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21 maggio 2017

Avere fede in ciò che Dio vede

Avere fede è credere oltre ciò che io vedo.
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La settimana scorsa abbiamo parlato di genealogie nella Bibbia, di quella serie di nomi che sono legati alla nascita di Gesù, ed avevamo visto che moltissimi du questi (quasi tutti) avevano dei “lati oscuri” nelle proprie personalità.

Avevamo anche paragonato la genealogia ad una sorta di catena, fatta di anello deboli che si spezzano facilmente, e di anelli forti che resistono e portano avanti la stirpe.

Vi ricordate quale era la caratteristica distintiva  di tutti gli anelli forti nella genealogia di Gesù?

Che gli anelli più forti  tra tutti gli anelli “imperfetti”, erano quelli che avevano una fede incrollabile in Dio anche quando non c'era traccia di Lui nelle loro vite.

Ci sono altri brani nella Bibbia che fanno un lungo elenco di credenti, e ce ne è uno particolare nel Nuovo Testamento, che fa una genealogia particolare, non legata alla nascita,  ma legata alla fede.

Il brano si trova in Ebrei al capitolo 11.

Contesto

Questi erano ebrei convertiti al Messia,  ma c’erano venti di persecuzione. Il giudaismo era una religione lecita,  il cristianesimo no,  e sembra che alcuni stessero considerando seriamente  di tornare indietro all’ebraismo

Non sappiamo chi sia l’autore (forse Paolo o un suo discepolo) ma  ci spiega molto bene come erano questi credenti.

Erano incostanti … su e giù! mancavano di perseveranza,  il loro animo si stava stancando, non vedevano, soprattutto, Dio agire nelle loro vite.

Ti sei mai trovato, ti sei mai trovata lì? Ti sei mai scoperto, o scoperta stanca, sfiduciata... come se le tue preghiere stessero rimbalzando sul soffitto della tua stanza... e ricadano giù.. senza alcun effetto?

Il messaggio di cui abbiamo bisogno è lo stesso perché è da esso che impari ad essere un anello forte... a non mollare, a proseguire, e ad attendere... in fede.

Eberei 11 è un brano abbastanza lungo, proveremo a saltare qualche pezzo per motivo di tempo, ma vi prego di leggerlo tutto a casa...

“1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono. 2 Infatti, per essa fu resa buona testimonianza agli antichi. 3 Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti. 4 Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo di essa gli fu resa testimonianza che egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora.... 6 Ora senza fede è impossibile piacergli, poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.  7 Per fede Noè, divinamente avvertito di cose che non si vedevano ancora, con pio timore, preparò un’arca per la salvezza della sua famiglia; con la sua fede condannò il mondo e fu fatto erede della giustizia che si ha per mezzo della fede. 8 Per fede Abraamo, quando fu chiamato, ubbidì, per andarsene in un luogo che egli doveva ricevere in eredità; e partì senza sapere dove andava. … 11 Per fede anche Sara, benché sterile e fuori di età, ricevette forza di concepire, perché ritenne fedele colui che aveva fatto la promessa....17 Per fede Abraamo, quando fu messo alla prova, offrì Isacco; egli, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito. …  19 Abraamo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti; e riebbe Isacco come per una specie di risurrezione. ... 21 Per fede Giacobbe, morente, benedisse ciascuno dei figli di Giuseppe e adorò appoggiandosi in cima al suo bastone. ... 23 Per fede Mosè, quando nacque, fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché videro che il bambino era bello, e non ebbero paura dell’editto del re.. 24 Per fede Mosè, fattosi grande, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, 25 preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio che godere per breve tempo i piaceri del peccato, 26 stimando gli oltraggi di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto, perché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa.... 30 Per fede caddero le mura di Gerico dopo che gli Israeliti vi ebbero girato attorno per sette giorni. 31 Per fede Raab, la prostituta, non perì con gli increduli, avendo accolto con benevolenza le spie. .... 35 Ci furono donne che riebbero per risurrezione i loro morti; altri furono torturati perché non accettarono la loro liberazione, per ottenere una risurrezione migliore; 36 altri furono messi alla prova con scherni, frustate, anche catene e prigionia. 37 Furono lapidati, segati, uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati 38 (di loro il mondo non era degno), erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra.  39 Tutti costoro, pur avendo avuto buona testimonianza per la loro fede, non ottennero ciò che era stato promesso; 40 perché Dio aveva in vista per noi qualcosa di meglio, in modo che loro non giungessero alla perfezione senza di noi." (Ebrei 11: 1-40)

Vorrei cercare di trarre alcuni principi da questo brano:


1.  La fede non è pensare ma è fare

Cosa è la fede? E' un sentimento? È una serie di dottrine? È una cieca fiducia?  Anche... ma qui c’è una definizione (vers. 1)

“certezza di cose che si sperano dimostrazione di cose che non si vedono” (v. 1)

La traduzione TILC dice così:

“La fede è un modo di possedere già le cose che si sperano, di conoscere già le cose che non si vedono.” (Ebrei 1:1 TILC)

Detto con altre parole: “La fede è un processo per mezzo del quale le cose invisibili diventano visibili”.

