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20 luglio 2014

Camminare in equilibrio tra verità e grazia

La vita del credente è come camminare su un filo, in equilibro tra la verità che non so meritare di essere salvato e la grazia di un Dio che manda apposta per questo suo Figlio a renderlo possibile.

Come faccio a sapere se sto camminando in equilibrio tra la verità e la grazia?

E, non di meno, come posso parlare allora della verità che tutti hanno bisogno di Gesù, ma dimostrando la grazia che Gesù ha dimostrato verso di me?

Michele Carlson attraverso i Vangeli di Giovanni e Matteo, ci mostra come la fonte dell'equilibrio risieda nella conoscenza della Parola di Dio, la Bibbia.

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"E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre.  Giovanni gli ha reso testimonianza, esclamando: «Era di lui che io dicevo: “Colui che viene dopo di me mi ha preceduto, perché era prima di me.  Infatti, dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia”».  Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesú Cristo." (Giovanni 1:14-17)

"Mentre egli parlava cosí, molti credettero in lui.  Gesú allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli;  conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». 
 Essi gli risposero: «Noi siamo discendenti d'Abraamo, e non siamo mai stati schiavi di nessuno; come puoi tu dire: “Voi diverrete liberi”?»  
Gesú rispose loro: «In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato.  Ora lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figlio vi dimora per sempre.  Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi.»" (Giovanni 8:30-36)

"Allora Pietro si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?»  E Gesú a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.  Perciò il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi.  Avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno che era debitore di diecimila talenti.  
E poiché quello non aveva i mezzi per pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figli e tutto quanto aveva, e che il debito fosse pagato.  Perciò il servo, gettatosi a terra, gli si prostrò davanti, dicendo: “Abbi pazienza con me e ti pagherò tutto”.  Il signore di quel servo, mosso a compassione, lo lasciò andare e gli condonò il debito.  
Ma quel servo, uscito, trovò uno dei suoi conservi che gli doveva cento *denari; e, afferratolo, lo strangolava, dicendo: “Paga quello che devi!”  Perciò il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me, e ti pagherò”.  Ma l'altro non volle; anzi andò e lo fece imprigionare, finché avesse pagato il debito.  
I suoi conservi, veduto il fatto, ne furono molto rattristati e andarono a riferire al loro signore tutto l'accaduto.  Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti;  non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?”  
E il suo signore, adirato, lo diede in mano degli aguzzini fino a quando non avesse pagato tutto quello che gli doveva.  Cosí vi farà anche il Padre mio celeste, se ognuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello»." (Matteo 18:21-35)

13 luglio 2014

Essere pietre viventi per Cristo

Credere in Cristo significa diventare "pietre viventi" nella casa spirituale che è la chiesa fondata sulla pietra angolare che è Gesù. Davide Campo ci illustra attraverso 1 Pietro cosa serve per diventarlo.
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"Sbarazzandovi di ogni cattiveria, di ogni frode, dell'ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza,  come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza,  se davvero avete gustato che il Signore è buono . Accostandovi a lui, pietra vivente, rifiutata dagli uomini, ma davanti a Dio scelta e preziosa,  anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesú Cristo.  Infatti si legge nella Scrittura: « Ecco, io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chiunque crede in essa non resterà confuso» . Per voi dunque che credete essa è preziosa; ma per gli increduli « la pietra che i costruttori hanno rigettata è diventata la pietra angolare,    pietra d'inciampo e sasso di ostacolo» . Essi, essendo disubbidienti, inciampano nella parola; e a questo sono stati anche destinati.  Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato , perché proclamiate le virtú di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa;  voi, che prima non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia , ma ora avete ottenuto misericordia." (1 Pietro 2:1-10)

"Sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri... perché siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio." (1 Pietro 1:18, 23)

"Per mezzo di Gesú, dunque, offriamo continuamente a Dio un sacrificio di lode: cioè, il frutto di labbra che confessano il suo nome.  Non dimenticate poi di esercitare la beneficenza e di mettere in comune ciò che avete; perché è di tali sacrifici che Dio si compiace." (Ebrei 13:15-16)

"Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale ." (Romani 12:1)

06 luglio 2014

Camminare con Cristo

Nella nostra comunità continuano le "passeggiate in preghiera" per le vie della nostra cittadina: riproponiamo un messaggio del 2008 che parlava già di cosa significhi camminare "con Cristo" per la comunità dove uno vive.
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Credeteci o meno, ma non sempre le mie predicazioni sono il frutto di riflessioni e studi, né di strategie studiate con Berni su cosa predicare durante l'anno.

Credeteci o meno, talvolta capita che le “mie” predicazioni, il brano ed il tema da scegliere per la domenica successiva, non le scelga io, ma qualcun altro per me...e quella di oggi ne è un esempio!

