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17 febbraio 2019

Una fede che sappia attendere

Quale sarà il premio alla mia fede? E quando lo otterrò? Avere fede è attendere che il piano di Dio sia completo perché possa darci il premio nell'ultimo capitolo della storia.
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Sino ad ora abbiamo visto tutti gli aspetti in un certo senso “meno facili” da accettare della fede la fede non è pensare  ma fare, è vedere ciò che Dio ci rivela  non quello che vediamo realmente, è non pensare con la logica umana  ma accettare la logica di Dio, è essere pronti a pagare un prezzo, piccolo o grande,  ma sempre un prezzo per avere fede.

Tu potresti dirmi: “Che fatica avere fede, Marco! E poi, a pro di che? Perché io vedo alcuni che hanno poca fede, o anche niente fede, e ottengono, prosperano, vivono e altri che hanno molta fede  e non ottengono, stentano, muoiono!".

Chi ha scritto Ebrei, si è posto anche lui questa domanda. Sapeva di scrivere una lettera dura a persone che erano spaventate da quello che sarebbe potuto accadere loro per essere passati dall'ebraismo al cristianesimo.

Tuttavia non vuole illuderli presentandogli un Dio-ombrello che farà scivolare sopra la loro vita il male, né un Dio-sponsor che li raccomanderà per avere tutto ciò che desiderano.

Quello che presenta loro è un Dio-croce, che ha mandato Cristo a morire per renderli degni  di stare davanti al Padre che li giustifica davanti a Dio, e che li premierà.

Chi ha fede otterrà  sempre un premio

La fede ha sempre un premio... Si, ma quando lo riceveremo questo premio?

Vi ricordate? Il capitolo era iniziato con queste parole:

“Che cos'è la fede? È la completa certezza che quello che si spera si realizzerà. È la piena fiducia in cose che non si vedono.” (Ebrei 11:1 BDG)

Aveva in pratica diviso la nostra vita in due: “certezza” e “speranza” “fiducia” e “cose che non si vedono”.

Lo scrittore di Ebrei ci dice che ci sono due mondi: quello delle cose che vediamo, il mondo reale dove noi ci muoviamo, e quello delle cose che non vediamo, il mondo spirituale dove si muove Dio.

Dove avremo questo premio, allora? In quale dei due mondi? In quello reale o in quello spirituale?

Lo scrittore di Ebrei dice che inizia citando cinque personaggi famosi che hanno ricevuto un premio qua:

Abele: “Dio attestò di gradire le sue offerte” (Ebrei 11:4)
Enoc “fu rapito perché non vedesse la morte” (Ebrei 11: 5)
Noè  “un’arca per la salvezza della sua famiglia” (Ebrei 11: 7)
Abraamo: “soggiornò nella terra promessa.” (Ebrei 11:9)
Sara “”ricevette forza di concepire” (Ebrei 11: 11)

Ma, a questo punto della lettera, lo scrittore si ferma: capisce che le persone potrebbero credere  in un Dio-ombrello o in un  Dio-sponsor che ci premia qua...

Ma quando non accade? Quando non ricevi il premio di Sara, che partorisce Isacco quando è vecchia?

Quando non vedi il  Mar Rosso  che si apre davanti ai tuoi piedi? Quando le mura di Gerico non crollano  dopo aver gridato?

Quando hai fede, e preghi, e il tuo sposo, tuo figlio, tua sorella  non guariscono dal tumore? Cosa significa tutto questo? Che Dio non è in controllo, o peggio, che è un Dio che non mi gradisce?

E' Dio bugiardo? E' Dio “di parte”, Un Dio che fa chi figli chi figliastri? Che premia secondo il suo umore?

E mi ha stupito il versetto 13. Nel bel mezzo del brano  dove descrive i premi  che persone di fede hanno ottenuto scrive:

“Tutti costoro sono morti nella fede, senza ricevere le cose promesse, ma le hanno vedute e salutate da lontano, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra.” (Ebrei 11:13)

Come come? Hai appena elencato tutte le promesse esaudite... gradimento da Dio, vita eterna, famiglie salvate, nazioni ottenute , figli arrivati... Tutti costoro sono morti nella fede, senza ricevere le cose promesse...

Per cui, non sono QUESTE le cose promesse. Non è quello che otteniamo QUA  il premio finale alla fede.

E infatti, se prima aveva elencato cinque persone che avevano ottenuto un “premio” visibile,  misurabile,  da spendere qua in terra in virtù della loro fede, adesso elenca cinque persone  che NON hanno ottenuto alcun premio visibile, misurabile, da spendere qua in terra per via della loro fede.

