattuti, rimane il ceppo, così rimarrà al popolo, come ceppo, una discendenza santa.” (Isaia 6:13 )

Cosa significa questo? Significa che, nonostante i figli se ne siano andati, nonostante siano stati distrutti  perché lontani dalla benedizione e dalla protezione di Dio, proprio in mezzo a quei figli ribelli  nascerà una generazione SANTA! Una discendenza differente da tutto il resto del mondo!

Dio fa dire ad Isaia: “Un residuo, il residuo di Giacobbe tornerà al Dio potente.” (Isaia 10:21)

C'era una volta un popolo, il popolo che Dio amava,  che sarà sì distrutto,  ma un piccolo residuo rimarrà, e tornerà da lui!  E darà come frutto una discendenza... SANTA!

Qualcuno che tornerà al Signore ci sarà, qualcuno che guarderà oltre la propria vita, che non penserà solo al proprio comodo, come il re Ezechia il quale,  nel sapere che la deportazione a Babilonia  sarebbe avvenuta dopo il suo regno,  esclamerà:

"La parola dell’Eterno che hai pronunciata è buona". Poi aggiunse: "Vi sarà almeno pace e sicurezza durante la mia vita".” (Isaia 39:8)

In pratica Ezechia dice: ”...che m’importa… tanto per quell’epoca sarò morto e sepolto!”

Siamo giunti al capitolo 39, e qui termina la sezione “GUAI” Infatti, dal capitolo 40 il linguaggio è completamente differente:

«Consolate, consolate il mio popolo», dice il vostro Dio.  «Parlate al cuore di Gerusalemme e proclamatele che il tempo della sua schiavitù è compiuto; che il debito della sua iniquità è pagato, che essa ha ricevuto dalla mano del Signore il doppio per tutti i suoi peccati» (Isaia 40:1-2)

L'ira di Dio non dura in eterno, ma dura per un tempo, e avendo visto che non eravamo proprio capaci di non peccare, avrebbe scelto uno solo da condannare a morte, perché noi potessimo vivere:

“Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.” (Isaia 53:5 )

Ma questo lo vedremo la prossima volta

Preghiamo.
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05 novembre 2017

Da Gesù a Gesù...andata e ritorno - la testimonianza di Jean Guest

"Da bambina piccola avevo una fede vera... poi..."  Jean Guest racconta di come la sua vita, iniziata con Gesù, ha poi preso una strada diversa, lontana da Lui, per poi ritornare nuovamente a riconoscere Gesù come motivo della propria vita.

E cita due versetti come quelli che hanno segnato il proprio cammino di credente:

"Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno." (Romani 8:28)

"Dall’estremità della terra io grido a te con cuore affranto; #conducimi tu alla rocca che è troppo alta per me;  poiché tu sei stato un rifugio per me, #una torre fortificata davanti al nemico. " (Salmo 61:2-3)


29 ottobre 2017

La mia eredità come credente - Il Libro di Rut 6° parte

La tua fedeltà a Cristo di oggi  può avere ricadute enormi nel futuro della tua famiglia e portare benedizione a Dio nei secoli.
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Siamo all'ultima puntata della storia d'amore tra Rut e Boaz. E come nelle migliori storie d'amore, c'è
anche qui il “E tutti vissero felici e contenti”.

Il Libro di Rut inizia con la tragedia  e termina con un matrimonio  e con la nascita di un nuovo bambino.

Siamo partiti sei settimane fa (per la verità otto)  con la fame, il fallimento, i funerali e la fine, ma la morte e la fine conducono Naomi e Rut verso un processo che le porterà a un nuovo inizio.

La mano che invisibile le ha guidate, ora produce qualcosa di visibile: due persone divengono una sola cosa nel matrimonio, il cui frutto è un figlio.

