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13 ottobre 2019

Cos'è amore secondo Cristo? 1° parte

Quali sono le cose realmente importanti quando parti per un viaggio? Oppure, cosa ti colpisce di più in ciò che vedi e senti? Gesù ha le idee molto chiare circa cosa devi portare con te e cosa ti deve colpire come credente.
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Oggi iniziamo una nuova serie di messaggi, dove vedremo le cose realmente importanti che Gesù vuole prendiamo per noi come credenti.

Ma prima di fare questo, foglio fare con voi un piccolo test:




Cosa vedete? Chi è che vede colonne? Chi è che vede profili di persone?









Provate ora con quest'altra foto.





Vedete,  è bastato “invertire” la foto, far diventare bianco quello che era nero e nero quello che era bianco per vedere qualcosa che alcuni non avevano visto.

Questo perché? Per due motivi principali:

a) ciascuno di noi è attratto da cose differenti alcuni sono più attratti dalle luci, altri sono più attratti dagli scuri.

e

b) il “tempo di latenza della retina”, ovvero la persistenza di un'immagine più l'immagine rimane stampata sulla nostra retina più conosceremo informazioni

Questo non accade solamente a livello visivo,  ma a qualsiasi altro livello sensoriale: vista, tatto, gusto, e soprattutto, udito.

Per poter capire una cosa  a fondo, la dobbiamo sentire più e più volte. Chi è che non ricorda le nottate intere a ripetere le capitali del mondo per l'interrogazione di geografia?

Secondo voi,  Chi è ti conosce di più in senso assoluto? Il tuo pastore? Dubito fortemente! Tuo fratello o tua sorella, se li hai? Forse. Tuo padre o tua madre? Probabile.

Ma non c'è un'altra persona al mondo che ti conosca meglio, che sappia come tu ed io funzioniamo se non chi ti ha creato.

Dio, Gesù, lo Spirito Santo ci conoscono meglio di ogni altro, e sanno come funzioniamo.

E' per questo che Gesù ha lasciato nel vangelo di Giovanni, nei capitoli che vanno dal 13 al 17 una sorta di “riassunto” di tutto ciò che aveva insegnato durante i tre anni precedenti.

Quando stai lasciando casa per un viaggio lungo, cosa fai? Ti dico quello che facciamo noi come famiglia: continuiamo a ripeterci  le cose importanti prima di partite: “Chiudi il gas” “metti fuori l'immondizia” (che puzza) “Ricordati del passaporto” (che non passi il controllo) “Ricordati del biglietto aereo” (che non ti fanno viaggiare) “Ricordati delle carte di credito”. (che non riesci a comperare nulla)

Sono le cose importanti: puoi scordare tutto il resto... ma quelle no!

Gesù nei capitoli da 13 a 17 del Vangelo di Giovanni fa la stessa cosa: usa delle “parole chiave”  e le ripete lungo tutto il suo discorso.

Il perché è presto detto: ci conosce, e sa che ognuno di noi è diverso e che ognuno di noi dimentica velocemente. Usa così queste parole chiave per mostrare diversi colori  perché vuole che colpiscano ciascuno che le ascolta facendole vedere in modo diverso per ciascuna sensibilità e perché ripetendole, rimangano come le cose “importanti” da prendere prima di un lungo viaggio, ovvero il viaggio assieme a lui come suoi figli.


  • Amare (31 volte), 
  • odiare (9), 
  • dimorare (11), 
  • glorificare (14)


Nelle prossime domeniche  seguiremo ciascuna di esse per capire le “cose importanti” che Gesù vuole che ricordiamo, e la serie si intitola “Le parole che restano: cosa vuole Gesù che tu ricordi?”

Che cos'è amore?

Iniziamo oggi con la parola più usata  contenuta nel capitolo 15 da 12 a 17: (31 volte in 4 capitoli).

Cerchiamo prima, però di definire cosa è “amore” secondo noi. Fate una lista di quello che per voi significa.

Vediamo adesso cosa è “amore” secondo Gesù:

"(12) Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.  (13)  Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.  (14)  Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.  (15)  Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio.  (16)  Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.  (17)  Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.” (Giovanni 15:12-17)

Cosa dice Gesù dell'amore?

