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20 aprile 2014

La preghiera della Croce: Pasqua 2014


La Pasqua è la preghiera di Gesù per te, per riconnetterti al Padre tramite la Croce.
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Chi di voi ha figli adolescenti in casa? Riuscite a “comunicare” con loro”? No, non sto parlando di “incomunicabilità generazionale”,ma semplicemente di “acustica”.

Già, perché, a casa mia, i miei figli hanno costantemente le orecchie ostruite da auricolari, cuffie e apparecchi acustici di varia natura e grandezza.

Vorrei fare con voi un piccolo esperimento...
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(Prendi  dei ragazzi: fagli mettere gli auricolari con una musica dal suo cellulare ad altissimo volume.  Metti davanti a loro un bicchiere, una bottiglia, una banana, una forchetta, un coltello. Quindi prova a dargli istruzioni semplici ma non ovvie a voce normale tipo: "metti la banana nel bicchiere")
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Cosa abbiamo imparato dall'esperimento? Che per ricevere le cose che si desiderano:

a) si deve chiedere
b) deve esserci qualcuno che ci ascolta

Questa è la situazione in cui si trovava l'uomo,  prima della Pasqua di 2000 anni va, anno più, anno meno.

La storia era cominciata bene, l'uomo era la creatura prediletta da Dio, camminava assieme a lui nel giardino dell'Eden...

Ma poi... le cose erano andate in un'altro modo da come erano state progettate. L'uomo aveva deciso di non ascoltare più gli insegnamenti di Dio. E voltando le spalle a Dio, la porta si era chiusa, la comunicazione si era interrotta quasi del tutto.

Rimaneva un piccolo spiraglio, ma anche quello era sempre più evanescente e insicuro.

«Non pregare per il bene di questo popolo.Se digiunano, non ascolterò il loro grido; se offrono olocausti e offerte, non li gradirò.” (Geremia 14:11b-12a)

La separazione tra Dio e l'uomo era resa evidente dalla cortina che separava il luogo Santissimo, dove era conservata l'Arca con le tavole dei Comandamenti dal resto del mondo, dove una sola persona, una volta all'anno, poteva entrare, e sperare che il sacrificio fosse gradito... altrimenti....

Una situazione del genere non poteva durare. Così come io bramo di comunicare con i miei figli, così come voglio che la mia voce li raggiunga e la loro raggiunga me, Dio bramava di rimuovere quella cortina, di tornare a parlare faccia a faccia con la sua creatura, come una volta, come nel Giardino dell'Eden.

Dio aveva un progetto:

“Io metterò la mia legge nell’intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio ed essi saranno mio popolo. Nessuno istruirà più il suo compagno o il proprio fratello, dicendo: 'Conoscete il Signore!', poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande,- dice il Signore. - Poiché io perdonerò la loro iniquità, non mi ricorderò del loro peccato”. (Geremia 31:33-34)

Non so voi, ma per me la gioia più grande di arrivare a casa,  è quella di sentire la voce dei miei due figli, di parlare con loro.

Amo quando ridiamo assieme,  quando facciamo le cose assieme, come ascoltare la musica, o vedere un film, o un video...

Mi piace soprattutto quando mi chiedono cose che so posso fare per loro, e che li renderà felici.

Avete fatto caso ai verbi che ho usato?
  • Sentire,
  • parlare
  • ridere,
  • chiedere.
C'è una sola parola che definisce tutto questo nella Bibbia: Pregare!

Dio bramava di sentire la nostra voce, di parlare con noi, di ridere e scherzare con noi, e di darci le cose buone che gli chiediamo...

Ma tutto questo era impossibile...  l'unico che avrebbe potuto farlo, sarebbe stato un figlio obbediente, che non avesse mai rotto i patti con Dio. E' per questo che è dovuto scendere Gesù, per togliere il “rumore” del peccato che ci isolava dal Padre.

Nel suo ultimo discorso con i discepoli (nei capitolo da 14 a 17 di Giovanni), Gesù dice per 6 volte che parlava e pregava al Padre per loro, ma che, da lì a poco, loro stessi avrebbero potuto farlo direttamente:

“Allora potrete pregare nel mio nome e non ci sarà bisogno che sia io a chiedere al Padre per voi, perché lui stesso vi vuol bene, perché voi avete voluto bene a me e avete creduto che provengo dal Padre.” (Giovanni 16:26.27 PV)

Come? Vorrei vedere assieme a voi un video:

                                                            

Con quale cuore sei venuto, sei venuta qui oggi?

Con il cuore   riconoscente di un figlio o di una figlia che sa di poter parlare di nuovo faccia a faccia con il proprio Creatore grazie alla potenza del sangue che Gesù ha versato sulla croce, o con un cuore dubbioso che sia mai possibile parlare in modo diretto a Dio?

Con un cuore pronto a crescere ascoltando la voce del Padre,  o con un cuore riluttante che non crede di essere ben accetto a un Dio distaccato e lontano?

