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25 settembre 2016

Dio non ha paura dei tuoi sentimenti

Ti sei mai trovato ad invidiare chi fa il male nel mondo e prospera? L'invida è una "brutta bestia", e talvolta ci vergogniamo di fronte a Dio di questo nostro sentimento. Cosa dobbiamo fare? Reprimerlo, o esprimerlo?

Simone Giannicola, attraverso il Salmo 73, ci mostra che Dio non ha paura dei nostri sentimenti. Ciò che dobbiamo fare è prendere le mostre sofferente e portarle apertamente a Dio, per esserne guariti.

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1 Certamente DIO è buono verso Israele, verso quelli che sono puri di cuore. 2 Ma quanto a me, quasi inciampavano i miei piedi, e poco mancò che i miei passi sdrucciolassero. 3 Poiché portavo invidia ai vanagloriosi, vedendo la prosperità dei malvagi. 4 Perché non vi sono dolori nella loro morte, e il loro corpo è pingue. 5 Essi non sono tribolati come gli altri mortali, né sono colpiti come gli altri uomini. 6 Perciò la superbia li cinge come una collana e la violenza li avvolge come una veste. 7 I loro occhi escono fuori per il grasso e le immaginazioni perverse del loro cuore traboccano. 8 Essi scherniscono e tramano perfidamente di opprimere, e parlano con arroganza. 9 Dirigono la loro bocca contro il cielo, e la loro lingua percorre la terra. 10 Perciò la loro gente si volge da quella parte e beve copiosamente alle loro acque, 11 e dice: «Come è possibile che DIO sappia ogni cosa e che vi sia conoscenza nell'Altissimo?». 12 Ecco, costoro sono empi, eppure essi sono sempre tranquilli ed accrescono le loro ricchezze. 13 Invano dunque ho purificato il mio cuore e ho lavato le mie mani nell'innocenza. 14 Poiché sono colpito tutto il giorno e castigato ogni mattina. 15 Se avessi detto: «Parlerò anch'io così», ecco, avrei rinnegato la generazione dei tuoi figli. 16 Allora ho cercato di comprendere questo, ma la cosa mi è parsa molto difficile. 17 Finché sono entrato nel santuario di DIO e ho considerato la fine di costoro. 18 Certo, tu li metti in luoghi sdrucciolevoli e così li fai cadere in rovina. 19 Come sono distrutti in un momento, spazzati via consumati con improvvisi terrori! 20 Come un sogno al risveglio, così tu, o Signore, quando ti risveglierai, disprezzerai la loro vana apparenza. 21 Quando il mio cuore era inacerbito e mi sentivo trafitto internamente, 22 io ero insensato e senza intendimento; davanti a te ero come una bestia. 23 Ma pure io sono sempre con te; tu mi hai preso per la mano destra. 24 Tu mi guiderai col tuo consiglio e poi mi porterai nella gloria. 25 Chi ho io in cielo fuor di te? E sulla terra io non desidero altri che te. 26 La mia carne e il mio cuore possono venir meno, ma DIO è la rocca del mio cuore e la mia parte in eterno. 27 Poiché ecco, quelli che si allontanano da te periranno; tu distruggi tutti quelli che, fornicando, si allontanano da te. 28 Ma quanto a me, il mio bene è di accostarmi a DIO; io ho fatto del Signore, dell'Eterno, il mio rifugio, per raccontare tutte le opere tue. (Salmo 73)

"E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può far perire l'anima e il corpo nella geenna." (Matteo 10:18)


18 settembre 2016

L'amore è...Gesù

Esiste un modello "applicabile" di amore? Qualcuno che abbia nella sua vita mostrato l'amore di cui parla Paolo in 1° Corinzi 13 ed a cui possa fare riferimento?
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Da un paio di settimane stiamo studiando 1 Corinzi 13, quello che è stato definito “l'inno all'amore” della Bibbia.

Abbiamo iniziato due settimane fa cercando di definire cosa sia l'amor per chi crede, la settimana scorsa poi Jim Hill ci ha  fatto riflettere su cosa resterà di noi quando ce ne torneremo al padre, e, come dice Paolo, le cose che rimarranno di noi saranno la nostra fede, la nostra speranza,  ma SOLO se saranno racchiuse e immerse nell'amore.

Qualcuno potrebbe obiettare: “Si, Marco, ho capito che devo amare, ho capito che l'amore è non gonfiarsi, cercare l'utile per l'altro, e tutte le altre belle cose che mi hai raccontato... Ma IN PRATICA, cosa debbo fare? Mi puoi dare un modello, uno o più esempi di COME tutto questo si applichi alla mia vita?. Posso trovare nella Bibbia qualcuno che abbia applicato a se queste regole per poterlo imitare?”