La fede è  il mazzo di fiori o  la cena assieme al suo ristorante preferito,  che fa diventare visibile a tua moglie qualcosa che non è visibile il tuo amore per lei.

Cos’è visibile?   I nostri sentimenti...o le nostre azioni?

Giacomo il fratello di Gesù, nella sua lettera afferma:

«Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». (Giacomo 2:18)

Ebrei 11 è forse il capitolo dell'intera Bibbia, dove c'è più azione. Chi lo ha scritto in sostanza dice:
“Tutte le persone che ti dirò da ora in avanti non hanno parlato di fede, ma hanno AGITO per fede... anche quando Dio sembrava essere lontano, anche quando sembrava assurdo... anche quando la loro vita stava per finire...”

Noè ha continuato ad inchiodare tavole in un deserto per decine di anni. Abraamo ha abbandonato la sua comodità e la sicurezza di vivere in una città ricca, per andare in un posto di cui non conosceva neppure il nome. Rahab la prostituta ha accolto le spie in casa sua. Abele offriva suoi migliori agnelli al Signore, Giacobbe si forzava di stare in piedi per adorare...

Azioni... azioni... azioni... Avere fede è fare,  non pensare.

Qualcuno ha detto che ci sono 5 vangeli:  Matteo, Marco, Luca , Giovanni... e te... Le tue azioni di fede scriveranno il Vangelo  che nessun altro può scrivere se non te, per portate frutto al tuo Signore... se quel vangelo lo FAI, e non ti limiti solo a pensarlo.

2. La fede è credere in ciò che Dio rivela non ciò che io vedo

La vera realtà è ciò che Dio dice non ciò che io vedo.

Siamo abituati a pensare alla “realtà” come il mondo che vediamo intorno a noi mentre spesso vediamo solo l'ombra del vero mondo.

Paolo la mette in questi termini:

“Certo la nostra vista è ancora confusa, come se guardassimo in uno specchio appannato, ma un giorno lo vedremo faccia a faccia. Ora tutto quello che sappiamo è incompleto, ma allora sì che avrò una vera conoscenza, proprio come il Signore conosce me.” (1 Corinzi 13:12 PV)

Qualche anno fa uscì un film intitolato “Shadowland” (La terra delle ombre), che raccontava la storia d'amore dello scrittore britannico C:S. Lewis, (L'autore delle “Cronache di Narnia”) con la moglie che poi sarebbe morta molto giovane. Il film terminava sulle parole di Lewis che affermava:

“La terra dove noi viviamo, questa non è null'altro che il paese delle ombre. La vera vita non è ancora cominciata.”

Tutto ciò che vediamo ora non è l'originale, ma la sua ombra. L'originale risiede presso Dio, l'originale è la parola di Dio

Dio sovente rivela a chi ha davvero fede, a chi riesce a capire che l'ombra non è la realtà quale sia l'originale: si chiama “rivelazione”

A Noè viene “rivelato” il Diluvio. Il mondo delle ombre intorno a Noè  per bocca di chi passava sotto l'arca, gli dava  un altro messaggio:  “Non piove! Sei matto! Sei presuntuoso! Chi ti credi di essere!”

Ad Abraamo viene “rivelato” che lo attende una terra e una stirpe infinita. Il mondo delle ombre intorno ad Abraamo  diceva altro: “Ma dove vai? Non hai nessuna garanzia! Non lasciare ciò che hai di sicuro per ciò che non sai!  Le cose che funzionano non si aggiustano! Non sai neanche dove stai andando!”

A Giosuè viene “rivelato” che Gerico cadrà. Il mondo delle ombre intorno a Giosuè  nella voce del  popolo di Gerico dava  un altro messaggio: “Guardate le nostre mura!  Siete quattro pezzenti!  Ma che pensate di fare? Come si dimostra scientificamente l’efficacia della tattica del marciare intorno alle mura e suonare le trombe? Siete matti!”

Qual è il tuo rapporto con il mondo delle ombre, con la realtà che credi di vedere e capire? La tua vita di fede si basa sul tuo ascolto della voce di Dio?

Quanti oggi dicono di avere fede,  ma non hanno mai ascoltato la parola di Dio  Quanti pregano con tanta fede,  ma chiedono cose in netto contrasto a ciò che Dio ha detto. Quanti sentono di avere una fede debole,  ma non si curano di nutrirla con l’ascolto della voce di Dio e della Parola di Dio.

3. La fede non ha una logica umana

La fede a volte manda la mente in tilt.

Pensate ad Abraamo: Dio gli rivela che c'è un posto per lui, che avrà una discendenza grande come le stelle nel cielo, Sara partorisce nella sua vecchiaia...

Tutto è filato secondo la “logica” umana quella che cerca il “e tutti vissero felici e contenti”.

“Abraamo, dammi Isacco in sacrificio su un altare di pietra; uccidilo perché lo voglio.”
“Ma come, Signore? Ho aspettato tanto, tu me lo hai promesso, tu hai fatto il miracolo per farmelo avere, tu hai detto di avere un piano per lui… e ora lo dovrei uccidere?

Cosa fai quando la fede va oltre la tua “logica” di uomo e di donna?