Per fede Abraamo “fu messo alla prova, offrì Isacco” (Eberi 11:17)

Dio lo gradì...  ma non c'era alcun premio

Per fede Isacco “benedisse Giacobbe ed Esaù” (Ebrei 11:20)

Isacco morente benedice due figli che si odiano...  dov'è il premio per la sua fede?

Per fede Giuseppe “diede disposizioni circa le sue ossa” (Ebrei 11:22)

Giuseppe muore in Egitto, perché il suo popolo non ha ancora una terra, e chiede che, quando ci sarà,  le sue ossa siano portate là... dov'è il premio?

Per fede Mosè “fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori” (Ebrei 11: 23)

I genitori salvarono il figlio... ma lo persero subito dopo, vedendolo diventare il “nipote del faraone”... mica è un gran premio!

Per fede Mosè “rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone” (Ebrei 11:24)

Divenne l'eroe del suo popolo... ma patì fame, persecuzione e percosse... bel premio alla fede!

Ebrei aggiunge:

“Per fede conquistarono regni, praticarono la giustizia, ottennero l’adempimento di promesse, chiusero le fauci dei leoni, spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, guarirono da infermità, divennero forti in guerra, misero in fuga eserciti stranieri.” (Ebrei 11:33.34)

Ma poi aggiunge anche:

“Furono torturati... furono messi alla prova con scherni, frustate, anche catene e prigionia.Furono lapidati, segati, uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati... erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra.” (Ebrei 11:35-38)

Lo scrittore di Ebrei ci sta dicendo una cosa chiara: prendi le benedizioni qua come un “extra”... ma non è quello il premio per la tua fede. Potrai ricevere mentre sei in terra   perché Dio ti benedice, ma se hai fede, e non ricevi non significa  che Dio ce l'ha con te.

Questo significa  che debbo smettere di pregare con fede per la guarigione di mia cognata dal cancro?
Certo che no! Gesù mi chiede di farlo,   “Io altresì vi dico: chiedete e vi sarà dato” (Luca 11:9). Io prego ogni giorno per quell'extra... … ma non devo fondare la mia fede in Dio sull'extra.

Ebrei 11:39 dice:

“Tutti costoro, (per cui, sia quelli che hanno ricevuto un extra sia quelli che non lo hanno ricevuto) pur avendo avuto buona testimonianza per la loro fede, non ottennero ciò che era stato promesso” (Ebrei 11:39)

Dov'è, allora, il “premio” per la fede? Quale è la promessa di cui parla Ebrei?

Vedete, la storia ha senso solo  quando leggiamo l’ultimo capitolo; in molti casi ci soffermiamo sul penultimo capitolo, quello dove noi stiamo vivendo le nostre vite. E vorremmo che tutto funzionasse qua.

Ma questo è il penultimo capitolo, e noi viviamo ancora in un mondo caduto, imperfetto, pieno di peccato... Noi stessi, abbiamo fede si...  ma siamo imperfetti. Abbiamo fede si,  ma siamo peccatori.

Per alcuni di noi questo penultimo capitolo sarà spiacevole  per altri vittorioso e pieno di extra... per la maggior parte di noi  un mix delle due cose.

Ma se siamo in Cristo, nel suo patto,  l’ultimo capitolo è uguale per tutti... Ed è un capitolo di puro trionfo.

“Ancora breve, brevissimo tempo e il suo arrivo non tarderà. Quelli che per la fede ora sono giusti davanti a Dio vivranno per fede, fiduciosi in lui per ogni cosa.” (Ebrei 10:37-38a BDG)

Quale è il premio della fede? Saremo dichiarati “giusti” davanti a Dio. La parola greca che è tradotta con “giusti” è “dikaios”, che significa “innocente”.

Il premio della fede, è che Gesù ci rende innocenti dei nostri peccati perché lui li ha pagati per noi. Per rendere possibile tutto ciò, Dio ha un piano...

“Dio aveva in vista per noi qualcosa di meglio, in modo che loro non giungessero alla perfezione senza di noi.” (Ebrei 11:40)

Noi siamo giunti a Cristo  attraverso le vite di chi ci ha preceduto; senza Noè, Abraamo, Mosè, Raab, oggi non saremmo giusti, non saremmo innocenti, non saremmo salvi...

Grazie alla loro fede, noi abbiamo conosciuto Cristo; Dio ha fatto aspettare Abraamo, Noè, Mosè Davide, affinché potessero entrare nel Regno di Dio  assieme a te.. e a me!

L' ultimo capitolo  è  stato già scritto  scritto, ma non è ancora avvenuto;  siamo ancora nel penultimo,
la “perfezione”,  Cristo che torna a regnare,  la “seconda venuta” la “Gerusalemme Celeste” tutto questo deve ancora avvenire.