Con un cuore gioso di chi ha capito che la salvezza è a portata di mano, o con un cuore deluso, perché ti saresti aspettato “qualcosa un po' meno semplice, un po' più complesso.

Mi spiace, se ti ho deluso: la salvezza è tutta qui, in un figlio che si rende obbediente al tuo posto per togliere il rumore del peccato dalle tue orecchie, in un padre che ti ama, perché tu ami suo figlio.

La salvezza è semplice, tornare a parlare con Dio, essere suo figlio o sua figlia accettata ed amata è semplice:

“Se con le tue labbra dici agli altri che Gesù è il tuo Signore, e credi nel tuo cuore che Dio l'ha risuscitato dalla morte, sarai salvato.” (Romani 10:9)

La Pasqua è tutta in quel

“se”.


In quelle due azioni che Dio ti chiede di fare oggi: una la devi fare col tuo corpo, una col tuo cuore,
una con la parte razionale di te, una con la parte emotiva di te.

  • Devi confessare agli altri ad alta voce che Gesù è il Signore della tua vita,
  • e devi credere col tuo cuore che Dio lo ha veramente resuscitato.
Se lo hai già fatto in passato, bene, ma fallo di nuovo, è un buon promemoria di chi sei e di dove stai nel mondo.

Ma se non lo hai mai fatto ti prego, non uscire da questa stanza senza averlo fatto con qualcuno qua dentro.

Metti la tua vita ai piedi della croce, e ricevi la grazia che ti salva.


18 aprile 2014

Il prezzo del perdono: la passione di Cristo.

Il perdono non viene mai gratis, ma c'è un prezzo da pagare. E, in fondo, perché Gesù doveva morire per potermi salvare? Amy Williams ripercorre i passi della Passione di Cristo per scoprire quel prezzo e quel perché.
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IL RACCONTO DELLA PASSIONE DI CRISTO

"Or prima della festa di Pasqua, Gesú, sapendo che era venuta per lui l'ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Durante la cena, quando il *diavolo aveva già messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo,  Gesú, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava,  si alzò da tavola, depose le sue vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse.  Poi mise dell'acqua in una bacinella, e cominciò a lavare i piedi ai discepoli, e ad asciugarli con l'asciugatoio del quale era cinto... Quando dunque ebbe loro lavato i piedi ed ebbe ripreso le sue vesti, si mise di nuovo a tavola, e disse loro: «Capite quello che vi ho fatto?  Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono.  Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri.  Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io.  In verità, in verità vi dico che il servo non è maggiore del suo signore, né il messaggero è maggiore di colui che lo ha mandato.  Se sapete queste cose, siete beati se le fate.... Quando egli fu uscito, Gesú disse: «Ora il Figlio dell'uomo è glorificato e Dio è glorificato in lui.  Se Dio è glorificato in lui, Dio lo glorificherà anche in sé stesso e lo glorificherà presto.  Figlioli, è per poco che sono ancora con voi. Voi mi cercherete; e, come ho detto ai Giudei: “Dove vado io, voi non potete venire”, cosí lo dico ora a voi.  Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri.  Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri»." (Giovanni 13:1-5, 12-17, 31-35)

"Gesú disse queste cose; poi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, l'ora è venuta; glorifica tuo Figlio, affinché il Figlio glorifichi te,  giacché gli hai dato autorità su ogni carne, perché egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dati.  Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesú Cristo.  Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l'opera che tu mi hai data da fare.  Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse." (Giovanni 17:1-5)

"Poi giunsero in un podere detto Getsemani , ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedete qui finché io abbia pregato».  Gesú prese con sé Pietro, Giacomo, Giovanni e cominciò a essere spaventato e angosciato.  E disse loro: «L'anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate».  Andato un po' piú avanti, si gettò a terra; e pregava che, se fosse possibile, quell'ora passasse oltre da lui.  Diceva: «Abbà, Padre! Ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi»." (Marco 14:32-36)

"E quelli che passavano di là, lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo:  «Tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi giú dalla croce!»  Cosí pure, i capi dei sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi, dicevano:  «Ha salvato altri e non può salvare sé stesso! Se lui è il re d'Israele, scenda ora giú dalla croce, e noi crederemo in lui.  Si è confidato in Dio: lo liberi ora, se lo gradisce,    poiché ha detto: “Sono Figlio di Dio”».  E nello stesso modo lo insultavano anche i ladroni crocifissi con lui.  Dall'ora sesta si fecero tenebre su tutto il paese, fino all'ora nona .  E, verso l'ora nona, Gesú gridò a gran voce: « Elí, Elí, lamà sabactàni?»  cioè:  «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»" (Matteo 27:39-46)

"Era circa l'ora sesta , e si fecero tenebre su tutto il paese fino all'ora nona ;  il sole si oscurò. La cortina del tempio si squarciò nel mezzo.  Gesú, gridando a gran voce, disse: «Padre,  nelle tue mani rimetto lo spirito mio » . Detto questo, spirò." (Luca 23:44-46)

