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Una breve introduzione alle caratteristiche della nostra chiesa

19 maggio 2013

In che modo Gesù si prende cura di te?

Prendersi cura di qualcuno è qualcosa di importante; è una cosa pratica. E' sia il "come" che il "cosa". Davide Campo ci illustra come Gesù si prenda cura di noi e cosa faccia per noi.

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«In verità, in verità vi dico che chi non entra per la porta nell'ovile delle pecore, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante.  Ma colui che entra per la porta è il pastore delle pecore.  A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori.  Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va davanti a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.  Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli estranei». Questa similitudine disse loro Gesú; ma essi non capirono quali fossero le cose che diceva loro. Perciò Gesú di nuovo disse loro: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore.  Tutti quelli che sono venuti prima di me, sono stati ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.  Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura.  Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io son venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.  Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore.  Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e disperde.  Il mercenario [si dà alla fuga perché è mercenario e] non si cura delle pecore.  Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me,  come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.  Ho anche altre pecore, che non sono di quest'ovile; anche quelle devo raccogliere ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore.  Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita per riprenderla poi.  Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla. Quest'ordine ho ricevuto dal Padre mio». (Giovanni 10:1-18)

La cura per eccellenza: "Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore." (Giovanni 10:11)

In che modo Gesù è il buon pastore?

5 Modi

1) Ci dà un ovile

  • un posto riparato e protetto,
  • con un unici accesso autorizzato,
  • da cui può accedere solo il pastore.
a) Un' unica via d'accesso

"Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato." (Giovanni 10:9a)


Lo scopo della via è la salvezza.

b) Gesù è l'unico accesso autorizzato

"La parola del Signore mi fu rivolta in questi termini: «*Figlio d'uomo, *profetizza contro i pastori d'*Israele; profetizza, e di' a quei pastori: “Cosí parla Dio, il Signore: Guai ai pastori d'Israele che non hanno fatto altro che pascere sé stessi! Non è forse il gregge quello che i pastori debbono pascere?  Voi mangiate il latte , vi vestite della lana, ammazzate ciò che è ingrassato, ma non pascete il gregge...Perciò, o pastori, ascoltate la parola del Signore!  Com'è vero che io vivo, dice Dio, il Signore, poiché le mie pecore sono abbandonate alla rapina; poiché le mie pecore, che sono senza pastore, servono di pasto a tutte le bestie dei campi, e i miei pastori non cercano le mie pecore; poiché i pastori pascono sé stessi e non pascono le mie pecore,  perciò, ascoltate, o pastori, la parola del Signore!  Cosí parla Dio, il Signore: Eccomi contro i pastori; io domanderò le mie pecore alle loro mani; li farò cessare dal pascere le pecore; i pastori non pasceranno piú sé stessi; io strapperò le mie pecore dalla loro bocca ed esse non serviranno piú loro di pasto.  «Infatti cosí dice Dio, il Signore: Eccomi! io stesso mi prenderò cura delle mie pecore e andrò in cerca di loro...Porrò sopra di esse un solo pastore che le pascolerà: il mio servo *Davide; egli le pascolerà, egli sarà il loro pastore.  Io, il Signore, sarò il loro Dio, e il mio servo Davide sarà principe in mezzo a loro. Io, il Signore, ho parlato." (Ezechiele 34:1-3, 7-11, 23-24)

c) E' un accesso che è costato molto

 "Do la mia vita per le pecore." (Giovanni 10:15b)
2) Ci chiama per nome

Ha con chi crede in lui un rapporto personale di conoscenza.

"Egli chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori." (Giovanni 10:3b)

E' una conoscenza reciproca, proprio come quella tra Gesù e Dio.

"Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me,  come il Padre mi conosce e io conosco il Padre" (Giovanni 10:14-15a)

3) Ci mostra la strada

Un pastore va davanti e le pecore lo seguono.

  • Le pecore tendono a seguire chi è davanti
  • gli uomini anche.
Gesù offre una guida verso la via per eccellenza. Quale è?

"Gesú gli disse: « “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente ” .  Questo è il grande e il primo comandamento.  Il secondo, simile a questo, è:  “Ama il tuo prossimo come te stesso ”." (Matteo 22:37-39)

4) Ci dà cibo per la nostra crescita

"Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura." (Giovanni 10:9)


Il pastore porta le pecore al cibo e le sorveglia mentre si nutrono. Dove trovo il nitrimento che Gesù mi promette?


  • Nella Bibbia
  • Nella preghiera
  • Nella comunione fraterna
  • Nelle parole di Pastori ed Anziani
"Esorto dunque gli *anziani che sono tra di voi, io che sono anziano con loro e testimone delle sofferenze di Cristo e che sarò pure partecipe della gloria che deve essere manifestata:  pascete il gregge di Dio che è tra di voi, sorvegliandolo, non per obbligo, ma volenterosamente secondo Dio; non per vile guadagno, ma di buon animo;  non come dominatori di quelli che vi sono affidati, ma come esempi del gregge." (1 Pietro 5:1-3)

5) Ci dà la certezza della vita eterna
"Io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano.  Il Padre mio che me le ha date è piú grande di tutti; e nessuno può rapirle dalla mano del Padre.  Io e il Padre siamo uno»." (Giovanni 10:28-30)

Se siamo in Cristo siamo certi che nessuno potrà strapparci la vita eterna.

"Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future,  né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesú, nostro Signore." (Romani 8:38-39)

Conclusione

Cinque modi per prendersi cura di te: Gesù è morto per spiegarteli. Gesù offre la sua cura. Se non fai ancora parte del gregge di Gesù, ascolta la sua voce, e seguilo. Se ni fai già parte, non dimenticare di ascoltare la sua voce e di seguirlo.



12 maggio 2013

Insieme è meglio: cosa abbiamo imparato insieme?


Cosa abbiamo imparato insieme durante i nostri 40 Giorni? Abbiamo imparato che... "Insieme è
 meglio"!

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Ricordare fa bene; la mente tende a cancellare le cose quando non le fissiamo, tanto più ricordiamo quanto più fissiamo le cose nella nostra mente.

E' così importante che un intero libro della Bibbia è riservato a ricordare al popolo di Dio tutto quello che di meraviglioso ha fatto il Signore nelle loro vite.


“Voi dovete riconoscere oggi quel che il Signore, vostro Dio, vi ha insegnato, e che i vostri figli non hanno conosciuto né visto: la sua grandezza e la sua potenza straordinaria.” (Deuteronomio 11:2 TILC)



Gli scopi della campagna “Insieme è meglio”


  • Accrescere la comunione fraterna nella nostra comunità, rendendo più forti i legami gli uni verso gli altri;
  • mostrare amore a coloro che vivono attorno a noi e che non fanno parte della nostra comunità.

Cosa è successo durante a nostra campagna?