Neanche noi,  come, Abraamo, Giacobbe, Mosè, Davide; abbiamo ancora ottenuto tutto quello  che Dio ha promesso... il premio della fede, la Nuova Gerusalemme, Gesù che regna in eterno...

Ma abbiamo conosciuto Gesù. ciò significa che tu, ed io, possiamo essere per le generazioni future i Noè, i Mosè, i Davide  attraverso la nostra fede,  la tua e la mia.

Cosa fai quando la paura bussa alla porta della tua vita?  Apri la porta, o apri la Bibbia?

Quando non trovi un senso al male che vedi attorno a te  o che stai vivendo?   Piangi, ti disperi, o cerchi di vedere oltre l'ombra?

In cosa hai fede? In un Dio ombrello che ti protegge da tutto, o in un Dio sponsor che ti raccomanda?

La fede  è chiudere a doppia mandata la porta alla paura che bussa, e aprire la Bibbia e pregare. E' credere in un Dio-croce,  che ha già vinto il mondo. E' vedere il piano di Dio, anche quando la vita fa male perché il premio vero non è qua. E' pregare per gli extra, ma accettare quando non arrivano. E' testimoniare Cristo anche quando è rischioso è difficile, è faticoso sapendo che altri verranno a Cristo per la tua fede.

“Ora senza fede è impossibile piacergli, poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.” (Ebrei 11:6)

Ma, soprattutto, la fede è voler piacere a Dio, accostarsi a lui,  cercarlo, e sapere che il premio  sarà stare assieme a lui per sempre

Preghiamo.

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10 febbraio 2019

Una fede che veda oltre le curve

Su cosa è fondata la tua fede? Sulla logica e sul vedere, o sull'obbedire e sull'affidarsi?

Avere fede è accettare confidare in un Dio d'amore anche quando non vediamo oltre le curve dei nostri problemi.
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Sono un paio di settimane che stiamo parlando di fede e di paura.

Abbiamo iniziato con Mario Forieri che ci ha domandato  “Cosa fai quando la paura bussa alla porta della tua vita?  Apri la porta,  o apri la Bibbia?"

La scorsa settimana abbiamo iniziato a studiare Ebrei 11 per avere un modello di fede biblico.

Ed abbiamo già visto che   chi ha fede non pensa ma fa, ovvero che la vera fede deve spingere ad agire perché le nostre azioni rendano visibile l'invisibile e che la fede non è un sentimento, ma un'azione.

Avevamo poi visto che chi ha fede crede ciò che Dio gli rivela non ciò che vede, che non devo fidarmi di ciò che vedo con i miei occhi

La vera realtà è ciò che Dio dice avverrà non ciò che io vedo, è il progetto finale, non lo stato attuale dell'opera.

Oggi vediamo altri due aspetti di chi ha fede.

1. Chi ha fede non pensa solo con la logica umana

Attenzione, non sto dicendo che se sei credente, se hai fede in Dio devi rinunciare completamente alle tue funzioni logiche.

Dio ti ha creato con un cervello e la capacità di guardare e capire la realtà  è un  SUO dono, perché Dio è un dio “logico”, che guarda ciò che accade, e capisce fino in fondo il perché e il per come degli eventi,  e vuole che tu usi la capacità logica che ha seminato in te.

Perché allora la fede a volte manda la mente in tilt? Perché Dio vede l'immagine completa del percorso, mentre noi vediamo esclusivamente  il tratto di strada che stiamo percorrendo.

Se abbiamo una buona vista e il percorso è pianeggiante possiamo arrivare a vedere chiaramente tre/quattrocento metri oltre; Uno con una vista eccezionale arriverà a un chilometro.

Ma basta un po' di foschia, una collinetta, una curva, e noi non vediamo più nulla.

Pensate ad Abraamo: Dio aveva detto di partire da Ur dei Caldei, una città enorme, ricca, per andare in un posto... senza rivelargli dove o quale fosse quel posto.

Lui, per fede, era partito, magari con qualche dubbio,  con molte speranze. E come premio  Dio lo condusse nella terra promessa.

Per fede aveva accettato la promessa di Dio che avrebbe avuto una discendenza grande come le stelle nel cielo, anche se qualche dubbio lo avrà avuto con una moglie sterile ed anziana. E come premio Dio fece partorire Sara nella sua vecchiaia, dandogli Isacco.

Sin qui, Abraamo, ha esercitato la funzione “logica”  che Dio ha impiantato nel suo cervello: “Per poter avere una nazione, Dio mi deve dare un posto dove vivere... ed eccola, la terra promessa!” Logico! “Per poter generare una nazione, Dio mi deve dare un figlio... ed eccolo, il figlio Isacco!” Logico!