1 nuovo comandamento e 7 affermazioni chiave

# L'amore è un Comandamento

(12) Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.  
(17)  Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

Gesù “attacca forte”, come ad un concerto rock: non ci sono “introduzioni” ouverture, preamboli,: dice sin dall'inizio la cosa più importante: “Io TI COMANDO”. Lo dice tre volte in cinque versetti all'inizio, al centro e alla fine della frase.

La parola usata in greco è “entolē”  che significa “stare dentro ad un limite definito”. L'amore per Gesù è un limite che tu ed io, se siamo suoi figli, non dobbiamo oltrepassare, ma dobbiamo vivere all'interno di esso. Gesù stava parlando a persone che conoscevano quella parola:  comandamento.

Chi aveva scritto  i dieci comandamenti? Dio in persona.

Dove erano stati scritti? Su tavole di pietra,  perché rimanessero come segno eterno.

Dove erano conservati? All'interno dell'Arca del Patto che era custodita al centro del Tempio di Gerusalemme, nel luogo “Santissimo.

Chi sta scrivendo quel nuovo comandamento? Gesù, il Figlio di Dio.

Dove ti sta chiedendo di scrivere questo nuovo comandamento Gesù? Nella tua vita, nei gesti quotidiani  che avrai con i tuoi fratelli e le tue sorelle.

Dove vuole che tu lo conservi? Dentro di te.

Noi siamo il tempio di Dio,  noi siamo l'arca del nuovo patto,  il nostro cuore è la tavola su cui scrivere i comandamenti di Gesù,  essi devono essere al centro del tempio che siamo noi.  L'amore deve essere al centro di noi stessi.

L'amore, dunque, non è un sentimento, ma un comandamento.

L'amore è quella cosa che, anche se tutto si perderà d te deve restare.

Quella cosa che devi portare assolutamente con te quando parti per il viaggio con Gesù. Senza la quale non puoi viaggiare, che se la dimentichi in casa puzza che se non la mostri non ti fanno entrare, che se la scordi non ti faranno volare che se non  ce l'hai assieme a te non potrai avere nulla.

Quali caratteristiche deve avere questo nuovo comandamento secondo Gesù?

Le 7 affermazioni chiave

1° affermazione: Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.

Gesù da un esempio concreto  di cosa significhi amare: l'amore non è un sentimento, ma un'azione. Qualche capitolo indietro  aveva lavato loro i piedi e gli aveva detto

“Capite quello che vi ho fatto?  Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io.” (Giovanni 13:12b-15)

Lì aveva dato l'esempio  del “lavare i piedi” essere disposto a “toccare” le parti impure degli altri essere disposto a purificare l'altro. ora gli dice  “amare è dare se stesso, mettere l'altro per primo”

Tu potresti dirmi: “Mi stai chiedendo, Marco che per dimostrare amore devo necessariamente morire per l'altro? Cosa significa “dare la vita”?

Gesù l'ha fatto Gesù una volta, per tutti. Perché moriva Gesù? per venirci in aiuto, servirci.

Gesù non ti chiede di “morire” (altrimenti, come potresti servirlo?) ma di “far morire il tuo “ego” venire in aiuto dell'altro, servirlo, piuttosto che essere servito.

I. Il vero amore è mettere l'altro per primo

2° affermazione: Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.  

Amare Gesù è: certamente accettarlo come personale salvatore, certamente pregare e rivolgersi solo a lui, certamente leggere la sua Parola, certamente venire la domenica in chiesa... ma, soprattutto, fare le cose che lui ci comanda.

Essere amici di Gesù non è stare in un luogo, la chiesa, o fare dei riti a casa ma obbedire quando lui comanda. Siamo amici di Gesù?  Facciamo le cose che ci “comanda”?  Mettere l'atro per primo, dice Gesù, è buono... ma non basta: dovrai anche servirlo, se tu vuoi essere mio amico.

II. Il vero amore è servire l'altro

3° affermazione :Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore

Come deve essere questo “servizio”? Come quello di un “servo”? Obbedisco e basta?

Gesù ti dice: tu non sei più servo: lo sei stato, sotto la Legge: dovevi servire, sacrificare sugli altari, con la speranza di placare l'ira del Padre per i tuoi peccati...

Ma ora non sei più sotto la Legge...  ma sotto la Grazia. Non più schiavo della Legge di Dio
ma amico di Dio attraverso il mio sacrificio.

III. Il vero 'amore ci rende liberi

Fermiamoci qui per oggi: ma voglio anticipare una domanda che potresti farmi: Gesù sta parlando ai suoi discepoli, per cui di amore “gli uni per gli altri” riferito SOLO ai miei fratelli e sorelle in Cristo. Vero?

