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08 gennaio 2017

Quanta voglia hai di correre?

Inizia un nuovo anno: quanta voglia hai di correre con Cristo durante il 2017?
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Siamo all'inizio di un nuovo anno. Non solo in chiesa, ma anche, e soprattutto, della tua vita.

Come inizi quest'anno? Inizi con la stanchezza di quello appena trascorso, con le sue ferite, con i suoi dubbi, oppure lo inizi come una nuova pagina della tua vita, come un foglio bianco, come una lavagna su cui scrivere?

Voglio vedere assieme a voi un video; era stato ripreso per un famoso marchio di abbigliamento sportivo, ma non è piaciouto alla ditta committente.

Così l'autore ha deciso di metterlo sul suo sito, e in una settimana circa è diventato (cone si dice oggi) "virale".


Tu potrai chiederti cosa c'entra con la chiesa, l'inizio dell'anno, la tua vita.

Il 1 Gennaio non è che una data "fittizia" per l'inizio dell'anno, come lo è il 31 Dicembre. E' una "convenzione che, come uomini, ci siamo dati  per iniziare a contare da zero i 365 giorni che impiega la terra a girare attorno al sole. Nulla finisce il 31 dicembre, nulla inizia il 1 gennaio.

Per molti, la propria vita è così, una sequenza di giorni tutti uguali, dove sediamo ad aspettare che passi un altro giorno, come faceva l'uomo nel video.

Lo è spesso anche per i credenti. Abbbiamo creduto, siamo stati battezzati, abbiamo trovato una chiesa.

C'è stato un tempo in cui avevamo voglia di correre, ma poi il mondo ci ha convito a sedere su un letto, ad attendere... che arrivi qualcosa, o il nulla.

Abbiamo perso il nostro "primo amore" la voglia di correre.

Gesù parla così in Apocalisse:

"So che hai costanza, hai sopportato molte cose per amore del mio nome e non ti sei stancato.  Ma ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo amore." (Apocalisse 2:3-4)

C'è stato un tempo in cui correvi con Cristo? Quale era il tuo primo amore? Forse la tua corsa ha rallentato, o forse si è fermata del tutto?

Spesso, come l'uomo nel video, vorremmo correre ancora per il Signore, ma ci sentiamo in una gabbia, dove il mondo ci ha messo, prendendoci per "pazzi", ridicolizzando col sarcasmo i nostri sforzi, rendendoci la vita difficile in tutti i modi.

La nostra missionaria Amy ha condiviso ieri sulla sua pagina Fb un articolo dove una organizzazione italiana che si occupa di studiare le varie religioni ha stimato che per il secondo anno consecutivo i cristiani sono stati i più perseguitati tra tutte le religioni nel mondo. Circa 90.000 sono stati uccisi per la loro fede, e ad oltre 600.000 è stato negato il diritto di professare la propria fede in Gesù.

Nella Bibbia la vita cristiana viene molto spesso paragonata a una corsa  Anche nel 2017 il mondo farà del tutto per impedirti di "correre".

Ora io ti chiedo: "Quanto hai voglia di correre?". Hai voglia di correre quanto l'uomo del video? A lui è bastato vedere qualcuno correre, per ricordarsi che che era fatto per correre.

Tu sei fatto, tu sei fatta non solo per correre, ma per vincere; vincere il dubbio, il sarcasmo, le prese in giro, lo scoraggiamento... per vincere il mondo.

Quando sei divenuto, o divenuta credente, e come se Dio ti avesse dato un paio di scarpette da corsa... Ma non basta avere un paio di scarpe da corsa per correre.

La Bibbia dice che

1.  DEVO DESIDERALO 

"Devo aver voglia di  correre!"

Nel video l'uomo aveva perso tutto, ma non la voglia di correre. E il suo desiderio più grande era quello di tornare a farlo!

Che cosa ti appassiona? Cos'è che fa girare la tua ruota?  Che ti fa alzare la mattina..?  Che ti motiva? Una vita senza passione è una vita sprecata! Le persone che hanno un impatto sul mondo e sugli altri sono le persone con una passione!