Leggiamo Rut 4:13.22

"13 Così Boaz prese Rut, che divenne sua moglie. Egli entrò da lei e il Signore le diede la grazia di concepire; e quella partorì un figlio. 14 E le donne dicevano a Naomi: «Benedetto il Signore, il quale non ha permesso che oggi ti mancasse uno con il diritto di riscatto! Il suo nome sia celebrato in Israele! 15 Egli consolerà l’anima tua e sarà il sostegno della tua vecchiaia; l’ha partorito tua nuora che ti ama e che vale per te più di sette figli». 16 E Naomi prese il bambino, se lo strinse al seno e gli fece da nutrice."

Siamo alla fine di questo meraviglioso libro della Bibbia (tutti sono meravigliosi!), e vogliamo trarre qualche indicazione per la nostra vita.

L'abbiamo fatto durante tutte le altre cinque predicazioni, abbiamo visto passo passo varie applicazioni per noi, ma oggi vogliamo terminare cercando di guardare al panorama generale, a cosa ci insegna alla fine questo libro.

La prima cosa che ci insegna il libro di Rut è questa:

1) L'amore trasforma le persone

Naomi non era la migliore suocera da avere a fianco: aveva cercato di rispedire Rut ai suoi dei pagani, voleva la chiamassero “amara”, consigliava di andare a letto con il principale. Ma l'amore di Rut l'aveva trasformata. Aveva trasformato quello che poteva essere una vecchiaia amara e sterile, in una vecchiaia da nonna felice.

Rut era una vedova moabita, povera, lontana da casa e con una suocera acida.

Ma l'amore di Boaz l'aveva trasformata. Aveva trasformato una vita di stenti e di solitudine, in una vita ricca  e felice.

Boaz era un uomo ricco, ma “single”. Dal testo pare fosse nella sua maturità, ed era strano in Giuda non essere sposato e non avere figli quando si è maturi.

Ma l'amore di Rut l'aveva trasformato. Da una vita ricca, piena di agio, ma solitaria e senza un fine preciso a una vita dove la ricchezza aveva un fine, crescere una famiglia e una discendenza.

L'amore nel libro di Rut ha un nome preciso: è la mano “invisibile” di Dio che lega e scioglie, che indirizza, che devia, che sceglie per te.

Ma tutto è accaduto perché Rut ha deciso di amare Naomi  nonostante le avesse chiesto di lasciarla, nonostante fosse amara. Senza l'amore primo di Rut per Naomi nulla sarebbe avvenuto, e nessuna vita sarebbe stata trasformata.

Rut ci insegna una grande verità di Dio: non smettere di amare le persone, anche quando ti rifiutano, anche quando sono amare.

2) La preghiera trasforma la vita delle persone

Tutto nel libro di Rut è accaduto attraverso la preghiera: Naomi prega che Rut trovi un marito ed abbia figli; Rut prega che Boaz possa essere benedetto; Boaz prega che Rut possa essere benedetta ed eccola la benedizione eccolo il matrimonio,  eccolo il figlio!

Nel capitolo 1 Naomi aveva detto che Dio le aveva tolto tutto, che tornava a Betlemme a mani vuote. Ed ora il Signore riempie le sue mani con un nipote, di cui sarà nutrice.

L'insegnamento del libro è : anche quando sei amaro, sei amara ,  non smettere di pregare! Anche quando la vita ti ha tolto molto (un familiare, un lavoro, un amico) non smettere di pregare! Anche quando le prospettive future non sono rassicuranti,  e sei solo, sei sola, non smettere di pregare!

Prega per te, ma prega anche per gli altri! Naomi ha pregato per Rut quando era amara, e ora la sua preghiera  torna su di lei come fa un boomerang, e le dà benedizione!

3) Dio ti benedice se ti astieni dal peccare

Boaz era un uomo di successo, e Rut era disponibile... ma Boaz fa la cosa giusta dinanzi a Dio: dice a Rut : “non ora”.

4) Dio ti benedice tutti i matrimoni fatti secondo il suo ordine

...anche se non è il primo!