Vedremo nel prossimo messaggio come la tua famiglia in Cristo la chiesa locale sia la palestra dove formare i muscoli spirituali per portare l'amore di Gesù nel mondo.

Preghiamo.

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06 ottobre 2019

Il serpente di bronzo - Dove trovi l'antidoto al male del mondo?

Quale è la cura al male che trovo nel mondo? E' fissare la croce dove Cristo a pagato, una volta e per sempre i peccati di chi si affida a lui.

(Messaggio di Mario Forieri)
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”Il re cananeo di Arad, che abitava nella regione meridionale, avendo udito che Israele veniva per la via di Atarim, combattè contro Israele e fece alcuni prigionieri. Allora Israele fece un voto al Signore e disse: «Se tu dai nelle mie mani questo popolo, le loro città saranno da me votate allo sterminio». Il Signore ascoltò la voce d’Israele e gli diede nelle mani i Cananei; Israele votò allo  sterminio i Cananei e le loro città e a quel luogo fu messo il nome di Corma[a Poi gli Israeliti partirono dal monte Or, andarono verso il mar Rosso per fare il giro del paese di Edom; durante il viaggio il popolo si perse d’animo. Il popolo parlò contro Dio e contro Mosè, e disse: «Perché ci avete fatti salire fuori d’Egitto per farci morire in questo deserto? Poiché qui non c’è né pane né acqua, e siamo nauseati di questo cibo tanto leggero». Allora il Signore mandò tra il popolo dei serpenti velenosi i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì. Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: «Fòrgiati un serpente velenoso e mettilo sopra un’asta: chiunque sarà morso, se lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra un’asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita. Poi i figli d’Israele partirono e si accamparono a Obot; e, dopo essere partiti da Obot, si accamparono a Iie-Abarim nel deserto che è di fronte a Moab dal lato dove sorge il sole.” (Numeri 21:1-11)

 “Mosè fece allora un serpente di bronzo e lo mise sopra un'asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, viveva.” (Numeri 21:9)

 “E come Mosé innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell'uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui non perisca ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:14)

“Ora, [tutte] queste cose avvennero loro per servire da esempio e sono state scritte per ammonire noi, che ci troviamo nella fase conclusiva delle epoche.” (1 Corinzi 10:11)

“Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.” (2 Corinzi 5: 21)

“Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi poiché sta scritto: 'Maledetto chiunque è appeso al legno'.” (Galati 3: 13

“Parla ad Aaronne e ai suoi figli e di’ loro: “Voi benedirete così i figli d’Israele; direte loro: ‘Il Signore ti benedica e ti protegga! Il Signore faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio! Il Signore rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace!’.” (Numeri 6 :23 26)

“ (Re Ezekia) Rimosse gli alti luoghi, frantumò le colonne sacre, abbatté l'Ascerah e fece a pezzi il serpente di bronzo che Mosè aveva fatto, perché fino a quel tempo i figli d'Israele gli avevano offerto incenso e lo chiamò Nehushtan. “ (2 Re 18:1-4 )

“Ed io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me." (Giovanni 12:32)



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29 settembre 2019

Come ottieni l'aiuto che cerchi?

Quando la vita fa male dove trovi persone  che possano essere usate come strumenti per poter ricevere la Grazia di Dio che ti aiuta? Se vivi la tua vita in una chiesa sana, solida, non dovrai temere: le troverai nella tua chiesa locale, e nei suoi piccoli gruppi.
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Stiamo all'ultima parte del lungo viaggio iniziato sei settimane fa  riflettendo su “quando la vita fa male” quando si concretizzano le parole di Gesù;

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33)

Se è vero che Gesù ci ha chiaramente detto che il male sarà parte dell'orizzonte del credente, dall'altro lato ci ha anche detto di farci coraggio (il verbo greco è “tharseō” non “avere coraggio”, prenderlo da qualche parte dal di fuori di noi, ma “essere il coraggio”, diventarlo noi stessi) perché “io ho “nikaō” (lo stesso verbo usato da una ditta di materiali sportivi “nike”) conquistato il mondo”.

Nella Bibbia troviamo la strategia  per “essere coraggio”  diventare coraggio.

Siamo partiti dicendo che nel male, Dio si cura di noi, ha un piano, così come lo aveva per Naomi e Rut.