Infatti Paolo dice

“Sapete, quando si fa una corsa, molti corrono, ma soltanto uno vince il premio. Perciò, correte anche voi per vincere!” (1 Corinzi 9: 24 PV) 

Paolo dice non solo di correre, ma dice:"Puntate all'oro! Non accontentatevi del podio!   Gareggiate per vincere! "

La realtà:  la gran parte delle persone vive vite mediocri  L' obiettivo:  fare abbastanza soldi per andare in pensione!

E anche molti credenti siedono su un letto, ricordando le corse che hanno fatto. Non era questo il progetto di Dio!

1° Domanda che ti devi fare è: Cosa voglio di più nella vita?

Molti vorrebbero avere successo,  ma ci vuole più che il desiderio. Paolo dice …

2. DEVO AVERE DIREZIONE

"Devo concentrarmi su un obiettivo!"

Paolo afferma:

“Perciò, io corro dritto al traguardo, mettendocela tutta; lotto come un pugile che vuol vincere, e non tiro colpi a vuoto.” (1 Corinzi 9: 26 PV)

Paolo dice : "Io non correre senza meta. Io ho un obiettivo” "Non sto solo giocando".

Purtroppo, questo è esattamente ciò che molte persone fanno. Non fare niente sul serio circa la vita , o Dio. Essi "si dilettano". "Faccio un po' di questo e un po' di quello"

La maggior parte delle persone non hanno mai chiarito il loro scopo nella vita. "Dove stai andando?"" A pranzo!" "Cosa vuoi dalla vita" "Non lo so"!  Non vivono, vengono trascinati dalla vita!

C'era un cartello in una chiesa che diceva così:  "Molte persone se guidassero nello stesso modo con cui pianificano la loro vita  non uscirebbero mai dal vialetto di casa!"

Se vuoi che la tua vita conti, devi dare un senso alla tua vita:  devi sapere esattamente quello che vuoi.

L'uomo del video voleva tornare a dare un senso alla sua vita:voleva "correre". E tu?

2 ° Domanda : Qual è il centro della mia vita?

3. DEVO AVERE  DISCIPLINA 

Devo essere disposto, disposta a lavorare!

Paolo dice:

“E sapete bene che gli atleti si sottopongono ad una rigida disciplina: lo fanno soltanto per ottenere in premio una corona che presto appassisce! Noi, invece, lo facciamo per una corona che non appassirà mai.” (1 Corinzi 9:25 PV)

L'uomo del video sapeva che, per poter correre, tutto il corpo doveva essere allenato, e si esercitava in camera con i sacchi di patate.

Questo è dove si perde la maggior parte della gente La disciplina , il sacrificio,  non sono esattamente concetti popolari di cultura in Italia!

Lo sono stati  una volta (due Guerre, la depressione, ricostruire tutto da zero) Ora non più! Vogliamo che tutto sia facile! Si costruisce in modo veloce, Se non è facile non mi interessa. Vogliamo bei corpi senza fare esercizio, la ginnastica “passiva”, gli “elettrostimolatori”. Se promettessi che le preghiere bruciano i grassi  avrei tutta la nazione in questa chiesa!

E invece... La ricchezza proviene dal lavoro. Il successo proviene dal sacrificio. La crescita spirituale proviene dal servire in un ministero.

Non crescerai fintanto che non sarai coinvolto nella tua chiesa; partecipando al piccolo gruppo, offrendo il tuo sostegno economico,  prendendo la responsabilità di frequentare, prendendo responsabilità all'interno della chiesa.

3 ° Domanda: Sono disposto/a a pagare il prezzo?

4 DEVO ESSERE DETERMINATO/DETERMINATA 

Devo non mollare mai!

Paolo stesso lo metteva in pratica nella sua vita

“Mi sottopongo a dei sacrifici, come un atleta, e tengo il mio corpo a disciplina, per paura di essere squalificato e ripreso, proprio io che ho predicato agli altri!” (1 Corinzi 9: 27 PV)

L'uomo del video non ha mollato mai, nonostante abbiano tentato di scoraggiarlo, di impedirlo, lui ha continuato a desiderare di correre!