Abraamo cerca di venirne a capo con la “logica umana”:   “Forse me lo risuscita!”, ma, comunque, obbedisce.

Obbedisce non capendo. Obbedisce vedendo il contrasto tra la logica di un Dio che da la vita, e l'illogica di un Dio che la chiede indietro.

Cosa fai allora quando sei sicuro che Dio ti sta dicendo una cosa, ma non riesci a far quadrare il cerchio Quando sei in una situazione dove obbedire ad un chiaro ordine di Dio  sembra portarti in un baratro?

Hai un Isacco che sai che Dio ha voluto per te,  il tuo ministero, il tuo matrimonio felice, i tuoi figli, un’amicizia, la tua salute, il tuo lavoro, la tua chiesa in formazione... All’improvviso Dio ti dice:  “Rinuncia”…. “Perché?” … “Perché lo dico io e basta.  Sono Dio.”

Abramo fu messo alla prova: Dio è il dio della vita, non della morte Ma sapete cosa disse Dio dopo?  “Ora so che mi temi…”

Più di ogni altra cosa Dio vuole sapere se lo temiamo. E, se ci fidiamo di una logica che non è la nostra ma che anzi cozza contro la nostra, ma lo facciamo lo stesso  per amor suo... allora Dio sa che può fidarsi... e a chi si fida, lui affida... affida grandi sogni, grandi progetti, grandi imprese, affinché la gloria ritorni a Lui.

4. La fede costa

Cosa po' costare avere fede? Per fede Noè condannò il mondo,  tutti gli altri che conosceva, lasciandoli giù dall'Arca... e si trovò solo.

Per fede i genitori di Mosè vinsero la paura,  e disobbedirono all’editto del Faraone che imponeva di gettarlo vivo nel fiume.

Per fede Mosè preferì essere maltrattato  piuttosto che fa valere il suo diritto ad essere chiamato figlio del Faraone.

Per fede Raab nascose le spie ebree in casa, con la possibilità di essere lei uccisa assieme a loro.

Per fede molti anonimi cristiani  furono  scherniti,  frustati,  incatenati, segati…

Essere obbedienti a Dio non è un “ombrello”: ”Dio mi ama = non mi fa soffrire”; e neppure una “raccomandazione”: “Io ho fede = Dio mi benedice, come dico io.

Essere obbedienti a Dio, ha portato Cristo, colui che ha steso i Cieli, a morire come un criminale su una croce.

5.  La fede ha sempre un premio

La fede ha sempre un premio; alcune volte qua, nella “terra delle ombre”. Sara che partorisce Isacco quando è vecchia,  il  Mar Rosso che si apre davanti ai tuoi piedi, le mura di Gerico che crollano dopo aver gridato.

Ma altre volte, no. Chi ha fede finisce segato, abbandonato e in croce.

“Tutti costoro, pur avendo avuto buona testimonianza per la loro fede, non ottennero ciò che era stato promesso” (V. 39)

E' Dio bugiardo? E' Dio “di parte”, tratta chi come figli, chi come figliastri?

C'è una ricompensa alla mia fede, e, se si,  dove e quando?

Vedete, la storia ha senso solo quando leggiamo l’ultimo capitolo; in molti casi ci soffermiamo sul penultimo capitolo. Per alcuni di noi sarà spiacevole per altri vittorioso. Ma se siamo in Cristo, nel suo patto,  l’ultimo capitolo è uguale per tutti.

Ma c'è un piano...

“Dio aveva in vista per noi qualcosa di meglio, in modo che loro non giungessero alla perfezione senza di noi.” (v. 40)

Noi siamo giunti a Cristo attraverso le vite di chi ci ha preceduto; senza Noè. Abraamo, Mosè, Raab, oggi non saremmo salvi...

Ma l'ultimo capitolo non è ancora scritto, siamo ancora nel penultimo; la “perfezione”,  Cristo che torna a regnare,  la “seconda venuta” la “Gerusalemme Celeste”... tutto questo deve ancora avvenire!


E se tutto deve ancora avvenire, se noi, come, Abraamo, Giacobbe, Mosè, Davide, non abbiamo ancora ottenuto tutto questo  che Dio ha promesso, ciò significa che tu, ed io, possiamo essere per le generazioni future i Noè, i Mosè, i Davide  attraverso la nostra fede, la mia e la tua.

Ritorniamo all'immagine della catena: che tipo di anello vuoi essere?

Un anello debole, che ha fede in quello che vede, o un anello forte, che ha fede in quello che Dio vede?

“Ora senza fede è impossibile piacergli, poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.” (v. 6)

Preghiamo.