Gesù è la fonte di coraggio, perché ci da speranza ed aiuto come la aveva dato a Marta e Maria che avevano visto morire il fratello Lazzaro.

Abbiamo visto poi che Dio è pronto a consolarci ma che noi dobbiamo accettare di essere consolati affinché possiamo consolare altri,

Che non dobbiamo paragonare quello che ci accade con quello che accade agli altri, perché la felicità e il successo  di chi non segue e non obbedisce a Dio sono momentanei.

E infine, la settimana scorsa abbiamo visto che lo strumento che Dio usa per aiutarci quando al vita fa male è la Grazia.

Sapete, mio figlio Ben ed io  vendiamo nel nostro negozio diversi “strumenti” per le lavorazioni meccaniche. Sono strumenti che rendono possibile costruire, riparare, modificare: questo, ad esempio, è un “tornio”, e serve per lavorare i metalli.



Questo tornio può fare moltissime cose, ma ha necessità di due cose: l'elettricità e l'utensile.



Che cosa è l'utensile? L'utensile è questo:







E a che cosa serve l'utensile? Serve a fare questo:




Il tornio, senza l'utensile, sebbene abbia la capacità di modificare un pezzo sebbene abbia l'energia per muoversi non può fare nulla!

A questo punto voi vi starete domandando se sto bene... o forse pensate voglia vendervi qualcosa dal nostro negozio. Seguitemi per un attimo nel ragionamento.

Quando la vita fa male,  abbiamo detto che abbiamo bisogno di speranza ma soprattutto di AIUTO! Qualcosa che modifichi la vita che stiamo vivendo.

La settimana scorsa abbiamo detto che lo strumento  con cui Dio ci viene in soccorso è la Grazia. La Grazia è lo STRUMENTO... ma lo strumento Grazia ha bisogno di un utensile per poter modificare la mia vita quando la vita fa male.

Dio ha due tipi di utensile  per modificare la tua vita. Uno diretto, e uno indiretto.

Il primo, quello diretto, si chiama “miracolo”: Dio vede, Dio ascolta, Dio fa... ed io sono guarito.

Paolo afferma:

“Dio è potente da far abbondare su di voi ogni grazia affinché, avendo sempre in ogni cosa tutto quello che vi è necessario, abbondiate per ogni opera buona.” ( 2 Corinzi 9:8)

Dio ha la potenza che serve  per far arrivare la Grazia direttamente. Ma Dio ha anche  un secondo “utensile”: quello indiretto:

Sempre Paolo dice:

“Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.” (Efesini 2:10b)

Per cosa siamo stati creati? Per fare le buone opere  (in greco “ergon” = lavoro) che Dio ha preparato. A chi chiama Dio a fare il “SUO” lavoro? Me e te.

L'energia, la corrente per far girare il tornio la mette Lui. Chi è l'utensile che modifica la vita  di chi soffre? Siamo tu ed io.

Indovina quale metodo usa di più Dio tra quello diretto (lui fa) e quelli indiretto (te ed io facciamo) per mandare la sua Grazia su chi soffre? Quello indiretto!

Questa che vi mostro adesso non è un versetto della Bibbia, ma è una affermazione di quello che la Bibbia dice in tutta la sua lunghezza:

"Quando Dio vuole fare qualcosa nel mondo, 
Egli invita i suoi figli e le sue figlie ad unirsi a lui nel farle”

Non che non possa fare da solo, ma Dio ama coinvolgere chi Egli ama.

Avrebbe potuto benissimo calare dal cielo l'Arca, ma ha chiesto a Noè e alla sua famiglia di farla.

(foto kit)

Questo che vedete è un kit medico: all'interno di esso ci sono strumenti e medicine che possono portare la guarigione, curare le nostre ferite, salvarci.

Se ci siamo fatti male, poco importa che la abbiamo in casa: se stiamo realmente male non riusciremo neppure ad aprirla. Abbiamo bisogno di qualcuno che la apra per noi, di un infermiere che arrivi, tiri fuori le garze, disinfetti le ferite, metta i punti, metta le bende.

Tu potresti pensare: “Eh, beh, Marco, facile per te... sei un pastore!  Sei un “esperto” nell'aiutare le persone, è il tuo compito... ma io? Io non sarei mica buono a farlo!”