Paolo dice:

“Continuo la mia corsa verso il traguardo per ricevere il premio della vita alla quale Dio ci chiama per mezzo di Gesù Cristo.” (Filippesi 3:14 TILC)

Sottolineate “continuo”: la persistenza era il segreto di Paolo per vincere

C'è un aforisma che recita:  “Le grandi persone sono solo .persone normali che hanno deciso di non mollare.” La maggior parte della gente rinuncia troppo presto.

Ma non basta essere determinati, perché spesso corriamo come se le nostre tasche fossero piene di biglie di piombo che rallentano la nostra corsa

Ebrei dice:

“Dobbiamo sbarazzarci di tutto ciò che ci ostacola, specialmente del peccato che ostacola il nostro progresso e correre con decisione la corsa che ci è stata messa davanti. Teniamo lo sguardo fisso su Gesù, principio e fine della fede, che, in vista della gioia che avrebbe avuto, sopporto la morte della croce, dando scarsa importanza a questa vergogna e si è seduto alla destra del trono di Dio. Per non stancarvi e scoraggiarvi, pensate a lui che sopporto tanti attacchi da parte dei peccatori.” (Ebrei 12:1b-3)

Per finire la gara  devi lasciar andare alcune cose e tenerne altre, rimuovere tutto ciò che ostacola il tuo progresso spirituale.

4 ° Domanda: Che cosa è che mi frena? 

Per tornare a correre l'uomo del video doveve superare barriere "fisiche", le porte, gli addetti. Quali barriere "fisiche" o spirituali devi abbattere, per tornare a correre?

E' molto importante. Che è si mette in mezzo impedendo di diventare tutto ciò che Dio vuole ? Che cosa è che ti trattiene? Un'abitudine? Un peccato? Un'amicizia?  IIl lavoro?  Un ricordo?

Per tornare a correre, devi lasciarlo andare. Paolo ha rifiutato di essere distratto.  Il risultato? Può dire
questo:

 “Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede.” (2 Timoteo 4:7)

Sarai in grado di dire a Dio che: " Ho fatto quello che tu volevi io facessi..." di dirgli: "Ho corso la mia corsa"?  Questo è ciò che conta di più! Non la fama sulla terra!

Il mondo non vuole tu corra, nè nel 2017, nè mai. Voglio rivedere assieme a voi il video ancora una volta.


(Video)

Quanta voglia hai di correre? Se correrai assieme a Cristo, la promessa contenuta in questo ultimo versetto è tua.

“Con Dio saremo vincitori” (Salmo 60:14a TILC)

Preghiamo


01 gennaio 2017

Un proposito unico per l'anno che viene

Come devo essere nel nuovo anno per essere "lampada accesa" per Cristo?

(Con questo breve pensiero, già condiviso qualche anno addietro, vogliamo ringraziare tutti coloro che ci seguono da quasi dieci anni sia sul sito che sul podcast.  Grazie per essere con noi!)
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All'inizio di ogni anni, si fanno sempre buoni propositi: smetterò di fare questo, comincerò a fare quello, farò meno di questo e più di quello. E, alla prova dei fatti del 31 dicembre le statistiche recitano che gran parte dei buoni propositi sono stati diluiti nel mare della vita dei 364 giorni precedenti.

I propositi che facciamo sono tutti assolutamente rivolti in positivo per noi, per quelli che ci stanno a fianco e per quelli che incontriamo quotidianamente. Essi partono da un nostro desiderio innato di miglioraci, di avanzare nelle cose buone, di promuovere non solo noi stessi ma anche valori positivi nel mondo dove passeremo quei 365 giorni affinché sia migliore e noi ne possiamo goderne in modo migliore.

Perché, dunque, è così difficile se non impossibile di tenere fede a qualcosa di assolutamente buono e positivo per noi e per gli altri?