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14 maggio 2017

Un Dio fedele con chi avrà fede

Metteresti nel tuo albero genealogico assassini, prostitute, adulteri e bugiardi? Gesù lo ha fatto... per dimostrare che lui non si serve di superuomini e di superdonne per il suo piano, ma di uomini e donne normali, ma che hanno fede nelle promesse di Dio.
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Oggi vorrei parlarvi di uno dei brani che più mi entusiasma della parola di Dio: si trova nel Vangelo di Matto, al capitolo 1: leggiamolo assieme:

Abraamo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli; 3 Giuda generò Perez e Zerac da Tamar; Perez generò Chesron; Chesron generò Ram; 4 Ram generò Amminadab; Amminadab generò Nason; Nason generò Salmon; 5 Salmon generò Boaz da Raab; Boaz generò Obed da Rut; Obed generò Isai, 6 e Isai generò Davide, il re. Davide generò Salomone da quella che era stata moglie di Uria; 7 Salomone generò Roboamo; Roboamo generò Abiia; Abiia generò Asa; 8 Asa generò Giosafat; Giosafat generò Ieoram; Ieoram generò Uzzia; 9 Uzzia generò Iotam; Iotam generò Acaz; Acaz generò Ezechia; 10 Ezechia generò Manasse; Manasse generò Amon; Amon generò Giosia; 11 Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli al tempo della deportazione in Babilonia. 12 Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Sealtiel; Sealtiel generò Zorobabele; 13 Zorobabele generò Abiud; Abiud generò Eliachim; Eliachim generò Azor; 14 Azor generò Sadoc; Sadoc generò Achim; Achim generò Eliud; 15 Eliud generò Eleazar; Eleazar generò Mattan; Mattan generò Giacobbe; 16 Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria, dalla quale nacque Gesù, che è chiamato Cristo. (Matteo 1:2-16)

Non siete eccitati anche voi? Non vi emoziona? Francamente, dovrebbe!

Ma aspettate un attimo, anche io ero come voi fino a qualche tempo fa. Quando mi capitava nella Bibbia di trovare una “genealogia” saltavo completamente il brano,
e andavo al successivo... a dove c'era “carne”, qualcosa di interessante, qualcosa di eccitante.

Sapete cosa è un albero genealogico, vero?

E' l'elenco delle persone che hanno preceduto nella famiglia una determinata persona. Possono essere fatti dal lato del padre, o da quello della madre.

Solitamente si fanno gli alberi genealogici delle famiglie “importanti”: tipo... in Italia gli “Agnelli”  in Gran Bretagna i Windsor... in America i Trump...

Di norma gli alberi genealogici servono a “vantarsi” di fronte agli altri, a far vedere che hai nella famiglia persone “importanti”, stimate: “Guarda qui! Avevo un antenato arcivescovo!”

E' questo, dunque, il motivo della presenza della genealogia di Gesù in Matteo? Deve Gesù “vantarsi” della sua discendenza  per dimostrare agli altri che “vale”? La genealogia di Gesù è lì per dimostraci che lui è il Re dei re perché la sua famiglia ha sin dall'inizio, e per tutti i secoli passati, servito in maniera perfetta Dio... oppure è lì per qualche altro motivo?

Quello che vorrei fare oggi assieme a voi  è la prima “predicazione ad estrazione”: ho messo tutti i nomi della genealogia di Gesù in questa scatola, e vorrei che foste voi ad estrarne “ a caso alcuni”... Il primo lo scelgo io...

  Abraamo (pastore)

Con Abraamo Dio ha incominciato il suo progetto per un “popolo suo”: a lui ha detto queste parole:

«Guarda il cielo e conta le stelle, se le puoi contare». E soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». (Genesi 15:5)

Che tipo di credente era Abraamo? Era di sicuro “perfetto” per ricevere questa promessa, vero?

Abraano aveva sposato Sara... che era la sua sorellastra... la Legge non era stata ancora scritta, ma quando Dio la scriverà vieterà in maniera categorica di farlo. Non penso Dio fosse felice con la scelta di Abraamo.

Ma, almeno, era una persona coraggiosa! Leggiamo insieme Genesi:

“Come stava per entrare in Egitto, disse a Sarai sua moglie: «Ecco, io so che tu sei una donna di bell’aspetto;  quando gli Egiziani ti vedranno, diranno: “È sua moglie”. Essi mi uccideranno, ma a te lasceranno la vita. Di’ dunque che sei mia sorella, perché io sia trattato bene a motivo di te e la vita mi sia conservata per amor tuo».” (Genesi 12;11-13)

E non sarebbe stata l'ultima volta!

“Abraamo partì di là andando verso la regione meridionale, si stabilì fra Cades e Sur; poi abitò come straniero in Gherar.  Abraamo diceva di sua moglie Sara: «È mia sorella». “ (Genesi 20:1-2)

  Isacco (figlio di Abraamo - pastore)

Isacco aveva preso “dal padre”... Non era un “cuor di leone”.

“Così Isacco rimase a Gherar.  Quando la gente del luogo gli faceva delle domande intorno a sua moglie, egli rispondeva: «È mia sorella», perché aveva paura di dire: «È mia moglie». «Non vorrei», egli pensava, «che la gente del luogo mi uccida a causa di Rebecca». Infatti lei era di bell’aspetto. “ (Genesi 26:6-10)

  Giacobbe (figlio di Isacco - pastore)

Giacobbe non era proprio quello che si definisce un buon fratello. Sapeva che Isacco aveva un debole per suo fratello Esaù, mentre lui era il “cocco di mamma Rebecca”.

Aveva già “estorto” la primogenitura ad Esaù per un piatto di fagioli, e sul letto di morte di suo padre escogita assieme alla madre, un imbroglio per prendere anche tutta l'eredità.