  • Siamo passati da 1 piccolo gruppo a 5 piccoli gruppi (+ 2 esterni alla chiesa)
  • Alcune persone a cui abbiamo chiesto di partecipare al di fuori della nostra chiesa non hanno accettato l'invito... 
  • ma abbiamo avuto alcune richieste di partecipare alla campagna da persone che non pensavamo di invitare (che si siano realizzati o meno i piccoli gruppi)
  • Abbiamo meglio condiviso tra di noi;
  • abbiamo pregato gli uni per gli altri nei nostri piccoli gruppi;
  • alcuni di voi hanno condotto DA SOLI (o da sole) un piccolo gruppo per la prima volta
  • c'è stata una costante presenza ai culti domenicali.
  • La nostra chiesa ha prodotto per la prima volta nella sua storia un video che ad oggi è stato visto da quasi 1500 persone.

Cosa abbiamo imparato?

Sull'adorare insieme

Abbiamo imparato che:

1. Adorare insieme è meglio

Dio è SEMPRE con noi, ma quando siamo in due o tre Egli dice che c'è un'atmosfera speciale, perché vede suoi figli uniti nel suo nome
Ed è questo quello che Egli vuole!

“Perché se due o tre si riuniscono nel mio nome, io sarò fra loro.” (Matteo 18:20 PV)

Abbiamo imparato che:

2. L'adorazione deve essere una festa

“Cantate a DIO, cantate lodi al suo nome; preparate la via a colui che cavalca nei deserti; il suo nome è l'Eterno; esultate davanti a lui.” (Salmo 68:4)

Deve essere divertente! Quando comprendiamo di quanto grande è Dio e di quanto grande è il suo amore per noi, non possiamo che festeggiare! Adorare non è semplicemente il canto, ma esultare per quello che Dio è;

Sull'avere comunione fraterna insieme

Abbiamo imparato che:

1. Apparteniamo gli uni agli altri

2. Abbiamo bisogno gli uni degli altri

“Insieme formiamo il corpo di Cristo e, individualmente, ognuno di noi ha una funzione diversa da svolgere. Quindi apparteniamo gli uni agli altri, e ognuno ha bisogno di tutti gli altri.” (Romani 12:5 PV)

Un pino isolato è in pericolo, per via delle sue radici superficiali; per questo crescono nella pineta, dove intrecciano le radici gli uni degli altri. E la forza del singolo è direttamente proporzionale a quanto soni intrecciate le sue radici con quelle degli altri pini.

Basta un vento in po' più forte per abbattere un pino isolato; ma una pineta sa resistere alle bufere più violente. La stesa cosa è valida per i credenti; se stai attraversando una bufera nella tua vita e temi di essere spazzato via, la soluzione è una; connetterti di più alla tua famiglia in Cristo, al tuo piccolo gruppo, alla tua chiesa.

3. Siamo stati creati per avere rapporto con gli altri.

Gesù dice che si può riassumere l'intera Bibbia in due comandamenti:

"Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". "Ama il tuo prossimo come te stesso". (Matteo 22-37-38)

C'è una parte verticale de una orizzontale nelle nostre vite; la parte verticale, quella tra me e il mio Creatore, la posso mettere in pratica nel segreto della mia stanza. Ma quella orizzontale non la posso che adempiere in mezzo alle persone; devo avere rapporto con esse se voglio adempiere al Grande Comandamento.

4. Dobbiamo lavorare sui rapporti con gli altri.

Avere rapporti con gli altri non è sempre facile, ma dobbiamo lavorare sui rapporti, perché non solo questo benedirà noi, ma benedirà anche gli altri:

“E così, quelli che si danno da fare per la pace, seminano i semi della pace e raccolgono come frutto la giustizia.” (Giacomo 3:18 PV)

Il lavoro del seminatore non è sempre facile; deve preparare il terreno, togliere le erbacce, proteggere i semi dagli uccelli, scegliere il tempo della semina... ma è alla fine ricompensato da un raccolto abbondante.

Allo stesso modo, per sviluppare le comunione fraterna ci vuole tempo e fatica; ma la ricompensa è una vita vissuta a fianco di uomini e donne con cui condividere questo cammino in terra, e l'eternità in cielo. E Dio, guardando in giù, dice questo:

“Ecco quant'è buono e quant'è piacevole che i fratelli vivano insieme!” (Salmo 133:1)

Sul crescere insieme

Abbiamo imparato che:

1. Cresciamo agendo e non ascoltando

Non è l'ascolto della Parola di Dio e dei suoi comandamenti, ma l'applicazione di essi alle nostre vite che ci fa crescere;

"Se sapete queste cose siete beati (o felici) se le fate." (Giovanni 13:17) 

Bisogna essere “facitori” della Parola, piuttosto che studiosi. Lo studio e solo lo studio produce dei credenti con una grande testa... e un grande fondo schiena. Ma quello che dice Gesù è che lo studio (sapete) deve portare all'azione (fate); solo allora avremo una vita piena e felice (beati).

2. Cresciamo più rapidamente e più forti insieme

Non possiamo crescere spiritualmente se rimaniamo un isola in mezzo al mare;

“Uniti a lui, anche voi siete costruiti insieme con gli altri, per essere la casa dove Dio abita per mezzo dello Spirito Santo.” (Efesini 2:21 TILC)

Abbiamo detto che se tagliamo una parte del nostro corpo, una mano ad esempio, essa non può vivere separata dal corpo intero, ma morirà, e tutto il corpo soffrirà per questo.

3. Il traguardo della crescita è divenire come Gesù

“Finché tutti non saremo arrivati all’unità con la stessa fede e la stessa piena conoscenza del nostro Salvatore, il Figlio di Dio. Così raggiungeremo una maturità completa, all’altezza della perfetta grandezza di Cristo” (Efesini 4:13 PV)

Non so se hai capito di non essere perfetto (o perfetta); mi spiace dirti che non lo sarai mai fino a che arriverai in Cielo! Nessuno è perfetto! Ma ciascuno che crede in Gesù è sulla “via” della perfezione.

“Io sono la VIA, la verità e la vita”

I primi seguaci di Gesù non erano chiamati “cristiani”, ma seguaci della Via! Non siamo perfetti, ma perfettibili, e insieme ci sosteniamo gli uni gli altri nel cammino sulla via della perfezione che Gesù.

4. Crescere è una scelta

Ricordate che vi ho detto : “tu sarai tanto vicino a Dio quanto tu scegli di essere”? Se non stai crescendo spiritualmente, se continui a rimanere un neonato (o una neonata) nella fede, non è un tuo errore, è una tua scelta.

Ma la crescita è una scelta quotidiana: non la fai una volta e via, nella tua vita, non la ottieni nel giorno che accetti Gesù, né in quello in cui vieni battezzato (o battezzata); ma la devi scegliere OGNI giorno, scegliendo di seguire la Via dell'eccellenza che ha tracciato Gesù per noi.

Sul servire assieme

Abbiamo imparato che:

1. Dobbiamo accettare di essere serviti

Dobbiamo imparare ad accettare che altri ci aiutino.Se non lo facciamo, stiamo peccando di orgoglio:

“Dio si oppone agli orgogliosi, ma tratta con bontà gli umili.” (Giacomo 4:6 TILC)

2. Dobbiamo servire gli altri

Se non stiamo servendo, allora stiamo peccando di egoismo. Ricordate che 58 volte è scritto nel NT “gli uni gli altri”.