Appunto! Dio ama prendere uomini e donne comuni con capacità normali (e talvolta anche meno) per fare le buone opere, per sceglierli come utensile  per modellare le vite di altri così che sia chiaro che non è la bravura dell'uomo ma la Grazia di Dio che ha fatto la differenza.

Paolo lo dice:

“Esaminate un po' voi stessi, fratelli: pochi di voi erano sapienti dal punto di vista umano, pochi i potenti, pochi quelli provenienti da famiglie importanti, ma Dio ha scelto le cose che il mondo considera pazze o da scartare, proprio per coprire di vergogna quelli che il mondo considera sapienti, ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare e screditare le forti. Il Signore ha scelto le cose umili, quelle che il mondo disprezza e che non tiene in alcun conto, per ridurre a niente quelle che il mondo considera importanti. Cosicché nessuno può vantarsi davanti a Dio.” (1 Corinzi 1: 26-29 PV)

Dio non cerca superuomini o superdonne, ma uomini e donne che siano disposti a farsi usare  per diventare un canale tramite cui la Sua Grazia giunge ad altri.

Siamo convinti, allora che:

a) la Grazia di Dio arriva indirettamente tramite altri credenti

e

b) non servono supereroi della fede, ma persone di fede?


A questo punto la domanda è: dove trovo tali persone? Guardati attorno... ma non guardare i muri,
guarda le facce. La Grazia indiretta è disponibile se sei connesso, se sei connessa al corpo di Cristo, alla tua chiesa locale.

La prima chiesa mai esistita al mondo era quella di Gerusalemme, quella che aveva conosciuto Gesù di persona: e Luca ne parla così.

“Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere. (…)  E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore,  lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.” (Atti 2:42, 46)

La prima chiesa non si incontrava la domenica... ma soprattutto faceva tutta una serie di attività che erano molto di più dell'andare in chiesa:

1) Ascoltavano l'insegnamento degli apostoli erano fortunati,  non dovevano leggere il Nuovo Testamento, lo ascoltavano “in diretta” mentre veniva scritto.

2) Avevano “comunione fraterna, in greco “koinōnia”, che significa, semplicemente
“comunicare l'uno con l'altro”, si parlavano.

3) Mangiavano assieme e durante il pasto  ricordavano il sacrificio di Gesù.

4) Andavano assieme al tempio, come oggi noi veniamo in chiesa la domenica.

5) Cantavano e pregavano assieme.

La chiesa non era “un'oretta domenica”... ma era vivere assieme ad altri credenti...

Dove troverai l'utensile adatto perché la Grazia di Dio modelli la tua vita?

L'infermiere che apra la borsa medica? Dio ha promesso di usare uomini e donne normali per portarti la sua Grazia quando la vita fa male... ma tu, quelle persone che Dio ti vuole provvedere le stai realmente incontrando?

La Grazia è disponibile... se vivi in mezzo al corpo di Cristo!

Giacomo, il fratello di Gesù, dice:

“C’è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C’è qualcuno di animo lieto? Canti degli inni.  C’è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore: la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà; se egli ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati.  Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia.” (Giacomo 5:13-17)

La Grazia che ti serve quando la vita fa male, non la trovi in una sera: la costruisci vivendo assieme  a uomini e donne come te in "koinōnia”, “comunicando l'uno con l'altro” nei momenti di calma.

Paolo dice:

“Aiutatevi a vicenda nelle difficoltà e nei problemi; così facendo avrete fatto ciò che vi chiede la legge di Cristo.” (Galati 6:2 PV)

Sai che cosa significa tutto questo? Venire la domenica... si... Pregare....si... ma soprattutto, avere "koinōnia”, “comunicare l'uno con l'altro”... e questo si chiama, semplicemente,  “piccolo gruppo”.

Gli ultimi quattro anni sono stati per Janet e per me veramente difficili con la malattia della sorella di Janet.

Sapete come è arrivata la Grazia di Dio che ci ha aiutato “quando la vita faceva male”? Attraverso il piccolo gruppo. Addirittura noi ne avevamo  uno in italiano e uno in inglese.

Lì siamo stati confortati, lì l'utensile ha modellato le nostre anime lì l'infermiere ha aperto la borsa sanitaria per curare le nostre ferite...

Ma non abbiamo scelto  di averlo perché Chris era malata ma c'era già QUANDO e successo.