Tutto è filato secondo la “logica” umana, sembra una di quelle storie che finiscono con “e tutti vissero felici e contenti”. Poi, però, accade che Abraamo incontra una “curva” sul suo cammino. Qualcosa che gli impedisce di vedere “oltre”, qualcosa che va al di là della sua logica di uomo, qualcosa che stenta a capire, anzi che non capisce affatto.

“Per fede Abraamo, quando fu messo alla prova, offrì Isacco; egli, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito.  Eppure Dio gli aveva detto: «È in Isacco che ti sarà data una discendenza».  Abraamo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti; e riebbe Isacco come per una specie di risurrezione. “ (Ebrei 11:17-19)

“Abraamo, dammi Isacco in sacrificio su un altare di pietra; uccidilo perché lo voglio.”
“Ma come, Signore? Ho aspettato tanto, tu me lo hai promesso, tu hai fatto il miracolo per farmelo avere, tu hai detto di avere un piano per lui… e ora lo devo uccidere?
“Abraamo, io te lo comando. Fallo, se hai fede in me.”

Cosa fai quando la fede va oltre la tua “logica” di uomo e di donna? Quando una curva,  una collina,  un ostacolo  nella tua vita ti impedisce di vedere oltre, e tu temi che tutto sia finito lì, che non ci sarà un futuro, e che se ci sarà, sarà pieno di dolore, angoscia tristezza?

Il versetto dice:

Abraamo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti (v. 19)

Abraamo nella sua disperazione, cerca di dare un senso a ciò che non ha senso, cerca di venirne a capo con la “logica umana”:   “Forse me lo risuscita!”.

Non capisce, ma obbedisce. Obbedisce anche se vede il contrasto  tra la logica di un Dio d'amore che da la vita, e l'illogica di un Dio di di dolore  che la chiede indietro.

Cosa fai allora  quando sei sicuro che Dio ti sta dicendo una cosa,  ma non riesci a far quadrare il cerchio?

Quando sei in una situazione  dove obbedire ad un chiaro ordine di Dio  sembra portarti in un baratro?

La natura umana è quella di dubitare che i piani di Dio siano i migliori. La natura umana di Gesù, che era perfettamente e completamente uomo, nel Getzemani fu quella di dubitare che il piano di Dio  che prevedeva la croce fosse davvero il migliore:

“Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice1 (Matteo 26:39b)

Ma la natura divina di Gesù, che era perfettamente e completamente Dio fu quella di confidare che il piano di Dio era effettivamente il migliore:

“Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi.” (Matteo 26:39b-c)

Molto tempo dopo Abraamo, ci fu un uomo che divenne famoso per la sua intelligenza, tanto che persino i re e le regine andavano a consigliarsi da lui.

A quest'uomo Dio diede il compito di scrivere un libro dove le persone che sarebbero venute dopo di lui avrebbero potuto trovare risposte alle loro domande.

Fu così che Salomone scrisse il libro di Proverbi, un libro dove è condensata gran parte della saggezza divina applicata alla vita di tutti i giorni, pieno di risposte pratiche  a ciò che ci capita realmente nel modo.

Ma quest'uomo saggio, arrivato alla fine dei suoi giorni, scrisse anche un altro libro, Ecclesiaste, dove per dodici capitoli prova a dare un senso logico a tutto quello che ha viso e ha vissuto nella sua lunga vita di successo.

E dopo aver ragionato per dodici capitoli cercando di dare un senso logico a tutto ciò che logico non appariva nella sua lunga vita, conclude così:

“L’Ecclesiaste, oltre a essere un saggio, ha anche insegnato al popolo la scienza e ha ponderato, scrutato e messo in ordine un gran numero di sentenze. L’Ecclesiaste si è applicato a trovare parole gradevoli; esse sono state scritte con rettitudine e sono parole di verità.... Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: «Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l’uomo»” (Ecclesiaste 12:11-12, 15)

L'uomo più saggio mai venuto al mondo conclude che è impossibile per l'uomo capire i piani di Dio, e che l'unica strada è quella di obbedire,  e lasciar fare a lui.

Abraamo l'aveva fatto: non capendo il perché, cercando di dare una logica umana dove logica non c'era aveva PER FEDE scelto di obbedire.

C'è un Isacco che sai Dio ti ha promesso e ti ha dato, il tuo ministero,  il tuo matrimonio felice,  i tuoi figli, un’amicizia,  la tua salute,  il tuo lavoro,  la tua chiesa, e, all’improvviso Dio ti dice:   “Rinuncia”….“Perché?” … “Perché lo dico io e basta.  Io sono Dio.”

Dio chiese ad Abraamo una prova alla sua fede; abbiamo detto che chi ha fede non pensa,  ma fa. La fede, quella vera, così come l'amore non è un sentimento, ma un'azione.