"Perciò non ci scoraggiamo; ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno.  Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre piú grande, smisurato peso eterno di gloria,  mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne... infatti l'amore di Cristo ci costringe, perché siamo giunti a questa conclusione: che uno solo morí per tutti, quindi tutti morirono;  e ch'egli morí per tutti, affinché quelli che vivono non vivano piú per sé stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro... Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui." (2 Corinzi 4:16-18; 5:14-15, 21)


13 aprile 2014

Offrire il mio digiuno per la mia città

Come fai a riportare vicino a Dio la tua nazione, i tuoi amici, la tua famiglia? La tua preghiera è importante... ma il tuo digiuno è fondamentale.
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Immagina una nazione, una volta ricca e benedetta.
dove corruzione in Israele ha raggiunto livelli supremi
Tutti sono corrotti. politici, sacerdoti, uomini di legge, e popolo.

Ogni generazione sembra aggiungere un po' più di malvagità, di ingordigia a quella precedente.

Ogni cosa è lecita per arricchirsi, l'oppressione fiscale è altissima, e il guadagno personale è la sola molla che muove la società.

Nessuno più si cura di ascoltare la voce di Dio.
Dio è una bella favola, una memoria del passato, una tradizione familiare.

Dio non c'è... sembra non esserci... ma c'è e vede! Vede la distanza che c'è tra il suo popolo, e lui... e decide di intervenire. Decide di tornare ad essere protagonista della vita del Suo popolo,   di attirare la loro attenzione.

Ti suona familiare? Dovrebbe? Si, se hai letto il libro di Gioele.

Quella nazione di cui parlo è Israele... ma tu sei libero di fare tutti i paragoni e le similitudini che ritieni appropriate.

Siamo intorno all'anno 800 prima di Cristo. Il popolo di Dio è diviso in due regni; Israele a nord, Giuda a sud.  Entrambi i regni sono governati da re orribili. In questo contesto, Gioele parla al regno di Giuda, a sud.

“Parola del Signore rivolta a Gioele, figlio di Petuel. Udite questo, o vecchi! Porgete orecchio, voi tutti abitanti del paese! È mai avvenuta una cosa simile ai giorni vostri o ai giorni dei vostri padri?  Raccontatelo ai vostri figli, e i vostri figli ai loro figli, e i loro figli alla generazione successiva!  L’avanzo lasciato dal bruco l’ha mangiato il grillo; l’avanzo lasciato dal grillo l’ha mangiato la cavalletta; l’avanzo lasciato dalla cavalletta l’ha mangiato la locusta. 

Svegliatevi, ubriachi, e piangete! Lamentatevi tutti, bevitori di vino, per il vino nuovo che vi è tolto di bocca! Un popolo forte e innumerevole è salito contro il mio paese. I suoi denti sono denti di leone e ha mascelle da leonessa. Ha devastato la mia vigna, ha fatto a pezzi i miei fichi, ha tolto loro la corteccia e li ha lasciati là, con i rami tutti bianchi. Lamèntati come una vergine vestita di sacco che piange lo sposo della sua giovinezza! Offerte e libazioni sono scomparse dalla casa del Signore; i sacerdoti, ministri del Signore, fanno cordoglio. 

La campagna è devastata, la terra piange, perché il grano è distrutto, il mosto è svanito e l’olio manca. Disperatevi, agricoltori, piangete, viticoltori, a causa del grano e dell’orzo, perché il raccolto dei campi è perduto. La vite è secca, il fico è appassito; il melograno, la palma, il melo, tutti gli alberi della campagna sono secchi. La gioia è scomparsa tra i figli degli uomini. 

Vestitevi di sacco e piangete, o sacerdoti! Urlate, ministri dell’altare! Venite, passate la notte vestiti di sacco, ministri del mio Dio! perché l’offerta e la libazione sono scomparse dalla casa del vostro Dio. Proclamate un digiuno, convocate una solenne assemblea! Riunite gli anziani e tutti gli abitanti del paese nella casa del Signore, del vostro Dio, e gridate al Signore! (Gioele 1:1-14)

Tutti sono corrotti. politici, sacerdoti, uomini di legge, e popolo. Nessuno più si cura di ascoltare la voce di Dio. Dio è una bella favola, una memoria del passato, una tradizione familiare.

Dio non c'è... sembra non esserci...  Ma c'è e vede! Vede la distanza che c'è tra il suo popolo, e lui... e decide di intervenire. Decide di attirare la loro attenzione. Manda prima una siccità, una di quelle terribili. Anni di siccità. E al culmine della siccità,... manda gli insetti... miliardi di insetti. E' un giudizio: “Io vi amo, ma così non và!

Ora è tutto distrutto: non ci sono più riserve d'acqua, non c'è più cibo, non c'è più ombra...

