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13 aprile 2014

Offrire il mio digiuno per la mia città

Come fai a riportare vicino a Dio la tua nazione, i tuoi amici, la tua famiglia? La tua preghiera è importante... ma il tuo digiuno è fondamentale.
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Immagina una nazione, una volta ricca e benedetta.
dove corruzione in Israele ha raggiunto livelli supremi
Tutti sono corrotti. politici, sacerdoti, uomini di legge, e popolo.

Ogni generazione sembra aggiungere un po' più di malvagità, di ingordigia a quella precedente.

Ogni cosa è lecita per arricchirsi, l'oppressione fiscale è altissima, e il guadagno personale è la sola molla che muove la società.

Nessuno più si cura di ascoltare la voce di Dio.
Dio è una bella favola, una memoria del passato, una tradizione familiare.

Dio non c'è... sembra non esserci... ma c'è e vede! Vede la distanza che c'è tra il suo popolo, e lui... e decide di intervenire. Decide di tornare ad essere protagonista della vita del Suo popolo,   di attirare la loro attenzione.

Ti suona familiare? Dovrebbe? Si, se hai letto il libro di Gioele.

Quella nazione di cui parlo è Israele... ma tu sei libero di fare tutti i paragoni e le similitudini che ritieni appropriate.

Siamo intorno all'anno 800 prima di Cristo. Il popolo di Dio è diviso in due regni; Israele a nord, Giuda a sud.  Entrambi i regni sono governati da re orribili. In questo contesto, Gioele parla al regno di Giuda, a sud.

“Parola del Signore rivolta a Gioele, figlio di Petuel. Udite questo, o vecchi! Porgete orecchio, voi tutti abitanti del paese! È mai avvenuta una cosa simile ai giorni vostri o ai giorni dei vostri padri?  Raccontatelo ai vostri figli, e i vostri figli ai loro figli, e i loro figli alla generazione successiva!  L’avanzo lasciato dal bruco l’ha mangiato il grillo; l’avanzo lasciato dal grillo l’ha mangiato la cavalletta; l’avanzo lasciato dalla cavalletta l’ha mangiato la locusta. 

Svegliatevi, ubriachi, e piangete! Lamentatevi tutti, bevitori di vino, per il vino nuovo che vi è tolto di bocca! Un popolo forte e innumerevole è salito contro il mio paese. I suoi denti sono denti di leone e ha mascelle da leonessa. Ha devastato la mia vigna, ha fatto a pezzi i miei fichi, ha tolto loro la corteccia e li ha lasciati là, con i rami tutti bianchi. Lamèntati come una vergine vestita di sacco che piange lo sposo della sua giovinezza! Offerte e libazioni sono scomparse dalla casa del Signore; i sacerdoti, ministri del Signore, fanno cordoglio. 

La campagna è devastata, la terra piange, perché il grano è distrutto, il mosto è svanito e l’olio manca. Disperatevi, agricoltori, piangete, viticoltori, a causa del grano e dell’orzo, perché il raccolto dei campi è perduto. La vite è secca, il fico è appassito; il melograno, la palma, il melo, tutti gli alberi della campagna sono secchi. La gioia è scomparsa tra i figli degli uomini. 

Vestitevi di sacco e piangete, o sacerdoti! Urlate, ministri dell’altare! Venite, passate la notte vestiti di sacco, ministri del mio Dio! perché l’offerta e la libazione sono scomparse dalla casa del vostro Dio. Proclamate un digiuno, convocate una solenne assemblea! Riunite gli anziani e tutti gli abitanti del paese nella casa del Signore, del vostro Dio, e gridate al Signore! (Gioele 1:1-14)

Tutti sono corrotti. politici, sacerdoti, uomini di legge, e popolo. Nessuno più si cura di ascoltare la voce di Dio. Dio è una bella favola, una memoria del passato, una tradizione familiare.

Dio non c'è... sembra non esserci...  Ma c'è e vede! Vede la distanza che c'è tra il suo popolo, e lui... e decide di intervenire. Decide di attirare la loro attenzione. Manda prima una siccità, una di quelle terribili. Anni di siccità. E al culmine della siccità,... manda gli insetti... miliardi di insetti. E' un giudizio: “Io vi amo, ma così non và!

Ora è tutto distrutto: non ci sono più riserve d'acqua, non c'è più cibo, non c'è più ombra...

Cosa faresti, se fosti un uomo o una donna dai Dio, in questa situazione? Cosa fai, se abiti in una nazione  dove la corruzione esiste dall'usciere al presidente,  dove i sacerdoti predicano bene e razzolano male,  dove l'utile personale è anteposto alla vita degli altri,  (droga, sesso, scommesse),
dove persino il popolo si vende lasciandosi corrompere, essendo connivente dei ladri (non mi faccia lo scontrino, mi faccia risparmiare)?

Gioele l'uomo di Dio, il profeta di Dio, ha un unico piano rimasto per cambiare la storia del suo popolo, e far cessare il giudizio di Dio su di esso.

“Proclamate un digiuno,convocate una solenne assemblea! Riunite gli anziani e tutti gli abitanti del paese nella casa del Signore, del vostro Dio, e gridate al Signore!” (v. 14)

Gioele chiama tutti, dagli anziani al popolo a tornare nel luogo dove Dio risiede in terra, nel tempio, e a gridare a lui. Ma la prima cosa che chiede di fare, è un digiuno...

Gioele sa che se riesce a far digiunare la sua nazione,  questo li farà concentrare su chi è Dio e quanto lontano da Lui si è spinta, tanto da meritarsi il giudizio.  E forse ci sarà salvezza.  Dice così:

“«Nondimeno, anche adesso», dice il Signore, «tornate a me con tutto il vostro cuore, con digiuni, con pianti e con lamenti!» Stracciatevi il cuore, non le vesti; tornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira e pieno di bontà, e si pente del male che manda.  Può darsi che egli torni e si penta, e lasci dietro a sé una benedizione: un’offerta e una libazione per il Signore, vostro Dio” (Gioele 2:12-4)

Che cos'è il digiuno?

Definizione Treccani: “Astensione totale o parziale dagli alimenti, sia volontaria sia in osservanza di un precetto religioso o di una prescrizione medica”

Abbiamo detto chela volta precedente che quello che vediamo è solo una parte della realtà in cui viviamo, quella fisica, ma che c'è tutta una parte che noi non vediamo,  quella spirituale, che governa e influisce in maniera pesante su quella fisica, e il digiuno ha effetti tanto sulla parte fisica, ma soprattutto su quella spirituale.