I membri del nostro piccolo gruppo hanno agito secondo quello che Salomone ha scritto in Proverbi:

“Non rifiutare un beneficio a chi vi ha diritto, quando è in tuo potere di farlo.” (Proverbi 3:37)

In un piccolo gruppo capita talvolta di essere  il metallo da modellare ed essere consolati e la prossima di essere l'utensile che modella  che porta la consolazione della Grazia.

Vi ho chiesto sei settimane fa di fare un elenco di ciò che ti ha fatto male o di ciò che ti fa male o di ciò che ti farà potenzialmente male...

Non voglio vederlo, io ho il mio elenco, e so che Dio ha usato  le persone del mio piccolo gruppo per portarmi la Grazia nei momenti difficile, e so che Dio li userà ancora quando torneranno.

Guardalo: la Grazia che ti serve quando la vita fa male può arrivare direttamente da Dio... ma più spesso arriva da un figlio o da una figlia di Dio.

Se non hai un piccolo gruppo probabile tu non abbia neppure l'utensile quando la vita fa male.

Ti incoraggio a trovare un posto, un orario, e un gruppo di persone della tua chiesa per dare e ricevere la Grazia  che serve quando la vita fa male.

Preghiamo.

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22 settembre 2019

Dove trovi la speranza che serve?

Esiste uno strumento  con cui Dio agisce nel mondo per venire in mio soccorso quando la vita fa male? La risposta è: si. E si chiama "Grazia".
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Stiamo affrontando da cinque settimane uno dei problemi più duri da accettare per ogni uomo e forse più difficile per coloro che credono in un Dio che è amore e che promette il bene, non il male; perché, e cosa fare quando la vita fa male.

Gesù lo ha detto chiaramente: non aspettatevi che la vita sia rose e fiori, anzi, tutt'altro:

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33)

Indipendentemente da chi tu sia dalla tua età, posizione, ceto, in questo preciso memento tu sei in uno di questi tre periodi nella propria vita:

1) Puoi uscire da un periodo doloroso.
2) Puoi attraversare un periodo doloroso
3) Puoi avvicinarti ad un periodo doloroso

Salomone afferma:

“L'uomo infatti non conosce la sua ora; come i pesci che sono presi nella rete fatale e come gli uccelli che sono colti nel laccio, così i figli degli uomini sono presi nel laccio al tempo dell'avversità, quando essa piomba su di loro improvvisa.” (Ecclesiaste 9:12)

Abbiamo detto nelle passate predicazioni, che, quando attraversiamo questi periodi, brevi o lunghi che siano, tutti, nessuno escluso.
  • VOGLIAMO QUALCOSA ----- > SPERANZA
  • ABBIAMO BISOGNO DI QUALCOSA ----- >  AIUTO
Dio è la nostra speranza, Pietro dice:

“E sempre per mezzo della sua straordinaria potenza, egli ci ha dato tutte quelle cose grandi e preziose che ci ha promesso.” (2 Pietro 1:4a)

La potenza di cui parla Pietro è speranza che mi occorre, e la trovo nelle parola di Dio. Vi ricordate in che modo Gesù, confortò Marta e Maria dopo la morte del fratello Lazzaro? Ricordando loro quello che è scritto nella Parola di Dio.

Nel brano di Giovanni non c'è scritto che Gesù citò un versetto specifico, ma nella Parola c'è questa promessa:  vi mostro un solo esempio delle migliaia presenti

“Il Signore mi rispose e disse: «Scrivi la visione, incidila su tavole, perché si possa leggere con facilità; perché è una visione per un tempo già fissato. Essa si affretta verso il suo termine e non mentirà; se tarda, aspettala, poiché certamente verrà, e non tarderà». Ecco, egli si è inorgoglito, non agisce rettamente; ma il giusto per la sua fede vivrà.” (Abacuc 2:2-4)

Nella Bibbia ci sono più di 6000 promesse che Dio ha fatto al suo popolo. Se ti serve la speranza, non hai che da aprire la Parola di Dio.

L'altra cosa di cui abbiamo bisogno, è l'aiuto; vi ricordate che avevamo parlato della parola “parakaleo” e "paraklētos" la consolazione e il consolatore e avevamo detto che significava qualche cosa che sta a fianco qualcuno che mi sorregge, qualcuno che affronta le difficoltà al mio fianco.

Si... ma come?  Perché lo Spirito di Dio, il  paraklētos il Consolatore,  mica lo posso vedere! Lo posso “intuire”... ma è “spirito”... ed io sono un essere si spirituale ma che vive in un monto fisico e io ho un bisogno “fisico”, qualcosa che veda agire nella mia vita.