Cosa faresti, se fosti un uomo o una donna dai Dio, in questa situazione? Cosa fai, se abiti in una nazione  dove la corruzione esiste dall'usciere al presidente,  dove i sacerdoti predicano bene e razzolano male,  dove l'utile personale è anteposto alla vita degli altri,  (droga, sesso, scommesse),
dove persino il popolo si vende lasciandosi corrompere, essendo connivente dei ladri (non mi faccia lo scontrino, mi faccia risparmiare)?

Gioele l'uomo di Dio, il profeta di Dio, ha un unico piano rimasto per cambiare la storia del suo popolo, e far cessare il giudizio di Dio su di esso.

“Proclamate un digiuno,convocate una solenne assemblea! Riunite gli anziani e tutti gli abitanti del paese nella casa del Signore, del vostro Dio, e gridate al Signore!” (v. 14)

Gioele chiama tutti, dagli anziani al popolo a tornare nel luogo dove Dio risiede in terra, nel tempio, e a gridare a lui. Ma la prima cosa che chiede di fare, è un digiuno...

Gioele sa che se riesce a far digiunare la sua nazione,  questo li farà concentrare su chi è Dio e quanto lontano da Lui si è spinta, tanto da meritarsi il giudizio.  E forse ci sarà salvezza.  Dice così:

“«Nondimeno, anche adesso», dice il Signore, «tornate a me con tutto il vostro cuore, con digiuni, con pianti e con lamenti!» Stracciatevi il cuore, non le vesti; tornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira e pieno di bontà, e si pente del male che manda.  Può darsi che egli torni e si penta, e lasci dietro a sé una benedizione: un’offerta e una libazione per il Signore, vostro Dio” (Gioele 2:12-4)

Che cos'è il digiuno?

Definizione Treccani: “Astensione totale o parziale dagli alimenti, sia volontaria sia in osservanza di un precetto religioso o di una prescrizione medica”

Abbiamo detto chela volta precedente che quello che vediamo è solo una parte della realtà in cui viviamo, quella fisica, ma che c'è tutta una parte che noi non vediamo,  quella spirituale, che governa e influisce in maniera pesante su quella fisica, e il digiuno ha effetti tanto sulla parte fisica, ma soprattutto su quella spirituale.

Cosa fa il digiuno?

1. Ci fa concentrare su chi è Dio

La volontaria sospensione di qualcosa che Dio stesso ha inventato per darci sostegno e piacere, il cibo,  il volontario allontanamento da un piacere e dalla nostra fonte di sostegno,  il diventare deboli per un po', ci farà concentrare su chi è Dio,  su dove siamo noi e la società dove viviamo tutti i giorni.

Il digiuno è una lente che concentra la nostra attenzione su Dio, togliendola da quella per il mondo e le cose materiali, che aumenta la potenza della nostra preghiera.

Se la nostra fede è stagnate, se abbiamo raggiunto un punto dove non cresciamo più, o peggio, se stiamo andando all'indietro nella nostra fede... allora è il momento di digiunare.

Allo stesso modo, se la nostra fede va alla grande,  se il nostro rapporto con Dio è solido,  se il nostro amore per lui è ogni giorno più grande e vogliamo dare di più a lui e al suo regno che viene...  allora è il momento di digiunare.

Ma, attenzione,  il digiuno nella Bibbia va sempre di pari passo con la preghiera.

Se decidi di digiunare per una giornata sappi che, scientificamente, è provato che il digiuno è un rimedio a un gran numero di problemi sia fisici che psichici: eccone alcuni:

Effetti sul fisico 

  • fa riposare il sistema digestivo 
  • consente la pulizia e la disintossicazione del corpo, 
  • riduce le infiammazioni e la formazione di tumori
  • favorisce la protezione delle cellule cerebrali
  • riduce l'ossidazione cellulare e e di conseguenza l'invecchiamento

Effetti sulla mente

  • crea una pausa nelle abitudini alimentari,  
  • favorisce una maggiore chiarezza mentale 
  • purifica e guarire schemi emozionali "bloccati" 
  • porta a una sensazione di leggerezza fisica, aumentando il livello di energia
  • favorisce una quiete interiore, migliorando il collegamento spirituale.


Ma se digiuni come credente quello che cerchi è tutt'altro (le altre cose arrivano come un premio da Dio alla tua decisione):  quello che cerchi è intimità con Dio,  sentire meglio la sua voce,  lasciare che il corpo non distragga la mente dal contatto con chi l'ha creata. Gesù stesso ha digiunato per 40 giorni come preparazione al suo ministero in terra.

“Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. E, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.” (Matteo 4:1-2)

In Matteo 6 (una parte del Sermone sul Monte) Gesù associa preghiera e digiuno:

v 6:5 “Quando pregate”
v 6:16 “Quando digiunate”.

Non dice “se pregate”, ma “ quando”  perché è chiaro che, se credi, preghi. Allo stesso modo non dice “se digiunate”, ma “quando”, perché Gesù da per scontato che se sei credente, digiuni.