L'ordine di Dio di Genesi 1:27-28

“Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina (l'incontro - il “fidanzamento”).  Dio li benedisse (il patto - il “matrimonio”); e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi. (la consumazione - i “rapporti matrimoniali”)(Genesi 1:27-28a)

Il primo matrimonio di Rut era stato un fallimento: lontani dal tempio, dai credenti da Dio, senza figli.

Ma il secondo avviene per la sua mano invisibile, e viene benedetto.

Se sei stato sposato e il tuo matrimonio è fallito, non pensare che Dio ce l'abbia con te. Dio non giudica per il passato delle persone, ma per il cuore che hanno verso il futuro.

Se accadrà nella tua vita di incontrare un nuovo compagno, una nuova compagna, se tu lo sposerai in nome di Dio, Dio sarà dalla tua parte e sarà pronto a benedire la tua unione.

Questo è ciò che possiamo trarre dal libro in generale Ma, ovviamente, c'è molto di più, se guardiamo alle vite dei tre personaggi.

Naomi

All'inizio della storia Naomi era una donna distrutta: senza marito, senza figli, lontana dalla sua gente. Per questo era divenuta amara.

Naomi pagava la decisione sbagliata del marito Elimelec di trasferirsi in una nazione che Dio non approvava.

Ma Naomi, amara,  fa due cose giuste dopo la morte del marito e dei figli:

1) E' onesta con Dio

Non fa finta che tutto vada bene, ma alza il pugno verso Dio e gli dice: “Tu mi hai fatto male!

Ma Dio non la giudica secondo le sue parole, ma secondo la sua fede.

Quando le cose nella vita non vanno per il verso giusto, di solito, abbiamo due tipi di reazione:

a) Condanniamo Dio

“Dio non esiste! E anche se esiste non è un Dio buono”. E ci allontaniamo da Dio; non ne vogliamo più sapere. Smettiamo di pregare,  smettiamo di frequentare la chiesa,  smettiamo di incontrare i fratelli e le sorelle in Cristo. In una parola:  scappiamo da Dio.

Oppure:

b) Condanniamo noi stessi

“La colpa è mia! Non sono abbastanza buono/fedele/devoto, e Dio mi punisce.” Rimaniamo pure con Dio,  ma  sentendoci “figliastri” e non figli amati. E anche questo è fuggire da Dio, da quello vero.

Naomi era amara, e lo ha detto a Dio :”Mi hai fatto male!” Pensi che un padre possa odiare suo figlio, solo perché parla con amarezza?

Dio ha spalle abbastanza grandi da sopportare  le parole di un figlio o di una figlia addolorata,  e ti ama: ti ama anche quando dici cose sbagliate. E' capace di accettare anche quando te la prendi con lui;lui ci ha creati, lui sa come siamo fatti.

Ma nulla sarebbe accaduto di bello a Naomi, se non avesse fatto la seconda cosa giusta:

2) Ritorna al suo popolo, tra credenti

Tutto il libro ci mostra il processo di guarigione di Naomi: da “amara” a “benedetta”,  attraverso una nuora che si converte e decide di amarla, un parente che “per caso” compare all'orizzonte, e l'amore che nasce tra questi e sua nuora.

Tutto ciò non sarebbe mai accaduto se Naomi fosse rimasta a Moab,  lontana dal Signore, tra non credenti.

Voglio farvi una domanda: Dove è Dio, adesso? La Bibbia ci dice che è onnipresente, vero?

Siete sicuri? Leggiamo assieme Romani 1:22-24

Il contesto della passo è che  Paolo sta parlando delle persone che non riconoscono il Dio di Israele.

“Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti,  e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Per questo Dio li ha abbandonati all’impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi”. (Romani 1:22-24)

Dio è onnipresente,  ma ci sono posti dove Dio non può essere: nel cuore di coloro che lo negano e seguono altri dei. Moab era un posto simile; brillava per l'assenza di Dio nel cuore delle persone e la presenza dei falsi dei al suo posto.