Cosa fa il digiuno?

1. Ci fa concentrare su chi è Dio

La volontaria sospensione di qualcosa che Dio stesso ha inventato per darci sostegno e piacere, il cibo,  il volontario allontanamento da un piacere e dalla nostra fonte di sostegno,  il diventare deboli per un po', ci farà concentrare su chi è Dio,  su dove siamo noi e la società dove viviamo tutti i giorni.

Il digiuno è una lente che concentra la nostra attenzione su Dio, togliendola da quella per il mondo e le cose materiali, che aumenta la potenza della nostra preghiera.

Se la nostra fede è stagnate, se abbiamo raggiunto un punto dove non cresciamo più, o peggio, se stiamo andando all'indietro nella nostra fede... allora è il momento di digiunare.

Allo stesso modo, se la nostra fede va alla grande,  se il nostro rapporto con Dio è solido,  se il nostro amore per lui è ogni giorno più grande e vogliamo dare di più a lui e al suo regno che viene...  allora è il momento di digiunare.

Ma, attenzione,  il digiuno nella Bibbia va sempre di pari passo con la preghiera.

Se decidi di digiunare per una giornata sappi che, scientificamente, è provato che il digiuno è un rimedio a un gran numero di problemi sia fisici che psichici: eccone alcuni:

Effetti sul fisico 

  • fa riposare il sistema digestivo 
  • consente la pulizia e la disintossicazione del corpo, 
  • riduce le infiammazioni e la formazione di tumori
  • favorisce la protezione delle cellule cerebrali
  • riduce l'ossidazione cellulare e e di conseguenza l'invecchiamento

Effetti sulla mente

  • crea una pausa nelle abitudini alimentari,  
  • favorisce una maggiore chiarezza mentale 
  • purifica e guarire schemi emozionali "bloccati" 
  • porta a una sensazione di leggerezza fisica, aumentando il livello di energia
  • favorisce una quiete interiore, migliorando il collegamento spirituale.


Ma se digiuni come credente quello che cerchi è tutt'altro (le altre cose arrivano come un premio da Dio alla tua decisione):  quello che cerchi è intimità con Dio,  sentire meglio la sua voce,  lasciare che il corpo non distragga la mente dal contatto con chi l'ha creata. Gesù stesso ha digiunato per 40 giorni come preparazione al suo ministero in terra.

“Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. E, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.” (Matteo 4:1-2)

In Matteo 6 (una parte del Sermone sul Monte) Gesù associa preghiera e digiuno:

v 6:5 “Quando pregate”
v 6:16 “Quando digiunate”.

Non dice “se pregate”, ma “ quando”  perché è chiaro che, se credi, preghi. Allo stesso modo non dice “se digiunate”, ma “quando”, perché Gesù da per scontato che se sei credente, digiuni.

Cosa non è il digiuno

Il digiuno non è una pratica di autolesionismo sacro (un cilicio del tubo digerente) né una prova da superare sull'Isola dei Famosi per guadagnare punti, e non serve affatto per diventare famosi, anzi tutt'altro: Gesù infatti dice:

“Poi, quando digiunate per uno scopo spirituale, non siate tristi come gli ipocriti, che cercano di apparire pallidi per far vedere a tutti che digiunano. In verità, quella è la sola ricompensa che ne avranno.  Ma tu, quando digiuni, lavati la faccia e pettinati bene, in modo che nessuno sappia che hai fame, eccetto tuo Padre che conosce tutti i segreti. Ed egli ti ricompenserà.” (Matteo 6:16-18 PV)

Il premio del digiuno non è l'applauso della folla in una piazza,  ma le braccia del Padre che ti cingono nel segreto della tua camera, quando nessuno sa che stai digiunando per Lui. Se sei interessato ad avere un abbraccio da Dio,  allora devi mettere in conto un digiuno.

La società moderna ci spinge a pensare in maniera costante a ciò che dobbiamo avere, e a ciò che dobbiamo mangiare, la Bibbia ci rammenta che la Parola di Dio è il nostro cibo spirituale.

La società ci dice che abbiamo bisogno di quel particolare oggetto, o di quel particolare cibo, la Bibbia ci rammenta che l''unica cosa di cui ho bisogno è di stare con Dio.

Abbiamo già detto che il digiuno è una lente che concentra la nostra attenzione su Dio, togliendola da quella per il mondo e le cose materiali che aumenta la potenza della nostra preghiera,  ma fa anche molto di più:

2. Amplifica la voce di Dio

Il digiuno apre le nostre orecchie spirituali così da poter ricevere indicazioni da Dio di cosa fare. Personalmente sono abbastanza sordo da questo punto di vista, specialmente sul cosa fare per la chiesa. Sentire la voce di Dio “amplificata”... questo è il mio sogno!

3. Ci fa comprendere meglio il volere di Dio

Quando c'è da prendere una decisione importante, cosa fai? In Atti la chiesa primitiva prese una decisione che cambiò radicalmente la storia del cristianesimo:  decise di mandare Barnaba e Saulo a evangelizzare l'Occidente:

“Nella chiesa che era ad Antiochia c’erano profeti e dottori: Barnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirene, Manaem, amico d’infanzia di Erode il tetrarca1, e Saulo.  Mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: «Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati». Allora, dopo aver digiunato, pregato e imposto loro le mani, li lasciarono partire.” (Atti 13:1-3)

Paolo e Barnaba digiunavano prima di decidere quale altra città avrebbero evangelizzato:

Poi Paolo e Barnaba fecero eleggere degli anziani per ogni chiesa e, dopo aver pregato e digiunato, li raccomandarono alla protezione del Signore in cui avevano creduto.  Quindi, attraverso la Pisidia, tornarono in Panfilia, predicarono di nuovo a Perga e proseguirono per Attalia.” (Atti 14:23-25 PV)

In molti altri passi Paolo racconta del suo digiunare come forma di preghiera e di devozione, era una parte qualificante del suo essere credente e del suo ministero. Se vuoi essere efficace nella tua vita di credente, metti nel conto il digiuno.

4. E' un arma di attacco contro il maligno

Sembra un paradosso: io sto nel bel mezzo di una battaglia spirituale, mi servono tutte le energie possibili e immaginabili... e tu mi dici di digiunare?