Se in 1 Corinzi 13 Paolo ci descrive cos'è l'amore in  Giovanni 15 Gesù ci dice come dobbiamo applicare l'amore.

Che cos'è amore?

"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.   Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.  Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.   Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio.    Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.   Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri. (Giovanni 15:12-17)

Supponi di essere un marinaio chiamato ad andare a salvare una nave in mezzo ad una tempesta, e sai che la missione è molto pericolosa, che potresti anche non tornare, cosa diresti ai tuoi figli?  Quali sarebbero le cose che vorresti fissare nella loro mente? Di ricordarsi di spegnere il gas sotto al latte,  di innaffiare i gerani ogni giorno...  o altro?

Gesù sta parlando per l'ultima volta ai suoi:  è l'ultimo insegnamento prima della Croce. Ed userà nei capitoli da 12 a 17 la parola “amore” 31 volte.

Gesù dice: “l'amore è la cosa più importante.”  Perché è importante l'amore?

1 nuovo comandamento e 7  modi per  applicarlo

Il Comandamento

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.  

Gesù non sta semplicemente insegnando, non sta “suggerendo”, sta “comandando”,: una cosa da “segnare in rosso”.

Gesù sa che usando quella parola otterrà l'attenzione dei discepoli. La conoscevano bene. I comandamenti erano scritti su tavole di pietra  venivano conservati nell'arca del patto, erano posti al centro del tempio.

Ma anche noi siamo suoi discepoli, Gesù sta cercando anche la nostra attenzione. E forse è una attenzione anche maggiore.

Il tempio, quello con le colonne, con l'Arca del Patto, non esiste più. Noi siamo divenuti il tempio di Dio,  noi siamo l'arca del patto,  il nostro cuore è la tavola su cui scrivere i comandamenti di Gesù,  essi devono essere al centro del tempio che siamo noi.  L'amore deve essere al centro di noi stessi.

I 7 modi per applicarlo

I. Il vero amore è mettere l'altro per primo

1°: Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.

Gesù da un esempio concreto di cosa significhi amare:  qualche capitolo indietro aveva lavato loro i piedi e gli aveva detto : “io vi ho dato un esempio; voi dovete fare lo stesso”, ora gli dice “amare è dare se stesso, mettere l'altro per primo”

Paolo aveva detto:

“L’amore  è benevolo … {l’amore} non si vanta, non si gonfia,  non cerca il proprio interesse,  sopporta ogni cosa.”

Cosa significa per noi “dare la vita”?

Morire per l'altro come ha fatto Gesù (= caso estremo; l'ha fatto Gesù una volta per tutti)? Perché moriva Gesù? Per venirci in aiuto, servirci. Dare la vita per noi significa venire in aiuto dell'altro, servirlo.

II. Per amare Gesù devo servire l'altro

2°:Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.  

Se Gesù mi ha amato per primo, e mi chiama “amico” io per primo devo amare l'altro.

Siamo amici di Gesù?  Facciamo le cose che ci “comanda”?

III. L'amore mi rende  libero di amare

3°:Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore 

Gesù è venuto come mio amico, non come mio padrone. Non sono suo “servo”, non devo rispondere al comandamento di amare per “obbligo”, ma per amore del mio amico, che mi ha amato per primo.

IV. L'amore mi fa agire con gioia

4°: ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio  

Non siamo più servi, e neppure nemici, perché il Figlio di Dio ci vuole così fortemente come come “amici” che ci da accesso diretto al Padre.

Un amico non fa le cose “per obbligo”, ma con gioia, un amico ascolta e comprende prima di agire
anche perché le “istruzioni” sono quelle di nostro Padre.

V. L'amore mi fa seguire Gesù

5°: Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi 

Posso seguirlo, sono stato “scelto”: non dipende da me, da quanto sono bravo, o buono, o religioso,
ma da quanto lui mi ama.

Siamo “predestinati”? Qualsiasi cosa facciamo, bella o brutta, tanto di Gesù siamo? Il contesto della frase lo smentisce; Gesù sta parlando di obbedienza e di comandamento da rispettare per essere suoi amici. Gesù “sceglie” ma sta a te comportarti da “amico” di Gesù”.

VI. L'amore porta altri alla salvezza

6°: e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga
Esiste un modello "applicabile"di amore?