Cosa non è il digiuno

Il digiuno non è una pratica di autolesionismo sacro (un cilicio del tubo digerente) né una prova da superare sull'Isola dei Famosi per guadagnare punti, e non serve affatto per diventare famosi, anzi tutt'altro: Gesù infatti dice:

“Poi, quando digiunate per uno scopo spirituale, non siate tristi come gli ipocriti, che cercano di apparire pallidi per far vedere a tutti che digiunano. In verità, quella è la sola ricompensa che ne avranno.  Ma tu, quando digiuni, lavati la faccia e pettinati bene, in modo che nessuno sappia che hai fame, eccetto tuo Padre che conosce tutti i segreti. Ed egli ti ricompenserà.” (Matteo 6:16-18 PV)

Il premio del digiuno non è l'applauso della folla in una piazza,  ma le braccia del Padre che ti cingono nel segreto della tua camera, quando nessuno sa che stai digiunando per Lui. Se sei interessato ad avere un abbraccio da Dio,  allora devi mettere in conto un digiuno.

La società moderna ci spinge a pensare in maniera costante a ciò che dobbiamo avere, e a ciò che dobbiamo mangiare, la Bibbia ci rammenta che la Parola di Dio è il nostro cibo spirituale.

La società ci dice che abbiamo bisogno di quel particolare oggetto, o di quel particolare cibo, la Bibbia ci rammenta che l''unica cosa di cui ho bisogno è di stare con Dio.

Abbiamo già detto che il digiuno è una lente che concentra la nostra attenzione su Dio, togliendola da quella per il mondo e le cose materiali che aumenta la potenza della nostra preghiera,  ma fa anche molto di più:

2. Amplifica la voce di Dio

Il digiuno apre le nostre orecchie spirituali così da poter ricevere indicazioni da Dio di cosa fare. Personalmente sono abbastanza sordo da questo punto di vista, specialmente sul cosa fare per la chiesa. Sentire la voce di Dio “amplificata”... questo è il mio sogno!

3. Ci fa comprendere meglio il volere di Dio

Quando c'è da prendere una decisione importante, cosa fai? In Atti la chiesa primitiva prese una decisione che cambiò radicalmente la storia del cristianesimo:  decise di mandare Barnaba e Saulo a evangelizzare l'Occidente:

“Nella chiesa che era ad Antiochia c’erano profeti e dottori: Barnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirene, Manaem, amico d’infanzia di Erode il tetrarca1, e Saulo.  Mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: «Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati». Allora, dopo aver digiunato, pregato e imposto loro le mani, li lasciarono partire.” (Atti 13:1-3)

Paolo e Barnaba digiunavano prima di decidere quale altra città avrebbero evangelizzato:

Poi Paolo e Barnaba fecero eleggere degli anziani per ogni chiesa e, dopo aver pregato e digiunato, li raccomandarono alla protezione del Signore in cui avevano creduto.  Quindi, attraverso la Pisidia, tornarono in Panfilia, predicarono di nuovo a Perga e proseguirono per Attalia.” (Atti 14:23-25 PV)

In molti altri passi Paolo racconta del suo digiunare come forma di preghiera e di devozione, era una parte qualificante del suo essere credente e del suo ministero. Se vuoi essere efficace nella tua vita di credente, metti nel conto il digiuno.

4. E' un arma di attacco contro il maligno

Sembra un paradosso: io sto nel bel mezzo di una battaglia spirituale, mi servono tutte le energie possibili e immaginabili... e tu mi dici di digiunare?

Non lo dico io, lo ha fatto Gesù: e non solo nel deserto per 40 giorni, ma anche per scacciare i demoni, quelli più resistenti:

“Gesù sgridò il demonio e quello uscì dal ragazzo, che da quel momento fu guarito.  Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché non lo abbiamo potuto cacciare noi?»  Egli rispose loro: « ... Questa specie di demòni non esce se non per mezzo della preghiera e del digiuno». (Matteo 17:18-21)

Il demonio non è spaventato dai nostri muscoli, ma dalla nostra debolezza... e da quello che possiamo fare, quando ci riconosciamo deboli, e cediamo il timone a Dio. Paolo dice così:

“Ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amore di Cristo; perché quando sono debole, allora sono forte.” (2 Corinzi 12:9-10)

Se sei sotto attacco,  se sei nel bel mezzo di una battaglia spirituale, la maniera per resistere, anzi, per scacciare il maligno è il digiuno.

Conclusione

Il digiuno

  • ci fa concentrare si chi è Dio
  • amplifica la voce di Dio
  • ci fa comprendere meglio il volere di Dio
  • è un'arma di attacco contro il maligno.

Ma ti ripeto le domande che ti ho fatto all'inizio:

Cosa fai, se abiti in una nazione

  • dove la corruzione esiste dall'usciere al presidente, 
  • dove i sacerdoti predicano bene e razzolano male, 
  • dove l'utile personale è anteposto alla vita degli altri 
  • dove persino il popolo si vende lasciandosi corrompere, essendo connivente dei ladri?

Cosa fai per riportare la grazia del Signore sopra la tua città, sopra i tuoi amici, sopra i tuoi familiari?