Non lo dico io, lo ha fatto Gesù: e non solo nel deserto per 40 giorni, ma anche per scacciare i demoni, quelli più resistenti:

“Gesù sgridò il demonio e quello uscì dal ragazzo, che da quel momento fu guarito.  Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché non lo abbiamo potuto cacciare noi?»  Egli rispose loro: « ... Questa specie di demòni non esce se non per mezzo della preghiera e del digiuno». (Matteo 17:18-21)

Il demonio non è spaventato dai nostri muscoli, ma dalla nostra debolezza... e da quello che possiamo fare, quando ci riconosciamo deboli, e cediamo il timone a Dio. Paolo dice così:

“Ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amore di Cristo; perché quando sono debole, allora sono forte.” (2 Corinzi 12:9-10)

Se sei sotto attacco,  se sei nel bel mezzo di una battaglia spirituale, la maniera per resistere, anzi, per scacciare il maligno è il digiuno.

Conclusione

Il digiuno

  • ci fa concentrare si chi è Dio
  • amplifica la voce di Dio
  • ci fa comprendere meglio il volere di Dio
  • è un'arma di attacco contro il maligno.

Ma ti ripeto le domande che ti ho fatto all'inizio:

Cosa fai, se abiti in una nazione

  • dove la corruzione esiste dall'usciere al presidente, 
  • dove i sacerdoti predicano bene e razzolano male, 
  • dove l'utile personale è anteposto alla vita degli altri 
  • dove persino il popolo si vende lasciandosi corrompere, essendo connivente dei ladri?

Cosa fai per riportare la grazia del Signore sopra la tua città, sopra i tuoi amici, sopra i tuoi familiari?

Gioele ha fatto questo:

“Proclamate un digiuno,convocate una solenne assemblea! Riunite gli anziani e tutti gli abitanti del paese nella casa del Signore, del vostro Dio, e gridate al Signore!” (v. 14)

Sei pronto, sei pronta, ad offrire il tuo digiuno per la salvezza della tua città?


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06 aprile 2014

Fuori dalla “terra di nessuno”

La "terra di nessuno" è lo spazio che separa due eserciti avversari. Ed   è il luogo più pericoloso dove un credente possa essere.
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Questo messaggio si lega in maniera indissolubile a quello della settimana scorsa, "Riempire lo spazio vuoto", dove abbiamo parlato di “pregare per gli altri”.

Abbiamo detto che l''intercessione è mettere una mano su trono di Dio e una sulla spalla delle persone nel mondo per colmare lo spazio; è stare in mezzo tra l'enorme amore di Dio e l'enorme bisogno del mondo.

Vi avevo già detto che non è una bella situazione: ho detto che la vita di un intercessore non è mai facile, perché si carica dei problemi di altri, e li porta i preghiera a Dio.

Ma quello che non vi ho detto è che, nel fare questo, andiamo ad interferire direttamente con qualcuno che non è affatto contento di quello che facciamo, e che dissemina il tragitto di trappole, chiodi, fili spinati,  lacci, sgambetti...

Cè molto di più nel pregare che una attività personale: quando iniziamo a pregare regolarmente, in maniera strategica, per noi ma soprattutto per gli altri, diventiamo un “pericolo”.

Finché siamo “credenti”, per satana, siamo un “male necessario”: lui è in lotta con Dio,  Dio qualche volta vince, qualche volta perde; tanti ne guadagna lui, tanti ne guadagni io...  E' nella regola delle percentuali.

L'importante è che quelli che sono passati dalla parte sua... non facciano NIENTE! Perché se loro non fanno niente, allora “l'infezione” è circoscritta...

Ma se cominciano a parlare agli altri di Dio, se cominciano a pregare,  se cominciano ad intercedere...
la cosa si fa seria, l'infezione rischia di diffondersi.

Nelle battaglie campali, quando due eserciti si affrontano in campo aperto, c'è uno spazio tra i due che viene chiamato la “terra di nessuno”.

E' un posto dove non accade nulla, fintanto che non c'è un attacco;  possiamo starci tranquillamente, senza essere né di un esercito né dell'altro.

Ma  quando decido di pregare ogni giorno,  quando decido di pregare strategicamente (i 4 motivi di preghiera della nostra campagna sono un esempio di strategia nella preghiera), allora sto spostandomi dalla “terra di nessuno” all'esercito di Dio...  e satana non è contento!

Quello che vogliamo fare oggi è vedere la battaglia spirituale dalla prospettiva biblica e teologia per poi fare delle applicazioni personali per ciascuno di noi.

Nella Bibbia sta scritto questo:

“Infatti io so i pensieri che medito per voi”, dice il Signore, “pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza.” (Geremia 29:11)

Sappiamo che il maligno è uso capovolgere i pensieri di Dio;  per cui quello che pensa satana per noi è quanto segue:

“Infatti io so i pensieri che medito per voi”, dice il  maligno, “pensieri di male e non di pace per non darvi un avvenire e una speranza.”.

Dio ti ama ed ha un piano meraviglioso per la tua vita; satana ti odia ed ha un piano orribile per la tua vita.

Questa è la realtà spirituale che noi non vediamo; due mondi contrapposti, due eserciti in battaglia perenne, di cui uno solo è già vincitore...  ma l'altro può fare ancora molti danni.

Gesù conosceva bene questa realtà: è per questo che dice così:

“Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” (Giovanni 10:10 PV)

Gesù non parla di qualcosa di astratto, di un “sentimento”, di una “inclinazione”... ma parla di una persona,  di un ladro, che viene per rubare, ammazzare e distruggere.

Ma anche lui,  Gesù, è reale, non è un sentimento, non è una filosofia, ma è un a persona, che  viene per dare vita e vita abbondante.

Guardate la struttura della frase:

satana                                  
  • RUBARE                             
  • AMMAZZARE                    
  • DISTRUGGERE                  
Gesù
  • AVERE
  • VITA
  • ABBONDANZA
C'è una battaglia, e non è un “modo di dire”,  è una guerra reale i cui quartieri generali sono lontano da qui, nel modo spirituale,  ma il cui campo di battaglia è qui, sulla terra... e siamo io, e te!

Paolo la mette in questi termini:

“Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti.” (Efesini 6:12 PV)

Non ne siete convinti? Aprite un telegiornale, uno a caso, e osservate le notizie: combattimenti fra nazioni, combattimenti tra classi sociali, combattimenti all'interno delle famiglie...

Da dove viene tutto questo? Ce lo spiega Giacomo, il fratello di Gesù!