Perché mi ha scelto? Per entrare a far parte di un “club” esclusivo? Il fine è il “portare frutti” non temporanei, non stagionali, ma frutti “perenni”.

Come posso portare frutti “che non muoiano”? Portando altri alla salvezza, e per portarli alla salvezza devo amarli come Gesù mi ha amato.

VII. L'amore mi rende gradito  al Padre

7°: affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia

Se rispondo all'amore con l'amore, il risultato di tutto ciò, il servire, l'ascoltare il Padre, il portare altri alla salvezza, , avrò un rapporto intimo con mio Padre; e un padre che ama è attento a cosa gli chiede suo  figlio.

Domanda: “Ma, allora, se “faccio del bene” posso avere questo rapporto col Padre?”
Risposta: No. Non basta Non puoi passare nella “stanza del Padre” se prima non sei passato per la “porta Gesù”

L'amore è il traguardo.  Gesù è la via.

“Gesù è paziente, è benevolo; Gesù non invidia; Gesù non si vanta, non si gonfia,  non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità;  soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.” 

Gesù è il modello dell'amore, ha avuto pazienza e benevolenza con ciascuno di noi, senza vantarsi o gonfiarsi di essere il Figlio di Dio, senza cercare il proprio interesse, ma disceso per cercare il mio e il tuo.

Gesù non diventa aspro quando sbagliamo, ed è sceso perché sa che, dentro di noi, c'è una parte capace di fare il bene. Gesù è al nostro fianco quando ci trattano ingiustamente, e salta assieme a noi
quando la verità vince.

Gesù ha sofferto ogni cosa, peccati passati, presenti e futuri, sulla croce, Gesù ha creduto che ci fosse una soluzione alla morte, morendo sulla croce, Gesù spera che ciascuno raggiunga il Padre  attraverso la sua croce, Gesù ha sopportato la croce, perché lui è amore!



E la cosa che gli preme maggiormente,  più delle mie predicazioni e di quelle di tutti i pastori nel mondo, più di tutta la beneficenza raccolta per i bisognosi, più di tutte le campagne evangelistiche mai organizzate, è quel comandamento nuovo,  che ribadisce alla fine della frase:

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri

Preghiamo.

11 settembre 2016

Cosa lascerò come eredità al mondo?

A cosa dedico la mia vita? Cosa faccio in questa vita che verrà ricordato dopo che me ne sarò andato o andata? E ciò che lascio, sarà fumo, o durerà in eterno?

Jim Hill ci mostra che ciò che durerà in eterno, saranno la nostra fede e la nostra speranza e il nostro amore, ma soprattutto l'amore senza il quale nulla della nostra eredità sarà ricordato.
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"Ora dunque queste tre cose durano: fede, speranza, amore; ma la più grande di esse è l’amore." (1 Corinzi 13:13)

"(L'amore) soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.  L’amore non verrà mai meno." (1 Corinzi 13: 7-8a)

"Io in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell’unità e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li hai amati come hai amato me. " (Giovanni 17:23)

10 settembre 2016

La potenza della preghiera e dell'intercessione.

La nostra chiesa ha ospitato il Pastore Jim Hill della Glen Ellen Community Church, in California, che ci parlato del valore e della potenza della preghiera, specialmente quella di intercessione, e della sua efficacia sia nel piccolo che nel grande: sia nella vita di una persona, sia nella vita di una intera nazione.

Hill ha maturato un'esperienza quasi ventennale con World Vision, un organizzazione umanitaria indipendente presente in più di 100 paesi del mondo (anche in Italia), dal 2007 si è dedicato all'opera pastorale presso la Glen Ellen Community Church.

Avendo collaborato con credenti di circa 45 paesi del mondo, Hill ha vissuto e visto in prima persona come le preghiere, e in particolare l'intercessione, possano cambiare gli eventi al livello anche internazionale.


Nel libro “The Peacemaking Power of Prayer: Equipping Christians to Transform the World“ (La potenza della preghiera per portare la pace: equipaggiare i cristiani per trasformare il mondo), scritto insieme a John Rob, Hill racconta la sua esperienza di intercessione durante la guerra in Bosnia, in Cambogia e ancora Ruanda, capace di portare riconciliazione e perdono in quelle terre martoriate da guerre fratricide.

Jim Hill condivide con noi ciò che ha imparato ed offrirci dei modi pratici per pregare per gli scenari nazionali ed internazionali.

Qui sotto potrete trovare i link ai video delle sessioni

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1° parte


2° parte


3° parte




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