“Mentre dunque abbiamo l'opportunità, facciamo del bene a tutti, ma principalmente a coloro della famiglia della fede.” (Galati 6:10 ND)

Dobbiamo fare del bene a tutti, ma partiamo da coloro che abbiamo più vicini, la nostra famiglia di chiesa.

Se vuoi essere aiutato per primo, allora frequenta il tuo piccolo gruppo assiduamente, la tua chiesa assiduamente, APPARTIENI alla famiglia di chiesa: non è sufficiente credere in Cristo, ma devi appartenere alla sua famiglia per ottenere tutti i benefici che ti sono riservati quando sei un “membro” della famiglia.E non puoi appartenere alla “chiesa” in generale (la chiesa universale), ma devi appartenere a UNA chiesa locale, ad UNA specifica famiglia!

3. Dobbiamo servire insieme

“Noi, infatti, siamo collaboratori (dal lat. “laboro + cum = lavoro assieme) di Dio” (1 Corinzi 3:9a)

Molti di voi hanno cominciato a lavorare assieme grazie a questa campagna; nei piccoli gruppi, state imparando assieme, e presto lavorerete assieme a progetti specifici.

Come vostro pastore, voglio dirvi “grazie”, perché avete capito il valore del lavorare assieme in piccolo piuttosto che in un mega gruppo o la domenica; perché avete aperto le vostre case, offerto pasticcini e bevande, dato amore e calore gli uni agli altri.  Sono FIERO della mia chiesa!

Più di una volta mi avete sentito dire che la preghiera più pericolosa da fare a Dio è “usami”! E' la preghiera che ho fatto io all'età di otto anni. Dio ha preso sul serio quella mia preghiera, ed ha continuato ad inseguirmi per accontentarmi per ventitré anni!

Ma c'è una preghiera altrettanto pericolosa: “qualsiasi”: qualsiasi cosa tu mi chieda, in qualsiasi posto tu mi voglia,in qualsiasi momento tu decida… io lo faccio! Per potermi usare, Dio deve avere la mia PIENA disponibilità, ed io devo avere PIENA fiducia che quello che egli mi chiede è per il bene mio e del mio prossimo.

Sul raggiungere il mondo

Abbiamo imparato che:

1. Il test di quanto seguo Cristo è il come tratto gli altri

“Il cristiano che è puro e senza macchia, secondo Dio Padre, è quello che soccorre gli orfani e le vedove e resta fedele al Signore” (Giacomo 1:27a PV)

Il test per la tua fede non è dire quello che credi,ma fare quello che Gesù ti chiede di fare agli altri.

Il motivo per cui è nata questa chiesa, non è per avere un “club” esclusivo dove incontrarci, ma quello di raggiungere le persone delle città da dove proveniamo con l'amore di Gesù.

“Infatti le Scritture affermano:  « Chiunque invoca il nome del Signore sarà salvato ».    Ma come potranno chiedergli di essere salvati, se non credono in lui? E come possono credere in lui, se non ne hanno mai sentito parlare? E come possono sentir parlare di lui, se qualcuno non lo fa?” (Romani 10-13:14 PV)

E la risposta è: “non possono!” La risposta a questa affermazione è: “Questa chiesa lo fa!”

Potresti chiedermi; “Si, Marco, ma dove sono i “numeri?” Io ti risponderei: sai quanto ci vuole a far crescere un fungo? Una notte! E sai quanto ci vuole per far crescere una quercia? Cento anni! Cosa vuoi veder crescere, un fungo... o una quercia?

Siamo stati piantati da meno di 8 anni, siamo passati da ,4 a 10, a 30, a 15 membri. Ora siamo poco meno di trenta di nuovo;  ma soprattutto, questa è la stagione dove stiamo mettendo radici profonde che porteranno il frutto nella stagione del raccolto.

Questa chiesa è nata dove mai nessuna chiesa era mai stata piantata, sulla base di un versetto di Salmi:

“Chiedimi e ti darò in eredità le genti e in tuo dominio le terre più lontane.” (Salmo 2:8 CEI)

Cosa significa questo versetto? Dio sta dicendo :” se sei coraggioso abbastanza ed hai amore a sufficienza di chiedermi il privilegio di condividere la Lieta Novella con gli altri, io ti concederò il privilegio. Tu sarai tra coloro che diffonderanno il Vangelo nel mondo.” E  noi sappiamo che Gesù vuole che ognuno abbia almeno una volta nella vita la possibilità di udire della salvezza che è in Lui.
Solo allora tornerà, e il tempo sarà compiuto.

Io molto tempo fa ho pregato “usami”: Dio mi ha preso sul serio, è stato consistente e tenace da non mollarmi mai anche nei momenti più bui della mia esistenza, quando sono fuggito lontano da lui. Alla fine mi sono stancato di fuggire, e mi sono fermato.

Ma mancava ancora una preghiera da fare per vedere il miracolo accadere: “qualsiasi”:qualsiasi cosa mi chiedi, Signore, la mia risposta è “SI”;

  • anche se mi chiedi di sfidare le mie tradizioni familiari cattoliche,
  • anche se mi chiedi di essere preso in giro dai miei migliori amici,
  • anche se mi chiedi di imparare a parlare davanti alla gente, nonostante sia timido;
  • anche se mi chiedi di andare negli Stati uniti per completare gli studi, nonostante odi viaggiare a lungo.

Qualsiasi cosa tu mi chieda, la mia risposta è “si”!

Questa chiesa è la promessa di benedizione adempiuta da Dio in risposta al quel mio “usami” e a quel mio “qualsiasi”. La gloria spetta a lui, non ha un servo recalcitrante come sono stato io (e come spesso sono ancora!)

Riesci a capire quale privilegio sia essere parte del lavoro di Dio nel mondo, nella tua nazione, nel tuo paese? Che il Dio dell'Universo abbia scelto te e me e normali essere umani con tutti i loro sbagli, dipendenze, problemi,e paure ed abbia detto: “Io voglio usarti per una causa più grande di te stesso. Ed essa avrà ripercussioni sulla durata stessa dei tempi, e sul ritorno di Gesù.” ?

Se pensi esita qualcosa di maggiormente significativo nella vita, ti prego di dircelo ora, perché NULLA ha più significato dell'adempiere agli scopi di Dio per la tua vita. Tu sei stato fatto Da dio e per Dio, e fino a che non capirai questo la tua vita non avrà un senso. E Dio ti ha scelto per usarti nella sua chiesa in maniera potente.

E ora?

Cosa succede ora, alla fine della campagna “Insieme è meglio”? Ci sono tre cose che voglio tu faccia.

1. Continua ad essere fedele

“Non trascuriamo le nostre riunioni di chiesa, come fanno certuni regolarmente; incoraggiamole invece, esortandoci a vicenda” (Ebrei 10:25a PV)

Continua a venire la domenica, continua ad incontrarti nel tuo piccolo gruppo

2. Continua a mettere in pratica il Vangelo

“Continuate a mettere in pratica tutto ciò che avete imparato, ricevuto, udito e visto in me. E il Dio della pace sarà con voi.” (Filippesi 4:9a PV)

Non solo devi continuare ad incontrarti, ma devi continuare ad applicare ciò che impari alla tua vita:
continua ad avere un periodo di meditazione giornaliero; continua a leggere quotidianamente delle riflessioni bibliche; continua a leggere quotidianamente la Bibbia.