“Da dove vengono le guerre e le contese tra di voi? Non derivano forse dalle passioni che si agitano nelle vostre membra? Voi bramate e non avete; voi uccidete e invidiate e non potete ottenere; voi litigate e fate la guerra; non avete, perché non domandate; domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri. O gente adultera, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio.” (Giacomo 4:1-4)

Il nemico che abbiamo di fronte è difficile da gestire, perché combatte “sporco”, non ci affronta a viso aperto,  non ha un sito chiamato "www.ilmiopianoperdistruggerti.org" (ho controllato, non esiste!); è come in quelle storie di spionaggio con agenti segreti sotto copertura che mettono bombe e avvelenano politici.

Quello che voglio fare oggi non è di spaventarti,  ma di renderti consapevole che questa battaglia esiste, è reale,  e che tu sei il campo di battaglia, di comprendere perché ti accadono certe cose e non altre, di renderti vigile e comprendere che quello che accade è nel mondo è il risultato di questa guerra, dove io e te siamo il campo di battaglia.

In una situazione tale, con una guerra aperta, era necessario che Gesù scendesse per agire:

“Infatti, il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e salvare quelli che erano perduti". (Luca 19:10 PV)

Esattamente come nelle guerre umane si organizzano missioni per recuperare soldati che sono stati  presi prigionieri o che si sono persi dietro le linee nemiche,  Gesù è dovuto scendere per cercare e salvare quelli che sono stati catturati dal maligno e si sono persi.

Ma la missione di Gesù non è solo difensiva, ma è soprattutto offensiva:

“Gesù, il Figlio di Dio, è venuto proprio per distruggere le opere del diavolo.” (1 Giovanni 3:8 TILC)

Sono due facce della stessa medaglia:  per cercare e salvare coloro che si sono persi deve abbattere le fortezze di Satana; e abbattendo queste fortezze trova quelli che erano prigionieri. E' così che il Regno di Dio cresce sulla terra.

Pietro, parlano a un ufficiale romano di nome Cornelio, riassume quale era la missione di Gesù sulla terra:

“Senz'altro saprai che Gesù di Nazareth fu unto da Dio con lo Spirito Santo e con potenza, e che andava in giro facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano in potere del diavolo, perché Dio era con lui.” (Atti 10:38 PV)

Quale è il potere del diavolo?nE' quello che tiene le persone schiave del male: di una malattia, di una dipendenza, della povertà.

Gesù prendeva questo potere di satana e lo girava a 180 gradi: liberando dalla schiavitù di una malattia, di una dipendenza, della fame e della povertà.

Tu potresti rispondermi: “Va bene, Marco, ma quello succedeva quando c'era Gesù. Ora Lui è tornato dal Padre, dobbiamo aspettare che torni per rivedere tutto questo.”

Risposta sbagliata: non dobbiamo attendere, perché Gesù continua a lavorare allo stesso modo,  facendo le medesime cose, distruggendo le medesime fortezze, capovolgendo a 180 gradi le medesime situazioni.

Come?

"In tutta sincerità, vi dico che chi crede in me farà le stesse opere che faccio io, anzi ne farà di più grandi ancora.” (Giovanni 14:12 PV)

Questo significa che coloro che hanno creduto in Gesù sono chiamati a continuare ciò che Gesù faceva, distruggere le opere del diavolo.

Tutti i credenti, nessuno escluso,  non una determinata categoria: non i pastori,  non gli anziani,  non i diaconi,  non i missionari...  ma tutti.

Pietro continua così:

“Poi Gesù ci ha comandato di predicare al popolo e di proclamare che Dio lo ha eletto giudice di tutti, sia dei morti che dei vivi.” (Atti 10:42 PV)

E' un comandamento:  quando noi predichiamo e proclamiamo che Gesù è giudice,  stiamo distruggendo le fortezze del nemico.

Come fare?

Come vado in battaglia?  Quali armi mi porto dietro?  E soprattutto, da dove comincio?

“Io tornerò al Padre; e qualsiasi cosa chiederete nel mio nome, io la farò, affinché il Padre sia glorificato in me.” (Giovanni 14:13 PV)

Chiedere a Dio: noi lo chiamiamo in un altro modo: pregare! La preghiera di chi crede è lo strumento che Gesù utilizza per demolire le fortezze del maligno, e se non c'è chi prega non c'è battaglia,  non c'è salvezza,  non ci sono vite cambiate

La preghiera è l'arma più potente che abbiamo  contro satana, Gesù ce lo ha detto quando ci ha consegnato la preghiera perfetta:

“Ma liberaci dal maligno” (Matteo 6:13b)

La preghiera perfetta inizia e finisce ricordandoci due verità fondamentali:

Padre nostro = abbiamo un padre che ci ama
Liberaci dal maligno = abbiamo  il diavolo che ci odia.

Ma nel bel mezzo c'è la chiave di come possiamo sconfiggerlo:

Sia fatta la tua volontà : questa volontà

“Questa è la volontà di mio Padre: che chi conosce il Figlio e crede in lui abbia vita eterna.” (Giovanni 6:40 PV)

Quando io prego per la mia sfida,  quando io prego per i miei tre amici,  quando io prego per la mia città,  quando io prego per la chiesa perseguitata nel mondo,  io sto chiedendo a Dio di intervenire perché altri credano e siano salvati,  sto chiedendo che sia fatta la sua volontà... e Gesù mi ha detto che se prego nel suo nome, lui farà quello che chiedo.

Ma c'è una battaglia in corso, e non devo essere spaventato, ma consapevole; consapevole che satana mi odia,  ma che posso pregare a Dio “liberami da lui, te ne prego.”

Consapevole che posso cercare la protezione del Padre,  perché quando comincio a pregare mi sposto dalla "terra di nessuno" ed entro nelle schiere dell'esercito del Signore.

Se stai pregando in maniera costante durante questa campagna, sei in guerra... e forse te ne sei già accorto. Invece di chiamarla 40 Giorni nella Preghiera, avremmo potuto chiamarla “40 Giorni di guerra totale”.

Quando prego per i miei amici, per la mia città, sto chiedendo che vengano liberati dalle fortezze del maligno,  sto organizzando una missione di recupero DENTRO le linee nemiche...

Dovrei stupirmi di essere attaccato? Dovrei stupirmi che mi verrà in mente che non è poi così importante pregare tutti i giorni? Dovrei stupirmi che penserò che tanto la mia preghiera non è così efficace?