Gioele ha fatto questo:

“Proclamate un digiuno,convocate una solenne assemblea! Riunite gli anziani e tutti gli abitanti del paese nella casa del Signore, del vostro Dio, e gridate al Signore!” (v. 14)

Sei pronto, sei pronta, ad offrire il tuo digiuno per la salvezza della tua città?


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Per avere più informazioni sui vari tipi di digiuno clicca qui

06 aprile 2014

Fuori dalla “terra di nessuno”

La "terra di nessuno" è lo spazio che separa due eserciti avversari. Ed   è il luogo più pericoloso dove un credente possa essere.
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Questo messaggio si lega in maniera indissolubile a quello della settimana scorsa, "Riempire lo spazio vuoto", dove abbiamo parlato di “pregare per gli altri”.

Abbiamo detto che l''intercessione è mettere una mano su trono di Dio e una sulla spalla delle persone nel mondo per colmare lo spazio; è stare in mezzo tra l'enorme amore di Dio e l'enorme bisogno del mondo.

Vi avevo già detto che non è una bella situazione: ho detto che la vita di un intercessore non è mai facile, perché si carica dei problemi di altri, e li porta i preghiera a Dio.

Ma quello che non vi ho detto è che, nel fare questo, andiamo ad interferire direttamente con qualcuno che non è affatto contento di quello che facciamo, e che dissemina il tragitto di trappole, chiodi, fili spinati,  lacci, sgambetti...

Cè molto di più nel pregare che una attività personale: quando iniziamo a pregare regolarmente, in maniera strategica, per noi ma soprattutto per gli altri, diventiamo un “pericolo”.

Finché siamo “credenti”, per satana, siamo un “male necessario”: lui è in lotta con Dio,  Dio qualche volta vince, qualche volta perde; tanti ne guadagna lui, tanti ne guadagni io...  E' nella regola delle percentuali.

L'importante è che quelli che sono passati dalla parte sua... non facciano NIENTE! Perché se loro non fanno niente, allora “l'infezione” è circoscritta...

Ma se cominciano a parlare agli altri di Dio, se cominciano a pregare,  se cominciano ad intercedere...
la cosa si fa seria, l'infezione rischia di diffondersi.

Nelle battaglie campali, quando due eserciti si affrontano in campo aperto, c'è uno spazio tra i due che viene chiamato la “terra di nessuno”.

E' un posto dove non accade nulla, fintanto che non c'è un attacco;  possiamo starci tranquillamente, senza essere né di un esercito né dell'altro.

Ma  quando decido di pregare ogni giorno,  quando decido di pregare strategicamente (i 4 motivi di preghiera della nostra campagna sono un esempio di strategia nella preghiera), allora sto spostandomi dalla “terra di nessuno” all'esercito di Dio...  e satana non è contento!

Quello che vogliamo fare oggi è vedere la battaglia spirituale dalla prospettiva biblica e teologia per poi fare delle applicazioni personali per ciascuno di noi.

Nella Bibbia sta scritto questo:

“Infatti io so i pensieri che medito per voi”, dice il Signore, “pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza.” (Geremia 29:11)

Sappiamo che il maligno è uso capovolgere i pensieri di Dio;  per cui quello che pensa satana per noi è quanto segue:

“Infatti io so i pensieri che medito per voi”, dice il  maligno, “pensieri di male e non di pace per non darvi un avvenire e una speranza.”.

Dio ti ama ed ha un piano meraviglioso per la tua vita; satana ti odia ed ha un piano orribile per la tua vita.

Questa è la realtà spirituale che noi non vediamo; due mondi contrapposti, due eserciti in battaglia perenne, di cui uno solo è già vincitore...  ma l'altro può fare ancora molti danni.

Gesù conosceva bene questa realtà: è per questo che dice così:

“Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” (Giovanni 10:10 PV)

Gesù non parla di qualcosa di astratto, di un “sentimento”, di una “inclinazione”... ma parla di una persona,  di un ladro, che viene per rubare, ammazzare e distruggere.

Ma anche lui,  Gesù, è reale, non è un sentimento, non è una filosofia, ma è un a persona, che  viene per dare vita e vita abbondante.

Guardate la struttura della frase:

satana                                  
  • RUBARE                             
  • AMMAZZARE                    
  • DISTRUGGERE                  
Gesù
  • AVERE
  • VITA
  • ABBONDANZA
C'è una battaglia, e non è un “modo di dire”,  è una guerra reale i cui quartieri generali sono lontano da qui, nel modo spirituale,  ma il cui campo di battaglia è qui, sulla terra... e siamo io, e te!

Paolo la mette in questi termini:

“Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti.” (Efesini 6:12 PV)

Non ne siete convinti? Aprite un telegiornale, uno a caso, e osservate le notizie: combattimenti fra nazioni, combattimenti tra classi sociali, combattimenti all'interno delle famiglie...

Da dove viene tutto questo? Ce lo spiega Giacomo, il fratello di Gesù!