3. Prega per le altre chiese nella provincia di Viterbo

“Per prima cosa pregate che il messaggio del Signore continui a diffondersi e sia glorificato come lo è fra voi.” (2 Tessalonicesi 3:1 PV)

Il Signore è da molto che mi ha messo un peso sul cuore per vedere le chiese di questa provincia che si incontrano e pregano assieme; prega che Dio protegga questo.

Preghiamo.

Caro Padre, ti voglio ringraziare per tutto quello che hai fatto nelle nostre vite. Grazie per averci creati, per averci salvati, per averci dato uno scopo nella vita e per averci garantito una casa in Cielo.

Vogliamo oggi dirti il nostro grazie per quello che tu sei, per ciascuno di noi, per la nostra famiglia di chiesa e per il privilegio di essere parte dei tuoi piani di salvezza per il mondo. Grazie che possiamo adorare insieme, servire insieme, condividere te insieme, crescere insieme ed avere comunione fraterna insieme.

Se tu che mi ascolti sei stato colpito oggi, se il Signore ti ha parlato attraverso le mie parole: prega assieme a me questo:

Signore, ti chiedo di usarmi, in qualsiasi modo tu voglia. La mia risposta a te è e sarà sempre “si”. Usami Signore. Qualsiasi cosa tu mi chieda. Usami!

Questo lo prego nel tuo santo nome, Gesù.

Amen

05 maggio 2013

Come vivere generosamente

Per avere una vita benedetta devo vivere una vita generosa. Per essere benedetto devo io essere benedizione agli altri.

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Cosa significa la parola “koinonia”? Nel Nuovo Testamento è tradotto con:

  • comunione fraterna;
  • partecipazione; contributo;
  • generosità.

Perché vi parlo di questa parola “strana”? Perchè “koinonia” è l'essenza della chiesa di Cristo, senza comunione fraterna, senza partecipazione, senza contribuzione, senza generosità, una chiesa non ha ragione di esistere.

Alcuni esempi della parola “koinonia”

Dopo aver lasciato la Macedonia, nessuna chiesa, eccetto la vostra, ha avuto con me rapporti così stretti di dare e avere (koinonia).” (Filippesi 4:14 PV) 

“Non dimenticate poi di esercitare la beneficenza e di mettere in comune (koinonia)ciò che avete; perché è di tali sacrifici che Dio si compiace.” (Ebrei 13:16) 

“Con molta insistenza ci hanno pregato di prendere il denaro, per poter partecipare anche loro alla gioia di aiutare (koinonia) i cristiani di Gerusalemme.” (2 Corinzi 8:4 PV)

“Raccomanda... di essere pronti a dare (koinonia) a chi è nel bisogno” (1 Timoteo 6:18 PV)

Tutto ha a che fare con la generosità di ciascuno di noi.

Un famoso psichiatra, Karl Menninger, fondatore di un celebre ospedale per la cura delle malattie mentali negli Stati uniti , ha affermato:”La generosità è una delle componenti essenziali della salute mentale. Abbiamo osservato che le persone generose raramente hanno disturbi mentali.”

I. Perché Dio vuole che sia generoso?

1. La generosità crea comunione

“Dio vi dà tutto con abbondanza perché siate generosi. … non serve soltanto ad aiutare i credenti di Gerusalemme che sono poveri, ma anche a fare in modo che molti ringrazino Dio.” (2 Corinzi 9:11-12 TILC)

Quando siamo generosi gli uni gli altri, noi ringraziamo Dio per averci dato la possibilità di dare
l'altro ringrazia Dio per aver ricevuto e tutti e due ci troviamo vicini a ringraziare lo stesso Dio per lo stesso motivo, il dare ed il ricevere. Questo crea comunione tra chi da e chi riceve!

Gesù ha affermato questo:

“Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.” (Matteo 6:21)

In altre parole, tutto ciò  in cui io metto il mio tempo, il mio danaro, i miei sforzi, le mie energie, tutto ciò in cui io “investo” di me stesso, quello diventerà il mio magnete: il tuo lavoro, la tua famiglia, la tua casa, il tuo hobby. Ma se metto il mio tesoro nell'essere generoso, allora il mio cuore risiederà all'interno della generosità stessa.

Ogni volta che sono generoso con qualcuno di voi, o sono generoso con un povero, o sono generoso con qualsiasi altro, il mio cuore tende ad essere li...ma lì incontro già qualcuno, colui che è da sempre con coloro che sono ultimi, afflitti, bisognosi di cure ed amore; Dio!

Ogni volta che faccio questo il mio cuore si avvicina a quello di Dio... e a quello della persona con cui sono generoso. E' questo quello che forma la comunione: io e te, uniti assieme a Dio.

I primi componenti della prima chiesa esistita al mondo erano famosi per la loro generosità;

“Tutti i credenti vivevano d’amore e d’accordo; nessuno considerava suo ciò che possedeva, ma tenevano tutto in comune.” (Atti 4:32 PV)

Erano una famiglia!

Sei felice quando vedi i tuoi figli che sono generosi gli uni verso gli altri? Certamente si!  E' la prima cosa che ci affanniamo ad insegnare loro: essere generosi. Allo stresso modo Dio è felice quando ti osserva essere generoso verso gli altri.

2. La generosità sconfigge il materialismo

Più sono generoso verso di te, più sconfiggo il materialismo nella mia vita. Noi viviamo in una cultura dove siamo visti per ciò che abbiamo, non per ciò che siamo. Gli stessi oggetti e servizi creati per noi lo dicono: iPhone, iPad, MySpace, Youtube. Spendiamo soldi che non abbiamo per avere cose che non ci servono per impressionare persone che non ci piacciono.

L'unico antidoto al materialismo è la generosità. Ogni volta che sei generoso, tu vinci una battaglia spirituale nel tuo cuore. Il tuo cuore diventa più largo, cresce. Rompe la logica che ti dice: “avere, avere, avere!”.

Se hai dei figli, i tuoi figli DEVONO vedere te che dai; devono vedere che tu sei generoso (o generosa), perché di certo non lo apprenderanno da scuola, e neppure dalla società.

Gesù ci ha detto:

“Non potete servire due padroni: Dio e il denaro.” (Matteo 6:24a PV)

Notate che Gesù non dice “non dovreste”, “non è bene che”... ma che non puoi: è letteralmente impossibile. O.... o! Non puoi avere due numeri uno come priorità nella tua vita. Non puoi amarre allo stesso tempo tua moglie e un'altra con la medesima intensità: o... o.

3. La generosità rafforza la mia fede

“Quelli che aiutate ...loderanno Dio per questa dimostrazione pratica della vostra ubbidienza al Vangelo di Cristo.” (2 Corinzi 9:13 PV)

Ubbidire al Vangelo è una dimostrazione pratica della fede che abbiamo in Gesù; e quando sono generoso

  • a) la mia fede viene rafforzata dalla pratica;
  • b) altri loderanno Dio.

Nella Bibbia ci sono più promesse circa il dare di qualsiasi altro argomento.