Siamo in battaglia... con un nemico che è già stato sconfitto... ma che può fare ancora molti danni,
come i kamikaze... non cambiano la sorte della battaglia, ma uccidono un gran numero di persone.

Ricordati che se tu credi, tu hai la stessa potenza di Cristo, perché Cristo ha promesso di operare attraverso te. Tu hai la stessa autorità di Cristo di scacciare il maligno,  perché è Cristo che ti da la sua autorità.

Questa autorità:

“Stupita, la gente si chiedeva: "In che consiste la potenza delle sue parole? Ha tanta autorità, che comanda i demoni, ed essi escono!" (Luca 4:36 PV)

Tu hai autorità non solo di scacciare satana,  ma di fare quello che Gesù faceva, liberare dagli spiriti,  guarire dalle malattie, toccare  le vite degli altri, cambiare le vite degli altri.

Ma questa autorità ti appartiene solo se sei in costante contatto con lui attraverso la preghiera. Puoi provare a fare a meno del rapporto quotidiano con lui, puoi provare a scegliere un modo “tutto tuo” che by-passi la preghiera.

Puoi, in una parola, scegliere di stare nella “terra di nessuno”, dove c'è calma... apparente...fino a che non comincia la battaglia... ma appena inizia ti troverai nel bel mezzo del fuoco incrociato.

Se hai conosciuto Cristo, non puoi stare nella “terra di nessuno”; “o di qua, o di là”,
o dalla parte di chi soffre, ma vince, o dalla parte di chi è già stato sconfitto.

Ma se stai nella “terra di nessuno”, in mezzo ai due eserciti, sperando di essere fuori dalla battaglia, allora sei veramente in pericolo,  perché non avrai l'autorità né per scacciare satana né per operare per Gesù.

Come uscire dalla terra di nessuno?

Scegli di ricevere autorità

Ammetti che non puoi lottare da solo contro il diavolo

Puoi provare con l'autodisciplina, puoi provare con la forza di volontà.  Non funzionano!

Scegli di essere protetto

Chiedi la protezione del Padre

Pregare è pericoloso, se non siamo protetti perché stiamo facendo qualcosa che distrugge le fortezze del maligno.

Scegli di scendere in battaglia

Abbi fiducia che Dio ascolterà e risponderà alle tue preghiere.

Dio è desideroso di esaudirti. Osserva in che modo risponde ad esse. Sii costante nella preghiera.

Scegli di obbedire

Sii pronto ad obbedire al Signore nella tua vita

Non tornare indietro alle vecchie abitudini. Non farti “sconti”,  non prendere periodi di pausa, vacanze, distrazioni. Allora sarai di nuovo in pericolo, sarai di nuovo nella “terra di nessuno”.

Ricorda che satana lavora contro di te attraverso la tua disobbedienza. Fintanto che cammini obbedendo al Signore, la porta per satana rimane chiusa, ma se ti allontani dalla via che il Signore ha indicato,  allora ti esponi a sicuri attacchi.

Questa è una battaglia che non devi affrontare da solo, o da sola, hai bisogno del piccolo gruppo per supportati a vicenda. Dopo ogni battaglia vinta sii pronto, sii pronta alla prossima.

E ricorda, fai parte dell'esercito che ha già sconfitto satana...

E prega!

“Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;  venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo.  Dacci oggi il nostro pane quotidiano ;  rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori;  e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno . Perché a te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno, amen.” (Matteo 6:9-13)




30 marzo 2014

Riempire lo spazio vuoto: l'intercessione.

Una delle parti fondamentali della vita di preghiera: l'intercessione.
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Come “funziona” Dio quando vede il male nel mondo?
Come “funziona” Dio quando vede che le persone che ama fanno il male?
Accetta che lo facciano, e li lascia per la loro strada, “affari loro”, oppure interviene?
E se interviene come interviene?
E se interviene, interviene da solo o usa altri?

C'è un passo nell'Antico Testamento, che ci spiega tutto questo, e lo voglio leggere prima tutto assieme, poi lo andremo a vedere passo per passo.

“Il Signore mi disse ancora: 'Ezechiele, di' agli Israeliti che il loro territorio è simile a una terra sulla quale non piove: sotto l'effetto della mia collera esso diventa arido. Come i leoni ruggenti sbranano la preda, così i loro capi uccidono, s'impadroniscono di ricchezze e tesori, rendono vedove molte donne. I loro sacerdoti violano le mie leggi, profanano i luoghi consacrati a me, confondono il sacro con il profano. Non insegnano la differenza tra puro e impuro e si rifiutano di rispettare il giorno del sabato. In conclusione non hanno nessun rispetto per me. I loro capi sono sanguinari come lupi che dilaniano la preda: uccidono la gente per arricchirsi. I loro profeti coprono tutti questi delitti con una mano di calce, quando pretendono di avere visioni e predicono menzogne. Sostengono di parlare a nome di Dio, il Signore, ma io, il Signore, non ho parlato a loro. Gli abitanti commettono violenze, rubano, opprimono i poveri e i deboli, maltrattano i forestieri contro ogni diritto  Ho cercato in mezzo a loro qualcuno che potesse costruire un muro di difesa, che potesse stare sulle brecce delle mura, per difendere il paese e per impedirmi di distruggerlo, ma non l'ho trovato. Allora sfogherò la mia collera su di loro, Il distruggerò con il fuoco del mio furore: pagheranno le conseguenze del loro comportamento. Lo dichiaro io, Dio, il Signore'.” (Ezechiele 22:23-31 TILC)

E' un passo immenso: si potrebbe stare anni a commentarlo. Il mio augurio è che nella prossima mezz'ora Dio ti parli, ti incoraggi, ti ammonisca e ti stimoli attraverso di esso così come ha fatto a me.

Contesto: Ezechiele è in esilio. Il popolo amato ha girato le spalle a Dio, e Dio ha permesso che fosse deportato in  Babilonia.

Nei precedenti messaggi abbiamo visto che Dio cerca chi preghi, cerca chi gli chieda in preghiera,
 non perché gli manchi l'ispirazione di cosa fare, ma perché ha deciso che coloro che lo amano e lo cercano siano coinvolti in maniera diretta in ciò che Egli fa nel mondo.

Quando uno prega per se si chiama “richiesta”; quando uno prega per altri si chiama “intercessione”. L'intercessione è un qualcosa di necessario e di fondamentale perché Dio possa lavorare nella vita delle persone e nel mondo.