Sapendo che Isacco era quasi cieco,  finge di essere Esaù (che era particolarmente “peloso”) mettendosi sul collo e sulle mani pelli di pecora, così da ottenere in punto di morte la “benedizione” da Isacco, che equivaleva ad un testamento a suo favore.

“Giacobbe s’avvicinò a suo padre Isacco; e, come questi lo ebbe tastato, disse: «La voce è la voce di Giacobbe, ma le mani sono le mani di Esaù».  Non lo riconobbe, perché le sue mani erano pelose come le mani di suo fratello Esaù, e lo benedisse. Disse: «Tu sei proprio mio figlio Esaù?» Egli rispose: «Sì».  E Isacco gli disse: «Portami da mangiare la selvaggina di mio figlio, e io ti benedirò».” (Genesi 27:22-25)

  Giuda (figlio di Giacobbe - pastore)

Giuda non amava molto suo fratello Giuseppe, e assieme agli altri fratelli decisero di farlo fuori... ma era anche un affarista, e trovò il modo non solo di eliminare Giuseppe, ma anche di guadagnarci!

“Giuda disse ai suoi fratelli: «Che ci guadagneremo a uccidere nostro fratello e a nascondere il suo sangue?  Su, vendiamolo agli Ismaeliti e non lo colpisca la nostra mano, perché è nostro fratello, nostra carne». I suoi fratelli gli diedero ascolto.” (Genesi 37:25-27)

  Nason (figlio di Amminadab - capo tribù )

Nason era realmente un figlio di Dio devoto e generoso: fu il primo a offrire il sacrificio una volta costruito il Tabernacolo nel deserto.

“Colui che presentò la sua offerta il primo giorno fu Nason, figlio di Amminadab, della tribù di Giuda;  e la sua offerta fu un piatto d’argento del peso di centotrenta sicli, una bacinella d’argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, tutti e due pieni di fior di farina intrisa d’olio, per l’oblazione; una coppa d’oro di dieci sicli piena di incenso,  un toro, un montone,  un agnello dell’anno per l’olocausto, un capro per il sacrificio per il peccato,  e, per il sacrificio di riconoscenza, due bovini, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell’anno. Tale fu l’offerta di Nason, figlio di Amminadab.” (Numeri 7:12)

  Salmon (figlio di Nason - ? )

Di lui sappiamo solo che ha sposato una ex prostituta non ebrea, Raab

  Boaz  (figlio di Salmon - commerciante/imprenditore)

Boaz è esemplare: si prende cura di una vedova sua lontana parente si innamora di una straniera Moabita, vedova anche lei, anche se potrebbe non si “approfitta” sessualmente di Ruth... e la sposa!

  Isai  (figlio di Obed - pastore)

Isai non è male, ma fa del tutto per “accomodare” a modo suo il volere di Dio; quando Samuele arriva da lui per ungere il nuovo re di Israele, gli presenta per primo il figlio, più bello, più alto,  poi tutti gli altri... non vorrebbe neppure presentare Davide!

  Davide  (figlio di Isai - pastore/re)

Davide, il grande re Davide, colui di cui Dio diceva “Lui ha un cuore secondo il mio cuore”... era un adultero... e un assassino.

“Una sera Davide, alzatosi dal suo letto, si mise a passeggiare sulla terrazza del palazzo reale; dalla terrazza vide una donna che faceva il bagno. La donna era bellissima. Davide mandò a chiedere chi fosse la donna. Gli dissero: «È Bat-Sceba, figlia di Eliam, moglie di Uria, l’Ittita». Davide mandò a prenderla; lei venne da lui ed egli si unì a lei, che si era purificata dalla sua impurità; poi lei tornò a casa sua...  La mattina seguente, Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mandò per mezzo di Uria. 15 Nella lettera aveva scritto così: «Mandate Uria al fronte, dove più infuria la battaglia; poi ritiratevi da lui, perché egli resti colpito e muoia»” (2 Samuele 11:2-4, 14)

  Salomone  (figlio di  Davide - re)

Il re saggio, il re giusto... ma anche il re alla fine sesso-dipendente ed idolatra:

“Il re Salomone, oltre alla figlia del faraone, amò molte donne straniere: delle Moabite, delle Ammonite, delle Idumee, delle Sidonie, delle Ittite, 2 donne appartenenti ai popoli dei quali il Signore aveva detto ai figli d’Israele: «Non andate da loro e non vengano essi da voi, poiché essi certo pervertirebbero il vostro cuore per farvi seguire i loro dèi». A tali donne si unì Salomone nei suoi amori. 3 Ed ebbe settecento principesse per mogli e trecento concubine; e le sue mogli gli pervertirono il cuore.” (1 Re 11:1-3)

   Roboamo  (figlio di  Salomone - re)

Mentre lui regnava,  questo era quello che si faceva nel suo regno

“Gli abitanti di Giuda fecero ciò che è male agli occhi del Signore, e con i peccati che commisero provocarono la gelosia del Signore più di quanto avessero fatto i loro padri.  Costruirono anch’essi degli alti luoghi con statue e idoli di Astarte su tutte le alte colline e sotto ogni albero verdeggiante. C’erano anche, nel paese, degli uomini che si prostituivano.” (1 Re 14:21-23)

Nella genealogia di Gesù ci sono altri 11 re,  di cui cinque disastrosi, quattro un po' meglio, ma nemmeno tanto, e solo due realmente fedeli e devoti al Signore

Vi ripeto la domanda che ho fatto all'inizio: la genealogia di Gesù serve per VANTARE le sue origini regali, per vantare i suoi antenati perfetti... o altro?