E il commento del Dio della vita,  dopo aver fermato la mano di Abraamo che era pronta ad uccidere un figlio pur di obbedire a Dio e avere fede in lui, è questo:

“Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli male! Ora so che tu temi Dio, poiché non mi hai rifiutato tuo figlio, l’unico tuo.” (Genesi 22:12)

La parola usata in ebraico per “temi” è “yârê”, che significa “avere rispetto per via della paura”.

Sapete quale parola usa Salomone quando conclude il libro di Ecclesiaste e dice  “Temi Dio e osserva i suoi comandamenti”? E' proprio “yârê”!

Ti pongo la stessa domanda  che ti ha fatto Mario tre settimane fa: quando la paura bussa alla tua porta, cosa fai? Apri la porta, o apri la Parola di Dio?

Dio vuole sapere che l'unica paura che abbiamo è quella di rispettare le sue Leggi.

Questo è il tipo di paura che Dio ricerca, quella paura che non cerca la logica umana ma che rispetta una logica apparentemente (e solo apparentemente) illogica di Dio... per amor suo.

Questo è il tipo di paura che dimostra a Dio che può fidarsi... e a chi si fida,  lui affida...

A Noè affidò la conservazione della vita sulla terra, a Abraamo la nascita di un popolo, a Mosè la liberazione dalla schiavitù, a Giosuè la conquista della terra promessa.

Tu non puoi neppure immaginare a quali grandi opere potresti essere chiamato,  potresti essere chiamata, se solo accetterai di avere fede  al di ciò che vedi e che ti pare logico, e di rispettare le Leggi di Dio.

Ma... c'è un ma.

4. Chi ha fede  è pronto a pagarne il prezzo

Quante volte hai sentito dire da me o da altri  che la salvezza è gratis? Non puoi comprare la salvezza.

Allo stesso modo non puoi comperare la fede, ma la fede,  a differenza della salvezza, non è mai gratis... c'è un costo, piccolo o grande, ma un costo da pagare.

“(Noè) con la sua fede condannò il mondo” (Ebrei 11-7b) 

Per Noè il costo era veder perire nelle onde familiari, amici, armenti, città...  tutto....e ritrovarsi solo.

“(Mosè) rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone,  preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio.” (Ebrei 11: 24.25)

Per Mosè era perdere ogni privilegio regale, patire la fame, le percosse, il disprezzo.

“Allora il re di Gerico mandò a dire a Raab: «Fa’ uscire quegli uomini che sono venuti da te e sono entrati in casa tua; perché sono venuti a esplorare tutto il paese».” (Giosuè 2:3)

Per Raab era le minacce del re  per aver nascosto le spie ebree in casa. e la possibilità di essere lei uccisa assieme a loro.

Lo scrittore di Ebrei ci offre una varietà di costi che i credenti hanno dovuto pagare e pagano tutt'ora perché hanno fede:

“altri furono torturati ...altri furono messi alla prova con scherni, frustate, anche catene e prigionia. Furono lapidati, segati, uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati ... erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra.” (Ebrei 11:35-38)

Sapete, quanto vorrei un “Dio-ombrello”,  di quelli che protegge solo me (e quelli che dico io): ”Dio mi ama = non mi farà soffrire”.

Oppure un “Dio-sponsor” di quelli che mi raccomanda: “Io ho fede = Dio mi provvede la raccomandazione  per ricevere  quello che dico io.”

Ma sapete, il mio è il “Dio-croce”, di quelli che vengono per salvarmi: “Io ho fede = Dio è morto al posto mio”.

Essere obbedienti a Dio, quasi mai comporterà avere una vita facile, un ombrello, una raccomandazione... ma piuttosto una croce da portare.

Gesù dice:

“Chi vuole seguirmi, deve smettere di pensare a se stesso, e deve essere pronto a portare la propria croce ogni giorno, restandomi vicino!” (Luca 9:23 BDG)

Seguire il volere del Padre, ha portato Cristo, colui che ha steso i Cieli, a morire come un criminale su una croce.

In cosa ha fede tu? Se è  in un “Dio-ombrello” sappi che la tua fede  durerà fino al primo grosso problema. E quando non lo risolverai  attraverso la fede nel Dio-ombrello, allora non avrai più fede.

Oppure se è in un “Dio-sponsor” sappi che la tua fede  durerà fintanto che otterrai ciò che chiedi. E quando non otterrai ciò che desideri  attraverso il Dio-sponsor, allora non avrai più fede.

Ma, invece, se la tua  fede è nel “Dio-croce” la tua fede sopravviverà alle tempeste della vita, perché Lui ha già vinto per te.