Il problema sta nel fatto che, per poter cambiare il nostro modo di agire, la prima cosa che dobbiamo fare e' cominciare a cambiare noi stessi. Gesù ce lo ha detto chiaramente:

« Nessuno taglia un pezzo di stoffa da un vestito nuovo per rattoppare un vestito vecchio. Non solo sarebbe rovinato l’indumento nuovo, ma anche il vecchio sarebbe più brutto con una toppa nuova!  Così pure, nessuno mette del vino nuovo in otri vecchi, perché il vino nuovo li fa scoppiare, e così si rovinerebbero gli otri ed anche il vino andrebbe perso.  Il vino nuovo deve essere messo in otri nuovi.  E nessuno, dopo aver bevuto del vino d’annata, ne vuol bere del nuovo. Infatti si suol dire: “Quello vecchio è migliore” ». (Luca 5:36-39 PV)

Il fatto sta che, immancabilmente ogni anno, che siamo credenti o meno, facciamo l'operazione di versare vino nuovo all'interno di otri mal messi; ed immancabilmente ogni anno, il vino nuovo si perde lunga la via dei nostri 365 giorni ed arriviamo al 31 dicembre con poco o nulla del vino con cui siamo partiti.

Tuttavia, un modo ESISTE per far si che il possiamo sia rinnovare noi stessi per conservare il vino nuovo che verseremo, sia mantenerlo fino alla fine del nostro anno; quello che ti propongo e' il mio personale "proposito unico" per questo anno che inizia, ma che comprende tutti i propositi buoni che vorrei fare verso me e verso gli altri: essere luce nel mondo per Cristo.

"Come non si nasconde una lampada accesa, così non nascondete la vostra luce! Lasciate che risplenda per tutti, affinché tutti vedano le vostre buone opere e possano lodare vostro Padre che è nei cieli." (Matteo 5:15-16 PV)

Se riuscirò, ogni giorno, a ricordarmi che sono su questa terra non già per trascorrere i miei anni semplicemente vivendo ma per essere testimone vivente di Cristo che e' vivente e opera nel mondo e nelle vite delle persone, allora sarò anche capace di rinnovare me stesso su base quotidiana, di aggiustare passo passo il mio comportamento e le mie attitudini in modo di poter diffondere una luce brillante, pura e calda di fronte agli altri. E, nel fare questo, so che non sarò mai solo, poiché Gesù stesso me lo ha promesso:

"Se mi amate, mi ubbidirete ed io pregherò il Padre che vi dia un Consolatore, che non vi abbandoni mai più.  Parlo dello Spirito Santo, lo Spirito della verità. Il mondo non può riceverlo, perché non lo vede e non lo conosce. Voi sì, perché vive con voi, e un giorno sarà in voi.  No, non vi abbandonerò, né vi lascerò orfani. Tornerò da voi." (Giovanni 14:15-18 PV)

Ed io di Gesù mi fido.

Ma, come affermo sempre, la teoria senza applicazione non porta alcun frutto; per cui voglio mostrarti il primo campo di applicazione del mio "proposito unico".

Viviamo in un tempo di recessione e di incertezza economica, politica, di valori e di sicurezza. Mi sono "largamente affaticato", sia sui social media che a livello personale a dimostrami arrabbiato ed insofferente verso tutta la situazione globale in Italia. Quale e' stato l'effetto sulle persone che ho intorno? Hanno visto "una luce migliore"? Sono state in qualche modo "edificate" dai miei rigurgiti di odio verso una situazione dove io e qualche altro milione di persone si trova "stretto"? Ho "riscaldato" quache cuore, oppure l''ho raffreddato?

Le domande sono, ovviamente, retoriche, e le risposte sono tutte un bel "no" secco. Ma se avessi adottato il mio "proposito unico, forse avrei illuminato e scaldato qualcuno che ne aveva bisogno, invece di acuire la sua rabbia. E' per questo che, in accordo al mio "proposito unico" mi adopererò nel 2013 per sottolineare il bene che vedo nel mondo, non il male che soffro.