La genealogia di Gesù è lì a dimostrare  che Dio non usa superuomini, ma uomini.

Uomini con i loro difetti, uomini con i loro sbagli, uomini che talvolta hanno vissuto con dei genitori terribili, senza morale, dissoluti, peccatori e satanici ma che sono stati capaci di tornare al Signore.

La genealogia di Matteo segue la linea maschile, ma guarda, tre donne sono citate: Raab, una prostituta, “la moglie di Uria”, Bat Seba, una adultera, e Rut, una  vedova straniera e pagana.

Donne imperfette, peccatrici, ma capaci di stare nel solco dettato da Dio. Vorrei portarvi una illustrazione: una genealogia è come questa catena: la catena è fatta di tanti anelli,  l'uno agganciato all'altro.

Nel piano di Dio, un nuovo credente è il primo anello di una catena che avrà in se anelli più forti e anelli più deboli, ma mai anelli perfetti.

Nella mia famiglia io sono stato il primo a credere, il primo anello di una catena... Poi ho battezzato mio figlio Benjamin, ed era il secondo anello della catena...

Ma poi ho battezzato mia madre... e, improvvisamente, non ero più il primo anello!

Quando Abraamo ha creduto nelle promessa di Dio, non sapeva quale sarebbe stato l'ultimo anello della sua catena né cosa avrebbe recato quella catena al mondo... Non sapeva che avrebbe portato a Gesù.

Se Abraamo avesse atteso di avere tutto il coraggio che serviva, o se Davide avesse rinunciato perché era stato un adultero e un assassino, o se Raab si fosse sentita indegna perché era stata prostituta, la catena si sarebbe interrotta, e oggi avremmo altri  nomi su quella genealogia, perché Dio avrebbe comunque trovato altri invece di loro.

Sapete cosa ho notato nella “catena” che ha portato alla nascita di Gesù? Che gli anelli più forti  tra tutti gli anelli “perfetti”, sono quelli che avevano una fede incrollabile in Dio anche quando non c'era traccia di Lui nelle loro vite.

La fede che aveva Abraamo cercando di contare le stelle, che avrebbe dovuto essere il numero dei suoi discendenti, quando aveva una moglie sterile.

O quella di caricare sull'asino la legna  con la qualeDio ti ha detto di offrire in sacrificio tuo figlio.

O quella che aveva Davide  scrivendo nel buio di una grotta un salmo di lode, mentre Saul lo cercava per ucciderlo.

O quella di Giosuè nel vedere che ci sono i giganti nella terra che Dio ti ha promesso.

O quella di Salomone di terminare una vita andata alla malora perché ti sei lasciato prendere la mano dal vizio, voltarti indietro e dire: “Signore, sei tu la cosa più importante nella mia vita”.

E' per questo che dovresti essere eccitato, eccitata dovresti emozionarti nel leggere la genealogia di Gesù in Matteo 1.

Quella genealogia è lì per dirti due cose: la prima è:  “Non aspettare di essere perfetto o perfetta per servirmi; servimi come sei ora, con tutti i tuoi difetti, i tuoi limiti e i tuoi peccati.”

La seconda è: “Tu non sai a cosa condurrà la tua catena, ma se tu la inizi, la prosegui, o la passi ai tuoi figli, io farò grandi cose ...se tu hai fede in me.”

“Riconosci dunque che il Signore, il tuo Dio, è Dio: il Dio fedele, che mantiene il suo patto e la sua bontà fino alla millesima generazione verso quelli che lo amano e osservano i suoi comandamenti.” (Deuteronomio 7:9)

Preghiamo.

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07 maggio 2017

Cinque cose circa una matita che parlano di te come credente

Sapevi che i credenti sono come le matite? Ci sono cinque aspetti della tua vita di credente che possono essere illustrate con una matita.

Amy Williams, attraverso le vite collegate di Paolo e di Timoteo, spiega di cosa si tratta.
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"Ordina queste cose e insegnale. Nessuno disprezzi la tua giovane età; ma sii di esempio ai credenti, nel parlare, nel comportamento, nell’amore, nella fede, nella purezza." (1 Timoteo 4:11)

"Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che sono costituiti in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in tutta pietà1 e dignità." (1 Timoteo 2:1-2)

"Predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza." (2 Timoteo 4:2) 

"Tutte le vie dell’uomo a lui sembrano pure, ma il Signore pesa gli spiriti.  Affida al Signore le tue opere, e i tuoi progetti avranno successo." (Proverbi 16:2-3)

"Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità." (1 Giovanni 1:9)

"Tu, invece, persevera nelle cose che hai imparate e di cui hai acquistato la certezza, sapendo da chi le hai imparate,  e che fin da bambino hai avuto conoscenza delle sacre Scritture, le quali possono darti la sapienza che conduce alla salvezza mediante la fede in Cristo Gesù." (2 Timoteo 3:14-15)

"Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri. Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; siccome non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, per questo il mondo vi odia." (Giovanni 15:17-19)

"Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi: è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti;  infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo." (Efesini 2:8-11)

"Infatti io so i pensieri che medito per voi”, dice il Signore, “pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza. Voi m’invocherete, verrete a pregarmi e io vi esaudirò.  Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore." (Geremia 29:11-13)

"E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti." (Colossesi 3:15)

CINQUE MOTIVI PER I QUALI LA TUA VITA DI CREDENTE 
RASSOMIGLIA A UNA MATITA


  1. Ogni cosa che fai nella tua vita lascia un segno
  2. I tuoi errori possono essere corretti
  3. Le cose importanti stanno all'interno e non all'esterno
  4. Per essere efficiente devi essere "affilato", e questo provoca dolore
  5. Per dare il meglio di te devi permettere alla mano che ti sorregge di guidarti
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30 aprile 2017

Non lamentarti, ma adora Dio

Come sei, nella tua vita di credente? Ti "lamenti" oppure "adori"? Dio premia chi lo cerca, cerca chi lo adora.

(Messaggio di Giuseppe Longo)
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Dobbiamo riconoscere che noi Italiani siamo un popolo che spesso si lamenta delle situazioni della vita, e non siamo gli unici a farlo nel mondo. C’è chi lo fa un pochino di meno e chi in modo esagerato.

Per esempio, quello che assistiamo spesso è che …

  • Genitori che si lamentano del comportamento dei figli
  • Figli che si lamentano perché non ottengono quello che vogliono dai genitori
  • Operai che si lamentano della propria busta paga
  • Ci lamentiamo del Governo e delle autorità che da Dio sono state poste su di noi 
  • Ci lamentiamo del traffico in città
  • Il marito si lamenta della moglie e viceversa

Insomma, siamo della gente LAMENTOSA. Gente che non è mai contenta di quello che ha, che non è contenta di come vive ma che vorrebbe sempre di più vedere le cose migliorare intorno a noi.

Anche i credenti si lamentano:

  • Ci lamentiamo del vicino di casa (che è il nostro ‘prossimo’) 
  • Ci lamentiamo della famiglia che Dio ha istituito per il nostro bene 
  • Ci lamentiamo della chiesa del Signore; dei suoi membri; ci lamentiamo dei responsabili (anziani, pastori, diaconi) 
  • Ci lamentiamo dei nostri doni spirituali; perché desideriamo sempre avere quello degli altri piuttosto usare già quelli che abbiamo ricevuto in dono dallo Spirito Santo
  • Ci lamentiamo del nostro carattere; del nostro modo di essere o comportarci; non trovando la soluzione

Dobbiamo sapere che, quando ci lamentiamo non lo stiamo facendo solo con gli altri o con noi stessi, MA lo stiamo facendo soprattutto contro Dio.

Vi ricordate cosa Adamo ed Eva dissero quando furono scoperti da Dio di aver mangiato il frutto proibito nel giardino dell’Eden? Vs.12, Adamo disse: “La donna che tu mi hai messo accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell’albero, e io ne ho mangiato” … ed Eva disse, “Il serpente mi ha ingannata e io ne ho mangiato”.  Come dire, ‘il serpente che tu hai creato’ mi ha ingannata ed io ne ho mangiato.

La lamentela ce l’abbiamo radicata nel nostro DNA. È parte della nostra natura di peccato ereditata da i nostri progenitori, Adamo ed Eva.

Ma come possiamo guarire da questo atteggiamento negativo della Lamentela?
Qual è la soluzione?

Leggiamo il Salmo 95 e troveremo delle risposte.

1 Venite, cantiamo con gioia al SIGNORE, acclamiamo alla ròcca della nostra salvezza! 2 Presentiamoci a lui con lodi, celebriamolo con salmi! 3 Poiché il SIGNORE è un Dio grande, un gran Re sopra tutti gli dèi. 4 Nelle sue mani sono le profondità della terra, e le altezze dei monti sono sue. 5 Suo è il mare, perch'egli l'ha fatto, e le sue mani hanno plasmato la terra asciutta. 6 Venite, adoriamo e inchiniamoci, inginocchiamoci davanti al SIGNORE, che ci ha fatti. 7 Poich'egli è il nostro Dio, e noi siamo il popolo di cui ha cura, e il gregge che la sua mano conduce. 8 Oggi, se udite la sua voce, non indurite il vostro cuore come a Meriba, come nel giorno di Massa nel deserto, 9 quando i vostri padri mi tentarono, mi misero alla prova sebbene avessero visto le mie opere. 10 Quarant'anni ebbi in disgusto quella generazione, e dissi: «È un popolo dal cuore traviato; essi non conoscono le mie vie». 11 Perciò giurai nella mia ira: «Non entreranno nel mio riposo!» 

Il Salmo 95 si divide in due parti:

1. vv.1-8; Invito all’Adorazione
2. vv.9-11; Invito ad non indurire il nostro cuore; in pratica a non protestare o Lamentarsi.