In questo passo il male che vede Dio nel suo popolo non riguarda un limitato numero di persone, ma è generalizzato a gran parte di esso

Tutti erano coinvolti:


  • i leader politici: erano diventati ladri che razziavano i beni del popolo;


“Come i leoni ruggenti sbranano la preda, così i loro capi uccidono, s'impadroniscono di ricchezze e tesori, rendono vedove molte donne.”( v. 25)


  • il clero: coloro che avrebbero dovuto intercedere tra Dio e il popolo, mischiano la loro chiamata con il mondo e non fanno quello che Dio gli chiede;

“I loro sacerdoti violano le mie leggi, profanano i luoghi consacrati a me, confondono il sacro con il profano. Non insegnano la differenza tra puro e impuro e si rifiutano di rispettare il giorno del sabato. In conclusione non hanno nessun rispetto per me.” (v. 26)


  • i profeti: avrebbero dovuto dare voce a Dio, me invece parlavano del loro, anche quando Dio era rimasto in silenzio, erano diventati ipocriti, amanti del mangiare e del bere;

“I loro profeti coprono tutti questi delitti con una mano di calce, quando pretendono di avere visioni e predicono menzogne. Sostengono di parlare a nome di Dio, il Signore, ma io, il Signore, non ho parlato a loro.” (V 28)

...e queste tre categorie lavoravano assieme!

Ma il popolo non era da meno:


  •  i ricchi rubavano ai più poveri per accumulare ancora altre ricchezze. Il profitto era l'obiettivo.

“Gli abitanti commettono violenze, rubano, opprimono i poveri e i deboli, maltrattano i forestieri contro ogni diritto” (v. 29)

Tutti erano corrotti,  politici, sacerdoti,  profeti,  e popolo...

Vi suona familiare?  Dovrebbe? Rispecchia la realtà della nazione dove stiamo vivendo? Certo, le analogie sono molte!

L'unica cosa che avrebbe dovuto fare Dio in una situazione del genere sarebbe stata quella di girarsi dall'altra parte, e dimenticarsi completamente di quella stirpe corrotta, attendere che tutti fossero morti nei loro peccati, e ricominciare da zero, in un altro posto, in un'altro pianeta, in un'altra galassia...

E invece no! Dio cercava ancora qualcuno che si arrampicasse sulle macerie di quella generazione, avesse il coraggio di guardare negli occhi il proprio Signore, essere un ponte tra Dio e quella generazione corrotta... ma non c'era nessuno!

“Ho cercato in mezzo a loro qualcuno che potesse costruire un muro di difesa, che potesse stare sulle brecce delle mura, per difendere il paese e per impedirmi di distruggerlo, ma non l'ho trovato.” (v. 30)

E se Dio non trova nessuno che faccia da ponte... la sorte del suo popolo sarà segnata.

“Allora sfogherò la mia collera su di loro, Il distruggerò con il fuoco del mio furore: pagheranno le conseguenze del loro comportamento. Lo dichiaro io, Dio, il Signore'. (V31)

Se ti è suonata familiare la situazione che Ezechiele descrive con l'Italia, dovrebbe farti riflettere la chiamata di Dio: chi starà sulla breccia?

Quello che qui troviamo scritto come “stare sulle brecce”, in realtà è una parola differente, e legata al gergo militare che gli israeliti conoscevano bene.

La parola originale è “perets”, che significa “buco”, “spazio vuoto”, “interruzione”.

Quando un nemico attaccava le mura, e creava un buco per entrare, c'era sempre qualcuno che stava là, sul buco, sullo spazio vuoto, sull'interruzione della protezione per impedire che il nemico entrasse e, una volta entrato, uccidesse.

Dio non è il nemico, il buco l'aveva fatto il popolo, da dentro, aveva distrutto l'alleanza con Dio; era lui il nemico di se stesso, non Dio.

Ma Dio cercava, prima di attaccare, e distruggere,  qualcuno, uno solo che stesse là, cercando di impedire la battaglia finale,  e che intercedesse per il popolo.

Dio è santo, e giusto, e deve punire il male,  ma allo stesso tempo è pieno di amore, e cerca qualcuno che interceda affinché, prima che sia troppo tardi, l'altro si ravveda, ed Egli non sia costretto a punire.

Stare sulla breccia, stare nello spazio vuoto, tutto questo si chiama “intercessione”.

Che cosa è l'intercessione? Definizione Garzanti:

”Intervento presso Dio, da parte di Cristo, della Madonna, dei Santi, a favore di una persona vivente o defunta.”

Una delle colpe più grandi di un certo tipo di “chiesa” in Italia, è stata quella di svuotare il significato di “intercessione” e riempirlo con tutt'altro da quello di cui parlava Dio in Ezechiele: Madonna, santi... loro intercedono...  noi possiamo fare a meno,  siamo “sgravati” dall'obbligo...

Dio non cerca madonne, né santi, se si intende quelli delle statue,  ma cerca donne e uomini “santi” per intercedere. Cerca persone che stiano in mezzo, stiano nel “buco” provocato dal peccato delle persone, o dalla vita,  che presentino a Dio le richieste di altri che non possono, o non sanno, o non vogliono.

E se non c'è chi fa questo, il destino di quel popolo, e di tutte le persone che contiene è segnato.

Colui che intercede è come se allungasse quanto può le proprie braccia e mettesse una mano sul Trono di Dio, e l'altra  sulla spalla delle persone, per colmare la distanza. Chi intercede sta in mezzo tra l'infinito amore di Dio e il peccato. (non è una posizione comoda!).

Quello spazio vuoto non ci dovrebbe essere,  e Dio cerca persone che possano riempirlo,  e avvicinare le persone a Dio, Dio alle persone, E' questo quello che fa l'intercessore.

Questa figura non c'è solo in Ezechiele, ma è nella natura propria di Dio:

“Egli parlò di sterminarli;tuttavia Mosè, suo eletto, stette sulla breccia davanti a lui per impedire all’ira sua di distruggerli. (Salmo 106:23)

Il suo popolo nel deserto ne aveva fatte di cotte e di crude, Dio ha l'esigenza di affrontare il male,  altrimenti se lo sopportasse diventerebbe un Dio ingiusto; ma Mosè si mette sull'interruzione, sul buco nel muro, per riconciliare Dio con un popolo pieno di peccati.


Personalmente, devo ammettere che per molto tempo ho pregato “per i cavoli miei”, per la mia famiglia,  il mio lavoro,  i miei amici più stretti,  ma in fondo non ero convinto che quelle preghiere potessero cambiare realmente il coro della storia.