Ma questa è una applicazione che vale per me, perché sento questo peso che lo Spirito mi ha suggerito. Tu dovrai chiedere a te stesso, lasciandoti aiutare dal medesimo Spirito, in cosa potrai essere testimone della luce di Cristo.

Come vedi dalla foto, io ho firmato il mio proposito col mio nome; sei pronto a fare altrettanto, per essere luce di Cristo?

L'augurio migliore che possa farti e' di accettare la sfida del "proposito unico". E sappi che non sarai solo in questo, ma se tu lo accetti lo Spirito Santo lotterà assieme a te affinché tu mantenga fede al tuo proposito!

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25 dicembre 2016

Egli è il dono


Come era il primo dono a Natale? Era un dono d'amore, di vita, di pace e di speranza.
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A chi piace fare regali? A chi piace ricevere regali?

Sapete, fare regali è un'arte...  ed è un'arte che, mia moglie e i miei figli lo sanno, non mi appartiene.

Chi sa fare regali sa fondere la bellezza di ciò che si regala con l'utilità per colui che riceve il regalo.

Se un regalo è bello, e utile, allora la carta colorata e i fiocchi non servono più di tanto. Conta il “contenuto”, non la forma. E spesso i doni più belli vengono dentro involucri poveri, come questa scatola di scarpe.

Voglio vedere assieme a voi un filmato...



Natale un tempo non era la stagione dei regali, in Italia i regali arrivavano invece per Santa Lucia o per l'Epifania.

Poi con l'avvento del “Natale commerciale”,  quello del Babbo Natale grasso e rosso della Coca Cola  per intenderci,   tutto il mondo ha iniziato a scambiarsi doni il 25 dicembre.

Non che sia completamente sbagliato, se fai regali a Natale non pecchi e se non li fai non pecchi uguale, ma il Natale è la storia di un dono, il dono d'un padre folle d'amore per un figlio perduto.

E' un dono che non è arrivato avvolto in carta dorata e con un gran fiocco sopra, ma piuttosto è arrivato in una scatola di scarpe. Isaia descrive  così il dono che sarebbe venuto

“Egli è cresciuto davanti a lui come una pianticella, come una radice che esce da un arido suolo; non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né aspetto tale da piacerci.” (Isaia 53:2)

Cosa c'è allora dentro la scatola da scarpe che Dio ci ha mandato e che noi, simbolicamente, festeggiamo oggi?

Speranza

Se non ci fosse stato il Natale, o meglio, quello che si ricorda a Natale, (“natus”, “è nato”),  allora non potremmo neppure festeggiare la Pasqua.

Paolo dice:

“Abbiamo riposto la nostra speranza nel Dio vivente, che è il Salvatore di tutti gli uomini, soprattutto dei credenti,” (1 Timoteo 4:10b)

A Natale vogliamo che il mondo ricordi, o sappia, che non abbiamo solamente “sperato in Dio”, ma che Dio è venuto realmente a vivere tra noi.

“La Parola divenne uomo e visse qui fra noi,” (Giovanni 1: 14a)

Con la nostra gioia vogliamo testimoniare dinanzi a un mondo incredulo, che  dentro la scatola da scarpe non attraente, c'è l'Emmanuele,  il “Dio con noi”, vivente,  colui che è la nostra vera speranza.

Vita 

(Nella Parola) era la vita, e la vita era la luce degli uomini....E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi.” (Giovanni 1:4, 14)

Nella scatola di scarpe c'è colui che solo può dare vita a chi è morto:

(Gesù disse) Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” (Giovanni 10:10b)

Dio ha mandato Gesù a nascere tra noi, Gesù ha portato la vita vera in colui che lo accetta.

Amore

“In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo affinché, per mezzo di lui, vivessimo.” (1 Giovanni 4:9)

Amore non è un sentimento,  ma è una azione. Nella scatola da scarpe del Natale, Dio ha posto l'azione  che esprime il suo amore infinito per noi: un figlio che viene, lui giusto, a morire per gli ingiusti, affinché con la sua vita tornino ad essere giusti.