Adorazione e Lamentazione sono due azioni completamente opposte tra loro.

Se Adori il Signore non puoi Lamentarti di Lui;  Ma se ti Lamenti del Signore non puoi AdorarLo.
Con l’Adorazione si esalta la grandezza di Dio;  con la Lamentazione si mette in dubbio la grandezza di Dio.  Con la Lamentela tentiamo Dio, lo provochiamo mettendolo alla prova.

Con l’Adorazione al contrario riconosciamo Dio per quel che è, ovvero, che Lui è la Rocca della nostra Salvezza; che è un Dio grande e un grande Re sopra tutti gli dei; che è un Dio onnipotente; il creatore di tutte le cose.

Con la Lamentela, in sostanza, diciamo a Dio che lui non è in grado di fare nulla per i nostri bisogni. Che lui non esiste nella nostra vita, che non si interessa di me o di noi; in poche parole che è un Dio assente, non presente; infatti in Esodo 17:7 è scritto che –

“e a quel luogo mise il nome di Massa e Meriba a causa della protesta dei figli d'Israele, e perché avevano tentato il SIGNORE, dicendo: «Il SIGNORE è in mezzo a noi, sì o no?” (Esodo 17:7)

Ma con l’Adorazione, invece, stiamo dicendo a Dio quanto Lui è importante per noi; che solo Lui può prendersi cura di noi e risolvere i nostri problemi. Quando Adoriamo Dio stiamo dicendo che Lui è presente nella nostra vita e che ci guida con la Sua potente mano.

Al Vs.10, il Salmo afferma, che per 40 anni Dio ha sopportato il popolo d’Israele nel deserto avendone disgusto di quella generazione per il semplice fatto che si lamentavano di continuo.

Quando ci soffermiamo sulle circostanze della nostra vita siamo più propensi a lamentarci e a mostrare a Dio il nostro malcontento sulle cose che non vanno. Ma quando invece ci focalizziamo su Dio, e Lo riconosciamo per quello che è, e Lo ringraziamo per quello che ha fatto nella nostra vita, allora tutto cambia e il nostro cuore si lascia andare nel ringraziamento e nell’adorazione.

Avete mai provato a lodare e adorare il Signore con canti, inni di lode; e come vi siete sentiti, dopo?
Io, quando lodo e adoro il Signore, mi sento più forte nella fede; mi sento più pronto ad amare le persone e a mettermi a disposizione per loro; mi sento felice e gioioso; ripieno dello Spirito Santo; ripieno di gratitudine e riconoscenza.

La lode e l’adorazione a Dio è una grande potenza.
Vi ricordate cosa successe a Filippi con Paolo e Sila imprigionati a motivo del Vangelo?

‘Verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano. Ad un tratto, vi fu un gran terremoto, la prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell’istante tutte le porte si aprirono, e le catene di tutti si spezzarono’. (Atti 16:25-26)

Quando lodiamo e adoriamo il nostro Dio avviene un terremoto spirituale che contagia tutti coloro che ci sono attorno.

Oggi il Signore ci fa un invito. Di cosa si tratta? E’ un invito a …

  • Cantare con gioia al Signore …
  • Acclamare alla rocca della nostra Salvezza …
  • Presentarci a Lui con lode … 
  • Celebrarlo con Salmi … 
  • Adorare, inchinarci e inginocchiarci davanti a Lui …

Sono convinto che se trascorressimo più tempo nella lode e nell’adorazione non avremo più la necessità di lamentarci delle cose che non vanno nella vita.

Non ci lamenteremo del governo, della chiesa, e dei fratelli, ma loderemo e ringrazieremo Dio per loro e supplicheremo Dio che operi in loro come opera in noi.

Quanto tempo trascorri nel lodare Dio ed adorarlo? Quanto tempo trascorriamo come chiesa insieme a cantare e innalzare il nome del Signore che è degno di lode?

Neemia dice:

 “In quel giorno il popolo offrì numerosi sacrifici, e si rallegrò perché Dio gli aveva concesso una gran gioia. Anche le donne e i bambini si rallegrarono; e la gioia di Gerusalemme si sentiva da lontano.” (Neemia 12:43)

Conclusione 

Oggi credo che dobbiamo decidere che tipo di credenti vogliamo essere: vogliamo essere dei credenti che si Lamentano ogni volta per le cose che non vanno in noi o intorno a noi; oppure, dei credenti che decidono di Adorare il Signore e riconoscere che Lui è grande, e che ha fatto cose grandi per noi?

Allora la ‘sfida’ che oggi lo Spirito Santo vuole darci è: oggi, se abbiamo udito la Sua Voce non induriamo i nostri cuori, lamentandoci di tutti e di tutto, PIUTTOSTO, Adoriamo il nostro Dio che va al di là delle nostre circostanze, e che provvede per noi tutto quello che abbiamo di bisogno.

Dio è Fedele! Lui non ti deluderà mai.  Continuiamo a dare tutta la gloria e la magnificenza al nostro Dio; ad esaltare il suo glorioso Nome; perché LUI è un Dio grande ed un gran Re sopra tutti gli dei.
NON LAMENTIAMOCI MA ADORIAMO DIO!

Amen!

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