Io, come qualche altro miliardo di persone al mondo, la notte sogna; ma è difficile che mi ricordi alla mattina cosa abbia sognato la notte. Raramente rimane traccia del mio sogno...tranne in alcune rare occasioni.

E tra le “rare” occasioni, ci sono quelle in cui “sogno” il brano ed il tema della predicazione domenicale; credeteci o no, il Signore usa i sogni per parlarmi, o meglio per “comandarmi” su cosa esporre la domenica alla sua chiesa riunita.

Non mi accade tutte le domeniche (magari!), ma posso testimoniare di aver ricevuto durante i sogni almeno cinque messaggi per la nostra chiesa.

Qualche notte fa, il Signore mi ha indicato che avrei dovuto predicare su uno degli ultimi libri della Bibbia, un libro fatto di una sola pagina, nel quale era presente una particolare costruzione stilistica, vedremo poi di cosa si tratta.
Non ho avuto difficoltà a trovare il libro; si trattava di 2° Giovanni... ma stavolta non avevo capito PERCHE' avrei dovuto usare quel brano!

Sapete, il Signore oltre a darmi dei sogni, mi ha dato anche una moglie molto più sveglia di me, che quando ha letto il brano, ha esclamato: “Ma è chiaro, Marco! Questo è un incoraggiamento alla nostra chiesa in un momento particolare della sua vita!”.

E già; come avevo potuto non vederlo? Questo momento, per la nostra chiesa, è un momento molto particolare; è un momento che attendiamo tutto un anno; è il momento in cui “usciamo fuori” dalle confortevoli mura della nostra sala o delle nostre case dove teniamo gli incontri, ed andiamo a “sfidare” la nostra città con l'Evangelo di Cristo...forti delle nostre debolezze, dei nostri dubbi, delle nostre paure.

Accettate perciò questo brano che il Signore mi ha dato come un incoraggiamento, e come una sfida.

Leggiamo assieme da V. 1 a 6

"L'anziano alla signora eletta e ai suoi figli che io amo nella verità (e non solo io ma anche tutti quelli che hanno conosciuto la verità) a motivo della verità che dimora in noi e sarà con noi in eterno: grazia, misericordia e pace saranno con noi da parte di Dio Padre e di Gesù Cristo, il Figlio del Padre, nella verità e nell'amore. Mi sono molto rallegrato di aver trovato fra i tuoi figli alcuni che camminano nella verità, secondo il comandamento che abbiamo ricevuto dal Padre. E ora ti prego, signora, non come se ti scrivessi un comandamento nuovo, ma quello che abbiamo avuto fin da principio: amiamoci gli uni gli altri! In questo è l'amore: che camminiamo secondo i suoi comandamenti. Questo è il comandamento in cui dovete camminare come avete imparato fin da principio." (2 Giovanni 1:1-6)

Avete capito, ora di quale costruzione stilistica stavo parlando? No? Vediamola assieme.

V. 1: L'anziano alla signora eletta e ai suoi figli
V13: I figli della tua eletta sorella ti salutano.

Giovanni sta parlando ad una donna che ha tanti figli? E che non vede sua sorella e i suoi nipoti da molto tempo? Vi leggo un versetto da Efesini:

"Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come al Signore;  il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, lui, che è il Salvatore del corpo" (Efesini 5:22-23)

e poi uno da Apocalisse:

"Rallegriamoci ed esultiamo e diamo a lui la gloria, perché sono giunte le nozze dell'Agnello e la sua sposa si è preparata." (Apocalisse 19:7)

La costruzione stilistica (chiamata “figura retorica”) che usa Giovanni è la personificazione delle chiesa di Cristo come una donna e dei membri della chiesa come di figli.

La nostra chiesa è  la signora eletta (dal greco ek-lego= chiamata fuori dal gruppo), e noi siamo i figli di cui Giovanni sta parlando; in cosa dunque ci sta incoraggiando Dio Padre?

1

Nei versetti da 1 a 4 balza agli occhi una parola che viene ripetuta in OGNI versetto: verità. V 4: Mi sono molto rallegrato di aver trovato fra i tuoi figli alcuni che camminano nella verità,

Il primo incoraggiamento è questo: nonostante i nostri problemi quotidiani, nonostante la fatica delle nostre vite, nonostante tutto e tutti, stiamo camminando nella verità!

Ma c'è un incoraggiamento ben maggiore, frutto del nostro cammino in verità: V. 3 grazia, misericordia e pace saranno con noi da parte di Dio Padre e di Gesù Cristo, il Figlio del Padre, nella verità e nell'amore

"Grazia, misericordia, e pace; queste tre cose ci rammentano il nostro cammino di credenti: Paolo dice: Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi."(Roman1 5:8)

La grazia è il dono immeritato che abbiamo ricevuto da Dio tramite Gesù; la misericordia è la compassione che Gesù ha provato per ciascuno di noi morendo sulla croce, tramite la quale possiamo vivere in armonia e tranquillità spirituale col nostro Padre Celeste.