“Nessuno ha amore più grande di quello di dare la sua vita per i suoi amici.” (Giovanni 15:13)




Pace

Isaia parla così di Gesù:

“Sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace.” (Isaia 9:5b)

Nella scatola da scarpe, assieme a tutto il resto, arriva colui che avrebbe dato pace a chi crede in lui.

(Gesù disse) Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà.” (Giovanni 14:27)

Qualcuno ha scritto questo:

"Il primo dono non era incartato,  non aveva un nastro,  non era stato acquistato online o in un centro commerciale.  Il primo dono di Natale era un regalo semplice, un dono sacro.  Era un dono d'amore, di vita, di pace e di speranza."

Era, soprattutto, un dono, che reca la vita eterna.

Dono

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha DONATO il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:16 modificato)



La SPERANZA della VITA è nell'AMORE che DONA la PACE a chi crede.

Egli è il DONO. Buon Natale.

18 dicembre 2016

Parole di Natale - 2° parte

Con quali parole posso trasmettere al mondo il senso del vero Natale?

Una settimana fa ci eravamo lasciati con tre parole:

  • Attesa
  • Luce
  • Pace

Avevamo visto che Natale è la fine dell'attesa per un salvatore, e che come credenti dobbiamo parlare di Gesù a coloro che sono in attesa.

Avevamo visto che la nascita di Gesù è stata segnata da una luce nel cielo, che Gesù stesso è la stella del mattino che ci guida, ma che ha anche trasferito la sua luce in noi, e che ora siamo luce del mondo. E per questo dobbiamo essere luce per chi è nel buio.

E infine avevamo parlato della voglia di pace che c'è a Natale, ma che la pace che offre Gesù non è la pace che ci aspettiamo noi, ma è una pace che nasce non da cosa fa o non fa Gesù, ma da chi è Gesù. E che Gesù offre una pace diversa da quella che offre il mondo, e che noi dovremmo offrire agli altri questa pace speciale.

Oggi vediamo le altre tre  parole.

La quarta è

Gloria 

Il racconto del Natale che fanno i vangeli  è pieno di riferimenti alla gloria che viene in quella notte. Ma per poter capire quello che stava per accadere a Betlemme, dobbiamo prima capire cosa significhi la parola “GLORIA”

Il Esodo Mosè ad un certo punto, fa una domanda “strana” a Dio

"Mosè disse: «Ti prego, fammi vedere la tua gloria!»" (Esodo 33-18)

La parola che usa Mosè è “kabod”, che significa “peso”:

Che strano! Se io fossi stato Mosè, la prima cosa che avrei chiesto a Dio, sarebbe stato di vedere la sua faccia, non di sapere quanto pesava!

Ma “kabod” non significa solo peso. Significa anche “valore”, consistenza, ricchezza, onore.

Mosè stava chiedendo a Dio : fammi vedere quello che sei realmente capace di fare.

Dio risponderà:

“Il Signore gli rispose: «Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà, proclamerò il nome del Signore davanti a te; farò grazia a chi vorrò fare grazia e avrò pietà di chi vorrò avere pietà». “

Se la domanda era strana, la riposta lo è ancora di più!

Dio, in effetti, sta rispondendo a Mosè, che gli aveva chiesto “fammi vedere quanto pesi, quello che sei capace di fare”

Se io fossi stato Dio, onnipotente, avrei scelto, che so, di far comparire un mare lì davanti,  o avrei fatto piovere fuoco dal cielo...

Per fortuna io non sono Dio, e lui decide che la cosa più devastante per mostrare il suo valore, è quella di fare  grazia ed avere pietà non di chi se la merita, ma di colui che egli deciderà, senza che abbia merito.

La nostra situazione prima di quella notte a Betlemme era quella che descrive Paolo:

“Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete: né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio.” (1 Corinzi 6:9-10)

Non ci meritavamo la grazia, ma la condanna, non ci meritavamo la pietà, ma la giustizia. Ma Dio aveva detto a Mosè che per fargli vedere quello di cui era capace,  avrebbe proclamato il nome del Signore.