“Da dove vengono le guerre e le contese tra di voi? Non derivano forse dalle passioni che si agitano nelle vostre membra? Voi bramate e non avete; voi uccidete e invidiate e non potete ottenere; voi litigate e fate la guerra; non avete, perché non domandate; domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri. O gente adultera, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio.” (Giacomo 4:1-4)

Il nemico che abbiamo di fronte è difficile da gestire, perché combatte “sporco”, non ci affronta a viso aperto,  non ha un sito chiamato "www.ilmiopianoperdistruggerti.org" (ho controllato, non esiste!); è come in quelle storie di spionaggio con agenti segreti sotto copertura che mettono bombe e avvelenano politici.

Quello che voglio fare oggi non è di spaventarti,  ma di renderti consapevole che questa battaglia esiste, è reale,  e che tu sei il campo di battaglia, di comprendere perché ti accadono certe cose e non altre, di renderti vigile e comprendere che quello che accade è nel mondo è il risultato di questa guerra, dove io e te siamo il campo di battaglia.

In una situazione tale, con una guerra aperta, era necessario che Gesù scendesse per agire:

“Infatti, il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e salvare quelli che erano perduti". (Luca 19:10 PV)

Esattamente come nelle guerre umane si organizzano missioni per recuperare soldati che sono stati  presi prigionieri o che si sono persi dietro le linee nemiche,  Gesù è dovuto scendere per cercare e salvare quelli che sono stati catturati dal maligno e si sono persi.

Ma la missione di Gesù non è solo difensiva, ma è soprattutto offensiva:

“Gesù, il Figlio di Dio, è venuto proprio per distruggere le opere del diavolo.” (1 Giovanni 3:8 TILC)

Sono due facce della stessa medaglia:  per cercare e salvare coloro che si sono persi deve abbattere le fortezze di Satana; e abbattendo queste fortezze trova quelli che erano prigionieri. E' così che il Regno di Dio cresce sulla terra.

Pietro, parlano a un ufficiale romano di nome Cornelio, riassume quale era la missione di Gesù sulla terra:

“Senz'altro saprai che Gesù di Nazareth fu unto da Dio con lo Spirito Santo e con potenza, e che andava in giro facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano in potere del diavolo, perché Dio era con lui.” (Atti 10:38 PV)

Quale è il potere del diavolo?nE' quello che tiene le persone schiave del male: di una malattia, di una dipendenza, della povertà.

Gesù prendeva questo potere di satana e lo girava a 180 gradi: liberando dalla schiavitù di una malattia, di una dipendenza, della fame e della povertà.

Tu potresti rispondermi: “Va bene, Marco, ma quello succedeva quando c'era Gesù. Ora Lui è tornato dal Padre, dobbiamo aspettare che torni per rivedere tutto questo.”

Risposta sbagliata: non dobbiamo attendere, perché Gesù continua a lavorare allo stesso modo,  facendo le medesime cose, distruggendo le medesime fortezze, capovolgendo a 180 gradi le medesime situazioni.

Come?

"In tutta sincerità, vi dico che chi crede in me farà le stesse opere che faccio io, anzi ne farà di più grandi ancora.” (Giovanni 14:12 PV)

Questo significa che coloro che hanno creduto in Gesù sono chiamati a continuare ciò che Gesù faceva, distruggere le opere del diavolo.

Tutti i credenti, nessuno escluso,  non una determinata categoria: non i pastori,  non gli anziani,  non i diaconi,  non i missionari...  ma tutti.

Pietro continua così:

“Poi Gesù ci ha comandato di predicare al popolo e di proclamare che Dio lo ha eletto giudice di tutti, sia dei morti che dei vivi.” (Atti 10:42 PV)

E' un comandamento:  quando noi predichiamo e proclamiamo che Gesù è giudice,  stiamo distruggendo le fortezze del nemico.

Come fare?

Come vado in battaglia?  Quali armi mi porto dietro?  E soprattutto, da dove comincio?

“Io tornerò al Padre; e qualsiasi cosa chiederete nel mio nome, io la farò, affinché il Padre sia glorificato in me.” (Giovanni 14:13 PV)

Chiedere a Dio: noi lo chiamiamo in un altro modo: pregare! La preghiera di chi crede è lo strumento che Gesù utilizza per demolire le fortezze del maligno, e se non c'è chi prega non c'è battaglia,  non c'è salvezza,  non ci sono vite cambiate

La preghiera è l'arma più potente che abbiamo  contro satana, Gesù ce lo ha detto quando ci ha consegnato la preghiera perfetta:

“Ma liberaci dal maligno” (Matteo 6:13b)

La preghiera perfetta inizia e finisce ricordandoci due verità fondamentali:

Padre nostro = abbiamo un padre che ci ama
Liberaci dal maligno = abbiamo  il diavolo che ci odia.