2

La seconda parola che mi ha colpito viene ripetuta quattro volte dal versetto 1 al 6: amore.

La verità va di pari passo con l'amore; e l'amore di cui Giovanni parla è quello espresso dalla parola greca “agapao”, che non significa essere ben disposti verso qualcuno, ma amarlo profondamente e con tutto se stessi. Quest'amore non è una stretta di mano o una mano sulla spalla, ma è l'abbraccio, è il bacio, è piangere lo stesso pianto assieme all'altro, è provare la stessa gioia...

Quest'amore non può vivere lontano dalla verità; se da essa si allontana, diventa un sentimento vuoto, una filosofia di vita (fai il bene e non il male).

Il secondo incoraggiamento è questo: state camminando nella verità, dunque date voi stessi all'altro in modo completo.

Ognuno di noi sa dentro di se se stiamo onorando e in che percentuale il nostro cammino nella verità; ma il bello dell'amore è che non ha limiti in alto! Si può “amare troppo poco”, ma non si può “amare troppo”; non c'è una dose massima giornaliera da assumere con l'amore. L'amore che diamo al nostro fratello o alla nostra sorella può essere sempre aggiunto e perfezionato.

3

La terza parola che ho notato ripetersi, è anch'essa contenuta quattro volte nei primi sei versetto: comandamento.

La frase che usa Giovanni per comandamento (entolè) significa “rimanere all'interno di un limite stabilito rispettando un'istruzione”

Amare non è un optional per il credente, ma un'istruzione del Padre, è muoversi all'interno del limite stabilito da Lui.

E Giovanni sottolinea che non è una nuova istruzione, ma qualcosa che ciascun credente ha conosciuto sin dall'inizio; era ed è  un nuovo comandamento, non un comandamento nuovo, dettato espressamente da Gesù:

"Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri." (Giovanni 13:34)

Il terzo incoraggiamento è questo: state camminando nella verità, date voi stessi completamente all'altro, sapendo che sono IO, il vostro Gesù, che ve lo sta chiedendo.

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Ma cosa significa “camminare nella verità”? La Parola greca è “aletheia” che significa “che non rimane nascosto”.

La verità è qualcosa di prezioso che ciascuno di noi reca al mondo; e mantenere nascosto un tesoro così prezioso significa non provare amore per coloro che non hanno verità, significa dimostrare un egoismo ed una mancanza di compassione totale per il mondo là fuori.

Noi stiamo per uscire per una settimana ad incontrare il mondo;Gesù ci direbbe queste parole:

"Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli." (Matteo 5:14-16)

La verità è un bene che non possiamo nascondere al mondo, ma che dobbiamo condividere col mondo...anche se il mondo non la vuole

"Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l'ha conosciuto." (Giovanni 1:10)

Il sogno che il Signore mi aveva dato per la sua chiesa di Montefiascone conteneva un incoraggiamento, ma anche una sfida; la sfida di portare la verità fuori dalla confortevole tranquillità della nostra sala o delle nostre case.

Ma chi, o cosa portare? Qual'è tra tutte le cose che abbiamo imparato da quando siamo divenuti credenti la più importante da trasmettere, la prima? Versetti 2 e 3:

"a motivo della verità che dimora in noi e sarà con noi in eterno: grazia, misericordia e pace saranno con noi".

Il mondo ha bisogno del dono immeritato che Dio ha provveduto tramite Gesù; della compassione che Gesù ha provato per ciascuno nel mondo morendo sulla croce, tramite la quale vivere in armonia e tranquillità spirituale col Padre Celeste.

Ecco la prima cosa da trasmettere, ecco la verità da mostrare al mondo, anche se è una verità scomoda che il mondo non vuole accettare.

In Giovanni 14 Gesù spiega così:

"Gesù gli disse: "Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me."(Giovanni 14:6)

Se Gesù E' la verità, allora possiamo rileggere i primi sei versetti in questo modo:

(1) L'anziano alla alla sposa di Cristo, la chiesa , e ai suoi membri che io amo di un amore completo in Gesù (e non solo io ma anche tutti quelli che hanno conosciuto Gesù) (2) a motivo di Gesù che dimora in noi e sarà con noi in eterno: (3) il dono immeritato della salvezza, la compassione, l'armonia e la tranquillità interiore saranno con noi da parte di Dio Padre e di Gesù Cristo, il Figlio del Padre, nella verità e nell'amore. (4) Mi sono molto rallegrato di aver trovato fra i tuoi membri alcuni che camminano in Gesù, secondo le istruzioni che abbiamo ricevuto dal Padre. (5) E ora ti prego, chiesa , non come se ti scrivessi una nuova istruzione da rispettare, ma quello che abbiamo avuto fin da principio: amiamoci completamente gli uni gli altri! (6) In questo è l'amore completo : che camminiamo secondo le sue istruzioni. Queste sono le istruzioni in cui dovete camminare come avete imparato fin da principio.