Pensavo : ”Dio sa di cosa ho bisogno, anche se non glie lo chiedo; sa che lo amo, può agire senza il mio suggerimento”.

Poi ho VISTO il potere della preghiera in azione nella mia vita... in Zimbabwe. Le cose ACCADEVANO realmente dopo OGNI preghiera fatta con fede dalle persone della chiesa là, i nostri problemi miracolosamente venivano risolti...io pregavo... e non credevo ai miei occhi di vedere che le MIE preghiere stavano modificando via via la storia, gli eventi.

Se Dio avesse trovato l'intercessore che stava nello spazio vuoto in Ezechiele, la storia del popolo di Israele sarebbe cambiata? Dobbiamo rispondere di si.

Sii onesto, sii onesta:  ci credi per davvero che le TUE preghiere possano cambiare il corso degli avvenimenti per cui stai pregando? Anche qui, la risposta deve essere:SI!

La vittoria alla tua sfida,  la salvezza dei tuoi tre amici,  il risveglio della tua città  e la protezione per i credenti nel mondo,  dipendono dalla tua intercessione.

E non è dovuto alla tua potenza,  ma alla potenza di Colui che cerca intercessori, e quando li trova, essi sono lo strumento tramite cui la Sua potenza arriva nel mondo, non perché manchi di saggezza su cosa fare, ma perché ti ha SCELTO per essere lo strumento tramite cui la sua potenza e il cambiamento arriva nel mondo.

Perché? Onestamente? NON LO SO!

Forse perché così spinge la mia fede oltre ciò che è ragionevolmente possibile, così che io non possa fare altro che affidarmi a lui e non alle mie capacità umane.

Forse perché vuole costruire su uomini e donne amano così tanto il mondo e i peccatori come lui li ama tanto da mettere a rischio la propria vita pur di riconciliare Dio con gli altri  (ti ho detto che la vita di un intercessore non è mai facile, perché si carica dei problemi di altri, e li porta i preghiera a Dio).

Non lo so... ma così sta scritto, così funziona, così è.

Se preghi le cose accadranno, e se non preghi non accadranno, e non ti gongolare sul fatto che altri pregheranno per quello: se vuoi che le cose accadano PREGA.

Ciò non significa che vedrai sempre i risultati: alcune volte lo riceverai come premio (come è accaduto a noi in Zimbabwe), il vedere l'esatta risposta alla preghiere; altre volte pregherai per giorni, mesi, anni, senza che sembri accadere nulla... Ma non ti scoraggiare, Dio è al lavoro,  se tu hai fede e pazienza di intercedere senza aspettare di vedere il risultato.

Se non sei ancora pienamente convinto o convinta che TU devi intercedere se vuoi che le cose avvengano, che i tuoi amici accettino Gesù e che nella tua città ci sia un risveglio, guarda ciò che ha detto Gesù:

“Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola” (Giovanni 17:20 PV)

Ti ripeto le domande che ti ho fatto all'inizio:

Come “funziona” Dio quando vede il male nel mondo?
Come “funziona” Dio quando vede che le persone che ama fanno il male?
Accetta che lo facciano, e li lascia per la loro strada“affari loro”oppure interviene?
E se interviene come interviene?
E se interviene, interviene da solo o usa altri?

Ecco la risposta: Dio cerca chi sta sulla breccia, Dio cerca chi sta sul buco nel muro creato dal peccato...

Tu sei lo strumento che Dio ha deciso di usare per per colmare la distanza, per stare nello spazio, per mettere una mano sul trono di Dio e l'altra sulla spalla di uomini e donne che subiranno il giudizio di Dio... se non lo accettano!

Come presentare a Dio il caso dei nostri amici, della nostra città

1. Prega che Dio li avvicini a Gesù

Gesù ha detto questo:

"È per questo che ho detto che nessuno può venire da me, se non gli viene dato dal Padre". (Giovanni 6:65 PV)

2. Prega che possano comprendere il messaggio di Gesù

C'è differenza tra “ho capito” è “ora si che ho capito”!  Il maligno proverà in tutte le maniere  a stoppare,  annacquare,  corrompere la parola di Dio.

“Tieni lontana da me la via della menzogna e, nella tua grazia, fammi comprendere la tua legge.” (Salmo 119:29)

Prega che sia Dio sia mosso dalla tua fede nel pregare  e che sia Lui a proteggerla e a dare ai tuoi amici una capacità di capire speciale.

3. Prega che i loro occhi siano aperti per vedere Dio

Anche qui, la nostra battaglia è contro il Nemico: Paolo dice così:

[Satana,] il dio di questo mondo corrotto li ha resi ciechi, incapaci di vedere la gloriosa luce del vangelo che splende su di loro, incapaci di comprendere il meraviglioso messaggio della gloria di Cristo, immagine di Dio. (2 Corinzi 4:4 PV)

Prega per i tuoi tre amici, adesso!

Alzati, e stendi le mani, tocca le spalle del tuo vicino, per simboleggiare che stai riempiendo lo spazio vuoto tra il trono di Dio e i tuoi amici


23 marzo 2014

A quale dei tre pregare: il Padre, il Figlio, o lo Spirito Santo?


Quando preghi, ha chi ti rivolgi, tra il Padre, il Figlio, e lo Spirito Santo?
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Quando preghi, a chi preghi? A chi ti rivolgi? Essendo una chiesa evangelica prendo per scontato che
non preghi né a Maria né ai santi.

Ma a chi preghi? Dio non è "Dio": è Dio Padre, Dio Figlio, e Dio spirito Santo. Per cui, preghi a Gesù, o allo Spirito Santo, o al Padre?

Un pastore raccontava che da bambino pensava che i tre fossero presenti alle sue preghiere, seduti, e che lo Spirito Santo fosse quello che prendeva appunti, e poi si rivolgeva agli altri due chiedendo che voleva intervenire su quella determinata preghiera.

E' cosi?

Oppure i tre fanno turni di otto ore per coprire le 24? Oppure lo Spirito Santo copre le cose facili (il mal di gola), Gesù le cose difficili (la broncopolmonite) e Dio quelle difficilissime (il tumore)?

Esiste una maniera “giusta” su cosa pregare  e a chi pregare,  una sorta di protocollo divino per far si che le nostre preghiere vengano esaudite? E' una buona domanda da farsi.

Gesù è quello a cui dobbiamo andare per sapere come fare. In Matteo 6 si adopera a dire ai discepoli “non pregate così, ma pregate invece così” e inizia la “preghiera perfetta” in un modo completamente inaspettato per l'epoca.