“Ma ricordatevi: se date poco, avrete poco. Un contadino che semina soltanto pochi semi, avrà un piccolo raccolto; ma se semina molto, mieterà molto.” (2 Corinzi 9:6 PV)

Il contadino non semina per avere la medesima quantità di semi che metto nella terra, ma quanto più semina, tanto più ottiene. Ma se semina pochi semi, già sa che otterrà poco.

Prima o poi sarò costretto a fermarmi e chiedermi: “Ci credo davvero a questa promessa?”
La mia natura come uomo è quella di accumulare, stoccare, ammassare, mettere in silos, riempire, tutto per  me... tutto perché vivo nella paura di “non avere abbastanza”...

Gesù dice l'esatto contrario: dai con fede, e attendi il mio premio alla tua fede!

Non so perché, ma Dio ha deciso che la cartina di tornasole del credente sono i soldi: molte persone sono grandi credenti... fino a che non arrivano alla prova dei soldi!

Un pastore ha raccontato questa storia circa il dare ed il ricevere:

“Una volta ho portato mio figlio da Mc.Donalds e gli comperato una porzione maxi di patatine. Tornado in macchina l'odore era così invitante che ho allungato la mano ed ho preso una patatina dal box che aveva in mano mio figlio. Lui si è molto arrabbiato: “Queste sono le MIE patatine, papà!”

Per prima cosa, mio figlio aveva dimenticato che IO ero la fonte di TUTTE le sue patatine: Io l'ho fatto entrare in macchina, IO l'ho portato da Mc Donalds,  IO ho fatto l'ordine, IO ho pagato le patatine, IO glie le ho date, IO lo stavo riportando a casa. Se non fosse stato per me, lui non avrebbe avuto alcuna patatina fritta. Tutto era a causa mia, il grande datore di patatine!

Secondo, mio figlio non aveva capito che io avrei potuto togliere in un istante TUTTE le “sue” patatine, oppure che avrei potuto comperagli un camion di patatine se avessi voluto: Io avevo il potere di fare entrambe le cose.

Terzo, lui non aveva capito che ha me non servivano le “sue” patatine; avrei potuto facilmente averne anche per me, due camion pieni!

Quello che avevo voluto insegnargli era, semplicemente, come essere generoso.”

  • Dio è il motivo di OGNI nostra benedizione, di ogni nostro respiro.
  • Dio può decidere se dare o togliere in qualsiasi istante.
  • Dio non ha bisogno dei miei soldi, ma attraverso essi mi vuole insegnare come essere generoso, per il Mio bene.

“E Dio è capace di contraccambiare, dandovi tutto ciò di cui avete bisogno e anche di più, in modo che non ce ne sia soltanto a sufficienza per far fronte ai vostri bisogni, ma in abbondanza da poterne dare con gioia anche agli altri.” ( 2 Corinzi 9:8 PV)

Dio non cerca i tuoi soldi (che sono i SUOI soldi), ma cerca persone che siano un “canale” tramite cui far giungere sovvenzioni a coloro che sono nella necessità.. per far crescere la fede in chi dà e in chi riceve.E' per questo che in questa chiesa non parliamo mai della “raccolta di fondi”, ma della raccolta di fede”

4. La generosità è un investimento per l'eternità

“Io vi dico: ogni ricchezza puzza d'ingiustizia: voi usatela per farvi degli amici; così, quando non avrete più ricchezze, i vostri amici vi accoglieranno presso Dio.” (Luca 16:9 TILC)

Ogni volta che sei generoso con un povero, con un amico, con un vicino, con qualcuno; ogni volta che dai il tuo tempo, i tuoi soldi, i tuoi sforzi i tuoi doni, Dio stesso afferma che stai maturando un tesoro in Cielo.

“Raccomanda ai ricchi di servirsi del proprio denaro per fare del bene, arricchendosi di opere buone, e di essere pronti a dare a chi è nel bisogno e a dividere con altri qualsiasi cosa Dio ha dato loro.  Così facendo, si metteranno da parte un vero tesoro in cielo; e questo è l’unico sicuro investimento per l’eternità. Vivranno inoltre una vita cristiana fruttifera qui in terra.” (1 Timoteo 6:18-19 PV)

Ogni volta che investi tempo, denaro, impegno, doni, altro, ogni volta che sei generoso Dio si ferma e dice; “Questo è il mio ragazzo! Questa è la mia ragazza!”

5. La generosità mi dà benedizioni in cambio

“Dagli generosamente e, mentre gli doni, il tuo cuore non si rattristi. Proprio per questo, infatti, il Signore, tuo Dio, ti benedirà in ogni lavoro e in ogni cosa a cui avrai messo mano.  “(Deuteronomio 15:10 CEI)

Voglio domandarti: ci credi?

La mia esperienza è questa: Dio mi ha chiesto di dare una grossa cifra pari alla rata del mio mutuo di casa una volta estinto...e da allora le benedizioni per me e per la mia famiglia non hanno cessato di giungere.

6. La generosità produce felicità

“C’è più felicità nel dare che nel ricevere.” (Atti 20:35b PV)

Chi è più felice nella vita? L'avaro o il generoso? Mai conosciuto un avaro felice!
Sono sempre preoccupati di perdere, di chi gli ruba, di non ottenere lo stesso prezzo di un'altro.
Gli avari non sono buoni clienti di nessun negozio... e non ottengono gli stessi sconti dei generosi!
In questa chiesa vedo tanti sorrisi... poche persone ricche, ma tanti sorrisi... e vorrei vedere TUTTI sorrisi...

7. La generosità  mi rende più simile a Dio

“Noi tutti abbiamo avuto benefici dalle ricche benedizioni che Cristo ci ha portato; una benedizione dopo l’altra.” (Giovanni 1:16 PV)

Dio è generoso: e per diventare come lui noi dobbiamo essere generosi. Dio è uno che da:

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio” (Giovanni 3:16a)

Puoi dare senza amare, ma non puoi amare senza dare; dare è l'essenza dell'amore e della comunione fraterna. E' per questo che la Bibbia è un libro che parla soprattutto del dare.

Nella Bibbia:

  • la parola “credere” è usata 272 volte;
  • la parola “pregare” 371;
  • la parola “amore” 714;
  • ma la parola “dare” è usata 2162 volte!

Dare, essere generosi, è il modo più biblico di crescere nella Parola di Dio e di adempierla! E cresciamo quando capiamo che...

“Tutte le cose infatti vengono da te, e noi ti abbiamo semplicemente dato ciò che abbiamo ricevuto dalla tua mano.” (1 Cronache 29:14 ND)

II. Come posso praticare la generosità?

Tutto comincia col nostro cuore; Dio è interessato a ciò che facciamo piuttosto a quanto facciamo;

“Se ciò che offrite lo date volentieri, allora non importa quanto potete dare. Dio vuole che diate ciò che avete, non ciò che non avete.” (2 Corinzi 8:12 PV)

Dio sta dicendo: “Non mi importa quanto dai, mi importa COME lo dai; se con i denti stretti, o con un sorriso. Se come una ferita, o come una gioia”.