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Alla fine, dopo aver parlato con una saggia moglie, avevo capito perché il Signore voleva questo messaggio per la sua chiesa a Montefiascone, in questo momento.

Continuate a camminare sulla via del Signore Gesù senza deviare, fortificatevi ogni giorno di più nell'amore reciproco; sono io, il vostro Signore Gesù, che ve lo chiede.

Come chiesa stiamo per affrontare il mondo là fuori; saremo vulnerabili se non siamo uniti nell'amore, nella preghiera reciproca, nell'aiutarci vicendevolmente....

Ma saremo vulnerabili anche se vorremo fare le cose con le NOSTRE forze; dobbiamo ricordarci perché lo facciamo, per CHI lo facciamo, e che non siamo da soli, anzi di più, che l'opera non è la nostra, ma è del Signore Gesù!

29 giugno 2014

Agire per Dio attraverso la mia vita

Come posso portare altri a conoscere l'opera e la volontà di Dio per le sue creature? Simone Giannicola ci mostra attraverso il libro di Giosuè che devo promuovere l'opera di Dio, partecipando alla vita degli altri e dando priorità a ciò che Dio mi chiede di fare.

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"Allora Giosuè diede quest'ordine agli ufficiali del popolo:  «Passate per l'accampamento e date quest'ordine al popolo: 
“Preparatevi dei viveri, perché fra tre giorni oltrepasserete questo Giordano per andare a conquistare il paese che il Signore, il vostro Dio, vi dà perché lo possediate”».  

Giosuè parlò pure ai Rubeniti, ai Gaditi e alla mezza tribú di Manasse, e disse loro:  «Ricordatevi dell'ordine che Mosè, servo del Signore, vi diede quando vi disse: “Il Signore, il vostro Dio, vi ha concesso riposo, e vi ha dato questo paese”.  

Le vostre mogli, i vostri bambini e il vostro bestiame rimarranno nel paese che Mosè vi ha dato di qua dal Giordano; ma voi tutti che siete forti e valorosi passerete in armi alla testa dei vostri fratelli e li aiuterete,  finché il Signore abbia concesso riposo ai vostri fratelli come a voi, e siano anch'essi in possesso del paese che il Signore, il vostro Dio, dà loro. 

Poi ritornerete al paese di vostra proprietà, che Mosè, servo del Signore, vi ha dato di qua dal Giordano verso il levante, e ne prenderete possesso».  

E quelli risposero a Giosuè e dissero: «Noi faremo tutto quello che ci hai comandato, e andremo dovunque ci manderai.  Ti ubbidiremo interamente, come abbiamo ubbidito a Mosè. Solamente, sia con te il Signore, il tuo Dio, com'è stato con Mosè!  Chiunque sarà ribelle ai tuoi ordini e non ubbidirà alle tue parole, qualunque sia l'ordine che gli darai, sarà messo a morte. Solo, sii forte e coraggioso!»" (Giosuè 1:10-18)





1. PROMUOVERE

Devo dare la precedenza all'0pera di Dio (versetti 10-11).

Giosuè posto al governo, immediatamente si applica al lavoro; non per prendere posizione o trarne piacere personale, ma per favorire l'opera di Dio in mezzo al popolo in cui Dio lo ha posto.

Vedi anche 1 Pietro 2:13-14, Filippesi 2:14, Numeri 12








2. PARTECIPARE

Devo parcheggiare la mia vita per un po' accanto a quella delle persone che mi circondano (versetti
12-15).

Giosuè ricorda alle due tribù e ala mezza tribù il loro obbligo di andare oltre il Giordano con i loro fratelli, anche se hanno lasciato i loro possedimenti e le loro famiglie da questo lato del fiume.

Vedi anche Romani 14:1, 19, 1 Timoteo 2:1-2, Efesini 3:6








3. PRIORITA'

Devo ricordare chi è che mi autorizza a parlare di Gesù, e da quando ho ricevuto il permesso
accettandolo, ricordando che la mia vita non appartiene a me, ma al Regno di Dio (versetti 16-18)

La risposta data, non solo dalle due tribù, ma da tutti gli ufficiali del popolo, come rappresentanti, secondo la nomina divina, fu di cuore, con molta allegria e risoluzione. Promisero obbedienza.

Vedi anche Efesini 4:1, Luca 9:48, Efesini 6:6, Romani 15:1-3