Esiste uno strumento  con cui agisce nel mondo il Consolatore lo Spirito Santo, lo Spirito di Dio?

La risposta è “si”. lo strumento VISIBILE  con cui agisce lo Spirito di Dio si chiama Grazia.

La Parola di Dio, la Bibbia, dice che l'aiuto di cui ho bisogno la trovo attraverso lo Spirito nella Grazia di Dio.

Cosa è la Grazia di Dio?

Per poter capire cosa sia la Grazia dobbiamo capire innanzitutto dove la trovo, perché come uomo  mi è difficile capire cosa è qualcosa se non la vedo.

Ci sono moltissimi versetti nella Bibbia che parlano di Grazia ma ce n'è uno  specifico nella Bibbia che mostra il suo potenziale:  si trova in 2 Corinzi al capitolo 12 versetto 9, la prima parte

“Ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza».” (2 Corinzi 12:9a)

Due cose da notare in questo versetto:
  1. non sono una conclusione a cui Paolo è giunto, ma le ESATTE parole che Gesù,  il Signore ha detto a Paolo;
  2.  il tempo del verbo “bastare”: non lo hanno tradotto con il congiuntivo “ti basti”, non è un ammonimento, guardo quello che c'è nel serbatoio e vedo quello che c'è...   te la devi far bastare, ma lo hanno correttamente tradotto come nell'originale in greco col  presente indicativo  “ti basta”. E' una constatazione guardo e vedo che realmente ti basta,  adesso, in questo momento, il serbatoio è pieno, perché sono io che lo riempio.
Anzi, molto di più: il verbo per “ti basta” è “arkeō”, e ha due significati: il primo è essere “più che abbondante”. Il secondo significato è “innalzare una barriera”.

Rileggiamo il versetto sostituendo queste parole:

“Ed egli mi ha detto: «La mia grazia è più che abbondante , è una barriera, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza».” (2 Corinzi 12:9a parafrasi)

Tu potresti dirmi: “Marco, tu non hai idea  di quello che ho attraversato sto attraversando o attraverserò io.”

Ti ricordi cosa aveva chiesto Paolo? Rileggiamo assieme l'intero brano di 2 Corinzi 12:

“E perché io non avessi a insuperbire per l’eccellenza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un angelo di Satana, per schiaffeggiarmi affinché io non insuperbisca. Tre volte ho pregato il Signore perché l’allontanasse da me; ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amore di Cristo; perché quando sono debole, allora sono forte. (2 Corinzi 12:7-10)

Hai mai avuto una spina nella carne? Sei mai caduto tra i rovi? Le spine, spesso, non solo fanno male per perforazione, ma contengono sostanze irritanti che provocano bruciore, infiammazione, talvolta avvelenano. Quando ne hai una, l'unica cosa che vuoi,  è che qualcuno la tolga via per te.

Paolo stava vivendo la sua vita già non facile di per se, (lapidato, scacciato, arrestato,  contestato dalle chiese che lui stesso aveva piantato  come quella di Corinto con una spina perenne nella carne;  la parola in greco “sarx”,  significa “carne, muscolo” non è piantata sulla pelle o qualche strato di pelle, ma dentro al muscolo,  in profondità .

E Paolo sa bene che non è per caso, non è per colpa sua, ma è Satana che sta operando contro di lui e contro quello che fa.

E per questo chiede a Dio una cosa che trova ovvia : “Ti prego liberami da essa!  Pensa quello che potrò fare per te se tu me la togli!”

La risposta, per tre volte, non è stata “no” ma è stata “Paolo, ho già fatto molto di più: ti ho dato la mia Grazia, ti ho riempito fino a traboccare, ti ho dato la mia protezione”.

Non sappiamo di cosa si trattasse, e sono persuaso che il Signore ha volutamente impedito a Paolo di descrivere la spina, così che nessuno potesse paragonarla con la sua spina. Noi siamo abilissimi a comparare il nostro male con quello degli altri e dire “il mio è peggio”.

Ma sappiamo che Paolo, il grande Paolo, colui che aveva parlato direttamente con Gesù sulla via di Damasco doveva convivere con  qualcosa che gli faceva male lo ostacolava perennemente e che era deliberatamente opera di Satana.