Al contrario Gesù dice:

“Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro.” (Matteo 18:20)

Se sei amaro, se sei amara, quello che ti serve, è di essere guarito, di essere guarita.

Dio può guarirti, ma quello che ti serve è di stare assieme al popolo di Dio, perché Dio è presente in mezzo ad esso.

Rut

All'inizio della storia Rut è in rovina: una vedova pagana senza figli, odiata dalla sua gente perché ha accettato il Dio di Israele e non accettata in Giuda perché è moabita. Anche lei deve essere guarita.

Per Rut la guarigione arriva attraverso la sua determinazione. Rut è una donna forte, è una donna determinata e fa tre cose sagge:

1) Decide di amare la suocera andando assieme a lei
2) Decide di abbandonare la sua terra e i suoi dei
3) Decide di credere in Dio

Arriva a Betlemme ed è povera, tanto povera che decide di andare a spigolare. Anche se non vede la mano “visibile” di Dio (il miracolo), crede che troverà qualcuno che la aiuterà, e alla fine crede che avrà un “redentore”, colui che farà valere il riscatto suo e di Naomi.

Al capitolo 2 aveva detto così a Naomi:

“Fammi andare nei campi a raccogliere le spighe che i mietitori lasciano cadere. Sono sicura di trovare qualcuno che me lo permetterà.” (Rut 2:2 TILC)

E, pian piano, la mano invisibile di Dio,  la Provvidenza, inizia a guarirla.

Se anche la tua vita è in rovina, qui trovi un principio per essere guarito.

 # Decidi di credere

Anche quando non vedi il miracolo, anche se le prospettive sono scarse o inesistenti, decidi di credere, sappi che per te c'è un Redentore, colui che ti ha riscattato.

Rut ha deciso di credere:  “Il tuo Dio sarà il mio Dio”(Rut 1:16b) forse non ci arrivi ancora col cuore a dirlo, ma puoi arrivarci col la tua volontà, con la stessa volontà che ha guidato Rut e per la quale è stata benedetta.

Come Boaz fu il “redentore” di Rut, che divenne sua sposa, e visse per sempre assieme a lei allo stesso modo Gesù è il Redentore, Gesù è lo sposo, e se tu credi e rimani nella sua chiesa allora virai in eterno assieme a lui. In Apocalisse è scritto;

“Rallegriamoci, esultiamo e diamogli onore, perché è giunto il momento delle nozze dell'Agnello, e la sua sposa si è preparata.” (Apocalisse 19:7)

Boaz

Boaz tra i protagonisti è quello che ha la vita più “normale”, anzi, ha un avita “agiata”.

Ma Boaz è si rammenta che tutto ciò che ha è frutto della sua obbedienza alle leggi di Dio.

Boaz benedice i suoi operai quando arriva al lavoro, Boaz da più di ciò che Dio ha prescritto ai poveri, Boaz non pecca con Rut, ma attende perché sia sua sposa, E in più,  Boaz studia piani per una causa nobile,  dare un tetto a due vedove e una discendenza alla famiglia di Naomi.

Se in questo momento vivi nella tranquillità e ami il Signore, sappi che è lui il regista della tua vita; lui vede e provvede sia al povero che al ricco. Scegli di vivere come Boaz.

# Scegli di obbedire

Obbedisci a Dio vedendo il tuo lavoro, i tuoi averi come un ministero attraverso cui Dio  può  provvedere al povero.

Siamo quasi alla fine del libro, ci mancano da leggere appena cinque versetti.