2 Corinzi 9 ci parla specificatamente di quatto attitudini chiave del nostro cuore quando noi diamo:

“Ognuno dia ciò che ha deciso in cuor suo, ma non di malavoglia, né per forza, perché:  « Dio ama chi dona serenamente ».” (2 Corinzi 9:7 PV)

1. Pensa a quanto dare

Non pensare che la cosa più spirituale che tu possa fare è prosciugare il tuo conto in banca. Devi prima pensare a quanto vuoi dare; e per pensare davvero in modo biblico prima ci devi pregare su e chiedere a Dio. Dio vuole che tu abbia un proposito e un piano anche nel dare.

2. Dai con entusiasmo

Non con riluttanza, non con uno spirito di colpa “Io DEVO dare! SE non do Dio mi fulmina!”. Ma dai perché sai ciò che Dio farà nel tuo cuore e nella tua vita. Ho scoperto che più do con entusiasmo, più divento entusiasta nella mia vita.

3. Dai volontariamente

Non dare per “pressione”, ne mia né di altri; Dio non benedice il dare per pressione, è per questo che nessuno in questa chiesa ti obbligherà mai a dare, ma ti incoraggeremo a dare per il tuo stesso bene!

Quando c'è qualcuno che ti spinge a dare...non dare!  Dio non benedirà il tuo dare! Ma tutte le volte che Dio ti sfida a dare,  allora sarebbe meglio per te dare!

4. Dai con gioia

La mia chiesa mi piace, perché ci piace ridere e scherzare assieme, perché non si comincia mai in orario perché ci piace parlare e sorridere assieme. La medesima gioia la dobbiamo avere quando diamo per il Signore. Talvolta non è semplice, è una sfida.

Una chiesa aveva bisogno di costruire una nuova struttura perché quella che aveva era diventata troppo piccola. Uno dei responsabili un giorno disse ai fedeli convenuti: “Ho una notizia buona e una cattiva. Quella buona è che abbiamo già abbastanza denaro per costruire la nuova struttura. Quella cattiva è che la cifra è ancora nei vostri conti correnti bancari.”

III. La fonte della generosità

Celebrerai la festa delle Settimane in onore del SIGNORE tuo Dio, mediante offerte volontarie, che presenterai nella misura delle benedizioni che avrai ricevute dal SIGNORE tuo Dio.” (Deuteronomio 16:10)

La fonte della mia e della tua generosità deve sgorgare dal ricordare: ricordare che Dio mi ha e ci ha benedetti, e deve essere progressiva in base a quanto Dio ci ha benedetti.

“Voi conoscete, infatti, la generosità del nostro Signore Gesù Cristo che, per amor vostro, lui che era ricco, divenne povero, perché, per mezzo della sua povertà, voi poteste diventare ricchi.” ( 2 Corinzi 8:9 PV)

Paolo nono stava parlando di danaro, ma della VERA ricchezza della vita: il Dio dell'universo, che rende umile se stesso tanto da venire sotto forma di un uomo chiamato Gesù. Ed egli è sceso per pagare per tutti i peccati di tutte le persone che avrebbero creduto in lui. Ricordate l'ultima frase di Gesù sulla croce?

“Dopo che Gesù n’ebbe bevuto, disse: « Tutto è compiuto », chinò il capo e morì.” Giovanni 19:30 PV)

La parola che qui è tradotta con “compito” è “teleo”, ed era quella che diceva l'esattore delle tasse quando i contribuenti andavano a pagare perché fosse annotato il loro pagamento sul registro.

Teleo. E' pagato. Non devi più nulla. Gesù ha pagato TUTTO per te! Deuteronomio dice che devi presentare offerte volontarie proporzionali alle benedizioni ricevute. Dio ti chiede di essere generoso proporzionalmente a quanto lui è stato Generoso verso di te.

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:16)

Questa deve essere la fonte della tua generosità.

Prima di prendere gli elementi che ricordano il sacrificio di Gesù, vuoi pregare assieme a me queste parole?

“ Caro Dio, io so che tutto ciò che co è un dono tuo; io non avrei nulla se tu non fossi stato generoso con me. So che tu vuoi io impari ad essere come te. Per questo ti chiedo di aiutarmi a ricordare che ogni volta che sono generoso io sto creando comunione con gli altri, sto sconfiggendo il mio materialismo e sto rafforzando la mia fede. Aiutami a vedere la generosità come un investimento per l'eternità. 

Gesù, so che non sarò mai capace di ripagare ciò che hai fatto per me, a voglio imparare ad essere generoso come te, a dare con entusiasmo volontariamente e con gioia. Io prendo questo pane, che rammenta il tuo corpo sulla croce, e bevo questo vino, che rammenta il tuo sangue versato per me, come simboli della mia rinnovata volontà di essere generoso, di essere generosa, così come tu lo sei stato verso di me.

Nel tuo santo nome, questo io prego. Amen."

So bene che non è una predicazione che può cambiare la vita; e anche Gesù lo sapeva:

"Se sapete queste cose siete beati (o felici) se le fate." (Giovanni 13:17) 

La mia preghiera è che voi possiate mettere in pratica questi principi sul dare nelle vostre vite per avere una vita benedetta.

28 aprile 2013

Come servire insieme

Dio ci ha messo sulla terra non per occupare semplicemente spazio, ma per renderla un posto migliore. E possiamo raggiungere questo scopo servendolo insieme ad altri, formando una squadra unita dal suo amore.
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Dio non ci ha creati per vivere una vita egoistica, ma ci ha creati per far si che il mondo sia un luogo migliore. E vuole che lo facciamo servendo Lui: ricordate che la terra è la prova generale di quello che faremo per l'eternità.

Come posso servire Dio?

C'è un solo modo:  servire gli altri.

Ogni volta che usi il tuo tempo, i tuoi doni e i tuoi talenti, la tua energia, le tue risorse, la tua esperienza, quello che noi chiamiamo SHAPE (o FORMA: doni spirituali, cuore, abilità, personalità, esperienza) per aiutare qualcun altro, tu stai servendo Dio. La Bibbia chiama questo “ministero”.

Al contrario di molte chiese, noi crediamo che OGNI credente sia un ministro. Paolo afferma questo:

“Se veramente c’è in voi affetto e comprensione, allora fatemi davvero felice amandovi a vicenda e vivendo in perfetto accordo, collaborando insieme uniti da uno stesso sentimento, una stessa anima e uno stesso scopo.” (Filippesi 2:2 PV)

Perché per servire Dio devo servire assieme ad altri?

Ci sono tre motivi:

1. Perché siamo una famiglia

“Ora davanti a Dio voi non siete più stranieri né ospiti, ma fate parte del popolo e della famiglia di Dio, come ogni altro cristiano.” (Efesini 2:19 PV)

Far parte della medesima famiglia di cui Dio è il padre è una cosa importante.

2. Perché abbiamo bisogno gli uni degli altri

Nessuno di noi possiede TUTTI i doni e TUTTI i talenti, ma assieme possiamo lavorare affinché l'intero corpo di Cristo, la chiesa, di cui ciascuno di noi è una parte, possa funzionare al meglio.