Cosa avrebbe fatto di così potente, di così devastante quel nome?

“E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio.” (1 Corinzi 6:11)

La cosa più potente che Dio poteva mostrare a Mosè, e al mondo, era la grazia e la pietà che sarebbe arrivata tramite Gesù.

La gloria di Gesù, la potenza di Gesù, il peso di Gesù, stava per arrivare.

“E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore. L'angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.” (Luca 2:9-12a)

Come deve cambiare la mia testimonianza a Natale, sapendo che la gloria di Dio, la sua potenza inaudita,
è arrivata attraverso Gesù.

La prima cosa per mostrare la gloria di Gesù, è obbedire a quello che chiede Paolo:

“Io prego che, per mezzo di Gesù Cristo, possiate sempre agire in modo giusto e buono per portare gloria e lode a Dio.” (Filippesi 1:11 PV)

Sia che sia Natale, oppure che sia qualsiasi altro giorno dell'anno gli altri debbono vedere in noi la giustizia e la bontà, se vogliamo parlare agli altri della gloria che è giunta a Natale.

La seconda parola è

Gioia

La gioia è una delle caratteristiche che precede l'arrivo in terra di Gesù:

“In quel periodo, Maria si mise in viaggio e raggiunse in fretta un villaggio fra le colline della Giudea.  Entrata in casa di Zaccaria, saluto Elisabetta.  Non appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il suo bimbo fece un balzo dentro il suo ventre, ed ella fu riempita dello Spirito Santo.  Gridando di gioia, disse a Maria: "Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il tuo bambino!  Quale onore per me: la madre del mio Signore è venuta a farmi visita!  Quando mi hai salutata, appena ho udito la tua voce, il mio bambino è balzato dentro di me dalla gioia!  Beata te che hai creduto, perché le cose che Dio ha promesso si avvereranno!" (Luca 1:39-45 PV)

Elisabetta, e persino Giovanni il Battista, che era ancora nel suo grembo, provano una gioia smisurata per la sola presenza in quella stanza, di colei che porta il Salvatore in grembo.

Da dove viene tutta questa gioia? Non è di certo la semplice visita di una parente incinta che la provoca, infatti, la gioia precede persino l'apparire di Maria; a Elisabetta e al bambino infatti basta udire la sua voce per provarla.

Ci sono stati altri che hanno provato la stessa gioia  prima ancora di vedere il bambino:

“I Magi, dunque, ripresero il loro viaggio ed ecco, la stella apparve loro di nuovo e si fermò proprio sulla casa dov'era il bambino. Al vederla la loro gioia fu immensa! (Matteo 2: 9-10 PV)

Anche qui, i Magi non devono neppure arrivare a vedere il bambino per provarla.

Da cosa viene tutta questa gioia, allora? Viene dalla consapevolezza che ciò che i profeti hanno promesso, si sta per avverare. Viene dalla constatazione che ciò che Dio a promesso a Mosè,  grazia e pietà, di cui abbiamo parlato prima, Dio mantiene.

Il Natale ci ricorda che il Regno di Dio è realmente disceso sulla terra, sotto forma di un uomo che nasce come tutti gli altri uomini: ed è questo che deve portarci gioia.

Paolo dice:

“Perché il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo.” (Romani 14:17)

In che modo (interessa) la nostra testimonianza tutto ciò?

Come eredi del Regno, gli altri vedono in noi la gioia? La tua vita riflette la certezza in cui ha creduto Maria,  e per la quale Elisabetta la chiama “beata”, che significa felice? Sei gioioso, sei gioiosa nella vita di tutti i giorni?

Non c'è niente di peggio di un credente o di una credente “triste” che non gioisce, non festeggia e non partecipa a feste,  perché sta comunicando al mondo il messaggio sbagliato, che il cristianesimo è fatto per le “persone serie”, che divertirsi è sbagliato e pure un peccato.