“ "Credete adesso?" chiese Gesù... Vi ho detto queste cose, perché in me abbiate pace. Nel mondo vi aspetta sofferenza, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo!" “(Giovanni 15:31, 33 PV)

Preghiamo

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03 febbraio 2019

Una fede che vada oltre le ombre


Cosa fai quando tutto sembra coalizzarsi contro di te? Credi nelle ombre che ti circondano, o hai fede nel progetto di Dio per la tua vita?
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La  scorsa settimana Mario Forieri ci ha parlato di fede.

Cosa fai- ci ha detto Mario - quando la paura bussa alla porta della tua vita? Apri la porta, o apri la Bibbia?"

E ha anche detto che paura e fede hanno una cosa in comune: credere in qualcosa che non vediamo. E la paura è avere fede nella direzione sbagliata,

Non so se vi sono mai capitati quei periodi dove tutto sembra girare per il verso sbagliato. Dove sembra che l'intero universo sia coalizzato contro di te... e tu sei in mezzo...  e non sai cosa fare,  cosa credere,  chi pregare, … qualche volta se pregare.

Spero non vi sia mai accaduti: per me questo anno  è iniziato proprio così.

Nei primi trenta giorni dell'anno è morto mio zio, la madre di una compagna di scuola due amici di della mia stessa età, una signora (quasi una mamma) che abita davanti al negozio e con cui ero amico da 40 anni...  un cliente del negozio, il figlio di un nostro fornitore, il fratello ed il suocero di un missionario con cui ho lavorato...

E poi un infarto ad un amico trentaseienne, cause legali che si riaprono,  mia cognata che malata terminale di cancro, problemi col software al negozio... Insomma, di tutto, di più!

Allora, è proprio in questi momenti che la tua fede viene sfidata.  Cosa faccio? Apro la porta alla paura, o apro la Bibbia?

Il brano che predicherò oggi è Ebrei 11. Non mi stancherò mai di riproporlo perché è bene che ricordiamo, soprattutto nei periodi come quello che attraverso io, che la fede non si basa su ciò che vedo, ma su quello che Dio vede per me.

Contesto

La lettera è scritta da qualche discepolo di Gesù (forse Paolo stesso o qualcuno che lo aveva seguito) a un degli ebrei che si erano convertiti.

Ora, c'era un problema: Il giudaismo era una religione lecita,  il cristianesimo no. E questi ebrei converti stavano considerando di “tornare indietro” anche per evitare di essere perseguitati.

In pratica, stavano avendo “paura” di quello che sarebbe accaduto loro, e la paura gli faceva  credere cose  che ancora non avevano né visto né sperimentato... e volevano avere fede si... ma nella direzione sbagliata.

Perché stava accadendo tutto questo? Perché avevano paura? Principalmente perché non vedevano Dio agire nelle loro vite.

E c'era la voglia di dire: “Ma c'è davvero Dio? E se c'è, siamo sicuri che è buono? E  se c'è ed è buono, forse è distratto, o tratta meglio alcuni e peggio altri. Leggiamolo assieme:

“1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono. 2 Infatti, per essa fu resa buona testimonianza agli antichi. 3 Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti. 4 Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo di essa gli fu resa testimonianza che egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora.... 6 Ora senza fede è impossibile piacergli, poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.  7 Per fede Noè, divinamente avvertito di cose che non si vedevano ancora, con pio timore, preparò un’arca per la salvezza della sua famiglia; con la sua fede condannò il mondo e fu fatto erede della giustizia che si ha per mezzo della fede. 8 Per fede Abraamo, quando fu chiamato, ubbidì, per andarsene in un luogo che egli doveva ricevere in eredità; e partì senza sapere dove andava. … 11 Per fede anche Sara, benché sterile e fuori di età, ricevette forza di concepire, perché ritenne fedele colui che aveva fatto la promessa....17 Per fede Abraamo, quando fu messo alla prova, offrì Isacco; egli, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito. …  19 Abraamo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti; e riebbe Isacco come per una specie di risurrezione. ... 21 Per fede Giacobbe, morente, benedisse ciascuno dei figli di Giuseppe e adorò appoggiandosi in cima al suo bastone. ... 23 Per fede Mosè, quando nacque, fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché videro che il bambino era bello, e non ebbero paura dell’editto del re.. 24 Per fede Mosè, fattosi grande, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, 25 preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio che godere per breve tempo i piaceri del peccato, 26 stimando gli oltraggi di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto, perché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa.... 30 Per fede caddero le mura di Gerico dopo che gli Israeliti vi ebbero girato attorno per sette giorni. 31 Per fede Raab, la prostituta, non perì con gli increduli, avendo accolto con benevolenza le spie. .... 35 Ci furono donne che riebbero per risurrezione i loro morti; altri furono torturati perché non accettarono la loro liberazione, per ottenere una risurrezione migliore; 36 altri furono messi alla prova con scherni, frustate, anche catene e prigionia. 37 Furono lapidati, segati, uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati 38 (di loro il mondo non era degno), erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra.  39 Tutti costoro, pur avendo avuto buona testimonianza per la loro fede, non ottennero ciò che era stato promesso; 40 perché Dio aveva in vista per noi qualcosa di meglio, in modo che loro non giungessero alla perfezione senza di noi. (Ebrei 11:1-40)

Come mi aiuta questo brano ad attraversare il mio periodo “buio”? Quali sono le caratteristiche di chi ha fede?