Sono cinque versetti che potrebbero sembrare i più noiosi della storia,ù ma che invece sono forse i più importanti per me e per te:

“17 Le vicine gli diedero il nome e dicevano: «È nato un figlio a Naomi!» Lo chiamarono Obed. Egli fu il padre d’Isai, padre di Davide. 18 Ecco la posterità di Perez: Perez generò Chesron; 19 Chesron generò Ram; Ram generò Amminadab; 20 Amminadab generò Nason; Nason generò Salmon; 21 Salmon generò Boaz; Boaz generò Obed; 22 Obed generò Isai e Isai generò Davide.” (Rut 4:17-22)

Non so se ricordate un messaggio che abbiamo fatto a maggio e che riguardava la genealogia di Gesù. E che vi avevo detto che le genealogie normalmente  servono a dimostrare la grandezza di una famiglia.

Nella Bibbia invece servono a mostrare  che non importa da che famiglia vieni, perché Dio ti benedice comunque se tu hai un cuore per lui.

Anche questa genealogia non si smentisce, perché mostra che il grande re Davide proveniva da una famiglia imperfetta.

Salmon, padre di Boaz, era sposato a Raab, una prostituta non ebrea, e Boaz aveva sposato una vedova pagana moabita.

Dio sta dicendo: “non importa la tua vita passata, ma se tu affidi la tua vita a me, la tua stirpe sarà benedetta fino alla millesima generazione dice Esodo 20:6.

Raab era una prostituta, ma aveva creduto ed era stata adottata nel popolo di Dio; e suo figlio Boaz ora aveva ereditato la sua benedizione.

Rut era una vedova pagana, ma aveva creduto, e suo figlio Obed avrebbe ereditato la sua benedizione.

Non penso che Rut e Boaz avessero pianificato tutto questo, ma il loro amore per gli altri,
la loro preghiera, la loro fede, il loro astenersi dal peccare, la loro obbedienza, avrebbe avuto una ricaduta ENORME sui loro discendenti,  tanto che i loro nomi  non sarebbero comparsi solo in questo libro.

In 1 Re 7:21 si dice che Salomone, volle dare un nome alle due colonne del vestibolo, (la parte da cui si accedeva al “Luogo Santissimo”, dove era conservata l'Arca del Patto) ed una la chiamò Boaz (forte).

In Matteo 1:6 si legge che una delle antenate della famiglia dove sarebbe stato cresciuto Gesù, era Rut.

Rut e Boaz non avevano pianificato, ma avevano obbedito. E Dio aveva risposto benedicendo la loro stirpe.

Il tuo amore attuale la tua fede attuale, la tua preghiera attuale, la tua obbedienza attuale, possono avere una ricaduta sulla tua famiglia futura che tu neppure riesci ad immaginare.

La tua famiglia futura potrà essere molto più grande, molto più importante, molto più efficace, molto più determinante  di quello che immagini.

Il più delle volte non vedrai neppure un minimo  di questa futura benedizione.

Un importante teologo di nome Jonathan Edwards era solito pregare per le sue prossime sei generazioni.

Nella sua famiglia ci sarebbero stati: 13 presidi di collegi, 69 professori, 13 giudici, 100 avvocati, 60 dottori, 75 ufficiali militari, 3 senatori, 80 sindaci, un vice presidente USA e 100 pastori. Sarà un caso?

Tu non immagini quello che Dio farà attraverso di te.

Tutto il libro di Rut si svolge attorno ad una eredità e a un redentore.

L'eredità era ciò che Rut e Naomi avrebbero potuto avere, ma serviva un redentore che liberasse l'eredità permettendogli di viverla.

La tua eredità è immensa se hai accettato colui che la ha liberata per te, il tuo Redentore, Gesù.

E la tua fedeltà di oggi  può avere ricadute enormi nel futuro della tua famiglia.

La tua fedeltà di oggi che a te pare poca cosa può portare al tuo Redentore una messe enorme, se ami e preghi per le persone se ti astieni dal peccare, se vivi in mezzo al popolo di Dio, la chiesa, e se affidi la tua vitae i tuoi beni  a Dio come si trattasse di un ministero

Ma soprattutto se decidi di credere in Gesù, tuo Redentore.

Preghiamo.
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