“Insieme formiamo il corpo di Cristo e, individualmente, ognuno di noi ha una funzione diversa da svolgere. Quindi apparteniamo gli uni agli altri, e ognuno ha bisogno di tutti gli altri.”  (Romani 12:5 PV)


3. Perché assieme facciamo di più

“Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica.” (Ecclesiaste 4:9)

Questo si chiama “lavoro di squadra”. Dio ti vuole usare, ma soprattutto vuole usarti in una “squadra”, soprattutto vuole che ti la smetta di pensare “io non ho un gran che da dare”, perché quello che tu non reputi un gran che:
  • a) è un dono di Dio
  • b) è una parte del lavoro che messo assieme alle altre parti crea l'opera di Dio.
Una squadra di rugby è composta da 15 giocatori e ognuno è indispensabile; ma bisogna avanzare tutti assieme ed arretrare tutti assieme per far si che non ci sia un “buco” dove l'avversario possa infilarsi.

Anche se ti sembra di non fare niente perché la palla è lontana da te, il tuo compito è di stare in linea con gli altri per non concedere  lo spazio agli  avversari di passare. E ci si sente fieri di far parte della squadra anche se non segni il punto, perché sei PARTE della squadra.

COSA SERVE PER SEVIRE COME UNA SQUADRA

Anche questa volta, i principi biblici non sii applicano solo all'ambito della chiesa: lo puoi applicare al lavoro, a scuola, in famiglia, ecc.

I. Per servire come una squadra serve...

FIDUCIA

La fiducia è la colla emozionale che ti fa restare vicino ai tuoi amici, alla tua famiglia, al tuo piccolo gruppo. Senza di essa non potrai ottenere quella relazione intima che Dio vuole tu abbia con le persone.

“Timòteo, custodisci con cura tutto quel che ti è stato affidato.” (1 Timoteo 6:20 TILC)

Paolo aveva avuto fiducia in Timoteo; gli aveva affidato dei compiti. Il primo passo per costruire una squadra è condividere le responsabilità. E' per questo che in chiesa Marco e Berni non fanno tutto, ma fanno poche cose. E in futuro ne faranno sempre di meno!

Nel rugby OLD, se non passo la palla dopo 20 metri mi fermano e mi danno punizione contro, perché TUTTI devono poter giocare, non solo alcuni.

Cos'è che devi avere il coraggio di affidare nella tua famiglia, al lavoro, nel tuo piccolo gruppo? Cos'è che devi avere il “coraggio” di passare ad altri? Sappi che la fiducia crea fiducia; se vuoi far crescere qualcuno devi affidargli alcuni dei tuoi compiti.

Come posso diventare una persona affidabile?

“Molti pretendono di essere leali, ma una persona fidata chi la troverà?” ( Proverbi 20:6)

1. Essendo costante

Gran parte delle persone non amano le sorprese: mia moglie l'ha scoperto di me nel peggiore dei modi, quando mi ha organizzato una festa a sorpresa per i miei 40 anni...e io ho evidentemente non ho gradito.

La costanza è una dote che quasi tutti apprezzano; è quella su cui si fonda il commercio; acquisire una fetta di clienti fedeli che ritornino costantemente e non amino cambiare.

La Bibbia ci dice che Dio vuole insegnarci la costanza servendo Lui:

“Chi è fedele nelle cose minime, è fedele anche nelle grandi” (Luca 16:10a)

Dio non ti sta chiedendo di essere costante in impegni gravosissimi, ma di esserlo in quelli “minimi”, quelli che affronti tutti i giorni, comportandoti sempre allo stesso modo (ovviamente, comportandoti “bene”).

2. Essendo riservato

Le persone si affidano a coloro che sanno tenere per se un segreto. Quello che si dice in famiglia rimane in famiglia, quello che si dice nel piccolo gruppo rimane nel piccolo gruppo.

“Chi va sparlando svela i segreti, ma chi ha lo spirito leale tiene celata la cosa.” (Proverbi 12:13)

Fai pettegolezzi quando non sei né parte del problema né parte della soluzione.

3. Essendo vicino/a

Devi passare tempo con le persone per poter guadagnare la loro fiducia. Difficilmente diamo fiducia a chi non conosciamo.

“Un amico ti ama in ogni circostanza, è un fratello nel giorno dell'avversità.” (Proverbi 17:17 TILC)

Il tempo crea la fiducia, e la fiducia richiede tempo; si può perdere la fiducia in qualcuno molto rapidamente, ma ci vuole molto tempo per guadagnarsela. E per guadagnare fiducia devi passare tempo con le persone.

II. Per servire come una squadra serve...

EMPATIA

Empatia è quando tu riesci ad immedesimarti in ciò che vive e prova l'altro così come se stesse accadendo a te.

“Infine siate tutti di una sola mente, compassionevoli, pieni di amor fraterno, misericordiosi e benevoli.” (1 Pietro 3:8 ND)

Per avere una squadra che funzioni, tutti devono sapere cosa sta pensando l'altro in quel momento.
Allo stesso modo, come credenti dobbiamo sforzarci di pensare non come pensiamo noi, ma come pensa l'altro quando è sotto pressione. In questo modo:

  • eviteremo di giudicare l'altro. “Io avrei fatto così”,
  • l'altro si sentirà compreso,
  • e soprattutto non si sentirà in colpa per quello che prova.

Come posso avere empatia?

1. Rallenta

La velocità distrugge l'empatia: più rapidamente mi muovo, meno vedo. (aereo/treno/bici/piedi)

“Fratelli miei carissimi: che ogni uomo sia pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all'ira.” (Giacomo 1:19)

Si stima che un uomo riesca a comprendere circa 650 parole al minuto; ma che allo stesso tempo non riesca a dirne più di 150 al minuto. C'è una distanza di 400 parole che molto tentano di colmare con “altro”: “Si ti ascolto” e leggo il giornale/guardo la tv, gioco col tablet... Molte volte mia moglie mi dice qualcosa prima di uscire, io rispondo “si cara!”... per poi accorgermi che non ho capito cosa voleva... quando è ormai partita!

2. Fai domande

“I pensieri umani sono come acqua  profonda; chi è intelligente sa attingerla.” (Proverbi 20:5 TILC)

A scuola  coloro che volevano dimostrarsi intelligenti non facevano mai domande...mentre coloro che facevano domande prendevano 8!

Allo stesso modo,  fai domande; vai oltre il “comestai – benegrazie”; se solo chiedi due volte quel “Come stai?”, vedrai che la risposta sarà differente. E non essere spaventato dal silenzio... aspetta!
La parola è una chiave, ma il silenzio è un grimaldello”. (Gesualdo Bufalino)

3. Mostra l'emozione

“Rallegratevi con quelli che sono allegri; piangete con quelli che piangono.” (Romani 12:15)

Empatia è più di dire :”mi dispiace” è mostrare che realmente ci dispiace.
C'è un solo modo di fare questo: guardare chi hai dinanzi non con i tuoi occhi... ma con quelli di suo padre, con gli occhi di Dio. E per fare questo devi pensare come pensa suo padre...

Leggi la Bibbia!