Come avresti reagito? Come reagisci quando preghi, per qualcosa che sai di poter pregare qualcosa che è perfettamente nella volontà di Dio guarire una malattia salvare un matrimonio, far cessare una persecuzione e Dio sembra dirti “no”?

E' tanto umano  credere che Dio non veda, oppure che Dio ci sia contro.

La Bibbia è un libro onesto, dove Dio non ci mostra superuomini e superdonne ma uomini e donne proprio come me e te che reagiscono come me e te, e danno la colpa a Dio per il male della loro vita.

“Ora, purtroppo, Dio mi ha ridotto senza forze, ha desolato tutta la mia casa; mi ha coperto di grinze e questo testimonia contro di me, la mia magrezza si leva ad accusarmi apertamente. La sua ira mi lacera, mi perseguita, digrigna i denti contro di me, il mio nemico aguzza gli occhi su di me (…) Dio mi dà in balìa degli empi, mi getta in mano ai malvagi (…) Eppure le mie mani non commisero mai violenza, e la mia preghiera fu sempre pura (Giobbe 16:6-9, 11, 17)

Ti sei mai trovato lì? A contestare a Dio “ “Perché non intervieni? Perché non mi ascolti? Perché mi dici no? Perché... Perché... Perché...”

Cosa avresti fatto se tu fosti stato, se tu fosti stata Paolo? Avresti alzato il pugno al Cielo, come aveva fatto Giobbe, e gridato “Perché? Non è giusto!

Sorprendentemente, Paolo, pur essendo uomo, non reagisce così ma ascolta, e capisce le parole di Gesù “Paolo, la mia Grazia è meglio della guarigione! Paolo, la mia Grazia è di più della guarigione”.

La realtà del mondo è che Satana  porterà SEMPRE il dolore nella tua vita per allontanarti da Dio.

Ma la realtà del mondo di Dio è che Lui ti fornirà SEMPRE una Grazia sovrabbondante che formi una barriera per proteggerti e tenerti vicino a Lui!

Paolo ha ascoltato,  e invece di contestare a Dio la “non- decisione” di aiutarlo a togliere la sua spina,  ha “costruito” sulla Grazia di Dio. Come?

Possiamo prendere ad esempio il suo comportamento per costruire sulla Grazia nei momenti difficili delle nostre vite

1) Il dolore mi rende umile

“E perché io non avessi a insuperbire... per schiaffeggiarmi affinché io non insuperbisca”

Se tutto ci va bene nella vita, è possibile che cominciamo a vantarci  di quanto siamo bravi gajardi, esperti.

Il dolore non è voluto da Dio, ma da Satana, ma ci riporta con i piedi per terra, è una cura drastica al nostro materialismo ci fa mettere in prospettiva  cosa è davvero importante nella vita.

2) Il dolore mi ricorda che non sono un super eroe

“Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze”

Il dolore ci rende deboli, bisognosi di aiuto, ricorda che i lupi solitari nella vita,  finiscono sbranati.

Abbiamo bisogno di aiuto, sempre, e lo troviamo disponibile in maniera più che abbondante nella Grazia di Dio.

3) Il dolore restituisce a Gesù il volante della mia vita

“Affinché la potenza di Cristo riposi su di me”

Nel dolore Gesù è al comando della mia vita, la sua potenza, dice Paolo si “riposa”,  si posa, rimane, pesa sulle mie spalle soprattutto quando la vita fa male, soprattutto quando non vedo la via d'uscita.

4) Il dolore mi fortifica

 “perché quando sono debole, allora sono forte.”

La mia forza è ne lasciare che Dio usi la mia debolezza, per mostrare la sua potenza... allora sono realmente forte.

Pensi che sia più forte Dio o il male? Se Dio afferma che la Grazia è meglio della guarigione, se Dio afferma che la Grazia è di più della soluzione, se Dio afferma che la Grazia è la barriera che ti salva... cosa dovrei temere?.

Tutto questo è disponibile a tutti, la potenza di Cristo è disponibile a tutti, la Grazia che riempie ed è barriera è disponibile a tutti... ma...

Ma devi aver riposto la tua fede in Cristo. Lo hai fatto? Se no, scegli oggi di accettare quella Grazia. Se si, vivi nella fiducia della promessa di Gesù.

“Non aver paura, piccolo gregge, perché il Padre vostro ha voluto darvi il suo regno.” (Luca 12:32 TILC).

Preghiamo.
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