Gesù, al contrario, è venuto per liberarci da tutto questo che era legato alla “religione” e alla “religiosità, mentre il cristianesimo è un rapporto con un uomo che è anche Dio e che ha detto questo:

“Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia completa.” (Giovanni 15:11)

La terza parola è

Adorare

Nel racconto della nascita di Gesù c'è la prima “adorazione”,  quella dei Magi:

“Dei magi d'Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo»... Entrati nella casa, videro il bambino con sua madre, Maria, e s'inginocchiarono per adorarlo, poi, gli offrirono i loro tesori: oro, incenso e mirra. (Matteo 2:2, 9-11 PV)

E' sintomatico, che i primi adoratori di Gesù fossero, con tutta probabilità dei non credenti.

I Magi erano degli scienziati-astrologi, che erano in cerca del nuovo re dei Giudei non il Salvatore, il Messia, il “Dio con noi”.

Ma, nonostante questo, ci danno un esempio di cosa significhi adorare Gesù

Adorare Gesù è un'atto della volontà, non ci viene naturale adorare nessuno se non noi stessi! (Noi ci adoriamo!) Ma comporta tre cose:

1. Adorare comporta impegno

I Magi sono partiti dall'oriente,  da una città che ormai è tristemente nota: Aleppo, dove c'era una scuola di astronomia/astrologia.

Hanno studiato il cielo per giorni e giorni, Hanno percorso 700 chilometri a dorso di cammello hanno cercato il posto dove fosse il re che veniva.

Quale testimonianza dai tu al mondo del tuo impegno come credente?

2. Adorare comporta abbassare se stessi

La prima cosa che fanno i Magi entrando nella casa  è di inginocchiarsi... inginocchiarsi di fronte a un bambino!

Per loro significava sottomettere tutta la loro scienza, a colui che ancora non conoscevano. Non sapevano che era il Messia, il Salvatore, il “Dio con noi”.

Tu lo sai.  Per poter dare testimonianza al mondo del Salvatore che viene, cosa devi sottomettere della tua vita? Il tuo lavoro, i tuoi soldi, che altro?

3. Adorare comporta donare il meglio

I tre doni che i Magi recano, oltre ad essere profetici, oro perché era il metallo che si donava ai re, incenso perché era usato per onorare Dio durante le celebrazioni, mirra perché era usato per profumare il corpo delle persone morte, erano anche doni costosissimi.

I Magi, non credenti, avevano scelto apposta quei doni.

Tu che credi, tue sai chi è Gesù, stai dando il meglio del meglio al tuo Salvatore, stai scegliendo di dargli le migliori cose, le più costose, quelle che sono care nella tua vita a lui, oppure gli stai donando quello di cui non ti interessa molto?

Tre modi pratici per testimoniare a Natale

Anche questa volta voglio darti tre modi pratici  con cui puoi far diventare questo periodo di festa un periodo di testimonianza per Gesù.

1. Agisci con giustizia e bontà

Dimostra la gloria di Dio  agendo non più come un peccatore sotto la legge ma come un peccatore sotto la grazia.

Un peccatore che meritava la condanna, ma che è stato lavato tramite la grazia di Gesù che è nato
realmente, e per questo può riversale quella medesima grazia su gli atri, indistintamente.

2. Vivi nella gioia

Come potrà Gesù essere testimoniato, se le persone non vedono in te la gioia  che ha portato nel mondo nascendo ma anzi vedono solamente una serie di regole di vita  che non portano alcuna gioia?

Ricordati che tu sei stato chiamato o chiamata  ad essere di quella gioia, non a nasconderla.


3. Vivi in adorazione

Adorare non è solamente, cantare, pregare, invocare il nome di Gesù ma soprattutto agire nella tua vita, dando la priorità a Dio, piuttosto che alla tua vita.

Se farai questo, non solo a Natale, altri vedranno in te quel Gesù che celebrano senza conoscerlo, e verranno a lui attraverso la tua testimonianza vivente.

Preghiamo.

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