1. Prega al Padre

“Voi dunque pregate così: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome.” (Matteo 6:9)

Dice: “Padre Nostro”... Nessuno sino ad allora, si era mai rivolto a Dio chiamandolo “padre”. Dio veniva chiamato quasi sempre “Adonai”  (Signore), visto che era peccato nominare il nome personale di Dio invano “Jawe” (Io Sono).

Ogni volta che Gesù pregava pregava chiamando Dio “padre”, ma lui era il figli di Dio a titti gli effetti. Ora dice a noi di chiamare “suo padre” “padre”. Non ci dice di pregare “Dio”, ma di pregare un padre.

Questo cambia tutta la prospettiva del nostro pregare. Una cosa è pregare un “benefattore onnipotente”, ma lontano e distaccato, uno da cui state lontano quando combini qualcosa di grosso altra cosa è pregare qualcuno a cui ci possiamo affidare,  con cui ci possiamo confidare, anche quando l'abbiamo fatta grossa.

Ma quale parola usava Gesù? Padre? Genitore? Babbo? Lo possiamo sapere da Marco, che ci racconta come chiamava suo Padre in uno dei momenti più difficili della sua vita, appena prima di salire il Golgota:

“Diceva: «Abbà, Padre! Ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi».” (Marco 14:36)

Abbà. E' la stessa parola che usa Paolo

“E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!» ” (Romani 8:15)

Per spiegarvi il vero significato e peso di questa parola, voglio leggervi un passo da l libro di Joyce Hugget “La Preghiera”:



Gesù ci chiede di pregare un padre come lo pregherebbe un bambino, con la medesima purezza e con la medesima fiducia che ha un bambino di tre anni.

Io prego un padre pieno d'amore.

2. Prega attraverso il Figlio

Quale è il ruolo di Gesù nella preghiera? Vi ricordate di quello che abbiamo detto del “tempio” di Dio,  dove stava il luogo "Santissimo" che conservava l'Arca con le Tavole del Patto, dove solo il sommo sacerdote poteva entrare una volta all'anno?

Per poter entrare doveva fare tutta una serie di rituali, purificazioni,  preghiere,  perché Dio non può stare in presenza del peccato.

Se non faceva tutto questo in un modo giusto, Dio lo fulminava, tanto è vero che gli altri sacerdoti legavano una corda al piede del Sommo Sacerdote prima di entrare e gli mettevano una campanella legata alla vita per sentire se si stava muovendo all'interno e, eventualmente, se non sentivano più la campanella, per tirarlo fuori senza entrare

Ma, alla morte di Gesù, la "Cortina del Tempio", la spessissima tenda che simbolicamente divideva l'uomo da Dio, si spaccò da cima a fondo:  grazie a Gesù, la separazione tra Dio è l'uomo era stata rimossa.

“Così, fratelli, ora abbiamo piena libertà di entrare nella presenza di Dio per mezzo del sangue di Gesù, una via nuova e vivente che il Signore ha aperto per noi attraverso la cortina, cioè il suo corpo” (Ebrei 10:19.20 PV)

Quello che ha fatto Gesù è di rendere il Padre di nuovo accessibile a te,  attraverso di lui. Non devi più fare rituali, non devi avere più intermediari, non devi più attendere un giorno preciso dell'anno,
non rischi più di essere fulminato, ma basta che credi che Gesù ha pagato per il tuo peccato col suo sangue  per renderti di nuovo puro e darti l'accesso di nuovo al Padre.

“Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno può venire al Padre, se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6 PV)

Io prego al Padre attraverso il Figlio

3. Prega con l'aiuto dello Spirito Santo

La Bibbia ci dice più e più di pregare nello Spirito. E' un comandamento? E se è un comandamento, che significa?

Vi ricordate di quando dovevate chiedere qualcosa a vostro padre, o a vostra madre, qualcosa che vi stava tremendamente a cuore, ma temevate di ricevere un “due di picche”, un “no”?

Allora cercavate la “maniera giusta”,  le parole giuste,  perché quel potenziale no fosse un si definitivo, e magari prendevate consigli da amici, fratelli, l'altro genitore per come fare.

La cosa non è affatto differente da quando preghiamo, la nostra capacità di pregare,  e di pregare nel modo giusto,  è estremamente limitata.

Non ci viene naturale pregare; se non ne siete convinti, chiedete a qualcuno che non ha mai pregato in pubblico di pregare nel vostro piccolo gruppo.

Il nostro Padre lo sa,  ed è per questo che ha provveduto qualcuno che ci aiutasse in questo.

"Nello stesso modo, anche lo Spirito Santo ci aiuta giorno per giorno nei nostri problemi e nelle nostre preghiere. Perché, in realtà, noi non sappiamo neppure per che cosa pregare, né pregare nel modo giusto, ma lo Spirito Santo prega per noi con tale sentimento, che non si può esprimere a parole. " (Romani 8:26 PV)

“State sempre in preghiera, chiedete a Dio il suo aiuto in ogni occasione, lasciandovi guidare e assistere dallo Spirito Santo.” (Efesini 6:18 PV)

Dio è il Padre amorevole a cui possiamo raccontare tutto, che ha provveduto attraverso Gesù la via sicura per raggiungerlo e parlargli,  ma che ha anche messo a disposizione lo Spirito Santo per aiutarci a parlagli in preghiera.

Quando preghi per i quattro temi di questa campagna, non cercare di pregare con la tua intelligenza,
prega prima lo Spirito Santo, sii onesto, sii onesta, e confessa : “Spirito, io non so che cosa pregare, aiutami tu”, e vedrai che lo Spirito sarà lì, pronto ad aiutarti,  e a suggerirti cosa o come pregare.

Io prego al Padre attraverso il Figlio con l'aiuto dello Spirito Santo

Conclusione

Quando preghi, ricordati che stai pregando un Padre d'amore,  che non ha esitato a dare Suo figlio per lavarti dai tuoi peccati e che ti ha lasciato lo Spirito Santo per aiutarti a pregarlo. Paolo dice questo:

“E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!»  Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio.” (Romani 8:15-16)

Ma per ricevere lo Spirito di adozione, per essere stato adottati nella famiglia di Gesù,

  • devi averlo accettato come tuo Padre, 
  • attraverso il Figlio, 
  • per mezzo dello Spirito Santo.

L'hai fatto?

Preghiamo...