III. Per servire come una squadra serve ...

SPAZIO

“Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini.” (Romani 12:18)

Fare spazio significa lasciare che l'altro possa esprimere se stesso, non aspettandomi che sia un mio “clone”, ma facendo il possibile, per quanto dipende da me... Ma tutto questo “se”.

Alcune volte, per quanto facciamo il possibile, non è possibile, perché abbiamo a che fare con esseri umani imperfetti e talvolta feriti.

Come posso fare spazio all'altro?

1. Dando spazio ai bisogni l'uno dell'altro

“Non dobbiamo cercare il nostro piacere, ma quello degli altri, in modo di fare il loro bene e di aiutarli a progredire nella fede.” (Romani 15:2 PV)


Potresti dire: “Io dovrei pensare ai bisogni dell'altro, quando non riesco a pensare neppure ai miei”?
Avresti ragione! Ma il fatto è che da soli non potremo mai provvedere ai nostri bisogni...ma assieme si!
E' per questo che Dio ha disegnato una famiglia speciale che si chiama chiesa!

2. Dando spazio alle idee l'uno dell'altro

“Chi è intelligente cerca di conoscere, chi è saggio è sempre pronto a imparare.” (Proverbi 18:15 TILC)

Sii pronto ad imparare nuove cose...e l'unico modo per imparare nuove cose è ascoltare le idee degli altri.

3. Dando spazio alle personalità l'uno dell'altro

“Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi.” (Romani 12:6 CEI)

A ognuno di noi sono stati doni differenti, e per esercitarli dobbiamo avere differenti personalità:
se uno ha ricevuto il dono di saper evangelizzare, gli sarà stata data anche la personalità estroversa per farlo. Se ha ricevuto il dono di sapienza, avrà anche la personalità calma e riflessiva per utilizzarlo, ecc.

Ricordiamoci che l'altro non è un nostro clone, e che siamo parti di un medesimo corpo ma con funzioni differenti.

“Dio ha dato ad ognuno di voi particolari capacità: fate in modo di servirvene per aiutarvi a vicenda, mettendo così al servizio degli altri i doni che avete ricevuto da Dio” (1 Pietro 4:12 PV)

4. Dando spazio agli errori l'uno dell'altro

“Siate sempre umili e gentili, pazienti l’uno verso l’altro, e sopportate i reciproci errori con amore.” Efesini 4:2 PV)

Hai mai pensato “ora che credo in Gesù non commetterò più i vecchi errori”? Si? Complimenti, sei in buona compagnia! Ci sei riuscito ? No? Complimenti, sei di nuovo in buona compagnia!

Siamo tutti peccatori bisognosi di grazia, non di giudizio, perché l'unico che ha il diritto di giudicarci è Dio, che ha semplificato il tipo di giudizio:

  • In Cristo = perdonato
  • Non in Cristo = condannato.

IV. Per servire come una squadra serve una...

MISSIONE

Per formare una squadra basta mettersi assieme. Ma per far durare una squadra c'è bisogno di altro:
c'è bisogno di avere una causa, uno scopo, una missione.

Lo scopo della mia squadra di rugby Old, non è solo stare assieme, giocare assieme, divertirsi assieme:
il vero scopo che la unisce sono i soldi che riusciamo a raccogliere per donare alla Croce Rossa o ai reparti pediatrici. Senza di quello avremmo già smesso da un bel pezzo.

Nella chiesa, nei piccoli gruppi, accade lo stessi: devi essere una squadra condotta da propositi.

“Fatemi davvero felice amandovi a vicenda e vivendo in perfetto accordo, collaborando insieme uniti da uno stesso sentimento, una stessa anima e uno stesso scopo.” (Filippesi 2:2 PV)

Sottolineate la parola “vivendo”: non è qualche cosa che può accadere una volta e via, ma deve diventare uno stile di vita, un “modus operandi”, devi metterci del tuo perché non viene naturale. Come?

“Non trascuriamo le nostre riunioni di chiesa, come fanno certuni regolarmente; incoraggiamole invece, esortandoci a vicenda.” (Ebrei 10:25a PV)

Semplicemente, non smettendo di fare quello che fate durante questi 40 Giorni: incontrarvi nelle case, studiare assieme la Parola di Dio, partecipare ai culti la domenica. Mantenendo questo avrai un gruppo che continuerà a imparare insieme, ad avere comunione fraterna insieme, a raggiungere gli altri insieme e a servire insieme. Abbiamo bisogno gli uni degli altri, perché insieme è meglio.

Vorrei tornare brevemente sull'esempio della mia squadra: esso illustra cosa serva ad una chiesa e ai piccoli gruppi per rimanere sani e vitali: FARE insieme! LAVORARE insieme!

Sapete quando abbiamo problemi tra noi? Quando per un lungo periodo facciamo solo allenamenti e partite. Ma quando lavoriamo assieme per uno scopo (es. Torneo di VT) torniamo ad unirci ben oltre quella giornata.

“Ricordate sempre di vivere come si addice a dei veri credenti in modo che, sia che vi riveda o no, possa continuare a sapere che restate ben fermi in uno stesso spirito e che lottate uniti per la fede che nasce dal Vangelo.” (Filippesi 1:27 PV)

Lottare uniti per uno scopo rinsalda i rapporti tra di noi e rafforza la fede. Lottare uniti ci fa raggiungere mete che da soli non sono neppure immaginabili.

Quale è il tuo “sogno” per questa chiesa e per il tuo piccolo gruppo? Posso affermare con certezza che riuscirai, riusciremo a raggiungerlo SOLO se lavoriamo assieme come una squadra.

“Il SIGNORE disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è il principio del loro lavoro; ora nulla impedirà loro di condurre a termine ciò che intendono fare.” (Genesi 11:6)

Ma dobbiamo avere “una lingua sola; questo è il principio del nostro lavoro”. Se riuscirai a parlare la stessa lingua, avere gli stessi pensieri, nutrire gli stessi propositi di ciascun altro a cui stai seduto a fianco, allora “nulla impedirà di portare a termine ciò che intendiamo fare insieme”.

Sei pronto, sei pronta a far parte di questa squadra?

Conclusione

Io credo con tutto il mio cuore se continuiamo a costruire la nostra comunità e i nostri piccoli gruppi sulla reciproca fiducia, sull'empatia, dandoci spazio gli uni gli altri, la nostra missione di costruire una comunità grande, felice e che arrivi alle persone con Cristo in questa provincia sarà irrefrenabile.

Dio vuole usarti come parte di questa squadra: siamo pionieri, e il percorso non sarà facile; dovremo aprirlo a colpi di fede, Parola e preghiera. Comincia pregando questo nel tuo cuore:

“Signore io voglio che tu mi usi con quello che ho. Ovunque tu mi porti e qualunque sia il costo, io sono pronto o sono pronta; in qualsiasi momento, in qualsiasi posto, in qualsiasi modo. Voglio imparare a servirti, ma lo voglio fare servendoti assieme agli altri. Con fiducia, empatia, dando spazio all'altro o all'altra, ma con la chiara missione di servire te. Usami per fare la differenza, Signore. Qualsiasi cosa serva, Signore; qualsiasi cosa serva! Nel tuo santo nome questo io prego. Amen."