1.  Chi ha fede non è pensa ma fa

Che cosa è la fede quando tutto sembra andare storto?

“certezza di cose che si sperano dimostrazione di cose che non si vedono” (v. 1)

La fede è scegliere da quale parte andare, se aprire la porta alla paura, o aprire la Bibbia con le promesse di Dio.

La traduzione TILC dice così:

“La fede è un modo di possedere già le cose che si sperano, di conoscere già le cose che non si vedono.” (Ebrei 1:1 TILC)

Detto con altre parole: “La fede è un processo per mezzo del quale le cose invisibili diventano visibili”.

La fede è  pulire la cucina a tua moglie  dopo che hai avuto una giornata pesante che fa diventare visibile a tua moglie qualcosa che non è visibile il tuo amore per lei.

La fede è sedere accanto a tuo marito e guardare assieme a lui una partita di calcio per non lasciarlo da solo perché gli amici non sono venuti.

La fede è dare un corpo visibile ai nostri sentimenti.

Giacomo il fratello di Gesù, nella sua lettera afferma:

«Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». (Giacomo 2:18)

Ebrei 11 ci mostra le vite di persone a cui non sempre (anzi quasi mai) è filato tutto liscio che si sono sentite distanti da Dio, che non speravano di uscirne vivi, che sono morte nonostante credessero in Dio.

Noè che inchioda tavole nel bel mezzo di un  deserto. Abraamo che lascia la sua città ricca e comoda senza neppure sapere dove va. Rahab la prostituta che fa entrare le spie in casa sua. Abele che uccide e brucia i migliori agnelli al Signore,

Anche la fede, come l'amore, non è un sentimento, ma un'azione.

2. Chi ha fede crede ciò che Dio gli rivela non ciò che vede

La vera realtà è ciò che Dio dice non ciò che io vedo.

La realtà che ho visto io in questo primo mese del 2019 è una realtà fatta di lutti, malattie, problemi. Ma è questa la realtà vera?  E' questo il progetto di Dio?

Paolo la mette in questi termini:

“Certo la nostra vista è ancora confusa, come se guardassimo in uno specchio appannato, ma un giorno lo vedremo faccia a faccia. Ora tutto quello che sappiamo è incompleto, ma allora sì che avrò una vera conoscenza, proprio come il Signore conosce me.” (1 Corinzi 13:12 PV)

C:S. Lewis ha detto: “La terra dove noi viviamo, questa non è null'altro che il paese delle ombre. La vera vita non è ancora cominciata.”

Qualche volta Dio concede ad un uomo di vedere “oltre”, di andare aldilà dell'ombra. si chiama “rivelazione”.

Se Noè si fosse fermato a vedere l'ombra, avrebbe visto la distruzione di tutto ciò che conosceva: piante, animali, esseri umani. Ma Dio gli aveva fatto vedere il progetto che stava dietro; quello di una seconda creazione.

Ma di sicuro ci saranno state persone che passando sotto l'arca gli dicevano: “Sei matto! Non piove!”

Se Abramo si fosse fermato a vedere l'ombra, avrebbe visto la realtà di lui vecchio e con una moglie sterile. Ma Dio gli aveva rivelato il progetto di una stirpe infinita.

Ma di sicuro ci ranno state persone che gli dicevano:  “E allora? Dove sono tutti 'sti filgli che ti hanno promesso?“

Se Giosuè si fosse fermato a vedere l'ombra, avrebbe visto le mura inespugnabili di Gerico. Ma Dio gli aveva rivelato che le mura sarebbero cadute. dava  un altro messaggio:

Ma di sicuro c'erano persone che li prendevano in giro per le loro trombe: “ Ma che sono, trombette atomiche? Che fanno cadere i muri?”

Certo, non a tutti capita: forse Dio non ti ha mai rivelato direttamente  non hai mai sentito la sua voce direttamente ma attento, attenta a sottovalutare i messaggi che Dio ti manda  attraverso gli altri.

Qualche giorno fa, prima di partire per l'Inghilterra Janet ha ripulito i suoi “archivi”, ed ha accumulato una colonna di carte vicino al caminetto da bruciare per accendere il fuoco

Io non mi metto mai a vedere cosa siano... tranne stavolta... tranne questa.