Ma nel bel mezzo c'è la chiave di come possiamo sconfiggerlo:

Sia fatta la tua volontà : questa volontà

“Questa è la volontà di mio Padre: che chi conosce il Figlio e crede in lui abbia vita eterna.” (Giovanni 6:40 PV)

Quando io prego per la mia sfida,  quando io prego per i miei tre amici,  quando io prego per la mia città,  quando io prego per la chiesa perseguitata nel mondo,  io sto chiedendo a Dio di intervenire perché altri credano e siano salvati,  sto chiedendo che sia fatta la sua volontà... e Gesù mi ha detto che se prego nel suo nome, lui farà quello che chiedo.

Ma c'è una battaglia in corso, e non devo essere spaventato, ma consapevole; consapevole che satana mi odia,  ma che posso pregare a Dio “liberami da lui, te ne prego.”

Consapevole che posso cercare la protezione del Padre,  perché quando comincio a pregare mi sposto dalla "terra di nessuno" ed entro nelle schiere dell'esercito del Signore.

Se stai pregando in maniera costante durante questa campagna, sei in guerra... e forse te ne sei già accorto. Invece di chiamarla 40 Giorni nella Preghiera, avremmo potuto chiamarla “40 Giorni di guerra totale”.

Quando prego per i miei amici, per la mia città, sto chiedendo che vengano liberati dalle fortezze del maligno,  sto organizzando una missione di recupero DENTRO le linee nemiche...

Dovrei stupirmi di essere attaccato? Dovrei stupirmi che mi verrà in mente che non è poi così importante pregare tutti i giorni? Dovrei stupirmi che penserò che tanto la mia preghiera non è così efficace?

Siamo in battaglia... con un nemico che è già stato sconfitto... ma che può fare ancora molti danni,
come i kamikaze... non cambiano la sorte della battaglia, ma uccidono un gran numero di persone.

Ricordati che se tu credi, tu hai la stessa potenza di Cristo, perché Cristo ha promesso di operare attraverso te. Tu hai la stessa autorità di Cristo di scacciare il maligno,  perché è Cristo che ti da la sua autorità.

Questa autorità:

“Stupita, la gente si chiedeva: "In che consiste la potenza delle sue parole? Ha tanta autorità, che comanda i demoni, ed essi escono!" (Luca 4:36 PV)

Tu hai autorità non solo di scacciare satana,  ma di fare quello che Gesù faceva, liberare dagli spiriti,  guarire dalle malattie, toccare  le vite degli altri, cambiare le vite degli altri.

Ma questa autorità ti appartiene solo se sei in costante contatto con lui attraverso la preghiera. Puoi provare a fare a meno del rapporto quotidiano con lui, puoi provare a scegliere un modo “tutto tuo” che by-passi la preghiera.

Puoi, in una parola, scegliere di stare nella “terra di nessuno”, dove c'è calma... apparente...fino a che non comincia la battaglia... ma appena inizia ti troverai nel bel mezzo del fuoco incrociato.

Se hai conosciuto Cristo, non puoi stare nella “terra di nessuno”; “o di qua, o di là”,
o dalla parte di chi soffre, ma vince, o dalla parte di chi è già stato sconfitto.

Ma se stai nella “terra di nessuno”, in mezzo ai due eserciti, sperando di essere fuori dalla battaglia, allora sei veramente in pericolo,  perché non avrai l'autorità né per scacciare satana né per operare per Gesù.

Come uscire dalla terra di nessuno?

Scegli di ricevere autorità

Ammetti che non puoi lottare da solo contro il diavolo

Puoi provare con l'autodisciplina, puoi provare con la forza di volontà.  Non funzionano!

Scegli di essere protetto

Chiedi la protezione del Padre

Pregare è pericoloso, se non siamo protetti perché stiamo facendo qualcosa che distrugge le fortezze del maligno.

Scegli di scendere in battaglia

Abbi fiducia che Dio ascolterà e risponderà alle tue preghiere.

Dio è desideroso di esaudirti. Osserva in che modo risponde ad esse. Sii costante nella preghiera.

Scegli di obbedire

Sii pronto ad obbedire al Signore nella tua vita

Non tornare indietro alle vecchie abitudini. Non farti “sconti”,  non prendere periodi di pausa, vacanze, distrazioni. Allora sarai di nuovo in pericolo, sarai di nuovo nella “terra di nessuno”.

Ricorda che satana lavora contro di te attraverso la tua disobbedienza. Fintanto che cammini obbedendo al Signore, la porta per satana rimane chiusa, ma se ti allontani dalla via che il Signore ha indicato,  allora ti esponi a sicuri attacchi.

Questa è una battaglia che non devi affrontare da solo, o da sola, hai bisogno del piccolo gruppo per supportati a vicenda. Dopo ogni battaglia vinta sii pronto, sii pronta alla prossima.

E ricorda, fai parte dell'esercito che ha già sconfitto satana...

E prega!

“Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;  venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo.  Dacci oggi il nostro pane quotidiano ;  rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori;  e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno . Perché a te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno, amen.” (Matteo 6:9-13)