E' un biglietto di Jessica Malone, una ragazza americana che ha partecipato all'English Camp.

Jessica scriveva:

Cari Janet, Marco, Matteo e Benjamin, la vostra famiglia mi ha sopraffatto di amore, incoraggiamento, grazia, ospitalità e speranza. Sono venuta in Italia volendo solo di essere usata da

Dio e di capire il suo amore e la sua visione per l'Italia. Trenta giorni dopo me ne vado con una grande gioia nel mio cuore portando assieme a me semi di fede. Come Ebrei 11 spiega:  “la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono”. Dopo aver visto il Signore muoversi negli ultimi mesi in un modo così incredibile nei cuori di molti qui (ed anche nel mio), non ho alcun dubbio che il cuore del Padre arda per Montefiascone e che Egli ha iniziato in questo posto una buona opera che sarà fedele nel portare a compimento per la sua gloria e la nostra gioia, proprio come noi lo abbiamo visto lavorare fedelmente e pazientemente nelle nostre vite attraverso la sua grazia. Amo tutti voi così tanto che non avrei potuto essere stata più benedetta dell'aver lavorato con voi per il Regno in questo posto. Siete colonne della fede e dell'incoraggiamento, e ringrazio davvero Dio per voi. Il saldo amore della chiesa di Montefiascone porta onore e lode a Dio”


Sapete in che anno è stata scritta questa lettera? Nel 2004:  quindici anni fa, il primo anno della nostra chiesa... quando non avevamo neppure un nome, (eravamo solo “la chiesa evangelica di Montefiascone”) eravamo sette, non avevamo soldi, non avevamo un locale, non eravamo riconosciuti dallo Stato come chiesa...

Se io, Marco,  mi fossi fermato a guardare le ombre, avrei detto :  “Non c'è mai stata una chiesa a Montefiascone a memoria d'uomo, io non sono un pastore,  non ho studiato teologia,  siamo sette dopo otto anni che lavoriamo per una chiesa locale...”

Vi direi una bugia se vi dicessi di aver avuto da sempre una fede incrollabile  che questa chiesa sarebbe nata che sarebbe sopravvissuta. Dio mi conosce,  ed è spesso venuto in soccorso ai miei dubbi.

Se hai mai avuto dubbi, se hai passato più tempo a studiare le ombre per sapere come andrà a finire, non sei da solo.

Persino dinanzi allo stesso Gesù ci sono state persone che avevano fede, ma che erano assediate dal dubbio: come il padre dell'indemoniato in Marco 9:

”Ti prego, abbi pietà di noi e fa qualcosa, se puoi!"  "Se posso?" disse Gesù. "Tutto è possibile per chi ha fede!"  Il padre esclamò subito: "Io ho fede, ma aiutami a superare i miei dubbi!"  (Marco 9:22-24 PV)

Gesù non ti condanna per i tuoi dubbi, ma è felice se cerchi oltre le ombre.

Voglio porti la stessa domanda che ti ha fatto Mario la settimana scorsa: cosa fai quando la paura bussa alla porta della tua vita?  Apri la porta,  o apri la Bibbia?

Quella Bibbia che dice:

“Proteggimi, o Dio, perché io confido in te. 2 Ho detto al Signore: Tu sei il mio Signore; #non ho bene alcuno all’infuori di te.” (Salmo 16:1-2)

Quando non trovi un senso al male che vedi attorno a te?  Piangi, ti disperi, o cerchi di vedere oltre l'ombra?  Come trovi un senso al tutto?

“Proteggimi, o Dio, perché io confido in te"

Dio ti sta dicendo: "Senza di me nulla ha senso.  Il senso della tua vita è racchiuso in me... Non lo dimenticare."

Preghiamo.


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27 gennaio 2019

Mossi dalla paura... o dalla fede?

Quando la paura bussa alla porta della tua vita, cosa fai? Apri la porta, o apri la Bibbia? In fondo, paura e fede hanno una cosa in comune: credere in qualcosa che non vediamo. E la paura è avere fede nella direzione sbagliata.

Mario Forieri, attraverso Isaia 8, ci spiega che la paura non è mai un buon consigliere, e che se le nostre paure lo diventano, è un segnale che ci dice che non stiamo vivendo a pieno nella certezza delle promesse che Dio ha fatto per noi attraverso Gesù.

Da chi ti fai consigliare: dalla tua paura, o dalle promesse immutabili di Dio?

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“Non chiamate congiura tutto ciò che questo popolo chiama congiura; non temete ciò che esso teme, e non vi spaventate. Santificate il Signore degli eserciti! Sia lui quello per cui provate timore e paura!“ (Isaia 8:12-13)

(PER ASCOLTARE L'AUDIO DEL MESSAGGIO CLICCARE SUL TITOLO)

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